L’idea è scaturita nel corso del convegno promosso da Unicam e Anpal Servizi nell’ambito di Tipicità.
“Università e Territorio – dialoghi su occupazione e innovazione” è stato il tema del seminario promosso dall’Università di Camerino e da Anpal Servizi, che si è tenuto lo scorso 6 marzo a Fermo all’interno della manifestazione Tipicità.
Il seminario è stata un’importante occasione di confronto tra Regione, Università, Aziende, Centri per l’Impiego e rappresentanti delle associazioni degli imprenditori e dei sindacati, su come costruire sinergie e rapporti strutturati sul territorio tra istituzioni formative, imprese e attori del mercato del lavoro per favorire crescita occupazionale e per sostenere lo sviluppo locale e la creazione di posti di lavoro. Ed è proprio nella convinzione dell’importanza del ruolo delle Università come motore di sviluppo per il territorio, che il Rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini ha lanciato l’idea della “Carta di Fermo”, progetto subito condiviso anche dall’assessore regionale Loretta Bravi.
“Ritengo sia giunto il momento – ha dichiarato il Rettore Corradini – di definire un “patto” tra i diversi attori presenti, per passare da una fase di sperimentazioni e buone pratiche ad una fase di messa a regime degli interventi ritenuti più efficaci per dare concretezza al ruolo delle Università quali agenti di sviluppo territoriale”.
“Ritengo ci sia ormai la necessità – ha affermato l’assessore Loretta Bravi – di un profondo cambiamento culturale da parte delle Istituzioni, in particolare di quelle regionali, per attuare finalmente politiche attive che diano risposte concrete ai giovani, le cui esigenze dovrebbero essere al primo posto nella progettazione dei percorsi da parte delle Istituzioni formative”.
L’incontro si è aperto con i saluti del sindaco di Fermo, cui è seguito l’intervento del Rettore Corradini. La relazione di Paolo Manfredi, responsabile delle strategie digitali di Confartigianato ha messo in evidenza rischi e opportunità dei processi di innovazione, che al contempo creano nuove figure professionali e determinano l’obsolescenza di molti altri lavori che non sono in grado di “competere” con l’automazione e con la digitalizzazione dei processi produttivi. Manuela Guzzini, presidente della Acrilux spa nonché presidente del Comitato dei sostenitori Unicam, ha raccontato il punto di vista di una importante azienda del territorio.
Alla presentazione del lavoro svolto a livello territoriale da Confindustria e dai sindacati (rappresentati dalla CGIL) è seguita l’illustrazione delle esperienze territoriali: le Università di Camerino e Ferrara hanno presentato il lavoro pluriennale dei percorsi integrati studio lavoro, la prima, e l’esperienza del Comitato delle imprese sostenitrici, la seconda, un esempio raro nel panorama nazionale di cooperazione tra Università e sistema produttivo; l’Università di Teramo ha presentato il proprio lavoro di riorganizzazione del placement, che mette al centro dei processi di orientamento gli studenti, in un’ottica peer to peer.
La rete dei comuni di Teramo (Sportello Lavoro) e il centro per l’impiego di Terni hanno portato la testimonianza di uno spaccato importante della rete dei servizi per il Lavoro. Il rappresentante di Anpal Servizi, che insieme all’Università di Camerino, ha organizzato l’iniziativa, ha sottolineato la necessità di consolidare la collaborazione tra MIUR e ANPAL per sostenere i Career Service universitari, quali servizi fondamentali in un’Università che voglia affrontare i complessi cambiamenti in corso e fornire servizi di qualità agli studenti.
L’assessore Loretta Bravi ha concluso i lavori di questa significativa giornata di confronto, arricchita dalla presenza di molti studenti.
Ancora un importante finanziamento europeo ottenuto dalla ricerca di eccellenza dell’Università di Camerino.
La Commissione europea ha infatti recentemente annunciato l'assegnazione di 2.5 milioni di euro al progetto europeo denominato “CHARMED” inserito nell’ambito del programma Horizon 2020 Marie Skłodowska-Curie RISE Ricerca e Innovazione. Il progetto è stato presentato da un consorzio europeo di piccole imprese e università, che include anche l’Università di Camerino, che collaboreranno alla realizzazione del progetto.
Per l’Università di Camerino partecipa il gruppo di ricerca coordinato dalla prof.ssa Piera Di Martino, docente della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, con la collaborazione delle dottoresse Roberta Censi e Manuela Cortese.
Per la realizzazione del progetto è stato selezionato il comune di Nemi, grazie alla sua posizione geografica, al suo importante patrimonio culturale e alla qualità della vita di cui gode la sua popolazione.
“Obiettivo del progetto – ha dichiarato la prof.ssa Di Martino – è quello di realizzare “una comunità verde di nuova concezione”, dove ricreazione, benessere e salute della popolazione vengono promossi, valutandone l’impatto ecologico, economico e sociale.
Lo sviluppo di piccole comunità verdi, in genere località minori e lontane dai flussi turistici principali, può essere promosso con l’obiettivo di sviluppare “un turismo della salute” che coinvolga sia la popolazione locale, sia i turisti, in particolare quelli in età pensionabile, nonché coloro in fase di riabilitazione da malattie serie quali i tumori”.
L'obiettivo è fornire un modello di auto-sostenibilità socio-economica, dove un sano invecchiamento può essere promosso in sinergia con le attività locali
Per la realizzazione del progetto sono state riunite le competenze scientifiche e socio-economiche di università e piccole imprese di Italia, Regno Unito, Danimarca, Polonia, Slovacchia, Germania e Paesi Bassi, con l'obiettivo di creare un'infrastruttura socio-economica alternativa per lo sviluppo di un turismo basato sul miglioramento del benessere fisico e psicologico.
In particolare, il gruppo di ricerca Unicam sarà chiamato a valutare la qualità del microambiente della cittadina di Nemi dal punto di vista chimico-olfattivo. Aria, acqua, suolo saranno campionati ed analizzati con i metodi analitici più all’avanguardia presenti presso le strutture della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute. L’impatto sulla salute della popolazione del microclima sarà valutato su un campione di popolazione (residenti e turisti), mediante valutazione di parametri clinici.
Sabato 4 marzo, presso l'Auditorium dell'IPSIA “Don Enrico Pocognoni” di Matelica, ha avuto luogo la cerimonia dellaconsegna dei diplomi relativi all'anno scolastico 2015/2016.
