“Sapete una cosa? Non mi vergogno di aver provato delusione”. Il sindaco uscente di Macerata, Sandro Parcaroli, interviene in merito all’audio “dal sen fuggito”, in cui minacciava di lasciare la campagna elettorale se non ci fossero state reazioni social da parte della sua coalizione, in seguito all’accordo tra il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli e Romano Mari.
“Non mi vergogno di essere rimasto ferito da certi attacchi personali, da certi commenti cattivi, da certe falsità costruite per colpire non il sindaco, ma la persona”, scrive Parcaroli via social.
"Per oltre 5 anni ho servito Macerata e la Provincia con tutto me stesso. Ho sacrificato tempo, energie, affetti e serenità personale per questa comunità. Ho affrontato problemi, emergenze, decisioni difficili. L’ho fatto con passione ed entusiasmo. Poi arriva un momento di sfogo. Una parola. Un attimo".
"E c’è chi prova a cancellare anni di lavoro, di opere realizzate, di risultati concreti e di presenza costante sul territorio. Io non ci sto.Perché dietro una fascia da Sindaco, dietro un ruolo istituzionale, c’è una persona.C’è un padre.C’è un marito. C’è un uomo che prova emozioni come tutti."
"Sfido chiunque a dire di non aver mai avuto un momento di sfogo e delusione. Ma non sarà questo a fermarmi: non mi sono fermato durante la pandemia e davanti a tutte le altre difficoltà, sia nell’ambito privato che in quello pubblico".
"Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare, ascoltare, costruire. E a chi pensa che uno sfogo sia una fragilità, voglio dire che non è così. Credo che sia un segno di autenticità. E se c’è una cosa di cui vado fiero, è proprio questa: non aver mai indossato una maschera. Sono autentico. E continuerò ad esserlo.Con i miei pregi e i miei difetti".
Un insolito intervento di soccorso ha visto protagonisti nella mattinata di oggi i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata. Sono stati, infatti, allertati per il recupero di un animale decisamente fuori dal comune nella frazione di Villa Potenza, dove un colorato volatile era diventato irraggiungibile per il suo detentore.
L'allarme è scattato poco dopo le 11. Un bellissimo esemplare di Ara, un genere di volatili di grandi dimensioni appartenente alla famiglia dei pappagalli, era riuscito a sfuggire improvvisamente al controllo del suo proprietario durante un momento di distrazione. Il volatile, spaventato o semplicemente incuriosito dalla ritrovata libertà, ha spiccato il volo andando a posarsi sulla sommità di un albero ad alto fusto della zona, rendendo del tutto vani i tentativi di richiamo e di recupero da terra.
Considerata l'altezza della pianta e l'impossibilità di raggiungere il traguardo in sicurezza, si è reso necessario l'intervento dei soccorritori specializzati. Sul posto è così giunta tempestivamente una squadra dei vigili del fuoco che, per operare ad alta quota, ha dovuto dispiegare l'ausilio dell'autoscala.
Grazie alla prontezza e alla delicatezza degli operatori, che hanno agito con cautela per evitare che l'animale si spaventasse ulteriormente volando via, il pappagallo è stato provvidenzialmente recuperato e messo in sicurezza nel cestello del mezzo di soccorso.
Una volta riportato a terra sano e salvo, l'esemplare di Ara è stato riconsegnato al legittimo proprietario, che ha potuto riabbracciare il proprio animale domestico ringraziando la squadra per il lieto fine della vicenda.
Vai di stretta di mano. Così viene sancito, in via ufficiale, quello che è stato definito come "l'accordo programmatico" tra il candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli e Marco Sigona, l'alfiere che 'Officina delle Idee' aveva scelto come proprio candidato sindaco e che rappresenterà la lista in Consiglio comunale.
La scenografia al patto fatto in vista del ballottaggio corrisponde alla sede elettorale di Tittarelli definita "bellissima" dal fresco alleato Sigona. Parte Tittarelli, non senza riservare frecciate - nemmeno troppo velate - alla controparte di centrodestra: "È stato naturale ritrovarsi attorno a temi e contenuti con Marco (Sigona, ndr). Abbiamo portato a compimento qualcosa che è previsto dalla legge. Ho sentito parlare di mercimonio e compravendita, ma noi non compriamo nulla. Stiamo solamente applicando quello che la legge prevede".
"Vogliamo lavorare insieme per un ipotetico e sperato governo della città, con grande convinzione e determinazione - aggiunge Tittarelli -. Questo accordo ci dà ancora più spinta e slancio". Sigona - nel suo discorso - mostra sin da subito apprezzamento per la figura di Tittarelli e appare combattivo: "La stima che ho nei tuoi confronti mi ha portato a pensare che prima o poi ci saremmo ritrovati - afferma -. Gianluca, ci sono e con me tutta la mia squadra a cui ho già dato indicazione di darsi da fare. Forza, andiamo a vincere".
Sigona annuncia anche le sue priorità: "Riportare il cittadino al centro, in questi anni si è cercato di distrarlo con la pioggia di milioni di euro delle infrastrutture. La città ci viene data in prestito attraverso la matita nel seggio elettorale, non è possibile acquistarla". I principi programmatici su cui fa perno l'accordo vengono fissati da Sigona stesso in welfare ("in quanto medico ho un'attenzione particolare alle problematiche sociali"), ri-valorizzazione della cultura ("volano che apre al turismo"), centro storico ("riportare la residenzialità").
Infine, quartieri e frazioni. Sigona le definisce "importantissime" e Tittarelli rilancia: "Abbiamo già previsto, in caso di vittoria, di dare una specifica delega per qualche assessorato che si occupi proprio di frazioni e quartieri, visto che alcune di queste sono state sono un po' tralasciate. E io lo so bene abitando a Piediripa. Noi vogliamo fare l’inverso e ripartire proprio dalle periferie". Quindi, flash dei fotografi e stretta di mano.
Ma, resta l'elefante nella stanza. A Sigona è stato garantito un posto in Giunta? Tittarelli glissa: "La professionalità di Marco e di molti dei suoi candidati è risaputa e non deve essere valutata sulla base di un peso nella futura squadra di Governo. Non abbiamo messo sul piatto nessun assessorato, non dobbiamo approcciarci a questa cosa come se fosse un mercato. Condividiamo valori progettuali e programmatici, come emerso da tutti i dibattiti pubblici a cinque fatti sinora".
