Un utile netto che supera i 15 milioni di euro, in crescita del 20,5% rispetto all’anno precedente, e indicatori patrimoniali tra i più solidi del panorama bancario. Il 2025 si chiude con risultati particolarmente positivi per il Banco Marchigiano, ma il direttore generale Marco Tombolini invita a leggere questi numeri in una prospettiva più ampia.
“Più che un anno d’oro, è il risultato di un percorso costruito negli ultimi tre anni – spiega –. Una crescita costante, basata su scelte prudenti e su una visione di lungo periodo”.
Tra i dati più significativi spicca il CET1 ratio, salito al 28,2%, un livello che traduce in termini concreti affidabilità e sicurezza per soci e clienti. “Una patrimonializzazione così elevata – sottolinea Tombolini – consente di affrontare con serenità anche contesti complessi”. Il patrimonio netto ha superato i 115 milioni di euro, mentre la raccolta complessiva è cresciuta di oltre 300 milioni nell’ultimo triennio, segno di una fiducia sempre più consolidata.
Numeri solidi che non hanno frenato il sostegno all’economia reale. Nel 2025 il Banco Marchigiano ha erogato 140 milioni di euro di nuovi finanziamenti (+16,6%), permettendo a circa 400 famiglie e giovani di acquistare la prima casa e a circa 300 piccole imprese di investire nei propri progetti di sviluppo.
“La solidità è ciò che consente di sostenere famiglie e imprese in modo continuativo – evidenzia il direttore –. Prudenza e supporto all’economia non sono in contrapposizione, ma vanno di pari passo”. A confermarlo anche l’elevato livello di copertura del credito deteriorato, con un rapporto tra accantonamenti e impieghi problematici che supera il 76%.
Dietro ai risultati, nessuna formula segreta, ma un modello organizzativo basato sul lavoro di squadra e sul legame con il territorio. Negli ultimi tre anni sono stati inseriti circa 20 giovani neolaureati, a rafforzare una struttura che punta su efficienza e relazione diretta con la comunità. Determinante anche l’appartenenza al Gruppo Cassa Centrale, che garantisce strumenti e solidità di livello nazionale, mantenendo però un’identità fortemente locale e mutualistica.
Lo sguardo è ora rivolto al futuro, con l’obiettivo di consolidare una crescita equilibrata e sostenibile. “La nostra forza ci consente di restituire valore al territorio – conclude Tombolini –. È qui che si misura la differenza di una banca locale: il profitto non è un fine, ma uno strumento”.
Un impegno che si traduce anche in azioni concrete: nel 2025 sono stati destinati oltre 800 mila euro a iniziative sociali, culturali e sanitarie, confermando il ruolo dell’istituto come punto di riferimento.
Da oggi la parola “artigianale” non potrà più essere utilizzata con leggerezza. Con l’entrata in vigore della nuova disciplina prevista dalla legge annuale per le PMI, il riferimento all’artigianato nella promozione di prodotti e servizi viene riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo e che realizzano direttamente lavorazioni autentiche. Per chi utilizzerà impropriamente questa definizione sono previste sanzioni significative.
La direttrice CNA Macerata Lucia Pistelli accoglie con favore l’auspicata norma, fortemente voluta dall’Associazione di categoria: "Si tratta di una svolta importante, attesa da tempo, che restituisce valore e verità a una parola spesso utilizzata in modo improprio. L’artigianato non è una semplice etichetta commerciale, ma un insieme di competenze, esperienza, manualità e responsabilità che rappresentano un patrimonio economico e culturale fondamentale".
Nella provincia di Macerata le imprese artigiane attive sono quasi 9.000 su un totale di circa 30.500 imprese: una componente essenziale del tessuto produttivo locale, che contribuisce in modo determinante alla qualità delle produzioni, all’occupazione e alla tenuta economica del territorio: "Questa norma rappresenta un passaggio molto importante – sottolinea la Direttrice CNA – perché ristabilisce un principio di trasparenza fondamentale. Quando un consumatore legge “artigianale” deve poter essere certo che dietro quel termine ci sia davvero un’impresa artigiana, con il suo lavoro, le sue competenze e la sua identità".
Negli ultimi anni l’uso improprio del termine ha creato confusione e concorrenza sleale, penalizzando le imprese che lavorano nel rispetto delle regole. La nuova norma va nella giusta direzione, rafforzando la correttezza del mercato e riconoscendo il valore del lavoro autentico, in un momento ancora complesso per il sistema produttivo: "In una fase in cui le imprese affrontano cambiamenti profondi e margini sempre più ridotti – conclude Pistelli – è fondamentale che il valore dell’artigianato non venga svilito da usi impropri o strumentali. Servono regole chiare, concorrenza leale e controlli efficaci. Solo così possiamo rafforzare un settore che rappresenta una parte identitaria e strategica della nostra economia".
CNA Macerata accoglie quindi con favore questa novità normativa, ribadendo la necessità di una piena applicazione delle regole e di controlli puntuali, a tutela delle imprese artigiane e dei consumatori. Perché l’artigianato non è uno slogan: è lavoro vero, competenza e qualità.
Presso il Caffè & Bistrot di Recanati in Piazza Leopardi 12, si è svolta iggi la conferenza stampa di presentazione della lista dei candidati al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale della BCC di Recanati e Colmurano, espressione dell’amministrazione uscente guidata dal presidente Gerardo Pizzirusso.
“Ci ritroviamo per presentare la lista per il Cda e per il collegio sindacale dell’amministrazione uscente”, ha esordito Pizzirusso, sottolineando fin da subito la natura del gruppo proposto. “Si tratta di una squadra caratterizzata da autonomia e indipendenza. Ogni candidato è espressione di sé stesso. Dietro questa lista non ci sono né gruppi industriali né politici”. Un passaggio netto, che risponde indirettamente alle critiche emerse nelle scorse settimane. Il presidente ha infatti evidenziato come “sia stata fatta della facile ironia dall’altra lista”, respingendo ogni ipotesi di controllo esterno e ribadendo che il gruppo rispetta pienamente i requisiti normativi, anche in virtù dell’appartenenza al quarto gruppo bancario italiano.
La lista per il collegio di garanzia vede la candidatura di Barbara Guizzi, Luca Mira e Tatiana Seghetta, questi ultimi due già componenti uscenti del collegio sindacale. Per il Consiglio di Amministrazione, invece, sono stati presentati profili eterogenei per esperienza e competenze: Emanuela Serenelli, già consigliere, Alfredo Giampaoli, Gianfilippo Simoni, Marina Guzzini, Gianni Buccolini, Maurizio Stacchiotti, Roberta Pennacchioni e Claudio Bertini. Una composizione che, nelle parole di Pizzirusso, rappresenta “professionalità diverse che interagiscono” e che mira a rafforzare il lavoro già avviato negli anni precedenti.