Il Dirigente Scolastico prof. Francesco Rosati ha curato l'apertura della mattinata, di fronte ad un folto pubblico tra cui sedevano autorità locali quali il Sindaco del Comune di Matelica Alessandro Delpriori, l'Assessore Antonella Nalli del Comune di Camerino, il Presidente del Consiglio Comunale di San Severino Marche Sandro Granata, il rappresentante della Provincia Massimo Montesi.
Dopo aver introdotto le ultime novità che hanno investito il mondo scolastico, soprattutto con la c.d. Buona Scuola(L107/2015), Rosati si è soffermato sul concetto di lifelong learning, superando quindi l'idea che la formazione si arresti con il conseguimento di un titolo di studio; ovviamente, la scuola rimane sempre il punto di partenza per l'acquisizione di nozioni e competenze basilari che permetteranno agli uomini di domani di poter apprendere sempre, per tutto l'arco della vita. “Abbiamo bisogno delle vostre professionalità”, ecco l'appello del Dirigente a cui si è riagganciato il Sindaco Delpriori, che ha definito l'IPSIA fiore all'occhiello non solo di Matelica, ma di tutto il territorio, proprio per la sua presenza capillare grazie alle sedi associate di Camerino e San Severino. “E' un anno difficile per la nostra comunità e proprio per questo voi ci servite, soprattutto il vostro entusiasmo, la vostra voglia di vivere e di lavorare qui”, questo l'appello del primo cittadino ai neodiplomati, ai quali ha rivolto i migliori auguri per un futuro pieno di soddisfazioni.
Anche il Dirigente Tecnico dell’USR Marche prof. Francesco Mezzanotte, nel salutare la scuola che ha diretto dal 2012 fino allo scorso mese di dicembre, ha rimarcato lo stretto legame tra l’IPSIA e il contesto alto-maceratese, sia dal punto di vista economico, culturale, sia sociale.
La mattinata è stata anche occasione di orientamento post diploma, sia per i diplomati che per i diplomandi, i quali hanno potuto assistere all'intervento del Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “Merloni-Miliani” Giancarlo Marcelli che ha illustrato i percorsi degli Istituti Tecnici Superiori, della durata circa di 2 anni, attivati presso Fabriano, Fano e Fermo. “Il futuro è delle scuole tecniche e professionali, proprio perché qui c'è assoluta necessità di ricostruire” esordisce Marcelli, che sottolinea l'alta e rapida occupabilità dei diplomati.
Un breve stato dell'arte relativo ai progetti in lingua, ai progetti PON e all'Alternanza Scuola Lavoro è stato tracciato dai professori referenti dell’IPSIA: il quadro è più che positivo, in quanto negli ultimi anni diversi studenti hanno avuto l'occasione di fare esperienze di studio-stage all'estero gratuitamente; inoltre,la percentuale di occupati nel settore analogo all’indirizzo di studi frequentato sfiora il 60% entro un anno, ma raggiunge l'80% entro i 3 anni superando di molto la media nazionale.
A conclusione degli interventi la platea ha avuto il piacere di ascoltare una coinvolgente Lectio Magistralis sugli impieghi dei nuovi materiali nella odierna società tecnologica a cura del prof. Claudio Pettinari, pro Rettore Vicario dell’Università di Camerino, tra i più affermati ricercatori nel settore chimico in campo internazionale, con all’attivo più di 300 pubblicazioni nelle maggiori riviste e autore anche di diversi brevetti.
Prima della cerimonia di consegna dei diplomi è intervenuta anche la dott.ssa Cesarina Dolciotti, del Centro per l’Impiego di Tolentino, che ha illustrato le finalità dell’EURES, la rete europea dei servizi per l’impiego, invitando i giovani presenti a consultare il relativo portale europeo dedicato alla mobilità professionale.
La consegna dei diplomi agli studenti dell’IPSIA è avvenuta quindi a chiusura di una giornata davvero significativa, che ha dato modo alla scuola di rimarcare il suo stretto legame con il territorio non solo locale, ma ormai possiamo dire a livello europeo. I ragazzi sono il nostro futuro, soprattutto in un momento così difficile e delicato; la scuola può e deve essere il trampolino di lancio, per dare ai giovani la spinta necessaria per farli volare davvero in alto.
Mercoledì 8 marzo si è tenuta la presentazione del volume #leviedelledonnemarchigiane a cura di Silvia Alessandrini Calisti, Silvia Casilio, Ninfa Contigiani, Claudia Santoni, edito dalle EUM, presso il polo didattico Bertelli dell'Università degli studi di Macerata.
Un pubblico numeroso e interessato ha affollato l'aula magna della Facoltà di Scienze della Formazione in occasione dell'evento, organizzato grazie alla disponibilità della professoressa Isabella Crespi.
Hanno portato i loro saluti il sindaco Romano Carancini, l’assessore alle Pari opportunità Federica Curzi, il Rettore di Unimc Francesco Adornato, il direttore del Dipartimento di Scienze della formazione Michele Corsi, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo, la presidente del Comitato Pari Opportunità della Regione Marche Meri Marziali. Sono seguiti gli intereventi della delegata del Rettore per le pari opportunità Natascia Mattucci e di Claudia Santoni, presidente dell’Osservatorio di genere. Il pomeriggio si è concluso con la tavola rotonda presieduta da Ninfa Contigiani, alla quale hanno partecipato Silvia Alessandrini Calisti, Lucrezia Ercoli, Renata Morresi, Marco Severini. Un video messaggio di Maria Cristina Maselli ha ricordato la figura della collega e amica Maria Grazia Capulli, una delle donne presenti nel libro.
Il volume raccoglie le biografie delle donne votate nel contesto del progetto social #leviedelledonnemarchigiane ideato epromosso dall’Osservatorio di Genere, successivamente accolto dal Consiglio delle donne del Comune di Macerata, al fine di recuperare la memoria di donne del passato protagoniste della società marchigiana e ad oggi proposte come meritevoli di intitolazioni di vie e spazi pubblici delle città delle Marche. Insieme agli Atti del seminario “Cultura, memoria e spazi urbani” svoltosi all’Università di Macerata, il volume si inscrive nel contesto dell’azione di riequilibrio del gender gap presente nella toponomastica italiana voluta anche dall’Anci e si coordina con il lavoro dell’Associazione Toponomastica femminile.
Tra i personaggi raccontati nel libro si trovano letterate, politiche, artiste, mediche, benefattrici, tutte marchigiane o naturalizzate tali: volti noti, ma anche personaggi ancora sconosciuti ai più, che conquistano, grazie a questo lavoro corale, il diritto ad essere ricordati.
