Si moltiplicano le iniziative per il "No" al referendum costituzionale dell'ottobre prossimo.Sabato scorso, 23 luglio, all'interno dei locali dell’Arci a Recanati si è ufficialmente presentato il comitato che mira a bocciare la riforma della Costituzione proposta dal Governo presieduto da Matteo Renzi e votata dal Parlamento. Hanno aderito molti singoli e associazioni: Anpi, Arci, Comitato Beni Comuni, Sinistra Italiana, Sinistra Anticapitalista, Segreteria Provinciale Fiom-Cgil. Attualmente il Comitato risulta, dunque, composto da Ruggero Orilia, Riccardo Ridolfi, Sergio Brizi, Sophia Coppari, Claudio Stura, Ylenia Gironella, Orlando Marchetti, Antonio Moscato, Maria Novella Pierini, Nico Stortoni, Monica Cecilia Grassetti, Monica Marchiani, Stefano Petrella."La Campagna sarà ovviamente incentrata sul merito della riforma e non sarà un referendum sul Governo. Tuttavia non si possono tacere le numerose forzature avvenute durante l’iter parlamentare: la riforma è stata promossa dal governo Renzi - prima anomalia - e approvata con vari colpi di mano: sostituzione dei dissidenti nelle commissioni, “canguri” presi dal regolamento del Senato, ma usati alla Camera, sedute fiume notturne, voto di fiducia reiterato". Entrando nel merito della riforma "segnaliamo l'introduzione di una data limite entro la quale approvare le riforme giudicate essenziali dall’Esecutivo, una finta semplificazione delle procedure legislative che aumentano esponenzialmente passando da una sola ad almeno 9 (articolo 70)". Ancora, non si può nemmeno dimenticare "il nuovo meccanismo di elezione dei senatori che, secondo la riforma, verranno scelti tra sindaci e consiglieri regionali secondo dei parametri ancora non definiti. In tutto questo il risparmio economico rimane irrisorio, meno del 20% sul bilancio totale del Senato. Infine, sul versante rapporto Stato-regioni (titolo V), lo Stato si riprende competenze attualmente regionali come quelle su questioni energetiche, trasporti, comunicazione: questo porterà inevitabilmente a enormi ostacoli tra le Istituzioni e i cittadini che più volte hanno manifestato e vinto contro opere molto invasive. Siamo fortemente contrari a questa riforma che sembra avere il solo scopo di rendere impermeabile il Parlamento alle istanze dei cittadini".Le prime iniziative pubbliche del comitato sono previste per venerdì prossimo, 29 luglio, con un momento di auto-formazione con il prof. Giovanni Di Cosimo dell'università di Macerata, alle 18 alla camera del Lavoro territoriale Cgil in Contrada Valleverde 10 a Macerata e un incontro con il costituzionalista Giuseppe Ugo Rescigno sabato 30 luglio a Recanati, ora e luogo saranno comunicati nei prossimi giorni.Per informazioni e/o adesioni si può scrivere all’indirizzo mail iovotonocomitatorecanati@inventati.org o alla pagina facebook Comitato per il No Recanati.
