Un'interrogazione regionale al vetriolo quella della capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi sulla "vicenda dei fondi del sisma 1997 non ancora utilizzati e, con un atto di Giunta Regionale, ora dirottati verso altri scopi". Leonardi ricorda che "con una legge, la 61/1998 erano state adottate misure urgenti in favore delle zone terremotate delle regioni Marche e Umbria e di altre zone colpite dagli eventi calamitosi del '97 e che al 31 marzo 2019 risultavano, nella cosiddetta “contabilità speciale” regionale ancora 27.333.800,00 euro relativi a graduatorie stilate in seguito a quell'evento sismico e alle quali solo una parte dei richiedenti ha potuto trarre il giusto ristoro. Queste risorse erano ripartite per interventi a sostegno del recupero dell'edilizia privata ed altri relativi al piano delle opere pubbliche e a quello dei beni culturali di cui alla medesima legge."
"Come per incanto in data 27 maggio 2019 la Giunta Regionale, anziché terminare di assegnare questi fondi, li ha “dirottati” affermando che “attualmente si andrebbero a finanziare o immobili che non posseggono più la caratteristica di attività produttiva effettiva ovvero immobili che hanno proseguito l'attività nel tempo restando agibili senza manifestare in modo rilevante , nel corso degli anni, menomazioni della propria attività produttiva. Ma – afferma la Leonardi – questi immobili per forza non avevano più la caratteristica di attività produttiva: erano stati danneggiati dal terremoto e l'attività ha dovuto spostarsi altrove, se non chiudere, sino all'arrivo dei fondi che avrebbero recuperato l'immobile, fondi che per oltre 160 soggetti, non arriveranno mai. La Giunta giustifica questo “storno” di fondi con l'impiego in messa a norma di edifici pubblici al fine dell'abbattimento della vulnerabilità sismica, questo potrebbe essere condivisibile, se però fosse specificato che la priorità andrebbe alle scuole più colpite o che pur non seriamente danneggiate, debbono essere rese a norma antisismica. Quindi dovrebbero essere le scuole del cosiddetto Cratere? Ma questo particolare nella delibera di Giunta Regionale non lo troviamo specificato! Inoltre Leonardi chiede conto del perchè solo ora, nell'annualità 2019, questi fondi “dormienti” ritrovano vita nel bilancio relativo alla contabilità speciale."
"Tutta questa vicenda è un altro segnale della considerazione che la maggioranza Pd e socialista ha delle reali esigenze delle aree terremotate - conclude la capogruppo regionale di Fratelli d'Italia -. La Leonardi ricorda infatti che il 30% dei fondi aggiuntivi dell'Unione Europea – Asse 8 - i “famosi” 248 milioni di euro - sono finiti altrove e per scopi molto diversi dalle esigenze delle popolazioni terremotate ed ora ci si ritrova con questo ulteriore atto al fine di cercare di raschiare il fondo del barile prima delle elezioni regionali."
"Quando un'amministrazione è in maggioranza decide le linee guida del proprio progetto. La destra al potere Pro Tempore non è portata per le piste ciclabili in centro come per la manutenzione delle strade e i bagni pubblici". Così la lista civica "Civitanoi" fotografa l'attuale situazione politica che caratterizza la città, non nascondendo le perplessità legate alle scelte compiute dall'amministrazione Ciarapica.
"La sinistra invece - proseguono i rappresentanti della lista -, che di piste ciclabili e ambientalismo ne fa una bandiera, poteva realizzarla nei 5 anni che hanno preceduto l'attuale o perbacco riuscire a realizzare un bagno pubblico sulle spiagge libere".
Civitanoi rifiuta l'idea di turismo che traspare dagli articoli di stampa attribuiti ai rappresentanti delle liste contrapposte: "Con la pubblica utilità si fanno passare progetti faraonici che non servono come il sottopasso in via Carducci e il parcheggio interrato bypassando il civismo ambientalista e i principi costituzionali ed europei. Come si fa, sindaco, a dire che il turismo va bene perché le telecamere hanno contato migliaia di macchine in entrata? Abitiamo tutti a Civitanova e non abbiamo assistito di certo a eventi turistici in ogni quartiere. La periferia è completamente dimenticata. Da molto tempo inviamo richieste di riqualificazione e si ricordi che la sicurezza parte da lì".
“A Ceriscioli non serve il governo per lamentarsi della ricostruzione: basta che si guardi allo specchio e rammenti che le colpe della gestione disastrosa delle SAE, delle macerie e dell’USR regionale sono tutte sue e del suo PD.”
Così il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Lega Marche, commenta l’uscita con cui il presidente della Regione, in occasione del terzo anniversario dalla scossa del 24 agosto 2016, lamenta - con la crisi di governo - di non avere un interlocutore a cui indirizzare le lamentele sulla gestione del post terremoto.
“Ceriscioli mente pure davanti ai morti di Arquata del Tronto. Senza vergogna li tira in ballo per ribadire il suo impegno costante per la ricostruzione. E quale sarebbe? Quello di aver lasciato per strada ancora 100 mila tonnellate di macerie da rimuovere solo ad Arquata? O i mesi e mesi che servono all’USR per decretare una pratica? – continua Arrigoni – È indecoroso per l’istituzione che rappresenta che ci rifili la solita menata del governo cattivo che è stato sordo al grido di dolore dei territori. Ormai lo sanno tutti che quel grido è frutto proprio della vergognosa inadeguatezza sua e dei suoi massimi collaboratori che tempo e modo per fare del proprio meglio l’hanno avuto e che le regole che oggi criticano le hanno scritte in prima persona con i loro governi PD”
Arrigoni critica anche come, tra discorsi e contrizione di circostanza, Ceriscioli trovi il modo di sfruttare la situazione per un endorsement alla nascente joint venture tra PD e Movimento 5 Stelle per le prossime regionali: “Caro presidente Ceriscioli, abbiate il coraggio di dire la verità: non è il governo, ma la poltrona che sentite sempre meno salda sotto i colpi dei cittadini stanchi della vostra spocchiosa inettitudine – conclude Arrigoni – Siete talmente nel panico da volerla puntellare ad ogni livello turandovi il naso in un’alleanza contro natura con quel M5S su cui, a proposito di terremoto, state cercando di scaricare ogni vostra responsabilità”
"Ci sorprende, ma allo stesso tempo ci fa anche piacere, che il Sindaco Bravi non sia soddisfatto dello stato attuale della sanità cittadina, segnale che si è lavorato politicamente male in passato e quindi ci si chiede come mai sia stata riconfermata alla Mariani la delega alla sanità. Ma evitando di fare ulteriore polemica e felici per l’apparente strada di cooperazione che, almeno a parole, il nuovo Sindaco vorrebbe intraprendere, vogliamo fare subito una proposta, un punto secondo noi essenziale per le famiglie recanatesi e che era nel nostro programma:
proponiamo di instaurare la guardia medica pediatrica per la notte, o almeno per il fine settimana."
