Luca Talevi è stato rieletto segretario generale della Fp Cisl Marche, nel tardo pomeriggio di ieri, 7 aprile, a Jesi al termine del V Congresso regionale del sindacato dei lavoratori del Pubblico Impiego. “Per la persona, per il lavoro. Le nostre professionalità per il Bene Comune”, questo lo slogan del Congresso al quale hanno partecipato il Segretario Nazionale Confederale e Commissario straordinario FP Cisl Nazionale Maurizio Petriccioli, il segretario generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, Marco Ferracuti, segretario regionale della Cisl Marche, e oltre 200 tra delegati e invitati provenienti da tutte le Marche, in rappresentanza di tutti i comparti del pubblico impiego, sanità- enti locali - ministeri- enti pubblici non economici – agenzie.
Al centro dei lavori congressuali, la riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale, il futuro dei Centri dell'Impiego e come riorganizzare la pubblica amministrazione, troppo spesso identificata con i "furbetti del cartellino", valorizzando chi merita per garantire servizi di qualità ai cittadini. Talevi sarà affiancato nella nuova segreteria da Vincenzo Tiani in qualità di segretario aggiunto e da Francesco Todaro, Giuseppe Donati e Paola Ticani.
Partecipazione, confronto e competenza, il leitmotiv del candidato sindaco alle elezioni amministrative di Corridonia Matteo Ceschini. "Non voglio dare giudizi negativi, ma credo che nell'amministrazione precedente i cittadini sono stati estromessi dalla guida della città dico solo questo. La lista che mi accompagna in quest'avventura si chiama "Corridonia Futura" e per questo è caratterizzata da una significativa presenza di giovani e donne.
Un'attenzione particolare sarà rivolta al mondo giovanile, all'associazionismo, alla ricreazione del centro storico, alla cultura e all'integrazione, e allo sport. Sono state queste le parole con cui ha aperto la sua candidatura questa mattina a primo cittadino di Corridonia, il dottor. Matteo Ceschini nella sala dello storico locale Venanzetti di Macerata.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del candidato sindaco Centro Destra Fabrizio Ciarapica.
"Dai consigli di amministrazione delle società partecipate, si sarebbero dovuti dimettere, a far data dal 23/03/2017, come previsto dalla normativa Madia, D.Lgs. n.175 del 19/8/2016, comma 8 art.11, i dipendenti comunali che svolgono l’incarico, per essere sostituiti con altri amministratori non dipendenti pubblici, ovvero da un amministratore unico.
L’Amministrazione Corvatta sembra, invece, aver dimenticato tutto ciò e pertanto l’illegittimità nella composizione dei C d A. delle partecipate comunali potrebbe rendere viziata anche tutta l’attività finora svolta dal 23 marzo scorso.
E non è poca cosa se si pensa che dopo tale data vengono di norma approvati i bilanci delle aziende!
Gli adempimenti previsti dal decreto 175/2016, Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica, pur nell’incertezza di un quadro normativo non ancora completamente definito, rappresentano adempimenti di legge e quindi ci si deve conformare.
Ci si chiede, quindi, se gli statuti delle Società partecipate comunali oltre che del Cosmari, siano stati adeguati alla norma così come il Consiglio Comunale aveva deliberato con gli atti n 74/2016 e 6, 7 e 8 del 17/01/2017.
Ci si domanda con quale cadenza vengono svolte le verifiche di questi organismi e chi vigila sulle aziende in considerazione del fatto che i CdA operano e continuano ad operare con una composizione non rispettosa della Legge!
Anzi, venendo a mancare per legge la maggioranza dei consiglieri, automaticamente tutto il consiglio dovrebbe sciogliersi, lasciando le aziende senza guida, almeno in quelle società in cui 2 componenti su 3 sono dipendenti pubblici.
A pensare bene potrebbe trattarsi di amnesia, a pensar male è l'ennesimo calcio alle regole da parte di Corvatta e Silenzi, a meno che non esistano criteri e modi diversi per misurare la legalità!"
Riceviamo e pubblichiamo da parte diel M5S Recanati
"In questi giorni l’ex assessore al Turismo di Recanati Nino Taddei sente il bisogno di illuminare i recanatesi sugli aspetti politici della nostra cittadina.
Con la sua trasmissione su Radio Erre “Il Testimone” afferma (nella puntata del 06 aprile) che i suoi voti sono stati fondamentali per l’elezione del sindaco per ben due volte e successivamente- il 07 aprile- con un articolo (sempre su Radio Erre) dichiara riguardo alla ex scuola Gigli:“Negli anni si sono avvicendate fantasiose soluzioni con interventi della Regione, anche ingenti, con progetti dell'università e anche con un project che vedeva la collaborazione molto forzata di altri enti. Tutti finiti miseramente in farsa. Ora si ritorna alla carica, però in questo caso, credo si stia oltrepassando il limite della faccia bronzea e del buonsenso".
A questo punto, dopo tali manifestazioni declaratorie, viene da chiedersi se durante la sua permanenza in Giunta il signor Taddei abbia svogliatamente svolto la sua funzione non leggendo quello che gli veniva messo sotto il naso per la firma, oppure se fosse nella condizione che si fidava talmente del sindaco che aveva fatto vincere per ben due volte, da firmare tutto quello che gli veniva chiesto: il project financing e tutto il resto. Ambedue i casi sono criticabili, nel primo caso perché non va bene firmare qualcosa di cui non si conosce il contenuto, nel secondo caso ha firmato fidandosi di qualcuno che oggi rinnega.
