In riferimento all’intervento del consigliere comunale di Civitanova Marche Sergio Marzetti, anche il sindaco Fabrizio Ciarapica è intervenuto sulla questione. Marzetti, nei giorni scorsi, era intervenuto per chiedere la sostituzione dell'assessore Maika Gabellieri, una vicenda che aveva sollevato malumori anche tra i consiglieri di Vince Civitanova e Noi con Ciarapica.
"Se Marzetti, in un colpo solo, è riuscito a chiedere la sostituzione dell'assessore Gabellieri, a prendersela con i consiglieri che l'hanno difesa, ad attaccare il presidente del Consiglio Morresi ed il sottoscritto, penso che quando parla di litigiosità... un po' di autocritica debba farsela; quella stessa autocritica che anche io quotidianamente mi faccio, perché è indispensabile a migliorare l'azione amministrativa - le parole del primo cittadino -. Lo invito a scendere sullo stesso campo, tra alleati si riconoscono meriti e si evidenziano errori, senza diventare per forza dei taglia teste o accanirsi su un capro espiatorio."
"A Sergio riconosco la buona fede delle sue dichiarazioni, il voler essere stimolo positivo per tutti e lontano da una critica fine a se stessa. Però, da uomo di lungo corso qual è, mi aspetto pure che meglio degli altri sappia comprendere e valutare le diverse situazioni, e che metta a disposizione la sua preziosa esperienza per sostenere l'amministrazione insieme agli altri consiglieri di maggioranza. Ho sempre guardato a lui con grande stima e fiducia e quella stima è inalterata, così come è la considerazione che ho per tutti i componenti della mia squadra - spiega Ciarapica -. Difendo l'operato della giunta e dell'assessore Gabellieri: questo non significa che non abbiamo sbagliato mai, tutti noi commettiamo degli errori, così come ne avrà commessi anche Marzetti nei suoi 17 anni in giunta, ma nessuno della maggioranza all'epoca si è mai permesso di chiederne al Sindaco la sostituzione. Tra l'altro, dispiace che se la prenda proprio con la Gabellieri, prima eletta consigliere comunale dai cittadini e poi nominata assessore, che è anche persona seria e affidabile, sempre presente e dinamica, proprio come fu ai suoi tempi Marzetti."
"Ricordo Sergio non solo come vulcano di idee, ma punto di riferimento importante per tutti, soprattutto per il sottoscritto che all'epoca era un giovane consigliere comunale e che tanto mi ha insegnato. L'invito che mi sento di fare a tutta la maggioranza è quello alla responsabilità, a non perdere quello spirito di gruppo che ci ha fatto vincere le elezioni, e a portare avanti insieme il programma elettorale condiviso, che è un impegno preso con la città che non possiamo disattendere" conclude il sindaco.
“Ci piacerebbe che questo governo, in segno di quella discontinuità annunciata, sia ricordato per quello capace di approvare un decreto dedicato al sisma del Centro Italia”.
A dirlo è Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche e Coordinatore nazionale dei presidenti delle Anci regionali. “Siamo convinti – ha detto - che ripristinando una filiera istituzionale adeguata costituita dal Governo, dalle Regioni e dall’Anci si possa superare l’anno e mezzo di sostanziale immobilismo che ha fatto seguito alla gestione della fase di emergenza avviando concretamente la ricostruzione”. “Il lavoro – insiste Mangialardi – va sviluppato partendo dalle istanze che il coordinamento delle Anci regionali ha messo in campo e culminata con la proposta per redigere la bozza del decreto legge”.
Per il presidente di Anci Marche “occorre individuare misure straordinarie e urgenti per intervenire nei territori colpiti dalle calamità naturali, in particolare le aree colpite dal sisma, prevedendo una semplificazione normativa delle procedure per la ricostruzione privata, azioni di incentivazione e agevolazioni per gli investimenti produttivi a beneficio dei territori colpiti, attenuazione per i Comuni colpiti dei vincoli di finanza pubblica”. “L’auspicio è che il premier Conte si faccia carico si questo tema perché è il momento di agire davvero”.
Duro l'intervento del Consigliere regionale Sandro Bisonni sulla vicenda della delocalizzazione dell''istituto scolastico Don Bosco a Tolentino.
“Il Sindaco – dichiara Bisonni – recentemente ha annunciato a mezzo stampa di voler consolidare e adibire a pubblico utilizzo il complesso Don Bosco. In questa affermazione vi è la prova che l'edificio può essere recuperato e messo in sicurezza e ne consegue che la scelta di delocalizzare la scuola è appunto una scelta e non una necessità. Una scelta che i tolentinati pagheranno in termini di scomodità di spostamenti e quindi di inquinamento e di ulteriore consumo di suolo. Una scelta di chi non riesce ad ascoltare le tante voci che si sono alzate a difesa della vitalità del centro storico e di chi non riesce a vedere al di là dell'immediato, dimostrando mancanza di visione e totale incapacità di risposta alle reali esigenze dei cittadini.”