La proposta arriva dalle file dell'opposizione di Fratelli d'Italia che, a Recanati, chiedono la presenza della guardia medica.
"Molte famiglie ce lo hanno chiesto e abbiamo constatato che in campagna elettorale era un punto molto sentito. Infatti durante la notte e nei fine settimana, l’impossibilità di contattare il medico di famiglia costringe i genitori a scegliere se rivolgersi o al Pronto Soccorso di Macerata o andare al Salesi e con un bambino che sta male non è sicuramente una soluzione agevole - spiegano i rappresentanti di Fratelli d'Italia -. Avere una guardia medica pediatrica permetterebbe alla famiglie di avere un primo consulto qui a Recanati, senza dover fare chilometri con un bambino che non sta bene in automobile, magari con febbre o altre patologie più gravi."
"Crediamo che la nostra richiesta non sia assurda, anzi, in vista del nuovo piano Socio Sanitario: sicuramente è un piccolo passo, ma riteniamo che sia molto importante per le famiglie recanatesi ed i nostri figli - concludono -. Sappiamo che generalmente le proposte che vengono dall’opposizione non vengono prese in grande considerazione, ma speriamo che il buonsenso e la salute dei nostri figli prevalga, una volta tanto, sulle divergenze politiche e che questa proposta venga ritenuta valida dalla Giunta."
Tre anni di vuoto e di sconcertante immobilismo. Tanto è passato dalla prima scossa di terremoto che ha lacerato il centro Italia e le Marche. E dopo i proclami, le promesse e gli impegni, la parola terremoto è ormai definitivamente scomparsa dall’agenda del Governo, fino a ieri impegnato nella crisi quasi che il sisma non sia una priorità assoluta”. Ad affermarlo in una nota è la capogruppo regionale di Forza Italia Jessica Marcozzi.
“Una fase emergenziale affrontata con approssimazione sia a livello nazionale che regionale -continua la capogruppo - , una fase di ricostruzione avviata solo a parole. Una dignità, quella dei nostri conterranei colpiti dal sisma, oltraggiata con un’economia disastrata che non ha fatto altro che incentivare ancor di più lo spopolamento dell’entroterra montano. Sindaci lasciati solo nell’affrontare la ricostruzione, cavilli burocratici in barba alla semplificazione. 400 mila tonnellate di macerie ancora da rimuovere, solo nelle Marche. 30 mila persone ancora fuori dalle loro case". “Forza Italia, oltre ad aver dimostrato praticamente, con fondi stanziati sia in Ue che in Parlamento, quanto ha a cuore un dramma che ha colpito tutti noi, continuerà a mantenere acceso il riflettore sul dramma del sisma – conclude la Marcozzi - nella speranza che la Regione e il prossimo governo sappiano dare le risposte che i tre precedenti governi e lo stesso ente regionale non hanno ancora dato: considerare l’emergenza del sisma una priorità nazionale".
Fratelli d'Italia si mobilita in questo fine settimana in tutta Italia per chiedere "elezioni subito": la petizione nazionale promossa dal partito di Giorgia Meloni si pone l'obiettivo di tornare subito al voto, dicendo no a "inciuci, trasformismi e governi che non siamo espressione della volontà popolare".
“Inciuci dei quali oggi si inizia a respirare l'aria anche a livello regionale – afferma il capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi – dove si attendono le elezioni il prossimo maggio e dove le forze che oggi non sono premiate dai sondaggi né dalle ultime tornate elettorali, vinte ovunque in Italia dal centrodestra, stanno muovendo reciproche aperture dopo anni di screzi e attacchi. Un’alleanza PD – M5S che potrebbe concretizzarsi in una legge elettorale per le Marche fatta ad hoc per impedire al centrodestra di vincere le elezioni del prossimo anno e di governare la Regione”.
Un incontro con la stampa è previsto per domenica alle ore 11 a Civitanova Marche, presso il Lungomare Piermanni concessione n.1 - con numerosi parlamentari tra i quali il deputato marchigiano Francesco Acquaroli, l’europarlamentare Carlo Fidanza, il responsabile nazionale Organizzazione FDI, Giovanni Donzelli, gli onorevoli Andrea Delmastro, Augusta Montaruli, Ylenia Lucaselli, Marco Osnato, Emanuele Prisco, Luca De Carlo, Franco Zaffini, il consigliere regionale Elena Leonardi e i vertici marchigiani del partito.
Contemporaneamente saranno allestiti banchetti per firmare la petizione in molte piazze delle principali città e in alcune località di mare,
Manca meno di un anno alle elezioni regionali che interesseranno le Marche. Alcuni cittadini della nostra regione, il Coordinamento Marche per le Primarie, hanno deciso di intervenire sul tema delle primarie per la scelta del candidato Presidente della colazioni di centrosinistra.
"Siamo cittadini delle Marche, di diversa provenienza territoriale, professione ed età. Siamo elettori di orientamento progressista senza incarichi politici e parliamo a nome di tanti altri cittadini che, come noi, ritengono che nella difficile situazione politica, in considerazione delle tante situazioni critiche aperte nel governo regionale, sia assolutamente necessario rilanciare un progetto riformatore che parta dal basso rendendo protagoniste le forze vive del mondo del lavoro, dell’impresa, della scuola, delle professioni e dell’ associazionismo. Il prossimo appuntamento elettorale regionale non può essere caratterizzato da tatticismi e posizionamenti tipici di una politica sempre più distante dai problemi reali dei cittadini - spiega il Coordinamento Marche per le Primarie -. Occorrono coraggio, visione e innovazione e per questo è necessario fare appello alle energie e alle intelligenze migliori, disponibili a mettersi in gioco restituendo alla politica una dimensione di partecipazione attiva, al di fuori di schemi precostituiti."
