Dov’era il Sindaco di Cingoli, quando altri primi cittadini dell’entroterra erano andati in Ancona a far sentire le ragioni dei territori svantaggiati sul tema della riforma sanitaria?Ad Ancona quel giorno, lo scorso 11 gennaio si teneva la Commissione sanità con oggetto le modifiche alla DGR 1183 richieste dai vari Sindaci e Consigli Comunali dell’entroterra di tutte le province.Se lo chiede il consigliere comunale del Balcone delle Marche Giorgio Giorgi che sollecita Filippo Saltamartini ad ammettere di aver sbagliato a portare avanti la battaglia della sicurezza invece di quella della sanità.“Se cambierà qualcosa per l’Ospedale di Cingoli, come io mi auguro, non sarà di certo per merito della Giunta Saltamartini, - scrive Giorgi in una nota - ma dei Sindaci dell’entroterra che sono andati in Ancona a far sentire le ragioni dei territori più svantaggiati, invece di andare a Macerata per una manifestazione inutile con gli uffici della prefettura chiusa e senza alcun interlocutore politico e istituzionale.”“Abbiate il coraggio di ammettere i vostri errori, - così si rivolge Giorgi a Saltamartini e alla sua amministrazione - invece di dire ai cittadini ‘abbiate il coraggio di manifestare’ come appello all’iniziativa per la sicurezza dello scorso 16 gennaio.”In quell’occasione, ricorda Giorgi, Saltamartini aveva fatto affermazioni sull’ospedale di Cingoli che il consigliere non condivide affatto: “Quando c’è stato da lottare per l’Ospedale l’abbiamo fatto - scrive Giorgi nella nota - e ora l’Ospedale è uno dei pochi che vengono salvati.“In base alla nuova DGR 1183 del 22.12.2015 e alle determine attuative dell’ASUR della vigilia di Natale, peggiorative rispetto alla famigerata Delibera Regionale 735 del 2013 sul riordino delle rete cliniche che ha sancito la trasformazione definitiva del nostro Ospedale Generale di Zona in Casa della Salute, che l’Amministrazione ha impugnato anche al Consiglio di Stato e il Sindaco voleva portare fino alla Corte Europea, - spiega Giorgi - il nostro non è più un “H” al di là del nuovo nome , “ospedale di comunità”. Non si parla più di Medicina e non abbiamo garanzie sulla regolamentazione delle “cure intermedie”, non c’è più il Punto di Primo Intervento che a Cingoli è opportuno h.24 e non solo h.12 (i sindaci del pesarese già l’hanno ottenuto) e non con i medici di famiglia ma con medici ospedalieri dipendenti, né la day surgery programmata con lo stabilimento di Jesi, che intanto ci sta “saccheggiando” anche la radiologia che funzionava bene”.L’amministrazione Saltamartini cosa ha fatto sulla sanità e cosa farà?Se lo chiede Giorgi che aggiunge: “Quante audizioni con le delegazioni rappresentative di tutto il consiglio comunale avete fatto presso gli organi politici e dirigenziali regionali competenti? Ma non vi chiedete perché c’è così poca partecipazione oggi da parte della nostra gente e dalle forze politiche e sociali locali?”.
Sabato 30 gennaio alle ore 10, nell’aula magna dell’Istituto tecnico commerciale di Macerata (in via Cioci) l’associazione culturale “Le Casette” e l’associazione “Amici del Liceo classico” di Macerata organizzano una conferenza dal titolo “L’Università di Macerata dall’unità d’Italia ad oggi: orizzonti, confronti e prospettive”. Relatore sarà il magnifico rettore dell’Ateneo maceratese prof.Luigi Lacchè che in particolare si soffermerà sull’attualità della formazione universitaria in un mondo globalizzato con riferimento ai rapporti allacciati dal nostro Ateneo con la realtà universitaria e culturale della Russia e della Cina.
Questa volta parliamo di aeroporti, anzi di quello marchigiano di Falconara, il Raffaello Sanzio. E già, perché noi non ci facciamo mancare niente e pure in fatto di aeroplani la giunta regionale, guidata dall’ineffabile Ceriscioli, non perde occasione per combinare pasticci.Ma andiamo con ordine. Tutto comincia a Rimini, nel 2014 quando la Novaport Italia non riesce ad aggiudicarsi la gara per la gestione dello scalo romagnolo. Un vero peccato, anche perché ci avrebbero investito (così dicevano) più di 40 milioni di euro. Ora bisogna precisare che la Novaport Italia è una sedicente società satellite della Novaport Ltd che fa parte della corporation Aeon del magnate russo Trotsenko. Il suo amministratore delegato è Andrea del Vecchio, riminese, classe 1964. Del Vecchio non si dà per vinto.Sfumata l’occasione di Rimini si sposta a sud di qualche decina di chilometri e punta dritto verso le Marche. Adesso vorrebbe gestire l’aeroporto di Falconara, investendoci 22 milioni di euro e diventandone socio di maggioranza. Il tutto, acquistando il 52% delle azioni della Regione. Per il consiglio di amministrazione l’affare è fatto. Tutti i giornali annunciano trionfanti la partnership con i “russi” di Novaport e l’imminente rilancio dello scalo aereo. Che, sia detto per inciso, è in passivo di 40 milioni di euro, centesimo più, centesimo meno. Ma, colpo di scena, l’ENAC (l’autorità per l’aviazione civile) ed il ministero dei trasporti fermano tutto. Occorre un bando di gara. Finisce che il consiglio di amministrazione di Aerdorica si dimette in blocco. Bisogna ricominciare tutto daccapo. E qui entra in ballo la regione Marche che ha ben l’83% di capitale di Aerdorica. Il 16 novembre 2015 i soci (ma stiamo parlando per di 98% di soggetti pubblici) nomina il nuovo CdA: Lorenzo Catraro (presidente), Maurizio Tosoroni e Federica Massei: "tre persone con competenze specifiche nel settore delle infrastrutture, del marketing e della contrattualistica" il commento della vice presidente della Regione Anna Casini, come risulta dalla nota Ansa. Catraro, per combinazione, è anche il segretario regionale del PSI, ma lasciamo perdere… Purtroppo, per ragioni personali e professionali, Tosoroni si dimette dopo meno di un mese e al suo posto viene designato, per cooptazione Andrea Del Vecchio. “Un manager di comprovata esperienza, che conosce bene il Sanzio anche per la due diligence svolta in questi mesi per Novaport Italia. Così spiegarono all’ANSA Catraro e Massei, in accordo con la Regione Marche. Del Vecchio viene prontamente nominato amministratore delegato. Quindi quello che fino a pochi giorni fa era un potenziale, probabile acquirente dell’aeroporto, viene nominato addirittura amministratore delegato della società (ovviamente pubblica) che avrebbe voluto acquistare. Io ero convinto che certe cose accadessero solo in qualche statarello del Sudamerica, ma soprattutto nei film di Woody Allen. Ma andiamo avanti e andiamo a spulciare il curriculum di Del Vecchio per capire meglio la sua “comprovata esperienza” in fatto di aeroplani e/o altri oggetti volanti. Da candidato al consiglio comunale di Rimini nel 2011, così si presentava: laureato in scienze politiche e giurisprudenza, con master in criminologia, corso di specializzazione in diritto tributario, conciliatore e mediatore accreditato presso il ministero di giustizia. Quindi ricercatore e docente per la società internazionale di criminologia, in qualità di esperto per le politiche di sicurezza urbana. Autore, inoltre del progetto spiagge sicure 2000. Chi meglio di un insigne criminologo che ha studiato per rendere più