di Francesco Silla

Maglie della Rata a Bonaccini, la società: “Noi apartitici”. Lega: "Sport non sia propaganda”

Maglie della Rata a Bonaccini, la società: “Noi apartitici”. Lega: "Sport non sia propaganda”

La visita del presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini a Macerata per sostenere la coalizione di centrosinistra e il candidato sindaco Gianluca Tittarelli ha acceso una vicenda che, nelle ultime ore, ha coinvolto anche la S.S. Maceratese. Tutto è iniziato poco prima dell’inizio della conferenza pubblica, quando l’ex sindaco di Macerata Romano Carancini si è avvicinato a Bonaccini consegnandogli in dono una maglia pre season della Maceratese, accompagnata dal gagliardetto del club biancorosso. Un gesto accolto con sorrisi e battute, al quale ha partecipato anche il candidato sindaco Tittarelli, mostrando a sua volta un’altra maglia della stagione appena conclusa. “Avrei voluto portarti quella della Pallavolo Macerata ma so che collezioni maglie di squadre di calcio”, avrebbe detto Tittarelli tra ridendo. Bonaccini ha quindi ricordato di aver visto giocare la Maceratese quando anche lui giocava a calcio. Nel post poi sul suo profilo facebook, il candidato sindaco ha scritto di aver comprato la maglia in un negozio. Un siparietto apparentemente innocuo e dal tono disteso che però, nel giro di poche ore, ha generato una serie di reazioni politiche e istituzionali. La prima presa di posizione è arrivata direttamente dalla S.S. Maceratese, che ha diffuso un comunicato stampa per chiarire la propria estraneità alla vicenda e dalla campagna elettorale in generale. “In riferimento ad alcuni articoli di stampa e alle immagini diffuse nelle ultime ore, la S.S. Maceratese precisa la propria totale estraneità a qualsiasi iniziativa o attività riconducibile a partiti, candidati o campagne elettorali”, si legge nella nota. “La S.S. Maceratese ribadisce con fermezza la propria natura apartitica e apolitica, in particolare in questo momento di competizione elettorale per le amministrative cittadine, proseguendo il proprio impegno esclusivamente nell’ambito sportivo, educativo e sociale. La Maceratese è di tutti e continuerà a rappresentare l’intera comunità biancorossa, nel rispetto di ogni sensibilità e opinione”. Successivamente è arrivato l’attacco politico della Lega, attraverso un comunicato firmato da Renzo Marinelli e Mauro Lucentini. “Il candidato sindaco di sinistra regala magliette come se lo sport maceratese fosse una sua proprietà privata, politicizzando le società, senza un minimo rispetto per i tifosi”, scrivono gli esponenti del Carroccio. Nel comunicato viene ricordato come “alla Schlein ha regalato la maglietta della Pallavolo Macerata, a Bonaccini due maglie ed il gagliardetto della Maceratese”, con una chiusura ironica: “Aspettiamo di vedere cosa regalerà alla Salis ed a Fratoianni”. La Lega ribadisce poi che “lo sport è apolitico per sua definizione” e sottolinea come la Maceratese rappresenti “un patrimonio sportivo dei maceratesi dal 1922”. Secondo Marinelli e Lucentini, “le società sportive appartengono ai tifosi, alla città, ai ragazzi e alle famiglie che ogni giorno vivono quei colori con passione e sacrificio” e “non dovrebbero mai diventare strumenti di propaganda o passerelle elettorali”. Nel comunicato non manca anche un riferimento alla recente presentazione della candidatura di Sandro Parcaroli insieme al presidente della Regione Francesco Acquaroli, definita dalla Lega come una partecipata manifestazione pubblica con cittadini, famiglie, giovani e volontari presenti per ascoltare “una visione e un programma per il futuro della città”. Infine l’affondo politico conclusivo: “Mentre Tittarelli elargisce regali agli esponenti nazionali del Partito Democratico, l’amministrazione comunale guidata da Sandro Parcaroli sindaco continua a regalare nuovi impianti sportivi ai maceratesi”. Nel comunicato vengono infatti elencati gli interventi realizzati e quelli in fase di inaugurazione, dalla piscina comunale alle nuove strutture sportive di Fontescodella, fino al nuovo campo da rugby. “Nei prossimi cinque anni la sinistra potrà continuare a regalare gadget, mentre l’amministrazione comunale continuerà a lavorare per far crescere Macerata”, conclude la nota della Lega. È giusto però ricordare come la coalizione di centro destra abbia coinvolto nell'evento elettorale, volto alla propaganda per il voto, tenutosi mercoledi 6 maggio al palazzetto Fontescodella Rolando Mozzoni del Macerata Rugby.   Insomma, un gran polverone biancorosso.

10/05/2026 19:50
Nuovo polo natatorio di Macerata: apre l’impianto da 9 milioni nell’area ex Saram con due piscine (Video e Foto)

Nuovo polo natatorio di Macerata: apre l’impianto da 9 milioni nell’area ex Saram con due piscine (Video e Foto)

Si è svolta nel pomeriggio di oggi, sabato 9 maggio, la presentazione del nuovo polo natatorio di Macerata in viale Giorgio Maria Pagnanelli, all'interno dell'area dell'ex Saram. L'incontro ha permesso di illustrare le caratteristiche tecniche e funzionali della struttura, sorta sul sito che in precedenza ha ospitato la scuola dell'Arma Aeronautica e la caserma della Guardia di Finanza. L'intervento consegna alla cittadinanza un'infrastruttura moderna, progettata per essere pienamente accessibile attraverso percorsi pedonali dedicati e rampe studiate per l'abbattimento delle barriere architettoniche. L'impianto sarà fruibile da lunedì 11 maggio. Per il nuoto libero la piscina sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 21,30, il sabato dalle 8 alle 16 e infine la domenica dalle 9 alle 12. Disponibili online tutte le informazioni relative ai corsi e agli orari sul sito della piscina comunale di Macerata. Dal punto di vista architettonico, l'edificio si caratterizza per un telaio in cemento armato e una copertura in legno lamellare, con ampie superfici vetrate studiate per favorire l'illuminazione naturale degli ambienti interni. L'impianto dispone di due vasche distinte per differenti tipologie di utenza. La vasca principale ha una lunghezza di 25 metri ed è dotata di otto corsie, risultando idonea sia per l'attività di base sia per lo svolgimento di competizioni agonistiche. Ad essa si affianca una seconda vasca di dimensioni minori, destinata alle attività ludico-ricreative, all'avviamento al nuoto e al fitness in acqua. Il piano vasca è organizzato per consentire lo svolgimento sia della preparazione atletica sia delle attività didattiche. L'organizzazione degli spazi interni comprende quattro zone destinate agli spogliatoi, uffici amministrativi e un locale di primo soccorso accessibile sia dall'area piscine che dall'esterno. Per il pubblico è stata predisposta una gradinata per la visione delle attività, separata dal piano vasca da una protezione trasparente. Sotto il profilo tecnico, la struttura è dotata di locali per la filtrazione e la sanificazione delle acque conformi alle normative vigenti. La logistica dell'area è supportata da un parcheggio situato sul lato ovest del complesso, con spazi riservati ai mezzi di soccorso e agli addetti ai lavori. Il sindaco Sandro Parcaroli ha sottolineato l'importanza dell'opera per il territorio: “Orgoglio che ho di stare qui, che prima ho visitato. Voglio parlare poco per fare parlare i tecnici perché è una bellissima opera. Un centro polifunzionale con non solo le piscine. Un edificio che riqualifica bene questo quartiere. Tre anni di lavoro che hanno portato a un opera funzionale e strategica”. Il dirigente dei servizi tecnici del Comune di Macerata, l’ingegnere Tristano Luchetti, ha evidenziato il ruolo urbanistico e scolastico della struttura: “Un pezzo della città che verrà riqualificata anche grazie ai collegamenti che stiamo facendo. È importante perché si colloca nell'ambito degli istituti scolastici. Questo permetterà alla Mestica, alla Dante Alighieri ma anche ad altre scuole di essere in collegamento diretto con questo edificio. Un progetto che quindi si inserisce in un discorso più ampio. Primo piano con piscine e spogliatoi, secondo piano palestra, spogliatoi e area break, terzo piano anche con un'area conferenze”. Il presidente del Centro Nuoto Macerata Mauro Antonini ha parlato dell’impatto che il nuovo impianto avrà a livello regionale: “Un impianto importante non solo per Macerata. Avrà un rilievo importante a livello regionale. Parlo anche da presidente di federazione. Quanto fosse necessario questo impianto lo vedete dalla partecipazione di cittadinanza e di tesserati col nostro Centro Nuoto Macerata. Garantiremo tutti i servizi che abbiamo portato avanti fino ad oggi, le collaborazioni con scuole e Anthropos. Domenica chiude la piscina a Don Bosco e lunedì mattina apre questa piscina, speriamo che ci siano oltre alla nostra clientela affezionata anche nuovi clienti. Fino a fine luglio poi ci sarà la pausa estiva e poi si ripartirà”. L’ingegnere progettista Andrea Caffini ha invece illustrato gli aspetti tecnologici ed energetici della struttura: “Un livello tecnologico per un centro natatorio alto. Siamo in presenza di impianti che vanno in contrasto alla idea di piscine energivore. Abbiamo un sistema che recupera l'umidità dell'area. Quindi costi di gestione bassi, e un'umidità che viaggia sotto al 50%. È stato poi creato un impianto radiante intorno alle vasche. Il tutto è coadiuvato da un impianto fotovoltaico di 87 kW e da una automazione di impianto indipendente, quindi con luci e riscaldamento automatiche. Siamo in presenza di un impianto che è un fiore all'occhiello. In Italia ce ne sono pochi a questo livello”. Il costo preventivato dell’opera era inizialmente di 7 milioni e mezzo di euro, ma l’aumento dei prezzi ha comportato un incremento dell’investimento complessivo fino a 9 milioni di euro. “Siamo riusciti a tenere sotto controllo i costi. Stiamo comunque parlando di un intervento di 5000 m2”, ha concluso Tristano Luchetti.

