“La vicenda Pasqualetti-Bommarito designa ancora una volta Macerata come simbolo della deriva politica e morale del PD, partito capace di sacrificare sull’altare delle poltrone e delle lobby persino l’onore e la dignità umani".
Il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche e di quella maceratese, denuncia l’evolversi dell'affair mediatico in cui è incappato il PD cittadino e provinciale di fronte all’evidente passo falso del vice segretario cittadino Renato Pasqualetti.
“Viene in mente Celentano che canta ‘grazie, prego, scusi, tornerò’. Un tormentone doppiamente calzante perché evoca quegli anni ’60 in cui ha preso piede la politica di cui Macerata è ostaggio, fatta di cinismo di fondo e formalismo di facciata – spiega Arrigoni – L’invettiva di Pasqualetti contro Bommarito rappresenta un cortocircuito frutto del delirio di onnipotenza e del nervo scoperto di una classe dirigente allo stremo che non esita a colpire negli affetti più cari un cittadino perché critica l’amministrazione Carancini. Come spiegare altrimenti le scuse di circostanza espressione dei ras piddini e le bacchettate date con lo stuzzicadenti al denigratore Pasqualetti prima di riaccoglierlo a braccia aperte nel gotha del partito di Renzi? La verità è che il PD maceratese ha scelto la cinica volontà di autoconservazione riportandoci con la mente ad una stagione terribile della storia italiana in cui anche le efferatezze peggiori venivano giustificate come azioni di compagni che sbagliano”.
Un’accusa durissima a cui fa eco il consigliere comunale leghista Andrea Marchiori. “Pasqualetti agisce da grande vecchio del PD cercando di sollevare dal petto di una classe politica allo sfascio il macigno scagliato dalla tracotanza della fallimentare gestione Carancini – dice Marchiori – Ha sempre cercato di accreditare improbabili teorie screditando ogni voce critica, ma stavolta ha fatto male i suoi conti. Macerata è stufa di essere un feudo del PD che si muove da padrone in barba al pluralismo democratico delle idee.”
Tre azioni fondamentali sono le coordinate della delibera di indirizzo approvata dalla Giunta comunale nell'ultima seduta, nell'ambito del contenzioso tra Comune di Macerata e Nuova Via Trento, dopo la decisione del Collegio Arbitrale del 24 luglio.
Impugnazione del Lodo Arbitrale, avvio del procedimento amministrativo nei confronti della NVT al fine di attuare iniziative dirette alla regolarizzazione dell'edificio "Palazzina C", come pure indicato nella stessa decisione degli arbitri ed infine, espletato quest'ultimo iter, la ricognizione tecnico - giuridica dello stato di attuazione del Piano di Recupero del comparto di via Trento.
"Nel rigoroso rispetto dei principi di legalità e trasparenza - dichiara il sindaco di Macerata Romano Carancini - la delibera assunta è il segno della volontà dell'Amministrazione di collaborare alla soluzione amministrativa del contenzioso con NVT nell'interesse prioritario della città e di conseguenza anche del privato attuatore del Piano di Recupero. Mettiamo a disposizione della NVT, in coerenza con i motivi del lodo, la legittima opportunità di regolarizzare la Palazzina C di via Trento cosi da renderla immediatamente commerciabile e, allo stesso tempo, far venir meno la condanna del Comune di Macerata al pagamento della somma di 2.184.633,90 euro. E subito dopo, la verifica dello stato di attuazione di quella riqualificazione urbana che ad oggi poco ha restituito alla città in termini di beneficio pubblico".
Ora l'attuazione degli indirizzi, in stretto coordinamento con l'amministrazione comunale, spetta alla responsabilità del servizio ufficio Tecnico del Comune di Macerata che avrà il compito di definizione della vicenda.
Simone Simonacci, capogruppo di minoranza di "Iustissima Civitas", solleva la questione relativa alla concessione del Palazzetto dello Sport PalaBaldinelli. Il consigliere, difatti, si domanda per quale ragione l'impianto debba tornare in possesso del Comune di Osimo dopo che il Comune di Recanati ne stia difatto "pagando il mutuo".
Simonacci ripercorre le fasi di realizzazione del Palabaldinelli, costato circa 5 milioni di euro: "All'epoca si mosse la Geosport Srl, partecipata dalla Omac Srl (società che ha materialmente costruito il Palazzetto) per il 20%, per il 33% da Auxmedia (società partecipata al 100% dal Comune di Osimo) e per il 47% da Astea. Chiunque potrebbe pensare che la quota di Recanati sia relativa esclusivamente a una parte di quel 47%, corrispondente alla sua quota di capitale in Astea. Sbagliato: infatti nel 2007 la Auxmedia venne chiusa a causa di una perdita consistente e la Omac Srl si è ritirata per cui Geosport ad oggi è partecipata al 100% da Astea, con Recanati coinvolta pesantemente. Infatti, le perdite di Geosport si attestano in media tra i 200 e i 250.000€ annui, con un picco nel 2018 di quasi 500.000€, ripianati anche dai recanatesi attraverso le bollette".
"Oltre al danno, la molteplice beffa" prosegue Simonacci "Per Osimo infatti la Robur Basket, dopo anni di peripezie, non è riuscita ad ottenere l'affiliazione ai campionati nazionali; per Recanati prima si è vissuta l'onta di dover andare a giocare - a pagamento per la società - le partite di Serie A2 ad Ancona, non essendo regolamentare il PalaCingolani, oggi ci troviamo a dover mandare la nostra squadra di Basket a Osimo pagando oltretutto l'affitto per gli allenamenti e le partite, quando invece Recanati avrebbe titolo e diritto di reclamare in qualche modo la "proprietà" dell'immobile".
"Le domande che mi faccio sono due - conclude Simonacci -: perché il Comune di Recanati non ha minimamente alzato un dito per far disputare ad Osimo la stagione 2016-2017 del campionato di A2, invece di andare ad Ancona, Comune che si è dimostrato poi particolarmente "attento" in campagna elettorale tanto che il Sindaco del capoluogo è giunto fin qui per tirare la volata all'amministrazione uscente?; perché il Comune di Recanati, ultimamente così ligio all'austerity, non ha pensato di chiedere di usufruire del PalaBaldinelli per questa stagione sportiva senza pagare canoni di affitto?".
