Macerata si prepara ad accogliere una nuova realtà civica a sostegno del sindaco Sandro Parcaroli. Si tratta della lista “I Maceratesi per Parcaroli”, promossa dall’Associazione I Marchigiani, annunciata ufficialmente dal coordinatore regionale e assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, e dall’ex senatore e coordinatore provinciale di Macerata, Salvatore Piscitelli. «Un ulteriore passo nel radicamento territoriale di un progetto civico fondato su competenze, partecipazione e visione per il futuro», hanno sottolineato i promotori.
La guida della lista comunale è stata affidata a Gianni Giuli, già candidato alle elezioni regionali e attuale direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’AST di Macerata. Una figura nota per il suo impegno sociale e professionale, scelta per coordinare il progetto a livello cittadino.
La lista aonta anche la partecipazione di Francesco Luciani, presidente uscente del Consiglio Comunale e presidente nazionale di un sindacato dell’Arma dei Carabinieri, che assumerà anche la guida del Dipartimento Sicurezza de I Marchigiani a livello provinciale. Un ruolo strategico per elaborare proposte concrete su un tema considerato cruciale per la comunità.
Il carattere aperto e trasversale della lista è confermato anche dall’adesione di Maurizio Del Gobbo, responsabile dell’U.O.S.D di Geriatria dell’Ospedale di Macerata e vice presidente del Consiglio Comunale uscente, già esponente del PD. Del Gobbo ha accolto con favore la proposta, sottolineando la serietà e l’inclusività del progetto.
Tra i partecipanti figurano anche esponenti di Pensiero e Azione, come i consiglieri comunali uscenti, la responsabile di reparto in farmacia Cristina Cingolani, il manager e capogruppo Alessandro Bini, e l’avvocato Gianluca Micucci Cecchi, già presidente dell’APM. La lista accoglie inoltre Michele Bacchi, amministratore unico della Clinica Marchetti e già coordinatore cittadino di Forza Italia.
Nei prossimi giorni sono attese ulteriori conferme da parte di esponenti della società civile maceratese. L’obiettivo dichiarato dai promotori è anche quello di riavvicinare i cittadini alle urne, rafforzando la fiducia nella partecipazione democratica attraverso un impegno concreto e radicato nel territorio
Contestualmente verranno presentati candidati, linee programmatiche e un calendario di incontri pubblici aperti alla cittadinanza, per illustrare il progetto civico e raccogliere idee e contributi dai maceratesi.
Un traguardo senza precedenti che proietta il Cus Macerata direttamente sul palcoscenico mondiale. Le giovani marciatrici Elisa Marini e Giulia Miconi sono state ufficialmente convocate in Nazionale dal direttore tecnico della Fidal, Antonio La Torre, per partecipare ai prossimi Campionati Mondiali di marcia a squadre che si terranno a Brasilia il 12 aprile.
Per l'ente universitario maceratese si tratta di un momento storico, un sogno che premia anni di investimenti nel settore dell'atletica. Per Elisa Marini, classe 2006 e studentessa di Scienze dell’Educazione a UniMC, la maglia azzurra sta diventando una splendida abitudine: si tratta infatti della terza convocazione in un anno, dopo l'ottavo posto agli Europei Under 20 di Tampere e lo straordinario bronzo ai Campionati Europei a squadre in Repubblica Ceca.
Il recente terzo posto Under 23 ai Campionati italiani di mezza maratona di Alessandria ha confermato il suo stato di grazia, rendendo la sua chiamata quasi scontata per i tecnici della Nazionale.
La bellissima sorpresa della spedizione è rappresentata dalla convocazione di Giulia Miconi, maceratese doc classe 2000. Cresciuta agonisticamente tra le fila del Cus Macerata, la Miconi sta affrontando l'attuale stagione in prestito al Cus Milano, ma il suo legame con il territorio resta indissolubile.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’allenatore Diego Cacchiarelli e dal responsabile della sezione atletica, Daniele Luciani, che vedono ripagato il lavoro quotidiano svolto in pista. Ora per le due atlete inizia il conto alla rovescia ufficiale: l'appuntamento con la storia è fissato per il 12 aprile in Brasile, dove la marcia maceratese proverà a lasciare il segno a livello globale.
Una lezione di letteratura e lingue straniere decisamente fuori dagli schemi quella andata in scena lo scorso 18 marzo presso l’aula magna dell'Ite Gentili di Macerata. Il progetto "Teatro in tedesco" ha trasformato l’istituto nel cuore di un percorso condiviso che ha coinvolto i licei linguistici "Leopardi" di Recanati e Macerata (inclusa la sede di Cingoli), in un dialogo interscolastico nel segno della cultura europea.
Protagonista della mattinata è stata la compagnia Uni-Bühne Germersheim con lo spettacolo "SPERA ... o spara", una commedia bilingue ispirata a tre Operette morali di Giacomo Leopardi. La rappresentazione ha saputo fondere la profondità della riflessione filosofica leopardiana con una leggerezza scenica che ha catturato l’attenzione degli studenti, chiamati a misurarsi con la comprensione della lingua tedesca in un contesto dinamico e professionale.
L'evento ha visto il coordinamento del professor Vito Punzi (docente UniMc e promotore dell’attività) e il saluto della vicepreside dell'istituto, la professoressa Cinzia Cecchini. Particolare rilievo ha assunto la presenza della professoressa Maria Paola Scialdone dell’Università di Macerata, a conferma del forte legame tra istruzione superiore e mondo accademico.
Un plauso speciale è andato alla dedizione della compagnia: dal regista Andreas Buenger alle studentesse-attrici, fino alla professionista Susanne Loreit, che ha scelto di calcare il palco nonostante un recente problema di salute che l'aveva costretta a un breve ricovero.
Oltre al valore artistico, l’iniziativa ha offerto uno sguardo sul futuro formativo dei ragazzi. Al termine della recita, è stata infatti illustrata l'offerta della FTSK di Germersheim (Università di Magonza), un polo d'eccellenza europeo per la traduzione e la mediazione linguistica. Attraverso il teatro, gli studenti del territorio hanno potuto così sperimentare come lo studio delle lingue possa diventare uno strumento espressivo potente, capace di abbattere le barriere culturali e aprire nuove prospettive di studio internazionale.
