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Aborto, minacce all'assessore Latini: "indegne da chi si proclama difensore delle donne"

Aborto, minacce all'assessore Latini: "indegne da chi si proclama difensore delle donne"

"La storia ce lo insegna, andiamo a bruciargli casa”, è quanto apparso in un cartello lasciato ieri a Macerata dalle reti per i diritti delle donne, che in questi ultimi giorni hanno organizzato, in Provincia e nell’Anconetano,  flash mob e presidi davanti ai distretti sanitari per protestare contro l’opinione espressa dall’assessore Giorgia Latini in merito al tema dell’aborto. L’assessore era stata oggetto di critiche per la sua posizione riguardo la somministrazione della pillola Ru 486 nei consultori e la volontà di rivedere le linee ministeriali sul tema. Ieri,  l’attacco diretto a Latini da parte dei manifestanti, con il cartello apparso all’esterno di un consultorio di Macerata. La diretta interessata, l'assessore regionale Giorgia Latini ha affermato: "Sono espressioni che non si addicono a persone che hanno a cuore la libertà delle donne, visto che incitano violenza contro una donna. Ho già ribadito in consiglio che ognuno è libero di scegliere secondo coscienza, ma quando la scelta di abortire è condizionata da mancato sostegno psicologico e da problemi economici, le istituzioni e la società non possono abbandonare la donna in difficoltà e devono fare di tutto per sostenere la maternità e la vita tutelando la salute della donna. Ho ribadito anche che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero qualora questo non scada in insulti e minacce come è accaduto nei miei confronti". “Esprimo vicinanza e sostegno all'assessore Giorgia Latini, oggetto di questo violento attacco, solo per aver espresso la sua legittima e personale opinione in merito alla difesa della vita e al sostegno alla maternità”, ha dichiarato il presidente regionale Francesco Acquaroli. “Condanno e rifiuto questa violenza verbale che da molti anni non apparteneva al dibattito nella nostra regione. Si possono avere legittimamente opinioni divergenti, senza però mai scadere nelle minacce”. Sulla stessa lunghezza d’onda del presidente, il consigliere regionale Elena Leonardi:  "Da donna e da rappresentante delle Istituzioni esprimo vicinanza e sostegno all'assessore Giorgia Latini oggetto ieri di gravi ed inaccettabili minacce per aver espresso la propria personale e legittima posizione riguardo la maternità e la tutela della vita. Ognuno è libero di avere le proprie opinioni in merito all'interruzione di gravidanza ma la L.194 è chiara quando parla di superamento delle cause di ordine sociale ed economico che portano a scegliere l'aborto, per questo è un dovere delle Istituzioni sostenere le donne in difficoltà perchè quella non diventi una scelta obbligata. Auspico una condanna unanime delle minacce da parte di tutto il mondo politico, il confronto legittimo non deve scadere in minacce ed insulti. ". Così in una nota il Consigliere regionale Elena Leonardi Presidente della IV Commissione sanità e politiche sociali. Critiche unanime alla scritta apparsa sul cartello anche da parte degli esponenti regionali della Lega. “L'integralismo, purtroppo, non ha colore. Chi davvero lotta per i diritti di qualcuno non fa minacce come quelle che sta subendo il nostro assessore regionale Giorgia Latini a cui va tutta la nostra solidarietà. Che siano sconsiderati o militanti politici la sostanza non cambia per chi, come la Lega, crede nella democrazia: ruoli amministrativi, opinioni, proteste se democratiche nulla devono avere a che fare con la barbarie che è sempre e comunque da condannare. Sull'aborto la scelta spetta solo alla donna, che è padrona del suo corpo. Alle istituzioni spetta non lasciare le donne sole, determinando le condizioni sociali e sanitarie perché la scelta possa essere adeguatamente ponderata ed effettuata in completa sicurezza.” Lo dichiarano il commissario on. Riccardo Augusto Marchetti ed i consiglieri regionali della Lega Marche. Solidarietà a Giorgia latini è stata espressa anche da Forza Italia, tramite le parole di Jessica Marcozzi e Francesco Battistoni "Incitare alla violenza è sempre sbagliato, ma quando si prende di mira la sfera personale e, in questo caso, la famiglia, è ancora peggio".

10/01/2021 15:34
Coronavirus Marche, 687 nuovi casi in 24 ore: 176 quelli in provincia di Macerata

Coronavirus Marche, 687 nuovi casi in 24 ore: 176 quelli in provincia di Macerata

Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 5544 tamponi: 3720 nel percorso nuove diagnosi (di cui 1585 nello screening con percorso Antigenico) e 1824 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 18,5%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 687 (176 in provincia di Macerata, 195 in provincia di Ancona, 180 in provincia di Pesaro-Urbino, 75 in provincia di Fermo, 38 in provincia di Ascoli Piceno e 23 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (67 casi rilevati), contatti in setting domestico (138 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (254 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (23 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (21 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (4 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (15 casi rilevati), screening percorso sanitario (11 casi rilevati). Per altri 154 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 1585 test e sono stati riscontrati 91 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 6%. Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 18,46% oggi, contro il 17,09% di ieri. Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche dall'inizio dell'emergenza sanitaria è di 46.815 per un totale di 345.005 campioni testati. In aumento di 14 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 614, di cui 73 in terapia intensiva (+2 rispetto a ieri). Sono, invece, 26 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali. Nel Maceratese sono accolti 118 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 52 al Covid Hospital e 16 a Camerino. Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:   

10/01/2021 12:21
Con 250 casi Covid ogni 100mila abitanti scatta la zona rossa, il Governo prepara il nuovo Dpcm

Con 250 casi Covid ogni 100mila abitanti scatta la zona rossa, il Governo prepara il nuovo Dpcm

Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato per lunedì mattina una riunione con Regioni, Anci e Upi con all'ordine del giorno le misure per il nuovo Dpcm che entrerà in vigore il 16 gennaio. I presidenti delle 5 Regioni che da lunedì entreranno nella zona di rischio arancione - Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Calabria, Sicilia - chiedono con una lettera al Governo "di fornire doverose e puntuali rassicurazioni circa un'immediata messa in campo di ristori e la loro quantificazione". Questo per evitare, scrivono Zaia, Bonaccini, Fontana, Spirlì e Musumeci - "ulteriori penalizzazioni alle categorie colpite e per scongiurare il rischio che interi comparti vengano definitivamente cancellati dalla geografia economica delle nostre Regioni". Nel nuovo dpcm con le misure antipandemiche è prevista, secondo quanto apprende l'ANSA, la conferma delle attuali misure mentre si stanno valutando nuove restrizioni, anche se al momento non sembrerebbero essere già state definite le nuove misure. Dopo l'abbassamento della soglia dell'Rt per determinare il posizionamento nelle fasce, il governo sta pensando di introdurre un'ulteriore stretta: se l'incidenza settimanale dei casi è superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatta in automatico la zona rossa. La proposta, avanzata dall'Istituto superiore di Sanità, è stata condivisa dal Cts e dovrà essere concordata con le Regioni. Un incontro tra il governo e le regioni non è ancora stato fissato ma è probabile che si tenga all'inizio della prossima settimana in vista della scadenza del Dpcm il 15 gennaio. La zona rossa scatterà automaticamente in quelle regioni dove l'incidenza settimanale è di 250 casi Covid ogni 100mila abitanti, con il Veneto e l'Emilia Romagna che potrebbero essere in questa fascia già alla fine della prossima settimana. Con ancora 20mila positivi e quasi 500 morti al giorno il governo lavora ad una nuova stretta puntando a modificare i parametri che fanno scattare le misure restrittive in Italia, nel tentativo di frenare la risalita del virus. Dopo aver rivisto la soglia dell'indice Rt, abbassandola ad 1 per entrare in zona arancione (era a 1,25) e a 1,25 anziché ad 1,50 per passare alla zona rossa, l'esecutivo punta ad inserire la nuova modifica nel Dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio. La proposta è stata avanzata dall'Istituto superiore di Sanità e condivisa dal Comitato tecnico scientifico: se l'incidenza settimanale dei casi supera i 250 casi ogni centomila abitanti, la Regione è automaticamente in zona rossa. L'incidenza è un parametro fondamentale secondo gli esperti e la soglia ottimale è 50 casi ogni 100mila abitanti poiché è l'unica che garantisce "il completo ripristino sull'intero territorio nazionale" del contact tracing. Con i dati attuali, il Veneto sarebbe dunque rosso, visto che ha un'incidenza di 453,31 casi, mentre l'Emilia Romagna, con 242,44 casi, rimarrebbe di poco fuori. Ma si tratta di dati relativi alla settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio che, secondo le stime degli esperti, andranno in peggioramento nel prossimo monitoraggio. Della modifica e del nuovo Dpcm si parlerà lunedì nella riunione tra governo e Regioni convocata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. E già si annunciano fibrillazioni nonostante il ministro abbia fatto sapere che il governo garantirà i ristori a tutte le attività che a causa delle restrizioni resteranno chiuse. I governatori non nascondono la loro perplessità alle modifiche: l'automatismo, è il ragionamento, potrebbe finire per penalizzare le regioni più virtuose, quelle che fanno il maggior numero di tamponi. Si arriverà ad un compromesso, ma la volontà ormai certa del governo è di stringere ulteriormente le maglie. Anche e soprattutto per evitare che un'impennata dei casi vada a compromettere la campagna di vaccinazioni. "Questa è la prima grande sfida: non pensare di aver vinto, tenere altissimo il livello di attenzione e continuare con comportamenti corretti e misure restrittive che sono l'arma fondamentale per la nostra battaglia contro il virus ancora per qualche mese". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza al webinar 'A me il braccio please. Vaccinare contro il Covid-19 gli operatori sanitari' organizzato dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp). Ieri, ha affermato Speranza, "ho firmato delle ordinanze che riportano in arancione un pezzo significativo del nostro Paese e in Europa i dati della recrudescenza del virus sono molto significativi". Il virus, ha avvertito, "continua cioè a circolare e continua ad essere un avversario molto temibile e purtroppo ancora per qualche tempo le misure di mitigazione e le regole sono e resteranno l'arma fondamentale con cui difenderci". Sulle vaccinazioni anti-Covid:"siamo partiti con un ritmo molto determinato e ieri abbiamo superato le 500.000 vaccinazioni in Italia" ma "penso che siamo ancora all'inizio del percorso e le dosi di cui disponiamo sono ancora evidentemente limitate", ha detto ancora il ministro della Salute. Il superamento delle 500mila vaccinazioni in Italia, ha detto il ministro, "credo sia un segnale importante e voglio esprimere gratitudine a tutte gli uomini e le donne del Servizio sanitario nazionale che ci hanno consentito di raggiungere questo primissimo risultato". "Penso - ha proseguito - che siamo ancora all'inizio del percorso e le dosi di cui disponiamo sono ancora evidentemente limitate, abbiamo solo due grandi aziende che sono state autorizzate prima all'immissione in commercio, Pfizer e BioNTech, e da qualche giorno Moderna. Ci auguriamo solo che nel più breve tempo possibile altre aziende possano essere autorizzate a immettere in commercio il loro vaccino e dovremo essere poi veloci ad adattare ai nuovi numeri delle dosi disponibili la nostra macchina organizzativa e dentro quel passaggio sarà fondamentale il ruolo anche dei pediatri". In questa prima fase, ha sottolineato Speranza, "abbiamo chiesto al personale sanitario di essere in prima linea soprattutto per dare l'esempio, perchè vaccinarsi è fondamentale ed è la vera strada per uscire da questa mesi e da questa crisi così difficile e vedo in questo momento una risposta importante. Ciò è fondamentale per dare il buon esempio".  

10/01/2021 11:31
Cure fuori dai centri convenzionati: Asur condannata al rimborso delle spese

Cure fuori dai centri convenzionati: Asur condannata al rimborso delle spese

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.   In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente le controversie che possono insorgere tra cittadino ed Azienda Sanitaria Unica Regionale, in particolare quando la stessa viene meno ai propri doveri. Di seguito la risposta dell’avvocato Pantana alla domanda posta da un nostro lettore di Civitanova Marche, che chiede: “Nel caso in cui sono costretto a rivolgermi ad una struttura sanitaria privata non convenzionata, posso chiedere il rimborso delle relative spese all’Asur? Il caso di specie ci offre la possibilità di fare chiarezza riguardo ai controversi rapporti tra cittadino ed Asur riguardo alla tempestività delle cure mediche non rimandabili. A tal proposito è utile riportare una recente sentenza di merito secondo la quale, “Il paziente che si rivolge ad una struttura sanitaria privata, non convenzionata con il sistema sanitario nazionale, ha diritto al rimborso delle spese mediche se il ricovero è stato effettuato in stato di urgenza e necessità”, il tutto accertato sulla base dei presupposti richiesti dalla disciplina dettata in materia sanitaria dal D. Lgs. n. 502/1992. Ed invero, il D. Lgs. n. 502/92, in particolare l'art. 1, stabilisce che il Servizio sanitario nazionale assicura, attraverso risorse pubbliche, i livelli essenziali di assistenza nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell'equità nell'accesso all'assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze e prevede che siano posti a carico del Servizio sanitario le prestazioni sanitarie che presentano, per specifiche condizioni cliniche o di rischio, evidenze scientifiche di un significativo beneficio in termini di salute, a livello individuale o collettivo, a fronte delle risorse impiegate. Tenuto conto di ciò, l’elemento essenziale di discrimine  nel riconoscere o meno l'insorgenza del diritto soggettivo al rimborso delle suddette spese da parte della Azienda Sanitaria territorialmente competente è l'effettiva ricorrenza di una comprovata situazione, non soltanto di pericolo di vita o di rischio di aggravamento della malattia per l'assistito, ma anche di impossibilità per la struttura pubblica convenzionata di offrire a costui l'intervento o la cura nei tempi e modi utili, alla luce delle conoscenze medico - scientifiche. Pertanto, l’urgenza ed indifferibilità dell'intervento terapeutico da un lato, ed impossibilità per la struttura pubblica di approntare in modo tempestivo tale intervento dall'altro, costituiscono vere e proprie condizioni legislativamente imposte per il riconoscimento del diritto soggettivo al rimborso da parte del SSN delle spese sanitarie sostenute in regime di assistenza non convenzionata. Ebbene, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che, “Sussistono i presupposti per il riconoscimento del diritto al rimborso delle spese mediche affrontate dal paziente da parte dell’Asur quando tale intervento è caratterizzato da un’effettiva situazione di urgenza e lo stesso risulta adeguato perché migliorativo delle condizioni fisiche della ricorrente e della sua aspettativa di vita, sempreché il Servizio sanitario nazionale non poteva offrire in tali tempi l'assistenza specializzata richiesta per l'esecuzione dei trattamenti terapeutici” (Tribunale di Brindisi, sentenza n. 1059/2020). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

