Le persone con diabete nelle Marche aumentano: sono oltre 100 mila, 23 mila delle quali nella provincia di Macerata. I diabetologi però diminuiscono e la Legge regionale sul diabete è rimasta sulla carta, nonostante le richieste di 18 mila persone.L’Onu ha dichiarato il 14 novembre Giornata Mondiale del Diabete. Sabato e domenica prossimi in tutta Italia le Associazioni fra persone con diabete insieme a diabetologi, infermieri, farmacisti e altri volontari organizzeranno in varie città e paesi delle Marche, oltre 40 eventi di piazza, anche nella provincia di Macerata. «Mentre il numero dei pazienti risulta in continuo aumento, il numero dei diabetologi si riduce sempre di più, in quanto i medici andati in pensione negli ultimi anni non sono stati sostituiti, nella maggioranza dei casi, e alcune strutture, che erano di ‘secondo livello’ sono state declassate», nota Gabriella Garrapa, Coordinatore per le Marche della Giornata Mondiale del Diabete 2015. Nelle Marche vivono 83 mila persone che sanno di avere il diabete (dati Osservatorio Ibdo-Istat 2014), 48 mila delle quali seguite dai Centri di Diabetologia. Probabilmente altre 20 mila, forse di più, lo hanno sviluppato senza saperlo. In totale si può stimare che abitino in provincia di Macerata 23 mila persone con diabete. Il loro numero cresce e crescerà a lungo, perché il diabete è diagnosticato sempre prima e meglio; perché le persone con diabete vivono più a lungo e perché le errate abitudini alimentari e la sedentarietà che hanno caratterizzato la vita di tutti i marchigiani aumentano il rischio di svilupparlo. Soprattutto se non è ben controllato, il diabete moltiplica il rischio di sviluppare infarti, ictus, cecità. Può portare in casi estremi alla dialisi o alla amputazione. Vere catastrofi per i pazienti, le loro famiglie e per il Sistema sanitario regionale che deve affrontare le costosissime cure del caso. «I marchigiani con diabete, bambini, giovani, adulti e anziani possono e vogliono scongiurare questi rischi», nota il Coordinatore nazionale della Giornata Mondiale del Diabete Giovanni Lamenza. «Hanno bisogno però, come è loro diritto, di diagnosi corrette e precoci, assistenza appropriata, informazione chiara e puntuale, farmaci e strumenti adeguati per migliorare la qualità della vita. Così facendo cercano di risparmiare a se stessi e alla Regione i danni enormi delle complicanze». «A marzo 2015 la Regione Marche ha deliberato la nuova Legge in materia di prevenzione, diagnosi precoce e cura del diabete mellito; in tale legge è previsto fra l’altro un Dipartimento Regionale di Diabetologia dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale, a favore del quale nel 2014 la Federazione Regionale delle Associazioni di tutela dei diritti dei diabetici marchigiani aveva promosso una petizione firmata da oltre 18 mila persone. La petizione delle Associazioni era volta soprattutto a tutelare la rete contro la chiusura, il declassamento o la perdita di identità specialistica attraverso il riassorbimento in unità di medicina dei Centri di Diabetologia nella convinzione che la rete stessa sia il presupposto per il mantenimento dell’elevata qualità dell’assistenza erogata», ricorda Gabriella Garrapa. La Giornata Mondiale del Diabete si completerà con una attività volta a favorire l’accoglienza della scuola nei confronti degli alunni con diabete, anche con interventi di formazione per docenti.
“Abbiamo deciso di concentrarci sui prossimi importanti impegni agonistici, primo fra tutti l’Olimpiade di Rio 2016”: con queste parole Simone Ruffini, il campione del mondo tolentinate di nuoto, ha spiegato la fine della sua storia d'amore con Aurora Ponselè. Una storia che finisce, come tante, se non fosse che ai Mondiali di Kazan l’azzurro Simone Ruffini e la collega di nazionale Aurora Ponselè avevano stupito tutti con una dichiarazione d’amore in mondovisione. E una proposta di matrimonio, con un cartello direttamente dal podio, dopo la medaglia d’oro vinta dal nuotatore nella gara dei 25 km in acque libere. E Aurora aveva detto di sì, senza neanche pensarci troppo. Ma, a distanza di qualche mese, la favola è finita con una breve riga di comunicato: “Simone e Aurora hanno deciso di comune accordo di interrompere il fidanzamento”.
Nel triangolare di solidarietà disputato questa sera, c'è un solo vincitore: Simone. In tanti hanno voluto prendere parte, oltre alle tre squadre che sono scese in campo, a una gara che aveva il solo obiettivo di aiutare lo sfortunato bimbo maceratese e la sua famiglia. Spalti dello stadio Dei Pini gremiti alla presenza di tutte le autorità cittadine e di qualche "vecchia gloria" che ha approfittato dell'occasione per dare una mano a Simone e tornare a indossare gli scarpini. E quello di stasera è stato il segno tangibile che quando c'è bisogno, Macerata risponde sempre presente. Forza Simone!(FOTO SI.SA.)
