L’agricoltura di precisione. È il tema che viene trattato, mercoledì 12 aprile all’Istituto Agrario di Macerata, in un incontro per gli studenti e aperto al pubblico. Nell’aula magna della scuola diretta dalla prof.ssa Antonella Angerilli, dalle 9.45 si parla dell’innovazione nel settore agricolo. Per rispondere ai fabbisogni e alle necessità della popolazione, il settore primario è chiamato a fornire un necessario aumento di produttività guidata dalle innovazioni e con un uso sostenibile dell’ambiente
L’incontro, organizzato in collaborazione con la ditta Lampacrescia, vede la presenza in qualità di relatori dell’agronomo Roberto Bartolini con l’intervento Le nuove politiche agricole per l’agricoltura sostenibile e di Sandro Battini, direttore commerciale Kverneland Group, con Precision Farming: meno sprechi più reddito.
Il settore ha di fronte a sè una sfida molto importante: a fronte della domanda di alimenti sani e di una nutrizione ottimale come garantire un’agricoltura più produttiva e sostenibile?
Anche per rispondere a queste domande, l’IIS “Garibaldi” si è dotato recentemente di un drone, necessario per gli studi di agronomia e di topografia. Grazie alla tecnologia è possibile per esempio capire lo stato di vigore delle colture sotto esame o fare un’attività di rilevamento delle caratteristiche del terreno non facilmente percepibili al livello del suolo.
Info per il convegno: www.itagaribaldi.it oppure telefonare allo 0733/262036
Il convegno ha permesso di tracciare un bilancio tra le opportunità già esistenti per le famiglie con figli autistici e le nuove emergenze pedagogiche.
Nella Giornata della consapevolezza all'autismo di domenica, l’Università di Macerata ha messo in campo, all'interno del più ampio progetto "Inclusione 3.0" coordinato dalla delegata del rettore Catia Giaconi, un quadrilatero tra famiglie, scuole, università e territorio davanti a un pubblico di oltre 300 persone.
Autorità accademiche e politiche - Francesco Adornato, Michele Corsi, Francesco Micucci, Nicola Santarelli, Stefania Monteverde, studiosi nazionali - Catia Giaconi, Roberta Caldin, Fabio Bocci, famiglie, istituzioni scolastiche ed extrascolastiche hanno tracciato una fotografia dello stato dell'arte dell'autismo, un bilancio tra le opportunità già esistenti per le famiglie con figli autistici e le nuove emergenze pedagogiche.
E’ stato, inoltre, assegnato, il Primo premio Nazionale "Inclusione 3.0", che ha permesso di conoscere da vicino concreti progetti a elevato valore inclusivo. Sono state premiate realtà extrascolastiche sportive, come il progetto Filippide di Torino e "Autismo a canestro" di Campobasso, Compagnie di Danza come la Comunità di Capodarco di Fermo, realtà scolastiche, che hanno dato un contributo significativo nell'alternanza scuola lavoro come l’Istituto Alberghiero di Loreto, realtà lavorative, come le cooperative sociali di Loreto e Capodarco di Fermo.
Sono state, inoltre, presentate biblioteche virtuali, che raccolgono nuove tecnologie per implementare l'autonomia delle persone con autismo.
L' Ateneo non si ferma qui e ha già in programma due importanti iniziative: la seconda edizione del Macerata School Festival, organizzato in collaborazione con il Comune e con il Dipartimento di Scienze della formazione dei beni culturali e del turismo, che si terrà in città dal 30 settembre al 4 ottobre, e la prima edizione di Unimc for inclusion che si terrà dal 27 novembre al 3 dicembre.
Dopo il grande successo della prima edizione, il festival delle scuole – che sarà dedicato al tema dello spazio, inteso nelle sue varie accezioni, dal paesaggio agli spazi d’apprendimento, offrirà alle scuole della città e del territorio l’occasione di presentare le proprie migliori proposte educative e agli esperti e ai docenti dell’ateneo marchigiano di sviluppare ipotesi di ricerca didattica e di miglioramento dei processi formativi.
Riaperti i termini per le proposte progettuali degli istituti scolastici delle Province colpite dal sisma, mercoledì 5 aprile, dalle 15 alle 17, presso l’Aula Magna del Polo didattico «Bertelli» del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università di Macerata, si terrà un seminario regionale dedicato ai fondi strutturali europei 2014-2020 del Programma Operativo Nazionale - PON intitolato "Per la scuola: competenze e ambienti per l’apprendimento".
Il seminario - organizzato dal Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa di Firenze - costituisce un momento operativo per accompagnare le scuole nella fase di presentazione delle proposte progettuali con uno specifico approfondimento sulla riapertura delle candidature nell’ambito dell’avviso «Inclusione sociale e lotta al disagio» per le istituzioni scolastiche delle Province colpite dal sisma.
Il PON è un piano di interventi che punta a creare un sistema d’istruzione e di formazione di elevata qualità e mira a individuare le priorità strategiche del settore istruzione, finanziato dai Fondi Strutturali Europei - FSE e ha una durata settennale, dal 2014 al 2020.