"Per questi motivi facciamo appello alle forze politiche riformiste affinché promuovano primarie aperte per l’individuazione del candidato del centrosinistra per la presidenza della Regione Marche. Su questo obiettivo chiediamo il sostegno e la collaborazione di tutti i cittadini marchigiani che potranno aderire alla nostra proposta “Primarie Regione Marche” attraverso la piattaforma di change.org al seguente link http://chng.it/j845Z95cbP o scrivendo una mail all’indirizzo iochiedoleprimarie@gmail.com."
La petizione, avviata nella giornata di ieri alle ore 18:00, aveva raggiunto, alle 14:00 di oggi, 245 firmatari.
“Prima di tutto il Paese e poi il partito”: parole del segretario del Pd Marche, Giovanni Gostoli, sugli sviluppi della crisi di governo e della possibilità di un esecutivo di legislatura con i Cinquestelle. Secondo il leader dei dem marchigiani, “l’unità intorno al segretario Zingaretti è un bel segnale”, così come la possibilità che nasca “un governo di svolta, capace di aprire una fase nuova”. “Il governo gialloverde ha fallito e Salvini è scappato aprendo la crisi – ha aggiunto Gostoli -. Ora serve responsabilità, perché a pagare per i litigi, le promesse mancate e la crisi non siano i cittadini”.Per il Pd marchigiano, l’eventuale esecutivo nazionale giallo-rosso dovrà “essere di svolta” e contenere nel programma “due grandi priorità: il lavoro e la rinascita dei territori colpiti dai terremoti del 2016 e 2017”.
“Bisogna sbloccare la ricostruzione – ha detto il segretario regionale Gostoli - perché negli ultimi 14 mesi il Centro Italia e le Marche in particolare sono stati abbandonati”. “Per accelerare la ricostruzione – ha concluso, appellandosi a quello che sarà il prossimo governo - occorre semplificare e snellire la normativa nazionale, accogliendo le tante proposte della Regione Marche e dei sindaci del cratere”.“Quello di un governo con Cinquestelle, Leu e Pd è un tentativo giusto – ha concluso Gostoli - da fare alla luce del sole e non sotto banco, ma se non ci fossero le condizioni siamo pronti al voto e a unire le forze migliori per un’alternativa”.“Qualora dovesse nascere a livello nazionale un governo giallo-rosso, valuteremo nella direzione regionale del Pd e con gli alleati la possibilità di aprire un dialogo con i Cinquestelle in vista delle Regionali 2020”. Dice il segretario dem marchigiano, Giovanni Gostoli, rispondendo all’apertura arrivata nei giorni scorsi da Giovanni Maggi, presidente del gruppo consiliare grillino alla Regione Marche.“La novità per le Marche – ha evidenziato il leader dem – è che il M5S non vede più il Partito democratico come un avversario, ma come possibile interlocutore di governo”.Ma per aprire un dialogo anche a livello regionale, secondo Gostoli, “è prematuro e si devono aspettare gli sviluppi nazionali, perché le decisioni all’interno dei Cinquestelle si prendono tutte a livello centrale”. “Certo è che qualora dovesse nascere un governo nazionale con il Pd e ci sia il via libera del Movimento – spiega il segretario regionale dem - ci potrà essere una valutazione anche in seno ai nostri organismi dirigenti per aprire un dialogo nelle Marche”.
“Le poltrone, alias governi, sono una cosa seria che si dà alle persone serie e le persone serie non fanno accordi contro natura per mantenere anche solo uno strapuntino purché ben retribuito. L’accordo Movimento 5 Stelle – PD che si va delineando è un mostro di ipocrisia politica ed umana figlio della volontà di autoconservazione della giunta Ceriscioli e della politica fallimentare dei pentastellati. Nato per aprire i palazzi del potere PD come scatole di tonno, il M5S di Coltorti e Terzoni ha finito per abboccare all’amo di Renzi e Boschi pur di mangiarsi l’esca, ma danno del verme traditore a Salvini, reo di volersi opporre a questo scempio della vera democrazia”.
Il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche, commenta così la situazione regionale con i possibili accordi futuri tra i pentastellati ed il Partito Democratico.
“Altro che politica dei due forni, questa è politica del “Franza o Spagna puché se magna” – prosegue Arrigoni – Anche nelle Marche questi paladini delle istituzioni dei “tengo famiglia” sceglieranno un avvocato saccente in doppiopetto e brillantina per rifarsi una verginità mettendo da parte l’impresentabile Ceriscioli? O ingoieranno ogni rospo nel tentativo estremo di non perdere la condizione di prìncipi? E a chi toccherà il compito assumere ogni responsabilità del fallimento di azioni e nobili propositi visto che qui non c’è un Salvini su cui poter gettare la croce in modo becero per mezzo di un’astiosa marionetta come Conte che getta la maschera in un intervento di basso spessore politico dimostrando di non essere l'avvocato del popolo, ma dei Palazzi amico dei poteri forti?”
Per la Lega è evidente che lo scenario marchigiano sta avviandosi a seguire lo stesso percorso nazionale con una differenza sostanziale: le elezioni sono già previste e la parola spetterà, giustamente, ai cittadini.
“La goccia che ha fatto traboccare il vaso del governo non è stata la sacrosanta azione di Salvini per sbloccare dei NO sempre più frequenti (autonomia, flat tax, riforma 'vera' della giustizia, grandi opere, ecc. ) – spiega Arrigoni – Per non votare e perdere centinaia di poltrone il M5S ha rinunciato anche ad una bandiera come il taglio immediato dei 345 parlamentari. Cosa sarà disposto a “dimenticare” nelle Marche dove nessuno li proteggerà dal giudizio dei cittadini? La lega c’è e chiederà conto a voce alta al PD e ai loro alleati last minute di una gestione fallimentare proponendo quell’alternativa chiara e concreta che i cittadini si aspettano”.