Atto vandalico nella notte ai danni della sede maceratese di Fratelli d’Italia, situata in Corso Cairoli. Ignoti hanno preso di mira la vetrina del punto politico, imbrattandola con scritte offensive e sputi.
L’episodio è stato scoperto nelle prime ore del giorno, quando la sede si presentava visibilmente deturpata. Le immagini delle videocamere presenti in zona sono ora al vaglio degli investigatori per identificare i responsabili. Sul caso indaga la Digos.
Sulla vicenda abbiamo raccolto il commento dell’esponente di Fratelli d’Italia Simone Livi, che ha espresso una posizione netta: "Quando non si hanno idee si fanno questi atti di vandalismo. Si commentano da soli. Dispiace perché io sono sempre per il confronto politico ma queste sono vigliaccate che lasciano il tempo che trovano. Ripeto, si commentano da soli".
L'amministrazione comunale di Macerata ha adottato provvedimenti urgenti in vista dell’ondata di maltempo prevista per la giornata di domani, giovedì 26 marzo (leggi qui). A causa dell'allerta vento di livello arancione e dell'allerta idrogeologica di livello giallo, è stata disposta la chiusura totale del cimitero, dei Giardini Diaz e del parco di Villa Lauri per l’intera giornata. La riapertura resta legata all'evoluzione del quadro meteorologico: venerdì, infatti, si valuterà se prolungare o meno il blocco a seguito dell'emissione del nuovo bollettino ufficiale.
Per gestire l'emergenza è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC), incaricato di monitorare la situazione in tempo reale e coordinare gli eventuali interventi di soccorso. L'amministrazione invita i cittadini a prestare la massima attenzione durante la permanenza all'aperto, raccomandando di evitare la sosta in prossimità di alberi, strutture temporanee o edifici pericolanti.
Grande prudenza è richiesta anche alla guida, specialmente nei tratti stradali più esposti al rischio di caduta di piante o sassi. Viene inoltre consigliato di mettere in sicurezza o spostare preventivamente ogni oggetto sensibile agli effetti delle forti raffiche prima dell’inizio del periodo di allerta.
Dopo l’esito del referendum costituzionale, che ha visto prevalere il No, interviene la Camera Penale di Macerata, che nel corso della campagna referendaria si era schierata convintamente per il Sì.
“Il voto dei cittadini merita sempre ascolto e rispetto, anche quando non coincide con la posizione che abbiamo sostenuto con convinzione e grande impegno”, si legge nella nota diffusa dall’associazione forense.
Pur prendendo atto del risultato, l’attenzione è ora rivolta al futuro, senza dimenticare il lavoro svolto durante la campagna: “Dobbiamo ora guardare al futuro, non prima di aver ringraziato coloro che hanno dedicato, in modo appassionato e disinteressato, le loro energie e il loro impegno a questa storica battaglia dell’avvocatura penale”.
Un dato particolarmente significativo riguarda il territorio: nella provincia di Macerata il Sì ha raggiunto il 50,62%, trainato soprattutto dal consenso nei piccoli centri e in controtendenza rispetto al quadro regionale e del Centro-Sud. “Un risultato che premia uno sforzo capillare e costante, che ci ha visti presenti in moltissimi Comuni del Maceratese, in un confronto diretto con gli elettori e con le comunità locali”.
La Camera Penale rivolge un ringraziamento ai propri iscritti, protagonisti di una campagna intensa: “Ci hanno accompagnato con il loro caloroso sostegno, incontrando instancabilmente gli elettori e offrendo un contributo tecnico sui temi della riforma”.
Nonostante la complessità dei contenuti, il confronto pubblico si è svolto in un clima costruttivo: “Riteniamo particolarmente significativo che i confronti si siano svolti, anche con i sostenitori del No, in un clima di correttezza e reciproco rispetto”.
Un riconoscimento viene espresso anche al mondo accademico, con momenti di dialogo all’Università degli Studi di Macerata e all’Università degli Studi di Camerino, oltre che alle forze politiche che hanno ospitato il dibattito.
Nonostante la sconfitta referendaria, resta forte il senso di unità dell’avvocatura: “Resta un patrimonio di valori condivisi, che ha acquisito forza attraverso una ritrovata unità, capace di mettersi in gioco per sostenere i valori costituzionali della libertà, del diritto di difesa e del processo equo e giusto”.
Lo sguardo è ora rivolto al futuro: “Il nostro impegno sarà quello di non disperdere questi valori, per radunare forze e componenti della società che condividono la volontà di cambiamento”.
(Nella foto l'avvocato Donato Attanasio, presidente della Camera penale di Macerata)
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Macerata hanno condotto un’articolata attività investigativa nei confronti di una società edile impegnata in un cantiere della ricostruzione in provincia di Macerata, facendo emergere gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Al termine degli accertamenti, il datore di lavoro, un socio occulto dell’impresa e l’amministratore di una società di formazione sulla sicurezza con sede fuori regione sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Macerata.
L’indagine è scattata in seguito a un infortunio sul lavoro subito da un operaio straniero. Da quel momento, i militari del NIL hanno avviato un controllo approfondito nel cantiere in cui la ditta operava in subappalto. L’intervento non si è limitato ai consueti accertamenti amministrativi, ma ha consentito di far emergere condotte di rilevanza penale.
Oltre alle violazioni già sanzionate relative all’organizzazione del cantiere e alle misure di sicurezza adottate, l’attività investigativa ha portato alla luce ulteriori irregolarità ritenute particolarmente gravi perché incidenti direttamente sulla salute e sull’incolumità dei lavoratori.
Secondo quanto accertato dai Carabinieri, il datore di lavoro e il socio occulto della ditta ispezionata, in concorso con l’amministratore della società di formazione, avrebbero falsamente attestato l’avvenuta erogazione della formazione e dell’addestramento obbligatorio per sei lavoratori, tutti di nazionalità egiziana.