Sul tema interviene anche Paolo Micozzi, secondo più votato tra i candidati consiglieri della lista 'Officina delle Idee': "Abbiamo vissuto il primo turno come se fosse stato il responso delle primarie, quelle primarie che avevamo richiesto ma non sono state fatte. Il risultato delle urne è stato chiaro e ci permette di essere del tutto leali e al fianco di Tittarelli per andare a vincere". La parola finale, quindi, al leader in pectore: "Ogni voto conta, ora inizia una partita diversa, nessuno deve pensare che la propria preferenza non possa fare la differenza".
Slitta al 2027 il "GrandTour La vita è adesso", il nuovo tour di Claudio Baglioni che avrebbe dovuto prendere il via il prossimo 29 giugno da piazza San Marco a Venezia. L'annuncio è arrivato attraverso una nota ufficiale che spiega come il rinvio sia stato reso necessario da una polmonite interstiziale acuta che ha colpito il cantautore.
Secondo quanto comunicato, la prognosi prevede circa 90 giorni di riposo e cure, incompatibili con gli impegni di una tournée che avrebbe dovuto attraversare l'Italia per tutta l'estate.
A spiegare personalmente le proprie condizioni è stato lo stesso Baglioni attraverso un videomessaggio pubblicato sui social. L'artista ha raccontato di aver iniziato ad accusare i sintomi poco dopo il suo 75° compleanno, celebrato il 16 maggio.
«Ho preso un'influenza abbastanza tradizionale, una sindrome influenzale fuori stagione. Siccome però non passava ho deciso di fare degli accertamenti e alla fine è emerso che non si trattava di una semplice influenza, ma di una polmonite acuta interstiziale», ha spiegato.
Il cantante ha rassicurato i fan sulle sue condizioni, sottolineando di aver superato la fase più critica grazie alle cure e a una terapia farmacologica intensiva. «Sono uscito dalla fase più delicata e intensa. Ora bisogna recuperare completamente la funzionalità dell'apparato respiratorio», ha aggiunto.
Una scelta sofferta, quella di rinviare il tour, ma ritenuta necessaria. «Per cantare quasi tre ore ogni sera affrontando un repertorio impegnativo bisogna essere nelle migliori condizioni possibili. Per questo abbiamo deciso di spostare l'intero calendario del Grand Tour di un anno».
La tournée, inizialmente prevista tra giugno e settembre 2026 con partenza da Venezia e conclusione a Torino, sarà dunque riprogrammata nel 2027. Con tutta probabilità salteranno quindi anche le due attesissime date previste all'Arena Sferisterio di Macerata il 9 e 10 settembre, che dovrebbero essere ripianificate nel nuovo calendario del tour.
Gli organizzatori comunicheranno nelle prossime settimane le modalità relative ai biglietti già acquistati e le nuove date degli spettacoli.
Intanto migliaia di fan hanno espresso sui social vicinanza e affetto all'artista, augurandogli una pronta e completa guarigione.
"Combattere l'astensionismo e votare secondo coscienza". Si inserisce nel dibattito politico che sta accompagnando la campagna elettorale a Macerata il messaggio del vescovo, Nazzareno Marconi, diffuso dopo le polemiche seguite all'accordo politico tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari e alle successive prese di posizione del candidato sindaco del centrodestra, Sandro Parcaroli.
Quest'ultimo aveva definito l'intesa tra Mari e il candidato sindaco del centrosinistra come un «uso strumentale del voto dei cattolici», riaccendendo il confronto sul rapporto tra fede, coscienza personale e scelte elettorali.
A fronte delle numerose sollecitazioni ricevute, il vescovo ha scelto di intervenire con una riflessione pubblica, ribadendo alcuni principi che afferma di aver sempre sostenuto.
"Rispetto alla concitazione elettorale di queste ore sono molte le sollecitazioni giunte in buona fede per avere un mio commento. Altre di diverso tenore, che respingo, provano a spiegare quanto siano giuste le posizioni di una parte o di un’altra. Vorrei rassicurare, il Vescovo non ha molte idee, ma quelle poche le ha chiare e sono quelle che ripete da sempre. Se possono essere utili a far riemergere il buon senso, le ripropongo".
"La prima è di sostenere le persone ad esprimere la loro opinione sempre con rispetto reciproco e con il voto. Un'indagine mi ha fatto pensare: sarebbero più le persone che commentano e criticano sui social i vari politici, spesso semplicemente con un pollice in giù o un epiteto, di quelle che poi vanno effettivamente a votare. Ho sempre detto e continuo a dire che: per la buona salute della democrazia bisogna combattere in ogni modo l’astensionismo. Chi non va a votare è colpevole, almeno in parte, delle scelte sbagliate che altri fanno al posto suo".
La seconda cosa che ho sempre ribadito, continua il vescovo Marconi è che: i cristiani hanno una coscienza che va rispettata e io per primo la rispetto. Non ho mai detto, né mai dirò: Vota per questo, vota per quest’altro' . Ma dirò sempre: 'Guarda cosa dicono e soprattutto cosa fanno ed hanno fatto le persone che si presentano per essere votate e chiediti se le loro idee e le loro azioni corrispondono a quei valori che ci ha insegnato il Vangelo ed ha ribadito il Papa anche nella sua ultima Enciclica".
"Il rispetto della vita, dell’onestà, del lavoro, della comunicazione veritiera, la cura dei più deboli, della famiglia, dei piccoli e degli anziani, insieme al rifiuto della violenza in ogni sua forma, da quella più leggera che è l’insulto, a quella più grave che è la guerra. Apprezzate, poi, soprattutto, le persone che si dimostrano disinteressate nei fatti e desiderose di fare il bene, piuttosto che quelle che mirano ad avere potere o ricchezza, ad apparire ed ottenere l’applauso delle folle".
"Infine, personalmente, venendo ormai dalla generazione di chi ha più di sessant’anni, rimpiango tanto un mondo della politica in cui non si agiva attaccando e criticando di continuo, ma ragionando, proponendo e cercando di spiegare le situazioni, facendo promesse concrete ed economicamente possibili. Era una politica ragionevole, pacata e educata, di cui abbiamo ancora tanto bisogno".
Parole che, pur senza riferimenti diretti a candidati o schieramenti, arrivano in un momento particolarmente delicato della campagna elettorale e sembrano richiamare tutti gli attori politici a un confronto più rispettoso, fondato sui contenuti, sulla partecipazione democratica e sulla libertà di coscienza degli elettori.