Nel suo intervento, il presidente uscente ha ribadito la visione strategica della banca, fondata su continuità e radicamento territoriale. “Ci poniamo a servizio degli altri. Dobbiamo svolgere un’attività bancaria operativa, ma accanto a questa c’è anche il ruolo della BCC sul territorio”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza del legame con il contesto locale. Un ruolo reso ancora più solido dall’appartenenza al gruppo Iccrea, definito “fondamentale per il mondo commerciale italiano” e garanzia di stabilità e sicurezza gestionale.
Pizzirusso ha poi posto l’accento sui valori cardine dell’azione futura: territorialità, mutualità e solidarietà. “Porre al centro la figura del socio, lavorare di più con loro e lavorare meglio” rappresenta uno degli obiettivi principali, insieme a una visione di solidarietà intesa come vicinanza concreta al cittadino attraverso politiche sociali attive e inclusive. Sul tema dell’innovazione, il presidente ha chiarito che non si tratta solo di digitalizzazione, già sostenuta dalla capogruppo, ma di un concetto più ampio che include formazione, inclusione e valorizzazione dei collaboratori interni. “I dipendenti della nostra banca sono la nostra forza. Dobbiamo permettergli di crescere, perché il fattore umano sta ancora al centro”, ha sottolineato.
Non è mancato un richiamo al confronto con la lista avversaria, rispetto alla quale Pizzirusso ha lamentato l’assenza di un programma chiaro. “Non abbiamo ascoltato un programma con cui confrontarci”, ha affermato, ribadendo la volontà di evitare polemiche sterili e invitando a un dialogo basato su idee e progetti concreti. “Il profitto non è un fine ma un mezzo”, ha aggiunto, richiamando la natura cooperativa dell’istituto e l’obiettivo di crescita condivisa.
Tra gli interventi, significativo quello di Marina Guzzini, che ha ripercorso la propria esperienza passata nel Cda. “Mi trovai in un consiglio dove non condividevo le modalità di gestione e, per fare fede al mio principio di indipendenza, mi sono dimessa”, ha raccontato, riferendosi al periodo precedente all’ispezione alla Banca d’Italia. Dopo aver contribuito nel 2017 al progetto dell’attuale lista, Guzzini ha spiegato le ragioni della sua nuova candidatura: “Vorrei concludere il progetto iniziato, portando avanti i principi di attenzione ai soci e al territorio”.
La conferenza si è chiusa con un messaggio di continuità e responsabilità, in cui la squadra guidata da Pizzirusso si propone come interprete di "un modello bancario cooperativo centrato sulle persone, sul territorio e su una crescita equilibrata".
Dopo le dichiarazioni del candidato della lista Alternativa, arriva la presa di posizione dell’avvocato Gerardo Pizzirusso, presidente uscente e candidato alla guida della BCC di Recanati e Colmurano, che interviene con una nota per chiarire alcuni passaggi della conferenza stampa del 2 aprile. L’obiettivo, spiega, è evitare fraintendimenti e riportare il confronto su un piano corretto e trasparente, lanciando anche un invito diretto al confronto sui programmi. Di seguito il testo integrale della nota
Sulle dichiarazioni del candidato della lista alternativa: “In riferimento a quanto dichiarato dal dott. Gabriele Brandoni, candidato presidente della lista alternativa, nella conferenza stampa del 2 aprile u.s. si reputa opportuno (e ci si vede costretti a) chiarire alcune circostanze riferite in modo inesatto, fuorviante o spiccatamente polemico che rischiano soltanto di alimentare inutili tensioni per la competizione elettorale ed essere pregiudizievoli per la banca”.
Sulla scelta della sede dell’assemblea: “In primo luogo va chiarito che la scelta del Centro Fiere di Villa Potenza come luogo della prossima assemblea è stata effettuata dopo aver verificato, alla luce di quanto riferito dalla Direzione Generale che è stata incaricata dal Consiglio di Amministrazione di individuare la sede assembleare più consona, l’impossibilità di utilizzare altre sedi”.
Continua poi: “Ad esempio, si è scartata la sede di Villa Anton per la presenza di concomitanti eventi o cerimonie il 18 aprile e la sede del Palasport Cingolani – Arena BCC per l’impossibilità materiale di lasciare libero il palazzetto, come richiesto dalla società sportiva, entro le ore 14.30 sempre del 18 aprile per la sicura durata dell’assemblea oltre tale orario”.
Sulle osservazioni relative alla data e all’organizzazione: “Il candidato presidente della lista alternativa dovrebbe sapere che la banca non ha il potere di chiedere il rinvio o l’anticipo dell’importante partita di basket prevista per il 19 aprile e, soprattutto, che la preparazione della sede dell’assemblea della banca inizia, per gli aspetti tecnici e logistici, almeno un paio di giorni prima della data fissata. Per non tacere del fatto che, chi si candida al delicato ruolo di presidente, dovrebbe ben sapere che l’assemblea della banca, per consentire la più ampia partecipazione dei soci, non può essere di certo tenuta il venerdi o il lunedi, come è stato superficialmente ed impropriamente sostenuto dal candidato presidente della lista alternativa”.
Sulla decisione del Consiglio di Amministrazione: “Non da ultimo si rileva che probabilmente il candidato presidente della lista alternativa non sapeva che la scelta del Centro Fiere di Villa Potenze, dopo aver preso atto dell’impraticabilità di altre sedi, è stata effettuata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione ovvero, anche con il voto dei consiglieri che fanno parte della sua lista che, evidentemente, non lo hanno aggiornato.”
Sul tema dell’autentica delle deleghe: “In secondo luogo, riguardo al tema dell’autentica delle deleghe dei soci si fa notare che non esiste alcun conflitto di interesse del presidente uscente che, si ricorda, ha il potere di autentica insieme al notaio come previsto dallo statuto. Oltre al Presidente ed al Notaio il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di attribuire il potere di autentica delle deleghe ai preposti delle filiali, al Direttore Generale e al vice-direttore generale per ampliare il novero dei soggetti abilitati. Le scelte effettuate sono conformi alla legge ed allo statuto, su cui la capogruppo non ha compiuto alcun rilievo, per cui ogni diverso argomentare rischia soltanto di fuorviare i soci, di veicolare messaggi ed informazioni distorte e di alimentare un inutile clima di tensione di cui la lista Brandoni deve assumersi ogni responsabilità”.
Sull’invito al confronto: “In conclusione, nell’interesse di rendere trasparente la competizione elettorale e più informati anche i soci dell’istituto sui temi che contano, il sottoscritto presidente uscente invita e sollecita un confronto diretto con il candidato presidente della lista alternativa, per affrontare e discutere sui programmi e sul ruolo della banca nel territorio, auspicando che tale invito sia con coraggio accettato”.