Anche sulla scelta di dividere la scuola in due pezzi, Bisonni non risparmia critiche: “La scelta poi, di dividere la scuola in due lasciandone un pezzo in centro, è la classica toppa peggiore del buco, che dimostra pure la mancanza di coraggio di andare sino in fondo alle proprie idee, perché è più che evidente che dividere una scuola in due non può essere né una soluzione logica né intelligente. In buona sostanza questa vicenda della Don Bosco decreta ufficialmente il totale fallimento del governo Pezzanesi che non riesce a dare risposte utili ad una città così duramente colpita dal sisma e ancora ferma ai nastri di partenza, ma ancor più colpita dall'incapacità amministrativa del sindaco Pezzanesi".
Si aggiunge una nuova pagina, alla querelle relativa alla scuola Don Bosco di Tolentino.
La scuola Don Bosco sarà divisa in due. La Giunta ha deliberato la delocalizzazione parziale dell’istituto comprensivo in contrada Pace.
Alla decisione ha fatto seguito la richiesta agli uffici competenti di trasferire il contributo di 8 milioni di euro, concesso per la riparazione dei plessi scolastici danneggiati dal sisma, per la costruzione di due nuovi edifici. Uno nel circuito del centro storico, l’altro in contrada Pace, adiacente al futuro campus dedicato agli istituti superiori.
Sulle recenti delibere emanate dalla giunta Pezzanesi è intervenuto il Pd tolentinate che si è espresso in una nota.
“ll Partito Democratico di Tolentino condanna fortemente le ultime decisioni dell’attuale amministrazione comunale che hanno decretato la morte del centro storico di Tolentino - spiegano i dem -. Con due delibere approvate in tutta fretta nel mese di agosto, a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, è stato deciso di: triplicare i posti auto a pagamento ed aumentare significativamente il costo orario per il parcheggio, questo per i prossimi 25 anni. Parcheggiare a Tolentino diventerà un lusso per pochi. Delocalizzare la scuola Don Bosco in piena periferia, nonostante l’intera città si sia mobilitata in questi mesi contro questo progetto che è diventato triste realtà”.
“Decisioni incomprensibili – concludono i dem - che svuoteranno completamente le vie ricomprese tra le mura della città”.
“La ricostruzione delle aree colpite dal terremoto è tra i primi punti nelle linee d’indirizzo per la bozza del programma di un governo Pd- 5Stelle. È una buona notizia e un bel segnale per le Marche.
Invece, ricorderete tutti, quando è circolata la bozza del “contratto di governo” Lega e M5S il tema della ricostruzione non era presente ed è stato inserito solo a seguito delle proteste”. Ad affermarlo, in una nota, è il segretario Pd regionale Giovanni Gostoli.
“Dopo la crisi aperta da Salvini per scappare dal fallimento del governo gialloverde – continua Gostoli - si è aperta la riflessione sulla nascita di una nuova maggioranza parlamentare e di un possibile “governo di svolta” con il protagonismo del Pd.
Nelle ultime settimane abbiamo portato a Roma, in particolare nel Partito Democratico, le ragioni della ricostruzione dove occorre una forte discontinuità. Il Centro Italia e le Marche possono diventare il più grande cantiere d’Europa. Una grande opportunità per un nuovo sviluppo non solo dei territori colpiti dal sisma, ma per l’intera regione e per l’Italia”.
“È una buona notizia che il tema della rinascita delle comunità colpite dal sisma sia tornato al centro del dibattito politico nazionale – afferma - e, in particolare, tra le questioni più importanti di una diversa compagine di governo. Per noi marchigiani è la priorità delle priorità. Insieme a una strategia di sviluppo e rigenerazione delle Aree interne”.
“Da un anno e mezzo sono state avanzate tutte le proposte concrete per semplificare la normativa nazionale e accelerare la ricostruzione. Quelle indicate della Regione Marche, dal presidente Luca Ceriscioli e dai sindaci del cratere che sono state presentate anche in Conferenza Stato-Regioni. Sono contenute perfino nel Disegno di legge del PD Marche, depositato in Parlamento, a prima firma Verducci. Fino a ieri le proposte sono cadute quasi tutte nel vuoto, le comunità sono state abbandonate, i bisogni dei territori inascoltati.
