MACERATA - “Il Centro Storico non è una riserva di caccia politica”. Interviene il Comitato Civico Centro Storico Macerata sulla vicenda delle auto parcheggiate nell’area del cantiere di via Berardi, tornando sul caso emerso nei giorni scorsi.
La questione era stata sollevata dal capogruppo del Pd in consiglio comunale, Narciso Ricotta, che con toni ironici aveva parlato di una sorta di “Robin Hood dei parcheggi”, riferendosi alla consigliera comunale Laura Fortuna, la cui auto sarebbe stata lasciata all’interno dell’area di un cantiere. Ricotta aveva inoltre auspicato un intervento della Polizia locale sulla situazione.
Secondo quanto ricostruito dal Comitato, però, la vicenda non sarebbe nata da un’iniziativa politica, ma da una segnalazione e dalla protesta di chi vive il centro storico. Il Comitato richiama inoltre la comunicazione dell’Ufficio Occupazione Suolo Pubblico della Polizia Locale, che avrebbe inviato una Pec alla ditta concessionaria del cantiere intimando di non consentire la sosta di veicoli non utilizzati per i lavori, pena la revoca della concessione.
È su questo aspetto che il Comitato, invita a concentrare l’attenzione, spostando il confronto dalle schermaglie politiche alla questione del rispetto delle regole.
«La vicenda non nasce dal comunicato di un consigliere comunale – sottolineano– ma da una segnalazione e dalla protesta di chi vive il centro storico ogni giorno», spiega il vicepresidente del Comitato Marcello Marcelli.
La nota rivendica quindi la natura civica della segnalazione e respinge l’idea che la questione possa essere ricondotta a una disputa politica su chi abbia sollevato per primo il caso. «Non abbiamo bisogno di appropriarci delle battute di nessuno e nemmeno di fare concorrenza a chi arriva per primo sui giornali», si legge nel comunicato.
Il Comitato riporta quindi l’attenzione sulle difficoltà quotidiane dei residenti alle prese con la sosta nel centro storico. «Ci interessa una cosa sola: che le regole valgano per tutti», afferma, richiamando il rispetto di divieti, Ztl e stalli riservati ai residenti.
Da qui la domanda posta nella nota: «Perché un residente del centro storico deve faticare ogni sera per trovare un posto auto, mentre qualcuno può trovare soluzioni che per un normale cittadino sarebbero semplicemente impensabili?».
Una posizione che il Comitato sintetizza nella frase scelta come titolo del comunicato: «Il centro storico non ha bisogno di Robin Hood dei parcheggi. Ha bisogno di regole uguali per tutti».
Disavventura a lieto fine questa mattina in contrada Acque Salate, nel comune di Macerata, dove i Vigili del Fuoco sono intervenuti per recuperare un gattino rimasto intrappolato all'interno di una conduttura.
L'allarme è scattato intorno alle 8.45, quando è stato richiesto l'intervento della squadra dei Vigili del Fuoco per raggiungere il piccolo felino, finito all'interno di un pozzetto di scarico delle acque piovane situato nel garage di un'abitazione privata.
Dopo aver individuato il punto in cui si trovava l'animale, i soccorritori hanno dovuto lavorare per raggiungere la tubazione. Per accedere al pozzetto è stata tagliata e rimossa la copertura utilizzando un flessibile elettrico.
Una volta aperto il passaggio, i Vigili del Fuoco sono riusciti a raggiungere il gattino e a recuperarlo dalla conduttura. L'animale, fortunatamente, era in buone condizioni ed è stato riconsegnato incolume al proprietario.
L'intervento si è concluso dopo circa due ore di lavoro, con il lieto fine per il piccolo felino e il ritorno alla normalità nell'abitazione.
Si sarebbe introdotto all’interno di una struttura alberghiera e avrebbe portato via una borsa lasciata incustodita. È quanto ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Porto Recanati, che al termine delle indagini hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 41 anni, residente ad Altidona, in provincia di Fermo, ritenuto responsabile di furto aggravato.
I fatti si sono verificati all’interno di un hotel di Porto Recanati. Dopo la segnalazione, i militari hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e identificare il responsabile.
L’attività investigativa ha portato i Carabinieri a esaminare le testimonianze raccolte e gli elementi acquisiti sul luogo del furto, fino a risalire al 41enne, individuato quale presunto autore del gesto.
La borsa, nel frattempo, sarebbe stata abbandonata dall'uomo durante la fuga.
Al termine degli accertamenti, il 41enne è stato quindi deferito in stato di libertà all'autorità giudiziaria.
TOLENTINO - Un imprenditore 35enne di origine albanese, residente a Savignano sul Rubicone, è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile al termine di un'articolata attività investigativa.
L'uomo, già noto alle forze dell'ordine e legale rappresentante di un'impresa edile con sede nel comune romagnolo, è ritenuto responsabile dell'impiego lavorativo di uno straniero privo di regolare permesso di soggiorno.
Gli accertamenti dei militari sono partiti da un controllo effettuato su strada e sono successivamente proseguiti attraverso ulteriori verifiche. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l'imprenditore avrebbe impiegato dal 1° al 9 settembre un 30enne di origine marocchina, senza fissa dimora e disoccupato, all'interno di alcuni cantieri edili situati nella provincia di Macerata.
