MACERATA – Le telecamere della Rai accendono i riflettori sullo Sferisterio. Nella giornata di oggi (lunedì), una troupe ha effettuato alcune riprese all’interno dell’arena maceratese che saranno inserite in una prossima puntata di Ulisse, il piacere della scoperta, il celebre programma di divulgazione condotto da Alberto Angela.
Secondo quanto trapela, il servizio sarà parte di una puntata speciale dedicata a Giacomo Leopardi, tra le figure più alte della letteratura italiana e simbolo indiscusso delle Marche. Un racconto che, inevitabilmente, coinvolgerà anche il territorio e i suoi luoghi più rappresentativi. Oltre a Macerata, infatti, è facile immaginare che ampio spazio sarà riservato a Recanati, città natale del poeta, con i suoi luoghi simbolo come il Colle dell’Infinito e Palazzo Leopardi, da sempre tappe imprescindibili per raccontarne la vita e l’operAlberto Angela accende i riflettori sullo Sferisterio: Ulisse dedica una puntata speciale a Giacomo Leopardia. Un legame, quello tra Leopardi e il territorio, che rappresenta il cuore stesso della narrazione.
Non solo riprese: la presenza in città ha avuto anche un momento più informale. Lo stesso Alberto Angela si è infatti concesso un pranzo da Osteria Agnese, che ha condiviso sui propri canali social una foto dell’incontro accompagnata da un messaggio ironico: “Allerta spoiler: dopo ‘Il Piacere della Scoperta’, non poteva mancare ‘Il Piacere della Scarpetta’. Grazie ad Alberto Angela per averci scelto in questo passaggio a Macerata. Per noi è stato una grande piacere ed un onore!”.
La sera, invece, il conduttore si è spostato proprio a Recanati, scegliendo per la cena il ristorante Il Borgo Antico, dove non è mancato un momento ricordo: un selfie insieme alle titolari del locale, condiviso con entusiasmo.
Al momento non è stata ancora comunicata la data di messa in onda della puntata, ma cresce già l’attesa per vedere lo Sferisterio protagonista in prima serata su Rai 1, all’interno di un format che negli anni ha saputo coniugare rigore scientifico, racconto e spettacolo.
La nuova stagione di Ulisse ha preso il via lo scorso 2 marzo con una puntata dedicata alla Reggia di Versailles, confermando ancora una volta la vocazione internazionale del programma. Ora, però, l’attenzione si sposta sulle Marche, con un focus che promette di valorizzare non solo la figura di Leopardi, ma anche il patrimonio culturale e paesaggistico della provincia di Macerata.
Per il territorio si tratta di una vetrina importante a livello nazionale: la presenza delle telecamere Rai rappresenta infatti un’occasione preziosa per raccontare storia, identità e bellezza a milioni di telespettatori.
Si è conclusa con una denuncia e il sequestro di materiale probatorio l’indagine condotta dai Carabinieri della locale Stazione nei confronti di un 21enne residente a Macerata, ritenuto responsabile di un imbrattamento avvenuto lo scorso 7 febbraio.
L’attività investigativa è scattata dopo la querela presentata da un cittadino di 78 anni, proprietario di un’abitazione il cui muro di cinta era stato deturpato con la scritta “IHOPS 1312”, realizzata con vernice spray nera. In esecuzione di un decreto di perquisizione locale e personale emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, i militari hanno rintracciato il giovane. Nel corso dell’operazione, all’interno dell’autovettura del 21enne sono state trovate due bombolette spray, nero e grigio, compatibili con quelle utilizzate per l’imbrattamento, poste sotto sequestro.
A margine dell’operazione, i Carabinieri hanno rivolto un accorato appello ai giovani affinché riflettano sulla gravità di simili gesti, spesso scambiati per semplici “bravate” o forme di espressione artistica. Questi atti comportano pesanti conseguenze legali e civili. Il reato di imbrattamento, previsto dall’articolo 639 del codice penale, può portare a denunce e processi, mentre chi commette simili azioni è anche obbligato al risarcimento del danno e al ripristino dei luoghi, con costi di pulizia e tinteggiatura spesso molto elevati.
I Carabinieri ricordano che rispettare il decoro urbano e la proprietà altrui è fondamentale per diventare cittadini consapevoli. "Anche un momento di leggerezza o la ricerca di protagonismo può segnare il percorso legale e personale di un giovane per lungo tempo".
In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, venerdì 27 marzo alle ore 18 e sabato 28 marzo alle ore 10, il Comune di Macerata organizza una visita guidata gratuita al Teatro Lauro Rossi.
L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con Macerata Culture e l’associazione Sferisterio aderendo alla call della Fondazione Marche Cultura. L'obiettivo è la valorizzazione del patrimonio dei teatri storici presenti sul territorio regionale.
Il percorso guidato permetterà ai visitatori di scoprire la storia e l'architettura del teatro cittadino, approfondendo il ruolo della struttura come centro di aggregazione culturale.
Informazioni e prenotazioni: il ritrovo è fissato all'Infopoint, in piazza della Libertà, 18. L'ingresso è gratuito su prenotazione da effettuare al numero 0733 060279, e – mail macerata.cultura@orologionetwork.it .
Dopo aver sudato le sue solite sette camicie – tra l’altro al terzo tiebreak consecutivo in una settimana dopo Aversa e Fano -, la Banca Macerata Fisiomed può brindare al raggiungimento del suo obiettivo playoff grazie alla vittoria casalinga al tiebreak (3-2: 25-22, 18-25, 25-21, 22-25, 23-21) contro una sempre coriacea Rinascita Lagonegro.
Il dodicesimo turno di ritorno in scena oggi pomeriggio al Banca Macerata Forum premia i biancorossi di coach Giannini dopo un’autentica battaglia di due ore e venti minuti di gioco. Lo sforzo, però, è più che ripagato perché la vittoria consegna - con un turno di anticipo - a Fall e compagni il pass tanto desiderato per la post-season. Macerata e Lagonegro si equivalgono in tutte le statistiche della partita, decisa come spesso succede dai dettagli. Il top scorer del match è il biancorosso Denis Karyagin che, con i suoi 24 punti di ieri, supera quota 500 punti in carriera in tutte le competizioni di Serie A.
La partita
Entra in campo la Banca Macerata Fisiomed di coach Giannini con la sua formazione tipo delle ultime uscite e dell’andata in Basilicata. In biancorosso, torna in pianta stabile nel sestetto Pedron in palleggio opposto a bomber Novello, Zhelev e Karyagin i laterali, Fall-Diaferia al centro, Gabbanelli e Dolcini ad alternarsi in ricezione e difesa.
Risponde in tenuta giallonera la Rinascita Lagonegro di coach Kantor con Sperotto in cabina di regia pronto ad armare le braccia dei suoi martelli Cantagalli, Andonovic e Raffaelli; Arasomwan e Pegoraro sono i centrali, Fortunato il libero.
Primo set. È di stampo lucano il primo break dell’incontro e arriva grazie alla diagonale di Cantagalli (1-3). Pareggio e sorpasso per i biancorossi che sfruttano la verve positiva in difesa di Dolcini e contrattaccano con la parallela imprendibile di Novello (8-7). Parziale molto equilibrato in funziona l’attacco delle due squadre che continuano vicine con Andonovic e Karyagin in grande spolvero (16-13). Il mani-out di Zhelev mantiene le squadre sul +3 con Macerata che esulta poco dopo anche con Diaferia: il suo ace vale il 21-17. Fall e compagni conservano il vantaggio, nonostante qualche disattenzione: 25-22 dopo un errore lucano dai nove metri.
Secondo set. Si combatte anche all’inizio del secondo parziale con Zhelev che sbatte sulle mani prima di Sperotto e poi su quelle di Arasomwan: lato biancorosso, però, c’è sempre Novello (5-5). Prove tecniche di allungo per Lagonegro con Macerata che sta un po’ patendo il ritmo lucano: Giannini blocca il gioco sul 7-10. Diaferia out dal centro, ancora time-out maceratese in una fase di gioco difficile: -5 per i padroni di casa, 8-13. Macerata ci prova, ma Sperotto alza un primo tempo imprevedibile che porta la sua squadra a un vantaggio sempre più rassicurante (11-17). Pegoraro sigla poi dal centro il 14-21 in un set mai in discussione. A chiudere è l’attacco del subentrato Sanchi (18-25).
Terzo set. Dopo un set complicato, i biancorossi provano a riprendere le redini del gioco con due attacchi consecutivi di Karyagin e Zhelev dalla loro mattonella (6-4). Si alza l’efficienza in attacco della Banca Macerata Fisiomed: una difesa e il successivo contrattacco di Novello valgono il +4 (10-6). Squadre attentissime in difesa, ma Raffaelli poi spara out: ad avere la meglio è la metà campo casalinga che si concede un vantaggio di cinque lunghezze (12-7 e time-out Lagonegro). Con la Rinascita che non vuole saperne di mollare, ora è partita vera: le squadre arrivano appaiate al finale di set, ma l’accelerata arriva con Garello al servizio (22-19). Il capitano regala ai suoi quattro tentativi per aggiudicarsi il parziale, conclude l’opera Novello (25-21).