09/05/2026 18:30
Comunali Macerata, Avs presenta la lista: “Giovani, ambiente e inclusione al centro”

Comunali Macerata, Avs presenta la lista: “Giovani, ambiente e inclusione al centro”

Presentata nella sede elettorale del candidato sindaco Gianluca Tittarelli, in via Garibaldi, la lista di Alleanza Verdi e Sinistra in vista delle elezioni amministrative del Comune di Macerata del 24 e 25 maggio. Una lista che punta sui temi della partecipazione, della sostenibilità, della rigenerazione urbana e dell’inclusione sociale, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Ad aprire l’incontro è stato Andrea Maurilli, capolista di AVS, che ha spiegato il significato politico della candidatura condivisa con Patrizia Sagretti. “La lista nasce proseguendo la tradizione politica di AVS. Vogliamo rappresentare due lotte con la mia nomina a capolista e quella di Patrizia Sagretti: i giovani e le donne”. Maurilli ha sottolineato anche la composizione della squadra: “È una lista che rappresenta la perfetta parità di genere, con equivalenza tra uomini e donne”. Tra i temi centrali indicati da Maurilli ci sono le politiche giovanili e il contrasto allo spopolamento cittadino. “Vogliamo favorire i giovani, sono il treno per il domani. Se non si passa per il lavoro giovanile e la residenzialità giovanile questa città si spopolerà”. Fondamentale, secondo il candidato, sarà anche il rafforzamento della rete tra le istituzioni del territorio, con la cultura come elemento centrale della proposta politica. “Il vettore tra tutte queste proposte è la cultura. E per questo c’è bisogno di spazi gratuiti in cui i giovani si possano incontrare”. Altro punto qualificante del programma è il tema ambientale. “Il verde è centrale nella nostra proposta: dal verde cittadino al verde inteso come impatto zero”, ha aggiunto Maurilli. A seguire è intervenuta Patrizia Sagretti, alla sua seconda esperienza elettorale dopo la candidatura alle regionali. “Prima del 2025 non avevo mai fatto queste esperienze. Voglio mettermi a disposizione per gli altri”, ha spiegato, indicando nella solitudine sociale una delle principali emergenze cittadine. “La solitudine di molte componenti sociali del nostro tessuto cittadino non è un problema individuale ma collettivo”. Sagretti ha criticato le scelte delle amministrazioni passate, accusate di aver privilegiato la logica del profitto rispetto alla qualità della vita nei quartieri. “In molti quartieri mancano piazze, luoghi di incontro. L’obiettivo è la rigenerazione urbana che non è stata fatta con i soldi del Pnrr”. Secondo la candidata, è necessario anche costruire strumenti di controllo e partecipazione per evitare che le criticità sociali si aggravino. “Serve un servizio di monitoraggio a disposizione del cittadino. Non possiamo essere considerati solo consumatori”. Nel suo intervento Sagretti ha citato anche la situazione di piazza della Libertà come esempio di una città che rischia di perdere spazi di socialità autentica. “La solitudine non ce la dobbiamo dimenticare perché è trasversale: riguarda donne, giovani e anziani”. A chiudere la presentazione è stato il candidato sindaco Gianluca Tittarelli, che ha definito la lista AVS come una realtà capace di mantenere saldi alcuni valori fondamentali. “Siamo qui a presentare una lista che tiene il punto fermo su molti valori. Affrontiamo aspetti che fanno parte della vita del cittadino. C’è voglia di essere tra la gente: è questa la cifra della lista”. Tittarelli ha evidenziato come il progetto politico non guardi soltanto al centro storico ma all’intera città. “Il centro storico è importantissimo, ma con i discorsi di Andrea e Patrizia ci sono attenzioni anche alle altre zone di Macerata, per renderle vivibili e accoglienti, con la creazione di spazi condivisi, verdi e sociali”. Infine il candidato sindaco ha ribadito l’approccio pragmatico della coalizione. “Non parliamo solo di promesse. Io non sono un politico di professione. Parliamo di ciò che possiamo fare e portare a termine. Parliamo di amministrare una città per renderla migliore”. La lista di Alleanza Verdi e Sinistra per le elezioni amministrative del Comune di Macerata sarà composta da Patrizia Sagretti, Andrea Maurilli, Marzia Battellini, Davide Bertoni, Nadia Bonfigli, Matteo Buccolini, Giovanna Ciarlantini, Caterina Cirioni, Carola Cota, Simona De Introna, Gabriele Fraticelli, Luigi Fratini, Cinzia Galassi, Mauro Gentili, Agnese Lanciani, Alice Longarini, Roberto Longarini, Maria Valeria Luzi, Mattia Maroni, Silvia Miliozzi, Floriana Morresi, Rita Morresi, Paolo Pierini, Leon Rocchi, Giovanni Romagnoli, Riccardo Seri, Giulia Spendolini, Federico Staffolani, Claudio Stura e Paolo Trognoni.

09/05/2026 15:02
Comunali Macerata, l’Udc presenta la lista: “Il centro ha ancora spazio in città”

Comunali Macerata, l’Udc presenta la lista: “Il centro ha ancora spazio in città”

