Riceviamo e pubblichiamo la nota del candidato sindaco Fabrizio Ciarapica:
"Basta guardare le pubblicazioni sui siti istituzionali del Comune di Civitanova e delle partecipate, per accorgersi che qualcosa non va relativamente all'affido degli incarichi legali! La normativa del Codice degli appalti prevede infatti che la procedura finalizzata all’aggiudicazione di un servizio legale, anche sotto soglia, è soggetta a regole comunitarie quali la trasparenza, la non discriminazione e la pubblicità delle procedure.
Ed allora perché sia l’amministrazione comunale che i C.d. A di Atac e Civitas non hanno rispettato la legge? Perché non hanno affidato gli incarichi legali secondo un criterio di rotazione? Il metodo usato si avvicina di più ad una sgangherata ruota della fortuna che ad un confronto concorrenziale fra più offerte! Non mi soffermerò sull'utilità o meno di certe consulenze, o su incarichi affidati senza presentazione di alcun preventivo, ma sul fatto che la maggior parte di esse sono state affidate a studi di Macerata come se a Civitanova non ci fossero validi avvocati!
Solamente negli ultimi 2 anni, Civitas e Atac hanno speso insieme più di 160.000 euro di consulenze, mentre il Comune, nel solo primo semestre del 2016, oltre 94.000!! Perchè Silenzi in qualità di assessore al bilancio non ha vigilato e controllato questi affidi, conferiti troppe volte con leggerezza a professionisti, quando invece per materie di ordinaria amministrazione potevano essere affidati ad organismi pubblici tipo la Stazione Unica Appaltante senza nessun costo per il Comune! Un buon Amministratore ha il dovere di garantire la massima trasparenza ed il rispetto delle procedure evitando lungaggini burocratiche, poi è anche doveroso, nelle scelte discrezionali, assicurare la priorità alle categorie professionali del nostro territorio dove ci sono specializzazioni notevoli e professionalità adeguate".
Da Gian Mario Mercorelli, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Tolentino, riceviamo:
Il sindaco Pezzanesi ha da poco ribadito di considerare un’ottima idea quella di sostituire l’asilo Green e la contigua area verde con una struttura ad uso commerciale. Ma, evidentemente non ancora soddisfatto, ha pensato bene di emanare un bando per convertire l’attuale zona dei campi da tennis in un’area ad uso commerciale e abitativo. Ben 10.500 nuovi metri cubi di cemento “allieteranno” i cittadini di Tolentino.
L’amministrazione, ancora una volta, riesce a dare prova di arroganza: l’area attualmente è destinata ad uso pubblico, ma nel bando ci si impegna a trasformarla in area edificabile solo dopo l’eventuale vendita. Peccato che le varianti al piano regolatore spettino al Consiglio Comunale, non al Sindaco, e che ci siano di mezzo le elezioni.
Il MoVimento 5 Stelle, come dichiarato nel programma elettorale, è cosciente del fatto che i campi da tennis, che ormai necessitano di onerose manutenzioni, debbano essere delocalizzati. Ma non per far posto all’ennesima colata di cemento. Vogliamo che quell’area resti ad uso pubblico, che sia dedicata a spazi usufruibili da tutti i cittadini, soprattutto dai ragazzi. Ma, ovviamente, questo non consentirebbe l’ennesima speculazione edilizia a vantaggio di pochi e a discapito della città. Una delle speculazioni che sembrano tanto piacere a questa amministrazione: cemento, solo cemento.
Da Marco Seghetti del comitato Salviamo il Green riceviamo:
Tre anni fa, il 19.05.2014, con la delibera 221, la Giunta Pezzanesi manifestava le proprie intenzioni: dislocare l’asilo nido Green per una “nuova destinazione commerciale” dell’area.
La Giunta affermò: “… è opportuno provvedere al rifacimento dell'asilo Nicolas Green, ad oggi non conforme alla normativa antisismica vigente e alle normative di sicurezza, tramite la sua demolizione …”
In questi tre anni è stato appurato che non è vero che l’asilo Green non sia a norma, tant’è che è tuttora frequentato ed è l’edificio che ha meglio resistito al sisma, non è vero che sia sottodimensionato, ci sono posti disponibili e non è vero che ci sia necessità di una nuova area commerciale che comprometterebbe le attività già presenti. Far realizzare un’area commerciale darebbe il definitivo colpo di grazia al centro storico, già deprivato della presenza degli istituti superiori.
Sono stati tre anni persi nei quali, senza dubbio, si sarebbe potuto pensare fattivamente ad altro.
A tre anni di distanza, il 18/05/2017, il sindaco, in occasione dell’incontro dibattito con i cittadini, ha ribadito che “quell’operazione aveva tutto un suo senso, che ce l’ha ancora oggi”, lasciando intendere di voler andare avanti con il progetto.
L'operazione poteva considerarsi priva di fondamento e dannosa, tre anni fa, a maggior ragione, adesso, l’incaponimento del sindaco è incomprensibile.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del comune di Civitanova.
Il consuntivo 2016 mette a disposizione un avanzo di 754 mila euro per spese di investimento che permetterà alla prossima Amministrazione comunale di investire i soldi per la manutenzione di scuole e strade, con una semplice destinazione da trascrivere in delibera. E' questo il tesoretto finanziario lasciato in eredità dall’amministrazione comunale, illustrato dall’assessore al bilancio Giulio Silenzi questa mattina ai giornalisti alla presenza del dirigente del settore Marco Passarelli e del funzionario Melatini.“Questo consuntivo – ha detto il vicesindaco – certifica un bilancio virtuoso, dove tutti i Servizi comunali hanno usufruito delle risorse economiche necessarie alle politiche di competenza ed in economia, permettendo di accantonare un sensibile avanzo. Il debito derivante dai mutui contratti prima del 2012 è stato ridotto da questa Giunta di 17milioni 700 mila (conto capitale), poiché siamo passati dai 63 milioni e 306 mila del 1° gennaio 2012 a 45 milioni 503 mila del 2017. Nel 2012, in altri termini, pagavamo 6 milioni 300 mila euro di rata annuale (conto capitale e conto interessi) ed ora nel 2017, 45 milioni 406 mila euro in pratica 2 milioni 255 mila euro in meno che possono essere in parte riutilizzati per le politiche sociali. Infatti, il Comune di Civitanova destina 536 mila euro per il sostegno scolastico a 110 ragazzi e ragazze che ne hanno necessità. Inoltre il Comune spende 510 mila euro per l’assistenza domiciliare; altri 400 mila euro per l’ospitalità ai minori e 100 mila euro per gli interventi a favore delle famiglie in difficoltà (200 i nuclei famigliari seguiti). Complessivamente per il sociale, il Comune impegna più di 2 milioni di euro. E in questi anni non solo non ha operato nessun taglio ma ha incrementato le risorse. Aggiungo inoltre che tutti i lavori che sono stati fatti in questi 5 anni (nuova fiera, palas, varco sul mare ex fiera, asfalti, bonifica "Panettone", Porta Marina ecc.) sono stati fatti senza fare debiti, ma con i soldi a disposizione dell'ente, in modo da mettere in sicurezza il bilancio e non gravare con il debito sulle future generazioni. Ridurre il debito complessivo da mutui del 27,94% in cinque anni e’ un fatto straordinario che poche amministrazioni possono vantare. A tutti i livelli, dal nazionale in poi, si parla sempre di riduzione del debito, noi ci siamo riusciti diminuendolo di più di un quarto l’ammontare complessivo dello stesso. Abbiamo tagliato quindi il debito pro-capite, che da 1.547 euro che nel 2012 gravava su ogni civitanovese, si è passati oggi a 1.052 euro con una riduzione del 32%. Un fatto straordinario che trova pochi altri riscontri a livello nazionale.
