Halloween è arrivato e, puntuali, compaiono zucche, scheletri, ragnatele e fantasmi dappertutto. Ma chi lavora nella comunicazione lo sa: i fantasmi veri esistono tutto l’anno. Sono quelli che ti scrivono: “Avrei bisogno urgentemente di un preventivo”. Tu rispondi, prepari tutto, mandi il documento nel giro di poche ore e poi... silenzio. Spariti.
Nessun “grazie”, nessun “ci penso”, nessun “alla fine abbiamo deciso diversamente”. Il nulla. Talmente perfetto che a un certo punto ti viene quasi voglia di controllare se il messaggio sia davvero partito. Poi, magari, ricompaiono tre mesi dopo con un tranquillissimo: “Ciao, riprendendo il discorso...”.
E tu scopri che anche nella comunicazione digitale esiste il paranormale.
Naturalmente il fenomeno non riguarda soltanto clienti e lavoro. Ormai siamo diventati tutti piccoli specialisti della sparizione.
C’è chi legge e non risponde mai, chi apre una conversazione e la lascia lì per settimane, chi chiede un’informazione e poi scompare appena la riceve. C’è persino chi ti contatta con un “URGENTE” scritto in maiuscolo e, dopo che hai risposto, decide evidentemente che l’urgenza è passata.
WhatsApp, mail e social ci hanno dato una possibilità meravigliosa: raggiungere praticamente chiunque in pochi secondi. Ma insieme alla velocità abbiamo sviluppato una strana abitudine: pensiamo che, siccome una conversazione è digitale, possiamo anche abbandonarla senza chiuderla.
Nella vita reale probabilmente non entreremmo in un negozio, chiederemmo alla commessa di mostrarci dieci cose e poi usciremmo dalla porta senza dire una parola. Online, invece, succede continuamente.
E forse il piccolo galateo digitale dovrebbe partire proprio da qui: chiudere le conversazioni.
Non servono grandi spiegazioni. “Grazie, ci penso.” “Per il momento non procedo.” “Ho risolto diversamente.” Tre secondi, una frase e dall’altra parte una persona sa che la comunicazione è finita.
Poi ci sono altri piccoli horror contemporanei.
Il messaggio di lavoro inviato a mezzanotte con la naturalezza di chi sta chiedendo che tempo farà domani. La password dell’account aziendale che nessuno conosce e che apparteneva, naturalmente, a “quello che lavorava qui prima”. Il file urgente che si chiama “definitivo_finale_VERAMENTEdefinitivo3”. E il grande classico: “Vorremmo diventare virali”. Possibilmente entro domani.
Sono scene che fanno sorridere perché chiunque lavori con il digitale, prima o poi, ne ha incontrata almeno una. Ma dietro l’ironia c’è una cosa molto semplice: gli strumenti cambiano continuamente, le piattaforme diventano sempre più veloci, l’intelligenza artificiale ormai ci aiuta persino a scrivere e organizzare il lavoro.
L’educazione, invece, continua ad avere bisogno di noi.
Forse il vero horror della comunicazione non è una mail senza risposta o un cliente che scomplete. È cominciare a considerare normale dimenticarsi che dall’altra parte dello schermo c’è sempre qualcuno.
Quindi questo Halloween lasciamo pure fantasmi e mostri alle feste.
Nelle chat, nelle mail e nei rapporti di lavoro, meglio continuare a essere persone vere.
CHIC / NON CHIC
CHIC: un semplice “grazie, per ora non procedo”.
NON CHIC: chiedere tutto con urgenza e poi scomparire nel nulla.
Possibilmente senza nemmeno lasciare un lenzuolo bianco.

poche nuvole (MC)
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