L'iniziativa ha avuto il patrocinio di Consiglio della Regione Marche - Assemblea Legislativa, CPO Regione Marche, Consiglio delle donne del Comune di Macerata, Associazione nazionale Toponomastica Femminile.
Per celebrare i dieci anni di attività del Casb, Biblioteca didattica d’Ateneo, l’Università di Macerata organizza un viaggio musicale nell’Europa dell’Ottocento: sabato 11 marzo, dalle ore 18 nella Sala Mario Sbriccoli del Palazzo del Mutilato, in piazza Oberdan 4, il duo Rosamunde proporrà un concerto a ingresso libero di musica da camera per violoncello e pianoforte, eseguendo i capolavori della tradizione della musica europea: da Ludwig van Beethoven, a Giuseppe Martucci, Robert Schumann, Camille Saint-Saëns, in collaborazione con l’orchestra sinfonica “Rossini”. “Le due giovani concertiste – ha scritto di loro il quotidiano L’Azione -, già vincitrici di concorsi, si sono imposte agli ascoltatori con grande determinazione e professionalità esibendo doti tecniche di spicco unite a sensibilità e capacità interpretative non comuni”
Le promettenti musiciste, Elena Antongirolami al violoncello e Melissa Galosi al Pianoforte, con passione e attenzione al contesto storico, porteranno il pubblico a contatto con il mondo della musica lirica e cameristica, presentando e illustrando i brani, gli aneddoti e le curiosità celate dietro ad un’arte che, nonostante la veneranda età, è sempre viva e pulsante.
Solo poche settimane ci separano dai terribili eventi sismici che hanno sconvolto il centro Italia e tanta distruzione hanno portato in meravigliosi posti dove l’arte, la cultura e il turismo la facevano da padrona. Tra questi la bella Camerino, sede di una delle più antiche Università italiane e custode di opere d’arte di inestimabile valore. Una città che investe molto in cultura e che nell’aprile del 2015 ha inaugurato il Palazzo della Musica con all’interno la sede dell’Accademia Italiana del Clarinetto, grazie a una convenzione tra l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Gianluca Pasqui e il Presidente dell’Accademia Maestro Piero Vincenti.
L’ispezione dei tecnici post sisma non ha lasciato però alcuna speranza di poter riaprire il Palazzo della Musica e l’hashtag #ilclarinettononcrolla si è subito accostato a quello lanciato dal Rettore di Unicam #ilfuturononcrolla. Un messaggio non solo ideale, ma concreto. Sabato infatti l’Accademia Italiana del Clarinetto ripartirà con le sue attività proprio da Camerino, dalla sede del campus Unicam messa a disposizione per il Master di II°livello in clarinetto ad indirizzo solistico, autorizzato dal MIUR proprio pochi giorni prima del sisma di ottobre, grazie a una convenzione esistente tra i due enti. Per l’avvio dell’anno un ospite d’eccezione: la clarinettista Sharon Kam. Solista di fama internazionale debuttò a soli sedici anni con il celebre concerto di Mozart per clarinetto e orchestra con la Israel Philarmonic Orchestra diretta dal M° Zubin Mehta. Una carriera ventennale unica e diverse incisioni discografiche. I corsisti, provienti da tutta la penisola avranno modo di essere da lei ascoltati in questa prima due giorni di masterclass proprio nella città marchigiana che ha accolto con orgoglio questo progetto quasi due anni fa.
Ha preso il via nei giorni scorsi a San Benedetto del Tronto la sedicesima edizione del master in “Manager di Dipartimenti Farmaceutici”, organizzato dalla Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della salute di Unicam e diretto dal prof. Carlo Cifani.
“Anche quest’anno, nonostante sia la sedicesima edizione – ha sottolineato il direttore del master Carlo Cifani – abbiamo avuto richieste di iscrizioni superiori al numero massimo, segno del grande interesse in questo settore della formazione manageriale del farmacista ospedaliero. E’ sempre forte l’esigenza di formare i farmacisti nell’ambito manageriale, affiancando alla formazione scientifica aspetti quali la gestione economico-finanziaria dei dipartimenti farmaceutici, la gestione del personale, le tecniche di comunicazione e la gestione dei dispositivi medici e dei farmaci all’interno delle strutture ospedaliere. Si tratta infatti di tematiche estremamente importanti anche all’ottica dei continui cambiamenti nell’ambito della sanità”.
“Gli iscritti – ha proseguito il prof. Cifani – provengono da 19 differenti Regioni e questo consentirà anche un continuo e costruttivo confronto tra diversi sistemi sanitari. Per il quarto anno consecutivo, inoltre, abbiamo rinnovato la collaborazione con l’Azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII, di Bergamo e questo permetterà di offrire agli iscritti oltre ad una didattica frontale anche una visione pratica della gestione di una farmacia all’interno di un ospedale considerato il più tecnologico d’Europa”.
Il master è promosso in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera, la Società Italiana di Farmacologia, l’Area vasta n. 5 della ASUR Marche e l’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Contemporaneamente ha preso il via, sempre a San Benedetto del Tronto, anche la seconda edizione del corso di perfezionamento in Gestione Manageriale del Dipartimento Farmaceutico, che ha lo scopo di arricchire il laureato di competenze specifiche, di natura scientifica, organizzativa ed economica, utili nella gestione manageriale della Farmacia.
Dal professor Massimo Sargolini, docente di Urbanistica all'Università di Camerino, riceviamo
In occasione della manifestazione "Tipicità" (organizzata da ISTAO, INU, Ordine degli Architetti di Fermo e dalle università marchigiane), il 6 marzo, si è svolto a Fermo un interessante seminario su "Le Marche dopo il sisma. Ricostruzione, reinsediamento, nuove opportunità, nuovo sviluppo" che ha messo in luce come la cooperazione tra enti di governo, GAL e Università possa fornire nuove opportunità di sviluppo per le aree interne marchigiane.
Il Centro Italia si trova a un bivio molto importante della storia dell'intero Paese. Le scelte di governo che nei prossimi giorni si compiranno, potranno segnare l'avvio di una rinascita o sancire il declino di un territorio di elevato valore culturale e naturale. Peraltro, gli eventi drammatici che hanno interessato l'Appennino marchigiano sono intervenuti in un periodo di profonda crisi economica, in cui ogni decisione di governance sembra in bilico tra desiderio di innovazione, permanenze difficili da gestire e non meglio identificabili "nostalgie del passato", in cui quotidianamente si dibatte sui trend negativi di produzione materiale e le relative convulsioni dei mercati, in cui i casi di povertà reale aumentano ed è a rischio la tenuta sociale. Questa grave incertezza economica s'innesta in uno stato di precarietà degli equilibri ecologici, testimoniato da considerevoli aumenti di inquinamento di alcuni ambienti urbani e periurbani, e da profondi cambiamenti climatici in atto.