Dagli accertamenti sarebbe emerso che il lavoratore era privo di un regolare titolo di soggiorno per permanere sul territorio nazionale.
Al termine dell'attività investigativa, il 35enne è stato quindi deferito alla competente autorità giudiziaria per l'ipotesi di reato relativa all'impiego di stranieri privi del permesso di soggiorno.
I controlli dell'Arma proseguiranno nei prossimi giorni con l'obiettivo di verificare il rispetto della normativa in materia di lavoro e di contribuire a garantire condizioni di sicurezza all'interno dei cantieri presenti sul territorio provinciale.
Con l'avvio del nuovo anno scolastico, la Rete degli Studenti Medi di Macerata torna a porre l'attenzione sulle condizioni in cui studentesse e studenti vivono quotidianamente la scuola, mettendo al centro alcune delle principali criticità che, secondo l'organizzazione, interessano gli istituti e i servizi del territorio.
L'obiettivo dichiarato è quello di riportare al centro il punto di vista degli studenti e chiedere una scuola pubblica «realmente accessibile, sicura, inclusiva e capace di rispondere ai bisogni della nostra generazione».
«Vogliamo che la scuola sia un diritto concreto, non un privilegio determinato dal luogo in cui si nasce, dalle possibilità economiche della propria famiglia o dall'identità che si sceglie di vivere», afferma la coordinatrice provinciale della Rete degli Studenti Medi, Margherita Paolucci.
Tra le questioni sollevate c'è quella della mobilità. Secondo la Rete, gli orari del trasporto pubblico nel territorio maceratese non sarebbero sempre funzionali alle esigenze degli studenti. A pesare, viene evidenziato, sarebbero anche il costo degli abbonamenti e la limitata disponibilità di collegamenti al di fuori degli orari strettamente scolastici.
Una situazione che, secondo gli studenti, riguarda anche il trasporto urbano a Macerata, dove vengono segnalati diversi tagli alle corse. Le difficoltà non riguarderebbero soltanto l'ingresso e l'uscita da scuola, ma anche chi frequenta attività pomeridiane, corsi o rientri, con il rischio di dover affrontare lunghe attese prima di poter rientrare a casa.
Un altro capitolo riguarda l'edilizia scolastica. La Rete degli Studenti Medi segnala la presenza, in alcune scuole della provincia, di problematiche relative agli spazi e alla loro manutenzione, citando casi di bagni e aule inagibili e presenza di muffa sulle pareti.
Gli studenti richiamano inoltre l'attenzione sull'efficienza energetica degli edifici scolastici. Secondo i dati del Portale Unico del Ministero dell'Istruzione e del Merito relativi al 2024-2025 citati dalla Rete, nella provincia di Macerata sarebbero 121 su 333 i plessi dotati di sistemi di isolamento termico o raffrescamento. Per gli studenti, la situazione si traduce anche in condizioni ambientali difficili durante i periodi di caldo, con temperature nelle aule che possono rendere più complicata la permanenza e lo svolgimento delle lezioni.
La Rete pone poi il tema degli spazi di aggregazione giovanile. A Macerata, secondo gli studenti, esistono luoghi oggi inutilizzati che potrebbero essere recuperati e destinati alla socialità, come i magazzini Uto e i mercatini delle erbe. L'idea è quella di creare spazi accessibili dove i giovani possano incontrarsi e trascorrere il tempo libero senza essere necessariamente costretti a consumare nei locali commerciali, soprattutto durante i mesi invernali.
Infine, l'organizzazione pone l'accento sulla conoscenza dei diritti. Secondo la Rete degli Studenti Medi, molti ragazzi non avrebbero una conoscenza adeguata dei diritti previsti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti e, più in generale, delle tutele previste nel mondo del lavoro.
Un tema che, sottolineano gli studenti, diventa particolarmente importante alla luce dei percorsi di formazione scuola-lavoro e delle esperienze lavorative che molti giovani iniziano già durante gli anni della scuola superiore.
Trasporti, condizioni degli edifici, spazi di aggregazione e consapevolezza dei diritti sono dunque le principali questioni portate all'attenzione dalla Rete degli Studenti Medi di Macerata all'inizio del nuovo anno scolastico, con la richiesta di maggiore attenzione alle esigenze concrete di chi ogni giorno vive le scuole del territorio.
Tre persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per gestione illecita e abbandono di rifiuti. È il risultato di un'articolata attività investigativa condotta tra luglio e agosto dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Recanati, nell'ambito dei controlli ambientali e delle attività di vigilanza sul territorio.
L'indagine è partita dal ritrovamento di un consistente cumulo di rifiuti urbani domestici e assimilabili abbandonati lungo una strada poderale senza sbocco, in località Scossicci, nel territorio di Porto Recanati. Tra i materiali rinvenuti c'erano un termosifone, mobili, reti da letto, materassi e un divano.
I successivi accertamenti hanno consentito ai militari di ricostruire la provenienza dei rifiuti e la sequenza di passaggi che avrebbe portato al loro abbandono.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri Forestali, i materiali provenivano dallo sgombero della soffitta di un'abitazione privata a Belforte del Chienti, effettuato nel giugno 2026 da un soggetto incensurato. Per il trasporto era stato noleggiato un furgone a Porto Recanati, con l'obiettivo dichiarato di trasferire i rifiuti presso un impianto autorizzato.
