Il Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Macerata ha visto l’arrivo del nuovo comandante.
Si tratta del sottotenente Angelo Cimmarrusti. 58enne, originario della provincia di bari, sposato e con due figli, ha ottenuto di recente la promozione ad ufficiale. Prima di assumere il comando del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Macerata, era luogotenente addetto alla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri presso la Procura di Ancona dove ha trascorso oltre 20 anni.
Carabiniere di esperienza, sostituisce il sottotenente Michele Ognissanti trasferito al comando della tenenza di Falconara.
Stato di emergenza per la Regione Marche. Lo ha chiesto il presidente Ceriscioli con una nota ial capo dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli per il perdurare delle avverse condizioni meteo che hanno interessato l'intero territorio, con "notevoli danni".
"Criticità che a partire dal pomeriggio del 23 febbraio 2018 - si legge nella lettera - stanno creando disagi a tutta la comunità marchigiana anche a distanza di giorni. Soltanto la risposta immediata e corale dell'intero sistema regionale di protezione civile ha evitato conseguenze ben più gravi. Da una primissima verifica la maggior parte dei Comuni ha ritenuto opportuno chiudere le scuole di ogni ordine e grado per più giorni, circa un migliaio sono stati i volontari impiegati ed un centinaio i Centri Operativi Comunali aperti, anche h24".
Ceriscioli sottolinea lo "straordinario sforzo" decisivo per rispondere all'emergenza da parte di Regione, Province e Comuni, che sono andati "oltre le proprie disponibilità di bilancio".
(Fonte Ansa)
In occasione della settimana della Legalità, il presidente del consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, ha fatto visita alla mostra dedicata ai magistrati antimafia Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, allestita presso l’Auditorium San Francesco di Castelfidardo, organizzata dalla Fondazione Ferretti e Lions Club di Castelfidardo-Riviera del Conero, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa delle Marche.
Si tratta di una collettiva incentrata sulle figure dei più noti paladini della Legalità, ma che rende omaggio anche a quelle persone (oltre 800) che si sono fatte portavoce o si sono rese attive nel contrasto ad ogni forma di illegalità. “Falcone e Borsellino, così come tante altre vittime di mafia, hanno rappresentato figure che credevano nella legalità, nella convivenza civile e nel rispetto delle regole - ha rilevato il presidente Mastrovincenzo - La mafia si radica ormai da tempo ovunque, soprattutto dove trova terreno fertile per le sue attività criminose, fatto di connivenze, contiguità e, in particolar modo, indifferenza”. “La nostra è una regione sana – ha poi aggiunto – su cui, però, è necessario tener alta la guardia per evitare l’espandersi di fenomeni malavitosi. E’ quindi indispensabile un impegno comune di istituzioni, mondo della scuola e associazionismo”.
Una sinergia che è parsa per altro ben evidente proprio nel percorso che ha condotto alla realizzazione della mostra, nata da un’idea dell’artista Massimo Volponi, con il pieno coinvolgimento dell’Istituto comprensivo “Soprani” di Castelfidardo, rappresentati oggi, per l’occasione dalla dirigente Vincenza D’Angelo e dal minisindaco dei ragazzi, nonché minipresidente di Federparchi Nazionale e Marche, Alessio Burini. Un progetto di formazione e crescita comune che sposa i temi della legalità e dell’ambiente e si allinea a quello nazionale dal titolo “Coloriamo il nostro futuro”. Ad accogliere la visita del presidente Mastrovincenzo anche il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani, l’assessore alla cultura, Ruben Cittadini, e il presidente della Fondazione Ferretti, Eugenio Paoloni.
Bolognola, Colmurano, Gagliole, Muccia e Sefro salutano la loro segretaria comunale, Italia Pistelli, che dal primo marzo è in pensione.
I sindaci dei suddetti Comuni si complimentano con la Dottoressa per la sua profonda conoscenza normativa, la competenza nel riuscire a coniugare l'attuale assetto legislativo in continuo cambiamento e, a volte, fin troppo burocratico, con gli obiettivi di ogni amministrazione.
"E' stata una guida autorevole, continuamente aggiornata, al tempo con le innovazioni e disponibile oltremodo a qualsiasi orario" sottolineano concordi i sindaci.
Italia Pistelli che nel suo percorso lavorativo ha prestato servizio in molti Comuni, oltre alle sue ottime capacità professionali, ha saputo sempre calarsi nelle varie realtà, da quelle tipiche della grande città a quelle dei piccoli paesi, perfino della montagna, troppo spesso dimenticati da chi vuol far carriera.
In ogni contesto lavorativo è riuscita ad instaurare con i dipendenti e gli amministratori un rapporto proficuo, rispettoso delle peculiarità di ciascuno e di stimolo per un continuo miglioramento.
I sindaci e le amministrazioni comunali le augurano di poter vivere pienamente questa nuova fase della vita con la stessa forza d'animo, spessore culturale, sensibilità ed eleganza che l'hanno sempre contraddistinta.
Sarà difficile sostituire una dirigente così speciale, non solo per la sua professionalità, umanità e disponibilità, ma anche per il fatto che nell' albo regionale dei segretari comunali non ci sono disponibilità e tanti Comuni da tempo sono costretti ad arrangiarsi con reggenze temporanee, o a dividere il proprio segretario con molti comuni, spesso distanti tra loro.
I sindaci in convenzione con la Pistelli hanno segnalato il problema al Prefetto di Macerata chiedendole di farsi portavoce di questa gravissima situazione che limita la funzionalità dei Comuni e che avviene in un momento delicato quale quello della ricostruzione post sisma.
Il Museo nazionale delle paste alimentari di Roma e San Francisco, ente istituito dalla Fondazione “Vincenzo Agnesi” con l’obiettivo di “favorire la conoscenza e la valorizzazione della pasta italiana nel mondo”, ha istituito anche per il biennio 2016/2017 una serie di riconoscimenti internazionali con la finalità di favorire la conoscenza e la valorizzazione della pasta alimentare italiana e l’educazione all’apprendimento del valore nutrizionale di questo tipico cibo nazionale che può contribuire ad alleviare il problema della fame nel mondo, ponendo un’attenzione particolare anche agli studi di studenti e laureati volti a migliorarne la conoscenza nel mondo e alla comunicazione rivolta al mercato dei prodotti dell’industria pastaria ed agroalimentare.