10/01/2021 10:00
Giuseppetti: "Già quattro morti Covid nel 2021, rispettate le regole o Caldarola sarà zona rossa" (VIDEO)

Giuseppetti: "Già quattro morti Covid nel 2021, rispettate le regole o Caldarola sarà zona rossa" (VIDEO)

"La situazione con l'inizio dell'anno nuovo e la fine delle festività è cambiata, ma purtroppo in peggio. Molto probabilmente durante il periodo natalizio le prescrizioni messe in campo dal Governo non sono state, purtroppo, capite. L'ascesa del contagio non si ferma, il che significa che non stiamo lavorando bene". È questo lo sfogo del sindaco di Caldarola Luca Maria Giuseppetti in merito alla situazione Covid del proprio Comune, che attualmente fa registrare 15 casi positivi e altrettanti concittadini in isolamento domiciliare fiduciario.  "Forse questo numero è stato già superato - ha aggiunto il primo cittadino -, sono a conoscenza della presenza di altri tamponi positivi. Stiamo affrontando questo periodo con leggerezza, e non va bene. Il contagio si espande a macchia d'olio".  Nella sua invettiva il sindaco Giuseppetti fa anche preciso riferimento ai giovani: "Non siete così immuni dal Covid, fatevi dire dai vostri genitori l'importanza di avere nelle famiglie i nonni. Non abbiamo ancora capito che dall'inizio dell'anno, a Caldarola, ci sono già state quattro morti per pandemia. Non ci fa riflettere nemmeno questo? È assurdo quanto abbiamo fatto durante le festività. Non è così che si affrontano le situazioni. Dobbiamo cambiare immediatamente sistema".  "Mi sono meravigliato delle lamentele di alcuni per la presenza delle forze dell'ordine durante le feste - ha aggiunto il sindaco -. Ma stiamo scherzando o meno? Abbiamo capito che la situazione è grave nel nostro paese o no? Se i contagi saliranno ancora, io rafforzerò la presenza delle forze dell'ordine. Per non far diventare un Lazzaretto questo paese, noi dobbiamo fare il nostro dovere. Altrimenti sarò costretto a fare un'ordinanza dove Caldarola sarà zona rossa e ognuno rimarrà nelle proprie case. C'è di mezzo la vita delle persone".  Non si tratta del primo sfogo a cui il sindaco di Caldarola si è lasciato andare durante la pandemia, visto che anche lo scorso 25 marzo aveva registrato un intervento in cui redarguiva in maniera piuttosto colorita i propri concittadini per il loro comportamento (leggi qui).  Ecco il video completo: 

09/01/2021 20:00
Casa di riposo Mogliano, il sindaco: "Nessun trasferimento a Villa Cozza per gli ospiti" (VIDEO)

Casa di riposo Mogliano, il sindaco: "Nessun trasferimento a Villa Cozza per gli ospiti" (VIDEO)

Il sindaco di Mogliano Cecilia Cesetti ha affidato ad un video pubblicato sui canali social del comune di Mogliano, la sua risposta alle voci circolate negli ultimi giorni riguardo un presunto nuovo dislocamento della casa di riposo comunale a Macerata.  Attualmente la casa di riposo di Mogliano è ubicata presso l'ex albergo-ristorante "La Maestà" di Urbisaglia, a seguito dei danni provocati alla struttura originaria dal sisma del 2016. L'immobile è condiviso con la casa di riposo di Loro Piceno, tanto che il sindaco Cesetti ci tiene a sottolineare  come le due case di riposo abbiano "modalità operative e organizzazione differenti".  "È evidente - aggiunge - che si tratta di una struttura non concepita per ospitare due case di riposo ed è stata adattata dal proprietario dell'immobile nel miglior modo possibile per tale finalità".  Le problematiche operative e i limiti logistici presenti nella struttura sono apparsi ancora più chiari a seguito dei casi di positività riscontrati sia tra gli ospiti della casa di riposo di Mogliano che in quella di Loro Piceno, a partire dallo scorso 29 ottobre. "A quel punto - ricorda Cesetti -, si sono uniti gli ospiti di Loro a quelli di Mogliano, la divisione era solo tra reparto Covid e reparto non Covid. Alcuni ospiti positivi sono stati anche trasferiti all'RSA Galantara di Pesaro".  "A ciò si sono aggiunte criticità dal punto di vista diagnostico, terapeutico e sanitario tanto che si è chiesto e ottenuto l'intervento dei medici militari. Proprio per questo - precisa il sindaco - l'Amministrazione comunale, in caso di una terza ondata e di urgente necessità, si è guardata intorno per cercare una soluzione alternativa all'ex albergo-ristorante La Maestà. Poichè la gestione della nostra casa di riposo è in mano all'Ircer di Macerata, che gestisce anche Villa Cozza, si è chiesta - tramite una lettera - la disponibilità ad accogliere i nostri ospiti". "Questa richiesta era stata fatta per garantirci la certezza che i nostri ospiti potessero contare su un'assistenza sanitaria migliore vista anche la prossimità dell'ospedale di Macerata" chiarisce Cesetti.  "L'Ircer proprio martedì scorso ha riscontrato positivamente la nostra richiesta - annuncia la prima cittadina -, ma ci tengo a precisare che l'Amministrazione non ha assunto alcun provvedimento e non intende farlo vista anche la negativizzazione di tutti gli ospiti e la certezza che, a breve, tutti i nostri vecchietti verranno vaccinati".  "Pertanto voglio informare i parenti degli ospiti - conclude la Cesetti -, gli operatori e la cittadinanza che l'Amministrazione, fatte salve situazioni oggettive, non sposterà la casa di riposo dalla Maestà".   