sicuri i nostri litorali, potrebbe gestire un piccolo scalo aereo? Questo deve aver pensato Ceriscioli con i suoi uomini. Poi si lamentano se ogni volta li perculiamo da queste pagine. Attenzione perché la storia non è finita. Anzi, adesso viene bello. Perché sulla Novaport Italia aleggia un alone di mistero. Ad oggi infatti nessuno sa con assoluta certezza se essa sia davvero collegata con la Novaport LTD russa. Il primo novembre 2015, il console onorario russo, Armando Ginesi, ha sentito il dovere di precisare che le “trattative per tale acquisizione sono sempre state svolte da una società italiana Novaport-Italia S.R.L. costituita il 12/06/2014 con sede a Rimini. Del Vecchio, tutto offeso, ha subito risposto a questa osservazione affermando che ”la Novaport Italia srl è stata costituita su incarico diretto della Novaport Ltd, società di diritto russo, firmato il 4 maggio 2014, con il mandato preciso di partecipare al bando di gara ENAC per la gestione dell’aeroporto di Rimini e successivamente all’offerta ad evidenza pubblica per l’acquisizione delle quote di maggioranza della società Aerdorica SpA.” Non ha sciolto il dilemma nemmeno l’assessore regionale competente, Anna Casini in risposta ad una interrogazione: “la Regione non è in possesso di documentazione comprovante l’incarico a Novaport Italia srl, da parte della Novaport russa (sic), di operare in nome e per conto della medesima. Tuttavia notizie in merito rientrano nelle clausole di riservatezza commerciale e sono state eventualmente fornite nell’ambito della procedura di privatizzazione dell’Aerdorica, di competenza del consiglio di amministrazione della società stessa.” E niente, evidentemente deve esserci la privacy pure lì… Eventualmente lo saprebbe solo Del Vecchio. Ma il Del Vecchio che dovesse saperlo, è il medesimo che lo giura ad ogni piè sospinto.In sintesi: Del Vecchio è amministratore delegato di Aerdorica, mentre fino a pochi giorni fa lo era di Novaport Italia. Novaport Italia – come risulta dalla nota di Del Vecchio - vorrebbe acquistare Aerdorica. Aerdorica (con Del Vecchio dentro) sta predisponendo un bando gara per la vendita delle sue quote. Infine, non si sa con assoluta certezza (aldilà delle rassicurazioni di Del Vecchio), se Novaport Italia sia controllata realmente dalla russa Novaport Ltd. La domanda che sorge a questo punto è la seguente: ma che minchia combinano con l’aeroporto quelli della giunta regionale?
Dal Movimento 5 Stelle Macerata riceviamoParlare oggi di sicurezza non è semplice o almeno non è facile parlarne senza dare l’impressione di voler strumentalizzare l’argomento.La nostra città è stata ed è tra le città meno colpite da furti ed atti criminali, ma non vi è alcun dubbio che negli ultimi anni la micro criminalità (in particolare i furti in appartamento) ha fatto un balzo in avanti clamoroso.Quando succedono queste cose è assolutamente indispensabile che le amministrazioni locali cerchino rimedi affinchè la situazione migliori, mentre notiamo che la discussione su questo argomento latita e soprattutto latitano le decisioniNoi crediamo fortemente che in città come la nostra uno straordinario deterrente per la microcriminalità possa essere la presenza costante delle forze dell’ordine nelle varie arterie cittadine.Notiamo con forte disappunto che la Polizia Municipale termina il suo turno in strada alle 20,30 lasciando di fatto la città senza una presenza di controllo nelle ore più “calde” della giornata.Se un cittadino maceratese ha un’urgenza alle 21,00 devono intervenire Polizia di Stato e Carabinieri che, oberati dal lavoro e con poche vetture, impiegano molto tempo disattendendo l’ urgenza. Per non parlare poi dei costi a carico della comunità che lievitano enormemente.In moltissimi comuni italiani questo problema è stato superato prolungando i turni della Polizia Municipale fino alle ore 2,00 di notte e secondo noi questa potrebbe essere una mossa che disincentiva gli atti illegali serali e notturni e che comunque tranquillizza maggiormente i cittadini.Immaginiamo che la presenza di una vettura della polizia municipale lungo le strade cittadine avrebbe sicuramente sventato i tantissimi furti alle attività commerciali, avvenuti anche in vie centralissime come Corso Cavour.Per questo motivo in uno dei prossimi consigli comunali presenteremo una proposta di potenziamento del servizio di pattugliamento della Polizia Municipale e maggiore presenza dei vigili,specie nelle ore serali, con l’introduzione del terzo turno di lavoro ( 20.30 p.m. – 2.00 a.m.).Attualmente stazionano in città 3 pattuglie al mattino e 3 pattuglie nel pomeriggio, sarebbe già un grande miglioramento farne stazionare 2 per 3 turni comprendendo così la notte e limitando al minimo gli aumenti di costo.Chiediamo per questa nostra proposta l’appoggio dei cittadini che non potranno essere ancora inascoltati
Nei giorni in cui una parte d'Europa ipotizza di mettere in discussione il trattato di Shenghen (per la libera circolazione delle persone e delle merci nei confini europei), in cui alcuni Paesi adottano nuove misure di espulsione e in cui altri migranti continuano a morire nel naufragio di barconi, il PD Marche tiene alta l'attenzione sul tema dell'immigrazione.Doppia iniziativa pubblica, infatti, quella dedicata al fenomeno migratorio e organizzata dal partito regionale ieri pomeriggio ad Ancona e, in serata, a Tolentino per “superare gli ostacoli e generare sviluppo”, come recita il titolo dell'evento. Evento che è stato l'occasione per il lancio del Forum Immigrazione e Integrazione del PD Marche, tenuto a battesimo dal responsabile dello stesso Forum tematico nazionale, Marco Pacciotti.“L'immigrazione e l'accoglienza non sono un problema, ma una risorsa” - ha detto il vice segretario del PD Marche, Gianluca Fioretti, intervenuto all'appuntamento dorico. “Quello migratorio – ha spiegato Fioretti – è un fenomeno epocale, dobbiamo essere consapevoli che esiste e dobbiamo assolutamente governarlo, sia a livello nazionale che locale”. Poi un invito al governo centrale: “Si deve modificare la legge Bossi-Fini, perché il reato di clandestinità non è concepibile”. E ancora: “L'Italia può giocare un ruolo decisivo nella partita dell'immigrazione, a livello europeo. Mettere in discussione il Trattato di Shenghen, come alcuni Paesi stanno facendo, è assolutamente deleterio, fa cadere l'idea di un'Europa aperta e culla della civiltà. Altro che moneta unica, qui il rischio è che prevalgano politiche di esclusione”.