La cerimonia di premiazione, come da tradizione, si è tenuta mercoledì 21 marzo nello storico Teatro Salone Margherita “Il Bagaglino” di Roma, alla presenza di numerose autorità ed ospiti d’onore.
Giunto alla XXI edizione, il “Premio internazionale del Museo” ha visto protagonista – per la sezione Mercato-Editoria – il progetto di ricerca sul rischio di estinzione dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) delle Marche con l’attribuzione di un trofeo in argento all’Accademia Georgica di Treia, quale casa editrice, e al Dott. Sergio Salvi – biologo, ricercatore e cultore di storia dell'agroalimentare – quale autore dello studio.
Promosso dall’Accademia Georgica, con il forte sostegno della Camera di Commercio di Macerata, lo studio è stato affidato al dottor Sergio Salvi, con la finalità di tutelare quel patrimonio tradizionale locale che questo particolare momento di globalizzazione alimentare mina anche nelle conoscenze delle giovani generazioni. Oggi che l’economia agricola è inserita in un mondo industrializzato dove il luogo di confronto non è più il mercato locale o nazionale ma quello europeo e mondiale, il prodotto tipico, frutto di particolari tradizioni, legato a luoghi di produzione con caratteristiche del tutto peculiari, a maggior ragione deve sopravvivere.
L’aspetto fondamentale che lo studio ha inteso indagare è quello relativo allo “stato di salute” che caratterizza ciascuno di questi prodotti sul piano economico-commerciale. La stabilità commerciale rappresenta una nozione irrinunciabile da conoscere per poter comprendere la reale consistenza di questi prodotti, ma essa non è mai stata inclusa nelle schede descrittive dei Pat né fatta oggetto di valutazione e di monitoraggio periodico. È palese che un “prodotto tipico” sopravvive non perchè si fregia di una “intoccabilità” derivante dall’essere “tipico”, ma solo se possiede un proprio mercato, seppure di nicchia, che lo mantiene in vita. Da qui l’interesse a svolgere uno studio sul rischio di estinzione potenziale a cui questi prodotti – peraltro non protetti né pubblicizzati da marchi di origine o di qualità – sono esposti.
La questione appare rilevante soprattutto per quei PAT – e solo nelle Marche ne sono stati individuati almeno 24 su un totale di 151 – che appaiono dotati di peculiarità genetico-biologiche tali da unire, ad un’eventuale scomparsa del prodotto per carenza di mercato, anche la perdita di biodiversità, un rischio che di certo non corre una banale focaccia preparata con l’acqua e la prima farina che capita tra le mani.
L’analisi finale parla chiaro: i prodotti agroalimentari tradizionali marchigiani a rischio di estinzione (se non già di fatto scomparsi, pur continuando ad essere mantenuti artificialmente in vita nell’elenco) sono 12 (pari all’8%), mentre ben un prodotto su tre presenta un’affermazione economico-commerciale di tipo borderline: vivacchia, cioè, camminando in equilibrio sull’orlo del baratro, con un mercato che da un momento all’altro – magari complice la chiusura dell’unica azienda che lo produce e lo vende – può decretarne lo sprofondamento nel burrone. Tuttavia, il mercato di ciascun prodotto borderline potrebbe anche decollare previo opportuno investimento in termini sia economici che di idee imprenditoriali capaci di riproporlo e valorizzarlo adeguatamente.
Infine, vi è l’aspetto forse più interessante emerso da questo studio, ossia le molteplici chiavi di lettura della complessa realtà dei prodotti agroalimentari tradizionali. Queste chiavi di lettura, tanto per fare qualche esempio, raccontano di prodotti che spariscono dai territori, ma anche di “territori che spariscono dai prodotti” (come nel caso del Marrone del Montefeltro, una varietà di castagna che, di fatto, non può più dirsi marchigiana da quando il territorio dell’Alta Valmarecchia, dove è dislocato il nucleo produttivo del Marrone, è passato sotto la provincia di Rimini a seguito di referendum popolare nel 2009, lasciando alle Marche solo gli alberi sparpagliati nell’entroterra montano). Raccontano pure del ruolo di alcune aziende che, uniche a promuovere certi prodotti, assurgono anche al ruolo di depositarie di una cultura agroalimentare anch’essa a rischio di estinzione. Ma parlano anche di altre aziende che potrebbero nascere se solo si traesse l’ispirazione da chi, operante nelle regioni confinanti, sta tuttora puntando su business basati su prodotti pregiati comuni anche al patrimonio agroalimentare tradizionale delle Marche (perché gli altri sì e noi no?).
Il messaggio finale della ricerca, che potrebbe essere esteso anche alle altre regioni, è il seguente: meno PAT – ma più specifici – e più monitorati sul piano economico-commerciale. L’auspicio è che una riforma di questo particolare gruppo di prodotti serva a dare seguito a quella promozione e diffusione delle produzioni agroalimentari italiane tipiche e di qualità, agganciata alla valorizzazione del patrimonio culturale, artigianale e turistico, che la legge istitutiva dei PAT si proponeva di perseguire.
A conclusione del progetto di ricerca l’Accademia ha pubblicato un volume con i risultati dello studio, distribuito gratuitamente a chi ne fa richiesta, grazie anche al contributo di aziende e operatori vicini al settore quali la Banca di Filottrano, la CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – di Macerata, la Copagri – Confederazione Produttori Agricoli – delle Marche e l’Azienda Agricola Si.Gi. di Macerata: un’importante e fattiva collaborazione tra soggetti pubblici e privati da sottolineare per la salvaguardia del patrimonio culturale tra cui rientrano a pieno titolo anche i nostri prodotti agroalimentari tradizionali.
I risultati della ricerca sono stati ufficialmente presentati nel dicembre 2016 in un evento realizzato presso e in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Giuseppe Garibaldi” di Macerata e con il patrocinio della Coldiretti di Macerata, della Città di Treia e della Regione Marche.