Ore, anzi giorni di fibrillazione nel centrodestra maceratese in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno. Una campagna elettorale che, più che sui programmi, sembra ormai misurarsi sul livello di tensione interna, alimentato nelle ultime ore dall’effetto politico dell’accordo tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Macerata ed ex presidente del Consiglio comunale.
Un’intesa che, nelle letture del centrodestra, avrebbe “spostato” più il clima che i numeri, contribuendo a rendere più nervosa la fase finale della sfida contro il sindaco uscente Sandro Parcaroli.
Proprio Parcaroli nei giorni scorsi ha diffuso una nota in cui ha criticato quello che definisce "un uso strumentale del voto dei cattolici da parte di Tittarelli e del centrosinistra". Una polemica che si inserisce in un contesto più ampio, dove il richiamo all’elettorato cattolico resta terreno politicamente conteso, non solo a Macerata ma anche a livello nazionale, dove il confine tra sensibilità religiosa e comunicazione politica appare spesso piuttosto labile. Del resto, non è una novità che simboli e richiami alla tradizione cattolica vengano utilizzati in modo disinvolto da più schieramenti; basti pensare al leader della Lega Matteo Salvini, più volte protagonista di uscite pubbliche con rosari e simbologie religiose esibite nei contesti di campagna elettorale.
E proprio su questo punto si innesta la riflessione – inevitabile e forse un po’ scolastica, ma politicamente significativa – sul rapporto tra religione e spazio pubblico. In teoria, come ricordato dal costituzionalismo contemporaneo, la democrazia liberale si fonda su un principio di separazione tra Stato e religione, il cosiddetto “institutional secularism” descritto da Rosenfeld: una cornice in cui le diverse visioni del mondo convivono senza che lo Stato si identifichi con una di esse. Un equilibrio che, nella pratica politica, resta però sempre piuttosto elastico.
Macerata, più che il dibattito teorico, pesa il clima da campagna elettorale. A contribuire a questo clima sarebbe anche un audio circolato nelle ultime ore, diventato virale su WhatsApp e attribuito al responsabile comunicazione dello staff del sindaco uscente per la campagna elettorale. Nel messaggio si inviterebbero sostenitori della coalizione e assessori uscenti a “reagire” e intervenire sui social, in particolare nei commenti alle notizie pubblicate dai giornali online, per contrastare la narrazione avversaria.
Il tutto accompagnato da un passaggio che, secondo quanto riportato nell’audio, sarebbe particolarmente esplicito: "Sandro è molto inc... perché non vede alcuna difesa da parte nostra agli attacchi che sta ricevendo sulla questione Mari. Se non abbiamo almeno una cinquantina di nostri commenti entro domattina, lui se ne va, molla".
Un invito alla mobilitazione digitale che, di per sé, non avrebbe nulla di particolarmente sorprendente nell’epoca della politica permanente sui social. Ma che, nel contesto già teso del ballottaggio, viene letto come ulteriore segnale di nervosismo nella coalizione.
Il tutto mentre si consolida l’effetto politico dell’intesa tra Mari e Tittarelli, che il centrosinistra presenta come un rafforzamento del profilo moderato della coalizione, con l’obiettivo di allargare il consenso in vista della sfida decisiva.
Un’operazione che guarda anche alle frazioni, dove il centrodestra ha ottenuto risultati significativi al primo turno e dove si gioca una parte importante del recupero possibile.
Di qui, secondo le letture politiche, anche la crescente tensione nel campo del sindaco uscente, che si trova ora a dover difendere posizioni acquisite e contemporaneamente gestire un quadro di alleanze in rapido movimento.
Nel mezzo, tra accuse sul voto cattolico, audio virali e strategie social, si consuma una campagna elettorale che rischia di ripiegarsi su se stessa, sempre più autoreferenziale e sempre meno capace di misurarsi con la domanda di fondo, la più semplice e insieme la più esigente: quale progetto di governo sarà davvero in grado di convincere gli elettori di Macerata?
SAN SEVERINO MARCHE – Vetrine con reperti ancora avvolti nel pluriball, scatoloni accatastati sul pavimento e un'intera area interdetta ai visitatori, delimitata da un nastro rosso. È l'immagine che emerge dalle fotografie scattate nei giorni scorsi all'interno del Museo Civico Archeologico "Giuseppe Moretti", ospitato nell'antico Episcopio di Castello al Monte, e che ha spinto Giuseppe Moretti, medico settempedano in pensione e appassionato di archeologia, a lanciare una denuncia pubblica sullo stato della struttura.
«C'è una parte del museo che non è visitabile perché delimitata da un nastro rosso – racconta Moretti –. Sono convinto che vi siano reperti mai esposti al pubblico. Mio nipote, che ha scattato le fotografie, ha trovato anche scatoloni contenenti materiali archeologici accatastati».
Il museo custodisce testimonianze preziose della storia del territorio, dalla preistoria all'età medievale. Tra i reperti conservati figurano la collezione Pascucci, i corredi provenienti dalle necropoli picene di Pitino, Monte Penna e Frustellano, oltre ai materiali rinvenuti nell'antica Septempeda. Un patrimonio costruito a partire dal 1972 e collocato nei primi anni Duemila nell'antico Episcopio di Castello al Monte.
Proprio l'importanza della raccolta rende ancora più amara, secondo Moretti, la situazione attuale. «Il museo non merita di essere trattato in questo modo. Un patrimonio simile dovrebbe essere valorizzato e reso pienamente fruibile», afferma. «Oggi sembra esserci una situazione di stallo che penalizza non solo la cultura, ma anche le potenzialità turistiche della città. Il museo potrebbe rappresentare un punto di riferimento per gli studiosi e per tutti gli appassionati della civiltà picena, ma le collezioni non sono assolutamente mostrate per intero».
La denuncia, precisa, non ha finalità polemiche ma vuole richiamare l'attenzione delle istituzioni competenti. «Rendo pubblica questa situazione affinché chi di dovere possa intervenire e restituire al museo e ai suoi reperti la valorizzazione che meritano», conclude.
Un appello che riaccende l'attenzione su uno dei luoghi simbolo della memoria storica settempedana e sul futuro di una collezione archeologica che racconta secoli di storia del territorio.
MONTELUPONE – I Carabinieri della Stazione di Montelupone hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica un uomo di 60 anni, residente a Morrovalle e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di furto aggravato e ricettazione.
Il provvedimento è scaturito al termine di un’attività investigativa avviata dai militari dell’Arma a seguito di diverse segnalazioni pervenute da residenti della zona, che avevano denunciato una serie di furti avvenuti nelle aree rurali del territorio comunale.