"L'arrivo a #Macerata ti colpisce perché la città appare subito pulita, ordinata e ben curata. I palazzi, i monumenti del centro storico sono tutelati e mostrano il loro valore". Questo l'incipit di un post, sulla propria pagina Facebook, con il quale Massimo Bray - esponente nazionale del Partito Democratico, nonché ex ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo nel Governo presieduto da Enrico Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 - ha voluto dare il proprio endorsement all'Esecutivo maceratese guidato dal sindaco Romano Carancini, raccontando la sua giornata in città in occasione dell'avvio della 52° edizione della stagione lirica e postando anche due foto per rafforzare le sue dichiarazioni."La prima visita che faccio è al palazzo Buonaccorsi, dove con intelligenza e sensibilità è stato messo in piedi un museo delle collezioni comunali, raccogliendo capolavori straordinari (a proposito: vale la pena "scoprire" l'opera del grande futurista Ivo Pannaggi, e i suoi arredi che molto hanno ispirato l'opera di Gerrit Rietveld) e creando percorsi digitali che invitano a scoprire e approfondire la storia e i protagonisti della città. Le emozioni proseguono alla presentazione della stagione lirica, con la scelta di dedicare l'edizione di quest'anno del Macerata Opera Festival al#Mediterraneo, c'è anche una bellissima mostra fotografica di Mattia Insolera. Il festival è davvero un'iniziativa entusiasmante, grazie al lavoro di Francesco Micheli, che ha pensato un programma musicale di grande valore artistico e dove, grazie al lavoro di squadra con il sovrintendente, si riesce a raggiungere il pareggio di bilancio". Ecco allora "un buon esempio di un'Amministrazione. Il sindaco Romano Carancini, i suoi assessori, tutta la squadra dei collaboratori (bravissime le donne che seguono con passione le iniziative e le collezioni culturali) che governa questa bellissima città delle #Marche, dimostrano il valore della buona politica che crede nel valore della cultura e nella difesa e nella valorizzazione dei beni comuni, #cambiaresipuò".Un post sul popolare social network che è stato, immediatamente, molto commentato. E fra questi, anche il primo cittadino maceratese ha voluto dire la sua. "Massimo, le parole che ci hai dedicato ci hanno emozionato; con me tutti quelli che tra sogni, visioni, programmi obiettivi, errori, condividono un impegno quotidiano e credono fermamente nel valore di servizio della politica. Ti siamo grati, io e la città che mi onoro di rappresentare, dei sentimenti manifestati e ed in particolare di ciò che i tuoi occhi hanno saputo trasmettere attraverso le parole. La parola, che tu ci insegni essere uno valore fondante della relazione, della responsabilità e dell'amore. Grazie - ha concluso Carancini - per l'indimenticabile giornata che ci hai regalato".
Si è svolta ieri sera, 22 luglio, nella caratteristica cornice dell’anfiteatro della ex scuola Diaz a Porto Recanati, la manifestazione a favore del "Vota no al Referendum costituzionale", organizzata dal Movimento 5 Stelle della Regione Marche.Relatore il costituzionalista professor Enzo Di Salvatore, dell’università di Teramo, "il quale con la semplicità di linguaggio, propria di chi è ben conoscitore della materia, ha illustrato tutte le insidie e gli attentati alla democrazia partecipata della quale oggi godiamo, che sono presenti in quella che viene presentata come una riforma per rendere lo Stato più moderno ed efficiente", si legge in una nota a firma dei pentastellati.A fare gli onori di casa il consigliere comunale grillino Sauro Pigini il quale, nel sottolineare la numerosa partecipazione di pubblico presente, ha messo in evidenza "come l’argomento trattato sia ormai entrato di prepotenza tra quelli dibattuti comunemente tra i cittadini, i quali hanno ben compreso che la riforma proposta non accresce la democrazia partecipata ma, anzi, la limita ed è tutta tesa a rafforzare i poteri forti che hanno come solo obiettivo il rafforzamento della finanza internazionale a discapito del sociale e della dignità del cittadino". Da parte del consigliere regionale Peppino Giorgini si è ricordato come da questa proposta di riforma, "le Regioni ne uscirebbero fortemente penalizzate, perdendo la loro competenza anche sui problemi energetici che, nelle Marche, si traducono in difesa dall’inquinamento. Competenze regionali che hanno consentito al Movimento 5 Stelle di impedire che nelle Marche si realizzassero impianti fortemente inquinanti e devastanti per l’ambiente". L’incontro è stato concluso da un intervento del capogruppo regionale del Movimento 5Stelle alla Regione Marche, Giovanni Maggi, il quale nell’invitare a votare "no" al referendum, ha ribadito "che non si tratta di votare solo pro o contro una persona, che sta conducendo l’Italia verso il baratro, ma si tratta, più concretamente, di difendere quei valori di democrazia partecipata che sono stati i valori fondanti dei padri della nostra attuale Costituzione".