Un vero e proprio accanimento quello perpetrato dallo Stato ai danni dei terremotati. Questo quanto emerge da un servizio de "Le Iene" andato in onda lo scorso 21 marzo (qua il video integrale del servizio). La giornalista del noto programma di attualità di Mediaset ha intervistato alcune delle famiglie che a distanza di un anno e mezzo dal sisma, non sono ancora in possesso delle casette di legno promesse dal piano emergenza post sisma.
Il piano, commissionato dall'allora governo Renzi, prevedeva infatti Sae per tutti gli sfollati, ma a marzo 2018 le casette consegnate nelle Marche,1200, bastano a coprire solo la metà del reale fabbisogno. Per questo, in molti si sono organizzati autonomamente acquistando delle casette mobili da posizionale nei loro terreni, spesso nei pressi della vecchia bitazione ormai inagibile. Sistemazioni provvisorie in vista dei lavori di ristrutturazione delle case. Una sistemazione che però lo Stato dichiara abusiva.
"Abbiamo speso circa 15mila euro - raccontano alcuni degli intervistati - accedendo ad un piccolo prestito perché non avevamo altra soluzione e ora secondo lo Stato dovremmo andarcene da qua".
Le casette mobili, infatti, montate su ruote e rimovibili in un tempo breve di circa due ore, risultano abusive fatta eccezione per quelle posizionate su terreno edificabile, una variazione al decreto fatta ad hoc dopo il clamore suscitato della vicenda di nonna Peppina. Una variazione che, chiedono gli stessi intervistati, doveva essere estesa anche alla loro situazione.
"La nostra condizione - racconta una delle signore intervistate - è questa. Io ho acquistato questa casetta mobile con i risparmi di mia madre, novantenne e costretta a letto da un ictus e non posso pensare di allontanarmi da qua con lei in questo stato". Una condizione aggravata dal fatto che queste famiglie, per il loro essere ritenute abusive, dal 31 gennaio non ricevono più nemmeno il Cas. Una condizione che i sindaci denunciano da tempo.
"Le leggi - dice Emanuele Tondi, sindaco di Camporotondo - vanno rispettate ma se sono sbagliate possono anche essere cambiate". E lo stesso sindaco rincara la dose commentando lo stesso servizo e scrivendo su Fb: "Caro PD, hai perso le elezioni perché non hai saputo ascoltare le esigenze e i problemi della gente. I politici e gli amministratori vengono votati e pagati proprio per questo. Non c'è bisogno di fare nessuna analisi complicata e approfondita. È semplice..."
La giornalista de Le Iene ha chiesto allora spiegazioni di questo "accanimento" direttamente al commissario De Micheli che ha ribadito ai microfoni del programma che le famiglie che si trovano in questa condizione devono lasciare la provvisoria sistemazione perché abusive e che per loro sono pronte soluzioni alternative (e non meglio specificate).
Anche quest’anno il Macerata Opera Festival offre varie opportunità di lavoro: l’Associazione Arena Sferisterio ha infatti emesso due avvisi per la stagione lirica 2018, uno per il personale di sala e uno per i sorveglianti.
Gli avvisi sono presenti nella sezione del sito dell’Associazione Arena Sferisterio “news e bandi” (http://www.sferisterio.it/category/avvisi-e-bandi/), nella quale è possibile conoscere ogni dettaglio per partecipare: le funzioni, i requisiti richiesti, la modalità di partecipazione, i criteri di selezione e lo svolgimento. Sempre nella pagina dedicata è possibile trovare tutti gli approfondimenti nonché la modulistica per presentare la domanda.
Per l’edizione del MOF 2018 servono 16 sorveglianti e 33 addetti come personale di sala. Il periodo di lavoro andrà dal primo giugno al 30 settembre 2018, durante il quale è richiesta la massima disponibilità. Il calendario delle serate sarà comunicato agli interessati con congruo anticipo. La retribuzione complessiva sarà di 38 euro lordi per ogni prestazione lavorativa (CCNL di riferimento ANET).
La domanda di ammissione alla selezione dovrà pervenire entro il 5 aprile con raccomandata A/R, all’indirizzo “Associazione Arena Sferisterio, Via S. Maria della Porta n. 65, 62100 Macerata”, oppure via pec alla mail sferisterio@pec.it(solo da altro indirizzo di posta certificata, non necessariamente intestato al candidato). Non verranno accettate domande consegnate a mano.
Nell’ambito del nuovo piano della mobilità urbana #MacerataFacile, dal prossimo 3 aprile prenderà il via la riqualificazione dei collegamenti pedonali dal parcheggio Centro storico al cuore della città.
Da qui la necessità di chiudere sia la galleria di accesso che gli ascensori per una trentina di giorni.
“Ci scusiamo del disagio che la chiusura potrà senza dubbio arrecare - afferma il sindaco Romano Carancini. - Siamo però convinti che è desiderio di tutti ritrovare la bellezza e il decoro dei luoghi in cui viviamo. È un altro passo in avanti verso una migliore qualità della vita”.
Si prevede un progetto di riqualificazione urbana ad alto contenuto artistico sullo stile di quanto fatto con il sottopasso di piazza Garibaldi e il murales di via Mugnoz dedicato ai 50 anni dello Sferisterio. Anche questa volta l’artista è Morden Gore, maceratese di fama internazionale, che con grande sensibilità interviene sulla rigenerazione dei luoghi attraverso interventi di street art. La galleria sarà arricchita anche da un sistema di filodiffusione della musica che accompagnerà i passanti verso il Centro storico.
“La rigenerazione urbana passa anche attraverso l’arte: ridà significato ai luoghi di passaggio che smettono di essere spazi anonimi per diventare luoghi di cultura e di incontro”, afferma Stefania Monteverde assessore alla Cultura.
Nel periodo dei lavori gli utenti del parcheggio potranno raggiungere il centro storico utilizzando la Circolare della città che ogni 15 minuti parte dal terminal dei Giardini Diaz e raggiunge piazza della Libertà.
Per la mobilità pedonale verso il centro si potranno utilizzare le scale centrali della Terrazza dei Popoli o quelle laterali vicino alla giostra, nei pressi dei giardini Diaz, che rimarranno aperte 24 ore su 24 o in alternativa l’accesso su via Mugnoz; l’uscita dal tunnel su viale Puccinotti/giardini Diaz sarà chiusa per un più ridotto numero di giorni.