Chiusa dal 1 luglio scorso fino a fine agosto perché sono in corso i lavori di elettrificazione, adeguamento delle gallerie e potenziamento infrastrutturale, non mancano i disagi per pendolari e turisti che si spostano lungo la tratta Civitanova – Fabriano/Albacina. I treni sono stati sostituiti infatti dalle corse dei bus che dovrebbero garantire lo stesso servizio per i pendolari che si spostando con i mezzi pubblici e anche per i turisti che scelgono di utilizzare questi mezzi per visitare il territorio. Ma, invece, è proprio dagli utenti che arrivano segnalazioni di numerose criticità che si manifestano lungo tutto il tragitto. "Un'offerta limitata di corse e in orari che non corrispondono alle reali esigenze dei passeggeri, in particolare relativamente ai territori di Matelica, Castelraimondo, San Severino e Tolentino, la mancata segnalazione delle fermate di carico a Matelica e a Mogliano – Corridonia, dove non esiste neanche una pensilina". Lo ha affermato il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Elena Leonardi.
“La Regione è responsabile di realizzare il Piano degli investimenti per assicurare la realizzazione del Piano nazionale per il rinnovo di materiale rotabile ferroviario – ha continuato Elena Leonardi - per la quale il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha destinato alle Marche 8,288 milioni di euro attraverso una convenzione. Garantire il servizio sostitutivo dovrebbe essere la minima preoccupazione della Regione, soprattutto se si comprende l'importanza del trasporto pubblico anche per incentivare gli spostamenti dei turisti che si trovano temporaneamente sul territorio, soprattutto nei Comuni terremotati, oltre che l'utilizzo del mezzo pubblico in un'ottica di razionalizzazione di costi e di inquinamento”. Per questo il consigliere Leonardi ha chiesto all'assessore competente in materia, Angelo Sciapichetti, di conoscere "il corrispettivo che la Regione Marche erogherà dal 1 luglio al 25 agosto (periodo di chiusura della tratta ferroviaria) a fronte dei servizi programmati da Trenitalia mediante autobus sostitutivi peraltro in orari non rispondenti né al pendolarismo locale né al pendolarismo turistico dei cittadini del cratere, il corrispettivo chilometrico erogato alle imprese effettivamente esercenti il servizio sostitutivo in autobus; la procedura seguita da Trenitalia per il subaffidamento dei servizi e quale provvedimento autorizzatorio abbia emesso la Regione Marche quale Ente concedente in virtù del contratto di servizio che intercorre tra la Regione Marche e Trenitalia".
Rinnovato nei giorni scorsi il protocollo tra il Comune di Macerata, Meridiana Cooperativa Sociale e l’Università degli Studi di Camerino per monitorare la salute dei cani ospitati nel canile comunale di Macerata, insieme agli esperti dell’Ospedale Veterinario Universitario Didattico (OVUD) - Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria - Università degli Studi di Camerino (UNICAM). La firma è avvenuta durante un incontro che si è tenuto in Comune tra l’assessore all’Ambiente del Comune, Mario Iesari, la presidente di Meridiana Cooperativa Sociale, Barbara Vittori, e il direttore sanitario dell’OVUD di UNICAM, Andrea Spaterna.
“Il rinnovo del protocollo dà continuità a una significativa esperienza di valore scientifico e sociale partita nel 2011 e finalizzata a migliorare il benessere di questi animali, con l’auspicio di incrementare il numero delle adozioni perchè oggi, molto più che in passato, fanno parte della nostra vita quotidiana. Si tratta di una collaborazione che dimostra una volta di più la ricchezza d’impegno, competenze e capacità di buona amministrazione che il nostro territorio è in grado di esprimere” commenta l’assessore Mario Iesari.
“Con questo progetto ” spiega il prof. Andrea Spaterna “accanto al servizio di pronto soccorso e alla gestione delle problematiche sanitarie di II livello, servizio già garantito dalla convenzione, si prevede di effettuare una serie di sopralluoghi presso il canile volti a stabilire l’incidenza di alcune delle più frequenti patologie, predisponendo, relativamente a ciascuna di queste e in stretta collaborazione con i Medici Veterinari referenti per la struttura, un iter diagnostico e un approccio terapeutico per cercare di diminuire significativamente il numero di soggetti affetti dalle stesse.”
In particolare l’attenzione sarà rivolta alle seguenti patologie: a) patologie del cavo orale, segnatamente per quanto concerne le lesioni dentarie e i processi di parodontopatia, con il precipuo intento di individuare quelli che presenteranno i quadri di maggiore gravità e che potranno essere ospedalizzati presso l’OVUD per le cure del caso; b) patologie dell’apparato cardio-circolatorio, sottoponendo tutti i soggetti con sintomi riferibili a cardiopatie all’effettuazione di un tracciato elettrocardiografico e, se del caso, di un esame ecocardiografico, in modo da individuare i soggetti cardiopatici da trattare; c) patologie dell’orecchio esterno, cercando di individuare, mediante esame otoscopico del condotto uditivo esterno, tutti i soggetti affetti da otite, definendone, sulla base di esami citologici allestiti da tamponi auricolari, l’esatta natura e quindi il relativo approccio terapeutico.
Inoltre, in occasione dei prelievi di sangue che vengono effettuati dai Servizi Veterinari dell’ASUR sui cani randagi per il controllo della leishmaniosi, un’aliquota del medesimo campione di sangue verrà utilizzata per valutare la presenza di soggetti affetti da insufficienza renale cronica, ancora non manifesta sul piano clinico, in modo da sottoporli ad un tempestivo protocollo terapeutico, anche al fine di ritardare significativamente l’evoluzione della condizione.