Dal processo di ricostruzione delle zone colpite dal sisma si può, tuttavia, ripartire per sviluppare nuove strategie di rigenerazione della città e del territorio.
A partire dalla fine del XX secolo, a livello nazionale ed europeo, incominciano a prodursi le prime importanti riflessioni (all'interno di produzioni legislative, trattati e direttive) che orientano l'uso razionale delle risorse e come queste potrebbero concorrere alla valorizzazione dell'Appennino:
- la Legge Quadro sulle aree protette (L. n. 394 del 6/12/1991) che connette, attraverso l'uso di appositi strumenti di pianificazione e programmazione, le azioni per la conservazione delle risorse naturali e culturali alle azioni per la loro valorizzazione;
- il Progetto Appennino Parco d'Europa (Legambiente, Ministero dell'Ambiente, 1999), che individua le modalità di reciproca e feconda interazione reticolare tra il cuore naturale della catena montuosa e le aree circostanti, più estesamente modificate dai processi di antropizzazione. Successivamente, la Carta di Sarnano (Università di Camerino, Alps Convention, UNESCO, 2014), capitalizzando i follow up delle esperienze della Convenzione dei Carpazi e della Convenzione delle Alpi, tenta di creare gli strumenti e gli accordi necessari per la valorizzazione turistica dell'Appennino;
- la Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000), che mette in gioco una nuova visione di paesaggio, inteso come frutto del rapporto uomo-natura, esteso all'intero territorio (incluse le parti ordinarie e più degradate), da sottoporre alla valutazione da parte di tutta la "popolazione interessata";
- la Strategia Nazionale per le Aree Interne - SNAI (DPS, 2013), che si pone come obiettivo primario lo sviluppo e la ripresa demografica (riduzione dell’emigrazione; attrazione di nuovi residenti; ripresa delle nascite) attraverso l'aumento del benessere della popolazione locale, della domanda di lavoro e di occupazione, del grado di utilizzo del capitale territoriale.
Questi quattro riferimenti per la governance dell'Appennino, nell'affrontare il grande tema della rigenerazione post sisma 2016, non potranno fare a meno di confrontarsi con alcuni obiettivi generali:
1) accrescimento della sicurezza dell'abitare. Diversamente, l'attrattività di questi luoghi si affievolirebbe nel tempo e sarebbe persino difficile riportare a casa quei cittadini che sono stati, temporaneamente, spostati sulla costa;
2) mantenimento sul territorio di un’adeguata offerta di beni/servizi di base, i quali definiscono la “cittadinanza”, che è una condizione fondamentale per garantire il permanere della residenza;
3) miglioramento delle prospettive socio economiche degli abitanti di queste terre, attraverso l'elaborazione di progetti di sviluppo locale in grado di favorire la creatività e l'innovazione e il coinvolgimento delle forze endogene.
Il primo punto dovrà essere soddisfatto preminentemente dallo Stato che è già impegnato nel fornire indicazioni, orientamenti e linee guida riguardo il "come", il "dove" e il "se" ricostruire. Quel che è certo è che il "dov'era e com'era" è ormai solo uno slogan sulla via del tramonto e non potrà applicarsi integralmente, e indistintamente, sull'intero territorio danneggiato.
Riguardo il secondo punto, c'è una compartecipazione tra governo centrale e governi regionali e locali e il primo passo può avvenire da fronti diversi. La stessa Strategia Nazionale per le aree interne si muove in questa direzione e, per formulare alcune prime idee guida, opera in stretto rapporto con le periferie dello Stato.
Riguardo il terzo punto, è proprio il governo locale che deve partire per primo, sapendo che deve uscire dagli angusti e asfittici confini dei campanili e deve saper guardare alle reti globali e quindi all'Europa e al Mondo, passando, se e quando necessario, attraverso il coordinamento della governance regionale e nazionale. Diventa, naturalmente, essenziale il coinvolgimento delle comunità locali e dei soggetti pubblici e privati più idonei alla definizione della proposta strategica.
In questo percorso di rigenerazione, l'Università potrà avere un ruolo speciale. Nel caso studio dell'area del sisma del Centro Italia, l'Ateneo di Camerino ha già svolto un compito straordinario nella fase emergenziale, reagendo, sin dal primo momento, con tempestività e lucidità, mettendo a disposizione le migliori competenze relative all'Architettura, alla Geologia, all'Ingegneria, alla Sociologia e all'Urbanistica, che sono ancora in trincea per valutare danni, mettere in sicurezza, fornire indicazioni per le prime, urgenti, ricostruzioni e la scelta dei siti adeguati all'insediamento temporaneo o permanente. Ora, però, si rende necessario ripensare i territori devastati che presentano inevitabili trasformazioni identitarie, anche interpretando l’immaginario degli abitanti, mobilitando competenze culturali, creative, scientifiche, artistiche e letterarie, favorendo la riflessione su scenari anche diversi, su nuove capacità di immaginare il futuro.
Nel caso più esteso del Centro Italia, all'Università si chiede, dunque, di supportare, dal punto di vista tecnico-scientifico, una nuova visione strategica, nonché la formazione di nuove competenze e nuovi processi organizzativi, che sono sintetizzabili nella cosiddetta "terza missione dell'Università" di cui tante volte, e in diverse sedi, si è parlato, ma la cui applicazione ha presentato, talvolta, ostacoli insormontabili. Mai come in questo momento storico, l'Università è chiamata ad essere imprenditoriale, vale a dire attenta alla promozione della competitività di un territorio, divenendo un hub per l'innovazione in grado di incidere sul benessere sociale ed economico della collettività.
L'Università può offrire dunque un sostegno reale a ritrovare "la coscienza dei luoghi" (Giacomo Becattini) mettendo in luce come una rinnovata interpretazione delle diverse identità territoriali possa favorire una nuova sinergia uomo-natura, strutturale ai fini della cura del territorio, della qualità della vita degli abitanti, della salvaguardia dei caratteri dei luoghi e del patrimonio ambientale e storico-culturale per le generazioni future. Si tratta di interagire, riconoscersi e relazionarsi con le comunità locali, con il loro ambiente di vita e con le dinamiche naturali, per avviare un processo di sviluppo sostenibile costruito sui caratteri, le risorse, le identità e le specifiche dotazioni dei diversi ambienti di vita.