Le sue dichiarazioni riportano il nostro ex assessore alla responsabilità di quel passato che oggi preferisce ignorare. Cosa vuole oggi? Il project financing che ha approvato? No. Una ristrutturazione sempre della scuola Gigli che ha approvato? No. Una ricostruzione, sempre da lui approvata in passato? No. Cosa vuol dire dunque Taddei? Quando era in Giunta tutto andava bene, ora che si è dimesso viene fuori che son state fatte molte porcherie? Vuol forse dire che sarà lui in futuro il salvatore della Patria perchè oggi rinnega ciò che ieri ha appoggiato? Dica pure quello che vuole ma così facendo sta solo ricordando il suo passato da gregario di questa amministrazione. Credibilità pari allo zero".
Bella e partecipata la serata di presentazione del candidato sindaco Gianni Corvatta tenutasi al ristorante Chiaroscuro. Tanta la gente che si è ritrovata per ascoltare le parole con cui Corvatta ha dato ufficialmente avvio alla campagna elettorale.
Il candidato si è detto onorato della proposta che il Partito Democratico gli ha avanzato ed ha confermato che per dedicarsi totalmente alla campagna elettorale prima, ed al governo della città poi, anticiperà di un anno il suo pensionamento.
Gianni Corvatta ha subito messo in chiaro i punti più importanti della sua proposta programmatica, della quale ha voluto sottolineare lucidità di visione e concretezza. Non il solito libro dei sogni senza alcuna effettiva possibilità di realizzarsi, ha detto.
Lavoro, specie giovanile, urbanistica, cultura ed ambiente, sono i capisaldi della sua idea di governo della Città.
Una città in cui il consumo del suolo si arresta, e invece si incentiva con ogni mezzo disponibile il recupero dell’esistente, da adeguare non solo alla normativa antisismica, ma anche ai più elevati standard di efficientamento energetico. Un centro storico in cui attività commerciali ed artigianali, e nuove residenze verranno favorite attraverso ogni facilitazione che il Comune può mettere in campo. E dove la cultura – a cominciare dall’immediata riapertura del teatro Vaccaj con tutto ciò che ruota attorno – torni ad avere quel ruolo fondamentale che in passato si è guadagnato.
Corvatta ha peraltro voluto specificare che il programma, frutto del lavoro dei tanti tavoli tematici istituiti, è tuttora resta aperto al contributo di chiunque voglia dare il suo personale contributo di idee. E che anche per questo la sua sede elettorale in piazza Martiri di Montalto resta aperta ogni sera dalle ore 21,30.
"La ricostruzione la dobbiamo chiamare sviluppo e, una volta completata, ci dovrà consegnare una Camerino migliore di prima": a dirlo è Mario Cucinella, architetto di fama internazionale, che nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Centro operativo comunale, ha illustrato le linee guida che muoveranno il pensiero di come dovrà rinascere la città.
"Il nostro piano dovrà partire da una strategia condivisa da tutti i protagonisti, a partire dalle istituzioni fino ad arrivare all'università, passando per i cittadini" ha aggiunto Cucinella. Da qui l'idea di realizzare "una Casa dei cittadini dove dialogare e confrontarsi e quindi progettare il futuro non solo dal punto di vista urbanistico" ha spiegato. L'architetto ha anche parlato di "far diventare Camerino un esempio di metodo della ricostruzione post sisma, perché se è vero che il terremoto è un dramma è altrettanto vero che deve essere un'opportunità di sviluppo".
A Camerino c'è un'opera straordinaria di Giovan Battista Tiepolo che è l'apparizione della Madonna col bambino a San Filippo Neri, dobbiamo far sì che questo capolavoro torni ad essere visibile a tutti", ha aggiunto Mario Cucinella, l'architetto chiamato a disegnare la ricostruzione di Camerino, nel corso della conferenza stampa in cui si sono illustrate le linee guida che muoveranno il recupero della città della Provincia di Macerata, quasi distrutta dal sisma. "Ci sono opere e monumenti di grande valore storico e artistico che occorre restituire alla gente non tra dieci anni, ma adesso", ha aggiunto Cucinella, sottolineando l'importanza che possono avere questo tesori dell'arte anche "in chiave di richiamo turistico in queste zone". L'architetto e urbanista ha citato il teatro, "che è magnifico e che ora deve rientrare a far parte della quotidianità di questi luoghi.
''I danni che ha subito Camerino non li hanno subiti gli altri centri e oggi la nostra città è un malato in rianimazione che ha bisogno di un'attenzione giusta. Soprattutto c'è la necessità di non sbagliare il percorso da fare da questo momento in poi". È quanto ha detto il sindaco Gianluca Pasqui aprendo la conferenza stampa in cui l'architetto e urbanista Mario Cucinella ha presentato le sue idee per la ricostruzione della città. Pasqui ha ricordato che al momento ci sono 6.200 persone in autonoma sistemazione e 500 ancora negli alberghi della costa, mentre le attività che hanno chiuso dopo il terremoto sono 220.