L’Udc rilancia la propria presenza a Macerata in vista delle elezioni amministrative, presentando una lista che punta su esperienza amministrativa, identità politica e radicamento sul territorio. A guidare la presentazione sono stati il rappresentante regionale del partito Luca Marconi, insieme ai candidati Marco Foglia, Marco Caldarelli, indicati insieme a Antonella Fornaro come il “tridente” che negli anni ha mantenuto viva l’azione politica centrista in città. “Un ringraziamento al nostro tridente Foglia, Caldarelli e Fornaro, che sono stati molto attivi nella politica maceratese – ha dichiarato Marconi –. L’Udc è l’unico simbolo che resiste dalla Prima Repubblica”. Parole che rivendicano la continuità e la solidità di un partito che, nonostante le trasformazioni del panorama politico, continua a mantenere una propria identità precisa. Marconi ha poi sottolineato il contributo dato dagli esponenti centristi all’attuale amministrazione comunale. “Di solito un assessore dovrebbe limitarsi al proprio settore, invece Marco Caldarelli si è occupato di tutto. Da assessore UDC ha dato un grande apporto a questa amministrazione, così come importanti sono state le iniziative di Marco Foglia e Antonella Fornaro”. Il rappresentante regionale ha evidenziato anche il valore simbolico della lista e il ruolo che il centro può ancora avere nello scenario politico cittadino. “Siamo tutti desiderosi di portare in politica la nostra testimonianza. Sventoliamo il nostro simbolo di libertà. Nessuno deve restare solo: questo è il nostro slogan”. Poi l’affondo sugli avversari: “A Macerata, nel centrodestra, c’è spazio per il centro. A sinistra invece la parte moderata è scomparsa. La sinistra di oggi è più vecchia di quella lasciata da Carancini, che era più propositiva e moderna”. A prendere la parola è stato poi Marco Foglia, che ha ribadito la collocazione politica e il senso della presenza dell’Udc nella competizione elettorale. “Siamo un partito moderato, di centro, al servizio dei cittadini. Se qualcuno porta avanti partiti piccoli come il nostro è perché sente l’obbligo di esserci, per portare avanti il proprio percorso e la propria fede politica”. Foglia ha anche rivendicato la coerenza dimostrata durante l’esperienza amministrativa: “Siamo stati i più coerenti e i meno problematici. Abbiamo votato un programma e lo abbiamo portato a termine”. Infine Marco Caldarelli, ex assessore e candidato, ha illustrato i principi che guideranno la lista centrista in questa campagna elettorale. “Credo che questa tornata elettorale dell’Udc sia fondata su ascolto, attenzione, condivisione e cura. Portiamo l’esperienza maturata in anni di amministrazione e abbiamo messo al centro l’ascolto, ma un ascolto serio”. Caldarelli ha insistito sul metodo politico del partito, fondato sul rapporto diretto con i cittadini. “Non abbiamo la sicurezza di avere tutte le soluzioni, ma abbiamo la voglia di affrontare i problemi. Alla base della nostra politica c’è l’attenzione. Garantiamo un percorso di comprensione e vicinanza ai problemi della cittadinanza. Non è una speranza, è ciò che abbiamo fatto”. Il candidato ha concluso rimarcando il legame con il territorio e il consenso raccolto negli anni: “I bisogni si comprendono meglio parlando con chi quei problemi li vive ogni giorno. Per noi le persone sono al centro della politica e per prendersene cura serve un metodo concreto. Questo partito, che a livello nazionale può sembrare piccolo, a Macerata piccolo non è: lo dimostrano il grande riscontro avuto nella creazione della lista, nelle iniziative e nelle proposte portate avanti negli anni”. La lista UDC per le elezioni amministrative di Macerata sarà composta da Marco Caldarelli, Marco Foglia, Antonella Fornaro, Domenico Pio Biasco, Luciano Brunetti, Sebastian Campo, Pierpaolo Campolungo, Luisa Coppola, Diego Falappa, Laura Francioni, Giovanni Gentili, Massimo Graziosi, Emanuela Marcelli, Michela Meconi, Egidio Moranti, Adriano Morelli, Patrizia Morresi, Gabriella Ottaviani, Lorenzo Ragni, Chiara Rosati, Anna Maria Scuppa, Maria Soldini, Gianfranco Tamagnini Pisani, Maria Virginia Tambella, Francesca Tombesi e Carlo Vanni.

09/05/2026 14:31
Imprese e crisi globale, l’analisi di Marco Ragni (Confindustria Macerata): “Fare sistema è l’unica strada" (VIDEO)

Imprese e crisi globale, l’analisi di Marco Ragni (Confindustria Macerata): “Fare sistema è l’unica strada" (VIDEO)

In un contesto economico segnato da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e forte incertezza globale, il sistema produttivo locale è chiamato a ripensare le proprie strategie. In questa intervista, Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata e amministratore delegato di Fatar, analizza lo stato dell’economia del territorio, evidenziando criticità, opportunità e il ruolo centrale della collaborazione tra imprese per affrontare una fase complessa ma non priva di prospettive. La provincia di Macerata è un territorio ampio e diversificato, in che modo si costruisce e si rafforza la coesione tra imprenditori appartenenti a settori differenti?La provincia di Macerata è un territorio dove c’è un tessuto imprenditoriale molto vario: manifatturiero, moda, agroalimentare, meccanica, arredo. Questo rappresenta da una parte un punto di forza e dall’altra una complessità. L’associazione lavora per creare connessioni vere tra le imprese, attraverso tavoli comuni dove condividere problemi e progetti. Costruiamo iniziative trasversali, come un importante progetto sull’introduzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, e favoriamo lo scambio di competenze. Oggi nessuno compete da solo, ma all’interno di una filiera. Oggi la vera competitività nasce dalla capacità di fare sistema e non di restare isolati. Sta prendendo forma un’aggregazione tra Ancona, Fermo e Macerata: quali sono gli obiettivi e le ricadute sul territorio?Questo processo di aggregazione è un passaggio strategico, non formale. Da soli rischiamo di essere troppo piccoli per contare davvero. Mettere insieme Macerata, Ancona e Fermo significa fare massa critica e avere maggiore peso nei tavoli dove si decidono le politiche industriali, a livello regionale, nazionale ed europeo. Inoltre, questa rete permetterà di offrire servizi più evoluti alle aziende associate. Allargando lo sguardo allo scenario geopolitico internazionale, quanto incidono queste dinamiche sulla produzione locale?Le tensioni internazionali oggi si sentono in modo concreto anche sul nostro territorio. Conflitti, dazi e difficoltà nelle forniture rendono più complicato pianificare investimenti e strategie. Da una parte si registra un calo della domanda, dall’altra aumentano i costi delle forniture e dell’energia. Tutto questo incide direttamente sui bilanci delle imprese. Le aziende stanno reagendo, ma il contesto resta molto instabile. Quali sono oggi i settori maggiormente colpiti da questa fase di instabilità?In prima battuta i settori più colpiti sono quelli orientati all’export, come la moda e il calzaturiero, che subiscono la contrazione della domanda e le difficoltà nei mercati esteri. Anche altri comparti, come l’agroalimentare e l’arredo casa, risentono di problemi nelle catene di fornitura e nella logistica, con difficoltà a rimanere competitivi nelle filiere produttive. Quali interventi ritiene prioritari da parte della politica per sostenere il sistema produttivo?Le imprese hanno bisogno soprattutto di certezze e di risposte chiare. Da troppo tempo vengono rimandate decisioni importanti, a partire dalla politica energetica, che deve essere definita in modo chiaro a livello europeo, nazionale e regionale. Nelle Marche è fondamentale portare avanti il tema del termovalorizzatore. Serve inoltre intervenire sulla rete di distribuzione: molte aziende, soprattutto nelle aree interne, soffrono ancora di sbalzi e interruzioni di energia. C’è poi il paradosso degli investimenti nel fotovoltaico: da una parte vengono incentivati, dall’altra le imprese non riescono ad allacciarsi alla rete per mancanza di infrastrutture adeguate. A questo si aggiunge un quadro normativo complesso che aumenta la burocrazia. Le aziende sono ormai abituate a portare “zaini pesanti” sulle spalle: è il momento che la politica inizi a togliere qualche peso. Guardando al futuro, quali prospettive economiche si vedono nei prossimi mesi per il territorio?Il quadro resta molto complesso e fare previsioni è difficile, sia nel breve che nel medio termine, perché i conflitti internazionali influenzano direttamente gli equilibri economici globali. Le aziende sono reattive e si stanno organizzando, ma hanno poche leve strategiche per reagire in questa fase. Proprio per questo diventa ancora più importante fare sistema e affrontare insieme le difficoltà a livello associativo. Questo può rappresentare un vantaggio per tornare rapidamente competitivi quando la situazione tornerà a normalizzarsi.