Quarto set. Ancora Novello a riaprire la battaglia: il primo punto è un suo attacco vincente. L’ace di Karyagin vale il +3, Cantagalli tiene incollati i suoi con due frustate imprendibili, ma è ancora Diaferia a farsi sentire (8-5). Macerata vola sul 13-10 col videocheck che fa poi rimanere in gola l’urlo biancorosso per l’ace di Karyagin: si carica Lagonegro e si riavvicina fino al -1 (14-13). La parità arriva a quota 16, ma una diagonale strepitosa del solito laterale bulgaro sposta ancora l’ago del vantaggio verso i suoi compagni (18-16). Finale di set che si deciderà sui dettagli, la parallela di Zhelev è giudicata di poco fuori e porta gli ospiti a due punti dal set (21-23). Terzo tiebreak in arrivo per i biancorossi in una settimana, 22-25.
Quinto set. Tre punti intelligenti di Karyagin danno slancio ai biancorossi (3-1). Ace di Novello per mantenere il +2 (5-3) col cambio campo che arriva sull’errore ospite in battuta (8-5). Il capitano rispedisce al mittente le prime intenzioni ospiti di parità, ma la diagonale di Andonovic e l’errore successivo di Pedron portano poi Lagonegro avanti addirittura 11-13. Karyagin porta le squadre ai vantaggi, dove prevale la stanchezza: non per Novello che blinda i playoff per i suoi in un tiebreak interminabile (23-21).
BANCA MACERATA FISIOMED – RINASCITA LAGONEGRO 3-2 (25-22, 18-25, 25-21, 22-25, 23-21)
Macerata: Fabi, Novello 19, Pedron 1, Garello, Fall 12, Diaferia 11, Zhelev 13, Karyagin 24, Talevi, Becchio, Maccarone, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Zamparini. All: Giannini, Ass: Leoni.
Lagonegro: Arasomwan 9, Esposito, Raffaelli 15, Pegoraro 3, Cantagalli 23, Tognoni 7, Armenante, Sperotto 5, Andonovic 20, Mastracci, Sanchi 1, Fortunato (L1). NE: Tognoni, De Angelis (L2). All: Kantor, Ass: Viggiano
Durata set: 25’,25’, 31’, 31’, 31’ per due ore e 23 minuti.
Note: Battute punto Macerata 6 con 24 errori, Lagonegro 4 con 19 errori. Muri punto Macerata 7, Lagonegro 7, Attacco punto Macerata 48%, Lagonegro 52%, Ricezione positiva Macerata 45% (23% perfetta), Lagonegro 50% (31% perfetta).
(Photo credits: Mauro Pianesi | Pallavolo Macerata)
Macerata – Incidente stradale nel tardo pomeriggio di oggi (domenica), intorno alle ore 17, lungo Corso Cairoli, nei pressi dell’incrocio con via Carducci. Due le auto coinvolte in un tamponamento che, fortunatamente, non ha causato gravi conseguenze per le persone.
Entrambi i conducenti sono residenti a Macerata. Secondo quanto emerso dai rilievi, la responsabilità del sinistro è stata attribuita a un uomo di 38 anni, nato in Francia ma residente nel capoluogo.
Sottoposto ai controlli da parte delle forze dell’ordine, il conducente è risultato positivo all’alcol con valori estremamente elevati: alla prima prova l’etilometro ha segnato 4,22 grammi per litro, mentre la seconda misurazione ha rilevato 3,83 g/l, livelli ben oltre i limiti consentiti dalla legge.
Immediati i provvedimenti: per l’uomo è scattato il ritiro della patente di guida, mentre il veicolo – una Renault Clio – è stato posto sotto sequestro ai fini della confisca.
La dinamica dell’incidente è al vaglio degli agenti intervenuti sul posto, ma l’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza stradale e della guida in stato di ebbrezza, purtroppo ancora tra le principali cause di incidenti.
Torna con un punto da Busto Arsizio la CBF Balducci HR nella terza giornata del Girone A dei Playoff Challenge Serie A1 Tigotà: sotto 2-0 le arancionere risalgono sul 2-2 ma cedono poi al tie break all’Eurotek Laica UYBA. Con il punto conquistato le ragazze di coach Lionetti salgono a quota 4 in classifica quando mancano due gare al termine per Bresciani e compagne. MVP di giornata il libero delle bustocche Pelloni, è sfida di opposti tra i 28 punti di Obossa e i 21 di Decortes, tra le maceratesi da segnalare anche i 19 punti di Piomboni. Busto attacca meglio (40% vs 33%), sono 11 i muri arancioneri contro i 10 della UYBA.
Nel primo set l’UYBA parte forte con Obossa sugli scudi (9-4), le arancionere tornano sotto con Piomboni (10-8, 4 punti nel set) ma l’opposta di casa (6 punti a fine parziale) continua a spingere al servizio (15-11): la maggiore continuità delle lombarde in ogni fondamentale spinge le ragazze di Barbolini sul 22-16 e poi al 25-18 finale. Sulla scia del primo set le bustocche trovano subito un break importante (5-0), la CBF Balducci HR prova a reagire (9-6) ma poi torna a subire il gioco dell’UYBA (14-6), mentre Obossa continua a scatenarsi in attacco (10 centri nel parziale): il set scivola nettamente nelle mani dell’Eurotek Laica (25-13). Ben diverso l’impatto con il terzo set per le arancionere: Ornoch e Decortes confezionano il +5 (5-10), ma l’UYBA rientra con l’ingresso di Booth al centro (13-14), la CBF Balducci HR non perde il filo (14-18) e tiene il break fino al 19-25. Nel quarto l’UYBA ritrova i colpi di Battista e Obossa (12-7) ma le maceratesi non mollano e con Piomboni-Decortes (rispettivamente 7 e 9 punti) trovano il sorpasso (14-15) e poi il break decisivo (19-23) per il 21-25. Nel tie break le arancionere scattano sul 7-10, poi si fermano e Busto risponde con un maxi parziale di 8-2 chiudendo la sfida 15-12.
LA CRONACA
Coach Lionetti sceglie Bonelli-Decortes, Clothier-Sismondi, Kockarevic-Piomboni, Bresciani libero. Coach Barbolini mette in campo Seki-Obossa, Eckl-Torcolacci, Battista-Gennari, Pelloni libero
Battista e Gennari firmano il 4-1 Busto, poi l’ex arancionera non passa (4-2), le lombarde allunganoo con l’ace di Obossa (7-3), Kockarevic a segno, 7-4. L’invasione delle ospiti segna il 9-4, Kockarevic vincente (9-5), Decortes diagonale (10-6), Piomboni contrattacco (10-7), Battista out, 10-8. Piomboni mani out (11-9), ancora lei (13-11), altro ace Obossa (15-11), Battista contrattacco (17-12), Sismondi primo tempo, 17-13. Decortes diagonale (19-15), muro Clothier (19-16), pipe Battista (21-16), Gennari vincente, 22-16. Piomboni mani out (22-17), dentro Batte e Ornoch per Bonelli e Decortes, invasione Batte (24-17), errore UYBA (24-18), chiude Eckl al centro, 25-18.
L’UYBA parte forte anche nel secondo set (3-0), Battista contrattacco (4-0), Obossa a segno, 5-0. Clothier primo tempo (5-1), Decortes vincente (6-2), Gennari contrattacco (9-3), entra Ornoch per Kockarevic, Sismondi primo tempo, 9-4. Out Eckl (9-5), ancora errore della centrale (9-6), poi mura (11-6), Piomboni non trova il campo, 12-6. Ace Gennari (14-6), Clothier a segno (14-7) poi non trova il campo (16-7), Obossa a segno (17-7), Piomboni passa, 17-8. Obossa due volte (19-8), ancora lei (20-8), ace Clothier (20-10), pallonetto Obossa (22-10), entra Batte per Bonelli, muro Sismondi, 22-11, chiude Gennari 25-13.
Resta in campo Ornoch nel terzo set, due ace di fila per la polacca (0-3), muro Bonelli (0-4), muro Torcolacci, 2-4. Pallonetto Piomboni (3-6), Decortes contrattacco (3-7), ancora lei (3-8), Obossa risponde, 5-8. Decortes a segno (5-9), muro Ornoch (5-10), ancora Decortes (6-11), entra Booth per Torcolacci nell’UYBA, muro Battista, 8-11. Out Decortes (9-11), muro Clothier (9-12), Ornoch diagonale (10-13), Piomboni a segno, 11-14. Ace Booth (13-14), Piomboni c’è (13-15), Schmit e Diouf dentro per le lombarde, Sismondi vincente (14-16), Decortes contrattacco, 14-17. Gennari sbaglia (14-18), Decortes c’è (15-19), Clothier primo tempo (16-20), muro Ornoch, 17-21. Toccato l’attacco Piomboni (18-22), Obossa sbaglia (18-23), muro Sismondi (18-24), il set si chiude 19-25.
