Dopo settimane di discussioni che hanno preceduto la sua riapertura, ieri sera finalmente il Donoma ha ricceso i motori ed è stato subito un grosso successo di pubblico, un'apertura col botto potremmo dire. Una folla oceanica di giovani ha preso letteralmente d'assalto la discoteca di Via Mazzini, con code all'ingresso praticamente costanti per ore, approssimativamente dalla mezzanotte e mezza alle due e mezza. Evidentemente il locale era talmente pieno che si è resa la necessità di contingentare gli ingressi, per una questione di sicurezza.
A beneficiare di questo fiume di persone arrivato a Civitanova, sono stati ovviamente tutti i locali del centro, anche se con qualche distinguo. Il Maretto, nonostante lavorasse già bene, ieri sera è stato quello che ha tratto maggiore beneficio da quella moltitudine di persone e per buona parte della serata era difficile perfino riuscire ad entrare, tanta era la folla al suo interno e molta anche quella fuori dal locale. Molto bene anche il Vicolo Marte con la piazzetta antistante che ha ricominciato a riampirsi come nella migliore tradizione e buoni affari anche per il Caffé Galleria.
Diverso invece il dscorso delle varie birrerie, come Moonshiners, Spire ed il nuovissimo Old Dogs che hanno visto forse una maggiore presenza di persone ma non così evidente come negli altri locali sopra citati. Lo conferma il titolare dell'ultimo aperto, il pub all'inglese che sorge a due passi dal Donoma, al posto dell'ex agenzia interinale, che dice che fortunatamente il locale aveva già lavorato bene la settimana precedente.
Con tante persone in giro, può accadere però che ci siano anche dei problemi, anche se a dire il vero il momento peggiore non è di solito quello in cui eravamo presenti ma all'uscita dal locale. Per quel poco che possiamo testimoniare, abbiamo incontrato qualche problema nel gestire le due vie di accesso pedonali alla discoteca che nonostante le barriere, sono state attraversate da molti, dato che a vigilare su di esse c'era soltanto una persona che ovviamente non poteva essere presente contemporaneamente in entrambe. C'è stato poi qualcuno che immancabilmente ha avuto problemi con l'alcol (o magari qualche indigestione) a giudicare dalle tracce lasciate a terra sul marciapiede di Corso Garibaldi e in Via della Nave.
Tutto sommato, nonostante qualcosa ancora da sistemare, l'inizio serata del primo appuntamento stagione non è andato poi malissimo.
Soddisfatto anche il sindaco Fabrizio Ciarapica che ha commentato così: "Ieri c’è stata la tanto attesa serata di apertura del Donoma e la gente accorsa all’evento è stata veramente tanta.
Poiché non si può risolvere un problema senza conoscerlo in maniera approfondita, con l’assessore Cognigni siamo stati parte della notte con i vigili per vedere da vicino qual è la situazione e come, eventualmente, migliorare i provvedimenti.Le transenne nelle 4 vie sono state funzionaliIl Donoma ha messo a disposizione la sua sicurezza privataLe Forze dell’Ordine sono passate diverse volte a controllare la situazioneSono state sanzionate le auto che hanno effettuato “parcheggi selvaggi”Il carroattrezzi ha girato tutta la notte
Questi primi e urgenti provvedimenti sono stati CONCORDATI assieme ai RESIDENTI che si sono sentiti ascoltati.
In sostanza, è stato fatto quello che è stato promesso con l’impegno da parte dell’Amministrazione di CONTINUARE A SORVEGLIARE la situazione e di migliorare i provvedimenti, qualora servisse.
Ci tengo a specificare che in precedenza queste misure non sono mai state adottate: in passato è stata transennata una sola via, le multe per divieto di sosta non sono mai state fatte e i vigili non hanno mai effettuato il servizio notturno nell’orario 0 - 6.
Inoltre, l’Amministrazione comunale deve agire laddove ci sia un PROBLEMA DI SICUREZZA ed è quello che è stato fatto. Le risorse a disposizione del Comune vengono utilizzate nel modo migliore quando e dove se ne ha bisogno.La pattuglia notturna dei vigili è indispensabile per garantire legalità e sicurezza.Il comandante, in ottemperanza alle leggi, ha fatto quello che doveva, gestendo e ottimizzando il personale nel modo migliore.
Voglio comunque RINGRAZIARE tutte le parti coinvolte in questa prima fase, a partire dai residenti che sono stati propositivi e parte viva del processo che è iniziato ieri sera. Solo con la collaborazione si ottengono grandi risultati".
Verso mezzogiorno di oggi, sabato 7 ottobre, a Civitanova nell'ora di punta del mercato cittadino, in molti hanno notato del fumo proveniente dall'ingresso di piazza XX Settembre, visibile distintamente anche in lontananza.
