Stamattina all’Università di Macerata la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ha parlato di Stati Uniti di Europa a un pubblico composto per la quasi totalità da circa 350 studenti delle superiori, ricordando come l’idea di un’Europa unita sia nata “da giovani antifascisti poco più grandi di voi” in un mondo devastato dalla guerra, dall’odio e dal genocidio.Al suo arrivo a Macerata, la presidente della Camera è stata accolta in piazza della Libertà dalle autorità civili e militari e anche da Somaja Iddaif, una signora originaria del Marocco ma residente a Macerata da oltre trent'anni.L’occasione è stata offerta dall’incontro “Costruire l’Europa dei cittadini” organizzato dall’Ateneo maceratese. Ad accoglierla, tra gli altri, il sindaco Romano Carancini, il prefetto Roberta Preziotti, la vice presidente della Provincia Paola Mariani. Presenti gli alunni dell’Iis Galilei e dell’Itis Marconi di Jesi, del liceo classico Leopardi, dell’Itc Gentili, dell’Iis Matteo Ricci e del liceo artistico Cantalamessa di Macerata.A fare gli onori di casa, il rettore Luigi Lacchè. “Tutti noi – ha detto questi- sentiamo che il progetto europeo sta vivendo una fase difficile, complessa, ma al tempo stessi siamo consapevoli del fatto che esso è stato ed è il più grande progetto sovranazionale, di pace e di progresso, avviato nel dopo guerra, fortemente voluto da quella straordinaria generazione di padri fondatori che aveva vissuto le persecuzioni e gli orrori delle guerre; un progetto ardito, portato avanti poi nei decenni, tra luci e ombre, con fatica, ma anche con forza ed entusiasmo. Un progetto che oggi riunisce più di 500 milioni di cittadini. Costruire l’Europa dei cittadini significa mettere al centro delle nostre preoccupazioni e del nostro impegno il tema dei valori fondanti della partecipazione e della democrazia, della solidarietà, della tutela dei diritti della persona umana, della circolazione delle merci ma prima ancora delle persone”.L’on. Boldrini, introdotta dal professor Roberto Mancini, ha parlato dell’Europa come di “una grande idea, un’utopia che deve risorgere dalla proprie sconfitte. La storia dell’Unione Europea è marchiata da stop and go, da successi e insuccessi, ma questo non ci deve scoraggiare. Abbiamo bisogno di un modello nuovo”.Un modello che, secondo la presidente, ci ha dato molti vantaggi: il primo sono i settant’anni di pace che l’Europa non aveva mai conosciuto prima; e poi, ancora, la moneta unica, senza la quale la lira non avrebbe potuto far fronte a una crisi economica senza precedenti, e la libertà di circolazione.“Far saltare il sistema di libera circolazione di Schengen significherebbe tradire il nostro passato e compromettere il nostro futuro” ha detto. Il nuovo modello degli Stati Uniti d’Europa deve nascere dal basso. “Avvierò – ha annunciato -una consultazione pubblica on line quanto prima per chiedere alle persone come voglio questa Europa. Perché è da lì che bisogna ricominciare”, ha invitato, lanciando anche altre proposte, come l’istituzione di un reddito minimo europeo per le persone che non ce la fanno; la creazione di liste transnazionali per l’elezione di un parlamento europeo che sia veramente espressione dell’Europa e non dei singoli paesi; un’armonizzazione delle regole e dei procedimenti per ottenere la cittadinanza, ora diverse da Stato a Stato.Questo processo di ricostruzione, secondo Boldrini, passa anche attraverso i simboli, come la promozione della cittadinanza europea nelle scuole o l’integrazione dell’articolo 12 della Costituzione con la bandiera europea, l’inno di Mameli e quello alla gioia di Beethoven. “Questo deve essere il vostro obiettivo – ha concluso Boldrini rivolgendosi ai ragazzi del pubblico – impegnarvi per una grande causa. E gli Stati Uniti d’Europa sono un’ottima ragione per partecipare, per garantire la pace e affermare i diritti, i nostri e quelli degli altri”.Al termine dell’intervento, la Presidente ha salutato personalmente gli studenti regalando loro le spille degli Stati Uniti d’Europa.(Foto Si.Sa. e Guido Picchio)https://www.youtube.com/watch?v=8YwaTb6XKHg
Dopo le “Cravatte” di Patrizio Moscardelli, arrivano i “Cavalli” di Carlo Gentili: gli stupendi locali di Villa Picena aprono ai colori “elettrizzanti” dell’artista nativo di Tolentino.Ideatore di un movimento artistico internazionale presentato ufficialmente in Cina nella metropoli di Hangzhou, Gentili espone gli ultimissimi lavori nella rinomata villa picena. Il direttore di Villa Picena Resort Franco Aureli precisa: “Lavoriamo nel senso della continuità: come abbiamo valorizzato i vini, le tradizioni e la cucina locali a chilometro zero, nello stesso modo puntiamo sull’arte e sull’ingegno creativo di artisti piceni. Prossimamente dedicheremo delle serate a tema puntando su artisti come Gentili e Moscardelli, presenti con i loro lavori nelle nostre sale”.Amici nella vita e nell’arte, Gentili e Moscardelli promettono importanti novità a partire dalla prossima primavera che partiranno proprio dalle serate artistiche di Villa Picena con colori dell’arte che sposeranno i colori della cucina e della tradizione picena.