Una condotta che, secondo gli investigatori, ha esposto i lavoratori a gravi rischi, dal momento che gli stessi sarebbero stati impiegati in mansioni specifiche senza aver mai ricevuto la necessaria preparazione tecnica né la conoscenza delle procedure di sicurezza indispensabili per operare in cantiere. Circostanza che avrebbe anche contribuito al verificarsi di un infortunio sul lavoro avvenuto nell’ottobre del 2024.
Al termine delle verifiche, il datore di lavoro, il socio occulto e il formatore per la sicurezza sono stati quindi deferiti alla Procura maceratese per reati connessi alla falsità in atti, alla violazione degli obblighi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per aver contribuito, con la loro condotta omissiva, al verificarsi dell’infortunio.
I Carabinieri del NIL e del Comando provinciale di Macerata hanno fatto sapere che i controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e contrastare ogni forma di sfruttamento della manodopera.
Sensibilizzare la comunità sul tema della donazione di organi: è questo l’obiettivo dell’incontro organizzato dal gruppo Anspi, in programma venerdì 27 marzo alle ore 17 presso la parrocchia Santa Madre di Dio di Macerata.
L’iniziativa offre ai cittadini uno spazio di informazione e dialogo, affrontando la tematica della donazione da più punti di vista: dagli aspetti normativi legati al consenso, ai diritti coinvolti, fino alle procedure e garanzie previste dalla legge. Secondo Don Carlos, parroco della parrocchia, riflettere sulla donazione significa interrogarsi sul senso del dono, sulla dignità della vita e sulla possibilità concreta di trasformare una perdita in speranza per gli altri.
Le relatrici dell’incontro saranno la dottoressa Valeria Zompanti, che illustrerà risultati e prospettive legate al consenso alla donazione, e la Dr.ssa Maria Gorgoglione, che approfondirà il tema della dichiarazione di morte cerebrale.
Interverranno inoltre i dirigenti medici Diego Gattari ed Emanuele Iacobone, i quali, grazie alla loro esperienza nelle situazioni emergenziali, racconteranno casi vissuti in prima persona, per aiutare i partecipanti a comprendere meglio l’impatto e la complessità della donazione.
Nel 2025 l’Ospedale di Macerata ha registrato 6 donazioni multiorgano,13 donazioni di cornee, 6 di tessuto osseo e una di tessuti vascolari, dati che sottolineano l’importanza di una corretta informazione per sostenere la scelta consapevole dei donatori.
Accanto agli interventi tecnici, sarà dato spazio anche alle testimonianze, che aiutano a comprendere la dimensione più profonda ed emotiva di una scelta personale con un impatto enorme sulla collettività. L’incontro prevede anche un approfondimento etico, particolarmente significativo in un contesto comunitario come quello dell’oratorio, dove solidarietà e responsabilità verso gli altri trovano naturale espressione.
Un appuntamento speciale per gli amanti della musica italiana: giovedì 26 marzo il Centro Commerciale Val di Chienti ospiterà il firmacopie di Marco Masini.
L’artista incontrerà il pubblico per presentare il suo nuovo album Perfetto Imperfetto, offrendo ai fan l’occasione di vivere un momento ravvicinato fatto di autografi, foto e incontro diretto.
Reduce dall’esperienza sul palco del Festival di Sanremo in coppia con Fedez con il brano "Male necessario", Masini torna così a contatto con il suo pubblico in un contesto più intimo, portando con sé un lavoro discografico che conferma la sua cifra stilistica, da sempre capace di raccontare emozioni e fragilità con autenticità.
L’evento, promosso dal centro commerciale sui propri canali social, è stato annunciato con un invito semplice e diretto: “Porta il disco, preparati per la foto… e non dimenticare l’autografo”.
Un’occasione imperdibile per i fan del cantautore, che potranno incontrarlo da vicino e portare a casa un ricordo unico, in una giornata che si preannuncia ricca di partecipazione.
Il mondo della musica italiana dice addio a Gino Paoli, scomparso ieri, martedì 24 marzo 2026 all’età di 91 anni. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, è stato uno dei più grandi interpreti della canzone d’autore. In queste ore sono numerosissime le manifestazioni di cordoglio, non solo dal mondo della musica ma anche da quello della cultura e delle istituzioni. I funerali si terranno in forma privata, alla presenza dei soli familiari.
Tra i tanti legami che hanno segnato la sua lunga carriera, anche nel territorio maceratese. Uno dei più significativi è stato quello con Musicultura, realtà alla quale Paoli è rimasto profondamente legato nel tempo. Sin dalle prime edizioni, infatti, aveva fatto parte del comitato artistico di garanzia, offrendo uno sguardo autorevole e sensibile sulla nuova canzone d’autore italiana. Musicultura non è stata per lui soltanto un palco, ma un luogo di confronto e di crescita condivisa, dove ha sempre dimostrato grande attenzione verso i giovani artisti. Più volte ospite tra Recanati e Macerata, Paoli ha contribuito a rafforzare l’identità del festival, diventandone negli anni una presenza familiare e preziosa.
Indissolubile anche il legame con lo Sferisterio di Macerata, dove nel 2014 si era esibito proprio in occasione di Musicultura insieme al pianista Danilo Rea, in un concerto intenso e raffinato. Un’esperienza rinnovata nel 2020, sempre allo Sferisterio, nell’ambito del Macerata Opera Festival.
A ricordarlo, con parole cariche di stima e affetto, è il direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri:
“Gino lascia dietro di sé un patrimonio di canzoni meravigliose, senza tempo. La tristezza, mia e di tutta Musicultura, per la sua scomparsa convive con la consapevolezza che ad andarsene sono un artista e un uomo che hanno vissuto intensamente ogni sfaccettatura dell’esistenza. Con lui se ne va un poeta sublime, un uomo refrattario ai compromessi ogni volta che la posta in gioco erano la bellezza, la libertà, l’amore, l’amicizia. A Musicultura, dove fu più volte ospite e membro del Comitato artistico, Gino si rivolse sempre con affetto e generosità. Anche di questo gli siamo e resteremo sempre grati. Una volta, riferendosi al concorso con cui diamo voce alle espressioni più creative dei giovani artisti, Gino ci definì “una finestra sul futuro”. Bella sintesi, ma purtroppo so che in quel futuro un altro Gino Paoli non ci sarà”.