L'avanzo servirà anche per la manutenzione straordinaria delle scuole di via Lotto (centrale termica), nuovo ascensore alle Mestica, e alla materna di via Guerrazzi e alla sistemazione delle strade tra cui via Carnia. Una parte potrà essere utilizzata per implementare il servizio di video sorveglianza nei quartieri.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Marco Fanelli, Consigliere Comunale di Camerino del Gruppo consiliare “Comunità e territorio”.
"Qualche giorno fa sono stato attaccato dal sindaco di Camerino su alcuni media locali semplicemente per aver condiviso su un noto social network 'la lista del cronoprogramma Sae (cassette di legno)' diramata ufficialmente dalla Regione Marche, dalla quale si evidenzia che per Camerino non è ancora stata stabilita una data ufficiale di consegna delle Strutture Abitative di Emergenza, contrariamente alla stragrande maggioranza degli altri Comuni della Regione Marche.
Ci tengo a dirlo, il cronoprogramma ufficiale è stato condiviso senza alcun commento. Tanto però è bastato al sindaco per accusarmi di gettare benzina sul fuoco, di non fare il mio dovere di consigliere e di non conoscere quale sia la reale situazione. Lo stesso sindaco prosegue: 'Invece di dare una mano in un momento così difficile, questo mi sembra cattiva informazione che alimenta il malcontento di chi ha perso tutto'.
Che la colpa del malcontento possa essere dovuta al fatto che ho pubblicato un post con il cronoprogramma per la consegna delle Sae non solo non è minimamente credibile ma sembra addirittura avere del grottesco.
La gente è indignata perché non ha informazioni certe, non capisce quali siano i progetti e le tempistiche, percepisce un immobilismo e subisce una serie di ritardi che non comprende, non riesce a organizzarsi la vita.
Nella gestione di questo evento calamitoso fare informazione è oltremodo importante, comunicare alle persone le cose buone fatte e quelle non fatte, così come assumersi responsabilità degli errori quando vengono commessi, spiegare le difficoltà incontrate e le soluzioni che si stanno valutando è fondamentale. Solo così si può a mano a mano riconquistare la fiducia dei cittadini che magari potranno affrontare i disagi con maggiore serenità. Al contrario, cercare di omettere o nascondere la realtà non fa altro che far accrescere la rabbia di chi si trova in difficoltà.
Nella gestione sia della fase emergenziale che di quella post emergenziale l’interlocutore dei rappresentanti governativi e regionali è il sindaco. Sta poi al sindaco coinvolgere i consiglieri comunali, anche quelli di minoranza, in modo da condividere e confrontarsi sulle problematiche riscontrate e sulle soluzioni da adottare. Gli stessi possono, anzi devono, aiutare il sindaco a informare e coinvolgere la cittadinanza di tutto quanto si sta facendo. Ci vuole però la volontà.
Contrariamente a quanto afferma il sindaco, io la disponibilità a dare una mano l’ho sempre data, a partire dai giorni successivi a quelli delle scosse di terremoto. La disponibilità l’ho manifestata verbalmente più di una volta, l’abbiamo manifestata come gruppo consiliare con una PEC, e non ultimo, l’ho espressa formalmente nel corso degli ultimi due Consigli Comunali del 27 dicembre 2016 e del 19 aprile 2017.
Per il prossimo Consiglio Comunale del 7 giugno abbiamo presentato una mozione che prevede l’istituzione di commissioni elettorali che vanno proprio nella direzione della condivisione e della partecipazione della cittadinanza. Spero che la maggioranza consiliare le approverà.
Sulla questione delle Sae, in particolare del sito di Vallicelle, secondo quanto dichiarato da Pasqui e, sembrerebbe, dal Presidente della Regione Ceriscioli, i ritardi sono dovuti al fatto che la documentazione è ancora al vaglio sia dei tecnici del Comune che della Regione, a causa di un‘errata comunicazione della metratura disponibile.
Io non voglio cercare colpevoli, però ho cercato di fare un minimo di chiarezza, perché affermazioni generiche come queste sono proprio quelle che vengono meno gradite.
Da quanto sono riuscito a ricostruire, dopo che il Comune di Camerino ha individuato il sito 'Vallicelle' come area per la possibile installazione delle Sae, nel mese di novembre 2016 è stato effettuato un sopralluogo da parte dei tecnici Comunali e quelli della Di.Coma.C, a seguito del quale è stato redatto un documento nel quale si evidenziavano una serie di criticità. In particolare, si faceva notare che il sito individuato è facilmente accessibile soltanto nella sua parte a monte per cui sarebbe stato necessario predisporre e realizzare vie di accesso e di fuga; che il sito individuato risultasse ubicato in un’area a elevato rischio idrogeologico con la presenza di frane di grandi dimensioni; che il sito è attraversato dai cavi della rete elettrica di alta tensione.
Circa un mese dopo (metà dicembre 2016) la Di.Coma.C comunicava al Comune che il sito poteva essere ritenuto idoneo a condizione che la perimetrazione venisse modificata e ridotta a 7.000 mq, fossero ricavate delle appropriate gradonate prima dell’installazione dei moduli a causa della significativa pendenza, oltre che la realizzazione delle opere di regimazione delle acque meteoriche.