09/01/2021 18:20
Tolentino, "queste sono case vere non come le SAE": ecco i nuovi appartamenti di Borgo Rancia (VIDEO e FOTO)

Tolentino, "queste sono case vere non come le SAE": ecco i nuovi appartamenti di Borgo Rancia (VIDEO e FOTO)

Sono stati consegnate ufficialmente questa mattina, dal Sindaco Giuseppe Pezzanesi e dalla sua vice Silvia Luconi, le chiavi dei primi 21 nuovi appartamenti di “Borgo Rancia”, realizzati in sostituzione delle SAE, grazia al contributo della Regione Marche di 6 milioni di euro. Alla cerimonia hanno presenziato le più alte autorità a livello regionale tra i quali l’Assessore alla Ricostruzione della Regione Marche Guido Castelli, l’Assessore alla Protezione regionale Stefano Aguzzi, il Presidente dell’ERAP Marche Massimiliano Sport Bianchini con al loro fianco l’ospite ‘nazionale’ Angelo Borrelli in qualità di Capo del Dipartimento della Protezione Civile Italiana. Un progetto particolarmente complesso, quello di Borgo Rancia, che ha visto la trasformazione di un manufatto industriale in un nuovo agglomerato abitativo con 46 appartamenti, realizzati con innovative soluzioni costruttive ed architettoniche. Un taglio del nastro quindi che ha suscitato particolare soddisfazione nella maggior parte della comunità tolentinate a partire dal primo cittadino Pezzanesi che, sempre più in via di ripresa, ha fatto gli onori di casa: “E’ una giornata importante e ci tengo a ringraziare tutti i presenti a partire dalle autorità civili e militari con le quali abbiamo condiviso questa scelta – ha dichiarato il Sindaco - tutti insieme abbiamo fatto gioco di squadra unicamente per amore del paese e mi scuso con le famiglie per non aver ancora potuto preparare i giardini”. “Oggi vediamo il concretizzarsi di una scelta fatta dopo il sisma e che ha portato all’impresa di poter costruire degli appartamenti dedicati alle famiglie colpite senza consumare del territorio – ha precisato -  Su questa vallata avremmo dovuto costruire 199 Sae che avrebbe previsto l’abbattimento di piante e l’urbanizzazione dell’intera area e successivamente queste strutture un giorno sarebbero state rimosse lasciando quindi solo terreni da bonificare. È chiaro che saremmo stati più contenti se avessimo consegnato queste case almeno un anno fa ma la burocrazia in Italia ancora non si è riusciti ad ammazzarla – ha dichiarato Pezzanesi che poi ha raccontato dell’incontro con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi – in quell’occasione feci presenti della burocrazia asfissiante di questa Nazione; che riesce a consumare il doppio del tempo almeno rispetto a quello che necessariamente ci vuole per compiere un qualsisia opera. La risposta del Premier mi colpì in quanto mi fece presente che molto volte dovevano farci i conti anche loro come Governo”. “Ringrazio la Regione Marche che ha finanziato l’operazione con 6 milioni di euro e soprattutto Angelo Borrelli che ci ha onorato della sua presenza e quando gli proporsi questo tipo di operazione fu la prima persona a crederci  - ed ha aggiunto - Un ruolo fondamentale in tutto ciò lo ha avuto il Commissario Giovanni Legnini che ha sempre ascoltato quelle che sono le esigenze del territorio e della parti in causa; come i Sindaci in quanto sono loro che si rendono conto di situazioni che a volte Roma non conosce “. “Abbiate cura di queste case perché oltre ad essere nuove vi vogliono anche bene e sono strutture che un domani potranno servire ad una giovane coppia che non ha abbastanza reddito oppure per qualcuno che vive solo e senza un tetto sopra la testa- – ha chiosato Pezzanesi - Tutto quello che stiamo portando avanti lo facciamo perché ci crediamo ed è pensato anche per le generazioni future”. Un obiettivo raggiunto quindi per Tolentino capace  anche di mettere il sorriso ai vertici politi della Regione Marche come ha raccontato  l’Assessore Guido Castelli: “Il Sindaco Pezzanesi è stato lungimirante perché ha saputo raggiungere con pazienza un obiettivo non troppo scontano ma capace di produrre effetti durevoli e stabili nel rispetto dell’ambiente – ha esordito - di fronte ai drammi e le difficoltà non basta essere resilienti ma è necessario essere generativi. Questa struttura resterà alla comunità di Tolentino nel rispetto degli standard di bio sostenibilità e in Italia abbiamo bisogno di persone che predando della scelte che durano nel tempo”. Dello stesso umore era il Presidente dell’ERAP Regionale Massimiliano Sport Bianchini che ha osservato: “Questa iniziativa rimarrà nelle storia in quanto questa struttura rappresenta un tesoro inestimabile per il futuro di Tolentino – ha spiegato - quella del Sindaco Pezzanesi è stata un scelta controcorrente ma mirata alla valorizzazione del patrimonio pubblico che non genera applausi immediati ma piuttosto benefici nel lungo periodo”. Ha prendere la parola è stato poi Maurizio Urbinati della’Erap Ancona che, insieme alla Responsabile degli Uffici Lavori Pubblici di Tolentino Katiuscia Faraoni, ha presentato quelle che sono state le attività dell’ente per il territorio nel periodo post sisma: “l’Erap Marche in questi 4 anni è stata impegnata in vari fronti – ha illustrato  per conto della Regione e congiuntamente alla Protezione Civile abbiamo realizzato 77 aree Sae per circa 150 milioni di euro di lavori in poco più di un anno e mezzo. Su Tolentino siamo stati coinvolti dal Sindaco in questa iniziativa prima e su altre successivamente ed al momento ci sono oltre 27milioni di euro di finanziamenti unitamente alla realizzazione di 177 alloggi che daranno in un primo momento ristoro in merito all’emergenza abitativa per i danneggiati dal terremoto e poi saranno destinati a case popolari – ha proseguito Urbinati - a memoria non credo che questa città abbia mai avuto un intervento di edilizia residenziale pubblica di tale portata . Con queste azione siamo partiti aa metà 2018 e oggi stiamo consegnando le chiavi degli appartamenti, un tempo relativamente breve se consideriamo che per più di 4 mesi siamo dovuti stare fermi a causa dell’emergenza Covid”. Ha concluso il responsabile di Erap Ancona. L’intervento conclusivo è stato poi affidato all’ospite ‘d’onore’ Angelo Borrelli: “La prima volta che venni a Tolentino era il novembre del 2016 e il Sindaco in quell’occasione manifestò un fabbisogno di 200 soluzioni abitative d’emergenza – raccontato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale - Era senza dubbio una situazione difficile perché la seconda scossa aveva creato un’esigenza di questo tipo abnorme rispetto a quelle che erano le disponibilità quindi il mio intento era quello di spingere i Sindaci a cercare delle strade alternative . Giuseppe Pezzanesi  fu disponibile a trovare delle soluzioni definitive che io ho subito sposato la sua scelta – ha sottolineato Borrelli - credo che il terremoto debba essere visto anche come un opportunità volta ad impedire investimenti per progetti destinati a finire ma questa struttura rappresenta un’operazione che garantisce il minor consumo del suolo e tutti i confort. Sono dispiaciuto solo delle tempistiche, causate da lungaggini burocratiche che ci hanno rallentato nel raggiungimento di questo risultato ma mi auguro che in futuro questi tempi possano ridursi al minimo anche in considerazione del fatto che il nostro paese è colpito costantemente da eventi calamitosi “. L’evento è poi terminato con la consegna delle chiavi degli appartamenti alle famiglie presenti avvenuta prima del taglio del nastro e della benedizione dal parroco della Concattedrale di San Catervo Don Gianni Compagnucci. (Foto di Camillo Paparelli)    

09/01/2021 16:45
Ancona in corsa per essere capitale della cultura 2022: è tra le 10 città candidate

Ancona in corsa per essere capitale della cultura 2022: è tra le 10 città candidate

La Regione Marche si complimenta ed esprime il suo sostegno alla città di Ancona inclusa tra le dieci finaliste nella candidatura a Capitale Italiana della Cultura nel 2022. il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, insieme all’assessore alla cultura, Giorgia Latini, hanno risposto alla comunicazione inviata dal sindaco dorico Valeria Mancinelli per dare notizia della candidatura e chiedere collaborazione nella realizzazione dei progetti contenuti nel dossier che ha permesso l’ingresso di Ancona in finale. “Per questo ambito traguardo – hanno scritto il presidente Acquaroli e l’assessore Latini – non potrà mancare il sostegno della Regione Marche, nella consapevolezza che il successo nella competizione farebbe del capoluogo un polo culturale di traino all’intero territorio regionale di portata nazionale e internazionale. La candidatura rappresenta infatti un’occasione unica per tutta la regione di valorizzare le molte eccellenze culturali, paesaggistiche e di qualità della vita che contraddistinguono questa nostra terra, e di far conoscere maggiormente le potenzialità e le capacità innovative del nostro sistema culturale e produttivo”.