Dalla pedana di Macerata ai palcoscenici della scherma universitaria statunitense: è una storia di talento, passione e competenza quella che vede protagonista Leonardo Affede, oggi istruttore di sciabola negli Stati Uniti.
Dopo la carriera da atleta con la Macerata Scherma, Affede ha intrapreso il percorso da tecnico oltreoceano, dove attualmente ricopre il ruolo di maestro presso il Wagner College di New York. Proprio qui ha guidato lo studente-atleta Flavio Vinci verso un risultato storico.
Vinci si è infatti qualificato ai campionati nazionali universitari statunitensi, i NCaa Fencing Championship, disputati lo scorso fine settimana a South Bend, nello stato dell’Indiana. Nella fase finale ha conquistato un significativo 12° posto su 24 atleti qualificati, segnando il miglior risultato di sempre per uno schermidore del Wagner College.
Un traguardo impreziosito anche dalla prestigiosa menzione “All-American”, riconoscimento riservato agli atleti che si distinguono a livello nazionale: Vinci è il primo nella storia del programma di scherma dell’ateneo a ottenere questo titolo.
Un successo che rappresenta anche un importante riconoscimento per la tradizione schermistica italiana e, in particolare, per quella maceratese. Affede, ingegnere spaziale nella vita professionale e maestro di scherma per passione, sta infatti costruendo negli Stati Uniti un percorso ricco di soddisfazioni, contribuendo a portare e valorizzare l’eccellenza sportiva italiana in un contesto altamente competitivo.
Un’esperienza che rafforza il legame tra sport, formazione e territorio, portando i colori biancorossi di Macerata fino alle pedane americane.
Domenica amara per la Maceratese, sconfitta 2-0 dall’Atletico Ascoli (LEGGI QUI), ma una giornata speciale per Francesco Donzelli. Il centrocampista classe 2008 (18 anni il prossimo 11 maggio) ha infatti fatto il suo esordio in prima squadra, scendendo in campo dal primo minuto allo stadio Del Duca, proprio lui che ha giocato nelle giovanili dell’Ascoli. In estate Donzelli ha scelto di tornare a giocare a Macerata, nella squadra della sua città, dove ha mosso i suoi primi passi nel calcio nei primi calci della Rata. "Protagonista sin qui con l’Under 19 capolista - scrive la società - si è sempre allenato con grande impegno con la prima squadra, guadagnandosi sul campo questa opportunità. Nonostante il risultato finale, nei primi minuti tra i grandi ha risposto presente, mostrando personalità e determinazione".
Intervista a Francesco Donzelli
Che effetto ti ha fatto esordire in prima squadra in uno stadio come il Del Duca, soprattutto considerando che sei cresciuto nel settore giovanile dell’Ascoli? Calcare il campo di uno stadio che ho sempre vissuto dagli spalti è stata un’emozione unica, un momento da brividi. Purtroppo, non abbiamo raggiunto il risultato che speravamo, che è la cosa più importante in questo momento, e per questo non ho pensato troppo a godermi il momento, ma rimane un’esperienza importante.
Per un ragazzo di Macerata, cosa significa indossare la maglia della squadra della propria città? Indossare la maglia della squadra della mia città è motivo di grande orgoglio e responsabilità. Ti fa sentire l’importanza della società, della piazza ed essendo "pistacoppo" è un onore per me lottare e difendere questi colori.
Sarà un finale di stagione da giocare al massimo: quanto sarà importante il contributo di tutti, anche dei più giovani? Rimangono 6 partite da giocare con le unghie e con i denti per cercare di fare più punti possibili. Credo che sarà fondamentale il contributo di tutti giocatori, giovani ed esperti, staff e tifosi, per raggiungere l’obiettivo prefissato il prima possibile.
Hai iniziato a muovere i primi passi con la Rata nei primi calci e ora esordisci in prima squadra: che sensazione ti dà vedere realizzato un percorso così lungo con la maglia della squadra della tua città? È una bellissima sensazione, ho iniziato a giocare a calcio qui e non mi sarei mai aspettato di esordire nei grandi proprio a Macerata. Non lo vedo come un percorso realizzato perché è solo una prima tappa di cui ovviamente sono molto felice di aver raggiunto, ma il mio obiettivo rimane sempre quello di lavorare con umiltà giorno per giorno per crescere e migliorare.
La S.S. Maceratese ha rivolto i più sinceri complimenti a Francesco Donzelli per l’esordio in prima squadra: "Anche in una stagione impegnativa, la società continua a credere nei giovani del territorio. L’esordio di Donzelli in biancorosso rappresenta appieno ciò che vogliamo: vedere giocatori maceratesi lottare per la maglia biancorossa. A lui va il nostro augurio di un futuro luminoso con questi colori".
(Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)
La proposta del Terzo Polo di candidare la città di Macerata come sede di un termovalorizzatore di ultima generazione continua a far discutere. Dopo le critiche sollevate da esponenti di Avs (Allenza Verdi e Sinistra), il candidato sindaco Mattia Orioli e Federico Valori intervengono con fermezza per respingere quelle che definiscono "asserzioni false e denigratorie", rilanciando la "sfida tecnologica" per la gestione dei rifiuti.
Orioli e Valori rispediscono al mittente le accuse di essere co-responsabili dell'attuale gestione regionale. "È evidente a chiunque che per un semplice fatto cronologico, prima ancora che logico, Mattia Orioli non possa essere additato al pubblico ludibrio per scelte politiche sulle quali non ha avuto alcuna influenza", precisa Valori, ricordando come il candidato sindaco manifesti da anni il proprio dissenso verso le politiche della destra cittadina.
Contestando la lettura dei piani regionali offerta dagli oppositori, Orioli e Valori ribadiscono la validità tecnica del progetto. "L'ipotesi del termovalorizzatore non è in alcun modo smentita né dal piano regionale di gestione dei rifiuti, né dal rapporto ambientale; tanto è vero che il termovalorizzatore viene ritenuto essenziale dal governo regionale (verrebbe da dire: finalmente!)".