29/04/2026 10:00
Caso plasma nelle Marche: indagine del Centro Nazionale Sangue e nodo commissione in Consiglio

Caso plasma nelle Marche: indagine del Centro Nazionale Sangue e nodo commissione in Consiglio

La vicenda delle sacche di plasma smaltite nelle Marche entra in una fase decisiva con l’intervento diretto dello Stato. Secondo quanto ricostruito da Fanpage, il Centro Nazionale Sangue, organismo che coordina il sistema trasfusionale sotto l'egida del Ministero della Salute e con sede presso l’Istituto Superiore di Sanità, ha aperto un’istruttoria nazionale classificando l’episodio come un "incidente grave". La comunicazione, firmata dalla direttrice Luciana Teofili, stando a Fanpage, è stata inviata al direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche Antonio Draisci e alla responsabile del Centro Regionale Sangue Giovanna Salvoni.  Nel mirino c’è un evento avverso legato alla conservazione del plasma a temperatura non conforme presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Sempre secondo Fanpage, è stato disposto un audit ispettivo nazionale con l'obiettivo di chiarire le cause dello spreco e verificare se la Regione sia in grado di garantire la sicurezza del sistema. Intanto sul caso si muovono anche i NAS, la Procura di Ancona e la Corte dei Conti, mentre la Regione ha attivato una propria commissione interna per fare luce sulla vicenda. Sul fronte politico, oggi si gioca una partita altrettanto rilevante in Consiglio regionale. L’ufficio di presidenza ha già verificato l’ammissibilità della richiesta di una commissione d’inchiesta avanzata dalle opposizioni, e il presidente dell'assemblea legislativa Gianluca Pasqui ha chiesto ai capigruppo di indicare i membri. Il termine per la presentazione dei nomi è scaduto il 20 aprile e la commissione dovrebbe essere composta da 13 membri, di cui otto di maggioranza e cinque di opposizione. Resta però aperta la questione politica dentro la maggioranza. I gruppi di minoranza hanno già indicato i propri rappresentanti - tra cui esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Progetto Marche - mentre il centrodestra non ha ancora trovato una sintesi. La giunta guidata da Francesco Acquaroli ritiene non necessaria una nuova commissione, avendo già istituito una verifica tecnica (ribadito anche questa mattina dall'assessore Calcinaro: "C'è già una commissione tecnica qualificata che sta lavorando pancia a terra e adesso sarebbe inutile"), ma una parte della coalizione teme che un eventuale rifiuto possa trasformarsi in un boomerang politico. La decisione finale è attesa con il passaggio in aula di Palazzo Leopardi. "Si tratta di fatti che, se confermati, risultano di estrema gravità e che rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini in un sistema (quello della donazione del sangue e del plasma) fondato su valori di solidarietà, sicurezza e responsabilità collettiva. Il Partito Democratico delle Marche esprime pertanto piena fiducia nel lavoro degli organismi competenti e nella magistratura, affinché venga fatta rapidamente piena luce su quanto accaduto, accertando responsabilità e garantendo trasparenza", sottolineano Chantal Bomprezzi, Daniele Sturani e Andrea Vecchi . Al contempo, non possiamo non evidenziare il rischio concreto che questa vicenda produca ricadute negative sul mondo della donazione, patrimonio prezioso della nostra comunità regionale, che va tutelato con ogni mezzo attraverso il ripristino immediato delle condizioni di massima sicurezza e credibilità. Dal punto di vista politico, la condanna per quanto emerso è netta. Riteniamo necessario che, in via cautelativa, vengano sospesi dalle attività i responsabili delle azioni che hanno comunque arrecato un grave danno d’immagine e discredito all’intero sistema di raccolta, lavorazione e distribuzione di sangue e plasma. È indispensabile ristabilire al più presto un clima di fiducia, attraverso atti concreti, verifiche puntuali e una piena assunzione di responsabilità. La salute dei cittadini e l’integrità del sistema sanitario regionale non possono essere messe in discussione", concludono Bomprezzi, Sturani e Vecchi.    

21/04/2026 12:30
Macerata, Fratelli d’Italia lancia la sfida elettorale con Parcaroli: "Non ci accontentiamo, avanti con i progetti” (VIDEO e FOTO)

Macerata, Fratelli d’Italia lancia la sfida elettorale con Parcaroli: "Non ci accontentiamo, avanti con i progetti” (VIDEO e FOTO)

Nella Sala Rossa della Domus San Giuliano, il partito di Fratelli d’Italia ha ufficialmente presentato la propria compagine per le prossime elezioni amministrative di Macerata. L'evento, svoltosi nel pomeriggio di sabato 18 aprile, ha confermato la compattezza del movimento a sostegno del primo cittadino uscente. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore comunale e consigliere Pierfrancesco Castiglioni, che ha rivendicato la qualità della squadra schierata: "Presentiamo una lista forte e adeguata alle elezioni. I candidati sono molto motivati e rappresentano un mix ideale tra nuovi volti e vecchie conoscenze del nostro partito". La solidità della proposta politica è stata rimarcata dal segretario provinciale Massimo Belvedere, il quale ha inserito la competizione elettorale in un quadro di ampio respiro: "Ringrazio i dirigenti di partito che sono qui oggi. Questa è una sfida epocale. Sandro Parcaroli e tutti i consiglieri uscenti hanno fatto molto per questa città. Macerata ha cambiato volto, anche grazie alla costante collaborazione con Regione e Provincia. Il nostro impegno è continuare quanto abbiamo iniziato". Il candidato sindaco Sandro Parcaroli ha espresso grande entusiasmo per il gruppo di aspiranti consiglieri, sottolineandone la trasversalità delle competenze: "È una lista variegata, utile e di supporto in tutti i settori. Nonostante sia stato fatto molto, non ci accontentiamo. Non sono affatto stanco, l'età sta solo sulla carta d'identità. Dobbiamo fare ancora molto: finire i lavori che abbiamo iniziato e imbastirne di nuovi, per portare questa città a essere una delle più belle d’Italia". All'evento hanno anche partecipazione della senatrice Elena Leonardi, del sottosegretario alla presidenza Silvia Luconi e del consigliere regionale Pierpaolo Borroni. La giornata politica è poi proseguita con un momento di ascolto attivo dedicato alla cittadinanza tramite l'incontro "La tua voce per il futuro di Macerata", un'occasione di confronto diretto per raccogliere le istanze del territorio e integrarle nella visione amministrativa dei prossimi anni. La lista si compone quindi dei seguenti nomi: Francesca D’Alessandro, docente di italiano liceo classico; Paolo Renna, operaio; Lorella Benedetti, funzionario ufficio legale Agenzia Entrate; Andrea Blarasin, commercialista; Marco Bravi, agente di commercio settore informatico; Pierfrancesco Castiglioni, dirigente scolastico in pensione; Romina Leombruni, funzionario Agenzia Entrate; Paolo Virgili, dipendente ente provincia; Michele Angelini, assicuratore; Claudio Caproli, docente tecniche gestione aziendale in pensione; Giada Cavallaro, consulente del lavoro; Simona Epasto, docente universitario di geografia economico-politica; Francesco Formentini, dipendente Università Macerata; Cecilia Franceschetti, commerciante e insegnante di danza; Maria Giampieri, assistente amministrativa presso istituto scolastico; Mauro Grelloni, medico pediatra; Andrea Guidarelli, cassiere e studente pilota di linea; Marco Isidori, allenatore sportivo; Simone Livi, dipendente Agenzia Dogane e Monopoli; Alfredo Lo Presti, consulente assicurativo; Martina Moroni, studentessa universitaria; Francesco Pallotto, laureato in scienze della politica e volontario servizio civile presso Polizia Locale; Francesco Pastori, operaio; Luciana Pavoni, docente di francese in pensione; Giuseppe Renzi, medico ginecologo; Irene Russo, consulente del lavoro; Serenella Pigliapoco, pensionata; Pierfrancesco Tasso, avvocato; Alberto Tombesi, funzionario CCIAA; Roberto Torresi, pensionato; Ilenia Vitali, impiegata amministrativa contabile.