Il 20 Aprile 2017, circa quattro mesi dopo, il sindaco procedeva quindi all’ordine di 40 moduli dei quali n. 12 da 40 mq, n. 16 da 60 mq e n. 12 da 80 mq. Circa due settimane dopo, il progettista incaricato, consegna il layout (chiamiamolo 'progetto di urbanizzazione') facendo presente che l’area di 7.000 mq non è sufficientemente grande da poter ospitare tutte le Sae richieste, a causa appunto della pendenza e soprattutto per la presenza di una linea elettrica aerea di alta tensione che taglia una porzione dell’area.
Il progettista comunque consegna un layout per 20 casette di legno, il numero massimo che può essere installato nel sito garantendo la viabilità e i percorsi pedonali, mantenendo le Sae destinate a persone disabili. La conclusione dei lavori e la consegna delle Sae, complete di impianti e arredi, sarebbe prevista per metà settembre, chiaramente previa approvazione del layout da parte del Comune (che non è avvenuta).
Mi sembra chiaro che le criticità fossero già state rilevate a metà novembre e che nel fare l’ordine delle Sae per il sito denominato 'Vallicelle' non se ne sia tenuto minimamente conto. L’errore è abbastanza grave perché la mancanza di spazio non riguarda qualche casetta di legno, ma ben 20 su 40, esattamente il doppio.
Non mi sembra ci siano stati errori in ordine alla comunicazione sulla metratura che era inizialmente di 7.000 mq e tale è rimasta, ci sono state solo valutazioni clamorosamente sbagliate. Il Comune ne ha preso conoscenza solo cinque mesi dopo su segnalazione del progettista incaricato.
Fermo restando l’errore grossolano, la cosa ancora più grave è che comunque il layout per 20 casette è stato consegnato e, in caso di approvazione, sarebbero state assegnate a metà settembre. Vero è che non ci sarebbe stato spazio per tutti coloro che avevano fatto richiesta, ma prima di prendere questa decisione sarebbe stato opportuno, a mio avviso, informare i cittadini che avevano fatto richiesta, spiegare quale era la situazione e ascoltare il parere degli stessi in merito alle varie soluzioni percorribili.
Il sindaco concludendo il suo intervento si dice meravigliato del fatto che io non conoscessi la questione e che un altro consigliere mettesse 'mi piace' al post pubblicato. Io invece mi meraviglio che con tutti i problemi che abbiamo si stiano a guardare i 'mi piace' sui social network".
Il candidato sindaco Stefano Ghio e la sua coalizione civica ieri, lunedì 22 maggio, hanno incontrato i residenti del quartiere Fontespina di Civitanova Marche presso la bocciofila.
Numerosi gli intervenuti, che hanno condiviso le proposte e le criticità. "L'amministrazione uscente - ha affermato Ghio - si è dimenticata la cura della città nella sua interezza rivelandosi incapace di incidere in modo realmente efficace sulle dinamiche di crescita della comunità, limitandosi alla gestione dell'esistente e dell'ordinario senza significative progettualità: lo spazio dell'ex Ente Fiera è stato restituito alla città senza la necessaria riprogettazione; sull'area industriale di Civitanova Alta dopo cinque anni ci si è ricordati che il piano particolareggiato era scaduto; inoltre, dopo cinque anni di governo, nonostante fosse uno dei punti cardine del programma dell'attuale amministrazione, c'è stata solo l'adozione, ma non l'approvazione definitiva, del piano Ceccotti esattamente come è avvenuto durante l'amministrazione Mobili".
"Assecondando la naturale vocazione del quartiere Fontespina, il mio programma e quello del mio polo civico hanno tra gli obiettivi strategici e prioritari lo sviluppo economico, tale da rendere il territorio più fruibile in senso turistico. Civitanova - ha aggiunto Ghio - è l'unica città che crea immigrazione da nord verso sud grazie alla sua attrattività, si trova al centro di una realtà territoriale importante e va pensata e ridisegnata come un luogo che riesca a contenere un'utenza sempre più numerosa soprattutto dopo l'apertura della superstrada Foligno-Civitanova. Occorre immaginare Civitanova nel suo sviluppo complessivo come un capoluogo di provincia e sfruttare le potenzialità del territorio, che è cresciuto soprattutto grazie all'operosità dei suoi cittadini, attraverso un'azione di governo efficace e virtuosa. Affinchè tutto ciò sia possibile sarà necessario abbattere i conflitti sia istituzionali che sociali a favore della programmazione e dell'operosità".
"La città è chiamata a ricercare nella riqualificazione degli ambienti urbani e rurali, nella coesione sociale, le ragioni, le energie e le occasioni per rafforzare la propria attrattività: molto c'è da fare sul fronte del rapporto tra il centro urbano e i quartieri, i tessuti periferici sono privi di occasioni di centralità, il progetto di riqualificazione della città trascina con sé le prospettive di rifunzionalizzazione delle periferie che costituiscono la più piccola cellula territoriale di una comunità".
Le linee lungo le quali si è snodata la riflessione del candidato Ghio rispetto ai fabbisogni della città e nello specifico di Fontespina sono:
- il risanamento delle aree degradate del camping “Le Giare” (che originariamente creava una microeconomia locale) e dell'ex liceo scientifico che vanno messe in sicurezza anche attraverso apposite ordinanze;
- l'alleggerimento del traffico urbano attraverso la progettazione di piccoli stralci di vie alternative;
- la risoluzione dei problemi legati alla ricerca di un parcheggio attraverso la realizzazione di aree apposite e di una cintura di parcheggi intorno alla città: area Ceccotti, area Cecchetti, zona del porto e nello specifico la zona di Cristo Re sono le zone strategiche su cui investire per raggiungere l'obiettivo di implementare le aree di sosta dei veicoli;
- la riqualificazione del lungomare che va continuata da nord e non dallo stabilimento “Batik”;
- la ripresa dei lavori delle scogliere a difesa del suolo per bloccare l'erosione delle spiagge;
- il futuro urbanistico di Fontespina passa anche attraverso l'opera di urbanizzazione, mai conclusa, della zona P.E.E.P. ;
- inoltre, nell'ambito di una corretta programmazione delle opere pubbliche, va progettata la rete fognaria che ancora manca in alcune aree del quartiere.