“Parcheggio in struttura, terminal bus e passaggio meccanizzato verso il Centro Storico realizzano, con il completamento dei lavori, un moderno integrato sistema di mobilità a servizio della città “ afferma Mario Iesari assessore alla Mobilità. Il progetto per la riqualificazione dei collegamenti, oltre a prevedere opere di ristrutturazione con il ripristino di intonaci e pavimentazioni, evitando nella maggior parte dei casi la demolizione e quindi privilegiando la riqualificazione attraverso resine e smalti, prevede anche l’inserimento di servizi igienici e illuminazione a norma per grado di protezione e di illuminamento.
L’ingresso pedonale che dall’accesso al nuovo terminal collega al tunnel sarà ristrutturato attraverso un insieme sistematico di interventi che prevede un nuovo controsoffitto e la bonifica del solaio di copertura, il restauro e la sostituzione delle parti mancanti di tutti i manufatti in travertino e pietra, nuova pavimentazione del “tappeto” di ingresso al tunnel, la realizzazione e la tamponatura esterna del nuovo bagno in muratura rivestita in legno e travertino, il recupero della scala su viale Puccinotti, il ripristino di tutte le opere in ferro, la rimozione e la sostituzione del pavimento in cotto dell’uscita di via Crescimbeni mentre quello che porta in via Mozzi verrà trattato attraverso lucidatura e finitura protettiva.
Le aree di attesa degli ascensori, oltre ai lavori di ripresa, ripristino e restauro, nella parte inferiore verranno rivestite con una pellicola trasparente. Si prevede anche una revisione straordinaria degli ascensori.
L’uscita su via Crescimbeni verrà resa più fruibile con la demolizione del tramezzo che si trova tra gli impianti di risalita e l’uscita/ingresso e verrà arricchita con pannelli che identificano il luogo e che conterranno anche le attrattive che l’utente può trovare in città. Inoltre, il pavimento in cotto verrà sostituto con un altro dello stesso materiale, mentre quello di via Mozzi verrà solamente trattato.
Ultimo tassello dell’intero progetto che sta riguardando l’area dei Giardini Diaz e il parcheggio Centro storico sarà segnalato da sistemi di infomobilità grazie all’installazione di nuovi pannelli elettronici nelle principali vie di accesso a Macerata che consentiranno di individuare in tempo reale i posti disponibili nei parcheggi dislocati nelle varie zone della città.I lavori sono eseguiti in collaborazione con l’Apm: “Siamo impegnati in un progetto importante di riqualificazione del Terminal e presto inizieremo i lavori di rigenerazione del parcheggio Centro storico ormai diventato un servizio essenziale alla vita del centro storico e della città consapevoli del ruolo di servizio pubblico dell’Apm” afferma Giorgio Piergiacomi presidente dell’Apm.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Deborah Pantana di Forza Italia.
La dichiarazione “risarciremo tutti”, rilasciata dall’Avv. Giulianelli, difensore di Luca Traini in questa terribile vicenda, appare in questo momento davvero fuori luogo.
Innanzitutto, non si comprende e non è giustificata tutta questa fretta di voler risarcire il PD, o addirittura il Terminal di Macerata, come giustamente affermato anche dall’Avv. Perfetti, in riferimento alla sede del suo partito, in quanto è prima necessaria un’attenta verifica di quanto accaduto a Macerata nei giorni immediatamente successivi all’atroce delitto di Pamela Mastropietro.
Ci sono poi altre verità che anche l’avvocato di Traini deve fare emergere, viste le dichiarazioni rilasciate proprio dal suo stesso assistito, un ragazzo fragile, il cui gesto va sicuramente condannato; bisogna però dare risposte alle domande che anche lui ha posto, in relazione a questa forte presenza di immigrati irregolari nel nostro Paese, persone che, alla fine, rimangono vittime della microcriminalità.
Dagli stessi quotidiani emergono fatti sconcertanti, relativi ai nove immigrati di colore colpiti da Traini, alcuni sono scappati, altri sono fuggiti dall’ospedale perché probabilmente irregolari; ritorna, allora, la solita domanda di quanti effettivamente siano gli immigrati irregolari a Macerata, e non credo che tutti siano stati colpiti proprio da Traini.
Purtroppo, questi fatti terribili hanno segnato profondamente il vivere quotidiano in città, un posto dove ormai anche la mattina stessa, davanti alle scuole, si assiste al fenomeno dello spaccio di droga; fortunatamente le persone hanno trovato il coraggio di denunciare, e ciò è importante, ma vorrei sapere dall’avv. Giulianelli: chi risarcirà, invece, le famiglie distrutte da questi spacciatori che forniscono la droga ai propri figli?
C’è ancora un lungo cammino da fare, caro Avv. Giulianelli, prima di arrivare alla liquidazione definitiva di questa terribile vicenda.
Al via il progetto “Invito alla Lettura”. Una bella idea che consiste nel regalare in ambulatorio, a tutti i bambini, un bel libro da leggere, colorato e divertente; il dono è poi ornato dalla presenza di una mamma (a rotazione fra amici, colleghi e pazienti) che legge le fiabe ad i bimbi in sala attesa.
"Emozioni, belle e sane - racconta Salvatore Stasolla - per dimenticare la sciagura che ha colpito la nostra gente. Il terremoto ha lacerato le case, distrutto i sogni di tanti, ma non riesce e non riuscirà mai a togliere il sorriso ad i nostri bambini. Noi ci siamo e non dimentichiamo, tanti amici, tante persone dal cuore grande che quotidianamente si dedicano ai bambini coinvolti dal Sisma del 2016. Insieme si va avanti con gioia e soddisfazione, in modo apolemico ed apolitico, al solo scopo di arricchire la nostra quotidianità con il sorriso dei nostri figli. Stiamo ultimando i Parchi dei Bambini a Pieve Torina, a Muccia, fra qualche giorno tutti i bambini riceveranno il loro Uovo di Pasqua, insieme ad i nostri auguri. Vola il progetto “il pediatra che regala un sorriso”, con regalini a tutti i bambini negli ambulatori di Visso, Pieve Torina e Matelica; abbiamo inoltre adottato un orfanotrofio in Camerun a cui abbiamo regalato medicine, vestitini e semini per il loro orto; distribuiti centinaia fra vestitini, lettini, passeggini, nelle zone coinvolte del cratere. Tutto grazie alla solidarietà della parte più bella della nostra Italia, dal Trentino alla Sicilia, tutt’insieme per regalare gioia. Dedico questo post a tutti i miei bambini e a tutti gli amici, con la A maiuscola che mi stanno aiutando".
