di Francesco Silla

Scuole, nel Maceratese interventi con il PNRR per oltre 13 milioni di euro: il quadro di Legambiente

Scuole, nel Maceratese interventi con il PNRR per oltre 13 milioni di euro: il quadro di Legambiente

La scuola italiana resta in ritardo, nonostante la spinta arrivata dal PNRR. È la fotografia che emerge dal XXVI rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente, dedicato allo stato dell'edilizia scolastica e dei servizi nel 2025. I dati riguardano 7.188 edifici scolastici di competenza comunale, tra scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti. Il rapporto affianca alla fotografia sullo stato delle scuole anche un'analisi, basata sui dati del catalogo Open Data di Italia Domani aggiornati a giugno, sull'avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR. Il dato più significativo riguarda gli interventi necessari: nel 2025 quasi un edificio scolastico su tre, il 31,7%, necessita ancora di lavori urgenti. La percentuale sale al 45,2% nel Sud e raggiunge il 54,2% nelle Isole, mentre nel Centro-Nord rimane sotto il 27%. Non mancano però alcuni segnali positivi. Secondo Legambiente, gli edifici dotati di certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5% del 2025. Crescono anche gli interventi di efficientamento energetico, che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici, contro il 15,9% della precedente rilevazione. Resta particolarmente delicato il fronte della sicurezza sismica: il 57,2% delle scuole non è ancora stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. Le nuove scuole costruite negli ultimi cinque anni rappresentano invece appena l'1,3% del patrimonio monitorato. Sul PNRR, il rapporto di Legambiente evidenzia come siano stati stanziati 11,65 miliardi di euro per l'edilizia scolastica, destinati a oltre 9.500 interventi. Il bilancio è però differente a seconda delle tipologie di progetto. Per la messa in sicurezza e la riqualificazione sono stati finanziati 3.078 interventi per 4,86 miliardi di euro, con il 42,9% dei progetti già concluso. Per le infrastrutture sportive scolastiche sono invece 408 gli interventi finanziati, per 310 milioni di euro, con il 36,3% già concluso. Più lenta è la realizzazione delle nuove scuole. Dei 206 progetti finanziati, per un totale di 1,15 miliardi di euro, soltanto quattro, pari all'1,9%, risultano conclusi. Il 37,9% è in fase di collaudo, mentre il 58,7% è ancora in esecuzione. Situazione ancora in evoluzione anche per gli asili nido: i progetti avviati sono 3.841, per complessivi 4,37 miliardi di euro, e il 45,5% risulta ancora in fase realizzativa. Anche nelle Marche il tema dell'edilizia scolastica continua a richiedere importanti investimenti. Secondo il Documento di economia e finanza regionale della Regione Marche, gli enti locali hanno segnalato oltre 300 edifici scolastici che necessitano di interventi. Il fabbisogno indicato supera complessivamente i 500 milioni di euro e comprende lavori di adeguamento sismico, antincendio e degli impianti, oltre a interventi di efficientamento energetico. Il dato è riferito alla programmazione regionale e non costituisce quindi una fotografia specifica del rapporto Ecosistema Scuola. La Regione Marche segnala inoltre che nel 2026 è previsto l'aggiornamento dell'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica, con l'obiettivo di adeguare il sistema informativo a nuovi standard informatici e di sicurezza. Nello stesso documento viene ricordato anche il programma regionale per la Ventilazione Meccanica Controllata, sviluppato su larga scala con il coinvolgimento di circa 2.500 aule e un investimento di 10 milioni di euro. Un ulteriore elemento arriva dalla Provincia di Macerata. Nel bilancio di fine mandato diffuso da UPI Marche, l'ente evidenzia che il PNRR ha consentito di avviare interventi di adeguamento sismico, efficientamento energetico e riqualificazione funzionale degli edifici scolastici. Gli interventi finanziati con il PNRR, tra quelli completati e quelli ancora in corso, sono 12 per un valore superiore ai 13 milioni di euro. Tra quelli indicati dalla Provincia figurano l'adeguamento sismico del liceo artistico Cantalamessa di Macerata, per oltre 4 milioni di euro, l'ampliamento dell'Istituto Mattei di Recanati e la realizzazione di tre nuove palestre a servizio degli istituti Ricci e Garibaldi di Macerata e Mattei di Recanati. Sempre nel territorio maceratese, la Provincia segnala anche gli interventi finanziati attraverso la ricostruzione post-sisma. Tra quelli già completati vengono indicati la riparazione e il miglioramento sismico del Palazzo del Provveditorato di Macerata, per oltre 3 milioni di euro, il miglioramento sismico del liceo di Sarnano, per 1,57 milioni, e l'adeguamento sismico della palestra e la realizzazione della copertura del campetto esterno del polo scolastico di Camerino, per 1,218 milioni di euro. Il rapporto tra PNRR e territorio marchigiano non è però una novità. Già nel 2023, secondo i dati riportati da ANSA sulla base dei provvedimenti del Ministero dell'Istruzione e del Merito, alle Marche erano stati assegnati 27,5 milioni di euro per nove interventi di edilizia scolastica finanziati nell'ambito del PNRR. Le risorse riguardavano interventi di messa in sicurezza, riqualificazione, adeguamento sismico e antincendio, eliminazione delle barriere architettoniche e sostituzione edilizia. Per avere invece un confronto con il passato, i precedenti rapporti di Ecosistema Scuola permettono di vedere come il patrimonio scolastico marchigiano sia stato fotografato negli anni. Nell'edizione 2017, ad esempio, l'indagine di Legambiente riguardava 125 edifici scolastici di Ancona, Macerata e Pesaro, con oltre 21mila studenti. In quella rilevazione il 20% degli edifici necessitava di interventi di manutenzione urgenti, mentre solo il 13,3% risultava sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. Si tratta, però, di dati storici e riferiti ai comuni che avevano partecipato all'indagine, quindi non sono direttamente confrontabili con quelli dell'attuale rapporto nazionale. Tornando al quadro nazionale, il rapporto evidenzia inoltre forti differenze territoriali negli investimenti. Nel 2025, per la manutenzione straordinaria, la media nazionale degli stanziamenti è stata di 48.054 euro per edificio. Nord e Centro superano rispettivamente i 64mila e i 68mila euro, mentre il Sud si ferma a 5.557 euro e le Isole a 10.247 euro. Anche considerando i fondi del PNRR, secondo Legambiente il riequilibrio territoriale appare più evidente nella distribuzione del numero di progetti che nella dimensione economica degli interventi. Per le nuove scuole, l'investimento medio supera infatti 8,2 milioni di euro per progetto nel Nord, contro i 6 milioni nel Sud e meno di 4,8 milioni nelle Isole. La fotografia riguarda anche i servizi scolastici. Le zone 30 sono presenti in poco più del 35% degli edifici monitorati, mentre le strade scolastiche interessano appena il 7,8% degli edifici. Lo scuolabus è presente in meno di una scuola su quattro, mentre i servizi di pedibus e bicibus restano sotto il 7%. I dati del rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente, incrociati con quelli della Regione Marche e della Provincia di Macerata, restituiscono quindi un quadro nel quale gli investimenti ci sono, ma il fabbisogno resta significativo. A livello nazionale quasi un edificio scolastico su tre necessita ancora di lavori urgenti; nelle Marche gli enti locali hanno segnalato alla Regione oltre 300 edifici bisognosi di interventi, per un fabbisogno stimato superiore ai 500 milioni di euro. Nel Maceratese, intanto, sono 12 gli interventi finanziati dal PNRR indicati dalla Provincia, per oltre 13 milioni di euro complessivi.