09/01/2021 15:37
Porto Recanati, sale a 104 il numero dei positivi: chiesti medici militari per la casa di riposo

Porto Recanati, sale a 104 il numero dei positivi: chiesti medici militari per la casa di riposo

"Purtroppo sono in crescita i numeri dei positivi rilevati dal report odierno. Si evidenzia la seguente situazione nonostante la negativizzazione di alcuni concittadini rispetto all'ultimo aggiornamento comunicato: 104 positivi di cui 3 ricoverati, 26 in isolamento preventivo". Così il sindaco di Porto Recanati Roberto Mozzicafreddo ha fornito l'aggiornamento riguardo il contagio da Covid-19 che interessa il proprio territorio comunale, con un incremento di otto unità rispetto agli ultimi numeri comunicati.  Alla casi di riposo "Rosina Gervasi", invece, resta invariato il numero degli ospiti positivi (18) e "purtroppo - sottolinea il primo cittadino -, uno degli ospiti è in gravi condizioni per molte patologie pregresse, per l'età (99 anni) e perchè ad un quadro clinico già compromesso si è aggiunto, purtroppo, il Covid. La famiglia è stata avvertita. Un altro ospite è stato ricoverato per lievi problemi ma le sue condizioni non sono preoccupanti". "In considerazione della situazione assistenziale difficile per la positività di alcuni operatori e per il superlavoro a cui sono costretti ormai da giorni gli altri, la struttura ha assunto ulteriore personale in sostituzione degli assenti e l'Asur ha inviato personale infermieristico del Gores per offrire adeguata assistenza specialistica" ha proseguito Mozzicafreddo, che ha anche scritto una lettera al Direttore Generale dell'Asur, Nadia Storti, al Prefetto di Macerata, all'Assessore Regionale alla Sanità, al Responsabile del Gores Marche, alla Protezione Civile Regionale. Nella missiva ha evidenziato come "nonostante tutto l'impegno della direzione della struttura, per evitare ulteriori aggravamenti e rispondere alle esigenze sanitarie del caso, si richiede l'attivazione di un team militare per l'assistenza medica ed infermieristica alla casa di riposo".  "Nel frattempo - conclude Mozzicafreddo - il Gruppo di Protezione Civile Comunale sta collaborando per tutto quello che viene richiesto in termini di strumenti di protezione individuale (mascherine, camici, disinfettanti etc..) sia per gli ospiti che per gli operatori e per la fornitura di bombole di ossigeno e dei farmaci prescritti dai sanitari".

09/01/2021 15:07
Marche, la neve arriva a bassa quota: allerta meteo sino a lunedì 11 gennaio

Marche, la neve arriva a bassa quota: allerta meteo sino a lunedì 11 gennaio

La Protezione Civile della Regione Marche ha diramato un'allerta meteo valida dalla mezzanotte di domenica 10 gennaio sino alla mezzanotte di lunedì 11 gennaio. Secondo quanto si apprende dal bollettino meteo, flussi meridionali in quota e orientali al suolo determineranno precipitazioni diffuse, più abbondanti sui settori collinari e montani con limite delle nevicate in progressivo calo verso i fondovalle. Anche se il cielo rimarrà costantemente nuvoloso, in particolare nei fondovalle, vi sarà il pericolo di gelate.  In particolare, nella giornata di domani, le precipitazioni saranno più abbondanti ed intense durante la seconda parte della giornata, localmente avranno anche carattere di rovescio. A fine giornata le cumulate saranno maggiori sui settori collinari e montani. Il limite delle nevicate è fissato attorno ai 400-500 metri.  Le temperature saranno stazionarie o in lieve aumento nei valori minimi.  Per la giornata di lunedì 11 gennaio, invece, le precipitazioni saranno ancora diffuse al mattino, e in graduale attenuazione dalle ore centrali con residui fenomeni sparsi nel pomeriggio. A fine giornata le cumulate risulteranno nuovamente più abbondanti nel settore interno della regione. Il limite delle nevicate scenderà attorno ai 400 metri, localmente anche a quote più basse nei fondovalle.  Lunedì anche il mare sarà molto mosso, mentre le temperature non subiranno variazioni di rilievo.  (Foto di Camillo Paparelli)   

09/01/2021 14:37
San Severino, le imprese ai tempi del Covid: FM Bike Service si rinnova: "Progetti per mobilità dolce"

San Severino, le imprese ai tempi del Covid: FM Bike Service si rinnova: "Progetti per mobilità dolce"

L’emergenza Covid non sembra frenare di certo le attività settempedane e gli investimenti di molti imprenditori sul territorio. In queste settimane anche il negozio FM Bike Service di Francesco Mosciatti, in via Settempeda al civico 86, ha allargato i propri spazi e si è rinnovato, dando continuità a un’impresa che va avanti ormai da tempo. Insieme all’officina, che presto si presenterà anch’essa rinnovata, è stata aperta una nuova esposizione con bici per grandi e piccoli, cicli tradizionali, mountain bike e soprattutto le nuovissime ebike per muoversi in città, per il trekking e per muoversi su impegnativi e difficili percorsi in montagna. Oltre alla vendita la FM Bike Service effettua anche il noleggio. Rivenditore Shimano, Pro, Rock Shox, Sram, Vittoria Fox, Formula, Look, Maxxis, Ritchey, Finish line, Schwalbe, Gist, Bell, Giro, Alpina, Lezyne, KMC, Race one, Selle SMP, Selle Italia, selle San Marco il negozio è anche centro specializzato per la vendita di accessori delle migliori marche, officina di riparazione e centro assistenza autorizzato sospensioni Fox, Marzocchi, Andreani Group, Ohlins, Formula, Rock Shox. A far visita all’attività, dopo la riapertura nel periodo delle festività, anche il sindaco Rosa Piermattei che si è intrattenuta con i gestori per parlare anche delle future progettualità destinate alle mobilità dolce che vedranno sicuramente protagonista la Città di San Severino Marche e il territorio della Val Potenza.