Inaugurato ieri, nel centro storico di Macerata, Spritz&Chips, il nuovo locale dove l'happy hour torna ad essere un momento di condivisione e socializzazione.
Parte in via Gramsci 53/A l'avventura di questo nuovo locale, un luogo piccolo ma molto accogliente dove assaggiare in compagnia drink piacevoli, gustosi e colorati, accompagnati da appetizer e patatine gourmet. Un luogo, insomma, dove l'happy hour ritorna ad essere un momento di aggregazione e socializzazione.
Arredo semplice, di moda, colorato: in poco spazio c'è tutto ciò che occorre per offrire ai clienti ottimi cocktail ed aperitivi sfiziosi, che sono poi la base del vero aperitivo italiano. Sarà quindi possibile assaggiare il drink più amato dagli italiani, lo Spritz, nella maniera classica o con ricette originali che si alterneranno nel menù. Inoltre, è stato pensato anche un drink analcolico per i più piccoli. Insieme al cocktail è possibile degustare classiche chips dal sapore gourmet, arricchite a piacimento, e speciali appetizer di altissima qualità, molti dei quali realizzati con prodotti del territorio. Dopo cena, poi, il locale si trasforma in un vero e proprio cocktail bar.
"Siamo orgogliosi ed emozionati per l'inizio di questo progetto", dichiara Fabio Renzetti, Direttore Operativo di bar.it, "siamo certi di presentare un'offerta su misura realizzata con prodotti di qualità, che arricchiamo con un ingrediente di cui c'è un estremo bisogno: il sorriso ed il buon umore! Prossimamente poi presenteremo altre novità nel menù e nelle offerte". Anche Francesco Cacopardo, Amministratore unico di Gestione Horeca srl, commenta entusiasta la nuova apertura: "Con Spritz&Chips vogliamo tornare a vedere il bar come centro di aggregazione sociale, e l'happy hour come momento di serenità e condivisione. Metteremo il massimo della passione, della qualità e delle conoscenze al servizio del cliente, che cercheremo anche di educare ad un bere sano e responsabile".
Spritz&Chips è un progetto di Gestione Horeca srl, società che gestisce anche il sito www.bar.it e tutte le attività ad esso collegate.
Si terrà domenica 25 marzo, alle 17:30 nell’aula magna del Polo Scolastico Provinciale, il sesto appuntamento della 48^ Stagione Concertistica della Gioventù Musicale di Camerino, rassegna che sta riscuotendo un ottimo successo tra il pubblico, sia per la qualità degli artisti invitati che la bellezza del repertorio proposto.
Ospite dell’associazione sarà il violoncellista francese Victor Julien Laferrière, vincitore del Primo Premio al Concorso Internazionale Regina Elisabetta di Bruxelles nel 2017.
Formatosi al Conservatorio di Parigi, il giovane musicista francese si è poi perfezionato in Svizzera all’International Music Academy di Seiji Ozawa e in seguito all'Università di Vienna con Heinrich Schiff. Nonostante la giovane età Victor ha già suonato con le principali orchestre francesi ed europee, ospite delle più importanti sale da concerto a Parigi, Lucerna, Zurigo e dei maggiori Festival europei.
Anche in campo discografico il violoncellista francese ha avuto importanti riconoscimenti, vincendo più volte il Diapason d'Or, le quattro stelle della rivista Télérama e il premio “Choc” dalla rivista Classica.
Victor Julien-Laferrière ha partecipato a numerosi programmi radiofonici e televisivi per France Musique e per la BBC a Londra. Nel 2009 ha fondato il trio Les Esprits, con Adam Laloum e Mi-Sa Yang, con il quale si è esibito di recente alla Salle Gaveau e al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi.
Il programma preparato per la Gioventù Musicale di Camerino prevede nella prima parte la Suite per violoncello n. 3 BWV 1009 di Johann Sebastian Bach e le 3 Strophes sur le nom de Sacher del compositore francese Henri Dutilleux. La seconda parte del concerto sarà interamente dedicata alla Sonata in si minore op. 8 di Zoltán Kodály.
Giunge alla 40° edizione il Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, che si svolgerà sabato 9 giugno.Sarà Sua Eminenza il Cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero, a presiedere la celebrazione della S. Messa a Macerata alle ore 20.30, prima di incamminarci verso la Santa Casa, con la partecipazione del Card. Edoardo Menichelli, Arcivescovo Emerito di Ancona-Osimo e dei Vescovi delle Marche. Il Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia Mons. Nazzareno Marconi darà il saluto ai prelati ed ai pellegrini. Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, accoglierà tutti i partecipanti all’arrivo nella piazza di Loreto, ed insieme al Card. Stella e all’Arcivescovo Mons. Fabio Dal Cin, guideranno la Consacrazione alla Madonna e la conclusione del 40° Pellegrinaggio.
Il tema scelto quest’anno è la domanda che Gesù rivolge ad Andrea e Giovanni che avevano iniziato a seguirLo: “Che cercate?”. Cosa cerchiamo nel corso delle nostre giornate, negli affetti, nelle fatiche?
Ognuno di noi è alla ricerca di qualcosa, in maniera più o meno consapevole, a volte identificando la risposta con un'immagine creata da noi stessi o indotta dal contesto in cui viviamo. L’esigenza di trovare un senso a quel vuoto esistenziale che tanti giovani percepiscono in loro e intorno a loro si fa sempre più acuta: perché vivo? Che senso ha soffrire? Perché affannarsi?Proprio il Santo Padre, in preparazione del Sinodo “I giovani, la fede, il discernimento vocazionale” che si terrà nell’ottobre 2018, ha voluto mettersi in dialogo con loro chiedendo quali siano le loro paure, le loro preoccupazioni.
