Il progetto di ricerca internazionale diretto da Gennaro Carotenuto, docente di storia contemporanea del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, “Il discorso sui diritti umani fra Italia e Argentina come patrimonio culturale” è risultato vincitore come primo assoluto in graduatoria del bando di finanziamento 2017 del Cuia, il Consorzio Interuniversitario Italiano per l'Argentina.
Al progetto diretto dal prof. Carotenuto, che da molti anni si occupa di questioni inerenti i diritti umani, del quale l'Università di Macerata è capofila, partecipano anche l'Università di Roma Tre, due atenei argentini e la prestigiosa associazione delle "Nonne di Plaza de Mayo". Nell'ambito del progetto, nella prima settimana di maggio, si svolgerà a Buenos Aires un convegno internazionale dallo stesso titolo.
Un simbolo di speranza e di rinascita frutto della trasformazione di un evento negativo, quale è stato il sisma che ha ferito le nostre terre, in opportunità.
Il campus scolastico che sorgerà nell’area dell’ex Saram in via Roma sarà questo, un ulteriore elemento di quella rigenerazione urbana su cui l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Romano Carancini, sta lavorando con impegno per restituire alla città spazi “addormentati”. “Quello che si discuterà– ha detto questa mattina il primo cittadino, affiancato dalla Giunta e dal dirigente dei Servizi tecnici, Tristano Luchetti, facendo il punto sul progetto che prevede la ricostruzione di due nuovi edifici scolastici che ospiteranno gli istituti Dante Alighieri ed Enrico Mestica - è uno degli investimenti più importanti che questa Amministrazione abbia fatto e che vale 3 milioni di euro. Si tratta allo stesso tempo di un modo diverso di interpretare la scuola”.-
Il campus, che si estenderà su un lotto di 24.000 mq per una volumetria totale di 60.324 mc, comprenderà due edifici collegabili tra loro in maniera coperta e una struttura sportiva aperta anche alla città. Avranno forme squadrate, semplici, costruiti con edilizia a secco, di legno, dipinti con i colori della terra e con standard di sicurezza assoluti così come altissimi saranno quelli dell’efficienza energetica per cui si parla di una classificazione tra A3 e A4.
Il nuovo polo scolastico sarà un arricchimento per il quartiere: dal punto di vista della viabilità con la futura realizzazione della bretella Via Mattei – La Pieve, con un asse viario centrale via Roma – via Silone, con spazi per i parcheggi ai lati del campus e penetrazioni del rione all’interno dell’area per usufruire degli spazi verdi grazie all’abbattimento dei muri che attualmente circondano la zona.
“E’ un’operazione pubblica – ha tenuto a sottolineare il sindaco Carancini - resa possibile dalla disponibilità inaspettata da parte della Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria dell’area, e da quella civica dell’Ircr e frutto di un lavoro di squadra che vede la struttura comunale in prima linea”. Il campus scolastico, infatti, come noto, sorgerà in un’area di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti che verrà ceduta al Comune. Quest’ultimo però dovrà acquisire l’immobile dell’Ircer in via dei Sibillini, sede della scuola Mestica, per una spesa di 1 milione mezzo di euro compresa anche la chiesa di san Barnaba e accessori, per un valore di 445.000 euro. Edificio che verrà dato in permuta alla CDP così come quello che ospitava la Dante Alighieri del valore di 500.000,00 euro.
Per quanto riguarda l’eventualità che nell’area dell’ex Saram possa sorgere anche una casa di riposo per anziani il sindaco Carancini ha affermato che da parte dell’Amministrazione comunale non è stata presa alcuna decisione in merito ma in caso di una proposta in questo senso “il nostro sarà un sì”. Sul fronte spazi commerciali “in questa zona – ha detto ancora il sindaco annunciando anche le opere di demolizione dei fabbricati esistenti all’interno dell’area dell’es Saram saranno a carico della Cassa Depositi e Prestiti – c’è una porzione destinata a questo uso, ma a dirlo non è la Giunta Carancini, bensì a stabilirlo è stato tanti anni fa il Piano regolatore”.
Il progetto, non essendo ancora definitivo, potrà naturalmente subire delle modifiche. E sulle tempistiche si spera entro la metà di aprile di avere il progetto esecutivo e di consegnarlo. Subito dopo l’ufficio Ricostruzione provvederà a due gare di appalto che parallele per quantio riguarda gli edifici scolastici mentre una terza, a parte, sarà dedicata alla palestra. “Non vogliamo illuderci ma siamo fiduciosi – ha concluso Carancini ricordando che rimangono in piedi anche i progetti per la nuova scuola nel quartiere Vergini, per il futuro del Convitto e dei Salesiani –. Le nuove scuole potrebbero essere pronte per la primavera 2018”.
Oggi è frequentata mediamente da circa 360 persone ogni giorno, diventando un punto di aggregazione per gli studenti dell’Università e delle scuole superiori, ma non solo.
Compie dieci anni la biblioteca didattica dell’Università di Macerata. Inaugurata all’interno del palazzo del Mutilato il 27 febbraio 2007, oggi è frequentata mediamente da circa 360 persone ogni giorno, diventando un punto di aggregazione non solo per gli studenti Unimc, ma anche per quelli delle scuole superiori, nonché per tutto il resto della comunità accademica e cittadina. “Un luogo di bellezza per la mente e per il cuore” l’ha definita oggi pomeriggio il rettore Francesco Adornato durante il primo giorno di festeggiamenti, lo stesso in cui avrebbe finito gli anni Mario Sbriccoli, studioso di fama internazionale e autorevole docente dell'Università di Macerata a cui è intitolata una delle due sale di lettura della biblioteca. “E’ stata la nostra prima sede a riaprire dopo soli quattro giorni dal terremoto del 30 ottobre – ha ricordato Adornato – dando un segnale forte di ripresa e speranza”.
Coordinati dalla responsabile del centro di ateneo per i servizi bibliotecari Patrizia Raponi, sono intervenuti anche il vicesindaco e assessore alla cultura Stefania Monteverde, il direttore generale di Unimc Mauro Giustozzi, la delegata del rettore per il sistema bibliotecario Elisabetta Michetti, il professore Marcello La Matina. Per l’occasione è stata allestita una mostra di foto dell’inaugurazione del 2007, realizzate da Sara Bruni, prematuramente scomparsa lo scorso dicembre e figlia della bibliotecaria, ora in pensione, Enza Rubicondo. Sabato pomeriggio, 11 marzo, la biblioteca offrirà alla città il concerto di musica da camera per violoncello e pianoforte “Viaggio musicale nell’Europa dell’Ottocento” tenuto dal Duo Rosamunde.