È ancora tutto in divenire e nelle prossime ore sarà più chiaro se nascerà un “governo di svolta” oppure se andremo a nuove elezioni in autunno. Qualora dovesse nascere un governo Pd 5Stelle oggi diventa più forte la speranza che prenda a cuore il tema della ricostruzione post-sisma del Centro Italia”.
“Occorre voltare pagina e aprire una nuova stagione di dialogo e collaborazione istituzionale. Le popolazioni colpite dal sisma – conclude Gostoli - non vogliono polemiche politiche, ma risposte concrete”.
“Conte ha raccontato una favola ai terremotati. Senza coinvolgere i sindaci ha garantito la ricostruzione mentre sta facendo di tutto per governare con il PD, lo stesso che con leggi e ordinanze sbagliate, la gestione dei suoi commissari e dei suoi presidenti di regione ha prodotto le inefficienze che i terremotati subiscono. La Lega al governo ha lavorato e stava lavorando per rimuovere le criticità una ad una ed è lo stesso Conte ad averlo confermato dicendo che negli ultimi due mesi si era accelerato nella revisione delle norme e delle competenze”.
Così il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Lega Marche, commenta le dichiarazioni dopo l’incontro di alcuni rappresentanti dei terremotati con l’ex, ora aspirante, presidente del consiglio, avvenuto nella giornata di ieri a Roma.
“Conte sa che il PD con il Commissario Errani ha emanato il DL 189 pieno di norme inefficaci ma vincolanti per la ricostruzione, e che, sempre il PD, con il Commissario De Micheli ha accelerato il passaggio di gran parte delle competenze alle regioni che già non erano in grado di dare risposte,– conclude Arrigoni – . "C’è qualcuno ancora disposto a credere che il PD per i terremotati voglia buttare uomini e carte con la stessa velocità e determinazione con cui Conte dà loro rassicurazioni?”
“Sorprende che il consigliere Marzetti chieda il cambio dell’assessore Gabellieri, mentre ormai è diventato consuetudine questo suo atteggiamento sempre contrario all’amministrazione con cui è stato eletto. Non vorremmo che dietro questo suo modo di agire ci sia ancora il rancore per il fatto che il suo partito di origine, ossia Forza Italia, abbia scelto Carassai come assessore e non lui. Partito che ha lasciato tra l’altro il giorno dopo non aver ottenuto l’incarico che a quanto pare ancora agogna”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono i consiglieri di maggioranza al Comune di Civitanova delle liste Vince Civitanova e Noi con Ciarapica: Vincenzo Pizzicara, Armando Lazzarini, Fabiola Polverini e Monia Rossi. Gli esponenti delle due compagini attaccano il consigliere Marzetti, che nei giorni scorsi aveva chiesto la sostituzione dell’assessore Maika Gabellieri.
“Ricordiamo a Marzetti che non spetta a lui interferire sulla scelta di un assessore, nello specifico espressione della lista che ha ottenuto più consensi nelle ultime elezioni comunali, ovvero Vince Civitanova.
Vince Civitanova è al fianco e sostiene invece con forza l’operato dell’assessore Gabellieri, donna preparata, determinata, che sta svolgendo il suo lavoro di assessore con responsabilità e senza risparmiarsi. Ma è soprattutto una donna leale verso il Sindaco e verso la coalizione di centro-destra con la quale è stata eletta. Al contrario il consigliere Marzetti, per motivi del tutto personali, in questi due anni di amministrazione ha fatto una politica di opposizione a tutto campo motivo per il quale chiediamo noi al nostro Sindaco di invitare finalmente Marzetti a sedere nello scranno giusto e cioè quello di opposizione e lo deve fare per la coerenza che tanto millanta”.
“ Siamo stanchi di questi giochetti, ora è il momento del fare e di concretizzare il nostro percorso, non abbiamo più il tempo di stare dietro ai capricci.
Noi saremo, a differenza sua, sempre contro coloro che hanno affossato Civitanova negli anni passati e che a fatica stiamo facendo risorgere” – concludono - .
Un comunicato che però non porta la firma di due consiglieri di maggioranza Paolo Nori (Vince Civitanova) e Costantino Cavallo (Noi con Ciarapica), e che rischia di creare una frattura nelle due compagini di appartenenza.
Il sindaco di Camerino Sandro Sborgia ha effettuato nella mattinata odierna, domenica 1 settembre, un sopralluogo all'interno della zona rossa e nelle zone transitabili del centro storico per verificare l'eventuale presenza di danni provocati dalla scossa avvertita la scorsa notte (leggi qui).
Il sindaco è stato accompagnato dall'assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli, dal consigliere Luca Marassi delegato alla ricostruzione e dal geometra del Comune di Camerino Gianfranco Carimini.