“La novità importante di questo progetto” dichiara la Presidente Barbara Vittori “è che Meridiana metterà a disposizione un “tesoretto” di oltre 17 mila euro. Il fondo lo abbiamo costituito, avendo ricevuto un’eredità da Don David Esposito, parroco dal cuore generoso che, nel proprio testamento ha scelto Meridiana come destinatario di parte del proprio patrimonio, per le nostre attività di gestione canili. Abbiamo ritenuto che il modo migliore per esaudire le sue volontà fosse proprio quello di avvalerci della professionalità e competenza dell’Università di Camerino, nell’ambito di questo protocollo vigente, al fine di migliorare la salute degli animali e la sicurezza sanitaria delle famiglie disponibili ad adottarli.”
“L’importante arteria di collegamento fra Villa Eugenia e il rione Villa dei Pini sarà riqualificata a partire dal termine della stagione estiva. L’opera si inserisce nell’ambito degli interventi programmati dalla Giunta Ciarapica finalizzati al ripristino delle pavimentazioni stradali in stato di degrado in Città”. Così l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Civitanova Marche Ermanno Carassai.
Gli interventi sono stati programmati a seguito di numerosi sopralluoghi che hanno scaturito un programma di attuazione avente lo scopo di garantire un adeguato standard di sicurezza per gli utenti della strada e conseguentemente per offrire un miglior servizio alla collettività e limitare anche le manutenzioni e ridurre il costo sociale derivante dai ripetuti interventi che si sono sovrapposti nel corso degli anni. “Una strada molto importante – ha continuato l’Assessore - soprattutto per i mezzi di trasporto d’emergenza vista la vicinanza con l’Ospedale pubblico di Civitanova, la presenza del Poliambulatorio e della Clinica Villa dei Pini".
“Nella situazione attuale la sede stradale presenta degli avvallamenti e delle buche venutesi a creare negli anni dal continuo passaggio di automezzi e dall’azione degli agenti atmosferici, ma anche dalla presenza di diverse reti tecnologiche interrate (gas, luce, telefonia, acquedotto), i cui ripristini effettuati di volta in volta mostrano evidenti segni di danneggiamento per il fisiologico cedimento degli scavi e per l’utilizzo di diversi materiali bituminosi non perfettamente collegati fra loro. Quindi una sede viaria fortemente danneggiata e in pessimo stato di conservazione”.
“L’Ufficio tecnico ha predisposto, pertanto, un elaborato progettuale per l’importo complessivo di 90Mila euro nel quale è previsto il ripristino accurato del manto stradale e la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati in asfalto in corrispondenza della pista ciclabile. L’elaborato – ha concluso Carassai - è stato approvato dalla Giunta il 25 giugno scorso. L’ufficio competente ha già attivato la gara d’appalto e la ditta risultata vincitrice è la Macerata Asfalti s.rl., dietro un ribasso d’asta dell’11,59% sull’importo a base d’asta. I lavori inizieranno al termine della stagione estiva”.
In una logica di mobilità sostenibile, allo scopo di un contenimento dei costi e di una buona efficienza del servizio, i Comuni di Recanati, Montecassiano e Montelupone rinnovano l'accordo di gestione in forma congiunta del servizio di trasporto scolastico integrato con il trasporto urbano.
Soddisfazione viene espressa dall'Assessore ai Trasporti Pubblici di Recanati Rita Soccio che dichiara: "In vista dell'imminente avvio dell'anno scolastico e in attesa della gara per l'affidamento dei trasporti pubblici da parte della Regione Marche, abbiamo deciso di rinnovare il Contratto per i servizi di Tpl locale e scolastici con il Contram di Camerino, che prevede Recanati come Comune capofila di una convenzione con i Comuni di Montecassiano e Montelupone per una gestione in forma unitaria. Quest'anno anche il Comune di Montefano ha aderito alla convenzione, aumentando di fatto la possibilità di autonomia e di miglioramento della mobilità che rimane un punto nevralgico per lo sviluppo del nostro territorio. Il passo successivo a cui stiamo lavorando con il Contram è il potenziamento del servizio e cercare soluzioni che possano rispondere ai bisogni dei cittadini ma anche ad un turismo in continua crescita".
Il Contratto integrato e rimodulato per il periodo scolastico è così strutturato: nel territorio del Comune di Recanati 197.595 km, per il Comune di Montecassiano 65.504 Km, per il Comune di Montelupone 47.335 km e per il Comune di Montefano 44.913 km. Il corrispettivo annuo per ogni comune ammonta a € 383.835,42 per il Comune di Recanati, € 87.000,00 per il Comune di Montecassiano, € 89.936,50 il Comune di Montelupone e € 75.000,00 per il Comune di Montefano. Nel corrispettivo sono compresi i viaggi d'istruzione scolastica nell’ambito del territorio locale e provinciale con una tolleranza variabile.
"Sono stati senza dubbio anni sfortunati per l’amministrazione Carancini, che lascerà come unico ricordo una serie di insuccessi che è quasi inutile ri-elencare, per il doveroso rispetto nei confronti di chi ha sicuramente messo impegno raccogliendo quasi nulla". Così i rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Macerata fotografano i dieci anni da sindaco di Macerata di Romano Carancini, annunciando la volontà di scendere in campo per le elezioni 2020 e di contribuire ad una svolta politica e sociale nella città capoluogo di provincia.
LE SPACCATURE NELLA MAGGIORANZA - Attraverso un comunicato stampa Roberto Cherubini, Carla Messi e Andrea Boccia ripercorrono tutto quanto non ha funzionato durante i due mandati del primo cittadino uscente: "Ormai siamo in fase di “asfalti-elettorali” e di lucette messe ovunque per tentare di conquistare quelle persone superficiali che non hanno notato la clamorosa perdita di coesione sociale che hanno generato 2 amministrazioni Carancini, assolutamente verticistiche e lontanissime dalla partecipazione più volte nominata. I consiglieri di maggioranza, seppur spesso silenti, sono quelli che hanno subito più di tutti questa assenza di condivisione e lo stanno timidamente evidenziando con atti di mini-coraggio che descrivono esattamente la situazione: 2 o 3 persone che decidono e le altre che alzano le mani e approvano".
"Di questi giorni l’ennesimo litigio di Carancini con chi rappresenta associazioni o cittadini attivi (circolo tennis), ma questa non è una notizia, lo sarebbe un dialogo costruttivo e pacifico per ora inesistente con tutti gli attori della città. La maggioranza tenta in Consiglio comunale di evidenziare le cose fatte bene producendo una relazione di fine mandato che costerà una cifra talmente folle (49mila euro) da destare stupore in tutti, escluso il podestà".