Grande partecipazione all'evento promosso domenica pomeriggio da Tombolini Area T, dove l'azienda di Urbisaglia ha presentato "Lo Sposo", la nuova collezione di abiti da cerimonia.Unanimi i consensi durante un piacevole pomeriggio allietato anche dalla musica di Mark Zitti e i Fratelli Coltelli.https://www.youtube.com/watch?v=j0AfjFnvsiU
La scuola paritaria secondaria di primo grado “San Giuseppe” di Macerata, dal 26 al 28 febbraio, organizza una serie di laboratori tenuti da Paola Cappelletti di Mille Modi secondo il metodo Bruno Munari. Si tratta di “Pagine e poi”, una proposta dedicata a bambini, famiglie ed insegnanti. Paola Cappelletti, che da oltre venti anni si occupa di sviluppo della creatività presso scuole, musei, istituzioni pubbliche e private, insegnerà a vivere il libro in modo diverso, come oggetto e come progetto, e mostrerà come un libro possa giocare con il design.Ogni laboratorio, in tutto cinque, sarà dedicato ad una categoria diversa: venerdì 26, dalle 15 alle 18, si terrà quello per gli insegnati “Silent book”, sabato 27 febbraio, dalla 10:30 alle 12, quello per i bambini dai 3 ai 5 anni “Libri al cubo”, dalle 15 alle 16 sarà il turno dei bambini dai 6 ai 10 anni con il laboratorio “Toc toc” per poi passare a “Libri mobili”, dalle 17 alle 18:30 per la fascia di età 11-13 anni. Infine, domenica 28, dalle 10 alle 12, per gli adulti si terrà “Pagine tattili”. Per info e prenotazioni 333 8152237 o sangiuseppelab@virgilio.it .L'istituto, in occasione di Scuola Aperta, ha organizzato altri laboratori artigianali, come quello di sabato scorso di ceramica tenuto da Forme Attuali Ceramica di Appignano. I ragazzi hanno mostrato molto interesse per questa attività che ha permesso loro di conoscere una tradizione preziosa da conservare.La preside e gli insegnanti hanno presentato l'istituto mostrando la struttura e l'offerta formativa e hanno poi invitato i tanti partecipanti a gustare una merenda della tradizione. Il pomeriggio di Scuola Aperta è stato importante soprattutto per presentare il metodo particolare ed innovativo che caratterizza l'istituto, ossia quello di affiancare alle attività scolastiche anche quelle extrascolastiche rivolte non solo agli studenti, ma a tutta la cittadinanza.I laboratori artigianali si terranno tutto l'anno grazie alla collaborazione con l'associazione Il Casale delle Noci e la Cooperativa Eranthe di Mogliano.Per informazioni, www.scuolasgiuseppemc.it, pagina Facebook “Scuola paritaria secondaria di primo grado San Giuseppe Macerata” o 339 4814949.
Ancora successi a livello europeo per la ricerca Unicam.Il progetto di ricerca “Developing skills in the field of integrated energy planning in Med Landscapes / ENEPLAN”, che vede tra i partner anche l’Università di Camerino, ha ottenuto un importante finanziamento nell’ambito del programma ERASMUS Plus - Capacity Building in Higher Education.Di grande respiro internazionale il partenariato che vede la partecipazione alle attività di ricerca, oltre all’Università di Camerino, dell’Università di RomaTre, che è capofila del progetto, di enti di ricerca ed istituzioni italiane, maltesi, portoghesi, spagnole, libanesi, giordane ed egiziane.Il ruolo di Unicam, con il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Andrea Catorci della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, sarà quello di mettere a disposizione le proprie competenze per la definizione dei processi di valutazione ambientale e di impatto paesaggistico attraverso strumenti di analisi geobotanica e di ecologia del paesaggio.Il progetto ENEPLAN mira a colmare una lacuna nei programmi universitari, concentrandosi sulle fonti energetiche rinnovabili, sullo sviluppo e sulla pianificazione sostenibile di impianti rinnovabili. Tecnici, progettisti ed urbanisti, infatti, spesso non hanno sufficienti competenze in materia di pianificazione energetica; d’altro canto, gli esperti in sviluppo di fonti energetiche rinnovabili non hanno competenze in pianificazione territoriale ed ecologia del paesaggio.Il rapido e continuo sviluppo tecnologico nel settore rende, inoltre, difficile l’inserimento delle energie rinnovabili nella pianificazione delle attività didattiche e curriculari dei corsi di laurea, inserimento che è invece altamente auspicabile, soprattutto se si considera l'importanza di strumenti integrati per le strategie di pianificazione su scala non solo locale e nazionale, ma anche europea e globale.L’obiettivo è dunque quello di giungere, attraverso un approccio interdisciplinare, a far sì che ambiente, tecnologie, pianificazione e paesaggio siano tutte considerate nella pianificazione e nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Nello specifico, visti i Paesi coinvolti nella partnership, il progetto affronterà questa sfida nell’area mediterranea.Il tutto anche per offrire nuove opportunità di inserimento nel mondo del lavoro dei giovani laureati.