Preoccupati per quella nuvola bianca, in tanti si sono interrogati sull'accaduto, ipotizzando un incidente automobilistico o qualche mezzo in avaria che avesse magari sprigionato delle fiamme. Per fortuna non è successo nulla di tutto ciò, essendo un semplice fumogeno degli ultras civitanovesi per salutare il loro membro ed amico, Roberto Screpanti, convolato a nozze con la bella Antonella Caldaresi.
I due giovani, infatti, avevano appena celebrato il loro matrimonio in municipio e stavano uscendo proprio in quegli istanti. I neo sposi sono stati sommersi dal tradizionale lancio del riso da parte di amici e parenti, ai quali ci uniamo per gli auguri e, vista la grande fede calcistica, aggiungendo anche un in bocca al lupo per le sorti della Civitanovese.
Bambini, insegnanti, dirigenti, sindaci e cittadini. Hanno partecipato in tantissimi alla cerimonia di inaugurazione della nuova mensa della scuola dell'infanzia Filippo Cecchi di Loro Piceno organizzata questa mattina. Un progetto lungo e difficile che si è concretizzato dopo un periodo intenso di lavoro e che ha dimostrato che con l'impegno, la determinazione e l'aiuto di professionisti e di tanta solidarietà si può fare molto.
Così, dopo la ricostruzione del primo piano della scuola Filippo Cecchi, ora si è passati all'apertura della mensa che rappresenta molto di più di un semplice spazio, la possibilità di riuscire nella realizzazione di opere pubbliche utilizzando al meglio tutte le risorse disponibili.
"Oggi per noi è una bella giornata, risolviamo un problema che era un'emergenza perché i bambini nell'ultimo anno hanno mangiato in quella che prima era la palestra - ha commentato il sindaco di Loro Piceno, Ilenia Cataliani -. Però questo soprattutto è il primo passo di un lungo percorso perché questa struttura è pensata nella parte superiore per la ricostruzione della scuola dell'infanzia, il nostro prossimo impegno e della scuola Santini considerata inagibile dopo il terremoto".
Il sisma dello scorso 24 agosto ha messo a dura prova l'amministrazione che ha dovuto affrontare situazioni difficili. Il progetto è riuscito grazie al recupero di oltre 800 mila euro di contributo statale che stavano per essere revocati e da altre risorse che sono state convogliate lì, ma anche grazie ad una grande opera di solidarietà.
Nella mattinata sono stati ringraziati anche tutti quelli che hanno dato il loro prezioso contributo per rendere più concreto il progetto. L'unione dei Comuni della Valdera che ha donato ben 30 mila euro utilizzati per la cucina della mensa, la frazione Villacampanile e l'associazione di Rentano del Comune di Castelfranco di Sotto che hanno donato 8 mila euro utilizzati per l'arredo del refettorio, l'associazione Bambini al primo posto di Cesenatico che ha donato ben 7 mila euro utilizzati per la fornitura completa e l'arredo del locale magazzino. Le associazioni del Comune di Veniano che ha donato 3 mila euro, il Comune di San Miniato che ne ha donati 4 mila, la discoteca "Sombrero" che ne ha donati altri 4 mila, l'arci di Ponte a Elsa che ha dato 3 mila euro, la pubblica assistenza Fornacette che ne ha dati 2600 per l'allestimento del locale lavanderia e il club BMW Z3mendi che hanno permesso di completare l'arredamento della mensa.
Un momento di grande festa condiviso dai bambini, dalle insegnanti e dalle famiglie che hanno saputo affrontare con grande forza momenti difficili senza arrendersi.
"Oggi è una giornata di festa che dà inizio ad un percorso ancora lungo, ma che piano piano ci porterà a risolvere tanti altri problemi e a migliorare sempre - ha commentato il Sindaco".
"Nonna" Peppina deve lasciare la sua casetta. E' così che ha disposto la sentenza emessa dal tribunale del riesame di Macerata.
Giuseppa Fattori, la 95enne di Fiastra che non voleva lasciare la casetta di legno costruita dai suoi familiari, a seguito della sentenza sarà costretta a farlo. L'abitazione è stata costruita senza aver ottenuto l'autorizzazione paesaggistica alla costruzione e ciò costituisce un vizio insanabile per le normative vigenti, pertanto non è idonea ad essere abitata.
Il procuratore capo Giovanni Giorgio ne ha disposto il sequestro. Venerdì in udienza in tribunale a Macerata proprio il procuratore Giorgio aveva sostenuto la necessità di tenere sotto sequestro la casetta di 70 metri quadri, perché la mancanza di autorizzazione paesaggistica è un vizio insanabile.