La biblioteca didattica conta un patrimonio bibliografico di circa 29 mila volumi, prevalentemente costituiti da manuali delle diverse aree disciplinari dei singoli Dipartimenti. I libri possono essere consultati direttamente secondo la logica dello “scaffale aperto”. Sin dall’inizio la biblioteca è stata aperta il sabato mattina. Si è passati da 61 ore settimanali iniziali a 83 ore settimanali di apertura del 2017. Attualmente la biblioteca è aperta dal lunedì al giovedì fino a mezzanotte, il venerdì fino alle 20 e il sabato dalla mattina fino al pomeriggio. Oltre che luogo di studio, la biblioteca ospita anche eventi culturali. Di rilievo è stata la mostra documentaria “La politica manifesta”, che ha visto esposti alcuni dei manifesti del Centro di documentazione sui partiti politici nelle Marche di Unimc. Il prossimo obiettivo è la realizzazione di uno o più spazi di studio e lavoro comuni, accessibili su prenotazione. Tale proposta nasce soprattutto dall’osservazione delle mutate abitudini degli utenti, che sempre di più utilizzano gli spazi comuni della biblioteca per studiare in piccoli gruppi o per condividere e confrontarsi su tematiche di studio.
L’Università di Macerata accoglie con grande soddisfazione la riapertura del cinema Italia a opera della famiglia Perugini.
“L’Ateneo ha sostenuto fin dall’inizio con grande convinzione il progetto di rilancio di questa struttura – commenta il rettore Francesco Adornato – perché riteniamo strategico per la vita universitaria la possibilità di utilizzare un locale del genere. La riapertura di un cinema nel cuore della città rappresenta senz’altro un modo per potenziare l’attrattività e la vivibilità del centro storico, facendo leva sul fattore cultura.
Allo stesso tempo, si rafforza la vocazione di Macerata come campus urbano, offrendo un nuovo importante servizio ai nostri studenti che lo popolano quotidianamente. Il cinema Italia, infatti, rappresenta un’importante infrastruttura che, oltre ad ospitare lezioni, può diventare un fulcro per organizzare attività culturali, con reciproco arricchimento della comunità accademica e della città tutta”.
“Guardate avanti, fatelo con fiducia, scommettete su voi stessi. E alle scuole dico portiamo questi giovani in azienda a fare stage e formazione”.
Così il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, all’incontro sul tema “Giovani e occupabilità” promosso dall’Istituto Tecnico tecnologico “Eustachio Divini” e dal Comune di San Severino Marche e ospitato al teatro Italia alla presenza, fra gli altri, dell'assessore regionale alla Formazione Professionale, Loretta Bravi, del magnifico rettore dell’Università degli Studi di Camerino, Flavio Corradini, del prorettore Unicam delegato ai rapporti con enti e istituzioni, Andrea Spaterna. Molto interessante l’intervento d’apertura, affidato all’assessore Bravi, che ha ricordato l’impegno della Regione in diversi progetti fra cui, di grande attenzione, quelli relativi all’alternanza scuola e lavoro.
“Voi giovani - ha detto il primo cittadino settempedano rivolto alla platea di studenti - siete il nostro futuro e siete il futuro della società. Siete la nostra scommessa. La vostra riuscita nel mondo della scuola, nel mondo del lavoro e delle professioni, è la nostra vittoria di domani. Dobbiamo investire in voi giovani perché l’unico investimento che non può considerarsi sbagliato è questo. Senza se e senza ma”.
Al sistema scuola settempedano ha indirizzato anzitutto il suo saluto il rettore di Unicam, Flavio Corradini: “Devo molto a questo sistema - ha sottolineato ricordando il suo passato da studenti sui banchi dell’Itts “Divini”, e poi ha aggiunto - Ho sempre lavorato per aumentare l’occupazione dei laureati di Unicam. Da anni la pubblica amministrazione ha difficoltà ad assumere e allora mi sono chiesto con i miei collaboratori che cosa fare. La risposta è stata occorre spingere nel privato. Non dico se sia giusto o sbagliato ma questa è un’analisi di un osservatore della società che ha 9mila figli, tanti sono gli iscritti a Unicam, a cui cerca in ogni modo di dare soddisfazione. Ci sono finalmente strumenti che permettono all’Università e alla scuola di creare impresa ed è a questi che ci siamo rivolti per dare vita a 24 aziende dove Unicam è presente come socio. Occorre fare molta formazione - ha poi detto Corradini rivolto agli studenti dell’Istituto Tecnico Tecnologico, cui ha rivolto un’esortazione - Non chiudetevi nelle vostre stanze, non parlatevi al cellulare ma state insieme perché domani, nel mondo del lavoro, non sarete mai soli. Lavorerete in gruppo o, comunque, dialogherete con i vostri clienti e i vostri fornitori. Poi siate flessibili e, soprattutto, formatevi per essere pronti a ogni cambiamento”.
E’ stato incentrato sulle difficoltà del territorio l’intervento del prorettore Andrea Spaterna: “Questo nostro territorio ha subìto un esito biblico negli ultimi cinquant’anni. L’emigrazione in alcune nostre zone ha sfiorato l’ottanta per cento ma noi abbiamo deciso di lavorare per dare un’opportunità a chi vive in questo territorio convinti che trovare un’occupazione a dieci anni dalla laurea significhi solo rassegnarsi. Per fortuna così non è per gli studenti Unicam. In queste condizioni, come nella situazione dettata dal sisma che ci ha fatto perdere oltre 40mila metri quadrati di strutture, la drammaticità va trasformata in opportunità. Vanno ricreati i presupposti e il contesto. Ne eravamo convinti quattro o cinque anni fa, oggi lo dobbiamo essere ancora di più. Potevamo dire ai nostri studenti vi siamo vicini ma vicini a che cosa se non diamo concretezza a questa vicinanza? Per il territorio ci abbiamo messo del nostro con spin-off e star-up. Poi abbiamo creato le consulte, quelle delle istituzioni e quelle degli imprenditori”.
Fra i tanti interventi anche quelli dei rappresentanti sindacali e di alcuni manager e imprenditori. Fra questi Matteo Piersantelli di AM Microsystems, l’ingegnere elettronico biomedico Chiara Luciani e il titolare della Astrotel, Luciano Carbonari. Le conclusioni dei lavori sono state infine affidate all’assessore regionale Loretta Bravi che è riuscita a motivare i docenti presenti ma anche i tanti studenti in sala con cui si è intrattenuta a lungo anche a dibattito concluso.
Questa mattina presso il Liceo Classico “G. Leopardi” di Macerata, la Guardia di Finanza ha incontrato gli studenti per presentare la quinta edizione di un progetto finalizzato alla sensibilizzazione dei giovani alla legalità.
Hanno preso parte all’incontro la dottoressa Maria Teresa Baglione dell’Ufficio Scolastico Provinciale, la professoressa Annamaria Marcantonelli e il colonnello Amedeo Gravina, comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata che ha parlato "di una coscienza civile che parte dall’educazione nella scuola".
Le unità cinofile hanno realizzato una simulazione antidroga fra l’entusiamo della rappresentanza degli studenti radunati nel piazzale dell'istitutio maceratese.
(Foto Ludovica Scatola)
Tutto pronto in Ateneo per accogliere le centinaia di studenti del quarto e quinto anno degli istituti superiori che venerdì 3 marzo verranno a conoscere l’Università di Camerino in occasione di “Porte Aperte in UNICAM”, il consueto appuntamento con l’iniziativa di orientamento alla scelta universitaria. Sono infatti già circa 600 gli studenti provenienti sia dalla Regione Marche che da altre Regioni, che hanno effettuato la registrazione.