Ornoch a segno nel quarto (1-2), doppio ace Battista (4-2), Piomboni passa (4-3), toccato l’attacco Gennari, 6-3. Piomboni vincente (6-4), Gennari a filo rete (8-4), Decortes palla sulla riga (9-6), invasione UYBA, 10-7. Battista contrattacco (12-7), Ornoch passa (12-8), Piomboni vincente (13-9), Decortes contrattacco, 13-10. Piomboni a segno (13-11), Decortes a segno (13-12), ancora lei (14-13), Piomboni pallonetto (14-14), muro Piomboni, 14-15. Decortes c’è (15-16), muro Decortes (16-17), Battista sbaglia (17-19), Ornoch a segno, 18-20. Decortes contrattacco (18-21), ancora lei (19-22), muro Sismondi (19-23), Decortes tocco vincente (21-24), chiude Piomboni 21-25.
L’errore di Decortes e il muro di Obossa firmano il primo break del quinto (4-2), Decortes contrattacco (4-4), ancora lei a segno, 5-5. Ace Piomboni (5-6), muro Sismondi (6-7), Seki sbaglia (6-8), Ornoch passa, 7-9. Battista sbaglia (7-10). Muro Obossa (9-10), errore Decortes (10-10), Battista contrattacco (11-10), ancora lei, 12-10. Decortes mani out (12-11), Gennari a filo rete (14-11), Piomboni diagonale (14-12), chiude un errore al servizio, 15-12.
IL TABELLINO
EUROTEK LAICA UYBA - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-2 (25-18 25-13 19-25 21-25 15-12)
EUROTEK LAICA UYBA: Seki, Battista 16, Torcolacci 7, Obossa 28, Gennari 15, Eckl 10, Pelloni (L), Booth 3, Parra, Boldini (L), Parlangeli, Schmit, Diouf 2, Metwally. All. Barbolini.
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Kockarevic 2, Sismondi 8, Decortes 21, Piomboni 19, Clothier 6, Bonelli 1, Bresciani (L), Ornoch 11, Mazzon, Batte. All. Lionetti.
Arbitri: Saltalippi, Curto.
Note - Spettatori: 1059, Durata set: 24', 22', 24', 27', 16'; Totale: 113'. MVP: Pelloni.
L’Atletico Ascoli supera la Maceratese per 2-0 al termine di una gara divisa nettamente in due parti: un primo tempo dominato dai padroni di casa ma chiuso a reti inviolate, e una ripresa in cui i bianconeri concretizzano la superiorità trovando i gol decisivi con Maio e Minicucci. Per la formazione biancorossa resta una prova di resistenza nella prima frazione e il rammarico per una grande occasione fallita da Osorio sul 2-0.
Il match prende il via alle 14:33 sotto la direzione del signor Giovanni Matteo di Sala Consilina. L’avvio è subito complicato per la Maceratese, che nei primi minuti rischia grosso in due circostanze. Al 3’ l’Atletico Ascoli sfonda sulla destra: il cross basso attraversa l’area e arriva a Sardo, che calcia forte rasoterra trovando però soltanto l’esterno della rete. Passa appena un minuto e i biancorossi tremano ancora: Lucero scivola nella propria trequarti, Coppola ne approfitta e si invola verso la porta, ma davanti a Gagliardini si fa ipnotizzare dal portiere ospite, decisivo nell’uno contro uno.
Dopo un inizio in apnea, la Maceratese prova gradualmente a prendere campo superato il primo quarto d’ora. Al 15’ Osorio accende la manovra con una bella accelerazione sulla sinistra, salta un paio di avversari ma sbaglia la misura del cross al momento decisivo.
L’Atletico Ascoli, però, continua a rendersi pericoloso. Al 22’ Mazzarani pennella dalla destra per la testa di Didio, che non riesce però a indirizzare bene e manda sul fondo. Al 27’ è ancora Sardo a provarci con un rasoterra potente ma centrale, facile preda di Gagliardini. Un minuto più tardi lo stesso Sardo va al cross e trova ancora Didio, che di testa non inquadra la porta.
Alla mezz’ora i padroni di casa sfiorano ancora il vantaggio con un insidioso tiro-cross di Feltrin, disinnescato da Gagliardini con un intervento in smanacciata. Al 35’ Perini viene ammonito per un intervento in scivolata al limite dell’area, concedendo una punizione pericolosa agli ascolani: sulla battuta di Coppola il pallone termina fuori di pochissimo, con una deviazione che vale il corner.
Al 38' l’Atletico Ascoli trova la via della rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Vecchiarello, ma l’arbitro annulla tutto per una carica ai danni di Gagliardini nel cuore dell’area.
Nel finale, però, è la Maceratese ad andare vicinissima al colpo a sorpresa. Al 46’ Gagliardi calcia una punizione dal limite: il pallone colpisce il palo, attraversa la linea di porta — con il dubbio che possa averla anche superata del tutto — poi sbatte contro l’altro palo e torna fuori. Un episodio clamoroso che chiude una prima frazione a forti tinte bianconere, ma senza reti.
Secondo tempo
La ripresa comincia alle 15:35 e l’Atletico Ascoli trova subito il modo di sbloccare la gara. Al 5’ Maio riceve nel cuore dell’area, salta un paio di difensori vincendo anche un contrasto e batte Gagliardini per l’1-0.
La Maceratese prova a reagire quasi immediatamente. Al 7’ Osorio mette un cross dalla sinistra, la palla arriva a Mastrippolito che conclude verso la porta, ma il tiro è centrale e Di Giorgio blocca senza affanni.
I padroni di casa continuano comunque a controllare il match e al 16’ costruiscono un’altra bella azione con Coppola che, al volo, manda alto sopra la traversa. Al 19’ arriva anche il giallo per Gagliardi, costretto a trattenere un avversario per interrompere una ripartenza.
Al 20’ l’Atletico Ascoli opera il primo cambio sostituendo Didio con Muro, e quattro minuti più tardi trova il raddoppio. Al 24’ Maio lavora un ottimo pallone e serve in profondità Minicucci, bravo a scattare sul filo del fuorigioco, a infilarsi in area da destra e a battere Gagliardini con un raffinato tocco di punta sul secondo palo per il 2-0.
La Maceratese ha però la chance per riaprire la partita al 28’. Ciattaglia crossa in area, Ciabuschi fa da sponda di testa per Osorio che calcia a colpo sicuro da posizione favorevole, ma Di Giorgio si supera con una grande parata, mantenendo inviolate le due reti di vantaggio.
Da lì in avanti iniziano i cambi. Al 29’ l’Atletico Ascoli inserisce Antoniazzi per Sardo. Un minuto dopo la Maceratese risponde con un triplo avvicendamento: entrano Morganti, Papa e Marras al posto di Mastrippolito, Donzelli e Ciabuschi. Nello stesso frangente i padroni di casa mandano in campo anche Sbrissa per Coppola. Al 38’ c’è spazio pure per il ritorno di De Santis, rientrato dopo un lungo infortunio al posto di Nonni, mentre al 41’ Minicucci lascia il posto a Camilloni. Nel finale, al 44’, Papa prova la conclusione dalla distanza senza trovare lo specchio, poi la Maceratese esaurisce le sostituzioni con Cirulli per Osorio.
Nel recupero, fissato in quattro minuti, i biancorossi ci riprovano ancora: al 45’+1 Gagliardi raccoglie una respinta corta e calcia di poco a lato dal limite dell’area. È l’ultima occasione di una partita che si chiude sul 2-0 per l’Atletico Ascoli.
ATLETICO ASCOLI (3-5-2): Di Giorgio; Mazzarani, Nonni (dal 38′ st De Santis), Feltrin; Bucco, Minicucci (dal 41′ st Minicucci), Vechiarello, Coppola (dal 30′ st Sbrissa), Sardo (dal 29′ st Antoniazzi); Maio, Didio (dal 20′ st Muro). A disp. Vignanò, De Santis, D’Alessandro, Garufi, Antoniazzi, Carbone All. Seccardini
MACERATESE (3-4-1-2): Gagliardini; Perini, Lucero, Siniega; Mastrippolito (dal 30′ st Morganti), Donzelli (dal 30′ st Papa), De Angelis, Ciattaglia; Gagliardi; Osorio (dal 44′ st Cirulli), Ciabuschi (dal 30′ st Marras). A disposizione: Cusin, Ruani, Vallorani, Cirulli, Arbusti, Marchegiani All. Pambianchi
Arbitro: Giovanni Matteo di Sala Consilina
Assistenti: Flavio Pisu (Oristanio) e Luca Casula (Carbonia)
Lauro, sostituito in panchina da Pambianchi, sceglie la difesa a 3. In mezzo al campo debutto in prima squadra per il classe 2008 Donzelli. Gagliardi gioca alle spalle della coppia d’attacco Osorio-Ciabuschi
Musicultura chiude con successo le Audizioni Live al Teatro Lauro Rossi di Macerata, con oltre 2 milioni e mezzo di visualizzazioni social, 4.000 persone presenti a teatro che hanno accolto, con affetto ed entusiasmo, i giovani protagonisti della scena cantautorale italiana e un’ondata di attenzione sui mass media con le dirette del circuito èTV Marche e i collegamenti quotidiani della TGR Marche.
Su un totale di 1.328 candidature pervenute, il concorso ha selezionato ed ascoltato dal vivo 60 artisti, 9 band e 51 solisti e soliste, tutti autori delle proprie canzoni, che hanno animato dieci serate di spettacolo trasformando il teatro in un laboratorio di nuove voci della canzone popolare e d’autore italiana. Più di 300 persone tra artisti, musicisti e accompagnatori hanno soggiornato a Macerata, accolte dall’ospitalità dei cittadini, in un vero e proprio “evento‑città” che ha coinvolto ristorazione, alloggi, servizi e strutture.