Gli accertamenti hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti significativi a carico dell’uomo, individuato come presunto autore di diversi episodi di sottrazione di attrezzature e materiali agricoli custoditi all’interno di terreni privati nel corso dell’ultimo mese.
Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno inoltre accertato il possesso, da parte del 60enne, della targa di un motociclo risultata provento di furto denunciato nel Comune di Civitanova Marche nello stesso periodo. Il materiale è stato recuperato e sottoposto a sequestro.
L’uomo dovrà ora rispondere anche del reato di ricettazione.
CIVITANOVA MARCHE – I Carabinieri della Stazione di Civitanova Marche hanno arrestato una donna di 50 anni, residente in città e già nota alle forze dell’ordine, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna.
Il provvedimento scaturisce da condanne definitive per il reato di atti persecutori in concorso, commessi a Bologna in un arco temporale compreso tra luglio 2022 e giugno 2023.
La donna dovrà scontare una pena residua di 5 mesi e 10 giorni di reclusione.
Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, i militari dell’Arma hanno proceduto alla traduzione della cinquantenne presso la Casa Circondariale di Pesaro, dove sconterà la pena.
MACERATA – In attesa di conoscere i nomi degli otto vincitori di Musicultura 2026, ancora al vaglio del prestigioso Comitato Artistico di Garanzia, prende forma anche il programma de La Controra, il “festival nel festival” che dal 16 al 20 giugno animerà le piazze e i cortili del centro storico di Macerata con concerti, recital, incontri e dibattiti a ingresso libero.
Un vero e proprio laboratorio culturale diffuso, in cui musica, letteratura, cinema e società si intrecciano costruendo un dialogo continuo tra parole, storie e linguaggi artistici.
Tra gli ospiti già confermati figurano nomi di primo piano della scena culturale e musicale italiana: Paola Turci, Francesco Sarcina, Stefano Dal Bianco, Ermanno Cavazzoni, Fabio Concato, Giampaolo Morelli, Gloria Bellicchi, Susanna Nicchiarelli, Brunori Sas, Tosca, oltre ai vincitori di Musicultura 2025 Ibisco e Abat-Jour.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca il doppio concerto dei giovani artisti vincitori del concorso: quattro si esibiranno martedì 16 giugno e altri quattro mercoledì 17, con inizio alle 21.15 in piazza Vittorio Veneto, trasformata per l’occasione nella Banca Macerata Arena. Le serate saranno condotte da John Vignola (Rai Radio1) e vedranno la partecipazione speciale di Paola Turci (16 giugno) e Francesco Sarcina (17 giugno).
La poesia sarà protagonista martedì 16 giugno con Stefano Dal Bianco, vincitore del Premio Strega per la Poesia 2024, mentre il giorno successivo sarà la volta di Ermanno Cavazzoni, scrittore e sceneggiatore, autore de Il poema dei lunatici, da cui Federico Fellini trasse il film La voce della luna. A Macerata presenterà Storia di un’amicizia (Quodlibet), candidato al Premio Strega 2026.
Sempre mercoledì 17 giugno spazio anche a Fabio Concato, che dialogherà con John Vignola e si esibirà al piano con la collaborazione di Ornella D’Urbano, ripercorrendo alcuni dei suoi brani più noti.
Giovedì 18 giugno il format Refresh ospiterà il concerto dei vincitori di Musicultura 2025: Ibisco, premiato anche con il Premio Grotte di Frasassi per Languore, e la band reatina Abat-Jour, vincitrice del Premio Nuovo IMAIE.
Nel pomeriggio dello stesso giorno è previsto l’incontro con Donato Caporalini e Carlo Latini, autori del volume I giorni che hanno cambiato l’Italia – 2 giugno 1946 e 12 maggio 1974, con il giornalista Edoardo Danieli e interventi musicali di Alessandra Rogante e Andrea Casta.
Venerdì 19 giugno sarà protagonista la regista e scrittrice Susanna Nicchiarelli, membro del Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, che presenterà il libro Paradise City (Mondadori). A seguire, l’attore e regista Giampaolo Morelli, insieme alla moglie Gloria Bellicchi, proporrà Dislessico famigliare, un racconto tra memoir e riflessione sulla dislessia e sulla vita familiare.
Nella stessa giornata spazio anche a Brunori Sas, tra i principali interpreti del cantautorato contemporaneo, con il suo stile intimo e ironico capace di raccontare la società e la quotidianità.
Sabato 20 giugno sarà la volta di Tosca, che incontrerà il pubblico de La Controra condividendo storie e riflessioni sulla sua carriera artistica.
Nella stessa giornata sarà celebrato anche il centenario della nascita di Miles Davis, con un omaggio affidato a John Vignola, autore del volume Esercizi di metamorfosi – Le molte vite musicali di Miles Davis (RaiLibri), che ne racconterà il genio e le trasformazioni artistiche.
Tra gli ospiti che si esibiranno allo Sferisterio nelle serate finali del 19 e 20 giugno figurano inoltre Planet Funk, Brunori Sas, Maria Antonietta e Colombre, Giampaolo Morelli, Tosca, Ron, Santamarea e Riccardo Rossi. Il pubblico, come da tradizione, sarà chiamato a votare il vincitore assoluto, che riceverà il Premio Banca Macerata da 20.000 euro.
I biglietti per le serate finali sono disponibili presso la biglietteria dei Teatri di Macerata e sul circuito Vivaticket.
CIVITANOVA MARCHE – A.S. Volley Lube comunica di aver raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto con lo schiacciatore Mattia Bottolo, che resterà in biancorosso fino al 2029. Un prolungamento importante che consolida il legame tra il campione del mondo e la formazione cuciniera, con cui l’atleta ha già disputato quattro stagioni ad alto livello.
Il rinnovo estende di due anni il precedente accordo, in scadenza nel 2026/27, confermando la volontà reciproca di proseguire un percorso condiviso che ha già portato risultati significativi.
Dal suo arrivo a Civitanova nella stagione 2022/23, Bottolo ha contribuito ai principali successi recenti del club: la Coppa Italia 2025, tre finali Scudetto (2023, 2025, 2026), una finale di Challenge Cup (2025), due finali di Supercoppa italiana (2022 e 2023) e la vittoria nei Play Off 5° Posto nel 2024.