Riferendosi all'architetto Cucinella, il sindaco ha voluto evidenziare come "sia qui per aiutare Camerino e il suo territorio in modo da individuare il percorso giusto da intraprendere". (Ansa)
Soltanto pochi giorni fa la notizia della visita di Carlo e Camilla di Inghilterra in Italia lasciava sperare in un aiuto (leggi qui) per tutti i territori gravemente colpiti dal sisma. Ma in sette mesi si è radicata una regola che anche questa volta ha dettato legge: il territorio maceratese non è protagonista del terremoto. Così anche in questo caso, sebbene i reali d’Inghilterra abbiano degustato i nostri prodotti e promesso aiuti, la notizia di oggi è che Carlo donerà 3 milioni ad Amatrice.
Sembra che il territorio maceratese soffra di invisibilità. Come se la situazione nei paesini dell’alto maceratese sia migliore di altri posti, dimenticando che l’epicentro del 6.5 del 30 ottobre è stato a Castelsantangelo sul Nera. Insito, probabilmente, nel DNA di queste persone che abitano la zona dei Monti Sibillini è l'evitare polemiche per passare invece subito ai fatti.
Così, il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, ha dato un segnale concreto proprio di questa mentalità, dello spirito di chi non molla nonostante l’indifferenza dei media e di chi ha potere; poche ore fa il primo cittadino di Visso ha pubblicato su Facebook un post per annunciare la collaborazione tra il suo Comune e quelli di Castelsantangelo, Ussita e Preci nata ieri, con un incontro proprio nella cittadina umbra, una piccola galanteria visto che gli altri tre sono marchigiani.
La motivazione di questa unione sta nel fatto che “per poter sostenere le proprie ragioni occorre mettere insieme più realtà... in questo caso poi parliamo di realtà che hanno in comune molto di più dei danni del terremoto visto che si tratta di un territorio omogeneo per conformazione, densità abitativa, storia, prodotti e ambiente” come dichiara Pazzaglini. “Il primo passo è stato quello di inviare una lettera al Ministero dell’Ambiente per chiedere un incontro. Parliamo una sola lingua, con una sola voce in modo tale da avere più forza”. L’obiettivo è quello di avere una ricostruzione condivisa e il rilancio di questo territorio: i danni subiti in questi Comuni non sono di un livello inferiore rispetto agli altri. "Abbiamo visto raccolte importanti per Norcia e Amatrice e l’essere sempre esclusi da questi benefici non aiuta, anzi, potrebbero far morire le nostre realtà".
Quattro sindaci, oltre a Pazzaglini anche Falcucci, Rinaldi e Bellini, che “ancora una volta hanno dimostrato di non rassegnarsi al destino (e forse anche al disegno di qualcuno) avverso” e che faranno di tutto per ridare nuova vita a queste terre".
"Alla base di tutto ciò c'è un errore" spiega Pazzaglini: “Hanno nominato un commissario per la ricostruzione sei mesi fa in una fase di emergenza ancora alta e prima delle scosse del 26 e del 30 ottobre. Lo scenario è cambiato il sistema no e quindi c’è stato un intasamento, si è creato un circolo vizioso dal quale lo Stato non riesce ad uscire. Anche se a volte c’è la sensazione che ci sia la volontà di lasciarci morire, io voglio essere ancora ottimista, voglio credere che sia il problema a monte di una cattiva gestione ad avere creato tutto questo caos. Non ci sono arrivate le stalle, non abbiamo le casette ma ancora macerie”.
Così la ricostruzione sembra lontana nel tempo e la cosa migliore, secondo il sindaco di Visso, è fare in modo che questa venga gestita dai Comuni e che la Regione e lo Stato vigilino, come in teoria sarebbe più logico che funzionasse.
Non è un’unione per gridare cosa non va, ma voler mettere insieme forze diverse per fare proposte concrete: “Non serve lamentarci, è necessario agire per fronteggiare la mole di lavoro che abbiamo di fronte”.
Il governo scioglie la riserva e dice sì al'incontro con i terremotati. Mediante una nota inviata ai coordinatori dei Comitati "Quelli che il terremoto e "La terra trema noi no", hanno accettato la richiesta di aprire un tavolo intergovernativo per discutere sul da farsi e sulle problematiche evidenziate lo scorso 1 aprile dai cittadini delle zone colpite.
La risposta è arrivata in concomitanza con l'ottavo anniversario del sisma che colpì la città de L'Aquila nel 2009. Le Istituzioni e i Comitati che hanno aderito alla richiesta di apertura del tavolo interistituzionale, in queste ore impegnate a fissare la prima data utile per questo importante confronto, tanto atteso dai cittadini, quanto dall'opinione pubblica. A questo confronto si sono unite anche le repliche positive dei capigruppo di forze politiche come Forza Italia, Movimento 5 stelle, Lega e Fratelli d'italia.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Alberto Mobili di Vince Civitanova, una lettera aperta sullo stato lavorativo dei commessi degli esercizi della città:
"Anche noi commessi e commesse abbiamo diritto a stare a casa con le nostre famiglie per godere delle festività. Per l'ennesima volta siamo qui a denunciare il nostro malcontento perchè dopo il 26 dicembre ora saremo costretti a lavorare il giorno di Pasquetta. In questi anni si parla sempre di famiglia e della sua importanza, ma ci si dimentica di dire che forse è importante solo per banchieri, industriali, operai, dipendenti comunali, dipendenti di uffici privati, ma forse non vale per noi dipendenti del commercio che siamo obbligati a lavorare tutte le festività, anche se la legge dice il contrario (o per lo meno non tutte, ma solo 6 su 12), vedi i vari Santo Stefano, Pasquetta, 15 Agosto, il Primo maggio (che viene definito la "festa del lavoratore"), concedendoci solo Natale e Capodanno.