Sui rischi ambientali, la nota del Terzo Polo è tecnica e puntuale: "L’installazione assicura con le elevate temperature la scomposizione delle molecole inquinanti e le ceneri prodotte vengono trattate per il massimo recupero dei materiali". L'obiettivo resta il raggiungimento dell'80% di riciclo, integrando l'impianto con la produzione di energia elettrica e termica.
La nota si conclude con un duro attacco alla politica della "paura". Secondo Orioli e Valori, la proposta della controparte non offre alternative concrete all'accumulo di costi che gravano sui cittadini.
"La proposta del termovalorizzatore è priva dei pericoli maliziosamente immaginati e può consentire una migliore vivibilità rispetto alle discariche, i cui inconvenienti sono concretamente vissuti dalle popolazioni interessate. Si tratta di capire se si abbia a cuore l’ambiente e il benessere dei cittadini, ovvero se non si intenda, invece, perseguire un mero scopo elettoralistico diffondendo paure ingiustificate per consolidare le proprie rendite di posizione politica", concludono dal Terzo Polo.
Il ring dell’Associazione Tennis Macerata si tinge d'oro per i colori locali. Sabato 21 marzo, la serata dedicata alla "noble art" ha sancito il momento magico del Macerata Boxing Club, capace di centrare un en plein clamoroso: sei vittorie su altrettanti incontri disputati.
Sotto la guida attenta dei tecnici Luca Pucci, Luca Crucianelli e del giovane Riccardo Cirilli, gli atleti maceratesi hanno dominato il programma. Oltre ai successi di Leone Messi, Fabrizio Giorgini, Sebastiano Emili e Filippo Ciattaglia, l'attenzione del pubblico si è accesa per i due match clou da quattro riprese.
Ernis Abazi ha superato con autorità Lorenzo De Pasquale (Team Boxe Ancona), mentre Leonardo Ciccalè ha confermato il suo stato di grazia: reduce dall'oro al Torneo Nepi di Firenze, il pugile categoria 80 kg ha battuto l'abruzzese Andrea Cascini, consolidando la sua ascesa nel panorama nazionale.
Il Galà si è aperto con un segnale importante per il movimento pugilistico femminile: le giovani Asia Maurelli e Celeste Monachesi si sono misurate in un'esibizione di sparring che ha mostrato una preparazione tecnica eccellente, preludio al loro imminente debutto ufficiale.
L’assessore allo sport Riccardo Sacchi, presente per i saluti istituzionali, ha lodato il lavoro della società guidata dal presidente Antonio Cervigni e dal direttivo composto da Crucianelli, Pucci, Samuele Antinori e Noemi Tiofilo. Nel corso dell'evento è stata inoltre assegnata la finale regionale Under 19 (cat. 65 kg), vinta da Gregorio Marucci (Boxing Club Castelfidardo).
L'appuntamento non è stato solo agonismo. Tra una ripresa e l'altra, il pubblico ha potuto godere delle coreografie di un trio di performer acrobatiche, rendendo la serata un vero spettacolo multidisciplinare. Grazie alla logistica curata dal Point Bistrot e all'ingresso gratuito, il Galà si è confermato un punto di riferimento per l'intera comunità sportiva maceratese.
Seguo in questa mia riflessione che, so già, sarà cestinata come sgradita o fuori tema (sicuri?) i comandamenti di una scrittrice che amo sommamente Agatha Christie. “Consigliava” al suo Emile Poirot: si ricordi che tre indizi fanno una prova. L’esito del referendum sulla riforma Nordio a Macerata città è il terzo indizio che mancava e ora c’è la prova: Sandro Parcaroli è un candidato inadeguato a guidare una coalizione di centrodestra sempre più debole nel progetto politico e sempre meno autorevole negli esponenti.
Sanno tutti, anche se è una delle verità inconfessabili, che Francesco Acquaroli temendo una faida interna a Fratelli d’Italia qualora si fosse scelto di non ricandidare il sindaco uscente e, a questo punto difficilmente rientrante, abbia detto: lui ci garantisce l’equilibro. Perciò ha sollecitato Matteo Salvini, che non vedeva l’ora dato che con le percentuali di consenso attese per la Lega quando gli ricapita di avere il primo cittadino di un capoluogo oltre il lombardoveneto?, a "pretendere" la ricandidatura di questo canuto pensionato (non è più un imprenditore avendo ceduto il suo ingrosso di computer) dalla lacrima facile, dall’eloquio stento e dal pensiero semplice. E tuttavia ci sono i tre indizi.
Lo schema Christie sostiene che: il primo indizio è un sospetto inziale e rimanda al flop che il centrodestra ha subito in città alle regionali; il secondo indizio è una coincidenza o casualità e richiama il fatto che il centrodestra a Macerata nelle elezioni per il presidente della Provincia tra i consiglieri comunali ha avuto il peggior risultato e solo un intervento nascosto quanto energico di Anna Menghi su tre leghisti ha consentito ad Alessandro Gentilucci di farcela.
Su questo farò una necessaria notazione che dà il senso del disfacimento del Centrodestra in città. Il terzo indizio infine è la prova provata ed è il risultato che si è avuto in città sul referendum. Come si sa Macerata ha avuto un pessimo risultato: il NO ha vinto col 53,17% dei consensi contro un 46,83% dei SI’. A Civitanova dove pure ha vinto il NO il divario è assai meno consistente. Ma il dato di Macerata città diventa clamoroso se confrontato con quello della provincia dove invece ha prevalso il SI’ ed è al di fuori del Nord-Est del paese un’eccezione.
Ed è proprio la differenza tra Macerata e il suo territorio a marcare la disfatta del Centrodestra cittadino e a segnalare l’inadeguatezza della candidatura Parcaroli. Sento sibilare i difensori a gettone di colui che fu Godo e che tutto il Centrodestra aspettava come l’oracolo di Delfi, ma che c’entra il referendum sulla giustizia con “lu candidatu sindecu”? Apparentemente nulla, nella sostanza politica tutto. Proviamo a ragionare.