Una frenetica attività quotidiana ha impegnato, per ben 20 giorni, oltre 80 figure professionali tra tecnici, organizzatori, staff e operatori, generando occasioni di lavoro e rafforzando il ruolo di Musicultura come motore economico e culturale del territorio.
Nella serata di chiusura delle Audizioni Live Federico Baldi si è aggiudicato il Premio del pubblico Banca Macerata, consegnato da Lucia Rocchetti direttrice della filiale di Tolentino di Banca Macerata e dal sindaco di Macerata Sandro Parcaroli: “abbiamo avuto il privilegio di assistere a dieci serate di sogni che hanno preso voce su questo palco, uno spazio autentico e vivo. Questi ragazzi portano con sé la voglia di raccontarsi e di lanciarsi nel mondo della musica e Macerata con Musicultura è felice di accompagnarli in questo cammino”.
Il cantautore e performer Federico Baldi di Bergamo ha conquistato il cuore del pubblico con “La macchina del tempo” e “La sinistra riparta da Immanuel Casto Yasmina Pani e Wesa Channel” brani dove scrittura musicale e monologhi si intrecciano in un racconto che alterna ironia, tensione politica e fragilità affettiva. Dopo una formazione teatrale a Roma, l’artista sceglie la canzone come forma espressiva a metà tra la confessione e la satira. Frequenta l’Officina Pasolini con Niccolò Fabi e sviluppa un progetto personale che unisce scrittura musicale e monologo. Nel 2022 affianca Filippo Timi come aiuto regia di Scopate sentimentali, concerto-omaggio a Pasolini. Nel 2025 partecipa al progetto collettivo di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo Il dominio della luce, con il testo “L’amore al buio”. Attualmente sta lavorando al suo primo album: L’unica alternativa al cappio.
Il Maestrale è il progetto musicale indipendente di Bari, formato dal trio Alessandra Valenzano, Simona Valente e Nicholas Palmieri che ha proposto “Mediterraneo centrale” e “Berlinesi” brani di cantautorato con pulsazioni elettroniche e suggestioni mitteleuropee, che si muovono tra intimità acustica e tensione narrativa. Autoprodotto e sostenuto da un collettivo di artisti e tecnici, Il Maestrale cura ogni fase del proprio percorso senza etichette né management. Nel 2025 pubblica Le Maioliche, primo EP nato da crowdfunding, accompagnato da un tour nazionale in corso. Il Maestrale si è esibito nei club e nei festival in Italia e all’estero, costruendo una performance che mette al centro la relazione con il pubblico in una dimensione narrativa e performativa.
Da Palermo sul placo del Festival Chiara Accardi, classe 2002, con “Promettilo” e “Mi manchi ma non parlo”, brani di cantautorato pop dal forte istinto folk, che trasformano il sentimento in resistenza. Chiara debutta nel 2023 con Stanca di Correre e, dopo le aperture per Cimini, Mille e Matteo Alieno, nel 2024 porta la sua musica "Fuori Porta" tra Torino, Mantova e Milano per la MilanoMusicWeek. Nel 2025 condivide il palco del Mish Mash con Joan Thiele e Marco Castello. NUGE (dal latino nugae, "sciocchezze"), è il suo primo album prodotto da Fabio Rizzo e masterizzato da Giovanni Versari.
Al Teatro Lauro Rossi il rap di Chino, al secolo Andrea Cirillo, classe 2004, originario di Genova, ha presentato “Non andare” e “L’isola che non c’è”, brano su un amore idealizzato proprio come l’isola che non esiste. Il rapper Chino muove i primi passi nel mondo hip hop a otto anni con la breakdance. A 15 anni si trasferisce a Roma con la famiglia e inizia a comporre i primi testi, decidendo di dare voce a Chino, un personaggio cupo e introspettivo, ideato anni prima dallo zio, ex writer di strada.
Angelae è il nome d’arte di Angela Zanonato cantautrice di Padova, ha offerto i brani “Nei letti degli altri” e “Niente di speciale” dove, in uno spazio di osservazione delle fragilità quotidiane, testo e voce cercano un equilibrio sincero. La sua scrittura nasce dall’incontro tra attenzione al testo e interpretazione vocale, con un sound che spazia dall’elettro-pop all’R’n’B, mantenendo al centro la canzone.Cresciuta tra lo studio del violino e il canto, inizia a scrivere spinta dall’ascolto dei grandi cantautori italiani. Nel 2019 pubblica l’album d’esordio angelae, seguito dall’EP Passi Piccolissimi (2021) e dall’album Sassolini (2023). Nel 2022 è finalista al Premio Bianca d’Aponte con Punto G. Nel 2025 esce Organi interni, nuovo capitolo del suo percorso artistico.
Isabella Privitera con sua chitarra ha offerto “Senza tempo” e accompagnata dalla band “Eya”. Cantante e chitarrista bolognese, studia voce e songwriting al Taller de Músics di Barcellona e Canto Jazz presso il Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara. La sua musica intreccia armonie e timbri jazz con ritmi neo soul. È trap, latin, melodie pop ma anche popolari: un’esplorazione gioiosa di linguaggi in apparenza molto lontani tra loro. Da questo approccio fusion nascono i suoi due EP con la band: Iza&TheVisions (2022) e Iza&TheVisions vol. II (2025). Tra l’Italia e la Spagna, si esibisce con varie formazioni e in entrambe le lingue, fondendole in una cifra espressiva personale.
“Dieci serate, sessanta proposte artistiche e quasi trecento musicisti ci hanno ricordato che la musica, nella sua dimensione dal vivo, resta un rito di verità e di autentica connessione umana. – Ha commentato Ezio Nannipieri direttore artistico di Musicultura in chiusura della serata- Su questo palco abbiamo rilevato una sorprendente varietà stilistica ed espressiva, segno che i rimedi all’omogeneità di tanti prodotti musicali industriali esistono, e sono più vicini di quanto si pensi. Ora ci attende la sfida delle scelte: presenteremo i sedici finalisti che proseguiranno il percorso a Recanati, al Teatro Persiani , il 23 e 24 aprile, in due concerti in anteprima nazionale che saranno trasmessi in diretta su Rai Radio 1”.
Un riconoscimento che attraversa i confini nazionali e celebra l'identità profonda di un intero popolo. Anche la Delegazione di Macerata dell’Accademia Italiana della Cucina, guidata dal delegato Pierpaolo Simonelli Paccacerqua, si è unita ai festeggiamenti mondiali per lo storico traguardo della Cucina Italiana come Patrimonio dell’Umanità. La cena ecumenica straordinaria, svoltasi nella suggestiva cornice del ristorante "Le Case", ha visto la partecipazione di oltre ottanta ospiti, confermando il valore sociale e culturale delle tradizioni gastronomiche locali.
Il delegato Simonelli Paccacerqua ha aperto la serata sottolineando come questo riconoscimento sia la testimonianza di un modello alimentare fatto di saperi tramandati e relazioni sociali, un patrimonio che deve continuare a puntare su valori cardine quali equità, sostenibilità e salute.
All'evento hanno preso parte numerose autorità, tra cui il Prefetto di Macerata Giovanni Signer, il consigliere regionale Luca Marconi, l’assessore comunale Katiuscia Cassetta e il professor Gianni Sagratini di Unicam, a testimonianza dell'importanza istituzionale dell'iniziativa.
Il percorso gastronomico della serata è stato un vero e proprio viaggio nel tempo, curato per omaggiare l'evoluzione del gusto italiano negli ultimi decenni.
Gli ospiti hanno potuto riscoprire i sapori degli anni Cinquanta con i crostoni di fegatini e la polenta con sapa, per poi passare all'iconico primo degli anni Settanta, i tortellini panna, funghi e salsiccia, e concludere con i classici degli anni Novanta come il coniglio in porchetta. Ogni portata è stata illustrata dalla professoressa Carla Pelagalli, mentre il delegato ha tracciato l'evoluzione dei ristoranti e dell'Accademia negli ultimi 75 anni.
Un annuncio di grande rilievo per il territorio è arrivato dal delegato onorario Ugo Bellesi, fondatore della sezione maceratese nel 1983, il quale ha confermato che i vincisgrassi sono pronti a entrare ufficialmente nella storia gastronomica europea grazie al riconoscimento STG (Specialità Tradizionale Garantita).
La serata, arricchita dall'ingresso della nuova accademica Lucia Rosa, si è conclusa con l'invito al prossimo appuntamento associativo dedicato alla tradizionale colazione di Pasqua, ribadendo come la cucina rimanga il linguaggio universale capace di raccontare l'Italia e la provincia di Macerata al mondo intero.
Un uomo si è presentato intorno alle 12 alla porta di una donna a Macerata, riuscendo a farsi aprire con una scusa credibile, per poi portare via alcuni oggetti di valore custoditi nell’abitazione. Il fatto rientra nella categoria delle truffe domestiche, un fenomeno purtroppo in crescita.
Secondo quanto ricostruito, il malvivente si sarebbe mostrato convincente e rassicurante, guadagnandosi la fiducia della vittima e riuscendo così a entrare in casa senza destare sospetti. Una volta all’interno, avrebbe approfittato della situazione per impossessarsi di gioielli e beni preziosi, allontanandosi poco dopo.