LA REPLICA DELL'AMMINISTRAZIONE - Attraverso una nota stampa, la Giunta del Comune di Recanati ha replicato ai dubbi della minoranza, sottolineando come l'accordo tra le parti firmato da una precedente Amministrazione prevedesse - al termine del periodo di concessione - il ritorno in possesso dell'impianto al Comune di Osimo: "La società Geosport, detenuta al 100% da Astea SPA, è concessionaria del Palazzetto dello Sport PalaBaldinelli e ne gestisce anche le attività. Rileviamo che quest'accordo non è stato fatto dalla nostra Amministrazione e nasce nel periodo compreso tra il 2002 ed il 2008 per accordi raggiunti tra amministratori e soci di Astea. La concessione in atto scade nel primo semestre del 2021. Già da ora la società ASTEA su indicazione dei soci pubblici si sta attivando affinché al termine della concessione la società venga sciolta e il PalaBaldinelli rientri nel pieno possesso del Comune di Osimo, come da contratto".
"Siamo sensibili e vicini alle squadre sportive della nostra città. Per questo nei giorni scorsi c'è stato un incontro tra la dirigenza della A.D. Pallacanestro Recanati e la società Geosport in cui è stata concessa la disponibilità del Palazzetto per le partite di campionato e per gli allenamenti in modo da aiutare la società a risolvere il contingente problema del PalaCingolani, non utilizzabile fino alla fine dell’anno, in quanto sono in corso i lavori di ampliamento delle gradinate. La tariffa, fissata con regolamento dal Comune di Osimo, è in assoluto la più bassa della Provincia e quindi favorevole rispetto a quelle delle altre strutture sportive. Tariffa che si applica a tutte le società che vogliono usufruire del PalaBaldinelli".
"Per Salvini gli interessi di partito vengono prima di quelli del Paese: scappa dal fallimento prima che a cambiare siano i sondaggi. In realtà fugge dalle responsabilità della prossima legge di bilancio, perché in poco più di un anno Lega e M5S hanno messo in ginocchio l’Italia”. Sono le parole del segretario regionale Pd, Giovanni Gostoli, sulla crisi che si è aperta in queste ore del governo “gialloverde”.
“È stato il governo dello zero: crescita zero, zero investimenti, mandato zero e anche zero interesse e zero provvedimenti concreti per le Marche colpite dal terremoto” ha aggiunto Gostoli richiamando le parole del Presidente di Regione, Luca Ceriscioli.
“È irresponsabile aprire una crisi, a ridosso del ferragosto, senza prima mettere in sicurezza la legge di stabilità - continua il segretario dem - “L’aumento dell’Iva al 25% sarebbe devastante per l’economia marchigiana. In media 541 euro in più a famiglia secondo il Sole24Ore. In autunno avremo un conto salatissimo. A rimetterci saranno sempre i più deboli. A pagare l’instabilità e la poca credibilità di chi governa saranno sempre le imprese, i lavoratori e le famiglie. Per fortuna questa lunga notte sta per finire. Occorre voltare pagina per amore dell’Italia e delle Marche”.
“Nel Pd nazionale serve anzitutto calma e gesso. È un momento storico per il Paese. C’è in gioco non il destino di qualche parlamentare, ma qualcosa di più importante: il futuro dell’Italia. La prima cosa che vuole il nostro popolo è l’unità. Nei confronti dei cittadini abbiamo il dovere della concretezza. Solo con unità e concretezza, senza alchimie politiche, possiamo prendiamoci cura del futuro dell’Italia e delle Marche, afferma il segretario regionale Pd Gostoli.
E conclude: “Per discutere ci sono tempi, modi e luoghi. Basta tifoserie, serve un partito meno ostile e con più stile. Nei prossimi giorni si aprirà la crisi in parlamento. Spero si voti prima la sfiducia al Ministro dell’Interno, proposta dal Pd, perché Salvini è il principale responsabile del disastro di questo governo. Solo dopo discuteremo la strada da intraprendere nell’interesse del Paese ascoltando le parole del Presidente della Repubblica Mattarella. Invito tutti alla responsabilità perché questa crisi di governo e come usciremo da questa situazione condizionerà anche il cammino in vista delle prossime elezioni regionali”.
In data odierna il Presidente del Consiglio comunale di Macerata Luciano Pantanetti ha dato comunicazione delle dimissioni dei Consigliere Comunali del gruppo delle file della maggioranza "A sinistra per Macerata - Macerata Bene Comune" Enzo Valentini, capogruppo della lista, e Gabriella Ciarlantini.
"[...] in data odierna hanno presentato personalmente all’ufficio della Segreteria del Consiglio comunale le proprie dimissioni i Consiglieri comunali Enzo Valentini e Gabriella Ciarlantini, indirizzate al sottoscritto quale Presidente del Consiglio comunale, ai sensi dell’articolo 54, comma 1, del Regolamento del Consiglio comunale, e che le stesse sono state immediatamente assunte ai seguenti numeri di protocollo dell’ente, nell’ordine temporale di presentazione, ai sensi dell’art. 38, comma 8, del D.Lgs. 267/2000" la comunicazione del Presidente Pantanetti.
Si attendono ora gli sviluppi sui due nuovi consiglieri che prenderanno il posto di Valentini e Ciarlantini.
“Un anno di impegni disattesi a partire dall’assegnazione di ulteriore personale a lavoro sulla ricostruzione. La crisi di governo poco cambierà per la ricostruzione post-sisma”.
Sono decisi i toni di Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche e coordinatore nazionale dei presidenti delle Anci Regionali. “Le promesse fatte dal governo e dal Commissario sono state puntualmente disattese e, riguardo alla ricostruzione post sisma, la crisi di governo almeno eviterà a qualcuno di continuare a prendere in giro i cittadini e gli amministratori del centro Italia.
“L’Anci si è battuta per mantenere il tema della ricostruzione in cima all’agenda politica ricevendo vane promesse” – spiega Mangialardi. “Attendevamo l’assegnazione di ulteriori 120 unità di personale da aggiungersi ai professionisti già a lavoro e che vantano crediti significativi considerando che i lavoratori vengono liquidati solo a consuntivo e senza alcun tipo di anticipazione ma la centralizzazione imposta dal Governo ha prodotto un immobilismo inaccettabile”. “Ci era stata assicurata un’accelerazione nella ricostruzione e invece, a tre anni dal sisma, continuiamo a raccogliere un innumerevole quantitativo di appelli di amministratori e cittadini ma troviamo solo interlocutori sordi e ciechi ai nostri appelli e alle nostre soluzioni” – insiste Mangialardi in costante contatto con i colleghi delle altre Anci regionali.
“Chissà che la crisi di governo non porti ad un esecutivo in tempi brevi che finalmente si faccia carico del problema e rispetti gli impegni. Andare aventi così significa attendere decenni per la ricostruzione e il Centro Italia ha già pagato un prezzo fin troppo alto” – ha concluso Mangialardi -.