Un'altra serata di successo per il nuovo Tartaruga targato Roberto Buratti.Dopo le tantissime persone che giovedì hanno riempito il locale maceratese, anche ieri sera il locale ha fatto registrare il tutto esaurito con bella musica, bella gente e tanto tanto divertimento.(Foto Si.Sa.)
Il Comune di San Severino Marche si occuperà del trasporto degli alunni della scuola “Luzio” che frequentano il Centro diurno di aggregazione giovanile pomeridiano “San Paolo”. La Giunta comunale ha infatti siglato un accordo con l’Unione Montana “Alte Valli del Potenza e dell’Esino”, gestore del Centro “San Paolo”, che consentirà di accompagnare gli alunni, al momento dell’uscita dalla scuola, fino alla struttura ospitata nel complesso della Casa di riposo “Lazzarelli”. Sono sempre più numerosi gli alunni della scuola elementare e secondaria di primo grado che richiedono attività di supporto nell’espletamento dei compiti scolastici agli educatori presenti presso il Centro “San Paolo” in orario pomeridiano. Grazie a tale accordo al trasferimento da una struttura all’altra ci penseranno ora gli autisti degli scuolabus comunali. Questo permetterà di non distogliere più gli educatori dalla normale attività didattica.
Taglio del nastro questo pomeriggio a Palazzo Buonaccorsi di Macerata per la mostra "Fortitudo" che inaugura “I Giorni della merla”, la rassegna sulla letteratura nordica, del freddo e dei ghiacci.La mostra, che si avvale della collaborazione della Cambridge Polar Consultance, si trasferirà a marzo nella città inglese.Grazie alla collaborazione tra l’Istituzione “Macerata Cultura”, da una proposta della componente del consiglio di amministrazione Lucia Tamcredi, e gli organizzatori del festival “Macerata Racconta”, arriva al Buonaccorsi l’esposizione davvero insolita e inattesa, dedicata a una spedizione antartica dai contorni leggendari.Nei suoi 25 dipinti di varie dimensioni tratteggiati su tele e tessuti di arredamento la pittrice di origine fermana Paola Folicaldi Suh si ispira al viaggio della nave “Endurance” al polo sud e l’eroico recupero dei membri dell’equipaggio da parte del capitano Shackelton dopo un tragico naufragio fra i ghiacci.
In merito alla vicenda che giudiziaria di cui si parla ormai da qualche giorno, la Cerolini srl ha emesso un comunicato ufficiale a firma di Giuseppe Cerolini."Il sottoscritto Cerolini Giuseppe" si legge nella nota "nel ribadire piena fiducia nella attività della magistraturaDICHIARAdi accettare con soddisfazione e con senso di responsabilità di proseguire nell'attività di amministratore delle mie aziende e di continuare la gestione con professionalità e competenza rapportandomi per gli atti dovuti con il dott. Alessandro Benigni.RIBADISCOche ho sempre onorato tutti gli impegni con gli oltre 250 dipendenti, i fornitori e i clienti. Profonderò sempre maggior impegno per gestire le mie aziende con la professionalità ed esperienza acquisita che la complessità della gestione richiede, il tutto per amore delle attività, il bene dei miei dipendenti e per dare prestigio e lustro alla mia città essendo certo che la magistratura accerterà la verità, la trasparenza e la correttezza del mio operato.Conscio del gravoso impegno, per quanto espresso sopra metterò a disposizione tutta la mia professionalità, ed esperienza, per ripagare la fiducia riposta dalla magistratura nella mia persona.Dichiaro altresì che in futuro investirò ancora nella tipologia di attività che amministro e gestisco per la crescita e l'occupazione e per lo sviluppo civile ed economico e sociale della mia città".