In risposta a questi timori, Papa Francesco indica una via: “Avete incontrato questo sguardo? Avete udito questa voce? Avete sentito quest’impulso a mettervi in cammino? Sono sicuro che, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena”. (Lettera del Santo Padre Francesco ai giovani in occasione della presentazione del Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi).
Il Pellegrinaggio incontra ogni anno l’interesse di tanti giovani proprio perché non elude queste domande e propone un’esperienza all’altezza del vuoto esistenziale che caratterizza la nostra società. Anche in questa 40° edizione e nel ricordo della straordinaria figura di San Giovanni Paolo II che 25 anni fa partecipò al Pellegrinaggio, non mancherà la presenza di Papa Francesco che ha assicurato il suo saluto via telefono prima della partenza.
"Il metodo di lavoro adottato per portare avanti il processo di ricostruzione delle aree terremotate del Centro Italia si è sempre basato sulla condivisione delle scelte con tutti i soggetti istituzionali coinvolti". Così in una nota la commissaria per la ricostruzione Paola De Micheli in merito al dibattito sulle proroghe per la presentazione delle schede Aedes e dei progetti per gli interventi di tipo B.
"La scadenza del 30 aprile per la presentazione delle domande di contributo per la riparazione dei 'danni lievi' è stata ampiamente condivisa con i presidenti di Regione, tutti i gruppi parlamentari e i sindaci.
Dopo avere acquisito tutte le informazioni valuteremo eventuali nuove decisioni nell'ambito delle competenze della struttura commissariale". Ma "il termine del 31 marzo per la presentazione delle schede Aedes da parte dei professionisti incaricati è stabilito dalla legge e la sua proroga può essere disposta solo con analogo provvedimento che deve essere approvato dal Parlamento".
E’ stata completata dall’ufficio Protezione civile del Comune di Macerata l’emissione delle ordinanze di inagibilità degli edifici pubblici e privati a seguito dei sopralluoghi post sisma.
Di conseguenza tutti i cittadini che non hanno ricevuto l'ordinanza sindacale di inagibilità possono considerare il loro immobile utilizzabile, avverte l'ufficio competente.
La comunicazione, pubblicata nel sito del Comune (link), vale come formale notifica cumulativa dell'esito delle schede FAST, con esito utilizzabile anche ai sensi della Ordinanza del Capo della Protezione Civile n.484 del 29 settembre 2017, pubblicata nella G.U. n.234 del 6 ottobre 2017.
Sono 1.360 le ordinanze di inagibilità totale o parziale emesse dal 2016 ad oggi, sulla base delle schede FAST e AEDES, di cui circa 100 relative a edifici pubblici.
La situazione è comunque in evoluzione e il lavoro dei tecnici comunali non è concluso. E' in corso infatti il recepimento del contenuto delle schede AEDES redatte dai tecnici incaricati dai privati, che potrebbero dar luogo a ulteriori provvedimenti relativi all'inagibilità. Informazioni all’ufficio Protezione civile tel.0733 256529, mail marina.farabolini@comune.macerata.it.
Trovare un padrone ai cani randagi o abbandonati e contemporaneamente risparmiare risorse che potrebbero così essere destinate ad altri servizi necessari alla cittadinanza. Questi sono i punti cardine del progetto “Adotta un cane” e le motivazioni per cui l’amministrazione del Comune di Mogliano ha redatto le linee guida per la concessione di fondi a favore dei cittadini che decideranno di adottare un cane, tra quelli che sono stati accalappiati nel territorio comunale e sono ricoverati nel canile convenzionato.
L'amministrazione comunale intende svolgere una campagna di sensibilizzazione per incentivare l’adozione dei cani randagi, allo scopo di ridurre la permanenza in un ambiente dove gli animali hanno limitata libertà di movimento e nel contempo favorirne l'inserimento nelle famiglie residenti a Mogliano e nei Comuni limitrofi.
"La permanenza degli animali nelle strutture convenzionate" spiega l'assessore Alessandro Quarchioni "comporta un costo elevato per Mogliano; infatti il Comune oggi spende 2,25 euro al giorno per ogni cane, circa 18mila euro l’anno e quindi l’affido dei cani ai privati produrrà un evidente risparmio economico. In un momento difficile come questo 18mila euro, anche se per una giusta causa ed obbligati dalla legge, è una spesa non è facile da sostenere. L’importo che il Comune intende erogare è di 200,00 euro l'anno, per contribuire ad una parte delle spese di mantenimento ed eventuali cure del cane e verrà erogato previa effettuazione dei controlli da parte degli agenti di Polizia Municipale al fine di verificare il corretto ed adeguato trattamento dell’animale.
Per accedere al contributo è necessario essere residenti nel Comune di Mogliano o nei Comuni limitrofi, aver compiuto 18 anni, non avere a carico precedenti penali legati al maltrattamento degli animali; bisogna inoltre garantire un ambiente idoneo dove far vivere il cane e la disponibilità a far controllare l’animale da parte di addetti comunali al fine di accertarne la corretta cura. Inoltre, per i residenti, bisognerà essere in regola con i pagamenti comunali". Chi fosse interessato all'adozione può rivolgersi all'ufficio di Polizia municipale. info: www.comune.mogliano.mc.it/avvisi-cms/progetto-adotta-un-cane/
Si è svolta ieri, nella sala convegni della Banca di Credito cooperativo di Civitanova Marche, la presentazione del secondo volume con i nuovi lavori di Street Art per "Vedo a Colori", progetto dell'artista Giulio Vesprini nato nel 2009, che ha cambiato il volto del porto di Civitanova Marche.
Il progetto, che ha coinvolto i maggiori esponenti italiani della disciplina artistica del murales, avrà un ulteriore sviluppo nel biennio 2018/2019, in cui toccherà un traguardo importante, quello dei 10 anni di attività. L'iniziativa rientra per la seconda volta in un progetto europeo (il primo fu nel 2014) dedicato alla riqualificazione delle aree portuali con una forte valorizzazione delle attività legate al mare, la pesca, le tradizioni marinare. Anche quest'anno è stata coinvolta la Fototeca comunale, come già accaduto nel 2015 durante una mostra fotografica all'interno di un cantiere navale, allestito per l'occasione.