Passaggio formale decisivo in vista dell'assemblea dei soci della BCC Recanati e Colmurano. La capogruppo Iccrea SpA ha approvato definitivamente la lista dei candidati indicata dal Consiglio di Amministrazione uscente, che concorrerà al rinnovo delle cariche sociali durante l'assise prevista per il prossimo 18 aprile presso il Centro Fiere di Villa Potenza.
La squadra, guidata dal presidente uscente Gerardo Pizzirusso, punta su un mix di esperienza e rinnovamento. Accanto ai consiglieri uscenti Emanuela Serenelli e Alfredo Giampaoli, figurano le nuove candidature di Roberta Pennacchioni, Marina Guzzini, Gianfilippo Simoni, Maurizio Stacchiotti, Gianni Buccolini e Claudio Bertini.
Una compagine che, come sottolineato dall'istituto, rispecchia le competenze professionali e imprenditoriali richieste dalla normativa e mantiene un forte legame identitario con il territorio.
Il progetto della lista è orientato a dare continuità al percorso di sviluppo già intrapreso, seguendo il piano operativo finalizzato al sostegno dell'economia locale e al rafforzamento dei valori della mutualità. Al centro della visione per il prossimo mandato ci sono il socio e la valorizzazione del capitale umano, rappresentato dalla Direzione Generale e da tutti i dipendenti della banca.
Per quanto riguarda il Collegio Sindacale, la lista propone i nomi dei sindaci uscenti Luca Mira e Tatiana Seghetta, con l'ingresso di Barbara Brizi, oltre ai supplenti Samuela Mosca e Gilberto Chiodi.
Con l’avvicinarsi della Pasqua, nelle Marche si riscoprono le tradizioni culinarie e le eccellenze del territorio. Tra ricette casalinghe, acquisti ai mercati contadini e menù degli agriturismi, la festa primaverile segna l’inizio della stagione dei ponti e delle attività all’aperto.
Secondo Coldiretti, i mercati di Campagna Amica registrano una forte domanda di prodotti tipici, con i consumatori sempre più orientati alla qualità, alla stagionalità e alla convivialità. Immancabili sulle tavole marchigiane sono pizze di formaggio e piconi, accompagnati da pasta fresca ripiena, ciauscolo e altri salumi tradizionali. Tra le materie prime simbolo della stagione, grande attenzione è riservata ai carciofi, apprezzati fin dalle prime ore del mattino, e all’agnello, che resta protagonista dei menù pasquali, affiancato da carni di ogni tipo e dalle alternative di mare come le seppie. Le uova, simbolo della festività, rimangono un acquisto imprescindibile per il consumo diretto o per le preparazioni casalinghe.
Anche il comparto agrituristico registra segnali positivi. Secondo Terranostra Marche, le strutture di ristorazione rurale hanno visto un incremento delle prenotazioni, trainato soprattutto da un turismo di prossimità. Più incerta invece l’accoglienza, condizionata dal meteo instabile che limita le attività all’aperto come trekking e bici. I flussi turistici restano principalmente nazionali, con arrivi dal Nord e dal Sud Italia, mentre le prenotazioni estive confermano la tendenza a programmare i viaggi con largo anticipo.
In questo contesto, la Pasqua si conferma un momento chiave per l’economia rurale, tra riscoperta delle tradizioni e sostegno alle produzioni locali, offrendo al tempo stesso un’occasione di convivialità e scoperta del territorio marchigiano.
Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in flessione del -2,8% su base annua. Secondo i dati preconsuntivi del Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, l'esercizio è stato condizionato da una forte instabilità dei mercati. Tiene il canale estero: l'export (cui viene destinato l'85% di quanto prodotto in Italia) si è attestato a 11,5 miliardi di euro, limitando la contrazione al -1,1% in valore sul 2024, con un attivo del saldo commerciale pari a 4,8 miliardi. Il comparto si conferma trainante per il Made in Italy, nonostante la congiuntura sfavorevole.
A livello regionale, nel 2025 nelle Marche l’export in valore di calzature e componentistica per calzature ha evidenziato una contrazione del -5,7% sul 2024. Le prime 5 destinazioni dell’export marchigiano, che coprono assieme il 45% del totale, sono risultate: Francia (-0,2%), Germania (+0,9%), USA (-21,4%), Cina (-34,8%) e Belgio (+16,9%). La Russia, all’ottavo posto, ha perso il -27,6%. Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti per calzature) ha subìto, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, un calo di -142 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di -612 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da INPS per le imprese marchigiane della filiera pelle nel 2025, si è registrata una flessione del -3,4% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 5,7 milioni di ore, un numero comunque ancora elevato, decisamente al di sopra (+109,2%) dei livelli 2019 pre-Covid.
Sullo scenario settoriale nazionale è intervenuta Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici: “A livello internazionale, l'export continua a essere il nostro polmone vitale, ma la geografia dei mercati sta mutando rapidamente. Nel 2025 la resilienza dell'Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato quasi interamente il sensibile rallentamento del Far East e della Cina in particolare. Il mercato cinese, un tempo locomotiva del lusso, sta vivendo una fase di ripensamento che ci impone nuove strategie di approccio. Parallelamente – oltre alla forte preoccupazione per le conseguenze del conflitto scoppiato nelle scorse settimane nell’area mediorientale – guardiamo con estrema cautela agli Stati Uniti: l'introduzione di misure protezionistiche proprio in un mercato chiave per il nostro alto di gamma aggiunge un ulteriore elemento di incertezza in una fase già delicata”.
Superare i campanilismi per costruire un gruppo industriale composto da 1.200 imprese. A Portonovo è stato ufficialmente siglato il percorso di aggregazione tra le associazioni territoriali di Confindustria di Ancona, Fermo e Macerata. La firma dei tre presidenti - Marco Ragni (Macerata), Diego Mingarelli (Ancona) e Fabrizio Luciani (Fermo) - segna l'avvio di una nuova rete regionale che punta a rappresentare oltre il 60% delle aziende e degli addetti del sistema confindustriale marchigiano.
Il progetto, sostenuto dai vertici nazionali, nasce dalla necessità di dare una risposta dimensionale adeguata alle sfide della transizione energetica, dell’innovazione digitale e dell'internazionalizzazione. L’obiettivo è integrare i servizi e rafforzare le filiere produttive, permettendo anche alle realtà più piccole di accedere a un ecosistema di competenze avanzate. Il percorso sarà graduale e partecipato, con una tabella di marcia che prevede il completamento dell'integrazione entro il 2028.