“Il 5 agosto sotto gli occhi di consiglieri di minoranza, dipendenti comunali e cittadini si è registrato l’ennesimo atto di tracotanza da parte di una maggioranza che, pervicacemente, diserta le regole stabilite dalla legge e dalla correttezza. Tutti fuori dell’aula del consiglio comunale in attesa che il sindaco sospeso Capponi terminasse una riunione sui consorzi stradali delegato dal facente funzioni Buschittari. Pur laureato in legge, evidentemente Buschittari della legge se ne infischia consentendo al suo mentore Capponi di essere sindaco di fatto in barba alla sospensione per la Legge Severino”. Non usa giri di parole Vittorio Sampaolo, capogruppo di Prima Treia, sul commentare quanto avvenuto nell'ultima seduta del consiglio comunale della città.
Durissima la denuncia di Prima Treia i cui consiglieri sono "indignati davanti alla sfrontatezza di una giunta che arriva ad agire palesemente fuori legge nonostante sia oggetto di ricorso al TAR per illegittimità. Se ne discuterà in udienza il prossimo 2 ottobre: in un analogo ricorso, proprio nei giorni scorsi, il TAR Lombardia ha riconosciuto fondate le eccezioni dell’opposizione."
“In tanti abbiamo constatato di persona la morte di Treia come Comune. È una signoria in cui il sospeso Capponi, che non solo non può fare il sindaco, ma non può assumere alcun incarico pubblico perché condannato in primo grado per peculato, viene addirittura delegato ufficialmente a rappresentare il sindaco. È lo stesso facente funzioni Buschittari a confermarlo consegnando agli atti un perentorio ‘l’ho delegato io’ che non gli fa onore – spiega il capogruppo di Prima Treia –. Si amministra palesemente contro la legge ed i treiesi dovrebbero continuare a tenersi una giunta che è priva non solo dei crismi istituzionali, ma di correttezza e del minimo senso del pudore?”
Prima Treia continua stigmatizzando "il tentativo puerile e scorretto di far incorrere la minoranza in una assenza ingiustificata convocando un consiglio comunale farsa a soli 12 giorni di distanza dal precedente e in pieno periodo di ferie. Un’intenzione dimostrata da un ordine del giorno con argomenti non certo urgenti come il benessere degli animali domestici, alberi per ogni nuovo nato, eliminazione della plastica usa e getta. Una strumentalizzazione bella e buona del consiglio comunale: i Capponi boys sono dovuti ricorrere persino ad una mozione sulla doppia preferenza di genere in vista delle elezioni regionali per rimpinguare gli argomenti in discussione – continua Sampaolo –. Nonostante fosse palese la provocazione, abbiamo partecipato e consegnato nuovamente la dichiarazione di illegittimità della giunta in attesa che la giustizia amministrativa e quella civile e penale facciano il loro corso”.
Oltre al ricorso al Tar, infatti, sono stati presentati in Procura due esposti e il terzo seguirà a brevissimo con le testimonianze sui fatti del consiglio.
“Come i treiesi siamo amareggiati per una condotta che ci offende da cittadini e sta portando Treia a vivere un medioevo istituzionale. Capponi e i suoi vassalli possono continuare la farsa convocandoci anche tutti i giorni, ma non ci faranno desistere dalla lotta per affrancare i treiesi da questo servaggio”.
Il gruppo di minoranza comunale “Il Futuro per Caldarola”, in una nota, espone le proprie perplessità riguardo la delibera emanata dalla Giunta il 6 agosto scorso, relativa all’attività di controllo del C.A.S da effettuare in maniera generale.
«A seguito della delibera di giunta, affermano in una nota, ci teniamo a specificare che tale obbligo era già dovuto dal 09 settembre 2016, secondo quanto stabilito dalla Circolare del Capo Dipartimento avente titolo “indicazioni operative e attuative sul Contributo per l’autonoma sistemazione”, il cui testo riporta: “ i sindaci sono tenuti a controllare, anche a campione, la veridicità delle autocertificazioni rese e ad erogare i contributi, salva la ripetizione di quanto pagato, all’esito degli accertamenti di competenza, da reiterare con cadenza periodica, per verificare la permanenza in capo ai percipienti dei requisiti per la corresponsione del contributo in parola” ».
«Il controllo effettuato su tutte le richieste, oppure eseguito a campione, sarebbe stato auspicabile sin dall’inizio, al fine di individuare i “mai caldarolesi” ovvero la storica problematica delle false residenze.
Un ulteriore accertamento importante sarebbe stato anche quello relativo alla verifica dei reali vitti ed alloggi fruiti nelle strutture ricettive convenzionate per l’accoglienza e pagati dagli enti» – concludono gli esponenti del gruppo comunale- .
“Voglio rassicurare tutti i cittadini e la popolazione dei territori di riferimento, sulla piena funzionalità del PPI (Punto di Primo Intervento) dell’Ospedale di Tolentino. Infatti il pronto soccorso eroga tutti i servizi previsti h24 con la presenza di medici e infermieri”. A tornare sul tema è il primo cittadino di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, anche in seguito alle dichiarazioni dell'associazione “Città in Comune” (Leggi qui).
“Nel corso della giornata di venerdì 9 agosto ho avuto diversi colloqui con il Direttore dell’Asur Area Vasta n. 3 Alessandro Maccioni – prosegue il sindaco in una nota - per risolvere quella che era evidentemente una mancanza venutasi a creare a seguito, probabilmente, di una semplice dimenticanza. Infatti nella nuova app, facilmente scaricabile sul proprio smartphone, messa a disposizione dei cittadini per informare sui servizi, anche con l’intento di ridurre le file di attesa, non figurava il PPI di Tolentino”.
“Immediatamente, insieme al direttore Maccioni, che ringrazio per la consueta collaborazione, ci siamo attivati per risolvere il problema che, nel giro di poche ore è stato risolto, inserendo all’interno dello sportello informatico anche il pronto soccorso tolentinate.
Come abbiamo ampiamente dimostrato, su temi come sanità, lavoro, servizi sociali e terremoto, solo per citarne alcuni, tutti ritenuti da questa Amministrazione di vitale importanza, non abbassiamo mai la guardia, anzi al contrario, lavoriamo quotidianamente per dare risposte certe ai cittadini.
Ringraziamo anche chi, insieme a noi si è accorto di questa questione ma invitiamo a non confondere il virtuale con il reale… nessun “giallo”. Seppur assente nella app, il Punto di Primo Intervento era e continuerà ad essere operativo 24 ore su 24, a servizio della Comunità. Grazie alle nostre “battaglie” siamo riusciti, di concerto con la Direzione dell’Asur, a mantenere funzionante il pronto soccorso e altri servizi, assicurando a Tolentino e a tutti i Comuni limitrofi, la ricostruzione dello stabile dell’ospedale e quindi il mantenimento di una serie di prestazioni sanitarie molto importanti. Basti ricordare che in questo periodo, anche con la collaborazione di Assm, abbiamo messo a disposizione dell’Asur diversi locali che, essendo venuti a mancare gli spazi dell’ospedale danneggiato dal sisma, sono stati molto utili per l’erogazione di vari servizi sanitari”.