Nel corso della manifestazione, la cui organizzazione è curata dalla Commissione dei delegati e del Servizio Orientamento dell’Ateneo, docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, saranno a disposizione dei partecipanti per ogni approfondimento ed informazione.
“Siamo fermamente convinti – sottolinea la prof.ssa Valeria Polzonetti, Delegata del Rettore alle attività di Orientamento – che questa giornata dedicata alla scelta del proprio percorso universitario rappresenti un appuntamento importante per conoscere da vicini il nostro Ateneo, i corsi di laurea ed i loro sbocchi professionali, attraverso un confronto diretto con docenti, tutor e personale dei servizi dell’Ateneo. I ragazzi che interverranno avranno quindi anche l’opportunità di chiarire dubbi o aprire riflessioni, di assistere a dimostrazioni, piccoli esperimenti e simulazioni e soprattutto di iniziare a ‘costruire il proprio futuro’”.
Le registrazioni dei partecipanti inizieranno alle ore 9.00 presso il Polo Didattico del Campus universitario in Via D’Accorso, seguiranno poi fino alle ore 13.00 tutte le attività previste dalle Scuole di Ateneo.
Presso il Campus universitario sarà possibile incontrare docenti e studenti della Scuola di Giurisprudenza e della Scuola di Architettura e Design. Sarà invece possibile seguire tutti i seminari e le attività laboratoriali della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria e della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute presso i laboratori didattica in Via Gentile III da Varano, 5. Il polo di Geologia ospiterà invece i docenti e gli studenti dei corsi di laurea della Scuola di Scienze e Tecnologie.
Il programma dettagliato è disponibile nel sito http://orientamento.unicam.it
Trovare lavoro in Inghilterra o comunque all’estero non è facile senza un buon CV. Il curriculum vitae nel mondo anglosassone è un po’ diverso da quello utilizzato in Europa. Deve essere il più sintetico possibile, specialmente per le aziende che hanno molti candidati appare ovvio che il tempo dedicato a ciascuno potrebbe essere davvero limitato. Bisogna quindi redarlo nel modo migliore, chiaramente, con le informazioni essenziali.
Alcune cose non devono mai mancare e una di queste è la lettera di presentazione, “cover letter”, in cui il candidato si presenta all’azienda, esponendo le proprie potenzialità e spiegando il motivo per il quale vorrebbe lavorare con loro. Questa parte è fondamentale, perché è la prima cosa che un addetto alle risorse umane legge. Se non è scritta bene o non è pertinente la vostra domanda rischia di finire subito cestinata. Fate attenzione, siate formali, non usate spavalderie, slang americani o forme grammaticali contratte. Una cover letter concerne la candidatura e la posizione che si richiede all’interno dell’azienda, quindi siate mirati e forse verrette chiamati per un colloquio. Cercate di non dilungarvi oltre le dieci righe, poiché vi serve anche lo spazio per il vostro “résumé”.
Il curriculum può essere riassunto in una pagina che racchiuda i vostri dati, le vostre esperienze lavorative, gli studi e le vostre competenze. Il profilo professionale dovrà stare in un massimo di due pagine, perciò se avete molte esperienze alle spalle dovete sintetizzarle, mentre se ne avete poche non ci sarà bisogno di gonfiarle. È meglio che siate il più concisi e schematici possibile.
I dati che dovete riportare nelle diverse sezioni sono i seguenti:
Personal profile: nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e contatti. Potete aggiungere le vostre abilità personali (Personal Skills) in base al posto per il quale vi state candidando.
Work experience: l’elenco di tutte le vostre esperienze lavorative, in ordine cronologico dalla più recente alla più vecchia. Scrivete il nome e la sede dell’azienda e il periodo. Potete aggiungere altre esperienze lavorative (Other work experience) come i lavori che avete fatto part-time.
Education: una lista di tutti i vostri titoli di studio, dall’ultimo che avete conseguito al più remoto. Potete aggiungere le altre qualifiche, le tesi e i voti di laurea.
Language Skills: elencate le lingue che parlate, classificate per padronanza (Mother tongue, Fluent, Good, Intermediate, Beginner). Aggiungete eventuali certificati: sono molto importanti, quindi se non ne avete può essere opportuno ottenere una certificazione presso una scuola di inglese a Macerata abilitata. Wall Street English a Macerata offre metodi di apprendimento efficaci, insegnanti madrelingua, orari flessibili e tanto altro.
Computer Skills: deve contenere tutte le competenze informatiche e i programmi che sapete utilizzare.
Hobbies: se non avete raggiunto le due pagine, scrivete quali sono i vostri svaghi e passatempi.
References: eventuali contatti dei precedenti datori di lavoro sono benaccetti.
Arrivati a questo punto, il vostro curriculum è quasi pronto, dovete solamente formattarlo in due pagine e controllare l’ortografia. Considerate che tutto, sia il curriculum sia la cover letter, deve essere scritto formalmente in inglese, senza errori di grammatica, magari accompagnato da qualche espressione sincera, quindi fatevi aiutare da un linguista se avete dubbi. Potete frequentare lezioni di inglese a Macerata così da avere a disposizione insegnanti che possano controllare, correggere e migliorare ciò che avete scritto. Fra le scuole di inglese con le migliori recensioni e opinioni riguardanti l’offerta formativa si consiglia Wall Street English di Macerata:
Via dei Velini, 19 – Macerata
Tel: 0733.26.01.15
Sito web: http://www.wallstreet.it/scuola-inglese-macerata/
Orari : Lunedì - Mercoledì: dalle 10.00 alle 21.00; Giovedì - Venerdì: dalle 10.00 alle 20.00; Sabato: dalle 9.00 alle 13.00
L’Istituto Superiore Algeri Marino di Casoli in provincia di Chieti ha deciso di aderire al progetto dell’Università di Camerino #ilfuturononcrolla organizzando degli incontri con gli studenti per poter conoscere nei dettagli gli eventi sismici che stanno interessando il Centro Italia. In particolare il prof. Emanuele Tondi, responsabile della sezione di Geologia di Unicam, nei giorni scorsi ha incontrato gli studenti dell’Istituto Marino con i quali ha avuto modo anche di parlare di prevenzione, di studi del settore e come poter affrontare al meglio questi eventi.
Gli studenti e i docenti dell’istituto hanno seguito con molto interesse gli interventi del Prof. Tondi, partecipando attivamente con domande e apprezzando il lavoro dei geologi. Per dimostrare ulteriore vicinanza all’Università di Camerino hanno organizzato anche una raccolta fondi da destinare al progetto #ilfuturononcrolla volto a costruire alloggi per il campus degli studenti.
In consiglio comunale arrivano anche la due nuove scuole Alighieri e Mestica di Macerata.
Argomento aggiuntivo all’ordine del giorno dei lavori del prossimo Consiglio comunale che si riunirà il 6 e 7 marzo rispettivamente alle 15.30 e alle 16.