Per Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata, la sfida è anzitutto di credibilità e peso politico: "Le trasformazioni in atto stanno cambiando profondamente il perimetro in cui operano le imprese: oggi la vera sfida è avere il peso e la credibilità per incidere dove si decidono le politiche industriali. Restare ancorati a una dimensione esclusivamente locale significa esporsi a un rischio di marginalità. Dobbiamo invece scegliere di stare dentro un sistema più ampio, con una visione chiara e ambiziosa. Questo percorso ha un valore diverso rispetto al passato: non nasce da un disegno imposto, ma dalla consapevolezza condivisa delle imprese. È un’integrazione che parte dalle filiere, dai legami industriali reali, e che punta a costruire un sistema più solido, capace di generare opportunità concrete e rafforzare la competitività dei nostri territori".
Anche Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona, ha ribadito la necessità di superare le frammentazioni: "Per sostenere davvero le imprese in questa fase complessa serve una dimensione adeguata. Dobbiamo superare campanilismi e frammentazioni che oggi non sono più sostenibili: solo un sistema più integrato può offrire servizi avanzati e garantire una rappresentanza forte e autorevole. L’obiettivo è costruire una Confindustria capace di agire come moltiplicatore di opportunità per ogni impresa, indipendentemente dal territorio in cui opera, perché collaborazione e integrazione sono oggi leve decisive per competere".
Infine, Fabrizio Luciani, presidente di Confindustria Fermo, ha inquadrato l'iniziativa nel solco della responsabilità istituzionale: "Siamo arrivati a questo percorso aggregativo interpretando con grande senso di responsabilità il nostro mandato di Presidenti. In un contesto economico che cambia repentinamente le Confindustrie territoriali non possono essere immobili. Le aziende chiedono una rappresentanza adeguata al mondo che cambia. Siamo convinti che questo percorso aggregativo sia la risposta appropriata".
Il Banco Marchigiano chiude il 2025 con risultati storici, consolidando un triennio di crescita strutturale, rafforzamento patrimoniale e consolidamento del ruolo di banca territoriale. Il bilancio al 31 dicembre 2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione, registra un utile netto superiore ai 15 milioni di euro, il più alto mai conseguito dalla Banca, con un incremento del 20,5% rispetto al 2024.
Il patrimonio netto ha superato i 115 milioni di euro, segnando una crescita del 13,5% rispetto all’anno precedente, mentre il Cet 1 ratio si attesta al 28,2%, ben al di sopra dei livelli medi di sistema, confermando la solidità patrimoniale della banca.
In questo contesto di crescita, il Banco Marchigiano ha supportato famiglie e imprese con 140 milioni di euro di nuove erogazioni (+16,6% rispetto al 2024), rafforzando il suo ruolo a sostegno dell’economia reale. La raccolta complessiva è aumentata di circa 70 milioni (+4,6%), raggiungendo quasi 1,6 miliardi di euro, mentre gli impieghi netti hanno superato i 583 milioni (+4,3%).
Particolare attenzione è stata riservata alla qualità del credito, con un Npl ratio lordo al 2,65% (netto 0,65%) e una copertura del credito deteriorato pari al 76,1%, a conferma di una gestione prudente e rigorosa del rischio.
Il direttore generale, Massimo Tombolini, commenta: “I risultati del 2025 confermano la validità del percorso intrapreso tre anni fa. Abbiamo costruito una crescita solida, equilibrata e sostenibile, fondata su prudenza ed efficienza. È il risultato del lavoro quotidiano di tutte le nostre persone: un vero gioco di squadra che ha permesso alla Banca di rafforzarsi anno dopo anno, generando valore stabile nel tempo”.
Il presidente, Sandro Palombini, sottolinea l’impegno verso il territorio: “Una Bcc solida ha il dovere di restituire valore alla comunità. Nel 2025 abbiamo destinato oltre 800 mila euro a iniziative sociali, sportive, culturali e sanitarie, come l’acquisto di un’ambulanza di ultima generazione per la Croce Verde di Civitanova Marche. La forza di una banca mutualistica si misura anche dalla capacità di sostenere persone e realtà locali”.
Il vice presidente, Marco Bindelli, evidenzia il progresso nell’ambito del Gruppo Cassa Centrale Banca: “Negli ultimi tre anni il Banco Marchigiano ha scalato posizioni tra le 65 banche affiliate, migliorando costantemente le proprie performance. Il supporto di Cassa Centrale Banca ci permette di operare con la logica di una grande banca nazionale, mantenendo però la focalizzazione sul territorio e sui rapporti diretti con soci e clienti”.
MILANO – Un nuovo spazio pensato per connettere persone, idee e competenze. ROI Group ha inaugurato ieri la sua nuova sede milanese in via Vincenzo Monti 47, segnando un ulteriore passo nel percorso di crescita e consolidamento del gruppo.
Gli uffici, che si aggiungono agli spazi già operativi tra Milano e Macerata per oltre 700 metri quadrati complessivi, sono stati progettati per coniugare rappresentatività, funzionalità e tecnologie avanzate. L’obiettivo è offrire un ambiente moderno e dinamico, capace di favorire l’incontro tra partner, clienti e collaboratori, rispecchiando al tempo stesso l’identità e la visione strategica dell’azienda.
L’apertura si inserisce nel più ampio percorso di rebranding avviato nel 2025, che ha portato all’unificazione delle diverse anime aziendali sotto un unico marchio, con l’intento di rafforzare una visione B2B integrata e coerente.
“Nei momenti decisivi – ha spiegato Marcello Mancini, presidente e CEO del gruppo – servono lucidità e capacità di interpretare il contesto. Negli ultimi anni siamo cresciuti rapidamente, così come le nostre Business Unit. Questo nuovo spazio rappresenta un punto di riferimento: un luogo in cui il pensiero si traduce in direzione, la competenza in azione e la visione in impatto concreto”.
Oggi ROI Group opera attraverso un modello integrato che punta a costruire cultura manageriale, generare connessioni e trasformare idee in risultati. Quattro le Business Unit che compongono l’offerta: ROI Grandi Eventi, dedicata ai grandi appuntamenti e ai temi del management internazionale; ROI Edizioni, focalizzata sulla produzione editoriale; ROI Speaker+, che valorizza un network di esperti e professionisti; e ROI Comunicazione, l’area più recente, specializzata in identità, posizionamento e strategie di comunicazione.
Con la nuova sede milanese, il gruppo rafforza la propria presenza in uno dei principali hub economici italiani, consolidando la capacità di mettere a sistema eventi, contenuti e competenze per supportare leader e organizzazioni nelle sfide del cambiamento.
Nelle Marche i prezzi dei carburanti tornano a salire, segnando un’inversione dopo la breve fase di calo legata al recente taglio delle accise. Proprio in questa regione nei giorni scorsi si è registrato l’aumento più evidente del diesel, con un incremento di 0,034 euro al litro. Nonostante ciò, ad oggi il dato medio resta il più basso d’Italia, fermandosi a 2,016 euro al litro, confermando comunque una posizione relativamente favorevole rispetto al resto del Paese.