09/01/2021 12:40
Coronavirus Marche, 688 nuovi casi in 24 ore: 113 sono nel Maceratese

Coronavirus Marche, 688 nuovi casi in 24 ore: 113 sono nel Maceratese

Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 5311 tamponi: 4024 nel percorso nuove diagnosi (di cui 1735 nello screening con percorso Antigenico) e 1287 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 17,1%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 688 (113 in provincia di Macerata, 212 in provincia di Ancona, 204 in provincia di Pesaro-Urbino, 103 in provincia di Fermo, 19 in provincia di Ascoli Piceno e 37 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (71 casi rilevati), contatti in setting domestico (151 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (199 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (29 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (28 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (5 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (13 casi rilevati), screening percorso sanitario (6 casi rilevati) e 1 rientro dall'estero. Per altri 185 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 1735 test e sono stati riscontrati 109 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 6%. Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 17,09% oggi, contro il 14,72% di ieri. Rimane stabile il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 600, di cui 71 in terapia intensiva (+3 rispetto a ieri). Sono, invece, 29 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali. Nel Maceratese sono accolti 117 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 52 al Covid Hospital e 15 a Camerino. Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:   

09/01/2021 11:12
Civitanova, i ragazzi dell'Anffas diventano supereroi e lanciano un fotoromanzo

Civitanova, i ragazzi dell'Anffas diventano supereroi e lanciano un fotoromanzo

I ragazzi di BookBox diventano supereroi e mettono i propri poteri al servizio della città. BookBox è  l’iniziativa voluta dall’Assessorato Servizi sociali e Welfare del Comune di Civitanova Marche, che ha coinvolto l’Anffas Onlus di Civitanova Marche. Il progetto, diffuso in 18 città italiane, è stato originariamente pensato per realizzare piccole biblioteche nelle sale d’attese dei luoghi più frequentati. Il Covid-19 ha reso complicata la sua prosecuzione, tanto che a Civitanova si è voluto continuare con una nuova programmazione. Rispettando l’intento di invitare la popolazione alla lettura, gli operatori hanno lavorato con i ragazzi per realizzare un fotoromanzo, raccontando le gesta di Supereroi. Ne è venuto fuori un fumetto con tre storie, che saranno ogni settimana presentate sulla pagina Facebook dell’Anffas Civitanova e successivamente pubblicate in un unico albo. Per essere sfogliato e meglio condiviso con tutti. In questo fotoromanzo - spiegano i responsabili dell’Anffas - abbiamo presentato le caratteristiche di ogni singolo ragazzo, evidenziando la spiccata positività di ciascuna di essere. La disabilità può infatti essere vista in un’altra prospettiva: ognuno di noi ha un talento che può mettere a disposizione della collettività. Questo messaggio viene rafforzato dal mezzo del fumetto, facilmente fruibile e diretto”. “Teniamo molto all’iniziativa BookBox - le parole dell’assessore al Welfare Barbara Capponi - un progetto lodevole che ho avuto la fortuna di conoscere al centro Casadé di Firenze, che si occupa di autismo. Vista la sua validità, ho pensato di coinvolgere l’Anffas per far confrontare i ragazzi con un nuovo stimolo. Il Coronavirus ha giocoforza rallentato la normale programmazione di BookBox, visto l’impossibilità di portare la lettura nelle sale d’attesa. Così i ragazzi sono diventati i protagonisti di questo fotoromanzo, che sicuramente sarà un’ottima occasione per la cittadinanza per riflettere su un tema cruciale come l’inclusione”. BookBox era partito ad inizio 2019, con i ragazzi, coadiuvati dagli operatori dell’associazione, che avevano creato “fisicamente” i box, trovato, sistemato e catalogato i libri, e iniziato la distribuzione negli esercizi pubblici che avevano aderito al progetto. La chiusura dettata dall’emergenza ha stoppato in parte la realizzazione, vista la difficoltà nella condivisione di libri e riviste. Alla riapertura del servizio dopo il lockdown, gli operatori e i ragazzi si sono concentrati sulle attività facilmente realizzabili nella sede: è stata infatti ripreso possesso dei volumi, che sono stati sistemati e catalogati, in attesa di una nuova ricollocazione dei box, quando l’emergenza sanitaria lo permetterà. Intanto si è lavorato alla realizzazione del fotoromanzo, che si è concluso proprio in questi giorni.  

09/01/2021 11:00
Kairos Air fa base all'aeroporto di Ancona: nasce la compagnia aerea tutta marchigiana

Kairos Air fa base all'aeroporto di Ancona: nasce la compagnia aerea tutta marchigiana

Nasce Kairos Air, una nuova compagnia aerea che farà base all’aeroporto di Ancona-Falconara Marittima, dall’iniziativa di una trentina di imprenditori marchigiani. Il progetto di dare vita a un nuovo  attore  nel settore del trasporto aereo ha preso forma dall’idea su tutti di Luisa Davanzali, figlia di Aldo che fu proprietario della compagnia aerea  Itavia. A sostegno del suo progetto è arrivato un gruppo di industriali marchigiani, tra i quali anche Francesco Merloni, ex ministro dei lavori pubblici sotto ai governi Amato e Ciampi. I voli nazionali saranno quelli principali e per questo si guarda a Brindisi, Lamezia Terme, Olbia, tutti territori attualmente non raggiungibili dallo scalo marchigiano. Guardando fuori dai confini nazionali ecco gli scali di Spalato, Corfù e Tirana. L’obiettivo è di raggiungere i 300mila passeggeri all’anno. Come da piano industriale, le operazioni cominceranno con due aeromobili, i primi di una flotta che secondo le previsioni dovrebbe arrivare a dieci aerei, così da poter estendere i collegamenti dalla rete nazionale alle destinazioni del mediterraneo orientale.

09/01/2021 10:16
Vigili del Fuoco: "Carenza di personale nel Maceratese", chiesto sostegno ai sindaci

Vigili del Fuoco: "Carenza di personale nel Maceratese", chiesto sostegno ai sindaci

Dopo il sollecito avanzato all’ufficio del Capo del Corpo lo scorso 5 gennaio 2021, la segreteria provinciale Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, si rivolge ai sindaci della provincia di Macerata chiedendo loro un tempestivo supporto politico presso i loro esponenti del Ministero degli Interni affinché si attivino per risolvere le criticità operative della sede di Visso per non aggravare quelle di tutta la provincia. “Non si può ridurre il soccorso a logiche aziendali dove si deve produrre un tangibile fatturato per poterne consolidare la validità”, con queste parole il Copnapo esorta i Sindaci a non rimanere inermi a fronte delle carenze di organico della Provincia di Macerata. “Investire risorse nella Sicurezza e nel Soccorso producono un bene difficilmente tangibile benché immenso, che si manifesta attraverso il mantenere incolume la vita delle persone”, continua nella nota il sindacato. “Solamente chi ha avuto salva la vita o un bene da un pronto intervento dei Vigili del Fuoco può comprenderne sino in fondo l’importanza”.  "Per quanto preventivabile che a distanza di 5 anni dal sisma si vogliano applicare significative riduzioni di spesa in un’ottica di risparmio strettamente legata all’emergenza sisma, non si può accettare che lo stesso Dipartimento dei Vigili del Fuoco non abbia previsto una diversa modalità di gestione delle risorse e del personale al fine di  garantire comunque una doverosa forza operativa del distaccamento di Visso". Non usano mezzi termini i dirigenti sindacali del Conapo per manifestare il loro malcontento e la loro preoccupazione. Nella giornata del 7 gennaio scorso si è anche tenuto un incontro con il Comandante provinciale che ha manifestato anch’esso ’intenzione di richiedere ufficialmente ulteriori risorse al Capo del Corpo nella speranza di ristabilire quanto prima un corretto apparato operativo. Diverse sono le proposte avanzate dal Conapo, per prima prevedere ulteriori risorse per il richiamo di personale in straordinario come avvenuto sino ad oggi, a prescindere da quale fondo vengano attinte,  prevedere un immediato trasferimento dei vigili del fuoco residenti nella provincia di Macerata ma attualmente dislocati presso altri comandi d’italia (con minori criticità) ai sensi dell’art. 42 del DPR 64/2012 “Assegnazioni temporanee per esigenze di servizio”, ed infine  prevedere, per le prossime assegnazioni degli allievi vigili del fuoco che stanno effettuato il corso di   formazione, un numero maggiore di unità da dislocare presso il comando di Macerata. “Bypassando le dinamiche legate ai colori politici, come fanno i Vigili del Fuoco quando portano il soccorso, il Conapo  ha auspicato da parte di tutti i Sindaci un’azione sinergica che manifesti interesse per la sicurezza di tutti i cittadini”, spiegano. “Dei vari interventi, fa sapere il sindacato  in qualità di rappresentante del Governo sul territorio, si è sempre tenuto informato anche il  Prefetto”.