L’effetto Parcaroli si è sentito in negativo su Acquaroli alle regionali, segno evidente che l’attuale giunta e i “capi” locali dei partiti di Centrodestra non godono di un gradimento consolidato e che il Sindaco non è un fattore di spinta del consenso. Ancora più devastante è l’impatto di Parcaroli sulla Provincia (intesa come Ente). Alessandro Gentilucci - voluto a ogni costo da Francesco Acquaroli al punto che il presidente della Regione ha stretto un patto con l’ex consigliera regionale Anna Menghi che avrà, sempre ammesso che il Centrodestra vinca e oggi appare assai problematico, un posto da assessore - appena eletto ha dovuto misurarsi con le proteste per la tariffa Tari che aumenta e con la mancata soluzione della privatizzazione dell’acqua di cui porta una qualche responsabilità.
Per non dire delle continue lagnanze che si fanno sullo stato pietoso della viabilità provinciale, sul disordine delle aree faunistiche, sul deficit infrastrutturale. L’eredità Parcaroli per Gentilucci non è un cadeau di pregio e di certo nella prossima campagna elettorale sarà buon gioco delle opposizioni rimproverare al “bianconiglio” di essere stato contemporaneamente Sindaco e presidente della Provincia e di aver portato in dote, a tacer d’altro, ai maceratesi un rincaro onerosissimo della tassa per i rifiuti.
E poi c’è la circostanza del referendum che conferma come Macerata non solo non sia una granitica roccaforte di consensi per il Centrodestra, ma abbia perduto del tutto il suo ruolo e la propria autorevolezza di capoluogo. E’ facilissimo notare che nessun consigliere regionale è stato espresso dalla città e che gli eletti sono tutti politici del territorio provinciale. Macerata è la Cenerentola del centrodestra e davvero si fa fatica a comprendere come su questo appannamento di consenso e di autorevolezza non pesi il fattore Parcaroli.
A dimostrazione ulteriore si può citare che tocca a Renzo Marinelli, consigliere regionale e in procinto di assurgere ad un assessorato, da Castelraimondo venire a dirimere le questioni della Lega a Macerata ormai destinata a una frantumazione di quadri e dunque di consensi. L’assessora Laura Laviano (la sola eletta tra quelli del fu Carroccio che siedono nella giunta Paracroli) da tempo ha detto addio al partito, il presidente del consiglio comunale Francesco Luciani è già in lista con I Marchigiani, Aldo Alessandrini sinora capogruppo e segretario cittadino pare intenzionato a non ricandidarsi e così almeno tre dei consiglieri uscenti, l’assessore Lego che sarebbe fatto fuori da Anna Menghi se corresse con la Lega da quel che si dice starebbe pensando di candidarsi nella “civica con la camicia” di un gruppo di negozianti che avrebbe il sostegno anche del consigliere di minoranza di Appignano probabilmente pentitosi di aver abbandonato il carro del generale Roberto Vannacci al punto che il commissario provinciale Mauro Lucentini sarebbe preoccupato per lo svuotamento possibile di consensi dalla lista di Salvini.
Dove resta in attesa Anna Menghi decisa a candidarsi all’ultimo. In casa Forza Italia le cose non vanno moto meglio. Si sa che, sia pure surrettiziamente, l’assessore uscente Riccardo Sacchi avrebbe posto il veto alla candidatura nelle liste forziste di Laura Laviano e addirittura di Silvano Iommi che di Forza Italia è stato uno dei primi animatori ai tempi in cui Sacchi era ancora alla corte di Alleanza Nazionale.
Ci sarebbe una certa rinnovata frizione tra l’assessore comunale e il presidente del consiglio regionale – guarda te anche lui di Camerino, dunque non di Macerata – Gianluca Pasqui che invece spinge per le doppie candidature di Laviano e Iommi convinto che l’evidente debolezza e frammentazione della Lega potrebbe dare a Forza Italia maggior spazio nella eventuale giunta Paracaroli-bis.
Su questa disfida sotterranea c’è anche una interlocuzione di Barbara Antolini, segretaria cittadina e capogruppo in Comune di Forza Italia, che potrebbe aspirare a un posto da assessore anche per i limiti imposti dalla rappresentanza di genere. In Fratelli d’Italia la situazione è magmatica. Si sa che in quattro aspirano al posto di assessore: Paolo Renna vuole fare anche il vicesindaco, ma Francesca D’Alessandro legittimamente aspira alla conferma (dato anche il consenso raccolto alle regionali) in quel ruolo, Simone Livi rimasto a piedi in Regione pretende un posto e Pierfrancesco Castiglioni chiede un segno di riconoscimento alla sua fedeltà. Si accontenterebbe pare del ruolo di Presidente dell’assemblea comunale.
Ma al carro di Fratelli d’Italia c’è un vero e proprio assalto al punto che si mormora di una "lista dei ristoratori" che chiederebbe un posto in giunta. In questo marasma spuntano altre due incognite. La prima è la lista I Marchigiani che si presenta molto agguerrita e non si sa ancora se Claudio Carbonari vi confluirà o meno, la seconda è la lista dell’Udc con la presenza dell’assessore Marco Caldarelli che potrebbe finire per diventare un catalizzatore dei dissidenti dagli apparati del Centrodestra senza contare che, sia pure con ridottissime speranze, sono in campo Mattia Orioli e Giordano Ripa che pescano in un’area limitrofa al Centrodestra.
Francesco Acquaroli ha scelto di confermare Sandro Parcaroli per tentare di arginare le spinte centrifughe e le faide interne di un Centrodestra che pare del tutto inconsapevole dell’erosione di consensi che ha subito e sta subendo. E del tutto indifferente ai sommovimenti dell’elettorato che invece il voto referendario ha palesemente fatto emergere. Lo dimostra la difficoltà che i partiti hanno nel formare le liste. Probabilmente solo Fratelli d’Italia riuscirà a comporre l’elenco di tutti e trenta i candidati.