Sulla partecipazione, un discorso a parte. "I Comuni sono la prima realtà di frontiera nel rapporto coi cittadini pertanto voglio promuovere un approccio innovativo al fine di favorire la coesione attraverso una modifica del regolamento comunale sulla partecipazione: lo sviluppo dei quartieri dovrà prevedere la partecipazione dei comitati considerati esperti dello spazio sociale in cui vivono, che andranno pertanto coinvolti nello sviluppo dei progetti. Serve istituzionalizzare i comitati di quartiere, il Comune deve fare da volano assumendo un ruolo di coordinamento e collaborazione anche decisionale, la partecipazione adeguata dei comitati garantirebbe il sostegno necessario per operare i cambiamenti".
Ieri, lunedì 22 maggio, nella location del Club Vela, Luisella Cellini, capolista della civica Civitanova Vera, una delle liste del polo civico che sostiene Stefano Ghio nella sua candidatura a sindaco, ha presentato la sua squadra e gli intenti programmatici per lo sviluppo della città.
Tra le priorità della lista: l'attenzione per il sociale; sgravi fiscali per i giovani che aprono un'attività; la riqualificazione del porto e la strutturazione di un piano urbanistico che lo metta in connessione con il centro; la sicurezza; la riqualificazione delle aree degradate; la sistemazione delle strade e dell'illuminazione.
"Questa - ha sottolineato Luisella Cellini - è una civica vera, composta da persone che non si sono mai candidate, che hanno condiviso un progetto e si chiama Civitanova Vera in quanto rappresenta uno spaccato di Civitanova e perchè vero è il popolo della città. A Ciarapica, che ha definito la coalizione un'accozzaglia, rispondo che non ha il benché minimo rispetto verso i suoi concittadini e che la coalizione che sostiene Ghio è fatta di persone e non di partiti, mentre chi ha raccolto tutti anche quelli che definiva impresentabili, con l'unico obiettivo di raccogliere voti, è proprio lui. La scelta di appoggiare Stefano Ghio nella sua candidatura a sindaco è stata naturale, immediata e accolta con entusiasmo da tutti perché Ghio ha molte qualità, ma è soprattutto una persona onesta, competente e capace di dare risposte concrete ai cittadini".
Della lista fanno parte: Luisella Cellini, Vitaliana Acciarri, Cristiano Baleani, Paolo Bracalente, Silvio Cesetti detto Licio, Luca Cognigni, Andrea di Buono, Francesca di Marco, Vania Domenicucci, Piero Frattari, Luisa Fulvi, Gianmario Guizzi, Valerie Josephine Intilla, Basilio Marcellusi, Paola Mataloni, Mara Annamaria Mercuri, Oscar Monina, Paolo Orizi, Emanuela Orlandi, Federico Perugini, Andrea Pignotti, Massimo Secchiari, Giuseppe Tamburini e Ilaria Tombleoni.
Il Comune di Macerata sta avviando in questi giorni, dalla periferia al centro storico, interventi per la riqualificazione e il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti di pubblica illuminazione comunale, che termineranno entro la fine del 2017.
Il nuovo piano è stato presentato nella mattinata di oggi, martedì 23 maggio, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Romano Carancini, l’assessore ai Lavori pubblici Narciso Ricotta, Adogo Guzzini e i tecnici dell’azienda Atlantico Srl.
“È uno dei progetti più ambiziosi che l’Amministrazione comunale di Macerata ha varato nell’ultimo anno" ha detto il primo cittadino. "Lo sta portando avanti una squadra di cui fa parte anche Adolfo Guzzini e la sua azienda, che gode di grande autorevolezza imprenditoriale. Dentro alla nostra visione di città c’è il progetto dell’illuminazione che però non si fermerà a questo primo step”.
“Obiettivi dell’operazione, che vedrà la sostituzione delle lampade a sodio che attualmente sono il 70% con quelle a led di 7.800 punti luce sparsi in 120 chilometri di strade, il contenimento dei consumi e la contemporanea riduzione delle emissioni inquinanti" ha affermato l’assessore Ricotta.
Si tratta di un investimento che vale 2 milioni e 800mila euro, anticipati per intero dal raggruppamento temporaneo di imprese di cui fanno parte CITELUM S.A., CO. Ge.I. srl, Atlantico Srl, Ceie Power SpA, EXITone SpA e SIRAM SpA, per un canone annuale di 925mila euro, a fronte dei costi attuali pari a 946mila euro, stabilito dal contratto che avrà la durata di 9 anni e che comprende la fornitura di energia elettrica, la manutenzione degli impianti, interventi di riqualificazione energetica, di adeguamento normativo e di innovazione tecnologica”.
Al termine dei 9 anni il risparmio energetico, pari al 60% dei consumi, rimarrà “in tasca” al Comune di Macerata perché la durata media dei corpi illuminanti è compresa tra i 19 e i 23 anni.
Per la realizzazione del nuovo impianto, il Comune di Macerata ha aderito alla convenzione Consip “Servizo Luce 3 – Lotto 3” mentre il raggruppamento temporaneo di imprese utilizzerà prodotti de I Guzzini Illuminazione, nota azienda del nostro territorio e leader mondiale del settore.
“Una sfida importante - è intervenuto il direttore generale della Atlantico Srl, Michele Tiozzo - che riteniamo di poter portare avanti dato che ci occupiamo di illuminazione da oltre sette anni e si tratta di una doppia fortuna dal momento che come partner abbiamo i Guzzini Illuminazione e che per questo motivo si può ragionare anche in termini di bellezza. In questa nostra esperienza maceratese abbiamo trovato grande supporto dalla compagine politica e non è una cosa scontata”.
I rendering della nuova illuminazione sono stati proiettati dall’ingegner Stefano Merzi Ballini dell’Atlantico srl per rendere l’idea di quello che da qui alla fine del 2017 la città vivrà in materia di illuminazione: “Il contratto - ha detto - prevede che ci occuperemo anche degli impianti semaforici. Per l’illuminazione pubblica verranno utilizzati due tipi di luce differenziate, la prima riguarderà le strade, i parcheggi e le aree di scorrimento e un altro tipo, di fascia più alta, alcune vie principali come i corsi Cavour e Cairoli. Attualmente la luce viene sparata verso l’alto - ha affermato ancora Merzi Ballini - e questa caratteristica procura inquinamento luminoso mentre a breve la traiettoria sarà verso il basso dove serve effettivamente. Ora dobbiamo trovare una soluzione ottimale per il centro storico”.
“Dal 1950 - ha detto invece Adolfo Guzzini - la nostra visione è verso il bello. La luce bisogna gestirla bene e controllare gli spazi che verranno illuminati. Del piano luce c’è bisogno perché, come nel caso di Lione che è capace di attrarre 4 milioni di persone in tre giorni, bisogna mettere in valore la città. Chissà che Macerata non diventi Macerata Ville lumiere”.