Oggi, il direttore dell'area vasta 3 Asur Marche Alessandro Maccioni ha presentato i nuovi primari di Neurologia e Medicina per l'ospedale di Macerata. I due nuovi primari, arrivano da Ancona dall'azienda Ospedali Riuniti di Torrette e sono Francesco Ottavio Logullo per Neurologia e Roberto Catalini per Medicina. Logullo, 56 anni, è responsabile della S.O.S "Malattie Neuromuscolari" della SOD Clinica Neurologica, in grado di comunicre con l'utenza in modo chiaro e preciso, rispondendo a specifiche richieste ed esigenze dei pazienti e dei loro famigliari; costante integrazione dell'attività lavorativa clinica e strumentale e dell'attività di ricerca clinica nell'ambito della Clinica Neurologica, del Dipartimento di Scienze Neurologiche, e interpartimentale con verifica interdisciplinare almeno settimanale delle esigenze dei pazienti ricoverati ed ambulatoriali mediante riuonione delle diverse figure professionali dipartimentali coinvolte nella gestione dei pazienti delle loro problematiche emergenti e anticipabili. Catalini, 58 anni, dirigente Medico di Medicina generale dal marzo del '92 presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona con incarico attuale di Responsabile della SOD "Medicina Vascolare", ha partecipato a numerosi studi clinici controllati; in particolare ha svolto l'attività di sonografista vascolare certificato in vari studi multicentrici nazionali ed internazionali. Catalini prenderà servizio il primo dicembre mentre Logullo entro la fine dell'anno.
E' stata affrontata ieri in un tavolo tecnico la questione del litorale minacciato dalle mareggiate a Scossicci. All'incontro, richiesto dal commissario Mauro Passerotti, hanno partecipato l'Assessore Regionale alla difesa della costa Angelo Sciapichetti, il Provveditore alle OO.PP. Marche-Umbria-Toscana: Arch. Maria Lucia Conti, per la Protezione Civile Marche, Marcello Principi, e per la Regione Marche l'ingegnere Marco Pomei insieme all'ingegnere Filomena. Le conclusioni tratte da questo incontro sono che il Provveditorato delle Opere Pubbliche e la Regione Marche sono disponibili all'impiego del 50% dell'importo dei ribassi d'asta della gara per i lavori del litorale sud destinato agli interventi di tutela del litorale nord. In più, il Provveditorato delle Opere Pubbliche, la Regione Marche e il Comune di Porto Recanti, stipuleranno una convenzione per fissare la collaborazione tra l'Amministrazione e gli Enti interessati per lo sviluppo di un progetto Meteo-Marino della costa, soprattutto per il litorale nord. A fronte di tutte queste novità, la manifestazione dell'Abat contro la Regione in programma per martedì prossimo, è stata rimandata in data da destinarsi, ma non è stata cancellata.
Si è tenuta oggi a Fabriano la conferenza dei sindaci dell’Area Vasta 2 con il direttore generale Asur e il direttore AV2 Bevilacqua per illustrare lo stato di attuazione delle delibere regionali 735/665 e 666 che prevedono la conclusione del percorso di riordino delle reti cliniche,del 118 e delle case della salute entro il 31dicembre 2015.Per l’Ospedale di Cingoli è stata confermata la riconversione dei dieci letti di medicina in dieci letti di cure intermedie (previo accordo con i medici di famiglia) e la chiusura del punto di primo intervento,mentre rimarrebbero operativi i trenta letti di lungodegenza riabilitativa,il servizio di 118 nelle 24 ore con il medico a bordo, i servizi distrettuali e quelli di radiologia.Il Comune di Cingoli, rappresentato dal Vice Sindaco Ippoliti (il Sindaco è temporaneamente indisponibile) ha riconfermato il parere negativo al piano di riordino, "sottolineando la nostra determinazione di opporci per questo “vero pasticcio” che non tiene conto nè della montanita’ del nostro territorio né del fatto che le determinazioni regionali sono sub judice (pende ricorso al Consiglio di Stato). La Regione rimane ancora sorda alle nostre ragioni e alle argomentazioni che dimostrano un danno irreversibile alla funzionalità del nostro Ospedale, condizione che aggraverà i costi per la sanità regionale penalizzando la popolazione più anziana che rischierà di essere ricoverata a Fano, Civitanova o in altri nosocomi più lontani. Infatti, l’indisponibilità di posti per acuti a Jesi e Macerata non si risolve eliminando “i malati”, ma tenendo ferme le potenzialità di Cingoli che è un Ospedale inaugurato solo nel 2008.Non sono emersi spazi neppure per un confronto e il Presidente della Regione Ceriscioli che da mesi ha ricevuto ben 5 richieste per un tavolo con il Comune di Cingoli non ha neppure ritenuto di ascoltare l’Amministrazione".Si tratta – ha detto il Sindaco Saltamartini- di pura arroganza e follia Istituzionale e il professore di Pesaro dimostra, solo dopo pochi mesi dalla sua investitura, tutta la sua caratura democratica.Daremo battaglia fino alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, non pensino i nuovi “proprietari della sanità Regionale” che rimarremo con le mani in mano. A breve verranno avviate iniziative di lotta perché tutta la popolazione sia ben cosciente che Cingoli senza l’Ospedale sarà un’altra cosa – ha concluso Saltamartini.