L’assise comunale, infatti, è chiamata infatti a discutere la delibera relativa alle due nuove scuole Dante Alighieri ed Enrico Mesticache sorgeranno nell’area delle ex Casermette in via Roma.
Si è concluso con successo il convegno Ricerca #ilfuturononcrolla organizzato dall'Università di Camerino e l'associazione di promozione sociale Il Cortile di Edy.
Presenti gli studenti degli Istituti Biologici Sanitari di Macerata e Jesi classi quarte e quinte.
Grazie alla presenza della dott.ssa Marta De Santis in rappresentanza del Centro Nazionale Malattie Rare Istituto Superiore Sanità e della dott.ssa Anna Ficcadenti Responsabile Centro Unico Regionale per le Malattie Rare nella Regione Marche, è stato dato rilievo rispettivamente alle reti di riferimento europeo e rete di riferimento regionale nell'ambito delle malattie rare.
Il Prof. Fiorenzo Mignini Docente Unicam della Scuola di Scienze del Farmaco e dei prodotti della salute ha esposto con riferimento alla Medicina narrativa "un caso di omocistinuria ad esordio in età adulta".
Nella stessa giornata il Presidente del Consiglio Provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro Dott. Riccardo Russo ha presentato l'istituzione di borse di studio in favore della Scuola di Giurisprudenza e della Scuola di Scienze del Farmaco e dei prodotti della salute dell'Università di Camerino.
Il convegno si è concluso con un emozionante concerto dell'Orchestra Punto di Valore della città di Termoli, composto da circa 50 elementi.
Il Magnifico Rettore Unicam e la Presidentessa dell'Associazione Il Cortile di Edy sensibili al tema delle malattie rare hanno sottolineato l'importanza dello studio e della ricerca.
Edy Renzetti durante il convegno ha sottolineato che il malato pone la sua attenzione non solo alla ricerca scientifica, la quale potrà migliorare la qualità di vita di molte persone, ma anche alla ricerca dell'amore, al fine di poter meglio affrontare questo difficile percorso di vita.
Corso per avvocati sui diritti fondamentali della persona: accreditato dal Consiglio dell’ordine degli avvocati di Macerata, è destinato agli iscritti all’albo.
Il Dipartimento di Giurisprudenza ha attivato il corso pratico di aggiornamento professionale di tutela dei diritti fondamentali della persona, seconda edizione, della durata di 48 ore di attività didattica articolata in moduli.
Il corso, accreditato dal Consiglio dell’ordine degli avvocati di Macerata, è destinato agli iscritti all’albo professionale di avvocati e praticanti legali e si inquadra nella formazione professionale continua.Obiettivo formativo è l’acquisizione di competenze di alta specializzazione nella tutela dei diritti fondamentali della persona, con riferimento sia al livello nazionale che a quello sovranazionale ed internazionale. Le lezioni si svolgeranno il venerdì pomeriggio a partire dal mese di marzo. E’ possibile frequentare anche i singoli moduli didattici: procedura di diritto costituzionale, nuove tendenze della tutela dei diritti fondamentali della persona nella giurisprudenza, l’accesso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, la giurisprudenza della Corte Corte Europea dei diritti dell’uomo nell’ordinamento interno, il diritto dell’Unione Europea.
Le iscrizioni scadono il 3 marzo. Per maggiori informazioni, consultare il sito giurisprudenza.unimc.it.
di Piero Farabollini
Responsabile Corso di Studi in Scienze Geologiche, Naturali ed Ambientali Università di Camerino
A distanza di 6 mesi dall’evento sismico del 24 agosto 2016, dopo il quale si sono avuti oltre 50.000 eventi di cui 5 oltre Magnitudo 5.5 e 71 sopra Magnitudo 4, ancora poco è stato fatto in termini di …… ritorno alla normalità (Post-emergenza? Ripristino?)! Il “Fatto quotidiano” di due giorni fa riportava in prima pagina questa dichiarazione del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Vasco Errani: “La ricostruzione non esiste proprio”. Ed ancora: “Non si è fatto nulla su casette, macerie e viabilità”.
Le Ordinanze di Errani (finora 15 – rispetto alle 200 circa emanate sempre dal Commissario Straordinario Errani a seguito del terremoto dell’Emilia Romagna del 2012) ancora non riescono a fornire il quadro della situazione o almeno a dare le dritte per rimettersi in moto, perché comunque rimangono aperte diverse questioni importanti, tra le quali, e non secondaria, soprattutto quella riguardante i professionisti che dovrebbero essere coinvolti a vario titolo nella ricostruzione.
Punto 1: Incarichi
L’Ordinanza n.12 ha introdotto un limite al numero di incarichi nonché un limite all’importo complessivo dei lavori che i tecnici possono acquisire - anche se poi si prevede lo sforamento di questo tetto - ma soprattutto consente la possibilità di derogare anche agli ulteriori livelli massimi La misura introdotta dall’Ordinanza n.12 è passata attraverso la collaborazione con le associazioni rappresentative dei progettisti, definita da un protocollo sottoscritto con la RPT (Rete delle Professioni Tecniche) che è parte integrante dell’Ordinanza stessa (All.A dell’Ordinanza n.12). Di seguito il link al comunicato stampa della RPT (http://www.reteprofessionitecniche.it/sisma-la-rpt-condivide-lordinanza-del-commissario-errani-sulla-concentrazione-degli-incarichi/) e quello del CNG: entrambi osannano l’ottimo risultato conquistato (http://www.cngeologi.it/2017/01/13/terremoto1-in-vigore-lordinanza-sullelenco-dei-progettisti-limite-derogabile-agli-incarichi/).
Ma si tratta veramente di un successo? Osservazioni e proposte migliorative sono state fatte ma non tutte sono state recepite. In sintonia con l’ORG Marche che ha inoltrato al CNG ed alla RPT alcune interessanti proposte, si potrebbe pensare di:
1. Applicare il cosiddetto “Decreto Parametri” attualmente vigente (D.M. 17 giugno 2016) per la definizione dei corrispettivi professionali al fine di garantire la giusta compensazione delle singole attività prestazionali svolte nell’ambito della progettazione degli interventi di ricostruzione. Necessità ribadita, tra l’altro, dall’ANAC che ritiene obbligatorio il riferimento al Decreto Parametri nell’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. Il giusto approccio per la progettazione dei lavori di ricostruzione sarebbe quello di concordare l'applicazione del Decreto Parametri con gli Ordini Professionali, colmando eventuali lacune, e stabilendo una percentuale fissa di ribasso da applicare ai compensi.