14/09/2026 16:00
Zaini in spalla, primo giorno di scuola a Macerata: "Avrei preferito qualche altra settimana di vacanza"

Zaini in spalla, primo giorno di scuola a Macerata: "Avrei preferito qualche altra settimana di vacanza"

Il primo giorno di scuola è arrivato anche per gli studenti delle scuole superiori di Macerata. Zaini in spalla, nuove classi da conoscere e la voglia di capire cosa riserveranno i prossimi mesi hanno accompagnato il ritorno sui banchi per l’anno scolastico 2026/27. C'è chi è tornato in classe con entusiasmo e chi, invece, avrebbe volentieri prolungato ancora un po' le vacanze. Per alcuni ragazzi, però, tornare a scuola è sempre bello: ritrovare gli amici, rivedere i compagni e riprendere una quotidianità che, dopo la pausa estiva, torna a riempire i corridoi degli istituti maceratesi. E poi c'è chi affronta il rientro con un approccio decisamente più pragmatico. “Oggi è iniziata bene, non abbiamo fatto niente. Speriamo continui così”, scherza un ragazzo del terzo anno del Liceo Artistico, già pronto a godersi un avvio d'anno particolarmente tranquillo. Per chi invece oggi ha varcato per la prima volta la soglia delle superiori, l'emozione è quella di un vero nuovo inizio. “Oggi ho conosciuto i nuovi compagni e capito come funziona la nuova scuola”, racconta una studentessa del primo anno di linguistico. Nuovi compagni, nuove aule e nuove regole: il primo giorno serve anche a prendere confidenza con un ambiente completamente diverso da quello lasciato a giugno. C'è poi chi quest'anno guarda la scuola con occhi diversi. Sono gli studenti che affrontano l'ultimo anno delle superiori, per i quali il ritorno in classe significa anche iniziare a fare i conti con la maturità. “Ci stiamo preparando agli esami. Con le materie affrontate oggi abbiamo visto i programmi in vista della maturità”, racconta uno studente dell'ultimo anno. Ma oltre all'esame, c'è già anche il pensiero di ciò che verrà dopo il diploma. “Per l'università ancora non ho le idee chiare. So quali materie mi piacciono. Parteciperò a molti open day, poi per capire”, spiega. E quindi il primo giorno di scuola è terminato con gli studenti che si sono diretti poi al terminal dei pullman, con il traffico gestito dalla polizia locale, in collaborazione con CB Tigrotto di Villa Potenza e i dipendenti della Contram. Tra chi è appena arrivato alle superiori e deve ancora conoscere compagni e insegnanti, chi è già a metà percorso e chi invece vede all'orizzonte la maturità e deve iniziare a pensare al proprio futuro, il primo giorno porta con sé sensazioni diverse. C'è chi avrebbe preferito qualche altra settimana d'estate, chi non vedeva l'ora di tornare e chi, semplicemente, ha già iniziato a scherzare sulla quantità di lavoro che lo aspetta. Una cosa, però, è certa: a Macerata la scuola è tornata a riempire i corridoi, dando il via a un nuovo anno scolastico fatto di nuove classi, nuove sfide e, per qualcuno, dell'ultimo viaggio prima della maturità.

14/09/2026 14:49
Scuola, Valditara prepara nuovo decreto: italiano per i genitori stranieri e tetto del 30% nelle classi

Scuola, Valditara prepara nuovo decreto: italiano per i genitori stranieri e tetto del 30% nelle classi

Con la ripresa delle lezioni in gran parte delle regioni italiane, il Governo si prepara a intervenire sulle urgenze legate all’inizio del nuovo anno scolastico. È atteso infatti in Consiglio dei ministri un decreto legge che dovrebbe contenere alcune delle misure annunciate nei mesi estivi dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Tra gli interventi più rilevanti c’è quello relativo ai genitori degli studenti stranieri che mostrano difficoltà nel percorso scolastico. Per loro potrebbe arrivare l’obbligo di frequentare corsi di italiano, con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione delle famiglie alla vita scolastica e un rapporto più diretto con docenti e istituti. L’idea era stata annunciata dallo stesso Valditara lo scorso 25 agosto al Meeting di Rimini. Il ministro aveva sottolineato l'importanza che i genitori conoscano la lingua italiana e possano interagire con gli insegnanti, evidenziando anche la necessità di una maggiore presenza delle famiglie straniere a scuola. A occuparsi dei corsi dovrebbero essere i Cpia, i Centri per l’istruzione degli adulti, presenti sul territorio nazionale. Nel decreto potrebbe trovare inoltre una nuova collocazione normativa il tetto del 30% di studenti stranieri per classe. Il limite era già previsto da una circolare del 2010, ma secondo quanto riportato nell'articolo è rimasto in molti casi sulla carta. Anche su questo punto Valditara è tornato recentemente a intervenire, spiegando la necessità di evitare la formazione di quelle che ha definito “classi ghetto”. L'obiettivo indicato dal ministro è quello di distribuire in maniera equilibrata gli studenti, soprattutto nei casi in cui alcuni ragazzi con background migratorio abbiano una conoscenza ancora limitata della lingua italiana. Tra le altre misure allo studio del Governo figura poi un nuovo piano di digitalizzazione rivolto a docenti e famiglie. Il progetto dovrebbe puntare, tra le altre cose, a una maggiore integrazione tra le banche dati centrali e quelle delle singole scuole. Il decreto dovrebbe intervenire anche sulle procedure relative al Piano educativo individualizzato (Pei) per gli alunni con disabilità, attraverso una serie di semplificazioni nella sua redazione. Resta invece fuori dal provvedimento, almeno secondo quanto riportato, un altro dei temi sostenuti da Valditara durante l'estate: il divieto di indossare il burqa negli istituti scolastici. La misura potrebbe trovare spazio in un altro provvedimento, probabilmente attraverso un emendamento al Ddl sicurezza.

14/09/2026 12:00
Gentilucci torna sulla protesta del Comitato No Discarica:" Non mettiamo i territori uno contro l’altro"

Gentilucci torna sulla protesta del Comitato No Discarica:" Non mettiamo i territori uno contro l’altro"