Con il referto del giudice sportivo è arrivata anche l'ufficialità: l'errore di mister Vagnoni nella sostituzione dell'under contro il Tolentino costa al Grottammare la sconfitta a tavolino.Di seguito la sentenza completa del giudice sportivo:Gara del 1/11/2015 U.S. TOLENTINO 1919 - GROTTAMMARE C. 1899 ARLA scioglimento della riserva di cui al C.U. n. 69 del 4/11/2015; Esaminato il reclamo ritualmente proposto dalla Soc. U.S.Tolentino 1919 con il quale la stessa viene a richiedere l'applicazione della sanzione sportiva della perdita della gara in danno della Soc. Grottammare C. 1899 per avere quest'ultima, a dire della reclamante, non impiegato dal 17º minuto del secondo tempo al 40º minuto del secondo tempo un calciatore nato dall'1/1/1997 così come previsto dalla vigente normativa. Letto il referto arbitrale si evince che in effetti, la Soc. Grottammare C.1899, dal 17º minuto del secondo tempo al 40º minuto del secondo tempo impiegava come " Under" due calciatori, il n.5 Di Natale Gianluca nato il 24/7/1996 ed il calciatore Cappotti Stefano nato il 22/6/1996 e nessun calciatore nato dall'1/1/1997 in poi, violando così la norma che impone la presenza in campo anche di un Under nato dall'1/1/1997 in poi. P.Q.M. si decide: 1) di accogliere il reclamo restituendo la relativa tassa; 2) di sanzionare la Soc.Grottammare con la perdita della gara con il risultato di Tolentino 3 - Grottammare C. 1899 0; 3) di inibire il dirigente Traini Luca della Soc. Grottammare C. 1899 sino al 25/11/2015.
In merito alla vicenda della famiglia maceratese sfrattata, di cui in questi giorni si sono occupati gli organi di informazione, l’Amministrazione comunale interviene per precisare quali sono stati gli interventi messi in atto dal servizio Servizi alla persona nei suoi confronti.Il Comune ha seguito il caso della famiglia oggetto della imminente esecuzione di sfratto nella piena consapevolezza delle sue difficoltà economiche ed abitative. I Servizi sociali fin da subito hanno accolto e accompagnato la famiglia nella ricerca di una risoluzione idonea alle proprie difficoltà. Durante questi mesi il servizio ha avviato un percorso di presa in carico e sostegno rivolto all’intero nucleo familiare attraverso colloqui, visite domiciliari, contributi economici straordinari, fruizioni di benefici economici previsti da bandi regionali finalizzati a risolvere il problema abitativo e attivazione di un servizio di assistenza educativa domiciliare.Il servizio ha inoltre avviato un percorso di mediazione con l’Ufficiale Giudiziario, incaricato dal Tribunale Ordinario di Macerata, al fine di rendere meno conflittuale possibile l’esecuzione del provvedimento oramai inevitabile.Inoltre, data la prossimità e l’esecutività dello sfratto, dal mese di settembre il servizio ha inserito il nucleo familiare nel progetto “Macerata Accoglie Macerata” promosso dal GUS Gruppo Umana Solidarietà di Macerata, volto a supportare la coppia in percorsi di reinserimento socio-lavorativi e di sostegno abitativo. Il Gus si è prontamente attivato per sostenere il deposito cauzionale necessario per la stipula di un nuovo contratto di locazione, agevolato anche dal reperimento da parte del capofamiglia di una nuova occupazione con un contratto lavorativo a tempo determinato con scadenza al prossimo 31 dicembre.Purtroppo però, durante l’accesso dell’ufficiale giudiziario, lo scorso 3 novembre, le mediazioni portate avanti dal servizio non si sono concretizzate per la non condivisione del nucleo familiare agli obiettivi progettuali proposti. L’esecuzione dello sfratto, a questo punto, veniva fissata per il 12 novembre. Visti i tempi ormai troppo brevi per reperire una nuova e idonea soluzione abitativa e la necessità di riformulare un nuovo progetto sociale di intervento, il servizio ha proposto, in via del tutto emergenziale, una temporanea e gratuita ospitalità per la minore e la mamma presso un alloggio sociale per adulti in difficoltà, consentendo anche, in via eccezionale, l’inserimento del piccolo animale domestico. Trovando ospitalità in questo alloggio, la minore e la signora possono continuare a mantenere rapporti quotidiani con tutti i membri della famiglia, essere alleggeriti dalle spese temporanee legate alle varie utenze e supportati nella quotidianità. La proposta nasce anche con l’obiettivo di garantire una idonea tutela della minore, nell’attesa di conoscere le prospettive della situazione occupazionale del capofamiglia e di eventuali nuove opportunità abitative. Occorre precisare che la soluzione abitativa per il nucleo in questione non può essere rappresentata dall’assegnazione di un alloggio popolare. Gli alloggi di edilizia popolare, infatti vengono assegnati seguendo precise regole, a seguito di avviso pubblico e di una graduatoria degli aventi diritto. A seguito dell’ultimo bando pubblicato nel 2013 la famiglia in questione non ha fatto domanda di casa popolare e per questa ragione non è neppure inserita nella vigente graduatoria che scadrà solo nel 2017.
Giornata speciale ed emozionante, quella di oggi, per i ragazzi del CentroArancia di Tolentino che, accompagnati del Sindaco Giuseppe Pezzanesi e dell'Assessore ai Servizi Sociali Fausto Pezzanesi, hanno visitato Roma, ma soprattutto hanno partecipato alla tradizionale udienza del mercoledì del Santo Padre. I ragazzi ed i loro accompagnatori hanno avuto la possibilità di ascoltare dal vivo Papa Francesco, poi hanno approfittato della bella giornata di sole per un giro turistico nella capitale. Molto soddisfatti gli accompagnatori e i due amministratori che, insieme ai ragazzi, hanno vissto un'esperienza indimenticabile.