L'idea è stata quella di sottoporre una riproduzione fotografica di una cartolina dei primi del '900 presente in un album dell'archivio della Fototeca ad un artista che la riproporrà in grande scala su uno dei muri dei cantieri navali interessati. La foto illustra una tipica giornata di pesca con la sciabica. Credo sia una buona occasione di apertura dell'Istituzione verso la città in particolare verso un pubblico giovane che grazie alla Street Art potrà conoscere una parte della storia Civitanovese oltre a conoscere lo spazio della Fototeca.
“Tanta soddisfazione e tanta fatica in questi anni - commentato Vesprini – ringrazio chi ha creduto in me, dai rappresentanti delle istituzioni ai privati che mi hanno sostenuto con un entusiasmo di cui vado fiero”.
Alla presentazione era presente il comandante della Capitaneria Angelo De Tommasi: “Il porto si è trasformato ed è un porto migliore non solo per i tanti colori, ma perché all'avanguardia su tutti i fronti, efficacia, sicurezza ecc. Il porto di Civitanova ha una sua identità, non è più nel grigio anonimato e è diventato patrimonio culturale della città che lo ospita”.
A Civtanova sono arrivati 101 artisti, 20 i cantieri navali, si è attivata una rete di solidarietà con ristoranti e B&B, tipografia Fioroni e la stessa BCC che ha sponsorizzato il catalogo.
Sul progetto è stato girato anche un video che sarà divulgato nelle prossime occasioni di presentazione dei lavori.
Una vera e propria odissea. Interminabile. Romina Leombruni, dottore commercialista di Macerata, racconta la sua disavventura con Tim, in merito alla linea di un telefono fisso intestata allo studio legale associato dove lavora.
Il 23 febbraio 2017 ha firmato un nuovo contratto denominato Evoluzione ufficio fibra small. Lo stesso consisteva nell'avere maggiori servizi ad un costo più vantaggioso rispetto a quello del vecchio contratto, mantenendo però lo stesso numero telefonico.
In pratica, Tim avrebbe dovuto fare 4 “semplici” operazioni e cioè attivare un nuovo numero di telefono, disattivare la linea isdn, trasferire il vecchio numero nella nuova linea telefonica e attivare il servizio evoluzione ufficio fibra small: a detta del commerciale un gioco da ragazzi, molto semplice. In realtà invece, la procedura più complicata che Tim potesse fare.
"Nonostante la linea telefonica non sia intestata a me, me ne sono sempre occupata io - racconta la dottoressa Leombruni - Dal 23 febbraio 2017 ho dovuto chiamare il 191 decine di volte. Per molto tempo nessun operatore si è fatto sentire. Dopo innumerevoli chiamate il 10 maggio ci hanno attivato il nuovo numero di telefono e il 7 giugno sono arrivate 2 fatture una per il vecchio numero e l’altra per il nuovo numero. Nella fattura della vecchia numerazione ci è stato addebitato il servizio voce per i mesi di aprile e maggio, mentre nella fattura del nuovo numero l'addebito era relativo alla linea voce anche se in parte scontata e all'Adsl. E così per molte fatturazioni anche se con sconti parziali a loro insindacabile giudizio. La linea isdn ci è stata disattivata solo il 17ottobre scorso e dal mese di luglio è anche aumentata di 5 euro al mese".
"Nel frattempo abbiamo ricevuto 3 tipi di fatturazioni diverse - prosegue la Leombruni - tra cui la fattura di una sim che doveva confluire nel contratto evoluzione ufficio fibra small azzerando il costo con la promozione promo mobile. In realtà dal primo marzo 2017 ci è stato fatturato il servizio sim che non ci serviva e quindi mai utilizzato. Nel frattempo nel nuovo numero è stata attivata la linea adsl, poi la fibra, poi ci hanno fatto ripassare ad adsl poi finalmente il 27 novembre 2017 c’è stata l’attivazione di Evoluzione ufficio fibra small. Quindi per effettuare un passaggio che poteva essere semplicissimo ci sono voluti 9 mesi. E' stato un parto".
La lamentela della commercialista rispetto allo scarso servizio è dovuta al fatto che con questa disavventura è stata costretta a dedicare molto tempo ad un passaggio telefonico che sarebbe potuto avvenire in tempi molto più brevi, sottraendolo ovviamente agli impegni e al lavoro, per rincorrere operatori tim e call center che non hanno cognizione di quello che Tim fa.
Ma non è tutto. Lo studio legale infatti si è successivamente sciolto il 31 dicembre 2017. Pertanto, la dottoressa Leombruni ha fatto richiesta di subentro nella telefonia, subentro che ad oggi, 21 marzo 2018, deve ancora avvenire. Infatti, il 6 febbraio scorso è arrivata alla commercialista la prima fattura in cui vi era l'addebito del servizio evoluzione fibra small allo studio. Successivamente poi, il 20 febbraio, è stata isolata la linea fissa dando vita ad un nuovo calvario.
"Il 27 febbraio - dice ancora la Leombruni - un tecnico Tim mi ha informata che non era possibile ripristinare la linea poiché la stessa era migrata a Fastweb, ossia in data 20 febbraio Fastweb aveva richiesto il nostro numero, ovviamente senza che io avessi mai accettato la proposta di passare a Fastweb. Così ho chiamato il 192193 di Fastweb comunicando all’operatore l'accaduto, ma lo stesso mi ha risposto, dopo i vari controlli, che loro non avevano in carico il nostro numero".
"I primi di marzo, esasperata in quanto non è concepibile per dei professionisti lavorare senza una linea fissa, ho chiamato Wind e chiedendo l’attivazione di un nuovo numero e ho firmato un contratto. Devo precisare che le nuove linee vengono comunque attivate da Tim. Il 9 marzo 2018 è arrivato una signora, tecnico Tim per l’attivazione del nuovo numero Wind, la quale, avendo visto che c’era un router tim, mi ha chiesto come mai, così le ho raccontato le varie vicissitudini. Trovata poi la porta per inserire la nuova linea, è uscita per andare nella centralina e quando è rientrata mi ha comunicato che era impossibile attivare il nuovo numero perché le avrebbero indicato la cabina sbagliata. Vero? Non lo so, fatto sta che con tale escamotage è stata bloccata l’attivazione della nuova utenza telefonica con un altro gestore".