Parallelamente, il percorso in Nazionale ha arricchito ulteriormente il suo palmarès: due ori mondiali (2022 e 2025), un argento europeo (2023) e un argento in Volleyball Nations League (2025), oltre al recente ruolo di capitano nelle prime uscite amichevoli con l’Italvolley guidata da Fefè De Giorgi.
Reduce dal raduno di Cavalese con la Nazionale, e in attesa della Volleyball Nations League, Bottolo ha espresso soddisfazione per il rinnovo e per il percorso condiviso con il club marchigiano.
«In questi quattro anni il mio rapporto con la Lube è cresciuto costantemente – ha dichiarato lo schiacciatore – mi sono trovato molto bene e quando senti fiducia e valorizzazione da parte dello staff, rinnovare diventa naturale. Sono venuto nelle Marche come una scommessa, ho dovuto lavorare e crescere, ma oggi mi sento un punto di riferimento del progetto».
Il giocatore ha poi sottolineato il valore delle esperienze vissute tra club e Nazionale, e il legame con ambiente e tifosi.
«Con la Lube e con la Nazionale ho vissuto esperienze che mi hanno fatto crescere sotto ogni punto di vista. Qui si lotta sempre fino alla fine e i tifosi, i Predators, riescono a darci una spinta speciale. Quando il palazzetto si accende succede qualcosa di unico».
Con questo rinnovo, la Lube punta a consolidare uno dei suoi profili più rappresentativi per il futuro, costruendo continuità tecnica e progettuale attorno a uno dei protagonisti del volley internazionale.
CAMERINO – Un percorso di educazione, consapevolezza e cittadinanza attiva che ha trasformato gli studenti in piccoli ricercatori e divulgatori scientifici. Si è concluso nei giorni scorsi all’Università di Camerino il progetto “Esci dal tunnel – Un percorso tra neuroscienze, prevenzione e consapevolezza”, che ha coinvolto le studentesse e gli studenti della classe III A della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Imondi Romagnoli” di Fabriano, nel corso dell’anno scolastico 2025-2026.
L’iniziativa, coordinata dalla professoressa Laura Magrini con il supporto di diversi docenti, tra cui la professoressa Alessandra Vecchiarelli, è nata con l’obiettivo di affrontare il tema delle dipendenze attraverso un approccio multidisciplinare, capace di integrare neuroscienze, prevenzione, educazione, linguaggi artistici, competenze digitali e conoscenza dei servizi territoriali.
Nel corso dell’anno scolastico, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con professionisti ed esperti grazie alla collaborazione con il SERD di Fabriano, rappresentato da Filippo Santi e Michela Cigliobianco, con l’Ambito Territoriale Sociale attraverso Paolo Nanni e con il Laboratorio di Neuropsicofarmacologia dell’Università di Camerino. Un percorso che ha permesso di approfondire le diverse forme di dipendenza, sia con sostanza che comportamentali, analizzandole dal punto di vista neurobiologico, psicologico e sociale.
Divisi in gruppi di lavoro, i ragazzi hanno affrontato temi come la dipendenza affettiva, l’uso problematico dei social network, l’abuso di dispositivi digitali, oltre alle dipendenze da alcol, fumo e sostanze stupefacenti, diventando protagonisti attivi della ricerca e della riflessione.
Accanto all’attività scientifica, gli studenti hanno sviluppato anche percorsi creativi e comunicativi, contribuendo alla realizzazione di elaborati e presentazioni che hanno reso il progetto particolarmente partecipato e interdisciplinare.
Momento centrale del percorso è stato il convegno ospitato dall’Università di Camerino, ideato e gestito direttamente dagli studenti, che hanno ricoperto anche i ruoli di relatori, moderatori e presentatori, illustrando i risultati del lavoro svolto davanti a docenti universitari, rappresentanti del Serd, alla dirigente scolastica e alla consigliera comunale del Comune di Fabriano Nadia Ghidetti.
Per l’Università di Camerino sono intervenuti ai saluti istituzionali la professoressa Giulia Bonacucina, prorettrice alla Didattica, il professor Roberto Ciccocioppo, coordinatore del Laboratorio di Neuropsicofarmacologia, e la professoressa Loredana Cappellacci, direttrice della Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”.
La giornata si è conclusa con una visita ai laboratori didattici del Polo Sant’Agostino, offrendo agli studenti un primo contatto diretto con il mondo della ricerca universitaria e delle neuroscienze applicate.
L’esperienza ha rappresentato un importante momento formativo, permettendo ai ragazzi di sviluppare competenze scientifiche, digitali e comunicative, oltre a rafforzare il pensiero critico e la consapevolezza sui temi della prevenzione e della salute. Un esempio concreto di collaborazione tra scuola, università e territorio per promuovere una cultura della conoscenza e della responsabilità fin dalle nuove generazioni.
MACERATA – È stato accompagnato alla frontiera aerea per il successivo rimpatrio un cittadino senegalese di 30 anni, già destinatario di un decreto di espulsione dall’Italia, nell’ambito delle attività di contrasto alla presenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale e ai reati a essi collegati.
L’operazione è stata eseguita dalla Polizia di Stato di Macerata, su disposizione del questore Luigi Mangino, in conformità alle direttive emerse in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il provvedimento ha previsto l’accompagnamento coattivo alla frontiera aerea di Bologna, da cui l’uomo è stato imbarcato su un volo diretto a Dakar.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 30enne risultava irregolare sul territorio nazionale dal mese di ottobre 2025 ed era gravato da diversi precedenti di polizia per violenza, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e violazioni delle norme sull’ingresso dei cittadini extracomunitari in Italia.
L’uomo era stato inoltre identificato dai Carabinieri lo scorso 20 maggio nei pressi di un bar di Casette Verdini, dove si trovava in evidente stato di agitazione e avrebbe brandito un’arma da taglio, creando una situazione di potenziale pericolo per i presenti.
In relazione ai procedimenti pendenti, è stato concesso il nulla osta all’espulsione. Il decreto firmato dal questore e successivamente convalidato dal giudice di Pace ha quindi reso possibile l’esecuzione del rimpatrio.
Nel pomeriggio del 29 maggio, personale specializzato della Polizia di Stato ha proceduto all’accompagnamento dell’uomo presso l’aeroporto di Bologna per le operazioni di imbarco.
Con l'obiettivo di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e favorire un dialogo più diretto con le istituzioni. È nato ufficialmente il comitato "Radici e Futuro", un gruppo che punta a diventare punto di riferimento per quanti desiderano essere maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano la comunità lorese.