“Sulla solidarietà dei marchigiani non mi dovete convincere – ha esordito ironizzando Marco Pacciotti –; i miei nonni erano originari di Amandola, quindi conosco bene questa realtà. Sui fattori che spingono le persone a migrare dobbiamo interrogarci non come persone di sinistra, ma come Paese civile. I numeri – ha aggiunto – non giustificano l'allarme. In Europa nel 2015 sono arrivati circa un milione di migranti, su una popolazione di oltre 500 milioni. Dunque, gli allarmismi sono ingiustificati. E proprio su essi – ha sottolineato Pacciotti – è costruita la battaglia politica, di deriva reazionaria, della destra, che punta a salire alla ribalta cavalcando la paura delle persone. La politica tutta dovrebbe mettersi nell'ottica di cogliere questa sfida in positivo, non solo perché è giusto, ma perché conviene al sistema Paese. Oltre ai buoni sentimenti, che è sempre bene ribadire, l'Europa senza i migranti sarebbe in difficoltà, specie nel welfare e nelle scuole, molte delle quali, soprattutto nei piccoli centri, dove la Lega fa il pieno di voti, senza Pablo, Karim, Irina, avrebbero chiuso per mancanza di numeri.Un passaggio poi dedicato alla legge sullo ius soli, in avanzata fase di discussione in Parlamento. “Quando sarà approvata permetterà a circa 900 mila ragazzi di diventare cittadini italiani, non solo perché sono nati, ma anche perché hanno studiato qui, grazie allo ius culturae. I diritti vanno riconosciuti per stabilizzarli. La grande sfida – ha concluso –, anche sul regionale, è dare la direzione di marcia, che qualcuno considererà di sinistra, ma che io considero prima di tutto realista”.Sulla stessa linea anche il segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi, presente all'incontro di Tolentino. “Il partito – ha detto il segretario – è attento alle questioni migratorie e crede che l’immigrazione, se sostenuta da azioni adeguate di integrazione, possa rappresentare un motore di sviluppo, non solo un onere. Il fenomeno migratorio non tenderà a diminuire, non è un fenomeno straordinario, ma epocale, perché siamo di fronte al più grande esodo della storia dell'umanità. Milioni di persone che si sposteranno da una parte all'altra del mondo. La sfida non è solo organizzativa e istituzionale, ma è anche culturale”.“La sensibilità all'immigrazione è presente nel nostro territorio – spiega Antonella Ciccarelli, Responsabile Immigrazione e Integrazione del PD Marche e del neonato Forum regionale, nonché coordinatrice dei due incontri –, ma non sempre è piena in tutte le sfaccettature. Quindi, ci auguriamo che possa attivarsi un gruppo di lavoro per allargare la base di discussione, migliorare le conoscenze e fornire indirizzi chiari, promuovendo una riflessione sulle priorità in tema di immigrazione e integrazione e, più in generale, di diritti civili”.All'incontro di Ancona ha portato il suo contributo anche Emma Capogrossi, assessore alle politiche sociali del comune dorico, che ha ricordato come “nel nostro territorio la solidarietà è stata sperimentata e declinata in chiave concreta. Questo ha permesso di strutturare modelli non improvvisati: esistono competenze, sensibilità, attenzione e non c'è una conflittualità importante”.Illustrata, sempre ad Ancona, l'esperienza di accoglienza sul territorio della cooperativa La Gemma, grazie all'intervento della propria Presidente, Orietta Zitti, mentre a Tolentino sono intervenuti anche Anna Cerquetti, segretaria del PD locale, Giovanni Lattanzi del Gruppo Umana Solidarietà e Claudia Santoni dell'Osservatorio di Genere.
Fanno leva sulla paura delle persone con un ricatto che si trasforma in un incubo economico e psicologico: sono decine le denunce di vittime disperate e che in alcuni casi hanno pagato e continuano a pagare.Già, perchè chi paga una volta, entra in un inferno di ricatti continui. Sto parlando di una delle truffe più schifose del mondo: ti agganciano su Facebook, una bella donna ti illude, ti chiede di parlare in videochiamata e poi registra tutto e inizia un ricatto che potrebbe essere infinito. La vittima viene filmata e poi minacciata che il video venga pubblicato su Fb (inviato nelle chat private di amici e parenti) e su youtube.Ieri, la nostra denuncia pubblica del ricatto subito da un tolentinate ci è costata l'hackeraggio del sito e oltre ventiquattro ore off line. Abbiamo reso pubblico uno dei tanti profili utilizzati da un'organizzazione criminale che ha sede in Africa e ce l'hanno fatta pagare. Il profilo della sedicente Rossella Maeva altro non è che un fake con foto reali rubate dal profilo di una ignara ragazza di Jesi. E oggi le richieste di amicizia si stanno moltiplicando con altri profili: Davilla Adriana, Valerie Plombe, Melanie Coquelet, Mailey Poletti sono solo gli ultimi creati per estorcere denaro alla gente. Alcuni di questi profili ci sono stati segnalati direttamente dai lettori che hanno ricevuto richieste di amicizia da questa gente.Dopo l'articolo di ieri abbiamo scoperto che sono almeno una ventina le persone ricattate fra Tolentino e Macerata da Rossella Maeva. Uno di loro, un uomo di Tolentino, ci ha raccontato tutta la storia, fornendoci anche copia del versamento effettuato via Moneygram alla banda di delinquenti."Ho accettato l'amicizia di questa Rossella Maeva perchè ho visto che avevamo diversi amici in comune. Dopo poche parole in chat, in un italiano strano, mi chiama con la videochiamata. Io accetto e mi arriva l'immagine di una donna bellissima che si spoglia, che si tocca e mi chiede per continuare di mostrare le parti intime e di simulare una sorta di masturbazione. A quel punto ho chiuso la chiamata, ma questa tizia aveva già registrato le immagini con la mia faccia. A quel punto mi manda un link di youtube con il mio nome e vicino la scritta 'pedofilo'. 'Se non vuoi che lo diffonda fra i tuoi amici devi darmi 200 euro' mi ha scritto.Mi fa la lista di tutti gli amici e parenti a cui invierà il video e le foto. Inoltre, posta per due volte sul diario il mio video-scandalo. ''Se non paghi io mettere il video sul sito www.youtube.com, www.dailymotion.com, www.france24.fr, www.policedunet.fr, www.google.com, www.tv.italie.com".Per prima cosa ho segnalato il video a Youtube che lo ha rimosso, ma ho preso paura e le ho risposto che in tasca avevo soltanto 80 euro. Lei ha insistito e alla fine abbiamo chiuso per 100 euro che avrei dovuto inviare su un conto Moneygram in Costa d'Avorio. Il giorno seguente avrei dovuto mandarle gli altri soldi. La sua mail è rossella.rossella@outlook.frDevo dire che ci sono stato male tutta la notte, non ci ho dormito. Nel frattempo, ho mandato a tutti i miei contatti Facebook un messaggio privato dicendo che mi era stato rubato il profilo e che qualsiasi cosa fosse comparsa era dovuta a un virus: ho cercato di cautelarmi. Stamattina ho cancellato tutte le amicizie su Facebook e ho chiuso il mio profilo. Intanto questi delinquenti si sono appropriati veramente della mia immagine di copertina e poi di tutto il mio profilo Facebook. Sono andato a denunciare tutto alla Polizia Postale. Alle 16 di oggi avevamo un nuovo appuntamento on line per chiudere la vicenda e io ho cercato di prendere ancora tempo: l'ho bloccata e non so che fine abbia fatto. Ho però ancora il timore che possa succedere qualcosa: chi mi garantisce che quel video non venga nuovamente pubblicato su youtube con un account diverso?".Oltre al rischio di perdere affetti e amori per una leggerezza.Attualmente ci sono ben cinque profili Rossella Maeva pronti su Facebook per essere utilizzati per estorcere soldi e distruggere la vita delle persone. La raccomandazione è solamente una: non accettare mai richieste di amicizia da persone sconosciute e, soprattutto, controllare il profilo. I fake, per lo più, sono profili estremamente recenti con poche foto e pochi amici, quasi tutti in comune.