Anche la benzina nelle Marche ha mostrato un leggero aumento, insieme al Veneto, pur rimanendo tra le più convenienti a livello nazionale. Questo andamento locale si inserisce in un contesto generale di rialzi durante il fine settimana, cancellando in parte gli effetti positivi del provvedimento governativo entrato in vigore nei giorni precedenti.
A livello nazionale, il prezzo medio del diesel ha raggiunto 2,043 euro al litro. Si tratta di un rimbalzo dopo il calo determinato dal decreto legge approvato il 18 marzo, che aveva temporaneamente alleggerito i costi per gli automobilisti. Il trend delle ultime settimane conferma come il diesel sia il carburante più soggetto a rincari significativi.
Diversa la situazione della benzina, che ha registrato aumenti più contenuti. La media nazionale si è attestata a 1,747 euro al litro, risultando comunque inferiore rispetto ai livelli precedenti. Tuttavia, nel Sud Italia i prezzi restano più elevati, con diverse regioni sopra quota 1,760 euro al litro, evidenziando una disparità territoriale ancora marcata.
Nonostante l’intervento del Governo, pari a un taglio di 24,4 centesimi al litro e con un costo superiore al mezzo miliardo di euro, gli effetti sembrano essersi rapidamente attenuati. I ribassi più consistenti rispetto ai picchi precedenti si sono registrati in alcune regioni del Nord, mentre nel Sud le riduzioni sono state più limitate, sia per il diesel sia per la benzina.
Il quadro complessivo resta incerto e sarà più chiaro con i prossimi aggiornamenti ufficiali. Le nuove medie nazionali potrebbero infatti non discostarsi molto da quelle della settimana precedente, quando i prezzi erano già elevati. A influenzare la situazione ha contribuito anche l’andamento del petrolio, che nei giorni scorsi ha raggiunto i 110 dollari al barile prima di scendere a 96 dollari, un calo i cui effetti si vedranno solo nei prossimi giorni.
Rimane infine l’incognita legata alla scadenza del 7 aprile, ultimo giorno previsto per lo sconto sulle accise. Il Governo è chiamato a valutare eventuali nuove misure, soprattutto se il prezzo del greggio dovesse restare alto e se non ci saranno miglioramenti sul fronte internazionale.
Intanto proseguono gli incontri tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria, che riconoscono come la riduzione delle accise abbia comunque contribuito a contenere il costo della benzina.
Prezzi Gasolio (SELF) in ordine crescente (Dati MIMIT):
Marche 2.016; Umbria 2.024; Abruzzo 2.025; Veneto 2.029; Lazio 2.030; Toscana 2.032; Emilia Romagna 2.040; Puglia 2.040; Friuli Venezia Giulia 2.041; Campania 2.042; Liguria 2.044; Piemonte 2.044; Sardegna 2.044; Basilicata 2.048; Lombardia 2.049; Calabria 2.053; Provincia di Trento 2.054; Molise 2.056; Sicilia 2.057; Valle d'Aosta 2.067; Provincia di Bolzano 2.071.
Prezzi Benzina (SELF) in ordine crescente (Dati MIMIT):
Marche 1.722; Veneto 1.729; Toscana 1.732; Umbria 1.734; Emilia Romagna 1.736; Piemonte 1.736; Lazio 1.737; Abruzzo 1.739; Lombardia 1.739; Friuli Venezia Giulia 1.740; Sardegna 1.740; Provincia di Trento 1.743; Liguria 1.747; Valle d'Aosta 1.753; Puglia 1.756; Campania 1.758; Molise 1.760; Calabria 1.766; Sicilia 1.766; Provincia di Bolzano 1.769; Basilicata 1.775.
(Fonte: Il Sole 24 Ore)
Si è svolta sabato scorso a Mogliano la quarta tappa di Craft Surfing, il progetto promosso da CNA Marche che valorizza l’artigianato regionale attraverso un viaggio tra botteghe, cultura e tradizioni. Un appuntamento che ha registrato una partecipazione significativa di artigiani, cittadini e appassionati, confermando l’interesse crescente attorno a un format capace di unire saper fare, identità e territorio.
Il pomeriggio si è aperto con la visita guidata alla chiesa di Santa Maria di Piazza, dove i partecipanti hanno potuto scoprire la storia della Pala di Lorenzo Lotto, ancora oggi al centro di vicende e curiosità che hanno suscitato grande interesse. L’itinerario è poi proseguito al MASM – Museo di Arte Sacra, per concludersi con l’arrivo al Museo delle Terre Artigiane dove Milko Morichetti, restauratore e dirigente CNA Macerata, ha accolto gli ospiti: "È stata una giornata che ha dimostrato quanto l’artigianato possa essere un potente strumento di racconto del territorio – commenta Morichetti -. Aprire la propria bottega significa condividere non solo tecniche e prodotti, ma anche storie, relazioni, emozioni e visioni che rendono vivo il nostro patrimonio culturale".
All’interno degli spazi museali, pensati come un luogo speciale dell'incontro tra cultura e artigianato, sono state esposte le opere di tre artigiani marchigiani: Olivia Monteforte di Pesaro, con le sue scarpe su misura; Barbara Tomassini di Ascoli Piceno, con le sue ceramiche dipinte a mano; Nicholas Tiranti, che ha raccontato la tradizione della fisarmonica marchigiana attraverso strumenti e lavorazioni.
Il pomeriggio è stato arricchito dal concerto del Maestro Giacomo Rotatori, che ha proposto una suggestiva rassegna di musiche da cinema rivisitate per fisarmonica, seguito da un momento conviviale con degustazione a cura delle locali realtà enogastronomiche Antica Gastronomia e cantina Volverino.
Il sindaco di Mogliano Fabrizio Luchetti ha portato i saluti dell’amministrazione e ha ringraziato gli organizzatori per l’interessante iniziativa. Presenti all’evento anche il presidente CNA Macerata Simone Giglietti, la direttrice Lucia Pistelli e altri componenti della presidenza territoriale dell'Associazione: "Craft Surfing è un’esperienza che crea connessioni autentiche tra artigiani e comunità – ha commentato Giglietti -. Da questi incontri nascono nuove opportunità e una rete sempre più solida, capace di rafforzare il valore della piccola impresa e del saper fare marchigiano".
Il progetto Craft Surfing prosegue così il suo percorso nelle Marche, promuovendo lo scambio di esperienze tra botteghe e contribuendo a costruire una rete di relazioni e competenze a sostegno dell’artigianato locale.
In cinque anni, le Marche hanno perso 4.112 attività agricole, pari a un calo del 16,1%. Una flessione particolarmente evidente tra il 2022 e il 2024, periodo in cui si registrano i numeri più allarmanti. I dati incrociati della Camera di Commercio Regionale e della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) rilevano un quadro di complessiva flessione pur in una situazione nazionale declinante. Sul comparto paiono addensarsi numerose preoccupazioni rilevanti anche per l’introduzione del Mercosur, definito il più grande mercato di libero scambio fra l’UE e Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, la cui definizione ha visto crescere moltissime proteste in tutto il Vecchio Continente.