Il seminario sarà presieduto dalla prof.ssa Anna Ascenzi. Dopo i saluti del prof. Michele Corsi, Direttore del Dipartimento, interverranno Matteo Isoni e Rosalia Delogu dell’INDIRE di Firenze.
Il seminario sarà a numero chiuso (max. 160 posti). È possibile prenotarsi scrivendo a juri.meda@unimc.it entro le ore 9 del 5 aprile (lp).
Il Progetto di Ricerca di Ateneo Climapp-FAR coordinato dal Prof. Andrea Catorci della Struttura Operativa “Biodiversità e gestione degli ecosistemi” della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria ha tra le finalità principali la sperimentazione di azioni utili ad implementare la sostenibilità economica del pascolo semi-estensivo nelle aree montane, effettuato sui pascoli naturali appenninici, che costituiscono uno dei giacimenti di biodiversità più importanti dell’Unione Europea e che come tale sono tutelati da normative comunitarie.
All’interno delle attività sperimentali del gruppo formato da anatomici, fisiologi e zootecnici (sia di UNICAM che di UNIPG), coordinato dalla Prof.ssa Paola Scocco, e con la determinante ed esperta collaborazione della Azienda Di Pietrantonio di Belforte del Chienti, sono stati prodotti 3 formaggi pecorini in differenti momenti stagionali del pascolo corrispondenti a diverse condizioni chimiche del foraggio ed a diverse forme di regime alimentare delle greggi.
Il 31 marzo e l’1 aprile presso il Polo Lodovici di UNICAM si è svolto un partecipato “consumer test” per testare il differente gradimento dei 3 formaggi pecorini da parte dei consumatori cui ha fatto seguito “un'asta sperimentale” per definire la “disponibilità a spendere” del consumatore per un prodotto artigianale di alta qualità nutraceutica ed organolettica, e fortemente caratterizzato da una marcata sostenibilità ambientale e ottenuto da animali liberi di pascolare su un pascolo ad elevato grado di biodiversità e che, a seconda della specifica alimentazione degli animali, può avere un bouquet floreale o un elevato contenuto di vitamine ad azione antiossidante.
L’indagine di mercato è stata effettuata dal Prof. Maurizio Canavari del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università Bologna, che da anni si occupa di marketing agroalimentare, con lo scopo di individuare il reale valore di mercato di prodotti di alta qualità e le strategie per la loro promozione che passa anche attraverso la formazione del consumatore, in modo da poter garantire maggiori guadagni alle aziende.
2 aprile 2017 - Giornata Mondiale della consapevolezza dell'autismo: l'Ipsia "Filippo Corridoni" di Corridonia ha aderito alla campagna di sensibilizzazione promossa dall’Onu e dal Miur con iniziative volte a promuovere la conoscenza di questa disabilità.
Per il secondo anno consecutivo, l'atrio dell'istituto si è illuminato di blu, il colore dell'autismo, colore della conoscenza e della sicurezza, grazie ad un attento lavoro degli alunni della sede di Macerata e promosso dalla Dirigente prof.ssa Francesca Varriale.
Ma non solo. In mattinata si è tenuta anche una conferenza dal titolo “ABC Autismo…Accendiamo per Comprendere” che ha visto la partecipazione del sig. Francesco D’Addio, referente dell’ANGSA Fermo (Associazione Nazionale Genitori di ragazzi con Sindrome Autistica) e della dott.ssa Antonella Foglia, presidente regionale dell’ANGSA Marche.
Ne è derivata una grande occasione di confronto fra l’Istituzione scolastica e l’associazione dei genitori di ragazzi con sindrome autistica, suscitando grande interesse sull’argomento.
Attraverso la visone del film “Black Ballon” gli studenti hanno meditato sulla problematica: numerose le domande che sono derivate.
Negli ultimi 40 anni il numero di bambini che soffrono della sindrome dello spettro autistico è cresciuto di 10 volte, ha affermatoil sig. D’Addio. E nonostante l’incidenza della malattia (ne è affetto un bambino su 68), secondo la dott.ssa Foglia, mamma di Marco, ragazzo con sindrome autistica, «oggi c’è ancora molto da fare in termini di ricerca e assistenza». “L’isolamento in cui spesso si ritrovano le famiglie”, afferma, “deve essere arginata”.
Grande entusiasmo ha suscitato poi l’intervento di Luca Rusich, ex studente dell’Ipsia “F. Corridoni”, autore, con il compagno Davide Antinori, di un comunicatore per ragazzi autistici in grado di migliorare la comunicazione aumentativa alternativa con il quale era stato selezionato per il Rome Maker Faire. Ha svolto il ruolo di moderatore la prof.ssa Campolungo, referente Bes dell’Istituto.
Arriva il pesce fresco dell'adriatico nelle mense scolastiche del Comune di Recanati. Le mense di Recanati offrono prodotti biologici e a km zero, collaborando con molti fornitori locali: fra questi la Cooperativa Terra e Vita, uno dei primi esempi di agricoltura sociale in Italia che gestisce un’Azienda di 12 ettari con metodo biologico certificato. Nei piatti di 1818 bambini di Recanati è stato inserito il menù di Pappa Fish: Alici, Totani, triglie, suri, moli, pannocchie, sardine, sgombri, gallinelle, ma anche moscardini, vongole e persino le trote: sono solo alcune delle 15 tipologie di pesci e molluschi che, interpretate in ricette appetitose, arrivano sulla tavola degli alunni a seconda della disponibilità e della stagione. In ciascuna somministrazione vengono utilizzati circa 200 KG di filetti di pesce fresco già eviscerato, diliscato e lavato, equivalente a circa 400 kg di pescato.