«Le comunità vanno unite, non divise». È il messaggio lanciato da Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina, tornando sulla protesta del Comitato No Discarica Montefano arrivato domenica nel comune dell’entroterra per chiedere un confronto sulla possibile localizzazione del nuovo impianto. Gentilucci è tornato sulla questione ieri mattina, 8 settembre, ai nostri microfoni a margine del sopralluogo al Tolentino Campus, alla presenza del senatore Guido Castelli e del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi. Il presidente ha ribadito che la protesta era legittima, ma che Pieve Torina non fosse il luogo adatto per una manifestazione di questo tipo, considerando la situazione ancora vissuta dalla comunità a quasi dieci anni dal terremoto del 2016. «È la manifestazione dei terremotati che, quando si girano e tornano verso casa, la casa non c'è ma c'è una SAE», ha spiegato Gentilucci, ricordando le condizioni di un paese di circa 1.500 abitanti, tra i più colpiti dal sisma e ancora alle prese con una ricostruzione che procede tra cantieri ed edifici da recuperare. Il presidente ha raccontato anche della forte reazione dei cittadini di Pieve Torina, spiegando che alcuni partecipanti arrivati da Montefano, dopo aver compreso meglio la situazione locale, si sarebbero scusati. Da qui il suo appello a non mettere i territori uno contro l'altro e la critica a chi, secondo Gentilucci, avrebbe cercato di «infuocare le folle» per finalità politiche. Sul tema della discarica, Gentilucci ha ricordato che l'impianto di Cingoli è autorizzato fino al 2033 e che sarà necessario verificare, attraverso gli strumenti tecnici e giuridici, il lavoro svolto dai tecnici e dall'Università Politecnica delle Marche nell'individuazione dei siti. Secondo il presidente, inoltre, Pieve Torina avrebbe un peso minimo nell'assemblea dell'ATA, tanto da rendere la protesta indirizzata verso il bersaglio sbagliato. «Nulla c'entra con un comune di 1.500 abitanti che ancora vive una condizione di emergenza», ha ribadito, definendo la manifestazione priva di elementi costruttivi e con una componente strumentale. Gentilucci ha quindi ringraziato i cittadini di Pieve Torina e i Carabinieri per la gestione della giornata. Domenica il Comitato No Discarica Montefano aveva spiegato di essere arrivato a Pieve Torina con l'obiettivo di incontrare proprio Gentilucci, sostenendo di averlo invitato più volte a un confronto. La manifestazione, inizialmente prevista lungo il Percorso delle Acque, era stata spostata al Parco delle Rimembranze per ragioni di ordine e sicurezza. Gli organizzatori avevano inoltre chiarito di non voler protestare contro la comunità pievetorinese e avevano accolto positivamente il confronto con il presidente, che si era detto disponibile a visitare a Montefano i due siti ai primi posti della graduatoria. Restano invece le contestazioni sui criteri utilizzati per la valutazione delle aree, in particolare sul peso attribuito alla presenza delle falde acquifere e sul possibile ruolo di valutazioni politiche. A intervenire è stata anche la sindaca di Montefano Angela Barbieri, che ha contestato alcune ricostruzioni di Gentilucci e chiesto maggiore trasparenza. Barbieri ha spiegato di non aver partecipato alla protesta per evitare uno scontro politico e ha contestato, tra gli altri aspetti, la ricostruzione relativa a una fotografia mostrata durante il confronto e la data di una cena tra amministratori, indicando il 4 maggio, due giorni prima dell'assemblea ATA del 6 maggio. La sindaca ha inoltre contestato il peso attribuito alla Provincia nell'assemblea, sostenendo che la rappresentanza provinciale sarebbe stata del 5%, oltre allo 0,1% di Pieve Torina. Il confronto, dunque, resta aperto. Ma Gentilucci, ieri mattina, ha ribadito quale debba essere, secondo lui, la strada da seguire: «Le strumentalizzazioni non debbono esistere, debbono rimanere tali all'interno delle strutture preposte». Il futuro della discarica resta da definire, mentre il presidente della Provincia chiede che il tema venga affrontato nelle sedi istituzionali e senza trasformare il confronto tra territori in una contrapposizione.

09/09/2026 10:34
Monte Cavallo, il nuovo municipio dopo dieci anni: "Ora torni la voglia di investire"

Monte Cavallo, il nuovo municipio dopo dieci anni: "Ora torni la voglia di investire"

Monte Cavallo il simbolo della ricostruzione ha una data precisa: il 3 settembre. Quel giorno il nuovo municipio verrà inaugurato ufficialmente, dieci anni dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia. Un edificio che torna a essere il cuore amministrativo del paese e che, per il sindaco Pietro Cecoli, rappresenta molto più della semplice conclusione di un cantiere. «La ricostruzione ha subito una certa accelerazione e sinceramente era ora», racconta il primo cittadino, riconoscendo il ruolo del commissario alla ricostruzione Guido Castelli nell'impulso dato al percorso negli ultimi anni. Il nuovo palazzo comunale è ormai terminato. Il 26 e 27 agosto è previsto il trasferimento degli uffici, con tutte le operazioni necessarie per riportare computer, rete e servizi nella nuova sede. Poi, il 3 settembre, arriverà il momento dell'inaugurazione. Per un piccolo Comune come Monte Cavallo, la conclusione dell'opera assume un significato particolare. «Dopo dieci anni siamo riusciti a ridare una nuova vita al nostro Comune tramite il palazzo comunale», spiega Cecoli. L'edificio è composto da una parte completamente nuova e una parte ristrutturata, restituendo così alla comunità uno dei suoi principali punti di riferimento. Il municipio, però, è soltanto una parte della ricostruzione. Sul fronte delle abitazioni private, il percorso continua e presenta difficoltà legate anche alle caratteristiche della comunità. «Essendo un Comune piccolo ci sono molte case che bisogna spingere i privati a ristrutturare», spiega il sindaco. In alcuni casi sono l'età dei proprietari o i costi da sostenere direttamente a rallentare le decisioni. «Cominciano a dire: io ho un accollo, io sono anziano», racconta Cecoli. Il Comune sta quindi cercando di accompagnare i proprietari e riportare in movimento anche quegli interventi che rischiano di rimanere fermi. L'obiettivo è evitare che il paese conservi edifici vuoti e danneggiati, perché «lasciare dei ruderi dentro i paesi è una brutta cosa». A dieci anni dal terremoto, anche a Monte Cavallo le SAE sono ancora tutte occupate. Ma qualcosa sta iniziando a cambiare: «A breve due, tre case verranno riconsegnate», annuncia Cecoli. Si tratta di un passaggio importante, perché consentirà di liberare alcune delle soluzioni abitative di emergenza e di destinarle, secondo quanto previsto dalla Regione, a persone interessate a risiedere nel Comune. Ed è proprio qui che il discorso sulla ricostruzione si trasforma in quello sul futuro. Perché ricostruire un edificio non significa automaticamente ricostruire una comunità. Servono persone, attività, servizi e soprattutto la volontà di investire nuovamente in un territorio che il terremoto ha profondamente modificato. Per Cecoli il nuovo municipio può rappresentare un punto di ripartenza. «Non posso che augurare ai cittadini che con la nuova struttura torni la voglia di investire nel piccolo», dice il sindaco. L'idea è quella di accompagnare la ricostruzione edilizia con una nuova stagione per le attività economiche e ricettive. Un segnale, secondo il primo cittadino, è arrivato anche recentemente con l'apertura di una nuova attività legata alla produzione del ciauscolo e con il ritorno a Monte Cavallo della figlia della titolare, arrivata da Parigi per rilevare l'attività. Piccoli segnali che, in un paese di dimensioni ridotte, possono assumere un peso significativo. «Cerchiamo di dare un input anche alle persone di Monte Cavallo di buona volontà che vogliono aprire nuova attività qui», afferma Cecoli. Perché la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare la ricostruzione da punto di arrivo a punto di partenza. Il nuovo municipio è pronto, alcune abitazioni stanno tornando disponibili e nuove attività possono rappresentare l'occasione per riportare persone e vitalità nel paese. A dieci anni dal sisma, Monte Cavallo prova quindi a lasciarsi alle spalle la fase dell'emergenza. Il 3 settembre, con l'inaugurazione del nuovo municipio, sarà un momento simbolico: non soltanto la restituzione di un edificio alla comunità, ma la possibilità di aprire una nuova pagina.