Il materiale, tuttavia, sarebbe rimasto a bordo del mezzo per oltre un mese, senza essere conferito a un centro di smaltimento autorizzato. Nei primi giorni di luglio il furgone sarebbe stato affidato a un secondo soggetto che, insieme a un complice, avrebbe successivamente scaricato l'intero carico nelle campagne di Porto Recanati.
Per arrivare all'identificazione dei tre soggetti, i militari hanno svolto una serie di accertamenti anche attraverso il coordinamento con altre forze dell'ordine, la raccolta di testimonianze e l'analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
I tre indagati – l'autore dello sgombero, la persona ritenuta responsabile dell'abbandono e il proprietario del furgone – sono stati denunciati in concorso per le violazioni previste dalla normativa ambientale, ai sensi degli articoli 255, comma 1, e 256, comma 1, del Decreto legislativo 152/2006.
Contestualmente, i Carabinieri Forestali hanno posto sotto sequestro il furgone utilizzato per il trasporto dei rifiuti. Ai due conducenti del mezzo è stata inoltre ritirata la patente di guida, con una possibile sospensione fino a nove mesi, in applicazione delle recenti disposizioni che hanno inasprito il sistema sanzionatorio.
Oltre alle conseguenze penali previste dalla normativa, differenziate in base alle rispettive responsabilità, i tre soggetti dovranno provvedere anche al completo ripristino dello stato dei luoghi, con la rimozione dei rifiuti e la pulizia dell'area interessata dall'abbandono.
Cambio al vertice del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Potenza Picena. Il coordinatore Carlo Carlini ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni dall'incarico in seguito alla recente nomina a commissario provinciale di un partito politico per la provincia di Macerata.
Una decisione assunta, come spiegato dallo stesso Carlini nella lettera inviata all'amministrazione comunale, nel segno della trasparenza e della distinzione tra i diversi ruoli.
«La decisione è legata al nuovo incarico che mi è stato conferito, che comporterà per me nuovi impegni e responsabilità – ha scritto Carlini –. Ritengo pertanto, per correttezza e rispetto dei ruoli, di dover lasciare l'incarico di coordinatore del Gruppo Comunale».
Carlini ha inoltre assicurato la propria disponibilità a garantire un corretto passaggio delle consegne, ringraziando l'amministrazione comunale «per la fiducia accordata e per l'opportunità di aver potuto svolgere questo ruolo al servizio della comunità».
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal sindaco Noemi Tartabini, che ha voluto sottolineare l'impegno profuso da Carlini negli anni alla guida del gruppo.
«Desidero rivolgere a Carlo Carlini il mio ringraziamento e quello di tutta l'amministrazione comunale per la grande disponibilità e per il prezioso lavoro svolto in questi anni alla guida della Protezione Civile, sempre in prima linea per la sicurezza e il supporto del nostro territorio», ha dichiarato il primo cittadino.
Ora l'attenzione si sposta sulla successione. Nei prossimi giorni il gruppo dei volontari sarà chiamato a riunirsi per procedere all'elezione del nuovo coordinatore. L'obiettivo è assicurare continuità alle attività del Gruppo Comunale e al lavoro svolto quotidianamente a supporto della comunità e del territorio di Potenza Picena.
Tragedia della strada questa mattina a Corridonia dove una donna, l'82enne Rosa Gatti, ha perso la vita dopo essere stata travolta da un furgone.
L’incidente è avvenuto poco dopo le 9 in via Pausula. Ancora da chiarire la dinamica dell’accaduto: secondo le prime informazioni, l’anziana è stata investita dal mezzo per cause che sono ora al vaglio delle forze dell’ordine intervenute per gli accertamenti.
Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari e, vista la gravità della situazione, era stato allertato anche l’elisoccorso. Ogni tentativo di soccorso, però, si è rivelato purtroppo vano: per la donna non c’è stato nulla da fare.
La Polzia Locale è al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
Un nuovo collegamento pedonale per superare i tre metri di dislivello e rendere finalmente accessibile uno degli angoli più suggestivi del centro storico. Morrovalle prepara un altro intervento di riqualificazione nel cuore del borgo: 180mila euro per i giardini di Santa Lucia e la piazzetta del Pozzo, con una nuova rampa destinata a eliminare le attuali barriere architettoniche.
L’intervento riguarda la porzione occidentale del centro storico, a nord della chiesa di San Bartolomeo. La piazzetta del Pozzo, alla quale si arriva da via Scuole, si trova infatti a una quota superiore rispetto ai giardini sottostanti. Attualmente i due spazi sono collegati da una scala in mattoni di laterizio, che rende difficoltoso il passaggio alle persone con mobilità ridotta e limita la fruibilità dell’area anche per passeggini e biciclette.
Il nuovo progetto punta a cambiare radicalmente la situazione. Il collegamento sarà garantito da una rampa pedonale accessibile, con corrimano in ferro zincato e verniciato color corten, che permetterà di raccordare i diversi livelli senza interruzioni.