“Quindi attenzione continua e soprattutto interazione costruttiva con Regione Marche e vertici Asur -conclude Pezzanesi - per la difesa e il mantenimento di tutti quei presidi, a partire dal pronto soccorso, indispensabili per la sanità”.
"Il voto espresso dall’assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale Aato3 è un voto di tutto il territorio delle tre Unioni montane. Ci congratuliamo, pertanto, con il neo eletto presidente, Stefano Montemarano, ma cogliamo anche l’occasione per ringraziare per la disponibilità data il nuovo vice presidente, Paolo Stella, assessore al Comune di Fiuminata. E’ passato il concetto di alternanza alla guida dell’Ambito ma anche, e soprattutto, il senso di responsabilità che dimostra la compattezza di una montagna che, unita, vuole superare inutili divisioni e distinguo”.
Così il presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone di San Severino Marche, Matteo Cicconi, dopo il rinnovo dei vertici dell’ente che gestisce le risorse idriche anche per la provincia di Macerata. “Voto che ha sollevato polemiche politiche sterili e prive di significato vero - aggiunge Cicconi, che spiega - La convergenza dei voti sulla figura di un vice presidente come Paolo Stella, sollecitata da una mia mozione, alla fine ha messo d’accordo la maggioranza. Adesso dobbiamo solo lavorare per arrivare al gestore unico della risorsa idrica nel più breve tempo possibile".
“Nell’ambito degli interventi programmati dall’Amministrazione comunale finalizzati al ripristino delle pavimentazioni stradali in stato di degrado in Città, la Giunta comunale nella seduta del 6 agosto ha approvato una serie d’interventi atti a ristabilire maggiori condizioni di sicurezza delle strade e un miglioramento complessivo del decoro urbano”. Così Ermanno Carassai, Assessore ai Lavori Pubblici di Civitanova Marche.
“In particolare è stato approvato un elaborato progettuale che prevede l’asfaltatura della sede stradale dall’incrocio con Via Ugo Betti e una porzione di Via Pirelli (Zona industriale A, Santa Maria Apparente). Allo stato attuale la sede stradale presenta uno stato di degrado del piano viario determinato dal deterioramento del conglomerato bituminoso realizzato molto tempo fa, anche a causa dell’elevato transito di mezzi sia leggeri che pesanti. Si è prevista, pertanto, per la riqualificazione, la fresatura del manto stradale per una superficie di circa 5.500 metri quadrati, l’asportazione del sottofondo nelle zone che presentano avvallamenti, la messa in quota dei chiusini, il recupero puntuale e la risagomatura della sezione stradale, la realizzazione del tappetino e il ripristino della segnaletica orizzontale e verticale”.
“Il progetto – ha concluso Carassai - è stato redatto dall’Ufficio Tecnico comunale per un importo complessivo di euro 150Mila e la procedura relativa alla gara di appalto inizierà nel mese di settembre”.
“Piovono critiche a non finire sulla giunta regionale marchigiana? Basta dire Governo ladro e passa la paura! Incapace di giustificarsi altrimenti il presidente Ceriscioli ricorre ai giochetti grafici con l’unico numero che gli è congegnale: zero. Fossi in lui metterei da parte il falso vittimismo per adottare l’unico atteggiamento che ignora: la vergogna”.
Così il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche, risponde alle critiche mosse al Governo dal presidente delle Marche che ha parlato di zero risultati e zero risposte nella ricostruzione.
“A pochi mesi dalla scadenza di mandato e alle prese con la fronda interna al PD marchigiano, Ceriscioli, senza una che sia una carta buona, invece di prepararsi a passare dignitosamente la mano rilancia cambiando quattro carte con altrettante insulse slides – spiega Arrigoni – Prima che vengano divulgati i dati reali ed impietosi sulla ricostruzione nelle Marche, decide che la formula giusta per sottrarsi alla progressiva frana di consensi anche nelle aree terremotate sia quella di mettere nero su bianco la cantilena “signori non c’ero, se c’ero dormivo. Non attribuitemi un fallimento evidente a cui mi ha costretto un governo brutto e cattivo”. Uno scaricabarile infantile e indegno di un amministratore pubblico, il frutto di una pessima gestione del terremoto fatta di inerzia, di ritardi e priva di una visione strategica che rilanciasse i territori colpiti da un punto di vista economico”.
Arrigoni aggiunge che Ceriscioli non solo non ammette l’evidenza di un Governo che ha adottato tempestivametne una quantità di provvedimenti straordinari per recuperare il tempo perduto dietro all’impianto normativo messo in piedi dal PD, ma non ha nemmeno il buon gusto di rispettare un conterraneo come l’attuale commissario alla ricostruzione.
“Ceriscioli è affetto da mutismo selettivo – ironizza il senatore leghista - Durante i governi Renzi e Gentiloni il presidente marchigiano si è distinto per un assordante mutismo accettando di buon grado, per logiche tutte interne al PD, di sedere nella sala dei bottoni come vassallo di due commissari emiliani. Ora che ce n’è uno marchigiano recupera la parola per lanciare accuse false nei confronti di un Governo che si è ritrovato a dover correggere pure nelle virgole errori, inefficienze e inadempienze di una giunta regionale in ritardo su tutto. Perché non ci spiega invece come è potuto succedere il pasticciaccio delle SAE (a partire dalla fornitura per arrivare emersi poche settimane dopo la loro realizzazione), perché ci sono ritardi biblici nella rimozione delle macerie, come mai il settore agricolo lamenta stalle volate alla prima folata di vento montano ed il mancato sostegno economico e logistico durante l'emergenza? Si sono persino dimenticati di inserire una fattoria lesionata di loro proprietà tra gli interventi da effettuare lasciando per anni due povere donne in un container per poter star vicino ai loro 200 capi di bestiame”.
Arrigoni non manca di sottolineare che, a dar man forte al presidente, ci si è messo pure il suo direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Cesare Spuri dichiarando che ci vorranno 20 anni per ricostruire in primis perché manca il personale.