26/08/2026 10:00
Muccia, dieci anni dopo il terremoto la ricostruzione è al 31%: «Stringiamo i denti ancora un po'» (VIDEO)

Muccia, dieci anni dopo il terremoto la ricostruzione è al 31%: «Stringiamo i denti ancora un po'» (VIDEO)

Dieci anni possono sembrare un tempo lunghissimo quando si aspetta di tornare nella propria casa. A Muccia il terremoto del 2016 ha lasciato una ferita ancora visibile, ma il percorso della ricostruzione procede e cominciano ad arrivare anche alcuni segnali positivi. A raccontare lo stato dell'arte è il sindaco Stefano Antonelli, che fotografa una situazione ancora complessa ma con una parte importante del percorso già avviata. «La ricostruzione sta andando discretamente bene», spiega il primo cittadino. Sono circa 880 gli edifici inagibili, mentre 112 sono già stati conclusi e le persone sono rientrate nelle proprie abitazioni. Le pratiche attualmente in gestione sono circa 280: numeri che portano il Comune a una percentuale di ricostruzione intorno al 31%. Accanto alla ricostruzione privata procede quella pubblica, con diversi interventi già decretati. Tra questi ci sono il teatro Leopoldo Marenco e la casa di riposo, mentre a breve dovrebbe partire il condominio di via Clementina, dove il Comune dispone di due appartamenti. Ci sono poi gli edifici storici, tra cui l'ex palazzo Paparelli, destinato a diventare la nuova sede comunale. Anche in questo caso il percorso attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione è in corso e il decreto è atteso a breve. Ma il terremoto non ha cambiato soltanto il volto degli edifici. Ha modificato anche le abitudini delle persone, soprattutto di chi da dieci anni vive nelle SAE, le soluzioni abitative di emergenza realizzate dopo il sisma. Una permanenza che, con il passare del tempo, ha finito in alcuni casi per trasformarsi in una nuova normalità. «La gente nelle SAE ormai si è abituata», racconta Antonelli. Per alcune persone anziane, addirittura, lasciare queste abitazioni non è necessariamente percepito come un miglioramento: «Qualcuno non vorrebbe nemmeno uscire perché ha la comodità di stare tutto su un piano e quindi per loro è più accessibile, è più facile la vita». Un paradosso prodotto da dieci anni di emergenza: ciò che era nato come una soluzione temporanea è diventato, per alcune famiglie, un ambiente nel quale ci si è abituati a vivere. Il sindaco, però, guarda alla necessità di tornare alla normalità. «Piano piano bisogna andare avanti», sottolinea, perché la ricostruzione delle abitazioni significa anche ricostruire una comunità e restituire vitalità al paese. E proprio sul fronte demografico arriva uno dei segnali più incoraggianti. Nonostante le difficoltà e i tempi lunghi della ricostruzione, qualcuno ha scelto di vivere a Muccia. Due abitazioni sono state acquistate da privati provenienti da fuori comune e questo rappresenta un segnale tutt'altro che secondario. «Qualcuno che vuole tornare ad abitare a Muccia c'è, accogliamo queste due nuove famiglie», osserva Antonelli. Una controtendenza ancora limitata, ma importante perché dimostra che il paese può continuare a essere una scelta abitativa anche dopo la devastazione del terremoto e gli anni trascorsi lontano dalle proprie case. Il bilancio, a dieci anni dal sisma, resta quindi fatto di luci e ombre. La ricostruzione è partita, alcune famiglie sono rientrate, gli interventi pubblici avanzano e arrivano anche nuovi residenti, ma una parte consistente del lavoro deve ancora essere completata. Il messaggio del sindaco alla comunità è soprattutto un invito alla pazienza, senza però nascondere la fatica di un'attesa ormai decennale: «Dieci anni sono lunghi, stringiamo i denti per un altro po'». L'obiettivo è riuscire, «nel breve, tra cinque e dieci anni», a vedere il territorio tornare «quasi tutto alla normalità». Un traguardo che oggi può sembrare ancora lontano, ma che per Muccia significa soprattutto una cosa: tornare a essere un paese abitato, vissuto e non soltanto un territorio in ricostruzione.

25/08/2026 09:40
Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dopo il terremoto, San Severino Marche guarda alla ricostruzione con la consapevolezza di aver fatto passi importanti, ma anche con la certezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Il Comune è stato tra i primi del cratere a demolire e rimuovere le macerie, un'accelerazione che ha consentito di avviare prima alcune delle opere necessarie per restituire alla città edifici e servizi. A fare il punto è il sindaco Rosa Piermattei, che parte dai numeri per raccontare lo stato della ricostruzione privata: sono 1.208 gli edifici dichiarati inagibili, 1.008 le pratiche presentate, 782 quelle finanziate e 547 gli edifici tornati agibili. Un bilancio che, a dieci anni dal sisma, restituisce l'immagine di una città che ha compiuto passi avanti significativi, pur essendo ancora lontana dalla conclusione del percorso. «Siamo ancora molto lontani, ma allo stesso tempo siamo abbastanza contenti del risultato raggiunto», spiega Piermattei. Nel frattempo, infatti, San Severino ha visto la conclusione di importanti interventi pubblici, tra cui la ricostruzione di una scuola e dell'Itis Divini, uno dei simboli della ripartenza della città. «San Severino sta cambiando volto», sottolinea il sindaco. Il percorso, però, non è stato lineare. La burocrazia ha rallentato la ricostruzione, mentre la pandemia ha imposto uno stop durato quasi tre anni. Poi sono arrivati gli effetti delle guerre e l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di ferro e legno, costringendo a rivedere diversi interventi e i relativi quadri economici. Sul fronte delle opere pubbliche, il Comune ha già completato alcuni dei primi interventi riconosciuti e sta lavorando al secondo stralcio, per oltre 40 milioni di euro. Tra gli interventi più importanti c'è la casa di riposo, con un costo superiore ai 13 milioni e arrivato a circa 15 milioni, ma sono diversi i cantieri e i progetti che stanno entrando nella fase operativa. È partita la palazzina Scuriatti, mentre sono prossimi all'avvio gli interventi sull'ex cinema Italia, il primo stralcio delle Sette Cannelle e l'asilo nido. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola. A questi si aggiungono gli interventi sui cimiteri, diversi dei quali sono stati riconosciuti nell'ambito della ricostruzione. Ma dietro numeri, cantieri e pratiche ci sono soprattutto le persone. E dopo dieci anni il fattore tempo pesa sempre di più. «Le persone di questa comunità sono anziane e hanno difficoltà, vogliono ritornare nelle proprie abitazioni», sottolinea Piermattei. Da qui l'auspicio che l'accelerazione registrata negli ultimi due anni possa proseguire, permettendo ai cittadini di tornare a una vita normale e, soprattutto, consentendo alla comunità di iniziare a ragionare sul futuro. Perché la ricostruzione, secondo il sindaco, non può limitarsi alla restituzione degli edifici danneggiati. La vera sfida è ripopolare i territori del cratere. San Severino ha un territorio di 194 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Macerata e il terzo a livello regionale. Un'estensione che rende ancora più importante garantire collegamenti, servizi e attrattività. Tra le questioni considerate decisive c'è quella dell'intervalliva, opera attesa per migliorare i collegamenti della città. «Speriamo che stia andando avanti al Ministero e si possa realizzare», dice Piermattei, spiegando come la mancanza di un collegamento adeguato rischi di penalizzare ulteriormente San Severino. C'è poi il tema dell'ospedale, un altro presidio che il Comune considera fondamentale per il futuro della comunità. «Stiamo cercando di far capire l'importanza di avere un presidio ospedaliero proprio qui a San Severino, ma che funzioni al 100%», afferma il sindaco. A raccontare concretamente come sia cambiata la vita dopo il sisma è anche il villaggio Campagnano, dove sono state realizzate 103 Soluzioni abitative di emergenza. «Non abbiamo avuto nessun tipo di problematica in questi dieci anni e sono tutte occupate», spiega Piermattei. Una parte delle SAE è utilizzata dall'Arma dei carabinieri, che ha dovuto lasciare la propria sede danneggiata dal terremoto, mentre altre ospitano famiglie che stanno ancora aspettando di poter rientrare nelle loro abitazioni. Il tempo, però, ha trasformato anche il rapporto con queste strutture. Alcune vengono utilizzate, attraverso un bando, per dare una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno necessità. A dieci anni dal terremoto, quindi, San Severino si trova davanti a un bivio: completare la ricostruzione e contemporaneamente costruire le condizioni per un nuovo futuro demografico ed economico. «Come comunità colpita dal sisma abbiamo bisogno sempre di essere positivi, guardare avanti, ma soprattutto dobbiamo andare e camminare molto più veloce», conclude Piermattei. Un appello rivolto alla burocrazia e alle istituzioni, non soltanto per San Severino ma per tutti i Comuni del cratere: «Dobbiamo far sì che ritornino alla loro vita e si possa pensare a un futuro».