"Da un primo controllo non sembrano esserci stati ulteriori danni. Nei prossimi giorni verranno svolti ulteriori sopralluoghi" ha sottolineato il sindaco Sborgia.
"Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, stamattina, era alla sede del Pd a Roma per un incontro col segretario dem Nicola Zingaretti insieme al sindaco di Pesaro Matteo Ricci e al segretario regionale Giovanni Gostoli.
"La priorità è rimettere al centro dell'agenda politica il tema della ricostruzione del Centro Italia. Tema assente nei 20 punti del programma proposto da Di Maio" – ha affermato Ceriscioli - .
"Ci siamo battuti in ogni sede chiedendo norme straordinarie per un evento unico che nella Marche ha questi numeri - ricorda Ceriscioli - 30mila sfollati, 45mila edifici inagibili. Solo una guerra ha queste conseguenze. Ma noi abbiamo sempre lavorato per la ricostruzione dei nostri borghi meravigliosi che deve ripartire con deroghe capaci di superare i vincoli e le lentezze delle norme ordinarie".
"Piena solidarietà a Giuseppe Elisei, vittima suo malgrado dell’incuria di un’amministrazione che parla di cultura ma, all’atto pratico, nulla fa per incentivare lo sviluppo di un settore che potrebbe portare Recanati davvero in tutto il mondo. Ricordiamo il caso "Annuncizione del Lotto" durante l'Expo". Ad affermarlo, in una nota, è il gruppo consiliare al Comune di Recanati "Iustissima Civitas", guidato da Simone Simonacci.
"Che un lavoro sul “Cenacolo” di Leonardo durato tre anni, autorizzato dalla Sovrintendenza per realizzare una copia in 3D sponsorizzata da un editore importante come la Mondadori, costato 7.000€ e trasportato gratuitamente da Milano a Recanati, venga accantonato in un magazzino di fianco ad attrezzi e macchinari è semplicemente uno spreco - continuano gli esponenti del gruppo - . Basti considerare che, al momento, la tela di Elisei è in questo momento ambita da un privato che la porterebbe in Lombardia – dove già si trova l’originale Cenacolo – e l’autore non esclude di portarla a Matera, Capitale europea della cultura per il 2019. Recanati avrebbe potuto inviare l’opera a Matera con il suo patrocinio lasciando così una suggestione per coloro che, visitando la località lucana, avrebbero osservato l’opera".
"Visto che Giuseppe Elisei afferma di aver donato la sua opera "ai recanatesi e non al Comune di Recanati", noi di Iustissima Civitas ci permettiamo di proporre all'autore di metterci in contatto, al fine di trovare una location che possa valorizzare la sua opera, restituendola così per intero ai cittadini" - concludono - .
Lina Caraceni e Michele Verolo subentrano ai consiglieri dimissionari del Comune di Macerata della lista "A sinistra per Macerata - Macerata Bene Comune" Enzo Valentini e Gabriella Ciarlantini, che avevano lasciato il Consiglio appena due settimane fa, lo scorso 13 agosto.
La decisione è stata presa durante la riunione tra capigruppo in consiglio tenutasi oggi.
I consiglieri comunali del centro-destra di Macerata Riccardo Sacchi, Andrea Marchiori, Paolo Renna e Anna Menghi hanno firmato una mozione con la quale richiedono all'Amministrazione Carancini di "mettere in atto ogni iniziativa idonea a scongiurare la chiusura dello sportello bancario Ubi Banca di Viale Indipendenza".
"Nei giorni scorsi - scrivono i consiglieri nella mozione - si è appreso come lo sportello sarebbe ormai prossimo alla chiusura. Il quartiere Santa Croce-Colleverde, oltre ad ospitare numerosi uffici pubblici, servizi, esercizi commerciali, studi professionali, è anche uno dei più popolosi della città, con la presenza di numerosi nuclei familiari formati da persone anziane. La chiusura dello sportello bancario, con il venir meno dei servizi dallo stesso erogati, provocherebbe una serie di gravi e immaginabili disagi, con l’obbligo di spostamento verso altre zone della città per i numerosi professionisti, esercenti, impiegati e, soprattutto, per le persone anziane".
"Appare necessaria particolare attenzione anche alla riqualificazione della zona, con particolare attenzione, tra l’altro, all’arredo urbano, ai marciapiedi, alla segnaletica" concludono i consiglieri dell'opposizione.