L'amministrazione Comunale, ha partecipato con successo al bando “Pappa Fish, mangia bene e cresci sano come un pesce”, per continuare l'arricchimento della nostra mensa scolastica e incrementare le proposte formative già avviate dall’Amministrazione per sostenere la crescita di cittadini responsabili e consapevoli. L’iniziativa, promossa dalla Regione Marche e finanziata con fondi europei, nasce per incentivare un’alimentazione corretta fra i ragazzi e contemporaneamente valorizzare il mare, i suoi prodotti e la tradizione marinara. Oltre alla somministrazione del pesce fresco nelle mense, nelle scuole della piccola cittadina marchigiana, si sta sviluppando un percorso di sensibilizzazione insieme agli insegnanti. "La mensa scolastica non è solo il luogo dove nutrire i bambini, ma un’occasione rilevante per educare. Così, insieme al pesce fresco, i bambini potranno arricchirsi di valori importanti e saranno protagonisti attivi della conoscenza, dell’esperienza e delle scelte" ha detto il sindaco Francesco Fiordomo.
Il Maestri del Lavoro d’Italia, Consolato Provinciale di Macerata, guidati dal Console Angelo Previati, nell’ambito dei propri fini istituzionali, ha avuto, nei giorni scorsi, un incontro con gli studenti delle 2.e classi della Scuola Media “E.Paladini” di Treia – ora “sfollata” a Passo di Treia a causa del sisma.
Il meeting è stato programmato nell’ambito del Progetto Scuola-Lavoro che la Federazione Maestri del Lavoro d’Italia ha concordato con il M.I.U.R. in campo nazionale, e con la Regione Marche in campo regionale, per far conoscere la figura del Maestro del Lavoro, le sue finalità, e per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Dopo i saluti di rito la Dirigente Scolastica prof. Laura Vecchioli ha presentato il progetto “GLI ANTICHI MESTIERI” che consiste nella riscoperta di quei lavori artigianali che nel tempo sono stati dimenticati o comunque non più considerati importanti. Oggi quindi parliamo della lavorazione del rame sbalzato con il prezioso aiuto del Maestro artigiano Fabio Perticarini di Recanati, il quale ha spiegato agli attentissimi alunni, circa 20 ragazzi scelti dalle varie sezioni, le tecniche della lavorazione del foglio di rame cotto da modellare e sbalzare.
I ragazzi si sono cimentati, sotto la sua esperta guida, nella realizzazione di un lavoro: con un semplice cucchiaino, un martelletto di legno ed il foglio sottile di rame, hanno realizzato una foglia, appunto, in “rame sbalzato”.
La cosa che più ha colpito sia i Maestri del Lavoro che gli insegnanti presenti, è stato l’interesse e l’entusiasmo dei ragazzi per aver realizzato un oggetto ornamentale con quel tipo di tecnologia, cosiddetta “povera”.
Al termine della prova, gli alunni hanno rivolto numerose domande ai Maestri del Lavoro presenti, sulla loro attività lavorativa. Il dibattito si è animato in quanto i Maestri provengono dalle più svariate attività: bancari, telefonici, ferrovieri, meccanici, servizi.
A conclusione dell’incontro il vice-sindaco di Treia, dott.ssa Edi Castellani, ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale e si è complimentata con i ragazzi per il lavoro svolto, auspicando che questo incontro sia il primo di una lunga serie, allo scopo di non disperdere la memoria degli antichi e preziosi mestieri dei nostri artigiani.
Il Miur e l’Università degli Studi di Camerino hanno definito l’accordo che prevede lo stanziamento di risorse ad hoc per il rilancio dell’ateneo colpito dal sisma. L’intesa è stata approvata oggi dagli organi di governo dell’ateneo e sarà firmata nei prossimi giorni dalla Ministra Valeria Fedeli e dal rettore Flavio Corradini.
Nello specifico, per il quadriennio 2016-2019, è previsto uno stanziamento massimo pari a 11 milioni di euro per il 2016, a 10 milioni per il 2017, a 8 milioni per il 2018, a 6 milioni per il 2019.
I primi 11 milioni, in particolare, serviranno: a compensare le mancate entrate dovute alla minore contribuzione studentesca (7 milioni); per la ricostruzione, la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal terremoto (3 milioni); per il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche ed informatiche e della teledidattica (1 milione).
“L’Università è un elemento fondamentale per la vita e per la crescita culturale, economica e tecnologica di un territorio - dichiara la Ministra Valeria Fedeli -. L’accordo consentirà all’Università degli Studi di Camerino di riprendere velocemente quel ruolo di garanzia della vitalità del proprio territorio e di centro di conoscenze e competenze tecnologiche che ha permesso a molte realtà produttive di consolidarsi e raggiungere livelli di eccellenza nazionali ed internazionali”.