Una nutrita piattaforma di produttori agricoli e associazioni animerà il Primo Forum regionale per la difesa del settore primario. L’iniziativa, dal titolo: “Mercosur: chi paga il conto? Cibo e salute, agricoltura e territorio: tra accordi europei e spesa quotidiana”, sarà di scena sabato 28 marzo, dalle ore 10, a Morrovalle, nella sala conferenze dello splendido Palazzo Lazzarini, sede del museo cittadino. L’originale forum è stato organizzato dalle associazioni culturali Marche Terre Libere e Anima Mundi Green Life, che hanno unito le loro esperienze sociali, culturali ed ambientali, fungendo da raccordo con i rappresentanti di categoria.
“Il comparto agricolo marchigiano consta di circa 3.800 imprese per una superficie di poco meno di 600.000 ettari, la provincia più popolata di imprese è la provincia di Macerata con 1.700 imprese. Per questa ragione - spiegano gli organizzatori - abbiamo scelto una località del maceratese, all’interno di una regione centrale per tutto il comparto in cui l'80,8% della Sau è coltivata a seminativi, con i cereali per la produzione di granella come coltura prevalente; l'11,8% sono prati e pascoli e il 7,3% a legnose agrarie. Gli alveari, gli avicoli e gli ovini sono le tipologie di allevamenti che nelle Marche contribuiscono di più ai totali nazionali (4,9%, 2,9% e 2,1%) mentre le aziende agricole con centro aziendale nelle Marche sono oltre 33mila (3% del totale Italia)”.
Tra i relatori, moderati da Orietta Baldelli, Alessandro Cacciamani (Membro del Comitato Agricoltori Maceratesi), Matteo Carboni (Presidente CIA Agricoltori Italiani Ascoli Piceno-Fermo-Macerata), Giuseppe Paolini (Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e Presidente UPI Marche), Debora Cuini (Responsabile Provinciale Medici per l’Ambiente, Presidente Anima Mundi Green Life), Marianella Fioravanti (esperta in Relazioni internazionali, Vicepresidente Associazione Marche Terre Libere).
“Il trattato Mercosur - spiegano gli organizzatori - nasce per favorire il commercio di alcuni settori produttivi (automotive, industria farmaceutica) ma è mortale per quello agricolo. Nessun vantaggio quindi per gli agricoltori europei ed italiani né per i cittadini, perché senza applicazione del principio di reciprocità importeremo cibo che non rispetta i nostri rigidi standard di produzione in termini di sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e tutela dei lavoratori. Non solo, sarà l’ennesimo caso di concorrenza sleale, considerando il differenziale del costo di produzione che grava sulle spalle degli agricoltori, particolarmente elevato per quelli europei ed italiani, con conseguenze potenzialmente rovinose sui prezzi”.
“Inoltre - scrivono in una nota i promotori dell’evento - in Sudamerica sono consentiti trattamenti e pratiche produttive banditi da anni nel nostro continente. Per quanto riguarda gli allevamenti, ad esempio, è consentito l’impiego di ormoni della crescita per accelerare l’ingrasso degli animali, mentre da noi è vietato da più di 30 anni poiché considerato potenzialmente dannoso per la salute dei consumatori. Senza contare la sorveglianza quasi inesistente sull’utilizzo di antibiotici. Regole che i nostri allevatori seguono all’interno di una filiera completamente tracciata e soggetta a rigidi controlli. Inoltre, con l’accordo Mercosur, le multinazionali della chimica avranno maggiore facilità a vendere in Sudamerica fitofarmaci vietati nell’Unione Europea, che finirebbero nei nostri cibi proprio con le importazioni agevolate dal Mercosur. Finirebbe il ruolo dell’agricoltore come custode dei cibi che la terra produce”.
L’escalation militare in Iran apre nuovi scenari di incertezza geopolitica e preoccupa anche il tessuto produttivo del territorio maceratese. Le tensioni internazionali, infatti, stanno già producendo effetti concreti su mercati, costi e capacità di programmazione delle imprese, con ripercussioni che rischiano di intensificarsi nel breve periodo.
Il quadro che emerge è quello di una crescente apprensione tra le aziende, alle prese con l’aumento dei costi energetici e logistici, ritardi nelle catene di approvvigionamento e un generale clima di instabilità che rende più complessa ogni pianificazione. In alcune filiere la situazione resta ancora sotto controllo, ma i comparti più esposti stanno già registrando difficoltà tangibili.
A pesare è soprattutto la dinamica del prezzo del petrolio, influenzata non solo dalla crisi mediorientale ma anche da forti oscillazioni di mercato che, secondo gli operatori, risentono di possibili fenomeni speculativi. Il risultato è un immediato effetto a catena su energia, materie prime e trasporti, con rincari che si propagano lungo tutta la filiera produttiva.
Particolarmente delicata appare la situazione legata allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i traffici internazionali. Eventuali blocchi o limitazioni al transito stanno già incidendo sulle rotte commerciali, causando ritardi e costi aggiuntivi che mettono a rischio anche l’export.
A lanciare l’allarme è Federico Maccari, presidente della sezione Agroalimentare, che evidenzia come l’aumento dei carburanti e dei fertilizzanti "stia gravando pesantemente sulle produzioni". "Le difficoltà nei trasporti marittimi, sottolinea, rischiano inoltre di compromettere la spedizione dei prodotti freschi, con inevitabili conseguenze sui prezzi al consumo".
Preoccupazioni analoghe arrivano dal comparto tessile. Il presidente Michele Paoloni segnala come il rincaro del petrolio "stia incidendo direttamente sui costi delle fibre sintetiche, mentre le deviazioni delle rotte nel Golfo stanno generando ritardi e sovraccosti che colpiscono l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione, con effetti negativi su vendite e competitività".
A tracciare un quadro complessivo è il presidente di Confindustria Macerata, Marco Ragni, che parla apertamente di una situazione allarmante. "Il conflitto, spiega, sta aggravando in modo significativo i costi energetici e logistici, mettendo a rischio la competitività delle imprese locali e, più in generale, del sistema produttivo italiano".
"In uno scenario caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi e da una crescente instabilità, diventa sempre più difficile per le aziende assorbire gli aumenti senza ripercussioni. Per garantire la continuità produttiva, avverte Ragni, tali rincari finiranno inevitabilmente per essere distribuiti lungo tutta la catena del valore, con effetti destinati a riflettersi anche sui consumatori".
La crisi in Medio Oriente, dunque, non resta confinata sul piano geopolitico, ma si traduce già oggi in una sfida concreta per l’economia reale, mettendo alla prova la tenuta delle filiere e la capacità di resistenza delle piccole e medie imprese del territorio.