A seguito di verifiche in loco e recependo le istanze di molti cittadini, specie anziani e portatori di handicap, in merito al mancato funzionamento di alcuni servizi presso la nuova sede del distretto sanitario di base di Porto Potenza fornita all’Asur a titolo gratuito dal Comune grazie alla disponibilità della Fondazione Divina Provvidenza e del fattivo interessamento del Consigliere Comunale Antonello Rosali, l’Amministrazione di Potenza Picena ha ritenuto necessario comunicare la situazione di disagio al Direttore Generale dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, chiedendo un tempestivo incontro chiarificatore.“Com’è a lei noto lo scorso 4 gennaio è stata attivata la nuova sede del Distretto Sanitario che da via Beethoven 50 è stata trasferita in via Rossini 195. Ci dispiace dover segnalare – si legge nella missiva congiunta del Sindaco Francesco Acquaroli e del Consigliere con delega al Personale, Antonello Rosali – il mancato rispetto degli accordi dello scorso 11 agosto”. In sostanza sarebbe rimasto attivo soltanto il punto prelievi mentre l’apertura dello sportello al pubblico per il ritiro e consegna dei risultati degli esami sarebbe limitata e la possibilità di prenotare prestazioni sanitarie non più prevista. “Dagli accordi – prosegue la nota dell’amministrazione Acquaroli – il nostro Comune avrebbe provveduto ad assicurare una sede alternativa all’Asur a zero spese con il mantenimento di tutti i servizi forniti in precedenza escluso il punto vaccinazioni”. Nella lettera si ricorda inoltre l’impegno dello stesso Maccioni a verificare la fattibilità della Guardia Medica estiva a Porto Potenza, in particolare nel periodo estivo.
Cerimonia ufficiale oggi nella sede della municipalità di Taicang per la firma dell’accordo relativo alla creazione di un amichevole rapporto di scambio tra Macerata e la città cinese dove si trova in questi giorni la delegazione maceratese composta dal sindaco Romano Carancini, il vicesindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde, l'assessore allo Sport Alferio Canesin, la presidente dei Giovani Imprenditori Simona Reschini e il vice presidente di Exit, azienda speciale della Camera di commercio, Andrea Passacantando.L’accordo, in conformità con i principi del Comunicato congiunto sull’istituzione di relazione diplomatiche tra le Repubblica popolare cinese e l’Italia, è stato firmato dal vice sindaco di Macerata Stefania Monteverde e da quello di Taicang Lu Yan, mentre i sindaci Romano Carancini e Shen Mi suggelleranno il patto in un secondo momento quando la delegazione di cinese sarà ospite a Macerata.Nell’accordo le due parti si impegnano “sulla base di uguaglianza e reciproco vantaggio, a promuovere contatti amichevoli people-to-people e un mutuo sviluppo economico e commerciale tra le due città, nonché a realizzare scambi proficui e una fruttuosa cooperazione nei settori della scienza e tecnologia, cultura, sport, salute, istruzione e talento”.La cerimonia di oggi è stata preceduta dagli incontri con i Dipartimenti Commerciale per il progetto che prevede la realizzazione a Taicang di un outlet con prodotti maceratesi e con quello dell’Educazione per gli scambi in ambito sportivo.L’accordo firmato oggi, nel nome di Matteo Ricci, rappresenta un importante passo in avanti lungo il percorso plurisecolare di apertura e dialogo tra l’Occidente e l’Oriente, tra l’Italia e la Cina, tra Macerata e Taicang e una tappa importante per il processo di internazionalizzazione della nostra cittàNel soggiorno a Taicang la delegazione maceratese ha avuto modo anche di visitare il porto della città, uno dei principali della zona, la provincia di Jiangsu, la città antica di Shaxi, il museo della città mentre sabato, sulla strada del ritorno verso l’aeroporto di Shamghai, di conoscere l’antica città di Suzhou.
”Lo Sferisterio nel tempo”, l’idea di realizzare una app per tablet delle alunne dell’Indirizzo Turismo dell’IIS Matteo Ricci di Macerata diventa realtà grazie alla collaborazione con gli alunni del Liceo Artistico Cantalamessa di Macerata e dell’Istituto Tecnico Industriale Mattei di Recanati con la supervisione di Play Marche srl e dell’Accademia delle Belle Arti, nell’ambito del Progetto DCE "PlayMarche: un distretto regionale dei beni culturali 2.0" finanziato dalla Regione Marche” coordinato dall’Università di Macerata.L’idea di far conoscere la storia dello Sferisterio attraverso un gioco di ruolo con testi plurilingue in italiano, inglese, tedesco e francese incentrato sulla cultura europea si è classificata prima nell’ambito del Concorso del 2015 “L’UMANESIMO CHE INNOVA”, bandito all'interno del Progetto "PlayMarche” stesso e in collaborazione con il Laboratorio Umanistico per la Creatività e l’Innovazione LUCI dell’Università di Macerata.Le alunne dell’indirizzo Turismo hanno progettato un gioco di ruolo collocato nella cornice di un viaggio immaginario nel tempo e nello spazio che si svolge in tre date 1821, 1921, 2021. Perché proprio in queste date? Le ragazze hanno preso spunto dal 1921 , anno della prima rappresentazione operistica allo Sferisterio e poi pensato che nel 1821 era appena iniziata la costruzione dell’edificio cittadino destinato al gioco della palla al bracciale. Nel 2021, quindi nel prossimo futuro, le studentesse hanno voluto immaginare quale ruolo avrebbe avuto lo Sferisterio per i giovani.In ogni epoca una guida di eccezione, ad esempio nel 1821 ovviamente il giovane Giacomo Leopardi, accompagna dei personaggi europei tra cui l’anziano Goethe dalla Germania, allo Sferisterio e in altri edifici di Macerata dove questi dovranno superare diverse prove divertenti.Attraverso le varie fasi, i giochi e la presentazione scherzosa dei personaggi e degli edifici, il fruitore del gioco potrà conoscere lo Sferisterio, la sua storia, le sue attività, ma anche il territorio del maceratese e le sue attrazioni storico artistiche.Il prodotto, realizzato dalle alunne dell’Indirizzo Turismo dell’IIS Matteo Ricci Greta Campitelli, Sara Gianfelici, Giulia Lucentini, Nicoletta Maione, Ramona Ruffini coordinate dalla Prof.ssa Cinzia Galassi sarà presto realizzato concretamente attraverso la collaborazione entusiasta e competente degli alunni del Liceo Artistico di Macerata, la classe 2 D coordinata dagli alunni Caterina Cernetti,Luca Luchettti e Lucia Torresi del 4 B Indirizzo Pittura che, coordinati dalla Prof.ssa Pina Fiori, realizzeranno i disegni e la grafica e dagli alunni Luigi Tammaro, Marco Elisei e Alessandro Illuminati dell’Istituto Tecnico Industriale di Recanati coordinati dal Prof. Marco Vita, che si occuperanno della realizzazione tecnica della app.Attraverso questo progetto gli alunni delle tre scuole avranno l’occasione di approfondire la conoscenza del proprio territorio in un contesto europeo e di esprimere la loro creatività. Il prodotto finale intende essere uno strumento educativo attrattivo destinato ai giovanissimi che potranno apprendere la storia l’arte e le lingue in modo ludico e vicino al mondo digitale in cui sono immersi.