A concludere la conferenza stampa, il sindaco Romano Carancini: “È motivo di grande orgoglio e di soddisfazione che in questo progetto sia presente I Guzzini Illuminazione, un’azienda del territorio che è sinonimo di grande garanzia per la qualità del progetto e di grande tecnologia. Rappresenta un compagno di viaggio quotidiano al fianco delle persone. Macerata sarà una città diversa e questo progetto aprirà il futuro, un futuro dove la luce diventerà fattore di qualità. A breve, presenteremo un progetto di partnership che entro il 2018 valorizzerà il profilo di Macerata”.
La rapina e il ferimento di Daniele Centioni, l'inseguimento e le minacce a un collaboratore di Picchio News: sono solo alcuni fra gli ultimi episodi accaduti a Civitanova e che stanno facendo discutere l'opinione pubblica.
E quello della sicurezza è da sempre uno dei tempi maggiormente sentiti dalla coalizione che sostiene la candidatura a sindaco di Fabrizio Ciarapica. Lo abbiamo incontrato nella sua sede elettorale.
Riceviamo e pubblichiamo la nota dei rappresentanti del gruppo Comunità e Territorio di Camerino:
Molto interessante la proposta di Nando Ferretti in un recente articolo pubblicato sull’ultimo numero de L’Appennino Camerte (18 maggio 2017), ove vi è un invito a chi ha saputo fare di dare il proprio contributo alla ricostruzione di Camerino. Conosciamo tutti le capacità imprenditoriali delle persone invitate a questo tavolo di lavoro, derivante dalla bontà e dalla capacità di navigare delle rispettive aziende (nel caso di Pasta di Camerino, 6Tour e Med Informatica), nonché dalle capacità dirigenziali del prof. Francesco Rosati, per cui appoggiamo questa proposta.
A ciò vorremmo aggiungere che come gruppo consiliare di minoranza, in vista del prossimo consiglio comunale in programma mercoledì 07 giugno 2017, abbiamo già presentato una mozione avente ad oggetto la costituzione di due commissioni consiliari straordinarie, denominate rispettivamente “Commissione controllo, trasparenza e garanzia per la ricostruzione post-sisma” e “Commissione ricostruzione degli immobili ad uso abitativo e degli immobili di interesse pubblico”.
Entrambe le commissioni avranno poteri consultivi oltre che funzioni propositive e saranno aperte alla partecipazione a soggetti esterni. Se approvate saranno uno strumento molto utile di supporto al sindaco, alla Giunta e al Consiglio, al fine di garantire l’apporto di persone e di idee. Siamo convinti che per progettare il futuro della nostra città occorra anche l’apporto di persone estranee alle istituzioni, al fine di avere idee e impulsi esterni, da parte di chi in diversi campi ha sperimentato, ha costruito, ed anche di fronte alle difficoltà ha sempre saputo reagire ed andare avanti. Siamo pertanto disponibili ad un tavolo di confronto sul punto, tant’è che stiamo lavorando ad un’altra mozione, avente ad oggetto l’istituzione di una commissione (o di un tavolo di lavoro, raccogliendo la proposta) che dovrà occuparsi principalmente della pianificazione strategica.
Riceviamo e pubblichiamo la nota dei rappresentati del Popolo della Famiglia di Civitanova circa il decreto vaccini del ministro della Salute Beatrice Lorenzin:
Il Popolo della Famiglia di Civitanova Marche, nell'ambito del dibattito sull'obbligatorietà di ben 12 vaccinazioni preventive ai bambini, esprime profondo sdegno e dissenso circa le modalità con cui il Governo intenderebbe sostituirsi alla patria potestà dei genitori in una scelta grave e incosciente come quella di somministrare farmaci in quantità che non ha eguali in tutti i paesi dell'Eurozona. E’ doveroso per noi informare che i vaccini non sono affatto sicuri, a dichiarare ciò è l’ultimo rapporto Osmed 2015 dove, a pagina 549 (leggi qui), afferma che In Italia i casi di gravi reazioni avverse non sono affatto rari. Nel solo anno 2015 vi sono state ben 6.273 segnalazioni di reazioni avverse gravi da vaccino, segnalate dai medici ospedalieri, nella fascia di età 1-23 mesi anche con esiti fatali, ovvero nel pieno periodo in cui vengono effettuate tutte le vaccinazioni principali.
Quindi, contrariamente a quanto viene detto all’opinione pubblica dal Ministro Lorenzin, i casi di reazioni avverse gravi non sono stati 1 su un milione di bambini vaccinati bensì 6.273 casi su circa 1 milione di abitanti rilevati nel periodo in questione.
Non neghiamo a priori l'utilità dei vaccini come strumento di prevenzione di specifiche patologie però, come certifica il rapporto Osmed, non sono affatto innocui e, pertanto, chiediamo che il farmaco sia sicuro, l'informazione completa e trasparente e non una somministrazione di massa senza una preventiva visita medica approfondita.
Pertanto, i genitori che chiedono vaccini sicuri e informazioni chiare andrebbero premiati e non puniti togliendo loro la patria potestà, come avveniva nei peggiori regimi.
La vera emergenza nel nostro Paese è la corruzione dilagante, ma sino ad oggi non abbiamo visto alcun Decreto in merito.
Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa a firma Michele Cicarilli, segretario provinciale CONAPO (sindacato autonomo dei vigili del fuoco) Macerata:
"Oggi i vigili del fuoco sono scesi nuovamente in piazza per rivendicare la parità di trattamento retributivo e contributivo agli altri Corpi dello Stato. Proprio domani, martedi 23 maggio, il Consiglio dei Ministri approverà le bozze di decreto relative alle modifiche effettuate sui decreti legislativi n°217/05 e n°139/06, riguardanti la riforma delle carriere del personale del CNVVF e i principi di distribuzione delle risorse aggiuntive assegnate al medesimo corpo (103mln) in fuzione della specificità lavorativa sancita dall’art.19 della legge 183/2010.