"Ringrazio la Ministra Fedeli e tutto il MIUR per l'attenzione e la sensibilità nei confronti dell'Università di Camerino. Oggi il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione di UniCam hanno approvato l'accordo. Riprendo con grande felicità e soddisfazione" commenta il rettore Flavio Corradini "il convincimento della Ministra Fedeli perché onora l'Università di Camerino e la sua vocazione. L’accordo consentirà all’Università degli Studi di Camerino di riprendere velocemente quel ruolo di garanzia della vitalità del proprio territorio e di centro di conoscenze e competenze tecnologiche che ha permesso a molte realtà produttive di consolidarsi e raggiungere livelli di eccellenza nazionali ed internazionali. Non deluderemo certamente le aspettative. Avanti tutta!".
Dai Monti Sibillini al Conero, passando per Loreto. E' l'avventura dei ragazzi della scuola media di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera che a causa del sisma hanno trovato ospitalità presso una struttura della città mariana per poter concludere l'anno scolastico.
Si tratta di un'esperienza didattica integrata nel progetto "Respiro di un territorio" per far conoscere le peculiarità del nuovo contesto. Una trentina di ragazzi accompagnati dai docenti hanno esplorato la natura del Conero. "Dopo un primo assaggio presso il centro visita del Parco - racconta il presidente Gilberto Stacchiotti -, il gruppo è stato accompagnato lungo un percorso ad anello che da San Pietro li ha portati ad ammirare il panorama dal belvedere nord e a conoscere i segreti delle incisioni rupestri. Una breve sosta ai Piani di Raggetti è stata occasione per dare uno sguardo verso gli Appennini e cercare di ritrovare i Sibillini dove è situata la loro scuola. "Il Conero per un giorno è stato la loro aula nel verde". (Ansa)
Si svolgerà giovedì 30 marzo , alle 16 nella sede di piazza Strambi il convegno sull'"Open data e protezione dei dati personali nel contesto dell'agenda digitale italiana, organizzato dal Dipartimento di economia e diritto dell’Università di Macerata, in collaborazione con il Dipartimento di scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali per domani pomeriggio. Il tema del dibattito sarà finalizato a comprendere sia il fenomeno dei dati personali in genere, indagandone contemporaneamente i profili giuridici e gli aspetti tecnici di natura informatica. Nella seconda parte del convegno verrà anche presentato il progetto “Ricostruzione Trasparente”, sostenuto dall’Università di Macerata e promosso dall’Associazione Ondata per rendere visibile e quotidiano il patrimonio di informazioni distribuito nei siti dei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016, L’incontro sarà completato dall’analisi di alcune esperienze concrete, quali l’utilizzo degli Open Data in Lube Industries, l’Open Government dell’Associazione Informatica Etica e la presentazione dei servizi Istat.
I lavori che saranno aperti da Giulio Maria Salerno e conclusi da Stefano Pigliapoco, prevedono anche gli interventi di Simone Calzolaio, Pierluigi Feliciati, Francesco Ciclosi, Valentina Pagnanelli dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, Sergio Pollutri dell’Istat, Lorenzo Perone dell’Associazione onData, Francesco Spegni di InformaEtica, Univpm, e Roberto Del Gobbo dell’Ufficio Studi Lube Industries.
I carabineri della compagnia di Macerata proseguono nell’opera di incontro degli studenti, inserito nel progetto “Diffusione della cultura della legalità”.
Quesata volta il comandante del nucleo operativo e radiomobile della compagnia ha incontrato gli studenti dell’Istituto Ipsia di Corridonia affrontando l’argomento del cyberbullismo. Il tema, assai delicato, ha visto la partecipazione di molti studenti i quali hanno interagito con i militari cercando di sviscerare l’argomento di estrema attualità.
Gli incontri proseguiranno anche nei prossimi giorni anche su altri temi d’interesse sociale.
Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, in occasione della pubblicazione del fascicolo speciale del Giornale di Storia Costituzionale intitolato “Ripensare il Costituzionalismo nell’era globale”, organizza il confronto “Quale Costituzione nella Società Globale?”. L’incontro, che sarà trasmesso sulle frequenze di Radio Radicale, si terrà giovedì 30 marzo, alle 16 nell’Aula Verde del Polo Didattico Pantaleoni, via Pescheria Vecchia 2.
Giuseppe Di Leo, giornalista di Radio Radicale, registrerà una puntata con il proposito di destare l’attenzione sia degli ascoltatori di Radio Radicale sia dei partecipanti all’incontro, sollecitando il confronto su un argomento, mai quanto oggi, di vitale importanza per gli equilibri futuri. Al numero del Giornale hanno partecipato studiosi di fama internazionale, tra cui il notissimo sociologo Gὕnther Teubner. Alla tavola rotonda parteciperanno alcuni dei contributori al volume: Luigi Lacchè, docente di storia del diritto medioevale e moderno e già rettore della Università di Macerata, curatore del numero e direttore del Giornale di storia costituzionale; Cesare Pinelli, docente di diritto pubblico all’Università “La Sapienza” di Roma; Riccardo Cavallo, docente di filosofia del diritto ed elementi di informatica giuridica; Ronald Car, ricercatore in storia delle istituzioni politiche di Unimc.