Corso Cairoli a Macerata bloccato intorno alle 12.45 per l'impossibilità di un pullman di linea di fare manovra. Il mezzo è stato letteralmente bloccato a causa di un'auto parcheggiata sul lato sinistro che impediva al pullman di poter svoltare. Per la coda che si è formata, l'autista non ha potuto neanche fare marcia indietro e così sono stati tanti gli inconvenienti per chi si è trovato a dover transitare da quelle parti. Dopo qualche minuto sono intervenuti anche gli agenti della polizia municipale.
Ha avuto grande successo il Press Day dell’azienda Valentino Orlandi, azienda di Corridonia leader nella produzione di borse di lusso, che ha presentato a Milano alla stampa italiana ed estera la sua nuova collezione Primavera Estate 2016 in un prestigioso evento organizzato dall'agenzia MAP. I tanti giornalisti, stylist, fashion consultant e blogger intervenuti hanno molto apprezzato l’ampia scelta di modelli proposti e presentati all’interno dello showroom del brand, situato nell’esclusiva via Sant’Andrea, a Milano. Tante le testate presenti a quello che ormai è un appuntamento imperdibile per la stampa di settore a caccia delle ultime tendenze moda per la prossima stagione. Fra i tanti giornalisti e influencer anche Elena Barolo, importante fashion socialite grazie al suo blog Affashionate. La showgirl si è a lungo intrattenuta con Valentino Orlandi, fondatore del brand omonimo, ed ha scelto alcune delle sue più originali creazioni. I giornalisti delle più importanti testate di moda hanno riconosciuto lo stile inconfondibile delle borse presentate e la loro manifattura made in Italy, realizzata con i più pregiati pellami e le più raffinate lavorazioni artigianali. Le proposte Valentino Orlandi sono apprezzate in maniera unanime per la loro capacità di saper armoniosamente mixare la tradizione pellettiera italiana alle ultime tendenze moda, con proposte sempre attuali.Valentino Orlandi, storico brand nel settore delle borse, realizza inoltre un’ampia selezione di accessori: calzature, ombrelli e piccola pelletteria che completano la vasta gamma delle borse. Un valore aggiunto che anche i giornalisti del settore moda riconoscono come fondamentale nell’attuale fashion system. Fra le ultimissime novità presentate dal brand, sono stati particolarmente apprezzati dalla stampa gli zaini in stile golf e le shopping bag, realizzati in tessuto zanzariera. Anche la linea matelassè, declinata in tanti modelli diversi e in una vasta scelta di colori, dalle tinte pastello fino a quelle più accese, ha riscosso ampio successo fra redattrici e blogger. Vasto il consenso anche per le proposte in pelle metallizzata e lavorazione ad intreccio, con effetto optical. Le borse Valentino Orlandi sono perfette per impreziosire e rendere unico qualsiasi tipo di look, dal daily wear all’outfit pensato per una serata esclusiva. In occasione della presentazione della collezione Primavera Estate 2016, il brand Valentino Orlandi ha creato una selezionata linea di clutch in pelle: una capsule collection per rendere ancora più esclusivo l'evento. Valentino Orlandi, azienda pellettiera marchigiana, si conferma uno dei più prestigiosi brand di borse di lusso made in Italy. Oltre quarant’anni di tradizione e devozione alla moda e all’universo femminile, facendo dell’esclusività e della qualità l’essenza del brand e la sua mission.
Si sta svolgendo in queste ore il blitz all'Hotel House da parte delle forze dell'ordine e che, iniziato stamattina alle ore 8, ha visto coinvolti Carabinieri, Polizia (municipale e provinciale), Guardia di Finanza, Corpo Forestale di Recanati e Vigili del Fuoco, coordinati tutti dal Dottor Andrea Innocenzi. Sul posto anche Enzo Marinelli, capitano dei Carabinieri di Civitanova Marche, Carlo Iammarino, funzionario tecnico dei Vigili del Fuoco, ed Alessandro Albini, capo della Squadra mobile di Macerata.https://www.youtube.com/watch?v=BNI71sbLlGU La redazione di Picchio News questa mattina all'Hotel HouseL'operazione, di natura amministrativa, si presenta come prosecuzione di un precedente blitz effettuato già nello scorso maggio e mira al monitoraggio delle presenze all'interno dell'Hotel House: in altre parole, si sta cercando di capire quante persone vi risiedono stabilmente e, soprattutto, se queste abbiano regolari permessi di soggiorno e contratti di affitto. Le forze dell'ordine hanno perlustrato gran parte degli appartamenti, aiutate dai cani molecolari per il riconoscimento di eventuale presenza di stupefacenti: nell'operazione è stata coinvolta anche Anita, unico pastore tedesco femmina in tutta Italia e prima ad essere impiegata in un progetto pilota. I Vigili del Fuoco sono intervenuti in due alloggi, all'interno dei quali sono statè sequestrate circa quindici bombole e serbatoi di GPL, ora messi in sicurezza.Due striscioni riportanti la scritta "PRIGIONIERI IN CASA" sono stati appesi ai balconi degli ultimi piani dell'Hotel House perché, come ci ha spiegato Enzo Marinelli, "in seguito all'incidente verificatosi nel mese scorso, nel quale ha perso la vita il portiere del palazzo, attualmente non risulta funzionante alcun ascensore". Questo, come è ovvio, crea dei disagi soprattutto a coloro che abitano agli ultimi piani e potrebbe risultare davvero problematico in caso di un intervento di emergenza da parte dei servizi di soccorso.Quel che è certo è che, in generale, la situazione all'interno dell'Hotel House si presenta drammatica: sia per le condizioni igieniche in cui versa l'intera stuttura, sia per l'incontrollato numero di presenze che vi abitano. Non c'è un angolo, in tutta la struttura, in cui non vi sia sporcizia ed immondizia; fogli attaccati qua e là lungo i corridoi avvisano della presenza di topi; finestre rotte, crepe vistosissime ed umidità rappresentano un problema reale per i residenti. E' chiaro che, per evitare che la situazioni degeneri più di quanto non sia degenerata negli ultimi anni, bisognerebbe fare qualcosa. Ma cosa? (FOTO Guido Picchio, Si.Sa.)