2. Individuare e circostanziare un corretto sistema di valutazione del contributo per le indagini, sia geofisiche che strumentali, che coinvolga gli Uffici territoriali per la Ricostruzione e prevedere deroghe per far fronte a specifiche problematiche progettuali non riconducibili strettamente ad uno standard predefinito (edifici collocati in aree in frana, cedimenti delle fondazioni, fenomeni di liquefazione, ecc). Al fine di ottemperare agli obblighi imposti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14 gennaio 2008) che debbono necessariamente essere posti alla base di una adeguata ricostruzione post sisma, le indagini da svolgere dovrebbero essere in quantità e qualità proporzionali alla soluzione dello specifico problema e non ridotte ad una mera percentualizzazione dell'importo dei lavori, così come invece previsto dal comma 6, art. 7 dell’All. A (Ordinanza n. 12)
3. Togliere il tetto degli incarichi per le prestazioni specialistiche. L’attività svolta dal geologo non può e non deve essere equiparata, per tempistiche e prestazioni, a quella di un ingegnere/architetto; non a caso infatti la relativa parcella è pari a circa 1/10 di quella del progettista. In generale, l’introduzione di un tetto per gli incarichi viola i principi della libera economia di mercato che ispira ed è a fondamento del sistema giuridico nazionale ed europeo. Nel particolare, intese restrittive della concorrenza, come quelle proposte, comportano una ingiusta limitazione dell’attività del singolo professionista geologo ed una iniqua discriminazione lavorativa, oltre a minare anche il principio fiduciale tra committente privato e professionista, basato sulla reciproca conoscenza e capacità professionali. La politica della libera concorrenza dell’Unione europea garantisce che la concorrenza non venga falsata dal mercato interno, assicurando che vengano applicate regole simili a tutte le aziende che vi operano. Sulla base di tale principio dovrebbe essere riservato un trattamento dignitoso dell’attività professionale del geologo equiparato alle altre attività economico-sociali.
Punto 2: Elenco speciale professionisti
Con l’Ordinanza del Commissario Straordinario n.12 del 9 gennaio 2017, ed in particolare all'art. 5 dell'Allegato A alla suddetta Ordinanza, vengono definiti i criteri ed i requisiti per l’iscrizione dei professionisti nell'elenco speciale per la progettazione degli interventi di ricostruzione post-terremoto, di cui al DL 189/2016, art. 34, comma 1, convertito dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. (https://professionisti.sisma2016.gov.it/ ).
L’iscrizione è lunga e difficoltosa ed oltretutto il sistema si blocca al raggiungimento del numero massimo di iscrizioni previste per l’invio giornaliero, rimandando al giorno successivo.
Inoltre una volta effettuata l’iscrizione, selezionando la categoria professionale e la tipologia di incarico si può ravvisare, in alcuni casi, una palese violazione al principio dell’affidamento esclusivo e diretto al geologo professionista per la redazione della relazione geologica; infatti nell’elenco tale elaborato viene inopportunamente proposto anche da altre figure professionali in palese disaccordo con l’art. 91 del D.Lgs. n. 163/2006 (divieto di subappalto della relazione geologica), la cui previsione normativa viene pedissequamente ripresa nel nuovo Codice degli Appalti (D. Lgs. N. 50/2016) all’art. 31.
E’ inoltre da ricordare che già il DPR 328/2001 (Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonchè della disciplina dei relativi ordinamenti) discrimina le attività professionali sulla base dell’Albo professionale di appartenenza.
Quali provvedimenti sono stati presi finora? Perché la RPT non ha verificato e dato adeguate indicazioni in merito? Perché gli Organismi Nazionali non hanno monitorato il sistema e preso adeguate azioni correttive?
Ai sensi del DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012 , n. 137 (Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148), il possesso dei requisiti di formazione continua è obbligo per l’iscrizione all’elenco speciale dei professionisti. Ma chi verifica il possesso dei requisiti? Sarebbe auspicabile ed opportuno demandare agli Ordini Territoriali competenti tali verifiche.
Punto 3: Comitato Tecnico Scientifico (CTS)
Se viene letta attentamente l’Ordinanza di costituzione del CTS (Ordinanza del Commissario del Governo per la ricostruzione dei territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016 n.11 del 9 gennaio 2017
“Istituzione e Funzionamento del Comitato Tecnico Scientifico della Struttura del Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio Marche ed Umbria interessati dall’evento sismico del 24 agosto 2016”) salta subito agli occhi come non compaia mai la parola geologia, come se lo studio dei terremoti e il progetto di ricostruzione fosse solo correlabile alle problematiche ingegneristiche e/o architettoniche. L’intervista rilasciata dall’arch. Renzo Piano , articolo pubblicato su il Sole 24ore (http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/cultura/2016-09-30/la-terra-trema-ecco-mio-progetto--154933.shtml?uuid=ADo2aWSB&refresh_ce=1), del 02 ottobre 2016 lasciava trasparire una direzione in questo senso. Cosa importa delle problematiche legate alla pericolosità geologica intrinseca del territorio, dei cosiddetti effetti di sito, della forte correlazione substrato/edificato e della sua naturale evoluzione. La geologia non dovrebbe essere relegata ad un mero ruolo passivo nella pianificazione territoriale in quanto la risposta di un territorio agli eventi naturali deriva proprio dalla conoscenza geologica dello stesso, della sua evoluzione e delle sue trasformazioni.
Proprio in funzione della ricostruzione, del rapporto sottosuolo/edificato, della necessità di “ragionare” sul “com’era dov’era” (slogan lanciato da tutta la classe politica e non solo) forse sarebbe stato più logico costituire un CTS con esperti dei vari settori di competenza della pianificazione della ricostruzione post-terremoto, in un approccio multidisciplinare completo dove geologi, geotecnici, geofisici, idrogeologi, architetti, ingegneri, fino a ricomprendere anche giuristi, economisti, sociologi e psicologi possano lavorare e collaborare in sinergia ed in modo complementare. Al riguardo è stata anche presentata alla Camera dei Deputati una interrogazione parlamentare proprio in questo senso. Al link http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/15224&ramo=CAMERA&leg=17 è possibile scaricare l’interrogazione, presentata dal gruppo SEL della Camera.
Punto 4 – Microzonazione sismica di III livello
Il DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2017, n. 8 “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017” pubblicato in GU Serie Generale n.33 del 9-2-2017 ed entrato in vigore il 10/02/2017 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/02/09/17G00021/sg), al punto 1 promuove l’immediata effettuazione degli studi di MZS di III livello definendo le relative modalità e procedure di attuazione nel rispetto di alcuni criteri, quali:
1- effettuazione degli studi secondo i sopra citati indirizzi e criteri, nonché secondo gli standard definiti dalla Commissione tecnica istituita ai sensi dell'articolo 5, comma 7, dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3907 del 13 novembre 2010, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.281 del 1° dicembre 2010;
2- affidamento degli incarichi da parte dei Comuni, mediante la procedura di cui all'articolo 36, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, entro i limiti ivi previsti, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione in materia di prevenzione sismica, previa valutazione dei titoli ed apprezzamento della sussistenza di un'adeguata esperienza professionale nell'elaborazione di studi di microzonazione sismica, purchè iscritti nell'elenco speciale di cui all'articolo 34 ovvero, in mancanza, purchè attestino, nei modi e nelle forme di cui agli articoli 46 e 47 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, il possesso dei requisiti per l'iscrizione nell'elenco speciale come individuati nel citato articolo 34 e nelle ordinanze adottate ai sensi del comma 2 ed abbiano presentato domanda di iscrizione al medesimo elenco;
3- supporto e coordinamento scientifico ai fini dell'omogeneità nell'applicazione degli indirizzi e dei criteri nonchè degli standard di cui al numero 1, da parte del Centro per la Microzonazione Sismica (Centro MS) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sulla base di apposita convenzione stipulata con il Commissario straordinario, al fine di assicurare la qualità e l'omogeneità degli studi.