Solo in un secondo momento la donna si è resa conto di quanto accaduto e ha dato l’allarme. Sul caso stanno indagando le forze dell’ordine, al lavoro per identificare il responsabile e verificare eventuali collegamenti con episodi simili avvenuti a Macerata e nei dintorni.
Le autorità invitano i cittadini alla massima prudenza: è fondamentale non far entrare sconosciuti in casa, anche se si presentano con modi educati o con motivazioni apparentemente affidabili.
Emozioni, gol e colpi di scena: il derby tra Helvia Recina e VR Macerata, valido per la 25ª giornata del Girone E di Seconda Categoria, regala uno spettacolo degno di una stracittadina. Al “Michele Gironella” finisce 2-2, con i padroni di casa capaci di rimontare nel finale una VR Macerata avanti di due reti nonostante l’inferiorità numerica.
L’avvio è equilibrato, ma la prima occasione è dell’Helvia Recina: Appignanesi lascia partire un destro potente che si stampa sulla traversa e rimbalza sulla linea, facendo gridare al gol il pubblico di casa.
La VR Macerata però non si lascia intimidire e prende progressivamente in mano il gioco. Al 12’ Danchivskyy sfiora il vantaggio, ma è solo il preludio all’1-0: al 14’ Nicolai disegna una punizione perfetta che si insacca alla sinistra di Mengascini.
La reazione degli arancio-neri è immediata, con Fuscà chiamato a due interventi ravvicinati, ma le occasioni più nitide restano per gli ospiti. Al 20’ Prenna colpisce di testa scheggiando il palo, mentre al 28’ arriva il raddoppio: Ricotta centra il legno, sulla respinta si avventa Romagnoli che deposita in rete con precisione, firmando lo 0-2.
La VR sfiora anche il tris con una punizione dalla lunghissima distanza di Danchivskyy, ma il finale di primo tempo cambia l’inerzia del match: Gianpaoletti rimedia un doppio giallo e lascia i suoi in dieci uomini.
Nella ripresa la squadra del capoluogo ha subito la palla per chiudere i conti, ma Ricotta spreca da posizione favorevole.
L’Helvia Recina prende coraggio e, forte dell’uomo in più, accorcia le distanze: sugli sviluppi di un calcio d’angolo è Giubilei a deviare di testa e battere Fuscà per l’1-2.
I padroni di casa aumentano la pressione, creando densità nella metà campo avversaria, mentre la VR Macerata si difende con ordine e prova a ripartire. Nel finale Gadou ha la chance dell’1-3, ma Mengascini compie un intervento decisivo tenendo vive le speranze dei locali.
Col passare dei minuti aumentano l'agonismo ed il nervosismo: anche l’Helvia resta in dieci per l’espulsione di Mariani. Quando la gara sembra ormai indirizzata, arriva il colpo di scena: a tempo scaduto Conti pennella da corner e ancora Giubilei, in mischia, trova la zampata vincente firmando la doppietta personale e il definitivo 2-2 che fa esplodere il “Gironella”.
Dopo sei minuti di recupero arriva il triplice fischio che decreta la fine delle ostilità. Per la VR Macerata è il secondo pareggio consecutivo in rimonta subita, che vale quota 40 punti e il quinto posto. L’Helvia Recina conquista invece il dodicesimo pareggio stagionale e sale a 33 punti, confermandosi nella parte sinistra della classifica.
Un derby vibrante, che conferma ancora una volta quanto il calcio dilettantistico sappia regalare emozioni autentiche.TABELLINI:
HELVIA RECINA: Mengascini, Lombi, Natali (71' Gianfelici), Domizioli (26' Mancini), Mariani, Principi, Mogetta (83' Iommi), Vitali (53' Pietrella), Giubilei, Conti, Appignanesi (73' Buschittari). A disposizione: Mastrocola, Coperchio, Foglia, Ruffini. Allenatore: Lorenzo Cruciani.
VR MACERATA: Fuscà, Gianpaoletti, Ricciotti, Nicolai (66' Carpano), Prenna, Intermesoli, Giovanelli, Elisei (51' Calabrese), Ricotta (89' Bertola), Danchivskyy (71' Cardinali), Romagnoli (73' Gadou). A disposizione: Marconi, Tartari, Rocci, Canesin. Allenatore: Marco Moretti.
MARCATORI: Nicolai 14', Romagnoli 28', Giubiliei 50', 95'.
ARBITRO: Francesca Montalboddi - Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Mariani, Principi, Mogetta, Giubilei, Gianpaoletti, Intermesoli, Gadou, Carpano e Cardinali; espulsi Gianpaoletti e Mariani per doppia ammonizione; angoli 8-1; presenti oltre 250 spettatori al "Michele Gironella" di Villa Potenza.
Rush finale per i 60 artisti convocati al Teatro Rossi di Macerata per la selezione dei 16 finalisti di Musicultura 2026. Sei alla volta si esibiscono da giorni davanti al caloroso pubblico e alla giuria guidata dal direttore artistico Ezio Nannipieri e composta da: Stefano Bonagura giornalista e produttore artistico di Musicultura, Marco Maestri compositore, la prof.ssa Gillian Susan Philip dell’Università di Macerata, il professor Daniele Tomassoni dell’Università di Camerino, la cantautrice Roberta Giallo, la regista Giulia Grandinetti e le due giurie studentesche degli atenei di Macerata e Camerino, partner culturali del Festival. In particolare, per l’Università di Camerino la giuria di Musicultura annovera gli studenti: Renato Nicolae Agnello, Veronica Baldini, Ludovica Catena, Andrea D’Aquanno, Jordan Dell’Elce, Alessandro Ippoliti, Lucia Lucernoni, Carolina Malatini, Mattia Romanella e Paola Russo.
Nella penultima serata delle Audizioni Live l’artista di Udine Giavitto ha conquistato il Premio del Pubblico Banca Macerata. L’ambito riconoscimento di tappa è stato consegnato da Rodolfo Zucchini consigliere di Banca Macerata e dal vicesindaco del Comune di Macerata Francesca D’Alessandro: “Musicultura è un Festival di cui Macerata va profondamente fiera, un progetto che, anno dopo anno, lascia un segno nel panorama nazionale grazie a una comunità straordinaria fatta di talento, passione e visione. In un momento in cui avvertiamo forte la necessità di dare spazio e fiducia ai giovani, Musicultura rappresenta un vero e proprio laboratorio in divenire, capace di offrire opportunità concrete e di far crescere generazioni di artisti e professionisti”.
Giavitto ha conquistato il pubblico con brani di forte impatto narrativo ed emotivo: “Il ministero dell’amore” e “Stelle e striscia” (la cena di famiglia). Figlio di un musicista che ha partecipato a due edizioni di Musicultura, Andrea Giavitto incarna una ricerca artistica che affonda le radici nell'amore per la parola e nel dubbio come strumento di indagine. La sua visione musicale si configura attorno a sonorità prevalentemente folk, intrecciate ad elementi di progressive rock e hip hop che creano un linguaggio ibrido e contemporaneo.
L’album Artù, il suo progetto più recente e significativo, rappresenta il manifesto artistico più maturo di Giavitto che sintetizza e proietta in avanti la sua visione estetica e concettuale.
Rosita Brucoli, cantautrice pugliese classe ’99 si è esibita con “Agente” e “Lasciamo papà” un tema quello del lutto per la perdita del padre che diventa nella sua musica accettazione, e nel contempo forza ed energia. Le sue parole si fondono con melodie incisive e sonorità calibrate, con una potenza evocativa capace di scavare nell'anima. Cresciuta tra l'eleganza senza tempo di Mina e l'irriverenza rap di Caparezza, Rosita si afferma dopo il trasferimento a Torino nel 2017: collabora con Niccolò Fabi al Reset Festival, apre concerti per Willie Peyote, Colapesce e Carmen Consoli.
A Milano nel 2019 studia canto pop al Conservatorio Verdi. I riconoscimenti fioccano: Giffoni Music Concept Award (2021), Premio Nebbiolo (2022), e l'album d'esordio Camminare e Correre. Nel 2025 segna il ritorno con il secondo disco Siamo Stati Guai, pubblicato con Sound To Be, a cui fa eco il Premio per la miglior composizione e testo originali a "Musicante – In viaggio con Pino Daniele".
Gabriele Esposito di Massa Di Somma (Napoli), classe 1998, ha incantato il pubblico con "Si mannammor'" e "L'unica", il brano che in poco tempo dall’uscita ha ottenuto oltre un milione e mezzo di stream. Esposito coltiva un legame viscerale con la tradizione musicale partenopea, mantenendo uno sguardo aperto alle sonorità d'oltreoceano. Si forma nelle strade della Campania, Napoli, Salerno, Cava de' Tirreni, con Via Scarlatti al Vomero che rappresenta il suo luogo d'ispirazione e riferimento musicale. La dimensione live è l'elemento costitutivo del suo percorso: un incontro diretto con il pubblico che fonde identità, passione e radici, creando uno stile personale che dialoga costantemente tra folklore e modernità. Il suo EP Via Scarlatti (2022) e i successivi singoli, tra cui "'Na rivoluzione (Sento 'o bbene ca me faccio)" (2024), testimoniano l'evoluzione di una ricerca sempre più consapevole e matura.