Quando si impara una lingua il problema più urgente è memorizzare i termini. Per quanto sia importante la grammatica e la corretta espressione è importante in egual maniera avere un vocabolario quanto più possibile ampio, di modo da poter esprimerci con più facilità nell'attesa di padroneggiare perfettamente le strutture della lingua.
I metodi di memorizzazione sono vari, vediamone qualcuno fra quelli suggeriti dagli insegnanti madrelingua della scuola di inglese di Macerata Wall Street English, consigli approvati dagli studenti nelle loro opinioni e recensioni sui corsi di inglese:
Parole/Immagini
C'è chi preferisce accostare le parole ad un'immagine e memorizzarle in questo modo. Ad esempio possiamo creare una tabella con immagini di oggetti di uso comune e scrivere a fianco di questi la parola in inglese e la sua corretta pronuncia. Un po' come la maestra alle elementari appendeva sui muri dell'aula il disegno di un'ape con una grossa A e poi così via per insegnarci l'alfabeto. Ha lo svantaggio di essere un metodo abbastanza buffo, ma se applicato dentro casa potrà giovare a tutta la famiglia.
Ripetizione
Un altro metodo è quello della ripetizione. Semplicemente ripetere le parole finché non ci saranno entrate in testa. È un metodo rischioso perché la memorizzazione forzata in questo modo rischia di essere a breve termine e non portare reali vantaggi nella conversazione, in quanto la ripetizione non ci aiuta a contestualizzare e di conseguenza a saper utilizzare un vocabolo. Bisogna quindi integrarla con la pratica.
Messaggi subliminali
I “messaggi subliminali” sono un trucchetto simile a quello delle immagini, ma applicato nella realtà: si tratta di appiccicare un foglietto con scritto il nome dell'oggetto in inglese sull'oggetto stesso. A furia di leggerlo e rileggerlo nel normale svolgimento delle nostre mansioni quotidiane lo impareremo e non avremo nessun dubbio riguardo al suo significato.
Associazione di idee
L'associazione di idee è un metodo utilizzatissimo ed efficace, per quanto se presi sovrappensiero possa capitare di pronunciare il nome che ci evoca la parola e non la parola stessa. Per memorizzare tramite associazione basta pensare ad una parola in italiano che ci ricordi quella inglese. Ad esempio, se “chiave” in inglese si dice “Key” (pronuncia “chi”) possiamo ricordare facilmente tramite la frase “Chi ha perso la chiave?” dove l'assonanza è con “chi” e il ricordo del significato è all'interno della frase.
Non è obbligatorio seguire un solo metodo di memorizzazione, possiamo mischiarli ed aiutarci nelle maniere più creative per ricordare termini difficili fino a che la nostra conoscenza della lingua non ci soddisfi.
Ringraziamo per i suggerimenti la scuola di inglese di Macerata Wall Street English:
Via dei Velini, 19 – Macerata
Tel. 0733 260115
Website: http://www.wallstreet.it/scuola-inglese-macerata/
Serata speciale per la Band musicale dei funkers. Mercoledì 29 marzo, saliranno sul palco del Centro Culturale Benedetto XIII inaugurando i festeggiamenti per i primi 10 anni di attività. La band ,sempre più ambascatrice del groove made in italy sarà sul palco insieme ad artisti del calibro di Raphael Gualazzi e al Francesco Cafiso quartet.
Camerino si rialza ballando, è quetso il leitmotiv del concerto per UnicamJazz #conilfuturoperilfuturo
Non potevano mancare un altra band nostrana la P- Funking band, che promette una serata “da 10 e lode.La popolare street marching band che, dopo aver partecipato negli anni scorsi agli Aperitivi internazionali, torna a Camerino come attesa ospite della serata UnicamJazz #conilfuturoperilfuturo. Mercoledì 29 marzo, dalle 21.15, ci saranno infatti anche i funkers vestiti d'arancione sul palco del Centro culturale Benedetto XIII per la serata promossa dall'Università di Camerino e da Musicamdo Jazz.
Insieme a Raphael Gualazzi e al Francesco Cafiso quartet, la band capitanata dal trombettista Riccardo Giulietti metterà il proprio originale melting pot sonoro di black music, schegge funk e potenti innesti dance al servizio dei camerinesi, duramente colpiti dai terremoti dell'anno scorso ma pronti a rialzarsi. Residenti e studenti – sono oltre 1000 gli universitari attualmente ospitati nelle strutture dell'Unicam – a cui sarà dedicata una serata ad alto tasso di energia. “Vogliamo che anche con un evento come questo – spiegano dalla Band – Camerino trovi la forza per reagire e rimettersi in marcia. Anche per noi sarà un appuntamento speciale, perché il 29 marzo sarà una sorta di anteprima: a maggio festeggeremo infatti i nostri primi 10 anni di attività e siamo molto contenti che sia proprio Camerino a tenere a battesimo il nostro compleanno”. Dieci anni di note e chilometri in marcia per l'Italia e l'Europa – la Band è una vera e propria ambasciatrice del groove made in Italy, con concerti a Parigi, Madrid e Bratislava – che ha portato i funkers ad essere ospiti fissi dei più importanti festival musicali della Penisola e a calcare più volte il prestigioso palco del Concertone del Primo Maggio.