Risorse aggiuntive arrivate dopo numerose battaglie del CONAPO e comunque decisamente insufficienti a equiparare le retribuzioni dei vigili del fuoco a quelle dei colleghi della Polizia di Stato che fanno capo allo stesso Ministero dell’Interno. Un’ingiustizia perseverata da anni a danno di tutte le famiglie dei vigili del fuoco, uomini ogni giorno chiamati a dare la vita per fare soccorso e garantire la sicurezza dei cittadini ma sempre dimenticati dai politici di turno, che ancora si ostinano a non farsi carico di questa insostenibile sperequazione sanandola definitivamente, mettendo a disposizione ulteriori risorse o promuovendo azioni legislative volte a inserire i vigili del fuoco nei tavoli di contrattazione degli altri Corpi dello Stato.
Appena il 15 maggio scorso, dall’incontro che si è tenuto tra i vertici del Governo, dell’amministrazione, e delle rappresentanze sindacali, sono emerse le proposte di riforma per il CNVVF scaturite dal protocollo di intenti firmato tra le parti, tranne che dal CONAPO: proposte inaccettabili che ancora una volta non riconoscono il rischio vita dei vigili del fuoco, ovvero riservano loro un trattamento paragonabile a qualsiasi altro lavoratore della PA seduto dietro una scrivania.
Per questo motivo, il segretario generale del CONAPO I.A. Antonio Brizzi ha inteso iniziare da subito dopo l’incontro uno sciopero della fame con l’intento di sensibilizzare sulla questione tutta la politica e in particolare il premier Gentiloni, il ministro degli Interni Minniti e i vertici della nostra amministrazione.
A difesa dei diritti di tutti i vigili del fuoco, il CONAPO ha indetto uno stato di agitazione nazionale che porterà inevitabilmente allo sciopero nazionale di categoria se lo Stato non metterà a disposizione della riforma del CNVVF ulteriori risorse finanziarie (almeno per 50mln) utili alla riduzione del gap esistente tra le retribuzioni dei vvf operativi e gli altri Corpi dello Stato o se non inserirà nel decreto di riforma un vincolo che destini le attuali risorse alla componente operativa del CNVVF sino a quando non si sarà raggiunta la piena equiparazione.
In questo momento, non ci possiamo permettere di dividere risorse con la parte amministrativa e dirigenziale del CNVVF, che non soffre nessuna sperequazione rispetto agli impiegati dell’amministrazione civile dello stesso Ministero. Non si tratta di ricevere privilegi ma di vedersi riconosciuta la dignità di operatori del soccorso e il rischio vita con il quale ogni vigile del fuoco deve fare i conti tutti i giorni.
La manifestazione indetta dal CONAPO si è svolta contemporaneamente davanti a tutte le prefetture d’Italia. Anche a Macerata una delegazione del CONAPO è stata ricevuta dal Prefetto Preziotti Roberta, la quale ha condiviso l’ingiustizia subita da anni dai vigili del fuoco e, sposando le richieste avanzate dal CONAPO, ha garantito che si farà portavoce dell’amarezza e della rabbia dei vigili de fuoco che continuano a ricevere un trattamento retributivo e previdenziale insufficiente a riconoscere la dignità il valore del rischio vita degli stessi. Lo stesso Prefetto ha dichiarato di provvedere a sensibilizzare sulla questione il premier Gentiloni, il ministro dell’Intermo Minniti e i vertici dell’amministrazione.
Nell’incontro il CONAPO ha evidenziato anche le forti criticità vissute dal comando di Macerata in relazione alla vetustà della sede centrale e all’inadeguatezza della struttura, alle precarie condizioni igienico sanitarie, alla precarietà strutturale dell’edificio messo ulteriormente alla prova dal sisma. Gravissima la carenza di mezzi utili a effettuare il soccorso ordinario, si rischia di rimanere senza e non poter garantire un soccorso efficiente. Sempre più spesso si deve ricorrere all’utilizzo di mezzi appartenenti ai comandi limitrofi che pure si trovano in difficoltà.
C’è bisogno che la politica si accorga di quanto sta mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini non risolvendo le criticità vissute dal CNVVF, senza i vigili del fuoco il paese è in pericolo!".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviato dalla Segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista a firma Giuliano Brandoni:
"In occasione delle prossime elezioni amministrative a Tolentino, il PRC è convintamente schierato al fianco della candidatura di Marina Benadduci e a sostegno della lista 'Tolentino in Comune'.
Dopo 5 anni di amministrazione del centrodestra, infatti, appare chiaro ai cittadini il limite di una compagine assolutamente non in grado di gestire non solo l'ordinaria amministrazione ma la ben più delicata vicenda della ricostruzione post terremoto.
Non si può infatti sottacere alle scelte che l'amministrazione uscente ha cercato di realizzare nonostante i dissensi diffusi tra la popolazione: dalla vicenda dell'asilo Green, al Piano Parcheggi, solo per ricordare i 'casi' più eclatanti, si è assistito a una cieca volontà di 'tirare dritto' che ha lasciato i più interdetti, non solo tra la popolazione ma anche tra esponenti della sua stessa maggioranza (vedi la vicenda del presidente del Consiglio Comunale, che è stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza per aver espresso un dissenzo sulle scelte amministrative...).
Ancor più grave è a nostro avviso la gestione dell'emergenza terremoto: il fatto che ad oggi risultino ancora da terminare i sopralluoghi FAST, dopo 7 mesi in cui si sono rimpallate le competenze ad effettuarli, ha lasciato tanti, troppi cittadini nelle loro abitazioni senza un minimo di certezza sulla sicurezza.
Per queste ragioni, e molte altre ancora, il PRC ritiene che bisogna cambiare urgentemente, e la figura di Marina Benadduci rappresenta una valida alternativa: non solo rispetto a questa amministrazione ma anche rispetto a quel PD che governa la Regione, responsabile parimenti di una pessima gestione post sisma, nei confronti della quale è urgente aprire una vertenza che riaffermi la centralità degli enti locali nelle scelte strategiche, non solo per tutto ciò che riguarda la ricostruzione ma anche per ciò che concerne la sanità e l'occupazione.
Il terremoto ha mostrato tutti i limiti di un territorio pesantemente colpito dalla crisi e dalle politiche dei tagli imposti da Governo e Regione: è tempo di ridare voce a chi è stato lasciato nel silenzio, a chi ha pagato in prima persona quelle politiche scellerate".
Domani, martedì 23 maggio, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, riceverà in visita istituzionale l’europarlamentare del Partito Popolare Europeo, onorevole Alessandra Mussolini.
La visita in città, uno dei centri del cratere maggiormente colpiti dalle scosse di terremoto, era già stata programmata da tempo e servirà per presentare alla deputata del Parlamento Europeo la situazione di tanti edifici e la condizione di molte famiglie rimaste senza una casa a causa del sisma.