Alla guida del nuovo organismo ci sono Matteo Simoni, eletto presidente, e Federica Lambertucci, vicepresidente. I due rappresentanti si fanno portavoce di un'esigenza che negli ultimi mesi è emersa con forza tra molti cittadini: quella di avere più informazioni, maggiore trasparenza e occasioni concrete di confronto sui temi che interessano il territorio.
Il comitato nasce infatti da una richiesta arrivata direttamente dalla cittadinanza. Numerosi residenti hanno manifestato il desiderio di partecipare più attivamente alla vita del paese e di contribuire al dibattito sulle scelte che ne determineranno il futuro. Da qui la decisione di trasformare queste sollecitazioni in un progetto strutturato e aperto a tutti.
Tra gli obiettivi di "Radici e Futuro" figurano la promozione della partecipazione democratica, la tutela dei diritti e del benessere dei cittadini e la costruzione di un confronto costruttivo con l'amministrazione comunale su tutte le questioni di interesse collettivo.
L'intento è quello di creare un collegamento stabile tra istituzioni e comunità, favorendo il dialogo e contribuendo a ridurre quella distanza che spesso molti cittadini percepiscono rispetto ai processi decisionali.
Uno degli aspetti che caratterizza il nuovo gruppo è la volontà di dare spazio anche a chi, fino ad oggi, si è sentito poco coinvolto nella vita pubblica. Il comitato si propone come una realtà aperta, inclusiva e orientata alle proposte, dove idee e suggerimenti possano trasformarsi in iniziative concrete per il bene del paese.
Attualmente il sodalizio può contare su circa trenta aderenti, un numero che continua a crescere e che testimonia l'interesse suscitato dall'iniziativa. Al suo interno, spiegano i promotori, prevalgono il confronto costante e la condivisione degli obiettivi, elementi considerati fondamentali per garantire rappresentatività ed efficacia all'azione del gruppo.
Non una semplice esperienza temporanea, dunque, ma un progetto che guarda al lungo periodo e che ambisce a rappresentare un valore aggiunto per la comunità. Lo stesso nome scelto, "Radici e Futuro", richiama il legame con la storia e le tradizioni di Loro Piceno, unito alla volontà di costruire nuove prospettive per le generazioni presenti e future.
Nei prossimi mesi il comitato intende promuovere incontri pubblici, momenti di confronto e iniziative aperte alla cittadinanza, con l'obiettivo di coinvolgere un numero sempre maggiore di residenti e favorire una partecipazione attiva alla vita del paese.
"Contrari alla realizzazione della nuova discarica provinciale a Cantagallo, ma altrettanto contrari alla cancellazione di criteri che potrebbero rappresentare una tutela per il territorio di Tolentino". È questa la posizione espressa dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia all'indomani del Consiglio comunale del 28 maggio, durante il quale è stata discussa e approvata la mozione presentata dal centrosinistra sul possibile sito individuato nel territorio di Pollenza.
«La vicenda della nuova discarica provinciale non può essere affrontata con atti politici costruiti male. Dire no alla discarica a Cantagallo è giusto. Farlo chiedendo anche di cancellare criteri che possono tutelare Tolentino è invece un errore», affermano i consiglieri di Fratelli d'Italia.
Il gruppo ripercorre quindi l'iter che ha portato all'attuale situazione. L'Università Politecnica delle Marche ha infatti elaborato una graduatoria di 23 siti potenzialmente idonei ad ospitare il nuovo impianto provinciale. In tale elenco Tolentino non compare, mentre il sito di Pollenza risulta collocato nelle prime posizioni.
«Il 6 maggio scorso l'assemblea dei sindaci dell'ATA 3 ha approvato tre criteri aggiuntivi – densità abitativa, appartenenza al cratere sismico ristretto del 2016 e presenza di precedenti discariche sul territorio comunale – che incidono per il 40% sul punteggio finale», spiegano da Fratelli d'Italia.
Secondo il gruppo consiliare, proprio questi criteri rappresentano un elemento importante per la tutela dei territori che negli anni hanno già sostenuto un significativo carico ambientale.
«Il fatto che tali parametri riconoscano il peso già sopportato dai territori che hanno ospitato impianti di smaltimento è rilevante anche per Tolentino. Il nostro territorio ospita il Cosmari da circa cinquant'anni, oltre alla Mirr, e ha già avuto due discariche, tra cui quella di Santa Lucia, ancora oggi interessata dalla fase di post-mortem ambientale», sottolineano.
Da qui la critica alla posizione espressa dal sindaco nell'assemblea ATA 3 e successivamente contenuta nella mozione discussa in Consiglio comunale.
«Riteniamo sbagliato chiederne il rigetto. Sarebbe stato più utile rafforzare quei criteri e applicarli tenendo conto non soltanto dei confini amministrativi dei singoli Comuni, ma anche dei territori limitrofi che già convivono con impianti e infrastrutture legate al ciclo dei rifiuti», sostengono gli esponenti del centrodestra.
Per Fratelli d'Italia il nodo centrale resta infatti la vicinanza tra il sito di Cantagallo e il comprensorio tolentinate.
«Cantagallo si trova in un'area molto vicina al Cosmari e quindi anche a Tolentino. Una nuova discarica in quella zona finirebbe per aumentare ulteriormente il carico ambientale su un territorio che ha già dato molto», evidenziano.
Nel corso della seduta consiliare il gruppo di opposizione aveva presentato una proposta alternativa rispetto a quella avanzata dal Partito Democratico.
«Abbiamo presentato un testo che ribadiva il no alla discarica a Cantagallo, ma difendeva al tempo stesso il mantenimento dei criteri aggiuntivi. Una posizione che ritenevamo più equilibrata e maggiormente orientata alla tutela degli interessi della città», spiegano.
La proposta è stata però respinta dalla maggioranza, mentre la mozione del Pd, modificata attraverso gli emendamenti del sindaco, è stata approvata.
«Il nostro documento è stato bocciato, mentre la mozione del Pd è passata con i voti della maggioranza. Resta però il fatto che lo stesso Pd non ha votato il testo finale così come modificato. Una situazione che riteniamo paradossale», attaccano i consiglieri.
Fratelli d'Italia conclude ribadendo la propria linea politica sulla questione.
«La nostra posizione è chiara: siamo contrari alla discarica a Cantagallo perché troppo vicina al Cosmari e a Tolentino, ma siamo anche contrari a cancellare criteri che riconoscono il carico già sopportato dai territori che negli anni hanno ospitato discariche e impianti di smaltimento. Difendere Tolentino significa costruire una posizione seria, coerente e realmente utile per il territorio», conclude il gruppo consiliare.