Sull’onda delle celebrazioni dei cento anni dal primo conflitto mondiale, l’Associazione laureati dell’ateneo maceratese, Alam, vuole ricordare e raccontare studenti e laureati dell’Università di Macerata partiti per la Grande Guerra e, spesso, mai più tornati. E’ stato, quindi, organizzato il convegno pubblico “Arturo Mugnoz e i laureati nella Prima Guerra Mondiale” che si svolgerà mercoledì 29 marzo a partire dalle 16.30 nell’Aula Verde del Polo Pantaleoni in via Pescheria vecchia. Per omaggiarne la memoria e il sacrificio, l’ateneo conferì la laurea ad honorem alle vittime del fronte, i cui nomi sono impressi nella lapide collocata oggi nel corridoio di Giurisprudenza.
“In particolare – spiega la presidente dell’associazione Daniela Gasparrini – vogliamo onorare la memoria di un personaggio maceratese, Arturo Mugnoz, laureato, morto in guerra, un intellettuale che ha lasciato un segno significativo sotto il profilo politico e culturale. Mugnoz si è laureato nel 1914 con una tesi sul diritto degli enti locali, che documenta l’organizzazione amministrativa dello Stato in quel particolare momento storico e che presenta una visione molto innovativa per l’epoca”.
Il convegno si aprirà con i saluti del rettore Francesco Adornato. Il discorso introduttivo è stato affidato al professor Angelo Ventrone, che parlerà dei giovani di fronte alla prima guerra mondiale. Lo storico Mirko Grasso ricorderà, invece, gli studenti maceratesi e il mito della guerra come sacrificio alla patria. Alessandra Fermani, docente Unimc e discendente di Mugnoz, ricostruirà la figura del suo illustre antenato. Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario, analizzerà la tesi di Mugnoz. Alessandra Sfrappini, dirigente del servizio cultura del Comune, e Daniela Moltedo Olivelli illustreranno, infine, illustrerà, infine, le riviste fondate da Mugnoz e conservate nella biblioteca Mozzi Borgetti.
Dal professor Massimo Sargolini, docente di Urbanistica all'Università di Camerino, riceviamo
A URBANFEST (seminario organizzato dall'Ordine degli Architetti della provincia di Macerata a Belforte del Chienti, 17/03/2017), si è svolta un'interessante riflessione sul protagonismo delle comunità nella ricostruzione del territorio devastato dal sisma.
Il giorno seguente, in un altro importante appuntamento nazionale di Cittadinanzattiva, al Palazzo dell'Arengo, sede del Municipio di Ascoli Piceno, sono state esplorate diverse ipotesi di partecipazione delle comunità al processo di ricostruzione.
Denominatore comune delle due giornate di studio è stato il riconoscimento del ruolo straordinario che, in questo speciale momento storico che stiamo attraversando, può essere svolto dalle comunità locali nel delineare sentieri di sviluppo per quelle aree dell'entroterra appenninico che aspirano a divenire nuove, importanti, polarità territoriali.
E' in atto una sfida di ricostruzione urbana e territoriale di dimensione europea. Lo notiamo, oltretutto, dall'interesse con cui molti nostri colleghi universitari, provenienti da diversi atenei italiani e stranieri, ci osservano e ci invitano a partecipare a seminari e convegni sulla ricostruzione del Centro Italia, che si stanno svolgendo in diverse sedi europee. Molte direttive di orientamento dei fondi strutturali regionali si stanno adeguando alle nuove esigenze territoriali connesse agli eventi disastrosi; come pure le call di ricerche e fondi per la cooperazione internazionale. In tanti temono che possa essere in gioco la sopravvivenza di un importante sistema identitario dell'Appennino Umbro Marchigiano.
Purtroppo, non basta poter dire che si ripristinerà lo stato ante sisma, proprio perchè, prima del 24 agosto 2016, si era già di fronte a un trend di progressivo abbandono dell'entroterra, in cui ogni decisione di governance era in bilico tra desiderio di innovazione, permanenze difficili da gestire e non meglio identificabili "nostalgie del passato", in cui i casi di povertà reale aumentavano ed era a rischio la tenuta sociale.
Si tratta, dunque, di cogliere l'occasione del sisma per creare una soluzione di continuità con il passato e mettere in campo tutte le forze di pensiero e di governo necessarie per sviluppare nuove strategie di rigenerazione della città e del territorio e far sì che le montagne tornino ad essere (come lo son state in un lontano passato) centralità territoriali (Fernand Braudel).
Purtroppo, si sta prolungando il periodo dell'emergenza non solo perchè ci sono ancora troppi sfollati, non solo perchè siamo ancora in crisi sismica, ma soprattutto perchè non riusciamo a elaborare il sisma con lucidità, per trovare un sentiero da percorrere tra l’alienazione delle new towns e l’utopia irrealizzabile della ricostruzione perfetta. Tutto ciò sta complessificando i processi di ricostruzione e sviluppo.