Il Rettore dell'Università di Camerino, professor Flavio Corradini, ha inaugurato oggi pomeriggio un ambizioso progetto realizzato in collaborazione con il comune di Civitanova negli spazi Unicam di Civitanova in via Nelson Mandela."DIRE FARE CREARE LAVORARE" è un progetto di coworking dell'università di Camerino che, insieme a Paolo Isabettini e Francesco Arruzzoli, ha creato l'innovativo FAMOfablab. FAMO nasce dalla collaborazione dell'Università di Camerino con il comune di Civitanova,Winitalia e Creaticity ed è un nuovissimo concetto di fab lab pensato per aziende, enti locali e artigiani digitali professionisti e non.Il COWORKING, invece, prevede la realizzazione di un centro di incontro per giovani o futuri imprenditori dove potranno utilizzare spazi attrezzati per progettare, fare impresa, accedere alle piattaforme crowfounding ed avere tutta l'assistenza necessaria per far diventare un'idea impresa. https://www.youtube.com/watch?v=RxyvL5ywmKU
di Daniele PallottaIl sorriso della ragazza della porta accanto e la tenacia di chi, col sentimento, la fatica e la passione, ha deciso di affrontare anche le sfide più dure, quelle che a volte costringono a versare tante lacrime ma che poi danno la soddisfazione più grande perché significa che si è riusciti in qualcosa che sembrava veramente impossibile. C’è il volto della bella Chiara Poduti, 39 anni, matelicese d’origine ma fiuminatese d’adozione, nella nuova campagna nazionale dell’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, che ha scelto lei quale testimonial non solo per le pagine di quotidiani, settimanali e periodici, ma anche per essere rappresentata in diversi studi televisivi, fra cui quelli di “Domenica In” e “Tale e Quale Show”. E Chiara, con il distintivo dell’Airc, è stata ricevuta pure in Quirinale insieme a una delegazione che ha fatto incontrare l’associazione col presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Impegnata da diverso tempo in una cooperativa di servizi sociali, con un’occupazione che ha raggiunto quasi la maturità tanto è la sua durata, da sette anni Chiara è volontaria Airc. A far parte del sodalizio di chi aiuta la ricerca sul cancro ci è arrivata dopo un’esperienza dolorosissima vissuta in famiglia, con la mamma che, improvvisamente, si è ammalata di un brutto male. Quell’esperienza ora lei la racconta in un video molto commovente (https://www.facebook.com/AIRC.associazione.ricerca.cancro/videos/10156173364045576/?pnref=story), seduta sul divano di casa, abbracciando l’affetto più caro. “Dedicarsi agli altri è parte fondamentale della mia vita, lavoro da diciotto anni per una cooperativa sociale – ricorda Chiara Paduti, che nel video viene ritratta a passeggio per Matelica, presso la casa di riposo Chierichetti di Gagliole e poi accanto alla mamma, con le lacrime agli occhi, mentre dice – Non riuscirò mai a spiegare a parole il motivo per cui faccio la volontaria”. Nel lavoro lei si dedica agli altri ogni giorno: “E’ un arricchimento per me stare ore e ore con chi vive un disagio, un handicap, una malattia – dice ancora Chiara, sottolineando - Penso che la ricerca sia fondamentale, la sua importanza la vivo sulla mia pelle, perché credo che non sia mai ora di rimanere senza una mamma”. Nelle immagini della campagna nazionale Airc, la Poduti è affiancata da Anna Chiara, una ricercatrice napoletana, e da Cristian, un giovane che è riuscito a vincere la battaglia contro il cancro. Per rappresentare gli oltre ventimila volontari che si impegnano in tutta Italia nella raccolta fondi a favore della ricerca sul cancro, la bella Chiara domenica scorsa ha allestito un gazebo con le insegne dell’associazione in viale Matteotti, a Fiuminata. Il suo sorriso, lo stesso di una campagna che attende un piccolo aiuto da tutti, era lì ad illuminare una nobile e giusta causa.