CAPITOLO SCUOLE - "Qualche cosa piacevole, nel disastro totale di 10 anni, si è vista in città ma il fatto che il Sindaco raccolga i meriti delle scuole alle Casermette è imbarazzante guardando i fatti. Per anni, infatti, abbiamo evidenziato e raccolto firme in città perché la stragrande maggioranza delle scuole non aveva e non ha l’agibilità e la totalità non ha ancora oggi la verifica di vulnerabilità sismica entrambe le cose obbligatorie per legge".
"Noi combattevano e combattiamo con forza per ottenere queste garanzie di sicurezza per i nostri ragazzi, ma chi ci amministra é sempre sordo. Le nuove Scuole, con l'evidente neo di un supermercato che starà lì avanti, sono venute alla luce solo “grazie” ad un terremoto devastante per le nostre comunità e al sostanzioso contributo di uno stato estero . In assenza della tragedia del 2016 le nostre scuole sarebbero nelle medesime condizioni del 2015. Dobbiamo dircelo, crediamo sia giusto dirlo. Sembra inoltre, chi lo dice è proprio Carancini, che non saranno completate per l’apertura dell’anno scolastico 2019/2020 e crediamo che coloro che hanno sentito con i propri orecchi che le scuole sarebbero state inaugurate per l’apertura dell’anno scolastico 2018/2019 non potranno che osservare che le promesse caranciniane sono spesso vane".
RICREARE LA COMUNITA' - "La nostra speranza è che in futuro si lavori per ristabilire una coesione sociale ormai scomparsa che deve essere per primo agevolata da chi governa, cercando l’incontro e non il continuo scontro con chiunque. Siamo diventati “individui” e cerchiamo il successo personale più che la condivisione. Chi amministrerà in futuro dovrà avere idee semplici, ma efficaci per far incontrare le persone, per rendere attraenti tanti punti meravigliosi della città affinchè i maceratesi preferiscano uscire ed incontrarsi piuttosto che restare davanti alla tv, ad un pc o ad un telefonino. Non servono ricette miracolose ma è essenziale far sì che tanti angoli cittadini siano piacevoli da frequentare. Per farlo è sufficiente rubare le idee a città italiane ed europee che hanno reso accogliente il camminare per la città".
CAMBIO AL VERTICE - "Il cambiamento orientato alla coesione sociale, alla cura delle città ed alla creazione di opportunità per i nostri giovani non potrà essere certo offerto da questi “sepolcri imbiancati” rappresentati plasticamente da un “quaraquaqua” che non perde l’occasione di insultare Giuseppe Bommarito per dimostrare la propria presunta superiorità intellettuale. Sono soggetti ormai da decenni altamente nocivi per la città. Sono personaggi che hanno l’atteggiamento del Marchese del Grillo nel film di Sordi per cui “.. io so io e voi non siete un cazzo”.
"Credono di essere l’intelligentia maceratese, ma il realtà hanno atteggiamenti da frustrati in continua ricerca di potere. Le persone di cultura maceratese non sono certo quelle che scrivono articoli offensivi su un misero giornalino di partito, ma le tante persone modeste che hanno costruito la cultura maceratese senza voler mai mettersi in primo piano (Torresi, Paci, De Angelis..). Le chiare offese a Giuseppe Bommarito danno lo spessore di questi “quaraquaqua” (Totò non li avrebbe messi né tra gli uomini né tra gli ometti) che forse stanno cercando una collocazione utile solo a sé stessi per le prossime elezioni comunali".
ELEZIONI 2020 - "Ci teniamo a sottolineare che questi “signori” hanno anche paventato 2 schieramenti che si opporranno alle prossime elezioni, escludendo di fatto la possibilità che ci sia anche il M5stelle a dire la sua. In alternativa ci dicano almeno a quale dei due schieramenti dovremmo partecipare (!!), visto che a Macerata da decenni decidono tutto loro. E’ molto probabile che ci saremo anche noi, con forza, per contrapporci alla supponenza del centro sinistra ma anche alla rabbia del centro destra. La città ha sicuramente bisogno di sicurezza, ma la sicurezza si otterrà solo con la coesione sociale e creando occasioni di incontro. La nostra speranza è che ci sia, anche in Consiglio Comunale, un decisivo cambiamento orientato alla condivisione di idee diverse ed al dialogo tra i cittadini, senza che nessuno ostenti continuamente l’aurea di superiorità. Che la passione prenda il posto del mestiere e dei mestieranti della politica che hanno fatto di questa città un luogo sotto vari aspetti molto arretrato".
MESTIORE E PASSIONE - "Speriamo che i maceratesi tra mestiere e passione inizino a scegliere la passione perchè il mestiere porta progetti a breve gittata mentre la passione genera visioni importanti per il futuro. Speriamo che si possano mettere al centro argomenti essenziali come la sostenibilità ambientale, la ruralità, il turismo moderno, la mobilità sostenibile, la qualità della vita dei cittadini, la città viva in ogni angolo, passando per scelte non imposte, ma convenienti per i cittadini. Sogniamo una città che in pochi anni possa offrire tante opportunità ai nostri ragazzi, magari con una stretta collaborazione con l’ Università e le rappresentanze locali. Che in futuro la politica la smetta di fare scelte per i cittadini ed inizi a fare scelte con i cittadini".
(In foto, da sinistra: Roberto Cherubini, Carla Messi e Andrea Boccia)
Nel cuore di Potenza Picena ci sono delle ferite ancora aperte, come Vicolo Scipioni. La sua genesi nasce a seguito di una segnalazione fatta all’Ufficio Tecnico Comunale relativa ad un edificio privato, sito nel Vicolo stesso. A seguito di un sopralluogo dello stesso UTC che verifica la pericolosità dell’immobile, il Sindaco aveva emesso un’Ordinanza per pubblica e privata incolumità determinando la chiusura del Vicolo e il divieto d’uso dell’immobile.