"Il provvedimento del Tar in merito al ricorso circa il Calendario Venatorio ha suscitato non poca indignazione tra i Cacciatori, i quali sono stati lasciati in balía di dubbi, perplessità ed enorme sconforto. È inaccettabile l'inerzia della Regione, che dal 2016 non è stata in grado di redigere ed approvare quello che sarebbe stato il pilastro della gestione Venatoria Regionale, il “Benedetto Piano Faunistico”, la cui mancanza, purtroppo, ha sancito soprattutto la misura cautelare di "sospensione della Preapertura" della Caccia prevista dal prossimo 1 settembre". Così interviene il consigliere provinciale Deborah Pantana in merito alla decisione del Tar dello scorso 28 agosto, che ha accolto il ricorso cautelare delle associazioni ambientaliste e animaliste.
"I Cacciatori chiedono a gran voce una soluzione ragguardevole dalla Giunta Regionale - rposegue la Pantana -, non il classico contentino. In caso contrario si provvederà a richiedere il risarcimento di tutti i danni non patrimoniali e patrimoniali tra i quali Tasse Nazionali e Regionali, le cui quote tra l'altro risultano essere anche consistenti; a tal proposito sarà a disposizione dei Cacciatori lo studio Legale per intraprendere tali richieste al fine di tutelare i loro interessi legittimi".
"Consiglio alla Politica Regionale di prestare, inoltre, particolare attenzione anche per i mesi che verranno. Non è il momento di temporeggiare, bisogna agire e tutelare una Categoria bistrattata dagli inutili giochi politici" conclude il consigliere provinciale.
"Alea iacta est, il dado è tratto, o anche iacta alea est, sia lanciato il dado, come direbbe un nostro grande antenato Giulio Cesare, quando varcò il Rubicone. Infatti gli ultimi accadimenti legati alla crisi del governo “giallo – verde” e la nascita del nuovo governo “giallo – rosso” non lasciano altri margini di ripensamento rispetto le sorti del nostro paese ed in generale del buon senso". Così sceglie di fotografare l'attuale situazione politica Mattia Orioli, il coordinatore provinciale di Macerata del partito "Nuovo Cristiani Democratici Uniti".
"Auspicai a mio modo di vedere - prosegue Orioli -, per il bene del paese, uno sforzo per la costruzione di un governo d’unità nazionale, con tutte le forze politiche maggiori in campo, volto alla trasformazione di una crisi in un'opportunità politica per tutti, attraverso la riscrittura di una nuova legge elettorale, la messa in sicurezza dell’economia del paese in generale e dell’iva in particolare, e poi avviando una costituente legata alla proposta di modifica della forma di governo e del rapporto tra centralismo e federalismo, avviando così il paese alla possibile e concreta nascita di una terza repubblica, sempre vagliata dai cittadini mediante un referendum; un governo quindi non tecnico ne di scopo ma costituente, prima di raggiungere le più che giuste elezioni; invece ad oggi si è scelta la strada di un governo con partiti che invece sono stati sconfessati dalle ultime elezioni, generando ancora una volta profondo “sconcerto nel paese”, ed a mio avviso mancando pericolosamente di buon senso".
"Tecnicamente, ciò che è avvenuto tra PD e 5 stelle ed il Premier Conte è ineccepibile, se vogliamo osservarlo con la lente del giurista, e di fatto il Presidente della Repubblica ha eseguito con perfezione il suo mandato; ma dal punto di vista politico, tale governo mette oggettivamente a soqquadro il trend delle ultime elezioni politiche ed europee, dove il Centro – Destra, e poi la Lega sono di fatto risultati vincenti, insieme ai 5 stelle, a discapito dell’uscente disastroso governo PD, ingenerando una distanza tra volontà popolare e governo" sottolinea Orioli.
Una situazione che, secondo il coordinatore del nuovo CDU, ha evidenziato la vera natura del Movimento Cinque Stelle: "Infatti ad oggi, ci troviamo politicamente di nuovo al comando il partito sconfessato dagli elettori, il PD, sostenuto dai 5 stelle i quali con un colpo solo abiurano se stessi e chi li ha votati, incarnando il massimo del trasformismo, da essi sempre imputato ai partiti storici del nostro paese, gettando finalmente la maschera di partito liquido e senza ideologia o identità, per far emergere la sua vera natura, di partito massimalista e di sinistra, abbracciando proprio quel PD che avrebbero dovuto sconfiggere".
Non manca anche una critica verso Matteo Salvini, reo di aver innescato la crisi di governo: "Già ancora una volta una netta distanza tra rappresentanza, volontà, desiderio popolare e governo, che da troppo tempo risulta essere disattesa nel paese, e questo tradimento dei 5stelle non giova alla salute del rapporto politica - elettore nel paese, ma la mette a rischio; certamente le responsabilità politiche vanno anche divise sia da parte di chi ha staccato la “spina” al governo, consegnando il paese nelle mani delle sinistre, che dai 5 stelle che hanno tradito i propri elettori e se stesi, ma anche dal PD che ancora una volta anziché confrontarsi con il popolo, come sarebbe stato saggio fare, tornando ad essere un vero partito di sinistra, ha preferito essere il partito dei poteri del potere e del palazzo, andando con gli acerrimi nemici, i 5 stelle, pur di comandare".