Ma la rampa sarà soltanto uno degli elementi del progetto. I giardini di Santa Lucia saranno interessati da una riqualificazione complessiva, con la riorganizzazione del verde pubblico e il rifacimento della pavimentazione. È previsto inoltre il restauro dell’antico pozzo in mattoni che caratterizza la piazzetta, insieme all’adeguamento dell’impianto di illuminazione.
Particolare attenzione sarà riservata anche alla sostenibilità, attraverso l’utilizzo di materiali eco-compatibili e nel rispetto dei Criteri ambientali minimi, oltre che delle caratteristiche storiche e paesaggistiche del centro storico.
L’opera avrà un costo complessivo di 180mila euro. Circa 95mila euro arriveranno dalle economie residue dei lavori di recupero delle mura storiche e della Porta delle Fonti, conclusi lo scorso agosto. Le somme, il cui reimpiego è stato autorizzato dalla Regione Marche, saranno quindi utilizzate per un nuovo intervento nel centro storico, dando continuità al percorso di recupero e valorizzazione già avviato.
Un passaggio importante è arrivato con l’approvazione da parte della Giunta comunale della proposta di delibera relativa al Documento di indirizzo alla progettazione, predisposto dal responsabile unico del progetto, l’ingegner Lucia Ilari. Ora l’Area Lavori pubblici potrà procedere con le successive fasi per l’affidamento della progettazione e dei lavori.
La progettazione sarà affidata a un professionista esterno e comprenderà il progetto di fattibilità tecnico-economica e quello esecutivo. Trattandosi di un’area inserita nel contesto storico del borgo, sarà previsto anche il coinvolgimento della Soprintendenza.
«Questo progetto rappresenta perfettamente la nostra visione di Morrovalle – afferma il sindaco Andrea Staffolani – un borgo che non si limita a custodire gelosamente il proprio passato, ma che ha il coraggio di modellarlo per renderlo vivo, accessibile e vicino alle esigenze di tutti».
Per Staffolani, l’intervento consentirà di «cucire insieme i luoghi simbolo della nostra storia e della nostra identità», abbattendo non soltanto le barriere fisiche ma favorendo una maggiore fruibilità di uno spazio considerato di particolare valore panoramico e sociale.
«È la dimostrazione – aggiunge il sindaco – che una gestione virtuosa delle risorse e la capacità di intercettare opportunità ci permettono di continuare a investire concretamente sul futuro della nostra comunità».
Anche l’assessore al Centro storico Mauro Baldassarri sottolinea l’importanza dell’intervento: «La rigenerazione del nostro centro storico passa attraverso la cura dei dettagli e la capacità di rendere ogni angolo fruibile e accogliente».
L’obiettivo, spiega Baldassarri, è superare «un divario urbanistico importante», eliminando quei dislivelli che hanno finora limitato la piena fruibilità dei giardini. «Vogliamo un centro storico inclusivo – conclude – che sappia coniugare il rispetto assoluto per i materiali e le tecniche della nostra tradizione con la modernità dei servizi, la sicurezza e la sostenibilità ambientale».
Un traguardo che vale una festa nella festa. Santa Maria in Selva si prepara a celebrare la 50ª edizione della Sagra della Polenta, appuntamento che dal 17 al 27 settembre 2026 tornerà ad animare la frazione di Treia, confermandosi una delle manifestazioni più radicate nella tradizione locale.
Mezzo secolo di storia costruito grazie all'impegno dei volontari e alla partecipazione di intere generazioni. La polenta, naturalmente, resterà la grande protagonista della manifestazione, preparata secondo la ricetta della tradizione e proposta con i suoi caratteristici condimenti. Attorno alla tavola, però, ci sarà un programma pensato per coinvolgere un pubblico ampio, tra musica, spettacoli, appuntamenti culturali, sport e motori.
La festa prenderà il via giovedì 17 settembre alle 21 con il Torneo di Burraco, seguito venerdì 18, alla stessa ora, dal Torneo di Briscola.
Il primo grande appuntamento del weekend sarà sabato 19 settembre. Alle 17 è in programma il convegno “Storia e tradizioni della polenta”, dedicato alle origini e all'evoluzione del piatto simbolo della manifestazione. Dalle 19 apriranno gli stand gastronomici, accompagnati dall'esibizione itinerante degli Sbandieratori e Tamburini di Montecassiano. Alle 21.30 spazio alla musica con Max Per Sempre – 883 / Pezzali Tribute Band.
Domenica 20 settembre sarà una giornata dedicata ai motori, alla tradizione e alla convivialità. Alle 9 è previsto il ritrovo del XX Vesparaduno, mentre alle 9.30 sarà celebrata la Santa Messa. La polenta sarà servita a pranzo, dalle 12 alle 14, e a cena, dalle 18.30 alle 22. Anche in questa occasione torneranno gli Sbandieratori e Tamburini di Montecassiano. In serata, alle 21, appuntamento con la musica dell'Andrea Censi Band.
Dopo alcuni giorni di pausa, la Sagra riprenderà venerdì 25 settembre. Dalle 19 alle 22.30 sarà possibile degustare la polenta, mentre alle 21.30 salirà sul palco la cover band Sugar Club. A seguire, la serata proseguirà con il DJ set di Luca Moretti.