“Dicano piuttosto che sono andati in affanno per una gestione tutt’altro che sistematica del processo nonostante sia stato presentato solo il 10% circa delle pratiche attese – conclude Arrigoni – Se queste seguissero il corso ‘tecnico’ anziché quello ad personam o pro sindaco amico la musica sarebbe diversa e i marchigiani lo sanno. Per questo non vedono l’ora di mandare tutti a casa”
"Il vicecommissario alla ricostruzione, Luca Ceriscioli, e la Giunta regionale, sfruttano l'anniversario dei tre anni dei tragici eventi sismici che hanno colpito le Marche per fare una becera campagna politica contro il Governo, dimenticando di essere una delle cause dello stallo della ricostruzione del centro Italia". Così la capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi commenta la conferenza stampa di cui si sono resi protagonisti gli esponenti della Giunta regionale per fornire alla comunità il rendiconto a tre anni dalle scosse che hanno devastato le Marche (leggi qui).
"Un momento che sarebbe potuto essere sfruttato per fare una stima di quanto fatto e di quanto ancora da fare - sottolinea Leonardi -, per analizzare le necessità e le problematiche della comunità duramente colpita, per fornire numeri concreti e dettagliati sull'andamento della ricostruzione. E invece il vicecommissario alla ricostruzione, Luca Ceriscioli, cosa fa? Sfrutta i terremotati per gli scopi politici del centrosinistra, sbeffeggiando l'attuale esecutivo sui risultati ottenuti nell'ultimo anno, a suo dire “zero”. Un triste teatrino".
LE SLIDE DELLA CONFERENZA - "Dieci le slide presentate in conferenza stampa che avrebbero dovuto contenere i numeri del sisma e che si sono trasformate in un manifesto politico a tutti gli effetti. Sei di queste slide per attaccare il Governo, una per ricordare i fondi stanziati dal governo precedente, anche se Ceriscioli dimentica che la maggior parte delle risorse è arrivata dall'Unione Europea, e altre tre slide per dire “quello che ha fatto la Regione Marche”. Anche in questa ultima parte, il centrosinistra dimentica che le “Risorse per lo Sviluppo”, quelle cioè del Psr e del Por Fesr, sono stanziate dall'Europa, e che la Giunta ha solo avuto il compito di indirizzare, spesso e volentieri fuori dal cratere e non di certo – dati e graduatorie alla mano – favorendo prioritariamente le zone più duramente colpite. Non da ultimo, la Regione sottolinea di aver autorizzato (tramite l'Ufficio ricostruzione) 2791 pratiche di ricostruzione privata per 415 milioni di euro, e 223 di quella pubblica, per 121,5 milioni di euro, dimenticando anche in questa circostanza di dire che in tutto le pratiche presentate siano 8170 e che in totale gli immobili danneggiati nelle Marche siano circa 46 mila".
"Avvilente vedere questi giochetti - posegue la capogruppo regionale di Fratelli d'Italia - fatti sulla pelle di chi ha perso tutto e aspetta da tre anni uno spiraglio di luce per continuare a credere nel futuro di questo splendido ma sfortunato territorio e nel veder ripagati i sacrifici di una vita. Lungi dalla sottoscritta difendere questo Governo, del quale Fratelli d'Italia non fa parte, ma questa è una gravissima strumentalizzazione: Ceriscioli oltrepassa la linea di confine e confonde il suo ruolo istituzionale da quello di appartenente ad un partito politico, e fa diventare la ricostruzione – che deve a tutti i costi rimanere una questione extra-partitica – uno strumento di propaganda".
"Più e più potevano e dovevano essere le occasioni dove far valere le proprie ragioni e sottolineare le gravi criticità che attanagliano l'avvio reale della ricostruzione, soprattutto i tavoli istituzionali e di concertazione, gli stessi dove si prendono le decisioni e si scrivono le norme. E se è vero che tutti ci aspettavamo sicuramente di più dall'attuale esecutivo, bisogna ricordare al professore di matematica, Luca Ceriscioli, che come lui stesso afferma “siamo a tre anni dal sisma e ad un anno dall’insediamento del nuovo Governo”, nei precedenti due anni il Governo era targato come la sua stessa parte politica e che qualsiasi numero moltiplicato per zero, fa sempre zero” conclude Leonardi.
L'Amministrazione comunale di Mogliano ha annunciato l'avvio di una campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono dei mozziconi di sigaretta, promossa dal Comune contro l’insana abitudine di gettare a terra i residui delle sigarette e dei sigari.
"Prende avvio il progetto contro l’abbandono dei residui delle sigarette ideato dall’Amministrazione comunale di Mogliano per combattere l’abitudine di gettarli a terra e per sensibilizzare i fumatori circa i giusti comportamenti ecosostenibili da seguire. Da mercoledì 7 agosto presso l’Ufficio turistico e presso i titolari di rivendite di tabacchi si potranno ritirare i contenitori tascabili per riporre i residui delle sigarette. La distribuzione dei contenitori tascabili, utili per spegnere le sigarette o i sigari e riporre la cenere e i relativi residui è totalmente gratuita".
"Grazie alle sue piccole dimensioni il posacenere tascabile può essere facilmente tenuto nelle tasche o riposto nella borsetta, il contenitore che può contenere fino a dieci mozziconi, è lavabile e riciclabile" puntualizza la Giunta.
Contestualmente all’avvio della campagna di prevenzione e di sensibilizzazione l’obiettivo dell'Amministrazione è quello di mantenere la pulizia e il decoro delle vie cittadine: "I residui delle sigarette potrebbero sembrare un problema marginale, ma così non è; ogni anno in Italia ne vengono dispersi circa 72 miliardi contribuendo all’inquinamento urbano e ambientale. In natura un residuo di sigaretta impiega fino a 5 anni per deteriorarsi totalmente, per questo l’abbandono nell’ambiente è una cattiva abitudine da debellare".
"L’utilizzo sistematico dei posacenere tascabili evita anche le sanzioni pecuniarie previste per chi getta rifiuti a terra. Altro obiettivo condiviso è quello di ridurre la dispersione di sostanze plastiche nocive contenute nei filtri di sigaretta (in particolare l’acetato di cellulosa) che hanno un impatto disastroso sull’ambiente e sul decoro urbano. Una sfida ambiziosa alla quale tutti i cittadini potranno partecipare in maniera efficace: i fumatori impegnandosi ad utilizzare abitualmente i contenitori tascabili per la raccolta dei residui delle sigarette e dei sigari; i non fumatori, occupandosi di pubblicizzare la buona pratica".
“Dopo la campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono delle deiezioni canine, la tutela del decoro e arredo urbano - precisa il Sindaco Cecilia Cesetti - prosegue con questo nuovo progetto al fine di rendere sempre più consapevoli i cittadini dell’importanza del rispetto nei confronti dell’ambiente in cui si vive. Ad esempio, altro obiettivo rilevante sarà quello di ridurre in modo significativo anche l’abbandono delle gomme da masticare”.