L’avvocato della famiglia dell'anziana Bruno Pettinari sostenva invece che essendo l’immobile ormai terminato, non esistessero più esigenze cautelari.
I familiari di Peppina nel frattempo hanno avviato la procedura per la sanatoria, che potrebbe andare a buon fine visto che loro faranno demolire alcune strutture danneggiate dal terremoto, e così la cubatura complessiva sulla loro proprietà rimarrà la stessa.
Che fosse un sabato particolare si intuiva già dalle prime ore della mattinata, quando il grosso della persone doveva ancora arrivare al mercato, ma la Polizia Municipale e la Guardia di Finanza erano già presenti sul posto con un massiccio spiegamento di forze. Erano infatti ben quattro le pattuglie dei Vigili Urbani e due dei Finanzieri, per un totale di circa una ventina di agenti, che fin dalle prime ore di questo sabato di mercato hanno girato nel centro cittadino per contrastare il fenomeno dell'abusivismo commerciale.
Con questo spiegamento di forze si è potuto avere un controllo praticamente totale sul centro cittadino, da Corso Umberto I a Corso Dalmazia, comprendendo anche le vie interne del borgo marinaro, dove spesso si rifugiavano gli abusivi, portandosi dietro, al riparo da occhi indiscreti, persone interessate ad acquistare i loro prodotti. Sparito perfino il bazar ai piedi dei giardini di Piazza XX Settembre, dove spesso i controlli, per via del numero minore di agenti impiegati, erano meno presenti.
Abbiamo assistito personalmente al fermo di un venditore di colore da parte della Guardia di Finanza avvenuto vicino ai semafori, in Corso Umberto I, quando gli agenti l'hanno fatto scendere dalla bicicletta e gli hanno fatto aprire il classico borsone azzurro pieno di mercanzia. Evidentemente non aveva prodotti di griffe contraffatte per cui, non c'erano gli estremi per il sequestro della merce e poco dopo è stato mandato via.
Dato comunque che queste persone sono tutte in contatto tra loro, la notizia dei controlli serrati di questa mattina si è presto diffusa e fino a dopo mezzogiorno, con lo spostamento della municipale al servizio scolastico, di abusivi non se ne sono visti. Conoscendo ormai gli orari, gli abusivi hanno provato a ripresentarsi poco dopo ma il territorio, seppur con meno personale, è comunque rimasto sotto il controllo della municipale.
Nell'attesa di interventi radicali, più a monte nella catena distributiva degli abusivi oppure dal lato degli acquirenti, oggi è stato un successo per la legalità.
Giovane pattinatrice di Ussita costretta a fare 700 km in auto per allenarsi, dopo che il palazzetto del ghiaccio del borgo marchigiano è stato dichiarato inagibile per via del terremoto.
"Tre volte la settimana mamma o papà mi accompagnano da Ussita a Bologna per scendere sul ghiaccio, solo così posso continuare il mio sogno, che è quello di arrivare ai mondiali": a raccontarlo all'ANSA è Amy Paternesi, una ragazzina di 13 anni ancora da compiere, talento del pattinaggio su ghiaccio che da alcuni mesi, assieme alla sua famiglia, è tornata a vivere nel paese distrutto dai terremoti di un anno fa, dopo aver trascorso otto mesi da sfollata a Porto Recanati. Dice di amare le montagne e il freddo. Il suo idolo, manco a dirlo, è Carolina Kostner. Quella di questa piccola "Frozen" dei Sibillini è una storia di rinascita e di coraggio che emerge dalle macerie del terremoto a quasi un anno di distanza dalla grande scossa del 30 ottobre 2016. (Ansa)
La storia di Amy era stata raccontata sabato 23 settembre su Rai 2, all'interno della trasmissione "Rai Storie". Nel corso della trasmissione era stato proposto il video "Amy, Forza Passione e Terremoto" realizzato da Filippo Chiesa e Luca Giustozzi. La storia di Amy fa parte di un progetto, dal titolo "La terra trema, lo Sport no", realizzato dall'Associazione Sportiva di Tolentino, "Aqualudos" e patrocinato dal CONI Marche e dalla Federazione Internazionale Cinema e Televisione Sportiva. L'Aqualudos, grazie al contributo dei suoi membri in particolar modo del Presidente Alessandro Dignani, si occupa, attraverso il progetto, di raccontare storie di sport nelle zone colpite dal sisma, in modo da sottolineare che, nonostante le enormi ferite causate dagli eventi sismici, si può e si deve andare avanti insieme alle proprie passioni. La storia di Amy è uno dei tanti esempi; infatti, si proseguirà con altri racconti nelle prossime settimane, come ad esempio quello di una squadra di volley di Caldarola.