A due mesi esatti dalle elezioni il Centrodestra non ha ancora elaborato una piattaforma programmatica ed è stato paralizzato prima aspettando Godo, oggi dalle manovre in cerca di un posto con l’elettore considerato variabile indifferente, e tale non è! Non si rende conto che ad esempio Marco Sigona gli ha posto un problema serio: come dialogare con i ceti produttivi, con il mondo delle professioni e con l’università?
E sull’altro fronte Giancarlo Tittarelli può capitalizzare il dissenso giovanile ben espresso dal voto del referendum e il voto popolare del tutto trascurato dalla giunta Parcaroli che si è arroccata nel suo fortino di cemento armato inconsapevole della perdita di ruolo e di peso che Macerata ha subito come dimostrano i tre indizi elettorali. Il tempo per cambiare candidato Sindaco il Centrodestra lo avrebbe, ma non lo farà. Sarebbe il caso di suggerire però a Francesco Acquaroli che potrebbe essere un voto a perdere.
Un fiore per rompere il silenzio su una patologia che in Italia colpisce circa 3 milioni di donne. Domenica 29 marzo, Macerata si unisce alle oltre 40 piazze italiane per l'iniziativa nazionale "I Fiori della Consapevolezza", promossa dall'A.P.E. (Associazione Progetto Endometriosi). L’appuntamento per i cittadini maceratesi è al Centro Commerciale Val di Chienti, dove dalle 9:00 alle 14:00 sarà allestito uno stand informativo.
L’iniziativa, che cade in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vede le volontarie dell'A.P.E. impegnate da 20 anni nel creare consapevolezza su una malattia cronica spesso invisibile e difficile da diagnosticare.
Con una piccola donazione, sarà possibile portare a casa una gerbera rosa in vaso insieme a dei semi di girasole: simboli scelti per rappresentare la fragilità, ma anche la forza delle donne che affrontano questa sfida ogni giorno. Ogni fiore sarà accompagnato dalle istruzioni per la coltivazione, un gesto che invita alla cura costante, proprio come quella necessaria per la salute femminile.
Il cuore del progetto non è solo simbolico. I fondi raccolti a Macerata e in tutta Italia serviranno a finanziare uno dei pilastri dell’associazione: la formazione specialistica dei professionisti della salute.
Ginecologi, ecografisti e psicologi aggiornati sono infatti l’arma più efficace per abbattere il grave ritardo diagnostico che ancora oggi caratterizza l'endometriosi. Investire nella conoscenza significa permettere a migliaia di donne di accedere a percorsi di cura multidisciplinari e tempestivi, migliorando drasticamente la loro qualità di vita.
Le note dei Fab Four risuonano con accento marchigiano nel nord della Francia. Si è conclusa con un autentico trionfo la partecipazione dei The Ladders alla "Beatles Night 2026" di Wasquehal, vicino a Lille. La band, colonna portante del tributo beatlesiano in Italia, è stata tra i grandi protagonisti della 21ª edizione di uno degli eventi europei più prestigiosi dedicati alla band di Liverpool.
Il successo in terra francese porta la firma di un quintetto che unisce diverse anime della nostra regione. Sul palco dell’Espace Gérard Philipe, davanti a un teatro sold out, hanno brillato il maceratese Riccardo Scarponi e Mauro Cimarra di Jesi. A completare l'ossatura della band, portando alta la bandiera di Camerino, sono stati i due storici musicisti camerti Massimo Gerini e Brizio Romagnoli. Insieme a loro, a chiudere il cerchio di questa eccellenza regionale, anche Gabriele Chiappa di Fabriano.
I Ladders hanno infiammato il pubblico francese con un set dedicato ai brani più rock’n’roll dei Beatles, culminato in un momento di rara intensità emotiva. Per il gran finale, la band marchigiana ha chiamato sul palco le altre formazioni della serata – i francesi The Eggmen e i belgi The Beatlephonics – per un'esecuzione corale di "Hey Jude" che ha fatto scattare la standing ovation dell'intero palazzetto.
"È stata una serata fantastica - hanno commentato i membri della band al rientro - ma il merito va ai Beatles e alla splendida organizzazione di Pierre e di tutto lo staff francese che ci ha accolto come amici di vecchia data".
Attivi da ormai 15 anni, i Ladders si confermano una realtà internazionale capace di esportare il talento marchigiano oltre confine. Dopo il successo d'oltralpe, il tour tributo ai Fab Four non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 4 aprile allo Skylight Club di Foligno, per poi proseguire con le date estive in tutta la penisola.
Il "tacco-punta" maceratese non smette di stupire. È ufficiale la quinta convocazione consecutiva per Michele Antonelli ai Campionati Mondiali a squadre di marcia. Il marciatore maceratese, punta di diamante del C.S. Aeronautica (primo aviere scelto), vestirà per la 19ª volta la maglia azzurra, questa volta con direzione Sudamerica: il prossimo 12 aprile sarà a Brasilia per la rassegna iridata, l'evento internazionale più rilevante di questo anno solare.
La storia sportiva di Antonelli è un inno alla determinazione. Dopo che le federazioni internazionali (CIO e IAAF) avevano cancellato la storica prova della 50 km – specialità in cui il maceratese eccelleva, vantando un crono di 3h49'07” (14° all-time in Italia) – sembrava che per lui non ci fossero più prospettive ai massimi livelli.
Invece, Antonelli ha saputo reinventarsi sulla distanza più breve, la 20 km, ottenendo risultati straordinari: il bronzo ad Antalya nel 2024 e lo splendido argento agli Europei 2025 di Podebrady, dove ha firmato il suo record personale di 1h20'43”, tempo che lo colloca al 18° posto assoluto nella storia della marcia italiana.
Michele Antonelli rappresenta oggi lo sportivo più titolato di Macerata, ma soprattutto un modello per i giovani atleti locali. La sua capacità di non arrendersi mai e di "allenarsi sempre con lo sguardo dritto e aperto nel futuro", citando Pierangelo Bertoli, lo rende il miglior ambasciatore possibile per il capoluogo nel continente americano. A Michele va l'abbraccio dell'intera comunità maceratese, orgogliosa di vedere ancora una volta un proprio cittadino difendere i colori dell'Italia sul tetto del mondo.