Non vorrei consigliare alle fashion victims di coprirsi dal freddo di New York con pellicce alla moda anche se alcune colorate sono davvero divertenti.Altro che indumento elegante e alla moda.Indossare una costosa pelliccia potrebbe impedirvi di accedere a molti locali glamour della Grande Mela. La decisione animal friendly viene da Johnny Barounis, titolare di molti club sulla Upper East Side, Lower Esat Side e East Village di New York. Categorica è la decisione di questo noto imprenditore animalista che afferma:"Sono sempre stato anti-caccia e anti-pelliccia. "Noi alla gente diciamo che sono invitati a entrare, ma il pelo rimane fuori. Gli animali allevati per la loro pelliccia sono spesso tenuti in piccoli spazi grandi come quelli delle galline allevate in batteria e poi vengono uccisi per soffocamento, folgorazione, gas e veleno è qualcosa di inaccettabile".Il 51enne Barounis, vegetariano e membro della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), ha dato disposizione ai bodyguard di controllare che pelli e pellicce siano ecologiche. Una scelta che lo scorso inverno ha colto di sopresa una donna che, vedendosi negare l'ingresso, ha chiamato la polizia. "Per poco non la portavano dentro per falso allarme", ha commentato Barounis. È proprio il caso di dire che la pelliccia è definitivamente considerabile come un indumento "fuori" e non solo di moda. Sperando che questa bella iniziativa sia apprezzata anche in Italia, consiglio di avere coraggio e fare come questo noto imprenditore.
Dal 1° febbraio sono operative le novità per la raccolta differenziata. Il sacchetto giallo con i rifiuti indifferenziati delle utenze domestiche verrà raccolto una sola volta la settimana, il lunedì. I cittadini, quindi, soprattutto in questa prima fase dovranno fare particolare attenzione a non conferire il sacchetto anche il venerdì.Il Comune di Macerata in collaborazione con il Cosmari ha avviato la campagna di comunicazione Esco solo il lunedì con l’affissione di manifesti e l’invio nelle case dell’eco calendario 2016. E attivo un numero verde del Cosmari 800640323 per rispondere ad ogni dubbio e informazione sulla raccolta differenziata.La razionalizzazione della frequenza del ritiro del sacchetto giallo è dovuta alla riduzione della quantità di indifferenziata raccolta da quando sono entrate in vigore, ad inizio dello scorso anno, le nuove modalità del “porta a porta” cosiddetto “spinto”.Modalità che hanno portato immediatamente a risultati molto positivi facendo passare il peso della differenziata dal 54% del 2013 al 75,8% del 2015 (il dato si riferisce al periodo gennaio- novembre 2015) mentre anche l’andamento della produzione totale dei rifiuti è scesa del 16% rispetto al 2010
Le scarpe marchigiane arrivano a scuola. E’ nato un mini laboratorio in classe sulla costruzione della calzatura alla Scuola dell'Infanzia "Piazza Giovanni XXIII” di Trodica di Morrovalle.Nello specifico, la sezione E coordinata dalle docenti Antonella Basocu e Assunta Luciani, agganciandosi al progetto educativo-didattico "La scuola nel mio paese... Arti e Mestieri", ha proposto ai bambini un'esperienza guidata altamente coinvolgente.Il calzaturificio Vittorio Spernanzoni ‘Il Gergo’, marchio rilevante in campo nazionale, ha fornito materiali, utensili ed operai altamente qualificati spiegando ai più piccoli come nasce una scarpa, come si sviluppa, come vengono scelti i pellami, forme e modelli da proporre al mercato.I bambini con il loro entusiasmo hanno reso speciale l'intero evento, tempestando di domande gli "addetti ai lavori". Momento clou della giornata è stata la presenza di Mastro Calzolaio Olivo, aiutato da Mastro Maurizio, che con la sua arte e maestria nel realizzare scarpe fatte a mano ha incantato bimbi ed insegnanti raccontando loro le varie esperienze vissute nel corso della sua vita nei diversi paesi del mondo.Quando la scuola si "lega" al territorio ed alle tradizioni nascono occasioni di grande coinvolgimento tra i contesti educativi come la famiglia, le associazioni e le aziende in grado di tener alto il valore della storia dell'artigianato e dell'industria locale.L’esperienza si concluderà con la visita dell'intera sezione al calzaturificio “Vittorio Spernanzoni”.