24/08/2026 10:00
Loro Piceno brinda alla tradizione con il 54° Vino Cotto Festival: "È il nostro ambasciatore nel mondo" (VIDEO e FOTO)

Loro Piceno brinda alla tradizione con il 54° Vino Cotto Festival: "È il nostro ambasciatore nel mondo" (VIDEO e FOTO)

A Loro Piceno il vino cotto non è soltanto un prodotto da degustare. È storia, identità e tradizione, un elemento che da generazioni accompagna la vita del paese e che, per cinque giorni, diventa il protagonista assoluto del borgo. È questo lo spirito del 54° Vino Cotto Festival, manifestazione che anche quest'anno ha portato nel centro di Loro Piceno visitatori, produttori, amministratori e appassionati. Dopo Serrapetrona, Picchio News On Tour ha raggiunto il paese del vino cotto per raccontare una delle serate del festival, tra i profumi della cucina, gli stand dei produttori e la musica che accompagna il dopocena. Per il sindaco Robertino Paoloni, questa edizione assume un significato ancora più particolare. «Siamo giunti alla 54ª edizione del Festival del Vino Cotto e quest'anno è un po' particolare perché abbiamo inaugurato il nuovo Museo del Vino Cotto». Un museo che rafforza ulteriormente il legame tra il paese e quello che il primo cittadino definisce il suo «ambasciatore nel mondo», grazie anche ai cinque produttori locali che portano il vino cotto oltre i confini italiani. A rendere speciale l'edizione 2026 c'è anche il 40° anniversario del gemellaggio con San Nicolae in Sausa, celebrato proprio al Parco San Nicolae, uno degli spazi della manifestazione. Un doppio appuntamento che mette insieme memoria, relazioni e promozione del territorio. Durante il festival Loro Piceno si trasforma completamente. Le iniziative non si concentrano in un'unica piazza, ma coinvolgono diverse zone del paese, con gli spazi dei produttori dove è possibile conoscere e degustare le diverse interpretazioni del vino cotto. «Magari siamo abituati a pensare che viene solo bevuto come bevanda dolce o con i tozzetti, in realtà viene utilizzato in molte maniere nell'alimentazione», ha ricordato Paoloni, citando anche la Sapa tra i prodotti legati a questa tradizione. La serata ha rappresentato inoltre un momento di incontro per il territorio. Il sindaco ha infatti invitato a Loro Piceno i primi cittadini dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, trasformando il festival in un'occasione di convivialità e confronto tra amministratori. «È una bella iniziativa», ha commentato il presidente dell'Unione Montana Giampiero Feliciotti, sottolineando il valore del vino cotto non soltanto come prodotto, ma come espressione delle persone e delle famiglie che lo portano avanti. L'invito ai sindaci, ha spiegato, è stato anche un modo per ritrovarsi «fuori dalle solite parole politiche» e valorizzare la dimensione umana di chi amministra i 15 borghi dell'Unione. Sulla necessità di creare occasioni di incontro tra i piccoli comuni si è soffermato anche Tonino Pettinari, ex presidente della Provincia di Macerata. «Le nostre comunità sono tanti piccoli scrigni di saggezza, di umanità, di volontà, di forza ma hanno bisogno anche di condivisione, di una comunità vera», ha sottolineato, evidenziando il ruolo dei rapporti tra amministratori e cittadini nella costruzione di un territorio più coeso. Al centro della festa c'è naturalmente anche la gastronomia. A contribuire all'organizzazione è l'Associazione Divin Cotto, che collabora con la Pro Loco nella gestione degli stand. Il lavoro, come raccontato dal presidente Mattia Pettinari, comincia ben prima dell'apertura della festa e coinvolge diverse attività, dallo stand gastronomico a quello delle frittelle, fino agli appuntamenti del dopocena. Il menù cambia ogni sera e punta sulle ricette della tradizione. «Ogni giorno i piatti cambiano perché vogliamo portare la tradizione all'interno del festival», ha spiegato Pettinari. Tra le proposte che accompagnano l'intera manifestazione ci sono i ravioli al Vino Cotto, mentre ogni sera viene proposto anche un primo speciale differente. Ma il festival non si ferma a tavola. Dopo cena, infatti, il testimone passa alla musica. Al Parco Girona, dalle 23 circa, prendono il via dj set e concerti live, con un programma pensato soprattutto per il pubblico più giovane e per chi vuole continuare la serata dopo le degustazioni. Tra i tanti visitatori arrivati a Loro Piceno c'è anche chi conosce già bene la manifestazione. Alcuni ospiti olandesi di un agriturismo e camping del territorio hanno raccontato di tornare ogni anno al Vino Cotto Festival, confermando la capacità dell'appuntamento di diventare un punto di riferimento anche per chi arriva da fuori. Alla sua prima esperienza, invece, l'assessore al Turismo di Morrovalle Desirée Lupi è rimasta colpita dall'organizzazione e dall'atmosfera della festa. «È fondamentale, di vitale importanza valorizzare tutto quello che vedete qua, l'enogastronomia, il territorio, perché noi viviamo di questo. Dobbiamo ritornare a vivere di questo», ha osservato, richiamando l'importanza di iniziative capaci di mettere in risalto le peculiarità dei piccoli borghi maceratesi. Il 54° Vino Cotto Festival proseguirà fino a domenica, con altri appuntamenti dedicati alla gastronomia, alla musica e alla degustazione. A chiudere la manifestazione sarà il tradizionale spettacolo dei fuochi d'artificio. Cinquantaquattro edizioni dopo, Loro Piceno continua così a raccontare la propria storia attraverso un prodotto che è molto più di una bevanda: un patrimonio di tradizioni, saperi e relazioni, capace ancora oggi di riunire il paese e attirare visitatori nel cuore dell'estate.