18/04/2026 17:39
Macerata, presentata la civica I Maceratesi per Parcaroli: "Meno assemblee, più contatto con i cittadini” (VIDEO)

Macerata, presentata la civica I Maceratesi per Parcaroli: "Meno assemblee, più contatto con i cittadini” (VIDEO)

È stata presentata questa mattina la lista civica I Maceratesi per Parcaroli, una squadra che punta a rafforzare la coalizione del sindaco uscente con un’identità indipendente dai partiti e radicata nel territorio. Durante l’incontro sono intervenuti i protagonisti del progetto, mettendo in evidenza il valore dell’impegno civico e la "necessità di costruire il futuro della città con competenza e visione". Salvatore Piscitelli ha evidenziato la qualità del gruppo, spiegando che “abbiamo messo insieme in poco tempo una lista professionale e competente” e sottolineando che si tratta di una realtà “senza simboli di partito e quindi indipendente”. Ha poi aggiunto che “in questa lista abbiamo a cuore la sanità e vogliamo portarla avanti come tema nei progetti e nel programma”. Ha inoltre ricordato come la lista de I marchigiani a livello regionale abbia fatto la differenza e può rappresentare uno stimolo anche per Macerata. “Sono certo che questa lista civica potrà dare una forza in più alla coalizione di Parcaroli”, ha concluso. A seguire è intervenuto Gianni Giuli, che ha richiamato il percorso che ha portato alla nascita della lista, spiegando che deriva dall’esperienza regionale e che, insieme a Piscitelli e Francesco Luciani, è stata costruita una proposta civica per la città. “Abbiamo inserito l’espressione competente di Macerata, iniziamo questa avventura tutti insieme. Siamo forti e uniti”, ha dichiarato. In collegamento da remoto, Paolo Calcinaro ha definito l’adesione alla lista come “una forma di impegno, non delegare e non lasciare ad altri la gestione della città”, rimarcando come si tratti di una scelta lontana dalle logiche di partito. Ha espresso stima per il sindaco, affermando che “Sandro Parcaroli è una persona eccezionale” e ribadendo una visione della politica come servizio. Sul fronte sanitario ha spiegato che “stiamo lavorando al bando” per l’ospedale, senza trascurare “le case e gli ospedali di comunità”, definendo la lista “molto competitiva” e invitando a un approccio diretto: “Facciamo meno assemblee e i voti andiamoli a cercare, andiamo noi dai cittadini”. Sandro Parcaroli ha sottolineato il ruolo strategico della lista, spiegando che “la lista civica attira voti fuori dai partiti. È una lista importante”. Il sindaco si è detto sicuro del risultato elettorale, aggiungendo che “abbiamo fatto tanto e tanto ancora dobbiamo fare” e che nei prossimi cinque anni saranno necessarie “altre scelte importanti per la città”. Rispondendo alle critiche sulla gestione dei fondi, ha precisato: “Quando mi dicono che sono arrivati tanti soldi ed è stato facile amministrare, rispondo che i fondi bisogna attrarli e metterli a terra, rendicontarli e far partire i lavori”. Parcaroli ha poi evidenziato i cambiamenti in corso, sottolineando che “stiamo vivendo molti cambiamenti strutturali e dobbiamo intercettarli e adattarci. Macerata deve essere programmata verso il futuro”. Il capolista Francesco Luciani, presidente del Consiglio comunale, ha sottolineato il valore del progetto civico, evidenziando che “non è semplice credere in un progetto civico” ma che è stata costruita “una squadra meravigliosa”. Ha inoltre messo in luce la varietà interna alla lista, composta da “ragazzi e ragazze giovani e esponenti della società civile”, segno di un’iniziativa inclusiva e aperta. La lista è composta da Francesco Luciani, Gianni Giuli, Gianluca Micucci Cecchi, Cristina Cingolani, Alessandro Bini, Michele Bacchi, Alessandra Bellini, Mara Cacchiarelli, Martina Cupaiolo, Claudia Del Bianco, Maurizio Del Gobbo, Sandro Di Tuccio, Francesco Fermani, Valentina Fidanza, Eleonora Lamberti, Antonietta Mancuso, Marco Megaroni, Fabrizio Paolella, Gabriele Micarelli, Nicoletta Pavoni, Riccardo Salvucci e Monia Zamponi. Il gruppo è ancora in fase di completamento e saranno inseriti ulteriori candidati entro il 24 aprile.

17/04/2026 14:00
La Maceratese rimonta la Recanatese e vede la salvezza diretta, sconfitta pesante per i leopardiani

La Maceratese rimonta la Recanatese e vede la salvezza diretta, sconfitta pesante per i leopardiani

La Maceratese conquista una vittoria fondamentale ribaltando la Recanatese e compiendo un passo decisivo verso la salvezza diretta, portandosi a sei punti di distanza dalla zona playout. Una sconfitta amara per i leopardiani, che restano inchiodati al quart’ultimo posto nonostante una prestazione convincente soprattutto nella prima frazione, chiusa meritatamente in vantaggio prima di subire la rimonta nella ripresa. La gara ha raccontato di due squadre capaci di dominare un tempo ciascuna. Nel primo, la Recanatese ha mostrato maggiore qualità e organizzazione, recriminando però per non aver chiuso i conti sul finale: al 45’ D’Angelo ha avuto l’occasione del raddoppio, ma il suo diagonale è uscito di poco, lasciando aperta la partita. Nella ripresa, invece, la Maceratese ha cambiato passo grazie anche alle scelte di Lauro, aumentando ritmo e intensità e trovando energie fresche decisive per ribaltare il risultato. Determinante l’apporto dei subentrati, in particolare Sabattini e Nasic, che hanno dato equilibrio e sostanza al centrocampo contribuendo in modo significativo alla rimonta biancorossa. Fondamentale anche il lavoro di Gagliardi, sempre vivace, e di Ciabuschi, ancora una volta decisivo sotto porta. Positivo anche Osorio, prezioso nel ruolo di rifinitore. Tra gli ospiti si è distinto Scorza, autore del gol del vantaggio con una splendida conclusione, mentre D’Angelo si è confermato uomo squadra. Meno incisivi gli attaccanti, con la difesa della Maceratese in difficoltà solo sulle palle inattive. Il match arrivava in un momento delicato per entrambe le squadre: la Maceratese era reduce da quattro punti in due gare, mentre la Recanatese, nonostante la recente vittoria contro la Vigor Senigallia, pagava un periodo negativo con tre sconfitte e un pareggio. Dopo aver fallito precedenti scontri diretti casalinghi, per i biancorossi questa rappresentava un’occasione cruciale per avvicinare la salvezza. Prima del calcio d’inizio spazio anche alle celebrazioni, con la passerella dell’Under 19 della Maceratese, vincitrice del proprio girone e qualificata alla fase nazionale, e la premiazione dei protagonisti degli anni Ottanta, oltre a un riconoscimento speciale per Pagliari. L’avvio è stato tutto di marca ospite, con la Recanatese aggressiva e pericolosa sin dai primi minuti, capace di conquistare diversi calci d’angolo e di mantenere il controllo del gioco. Il vantaggio è arrivato al quarto d’ora con una prodezza di Scorza, bravo a controllare e a trovare l’angolo alto con un sinistro preciso. I leopardiani hanno continuato a spingere, sfiorando più volte il raddoppio, mentre la Maceratese ha faticato a reagire, rendendosi pericolosa solo nel finale di tempo. Nella ripresa la partita è cambiata. I padroni di casa hanno alzato il baricentro e aumentato la pressione, trovando il pareggio al 20’ grazie a Ciabuschi, servito alla perfezione da Osorio. Da quel momento la Maceratese ha preso fiducia, costruendo altre occasioni mentre la Recanatese si è limitata a difendersi e ripartire. Il sorpasso è arrivato al 38’, quando Nasic ha trovato un potente diagonale da fuori area che, dopo aver colpito il palo, si è insaccato alle spalle del portiere. Nel finale la Recanatese ha tentato il tutto per tutto, trovando anche il gol del possibile pareggio con Chiarella, annullato però per fuorigioco.   Un successo che può valere una stagione per la Maceratese, mentre per la Recanatese la situazione si complica ulteriormente, con la salvezza che ora passa necessariamente dai prossimi scontri diretti. MACERATESE (4-2-3-1): Cusin 6; Perini 6, Lucero 6, Siniega 6,5, Mastrippolito 6 (dal 1’ s.t. Sabattini 6,5); Ciattaglia 6,5, De Angelis 6;Gagliardi 7, Marras 6 (dal 34’ s.t. Nasic 7), Osorio 6,5; Ciabuschi 7 (dal 44’ s.t. Cirulli s.v.). (Gagliardini, Ambrogi, Arbusti, Ruani, Papa,Marchegiani). All. Lauro 6,5. RECANATESE (3-4-1-2): Zagaglia 6; Giusti 6, Vecchio 5,5, Cocino 6; Di Francesco 6 (dal 29’ s.t. Pesaresi 6), Scorza 7, Carano 6 (dal 23’ s.t.Ciccanti 6), Mordini 6; D’Angelo 6,5 (dal 34’ s.t. Eleuteri ); Nanapere 5,5 (dal 1’ s.t. Chiarella 5,5), Pierfederici 5,5 (dal 23’ s.t. Ferro 5,5).(Fioravanti, Paoltroni, Fiumanò, Gori). All. Pagliari 5,5. TERNA ARBITRALE: Budriesi di Bologna 5,5 (assistenti Graziano di Paola e Noushehvar di Padova). RETI: Scorza (R) al 15’ p.t.; Ciabuschi (M) al 20’, Nasic (M) al 38’ s.t. NOTE: Ammoniti: De Angelis, Nasic, Vecchio. Angoli: 5-7. Recupero: 1’ p.t., 5’ s.t.   Foto Francesco Tartari