Due sorelle di 50 anni sono state travolte in casa dal crollo di un grosso armadio, che le ha quasi sepolte vive: per fortuna una delle due aveva un cellulare in tasca ed è riuscita a chiamare i vigili del fuoco, che, accorsi sul posto, un condominio del quartiere Pace a Macerata, hanno sollevato l'armadio e tratto in salvo le due donne, peraltro molto corpulente. Entrambe stanno abbastanza bene, ma sono state accompagnate in ospedale per accertamenti.L'incidente domestico è avvenuto in una cameretta per bambini, arredata con un armadio a parete nel quale erano incastrati due lettini. Per cause ancora da chiarire, l'armadio si è staccato dal muro ed è caduto addosso alle due donne. Sul posto anche i sanitari del 118. (Ansa)
San Severino si mobilita contro la crisi economica. Lo fa con il progetto “San Severino Solidale”, nato dalla collaborazione fra la Caritas vicariale, l’Amministrazione comunale di San Severino Marche e la cooperativa sociale Opera.L’obiettivo è quello di dare una prima risposta alle famiglie settempedane messe in ginocchio dall’attuale crisi economica e, in particolare, a quei soggetti che sono rimasti senza lavoro o che oggi devono fare i conti con una significativa riduzione del proprio reddito.L’iniziativa consiste nel far svolgere delle attività lavorative retribuite come servizi di manutenzione o cura del verde che oggi sono gestiti dalla cooperativa o dal Comune. Di fatto la Caritas finanzia il progetto, la coop Opera che è esperta nel reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati si occupa della parte amministrativa, gestionale e di coordinamento del personale e il Comune fornisce i materiali per svolgere le attività lavorative dando supporto nell’organizzazione dei servizi che si andranno a svolgere.“In questo modo - spiega l’assessore ai Servizi Sociali, Vincenzo Felicioli - forniamo un sussidio economico non semplicemente erogandolo a chi ne farà richiesta ma a chi se lo guadagnerà svolgendo un prezioso servizio per la comunità intera. Siamo certi, perché ne abbiamo già avuto un riscontro più che positivo, che questa iniziativa farà acquisire a chi sta vivendo un momento di difficoltà una certa sicurezza anche psicologica e, inoltre, darà dignità e una presa di consapevolezza del proprio ruolo sociale per i soggetti beneficiari. I lavoratori che abbiano già coinvolto - sottolinea ancora l’assessore Felicioli - hanno svolto attività utili al decoro urbano e alla manutenzione degli spazi pubblici nell’ambito di azioni concordate e coordinate con il servizio Manutenzioni del Comune”.“Con il progetto “San Severino Solidale” - spiega Novello Frittellini, coordinatore della Caritas settempedana - cerchiamo di fornire, nel nostro piccolo, da un lato una risposta concreta e dall’altro un segnale e uno stimolo importante con l’avvio di un percorso virtuoso capace di mantenere vivi valori e legami e di far sì che non si disperdano risorse e che non si sviluppino fenomeni di depressione sociale”.Diverse le aree di intervento e le possibili iniziative che potranno essere messe in atto: “Si va - spiega Emanuele Innocenzi, coordinatore della società cooperativa sociale Opera - da interventi di pulizia urbana del centro storico alla pulizia delle strutture museali e culturali, a interventi di messa in sicurezza della sentieristica antincendio, alla pulizia dei fiumi, alla raccolta delle foglie nel periodo autunnale. Ci si potrà occupare poi anche di logistica in occasione di manifestazioni, fiere ed eventi o di servizi di supporto in ambito turistico e culturale come l’apertura di strutture o lo svolgimento di servizi informativi, promozionali o inerenti lo svolgimento di manifestazioni”.
In relazione alle dichiarazioni pronunciate nel corso della trasmissione “Lo Sai Che?”, andata in onda il 22 gennaio scorso sull’emittente televisiva “Sportitalia”, dal giornalista Michele Criscitiello nei confronti della S.S. Maceratese – definita “una Società miracolata dal Signore”, con un Direttore Sportivo non all’altezza della Lega Pro, una Presidentessa che ha costruito la squadra “con tre peperoni, due fagioli e quattro piselli”, una squadra fatta dall’allenatore Cristian Bucchi da solo e senza spendere un soldo, una società ed una proprietà che non hanno nessun merito per i risultati ottenuti ed hanno fatto un mercato di gennaio “con il braccino”, di “mezzi investimenti”, tra cui quello per il calciatore “Togni che non gioca da tre anni” -, questa mattina, la presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella, ha tenuto una conferenza nella sala stampa dello stadio Helvia Recina, per smentire tali illazioni."Questi ultimi giorni non sono stata presente per motivi di salute e ho sentito cose totalmente fantasiose nei confronti della società - afferma Tardella - Questa, in realtà, sarebbe dovuta essere una conferenza stampa congiunta con l'amministratore delegato, ma è assente per lavoro. - spiega la presidente - Quello che mi preme far sapere è che queste dichiarazioni sono tutte infondate, nulla è vero: la società è presente, viva e non ha intenzione di mollare"."Nessuno ha chiesto dimissioni a nessuno e oggi tutti rivengono confermati: ho estrema fiducia nel mister e nella squadra... non consento a nessuno di chiamare la Maceratese un gruppo miracolato dal Signore, la società deve far sentire le sue ragioni e probabilmente queste voci derivano dall'invidia".Effettivamente, le dichiarazioni sopra citate e andate in onda qualche giorno fa sono state alquanto pesanti e a darne conferma è anche l'allenatore stesso, Cristian Bucchi, intervenuto durante l'incontro di questa mattina."Nessuno ha intenzione di dimettersi, non siamo contenti degli ultimi risultati, ma senza dubbio riusciremo a rimetterci in carreggiata" ha affermato il mister.Si è parlato anche del caso Fioretti, "per il giocatore, - spiega Tardella - è stato valutato, non c'è ancora una diagnosi definitiva e prudenzialmente lo staff tecnico vuole continuare a valutare le sue condizioni fisiche, perciò rimarrà ancora fermo per questi motivi".Invece, a proprosito dell'illazione sulle presunte dimissioni della Tardella stessa, la presidente conclude così: "Ma ve lo immaginate un presidente che nel momento del bisogno abbandona la sua squadra? Il ruolo del presidente è anche quello di star ancora più vicino alla squadra quando le cose vanno male e di certo io non mollerò per qualche risultato inutile!".