Con una voce potente e una presenza scenica carica di energia, La Noce di Latina, ha proposto “Nuotare” e “Volpe”, due brani in cui alterna graffi e carezze, muovendosi con naturalezza tra suggestioni elettroniche e sonorità pop. Prodotta da Matteo Gabbianelli, Marta La Noce pubblica nel 2022,Libera con Cecilia Lavatore: un progetto discografico e teatrale dedicato a storie di donne e diritti civili, dove musica e parola diventano rito collettivo. Vincitrice del Meeting Music Contest, del Premio Nuovo IMAIE e del Premio Stream Believe di Music For Change 2025, porta sui palchi energia, urgenza e identità, aprendo concerti e spettacoli di Bandabardò, Anna Castiglia, Sabina Guzzanti e Zulù dei 99 Posse.
Manuella di Sassari, ha offerto “Trippi” e “Undi è l’amori” il brano intenso e potente che più rappresenta la cantautrice sarda, ispirato da un canto tradizionale dell’isola: “la corsicana”. Originaria di Budoni, Manuela Manca è una cantautrice alternative pop dalla voce ipnotica e viscerale che trasforma memorie ataviche e radici etnomusicali in un sound contemporaneo caratterizzato da stratificazioni vocali sintetiche ed eteree, elettronica scura e melodie sospese. La sua musica intensa ed immersiva crea architetture sonore di luce e ombra, desiderio e tensione. Con ogni nota Manuella forma spazi emotivi profondi dove il suono diventa introspezione, mistero e pura energia magnetica.
Da Trieste sul palco di Musicultura Acqua Distillata canta Ribaltavapori, con un set acustico composto da chitarra violoncello e violino ha presentato i brani “Gaia” e “Il mercato degli abbagli”. Ribaltavapori al secolo Antonio Uras e Acqua Distillata nome d’arte di Lucia Gatto, hanno unito le loro sensibilità artistiche per realizzare un album dal titolo Acqua Distillata canta Ribaltavapori. Il progetto, suddiviso in due volumi, rappresenta un viaggio musicale nel mondo della canzone d’autore, ispirato ai toni degli anni ’60 e arricchito da arrangiamenti orchestrali. L’album, scritto interamente da Ribaltavapori e co-prodotto con Sesto, si configura come un concept che esplora tematiche di attualità invitando l’ascoltatore a una riflessione profonda sulla società contemporanea.
Questa sera sabato 21 marzo ultimo appuntamento con le Audizioni live saliranno sul palco gli ultimi sei artisti: Il Maestrale – Bari; Isabella Privitera – Bologna; Chino – Roma; Federico Baldi – Bergamo; angelae– Padova; Chiara Accardi – Paler
A Macerata prende forma una nuova realtà politica. Si compie infatti un passo decisivo per il radicamento territoriale del partito “Futuro Nazionale”, fondato dal generale Roberto Vannacci, con la nascita ufficiale del Comitato Costituente numero 247. "La nuova delegazione si propone di diventare il punto di riferimento nevralgico per l’attività del partito nel capoluogo e in tutto l’entroterra maceratese", si legge in un comunicato. Il referente del comitato è Marco Alfei, ex movimento 5 stelle.
L’apertura del Comitato 247 nasce "dall’esigenza di offrire una casa politica a cittadini, professionisti e giovani che si riconoscono nei valori del partito e che intendono contribuire attivamente al rilancio sociale ed economico del territorio marchigiano. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di consolidamento della presenza locale, con l’obiettivo di costruire una rete solida e partecipata".
Il Comitato Costituente "si configura non soltanto come una sede di rappresentanza, ma come un vero e proprio laboratorio di partecipazione politica. Tra i suoi compiti principali vi sarà la promozione del tesseramento, attraverso la gestione della campagna adesioni e l’accoglienza dei nuovi militanti. Grande attenzione sarà inoltre dedicata all’organizzazione di iniziative pubbliche, con incontri e dibattiti pensati per ascoltare le istanze delle comunità locali e favorire il dialogo diretto con i cittadini".
Un altro pilastro dell’attività sarà il radicamento territoriale, con la creazione di una rete capillare che, partendo da Macerata, coinvolga progressivamente i comuni dell’entroterra. Parallelamente, il Comitato "lavorerà alla diffusione dei valori e del programma di Futuro Nazionale, contribuendo a delinearne identità e presenza sul territorio. Tra gli obiettivi dichiarati figura anche quello di gettare le basi per la futura struttura organizzativa territoriale del partito".
“La nascita del Comitato 247 a Macerata rappresenta una sfida piena di entusiasmo per chiunque creda che la politica debba tornare a essere ascolto e presenza costante”, dichiarano i promotori. “Vogliamo essere il ponte tra le necessità del nostro entroterra e le proposte nazionali, partendo dai temi di una destra vera e coraggiosa”. Il Comitato invita tutti i cittadini interessati a conoscere il programma di Futuro Nazionale e ad aderire attivamente alle prime fasi organizzative.
Nelle prossime settimane è prevista l’organizzazione di un evento pubblico di presentazione ufficiale alla cittadinanza, durante il quale verranno illustrate le prime tappe del percorso politico locale.
Per far fronte ai disagi segnalati dai cittadini a causa delle lunghe file presso l’Ufficio Immigrazione, la Polizia di Stato di Macerata ha disposto tre aperture straordinarie pomeridiane dello sportello per il ritiro dei permessi di soggiorno rinnovati. Il questore Luigi Mangino ha stabilito che l’Ufficio, situato a Piediripa in via Annibali 110, sarà aperto straordinariamente mercoledì 25 marzo, mercoledì 22 aprile e mercoledì 27 maggio 2026, dalle ore 14:30 alle 17:30.
Il servizio straordinario è riservato esclusivamente agli utenti che devono ritirare il permesso di soggiorno, sia in formato elettronico sia cartaceo, dopo aver ricevuto la notifica di ritiro. I cittadini potranno presentarsi direttamente allo sportello, prelevare il numero progressivo d’attesa e attendere il proprio turno.
La decisione della questura nasce dalla necessità di ridurre i tempi di attesa e migliorare l’accesso agli uffici, in risposta alle numerose segnalazioni dei cittadini sulle lunghe code riscontrate negli orari ordinari di apertura.
Macerata - L’applicazione del nuovo “Decreto Montagna” rischia di assestare un colpo durissimo al sistema scolastico delle Marche, con conseguenze particolarmente gravi per la provincia di Macerata. Comuni come Cingoli e Colmurano — insieme a molti altri — potrebbero perdere lo status di “zona montana”, vedendo così cancellate le deroghe relative al numero minimo di alunni per classe. Una scelta che, se confermata, innescherebbe un pericoloso effetto domino: meno classi, chiusura dei plessi scolastici, aumento delle distanze per le famiglie e, in ultima analisi, un’ulteriore accelerazione dello spopolamento di territori già profondamente segnati dagli eventi sismici.
Ad esprimere forte preoccupazione è Ugo Barbi, Segretario Snals di Macerata per una riforma che appare distante dalla realtà geografica, sociale e demografica del territorio.
“I comuni interessati stanno ancora affrontando le conseguenze del terremoto: la perdita della scuola, presidio fondamentale per la vita delle comunità, rappresenterebbe un ulteriore fattore di abbandono dei territori – ha affermato Barbi. Il calo delle nascite è un fenomeno strutturale. Applicare parametri numerici rigidi in questo contesto equivale, di fatto, a decretare la chiusura dei plessi nelle aree più fragili. La soppressione delle scuole locali costringerebbe inoltre le famiglie a lunghi e complessi spostamenti quotidiani, aggravando il disagio sociale e organizzativo. Non è accettabile ipotizzare classi composte da 30 alunni – ha continuato il segretario Snals di Macerata. Un sovraffollamento di tale entità compromette la qualità dell’apprendimento e penalizza in particolare gli studenti più fragili. Nelle scuole del territorio è significativa la presenza di alunni con Bes (Bisogni Educativi Speciali), Dsa e disabilità. In classi sovraffollate, il principio di inclusione — cardine del sistema scolastico italiano — rischia di essere seriamente compromesso, con un inevitabile impoverimento dei percorsi educativi”.
Alla luce di queste criticità, lo Snals di Macerata chiede con urgenza una revisione dei criteri di determinazione degli organici, mantenendo le deroghe per i comuni del cratere sismico e per le aree svantaggiate; riducendo il numero massimo di alunni per classe, a tutela della sicurezza e della qualità didattica. La scuola è un presidio sociale essenziale e non va considerato come un semplice capitolo di spesa da comprimere. Lo Snals auspica un coinvolgimento immediato da parte delle istituzioni regionali affinché vengano salvaguardati il diritto allo studio, la coesione sociale e il futuro dei territori più fragili.
Macerata – In occasione della conferenza stampa di presentazione delle Giornate FAI di Primavera tenutasi a Macerata (LEGGI QUI), il professor Gerardo Villanacci, giurista, docente e editorialista del Corriere della Sera, è stato ospite del Picchio Podcast per parlare di cultura, diritto e tutela del patrimonio. Villanacci, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici presso il Ministero della Cultura, ha offerto una riflessione a tutto tondo sul ruolo della cultura nella società italiana.