I Volontari dell’Associazione di Volontariato Specializzato SASS - Servizi Ausiliari per la Sicurezza Stradale e Sociale - saranno nuovamente impegnati nello svolgimento dei servizi di istituto post-sisma in affiancamento alla Polizia Locale, al personale della Protezione Civile ed a tutte le Forze di Polizia impegnate sul territorio di Muccia. Nell'occasione e, come ribadito in precedenza, i Volontari del SASS Puglia Onlus oltre a portare tutta la loro solidarietà, consegneranno anche una serie di beni - (alimentari a lunga conservazione, giocattoli per i più piccini, abbigliamento nuovo per adulti e bambini, diversi trio per neonati ed un piano forte che verrà donato ad una chiesa e che verrà messo a disposizione della comunità). Come più volte è stato ribadito dai Volontari del SASS: "non lasceremo soli i nostri fratelli e continueremo, nel nostro piccolo, ad essergli sempre vicini".
"La cosa più bella di questa iniziativa - dice il Comandante del SASS Puglia nonché Vice Comandante del SASS Nazionale Luigi Presicce - è che i Volontari che compongono la squadra e faranno parte della missione umanitaria, sono appartenenti a diverse comunità (Bitonto, Palo del Colle e Bari Zona Catino) che non hanno, sin dall’inizio, fatto mancare la loro vicinanza. I Volontari SASS, con un grande cuore, continueranno a portare amore in quella terra dilaniata dagli eventi sismici del 2016, che continuano ad incutere terrore. Noi siamo dell'opinione che la nostra vita appartenga alla comunità e fintanto viviamo è un nostro privilegio fare per essa tutto quello che ci è possibile oltre ad essere sempre più convinti che soltanto aiutando il prossimo conosceremo le vera felicità".
Per tutto questo è doveroso anche ringraziare, in particolare, il Comandante del SASS Nazionale Dott. Paolo Pettinari, il Segretario Regionale SASS Marche nonché Coordinatore Nazionale della Colonna Mobile Blu (Polizia Locale) Dott. Giovanni Nabissi e la Congregazione delle Suore dello Spirito Santo di Bari.
Forte temporale nel pomeriggio a Tolentino. Il maltempo ha causato diversi disagi e il crollo di una struttura in via delle Cartiere.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale che hanno deviato il traffico momentaneamente verso il parcheggio della ditta Accessauto, al fine di evitare la chiusura della strada, in attesa che la struttura venga riposizionata.
È il primo “Emporio della solidarietà” dell’area montana, quello inaugurato stamattina a San Ginesio a Villa Giuffrè. Si tratta di “supermercato” dalla valenza molto particolare, perché in realtà è un luogo dove persone con disagio economico possono fare una spesa solidale, ma allo stesso tempo si può donare merce o fare del volontariato, ricambiando ciò che si prende con attività all’interno della struttura. “Soprattutto - ha sottolineato Valerio Valeriani, coordinatore dell’Ambito territoriale sociale XVI dell’Unione montana dei Monti Azzurri - questo spazio ha una funzione educativa, che risponde al nostro obiettivo di passare da un sostegno assistenziale a un accompagnamento verso l’autonomia e il mondo del lavoro. Insomma, è il percorso per cui non ti do il pesce ma ti insegno a pescare”.
La Sorgente, questo il nome dell’emporio, comprende anche la sede del Centro per le famiglie, servizio che l’Ambito territoriale sociale XVI mette in campo insieme alla rete associativa del territorio, con il sostegno economico della Regione Marche, per informazione, sostegno alle competenze genitoriali e sviluppo delle risorse familiari e comunitarie. Per agevolare all’accesso all’Emporio è disponibile il trasporto del Taxi sociale. “ A questo di San Ginesio - ha spiegato Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione montana dei Monti Azzurri - seguirà l’Emporio di Tolentino su cui si sta già lavorando. Partiamo con poco ma abbiamo intenzione di crescere”.
Le associazioni che collaborano con il progetto sono la Croce Rossa Italiana di Sarnano, la Caritas di San Ginesio e di Loro Piceno, l’Anffas Sibillini, Anteas e l’Albero dei cuori per il Taxi sociale, l’associazione Parsifal, l’Acli e la cooperativa Opera.
In attesa di capire cosa effettivamente succederà a gennaio 2018 in merito alla spinosa questione della moratoria finanziamenti e mutui, altri grandi dubbi emergono circa i rimborsi per i danni subiti a causa del sisma alle strutture abitative e non.