Opere importanti rivisitate per l’occasione con l’inserimento di riferimenti all’Arma. È stato presentato questa mattina il calendario 2016 dei Carabinieri, 12 mesi dedicati all’arte e curati da Philippe Daverio e Ferruccio De Bortoli che hanno scelto le opere da inserire.I 200 anni di storia dell’Arma vengono sviscerati tra opere di Tolouse Loutrec e De Chirico, da Dalì al futurismo di Marinetti, e poi ancora Georges Seurat e le opere di Giacomo Balla (a cui è ispirata la copertina), Boccioni e Mario Guido Dal Monte.Con una particolarità tutta maceratese. Infatti, la carta per il calendario si produce a Pioraco nella cartiera Fedrigoni Group. E' una carta speciale fatta appositamente ed esclusivamente per il calendario dei carabinieri che si chiama, non a caso, "Fidelia" Il titolo di questa edizione è “I Carabinieri e le arti”, scelta quasi obbligata nell’anno in cui la bandiera è stata decorata proprio con la medaglia d’oro per l’opera di salvaguardia del patrimonio culturale. Pubblicato per la prima volta nel 1928, ha una tiratura di 1 milione e 200 mila copie viene stampato anche in lingua straniera.Il calendario è stato presentato dai vertici locali dell'arma: il Colonnello Stefano Di Iulio e il Maggiore Luigi Ingrosso, insieme agli altri graduati della Compagnia di Macerata.
"Lo stesso giorno le stesse persone avevano dato fastidio anche ad altri ragazzi. Mio figlio è stato la loro ultima vittima" comincia così il racconto di Moreno Passarelli, padre di Diego, il 15enne aggredito e filmato nei giorni scorsi in via Morbiducci a Macerata. "Diego stava camminando verso la palestra, quando si è trovato in mezzo a tre ragazzi, uno dei giovani era in palese stato di ebbrezza mentre veniva filmato dai suoi amici. L'attenzione dei tre ragazzi si è immediatamente focalizzata su mio figlio e hanno puntato la telecamera del loro telefonino su di lui. Il ragazzo ubriaco, di probabile origine brasiliana, dopo aver tolto gli occhiali a Diego, lo ha afferrato con la mano sul viso in modo molto deciso, ma prima che la situazione degenerasse, uno dei due ragazzi che riprendeva la scena, è intervenuto perchè ha riconosciuto mio figlio ed è riuscito ad allontanarlo dall'aggressore. Appena è rientrato a casa, ho visto che sul volto di Diego c'era una palese ecchimosi, perciò ho chiesto con insistenza cosa gli fosse accaduto. Inizialmente non voleva parlarne, ma successivamente ha raccontato tutto ed era vistosamente scosso dalla situazione. La mattina seguente, l'ho accompagnato dal dentista, in quanto lamentava forti dolori alle arcate dentali dove porta un apparecchio odontoiatrico che, nell’aggressione, si è spostato causandogli problemi.Il ragazzo che ha portato via mio figlio dall'aggressione, è di origine albanese e mi ha confessato che poco prima, il malvivente sempre sotto effetto di alcool e qualche canna, avrebbe dato fastidio ad altri due ragazzi. Ho deciso di raccontare l'accaduto per cercare di evitare altre situazioni simili: se al posto di mio figlio ci fosse stata una ragazza o una persona anziana? Come avrebbero reagito? Quali conseguenze ci sarebbero state? Oltretutto, ho contattato l'aggressore di Diego su Facebook, il quale mi ha risposto in malo mondo dicendo che mi avrebbe aspettavo sotto casa sua per avere un confronto diretto con me. Non mi abbasso di certo ai suoi livelli, saranno le autorità competenti a prendere provvedimenti. Infine, sono riuscito ad avere il video dell'accaduto che verrà portato domani o nei prossimi giorni ai carabinieri per farlo analizzare" conclude Passarelli.
La presidente della Maceratese, Maria Francesca Tardella, l’aveva annunciato nel corso della presentazione dello sponsor biancorosso Banca della Provincia di Macerata. “Abbiamo già lanciato una campagna via facebook e la ribadiamo in favore del piccolo Simone, maceratese di cinque anni, gravemente ustionato in seguito ad un incidente domestico, la cui famiglia non può contare sulla gratuità delle costose creme di cui il piccolo ha bisogno perché inserite nell’elenco dei trattamenti estetici non curativi. La settimana prossima organizzeremo un’amichevole in città per aiutarlo”.E la promessa sarà mantenuta. Mercoledì prossimo, 11 novembre, alle 19.00, allo stadio della Vittoria (o se preferite dei Pini) di Macerata, si affronteranno in tre sfide della durata di 30’ ciascuna la SS Maceratese di Lega Pro, l’Helvia Recina militante in Eccellenza regionale ed una squadra a sorpresa, i cui componenti saranno svelati pochi minuti prima del triangolare benefico. L’incasso della manifestazione, al netto delle spese, verrà devoluto alla famiglia di Simone. Un bel gesto che unisce lo sport di un’intera città a chi nella vita è stato poco fortunato ma che proprio nell’abbraccio dello sport potrà trovare sempre una consolazione. E che dal mondo sportivo può imparare un messaggio significativo: “Mai mollare!”. Ci si attende la risposta massiccia degli sportivi dell’intero capoluogo.