L’incontro istituzionale di domani, in programma per le ore 12.30 nel foyer del teatro Feronia, fa seguito a precedenti contatti avuti dal primo cittadino di San Severino Marche con Fabio Fiesole, delegato per seguire le problematiche delle zone del terremoto e membro del coordinamento romano di Forza Italia.
Vasco Errani, commissario per la ricostruzione, ha incontrato questa mattina il sindaco di Macerata Romano Carancini, il vice sindaco e assessore alla Scuola Stefania Monteverde, e gli assessori all’Edilizia scolastica Paola Casoni e ai Lavori pubblici Narciso Ricotta per fare una ricognizione sullo stato di salute delle scuole dopo il recente sisma che ha colpito il nostro territorio.
L’incontro era stato richiesto dal sindaco Carancini per sensibilizzare il commissario sugli edifici scolastici che dopo il terremoto non avevano ancora ricevuto risposte in merito al loro futuro.
Errani ha iniziato la sua visita dal Convitto nazionale e ha immediatamente colto l’importanza strategica dell’edificio rispetto al centro storico e il suo valore storico.
Il commissario ha dato una serie di indirizzi su quelle che dovranno essere le modalità di recupero del bene soprattutto in quanto gli intereventi dovranno sia garantire la sicurezza della struttura, che garantire la tutela storica architettonica del bene. Per questo l’Amministrazione comunale avvierà un rapporto con la Soprintendenza per definire quelle che potranno essere le modalità di intervento..
“E’ stato un incontro molto positivo e c’è stata una condivisione di massima - afferma il sindaco Carancini - . Errani è stato molto disponibile a darci risposte indicative rispetto al temi che gli abbiamo posto, soprattutto per quanto riguarda il Convitto, naturalmente nei tempi della ricostruzione”.
Ad Errani è stato posto anche il problema di altre due edifici scolastici danneggiati dal sisma, i Salesiani e la scuola Fratelli Cervi, che attualmente ospitano classi di alunni in maniera disagiata a causa delle ristrettezza degli spazi. Su questo il commissario per la ricostruzione ha fornito indicazioni per le modalità di intervento che permetteranno di ricominciare l’anno scolastico 2017/2018 in maniera migliore rispetto all’attuale.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Partito Democratico delle Marche:
"Il Partito Democratico delle Marche tra i cittadini, per i cittadini. È un fine settimana lungo dedicato al confronto e alla proposta quello che il Pd marchigiano ha messo in agenda. Oggi, domenica 21 maggio, infatti, gli esponenti democrat sono nelle aree colpite dal sisma, mentre ieri hanno preso il via gli stati generali del partito, con il primo appuntamento dedicato all’Europa e, ancora, venerdì sera ad Amandola il Pd, a tutti i livelli, ha incontrato i cittadini per parlare di ricostruzione post terremoto.
'La nostra presenza sul territorio è fatta di dialogo e di confronto con i cittadini e con le istituzioni locali', spiega il segretario regionale del Pd Marche, Francesco Comi. 'Sappiamo quanto sia fondamentale garantire un filo diretto tra politica e comunità, tra amministratori e amministrati. Lontani dalle polemiche, il nostro intento è propositivo e costruttivo, come dimostra la grande partecipazione di ieri all’apertura dei nostri stati generali e la presenza dei nostri rappresentanti nei centri colpiti dal sisma, non solo oggi, ma più anonimamente ogni giorno, senza tregua e senza bandiere'.
Oltre al segretario regionale, oggi gli esponenti del Pd, parlamentari, consiglieri regionali, segretari provinciali, amministratori locali, come spesso accade da diversi mesi, si sono recati nei comuni colpiti dal terremoto, incontrando istituzioni, commercianti e semplici cittadini. A San Ginesio, ad esempio, si è fatto visita ad una macelleria che è riuscita a riaprire subito dopo il sisma e ad un’attività commerciale che, delocalizzando fuori dalle mura cittadine, ha ripreso a lavorare. A Colmurano, incontro con i titolari di un’officina meccanica, danneggiata dal terremoto, ma che ha ripreso la propria attività delocalizzando in una nuova struttura. Incontri e visite anche a Fiastra e ad Acquacanina, sempre nel maceratese e a Massa Fermana e a Falerone, in provincia di Fermo, così come a Force, nel piceno. Visite anche nelle strutture ricettive di San Benedetto del Tronto e di Potenza Picena che hanno ospitato gli sfollati delle zone terremotate.
Ieri, invece, al via gli Stati Generali del Pd. 'Le Marche regione d’Europa' è il titolo del primo dei sei incontri dedicati ai temi più urgenti e attuali (Europa, ricostruzione e aree interne, lavoro e impresa, sanità e sociale, cultura e turismo, enti locali) e che vedono la partecipazione attiva, attraverso tavoli di lavoro tematici, dei big del Pd, nazionali e regionali, nonché di tutte le rappresentanze sociali e della comunità.
'Con gli Stati Generali – evidenzia ancora Comi – si apre un percorso, che durerà circa due mesi, in cui il Partito democratico discuterà insieme sui problemi e le questioni più importanti per la nostra regione. Dibattiti e confronti che coinvolgono tutta la società – amministratori locali, esponenti del governo nazionale e regionale, parlamentari europei, nazionali, consiglieri regionali, parti sociali, università, tecnici, operatori e associazioni – e aperti a tutti i cittadini'.
Si è partiti, quindi, da Porto San Giorgio, con il tema Europa declinato in tre tavoli tematici. Uno dedicato a 'Formazione, giovani e università' e presieduto dal vice presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che riflette: 'A onor del vero, bisogna evidenziare l’incapacità di utilizzare tutti i fondi europei disponibili ed è per questo che è necessario puntare anche sulla formazione di adeguate competenze'. Un altro tavolo su 'Fondi europei per imprese ed enti locali', da cui è emersa l’esigenza di spingere gli enti locali, soprattutto i comuni, a fare rete, al fine di ottimizzare le potenzialità di ricezione dei fondi europei. Infine, un tavolo, 'Quale dimensione globale', presieduto dall’europarlamentare Nicola Danti, che sottolinea come 'anche attraverso giornate come quella di ieri abbiamo dimostrato che il PD può essere quella grande forza in grado di riportare la politica al centro dell'Europa, per riconnetterla coi territori e i cittadini' e, in tema di economia collaborativa, evidenzia come 'solo attraverso un quadro comune di regole semplici e chiare a livello UE le PMI e le start up del settore potranno competere in una dimensione più grande di quella locale'.