Sabato 26 settembre, ancora spazio alla cucina tradizionale dalle 19. Alle 21.30 sarà invece l'Orchestra Federico Olivotti a guidare la serata con musica da ballo, valzer e liscio.
Gran finale domenica 27 settembre, giornata conclusiva della cinquantesima edizione. Alle 9 appuntamento con il 4° Raduno Fiat 500, dedicato agli appassionati delle auto d’epoca, mentre alle 9.30 sarà celebrata la Santa Messa. La polenta tornerà protagonista a tavola sia a pranzo, dalle 12 alle 14, sia a cena, dalle 18.30 alle 22.
Nel pomeriggio e in serata sarà la volta degli Stornellatori Grazie Grazià, con uno spettacolo all’insegna della tradizione popolare. Alle 21, infine, il sipario calerà sulla Sagra con Roberto Carpinetti, protagonista del gran finale musicale.
Una chiusura in grande stile per un’edizione speciale, che celebra non soltanto la polenta, ma soprattutto mezzo secolo di impegno, volontariato e partecipazione. Un anniversario che racconta la storia di una comunità capace di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie tradizioni.
CAMERINO - Un cambio di rotta inaspettato segna la programmazione della rassegna Kontempora 2026 - Il coraggio del confronto. L’incontro con Nicola Porro, uno degli appuntamenti del calendario e originariamente fissato per domenica 20 settembre, è stato ufficialmente rinviato.
A determinare lo slittamento sono stati motivi di natura personale, che impediranno al giornalista di essere presente nella data stabilita. Gli organizzatori hanno prontamente rassicurato il pubblico: "L’evento non è annullato, ma soltanto momentaneamente congelato. Il dibattito verrà infatti recuperato non appena possibile, e la nuova data sarà resa nota nei prossimi giorni attraverso i canali di comunicazione ufficiali della manifestazione", spiegano.
Dalla direzione di Kontempora arrivano le scuse per il disguido organizzativo, accompagnate da un sincero ringraziamento ai cittadini e ai partecipanti per la pazienza e la comprensione dimostrate di fronte a questo imprevisto fuoriprogramma.
Dopo oltre quindici anni Rifondazione Comunista torna nella sua storica sede di viale Indipendenza, a Macerata. Lo spazio, intitolato a Carlo Giuliani, riaprirà il prossimo 19 settembre con una giornata inaugurale che si protrarrà dall’ora di pranzo fino alla sera e che prevede dibattiti, stand-up comedy e musica.
Una giornata di festa, ma anche il primo appuntamento di un percorso che punta a fare della nuova sede un punto di riferimento per attività politiche, sociali e culturali.
«La riapertura della sede rappresenta un traguardo importante, frutto del lavoro svolto negli ultimi anni dai Giovani Comunisti nelle scuole, nelle università e sul territorio maceratese, oltre che della collaborazione di tanti cittadini e militanti interessati al progetto», spiega Alessandro Campetella, della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista Macerata.
Il partito, sottolinea Campetella, non ha mai interrotto la propria attività sul territorio provinciale, concentrandosi negli ultimi anni soprattutto sui temi della sanità, della ricostruzione post-sisma e dei diritti dei terremotati, contribuendo anche alla nascita del Comitato 30 Ottobre di Tolentino. Attenzione è stata inoltre dedicata al rilancio delle aree interne e alla vicenda della gestione del servizio idrico pubblico, al fianco dei comitati per l’Acqua Bene Comune.
«Questo percorso ci ha permesso di ricostruire una presenza politica radicata, che ora vogliamo estendere ai luoghi di lavoro, ai quartieri e alla cittadinanza, mettendo in relazione generazioni, condizioni sociali ed esperienze differenti», aggiunge Campetella.
La nuova sede nasce anche con l’obiettivo di offrire spazi di aggregazione in una città nella quale, secondo Rifondazione, le occasioni di socialità libera sono sempre più limitate e spesso legate a logiche commerciali. All’interno della sede sono già presenti un’aula studio, una sala prove musicale e altri ambienti destinati a incontri, dibattiti e attività sociali.
Gli spazi saranno messi a disposizione gratuitamente di chi non dispone delle risorse necessarie per studiare, suonare, riunirsi o organizzare iniziative.
«La sede Carlo Giuliani vuole essere un luogo politico, sociale e culturale aperto a tutti, nella misura in cui ci sia una visione comune sulle tematiche affrontate», sottolinea Campetella. «Sarà uno spazio dichiaratamente comunista, orientato alla partecipazione democratica, al confronto e al dialogo con la cittadinanza, le forze sociali, politiche e le istituzioni, mantenendo la propria autonomia».
La riapertura della sede viene quindi presentata da Rifondazione come un nuovo punto di partenza per rafforzare la propria presenza sul territorio e costruire una comunità politica e sociale capace di coinvolgere lavoratori, studenti, precari e cittadini.
«Oggi il valore di un'organizzazione comunista sta anche nella capacità di costruire legami durevoli, ricondurre bisogni e difficoltà vissuti individualmente alle loro cause comuni e offrire strumenti concreti per organizzarsi e intervenire nella vita pubblica», conclude Campetella.