12/04/2026 17:40
Marche, farmacisti verso lo sciopero:  "Rinnovo del contratto bloccato, turni pesanti e salari fermi"

Marche, farmacisti verso lo sciopero: "Rinnovo del contratto bloccato, turni pesanti e salari fermi"

Il contratto delle farmacie private è fermo da oltre un anno e mezzo e il malcontento cresce in tutta Italia, con una mobilitazione che porterà anche i farmacisti marchigiani a partecipare allo sciopero nazionale del 13 aprile. Alla base della protesta c’è la richiesta di un rinnovo contrattuale che riconosca salari adeguati, competenze e sostenibilità del lavoro, in un contesto in cui le farmacie sono diventate sempre più centrali per il sistema sanitario. I sindacati evidenziano come, soprattutto nei piccoli comuni, i farmacisti rappresentino spesso l’unico presidio sanitario stabile, un punto di riferimento rafforzato durante la pandemia con attività di vaccinazione, tamponi e prevenzione svolte anche in condizioni difficili A fronte di questo ruolo crescente, però, le condizioni di lavoro restano critiche. Turni prolungati, aperture continue e carichi sempre più pesanti rendono difficile la conciliazione tra vita e lavoro, mentre il mancato rinnovo del contratto e l’inflazione hanno eroso il potere d’acquisto. Il risultato è una professione sempre meno attrattiva, con segnali evidenti come la diminuzione delle iscrizioni alle facoltà di Farmacia e il rischio di una progressiva fuga dal settore. Una situazione che nelle Marche riguarda circa 1500 farmacisti dipendenti e che, secondo le organizzazioni sindacali, potrebbe avere ripercussioni sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Nel frattempo, la Regione Marche continua a puntare sulla farmacia dei servizi, prorogando la sperimentazione avviata nel 2023 per garantire continuità alla sanità di prossimità. Il modello, sostenuto anche da risorse nazionali, ha permesso di ampliare l’offerta con prestazioni come telemedicina, screening, servizi infermieristici e supporto al Fascicolo sanitario elettronico. L’obiettivo è quello di avvicinare i servizi ai cittadini, ridurre gli spostamenti e alleggerire ospedali e liste d’attesa, soprattutto in un territorio caratterizzato da molti piccoli centri e aree interne difficili da raggiungere. I numeri mostrano una crescita importante: oltre 350 farmacie marchigiane hanno aderito alla sperimentazione su un totale di circa 540, con una forte partecipazione delle realtà rurali. In due anni sono state erogate circa 31 mila prestazioni, di cui 21 mila in telemedicina, il servizio più richiesto. Proprio nelle farmacie dei piccoli centri si concentra oltre la metà di queste attività, confermando il loro ruolo strategico. Allo stesso tempo, i servizi hanno permesso di intercettare bisogni sanitari importanti, con pazienti indirizzati al pronto soccorso o a ulteriori approfondimenti grazie agli esami effettuati in farmacia. Resta però aperta una questione strutturale che intreccia sostenibilità economica, organizzazione del lavoro e carenza di personale. Nelle Marche, 256 farmacie sono rurali e 197 sussidiate, inserite in un sistema di incentivi che, secondo la categoria, presenta limiti e disincentivi alla crescita. Tra finanziamenti pubblici, fondi nazionali e risorse legate al Pnrr, il sistema esiste ma richiede capacità progettuale e non sempre garantisce equilibrio. Senza un rinnovo contrattuale adeguato e una definizione chiara della remunerazione dei nuovi servizi, il rischio è che la farmacia dei servizi resti un modello efficace ma fragile, mentre il progressivo calo di professionisti potrebbe mettere in difficoltà un presidio essenziale per la sanità territoriale.

09/04/2026 19:45
La guerra vista dal Bar Totò, Hooman e Bahar: "Il regime è vicino al collasso, sogniamo un Iran libero" (FOTO e VIDEO)

La guerra vista dal Bar Totò, Hooman e Bahar: "Il regime è vicino al collasso, sogniamo un Iran libero" (FOTO e VIDEO)

Hooman e Bahar Ghaempanah sono due fratelli iraniani, titolari del Bar Totò insieme alle sorella Shadi, che da dodici anni vivono a Macerata. Abbiamo deciso di intervistarli per farci raccontare le loro impressioni sulla guerra Iran-Usa-Israele e sulla situazione internazione. Un racconto che porta con sé una storia fatta di sacrifici, speranza e desiderio di libertà. Bahar, ci racconta, ha vissuto fino a 36 anni come direttrice di banca in Iran sotto il regime teocratico, che definisce senza esitazione soffocante e repressivo. “Quando quaranta giorni fa è iniziata la guerra siamo stati contenti, perché pensavamo fosse l’inizio della fine”, spiega. Racconta che molti iraniani vedevano nel conflitto una possibilità di cambiamento, perché da decenni il sistema limita lo sviluppo del Paese e reprime la popolazione. "L’80% degli iraniani la pensa come noi, ma le informazioni diffuse dalla propaganda del regime raccontano una realtà diversa, costruita per mantenere il controllo". Nonostante questa speranza iniziale, oggi prevale la preoccupazione crescente. Le conseguenze del conflitto si stanno facendo sentire anche in Occidente e la situazione appare sempre più complessa. Bahar sottolinea come vivere per decenni sotto un regime repressivo porti a desiderare una sola cosa: la fine. “Non hai libertà di espressione e di pensiero, i dissidenti vengono fatti sparire o repressi con violenza e morte”, racconta. Parla di un clima costante di paura e oscurantismo. “Spero arrivi la democrazia e la libertà nella mia terra”. Anche i contatti con i familiari e gli amici rimasti in Iran sono difficili e frammentari. Il regime, raccontano, mantiene un controllo rigido sulle comunicazioni e l’accesso a internet è stato interrotto, rendendo quasi impossibile avere notizie dirette: "Siamo riusciti a parlare brevemente con qualche nostro parente. Ci possono chiamare solo da li tramite linea telefonica, ma è complicato e rischioso". Hooman guarda comunque al futuro con una convinzione precisa: il regime è vicino alla caduta. “Speriamo che finisca bene per il popolo iraniano, ma io penso che a breve il regime cadrà”, afferma. Non sa dire quando accadrà, se tra un mese o due, ma è certo che succederà. “Anche se fanno pace, la gente tornerà in strada e lo farà cadere, sicuramente”. Secondo lui, il sistema è ormai indebolito e vicino al collasso, e manca solo l’ultimo colpo per determinare una svolta definitiva. “È solo questione di tempo”, aggiunge. Questa convinzione convive però con un sentimento di incertezza e difficoltà quotidiana, alimentato dalle notizie negative e dalla distanza dalla propria terra. Nonostante tutto, la vita a Macerata rappresenta un equilibrio importante. “Qui mi trovo bene, ho creato una famiglia”, racconta Bahar. Anche Hooman si dice sereno in Italia, ma non nasconde che, se l’Iran si liberasse dall’oppressione, tornerebbe a vivere nel suo Paese. “Se l’Iran fosse libero, tornerei subito”, dice. È un legame forte, che resiste nonostante le difficoltà e la distanza. Sul piano internazionale, la situazione resta altamente instabile. Dopo una fase di apparente pausa grazie a un accordo mediato dal Pakistan, la tensione è tornata a salire. La riapertura dello stretto di Hormuz da parte del regime iraniano è stata seguita da nuovi bombardamenti israeliani in Libano, portando a una nuova sospensione e a un sistema di controlli per il transito. Intanto, il prezzo del petrolio al barile si è abbassato a 97,63 dollari, ma i carburanti in Italia restano stabili nonostante la proroga dello sconto sulle accise. I prezzi medi della regione Marche indicano il gasolio a 2,155 euro, benzina a 1,780, GPL a 0,805 e metano a 1,530. In questo contesto, cresce anche l’attenzione politica. Il Consiglio regionale delle Marche si riunirà martedì 14 aprile alle 10, con un intervento in videomessaggio di Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana. Un segnale che dimostra come la crisi iraniana non sia solo una questione interna, ma un tema di interesse internazionale e geopolitico. La storia di Hooman, Bahar e Shadi è quella di chi ha lasciato il proprio Paese in cerca di libertà, ma continua a guardare a casa con speranza. Una testimonianza diretta che racconta non solo la durezza della repressione, ma anche la forza di un popolo che, nonostante tutto, continua a credere in un futuro libero e democratico.