E' stata inaugurata mercoledì 27 gennaio la Mostra di foto e documenti allestita presso la Galleria Antichi Forni di Macerata e che, organizzata dall'A.N.M.I.G. (Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra - sezione provinciale di Macerata) e patrocinata dal Comune e dall'Università di Macerata, dall'Associazione vittime civili di guerra e dall'Istituto Storico della Resistenza, resterà aperta fino al 3 febbraio."Sono anni che studio e raccolgo fotografie, documentazione ed oggetti riguardanti l'incredibile tragedia dell'Olocausto - racconta Luca Cimarosa, curatore della mostra -. Oggi, nel Giorno della Memoria, e a più di 70 anni dalla fine dell'immane sterminio, che ha trascinato tra gli ingranaggi di quella perfetta ed efficiente "fabbrica della morte di Hitler", milioni di persone, ho reso pubblico quanto ho raccolto. Lo scopo è di far ricordare e riflettere sugli orrori compiuti. Le foto agghiaccianti, provenienti dagli Stati Uniti d'America, dalla Gran Bretagna, dal Canada e dalla Polonia, sono tutte originali e sono state scattate sia da Organi Ufficiali Militari che da semplici soldati che hanno partecipato alla liberazione dei campi di sterminio, a titolo puramente personale. Oltre alla documentazione fotografica - continua Luca Cimarosa - sono esposti una toccante lettera scritta da un ebreo internato ad Auschwitz e il famoso "sapone RIF" descritto da Simon Wiesenthal come "prodotto con il cadavere degli ebrei".Momenti di commozione ci sono stati durante la lettura di Piergiorgio Pietroni di alcuni passi del diario di Ferdinando Palmucci, un soldato originario di Passo di Treia che venne internato nel campo di concentramento di Fallingbostel. All'inaugurazione della mostre, inoltre, non sono mancate le autorità del capoluogo: il comandante della Guardia di Finanza Amedeo Gravina, il questore Giancarlo Pallini e il comandante della compagnia dei Carabinieri Luigi Ingrosso.Presente anche il Prof. Angelo Ventrone dell'Università di Macerata: "E' necessario celebrare il Giorno della Memoria perchè, soprattutto in un periodo storico difficile come quello che stiamo vivendo, non possiamo rischiare di commettere gli errori del passato. Ciò che è accaduto durante la Seconda guerra mondiale non è il risultato di una follia irrazionale ma anzi, la Shoah è la dimostrazione che la modernità, se utilizzata in un certo modo ed abbinata a processi estremamente razionali, porta a drammatiche conseguenze. La domanda che tutti si sono fatti una volta scoperto l'orrore di Auschwitz è stata: dov'era Dio? Io, piuttosto, mi chiederei: dov'era l'uomo?".
La memoria della Shoah attraverso la consegna delle medaglie d’oro agli ex internati del maceratese“Dobbiamo evitare che la memoria diventi un museo, un sepolcro imbiancato, un libro di storia lasciato sotto la polvere”. L’avvertimento viene dalla Prefetta di Macerata Roberta Preziotti, che ha presenziato la cerimonia di consegna delle Medaglie d’oro ai cittadini del maceratese internati nei campi di concentramento tra il 1943 e il 1945, negli anni del sterminio nazista.Nove cittadini maceratesi che vissero i giorni della perdizione nazista sono stati ricordati con la cerimonia tenutasi presso la Prefettura, alla presenza delle autorità locali.Le medaglie sono state conferite ai parenti di coloro che furono internati o costretti a lavoro coatto, tranne in un caso. Nazzareno Maccari, classe 1926, internato prima nel campo di Sforzacosta e poi in quello di Khala in Germania, ha ricevuto personalmente l’onorificenza.Vittima di un rastrellamento avvenuto a Tolentino nel 1944, quando aveva 17 anni, per mano dei Reparti italiani delle SS, Nazzareno Maccari è stato l’unico sopravvissuto presente alla cerimonia, un testimone oculare e un monumento vivente alla memoria.La giornata della memoria - spiega Natascia Natucci, docente di filosofia del diritto dell’università di Macerata, essendo stata assimilata dalla cultura popolare corre sempre il rischio di finire in due direzioni: quella della banalizzazione e quella della sacralizzazione.” Vedere invece con i propri occhi e sentire le storie di coloro che vissero quei giorni, anche attraverso la consegna di una medaglia, serve a evitare la “massificazione della memoria”.Oltre a Nazzareno Maccari, hanno ricevuto le medaglie d’oro i parenti di Nazareno Raggi (Tolentino), Dante Pannelli (Mogliano), Giuseppe Ferretti (Montecosaro), Properzio Properzi (Potenza Picena), Gino Sigismondi e Armando Montedoro (San Severino Marche), Fernando Palmucci (Treia) e Giulio Rigoni (Visso).Nella sala della Prefettura è stata, inoltre, inaugurata la mostra “Ricordiamo” a cura dell’Associazione Anffas di Macerata. Una esposizione di fotografie e documenti che testimoniano uno sterminio tutto radicato nella logica nazista: quello delle persone con disabilità, considerate esseri inferiori da eliminare. Il piano nazista non prevedeva solo la realizzazione del programma “AktionT4”, che portò alla eliminazione di circa 70.000 persone con disabilità, ma di tutta una serie di pratiche perpetrate in ospedali e istituti, come la soppressione di neonati affetti da menomazioni, l'utilizzo di persone con particolari patologie come cavie umane, fino alla sterilizzazione forzata di malati mentali, epilettici, ciechi e sordi.