Per avere speranze di successo in questa proiezione è però necessario che l'Università assicuri tre condizioni:
- la formazione, in stretta cooperazione, dei ricercatori che operano nella ricerca per favorire la crescita della conoscenza (ricerca di base) con i ricercatori che operano per favorire il trasferimento e l'applicazione delle conoscenze (ricerca applicata), al fine di incidere sull'innalzamento del benessere sociale ed economico della società;
- il riconoscimento e la valorizzazione del senso e del ruolo della visione interdisciplinare, essenziale per analizzare, interpretare e risolvere i problemi complessi della contemporaneità, che richiedono visioni sistemiche, da ottenere attraverso il contatto ed i mutui scambi tra saperi diversi e complementari;
- la connessione dei percorsi della formazione e della ricerca con i temi della prevenzione e della rigenerazione post catastrofe, anche al fine di attrarre: i) nuovi studenti che troveranno sull'Appennino un grande "centro studi", per approfondire le tematiche della contemporaneità (sisma incluso), con cui dovranno confrontarsi appena proveranno a entrare nel mondo del lavoro; ii) docenti e ricercatori di qualità che desiderano mettersi in gioco e offrire il loro contributo per affrontare le grandi sfide aperte da un Appennino, lacerato, non solo fisicamente, dal sisma e dalla crisi strutturale in corso da tempo.
In conclusione, dalla catastrofe del terremoto si può ripartire per nuovi scenari di rigenerazione e sviluppo solo se coraggiose e visionarie forze di governo, ai diversi livelli, organismi culturali e della ricerca, comunità locali, sapranno cogliere lo stato delle dinamiche in atto, introdurre correttivi e nuovi orientamenti senza aver paura di connettere (anzi con il desiderio di valorizzare) la lentezza e la circoscritta risonanza di alcuni borghi dell'Appennino con la velocità e la vastità delle grandi reti della globalità. Ma soprattutto se si porranno, precocemente, le condizioni per accrescere la resilienza del sistema, cioè la capacità di risposta alle perturbazioni provenienti dall'interno e dall'esterno della nostra area; infatti, "qualora la stessa flessibilità del sistema dovesse ridursi in modo eccessivo potrebbe condurre alla morte dell'organismo" (Ecologia del pensiero, Gregory Bateson).
Lo spin off Unicam Biovecblok ha vinto la Global Social Venture Competition, in assoluto la competizione più importante al mondo per le start up con forte impatto sociale!
Nel corso della finale a sei tenutasi nei giorni scorsi all’Arena S. Paolo di Milano, i giovani ricercatori hanno ricevuto il premio Romano Rancilio Award di €10.000 donato dalla famiglia Rancilio, alle prime due start up classificate, che avranno ora la possibilità di partecipare al final round della competizione di Berkeley, in programma dal 5 al 7 aprile, dove le venti migliori start up a livello mondiale si contenderanno un premio di 80.000 dollari.
Al rientro da Milano, abbiamo incontrato Aurelio Serrao, co-founder dello spin off, entusiasta per questo ulteriore successo ottenuto dal progetto ATLAS, che segue la vittoria nell’ultima edizione della Start Cup Marche e la menzione speciale al Premio Nazionale dell'Innovazione.
Il progetto ATLAS sta suscitando così tanto interesse, ma in cosa consiste nello specifico?
“Atlas è un insetticida biologico e non tossico, basato su una molecola naturale contro le zanzare vettrici di malattie come malaria, dengue e la nuova emergenza Zika, l’elemento innovativo di Atlas è rappresentato dal fatto che per la prima volta la zanzara diventa lo strumento di diffusione del biocida da noi sviluppato, evitando in questo modo, il rilascio di composti chimici tossici presenti nei comuni insetticidi”.
Quale ritenete possa essere dunque l’impatto sociale e ambientale generato dal progetto?
“Le zanzare infettano annualmente oltre 600 milioni di persone uccidendone circa 1.2 milioni se consideriamo malaria e dengue. Nel 2016 sono statui diagnosticati oltere 10.000 casi di microcefalia, una malformazione congenita del cervello causata dal virus Zika, trasmesso da zanzare. Queste gravi malattie affliggono le aree più povere del mondo e sono associate ad una scarsa qualità della vita del malato. Con Atlas contiamo di ridurre fortemente il numero di persone affette da queste patologie”.
“Vogliamo infine cogliere l’occasione per ringraziare l’Università di Camerino, che ci ha dato l’opportunità di partecipare alla Start Cup Marche, da cui tutto ha avuto inizio!”.
Con 23 voti favorevoli (maggioranza, Pantana e Marchiori di Foza Italia e Luciani di Idea Macerata Marche 2020), e 4 astensioni ieri sera il Consiglio comunale ha approvato la delibera che individua nell’area dell’ex Saram la zona dove realizzare un campus scolastico e verranno ricostruite le scuole Dante Alighieri ed Enrico Mestica, come noto rese inagibili dal recente terremoto.
Il campus, frutto di un’operazione pubblica, si estenderà su un lotto di 24.000 mq per una volumetria totale di 60.324 mc e comprenderà due edifici collegabili tra loro in maniera coperta e una struttura sportiva aperta anche alla città. Avranno forme squadrate, semplici, costruiti con edilizia a secco, di legno, dipinti con i colori della terra e con standard di sicurezza assoluti così come altissimi saranno quelli dell’efficienza energetica per cui si parla di una classificazione tra A3 e A4.
Il nuovo polo scolastico sarà un arricchimento per il quartiere: dal punto di vista della viabilità con la futura realizzazione della bretella Via Mattei - La Pieve, con un asse viario centrale via Roma - via Silone, con spazi per i parcheggi ai lati del campus e penetrazioni del rione all’interno dell’area per usufruire degli spazi verdi grazie all’abbattimento dei muri che attualmente circondano la zona.
Una nuova specie di ranuncolo è stata scoperta nel territorio di Amatrice da due ricercatori dell'Università di Camerino: il docente Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci, assegnista di ricerca della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria. I ricercatori del Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino, gestito dal Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga in convenzione con Unicam, hanno rinvenuto la piantina nei prati umidi prossimi al centro abitato, poco prima del terremoto.