La domanda è, perché il Veneto e il Friuli Venezia Giulia hanno preso posizione contro queste aperture scellerate? Perché il Friuli Venezia Giulia ha obbligato gli esercizi commerciale a tenere le serrande chiuse le festività, costringendoli a multe salate se non aderivano? Come da articolo del Messaggero Veneto del 30/09/2016
Chiediamo che anche la Regione Marche e il Comune prendano una posizione seria ed importante visto che si parla tanto di Famiglia, ma in realtà così non è, e la sola lista civica Vince Civitanova si è espressa favorevolmente sulla chiusura. Che fine ha fatto la legge regionale che parlava della chiusura durante le festività, almeno per "le feste comandante".
Ora chiediamo al Presidente della Regione e al Sindaco di Civitanova Marche, a chi dobbiamo lasciare i nostri figli durante le festività (in cui noi siamo costretti a lavorare, anche perché se ci rifiutiamo incorriamo in sanzioni e licenziamenti, a voglia di dire il contrario, provare per credere) visto che gli asili e le scuole sono chiuse? Perché non si multano gli esercizi commerciali che tengono aperto oltre le 6 festività? Quello che ormai è diventato ridicolo, è il paragonare i commessi (sfruttati e in alcuni casi senza percepire la maggiorazione in busta paga per la festa) ai lavori socialmente utili, come le forze dell'ordine, infermieri, dottori, ristorazione etc.. Perché si può andare a fare la spesa la domenica, ma non posso andare a fare un certificato in comune o in altro ente statale? Perché vado a comprare durante le feste, ma non posso fare un esame clinico? A questo punto, visto che ormai fare la spesa alla domenica e durante le feste viene visto come un servizio dato alla collettività, perché anche il fare un certificato inps, una pratica in regione, una pratica in comune, una tessera sanitaria non lo è?
P.S. Noi non chiediamo di "non" lavorare, ma chiediamo solamente di darci la possibilità di passare le festività a casa con i nostri figli e i nostri cari. Non crediamo di chiedere la luna, ma la libertà di vivere la nostra vita.
Siamo delusi dalle Istituzioni che non ci tutelano se non durante la campagna elettorale (vedi Civitanova) per poi non rispettare quanto detto.
Per questo io e la lista civica Vince Civitanova, ancora una volta, sosteniamo e ci facciamo portavoce della protesta di questi cittadini che vedono ancora una volta messo in discussione il loro diritto alla famiglia durante queste giornate così significative".
Inizieranno all'inizio della prossima settimana, i lavori di demolizione dell'Itis di San Severino che andranno avanti per trenta giorni.
Il progetto di demolizione, è stato affidato alla società Torelli Dottori S.p.A. di Cupramontana. I lavori sono stati finanziati dalla provincia di Macerata per una cifra di 600.000 Euro di spesa complessiva. L'istituto Divini fu costruito alla fine degli anni '50. Le apparecchiature dei laboratori sono già state recuperate nei mesi post - sisma. Il nuovo plesso nascerà in un'area adiacente di novemila metri quadrati circa. I tempi per la ricostruzione del "nuovo Divini" non sono stati ancora definiti: solo dopo la demolizione del vecchio istituto colpito come tanti edifici nella provincia di Macerata dal terremoto del 2016, si sapranno le modalità e i tempi per la ricostruzione.
"Una bella risposta di tempestività da parte dell'istituzione che rappresento. Noi abbiamo fatto la nostra parte sia economica che logistica, ora tocca alle istituzioni sopra alla provincia di Macerata fare il resto per la ricostruzione dell'Istituto Divini" ha detto il presidente Antonio Pettinari.
Dall'architetto Mario Sensini riceviamo
Lo scorso 20 marzo in Ancona, tra il Vice Commissario presidente della regione Marche Ceriscioli, il presidente della provincia di Macerata Pettinari e il sindaco di Tolentino Pezzanesi, è stato sottoscritto un accordo finalizzato alla realizzazione in località “zona Pace” di Tolentino di un campus dedicato alle scuole secondarie di II grado le cui sedi in centro storico sono state dichiarate inagibili. Sembrerebbe il coronamento dell’iniziativa sostenuta da uno specifico comitato di professori e studenti dei Licei di Tolentino come emerso nell’assemblea autogestita del 10 febbraio scorso.
C’ero andato anche io a quell’assemblea, sollecitato da alcuni genitori, con l’intento di sottoporre all’attenzione dei ragazzi quell’idea che aveva guidato le scelte dell’amministrazione comunale di qualche anno indietro, quando si decise di mantenere la sede dei licei all’interno dell’area storica. Quell’idea un po’ visionaria, che anticipava in qualche modo il documento del MIUR sulle linee guida per le scuole innovative, aveva individuato nel centro storico tutte quelle condizioni necessarie per un modello di scuola innovativo basato su di uno stretto rapporto con l’urbano, una scuola intesa come nodo all’interno di una matrice di relazioni funzionali e spaziali che avrebbe permesso di valorizzare il centro storico come civic-center. La sede dei licei all’ex orfanotrofio faceva parte di quel programma, un programma solo in parte attuato, dove il rapporto scuola-città poteva contare sulla biblioteca di Palazzo Fidi, sul teatro Vaccai (allora pienamente funizionante) sui musei di Palazzo Parisani-Bezzi e San Gallo, sul Palazzetto dello sport, sulla Piscina.