È precipitata da un’altezza di circa cinque metri, finendo in un orto. È accaduto intorno alle 17.30 a Castelraimondo, dove una donna di 55 anni è stata soccorsa dal personale del 118.
Dopo le prime cure sul posto, è stata fatta intervenire l’eliambulanza, che ha trasferito la 55enne all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, per gli accertamenti e le cure necessarie.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, impegnati nella ricostruzione della dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di un possibile gesto volontario, circostanza che dovrà essere verificata dagli accertamenti in corso.
Rainbow acquisisce la maggioranza di 247 Production, società di digital entertainment fondata nel 2017 da Nicola Bertona insieme ad Andrea Pisani e Luca Peracino, il duo comico dei PanPers. L’operazione segna un nuovo passo nella strategia di crescita e diversificazione del gruppo guidato da Iginio Straffi e punta a rafforzarne il ruolo nei settori del digital content, della creator economy e del branded entertainment.
L’acquisizione si inserisce nel percorso di sviluppo avviato da Rainbow dopo l’ingresso nel capitale di Tec Movie, veicolo indipendente costituito dai soci aderenti all’iniziativa di The Equity Club, club deal che opera in partnership con Mediobanca.
L’integrazione tra le due realtà mira a creare nuove sinergie tra produzione audiovisiva, creatività, talent management e progetti destinati ai brand, ampliando ulteriormente il perimetro di attività del gruppo.
Fondata nel 2017, 247 Production si è affermata nel mercato del digital entertainment grazie a un modello che combina produzione di contenuti, competenze manageriali, gestione di talent e creator e sviluppo di progetti di branded content e format originali.
Nel solo 2025, la società ha realizzato oltre 100 progetti e più di 3.500 contenuti, operando in diversi ambiti, dalla comedy alla divulgazione, passando per food, musica e intrattenimento.
Bertona resta alla guida
L’operazione non comporterà un cambio al vertice di 247 Production. Nicola Bertona resterà infatti Ceo della società, garantendo continuità al percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni.
Contestualmente, Bertona assumerà anche l’incarico di vice president of Strategy & Commercial Development del Gruppo Rainbow, all’interno della struttura TV, Digital and Talent guidata da Gian Paolo Tagliavia. Il suo compito sarà individuare e sviluppare nuove opportunità di business nel settore del digital entertainment.
«L’acquisizione di 247 Production rappresenta un ulteriore passo nel percorso di evoluzione del gruppo Rainbow», commenta Iginio Straffi, fondatore e presidente di Rainbow. L’obiettivo, spiega, è unire l’esperienza maturata dal gruppo nei contenuti media e audiovisivi alla capacità di 247 Production di interpretare i nuovi linguaggi digitali.
Soddisfatto anche Nicola Bertona, che definisce l’accordo «un’occasione di grande crescita» per il team di 247 Production, per i clienti e per le agenzie partner. Secondo Bertona, l’integrazione potrà contribuire a trasformare Rainbow in un punto di riferimento anche nel campo dei contenuti digitali e del branded entertainment.
Nel progetto continueranno inoltre a essere coinvolti come partner Alberto Zilli e Lorenzo Cocco, che metteranno a disposizione esperienza e competenze strategiche maturate nel settore digitale. Il loro contributo sarà rivolto anche al consolidamento della società sul mercato italiano e internazionale, attraverso possibili operazioni di acquisizione e fusione con altre realtà del comparto.
L'operazione rappresenta quindi un ulteriore tassello nel percorso di espansione di Rainbow, che amplia così il proprio raggio d'azione dal mondo dell'animazione e della produzione audiovisiva verso un mercato sempre più centrale come quello dei creator, dei contenuti digitali e delle collaborazioni tra entertainment e brand.
Avrebbe violato il divieto di avvicinamento all’ex convivente, arrivando a pedinarla per circa cinque chilometri mentre la donna viaggiava a bordo di un autobus di linea. Per questo i Carabinieri della Stazione di Cingoli hanno arrestato in flagranza differita un agricoltore del posto.
L’uomo era già destinatario dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, misure disposte dall’autorità giudiziaria a tutela dell’ex convivente e del figlio minore.
Secondo quanto ricostruito dai militari, poche ore prima dell’arresto l’uomo si sarebbe messo alla guida della propria automobile iniziando a seguire l’ex compagna, che in quel momento si trovava a bordo di un autobus. Il pedinamento si sarebbe protratto per circa cinque chilometri.
A consentire ai Carabinieri di ricostruire quanto accaduto è stata anche l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio. Gli accertamenti avrebbero permesso di individuare gli spostamenti dell’uomo e di ricostruire la presunta violazione della misura cautelare.
L’indagato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti violazioni dello stesso provvedimento protettivo, è stato quindi rintracciato e arrestato.
L’intervento è avvenuto attraverso la flagranza differita, prevista dall’articolo 382-bis del codice di procedura penale e introdotta dalla legge 168 del 2023 nell’ambito delle misure di contrasto alla violenza domestica. La norma consente, in presenza dei presupposti previsti dalla legge, di procedere all’arresto entro 48 ore dalla condotta sulla base degli elementi raccolti, tra cui le immagini dei sistemi di videosorveglianza.