E' una specie endemica di questo territorio ed è quindi una pianta che in tutto il mondo vive solo in questa porzione dei Monti della Laga. La nuova specie è stata dedicata ad un bambino, figlio di uno degli autori della scoperta, con la denominazione di Ranunculus giordanoi, e simbolicamente dedicata a tutti i bambini di Amatrice, un segnale di speranza per un territorio così duramente colpito dagli ultimi eventi sismici. Il Ranuncolo porta a 2.643 il numero delle piante del Parco. (Ansa)
Nelle tre settimane dal 23 gennaio all’11 febbraio scorsi, tutti i 93 studenti delle classi Quarte del Liceo Artistico “G. Cantalamessa” di Macerata hanno affrontato un periodo di stage presso aziende ed enti della provincia, secondo quanto previsto nel progetto di Alternanza scuola-lavoro, progetto a cui la scuola partecipa fin dalle prime edizioni.
In particolare va segnalata l’attività svolta da alcuni studenti della sezione di “Arti Figurative” che sono stati impegnati nella realizzazione di due grandi pannelli decorativi per l’Istituto Comprensivo “E. Fermi“ di Macerata.
Sulla scorta della positiva esperienza del passato anno scolastico infatti, il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo, prof. Bracalente, ha proposto al Liceo Artistico di continuare ad “abbellire” la propria scuola con dei lavori realizzati dagli studenti. A questo punto, sotto la guida del responsabile del progetto di Alternanza prof. Santoni, dei collaboratori prof.ssa Moretti e Prof. Fazzini, e della Prof.ssa Guardarucci della “E. Fermi” (che ha assunto il ruolo di tutor esterno), sei studenti del Liceo “G. Cantalamessa” hanno progettato e poi realizzato due pannelli, seguendo l’iter didattico previsto: scelta dei bozzetti (insieme agli insegnanti tutor ed al Dirigente della “Fermi”), ingrandimento degli stessi con la gabbia armonica, realizzazione delle campionature e delle prove di colore, preparazione del fondo con imprimitura, stesura del colore, fissaggio, ecc.
Gli allievi impegnati sono stati Esthefany Camacho, Rebecca Cesca, Alessio Cetraro, Luigi Pannelli, Giacomo Virgili e Sihan Zhang, tutti della classe 4^B. Hanno eseguito le due decorazioni parietali su un supporto ligneo, utilizzando la tradizionale tecnica dell’acrilico a pennello.
Al termine dell’attività, i pannelli sono stati collocati all’interno della scuola e gli studenti hanno ricevuto, oltre alla valutazione scolastica prevista dal progetto, anche il riconoscimento da parte di tutti per il loro comportamento corretto e professionale.
L’esperienza ha messo in luce ancora una volta il valore della collaborazione tra le istituzioni del territorio e ha mostrato come sia fondamentale fornire agli studenti di oggi le giuste opportunità, che consentano loro di mostrare le proprie competenze, rendere concreto le proprie abilità e iniziare a inserirsi fattivamente nel contesto sociale e lavorativo.
Il rettore dell'Università di Macerata, Francesco Adornato, ha espresso, a nome dell’ateneo tutto e suo personale il più profondo cordoglio per la scomparsa del Maestro Alberto Zedda, personalità carismatica e poliedrica, direttore d'orchestra, filologo e saggista, uno dei principali artefici della Rossini Renaissance.
"Proprio dieci anni fa, il 21 novembre 2007, abbiamo avuto l’onore di conferire al Maestro la laurea honoris causa in Scienze della comunicazione, che egli stesso considerò un riconoscimento non solo alla persona, ma a tutto il progetto di rilancio dell'opera di Rossini. La proposta di assegnare questa importante onorificenza, proveniente dall’allora Facoltà di Scienze della comunicazione presieduta da Maurizio Ciaschini e sostenuta con convinzione dal rettore Roberto Sani, diede vita a una giornata di grande emozione, seguita con entusiasmo da tanti giovani studenti. Va a lui il nostro pensiero più commosso".
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Raccontare il faticoso lavoro di recupero e messa in sicurezza dei beni mobili e immobili terremotati, ovvero delle opere all’interno di chiese e musei che potrebbero essere trafugate o ulteriormente danneggiate, a cominciare dall’esperienza de L’Aquila fino a quella più recente del centro Italia.
È questo l’obiettivo de “Dall'esperienza de L'Aquila al terremoto Marche-Umbria. Il recupero dei beni culturali in emergenza”, l’incontro organizzato dal Gruppo di Protezione Civile Legambiente Marche assieme all’Università di Macerata, che si terrà giovedì 9 marzo, dalle ore 17.00, presso l'Aula Magna del Polo didattico L. Bertelli a Macerata.
L’evento si inserisce all’interno di “L’Appennino ferito”, un ciclo di conferenze aperte ai cittadini che mirano a favorire la conoscenza delle aree colpite dal sisma, i problemi della prevenzione dal rischio sismico, la gestione dell'emergenza e del post-terremoto. “Il nostro gruppo di protezione civile nasce dal terremoto del ‘97 ed ha rappresentato la risposta che la comunità marchigiana ha dato in una situazione di estrema emergenza. – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – In questi vent’anni il lavoro del gruppo ha vissuto una maturazione sia per la consapevolezza sul tema che per la prevenzione, evitando, così, che gli ultimi eventi sismici ci cogliessero impreparati”.
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Il sindaco Tommaso Claudio Corvatta ha emesso un'ordinanza per la sospensione delle lezioni di lunedì 13 marzo 2017 nella scuola dell'infanzia di Viale Vittorio Veneto e nella scuola primaria “Silvio Zavatti” per consentire l'organizzazione nella nostra città dell'arrivo della penultima tappa della gara ciclistica “Tirreno Adriatico”. La gara, che si svolgerà lunedì 13 marzo, prevede oltre al passaggio degli atleti partecipanti lungo un percorso cittadino, anche l'ospitalità della stampa, il cosiddetto “Quartier tappa” della RCS Sport.
Per la conformazione del percorso e la facilità di raggiungimento, gli organizzatori hanno ritenuto opportuno stabilire il quartier tappa in alcuni locali della struttura che ospita la scuola dell'infanzia di Viale V. Veneto e la scuola primaria “S. Zavatti”, compresa la palestra e il refettorio, la cui gestione rientra nella giurisdizione del Dirigente dell'Istituto Comprensivo Statale Via Ugo Bassi.
Il prof. Guido Favia, Direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Vaterinaria di Unicam e docente di Parassitologia, ha preso parte in qualità di relatore alla Prima Conferenza Mondiale su Zika Virus, tenutasi dal 22 al 25 febbraio a Washington DC negli Stati Uniti.