09/04/2026 12:55
Marche prima per longevità in Italia: tutti i dati Istat e le differenze territoriali

Marche prima per longevità in Italia: tutti i dati Istat e le differenze territoriali

In occasione della Giornata della Salute celebrata ieri, i dati diffusi dall'Istat nel report "La salute: una conquista da difendere" incoronano le Marche come la regione più longeva d’Italia, confermando un quadro complessivamente positivo ma segnato da profonde differenze territoriali. L’Italia si conferma tra i Paesi più longevi al mondo, con una speranza di vita in costante crescita, ma il dato più significativo riguarda proprio il primato marchigiano, simbolo di un modello sanitario e sociale capace di garantire livelli di benessere superiori alla media nazionale. Le Marche si distinguono per un’età mediana alla morte che supera gli 86 anni, posizionandosi nettamente al vertice rispetto alla media italiana e soprattutto rispetto ad alcune regioni del Sud. Il dato evidenzia un divario importante, considerando che in Campania l'età mediana si ferma sotto gli 82 anni, con uno scarto di circa 4 anni. Nel dettaglio, l'età mediana alla morte nel 2023 è pari a 81,6 anni per gli uomini e 86,3 anni per le donne, con una media nazionale di 84,4 anni. Le Marche guidano la classifica con 86,1 anni, seguite da Umbria (85,9), Molise (85,7), Toscana (85,7), Emilia (85,5), Abruzzo (85,4), Liguria (85,4), Basilicata (85,3), Trento (85), Veneto (84,8), Friuli (84,7), Lombardia (84,6) e Bolzano (84,5), mentre sotto la media si collocano Valle d’Aosta (84,3), Puglia (84,1), Lazio (83,9), Calabria (83,8), Sicilia (83,3) e infine Campania (81,9). Questo conferma una marcata differenza tra Nord e Sud, oggi più evidente rispetto al passato. A livello nazionale, la speranza di vita alla nascita ha raggiunto gli 83,4 anni, con una crescita significativa tra il 1990 e il 2024: circa 8 anni in più per gli uomini e 6,5 per le donne, arrivando rispettivamente a 81,5 e 85,6 anni. Tuttavia, il report evidenzia come la geografia della mortalità sia cambiata nel tempo. Se nel 1990 la mortalità maschile era più elevata al Nord e quella femminile al Sud, oggi la situazione è convergente, con livelli più alti nel Mezzogiorno per entrambi i sessi. Tra il 1990 e il 2023 la mortalità standardizzata per età diminuisce del 43% tra gli uomini e di quasi il 40% tra le donne, ma con una riduzione più marcata nel Centro-Nord, dove in alcune regioni supera il 50%, mentre nel Mezzogiorno si attesta intorno al 35%. Questo ha contribuito a rendere il territorio di residenza un fattore determinante per la sopravvivenza. Il report dell’Istat offre anche uno sguardo più ampio sull’evoluzione della salute in Italia, evidenziando come negli ultimi 30 anni la quota di persone che si dichiara in cattiva salute sia diminuita dall’8% nel 1995 al 5,5% nel 2025, più che dimezzata in termini standardizzati dal 9,8% al 4,5%. I miglioramenti più significativi riguardano le fasce più anziane: nel 2025 quasi il 28% delle donne di 85 anni e più dichiara di stare male o molto male, con una quota dimezzata rispetto al 1995, mentre tra gli uomini della stessa età si è passati dal 39,5% al 17,2%. Allo stesso tempo, la pandemia di Covid-19 ha inciso temporaneamente sulla mortalità per malattie infettive, salita al 12,4% nel 2020 e poi scesa al 5,0% nel 2023. Nel lungo periodo si registra una forte riduzione dei decessi per malattie respiratorie e dell’apparato digerente, passati rispettivamente da 5-600 a 60-70 e da circa 400 a 40 decessi ogni 100mila abitanti. Tuttavia, con l’aumento della longevità crescono anche le patologie cronico-degenerative: i tumori rappresentano oggi il 26,3% dei decessi, mentre le malattie cardiovascolari sono passate al 30%, diventando la principale causa di morte. Aumenta anche la multimorbilità, che nel 2025 riguarda 13 milioni di persone, di cui il 39% ultra75enni, insieme alla diffusione di diabete e ipertensione, legata non solo all’invecchiamento ma anche a stili di vita meno salutari e a una maggiore capacità diagnostica. 

08/04/2026 15:00
Tolentino, infarto mentre è al lavoro a 34 anni: la telefonata alla cognata infermiera gli salva la vita

Tolentino, infarto mentre è al lavoro a 34 anni: la telefonata alla cognata infermiera gli salva la vita

Una telefonata, pochi minuti decisivi e la prontezza di chi sa riconoscere i segnali giusti. È così che Elisabetta Buschittari, infermiera di Treia in servizio all’ospedale di Macerata, ha contribuito a salvare la vita a Sebastiano Marano, 34 anni, colpito da un infarto mentre stava lavorando. A segnalare la vicenda alla redazione di Picchio News è stato Salvatore Marano, fratello di Sebastiano e fidanzato della stessa Elisabetta, che ci ha informato dell’episodio, sottolineando il ruolo decisivo dell’intervento a distanza dell’infermiera. Abbiamo poi ascoltato il racconto di Elisabetta. Tutto è accaduto mercoledì primo aprile. Sebastiano, impegnato nella consegna di ossigeno a bordo del suo furgone, ha iniziato ad avvertire un forte dolore al petto irradiato alle braccia. In quel momento ha deciso di chiamare Elisabetta, sapendo che lavorava in ospedale, ma senza voler allarmare nessuno. Cercava rassicurazioni, sperando che si trattasse di un malessere passeggero. “Mi ha chiamato dicendo che aveva un dolore toracico che si irradiava alle braccia – racconta Elisabetta Buschittari – stava guidando il furgone e mi ha detto che si sarebbe fermato per capire meglio cosa stesse succedendo”. Dall’altra parte del telefono, l’infermiera ha iniziato subito a porre domande precise per valutare la situazione. “Gli ho chiesto se il dolore cambiava con i movimenti e se aveva sudorazione fredda. Quando mi ha detto che sudava freddo e faceva fatica a respirare, ho capito che poteva essere qualcosa di cardiaco”, spiega. A quel punto Elisabetta ha invitato con decisione Sebastiano a chiamare il 118, ma lui ha inizialmente rifiutato. “Non voleva chiamare, continuava a dirmi che aspettava, che magari gli passava”, racconta. Un atteggiamento dettato dalla paura di creare allarmismi. Capita la gravità della situazione, l’infermiera ha deciso di agire comunque. “Gli ho detto di stare fermo e di non muoversi, che avrei chiamato io il 118”, spiega. Nel frattempo ha allertato i familiari e ha dato indicazioni precise al fratello su cosa fare e cosa comunicare ai soccorritori. Durante quei momenti concitati, Elisabetta è rimasta costantemente in contatto con Sebastiano. “Sono rimasta al telefono con lui per tutto il tempo, mi sono fatta dire dove si trovava e controllavo che restasse cosciente e stabile”, aggiunge. Grazie a questa gestione lucida e tempestiva, i soccorsi sono stati attivati rapidamente. L’ambulanza è arrivata nel giro di pochi minuti, quando Sebastiano si trovava ancora nel furgone, quasi al termine del turno di lavoro. Da lì il trasporto in ospedale e le cure necessarie. La prontezza e la competenza dell’infermiera, unite alla capacità di mantenere il sangue freddo e guidare a distanza ogni passaggio, hanno invece permesso di trasformare un potenziale dramma in una storia a lieto fine. Un episodio che evidenzia ancora una volta quanto sia fondamentale riconoscere subito i segnali di un infarto e intervenire senza esitazioni. Oggi Sebastiano sta meglio anche grazie a quella telefonata che, nei momenti più critici, ha fatto la davvero la differenza.