L’ordinanza n.9 del 14 dicembre 2016 “Delocalizzazione immediata e temporanea delle attività economiche danneggiate dagli eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016”, concede, per consentire un’immediata ripresa dell’attività produttiva, la possibilità di delocalizzare appunto la propria attività alle imprese industriali e artigianali aventi sede nei territori colpiti dagli eventi sismici e ubicate in edifici risultati distrutti o gravemente danneggiati, con danni non riparabili mediante interventi immediati di rafforzamento locale.
Nel testo si parla di rimborsi pari all’80% per gli interventi su macchinari, attrezzature ed impianti, del 60% del valore delle scorte distrutte o danneggiate e delle spese sostenute per il trasloco di macchinari e attrezzature rimborsabili fino all’80% dei costi documentati. Il problema però sta nel fatto che tutte queste misure sono applicate esclusivamente nel caso in cui un’impresa delocalizzi la sua attività.
E cosa accade allora ad un imprenditore che per diverse ragioni non ha potuto o non ha scelto di delocalizzare l’attività? Sono molti i casi come quelli segnalateci ad esempio a Camerino, che coinvolgono molti piccoli artigiani e commercianti che si ritrovano ad aver investito nella propria attività effettuando migliorie, interventi di ristrutturazione, acquisto di nuove attrezzature, in locali di proprietà e non, e che ad oggi non hanno diritto ad alcun rimborso.
“Purtroppo ci sono molti imprenditori in questa difficile situazione, - afferma Pacifico Berrè, Responsabile del settore Edilizia di Confartigianato Imprese Macerata - imprenditori che si ritrovano senza nulla in mano e senza possibilità di percepire alcun rimborso, per il semplice fatto che queste casistiche non rientrano nell’ordinanza del Commissario Straordinario. Per questo motivo chiediamo e auspichiamo che, a stretto giro, casi come quelli del comune di Camerino, possano essere normati attraverso un’altra ordinanza commissariale, affinché vengano riconosciuti dei contributi economici anche a tutti quegli imprenditori che, in seguito al sisma, hanno subito danni ad attrezzature ed impianti su immobili in affitto o di proprietà, ma che hanno scelto di non delocalizzare l’attività”.
La commissaria alla ricostruzione Paola De Micheli ha visitato oggi Castelsantangelo sul Nera, uno dei Comuni più danneggiati dalle scosse di terremoto di fine ottobre 2016, accompagnata dal sindaco Mauro Falcucci e dall'assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti.
"Ha preso atto della devastazione provocata dal sisma - dice Falcucci all'ANSA -. Noi abbiamo chiesto di effettuare una valutazione approfondita del territorio sotto il profilo del dissesto idrogeologico, con dati da incrociare con quelli della microzonazione sismica di terzo livello che dovrebbe essere completata entro la fine di dicembre. Un lavoro di incrocio di dati da fare quanto prima - insiste - per capire dove e come ricostruire".
Oltre ai danni al centro abitato, il terremoto ha anche provocato dissesti idrogeologici in tutta l'area. De Micheli "mi è apparsa molto determinata - aggiunge il sindaco -. Conto su questa determinazione". (Ansa)
"Al di là della gioia di averla incontrata di nuovo, ribadisco l'impegno concreto per Peppina. Oggi stesso chiederemo un incontro alla presidente della Camera Laura Boldrini e al presidente del Senato Pietro Grasso. Ci sono quattro proposte di legge per sanare l'abusivismo di questo tipo. Tutti a parole sono d'accordo. Non mi interessa quale di quelle quattro sarà approvata, l'importante è che si faccia. Se il Parlamento si decide, ci vuole un'ora per farla.
Speriamo che se ne discuta già la prossima settimana". Così il segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini in visita questo pomeriggio (per la seconda volta nel giro di due settimane) a San Martino di Fiastra da Giuseppa Fattori, 95 anni, cui è stata sequestrata la casetta di legno perché abusiva. Proprio stamattina si è svolta l'udienza in merito del tribunale del riesame. (Ansa)
Una situazione sempre più difficile quella che si verifica ogni giorno a Macerata in zona Pace, dove si trova l'Istituto comprensivo Enrico Fermi, al quale, dopo gli eventi sismici del 2016, si sono aggiunti anche gli studenti della scuola Dante Alighieri. Durante l'anno scolastico passato non vi erano particolari problemi, dal momento che l'APM aveva messo a disposizione dei giovani alcuni bus navetta per portarli a scuola e poi andarli a prendere, in modo da non creare disagi nel traffico.
I disagi, però, si sono venuti a creare quest'anno. Infatti, essendo state sospese le navette, ogni giorno decine di macchine si incolonnano per accompagnare ed andare a prendere i bambini a scuola. Una situazione di cui molti genitori si sono lamentati che diventa sempre più insostenibile e la cui risoluzione appare inprocrastinabile.