Obiettivo della conferenza, il cui programma scientifico è stato progettato per fornire un aggiornato panorama sullo Zika virus sia da un punto di vista medico che geografico, è stato proprio quello di raccogliere tutte le informazioni sui diversi aspetti della attuale epidemia del virus Zika, direttamente dai ricercatori coinvolti, permettendo così una proficua interazione tra operatori della salute pubblica, epidemiologi, virologi, entomologi, medici e rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella diagnostica, nello sviluppo di vaccini e nel controllo vettoriale.
Il prof. Favia, in particolare, ha presentato un intervento dal titolo "Mosquito symbionts as tool for contrasting zika infection (I simbionti delle zanzare come strumento per contrastare l’infezione da Zika Virus), evidenziando come i meccanismi di base dei rapporti ospite-simbionte siano in grado di sviluppare metodi efficaci per controllare malattie trasmesse da vettori.
Il prof. Favia è infatti da molti anni impegnato con il suo gruppo di ricerca, su attività di ricerca scientifica relative al controllo delle più pericolose malattie infettive che affliggono in particolare i paesi del terzo mondo, tra cui la malaria ed il più recente virus zika.
Si è tenuto giovedì 2 marzo il primo incontro propedeutico ed organizzativo tra la Società Psicoanalitica Italiana e l' ITTS “E.Divini” di San Severino . All'incontro erano presenti oltre la Dirigente Scolastica dott.ssa Rita Traversi e lo staff dirigenziale, alcuni docenti ed alunni dell'Istituto. All'incontro hanno preso parte il dott. Giorgio Bambini e le dott.sse Chiara Ghetti e Rosanna Rulli, medici psichiatri membri del Centro Psicoanalitico di Bologna della Società Psicoanalitica Italiana.
La International Psychoanalytical Association (I.P.A.) è la più importante istituzione psicoanalitica del mondo, fondata da Sigmund Freud nel 1910. Ad oggi accorpa 70 società presenti in 33 nazioni e 4 continenti.
Il gruppo Psicoanalitico di Bologna è uno degli undici centri nei quali si articola attualmente la Società Psicoanalitica Italiana istituita nel 1932.
Il Centro di Bologna ha inteso offrire all' ITT “E.Divini” tutti gli strumenti e le competenze della psicoanalisi nelle situazioni di emergenza. Gli interventi, su gruppi omogenei, verteranno sull' ascolto attento e sulla ricerca della trasformazione di un esperienza di dolore mentale in forme che possano essere comunicate e comprese. Gradualmente l'esperienza dell'essere solo con il dolore si potrà così trasformare in esperienza di sofferenza condivisa e di possibilità di crescita.
Potranno partecipare alle sedute alunni, docenti e personale del ”Divini” che ne sentano la necessità.
Gli incontri avranno cadenza mensile a partire da aprile , con sospensione nei mesi di luglio e agosto e ripresa a settembre.
La realizzazione della nuova scuola elementare a Porto Potenza rappresenta un’opportunità di enorme portata per tutta la comunità Potentina, opportunità di crescita civile e sociale, di riordino urbanistico e di sviluppo economico. Sono stati persi molti anni e molte opportunità, sono stati sprecati soldi pubblici per opere non di primaria importanza e per opere inutili e volgari, vedi i muri di piazza Douhet e di piazza della Stazione, per non dire della brutta e non del tutto chiara pagina della fidejussione di Ecocittà, ma oggi è ora di rimboccarsi le maniche e dare una nuova opportunità alla Città.
L’Amministrazione comunale ha la possibilità di recuperare il tempo perso e dare una speranza di crescita a tutta la cittadinanza e il MoVimento 5 Stelle di Potenza Picena vuole dare il suo contributo.
"Vorremmo innanzi tutto dire all’Amministrazione Acquaroli di non avere fretta e di non pretendere di fare tutto da sola, ma di fare scelte ponderate e condivise, poiché la scuola è di tutti e lì ci devono crescere i nostri figli e i nostri nipoti, nella scuola c’è il futuro della nostra Città e della Nazione. Noi non pretendiamo di imporre nessuna visione. Semplicemente ci permettiamo di dare alcuni consigli.Partiamo da ovvie costatazioni, primo: la scuola elementare di piazza Douhet è stata chiusa, secondo: la Scuola Media è da ristrutturare perché obsoleta e probabilmente con un indice di vulnerabilità sismico non eccellente, terzo: le casse comunali non hanno la possibilità di costruire una scuola “ex novo” nuova e di ristrutturarne un’altra in breve tempo. Noi proponiamo di ristrutturare e di ampliare la Scuola Media esistente a Porto Potenza in modo che sia in grado di accogliere sia i ragazzi delle elementari che quelli delle medie. Noi pensiamo che sia possibile riprogettare un unico complesso scolastico, riqualificando, recuperando e razionalizzando gli spazi esistenti nel plesso scolastico di via Piemonte, a cominciare dalla ristrutturazione e ampliamento su due piani della attuale palestra che insieme ad altre addizioni di circa 120 – 150 mq, magari in legno , la completa ristrutturazione dell’esistente, il recupero della struttura tensostatica a palestra (il pallone) renderà possibile la realizzazione di una nuova scuola, moderna, sicura ed ecosostenibile".
Queste le idee dei pentastellati al riguardo.
Inoltre la ristrutturazione avrà il vantaggio di essere eseguita a stralci con il coinvolgimento di Ditte locali. L’ulteriore vantaggio sarebbe quello di spendere soldi pubblici in maniera razionale, con maggiore controllo, recuperare in un unico plesso scolastico ben due scuole e non consumare l’ultimo spazio verde disponibile a sud di Porto Potenza.
Infine concludono indicando degli accorgimenti tecnici da mettere in pratica:
"Pensiamo ad una scuola
che sia autosufficiente dal punto di vista energetico e che addirittura possa guadagnare dalla vendita di energia, quindi fotovoltaico sui tetti e geotermia;
che non sia fatta di sole aule, ma anche di aule tematiche e spazi comuni di socializzazione e che sia realizzata anche con l’intento di creare spazi sociali fruibili dalla Comunità: biblioteca, sale musicali, sale per studiare;
che sia dotata di un impianto di recupero di calore mediante la Ventilazione Meccanica Controllata ( VMC ), perché la qualità dell’aria che si respiri dentro le aule sia la migliore possibile;
la cablatura via cavo della rete internet dell’intero plesso scolastico.
Per fare questo pensiamo che sia indispensabile fin da subito
Compiere una indagine demografica per comprendere l’andamento della natalità e i flussi scolastici nei prossimi 50 anni.