L’impresa Hugo Boss Shoes & Accessories Italia S.p.A., azienda associata a Confindustria Macerata, è tra le diciotto aziende delle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno premiate nell’edizione 2025 del programma Workplace Health Promotion (WHP), dedicato alla promozione della salute nei luoghi di lavoro.
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti si è svolta nella sede della Regione Marche, su iniziativa dell’Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche, alla presenza dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro e dell’assessore al Lavoro Tiziano Consoli, che hanno evidenziato il ruolo fondamentale della prevenzione nei contesti lavorativi e il valore delle imprese che investono nel benessere dei propri dipendenti.
Il riconoscimento viene assegnato alle aziende che adottano buone pratiche volontarie e percorsi condivisi tra lavoratori e datori di lavoro, con l’obiettivo di promuovere stili di vita salutari, prevenire le malattie croniche, favorire l’invecchiamento attivo e ridurre le disuguaglianze di salute. Un impegno che contribuisce a rafforzare la responsabilità sociale d’impresa e a costruire ambienti lavorativi più sani e inclusivi.
In questo contesto risulta centrale il ruolo di Confindustria Macerata, da sempre impegnata nel promuovere iniziative orientate alla parità di genere e alla diffusione della cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro. Investire nella salute dei lavoratori significa infatti costruire un modello di impresa capace di coniugare produttività, benessere e realizzazione personale.
Il programma rientra nel Programma Predefinito 03 “Luoghi di lavoro che promuovono salute”, previsto dal Piano Regionale della Prevenzione 2020–2025 e ispirato al modello WHP promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo il quale l’azienda rappresenta una comunità in grado di generare benessere, qualità della vita e partecipazione attiva.
A sostenere l’iniziativa è anche il protocollo d’intesa tra Regione, INAIL e parti sociali, che valorizza gli investimenti delle imprese attraverso strumenti dedicati, tra cui la riduzione del tasso assicurativo OT23, beneficio riconosciuto alle aziende che realizzano interventi volontari per migliorare sicurezza e salute sul lavoro.
La rete WHP è in costante crescita: dalle 19 aziende coinvolte nel 2024, con circa 4.200 lavoratori, si è passati nel 2025 a 41 realtà, coinvolgendo oltre 9.300 lavoratori. Un risultato reso possibile grazie al lavoro del Gruppo Tecnico Interistituzionale, che ha ampliato le buone pratiche disponibili, semplificato gli strumenti rivolti a piccole e medie imprese e microimprese, rafforzato il coordinamento territoriale e integrato il programma con iniziative di screening sanitario.
Un vero e proprio motore per la crescita economica e il rilancio dell’Appennino e del Medio Adriatico. È questo il cuore del monitoraggio-evento "ZES Unica: il motore di crescita per l’Appennino e il Medio Adriatico", che si terrà martedì 17 marzo 2026 (ore 14:30) presso la Mole Vanvitelliana di Ancona. L'incontro, promosso dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, svelerà la nuova "geografia" degli aiuti e delle opportunità legate alla Zona Economica Speciale.
Il piano è sostenuto da cifre imponenti: il Governo ha finanziato la ZES con 2,3 miliardi di euro per il 2026, seguiti da un miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Per le imprese del territorio si aprono vantaggi concreti, a partire dal credito d'imposta sugli investimenti (fino al 35% per le piccole imprese), passando per una radicale semplificazione amministrativa, fino a pacchetti per l’occupazione mirata. Tra questi, spiccano l'esonero contributivo al 70% per l'assunzione di giovani under 35 e lo sgravio del 100% per l'assunzione di donne a tempo indeterminato, prorogato per tutto il 2026.
All'evento parteciperanno i vertici istituzionali, tra cui il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Sottosegretario al MEF Lucia Albano e il Commissario Straordinario per il Sisma Guido Castelli. Proprio il coordinamento con la ricostruzione post-sisma rappresenta una leva strategica per la "riparazione economica" delle aree interne.
"L'ingegneria marchigiana è pronta a trasformare questa opportunità in progetti concreti", ha dichiarato Massimo Conti, Presidente della Federazione Ingegneri delle Marche. Gli esperti del settore avranno infatti il ruolo cruciale di "collegamento" tra le imprese che intendono investire e gli enti pubblici, facilitando l'accesso ai fondi e la gestione delle pratiche semplificate.
Cresce la preoccupazione nel settore delle costruzioni nel territorio maceratese a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e dei trasporti. A lanciare l’allarme è Ance Macerata, l’associazione dei costruttori edili della provincia.
«Già dalla scorsa settimana, con un incremento ancora più evidente nelle ultime ore, stiamo ricevendo numerose segnalazioni da parte delle imprese riguardo ai rincari dei materiali da costruzione», spiega il presidente dell’associazione, l’architetto Enrico Crucianelli. Gli aumenti non riguardano soltanto i derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri materiali fondamentali per il settore, tra cui l’acciaio, ai quali si aggiungono i maggiori costi legati ai trasporti.
Secondo l’associazione, le tensioni geopolitiche che stanno interessando i mercati internazionali stanno già producendo effetti pesanti sull’intera filiera dell’edilizia. Una situazione particolarmente delicata anche per il territorio maceratese, dove molte imprese sono impegnate in uno sforzo significativo per portare a termine i lavori nei tempi previsti.
«Gli effetti delle tensioni sulle materie prime sono già molto pesanti e riguardano tutta la filiera – prosegue Crucianelli –. Nel nostro territorio le imprese stanno lavorando con grande impegno per rispettare le scadenze dei cantieri».
Per questo motivo Ance Macerata chiede un intervento rapido delle istituzioni. Senza misure di sostegno, infatti, le imprese rischiano di dover affrontare da sole le conseguenze economiche della crisi, con possibili ripercussioni sulla stabilità dell’intero sistema edilizio.
«Auspichiamo l’adozione di uno strumento che consenta di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi dei materiali da costruzione, che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto», conclude il presidente Crucianelli.
La salute dei lavoratori torna al centro delle strategie aziendali nel maceratese. Ieri, presso la sede della regione Marche, si è svolta la cerimonia di premiazione del Programma WHP – Workplace Health Promotion, che ha visto protagoniste 18 realtà del sud delle Marche, con una significativa rappresentanza della provincia di Macerata.
Il riconoscimento viene assegnato alle aziende che non si limitano a rispettare le norme sulla sicurezza, ma adottano buone pratiche volontarie per promuovere stili di vita sani, contrastare le malattie croniche e sostenere il benessere dei propri dipendenti. Tra le eccellenze del territorio maceratese che hanno ottenuto il titolo di "Luogo di lavoro che promuove salute" spiccano l'AST Macerata, la Direzione Provinciale Inps, la Hugo Boss Shoes & Accessories Italia S.p.A. e la Four System Group.