Tutto quanto sopra pone un problema molto importante nella distribuzione degli incarichi: questi vanno conteggiati nel numero massimo di incarichi che un professionista può prendere e nel tetto massimo di importo ammissibile? Gli Spin Off universitari possono accedere all’incarico di MZS di III livello? Chi garantisce il regolare svolgimento? Visto e considerato che la MZS di III livello deve essere obbligatoriamente effettuata sulla base del I e II livello, chi dovrà redigere tali studi? Con quali modalità verranno gestiti tali incarichi? Da parte di chi? Ma soprattutto, dove sono i criteri e/o le Linee Guida per l’effettuazione della MZS di III livello?
Sarebbe opportuno che le Linee guida fossero prodotte concordemente tra Centro Microzonazione Sismica ed Università territorialmente coinvolte nel cratere in modo tale da fornire, ai professionisti, gli adeguati strumenti per l’esecuzione degli studi di MZS di III livello. Le Università quindi potrebbero e dovrebbero rivestire il ruolo fondamentale di fungere da filtro tra il Centro Microzonazione Sismica ed i Professionisti, esercitando un costruttivo ruolo formativo e di coordinamento, fornendo loro supporto tecnico-scientifico, forti particolarmente della conoscenza del territorio e della sua evoluzione recente. I professionisti però, con accertate competenze in merito, dovrebbero anche loro essere iscritti all’Elenco dei professionisti di cui al sito https://professionisti.sisma2016.gov.it/, ma questo, a meno che non si tratti di prestazione specialistica (che, tuttavia, ai sensi del codice degli appalti, non corrisponde alla prestazione suddetta) non è contemplato. Pensando alle tipologie di incarico ed alla categoria soggettiva (immagine sotto), è infatti possibile constatare come i soggetti siano ben definiti, così come le diverse tipologie di incarico.
Ora però sorge un forte dubbio, visto che già in ambito di MZS di I livello, ai sensi dell’OPCM 3274/2003, in varie regioni d’Italia, già la questione si è presentata prepotentemente e con tanto di diffide, ricorsi e quant’altro: gli Spin off universitari, come debbono essere considerati? Possono essi essere incaricati degli studi di MZS di III Livello?
Gli Spin Off universitari, ai sensi del DL. 83/12 modificato dalla L.134/12, sono società costituite al fine di utilizzare, anche da un punto di vista economico, i risultati della ricerca condotta dalle Università o da altri Enti. La normativa sulle Società conferma l’impossibilità (per gli Enti pubblici non economici e per le Università) di partecipare alle gare per l’affidamento di lavori, servizi e forniture ai sensi dell’art.34 D.Lgs 163/2006, stante l’assenza del carattere di imprenditorialità ed il rischio di alterare la par condicio e distorcere i meccanismi concorrenziali per via del sistema di contribuzione e vantaggi di cui gode l’Ente pubblico. Ne deriva che gli Spin off universitari non potrebbero esercitare libera professione, e pertanto non dovrebbero avere accesso nè agli incarichi di MZS di III livello né tantomeno all’affidamento di incarichi per la ricostruzione post-terremoto. La stessa ANAC con deliberazione 119/2007 ha avuto modo di affermare che, per un mercato effettivamente concorrenziale e corretto, deve essere consentito di operare e di competere tra loro solo ai soggetti che sono realmente sul mercato e che svolgono una attività economica compresa tra le proprie attività istituzionali.
Punto 5 – Cartografia geologica
Il giorno 21 febbraio presso il Senato della Repubblica si è tenuta una Conferenza Stampa dal titolo “Le grandi incompiute del nostro Paese: Cartografia Geologica e Microzonazione Sismica” organizzata dalla senatrice Fabiola Anitori, prima firmataria di una mozione in cui chiede al governo di portare a termine questi due progetti. Ora, a fronte di un costo di 500.00€ (stimati) per la realizzazione di un foglio geologico CARG, è stato proposto di individuare, al di fuori del Patto di stabilità, circa 5m€ per la realizzazione di 10 fogli geologici delle aree del cratere.
La cartografia geologica CARG è uno degli strumenti principali per avere un dato significativo ed affidabile per la conoscenza delle problematiche geologiche dell’intero territorio nazionale, svolto con criteri standardizzati ed omogenei. Troppo spesso si fa riferimento alle cartografie geologiche scala 1:100.000 della vecchia Carta Geologica d’Italia degli anni ‘50, senza mai tener conto delle innumerevoli cartografie geologiche e geotematiche che la ricerca scientifica ha prodotto nel tempo (basti pensare che nei report prodotti anche da Istituti di ricerca nazionali si è sempre fatto riferimento alla Carta Geologica del 1950 di Scarsella senza mai citare la recente Carta Geologica dei Monti Sibillini pubblicata dall’Università di Camerino nel 2012 che ha mappato con precisione e dovizia di informazioni, l’ormai famoso sistema di faglie del Monte Vettore, all’origine della recente sequenza sismica dell’Italia centrale.). E’ necessario tuttavia un immenso sforzo per far si che i fogli mancanti, soprattutto in quelle aree colpite dai recenti eventi sismici e/o in quelle a più alta pericolosità sismica, sia opportunamente riavviata, facendo magari riferimento alle Università territorialmente competenti che, con l’ausilio dei geologi professionisti, possano operativamente attivarsi per la realizzazione in tempi brevi, di tali carte, contribuendo così a rendere l’Italia altrettanto “completa” così come i paesi europei ed extraeuropei avanzati.
Giovedì 2 marzo alle 18 l'Università di Macerata festeggia il decennale dell'inaugurazione della Biblioteca didattica di ateneo, realizzata nel palazzo del Mutilato nel 2007, e per sabato 11 marzo propone un concerto di musica da camera per violoncello e pianoforte.
“La costituzione della Biblioteca Didattica – sottolinea Elisabetta Michetti, delegata del rettore per il sistema bibliotecario - è strettamente connessa all’istituzione, nel 2004, del Sistema Bibliotecario d’Ateneo, che si configura come un sistema federato di biblioteche che forniscono servizi di interesse generale e a carattere specialistico. La Biblioteca Didattica è stata aperta al pubblico nel mese di dicembre 2006 e inaugurata il 27 febbraio 2007. I principali frequentatori sono gli studenti, che vi trovano la manualistica adottata dai docenti, liberamente consultabile secondo la logica dello scaffale aperto. La Biblioteca Didattica è anche un punto di incontro e di socializzazione, aperta nei giorni infrasettimanali fino a mezzanotte, e un luogo in cui sono accolti eventi culturali come presentazione di libri, mostre, cineforum e convegni”.