PORTO RECANATI – Un intervento doloroso ma inevitabile per la tutela del patrimonio arboreo cittadino. L'Amministrazione comunale di Porto Recanati ha annunciato il necessario abbattimento di alcuni pini presenti in piazza Brancondi, alberi che per decenni hanno rappresentato un elemento distintivo del paesaggio urbano e un simbolo riconosciuto dalla comunità.
La decisione, spiegano dal Comune, è stata assunta al termine di approfondite verifiche tecniche effettuate dall'AMAP e da professionisti specializzati del settore, dopo anni di tentativi finalizzati a salvaguardare gli esemplari colpiti dall'infestazione.
Secondo le relazioni fitosanitarie, gli alberi interessati presentano un avanzato stato di compromissione causato dalla Marchalina hellenica, una cocciniglia esotica che si nutre della linfa di alcune specie di pino. L'insetto, presente nelle Marche dal 2018 e segnalato anche nel territorio di Porto Recanati dal 2023, sta provocando danni sempre più estesi e difficili da contenere.
Le piante mostrano infatti chiome gravemente deteriorate, estese fumaggini, seccumi diffusi e abbondanti secrezioni, con ricadute anche sulla fruibilità e sul decoro della pavimentazione sottostante. Nonostante gli interventi di contenimento messi in atto dall'Amministrazione comunale, attraverso lavaggi e monitoraggi costanti previsti dalle linee guida regionali, per alcuni esemplari la situazione è risultata ormai irreversibile.
Le stesse indicazioni tecniche della Regione Marche prevedono, nei casi di piante morte o gravemente compromesse, l'abbattimento degli esemplari maggiormente colpiti per limitare la diffusione dell'infestazione e proteggere il restante patrimonio arboreo.
«Comprendiamo perfettamente il valore affettivo, storico e ambientale che questi alberi hanno avuto per generazioni di cittadini – dichiara il sindaco Andrea Michelini – e condividiamo il sentimento di amarezza espresso da molti porto recanatesi. Tuttavia, amministrare significa anche assumere decisioni difficili quando sono supportate da valutazioni tecniche e necessarie per garantire la sicurezza pubblica e la tutela complessiva del nostro verde urbano».
Il primo cittadino sottolinea come l'intervento non rappresenti la conclusione di un percorso, ma l'inizio di una nuova fase di riqualificazione dell'area.
«Il nostro impegno – prosegue Michelini – sarà quello di programmare la ripiantumazione e la riqualificazione di piazza Brancondi attraverso specie più adatte alle nuove criticità fitosanitarie e ai cambiamenti in corso. Restituiremo alla piazza il suo patrimonio verde con soluzioni sostenibili e durature, seguendo le migliori pratiche agronomiche e intervenendo nel prossimo periodo di fermo vegetativo».
L'Amministrazione comunale ribadisce che la tutela del verde pubblico rappresenta una priorità strategica per la città e che ogni scelta viene adottata con senso di responsabilità, trasparenza e attenzione all'interesse collettivo.
«Proteggere il verde pubblico significa anche affrontare decisioni che nessuno vorrebbe prendere – conclude il sindaco – ma che diventano indispensabili quando è in gioco la salute delle piante, la sicurezza delle persone e la conservazione del patrimonio naturale per le future generazioni».
Non si placa la bufera politica a Macerata sul voto dei cattolici e sulla designazione di Romano Mari nella squadra di giunta del centrosinistra in caso di vittoria elettorale al ballottaggio. Simone Livi, candidato consigliere di Fratelli d'Italia in questa tornata e quinto più votato della lista, prende le difese del sindaco uscente Sandro Parcaroli in una nota.
L'esponente di FdI critica aspramente le modalità comunicative utilizzate dal centrosinistra, spostando il focus sul tipo di linguaggio adottato nella polemica: "Colpisce anzitutto il tono utilizzato: attacchi personali, allusioni offensive, giudizi sprezzanti e una sequenza di insinuazioni che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico e molto con la delegittimazione dell'avversario".
Secondo Livi, l'atteggiamento dei dem risulterebbe contraddittorio rispetto ai valori che dichiarano di voler difendere: "È curioso notare che chi si erge a difensore dei valori cattolici scelga di utilizzare proprio il linguaggio dell'insulto e della denigrazione personale. Se davvero si vuole richiamare il magistero della Chiesa, sarebbe opportuno partire dal rispetto della persona e dalla carità nel confronto, anziché distribuire patenti morali e scomuniche politiche a giorni alterni".
Nel respingere le tesi del Pd sul presunto nervosismo del centrodestra per il mancato successo immediato, Livi rimette al centro i dati emersi dalle urne. "Parcaroli, in questa campagna elettorale, non si è mai sottratto al confronto pubblico", evidenziando che "il primo turno ha consegnato un vantaggio netto al sindaco uscente, certificando una preferenza popolare inequivocabile. I numeri, a differenza delle polemiche, hanno il pregio di essere oggettivi".
L'esponente della coalizione a sostegno di Parcaroli ha poi ironizzato sul ritrovato entusiasmo delle forze di centrosinistra: "Fa sorridere, poi, sentire parlare di presunte paure del ballottaggio da parte di chi, fino a pochi giorni fa, sembrava crederci così poco da annunciare la propria sconfitta ancora prima che il responso delle urne fosse definitivo. Evidentemente qualcuno ha riscoperto l'ottimismo soltanto dopo aver iniziato a fare i conti con possibili accordi e nuove alleanze".
Poi, riferendosi a Romano Mari: "Se le personalità oggi presentate come risorse indispensabili per la città sono davvero così autorevoli, competenti e decisive, come mai non sono state coinvolte prima?". "Certe operazioni - incalza Livi - hanno molto più il sapore della spartizione preventiva delle poltrone che quello di una virtuosa scelta democratica".
Per il centrodestra si tratterebbe, in sostanza, del "prodotto di una disperata strategia elettorale costruita per recuperare consenso dove il voto popolare non è bastato".
"L'effetto concreto sarebbe quello di affidare incarichi decisivi a persone non sottoposte direttamente al parere degli elettori che viene totalmente bypassato - conclude Livi -. La democrazia vive del consenso espresso nelle urne, non delle nomine concordate nei retroscena delle trattative con esponenti che inizialmente non ne avevano condiviso il progetto".