Partendo proprio dal FAI, esso secondo Villanacci rappresenta un’occasione unica per scoprire luoghi che altrimenti resterebbero sconosciuti: “Attraverso il FAI possiamo conoscere luoghi che probabilmente non avremmo mai scoperto se non fossero stati messi in evidenza dall’iniziativa. Rendere fruibili questi spazi è fondamentale.” Il professore ha sottolineato come la tutela del patrimonio da parte dello Stato sia stata essenziale per preservare tesori storici e artistici, ma che oggi la sfida sia valorizzare e rendere accessibili questi luoghi. “Pensiamo allo Sferisterio, che durante la stagione lirica richiama migliaia di visitatori: la fruibilità è parte integrante della cultura”, ha spiegato.
Nel corso dell’intervista, Villanacci ha riflettuto sul diritto contemporaneo, sottolineando come esso debba avere una funzione promozionale: non solo regolamentare, ma anticipare esigenze e contribuire al progresso della società. “Quando ero studente ho letto un manuale di diritto cosmico: un esempio di come il diritto debba essere avanguardista e propositivo”, ha raccontato. Il professore ha anche richiamato l’importanza della prudenza, citando il discorso del Papa all’apertura dell’anno giudiziario in Vaticano: “Oggi più che mai è necessario riflettere prima di assumere decisioni, soprattutto nel contesto culturale e giuridico”.
Villanacci ha sottolineato la responsabilità degli italiani nella tutela del patrimonio: “Se dovessi difendere la cultura in Tribunale, l’accusa principale sarebbe il lungo disinteresse verso i luoghi storici e artistici. Solo con la Costituzione del 1948 l’Italia ha posto la cultura come diritto fondamentale, sancito dall’articolo 9”.
Riguardo a Macerata e alle Marche, il professore ha evidenziato la ricchezza del territorio: “La Regione Marche è straordinaria. Ci sono teatri storici, due siti UNESCO come Urbino e il centro storico di Fabriano. È paradigmatica delle bellezze italiane”.
L’intervista ha toccato anche temi legati alle nuove tecnologie: “L’intelligenza artificiale è straordinaria e ci aiuta nella vita quotidiana, ma la centralità deve restare della persona. La tecnologia non può prevalere sull’essere umano, che deve guidarla, non esserne guidato”.
Villanacci ha concluso riflettendo sul ruolo del giurista contemporaneo: “Oggi un giurista deve avere una visione più ampia, conoscere economia, sociologia e antropologia. Occuparsi di norme significa occuparsi di regole applicate alle persone, tenendo sempre presente proporzionalità e ragionevolezza”.
Un’esperienza “strana ma bellissima”, vissuta quasi senza aspettative. I CaPaBrò, band rock marchigiana con radici tra Jesi e la provincia di Macerata, tornano dal San Marino Song Contest con un brano che non lascia indifferenti: “Lavorare fa schifo”, titolo diretto e provocatorio, cantanto in classica uniforme da impiegato, che già di per sé racconta la loro presa di posizione sul mondo del lavoro contemporaneo. La band ha raggiunto le semifinali, portando in televisione un pezzo che unisce denuncia, riflessione e ironia.
(Il video della loro esibizione)
Abituati a contesti più underground, tra circoli, festival e palchi indipendenti, il salto in un evento televisivo è stato netto: “Per noi era una prima volta in un contesto televisivo così – raccontano – veniamo da realtà più piccole, dai circoli, dai festival, dall’underground. È stato strano, ma il clima era davvero bello”.
Una scelta controcorrente, che li ha distinti anche nel panorama della gara. Senza volerlo sottolineare direttamente, il riconoscimento è arrivato soprattutto dal pubblico: tra i commenti, in molti hanno evidenziato come fosse uno dei pochi brani con un messaggio sociale forte. “A prescindere dal contesto, noi non cerchiamo compromessi. Anzi, portare un pezzo così in televisione è stato ancora più stimolante”.
Ma “Lavorare fa schifo” non è solo uno slogan: è insieme provocazione e denuncia, come ammettono gli stessi CaPaBrò: “È entrambe le cose. Una provocazione ma anche un giudizio reale sul mondo del lavoro di oggi”. Nel testo infatti emergono temi concreti: precariato, lavoro nero, salari bassi, mancanza di tutele. Ma anche una critica più ampia a una narrazione radicata, quella secondo cui i giovani “non hanno voglia di lavorare”. ““Non è che i giovani non hanno voglia di lavorare – spiegano – non hanno voglia di lavorare in certe condizioni, quelle che il sistema attuale ha reso possibili, facendole diventare la normalità, ma in realtà rappresentano l’anormalità. Il lavoro non può diventare vita, non può diventare identità, non può diventare competizione, non deve essere sfruttamento. Lavorare in queste condizioni i giovani, per fortuna, dicono di no”.
C’è poi un’immagine che attraversa tutto il brano: quel “giorno rosso di primavera” cantato nel ritornello che si stampa subito in testa e che può avere diverse interpretazioni: un giorno rosso sul calendario, ma anche un riferimento alla “rossa primavera” dei canti partigiani. “Onestamente, quando l’abbiamo scritto, non avevamo pensato a un giorno festivo. Ma in realtà ha senso: può essere interpretato come un giorno non lavorativo, così importante da cui, metaforicamente, ognuno sarebbe disposto anche ad andare in galera pur di non lavorare”. Ma non è l’unica lettura possibile. “C’è un altro livello di significato legato alla ‘rossa primavera’: un richiamo al nostro mondo, alla nostra storia, ai luoghi in cui viviamo, che si intreccia nel verso successivo al colore rosso del sangue di chi ha perso la vita sul lavoro”, aggiungono. Nel testo infatti c’è anche un riferimento esplicito a uno dei temi più drammatici: le morti sul lavoro. “In Italia muoiono in media tre persone al giorno sul lavoro – sottolineano – parliamo di circa mille morti l’anno. È una cosa che non è accettabile”.
Un’altro passaggio interessante del brano è il rifiuto al doversi sentir dire che “la libertà è lavorare”. Alla domanda su quali sono le libertà che abbiamo oggi rispondono: “Sicuramente quella di poter dire no. Possiamo rifiutare un turno, una connessione tossica, un certo tipo di lavoro, accettare o meno condizioni che ci sembrano diseguali”. Ma la libertà non si ferma al lavoro. “Abbiamo la libertà di avere un’identità fuori dal lavoro – continuano – di suonare, scrivere, organizzare una festa con gli amici, amare qualcuno, prenderci tempo per noi stessi, viaggiare. Sono libertà che purtroppo spesso non ce ne rendiamo conto”. Per la band dunque la vera emancipazione sta nel riconoscere queste possibilità e farle vivere, anche a costo di andare contro la routine imposta dal sistema.
Oltre a permettergli di dire in diretta Rai che “lavorare fa schifo” e spiegarne le ragioni, la partecipazione al San Marino Song Contest ha aperto anche nuove opportunità dal vivo alla band.“Non dovevamo andare in tour ora – spiegano – ma si è creato interesse attorno al brano e stanno arrivando tante richieste”. E per una band abituata al palco, la scelta è stata naturale: “Noi viviamo di concerti, non potevamo tirarci indietro”. Sono già in programma date in tutta Italia, da Latina a Torino, passando per Bari, Genova e Perugia, con un’estate che si preannuncia intensa.
Oltre al rock made in Marche, sul palco di San Marino insieme ai CaPaBrò c’erano anche altri pezzi della nostra regione. “Intorno avevamo un intero team di marchigiani che ha lavorato con noi: dalla scrittura del brano, agli arrangiamenti, alla produzione, fino allo studio, il Potemkin Studio di Andrea Mei, ma anche tutte le persone che ci hanno supportato negli outfit, come Aurora Marinelli. Non eravamo solo noi sul palco, ma tante personalità delle Marche che hanno lavorato insieme a noi. Conquisteremo anche questa piccola repubblica” – scherzano, o forse no.
Si è svolto oggi pomeriggio alle ore 17, presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni, l’incontro-dibattito dedicato al futuro del centro storico di Macerata, promosso dal comitato civico Centro Storico Macerata. Un appuntamento atteso, che ha registrato una folta partecipazione della cittadinanza, con l’aula piena, segno evidente di quanto il tema sia sentito dalla comunità.
Al centro dell’incontro, il rilancio del cuore cittadino, tra criticità e opportunità legate alla vivibilità, agli spazi pubblici, al commercio di prossimità, alla sicurezza e alle prospettive di sviluppo sostenibile. Un confronto aperto che ha visto la presenza di cittadini, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa.
"Il centro storico non è solo un luogo fisico, ma l’identità stessa della nostra comunità", avevano sottolineato i promotori alla vigilia, e il dibattito odierno ha confermato questa visione, arricchendola di analisi concrete, proposte e una forte volontà di riportare il centro al centro.