21/08/2026 14:12
"Giardini di Piediripa nel degrado tra erba alta, cavi a vista e fontanelle rotte": la protesta dei cittadini (VIDEO)

"Giardini di Piediripa nel degrado tra erba alta, cavi a vista e fontanelle rotte": la protesta dei cittadini (VIDEO)

Giardini di Piediripa in condizioni di degrado e manutenzione che, secondo le segnalazioni raccolte, tarda ad arrivare. È questa la situazione descritta da alcuni frequentatori dell'area, che ci hanno raccontato le diverse criticità presenti all'interno dei giardini. Tra i problemi segnalati c'è innanzitutto la vegetazione cresciuta senza un'adeguata manutenzione, con erba alta in diverse zone e rami caduti dagli alberi lasciati a terra. Una situazione che, secondo quanto riferito, sarebbe particolarmente evidente nelle aree maggiormente frequentate dai cittadini e dai ragazzi. Al centro delle segnalazioni ci sono anche le due fontanelle presenti nell'area, che si trovano in punti distinti dei giardini. La prima è quella all'interno del parco: i cittadini avevano segnalato una perdita d'acqua e, a seguito delle segnalazioni, la fontanella è stata chiusa. L'intervento ha quindi fermato la perdita, ma secondo quanto riferito la fontanella non sarebbe stata successivamente riparata, rimanendo di fatto inutilizzabile. Diversa la situazione per la fontanella presente nello sgambatoio per cani. Anche questa era stata chiusa in precedenza dopo una perdita, ma oggi è stata riaperta. Il problema, però, non sarebbe completamente risolto. Il terreno sottostante la fontanella, infatti, sta cedendo e la struttura sta progressivamente sprofondando. Una criticità ben visibile che rende necessario intervenire anche sulla superficie circostante. La zona intorno alla fontanella tende infatti a raccogliere acqua, creando fango e rendendo più difficile l'utilizzo dell'area per chi porta i propri animali. La richiesta di materiale per sistemare il terreno, secondo quanto riferito, sarebbe già stata avanzata, ma l'intervento non sarebbe ancora stato effettuato. Le criticità riguardano anche il campo da calcetto, dove viene segnalata una situazione di scarsa manutenzione, con l'erba che avrebbe finito per ricoprire l'area. In un altro ingresso al parco, vicino ad una ex bocciofila oltre ad un ramo caduto e un palo segnaletico che sta per cadere, ci sono anche dei quadro elettrico con cavi a vista. Il quadro descritto dai cittadini è quindi quello di un'area verde che necessita di diversi interventi di manutenzione, dal taglio dell'erba alla rimozione dei rami, fino alla sistemazione delle fontanelle e dei terreni circostanti. Le segnalazioni, alcune delle quali già rivolte al Comune, riguardano dunque problemi differenti ma concentrati nello stesso spazio: un'area frequentata da cittadini, ragazzi e proprietari di cani che, secondo chi la utilizza quotidianamente, avrebbe bisogno di maggiore attenzione e di interventi risolutivi.

20/08/2026 13:00
Pellizzari, niente Vuelta: dalla Spagna alla Deutschland Tour, poi il possibile Mondiale

Pellizzari, niente Vuelta: dalla Spagna alla Deutschland Tour, poi il possibile Mondiale

Giulio Pellizzari non sarà al via della Vuelta a España, ma il talento marchigiano è già tornato protagonista sulle strade europee. Dopo la pausa estiva, il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe ha ripreso l'attività agonistica con la Clásica San Sebastián del 1° agosto, prima di affrontare la Vuelta a Burgos, corsa spagnola disputata dal 4 all'8 agosto. Proprio a Burgos è arrivato il segnale più importante. Pellizzari ha chiuso la corsa al quarto posto della classifica generale, alle spalle di Felix Gall, Oscar Onley e Giulio Ciccone, ma soprattutto ha conquistato la quinta e ultima tappa, con arrivo alle Lagunas de Neila. Un successo costruito con un attacco a poco più di un chilometro dal traguardo e portato fino alla vittoria con tre secondi di vantaggio su Onley e Gall. Una prestazione che conferma la buona condizione del corridore di Camerino e che rappresenta anche il miglior biglietto da visita in vista del prossimo appuntamento. Pellizzari tornerà infatti subito in gara alla Deutschland Tour, in programma dal 19 al 23 agosto. La corsa tedesca sarà il primo appuntamento di un calendario costruito senza un altro Grande Giro: la Vuelta a España, infatti, non rientra nel suo programma. Dopo la Germania, il calendario proseguirà con le corse italiane di settembre, a partire dal GP Industria & Artigianato di Larciano del 6 settembre, seguito dal Gran Premio di Peccioli-Coppa Sabatini il 10 settembre e dal Memorial Marco Pantani il 12 settembre. Poi potrebbe arrivare il momento della maglia azzurra. Il grande obiettivo è il Mondiale di Montréal, in programma il 27 settembre. La convocazione di Pellizzari dovrà essere ufficializzata dalla Nazionale, ma il percorso canadese e le caratteristiche del corridore marchigiano lo rendono uno dei nomi più interessanti in prospettiva azzurra. Anche gli Europei in Slovenia, a inizio ottobre, rappresentano una possibile tappa del suo finale di stagione, ma anche in questo caso bisognerà attendere le convocazioni ufficiali. Il calendario individuale prosegue quindi con Giro dell'Emilia il 3 ottobre, Tre Valli Varesine il 6 ottobre e Il Lombardia il 10 ottobre, appuntamento che al momento chiude la stagione di Pellizzari. La rinuncia alla Vuelta va quindi letta all'interno di un progetto preciso: dopo il Giro d'Italia e le gare spagnole di agosto, Pellizzari punta a un finale di stagione più mirato, concentrato sulle corse di un giorno e sulla possibilità di vestire la maglia azzurra a Montréal. La vittoria di Burgos ha già dato una risposta importante: il marchigiano è tornato competitivo dopo la pausa e ora guarda avanti. Il prossimo appuntamento è la Deutschland Tour, poi l'Italia, con Mondiale ed Europei come possibili obiettivi e il Lombardia a chiudere il 2026.