Il prossimo incontro, dedicato al tema 'Ricostruzione ed Aree interne', è in programma per lunedì 5 giugno all’Abbazia di Fiastra, dalle ore 17. Un’altra occasione di dibattito e proposta finalizzata, anche questa, come ogni iniziativa del Pd, al buon governo della Regione".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco CONAPO a firma del segretario provinciale CONAPO Macerata Michele Cicarilli:
"Lunedi 22 maggio dalle 10 alle 12 i vigili del fuoco manifesteranno in Piazza della Libertà davanti agli uffici della Prefettura di Macerata per richiedere al Governo maggiore stanziamento di fondi ai fini di poter effettuare una riforma delle carriere del CNVVF dove vengano previsti per il personale medesimo allineamenti retributivi e contributivi al pari della Polizia di Stato e di destinare le insufficienti risorse stanziate sino ad oggi (103 mln), attraverso l’atto di Governo n° 394, esclusivamente alla componente operativa del CNVVF e cioè agli uomini in divisa che ogni giorno rischiano la vita e vivono da anni una sperequazione economica media di 300,00/400,00 € mensili.
Nella manifestazione di lunedì si svolgerà un'azione di volantinaggio e sit-in dove appoggeremo la protesta del segretario generale del CONAPO I.A. Antonio Brizzi, che dal giorno 15 maggio è in sciopero della fame a Roma nella speranza di sensibilizzare tutta la politica e i vertici della nostra amministrazione sulla questione retribuzioni dei VVF.
Verranno affrontate anche problematiche operative territoriali con particolare riguardo alla forte carenza di mezzi di soccorso e della vetustà delle sedi di servizio".
Sei incontri con tavoli tematici aperti a tutte le rappresentanze sociali. Gli Stati generali del Pd sull'Europa sono partiti oggi da Porto San Giorgio e proseguiranno per tutto il mese di giugno, facendo tappa in ogni provincia marchigiana.
Il primo incontro con il tema "Europa: uno sviluppo continuo per le Marche" è stato molto seguito e apprezzato. Sono intervenuti: Francesco Comi, segretario regionale del Pd Marche; il vice presidente del Parlamento europeo, David Sassoli e dell’europarlamentare Nicola Danti. Presenti anche il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, l’assessore regionale alle Politiche europee, Manuela Bora, il presidente Anci Marche, Maurizio Mangialardi. A coordinare i lavori, Frida Paolella, responsabile Europa del Pd Marche.
Prossimo appuntamento il 5 giugno ad Abbadia di Fiastra (MC) su tema "ricostruzione e aree interne".
Riceviamo e pubblichiamo la replica del vice sindaco di Civitanova Giulio Silenzi a quanto detto ieri da Licio Cesetti di "Civitanova Vera" e Alessandro Mazzaferro di "Civitanova Cambia":
Se la soluzione proposta da Cesetti e Mazzaferro per uscire dall’emergenza della movida molesta è un confronto con tecnici dell’acustica allora siamo nel campo delle demagogia più assoluta e della superficialità applicata alle logiche elettorali. Siccome ho un solo stile, che non cambia a seconda delle convenienze e che può risultare ruvido ma è sempre più concreto e diretto di chi vende fumo e fuffa ai cittadini paventando facili ricette che non reggerebbero all’impatto con l’attuazione pratica - soprattutto quando non si sta parlando di rumori prodotti dai locali ma di schiamazzi -, la misurazione dei decibel non si capisce a che cosa servirebbe.
La recente approvazione del Daspo che è invece uno strumento pratico, applicabile, offre al sindaco maggiori poteri rispetto a quelli attuali per intervenire su problematiche come quelle degli schiamazzi, dei comportamenti incivili e del degrado urbano, che sono le emergenze patite dai residenti delle zone interessate da grande movimento notturno. Il 12 aprile è stato approvato con voto di fiducia il decreto sulla sicurezza urbana e pertanto ora è possibile stabilire degli accordi con altri soggetti istituzionali per colpire chi disturba disponendone anche l’allontanamento dal territorio comunale o con multe salate. E’ un provvedimento che contiene misure pratiche e immediate.
Non si capisce invece, a parte incontri tra residenti e gestori dei locali, o invocare ulteriori e maggiori controlli (come se fosse una novità), quali siano le soluzioni praticabili (e non solo polemiche strumentali alla ricerca di consenso elettorale tanto di moda in questo periodo) proposte da Cesetti e Mazzaferro, tra l’altro esponenti di una coalizione che raccoglie anche candidati che sono stati esponenti e fiancheggiatori di quei partiti che per anni hanno considerato come segno di salute turistica l’intrattenimento serale molesto e che adesso suonano tutt’altra musica.
L’UdC civitanovese ha presentato la lista e il suo programma. "Siamo collegati al sindaco Claudio Tommaso Corvatta del quale - si legge in una nota - condividiamo uno stile di guida dell’amministrazione comunale fondato sulla collegialità e la condivisione. Il tutto, in controtendenza rispetto a una cultura dirigista e decisionista che non ha comunque prodotto grandi risultati pratici a discapito della partecipazione democratica. Forse un po’ più di calma e di spirito di condivisione avrebbe evitato all’Italia tante fesserie decise da pochi e imposte a tutti. Bravo sindaco, quindi, perché sei pienamente in linea con il nostro slogan 'Eleggendo un sindaco non si incorona un re!' che abbiamo voluto nel programma UdC già verificato e approvato da Corvatta.
L’altro slogan che adottiamo è 'Civitanova al centro delle Marche per viabilità, industria, commercio e artigianato'. È evidente che la nostra città sarà sempre più nei prossimi anni uno snodo cruciale come angolo della 'Quadrilatero' insieme a Falconara Marittima, Foligno e Perugia: una sorta di nuova città allargata. Questa è un’opportunità unica che non possiamo mancare! Civitanova da circa un anno è di fatto una 'capitale della nuova viabilità integrata Adriatico-Tirreno', un attraversamento d’Italia e d’Europa, fra Est e Ovest, dai Balcani alla Francia.
Questi sono i ragionamenti che proponiamo ai nostri concittadini nella prossima campagna elettorale: cose serie e pensate. Non se ne può più delle stucchevoli polemiche personali e dei ridicoli litigi fondati sul nulla che stanno alimentando e avvelenando la vita sociale da quasi un anno. Noi UdC non ci siamo mai entrati perché crediamo fortemente che la politica sia una cosa seria, strumento fondamentale per la promozione della persona umana".