Anche questa è una storia di sport e solidarietà, una bella storia che lascia trasparire come attraverso l'attività sportiva si possa fare del sociale e aiutare chi non ha niente.Francesco Dell'erba, marchigiano di Serrapetrona e membro del volontariato sportivo internazionale del Csi, da ieri si trova a Kucove, una cittadina del sud dell'Albania per riuscire ad avviare un progetto: aprire una scuola calcio per i bambini poveri e i più bisognosi. "Sono nel sud dell'Albania nella cittadina di Kucove, il mio scopo è aiutare la giunta comunale e i dirigenti della squadra locale ad avviare una scuola calcio aperta a tutti i bambini.Lo scorso anno mi sono occupato della formazione calcistica e in questi giorni principalmente mi occupo di spiegare cosa sia una scuola calcio e quali siano i suoi principi. Ieri sono stato ospite di una casa famiglia istituita da preti missionari italiani che accolgono bambini poveri facendoli giocare in una piccola palestra o in un piccolo campetto, ho giocato con loro e gli ho regalato il materiale che ho raccolto. La mia è una duplice missione: relazionarmi con il sindaco e i prefetti per avere un'autorizzazione ad aprire la scuola calcio, spiegare l'importanza di tale scuola e ovviamente, far giocare nella casa famiglia di Uznove i bambini poveri e bisognosi". Francesco fa parte del volontariato sportivo da due anni e prima di andare in missione in Albania, nel 2013 è stato ad Haiti con lo stesso scopo: "E' stata una bella esperienza quella ad Haiti, sono riuscito a far giocare a calcio i bambini di strada a Port-au-Prince, la capitale devastata dal terremoto catastrofico del 2010 che ha causato migliaia di vittime. Purtroppo, faccio parte del volontariato sportivo da due anni, fino ad ora sono stato solo in questi luoghi, ma ovviamente non ho intenzione di fermarmi qua" conclude Francesco.
Ha sperato fino all'ultimo la signora Stefania Raimondi di Macerata che mercoledi 11 novembre avrà uno sfratto esecutivo da parte dell'ufficiale giudiziario del Tribunale di Macerata dall'appartamento in via Crispi 58 dove vive con il marito e la figlia. Ma non c'è stato niente da fare. Da mercoledì lei e la sua famiglia dovranno andarsene. Dove? Per ora in mezzo a una strada. La signora, nata a Macerata dove ha lavorato in ospedale come ausiliaria socio sanitaria per 17 anni, da un anno a questa parte si è trovata insieme al marito in gravi difficoltà economiche, non riuscendo più pagare l'affitto mensile. La famiglia vive in condizioni disperate e la preoccupazione è rivolta alla loro figlia di 16 anni che ha iniziato ad avere dei seri problemi, non mangiando più per il grave disagio psicologico che sta subendo. I problemi lavorativi e la puntualità nelle scadenze precedenti non hanno fatto intenerire il proprietario che, al contrario, si è opposto a qualsiasi soluzione consona. In pochi sono venuti in aiuto alla famiglia: "solo Stefano Giunta, responsabile di Casa Pound di Macerata, e il suo staff ci sono venuti incontro e hanno cercato di aiutarci, sensibilizzando i cittadini e le istituzioni che nel nostro caso sono state poco solidali". Casa Pound ha infatti provveduto a una colletta alimentare ed una piccola raccolta fondi che hanno tamponato momentaneamente il grave disagio economico. Il comune di Macerata ha proposto una sistemazione momentanea in una" casa famiglia"che non sarà però accettata in quanto non ci sono le condizioni idonee per una figlia che va a scuola e che non vuole rinunciare all'affetto del suo fedele cane che è cresciuto con lei. "Non sono accettati cani nella casa famiglia" e questo è il regolamento da rispettare si è sentita dire la signora Stefania Raimondi che oltre alla disperazione di non avere più una casa dovrebbe rinunciare al fedele cane. I due genitori disperati e senza lavoro hanno così lanciato un appello alla comunità di Macerata per trovare una sistemazione e per potere andare avanti. Intanto i membri di Casa Pound stanno continuando a cercare aiuti per questa famiglia che ora può fare conto soltanto nel buon cuore dei cittadini e di tante associazioni e onlus per trovare un aiuto concreto, magari offrendo un lavoro a due persone che non chiedono altro che di poter vivere dignitosamente e di poter crescere la loro figlia ormai adolescente.