Alessandra Verni non si è mai arresa da quel tragico gennaio 2018, quando i resti di sua figlia Pamela furono ritrovati sulla strada tra Casette Verdini e Pollenza.
Ancora oggi, a seguito della condanna di Innocent Oseghale all’ergastolo per aver violentato, assassinato e brutalmente depezzato il cadavere di Pamela, Alessandra non si dà pace: è la voce di una madre che esige giustizia.
“Quello che vorrei sottolineare - ha dichiarato la Verni durante un’intervista telefonica - è che ancora oggi non sono stati trovati tutti i complici di Oseghale. Si tratta di un delitto così efferato, che è praticamente impossibile concepire che un solo individuo sia riuscito a compiere tutte quelle azioni senza alcun aiuto”.
Stando alle parole di Alessandra, da alcune intercettazioni e dalla denuncia di un detenuto del carcere di Ferrara, emergerebbe il coinvolgimento di altre persone, alcune delle quali precedentemente interrogate e processate, ma poi assolte per mancanza di prove.
“C’è anche un altro elemento che non può essere ignorato - ha proseguito la Verni - Michela Pettinari, madre dei figli di Oseghale, durante una telefonata a quest’ultimo, effettuata proprio nel tardo pomeriggio del 30 gennaio, ha dichiarato di aver ricevuto risposta da una donna che, sghignazzando, ha detto che Oseghale era impegnato, e di aver sentito in sottofondo diverse voci. Tutto questo, presumibilmente, accadeva mentre mia figlia veniva uccisa”.
La madre di Pamela ha inoltre insistito sull’efferatezza dell’omicidio e sulla presenza di diverse tracce di DNA, riconducibili alla possibilità di violenze sessuali effettuate da più di un individuo: “Per farsi un’idea della brutalità del suo assassinio, basta guardare le foto dei resti di mia figlia. È stato addirittura definito un unicum nella storia della criminologia mondiale degli ultimi 50 anni. Il corpo di Pamela è stato disarticolato in maniera chirurgica ed estremamente precisa: un’operazione del genere richiede dei tempi e una lucidità che non possono essere il frutto di una sola mente e di due sole mani. Personalmente, credo che esista una connessione tra la ritualità di certe organizzazioni criminali straniere e il silenzio compiacente di alcuni poteri occulti che controllano il territorio in maniera invisibile, ma ramificata”.
Per consolidare la sua tesi, la Verni ha anche addotto ad un’intervista di Rainews 24 mandata in onda nel 2018, a poche settimane di distanza dall’omicidio di Pamela, durante la quale una ragazza, vittima sopravvissuta, ha denunciato in anonimato la presenza di un sistema deviato e corrotto, nel quale sarebbero coinvolti personaggi molto noti della "Macerata bene". Festini a base di prostituzione minorile e droga sarebbero al centro di questa sorta di ragnatela di potere, in cui i trafficanti di sostanze stupefacenti vengono utilizzati come manodopera.
Il 7 marzo 2025, Alessandra Verni ha ottenuto la possibilità di incontrare, faccia a faccia, il carnefice di sua figlia, l’unico finora individuato dalla legge: “Di fronte alle mie domande, Oseghale ha preferito non rispondere. Paradossalmente, se solo decidesse di parlare, potrebbe rendere a Pamela la giustizia che merita. Ad ogni modo, io ne sono uscita a testa alta e più determinata di prima, nonostante quell’incontro mi abbia messa a dura prova”.
Alessandra ha concluso l’intervista con una nota dolente: “In molti hanno voluto far passare mia figlia per una 'drogata' che se l’è andata a cercare. Purtroppo, c’è ancora questa tendenza traviata a colpevolizzare la vittima, invece di soffermarsi sugli stupratori e i carnefici. Il motivo per cui non mi arrendo è che Pamela merita giustizia, ma anche che ciò che è stato fatto a lei, può essere fatto a chiunque altra”.
Macerata - Le condizioni di salute mentale dei giovani sono al centro del convegno organizzato dal Lions Club Macerata Host venerdì prossimo, 27 marzo, alle ore 16.30 nell’Auditorium dell’Università di Macerata in via Padre Matteo Ricci 2.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Macerata, riunisce professionisti in grado di fornire chiavi di lettura utili nei contesti familiari e scolastici per un confronto sulle forme di disagio psicologico degli adolescenti, in un’età in cui il confine tra evoluzione fisiologica e segnali di malessere può risultare sfumato.
“Il problema è reale e le cifre sono in aumento”, sottolinea Maria Sabina Rommozzi, presidente del Lions Club Macerata Host, “per questo abbiamo organizzato un incontro aperto alla cittadinanza per stimolare una riflessione attenta e consapevole attraverso il confronto con esperti qualificati”.
Stando al più recente report Unicef sul tema, la metà di tutti i disturbi mentali iniziano intorno ai 14 anni ma la maggior parte dei casi non viene diagnosticata né trattata. “Conoscenza e prevenzione sono fondamentali”, aggiunge il neuropsichiatra Pierluigi Pianesi, chairman dell’incontro, che spiega: “L’obiettivo di questo evento è dare informazioni sulla psiche adolescenziale approfondendone la conoscenza sia del suo fisiologico sviluppo sia dei suoi aspetti critici. Questi infatti possono essere di forte entità ed evolvere talora in maniera subdola in senso francamente patologico. Riconoscerli e comprenderli consente di intervenire in maniera appropriata».
Il programma di venerdì prevede l’intervento di tre specialisti: la psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Francesca Caldarelli chiarisce i passaggi chiave dall’infanzia all’adolescenza e i momenti critici che le caratterizzano; il neuropsichiatra infantile Maurizio Pincherle affronta i disturbi del comportamento, mentre lo psichiatra Stefano Nassini propone un inquadramento dei principali disturbi psicopatologici e dei criteri di riconoscimento.
La seconda parte del pomeriggio è pensata come spazio di confronto aperto agli interventi dei presenti, di associazioni del territorio, genitori e insegnanti.