Controllo del vicinato, servizi notturni della Polizia Municipale, nuove telecamere finalizzate al controllo delle targhe: sono queste le novità che l'amministrazione comunale di Tolentino intende mettere in campo a brevissima scadenza per contrastare furti e rapine.A comunicarlo è l'assessore alla Sicurezza Giovanni Gabrielli che spiega come "Nessuno si sente tutelato nelle proprie abitazioni dove resta alta la tensione, soprattutto, il timore che i malviventi possano tornare a colpire di nuovo.Come assessore alla Sicurezza, ma come tutti i componenti di questa amministrazione, riteniamo di dover intervenire a supporto dell'azione già in atto da parte delle forze dell'ordine, valutando soluzione concrete che, a breve termine, possano rendere più efficaci gli effetti e misure preventive.La nostra proposta è quella mettere in pratica il progetto denominato “Controllo del vicinato” che andrebbe a sopperire alla mancanza di organico degli organi preposti alla vigilanza.Con l'attuazione del progetto, che vede la partecipazione dell'omonima Associazione provinciale, riusciremo ad avere un territorio costantemente monitorato grazie alla collaborazione dei Consigli di quartiere e contrada, che in questa fase rivestono un ruolo fondamentale. Il controllo del vicinato si attuerà attraverso l'opera di volontari formati alla segnalazione e sarebbe gradita l'iscrizione di soggetti che hanno già testato esperienza nelle forze dell'ordine ed oggi in pensione.Il programma del “Controllo del vicinato” conta una serie di incontri per la formazione dei volontari, tenuti dai responsabili dell'Associazione stessa.La nostra proposta arriva nel timore che, visti i numerosi furti e la generalizzata paura, i cittadini possano adottare misure di autodifesa, come purtroppo spesso si verifica.Il “Controllo del vicinato” potrebbe essere una soluzione utile per tentare di sventare raid furtivi ed episodi di vandalismo che accadono soprattutto al calare della sera per le strade della nostra Città. Una sola pattuglia di carabinieri, infatti, non può tenere sotto controllo tutti gli angoli del territorio.Martedì 26 gennaio abbiamo incontrato i presidenti ed i vice-presidenti dei Consigli di quartiere e di contrada per verificare la fattibilità a partire quanto prima con il controllo del territorio.La prossima settimana, alla presenza del referente provinciale dell'associazione del “Controllo del vicinato”, incontreremo tutti i componenti dei Consigli di quartiere e di contrada, unitamente ai rappresentanti delle forze dell'ordine e del corpo della Polizia locale.Nel frattempo stiamo organizzando l'impiego di una squadra di Polizia locale in servizio notturno, che in coordinamento con la Compagnia di Carabinieri di Tolentino, siano di ausilio all'attività di prevenzione del controllo del territorio.Anche, l'acquisto di nuove telecamere da integrare alle esistenti, finalizzate al solo rilevamento delle targhe auto, darà i suoi risultati.Il momento è difficile e delicato ma, come sempre, stiamo cercando di mettere in campo più energie possibili, affinché la situazione rientri nella normalità".
Il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, prenderà parte, insieme a una delegazione di settempedani, alla cerimonia ufficiale dell’ordinazione episcopale di mons. Antonio Napolioni a vescovo di Cremona che si terrà domani sabato 30 gennaio. Nella Cattedrale di Cremona sarà presente anche il Gonfalone della Città di San Severino Marche.Il primo cittadino settempedano, insieme al sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, e al sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, accoglieranno intorno alle ore 15 in piazza del Comune, a Cremona, l’arrivo del nuovo vescovo insieme alle altre autorità.Successivamente ci si sposterà in Cattedrale per la liturgia di ordinazione episcopale che sarà presieduta dal predecessore del nuovo vescovo, monsignor Dante Lafranconi, alla presenza dell’arcivescovo di Camerino - San Severino Marche, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro.