L’arresto ha permesso di interrompere, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’ennesima presunta violazione delle misure disposte a tutela della donna.
Su disposizione della competente autorità giudiziaria, l’uomo è stato ristretto nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Macerata, in attesa dell’udienza di convalida con rito direttissimo.
Oltre 17.500 tra petardi e razzi pirotecnici, batterie da centinaia di colpi e centraline per l’innesco a distanza sono stati sequestrati dai carabinieri della stazione di Corridonia, che hanno denunciato un 41enne del posto per detenzione illegale di materiale esplodente.
L’attività è partita quando i militari hanno sorpreso l’uomo nel centro cittadino mentre caricava sulla propria auto alcuni colli contenenti articoli pirotecnici. Con lui si trovava anche il padre convivente, risultato successivamente del tutto estraneo ai fatti.
Gli accertamenti sono proseguiti con una perquisizione in un magazzino utilizzato dal 41enne. All’interno i carabinieri hanno trovato un ingente quantitativo di ulteriore materiale pirotecnico. L’uomo è risultato privo delle autorizzazioni di polizia o della licenza necessaria per la detenzione e il commercio dei prodotti, prevista dall’articolo 47 del T.U.L.P.S.
Nel complesso sono stati posti sotto sequestro 16 colli con 13.995 tra petardi e razzi pirotecnici con marcatura CE, oltre a 64 colli contenenti 144 confezioni di batterie pirotecniche da 25 e 200 colpi, anch’esse provviste di marcatura CE.
Sequestrati inoltre 10 colli con 3.479 petardi privi di marcatura CE, tre valigette contenenti centraline per l’innesco a distanza e relativi accenditori, oltre a 200 etichette adesive riportanti le indicazioni sulle tipologie di artifizi pirotecnici.
Il valore complessivo del materiale è stato stimato in circa 50mila euro. Sia gli artifizi pirotecnici sia il magazzino utilizzato come deposito sono stati posti sotto sequestro e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, informata dalla stazione dei carabinieri di Corridonia.
Due utilitarie in fiamme dopo uno scontro frontale lungo la Montefanese, in contrada Bagnolo, poco prima di Montefiore. L’incidente è avvenuto, poco prima delle 13, nel territorio comunle di Recanati quando le due vetture, entrambe alimentate a gasolio, si sono scontrate lungo la strada provinciale.
Stando alle prime informazioni, l’impatto non sarebbe stato particolarmente violento. Subito dopo lo schianto, però, una delle due auto ha preso fuoco. A breve distanza, anche la seconda vettura è stata avvolta dalle fiamme, facendo scattare l’allarme.
Fortunatamente, i due conducenti sono riusciti a uscire autonomamente dagli abitacoli prima che l’incendio rendesse la situazione ancora più pericolosa.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai due automobilisti. Uno dei feriti è stato successivamente trasportato in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche.
Immediato anche l’intervento dei Vigili del Fuoco, con le squadre di Osimo e la prima partenza di Macerata. I pompieri hanno lavorato per domare le fiamme e mettere in sicurezza i veicoli e l’area interessata dall’incidente.
Sul posto sono intervenuti anche gli organi competenti per gli accertamenti e per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro.
L’incidente ha inevitabilmente provocato rallentamenti lungo la Montefanese, con la circolazione condizionata dalle operazioni di soccorso e di messa in sicurezza.
Il nucleo cinofili dei vigili del fuoco delle Marche dice addio a Marley, cane da ricerca che per dieci anni ha affiancato i soccorritori in numerosi interventi di emergenza, anche in alcuni degli scenari più drammatici degli ultimi anni.
Marley è stato in servizio operativo dal novembre 2013 all’aprile 2023, sempre al fianco del suo conduttore, il capo reparto in quiescenza Dante Mariucci. Grazie all'addestramento e alle sue straordinarie capacità olfattive, ha preso parte a numerose operazioni di ricerca di persone disperse.
Tra gli interventi che hanno segnato la sua carriera ci sono le ricerche successive al terremoto che colpì il Centro Italia nell'agosto 2016 e quelle tra le macerie del crollo del Ponte Morandi a Genova. A queste si aggiungono innumerevoli attività di ricerca in superficie, nelle quali il contributo dei cani del nucleo cinofili si è rivelato fondamentale.
Per un decennio Marley ha dunque condiviso con i vigili del fuoco il lavoro sul campo, mettendo il proprio fiuto e il proprio addestramento al servizio delle persone da ritrovare.
Il Comando dei vigili del fuoco di Macerata e il Corpo nazionale lo hanno salutato ricordandone il prezioso contributo offerto nel corso della sua lunga attività operativa.
Secondo posto per il Camping Village Bellamare di Porto Recanati nella puntata marchigiana di "4 Hotel", il programma di Sky Italia condotto da Bruno Barbieri e dedicato, in questo caso, all'ospitalità open-air nelle Marche.
La struttura portorecanatese ha totalizzato 127 punti, chiudendo la sfida a soli due punti dal primo classificato. Un risultato che porta Porto Recanati sotto i riflettori della trasmissione e rappresenta una vetrina nazionale per il comparto turistico della città.