Indire un concorso di idee progettuali sia per la nuova Scuola sia urbanistiche per la riqualificazione di tutta l’area.
Proporre i progetti alla corpo docente e alla cittadinanza.
Queste sono le nostre proposte all’Amministrazione, basate su idee di buon senso e percorribili".
Tali proposte saranno presentate ufficialmente al sindaco Acquaroli martedì 7 marzo.
Più di 700 studenti stamattina hanno letteralmente invaso l'Ateneo Camerte. Le iscrizioni nei giorni scorsi avevano preventivato la presenza di 600 visitatori. Quindi si è andati oltre il già ottimo risultato prospettato.
"L'offerta formativa di Unicam, con corsi anche in lingua inglese, attrae non soltanto studenti italiani, ma anche l'interesse estero. L'Ateneo ha riscontrato un crescente gradimento da parte degli studenti per l'eccellenza dei Dipartimenti così come confermato dall'ottimo posizionamento nella graduatoria delle Università più apprezzate e qualificate".
Così esordisce orgoglioso il Rettore Flavio Corradini, l'uomo e il professore che nei sei anni del suo mandato ha impresso un'impronta forte ed estremamente positiva nella vita e nell'organizzazione di Unicam. Corradini si conferma il Rettore vicino alla gente, che parla con i suoi ricercatori, con gli studenti e le famiglie come fosse un amico, sempre disponibile. Una personalità dinamica, giovane ed innovativa. Successivamente si dedicherà alla ricerca informatica, in quanto il suo mandato è in scadenza a novembre 2017, ma la linea accademica da lui inaugurata sarà certamente continuata da chi gli succederà, in primis per gli indiscussi risultati conseguiti oltre che per la stima che i colleghi nutrono per lui.
Ricordiamo che a Camerino si spazia dalle discipline umanistiche della Scuola di Giurisprudenza ed Architettura, all'ambito informatico e scientifico (scienze naturali, farmacia e veterinaria).
Un ruolo centrale nell'offerta didattica di Unicam, soprattutto alla luce degli eventi sismici degli ultimi mesi, lo gioca la Scuola di Scienze Naturali e Geologia, che vanta docenti del calibro del Prof. Piero Farabollini, Responsabile del corso di laurea in Scienze Naturali ed il Prof. Emanuele Tondi, Direttore della Sezione di Geologia: "L'affluenza di studenti è notevole, le aule oggi sono piene e quest'anno abbiamo raddoppiato le iscrizioni, segno che si è compreso il peso della geologia di Unicam, considerato che le cartografie relative alle zone colpite dal terremoto nella Regione Marche sono state elaborate dai geologi di Camerino".
La Scuola di scienze naturali offre un corso triennale oltre che la possibilità di specializzarsi successivamente sui temi della prevenzione sia sismica che in termini di dissesto idrogeologico, fino ad un Master in Geologia Forense per i professionisti che già lavorano. Unicam dunque si conferma il polo delle scienze, e della geologia prima di tutto, come dimostrato dal ruolo determinante in termine di conoscenze scientifiche e di divulgazione del Prof. Emanuele Tondi: " Mi fa molto piacere riscontrare una così numerosa presenza di studenti in questo Open Day. Manifestazioni di interesse ci arrivano sia dall'Italia che dall'estero e questa estate ospiteremo anche degli studenti di un Ateneo americano". E sulla crescita e i progetti della geologia di Unicam preannuncia un evento internazionale che si svolgerà nel mese di luglio 2017 a cui parteciperanno esperti di varie università straniere e nel corso del quale ci saranno escursioni sui luoghi del terremoto.
Notevole interesse ha infine riscontrato l'offerta formativa della Scuola di Veterinaria, così come ci racconta il Prof. Matteo Cerquetella, delegato all'orientamento: "Chi si iscrive a veterinaria mostra passione, amore per gli animali e curiosità per le discipline scientifiche. Gli studenti che escono dalla nostra scuola vengono seguiti fino alla fine ed aiutati ad affermarsi come professionisti con competenze specifiche e concrete".
Umanità, disponibilità e porte sempre aperte rappresentano infine quel valore aggiunto che all'Università di Camerino sono sempre di casa.
Ci sarà anche l’Università di Macerata alla venticinquesima edizione di Tipicità, il festival del gusto che esalta identità e valori territoriali, da sabato a lunedì a Fermo. L’Ateneo è da anni partner culturale di questa manifestazione, che negli anni si è evoluta in laboratorio di promozione e marketing territoriale, innovativo e partecipativo. Le attività proposte quest’anno da Unimc si rivolgono a pubblici diversi. Si parte dalla Cina, alla quale sabato alle 15.30 sarà dedicato il convegno organizzato dall’Istituto Confucio e dal China Center “Il mercato cinese: aziende ed esperienze a confronto” con Luigi Donnari de La Pasta di Aldo, Emidio e Vanda Angellozzi di Angellozzi Tartuficoltura, Marco Cartechini dell’Oleificio Cartechini, Marilena Cocci Grifoni della Tenuta Cocci Grifoni, Qingle Hu della Hunan University e Lorenzo Moretti, agronomo, esperto nel settore agroalimentare.
Per i bambini, nelle giornate di sabato e domenica, ogni due ore, saranno organizzati laboratori sulle tematiche dell’opera lirica e dell’educazione alimentare, che coinvolgeranno i partecipanti nella costruzione di artefatti utili all’avvicinamento ai contenuti della lirica e nell’esplorazione sensoriale del cibo finalizzata all’accrescimento della consapevolezza alimentare. L’Università propone anche attività di orientamento alla scelta universitaria e professionale per le scuole presenti alla manifestazione.
Allo stand di Unimc, oltre agli addetti dell’ufficio orientamento, che potranno fornire informazioni sull’offerta didattica e sui servizi per gli studenti, ci saranno anche il China Center, l’Istituto Confucio, che proporrà esibizioni di arte calligrafica e video sulla Cina e sul capodanno cinese di Macerata, e gli spin-off dell’Ateneo, ossia le giovani imprese nate in seno all’università. Per la prima volta, infine, è stato coinvolto anche un gruppo di studenti che seguiranno in maniera attiva, coordinati dalla Società Imagina, le fasi di organizzazione e di realizzazione della manifestazione. Sono Erika Bei, Simona Cosentino, Marta Lancioni, Samuela Mezzelani, Stefano Paralupi, Chiara Pazzelli, Luca Principi, Paola Ubaldi, Dario Vinciguerra.