” Nonostante i ripetuti solleciti la proprietà dell’immobile non ha effettuato alcun intervento. Inoltre, i passaggi burocratici sono stati innumerevoli. Siamo oggi costretti a dover sostenere come Comune ulteriori spese legali ed aspettare ulteriormente per ottenere dal Giudice il permesso di intervenire su proprietà privata al fine di realizzare le opere di messa in sicurezza, con diritto di rivalsa, nei confronti dei proprietari inadempienti”. Ad affermarlo in una nota è l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Potenza Picena Luisa Isidori.
L’Amministrazione Comunale e la Città – precisa l’assessore - sono rimaste vittime sia delle lungaggini burocratiche che, e soprattutto, della totale mancanza di interesse da parte della proprietà a voler risolvere la questione. L’importo per eseguire i lavori di messa in sicurezza dell’edificio che consentirebbero la riapertura di Vicolo Scipioni, è sempre stato in bilancio ma i tempi tecnico-burocratici non hanno consentito di poter eseguire i lavori da parte dell’Ente sostituendosi ai privati. A questa situazione si è aggiunta anche la messa in sicurezza del Pincio a causa della problematica legata al tetto della Chiesa di San Francesco, causata da eventi climatici eccezionali, dove non possiamo al momento intervenire direttamente essendo proprietà del Fondo Edifici di Culto. L’impegno è massimo per risolvere questa delicata questione all’interno del nostro centro storico. Consapevoli dei disagi che si sono creati ma vittime delle procedure lunghe e farraginose. Procedure che impediscono interventi diretti e rapidi da parte del Comune – conclude la Isidori - proprio perché non ne ha la proprietà. Tutte le procedure necessarie sono state messe in campo ma i tempi, purtroppo, sono dettati dalla legge”.
"L'attuale amministrazione ha sempre proclamato progetti faraonici, costosi per tutta la cittadinanza e irrealizzabili, dislocando la scuola fuori dal centro abitato senza un progetto specifico ed ha sempre osteggiato per "partito preso" le scelte già fatte dall'amministrazione Delpriori senza mai proporre qualcosa di concreto". Così il gruppo consiliare di minoranza "Per Matelica", guidato dall'ex sindaco Alessandro Delpriori, torna sulla questione legata alla nuova Scuola primaria “Mario Lodi”.
" A seguito degli sismici del 2016 - sottolineano i consiglieri di "Per Matelica" - si è subito cercata una soluzione plausibile e realizzabile che si è concretizzata con il concorso di idee per la nuova scuola, che nascerà in via Spontini con un finanziamento già approvato di 5 milioni e 400 mila euro".
"Malgrado l'amministrazione Baldini abbia provato in tutti i modi ad ostacolare il progetto già avviato, domani 22 agosto alle ore 10 si terrà la seduta pubblica in cui la Commissione Giudicatrice darà conto delle proposte progettuali presentate, che si terrà presso l’Ufficio Tecnico comunale, al piano primo, in Via Spontini, 4 a Matelica" prosegue il gruppo consiliare.
"Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla seduta per poter visionare i progetti in nome della trasparenza istituzionale che merita il tema, lo facciamo noi di “Per Matelica” visto il totale silenzio dell'amministrazione comunale attuale".
Sarà Giuseppe Fraticelli il nuovo commissario prefettizio al Comune di Ussita, in seguito alle dimissioni dell’ormai ex sindaco Vincenzo Marini Marini.
Fraticelli, nel 2018, ha avuto già un’esperienza come vice commissario al Comune di Montefano.
Una vicenda travagliata ,dunque, per il piccolo comune montano duramente colpito dal sisma del 2016, che si trova nel giro di pochi anni commissariato per la seconda volta. Già nel 2017, infatti, l’allora sindaco Marco Rinaldi aveva rassegnato le proprie dimissioni.
L’arrivo del commissario comporterà il decadimento del Consiglio comunale. Sul ritorno al voto ci sono diverse ipotesi in atto, come primavera o estate prossime, ma è ancora prematuro stabilire con certezza una data.
“Testa alta e petto in fuori. È così che la Lega e il centrodestra intendono affrontare la sfida lanciata da una (ancora ipotetica) coalizione formata da Pd, M5s e un indefinito numero di liste civiche in vista delle regionali 2020”. Lo afferma, in una nota, il capogruppo regionale del Carroccio Sandro Zaffiri esprimendosi in merito alle varie alleanze che potrebbero formarsi, in vista delle prossime elezioni regionali previste per il 2020.
“Sgombriamo subito il campo da ogni possibile equivoco – dice Zaffiri – lo scenario che si sta delineando dall’altra parte della barricata non ci spaventa nemmeno un po’. Anzitutto, perché siamo certi (e lo siamo da tempo) della bontà della nostra proposta politica e dello spessore della classe dirigente che riusciremo ad esprimere e che saprà affrontare con capacità e determinazione, una volta al governo di questa Regione, le questioni che la Giunta Ceriscioli ha tramutato in problemi. In secondo luogo, perché crediamo lampante l’incompatibilità di fondo che esiste tra sensibilità così diverse e non ci convince (ma crediamo non possa far breccia neppure nei cuori dei marchigiani) l’idea di una coalizione “contro qualcuno”, anziché “a favore di qualcosa”…su che basi? Su quale programma?”
“Le piroette del M5S hanno dell’incredibile, una sorta di sceneggiata riso e lacrime delle migliori commedie napoletane – incalza Zaffiri – quattro anni di dura opposizione alla Giunta Ceriscioli, per scoprire all’improvviso che se togliamo l’involucro, il contenuto non è poi così male…e allora gli ospedali, come quello di Fabriano, si possono anche chiudere, il sistema imprese ha enormi prospettive di sviluppo, così come l’occupazione, gli episodi di corruzione sono cosucce irrilevanti, le popolazioni terremotate possono anche rimanere a vita in container e casette, gli scandali come quelli di Banca Marche non sono mai esistiti…”
“Pare ovvio – rileva Zaffiri – che il M5S sia attratto da qualcosa di ben diverso che continuare a battagliare contro l’inettitudine della Giunta Ceriscioli e questo qualcosa si chiama poltrone. Invitiamo i nostri vecchi alleati di opposizione a riflettere accuratamente su una scelta che ha molti tratti in comune con quella che fu dell’ex presidente Spacca e che si rivelò fallimentare perché non supportata da un progetto serio di governo di questa Regione”.