Soprattutto poteva contare su quel pesante bagaglio di cui si faceva riferimento nel video proiettato nel corso dell’assemblea, video prodotto da un gruppo di ragazzi con “lo scopo di raccogliere fondi per la costruzione di un campus scolastico atto ad ospitare le scuole superiori di Tolentino che attualmente sono inagibili. Le scuole sono la base della cultura e della formazione critica di ogni giovane cittadino”.
Una forte emozione nell’ ascoltare la voce narrante “Volevo volare come le rondini leggere che viaggiano senza bagaglio, ma il bagaglio ce lo avevo ed era anche pesante, dentro c’erano le colline pezzate da colture antiche, lo scricchiolio dei sanpietrini sotto i miei passi, il fruttivendolo e la carne dolce dell’uva, la profumeria che odora di rossetto della mamma, il porticato della piazza che vuole abbracciare i propri figli, il viso candido della basilica accarezzato dal primo sole, i vicoli storti che profumano di bucato e sugo al pomodoro, c’era il cielo con incollate poche nuvole di zucchero filato, e poi una mattina le montagne corsero verso il mare ……….”
Una eccezionale interpretazione della città storica, quella città storica da tutelare, anche dalle azioni devastanti del sisma, quella città storica da valorizzare e non da abbandonare “Sono un albero, siamo tutti alberi per questo non possiamo sradicarci “ con questa frase terminava il video dei giovani autori. Quella città storica che, forse con una visione troppo innovativa per allora, aveva accolto le sedi delle scuole superiori ma che nel corso degli anni si è caricata di uno sterile rapporto tra scuola e città gravato dal falso problema di gestione degli spostamenti, dall’assenza di percorsi protetti, dal rigoroso rispetto degli orari, riducendo così quell’idea innovativa in un semplice rapporto edificio-funzione all’interno dei suoi limiti fisici, per cui quella visione: “nel pomeriggio si studia in biblioteca” oppure “oggi tutti in piscina” oppure “assemblea d’istituto al Teatro” è rimasta solo nelle intenzioni; poi ci ha pensato il terremoto e quel vecchio edificio ha mostrato tutta la sua debolezza ed anche qualche cenno di cedimento, la paura ha fatto il resto.
In quell’assemblea, avrei sottoposto all’attenzione dei ragazzi quel modello, quel modello che nel video da loro prodotto, traspariva in ogni parola e in ogni nota, quel modello rimasto sospeso, ma, che presenta ancora tutte le condizioni per essere attuato, compresa la messa in sicurezza dell’ex orfanotrofio. Raccolsi l’invito dei ragazzi dell’autogestione rinunciando al mio intervento che sarebbe risultato fuori dal coro del comitato dei promotori che avevano organizzato l’incontro proprio per sostenere la realizzazione del “nuovo campus” abbandonando quel modello che avrebbe offerto al comune di Tolentino una nuova occasione scaturita dall’ipotesi di costruire una palestra sopra al parcheggio “Matteotti”.
Una nuova occasione per Tolentino: città laboratorio della modernità che l’Amministrazione comunale, di sicuro inconsapevolmente, nell’ambito di un Accordo di programma con la Provincia di Macerata, aveva individuato, nel tentativo di risolvere un problema (dotare la scuola collocata in un antico edificio del centro storico di una palestra), un percorso e una soluzione spaziale che presentava tutte quelle caratteristiche che gli addetti ai lavori collocano all’interno della definizione “spazi innogenetici”, cioè spazi che producono innovazione, spazi che sono all’origine di un continuo rinnovamento di conoscenze - specialmente di carattere tecnologico - spazi altri, spazi aggiuntivi, spazi sovrapposti. Un percorso pedonale in quota di appena 200 metri, tra gli alberi di piazza dell’Unità e dei giardini “John Lennon” per collegare la scuola con la nuova palestra - Una palestra sopra un parcheggio, una forma innovativa di rispondere alle esigenze di rispetto degli standard urbanistici del vecchio decreto interministeriale due aprile 1968 n. 1444.
Si poteva riscontrare, in quell’accordo di programma, la possibilità di individuare nella copertura del parcheggio “Matteotti”, il primo di quei possibili luoghi dell’innovazione dove intervenire con strategie progettuali capaci di innescare nuove esperienze e nuovi immaginari dell’ urbano caratterizzati da spazi pubblici sospesi tesi a reinventare le forme della città insieme al cambiamento dei modi di usare lo spazio. Nel mondo accademico è in corso, da diversi anni, un dibattito su questo tema e cioè sul tentativo reale di superamento dei principi e del linguaggio moderno verso il contemporaneo della quarta rivoluzione industriale. La materia è scabrosa ma intrigante: purtroppo il percorso scelto dall’Amministrazione comunale di Tolentino in accordo con la Provincia di Macerata e la Regione Marche non va nella direzione di coniugare i valori tramandati dalla tradizione della modernità (standard urbanistici – zoning – ecc.) con nuove forme dello spazio pubblico, si è preferito andare sul “facile”: un’area libera in pianura, pure collegabile alla ferrovia ….. In ogni caso, al di la dei comitati del SI o del NO, per il passaggio dalla città moderna alla città contemporanea, sarebbe auspicabile non perdere questa occasione per far misurare il mondo delle professioni su questo tema attraverso l’autopromozione di un concorso d’idee come forma di partecipazione a quel laboratorio della modernità che farebbe di Tolentino una piccola Singapore.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa Cisl Marche:
"Dario Dominici è stato rieletto segretario generale della Slp Cisl Marche al termine del VII Congresso regionale del sindacato dei lavoratori di Poste Italiane, celebrato ieri, mercoledì 5 aprile, a Potenza Picena.