"Certamente da Uomo di Centro, Centro - Destra, opposto alle sinistre ed alternativo alle destre, sono esterrefatto ed alquanto preoccupato, per un governo di questa sinistra massimalista, globalista, e relativista, la quale di certo non aiuterà, ma affosserà la classe media, le imprese, il lavoro ed i lavoratori, la sicurezza, i giovani ed in generale le speranze di difesa dell’identità, delle tradizioni e valori fondanti del nostro paese e dell’Europa, perché proprio costoro, trasformisti e lontani dalla gente, il popolo e dai valori, sono il vero male per una auspicata Europa unita ed una Italia forte. Ritengo il premier Conte a differenza di altri, persona capace, ma di fatto la sua bravura a mio avviso sarà affondata proprio da chi lo sostiene, e le politiche che metteranno in campo insieme al PD sono ciò che gli italiani hanno bocciato sonoramente nelle scorse elezioni".
"Penso che sia di nuovo giunta l’ora di ricostruire prima un vero e forte centro e poi un centro-destra, per una terza fase vincente, salda forte e duratura pronta a governare questo paese e sconfiggere questa sinistra massimalista e di potere targata PD e 5 stelle. Per questo, occorre e lancio ancora un volta l’appello, ad una grande adunata di tutti gli uomini, liberi e forti, solidali, liberali, repubblicani, conservatori e tradizionalisti, ma soprattutto Democratici e Cristiani, che sappiano trasformare il sovranismo e populismo in vero popolarismo e ricostruire un centro forte per un forte centro destra di popolo e di governo e non di facciata" conclude Orioli.
Il TAR delle Marche ancora una volta ha dato ragione alle associazioni ambientaliste che hanno presentato ricorso contro il calendario venatorio e ha sospeso con Decreto cautelare la caccia a tutte le specie in pre-apertura.
“Già lo scorso anno – dichiara il consigliere regionale Sandro Bisonni - il Consiglio di Stato e il TAR Marche avevano contestato l'operato della Giunta regionale in tema di caccia e ben due leggi regionali furono impugnate dal Governo, ora questa nuova sentenza del TAR conferma per l'ennesima volta che le politiche della Giunta in tema di caccia non sono rispettose delle norme. In molte occasioni in Aula avevo avvertito l'assessore Pieroni e la Giunta e spesso li ho invitati a mutare il loro atteggiamento aprendosi al dialogo e al confronto con le associazioni ambientaliste e soprattutto invitandoli ad attenersi alle indicazioni normative e dell'ISPRA; tutto inutile sono andati avanti senza ascoltare. Quello che appare più grave in questa vicenda è che si sta procedendo, contro la recente sentenza del TAR per riaprire la caccia già a partire dalle prossime giornate.”
Sembra infatti che gli uffici regionali stiano predisponendo gli atti preparatori ad una delibera di Giunta che consentirà la pre-apertura a partire dai primi giorni di settembre.
“Se fosse confermato – conclude Bisonni – che la Giunta intende dar via alla pre-apertura in barba alla molteplici indicazioni che sono pervenute nel tempo, questo atto risulterebbe grave prima di tutto dal punto di vista del rispetto istituzionale. Faccio pertanto un appello all'assessore Pieroni e al presidente Ceriscioli, affinché si apra ad un dialogo con tutti i portatori di interesse, con le associazioni ambientaliste e i soggetti politici che hanno consigliato una maggiore prudenza e un maggior rispetto istituzionale per evitare di andare all'ennesimo scontro ed incontro all'ennesima figuraccia.”
"Noi non siamo il partito del Rolex d'oro, siamo il partito della ruspa. Per i leghisti doc si tratta di un simbolo". Così l'assessore al Decoro Urbano e all'Ambiente di Civitanova Marche, Giuseppe Cognigni replica alle polemiche riguardanti il post pubblicato sulla propria pagina Facebook, nel quale si è fatto ritrarre a bordo del mezzo mentre veniva previsto l'abbattimento dei bagni pubblici presenti nei giardini di via Cavour.
Nelle foto Cognigni indossa una t-shirt arancione che ritrae il volto dell'ex Ministro dell'Interno Matteo Salvini con suscritto 'Io Sono': "La Lega è il partito del 'fare', come Salvini ha sempre dimostrato" sottolinea.