“Vivendo per tre mesi nel carcere di Camerino, ha rimpianto il carcere di Poggioreale.” Lo dice il signor Giuseppe, ieri sera in collegamento telefonico con “Radio Carcere”, la trasmissione di “Radio Radicale” condotta da Riccardo Arena.Trentasette anni, ex tossicodipendente, Giuseppe ha trascorso tre mesi nel carcere di Camerino ed è uscito di prigione lo scorso 23 dicembre. La sua testimonianza arriva a una settimana dalla relazione sulla giustizia del Ministro Andrea Orlando, in cui ha affermato che in Italia “nessun detenuto è sistemato in uno spazio inferiore ai 3 metri quadri previsto dalle raccomandazioni europee”.Giuseppe non la pensa proprio così. “Sono stato per un periodo in una cella di 19 metri quadri con 13 persone, poi in un’altra che aveva una capienza per due persone, ma eravamo in quattro”. Giuseppe ha vissuto, quindi, in circa un metro quadro e mezzo su letti a castello di tre piani, che spesso arrivano fino al tetto e da cui più di un detenuto nelle carceri italiane spesso cade provocandosi ferite.Come si vive in una cella sovraffollata? Giuseppe racconta che non si vive proprio bene.Le ore d’aria in cui Giuseppe aveva più di un metro quadro e mezzo erano 9, le altre 15 le passava in cella. “La sera dopo cena ti sentivi male perché non potevi fare niente, e non facevi niente nemmeno il giorno, perché nelle ore d’aria potevamo solo passeggiare nel corridoio del carcere, nell’ozio più totale”.Stare in una cella stretta e non poter nemmeno respirare: “Io non fumo ma mi hanno messo in una cella fumatori anche se soffro d’asma.” E non solo: mangiare o lavarsi, tutto diventa un problema. “Il cibo era zero, scadente e tutte le sere solo brodo e chi non ha soldi di cucinarsi in cella fa la fame. Per lavarsi avevamo 4 docce, ma ne funzionavano due e l’acqua era sempre fredda”.Le celle del carcere di Camerino sono non solo strette, ma anche umide e vecchie, e soprattutto prive di luce. “Le celle sono buie perché le finestre sono alte e oltre alle grate ci sono le reti metalliche che non fanno arrivare la luce. Vivevamo con la luce sempre accesa che ci faceva male agli occhi.” Sembra che il sole sul carcere di Camerino non sia mai arrivato. “Anche il cortile dell’ora d’aria era molto piccolo - racconta Giuseppe - e non entrava il sole perché le mura sono alte, non ci andava quasi nessuno tranne 4 persone a giocare a biliardino.”Il tempo nel carcere di Camerino, come in tanti altri istituti italiani, non passa mai. “Tenevano le celle aperte ma stavamo tutto il giorno a fare nulla - racconta Giuseppe - non esisteva un’attività lavorativa utile e così quando esci dal carcere sei arrabbiato più di quando entri, perché non c’è niente che ti aiuti a reinserirti nella società.”Il carcere di Camerino è un carcere piccolo e vecchio. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Giustizia, aggiornati al 31 dicembre 2015, ospita 52 detenuti su una capienza regolamentare di 41 posti. E’ stato ricavato dalla struttura di un ex convento e ne ha ereditato gli spazi umidi e angusti. Ha una struttura a “L” con un corridoio interno su cui si affacciano 7 celle della sezione maschile, mentre al piano superiore sono situate 5 celle destinate alle donne.Anche il Garante dei Detenuti della Regione Marche, Andrea Nobili, riconosce che “a Camerino ci sono problemi di carattere strutturale: mancano gli spazi per le attività fondamentali dal punto di vista dell’aspetto trattamentale”. Delle attività a Camerino esisterebbe anche, “ci sono corsi come teatro o yoga, ma resta il problema degli spazi - spiega Nobili - spesso la cappella dove viene celebrata la messa viene usata per tutto”.Il Garante dei Detenuti delle Marche proprio questa mattina ha fatto visita al carcere di Camerino, insieme a una delegazione composta dall’Assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, e ai consiglieri regionali Sandro Bisonni del Gruppo Misto, Marzia Malaigia della Lega Nord e Elena Leonardi di Fratelli d’Italia.Sul fronte del sovraffollamento, denunciato da Giuseppe, il Garante parla di “una situazione adeguata dal punto di vista della popolazione carceraria di Camerino, con un leggerissimo sovraffollamento, ma niente di patologico”. Per Nobili “Orlando è nel vero nel dire che quasi nessuna realtà registra situazioni di vivibilità inferiori