Ai lavori hanno partecipato il segretario generale nazionale della Slp Cisl, Luca Burgalassi, il segretario generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, e Marco Ferracuti, segretario regionale della Cisl Marche.
Dominici sarà affiancato nella nuova segreteria da Raffaella Fulvi, Dario Riccetti, Saverio Mauriello e Luigi Marcelletti".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della lista civica "Civitanova il Nostro Futuro":
Un dato oggettivo: grazie al dibattito degli ultimi giorni sulle strutture sportive si torna finalmente a parlare del futuro di Civitanova, e quanto emerge non ci sorprende affatto, Infatti, come abbiamo già avuto occasione di dichiarare precedentemente, tutto è lasciato alla passione di chi gestisce le associazioni sportive. Emblematica la dichiarazione dell'attuale assessore allo sport, che, di fatto, certifica l'assoluto disinteresse della Giunta uscente sull'argomento, infatti sul punto riportiamo uno stralcio dell'articolo di ieri del Resto del Carlino: "la road map è tracciata dal sindaco e un umile assessore, da solo, non può decidere le priorità d'intervento di un'Amministrazione intera".
Per noi di "Civitanova il Nostro Futuro" invece, il supporto alle associazioni sportive diventa essenziale e prioritario investimento per lo sviluppo economico della cittá. I dati statistici dimostrano inequivocabilmente come città simili a Civitanova per caratteristiche climatiche, ambientali e morfologiche, abbiano fatto dello sport un'energia che crea benessere economico, "Noi" il prossimo anno alla BIT non solo ci saremo, ma andremo a comunicare a quella parte di popolazione che sceglie la località dove passare le vacanze,in base alla possibilità di praticare lo sport che la appassiona, che a Civitanova si può pedalare su un percorso protetto dal traffico, correre sui dieci km della nostra pista ciclabile, che a Civitanova si può praticare nuoto in mare con le boe messe a segnalare le distanze del nuoto per il triatlhon. A Civitanova, diremo alla Bit, si può giocare a tennis, si può praticare il trekking lungo il Fiume Chienti, si può imparare a governare una barca a vela, praticare equitazione, fare kitesurf, windsurf, pattinaggio o prendere un brevetto da sub. Le nostre associazioni saranno stimolate e supportate nell'organizzare eventi. Ogni evento sportivo sarà contornato da eventi culturali. Civitanova sarà innondata da turisti vogliosi di acquistare le specialità dei nostri produttori eno-gastronomici, e così per l'abbigliamento e le calzature dei nostri artigiani, tornando a far rifiorire perciò il commercio della piccola distribuzione. Gli assessori a sport, cultura e turismo, in stretta sinergia con le associazioni culturali, sportive e di quartiere, pianificheranno di anno in anno eventi che formeranno il pacchetto di offerte per i turisti che, di fatto, faranno di Civitanova un brand nel mondo del turismo sportivo. Questo significherà turismo 12 mesi all'anno. Questo il nostro progetto sul turismo sportivo quale volano di sviluppo economico, e con Ghio Sindaco siamo certi che tutto ciò sarà pienamente realizzabile.
"Il Governo non ha saputo affrontare la questione terremoto in maniera efficiente ed efficace, dimostrandosi ancora una volta inadeguato. Sin dal primo decreto, avevamo avanzato la proposta di acquistare gli appartamenti invenduti sul territorio per collocare le famiglie che avevano perduto la casa. Non solo l' esecutivo è arrivato a questa soluzione con 6 mesi di ritardo, ma ha fatto stilare un bando che prevede criteri per cui gli immobili acquisibili saranno pochi. In 7 mesi sono state installate solo 63 casette rispetto alle 3000 necessarie".
Lo ha detto Remigio Ceroni, coordinatore di Forza Italia nelle Marche, annunciando il voto contrario del gruppo alla fiducia sul dl terremoto. "Il Governo mente quando dice che i paesi saranno ricostruiti dove e come erano. Infatti, le norme più stringenti sulla microzonazione sismica prevedono il trasferimento di interi comuni. Bisognava consentire, tra le tante cose, un'anticipazione di tesoreria più ampia per far fronte alle necessità degli enti locali colpiti dal sisma - ha aggiunto -. Inoltre, le spese per la ricostruzione nei territori terremotati non saranno conteggiate nel saldo strutturale, ma nei saldi degli enti locali. Così facendo s'impedirà di spendere anche le risorse disponibili".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati.
“Proprio ieri ci siamo attivati per chiedere al governo un tavolo interistituzionale, come proposto ragionevolmente da associazioni di cittadini quali “Quelli che.. il Terremoto" e "La terra Trema Noi No": riteniamo infatti che la democrazia diretta sia un valore aggiunto anche di fronte a drammi come quello che si è abbattuto a partire dal 24 agosto scorso sull’Italia centrale. Il governo però preferisce procedere a strattoni e fare tutto da solo.