Proprio a questo proposito Cognigni sottolinea come il bagno non fosse più funzionante da tempo: "Abbiamo inoltre notato come quella zona fosse frequentata prevalentemente da tossicodipendenti e da spacciatori. Si trattava di un punto di ritrovo dove nascondere la droga. Non aveva senso riaprirlo: doveva per forza di cose essere abbattuto".
"L'abbattimento - prosegue Cognigni - si inserisce all'interno di un contesto, come quello del progetto 'Civita Green', che stiamo portando avanti come Amministrazione per riqualificare tutte le aree verdi della città, come non avveniva da oltre 30 anni in città".
Cognigni risponde anche all'attacco del consigliere comunale di opposizione Pierpaolo Rossi, che aveva notato come nelle foto scattate dall'assessore fossero presenti dei cumuli di immondizia: "Gli scatoloni dietro di me nella foto? Il consigliere dovrebbe sapere che il mercoledì a Civitanova Marche è il giorno del ritiro della carta, quindi è del tutto normale che dietro di me ci siano gli scatoloni di carta, peraltro appartenenti alle attività commerciali. Forse Rossi non fa la differenziata, per questo non conosce questo particolare".
LA QUESTIONE BAGNI PUBBLICI - Inoltre a chi sottolinea la mancanza di bagni pubblici in città, Cognigni replica: "Abbiamo bagni pubblici sia nel lungomare nord che nel lungomare sud. Sono aperti tutti i giorni, dalla metà giugno sino a metà settembre. Con un servizio pulizia che agisce due volte al giorno. Poi c'è un bagno in pieno centro, in Piazza San Martin, che apriamo durante le feste che facciamo in città. In ogni caso, non sono molto favorevole ai bagni pubblici in quanto divengono sempre più spesso un ricettacolo di tossicodipendenti e spacciatori. Viaggiando molto all'estero per lavoro mi rendo conto di come questi siano sempre meno in giro per il mondo, e prevalentemente tutti a pagamento. Stiamo studiando per l'anno prossimo di aprire un unico bagno pubblico a pagamento con un custode all'interno, ma certamente i costi sarebbero molto alti: si tratta soltanto di un'idea".
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha appena ufficializzato il conferimento dell'incarico a Giuseppe Conte per formare il nuovo governo. Molteplici sono state le reazioni social dei lettori di Picchio News alla notizia pubblicata ieri dell'accordo raggiunto tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle riguardo il nome dell'ex premier come Presidente del Consiglio del governo giallo-rosso.
Molti richiedono il ritorno alle urne immediato, mentre altri utenti ricordano come il nuovo accordo sia pienamente legittimo visto quanto previsto dalla Costituzione Italiana.
Di seguito una carrella dei commenti ricevuti, che ben fotografano il dibattito aperto nell'opinione pubblica italiana:
Sergio Mattarella ha convocato Giuseppe Conte al Quirinale nella mattinata di giovedì 29 agosto, alle ore 9:30, per affidargli l'incarico di costituire un nuovo governo che poggi sull'asse Movimento Cinque Stelle-Partito Democratico. Decisiva ai fini dell'accordo tra i due partiti, la convergenza sul nome dell'ex premier che avrà dunque la possibilità di avere un incarico bis come Presidente del Consiglio.
A preannunciare l'intesa, era stato il segretario del Pd Nicola Zingaretti che - al termine dell'incontro con il presidente Mattarella, avvenuto intorno alle ore 17:00 - aveva già lasciato ampi spiragli sulla buona riuscita dell'accordo: "Abbiamo riferito al presidente Mattarella di aver accettato la proposta del M5s di indicare in quanto partito di maggioranza relativa il nome del presidente del Consiglio dei ministri. Questo nome ci è stato indicato nei giorni scorsi dai Cinque Stelle. Abbiamo altresì confermato risolutamente l'esigenza ora di costruire un governo di svolta e discontinuità".
Matteo Salvini, al contrario, è intervenuto duramente sul mancato ricorso alle urne: "Siamo stati onesti fino in fondo col presidente della Repubblica, al quale abbiamo espresso lo sconcerto di fronte alla guerra delle poltrone che si sta verificando da giorni. Milioni di italiani si staranno chiedendo a cosa serve andare a votare. Dignità, significa andare al voto. Mi chiedo cosa possano offrire all'Italia M5s e Pd con un governo, se non l'odio nei confronti della Lega. Abbiamo l'impressione che ci sia un disegno che venga da lontano, e non dall'Italia. I nostri cittadini sono ostaggio di 100 parlamentari aggrappati alla poltrona".