Diego Fusaro, 32 anni, ricercatore di Filosofia della Storia all’Università San Raffaele di Milano, è frequentemente ospite di talk show televisivi che ne hanno reso il volto e il pensiero famosi in tutta Italia. Fusaro, che si definisce "un allievo di Marx e di Hegel, ma anche di Gramsci", non usa mezzi termini quando dice che "il capitalismo è violenza".E nel panorama del conformismo e del pensiero unico, è oggi uno dei pochissimi intellettuali ad andare controcorrente. Il suo progetto è interpretare la storia e quindi anche la realtà politica di ogni giorno, secondo parametri squisitamente anti-capitalistici: "Il capitale è interessato all’immigrazione per abbassare il costo del lavoro in Europa".Il 9 novembre, una data non casuale che coincide con la caduta del Muro di Berlino nel 1989, Diego Fusaro lo ha trascorso a Macerata, dove ha incontrato la redazione di Picchio News parlando di euro, della nuova aggregazione del centrodestra e del centrosinistra, di Pasolini, del Muro e di tanto altro ancora.https://www.youtube.com/watch?v=UIaFJ0hODaQDefinisce la neonata coalizione Salvini-Meloni-Berlusconi una "coalizione improbabile". Dell'area sinistra, invece, nota "una cosa positiva, e cioè che finalmente inizino a parlare criticamente dell'euro e dell'Unione Europea, dopo che per mesi si è stati supinamente dalla parte dell'Europa e della sua moneta. Pare che ci si stia rendendo davvero conto che qualcosa non funziona. Che dire? Benvenuti a bordo!"Sei un tipo molto "social", ed è forse grazie a questo che riesci a raccogliere intorno a te una vasta schiera di gente che ti segue. Abbiamo tenuto d'occhio il tuo profilo Twitter, che aggiorni quotidianamente con riflessioni, pensieri e citazioni: proprio riguardo all'Euro, pochi giorni fa hai twittato: "L'euro non è una moneta, ma un metodo di governo e un programma di sottomissione. Ha cancellato 150 anni di diritti sociali". Parafrasando i 140 caratteri, cosa vorresti dire?Più che social, mi definisco aristotelicamente politikòn. Aristotele utilizzava questa espressione per dire, in sostanza, tre cose: politico, socievole, comunitario. Questo tweet compendia in poche battute ciò che è spiegato in un intero capitolo del mio libro "Il futuro è nostro", scritto a proposito dell'euro e dell'Unione Europea: in altre parole, l'euro è molto di più di una semplice moneta ma, se vogliamo dirla in maniera radicale, un metodo di governo. E questo in virtù di varie ragioni: in primis, è una moneta privata e transnazionale - privata perché non appartiene allo Stato, come avveniva con la vecchia lira in Italia o con il franco in Francia, bensì alla Banca Centrale Europea, e transnazionale perché non ha una sede nazionale ed è appunto l'emblema del superamento degli stati sovrani nazionali - e ha come portato evidente il fatto che stanno sparendo i diritti sociali e dei lavoratori, in nome dell'austerità depressiva e del fiscal compact: tutte quelle conquiste sociali che venicvano chiamate "welfare state" che vengono rimosse in nome della competitività, del pareggio di bilancio. Per tutte queste ragioni, io dico che l'euro è un preciso metodo di governo neoliberale.Il 16 aprile pubblicavi un tweet che hai ripostato qualche giorno fa e che oggi 9 novembre sembra più che mai attuale: "Peggio del mondo diviso dal muro di Berlino poteva esserci solo ciò che è venuto dopo". Hai definito quelli che vivono al di qua del muro "disoccupati, senza casa e senza diritti sociali". Spiegati meglio.Ho scritto questo tweet durante la celebrazione della caduta del muro di Berlino, celebrata in maniera univoca come se fosse una grande epoca di liberazione. Se però si va a vedere al di là del muro di Berlino, ti accorgi di come si sta: è cresciuta la disoccupazione, sono stati tolti i servizi di cui disponevano e quindi non è stato per nulla un miglioramento - a meno che per miglioramento non si intenda il fatto che coloro che stavano al di là del muro possono venire di qua a fare le badanti se donne e gli operai sottopagati se uomini. Il mio post si è collocato in polemica con un giornalista de Il Corriere della Sera che celebrava e magnificava la libertà scaturita dal crollo del muro di Berlino e mi invitava ad andare a vivere in Unione Sovietica per rendermi davvero conto di cosa volesse dire. Io gli risposi: "Benissimo, a patto che Lei provi a vivere come disoccupato precario al di quadel muro di Berlino, senza diritti sociali, e poi vedremo chi sta peggio tra i due. Scherzi a parte, non c'è nulla di nostalgico verso l'Unione Sovietica, dico solo che peggio di quel mondo diviso in due blocchi poteva esserci solo quello in un blocco unico, e ce ne stiamo accorgendo tutti.Il 2 novembre è ricorso l'anniversario della morte di Pasolini: tutti ne hanno parlato e si è scatenata una forte polemica soprattutto sul web. Hai detto che Pasolini è stato ucciso due volte: da chi e come, secondo te?La prima volta è stato ucciso dal potere. Sicuramente, il giovanotto che è stato in carcere ed è stato accusato, non era il vero responsabile o, se lo era, agiva per conto di terzi. Una seconda volta è stato ucciso da queste celebrazioni stomachevoli che hanno esaltato Pasolini nell'atto stesso in cui lo neutralizzavano e lo normalizzavano, ora presentandolo come un giocatore stralunato di pallone - e mi riferisco a Rai3 -, ora semplicemente celebrandolo come poeta e artista e rimuovendo la sua critica radicale della civiltà dei consumi e del potere, il suo odio - perché di odio parlava - verso il mondo del capitalismo.Hai scritto: "Un popolo di schiavi che amano le loro stesse catene. Ecco la globalizzazione". In che senso?La globalizzazione, che viene sempre celebrata come se fosse il non plus ultra della libertà, in realtà produce libertà solo per il mercato e per il capitale, per i flussi delle merci e per la circolazione della finanza, non certo per gli esseri umani che si vedono ridotta la libertà e, paradossalmente, vivono tutto ciò come se fosse naturale. Il vero paradosso che riscontro è nella totale indisponibiltà degli offesi e degli "schiavi", che non hanno più nemmeno la consapevolezza delle loro catene.