18/08/2026 18:30
Turismo, Marche in crescita: a luglio presenze su dell’8,2%

Turismo, Marche in crescita: a luglio presenze su dell’8,2%

Il turismo nelle Marche continua a crescere e i dati del Ministero del Turismo confermano un andamento positivo anche nei mesi estivi. A luglio 2026 le presenze nelle strutture ricettive marchigiane sono aumentate dell’8,2% rispetto allo stesso mese del 2025, un risultato che colloca la regione al secondo posto in Italia per incremento, alle spalle del Piemonte, che registra una crescita del 9,9%. Il dato emerge dal report “Un’altra estate italiana da record”, curato dall’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo. L'analisi dei flussi di luglio è realizzata sulla base dei dati del Ministero dell'Interno, attraverso la banca dati Alloggiati Web, che raccoglie le comunicazioni obbligatorie dei gestori delle strutture ricettive. La crescita marchigiana si inserisce in un quadro nazionale altrettanto positivo. Nel complesso, a luglio gli arrivi turistici in Italia sono aumentati del 4,5%, mentre le presenze hanno fatto registrare un incremento del 4,4% rispetto a luglio 2025. La componente italiana è cresciuta del 3,8% negli arrivi e del 2,3% nelle presenze, mentre quella straniera ha segnato rispettivamente +5,1% e +6%. Per le Marche, dunque, il dato sulle presenze è particolarmente significativo, con una crescita quasi doppia rispetto alla media nazionale. Il Ministero evidenzia infatti che tutte le regioni italiane hanno registrato a luglio un incremento sia degli arrivi sia delle presenze, confermando una dinamica di crescita diffusa della domanda turistica. Anche considerando il periodo più ampio della stagione estiva, le Marche mostrano livelli importanti di attrattività. Tra il 15 giugno e il 15 settembre 2026 il tasso medio di saturazione OTA nella regione raggiunge il 60,3%, un valore superiore alla media nazionale del 58,9%. Il dato è elaborato da The Data Appeal Company sulla base delle prenotazioni rilevate sui principali canali online e si riferisce alle strutture disponibili sui portali OTA. Il dato marchigiano si colloca in un contesto particolarmente favorevole per il turismo italiano. Nel periodo estivo considerato dal report, la saturazione media nazionale delle strutture ricettive raggiunge il 58,9%, in aumento di 10,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra i territori con i valori più elevati figurano Sardegna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, mentre le Marche si distinguono tra le regioni del versante adriatico con una saturazione del 60,3%.Il report del Ministero fotografa inoltre una crescita già evidente nei primi sei mesi dell'anno.  Tra gennaio e giugno 2026 gli arrivi nelle Marche sono aumentati del 4,4% e le presenze del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. I valori risultano sostanzialmente in linea o leggermente superiori alla media nazionale, che nello stesso periodo ha registrato rispettivamente +4,4% negli arrivi e +4,9% nelle presenze.   Fonte: Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo, report “Un’altra estate italiana da record – Report estate e Ferragosto 2026”. I dati sui flussi turistici sono elaborazioni su base Alloggiati Web del Ministero dell’Interno; quelli sulla saturazione OTA sono elaborazioni su dati The Data Appeal Company.

18/08/2026 17:00
Cingoli, la gallina fa il “regalo” di Ferragosto: uovo da 220 grammi

Cingoli, la gallina fa il “regalo” di Ferragosto: uovo da 220 grammi

Un regalo di Ferragosto decisamente fuori misura, arrivato direttamente dal pollaio. È quello che si è ritrovato tra le mani a Cingoli Giancarlo Marconi, che il 12 agosto 2026 ha fatto una scoperta davvero sorprendente: una delle sue galline ha deposto un uovo gigante del peso di ben 220 grammi. Per rendere l'idea, si tratta di un uovo che pesa più di tre uova normali. Una vera particolarità, tanto da lasciare lo stesso Marconi incredulo di fronte a una sorpresa che, racconta, non aveva mai visto prima. «La sorpresa quando mi sono accorto che c'era questo uovo gigante, eccezionale, mai visto una cosa del genere fatta da una gallina», racconta Giancarlo Marconi. «Per me è stata tutta una sorpresa». Il ritrovamento è avvenuto il 12 agosto, proprio alla vigilia di Ferragosto. E viene quasi da pensare che la gallina abbia voluto fare un regalo speciale per la festa: altro che uovo al tegamino, qui c'è materiale per una frittata formato famiglia. Prima di pensare alla frittata, però, Marconi ha voluto avere qualche rassicurazione sulla possibilità di consumare l'uovo. «Mi sono informato dalla veterinaria se può essere stato commestibile e mi ha detto che cotto bene non dovrebbe far male», spiega. Una cosa è certa: nel pollaio di Giancarlo Marconi, almeno per quest'anno, il Ferragosto è arrivato con un regalo davvero speciale. E se la gallina voleva stupire, ci è riuscita davvero alla grande.

14/08/2026 14:15
Caldarola, inaugurato a Pievefavera il busto bronzeo di Varino Favorino

Caldarola, inaugurato a Pievefavera il busto bronzeo di Varino Favorino

Una giornata dedicata alla memoria, alla cultura e alla valorizzazione delle radici storiche del territorio. A Pievefavera di Caldarola è stato inaugurato il busto bronzeo di Varino Favorino, opera dello scultore Arnaldo Mazzanti, realizzato per rendere omaggio a una delle figure più illustri espresse dall'entroterra marchigiano nel periodo rinascimentale. L'iniziativa ha visto la partecipazione di amministratori, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, tutti uniti nel ricordare l'importanza di un personaggio che, nato proprio a Pievefavera, riuscì a lasciare un segno profondo nella storia culturale europea. Il sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni ha sottolineato il valore dell'iniziativa per l'intera comunità: «È una giornata importante per Caldarola e soprattutto per la frazione di Pievefavera, che riscopre un personaggio che le è particolarmente caro, perché Varino Favorino è nato qui. Insieme all'Unione Montana e grazie soprattutto allo stimolo del professor Arnaldo Mazzanti abbiamo voluto rivalutare questa figura e riportarla all'attenzione della comunità attraverso questa scultura». Un legame che supera i confini regionali, come ha evidenziato anche il sindaco di Nocera Umbra Virginio Caparvi, ricordando il ruolo di Favorino come vescovo della città umbra. «È stato un religioso, uno studioso e un intellettuale di grande importanza. La sua presenza a Nocera è ben documentata e le sue spoglie mortali riposano ancora lì. Questo ci lega a Caldarola attraverso una figura che fu anche precettore di alcuni papi». L'evento è stato inoltre l'occasione per mettere in luce il lavoro svolto dall'Unione Montana dei Monti Azzurri nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell'entroterra. Durante la cerimonia è stato ricordato come Varino Favorino sia stato una personalità di rilievo internazionale, noto soprattutto per aver realizzato uno dei primi e più importanti vocabolari di lingua greca, opera ristampata più volte nei secoli. Un contributo culturale che testimonia la grandezza di una figura spesso poco conosciuta al grande pubblico ma fondamentale per la storia dell'Umanesimo. Particolarmente emozionato l'autore del busto, Arnaldo Mazzanti, che da anni coltivava il progetto di dedicare un monumento all'umanista. «Era un'idea che avevo da tempo. Varino Favorino è uno dei più grandi personaggi del Rinascimento eppure è ancora troppo poco conosciuto. Fu autore del vocabolario greco, pedagogo di due papi e operò nella corte di Lorenzo il Magnifico. Un protagonista assoluto della cultura del suo tempo che meritava di essere ricordato nella sua terra d'origine». Anche il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli ha evidenziato il forte legame tra Favorino e il territorio camerte. «È un cittadino del territorio: nato a Pievefavera, vissuto a Camerino e protagonista di relazioni importanti in tutta Europa. Oggi lo ricordiamo grazie all'impegno delle istituzioni che hanno voluto questo busto e che hanno scelto di valorizzare una figura che contribuì a dare prestigio al Ducato dei Varano». La cerimonia si è inserita in un più ampio percorso di recupero della memoria storica e delle identità culturali delle aree interne marchigiane. Un percorso che passa attraverso la riscoperta di uomini e donne che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia e che oggi tornano a essere patrimonio condiviso delle comunità locali. Con il nuovo busto bronzeo collocato a Pievefavera, Varino Favorino torna simbolicamente nella sua terra natale, offrendo alle nuove generazioni l'opportunità di conoscere una figura che, dal piccolo borgo marchigiano, seppe raggiungere le più alte corti e i più prestigiosi ambienti culturali del Rinascimento europeo.  