L’incontro del 2 marzo apre i festeggiamenti per il decennale dell’inaugurazione di questa biblioteca, nel ricordo di Sara Bruni, prematuramente scomparsa pochi mesi fa, che allora si occupò del servizio fotografico. Alle 18 nella sala Sbriccoli dopo i saluti del rettore Francesco Adornato, dell’assessore alla cultura di Macerata Stefania Monteverde, della delegata del rettore Elisabetta Michetti e del direttore generale Mauro Giustozzi, interverrà Marcello La Matina, docente Unimc, con una lezione speciale.
Altri eventi seguiranno, primo fra tutti il concerto del Duo Rosamunde in collaborazione con l'Orchestra Sinfonica “G. Rossini” di Pesaro previsto per sabato 11 marzo, sempre alle 18, a ingresso libero. Per maggior informazioni, è possibile consultare la pagina www.unimc.it.
Roberto è un ragazzo di Pescara, studente all’Accademia delle Belle Arti di Macerata. Qualche tempo fa ha vinto una borsa di studio e si è trasferito a Manchester dove è nato il suo progetto.
“Mi sono svegliato, ho preso il telefono ed ho visto un notifica molto interessante” racconta Roberto “Un utente chiedeva un aiuto lavorativo su una pagina Facebook «Italiani a Manchester». Incuriosito ho iniziato a scorrere i post presenti, tutte alla ricerca di un lavoro, di un consiglio, di un appoggio”. Ma la vera illuminazione è arrivata successivamente. Uscito di casa, con la telecamera in mano, era pronto per catturare ciò che di bello aveva da offrire la città e nel suo vagare tra le strade anglosassoni è stato attratto non da uno scorcio particolare o da suoni nuovi da registrare, ma da voci con un idioma molto familiare: erano tutti ragazzi italiani: “Ero circondato da tantissime persone italiane nelle strade di Manchester. Ed è proprio dopo questi due avvenimenti che mi si è accesa la lampadina, anzi un segnale d'allarme”.
Catapultato a Manchester, Roberto ha subito compreso quanto sia tangibile il fenomeno della fuga giovanile dall’Italia e da videomaker qual è ha voluto subito testimoniare questa migrazione verso luoghi dove il lavoro e il futuro fanno un po’ meno paura: “Mi sono subito attivato con un post su «Italiani a Manchester» chiedendo se qualcuno fosse interessato a rilasciarmi un'intervista, per poi creare un docufilm. Inizialmente hanno risposto soltanto due/tre persone. Solo successivamente e privatamente mi sono arrivati decine di messaggi, tutti con l'intenzione di dire la propria riguardo la scelta di lavorare fuori dall’Italia”.
Il docufilm parte dalla storia di Roberto, studente Erasmus con lo zaino in spalla e la macchinetta per filmare che si perde tra le voci degli italiani che raccontano la propria storia. Il nome del progetto è “Italiani a Manchester” proprio per riprendere omonimo gruppo Facebook da cui tutto ha avuto inizio.
“Nel trailer non ho svelato i volti degli intervistati, ho solo anticipato come ho iniziato a intervistare le persone, restando fedele alla mia storia. Nell’ultima inquadratura ci sono io che osservo la gente per la strada e di sottofondo si sentono voci di italiani che dicono la loro a riguardo” è un video di protesta, Roberto aggiunge: “Voglio a precisare che questo è solo un messaggio d'allarme per l'Italia” a rimarcare che il Bel Paese è sempre meno un Paese per giovani, costretti alla fuga, ad un esilio forzato, coscienti del fatto che non torneranno indietro se le cose non cambieranno.
Il docufilm uscirà sabato 25 Marzo, 2017 alle ore 15:00 sul canale YouTube di Roberto Montebello e condiviso sulla sua pagina Facebook "RMVideomaker".
Da Ignazio Buti, già rettore UNICAM, Fulvio Esposito, già rettore UNICAM, Mario Giannella, già rettore UNICAM e Roberto Marassi, già rettore UNICAM, riceviamo una lettera aperta ai cittadini delle aree colpite dagli eventi sismici, alle colleghe e ai colleghi dell’Università di Camerino
La nostra comunità ha subito in questi mesi colpi durissimi, per risollevarci dai quali serve il contributo di tutti, con uno sforzo di intelligenza e creatività capace di tracciare nuove e innovative traiettorie di sviluppo per il territorio e per la nostra Università.
Non possiamo infatti nasconderci che il terremoto, pur nella sua natura di evento fuori dell’ordinario, è intervenuto su una realtà socio-economica che da lungo tempo viveva e vive una situazione di fragilità.
Non è per caso che, nel 2015, è stata elaborata dal Governo una ‘Strategia Nazionale per le Aree Interne’, finalizzata ad affrontare le criticità che affliggono più della metà della superficie nazionale e che, per il suo impatto sociale ed economico, sta diventando paragonabile alla storica Questione Meridionale.
Il nostro territorio soffre di queste criticità; bastino ad indicarlo poche cifre: in 40 anni, dal 1971 al 2011, la popolazione è diminuita del 24%; in soli 10 anni, dal 2001 al 2011, le imprese sono diminuite del 7% e gli addetti del 6%.
Dunque la ricostruzione, nella quale stiamo impegnando tutte le nostre energie, sarebbe resa vana dall’assenza di un programma di sviluppo credibile, sostenibile, di successo: le case che stiamo ricostruendo dovranno essere abitate, le imprese dovranno tornare attive e produttive, i musei visitati, le chiese frequentate, le aule, le biblioteche, i laboratori pieni di studenti e di ricercatori…
Come raggiungere questo obiettivo?
Non crediamo che ci sia qualcuno che ha a disposizione - francamente non crediamo nemmeno che esista - un programma ‘chiavi in mano’.
Crediamo però che ci sia un metodo. Un metodo che parta dall’ascolto delle comunità, in particolare di quelle più colpite dagli eventi sismici. Un metodo che sappia elaborare saperi e tradizioni, speranze ed intuizioni e sappia declinarli in funzione di riferimenti globali che possono apparire lontani (ad esempio la ‘digitalizzazione’), ma rispetto ai quali non possiamo restare indifferenti, pena la definitiva, irreversibile marginalità.
In questo processo di interpretazione e traduzione delle vocazioni territoriali nelle lingue del nuovo paradigma tecnologico, la nostra Università, universale sì, come il nome la designa, ma attenta da sempre al suo territorio, può avere un ruolo decisivo.
I friulani, provati come noi da un sisma distruttivo nel 1976, appena avviata la ricostruzione, promossero una raccolta di firme per chiedere l’attivazione di un’università, istituzione di cui quel territorio era privo. La petizione ebbe successo (125.000 firme) e, nel 1978, venne fondata l’Università di Udine, che ha dimostrato negli anni, insieme all’Università di Trieste, il suo ruolo di potente leva per lo sviluppo di tutta una Regione e non solo.
Noi l’Università l’abbiamo dal 1336. Un’Università che, tra tante difficoltà, ha mantenuto con dignità il suo posto nel sistema nazionale, ha saputo restare allineata con i processi di necessario cambiamento e talvolta li ha anticipati.