Si è svolto giovedì scorso, alle 21, presso la caratteristica cornice del cortile della redazione di Picchio News il convegno organizzato dal Partito Democratico di Macerata dal titolo: Un sì per cambiare l’Italia. L’intento era quello di esporre le ragioni per approvare, nel referendum consultivo previsto per il prossimo ottobre, le modifiche alla Carta Costituzionale, già votate – con doppia lettura – da entrambi i rami del Parlamento.Oltre ai relatori, erano presenti il presidente ed il segretario provinciale del PD, rispettivamente Francesco Vitali e Settimio Novelli. L’assessore regionale Angelo Sciapichetti e quello comunale Narciso Ricotta, oltre a diversi consiglieri comunali, tra i quali Paolo Manzi e Ninfa Contigiani. Assenza vistosa quella del sindaco di Macerata, Romano Carancini.Dopo i saluti e la sintetica presentazione dell’ordine dei lavori ai numerosi partecipanti, da parte del segretario cittadino Paolo Micozzi, ha preso la parola Maurizio Natali, coordinatore, assieme all’on. Irene Manzi del Comitato per il Sì di Macerata. Natali ha esposto le motivazioni politiche che – secondo il suo punto di vista – costituiscono la base di questa riforma.Lunga ed articolata è stata la relazione del prof. Guido Maria Salerno, direttore del Dipartimento di Diritto ed Economia dell’Università di Macerata. Il suo è stato volutamente un taglio prettamente tecnico, visto pure che la platea era composta da attenti cultori e appassionati di vicende costituzionali. Egli ha analizzato ogni singola norma mettendola in relazione con le vicende politiche attuali e con altri importanti strumenti normativi: in particolare la legge elettorale. In questa maniera è riuscito a “raccontare” la riforma nel suo percorso e nei suoi passaggi, senza cadere in pedanti tecnicismi, ma al contrario suscitando l’attenzione e l’approvazione dei presenti.Sono state due ore intense di illustrazione, alle quali è seguito un partecipato dibattito nel quale, come nel caso del prof. Renato Pasqualetti, è stata fatta, a tratti, una vera e propria contro-relazione.Il combinato disposto dell’interesse per la materia ed il fresco di un verde cortile, proprio nel cuore pulsante della città, ha fatto sì che a mezzanotte inoltrata ci fossero ancora mani che si alzavano per chiedere al prof. Salerno qualche ragguaglio o perché qualcuno voleva aggiungere il suo personale contributo alle ragioni della riforma o al funzionamento del sistema, in generale.Visto lo straordinario successo di partecipazione, il coordinatore comunale Paolo Micozzi, ha assicurato ulteriori incontri a breve sul tema.Purtroppo, e per un banale ritardo del treno che la riportava a casa da Roma, non è potuta essere presente all’incontro, come da programma, l’on. Irene Manzi, coordinatrice del Comitato cittadino per il Sì.
"È arrivata l’ora di dare un futuro certo ai concessionari. Dobbiamo tutelare le loro attività fornendogli degli strumenti chiari e definitivi". Questo l'appello del consigliere regionale del Pd, Fabio Urbinati, in merito alla complicata situazione relativa alla Bolkestein, la direttiva europea che da 10 anni regola la libertà di movimento dei servizi. Una problematica molto sentita, soprattutto, per i titolari di concessioni di spiagge."Credo che dopo anni di promesse, false speranze e molta confusione sia giunto il momento di fare chiarezza una volta per tutte. Da anni si sta cercando di porre rimedio alla situazione italiana solo tappando buchi senza offrire soluzioni definitive. Negli anni si è arrivati ad introdurre una proroga delle concessioni fino al dicembre 2020. Tutto questo non ha fatto altro che aumentare il livello di incertezza e bloccare gli investimenti da parte dei concessionari di spiaggia", il commento del consigliere regionale. "L'emendamento Salva spiagge di martedì scorso serve a ben poco perché tutela i concessionari di spiaggia solo per un breve periodo in quanto il governo non può tardare ad intervenire altrimenti incorrerà in procedure d'infrazione della Commissione europea".La Corte di giustizia europea ha stabilito che le concessioni per gli stabilimenti balneari non possono essere rinnovate automaticamente: serve una selezione imparziale e trasparente attraverso delle gare d’appalto. Il consigliere, consapevole che se non si rispetta la normativa europea si subiranno rilevanti sanzioni, auspica un intervento del Governo affinché vengano poste in essere procedure di evidenza pubblica. "Purtroppo le proroghe delle concessioni demaniali sono in contrasto con il diritto europeo. Quindi le concessioni balneari non possono considerarsi in proroga fino al 2020. Il Governo dovrà attuare una procedura di evidenza pubblica. Mi auguro che, nello stabilire le modalità procedurali, si tenga conto di tutta una serie di fattori fondamentali evitando così di creare delle mere aste al miglior offerente. I criteri di aggiudicazione saranno cruciali. Datosi che la normativa europea permette ai singoli Stati di indire bandi tenendo conto delle peculiarità territoriali facciamo sì che vengano considerate, a favore dei nostri imprenditori, le singole realtà del territorio, le professionalità, gli investimenti fatti fino ad ora dai concessionari e anche i servizi all’avanguardia e alternativi che vengono da loro offerti, come dell’accesso alle spiagge per i diversamente abili". Il tutto per evitare "di offrire l’ennesima illusione per una categoria che vive nell’incertezza e nella preoccupazione da ormai 10 anni. È arrivata l’ora di dare un futuro certo a tutti gli appartenenti del settore. Dobbiamo tutelar loro e le loro attività fornendogli degli strumenti chiari, definiti e definitivi. Le Amministrazioni locali - conclude Urbinati - dovranno essere dotate di strumenti che permettano di valorizzare e soprattutto tutelare i tanti posti di lavoro creati nel settore".