14/08/2026 11:30
Avere 65 anni e non sentirli: Picchio News On Tour vi porta dentro la Sagra della Vernaccia (FOTO e VIDEO)

Avere 65 anni e non sentirli: Picchio News On Tour vi porta dentro la Sagra della Vernaccia (FOTO e VIDEO)

C'è chi arriva per la musica, chi per la buona cucina, chi per ritrovare gli amici di sempre. E poi c'è chi torna ogni anno semplicemente perché la Sagra della Vernaccia è molto più di una festa. È un appuntamento che appartiene all'identità di Serrapetrona e dell'intero entroterra maceratese, una manifestazione che da sessantacinque edizioni continua a richiamare visitatori da tutta la regione.   Anche quest'anno Picchio News On Tour ha raggiunto il borgo dell'Alto Maceratese per raccontare da vicino la prima serata della manifestazione. L'avventura è iniziata già durante il viaggio, a bordo del pullman organizzato dalla testata. Tra sorrisi, battute e tanta voglia di divertirsi, la redazione, collaboratori e amici hanno condiviso l'attesa per una serata all'insegna della convivialità. «Abbiamo deciso di venire a Serrapetrona prendendo un pullman, stare tranquilli, mangiare, bere tra amici e raccontare anche la storia della Sagra della Vernaccia», ha raccontato l'editore Guido Picchio, ideatore dell'iniziativa che per il secondo anno consecutivo ha portato il gruppo direttamente nel cuore della festa. Una volta arrivati in paese, è bastato immergersi tra gli stand e le vie del centro per cogliere l'essenza della manifestazione. Profumi della tradizione, tavoli affollati, calici di Vernaccia e tanta voglia di stare insieme hanno accompagnato la serata inaugurale della 65ª Sagra della Vernaccia, confermando ancora una volta il forte legame tra la manifestazione e il territorio. A raccontare il valore di questo appuntamento è stato il presidente della Pro Loco Sandro Palombarini. «Questa è la 65ª Sagra della Vernaccia. È una manifestazione storica ormai per Serrapetrona. Un pezzo di storia del paese l'ha scritto anche la Sagra della Vernaccia perché per avere una longevità come questa significa che è una manifestazione apprezzata dalla gente, dove per quattro giorni si cerca di presentare questo paese nel miglior modo possibile». Dietro il successo della manifestazione c'è il lavoro di decine di volontari che da mesi preparano l'evento. Nella cucina della Pro Loco l'attività è stata incessante fin dalle prime ore della serata. Tra i piatti più richiesti della prima giornata ci sono stati gli gnocchi, ma il menù della sagra propone numerose specialità della tradizione marchigiana, dalle chitarrine alla Vernaccia alle pipette con ragù finto marchigiano, fino al coniglio in porchetta, alla grigliata e al cinghiale. La musica è stata l'altra grande protagonista della serata inaugurale. Sul palco sono saliti gli On The Radio, capaci di coinvolgere il pubblico con un repertorio che attraversa decenni di successi italiani e internazionali. A seguire il dj set di Emiliano Effe, che ha animato la piazza fino a tarda notte. «Guardo l'età, i sorrisi, gli sguardi. Da lì capisco quali canzoni mettere», ha spiegato il dj raccontando il proprio modo di interpretare ogni serata e costruire il giusto feeling con il pubblico. Tra gli ingredienti che rendono speciale la Sagra della Vernaccia c'è anche l'impegno delle nuove generazioni. Tanti giovani collaborano ogni anno all'organizzazione, contribuendo con entusiasmo alla riuscita della manifestazione. «Cerchiamo di dare il massimo, collaborare e dare il nostro contributo a questa sagra. E divertirci», hanno raccontato alcuni ragazzi impegnati nella festa. La manifestazione proseguirà fino a domenica con un calendario ricco di appuntamenti. Dopo la serata inaugurale, spazio ai Duemila90 e al dj set di Alessio Beat, quindi ai Varietà e a DJ Poldo. Gran finale domenica con i Serra Games, ispirati al mondo della musica, e con il concerto dei Rumska Lions, chiamati a chiudere l'edizione 2026. Tra un brindisi, una canzone e un piatto della tradizione, la Sagra della Vernaccia continua a confermarsi uno degli eventi più rappresentativi dell'estate marchigiana, capace di unire comunità, tradizioni e divertimento nel segno del vino simbolo di Serrapetrona.  

07/08/2026 16:40
Carburanti, prorogato il taglio sul diesel ma prezzi ancora sopra 2 euro

Carburanti, prorogato il taglio sul diesel ma prezzi ancora sopra 2 euro

Carburanti ancora sotto osservazione in pieno esodo estivo, ma arriva una novità dal Governo: il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga del taglio delle accise sul gasolio fino al 25 agosto, estendendo la misura che sarebbe scaduta il 6 agosto. Il provvedimento prevede una riduzione di 17 centesimi al litro sul diesel e arriva mentre i prezzi alla pompa continuano a mantenersi su livelli elevati. La decisione è maturata dopo un confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il gasolio self supera ovunque la soglia dei 2 euro al litro, con una media nazionale che resta attorno ai livelli record registrati nelle ultime settimane. La benzina si mantiene invece poco sotto o poco sopra i 2 euro al litro a seconda dei territori. A livello regionale emergono differenze significative. Il prezzo più alto del gasolio self si registra nella Provincia di Bolzano con 2,136 euro al litro, seguita dalla Sicilia con 2,123 euro e dalla Calabria con 2,120 euro. Tra i valori più bassi si confermano invece le Marche con 2,078 euro al litro, seguite dal Veneto con 2,082 euro e dall’Umbria con 2,085 euro. Per la benzina self, il prezzo più elevato resta nella Provincia di Bolzano con 2,030 euro al litro, seguita dalla Valle d’Aosta con 2,018 euro e dalla Calabria con 2,016 euro. I prezzi più contenuti si registrano invece nelle Marche e nel Lazio, entrambe a 1,986 euro al litro, seguite dal Veneto con 1,988 euro. Anche GPL e metano mostrano differenze territoriali. Il GPL servito varia dai 0,707 euro al litro della Campania agli 0,857 euro della Sardegna, mentre per il metano il prezzo più elevato si registra in Sicilia con 1,867 euro, davanti a Calabria (1,746 euro) e Provincia di Bolzano (1,730 euro). Nelle Marche, il monitoraggio evidenzia un prezzo medio di 2,078 euro al litro per il gasolio self, 1,986 euro per la benzina self, 0,779 euro per il GPL servito e 1,589 euro per il metano servito, confermando la regione tra quelle con i costi più contenuti a livello nazionale. Il nuovo intervento sulle accise punta ad alleggerire almeno in parte il peso dei rincari durante il periodo di maggiore mobilità estiva. L’aumento dei costi di rifornimento continua però a preoccupare non solo le famiglie in partenza per le vacanze, ma anche il settore dell’autotrasporto e della logistica, fortemente dipendente dal diesel e quindi particolarmente esposto alle oscillazioni dei prezzi. L’attenzione resta ora concentrata sull’andamento dei mercati energetici nelle prossime settimane. Con la proroga fino al 25 agosto, il Governo prova a contenere l’impatto dei rincari sul gasolio, ma resta da capire quale sarà l’evoluzione dei prezzi alla pompa una volta terminata la misura.

05/08/2026 10:30
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