Dal senatore Remigio Ceroni, coordinatore regionale Marche di Forza Italia, riceviamoIl presidente Ceriscioli, benché sollecitato, non lascia la delega alla sanità, anzi raddoppia.Raddoppia i casini che ha creato in questi pochi mesi di attività. Cittadini, sindaci, operatori sanitari, sindacati sono in ogni parte della Regione in fibrillazione, contro le scelte operate nei confronti del servizio sanitario regionale.C'è una grande confusione con continui stop and go, oggi i giornali sono pieni di notizie a riguardo. È vero che la regione Marche deve tener conto dei pesanti tagli che il Governo Renzi ha operato al fondo sanitario nazionale e quindi anche alla nostra regione, ma non bisogna agire come Attila.Sono lontani i tempi in cui il PD gridava "La sanità non si tocca". Un po' come per le pensioni. Urlavano "Le pensioni non si toccano" poi abbiamo visto come è andata a finire.Noi temiamo che lo stesso trattamento tocchi al servizio sanitario delle Marche, storicamente funzionante attraverso tante strutture ospedaliere distribuite sul territorio (ancora 48 tra pubbliche e private) che improvvisamente debbono ridursi a poche unità. La scelta manda in malora investimenti milionari operati in questi anni in: strutture, attrezzature diagnostiche, professionalità e servizi a portata di mano del cittadino.Noi non condividiamo questo modo di operare e invitiamo ancora una volta il Presidente Ceriscioli a riflettere, a fermarsi e a programmare complessivamente e a condividere le scelte, perché coloro che governano la Regione non devono sentirsi padroni del vapore, ma operano in nome e per conto, ed hanno il dovere di consultare i territori prima di decidere e mettere in atto scelte sbagliate e incomprensibili. Anche la concertazione ha fatto una brutta fine.In particolare questo deve avvenire quando si tratta di operare per garantire la tutela della salute dei cittadini. Ogni cittadino delle Marche ha lo stesso diritto alla salute sia che abiti nell'entroterra, che abiti nella costa, in una grande città oppure in uno sperduto comune.Ceriscioli non stia chiuso nel palazzo ma giri nelle Marche, solo così potrà comprendere le giuste preoccupazioni dei cittadini che non possono percorrere 50 km per soddisfare i propri bisogni di salute.Infine leggiamo della partecipazione del direttore generale dell'Asur Marini ad un incontro regionale del Pd, ci piacerebbe sapere se è un iscritto del Partito Democratico. Ma di questo parleremo un'altra volta.Al momento ci permettiamo di ricordare il ruolo e la funzione dell'Asur, che non è un dipartimento del PD ma l'azienda sanitaria unica regionale che, nel rispetto degli obiettivi assegnati e delle direttive impartite dalla giunta regionale, esercita, a livello centralizzato, le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'attività aziendale e di area vasta.
Hanno preso ufficialmente il via gli incontri bilaterali tra il Comune di Macerata e la città Taicang, dove una delegazione maceratese è stata ricevuta dalle autorità locali. Obiettivo del confronto tra la nostra città e la terza città più ricca della Cina è l’avvio di una collaborazione tesa alla nascita di un accordo di partnership tra le due realtà.A Taicang da ieri sono arrivati il sindaco Romano Carancini, il vicesindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde, l'assessore allo Sport Alferio Canesin, la presidente dei Giovani Imprenditori Simona Reschini e il vice presidente di Exit, azienda speciale della Camera di commercio, Andrea Passacantando.I fili della collaborazione che i rappresentanti maceratesi stanno tessendo passano per numerosi settori come cultura, turismo, economia, e sport, ma soprattutto per l’import-export della regione cinese di prodotti del maceratese.Situata vicina a Shanghai, in posizione strategica per il commercio in quanto ospita uno dei porti principali della zona, Taicang è una città che sempre più sta investendo sulle nuove tecnologie e sui prodotti biologici.Riprendendo le orme di un maceratese doc come Matteo Ricci, capace di conoscere altre culture grazie alla capacita di dialogo, l’amministrazione maceratese punta a creare collegamenti e relazioni.Sul fronte del turismo, con il progetto “Li Madou un ponte di amicizia”, l'attenzione è volta a organizzare incoming, attraverso viaggi e servizi per entrambe le città, e fare esperienza di way of life dei due paesi attraverso visiting tour dell’Italia e di Macerata. In particolare nel soggiorno maceratese sono previste visite alle scuole, esperienze di teatro, attività sportive, relax, shopping made in Italy, cucina e altre esperienze.Anche la cultura diventa un punto tra culture con la volontà è invece quella di far conoscere, con il progetto “Opera training: viaggio alla sorgenti del teatro d’opera”, l’opera e il melodramma, eccellenza culturale dell’Italia, vero e proprio made in Italy a Macerata, una delle città europee più importanti per la produzione di opera lirica grazie al Macerata Opera Festival e all’arena Sferisterio. Destinatari giovani cantanti lirici diplomati e personale tecnico che potranno partecipare in prima persona alla produzione lirica del Mof e diventarne protagonisti.E infine, non poteva mancare il fattore calcistico con il progetto “Lo sport per l’amicizia” che ha l’obiettivo di far conoscere, attraverso periodi di formazione destinati a squadre giovanili e allenatori, questa disciplina come esperienza di competenza e professionalità per la crescita dei giovani.A questo proposito, lo scorso anno già due allenatori maceratesi, Alberto Virgili e Gianni Secchiari, hanno realizzato una serie di stage a Taicang, grazie all'interessamento di Su Sue, presidente dell'azienda americana “viaSoccer”.Il viaggio in Cina della delegazione maceratese, che rientrerà in Italia sabato notte, intende così confermare e dare un nuovo impulso al processo di internazionalizzazione che vede protagonista la città di Macerata.
In termini calcistici ha fatto prevalere il fattore campo Alberto Gagliardi, il maceratese che domenica all’Ostello Ricci di Macerata si è laureato campione italiano di Subbuteo alla prima edizione del “Campionato Italiano Subbuteo La Leggenda Vintage Edition by Centauria / Fabbri”.44 giocatori provenienti da tutta Italia, hanno dato vita ad un bellissimo torneo dove il divertimento, il fair play e la voglia di stare insieme condividendo la vera passione per il Subbuteo, hanno trionfato!Il Subbuteo Club Maceratese ha espresso “un immenso ringraziamento a tutti i partecipanti e alla Centauria / Fabbri, sponsor unico di questo meraviglioso evento. Il vero ed unico spirito del Subbuteo ha vinto!”.
“Una volta accertate le responsabilità dei vertici delle banche, chi ha sbagliato dovrà pagare”. Ne è convinta la Direzione provinciale del Pd di Macerata che, durante l’ultima riunione, ha esaminato i riflessi immediati che i provvedimenti su Banca Marche avranno sul territorio.Per il Pd locale “chi ha ricoperto responsabilità apicali nel recente passato ed è oggettivamente responsabile dell’attuale catastrofe si assuma le proprie responsabilità”.Sul piano politico, il Pd esprime “soddisfazione per l’impegno del Governo”, chiedendo “ai propri rappresentanti alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica di vigilare affinché l'ordine del giorno, presentato dagli On. Carrescia, Manzi e Morani e accettato dal Governo, sia realmente attuato.L’ordine del giorno in questione prevede un ampliamento della sfera di tutela dei piccoli risparmiatori, attingendo alle risorse derivate dal parziale recupero dei crediti svalutati e convogliati nella cosiddetta bad bank e utilizzando quanto in via giudiziaria sarà recuperato dagli ex amministratori.Ciò che il Pd della Provincia di Macerata chiede con urgenza è di andare avanti nell’opera di rinnovamento “per restituire fiducia ai cittadini, agli imprenditori ed ai risparmiatori”.