Alcune scelte dell'emergenza se compiute in ritardo o malamente potranno compromettere la rinascita dell'Appennino. Mai come ora è necessario che ognuno faccia, puntualmente, la sua parte:
1) lo Stato garantisca, con regole chiare, la sicurezza dell'abitare senza compromettere i caratteri identitari e la riconoscibilità dei paesaggi dell'Appennino. Diversamente, l'attrattività di questi luoghi si affievolirebbe nel tempo e sarebbe persino difficile riportare a casa quei cittadini che sono stati, temporaneamente, spostati sulla costa;
2) i governi locali, supportati dal Governo centrale, adottino tutte le misure necessarie per mantenere sul territorio un’adeguata offerta di beni/servizi di base, i quali definiscono la “cittadinanza”, che è una condizione fondamentale per garantire il permanere della residenza. La stessa Strategia Nazionale per le aree interne si muove in questa direzione e, nel formulare le prime idee guida, opera in stretto rapporto con le periferie dello Stato;
3) le comunità locali, supportate dal Governo locale, producano idee per migliorare le prospettive socio economiche degli abitanti di queste terre, attraverso l'elaborazione di progetti di sviluppo in grado di favorire la creatività, l'innovazione e il coinvolgimento delle forze endogene. Occorre ripensare le aree interne come smart territories, fondando ogni scelta sullo sviluppo sostenibile e su rapporti intensi e paritari (senza inibizioni e sottomissioni) con la globalità.
Soprattutto riguardo quest'ultimo punto, c'è bisogno di un progetto di comunità. Nel raggiungimento di quest'obiettivo, l'Università potrà avere un ruolo speciale, supportando, dal punto di vista tecnico-scientifico, una nuova visione strategica, nonché la formazione di nuove competenze e nuovi processi organizzativi, che sono sintetizzabili nella cosiddetta "terza missione dell'Università" di cui tante volte, e in diverse sedi, si è parlato, ma la cui applicazione ha presentato, talvolta, ostacoli insormontabili.
L'Università può contribuire a ritrovare una rinnovata interpretazione delle diverse identità territoriali, a favorire una nuova sinergia uomo-natura, strutturale ai fini della cura del territorio, della qualità della vita degli abitanti, della salvaguardia dei caratteri dei luoghi e del patrimonio ambientale e storico-culturale per le generazioni future.
L'Università può interagire, riconoscersi e relazionarsi con le comunità locali, con il loro ambiente di vita e con le dinamiche naturali, per avviare un processo di sviluppo sostenibile costruito sui caratteri, le risorse, le identità e le specifiche dotazioni dei diversi ambienti di vita.
L'Università può stimolare la creatività e la pluralità di pensiero, favorendo il confronto tra pensieri talora confliggenti, considerando una ricchezza le diversità di approccio e di risposte alla crisi.
In conclusione, dalla catastrofe del terremoto le comunità potrebbero uscirne, addirittura, rinforzate, se verrà loro dato modo di ritrovare e ricostruire, nel progetto di futuro (non solo nel ricordo del passato), la loro identità, che non si è persa tra le traversie immani della distruzione fisica.
Parte venerdì 24 Marzo nelle mense scolastiche di Pollenza il progetto "Pappa fish, mangia bene e cresci sano come un pesce" che introduce il pesce fresco dell’Adriatico nell’alimentazione dei giovani studenti. Il bando della regione Marche cui il Comune di Pollenza ha aderito con successo è finanziato per l’80% da fondi europei e per il restante 20% dallo stesso Comune. Da qui alla fine dell’anno scolastico agli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Primaria verranno somministrate pietanze a base dei migliori prodotti ittici provenienti dal nostro mare.
Alici, triglie, suri, moli, pannocchie, sardine, sgombri, gallinelle, ma anche moscardini, vongole e persino le trote: sono solo alcune delle 15 tipologie di pesci e molluschi che, elaborate in appetitose ricette, arriveranno sulla tavola degli alunni rigorosamente in base ai flussi di stagione.
L’iniziativa è volta ad incentivare un’alimentazione corretta fra i ragazzi e contemporaneamente valorizzare i prodotti del mare e la tradizione marinara. Oltre alle somministrazioni di pesce fresco il progetto prevede il monitoraggio del gradimento dei piatti e un intervento educativo sulla corretta alimentazione.
È noto a tutti quanto il pesce fresco sia indispensabile in un’alimentazione sana ed equilibrata, è tra gli alimenti maggiormente consigliati per le sue notevoli proprietà nutrizionali e per i benefici che apporta all’organismo. Grazie a questo progetto la mensa scolastica assume un valore diverso, non sarà più semplicemente il luogo in cui nutrire i bambini, ma diventerà un’ottima occasione per educarli alla salute e al benessere.
Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore ai Servizi Sociali Mariangela Lanzi. “Con Pappa fish realizziamo un nuovo intervento educativo sui ragazzi e rendiamo le mense scolastiche un luogo di educazione e di cultura. Contiamo di rinnovare il progetto anche nei prossimi anni scolastici e desideriamo alzare sempre di più la qualità del cibo servito nell’ambito delle strutture comunali".
Ancora un importante successo per la ricerca di eccellenza di Unicam.
Il dott. Augusto Amici, ricercatore Unicam della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, è uno dei membri del team internazionale impegnato nel lavoro di ricerca che ha portato alla scoperta di una proteina, la p140Cap, in grado di limitare la crescita del tumore mammario e di diminuirne la capacità di dare origine a metastasi.