Dieci persone saranno assunte a tempo determinato nel Parco nazionale dei Monti Sibillini. Andranno a integrare la dotazione organica dell'Ente già sottodimensionata, anche per la gestione di un territorio vasto e complesso e in una situazione resa più critica dall'emergenza terremoto. Le prime 5 unità sono già state assunte, attingendo da graduatorie di altri Parchi e della Ripam-Formez.
Altri 5 posti saranno coperti dopo una selezione pubblica; per tre le procedure sono state avviate e gli avvisi di selezione sono pubblicati nel sito www.sibillini.net. Si tratta di un informatico e di 2 impiegati nel settore partecipazione e turismo sostenibile.
A breve verranno pubblicati altri avvisi di selezione per un posto di geologo e di ingegnere. "E' un risultato soddisfacente - commenta il presidente Oliviero Olivieri - nella consapevolezza che è stato aggiunto un tassello importante per la realizzazione del sistema di azioni volte alla ricostruzione, al rilancio e al rinnovamento del Parco e del suo territorio". (Ansa)
Berro, un camoscio maschio di due anni e mezzo, è stato trasferito dall'Area Faunistica di Bolognola nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a quella di Farindola nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un intervento in sinergia tra i due enti per salvaguardare la crescita dell'animale, evitando una futura competizione con un altro camoscio più adulto presente nell'area faunistica marchigiana dove sono ospitate anche due femmine.
A intervenire con la telenarcosi sono stati i tecnici specializzati del Parco dei Sibillini che hanno addormentato l'animale per poi trasferirlo nell'area assegnatagli dove già vivono altri camosci. L'operazione si è svolta in totale sicurezza con il supporto dei responsabili dell'Area faunistica e dei carabinieri forestali. Ad oggi la popolazione di camosci presente in natura nel Parco dei Sibillini è di circa 120-130 individui nell'area del Monte Bove. Altri sono vivono nell'Area Faunistica di Bolognola, creata nel 2006 con il Progetto Life. (Ansa)
Una delegazione del Comune di Macerata formata dal sindaco Romano Carancini, dal vice sindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde, dall’assessore all’Urbanistica Paola Casoni e dal dirigente del servizio Servizi alla Persona Gianluca Puliti e dal docente dell’Università di Macerata, Roberto Perna, si trovano in questi giorni ad Argirocastro la città a sud dell’Albania inclusa tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco per la sua famosa città vecchia.
La visita in Albania fa seguito a quella che nel febbraio scorso effettuò il sindaco di Argicastro Zamira Rami a Macerata in occasione del seminario internazionale A sea of culture a conclusione del progetto regionale di Distretto Culturale Evoluto Adriatico. In quella occasione emerse che molte sono le caratteristiche e gli interessi che la città albanese e Macerata hanno in comune a partire dalla cultura per finire al turismo e da lì la volontà di lavorare per costruire un percorso comune e un ponte di amicizia. Significativo in questo senso il sostegno che Gjirokastër ha dato a Macerata in occasione della sua candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020.
Si è passato così dalle parole ai fatti. Infatti, questa mattina il sindaco Carancini e quello di Argirocastro, nel corso di una cerimonia ufficiale nella Municipalità albanese, hanno firmato un patto di amicizia tra le due città: “In conformità ai principi di fratellanza e uguaglianza fra i popoli, al fine di rafforzare i progetti di sviluppo e di cooperazione tra le due comunità e promuovere la conoscenza e l'amicizia tra i popoli di Albania e Italia – si legge nell’atto - Gjirokastër e Macerata concordano e condividono il seguente Patto di Amicizia. Le due Città si impegnano, su base paritaria e di amichevole e reciproco vantaggio, a consolidare un percorso di collaborazione per individuare azioni condivise che permettano di definire strategie di sviluppo, finalizzate a far conoscere maggiormente i rispettivi territori, valorizzandone le eccellenze. Le due Città si impegnano, altresì, a favorire accordi di cooperazione che promuovano un mutuo sviluppo culturale e turistico e che realizzino dei proficui scambi e una fruttuosa cooperazione nei settori della cultura, del turismo e dell'istruzione”.
Sono iniziati lunedi scorso e procedono speditamente i lavori di risanamento della frana di valle al km 0+400 sulla Tolentino-San Ginesio.
L'intervento si è reso necessario per ripristinare un tratto di strada che, a seguito del movimento franoso innescato dall'alluvione del 2015, ha ridotto di un terzo la carreggiata stradale.
La frana, che ha un'estensione di circa 15,00 metri ha prodotto anche un notevole cedimento della scarpata. Dal 2015 in poi le intense piogge hanno poi provocato un peggioramento del piano viabile producendo un vistoso cedimento della pavimentazione che, per un tratto di circa 50 metri, presenta un salto longitudinale di 25-30 cm particolarmente pericoloso per il transito dei mezzi.