09/01/2021 09:20
Muccia ritorna Covid Free: 188 casi a Macerata, contagi in salita a Tolentino

Muccia ritorna Covid Free: 188 casi a Macerata, contagi in salita a Tolentino

Sono stati numerosi gli aggiornamenti forniti, nelle ultime 24 ore, dalle amministrazioni comunali in merito all'evoluzione del contagio da coronavirus in provincia di Macerata. Continua il trend di salita dei contagi a Tolentino. Secondo quanto comunicato dal sindaco Giuseppe Pezzanesi, infatti, sono ad oggi 114 i casi positivi e 40 le persone che si trovano in isolamento domiciliare: "In confronto alla precedente comunicazione aumenta il numero dei positivi (+8) mentre resta stabile il numero delle persone in quarantena. Ovviamente il numero dei positivi cresce ogni giorno anche con l’inserimento delle persone contagiate all’interno dell’ASP “Porcelli”, la cui positività viene confermata dai risultati dei tamponi molecolari" ha reso noto il primo cittadino. Proprio la situazione presente nella casa di riposo, con 80 ospiti su 86 contagiati, preoccupa particolarmente (tutti i dettagli qui).  Nel capoluogo di provincia, Macerata, i numeri rimangono stabili: 188 i cittadini positivi, 78 quelli in isolamento fiduciario. Torna, invece, Covid free il comune di Muccia. Il sindaco Mario Baroni ha così commentato la notizia: "Ringraziamo tutti i cittadini che da sempre hanno responsabilmente rispettato le regole, ma non abbassiamo assolutamente la guardia".  Un aumento di casi si segnala nel comune di Sant'Angelo in Pontano, dove vi sono 11 persone positive di cui 5 residenti nel comune, ma che si trovano in isolamento in un altro paese.  Numeri in leggero incremento anche a San Ginesio dove si registra la presenza di due nuovi contagiati nelle ultime 24 ore: i casi salgono a 12 (ieri erano 10) con 4 persone in regime di quarantena. A Cingoli, l'ultimo dato diffuso riporta la presenza di 40 cittadini positivi (tre in meno rispetto a ieri) e di 54 persone in isolamento fiduciario (numero invariato).  Numeri in lieve salita invece a Camerino, dove - nelle ultime 24 ore - si è registrata la presenza di 31 persone contagiate (+2 rispetto all'ultimo aggiornamento) e di 14 persone in isolamento fiduciario (+5 rispetto al precedente aggiornamento).

08/01/2021 20:26
Casa di riposo fantasma, Buldorini: "Denuncia in Procura e via le deleghe all'assessore Messi"

Casa di riposo fantasma, Buldorini: "Denuncia in Procura e via le deleghe all'assessore Messi"

Denuncia alla Procura della Repubblica e revoca delle deleghe conferite all'assessore Osvaldo Messi e al consigliere Danilo Monticelli. È quanto richiede, in una mozione, il consigliere comunale di Appignano Luca Buldorini (Lega) assieme ai colleghi della lista civica "Su La Testa Appignano" Felice Munafò ed Elisa Pelagagge in merito alla vicenda dello stabile INRCA sito in via IV Novembre.   I fatti contestati risalgono al 2002, quando il Consiglio di Amministrazione dell'Istituto assistenziale "Falconi" approva lo schema preliminare per autorizzare la compravendita di un immobile di sua proprietà all'Inrca di Ancona (lo stabile di via IV Novembre ndr), a cui segue parere favorevole del comune di Appignano nello stesso anno. Nel preliminare si prevede che l'Inrca - in cambio della proprietà sull'immobile - si impegni a realizzare, entro cinque anni, una casa di riposo ("salve cause oggettive non imputabili all’INRCA, che ne dovessero ritardare la realizzazione") e a costituire una polizza fidejussoria pari al prezzo di acquisto dell’immobile.  Di fatto, da allora in poi, però nessuna casa di riposo è stata costruita e pertanto i tre consiglieri, all'interno della loro mozione (che presenta otto allegati), forniscono la loro ricostruzione sugli eventi che hanno portato alla mancata realizzazione dell'opera in via IV Novembre.  Secondo la documentazione presentata, le due garanzie richieste dal Cda dell'Istituto Falconi (tempi di realizzazione della casa di riposo e polizza fidejussoria) scompaiono al momento dell'effettiva stipula del contratto tra l'allora presidente dell'Istituto Falconi Luca Cerquetella e l'allora Commissario Straordinario dell'Inrca Elda Melaragno.  Nel contratto firmato dal presidente Luca Cerquetella "la polizza fidejussoria non viene richiesta al momento della stipula del contratto - sottolinea nella mozione Luca Buldorini -, come da delibere autorizzative, ma viene posticipata all’inizio dei lavori. Inoltre è stato omesso il termine di 5 anni per la realizzazione della casa di riposo sostituendolo di fatto con <<nei tempi tecnici necessari>>".  Nel 2012 il Comune di Appignano con una nota firmata dal sindaco Osvaldo Messi denuncia la mancata corrispondenza tra lo schema di contratto preliminare approvato dal Comune di Appignano con quello effettivamente firmato dal presidente Luca Cerquetella. Le preoccupazioni del primo cittadino vengono condivise, nella sua replica, dal presidente pro tempore dell'Istituto Falconi Giancarlo Gagliardini.  Nello stesso anno, durante la seduta di un Consiglio Comunale e in risposta a un'interrogazione a firma del gruppo consiliare "L’Aquilone", il sindaco Osvaldo Messi dichiara: "A maggior ragione mi preoccupa ancora di più che la proprietà è dell’ente, l’ente è dell’INRCA, l’INRCA ha demolito e non abbiamo più niente, non abbiamo né immobile né soldi né polizza fideiussoria. E’ questa la mia preoccupazione".  Affermazioni dalle quali, secondo Buldorini, "si evince l’assoluta consapevolezza del sindaco Osvaldo Messi sulle gravose azioni messe in essere in relazione alla vendita della struttura sanitaria della fondazione Falconi all’INRCA di Ancona" così come la "completa consapevolezza del danno erariale e patrimoniale subito".  Proprio in ragione di ciò i tre consiglieri di minoranza hanno richiesto la convocazione di un Consiglio Comunale per votare l'azione di responsabilità di ciascun consigliere comunale per l’aver “omesso o ritardato la denuncia" del danno erariale.  Nello specifico, si impegna "il Sindaco, la Giunta ed ogni singolo componente di questa Assise, privilegiando il dovere civico e la tutela dell’interesse della Comunità di cui siamo rappresentanti, a esprimersi favorevolmente per l’eventuale avvio di ogni e qualsiasi azione legale civile, amministrativa e penale, anche di natura risarcitoria, anche qualora nei fatti sopra esposti si ravvisassero estremi di reato, attraverso la proposizione di denuncia/querela innanzi alla Procura della Repubblica competente, il tutto al fine di meglio tutelare le ragioni della Comunità Appignanese, nonché per la tutela e la difesa del patrimonio e dell’interesse pubblico".  Inoltre si richiede la revoca cautelativa delle "deleghe conferite all’Assessore Osvaldo Messi (Bilancio e rapporti con enti esterni) e al Consigliere Danilo Monticelli (Politiche Sociali, Rapporti con la Fondazione Falconi, Rapporti con le Imprese, Ludoteca e Centri Estivi) al fine di poter garantire piena trasparenza nell’amministrazione di questo Comune".  