Nicola Perfetti, del comitato civico centro storico Macerata, ha spiegato il senso dell’iniziativa: “È un incontro, un punto che ci eravamo posti come qualificante del nostro operato. Siamo attivi da circa un anno e stiamo svolgendo un’attività di scouting, stiamo cercando di capire quelle che sono le problematiche da residenti per residenti. Il centro storico ci si scorda sempre essere un quartiere. Questo di oggi è un punto della situazione, un punto nave che abbiamo voluto compiere anche con le istituzioni, con assessori ed esponenti della cultura e delle università locali, per fare il punto sullo stato attuale del centro storico, tra residenzialità, prospettive future, commercio e accessibilità, con tutte le problematiche attuali”. Un intervento che richiama ascolto diretto, analisi e una visione condivisa.
A fornire un’analisi approfondita è stato il giornalista Carlo Cambi, che ha portato dati e riflessioni sul contesto socio-economico: "Macerata ha una conformazione di mura che esclude e non include. I residenti sono 2600, con una perdita di 600 negli ultimi anni. È la quarta città in Italia per incremento dell’inflazione e allo stesso tempo ci sono molti pensionati con circa 900 euro. Sono dati che contrastano con l’idea che il commercio vada benissimo. Il profilo demografico del centro storico invecchia, diminuisce e costa sempre di più viverci”. Un quadro segnato da criticità evidenti, numeri e una realtà in progressivo cambiamento.
Entrando nel dettaglio economico, ha aggiunto: "Il valore immobiliare è di 1200 euro a metro quadrato, molto inferiore rispetto a realtà come Civitanova. Le attività economiche sono 3775, ma si sono erose di 150 unità. Il commercio all’ingrosso vale il 22%, ma è in calo. Il 5,8% sono attività di ristorazione e si registra un fenomeno di gentrificazione, con l'espulsione di residenti e attività tradizionali. Dobbiamo riconquistare i luoghi, restituirli ad artigiani e specificità locali, recuperando identità e anima della città". Parole che indicano la necessità di rilancio economico, tutela e valorizzazione del territorio.
Sul ruolo dell’università si è soffermato il rettore John McCourt: "Deve essere una città per giovani e anziani. Dobbiamo migliorare la situazione parcheggi e la coordinazione tra eventi e locali. Il centro non deve essere conservato come un museo, ma deve essere vissuto e pieno di vita. L’università ha investito per rivitalizzarlo, come dimostra anche l’intervento sull’ex Banca d’Italia. Se il centro è il cuore pulsante della città e rallenta, tutta la città ne soffre. Serve investire, insieme, pubblico e privato". Un intervento che evidenzia il ruolo strategico dell’università, gli investimenti e la necessità di una città più dinamica.
Una riflessione culturale è arrivata dal poeta Filippo Davoli: "Il problema di Macerata non è l’accoglienza, ma il trattenere. Il centro storico è un quartiere abitato, ma si è progressivamente spopolato: uffici e negozi hanno chiuso e i residenti hanno iniziato ad andarsene. Bisogna ripopolare il centro, perché se torna la vita tornano anche il commercio e la cultura, che acquista stabilità oltre agli eventi”. Un richiamo alla vita quotidiana, alla comunità e alla necessità di ripopolare il centro.
A chiudere, l’intervento dell’assessore comunale Paolo Renna: "Proseguiamo un lavoro iniziato da tempo. L’ascolto è un dovere per chi amministra ed è anche un piacere. Ora raccogliamo proposte e disagi dei cittadini. Siamo un comune terremotato e le difficoltà vengono anche da lontano, ma Macerata ha tutti i presupposti per rifiorire e ricrescere".
L’incontro ha così rappresentato un primo passo concreto verso un percorso partecipato, in cui istituzioni e cittadini sembrano pronti a collaborare per restituire centralità, rafforzare l’identità e rilanciare la vita del centro storico.
Parrocchia Santa Maria delle Vergini in festa dal 5 al 7 aprile. La comunità dell’Unità Pastorale 3 della Diocesi di Macerata promuove un denso programma di celebrazioni civili e religiosi che avranno il suo culmine, come consuetudine, il martedì di Pasqua, 7 aprile, in occasione della ricorrenza della festività.
Nel 1533, viene commissionato al pittore Lorenzo de Carris un affresco della Madonna delle Grazie e di Misericordia sotto il cui manto sono rappresentati adolescenti di entrambi i sessi; da questa data si incominciò a parlare di miracoli compiuti dalla Madonna e dell’apparizione della Vergine a una fanciulla di macerata, Bernardina di Bonino avvenuta nell’aprile del 1548.
Il programma religioso si aprirà il 4 aprile, alle 21.30, con la veglia pasquale all’interno della tecnostruttura posizionata nel cortile del Santuario. Nel giorno della Santa Pasqua di Resurrezione, 5 aprile, le Messe si svolgeranno alle ore 9, 11 e 18.30; orari mantenuti anche il giorno seguente per il lunedì dell’Angelo. Il 7 aprile, dopo la Messa mattutina delle ore 9, nel pomeriggio la celebrazione eucaristica sarà presieduta alle ore 18 dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi.
A seguire, la processione e, alle 19.15 circa, l’evento “L’Abbraccio. 10 anni senza di te”: iniziativa pensata dai parrocchiani in collaborazione con il parroco don Pietro Micheletti per testimoniare, simbolicamente e non solo, la vicinanza dei della Diocesi e dei fedeli al proprio Santuario chiuso a seguito dei danni riportati durante il terremoto del Centro Italia del 2016.
Molteplici gli appuntamenti previsti anche all’interno del programma civile dei festeggiamenti: la mattina di Pasqua, alle ore 10, sarà inaugurata la mostra "Cucina e cucinà de ‘na orda" (presso i locali parrocchiali); il 6 aprile, alle ore 15, Passeggiata di Pasquetta "Jo ppe le Jeppe" (a seguire, panzanella; ritrovo nel cortile parrocchiale), mentre in serata, alle 21.15, Rassegna di musica polifonica "Di coro in coro" (presso il tendone). Gli eventi del 7 aprile avranno inizio con le attività laboratoriali "I biscotti del coccodrillo", in oratorio dalle 15.30 alle 17.45; in serata, dalle 20.30, invece, polenta per tutti. Dal 5 al 7 aprile, sempre presso i locali parrocchiali, pesca di beneficenza.
La trentasettesima edizione di Musicultura entra nel vivo e regala un'ottava serata di Audizioni Live ricca di emozioni e talento. A trionfare nel cuore del pubblico maceratese è stata Angelica Perri, cantautrice calabrese classe 2001, che si è aggiudicata il Premio del Pubblico Banca Macerata.
L'artista ha conquistato la platea del Teatro Lauro Rossi con i brani “Apparentemente intera”, un inno alla riscoperta della propria forza interiore, e “Licange”, un originale gioco linguistico in dialetto calabrese dal profondo messaggio pacifista. A consegnare il riconoscimento sono stati Alberto Borroni, consigliere di amministrazione di Banca Macerata, e John McCourt, Rettore dell’Università di Macerata, il quale ha sottolineato con emozione come la creatività e la passione di questi giovani artisti rappresentino una luce di speranza e un futuro luminoso per l'intera comunità.
Il legame tra il Festival e l'Ateneo maceratese si conferma più solido che mai. Sono ben 19 gli studenti dell'UniMc impegnati attivamente nelle operazioni delle Audizioni Live, suddivisi tra la Giuria e la redazione di "Sciuscià", il blog ufficiale della rassegna.
Il team dei giurati vede protagonisti Giulia Albertini, Silvia Ardini, Fulvio Borredon, Irene Brandis, Andrea Canullo, Irene Cecchi, Gaia Cerquetella, Eleonora Lai, Silvia Salzano e Francesca Pia Ventura. Parallelamente, il racconto giornalistico è affidato a Alice Cruciani, Rita De Finis, Francesca De Mutiis, Aurora Mancinelli, Emanuele Moscatelli, Paolo Pistocchi, Leonardo Sperandini, Mattia Terenzi e Benedetta Trabucco, che documentano ogni sfumatura di questa maratona musicale.
Oltre alla vincitrice della serata, il palco ha ospitato una varietà di proposte artistiche di altissimo livello. Rossana De Pace, già reduce dai palchi di San Siro e del Maradona in apertura ai Negramaro, ha fuso radici mediterranee e tensioni urbane, mentre il veneziano Alessandro Ragazzo, polistrumentista laureato in chitarra jazz e recentemente ospite a Propaganda Live, ha esplorato ballate malinconiche dalle atmosfere retrò. Spazio anche alle sonorità dark e consapevoli di Versailles (Luca Briscese), volto noto di X Factor, e alla scrittura colta di Cesare Augusto Giorgini, attuale membro della band di Niccolò Fabi, che ha presentato il suo progetto ispirato all'Odissea. Ha chiuso il cerchio il giovanissimo romano scacciapensieri, capace di unire il rigore dell'Opera lirica all'urgenza dell'indie rock per raccontare il caos emotivo della Gen Z.
L'attesa è ora tutta per domani, sabato 21 marzo, quando si celebrerà l'ultima serata delle Audizioni Live presso il Teatro Lauro Rossi. Per chi non potrà essere presente in sala, l'evento sarà garantito da una copertura mediatica capillare con i collegamenti su Rai Tgr Marche, le dirette su èTv Marche e lo streaming sui canali social ufficiali di Musicultura (Facebook e YouTube). Sarà l'ultimo atto di una selezione che ha trasformato Macerata nella capitale della nuova canzone d'autore italiana.