Si ferma ai calci di rigore la corsa della Fermana. I canarini salutano i playoff nazionali di Eccellenza al termine di una sfida emozionante contro la Pietralunghese, riuscendo a rimontare il doppio svantaggio dell'andata ma arrendendosi nella lotteria finale dagli undici metri.
Davanti a circa duemila spettatori, con un "Bruno Recchioni" vestito a festa e sostenuto anche da una nutrita rappresentanza ospite, la squadra di mister Gentilini è scesa in campo con l'obiettivo di ribaltare il 2-0 subito in Umbria. Un'impresa che per lunghi tratti è sembrata possibile. La Fermana infatti ha preso in mano il pallino del gioco sin dalle prime battute, trovando il meritato vantaggio al 30' del primo tempo con Guti, bravo a riaccendere le speranze gialloblù e a infiammare il pubblico di casa.
Nella ripresa la pressione dei canarini è aumentata ulteriormente. La Pietralunghese si è difesa con ordine, affidandosi soprattutto alle parate del portiere Abibi, ex Serie B e C, decisivo in più occasioni. I padroni di casa hanno sfiorato il raddoppio in diverse circostanze e hanno colpito anche un palo, continuando a spingere fino ai minuti di recupero. Quando le speranze gialloblù stavano per svanire, al primo munuto di recupero della ripresa è arrivato il gol che ha rimesso tutto in equilibrio. Il neoentrato Carmona ha firmato il 2-0, pareggiando il conto complessivo delle due gare e facendo esplodere di gioia il "Recchioni".
Nei supplementari la Fermana ha continuato a cercare il colpo decisivo, andando ancora vicina alla rete con Malafronte, fermato dal palo. La qualificazione si è così decisa ai rigori.
Dal dischetto la maggiore freddezza degli umbri ha fatto la differenza. Dopo il gol di Guti, la Fermana ha pagato gli errori di Foti, che ha colpito la traversa, e di Barellini, che ha calciato alto. Nella serie a oltranza è stato poi decisivo l'intervento di Abibi sul tentativo di Petronelli, che ha consegnato alla Pietralunghese la vittoria per 4-3 e l'accesso alla finale playoff contro l'Ilvamaddalena.
Per la Fermana resta la delusione per un traguardo sfumato a un passo dall'impresa, ma anche la consapevolezza di aver disputato una partita di grande carattere, rimontando due reti di svantaggio e sfiorando più volte il colpo decisivo. Al triplice fischio sono arrivati gli applausi del pubblico fermano per una squadra che ha lottato fino all'ultimo pallone senza riuscire, però, a completare l'opera.
Con l'eliminazione contro la Pietralunghese sfuma anche il sogno del ritorno in Serie D. I canarini dovranno così ripartire ancora dal campionato di Eccellenza, dove saranno chiamati a costruire una nuova stagione con l'obiettivo di riportare la Fermana nelle categorie che più le competono.
Un motociclista di 63 anni è rimasto ferito nel pomeriggio di oggi a seguito di un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 209 Valnerina, a pochi chilometri di distanza dal confine con l'Umbria. Il sinistro si è verificato intorno alle 17:20 in località Pontechiusita, nel territorio comunale di Visso.
Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, l'uomo stava percorrendo l'arteria stradale in sella al suo mezzo quando, per cause che sono tuttora in corso di accertamento da parte delle autorità, ha improvvisamente perso il controllo della moto. Il centauro è stato sbalzato dalla sella, finendo rovinosamente sull'asfalto. Si è trattato di un incidente autonomo, che non ha visto il coinvolgimento di altri mezzi in transito.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorritori del 118 insieme alle squadre dei vigili del fuoco per prestare le prime cure e mettere in sicurezza l'area del sinistro.
Valutata la severità della dinamica dell'impatto, il personale medico ha ritenuto necessario richiedere il supporto dell'eliambulanza. L'elicottero Icaro è così atterrato nei pressi del luogo dell'incidente e, dopo la stabilizzazione del paziente, ha provveduto al trasferimento del 63enne all'ospedale Torrette di Ancona. Secondo le prime informazioni sanitarie, fortunatamente non si troverebbe in pericolo di vita.
(Foto di repertorio)
Un fine settimana da incorniciare per gli appassionati di boxe del territorio. La palestra Le Bocce di viale della Resistenza, a San Severino Marche, ha ospitato un evento eccezionale che ha visto come protagonista assoluto il 41enne romano Giovanni De Carolis, ex campione del mondo Wba e, a tutt’oggi, l’ultimo italiano ad aver conquistato un titolo mondiale, nonché attuale direttore tecnico delle nazionali élite.
L’appuntamento, che ha registrato un grande successo di pubblico tra atleti, tifosi e curiosi, è stato realizzato dall’Accademia pugilistica settempedana presieduta da Carlo Sfrappini e ha ottenuto il prestigioso patrocinio del comune di San Severino.
L'evento si è snodato in due intense giornate tra sabato e domenica. Nel pomeriggio del primo giorno, i ragazzi della palestra - con la piacevole e significativa aggiunta di una boxer donna - si sono cimentati in una due ore di lezioni tecnico-tattiche.
La mattina seguente, il campione del mondo ha messo alla prova i partecipanti allo stage dal punto di vista atletico, guidando la sessione con azioni mirate esclusivamente al miglioramento tecnico sul ring.
La presenza di De Carolis si è distinta non solo per l'altissimo livello delle competenze mostrate, ma anche per una straordinaria carica umana e disponibilità. Tra un invito a difendersi, a "parare, bloccare e attaccare", e le precise indicazioni per mantenere le distanze, la guardia e schivare i colpi dello sparring, la lezione dell'ex iridato è risultata incisiva e altamente stimolante.
Al termine degli allenamenti, i pugili locali hanno potuto beneficiare di consigli personalizzati e mirati, per poi concedersi alle foto di rito e agli immancabili autografi impressi con il pennarello direttamente sui propri guantoni da boxe.
A tracciare un bilancio entusiasta dell'iniziativa è stato lo stesso tecnico romano, che ha voluto lanciare un messaggio a chiunque decida di intraprendere questo percorso sportivo: "Cosa consiglio a chi si avvicina al pugilato? Vieni in palestra e divertiti! Qui a San Severino ho trovato ragazzi preparati, che hanno dato veramente tutto nell’allenamento. Continuo a portare il pugilato in tutta Italia con orgoglio e saluto e ringrazio San Severino". Un attestato di stima reciproco, che ripaga l'Accademia e la città per l'eccellente accoglienza riservata a una vera e propria leggenda del ring italiano.