Micam 2025, 30 aziende maceratesi alla centesima edizione: il distretto calzaturiero spera nel rilancio
Dal 7 al 9 settembre 2025, alla Fieramilano Rho, si terrà l’attesissima 100ª edizione del Micam Milano, la fiera internazionale di riferimento per il settore calzaturiero. L’evento, che si svolge due volte all’anno, a febbraio e a settembre, riunisce i più importanti produttori, buyer e rappresentanti della stampa specializzata per scoprire in anteprima le collezioni di oltre 1000 brand di calzature per donna, uomo e bambino.
Tra gli 87 espositori marchigiani presenti all’edizione di settembre, ben 30 marchi provengono dalla provincia di Macerata, confermando la centralità del distretto nel panorama nazionale del comparto calzaturiero.
Quella del 2025 sarà un’edizione particolarmente simbolica: oltre a celebrare il centenario del Micam, ricorrono anche l’80° anniversario di Assocalzaturifici e i 40 anni del CIMAC, il laboratorio certificatore di riferimento per qualità e innovazione. In concomitanza con queste ricorrenze, saranno presentate numerose novità rivolte al potenziamento dei flussi di buyer esteri, con un’attenzione speciale verso mercati ancora poco esplorati.
In vista della partecipazione alla fiera, si è riunita recentemente la Sezione Calzaturieri di Confindustria Macerata. Nel corso dell’incontro, il neo presidente Riccardo Achilli (titolare del Calzaturificio Marcos) ha sottolineato con preoccupazione le difficoltà che il settore sta attraversando: il 2024 si è chiuso con un calo dell’export dell’8,4% e una flessione del fatturato del 9,4%, segno tangibile della crisi che ha colpito anche i mercati premium e del lusso.
"Alcune imprese – ha dichiarato Achilli – hanno dovuto prendere decisioni difficili, ma a loro va il nostro massimo sostegno. La fiera rappresenta ora un’occasione fondamentale per invertire la rotta". Il presidente ha poi lanciato un appello al lavoro di squadra, ribadendo la necessità di individuare strategie comuni per promuovere le eccellenze del nostro territorio, che da sempre contribuiscono a rendere il Made in Italy un marchio riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
"Solo attraverso un impegno condiviso – ha concluso – potremo rilanciare la nostra industria manifatturiera, che rappresenta l’orgoglio e il patrimonio culturale della nostra terra".
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