A terminare la seconda tornata di consultazioni portata avanti dal Presidente della Repubblica, è stato l'incontro con la delegazione del Movimento Cinque Stelle, capeggiata da Luigi Di Maio: "Gli italiani il 4 marzo del 2018 avevano votato per veder risolti i propri problemi, non quelli di un partito. Qualcuno ha deciso di far saltare tutto. Gli schemi di destra e sinistra, sono ormai superati. Sono i programmi i veri protagonisti della politica. In questi anni il nostro obiettivo è stato quello di cambiare, con un progetto di ampio respiro. Oggi abbiamo detto al presidente della Repubblica che c'è un accordo politico con il Pd per avere Giuseppe Conte come Presidente del Consiglio e provare a costituire un nuovo governo. Non scapperemo alle promesse fatte agli italiani. La Lega in questi giorni mi ha informato di avermi proposto come presidente del Consiglio, li ringrazio con sincerità ma a me sta a cuore l'interesse del Paese, non l'interesse personale".
Il politico maceratese Paolo Diop protagonista di un documentario della tv tedesca riguardante la sicurezza in Europa. Il responsabile nazionale immigrazione di Fratelli d'Italia sarà uno degli esponenti dei partiti politici italiani di destra e sinistra che verranno intervistati dalla troupe del canale generalista teutonico 3Sat, per meglio comprendere la situazione legata ai migranti in un momento politico particolarmente agitato come quello attuale.
Le riprese si svolgeranno nella giornata di giovedì 5 e venerdì 6 settembre, tra Roma e le Marche.
Prosegue il giro di sopralluoghi del Presidente della Provincia nelle scuole maceratesi. Dopo la visita all’ITE “Gentili” e all’IIS “Garibaldi” di Macerata, questa volta Antonio Pettinari si è diretto nei Comuni di Tolentino, San Severino Marche e Cingoli.
Il primo passaggio è stato effettuato nella sede attuale dell’IIS “Filelfo” nella zona commerciale di Tolentino che, dopo il sisma del 2016, ospita il Liceo Classico e Scientifico. Al sopralluogo ha partecipato anche il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, e il nuovo dirigente scolastico, in carica dal primo settembre Romano Donato, insieme al suo precedessore Sante Zenobi.
Dopo le quattro nuove aule realizzate lo scorso anno, da settembre ne arrivano altre 4 nell’edificio che si trova a pochi metri da quello principale. Inoltre è stato costruito, grazie ad un finanziamento del MIUR di 175 mila euro con fondi del terremoto, un nuovo laboratorio di chimica e fisica, a sup-porto della didattica. La struttura, un prefabbricato con scheletro in acciaio, è già pronta e domani inizierà il trasloco dei materiali al suo interno.
“La realizzazione di quattro nuove aule - dichiara Antonio Pettinari - permette di rendere meno disagevole la permanenza degli studenti in questa scuola che, grazie anche al nuovo laboratorio, aumenta spazi e servizi, in attesa del nuovo polo scolastico”. Al Liceo Classico e Scientifico si trovano al momento 440 alunni, mentre altri 230 sono iscritti al Liceo Coreutico e all’ITE, localizzati nella sede di piazza Don Bosco, in centro città.
Dopo Tolentino, il Presidente della Provincia si è diretto a San Severino per vedere da vicino lo stato dell’arte dell’IIS “Divini”, dove i lavori sono in corso per la sua ricostruzione. In questa occasione Pettinari ha incontrato la ditta che si è aggiudicata l’appalto per il completamento dei laboratori e del blocco dell’aula magna, chiedendo loro di procedere spediti per chiudere il cantiere il prima possibile.
Ultima tappa Cingoli, presso il Liceo Linguistico e Socio - Psico - Pedagogico, sezione associata al Liceo Classico “Leopardi” di Macerata. L’ottima notizia è che dal 16 settembre gli studenti potranno ritornare nel loro istituto “storico”.
“Grazie ai lavori di miglioramento sismico effettuati dopo il terremoto del 1997, questo edificio - afferma Pettinari - ha retto l’impatto dell’ultimo sisma, riportando dei danni circoscritti. Ora lo abbiamo recuperato e i ragazzi torneranno qui dopo aver occupato in questo periodo l’ex seminario messo a disposizione della Diocesi, che ringrazio per la disponibilità offerta”.
La messa in sicurezza dell’edificio è costata 150mila euro ed è stata realizzata con i fondi della ricostruzione. I lavori hanno avuto un complesso iter che ha interessato gli uffici regionali, compresi quelli della Protezione Civile, che la scorsa estate hanno validato e autorizzato l’esecuzione del progetto. Terminata l’opera ad aprile, in questi giorni sarà effettuato il trasloco degli arredi e dei materiali.