04/04/2026 19:45
Porto Recanati e Macerata in controtendenza: la popolazione torna a crescere, crollo verticale per Tolentino

Porto Recanati e Macerata in controtendenza: la popolazione torna a crescere, crollo verticale per Tolentino

La provincia di Macerata continua a fare i conti con il calo demografico, ma i dati più recenti mostrano un rallentamento dell’emorragia di residenti e qualche segnale incoraggiante. Secondo il bilancio demografico Istat 2025, la diminuzione della popolazione appare meno marcata rispetto agli anni precedenti, con alcune realtà che registrano addirittura lievi crescite, in particolare lungo la costa e nell’area della Val di Chienti. Resta però un quadro complesso, segnato da un saldo naturale fortemente negativo e da difficoltà diffuse nelle aree interne, compensate solo in parte dall’apporto della popolazione straniera. Guardando ai dati dei singoli comuni, emergono dinamiche molto differenziate. Porto Recanati registra il miglior risultato con un aumento di 134 abitanti (+1%), passando da 12.600 a 12.734 residenti, con un dato particolarmente significativo rappresentato dal saldo naturale positivo di +2, frutto di 101 nascite contro 99 decessi. Crescono anche Potenza Picena (+25, fino a 15.470 abitanti) e Civitanova Marche, che si conferma la città più popolosa della provincia con 41.929 residenti, in aumento di 40 unità. Dopo un calo negli anni precedenti, Civitanova torna così a salire, mantenendo comunque una crescita di oltre 3.600 abitanti rispetto al 2000. Anche il capoluogo Macerata mostra segnali positivi, raggiungendo 40.689 residenti con un incremento di 104 persone, mentre Corridonia si avvicina a quota 15mila con un +54 (14.684 abitanti). In controtendenza alcune realtà della bassa valle del Chienti, come Montecosaro (-24) e Morrovalle (-19), mentre tra i centri più in difficoltà spicca Tolentino, che perde 118 residenti scendendo a 17.439. In calo anche Recanati (-41), mentre San Severino tiene con un lieve +6 (11.893 abitanti) e Treia scende a 9.002 residenti, perdendone 78. Nell’area appenninica prevale il segno meno, con Camerino a 5.935 abitanti (-49) e Matelica a 9.026 (-46), mentre Cingoli resta sostanzialmente stabile con un lieve incremento di 5 residenti. A livello provinciale, il bilancio complessivo resta negativo, anche se meno drammatico rispetto al passato. Al 1° gennaio 2025 i residenti erano 302.030, scesi a 301.689 al 31 dicembre, con una perdita di 341 abitanti. Il dato riporta la popolazione ai livelli di inizio anni Duemila, dopo il picco del 2012 quando si erano raggiunti 321.791 residenti. Il declino era già iniziato prima del sisma, ma è stato accelerato dal terremoto del 2016 e successivamente dalla pandemia, con perdite significative soprattutto nel 2020. Il saldo naturale resta fortemente negativo, con 1.476 nascite contro 3.682 decessi (-1.882), mentre anche il saldo migratorio interno è in rosso (-174). A sostenere parzialmente la popolazione è invece il contributo degli stranieri, con 2.635 arrivi dall’estero e 920 partenze, per un saldo positivo di +1.715. In conclusione, il quadro che emerge è quello di una provincia che continua a perdere abitanti ma con una discesa meno ripida rispetto agli anni passati. Le aree costiere e alcuni centri della Val di Chienti mostrano segnali di vitalità, mentre l’entroterra resta in difficoltà. Decisivo si conferma il contributo della popolazione straniera, senza il quale il calo sarebbe molto più marcato, mentre il persistente saldo naturale negativo rappresenta la vera criticità strutturale per il futuro demografico del territorio.

03/04/2026 17:40
Macerata, per votare servirà una bussola? Cinque candidati sindaci e (già) una galassia di liste

Macerata, per votare servirà una bussola? Cinque candidati sindaci e (già) una galassia di liste

Alle prossime elezioni amministrative del Comune di Macerata, il rischio per molti cittadini è quello di trovarsi davanti a una scheda elettorale tutt’altro che intuitiva, quasi un rompicapo tra simboli, liste e candidati sindaci. In campo ci sono infatti cinque aspiranti primi cittadini, sostenuti da una galassia ampia e articolata di forze politiche e civiche che potrebbero generare confusione e disorientamento nell’elettore. L’uscente Sandro Parcaroli si ripresenta con una coalizione di centrodestra composta da un folto numero di liste. Accanto ai partiti tradizionali come Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e Noi Moderati, figurano anche liste civiche come Maceratesi per Parcaroli, ispirata al modello delle regionali con Marchigiani per Acquaroli, alla lista Civici Marche e ad una ulteriore lista Civici per Parcaroli legata al presidente dei commercianti del centro storico Giuseppe Romano. Sul fronte opposto, il direttore di Val di Chienti Gianluca Tittarelli guida una coalizione di centrosinistra altrettanto ampia, anch’essa sostenuta da sette liste. Tra queste troviamo il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Avs, Macerata Riformista – che unisce Italia Viva e Partito Socialista – oltre a realtà civiche come Strada Comune, L’altra Macerata e Uniamo Macerata. A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono candidati che si presentano al di fuori dei due principali schieramenti. Giordano Ripa, già uscito dalla coalizione nella passata legislatura, corre con la lista Futuro per Macerata, mentre Orioli, in passato candidato in una lista a sostegno di Parcaroli, si propone ora con il Terzo Polo, sostenuto da una costellazione di sigle tra cui Azione, Base Popolare, Partito Liberal Democratico, Repubblicani Europei, Radicali Italiani, il nuovo Cdu, Cristiani Democratici Uniti, Ora e Movimento Socialista Liberale, tutte racchiuse in un’unica lista. Infine, Sigona si presenta con Officina delle Idee, la lista creata dall’ex rettore di Camerino Flavio Corradini, affiancata da una seconda lista, Urbana Futura, promossa da Marcello Marcelli. Il risultato è una scheda elettorale che potrebbe apparire affollata, variopinta e complessa, con una presenza significativa di liste civiche o “semiciviche” accanto ai partiti tradizionali. Un mix che, se da un lato amplia la rappresentanza, dall’altro rischia di rendere più difficile per l’elettore orientarsi al momento del voto. Emblematici saranno anche i simboli, spesso colorati e numerosi, che riempiranno la scheda, contribuendo a un effetto visivo potenzialmente dispersivo. Va comunque ricordato che il quadro è ancora in evoluzione: le liste devono essere ufficialmente chiuse e presentate agli uffici comunali, passaggio che chiarirà in modo definitivo la composizione degli schieramenti e l’aspetto finale della scheda elettorale.

03/04/2026 17:30
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