"Il 15 marzo 2018 è arrivato un nuovo tecnico telecom in studio a verificare lo stato del router e anche quest'ultimo sosteneva che il numero fosse migrato a Fastweb nonostante fastweb ancora una volta, non era al corrente della cosa. Così il 20 marzo - conclude la commercialista - sono stata contattata per la sistemazione della linea fissa, e un tecnico Tim da remoto ha riattivato tutto. A questo punto mi chiedo come sia possibile che ci sia voluto un mese per fare un lavoro di un'ora. Ritengo che non siamo affatto tutelati e che questo oligopolio telefonico italiano sia davvero una cosa poco edificante e come al solito il cittadino comune non ha strumenti idonei per ottenere tutela".
Negli ultimi tempi, nonostante fossero già tanti, sembra che i tentativi di ricatti sessuali tramite Facebook siano addirittura aumentati e ci stanno giungendo richieste di amicizia a iosa da giovani ed avvenenti ragazze.
Con l'esperienza che abbiamo maturato, ormai è un gioco da ragazzi riconoscerle ma chi non è particolarmente esperto di social, deve fare molta attenzione ed usare assolutamente l'accortezza di non fare nessuna chiamata video, né su Facebook, né su Skype. Infatti, anche con le semplici immagini del viso, possono venir creati dei video a luci rosse che sembrano autentici, con dei programmi che si trovano facilmente anche online.
Qualche sera fa, abbiamo ceduto alle lusinghe di una certa Angela Quasi, con un profilo registrato a nome di "bassaro.traore.77" (cognome francese). Una delle caratteristiche comuni a questi ricattatori, è che i loro profili sono sempre creati da poche ore e da qualche parte c'è quasi sempre qualcosa di francese, come il nome della scuola frequentata, la professione, il titolo di studio, etc., dato che gli attacchi provengono da stati centro africani, di lingua francese.
Nel caso che vi documentiamo, con screenshot dei messaggi e video della chiamata, la signorina dice di essere una ragioniera di Novara e di avere 28 anni, ci chiede se siamo sposati, cosa stiamo facendo e dopo qualche istante si comincia a parlare di sesso. Finalmente!
Con un italiano incerto ci chiede se abbiamo "il cam" e se vogliamo fare una chiamata video e noi accettiamo immediatamente, non ci lasciamo di certo sfuggire questa ghiotta occasione! Purtroppo però, quello che ci viene mostrato sono solo delle immagini registrate di una ragazza in reggiseno, sempre la stessa, utilizzate anche da altri furfanti e che conosciamo già.
Alla richiesta di interagire, per darci la prova che siano immagini live, non riceviamo nessuna risposta, ma anzi, ci viene chiesto di mostrare il volto. Noi inventiamo una scusa ma dopo pochi secondi la chiamata viene chiusa. Facciamo un nuovo tentativo ma veniamo ancora respinti e la nostra storia con Angela, terminerà di li a poco e saremo inesorabilmente bloccati ed impossibilitati a contattarla.
Nuove linee guida sulla sicurezza sono emerse ieri durante il primo tavolo tecnico convocato a Civitanova dal questore Antonio Pignataro, che a distanza di una sola settimana dalla sua visita al sindaco Fabrizio Ciarapica è tornato in città per un summit da lui presieduto presso il Commissariato di Polizia.
Nutrita la presenza dei vertici provinciali e comunali delle Forze dell'Ordine insieme alle autorità comunali. C'erano i Comandanti provinciali e comunali dell'Arma dei Carabinieri Michele Roberti e Enzo Marinelli, Amedeo Gravina e Raffaele Del Vecchio della Guardia di Finanza, e i dirigenti della Digos Nicoletta Pascucci, della Squadra Mobile Alessandro Albini, del Commissariato PS Ciro De Luca, Comandante Capitaneria di Porto Angelo De Tommasi. Oltre al Sindaco Ciarapica e all'assessore alla sicurezza Giuseppe Cognigni c'erano il Comandante della Polizia municipale Daniela Cammertoni, l'assessore ai Servizi sociali Barbara Capponi, il dirigente Maria Palazzetti, il funzionario Antonella Castellucci e l'assistente sociale Elisabetta Ripari.
La questione dell'ordine e della sicurezza pubblica è stata affrontata a 360°, con nuovi input da parte del questore che ha espresso la ferma volontà di contrastare i fenomeni malavitosi radicati nella città costiera e a lui già ben noti.
“Non si è trattato di un incontro formale, ma operativo - ha riferito il Primo cittadino – che ha visto il coinvolgimento dei Servizi sociali comunali. Il questore si è confrontato con tutti i rappresentanti delle Forze dell'Ordine e con la sua grande esperienza ha saputo fornire indicazioni preziose e mirate sulle future azioni necessarie, nonché suggerimenti e strategie nuove da adottare per combattere la criminalità.
Di particolare interesse per Civitanova è il contrasto all'accampamento dei rom e all'accattonaggio molesto, e su questo fronte sono stati utili alcune indicazioni per i Servizi sociali che dovranno effettuare controlli sui minori e intervenire sulla dispersione scolastica.
Siamo pronti ad affrontare le questioni che da sempre sono al centro dell'interesse dell'Amministrazione - sottolinea Ciarapica – e a rimboccarci le maniche perché è fondamentale la collaborazione e la sinergia con tutte le forze in campo.
Domani, mercoledì 21 marzo, nuovo tavolo tecnico a Civitanova in Commissariato tra i comandanti di tutte le forze dell'ordine comunali e il Dirigente e il Funzionario dei servizi sociali oltre all'assistente sociale per pianificare una strategia coordinata e incisiva soprattutto per il nomadismo.
“Ho particolarmente apprezzato l'intervento del questore – conclude il Sindaco - quando ha spiegato che la sicurezza non passa tanto per azioni forti ed eclatanti o spot, ma deve contare su operazioni costanti, concordate e pianificate.
Agire su più fronti e con diversi attori in campo è la vera forza e il Comune e la Polizia municipale forniranno il loro doveroso contributo.
Esprimo il mio ringraziamento alle Forze dell'Ordine e a tutti coloro che si stanno adoperando attivamente per garantire maggiore sicurezza a Civitanova”.