08/01/2021 19:30
Può ripartire la ricostruzione a Frontignano: nessun rischio per le faglie di Ussita e Macerata

Può ripartire la ricostruzione a Frontignano: nessun rischio per le faglie di Ussita e Macerata

Faglie attive: studi esludono rischi per Ussita e Macerata, può finalmente partire la ricostruzione post sisma a Frontignano, l’importante località turistica e stazione invernale nel comune di Ussita . La prima fase degli studi di approfondimento sulle faglie note che interessano alcuni centri urbani nel cratere del sisma 2016, e che fino a questo momento avevano bloccato la possibilità di presentare i progetti di ricostruzione e riparazione degli immobili danneggiati, ha infatti consentito di escludere l’esistenza di una faglia attiva e capace, e dunque pericolosa, nel nucleo abitato. Nello stesso tempo, questa prima fase di analisi ha permesso al gruppo di lavoro di escludere la presenza di ogni fattore di rischio legato alle faglie per la zona urbana di Macerata. Gli studi di approfondimento sulle faglie erano stati affidati il 5 ottobre scorso dal Commissario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini, all’INGV, guidato da Carlo Doglioni, con una forte accelerazione dei tempi ed un’ampia revisione delle procedure rispetto a quanto era stato ipotizzato nel 2019 con l’Ordinanza 83. La prima parte di questo lavoro, realizzato insieme alle Università del territorio, si è conclusa oggi con la presentazione dei risultati ai sindaci dei dodici Comuni interessati, nel pieno rispetto dei tempi previsti. Nella seconda fase del lavoro, che si concluderà entro la primavera, saranno effettuati studi più dettagliati sulle altre faglie attive e capaci presenti nei Comuni di Norcia, Preci, Capitignano, Montereale, Barete, Pizzoli, Leonessa, Cittaducale, Rieti, Cantalice e Rivodutri. Lo scopo degli studi è quello di verificare la reale pericolosità di queste faglie e determinare le corrette fasce di attenzione, ovvero le distanze minime che debbono avere le nuove costruzioni da queste fratture del terreno, pericolose perché possono riattivarsi con un sisma, e che possono essere significativamente ridotte accertandone le singole specificità.

08/01/2021 17:39
Tolentino, aumenta il focolaio Covid alla casa di riposo: positivi 80 ospiti, 5 trasferiti all'ospedale

Tolentino, aumenta il focolaio Covid alla casa di riposo: positivi 80 ospiti, 5 trasferiti all'ospedale

All’ASP “Porcelli” di Tolentino i dati dei contagiati sono stati convalidati e confermati dai tamponi molecolari, così come predisposto dal distretto sanitario di Macerata e i cui risultati fanno registrare, ad oggi, venerdì 8 gennaio, 80 positivi al covid su 86 ospiti. "I pazienti per la stragrande maggioranza sono tutti asintomatici senza febbre o problemi respiratori e in buone condizioni fisiche", spiega il Comune. Solo alcuni di loro necessitano per alcuni periodi della giornata dell’aiuto dell’ossigeno. La situazione varia di ora in ora e tutti gli ospiti sono monitorati continuamente, 5 pazienti sono stati trasferiti in via precauzionale all’ospedale di Macerata".  Si è ancora in attesa dell’arrivo del personale medico militare che sarà di supporto agli infermieri e agli operatori interni all’ASP e che andrà ad affiancare il personale già inviato dall’Asur. Infatti peggiora di ora in ora la situazione inerente gli infermieri e il personale Oss. Attualmente risultano non disponibili 22 dipendenti di cui 18 positivi al covid".  Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi, il Presidente Giorgio Sbaraglia e il Direttore della struttura Simone Ricci, come nei giorni scorsi, oltre a monitorare continuamente i cambiamenti della situazione sanitaria all’interno dell’ASP, cercano per quanto di loro competenza di essere di ausilio per tutto il personale che continua a lavorare con grande spirito di sacrificio ed abnegazione. "Ringraziamo anche le famiglie che, seguite e informate dalla psicologa della struttura, stanno capendo le difficoltà e l’emergenzialità di questo particolare momento", conclude il sindaco Pezzanesi. 

08/01/2021 16:40
Marche in zona gialla dall'11 gennaio: arriva l'ufficialità di Acquaroli

Marche in zona gialla dall'11 gennaio: arriva l'ufficialità di Acquaroli

"Posso comunicarvi che nella prossima settimana la nostra regione sarà gialla. Una boccata d’ossigeno dopo un lungo periodo di restrizioni dure, ma dobbiamo restare prudenti perché il virus c’è e gira molto". Ad annunciarlo è lo stesso presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, in un post su facebook. Le nuove disposizioni saranno valide fino al 15 gennaio, data in cui scadrà il Dpcm. Così è stato deciso secondo i dati che emergono dal monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità. Il sigillo dell'ufficialità arriva dalla firma di una nuova ordinanza da parte del ministo della Salute, Roberto Speranza. Diventano arancioni, invece, cinque regioni: Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto.  La zona gialla prevede la riapertura di bar e ristoranti che potranno essere aperti fino alle 18 e proseguire, dopo quell'orario e fino alle 22, con l'asporto e le consegne a domicilio. Riaprono tutti i negozi e i centri commerciali (questi ultimi resteranno chiusi nei fine settimana) così come ci si potrà spostare liberamente all'interno della Regione e tra Regioni dello stesso colore. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 mentre dal 15 gennaio è atteso un nuovo DPCM in sostituzione del Decreto di Natale. “Siamo in zona gialla. La notizia è senza dubbio positiva, ma questo non deve indurci ad abbassare la guardia. Mi associo a quanto ha detto il Presidente della Giunta, Francesco Acquaroli, raccomandando la massima prudenza a tutti i marchigiani, nel pieno rispetto delle regole per la prevenzione e il contenimento dell’emergenza epidemiologica”. Così il Presidente del Consiglio regionale, Dino Latini, alla luce dell’ordinanza sottoscritta dal Ministro della Salute.

08/01/2021 14:59
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