Alla vigilia del terzo anniversario dalla prima violentissima scossa di terremoto che ha messo in ginocchio il Centro Italia, tutti i Comuni hanno la responsabilità del controllo sul CAS (Contributo di Autonoma Sistemazione), la misura destinata alle famiglie o al singolo cittadino che, avendo perso la casa a causa del sisma momentaneamente o definitivamente, sostiene economicamente chi è riuscito a trovare un alloggio alternativo in modo autonomo.
Le disposizioni del Capo Dipartimento della Protezione civile consentono di effettuare controlli anche a campione, tuttavia l’Amministrazione Comunale di Caldarola, per assicurare la massima trasparenza ed imparzialità, ha deciso di procedere alla verifica generale di tutte le erogazioni del CAS nel proprio Comune.
"Ovviamente non si tratta di una caccia alle streghe, tutt’altro, - si sottolinea dal Comune - ma è la necessità di verificare la situazione attuale all’indomani dei cantieri avviati e ultimati e della ivisitazione della geografia abitativa di Caldarola, per attestare la sussistenza e la permanenza dei requisiti che hanno determinato l'erogazione del contributo".
"Chi possiede tutti i requisiti previsti, quindi, non deve assolutamente temere nulla, a coloro invece che possono dubitare di aver percorso in modo corretto tutte le tappe che hanno portato all’erogazione del CAS o hanno mutato la propria condizione nel corso del tempo, si consiglia di collaborare con gli addetti comunali per giungere ad una verifica completa e veritiera della propria posizione. Tutto ciò per garantire equità, parità di trattamento ed il rispetto della legge e dei diritti di ogni singolo cittadino" conclude l'Amministrazione.
Per ricordare al ministro Di Maio e al governo gialloverde che la crisi delle imprese non va in vacanza, nella giornata odierna e in tutto il territorio nazionale il partito "Fratelli d'Italia" si è mobilitato scendendo in piazza davanti a siti produttivi in gravi difficoltà o che hanno addirittura chiuso.
Il coordinamento provinciale di Macerata ha scelto un simbolo recente di azienda che ha chiuso i battenti all'improvviso, lasciando a casa decine e decine di lavoratori e loro famiglie, il "Mercatone Uno".
Con la presenza del coordinatore provinciale Massimo Belvederesi e di Andrea Balestrieri coordinatore della provinciale di Fermo presso cui risiedono alcuni dei lavoratori mandati a casa, aderenti e simpatizzanti del partito si sono incontrati di fronte all'azienda collocata all'uscita del casello autostradale di Civitanova Marche, con striscioni che - inequivocabilmente - vogliono ricordare al Ministro delle Attività Produttive che esistono quasi duecento grandi aziende oggetto del cosiddetto "tavolo di crisi", attualmente istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
"La maggior parte di questi "tavoli" – ricorda la capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi presente all'iniziativa odierna – però non è mai stato riunito: il Ministero al massimo ha predisposto la proroga della "cassa integrazione" in attesa di "accompagnare" i lavoratori verso il reddito di cittadinanza".
"Sono queste – prosegue il coordinamento provinciale di Macerata di FdI – politiche "passive" che non risolvono ma anzi alla fine peggiorano la situazione; occorre una politica attiva di impresa per prevenire e salvaguardare il tessuto produttivo. Le Marche sono un esempio di come una certa politica di sinistra, oltre alla crisi generalizzata, abbia portato ad un peggioramento del sistema manufatturiero rispetto al resto delle regioni produttive italiane".
La Leonardi afferma come "crisi dei distretti del calzaturiero, del mobile e dell'elettrodomestico vedono ora anche una crisi del turismo che, con errate politiche regionali, non si è saputo attrarre adeguatamente". Il capogruppo regionale conclude dichiarando che occorre strutturare un sistema che incentivi la reindustrializzazione, preservando il tessuto imprenditoriale.
"Delle 96.000 tonnellate di rifiuti in plastica prodotte dai marchigiani, purtroppo solo il 38% di esse viene riciclato. Da qui l'importanza di una legge per ridurre alla fonte la produzione dei rifiuti in plastica." Nella conferenza stampa di oggi il Consigliere Sandro Bisonni, estensore della legge contro l'uso dei prodotti in plastica monouso, ha affrontato, dati alla mano, la gravità del problema per poi passare a illustrare nel dettaglio gli aspetti applicativi della nuova normativa e le relative tempistiche.
Dal prossimo novembre sarà vietato in tutti i soggetti pubblici, nelle spiagge e nelle feste patrocinate dalla Regione l’utilizzo di piatti, bicchieri, cannucce e sacchetti, e più in generale di tutti i prodotti in plastica monouso e oxo-degradabile. Sotto controllo il fumo in spiaggia per prevenire la dispersione dei filtri in terra e in acqua. Durante la conferenza stampa Gianluca Carrabs ha letto un messaggio della coordinatrice nazionale dei Verdi Elena Grandi che si è complimentata con Bisonni e ha auspicato che anche altre Regioni seguano l'esempio delle Marche.
“Dobbiamo prevenire la produzione dei rifiuti plastici – ha evidenziato Bisonni – perché i dati ci dicono che le Marche non sono esenti da questo grave problema. Questa legge nasce con la finalità di tutelare il territorio marchigiano e salvaguardare la salute del nostro ambiente marino e terrestre. Nei fatti anticipiamo la direttiva europea che ha approvato il divieto al consumo di alcuni prodotti in plastica, che costituiscono il 70% dei rifiuti marini, a partire del 2021; con questa legge, ancor prima dello Stato, noi recepiamo la direttiva sin da subito partendo dalle amministrazioni pubbliche chiamate a dare il buon esempio.”
Il Consigliere non nasconde la propria soddisfazione. “Sono veramente felice – conclude Bisonni – che questa mia proposta sia stata prima sottoscritta da diversi consiglieri e poi votata all'unanimità. Con questa legge unitamente all'altra legge regionale sulla tariffazione puntuale, le Marche conseguono un primato italiano che la rendono una tra le più innovative e all'avanguardia in tema ambientale.”
Si è svolta oggi l'annunciata conferenza stampa di Fratelli d'Italia indetta dal Portavoce regionale Carlo Ciccioli, dal capogruppo in consiglio regionale regionale Elena Leonardi e dal parlamentare della Regione Francesco Acquaroli per fare il punto in vista delle elezioni regionali nelle Marche della primavera prossima.