Prima, con una sorta di blitz, hanno deciso di inserire nel decreto un nuovo dipartimento che si chiamerà “Casa Italia”, deputato a fare cosa di preciso non si sa ma che rimanda alle vuote intenzioni dell’ex premier Matteo Renzi. Poi, al Senato, si è deciso di blindare il testo ponendoci la fiducia, nonostante le rimostranze di molti cittadini, di diversi amministratori locali e di parecchi imprenditori delle aree interessate. Quindi si andrà col testo licenziato dalla Camera: un documento di certo migliorato con vari aggiustamenti rispetto a quelli passati ma che presenta ancora diverse lacune, a partire dal grosso dilemma relativo alle zone franche. Che dire: da Renzi a Gentiloni la melodia non cambia. A Palazzo Chigi se la suonano e se la cantano, continuando però a steccare e stonare”.
Il PD e Sgarbi dicono un no secco alla proposta di un'aviosuperficie avanzata da Pezzanesi davanti al Castello della Rancia. Il Pd di Tolentino infatti sottoliena come "La fondazione Bandini si sarebbe opposta al progetto perché troppo vicino all'Abbadia di Fiastra ed incompatibile col parco naturale"
Allo stesso modo, anche il critico Vittorio Sgarbi si è espresso chiaramente contro questa ipotesi con un articolo sul Quotidiano Nazionale e su Youtube dove lascia intendere che l'evidente impatto negativo dell'aviosuperficie sull'ambiente rappresenti un'offesa al monumento storico simbolo della città.
Il progetto dell'aviosuperficie di 52mila metri quadrati che l'Avio Club di Macerata vuole costruire prevede fino a 12 hangar ed un pista di atterraggio lunga 580 metri e larga 20.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Giovanna Capodarca Agostinelli candidata sindaco della lista CivitaNoi:
"Tempo delle favole in campagna elettorale, promesse degli altri: posti di lavoro, aiuti economici, associazioni e cooperative in costruzione per giovani, balle, balle, balle... dopo l'inerzia dei cinque anni, adesso vi vogliono stupire con chiacchiere mirabolanti ed effetti speciali.
Purtroppo noi di CivitaNoi non promettiamo ne posti né niente altro che non riguardi la collettività. Questa premessa deve essere ben chiara a tutti quelli che ci vorranno votare: niente giochetti, niente inciuci, ma cose concrete. Dalla rotonda di San Marone fino all’uscita della superstrada camminare equivale a suicidarsi: non vi sono marciapiedi e, a giudicare dal cattivo odore che emanano alcuni punti, non ci sono allacci alle fogne.
CivitaNoi ha messo in programma questa utilissima opera pubblica, cioè l’allaccio alle fogne e la costruzione dei marciapiedi. Altro problema la viabilità tra il centro e il quartiere Risorgimento. Due proposte da percorrere immediatamente dopo le elezioni amministrative: la prima il prolungamento di Via Castelfidardo verso lo stadio; la seconda il prolungamento di Via Col di Lana verso sud, direzione liceo. Tanto per distinguersi, ancora una volta, l’amministrazione costruisce una strada per la nuova chiesa. Dopo 5 anni ancora non hanno fatto nulla per le fogne e i marciapiedi sulla statale di Via Carducci e via Martiri di Belfiore. Non ultima, la triste considerazione che ,nonostante da almeno 20 anni si metta in bilancio un sottopasso ciclopedonale tra la zona Peep e il quartiere Risorgimento, lo stesso non è mai stato realizzato, forse perché costava poco? Forse perché il consigliere che lo ha proposto abita più lontano e dunque non è nel suo interesse farlo?
La persona al primo posto, non si possono ottenere risultati nelle imprese se non si curano i dipendenti e i titolari. Da candidata sindaco penso che gli orari dei negozi dovrebbero essere liberi in una città turistica come Civitanova Marche. Facciamo un esempio: nei giorni di caldo afoso i negozi potrebbero aprire dalle 18 del pomeriggio in poi. Propongo che l’apertura dei centri commerciali debba rispettare il calendario delle festività perché le aperture selvagge, oltre ogni misura, non significa incentivare il turismo a beneficio della città, perché significa solo lavorare male e oltre le forze. Quali i provvedimenti? Parlare con le categorie e concordare trattamenti umani per i dipendenti/commessi . Prima la persona poi i capitali!"
Il Presidente Pettinari, i rappresentanti delle Associazioni Agricole e dell'Ordine Provinciale dei Veterinari hanno siglato il protocollo d'intesa per la durata di cinque anni
E' stato firmato questa mattina, nella sala Giunta della Provincia, il rinnovo del protocollo d'intesa per la gestione dei rifiuti agricoli nel territorio provinciale.
“Vista la positiva esperienza – ci dice il Presidente Pettinari – si è ritenuto utile proseguire sulla strada già tracciata.”
Il Protocollo siglato nel 2012 ed appena scaduto, oltre che dalla Provincia, è stato sottoscritto come allora dalla Confederazione Italiana Agricoltori, dall'Unione Provinciale Agricoltori, dalla Copagri, dalla Coldiretti e dall'Ordine Provinciale dei Veterinari.
Con il rinnovo del Protocollo d'intesa che avrà una durata quinquennale si è voluto dar seguito ad un sistema per la gestione dei rifiuti agricoli che ha prodotto buoni risultati.
Un metodo che, attraverso il principio di una comune responsabilità e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nel ciclo, ha favorito la raccolta differenziata e il recupero dei rifiuti garantendo contestualmente il corretto smaltimento e la semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico dei produttori agricoli.