Continua la campagna di sensibilizzazione del Comitato civico “Per la Torre” di Passo di Treia. Dopo il partecipato incontro dello scorso 28 dicembre (oltre 50 le sottoscrizioni già raccolte al Manifesto d'intenti stilato dal gruppo spontaneo e al quale è ancora possibile aderire), si tornerà a parlare del futuro della Torre del Mulino venerdì 12 febbraio, alle ore 21, con punto di ritrovo proprio la storica struttura. Anche in questo caso, l'invito è esteso a tutta la cittadinanza.Tuttavia, rispetto al precedente, di carattere interlocutorio, stavolta si tratterà di un incontro operativo. Tra i principali punti messi all'ordine del giorno, la necessità che la struttura, luogo simbolico per i cittadini di Passo di Treia, sia finalmente fruibile attraverso un progetto concreto e condiviso. Nelle intenzioni dei promotori, questo dovrebbe svilupparsi grazie un unico gruppo di lavoro, all’interno del quale le varie professionalità riunite potranno avanzare punti di vista e istanze diverse da sottoporre all’Amministrazione comunale. Tra le questioni più urgenti, dunque, la realizzazione dei bagni, la messa in sicurezza del soppalco, la climatizzazione della stanza del porticato vetrato, l'ordinaria manutenzione, la chiusura e messa a disposizione di almeno uno spazio da destinarsi a stanza di servizio, oltre all'utilizzo temporaneo dell'area verde adiacente. Proprio quest'ultima questione dovrà essere rimandata a un approfondimento su una scala più ampia di quella urbana.Data anche l'approvazione in Consiglio comunale del cosiddetto “Art Bonus” (con il quale si può ricevere un credito d'imposta pari al 50% di quanto donato per la Cultura), il Comitato “Per la Torre” auspica da parte del Comune l'inserimento della Torre del Mulino nella lista dei beni finanziabili anche dai privati e, in particolare, dall'associazionismo locale (sia con parte dei ricavati dagli eventi già in calendario o da manifestazioni da organizzare ad hoc), affinché si possa concretamente dar seguito al progetto e investire anche in altre iniziative di valorizzazione. L'appuntamento, dunque, è al prossimo 12 febbraio.
E’ stata una riunione fruttuosa quella del comitato Provinciale per l’ordine pubblico a Macerata in Prefettura che ha avuto luogo ieri. Dopo quasi tre ore di confronto tra i Sindaci di Treia, Appignano, Apiro, Cingoli e Macerata si è delineato un rafforzamento del controllo del territorio in questi Comuni posti al Nord Est della Provincia.I Carabinieri, infatti, hanno aggregato un militare in più a Cingoli che così avrà una forza organica di 8 unità, per rafforzare l’apparato complessivo che opera anche nei Comuni viciniori.Il Colonnello Di Iulio, Comandante provinciale dell’Arma, ha infatti spiegato come i militari delle 4 stazioni (Apiro, Cingoli, Treia e Appignano) siano impiegati a rotazione, al fine di rispondere a quella che era stata la domanda principale che il Sindaco di Cingoli aveva posto sul tavolo: quali fossero i tempi di intervento dei Carabinieri per un’allerta al 112.Di Iulio ha snocciolato dati ed elementi di valutazione che pongono in risalto l’impegno dell’Arma. Nel solo Comune di Cingoli a fronte di 39 furti in abitazione che sono stati denunciati nel 2015, il personale della locale Stazione ha effettuato 30 sopralluoghi. Le chiamate al 112 sono state 261 ma di queste solo 130 sono risultate “operative” (hanno cioè richiesto l’intervento dei militari).Il Prefetto di Macerata dal canto suo, peraltro corroborato dal Procuratore della Repubblica, ha preannunciato che quella sarebbe stata solo la prima riunione di una serie finalizzata a mettere a fuoco la complessità dei problemi esistenti, poiché -come ha sottolineato il dott. Giovanni Giorgio- questo è un tema per verifiche successive.Il Sindaco Saltamartini ha riassunto i termini del conflitto Istituzionale aperto sulla materia e il fatto che i Comuni montani che, peraltro, comprendono anche il Comune di Monte San Vicino (che non era presente in Comitato) si sentono scoperti dall’organico dell’Arma che, seppur integrato da nuovi elementi, appare insufficiente a controllare un territorio così vasto.Per questa ragione Saltamartini si è rivolto al Prefetto, nella sua qualità di Rappresentante del Governo, per chiedere che i Comuni che oggi sono nella giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Macerata abbiano invece una tenenza a Cingoli.La riunione che ha avuto un carattere particolarmente cooperativo tra gli Enti pubblici presenti ha registrato due battibecchi sopra le righe tra il Sindaco di Cingoli e il Prefetto.La dottoressa Preziotti ha censurato il Sindaco per le affermazioni espresse nel corso della manifestazione del 16 gennaio in Piazza della Libertà a Macerata. Saltamartini aveva sottolineato che molti cittadini, per paura delle bande, dormono con le armi a fianco al letto ed aveva aggiunto <<che se dovesse succedere qualcosa noi lo avevamo detto>>.A questo rimbrotto del Prefetto, il Sindaco di Cingoli ha interloquito sostenendo che la difesa legittima e il diritto di difendere se stessi e la propria famiglia di fronte a banditi che entrano nelle abitazioni è un diritto naturale che non deve essere autorizzato dallo Stato, anche se l’articolo 52 del codice penale risulta chiarissimo sull’argomento.Sulla spinosa questione del <<controllo del vicinato>> sollecitata dal Sindaco di Appignano, Saltamartini è stato categorico: <<non serve se prima non c’è la certezza che i tempi di intervento dei carabinieri siano certi e brevi, poiché in caso contrario possono esporre le persone a rischi inutili>>.Appare, comunque, come la sicurezza non sia percepita dalle “Istituzioni” come un diritto, un bene primario che tutela non solo la proprietà ma anche la vita e l’incolumità delle persone, bensì una sottospecie di diritto sociale che deve risultare compatibile con le finanze pubbliche.Saltamartini -in breve accenno polemico- ha chiesto al Prefetto nella sua qualità di rappresentante del Governo se non ritenesse più utile assumere nuovi magistrati per il Tribunale di Macerata, nuovi addetti alle cancellerie e appartenenti delle Forze dell’Ordine e la metà degli insegnanti che il Presidente Renzi vorrebbe nuovamente incardinare nel nostro paese.Forse -ha soggiunto il Sindaco di Cingoli- sarebbe importante che i marchigiani e i Parlamentari delle Marche chiedessero al Governo un cambio di rotta per la nostra Regione anche in termini di nuove tecnologie e di risorse da destinare ad un bene primario: il diritto alla sicurezza dalla criminalità.