"Apprendiamo che il Sindaco Antonio Bravi ha effettuato le nomine dei posti spettanti all'Amministrazione comunale nei vari enti e società partecipate dalla Città. Non possiamo fare a meno di sorridere tenendo conto di diversi aspetti, ma procediamo con ordine." A intervenire sulla questione sono i rappresentanti di Fratelli d'Italia.
"Innanzitutto notiamo che ben tre nominati sono persone che hanno rifiutato il posto di Consigliere comunale, dando all'epoca motivazioni tra le più disparate. Sul profilo Facebook di uno di questi si legge chiaramente: “I miei impegni non mi lasciano il tempo necessario per prepararmi a dovere nel ruolo che avrei rivestito… c’è chi di politica ci vive e mangia e c’è chi cerca solo il bene della propria città”. Ora, avendo piazzato questi tre nominativi – tra l’altro tutti e tre candidati con la lista Vivere Recanati Fiordomo – in tre società diverse (Astea, DEA e Centro Marche Acqua) ci chiediamo se quelle dimissioni al tempo siano state rassegnate per “impegni inderogabili” o perché si era già certi di incarichi di rilievo come quelli che gli sono stati riservati - prosegue il gruppo di minoranza -. Senza contare che il Comitato di Vigilanza della DEA non ci sembra proprio una passeggiata di salute né meno gravoso dell’incarico di consigliere comunale.""Sempre sulle nomine Ircer, ci sorprende la nomina di Cristina Brunelli, candidata alle scorse elezioni comunali con il Movimento 5 Stelle. A un occhio disattento potrebbe sembrare un’apertura alle opposizioni, cosa che le avrebbe fatto ulteriormente onore. Invece per bocca di una delle voci forti del Movimento 5 Stelle cittadino, l’ex-consigliera comunale Susanna Ortolani, scopriamo tutt'altro scenario. “Mi è stato rinfacciato di non avere partecipato a una campagna elettorale a mio avviso piatta… che non mi è piaciuta affatto ma che evidentemente è piaciuta molto al sindaco Bravi che ha pensato bene di ringraziare l’attuale portavoce del Movimento 5 Stelle recanatese, Stefano Gurini, concedendogli un posto nel CdA dell’Ircer. E quest’ultimo ha deciso di cedere il posto a Cristina Brunelli. Siamo diventati i ‘rappresentanti di Bravi’? No, grazie. Veramente pensate che Bravi metterebbe dentro qualcuno che potrebbe anche solo minimamente rompergli le uova nel paniere?” scrive l'ex consigliera comunale sul suo profilo Facebook. Sembra quasi che Recanati, con questo novello asse Sinistra-M5S, rappresenti un vero laboratorio per i prossimi scenari nazionali. Il cambiamento continua, non c’è che dire" concludono i rappresentanti di Fratelli d'Italia.
Dopo alcuni gravi fatti di cronaca e il dichiarato pericolo di infiltrazioni criminali nel tessuto socioeconomico della Regione o nella ricostruzione post sisma, la capogruppo di Fratelli d'Italia presenta una iniziativa legislativa per il contrasto alla mafia.
“Sono partita dalla legge regionale numero 27 del 2017, di cui condivido lo spirito volto alla introduzione di una cultura seria della legalità – esordisce Elena Leonardi – e mi sono accorta che essa si occupa solo di prevenzione e di sostegno a vittime di usura e attività mafiose non prevedendo però alcun tipo di azione volta al contrasto. Occorre preoccuparsi ed agire "nel mentre", ho così inteso – prosegue Leonardi – modificare questa legge regionale per attualizzare e contestualizzare una situazione che negli ultimissimi anni anche nelle Marche sta purtroppo degenerando e necessita di un maggior impegno da parte di tutte le istituzioni, Regione Marche compresa, in maniera più concreta e fattiva".
La proposta di legge a firma Leonardi difatti agisce su più fronti, dando più operatività alla Consulta regionale per la legalità ed istituendo un Tavolo Tecnico che deve coordinarsi, gioco-forza con essa. La Consulta, con la modifica apportata dovrà predisporre un rapporto periodico con cadenza annuale sulla situazione del crimine organizzato e mafioso e sui fenomeni corruttivi nelle Marche, sulla base del monitoraggio dei fenomeni che concorrono o che favoriscono lo sviluppo sul territorio regionale e del monitoraggio di aree critiche del territorio regionale maggiormente esposte alle infiltrazioni mafiose e a fenomeni di criminalità mafiosa e corruzione. Il Tavolo Tecnico deve invece avere funzione di confronto fra esponenti della società marchigiana sui temi del fenomeno delle infiltrazioni mafiose e del contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa.
“Un'altra modifica che intendo apportare è una più stringente attività della Giunta Regionale, sulla costituzione in giudizio dell'Ente in procedimenti penali per reati legati alla presenza della criminalità organizzata e mafiosa sul territorio marchigiano, al fine della tutela dei diritti e gli interessi lesi della comunità regionale marchigiana. Difatti – continua Leonardi – la Regione dovrà valutare la costituzione in giudizio, in tutti quei procedimenti penali, relativi a fatti commessi nel territorio della regione, in cui, nella richiesta di rinvio a giudizio, siano contestate imputazioni per il delitto di associazione mafiosa e altre fattispecie legate agli 416 bis e 416 ter del Codice penale.
Dopo la presentazione e l'approvazione in Consiglio Regionale di varie mozioni sul contrasto alle mafie e alla richiesta al Governo di una sezione della DIA nelle Marche, la presente proposta di legge – conclude Elena Leonardi – deve diventare concretamente uno strumento operativo che si cala nella realtà produttiva e sociale marchigiana con funzioni di confronto tra vari esponenti rappresentati proprio di quelle realtà produttive che fanno gola alla criminalità prevedendo, tra gli altri, le associazioni di artigiani, commercianti, agricoltori, le camere di commercio, enti locali, associazioni impegnate in azioni a favore della legalità”.