“La raccolta dei rifiuti agricoli – ha riferito il Presidente - è stata organizzata attraverso la realizzazione di appositi centri di conferimento sul territorio provinciale. Nell'ambito del circuito di raccolta – ha aggiunto - sono stati inseriti anche i rifiuti prodotti dagli operatori a seguito di somministrazione di farmaci veterinari.”
In attesa della pubblicazione dell'ordinanza sulla ricostruzione pesante, il commissario straordinario Vasco Errani ha emesso una nuova ordinanza che va a modificarne una precedente, relativa alle scuole. L'ordinanza del 3 aprile 2017 si chiama, infatti, "Modifiche all’ordinanza n. 14 del 16 gennaio 2017 recante “Approvazione del programma straordinario per la riapertura delle scuole per l’anno scolastico 2017-2018”.
Fra i diversi punti, assume particolare rilievo l'articolo 6 relativo ad "Attività di progettazione degli edifici scolastici di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b) dell’ordinanza n. 14 del 2017". Con l'ordinanza attuale, le priorità e i progetti vengono decisi dai presidenti delle quattro regioni interessate.
Recita l'ordinanza "Mediante apposita deliberazione della cabina di coordinamento, prevista dall’articolo 1, comma 5, del decreto legge n. 189 del 2016, sono individuati gli edifici scolastici, la cui riparazione risulti prioritaria in ragione dell'entità della popolazione scolastica interessata e dell’indisponibilità nel territorio di altri immobili pubblici ovvero di immobili privati suscettibili di locazione, utilizzabili, in conformità alle vigenti disposizioni di legge e regolamentari, per lo svolgimento dell'attività educativa e scolastica. 3. I Presidenti delle Regioni – Vicecommissari con apposito provvedimento selezionano, in conformità al contenuto della delibera adottata dalla cabina di coordinamento, i progetti cui assegnare le risorse di cui al successivo quarto comma, previa verifica della congruità degli oneri riferibili a ciascuno di essi, e trasmettono i progetti da sottoporre all’approvazione del Commissario straordinario. Nel provvedimento di cui al precedente periodo, i Vicecommissari definiscono i tempi di presentazione dei progetti, le modalità di erogazione delle risorse ai Comuni e alle Province e le formalità di rendicontazione della spesa al Commissario straordinario. 4. Con successiva ordinanza commissariale verranno quantificati gli oneri complessivi derivanti dall’attuazione della presente disposizione e disciplinata la loro ripartizione tra le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, nonché i Comuni e le Province interessati".
L'intero testo è scaricabile da qui
"Il testo del Decreto Sisma approvato dalla Camera è lacunoso e rischia di portare al dissesto i comuni del cratere e fuori del cratere". A farsi portavoce della protesta dei sindaci dei comuni marchigiani è Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche. "Siamo profondamente insoddisfatti del testo del Decreto Sisma Ter approvato dalla Camera in sede di conversione" – ha detto Mangialardi". "Infatti sono stati respinti gli emendamenti provenienti dall'Anci volti a sostenere i comuni del cratere sotto il profilo dei vincoli di finanza pubblica".
I sindaci avevano chiesto ma non ottenuto, nonostante il sostegno dei parlamentari marchigiani, di poter svolgere quel ruolo attivo che, pure, il decreto per altri versi dichiara di vuole stimolare, guidando i comuni ad essere gli agenti pubblici protagonisti del complesso processo di ricostruzione.Tra le richieste principali quella di preservare i comuni del cratere dai rischi di un dissesto finanziario causato dalle implicazioni finanziarie del sisma ottenendo la deroga all'obbligo del parere di bilancio (ex patto di stabilità) per il triennio 2017/2019. Inoltre i comuni avevano chiesto di prevedere, anche per il 2017, un congruo e realistico effetto compensativo a fronte dello slittamento rateale del pagamento dei tributi comunali dell'anno in corso.
Questi due provvedimenti sono considerati dagli enti locali indispensabili per non soffrire problemi in termini di equilibri di cassa anche alla luce della necessità di anticipare risorse per il pagamento degli interventi in somma urgenza susseguitisi negli ultimi mesi. Da ultimo erano stati chiesti specifici interventi normativi che prevedessero il ristoro del minore gettito della tassa sui rifiuti. Ad oggi è previsto, senza che peraltro siano noti tempi e modalità, il ristoro del mancato gettito Imu per gli immobili inagibili. Stesso meccanismo dovrebbe essere previsto per la Tari perché i contratti in essere di raccolta e smaltimento dei rifiuti non subiscono riduzioni nella prestazione del servizio proporzionale rispetto a quanto, per effetto delle ordinanze di sgombro, i contribuenti chiedono la cancellazione del tributo.
"L'auspicio – ha concluso il presidente di Anci Marche - è che il Senato non glissi sulle richieste dei Comuni come accaduto alla Camera e che non si scelga di devastare la capacità operativa dei comuni e dei territori vittime della più grave crisi sismica che l'Italia abbia mai vissuto negli ultimi 300 anni. Chiederemo inoltre al Presidente dell'Anci Decaro di sostenere con determinazione le nostre ragioni, che devono essere la priorità di tutti, non solo delle popolazioni dell'appennino" – ha puntualizzato Mangialardi. "Infine ci appelliamo anche al Sottosegretario Boschi che ha già dimostrato disponibilità all'ascolto e la capacità di farsi carico delle istanze dei comuni del territorio".