Bisogna indire un referendum popolare, che coinvolga tutti i cittadini “interessati dal primario bisogno di una sanità di territorio”. Nei giorni caldi della protesta contro la riforma sanitaria, la richiesta di una consultazione tra i cittadini marchigiani giunge dal Gruppo Consiliare “Una Città da Vivere” di San Severino Marche, dove la riforma prevede la soppressione del punto nascita locale al centro delle polemiche.Destinataria è l’amministrazione comunale alla quale si chiede di avviare “il percorso amministrativo di un referendum cittadino e di farsi parte diligente per un coinvolgimento di tutti i residenti della Regione Marche, coinvolgendo i Sindaci e gli assessori alla sanità dell’Unione Montana e dell’intera fascia medio-collina della provincia. Per questo - scrive in un nota il gruppo consiliare settempedano - sollecitiamo Martini e Felicioli a predisporre un ordine del giorno o una proposta di delibera da discutere al prossimo Consiglio Comunale.In particolare, il gruppo consiliare chiede di “avviare l’iter del referendum cittadino sulla necessità di mantenere il punto nascite presso l’Ospedale “B. Eustachio”, rendere responsabile tutto il Consiglio Comunale delle permanenti ricadute negative che la chiusura del punto-nascite avrà su tutto il territorio medio-collinare e montano, chiedendo altresì l’avvio della procedura di coinvolgimento di tutti i residenti marchigiani, e infine convocare una conferenza dei Sindaci, con la quale si stigmatizzi e si rigetti la riorganizzazione sanitaria provinciale.”La riforma sanitaria regionale, che il gruppo consiliare definisce “dissennata”, “nuoce gravemente al territorio e ‘massacra’ letteralmente i diritti di una parte dei cittadini, - sottolinea “Una Città da Vivere” - per questo è necessario chiamarli a raccolta attraverso una sana espressione di voto come il referendum.”
Verrà celebrato domani anche nelle scuole settempedane il “Giorno della Memoria”, ricorrenza internazionale istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto.In questo giorno ricorre, infatti, la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz ad opera delle truppe sovietiche. La legge ministeriale n.211 del 20 luglio 2000 prevede che in tale occasione siano attivate iniziative, in modo particolare proprio nelle scuole, volte ad analizzare le circostanze che diedero avvio a uno dei periodi più oscuri della storia d’Europa. Tali iniziative intendono rendere omaggio alle numerose vittime nonché a tutti coloro che, a rischio della propria vita, si opposero a quello che fu un folle progetto di sterminio. Presso l’Istituto comprensivo “Padre Tacchi Venturi”, per iniziativa del dirigente scolastico, prof. Sandro Luciani, e dei docenti coinvolti nel “Progetto Cittadinanza”, sarà proposta agli alunni la visione del film “Il cartoon sulla Shoah” relaizzato dagli studenti del Circolo didattico “G. Mazzini” di Bari. Tutte le altre classi dell’Istituto comprensivo e degli altri istituti scolastici settempedani saranno coinvolte in letture, visione di filmati, musiche, momenti di narrazione dei fatti e di riflessione che ricorderanno la persecuzione del popolo ebraico e le deportazioni nei campi nazisti. “Dobbiamo ricordare per non dimenticare – sottolinea il sindaco di San Severio Marche, Cesare Martini – Dobbiamo lavorare soprattutto perché le giovani generazioni comprendano cosa realmente è accaduto. Come sottolineava Primo Levi è necessario conoscere perché ciò che è accaduto può sempre ritornare”.
Da Barbara Cacciolari (Forza Italia) riceviamo:Come non sostenere Roberto nella sua scelta delicata ma allo stesso tempo molto coraggiosa.Oggi, Roberto Pioli ha iniziato lo sciopero della fame, per invitare il Presidente Luca Ceriscioli, detentore della delega alla sanità, ad intraprendere azioni concertate con i territori interessati ed in segno di protesta contro la riforma sanitaria che vuole la chiusura dei punti nascita di San Severino, Osimo e Fabriano.Roberto ha scelto questa strada per manifestare tutto il suo dissenso – ma è anche il nostro.“Mi apposterò qui, all’entrata dell’ospedale, e dormirò in auto. Attendo il Presidente della Regione Ceriscioli, voglio che venga a vedere quello che sta per far chiudere”.Quando ci siamo sentiti telefonicamente non ho esitato a sostenerlo perchè la sua protesta non appartiene ad un comune ma appartiene all’intero territorio della nostra provincia.Nei giorni scorsi, già il senatore Ceroni, nostro Coordinatore Regionale, in una sua nota aveva invitato il Presidente Ceriscioli ad ascoltare i territori ed assegnare la delega, sottolineando come le scelte intraprese abbiano creato un tale subbuglio da far protestare sindaci, operatori e organizzazioni sindacali, ma soprattutto i cittadini, la vera parte lesa in tutta la questione sanitaria.Nel pesarese, un documento sottoscritto da 55 sindaci su 60 chiedeva di REVOCARE LE DELIBERE DI GIUNTA REGIONALE N.735/13, N.991/15, N.1183/15 e di dare attuazione al Decreto Balduzzi per le aree disagiate. Accompagnato dalla denuncia alla procura della repubblica da parte del sindaco di Cagli.A tale richiesta ad oggi ci risulta che l’Area vasta 1 (Pesaro Urbino) sia stata autorizzata ad assumere personale medico a tempo pieno di 10 unità, attingendo personale dalle graduatorie dell’Asur, smentendo che non sia possibile fare nuove assunzioni.Allora mi chiedo se questo atteggiamento di stop and go, non manifesti in realtà una mancanza di visione programmatica e strutturale della riforma sanitaria.Nella nostra Area Vasta 3 si chiudono i Pronto Soccorso, si chiudono i presidi dei medici di guardia nelle aree interne, viene tolto il medico a bordo H24, si chiudono i reparti nascita, si chiude il reparto di chirurgia dell’ospedale di Recanati con 3000 interventi l’anno, gli ospedali che dovevano diventare Case della Salute alla fine diventano Ospedali di Comunità, vengono tolti i reparti e gli ambulatori, anche perchè l’applicazione della delibera prevede l’accordo con i medici di base che non è mai stato fatto.Si vuole potenziare l’Ospedale di Macerata ma, il reparto nascite sarà operativo forse nel 2017 e solo pensando ai parcheggi ha un enorme handicap ricettivo….e tanto altro ancora!!!La politica del Presidente Ceriscioli vuole sostenere lo sviluppo solo dell’area costiera, dimenticando i territori interni, ma soprattutto calpestando il diritto sacrosanto alla salute dei cittadini.La gestione della sanità significa gestire il POTERE e non ci si può far sfuggire di mano il controllo di un bilancio che sfiora i 3 miliardi di euro, impiega 22.000 unità lavorative e rappresenta più dell’80% del bilancio regionale.IO NON CONDIVIDO QUESTE RAGIONI, perché la Salute e la sua tutela non possono essere strumento di esercito di potere.A tal proposito, ritengo "morale e doveroso” un ravvedimento dell’intera situazione ritirando le determine in questione e procedendo con un riassetto della sanita’ congiuntamente a tavoli tecnici condivisi con i Sindaci dei territori interessati. Come non sostenere Roberto! Invito tutti a farlo con forza".