Si è quindi ritenuto di intervenire contestualmente sia per il risanamento della frana che per la risagomatura del piano viabile con un appalto di 120.000 euro vinto dalla ditta Papa Nicola di Macerata.
Se entrate a Macerata provenendo da Sforzacosta, potreste imbattervi negli ultimi esemplari di insegne della fu Banca Marche. Proprio in questi giorni, infatti, dalle filiali dell'istituto di credito marchigiano vengono rimosse le vecchie insegne per far posto alla nuova denominazione a seguito dell'acquisizione da parte di Ubi Banca (qui).
Ma la memoria storica non sarà cancellata. Diverse insegne, infatti, sono state immediatamente "recuperate" dal cavalier Prato per andare ad arricchire il suo controverso "parco della fantasia".
Inutile dire che anche la presenza di queste insegne sarà oggetto di discussione fra chi ritiene il "parco" una sorta di discarica a cielo aperto che non contribuisce a dare una buona immagine di Macerata a chi arriva in città e chi, invece, lo considera un luogo folkloristico. Dove ora si aggiungono anche i reperti di Banca Marche.
Verranno consegnate domani, 6 ottobre, le chiavi delle Soluzioni abitative di emergenza (Sae) dell'area di Fiegni. E' la seconda area Sae del Comune di Fiastra che viene completata e il sindaco Castelletti inaugurerà le casette con una piccola cerimonia che si terrà a partire dalle 11.00.
L'area Sae di Fiegni è composta da 14 casette dove troveranno posto altrettante famiglie delle frazioni Fiegni e San Martino. Nel comune sono già state consegnate le casette dell'area Sae di Polverina, inaugurata a fine agosto, e le prossime consegne avverranno alla fine di ottobre, quando verrà completata l'area Sae di San Lorenzo al Lago, composta da 25 soluzioni abitative.
Entro il mese di novembre, infine, verranno consegnate le 28 soluzioni abitative di Fiastra, completando così tutte le assegnazioni previste nel territorio comunale. (Ansa)
Il Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, ha presentato questa mattina ai rappresentanti della business community il nuovo Piano investimenti dell’azienda che attiva interventi su oltre il 60% della rete in gestione di oltre 26 mila km. All’incontro sono intervenuti il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e il Direttore politiche industriali di Confindustria Andrea Bianchi.
Il Piano tiene conto delle importanti novità contenute nel Contratto di Programma 2016-2020 approvato dal Cipe il 7 agosto scorso, come ad esempio - nell’ambito della autonomia finanziaria - il passaggio graduale dalla logica del “contributo” a quella del “corrispettivo”, che avvia il processo di uscita dal consolidato pubblico in vista dell’integrazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
“Il Contratto di Programma – ha commentato il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani – ci consente di rilanciare gli investimenti sulla base di elementi del tutto innovativi. Abbiamo un orizzonte temporale ampio che ci permette una programmazione più efficiente, con criteri di selezione degli interventi basati su una congrua analisi costi-benefici. In questo nuovo scenario, che comprende anche l’autonomia finanziaria, Anas assume tutti i rischi industriali in termini di qualità e di realizzazione delle opere sia nel rispetto dei tempi sia dei costi. Si tratta di un passaggio decisivo che fa di Anas un’azienda vera e propria che guarda prima di tutto alla soddisfazione dei suoi clienti”.
Gli investimenti
Il respiro pluriennale del Piano determina una pianificazione degli investimenti più efficiente e produttiva rispetto al passato. Gli interventi previsti nell’arco dei 5 anni, ammontano a 29,5 miliardi di euro, di cui 23,4 di nuova appaltabilità, coperti per circa 21,4 miliardi, e 6,1 miliardi per lavori in fase di attivazione ed in corso di esecuzione.
Si tratta di una significativa iniezione di risorse e di un preciso indirizzo sull’importanza della valorizzazione delle strade, tenuto conto che il precedente piano (‘15-‘20) da 20,2 miliardi di euro, la copertura finanziaria ammontava a 4,6 miliardi di cui 1,1 Contratto di Programma 2015.
Il piano investimenti da 23,4 miliardi è così ripartito: 8,4 miliardi di euro per completamento di itinerari; 10,5 miliardi per lavori di manutenzione straordinaria adeguamento e messa in sicurezza; 3,9 miliardi per nuove opere; 0,6 miliardi per interventi di ripristino della viabilità statale e locale danneggiata dal sisma del 2016 e altri investimenti.