Dal segretario provinciale del Pd Settimio Novelli riceviamoIl tema “scottante” della gestione dell’emergenza migranti tocca tutti noi profondamente e chi ha responsabilità amministrative teme di rimanere “scottato” in termini di perdita di consensi. Non meraviglia, perciò, che qualche Sindaco cerchi di rimandare al mittente le richieste di collaborazione che di volta in volta provengono dal Governo, dalle Regioni o dalla Prefettura pensando, così facendo, di prendere applausi dai cittadini. Così facendo è anche evidente, però, che ci si espone al ridicolo fino al punto di abdicare allo specifico ruolo istituzionale di primo cittadino, Sindaco di tutti i cittadini per definizione, ed autodegradarsi a “capopopolo” di bassa lega secondo le parole dello stesso senatore Morgoni che condividiamo.Cerchiamo però di superare le schermaglie tra partiti e vediamo di trovare un terreno comune di confronto partendo dal presupposto che la questione è di una portata storica tale che va oltre la possibilità di gestirla dalla periferia. Su questo almeno potremmo essere tutti d’accordo! Per fare questo, a nostro avviso, bisogna osservare il problema (di cui nessuno ha la soluzione in tasca) da almeno due prospettive storico, culturali e geografiche. La prima riguarda la prospettiva europea: è indubbio che l’Italia è una delle nazioni più esposte per la sua collocazione geografica ma è l’Europa intera che deve rispondere a questa emergenza, è evidente. Dopo una fase in cui l’Italia sembrava avesse convinto i suoi partners, adesso si assiste ad un riflusso dettato dalla paura e dalla minaccia terroristica. L’Italia compatta deve convincere gli alleati europei e farsi carico tutti insieme dei problemi. Pensiamo che su questi temi ci si possa ritrovare.La seconda riguarda la prospettiva semplicemente umana, di dignità umana. Cattolici o non cattolici non si può restare indifferenti a questa apocalisse. Non possiamo sempre e solo dividerci sulle responsabilità degli altri e di chi ci ha preceduto. Ognuno di noi dovrebbe provare a lasciarsi indietro il passato e guardare con occhi nuovi al futuro. Un futuro nel quale oltre alle incognite e catastrofi annunciate sono presenti anche tante opportunità. Tra queste segnaliamo i progetti di accoglienza che possono essere presentati e finanziati tramite lo SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati). Per attivare il sistema, gli enti locali possono utilizzare le risorse finanziarie messe a disposizione dal ministero dell'Interno attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Con questo strumento, vengono assegnati contributi in favore degli enti locali che presentino progetti destinati all’accoglienza per i richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione sussidiaria. Progetti che possono essere attivati con importanti ricadute economiche e sociali sul territorio.Ma questo è solo un esempio, uno dei temi sui quali confrontarsi. Un confronto che va certamente oltre il semplice profilo politico-economico.
Proseguono a Civitanova i lavori di rifacimento dell’asfalto lungo la strada statale 16 (ex nazionale) di Fontespina.A comunicarlo, gli assessori Marco Poeta (Lavori Pubblici) e Giulio Silenzi (Bilancio) che sottolineano l'importanza della messa in sicurezza del tratto. "L'investimento del Comune supera i 200mila euro, gli operai stanno rifacendo il manto stradale che attraversa Civitanova, una strada dove ogni giorno transitano migliaia di veicoli leggeri e pesanti che nel corso degli anni hanno distrutto il manto rendendolo pericoloso a causa di buche e dissesti. Appena per l'ente si è resa disponibile la risorsa finanziaria sono partiti i lavori sotto la direzione dell’ufficio tecnico comunale e si concluderanno in settimana".Nella zona del cantiere c’è anche un presidio dei vigili urbani per regolare il traffico soprattutto a ridosso della rotatoria dove la presenza degli operai al lavoro crea qualche rallentamento alla viabilità. Il progetto di sistemazione dell'asfalto lungo la statale adriatica si inserisce nell'ambito di un programma di interventi deciso dall'Amministrazione comunale per mettere in sicurezza le strade della città. Allo scopo sono state destinate risorse rese disponibili dal bilancio 2016 per centinaia di migliaia di euro. Dopo l'asfaltatura del lungomare sud e quella della statale, altri lavori verranno effettuati sulle strade in altri quartieri della città.