Lo studio, coordinato dalla professoressa Paola Defilippi del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze della Salute dell'Università di Torino, è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Communications.
“La proteina – spiega il Dott. Amici è molto importante proprio perché inibisce la proliferazione cellulare in tumori sovraesprimenti l’oncogene ERBB2, ed è stato dimostrato che proliferando meno le cellule sono anche meno metastatiche.
All’IFOM di Milano hanno analizzato le cartelle cliniche di oltre mille pazienti, ed hanno individuato una correlazione tra l’elevata espressione della p140Cap nei tumori mammari e la risposta alle terapie antitumorali.
Il nostro ruolo è stato quello di confermare in modelli murini transgenici il dato clinico ottenuto”.
Lo studio ha evidenziato quindi che la presenza della proteina p140cap rappresenta una sorta di protezione dalla proliferazione del tumore mammario.
Il Dott. Amici lavora da anni sempre con successo e con riconoscimenti internazionali sulla biologia dei tumori ERBB2 positivi, in particolare il suo gruppo ha realizzato dei vaccini antitumorali contro questo oncogene.
Ancora una volta, dunque, la ricerca di Unicam si conferma ricerca di eccellenza in settori molto importanti dal punto di vista sia sanitario che sociale.
Un nuovo campus scolastico 'firmato' dall'Università Politecnica delle Marche per 445 studenti all'interno del centro storico di San Ginesio.
E' il secondo progetto più grande tra quelli scelti dal commissario Vasco Errani per la ricostruzione delle scuole post sisma. Una 'piazza' per la comunità collega i due nuovi edifici scolastici, che accoglieranno quattro istituti (una scuola per l'infanzia, una scuola primaria, l'Ipsia e l'Iis oggi inagibili dopo gli eventi sismici), una palestra e un auditorium su una superficie complessiva di oltre 6.000 mq. L'equipe Univpm è composta dai docenti di Ingegneria Edile Architettura (ANSA).
L’ateneo ha inaugurato la nuova rubrica video “Il filo di Arianna” dove la docente di filosofia antica Arianna Fermani dialoga con il sommelier Cesare Lapadula e la responsabile olivicoltura dell’Assam Barbara Alfei.
La filosofia incontra il gusto. Succede all’Università di Macerata, che ha dato il via a una nuova rubrica video per mostrare come la riflessione filosofica possa guidarci nelle esperienze sensoriali legate alla vita quotidiana, ad esempio degustare il vino, consumare o scegliere consapevolmente l’olio d’oliva. “Il filo di Arianna: appuntamento col gusto e con la filosofia”, per la regia di Aldo Caldarelli, prevede quattro puntate in cui Arianna Fermani, docente Unimc di storia della filosofia antica e sommelier, dialoga e degusta, alternativamente, con Cesare Lapadula, delegato dell’Associazione Italiana Sommelier di Macerata e docente dell'Istituto "Eintein-Nebbia" di Loreto, e Barbara Alfei, responsabile olivicoltura dell’Agenzia servizi settore agroalimentare delle Marche, su temi quali il vino e la filosofia, l’olio e la filosofia, l’eleganza, il profumo. Per le riprese sono stati scelti set di grande suggestione e fascino come le Tenute Muròla, storica azienda vitivinicola di Urbisaglia, il ristorante “La Volpe e l’Uva” di Macerata, che si distingue anche per la particolare attenzione prestata agli oli di qualità, e la biblioteca dell’Istituto Einstein.
“Il termine “gusto”, presente nel titolo – ha spiegato Fermani durante la presentazione del progetto -, assume il duplice significato di senso ma anche di capacità di riconoscere il bello, cogliendo i tratti specifici dell’eleganza, altro tema dei nostri incontri, da intendere come postura, come scelta di vita e come modo di essere, più che come semplice apparire. Si tratta di mostrare che la filosofia ha sempre avuto, sin dall’antichità, sane radici nella terra e che, lungi dall’essere qualcosa di lontano dalla vita, è qualcosa di profondamente radicato in essa”.
I video, della durata di un quarto d’ora circa, possono essere fruiti gratuitamente sul canale You Tube UnimcWebTV, playlist “Il filo di Arianna”, accessibile anche tramite il sito di ateneo www.unimc.it, e utilizzati pure per lezioni e attività didattiche dalle scuole superiori. E’ già on line il primo, dedicato al vino e alla filosofia e gli altri seguiranno mensilmente.
“Per noi si tratta di una grossa sfida – ha sottolineato Aldo Caldarelli, regista e video editor di Unimc -, ossia quella di tradurre in una comunicazione immediata concetti utili, ma complessi, facendo in modo che questi siano fruibili da tutto il grande pubblico”.
“In questo senso – ha concluso Fermani - la filosofia può e dovrebbe parlare a tutti, invitandoci a muoverci saggiamente nella vita di tutti i giorni, a cogliere l’infinita bellezza che ci circonda e a intrecciare consapevolmente, senza inibizioni, ma con la misura appropriata alla circostanza, piacere e pensiero, per realizzare una vita buona, piena e felice”.