ai tre metri quadri. Anche nelle Marche con gli ultimi provvedimenti la situazione è migliorata.”Ad oggi, non esisterebbero dunque problemi di sovraffollamento a Camerino. L’unico punto debole di cui parla il Garante, oltre al problema strutturale, è rappresentato dal sottodimensionamento del personale. “La polizia penitenziaria, al di sotto del numero regolare di 10 unità, - spiega il Garante - a fronte di 46 agenti che dovrebbero essere presenti nella struttura, e anche gli psicologi, che sono in sottorganico, come in quasi tutte le carceri italiane.”Anche Giuseppe a “Radio Carcere” ha denunciato le difficoltà incontrate a Camerino dal punto di vista dell’assistenza psicologica. Lui, un ex tossico, come trattamento psicologico aveva ricevuto solo cure farmacologiche. “Quasi tutti nel carcere di Camerino avevano problemi di tossicodipendenza. - racconta - Mi hanno dato solo psicofarmaci come Tavor, gocce e tranquillanti, ma io li ho rifiutati perché stavo malissimo, invece gli altri detenuti si drogavano con gli psicofarmaci, che ti fanno dormire dalla mattina alla sera.”La cura delle malattie dei detenuti diventa più difficile se la malattia è fisica, in questo caso a causa di problemi burocratici e organizzativi, non sempre le cure adeguate alle persone che vivono in cella riescono ad essere garantite. “Se una persona sta fuori dal carcere può scegliersi il medico specializzato in una determinata patologia - spiega Samuele Animali di Antigone Marche - invece un detenuto deve aspettare che la Regione assegni un medico al malato”.E sempre Giuseppe a testimoniare quanto sia difficile curarsi in carcere: “Mi si era infiammata l’ernia al disco e mi hanno curato con la tachipirina, me ne davano 3 al giorno, ho chiesto altro ma mi hanno risposto che ‘le punture non le facciamo perché è vietato’.”
Nell’ambito del trasferimento degli uffici comunali dall’attuale sede dell’ex distretto militare di viale Trieste a Palazzo Conventati, da lunedì prossimo 1° febbraio, fino a sabato 5, l’ufficio Entrate sarà chiuso al pubblico a causa del trasloco.L’attività lavorativa riprenderà regolarmente da lunedì 8 febbraio nella nuova sede di Piaggia della Torre dove il servizio troverà spazio nei locali situati a piano terra.
Altro che "buona scuola"! Più che altro bisognerebbe parlare di "scuola ripensata". E che fa arrabbiare.Succede in un istituto scolastico al confine fra le provincie di Macerata e Ancona, dove a distanza di otto mesi dall'esame di terza media, l'Invalsi ha capovolto il risultato trasformando i "10" in "4", mettendo in dubbio la veridicità della prova e facendo calare l'ombra del sospetto sul risultato.Una situazione paradossale che ha provocato l'inevitabile reazione della dirigenza della scuola: "la 'scuola italiana' premia chi non studia e dubita di chi lo fa veramente" si legge nella mail che l'istituto ha inviato ai genitori degli ormai ex alunni, oggi studenti del primo anno delle superiori."Scrivo questa mail per informare che l'Invalsi ha messo in dubbio il dieci che i nostri alunni hanno conseguito nell'esame di Stato, sospettando che siano stati aiutati. Per cui, hanno trasformato i dieci in tanti "bei" quattro. Non è uno scherzo, ma è la 'scuola italiana' che premia chi non studia e dubita di chi lo fa veramente. Dobbiamo dimostrare che non è successo ciò che loro suppongono. Perciò, necessitano delle prove. Con la preside abbiamo pensato di inviare la fotocopia della pagella del primo quadrimestre conseguita nella scuola superiore. Potreste portarmi la fotocopia a scuola?".Insomma, arbitrariamente e senza alcuna prova, l'Invalsi ha trasformato il massimo dei voti in una brutta insufficienza e ora - per giustizia, per il buon nome della scuola e per la dignità dei ragazzi che avevano conseguito quel bel voto - si cercherà di dimostrare che gli studenti sono veramente bravi con il supporto della prima pagella delle superiori. Che, fra l'altro, ancora non è stata emessa.Comprensibilmente amareggiati anche i genitori degli studenti coinvolti che, di certo, non si aspettavano una cosa del genere.Anche se la cosa non avrà ripercussioni sul curriculum scolastico dei ragazzi, si è scritta un'altra brutta pagina della scuola pubblica italiana.(di seguito il testo originale della mail inviata dall'ex insegnante ai genitori)