Oggi serve un nuovo balzo in avanti e in alto.
Serve una rinnovata energia da trasmettere, attraverso frequenti occasioni d’incontro, alle 131 comunità di cittadini che, con caparbio coraggio, sono rimasti a presidiare i loro luoghi o che, dolorosamente, se ne sono dovuti momentaneamente allontanare. Il nostro compito dev’essere quello di fornire informazioni autorevoli ed affidabili e di raccogliere idee e suggestioni che innestino nel processo di ricostruzione urbanistica gli elementi per una rigenerazione sociale ed economica del territorio.
Occorre che tutte le persone di buona volontà che operano nell’Università di Camerino, che bene hanno compreso le difficoltà del momento ed alacremente stanno operando per superarle, intraprendano all’interno una fase di franca discussione per progettare nuovi percorsi che aprano prospettive di sviluppo, senza rinnegare nulla della propria storia, ma con la serena consapevolezza che la storia, da sola, non garantisce il futuro.
Occorre alzare lo sguardo, stringendo rapporti con chi è animato da sincera volontà di collaborazione e si confronta con problemi simili ai nostri; ad esempio, con le Università dell’Appennino, tutte localizzate in zone ad alto rischio sismico, tutte chiamate a trovare soluzioni intelligenti alle criticità proprie delle ‘aree interne’.
Occorre andare ancora più lontano, verso paesi dove le competenze presenti nella nostra Università possono promuovere processi di sviluppo e verso paesi dai quali possiamo importare nuove e feconde competenze di cui siamo carenti.
In questo modo pensiamo che l’Università di Camerino possa costruire un solido futuro, che coinvolgerà la Città che ad essa dà il nome, il complesso delle aree interne, l’intero paese e, soprattutto, i suoi giovani.
In occasione della Giornata Mondiale sulle malattie rare, che si celebra in tutto il mondo domani 28 febbraio, l’Università di Camerino in collaborazione con l’Associazione “Il Cortile di Edy” organizza il convegno “Ricerca: #ilfuturononcrolla”, che si terrà domani presso l’Auditorium Benedetto XIII, con inizio alle ore 9,15.
Il convegno, che ha ottenuto il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, sarà aperto dai saluti del Rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini, della Presidente dell’Associazione “Il Cortile di Edy” Edy Renzetti, del Sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, del Presidente dei Consulenti del lavoro della Provincia di Macerata Riccardo Russo, dell’Arcivescovo di Camerino e San Severino Marche S.E. Mons. Francesco Giovanni Brugnaro.
Seguiranno poi gli interventi di Domenica Taruscio, direttrice del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità su Malattie rare e reti di riferimento europeo: ricerca e sanità pubblica; di Anna Ficcadenti, responsabile del Centro Unico Regionale per le Malattie Rare dell’Azienda Ospedaliera Torrette di Ancona sulla rete delle malattie rare nella Regione Marche; di Fiorenzo Mignini, docente Unicam della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute su Medicina narrativa: un caso di omocistinuria ad esordio in età adulta; di Domenico Coviello, vice Presidente del Comitato ‘i Malati Invisibili’ su La presa in carico del malato orfano di diagnosi.
Al termine dell’incontro si terrà il concerto dell’Orchestra giovanile “Punto di Valore” della città di Termoli e contestualmente saranno assegnate due borse di studio da destinare a due studenti della Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute e della Scuola di Giurisprudenza di Unicam.
Mercoledì 1° marzo l’Università di Macerata ospiterà Daniele Olschki, amministratore delegato della Casa editrice Leo S. Olschki, il massimo editore scientifico internazionale nel settore umanistico. L’incontro, organizzato dalla professoressa Laura Melosi, si terrà alle 17 al Dipartimento di Studi Umanistici in corso Cavour.
L’illustre ospite ripercorrerà la lunga storia della casa editrice, che prese avvio nel lontano 1883, quando Leo Samuele Olschki, figlio di un tipografo operante nella piccola cittadina di Johannisburg della Prussia orientale, decise di trasferirsi in Italia seguendo il percorso dei tanti personaggi come Rosenberg & Sellier, Sperling & Kupfer, Hoepli, Rappaport, Bretschneider, Le Monnier, Loescher, Scheiwiller. La città prescelta era Verona dove, dopo un breve apprendistato in una libreria locale, Leo fondò nel 1886 la libreria antiquaria editrice, che successivamente venne trasferita a Venezia e poi a Firenze. Nel corso degli anni, la casa editrice è diventata il braccio editoriale delle più importanti istituzioni culturali italiane, come la Fondazione Cini, l’Accademia Colombaria, la Deputazione di Storia Patria per la Toscana, la Società di storia del Risorgimento, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento.
Oggi il catalogo della Olschki mantiene ancora disponibili volumi di fine Ottocento per un numero complessivo di titoli che ha superato le 4500 unità, senza contare le 25 riviste delle quali sonodisponibili tutti i fascicoli pubblicati, in alcuni casi da più di cento anni. Una produzione che in larga parte è destinata al di fuori dei confini nazionali, contribuendo a mantener viva l’attenzione internazionale sulla produzione culturale umanistica nel nostro paese.
Nel corso della finale a sei tenutasi ieri all'Arena S. Paolo di Milano, i giovani ricercatori hanno ricevuto il premio di €10.000 , riservato alle prime due posizioni, e avranno ora la possibilità di partecipare alla competizione di Berkeley dove le migliori start up si contenderanno un premio di 80.000 dollari.
ATLAS, questo il titolo del progetto che sta suscitando così tanto interesse, è un insetticida biologico e non tossico, innovativo strumento di controllo ecologico di zanzare vettrici di malattie come Malaria, Dengue e la nuova emergenza Zika.
L’Assessore alla Pubblica Istruzione e alle Politiche Sociali del Comune di Potenza Picena, Noemi Tartabini, ha stipulato una convenzione con il Centro Provinciale per l’Istruzione della Provincia di Macerata. Nei giorni 6 e 8 marzo, dalle ore 18 alle ore 20, presso la Sala Boccabianca in via Trento (accanto alla Biblioteca Comunale) tutti coloro che sono interessati potranno effettuare le iscrizioni per partecipare al corso di lingua italiana.
“Successivamente – ha precisato l’Assessore Tartabini – in base alle esigenze dell’utenza, verrà definito il calendario degli incontri. I corsi rivolti ai cittadini italiani e stranieri, regolarmente soggiornanti nel nostro Comune, di età superiore ai 16 anni, mirano al sostegno culturale, all’alfabetizzazione e a migliorare la conoscenza della lingua italiana. Un percorso – prosegue la Tartabini – che va ad abbracciare un altro progetto sostenuto dall’Amministrazione Comunale: il sostegno linguistico nelle scuole. Lavorare parallelamente, da un lato con bambini e ragazzi, e dall’altro con le famiglie, permette di raggiungere nel migliore dei modi e in tempi più rapidi l’obiettivo di una piena integrazione sociale anche al fine di affrontare con più forza il fenomeno della dispersione scolastica e del disagio di molti studenti”.