La distribuzione per area geografica degli interventi, allineata anche alla quota di rete gestita da Anas nelle varie macro aree, è così ripartita: il 56% degli investimenti previsti nel Piano interesserà le regioni del Sud Italia e le Isole per un totale di circa 13,0 miliardi, il 24% riguarderà il Centro Italia per un totale di circa 5,7 miliardi, il 19% sarà destinato al Nord per un totale di circa 4,4 miliardi e l’1% (oltre 330 milioni di euro) sarà destinato alla copertura di investimenti in tecnologia e altri interventi non allocabili territorialmente a priori quali danni ed emergenze.
Gli interventi riguarderanno oltre 16 mila km, pari a oltre il 60% della rete Anas. Di questi, circa 15 mila km saranno interessati da lavori di manutenzione straordinaria, 624 da completamento di itinerari, 592 da adeguamento e messa in sicurezza e 272 da realizzazione di nuove opere.
Le priorità di intervento - Project Review
Sul fronte nuove opere le priorità di intervento sono state individuate sulla base di criteri come: la redditività trasportistica dell’infrastruttura, calcolata sul risparmio in termini di incidentalità, di tempi di percorrenza e di costi connessi alla realizzazione dell’opera; la rilevanza nell’ambito del completamento degli itinerari stradali; i benefici sul fronte del collegamento intermodale con altri nodi trasportistici come porti, aeroporti e ferrovie.
Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, la programmazione su scala pluriennale avviene tenendo conto dei fabbisogni della rete, dell’analisi del traffico, dell’incidentalità e del rapporto costi-benefici. Il piano interviene su tratte con volumi di traffico medio giornaliero superiori di oltre il 50% rispetto alla media nazionale e dove si concentra l’80% di incidenti. Questo consentirà significativi miglioramenti sulla sicurezza della circolazione e sui tempi di spostamento. Si calcola, infatti, che grazie alla nuova pianificazione degli interventi il risparmio in termini di tempi di percorrenza possa essere quantificabile in oltre 15 miliardi di euro per l’intera vita utile dell’infrastruttura.
Risultati raggiunti dal 2015
· completamento itinerari (‘15-‘17): 287 km di nuovo tracciato aperti al traffico;
· aumento gare bandite (‘15/‘16): +92% (Mld euro);
· rilancio investimenti in concessioni autostradali per 4 miliardi;
· piano straordinario per la riduzione del contenzioso: 4 miliardi di euro risolti o in via
· di soluzione;
· piano di rientro delle strade: avviato trasferimento ad Anas di 3.523 Km di reti di interesse nazionale e regionale;
· piano sisma: 500 interventi finanziati su 14mila km di strade, per un valore di 474 milioni di euro. Attivati cantieri per 96 milioni di euro;
· innovazione tecnologica: avvio del progetto “smart road” e “green light” per risparmio energetico;
· attività all’estero avviate: Russia, Iran, Georgia, Qatar, Libia, Algeria, Colombia, Argentina;
· valorizzazione del patrimonio aziendale: piano di sviluppo turistico della A2 Autostrada del Mediterraneo e della statale 640 “Strada degli Scrittori”; progetto case cantoniere; progetto GrAart.
· riassetto organizzativo: riduzione del personale dirigente di 60 unità; introduzione di 8 coordinamenti territoriali.
Nel periodo 2015-17 l’Azienda ha segnato un punto di svolta rispetto al passato, dando precedenza alla manutenzione e sorveglianza del proprio patrimonio stradale, con l’obiettivo di recuperare il rilevante deficit manutentivo accumulato negli anni e migliorarne la sicurezza. I risultati:
· adozione di contratti quadro per l’accelerazione degli investimenti: 6400 km (2015-2017) di strade pavimentate;
· aumento della spesa totale per manutenzione ordinaria e vigilanza: +12,4%;
· aumento della spesa per manutenzione straordinaria: +51,1%;
· dal 2016 riattivazione/adeguamento illuminazione su 310 km di strada;
· miglioramento delle condizioni dell’infrastruttura: +6,7%;
L’integrazione con Fs
Un Piano industriale con parametri economici e di performance migliorati, un Contratto di Programma approvato, il rilancio della filiera degli investimenti, l’impegno nella risoluzione definitiva del complesso capitolo del contenzioso sono i migliori presupposti per l’ingresso di Anas nel gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
Dall’integrazione FS - Anas nascerà un polo di 75 mila dipendenti, con fatturato di 10 miliardi di euro, capacità di investimenti pari a 7 miliardi di euro, immobilizzazioni per circa 60 miliardi di euro e 41mila chilometri di reti gestite. L’operazione genererà il «campione nazionale» nelle infrastrutture trasportistiche, con forte capacità di sviluppo internazionale e ridurrà, tramite una pianificazione trasportistica, il gap infrastrutturale del Paese.