Sono state presentate le nuove adesioni al partito che rafforzano la struttura di Fratelli d'Italia nella nostra regione, che è già particolarmente ricca di classe dirigente qualificata. Erano presenti oltre all'ex sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, proveniente da Forza Italia, l'ex sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio, leader delle liste civiche di quella città; Andrea Agostini, anche lui di provenienza civica ed ex sindaco di Porto San Giorgio; Massimo Bello ex sindaco di Ostra Vetere, accompagnato dal consigliere comunale di Senigallia David Da Ros proveniente dalla Lega; Andrea Assenti, vicesindaco in carica di San Benedetto del Tronto, già coordinatore provinciale di Forza Italia di Ascoli Piceno e Maria Lina Vitturini ex assessore ai Servizi Sociali di Porto San Giorgio, attualmente civica, ma anche lei proveniente da Forza Italia. Si tratta di ingressi pesanti perché ognuno di loro gode di forte consenso sul territorio e vanta grande esperienza amministrativa.
Il portavoce regionale Carlo Ciccioli ha affermato che "Fratelli d'Italia vuole essere la locomotiva del cambiamento, sia a livello politico che per la crisi economico-sociale che si è abbattuta sulle Marche, che da regione leader dal punto di vista produttivo è diventata terra di disoccupati e di aziende delocalizzate. Offriamo alla coalizione di centro destra il nostro impegno e il nostro radicamento tra la gente per contribuire al successo, senza paletti ma con la coscienza di rappresentare la colonna politico-organizzativa per raggiungere il risultato."
L'onorevole Francesco Acquaroli ha affermato che "punti fondamentali del confronto con la amministrazione uscente di Ceriscioli, caratterizzata dai pessimi risultati conseguiti, saranno la logistica e le infrastrutture, la sanità, l'economia del mare, la gestione del post-terremoto e la sofferenza in tutti i settori della piccola e media impresa e del turismo. La nostra regione è ferma dal '94 e, in questi ultimi venticinque anni, la sinistra ha affondato ancor di più la crisi generalizzata che da oltre dieci anni si è abbattuta sulle economie europee."
La capogruppo in consiglio regionale Elena Leonardi ha dichiarato che "i problemi che attanagliano la regione sono ancora tutti da risolvere: rappresentano la testimonianza viva dell'incapacità di chi ha amministrato sinora nel dare risposte concrete ai bisogni dei marchigiani. I dati relativi al turismo, afferma la Leonardi, sono incontrovertibili: un segno negativo pari al - 13 per cento in un settore che dovrebbe essere vitale per una regione che potrebbe invece offrire moltissime opportunità economiche e di lavoro. Una delle colpe che non si possono perdonare alla attuale Giunta Regionale, nella gestione post-terremoto, è quella di aver fatto prevalere la logica di partito rispetto all'interesse regionale, quando l'amministrazione Ceriscioli aveva lo stesso colore politico del Governo Nazionale."
Di Ruscio si è soffermato sui servizi che i marchigiani pagano più volte a cominciare dal dissesto idrogeologico, vedasi le tasse che essi sono costretti a pagare al Consorzio di bonifica, da cui non traggono alcun beneficio. Andrea Assenti ha sostenuto che "è venuto il momento di passare dalle amministrazioni locali a cambiare il governo regionale il quale non dà risposte alla periferia, arroccandosi nei palazzi del potere, senza tenere conto degli interessi reali delle persone."
Guido Castelli ha affermato che "i dati pubblicati proprio oggi sugli organi di informazione vedono le Marche fanalino di coda del PIL delle regioni italiane, meno 11% rispetto alla pre-crisi, contro una media del meno 4% per molte altre regioni, e si avvia a diventare l'ultima regione del centro nord e la prima del centro sud, separandosi dall'Emilia Romagna e agganciandosi all'Abruzzo. Aleggia così il fantasma della povertà, da noi fino ad oggi sconosciuto: Ceriscioli continua invece a dire che tutto va bene!"
Andrea Agostini ha detto di essere "molto soddisfatto di partecipare per la prima volta alla realizzazione di un grande progetto politico per il futuro e non ad un semplice incontro di un partito: c'è la volontà di vincere e di essere coesi con il resto della coalizione."
Massimo Bello ha sostenuto che "gli enti locali e i fondi europei, che la regione Marche spende in quantità residuale mostrando scarsissima progettualità, rappresentano la possibilità di un inversione di tendenza rispetto alla attuale deriva economica. Portiamo l'esperienza di una classe dirigente che è risucita ad affermarsi sia all'opposizione che al governo quando ha avuto la possibilità di amministrare."
Ha concluso Maria Lina Venturini sottolineando che "l'incapacità della gestione del governo delle Marche ha comportato pesantissima disoccupazione e la fuga dei giovani verso altre regioni italiane o addirittura all'estero."
"Questa volta – ha detto Carlo Ciccioli – il centro destra non presenterà l'alleanza e la candidatura alla presidenza all'ultimo momento, ma sarà il frutto di un impegno sul programma che è già partito e subito dopo i risultati delle regionali del prossimo ottobre in Umbria, Emilia Romagna e Calabria, porteremo al tavolo nazionale le proposte uscite dal tavolo regionale della coalizione."
"Visto il ruolo di opposizione si è costretti ad intervenire a seguito delle recenti dichiarazioni del Sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita su alcuni organi di stampa, che dimostrerebbero come abbia appreso con velocità la parte meno nobile della politica, ovvero quella di voler travisare la verità e di rigirarsi le questioni a proprio favore. La realtà dei fatti va pertanto puntualizzata". Così interviene Roberto Paoloni, ex sindaco di Belforte del Chienti e capogruppo di "Belforte Insieme" in Consiglio comunale, per segnalare gli aumenti all'indennità di sindaco decretati - a seguito di una recente delibera di giunta - dal primo cittadino di Belforte del Chienti Alessio Vita rispetto a quella ricevuta sotto la sua gestione.
GETTONI DI PRESENZA DEI CONSIGLIERI - "La proposta presentata dalla maggioranza Vita in sede di consiglio, il 25 luglio scorso, prevedeva ai sensi della delibera n. 27 del 15/07/2019, un importante aumento dell’indennità di presenza per ciascun consigliere per ogni seduta. Si proponeva di aumentare il gettone di presenza in consiglio da € 9,60 a € 16,00. Poco prima dell’inizio del consiglio comunale è stata presentata, accompagnata dalle scuse degli uffici e del segretario comunale, una proposta differente poiché il conteggio era risultato errato e si sarebbe così confermato il gettone di € 9,60".
LA RINUNCIA DELLA MINORANZA - Contestualmente, durante la discussione relativa ai gettoni di presenza Paoloni, a nome di tutti i consiglieri della lista Belforte Insieme, ha espresso la decisione di rinunciare a percepire l’indennità di presenza in consiglio e di devolvere la stessa interamente ad opere di beneficenza: "La maggioranza, disposta sino ad un attimo prima dell’emendamento chiarificatore degli uffici ad aumentarsi di quasi il doppio l’indennità, si è vista costretta ad adeguarsi alla proposta della minoranza, accogliendo l’emendamento di rinuncia delle singole indennità e la conseguente devoluzione delle stesse ad opere caritatevoli da definire. Ciò è stato ratificato da votazione all’unanimità: dalla minoranza (che ha presentato la proposta) e dalla maggioranza (che si è adeguata)".