La partecipazione al programma ha messo a confronto diverse realtà dell'ospitalità all'aria aperta del territorio marchigiano, con il Camping Village Bellamare capace di distinguersi fino a conquistare il secondo gradino del podio.
Soddisfazione è stata espressa anche dall'amministrazione comunale. Il sindaco Andrea Michelini, a nome dell'intera amministrazione, si è congratulato "con la proprietà, lo staff e tutti i collaboratori della struttura per il risultato ottenuto".
Un riconoscimento che, sottolinea il Comune, "premia professionalità, accoglienza e impegno e contribuisce a promuovere l'immagine di Porto Recanati e della sua offerta turistica anche al di fuori dei confini regionali".
È stata una sfida all’ultimo lancio quella che ha caratterizzato il 18° Campionato italiano di rulletto a squadre, disputato tra Montese e Castel d’Aiano, sull’Appennino bolognese. La manifestazione, promossa dalla Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali (FIGeST) e organizzata dalle Asd Montese e Santa Lucia, ha richiamato 27 squadre, composte da quattro giocatori più l’eventuale riserva, provenienti da otto province: Modena, Reggio Emilia, Bologna, Ancona, Macerata, Pesaro, Perugia e Arezzo.
Due le giornate di gara che hanno accompagnato gli atleti verso l’assegnazione dei titoli italiani. Nella prima giornata le squadre si sono confrontate in due manches da dieci lanci, disputate su due percorsi differenti. I risultati hanno determinato le sei formazioni finaliste di ciascuna categoria, A e B.
La seconda giornata ha visto scendere in campo le finaliste per le decisive manches di finale, in una competizione caratterizzata da grande equilibrio e incertezza fino all’ultimo lancio. Nella categoria A, quella regina, è stato addirittura necessario ricorrere a un lancio di spareggio: Pro Loco Ripe e I Matti di Corinaldo hanno infatti chiuso a pari punti al termine della finale. A decidere il titolo è stato dunque un ulteriore lancio del rulletto, il caratteristico disco in legno che deve avere un peso minimo di un chilo e mezzo.
A conquistare il titolo di Campione italiano 2026 nella categoria A è stata la Pro Loco Ripe di Trecastelli, formazione marchigiana composta da Adriano Spadoni, Duccio Ceccacci, Giordano Neri, Adriano Candi e Roberto Mercanti.
Secondo posto per I Matti di Corinaldo, con Luca Massi, Sammy Bracci, Diego Tarsi, Matteo Nazzarelli e Diego Carbonari, con Fabio Marcantoni non giocatore. Sul terzo gradino del podio è salita la formazione di Cingoli, composta da Andrea Marrocchi, Paolo Gambini, Alberto Piccinini e Bruno Angelucci, con Luca Fraticelli non giocatore.
A completare la finale di categoria A sono state, nell’ordine, Serralta di San Severino Marche, quarta, Morano FB 2000 di Perugia, quinta, e Fidea di Macerata, sesta.
Nella categoria B il titolo italiano è rimasto invece in casa. A festeggiare è stata infatti la Montese 3, che ha sfruttato al meglio il fattore campo superando la formazione mondolfese della Ruzzola Valcesano. La squadra campione era composta da Lorenzo Bicocchi, Giovanni Baraccani, Roberto Sabatini, Floriano Bazzani e Mattia Mancini.
Seconda classificata la Ruzzola Valcesano con Federico Piccioli, Massimo Donati, Diego Rotatori e Giacomo Gasparini. Terzo posto per l’Asd Valsovara di Arezzo, con Paolo Boriosi e Bruno Grazi. Quarta la formazione del Santa Lucia, quinta la Fasp di Macerata e sesta la squadra di Zocca.
La cerimonia di premiazione ha riunito rappresentanti delle istituzioni locali e i vertici della FIGeST e delle specialità degli sport tradizionali. Presenti Lotario Bernardini, presidente del Comitato Provinciale FIGeST di Bologna; Rossella Chiari, sindaco di Castel d’Aiano; Carlo Castagnoli, sindaco di Montese; Silvia Razoli, membro del Consiglio Federale; il responsabile del progetto Scuola; Mauro Sabatini, presidente del Dipartimento FIGeST degli Sport che rotolano; Adriano Spadoni, presidente nazionale della specialità rulletto; Angelo Gaudenzi, presidente del Consiglio di Specialità ruzzola; Catia Lucian, presidente regionale FIGeST delle Marche; Valeriano Vitellozzi, vicepresidente vicario FIGeST, oltre ai presidenti delle società organizzatrici, Daniel Radu dell’Asd Montese e Mario Mezzi dell’Asd Santa Lucia.
Il campionato ha confermato ancora una volta la vitalità degli sport e dei giochi tradizionali, capaci di coinvolgere atleti provenienti da territori diversi e di unire competizione, tradizione e socialità.
Per la FIGeST l’appuntamento è ora fissato per domenica 20 settembre a Monte Alago di Nocera Umbra, dove si svolgerà il Trofeo delle Province. Alla manifestazione sono attesi oltre 240 atleti, impegnati nelle diverse discipline federali: ruzzola, rulletto, ruzzolone, formaggio e boccia su strada.