L’assessore alla sanità, Paolo Calcinaro, e l’assessore al Lavoro, Tiziano Consoli, hanno sottolineato come la prevenzione non sia un costo, ma un "investimento ad alto rendimento" capace di rendere il sistema produttivo marchigiano più competitivo. I numeri confermano un trend in forte crescita: in soli due anni le aziende aderenti nella regione sono passate da 19 a 41, coinvolgendo oltre 9.300 lavoratori.
Il programma, che fa parte del Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025, offre anche vantaggi concreti alle imprese, come la riduzione del tasso assicurativo Inail (OT23) per chi realizza interventi volontari di miglioramento della salute. Per il futuro, l'obiettivo della Regione è coinvolgere sempre più PMI e microimprese, potenziando gli screening oncologici e cardiovascolari direttamente nei luoghi di lavoro.
Si aprono nuove e importanti prospettive occupazionali nell'entroterra maceratese. Giovedì 19 marzo, presso lo stabilimento Panatta di Apiro, si terrà la seconda edizione del Career Day, un evento interamente dedicato alla selezione di 42 nuove figure professionali da inserire nelle realtà della famiglia Panatta: il Parco Acquatico Eldorado, l’Hotel Eldorado e le palestre "Il David" di Jesi e Monte Roberto.
L'iniziativa segue il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 140 candidati e la contrattualizzazione di 23 persone. Per questa nuova edizione, le ricerche spaziano in diversi settori: dal turismo al fitness, dall'accoglienza alla ristorazione. Nello specifico, si cercano 12 bagnini, addetti alle pulizie, cassieri, animatori e promoter per il parco acquatico; receptionist, cuochi, camerieri e baristi per l'hotel; istruttori di sala pesi, personal trainer e consulenti commerciali per i centri fitness.
L'evento è strutturato per essere il più accessibile possibile: non è necessaria la prenotazione. I candidati possono presentarsi liberamente dalle ore 15:00 alle 17:00 muniti di curriculum vitae aggiornato con foto. La selezione è aperta anche ai giovanissimi, a partire dai 16 anni compiuti, offrendo così un'importante occasione di primo impiego sul territorio. Per agevolare i collaboratori, l'azienda mette a disposizione l'alloggio gratuito per le posizioni stagionali del parco e la possibilità di prolungamento contrattuale per l'hotel.
«Il nostro obiettivo è dare a sempre più persone una ragione concreta per restare o investire sul proprio futuro in questo luogo straordinario - sottolinea Tecla Panatta, responsabile delle diverse realtà del gruppo -. Questo Career Day è un segnale forte di quanto crediamo nella nostra terra: creiamo occupazione qualificata e rimettiamo in circolo ricchezza nella nostra comunità".
L’appuntamento è per giovedì 19 marzo presso l’area mensa Panatta, in via Madonna della Fonte 3 C ad Apiro. Per i ruoli tecnici, come bagnini e istruttori, è richiesta la presentazione dei relativi brevetti o titoli di studio in Scienze Motorie.
Le Marche sono entrate ufficialmente a far parte della Zona Economica Speciale Unica (ZES) con la legge n.171 del 18 novembre 2025, aprendo nuove opportunità per imprese e investimenti. Tra i principali vantaggi introdotti dalla normativa c’è la possibilità di ottenere l’Autorizzazione Unica attraverso lo Sportello Unico Digitale ZES, uno strumento completamente telematico che consente di ridurre drasticamente i tempi burocratici: l’intero iter può concludersi entro 60 giorni e sostituisce diversi titoli abilitativi, tra cui anche la variante urbanistica.
Alle semplificazioni amministrative si affiancano importanti incentivi fiscali, tra cui il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nelle aree ammesse alla ZES. Le percentuali variano in base alla dimensione dell’impresa: 35% per le piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi. Per il 2025 sono già stati stanziati 110 milioni di euro e, a partire da quest’anno, Marche e Umbria entrano stabilmente nel riparto triennale dei 2,3 miliardi destinati a livello nazionale alle aree Zes.
Proprio per accompagnare il tessuto imprenditoriale locale nell’accesso a queste opportunità, l’amministrazione comunale di Tolentino, in collaborazione con Confindustria Macerata e Cna Macerata, ha promosso l’apertura di uno sportello informativo gratuito rivolto a imprese e cittadini.
Il servizio sarà attivo a partire da giovedì 11 marzo 2026 presso il Comune di Tolentino, in piazzale Europa 3. Lo sportello sarà operativo dalle 15.30 alle 17.30, il martedì con il personale di Confindustria Macerata e il giovedì con il personale di Cna Macerata.
Lo sportello offrirà un servizio di orientamento e consulenza preliminare per aiutare le imprese a comprendere le opportunità offerte dalla Zes e a pianificare eventuali investimenti. In particolare saranno fornite analisi di fattibilità dei progetti, verifica dei requisiti di accesso alle agevolazioni, valutazione dell’ammissibilità dei costi e indicazioni operative per la presentazione delle domande all’Agenzia delle Entrate, oltre alla verifica di eventuali altre agevolazioni cumulabili.
Il credito d’imposta per gli investimenti produttivi sarà operativo nel triennio 2026-2028 e riguarderà l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, ma anche terreni e immobili strumentali, compresi gli interventi di realizzazione o ampliamento. Le imprese dovranno inviare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026, seguita da una comunicazione integrativa con la prova degli investimenti effettuati entro gennaio 2027.
Il nuovo presidio informativo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla presenza del sindaco Mauro Sclavi, del vicesindaco e assessore all’Urbanistica Alessia Pupo, del presidente Ance Macerata Enrico Crucianelli, referente ZES, del direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò e di Anna Ruffini dell’area finanza agevolata. Presenti anche il presidente Cna Macerata Simone Giglietti, la direttrice Lucia Pistelli e Davide Cherubini, responsabile dello sportello, oltre a Patrizia Meo, responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Tolentino e coordinatrice del progetto.
Il sindaco Sclavi e il vicesindaco Pupo hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con Confindustria e CNA per fornire alle imprese informazioni chiare e strumenti concreti per accedere alle agevolazioni previste dalla Zes, definendola «un’importante occasione per sostenere e migliorare le attività produttive del territorio».
Anche i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno evidenziato il valore dell’iniziativa. Confindustria Macerata ha parlato "di una partnership pubblico-privato pensata per informare e accompagnare le imprese nelle nuove opportunità di sviluppo offerte dalla Zes Marche", mentre Cna Macerata ha ricordato come, "in una fase economica complessa segnata dall’inflazione e dalle tensioni sui mercati energetici, strumenti di sostegno agli investimenti siano fondamentali per rafforzare la competitività del sistema produttivo".
Lo sportello Zes si propone quindi come un punto di riferimento operativo per le imprese del territorio, con l’obiettivo di favorire nuovi investimenti e contribuire al rilancio economico locale.