AUMENTI DEL 32% ALL'INDENNITA' - Durante la discussione relativa alle indennità, il gruppo di minoranza Belforte Insieme ha ritenuto di informare il consiglio in merito ad una decisione presa dalla giunta con delibera n.72 del 27/06/2019, con la quale si è sancita una variazione in aumento delle indennità dei componenti della nuova giunta: "Si è voluta rimarcare la decisione con la quale la giunta ha aumentato l’indennità del Sindaco del 32%, passando cioè dagli 880 euro percepiti da Paoloni, e da Catalini nel suo ultimo periodo di mandato, ai 1.159 euro netti mensili percepiti attualmente dal nuovo Sindaco".
"In questo modo la nuova Giunta Vita non ha voluto neppure mantenere quella riduzione volontaria che era stata decisa nell’ultimo periodo di mandato dal Sindaco Catalini e mantenuta dal Sindaco Paoloni nel corso di tutti i cinque anni di mandato, con la quale era stato possibile istituire un tesoretto di circa 2.000 euro annui che tutta la Giunta Paoloni aveva destinato alla realizzazione di eventi culturali e promozionali per il paese. In sede di consiglio, il Sindaco Vita si è impegnato verbalmente a ridurre la sua indennità come fece il suo predecessore. Ovviamente stiamo aspettando che formalizzi il proposito con un atto concreto: la speranza è che mantenga il buon intento, nonostante abbia già incassato la maggiorazione deliberata attraverso la mensilità relativa a luglio".
FELICIOTTI - "In questo contesto è da precisare anche un altro avvenimento, che grande risonanza sta avendo sui media: la rinuncia all’indennità, e contestuale aumento già deliberato, da parte del Vicesindaco Feliciotti nella sua veste di componente della giunta (circa euro 240,00): spieghi lui, se vuole, il reale motivo del magnanimo gesto, non spettando all’opposizione dissertazioni su questioni personali potenzialmente imbarazzanti".
BILANCIO CONSUNTIVO - "Si segnala che il bilancio consuntivo è stato approvato all’unanimità, avendo ricevuto parere positivo del responsabile della ragioneria comunale e del revisore dei conti. Anche in questo caso è doveroso, conseguentemente alle dichiarazioni del Sindaco Vita, ribadire la realtà dei fatti: per l’ennesima volta, e nella speranza che definitivamente si riesca a far comprendere in maniera limpida e decisiva, l’amministrazione guidata da Paoloni ha lasciato i conti più che in ordine, con una cassa attiva e un avanzo di amministrazione ragguardevole. In alcune recenti dichiarazioni si vuole imputare alla precedente amministrazione il mancato incasso di alcune entrate, in particolare a seguito dell’assenza del vigile comunale negli ultimi due mesi. Come previsto da contratto nazionale di lavoro, il vigile ha potuto fare richiesta di mobilità, esprimendo il desiderio di entrare a far parte di un corpo di polizia locale più articolato in modo da poter migliorare la propria posizione lavorativa, e quindi il suo grado".
"Esiste naturalmente la possibilità che tale ruolo possa essere nuovamente ricoperto da qualcun altro - prosegue Paoloni -, non avendo perso la posizione in pianta organica. Ciò che qui rileva è, tuttavia, non la mancanza della figura del vigile, ma il concetto, erroneo, che il bilancio del Comune si regga sui proventi derivanti dall’autovelox: la gestione dei conti prescinde dalle entrate delle multe che sono da considerarsi straordinarie e vincolate a determinati capitoli di spesa (strade, sicurezza, segnaletica stradale, ecc.), non utilizzabili per la normale spesa corrente dell’ente. Caro Sindaco Vita, i soldi da gestire sono questi. Si deve essere semplicemente in grado di amministrare il comune con tali entrate e uscite, cercando il più possibile di mantenere e migliorare i servizi".
"Passata l’euforia delle promesse elettorali, ci si rimbocca le maniche e fattivamente si affrontano le questioni, dando prova di maturità e giudizio. Cercare scuse ed imputare ad altri le ragioni per cui certe promesse elettorali non potranno essere esaudite è la solita vecchia politica" conclude Paoloni nel suo comunicato stampa.
"Prendiamo atto, nonostante gli sforzi profusi per evitarla, della decisione del presidente del Consiglio di abbandonare la maggioranza". Così i copogruppo di “Corridonia insieme” Marco Flamini e Mauro Vecchietti commentano lo strappo con l'ex primo cittadino Nelia Calvigioni.
"Ci teniamo a ribadire che lʼamministrazione - proseguono Flamini e Vecchietti - è focalizzata sulla realizzazione delle linee di mandato con cui ha ottenuto il consenso della cittadinanza mentre, il presidente Calvigioni ha deciso, autonomamente, di intraprendere un altro percorso in contrasto con il programma elettorale precedentemente condiviso".
"Ricordiamo che il suo dissenso è diventato una regola costante ed è iniziato oltre un anno fa, nel bilancio di previsione 2018, ed è continuato durante tutto questo periodo, su tutti gli argomenti. Dal piano opere pubbliche, che conteneva alcuni lavori fondamentali per la coppa del mondo di para-ciclismo e lo stanziamento di risorse per il restauro del palazzo Persichetti, alla modifica dello statuto, passando poi per la segnalazione presentata in procura “per conto” dei revisori dei conti destituiti. Il tutto poi culminato nellʼultimo consiglio comunale (datato 31 luglio, ndr) dove, addirittura, cʼè stato il voto contrario per la costruzione delle scuole".
"Tutto questo, in solitaria, lei contro tutta la maggioranza compatta, perché, diciamocelo, la motivazione di questi contrasti è da ricercarsi esclusivamente nella volontà di occupare una poltrona che non le è stata a suo tempo concessa".
"Gli ultimi tentativi di ricucire i rapporti si sono sempre conclusi con un aut-aut da parte del consigliere Calvigioni. O ci si adegua alla sua linea (che non accetta né confronti né critiche) o non si ha il suo appoggio. Non è così che si sta in gruppo. La maggioranza consiliare continuerà quindi a portare avanti il programma con cui ha vinto le elezioni, sperando altresì che chi occupa attualmente incarichi istituzionali, grazie ai voti della maggioranza che ha tradito, ne tragga le dovute conseguenze" concludono Vecchietti e Flamini nella loro nota stampa congiunta.