Decoro urbano di Porto Recanati e servizi ai turisti, duro attacco di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale. "Maggiore attenzione per spiagge, aree verdi e piste ciclabili", i punti sui quali si concentra la nota del partito di opposizione."Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni, in queste settimane, sui disagi in queste aree. Venerdì prossimo verrà inaugurato il mercatino serale sul lungomare Scarfiotti e su questo esprimiamo soddisfazione nel vedere che la proposta del quartiere Scossicci-Del Sole ha trovato accoglimento da parte dell'Amministrazione, ma sentiamo l'urgenza di sollecitare un intervento deciso per la zona nord del paese che proprio in questi mesi vive il suo apice di presenze. Abbiamo purtroppo verificato le condizioni in cui versano i parchi della zona. Fatta eccezione per uno, infatti, le aree verdi risultano sostanzialmente impraticabili a causa dell'erba alta che non consente l'agevole fruizione dei giochi ai più piccoli, né l'uso di panchine e arredi per residenti e turisti. Mentre le piste ciclabili necessitano urgentemente di interventi di taglio del verde e manutenzione".Il direttivo di FdI-An evidenzia come diversi cittadini, "armati di buona volontà", abbiano sopperito a questi disagi "tagliando l'erba" e permettendo l'accesso ai parchi dei loro figli. "Se è vero che la collaborazione fra Amministrazione e cittadinanza dovrebbe essere alla base di una sana crescita per il paese, questa non può però avvenire per la mancanza di interventi da parte del Comune, attendendo all'infinito che si faccia maggiore attenzione al decoro urbano". E questo, soprattutto, nel periodo estivo, "dove ci sono più problematiche di gestione visto il moltiplicarsi di presenze ed esigenze, ma proprio perché rappresenta il biglietto da visita per la promozione del nostro territorio chiediamo che venga destinata attenzione particolare alla cura del paese, che deve essere considerata una priorità. Auspichiamo pertanto che i primi interventi ed investimenti vengano destinati a fornire di docce funzionanti tutte le spiagge libere del litorale, oltre agli strumenti per una corretta raccolta differenziata, a dotare di bagni pubblici adeguati il paese e a prevedere una più efficace programmazione e gestione di tutte le aree verdi di Porto Recanati compresa la Pineta Volpini".
A maggio l’amministrazione comunale di Tolentino ha disposto, in via sperimentale fino al 31 ottobre 2016, la riorganizzazione dei posteggi destinati al mercato settimanale trasferendoli da Piazza della Libertà in altri spazi individuati, per lo più, nella zona di Piazza dell’Unità e Via Tambroni. Tale iniziativa è stata giustificata, almeno ufficialmente, per generici motivi di “pubblico interesse” e col fatto che in Piazza della Libertà si affacciano edifici di interesse artistico."Già in Consiglio Comunale il MoVimento 5 Stelle" spiega il portavoce Gian Mario Mercorelli " votando contro tale provvedimento, aveva fatto presente che un piano del genere avrebbe portato più intralci che benefici, ma, come al solito, siamo rimasti inascoltati. Ora, dopo qualche settimana di “sperimentazione”, sono evidenti a tutti le problematiche derivanti da tale decisione. Il MoVimento 5 Stelle ha quindi protocollato una mozione per chiedere, nel corso del prossimo Consiglio Comunale, di interrompere immediatamente la fase di sperimentale della riorganizzazione dei posteggi, ripristinare i posteggi destinati al mercato settimanale nella sede storica di Piazza della Libertà e ridistribuire i posteggi in modo da ripristinare la circolazione stradale in Via Tambroni. Del resto non vediamo come la presenza del mercato nella sua sede storica di Piazza della Libertà possa essere d’intralcio alla fruizione della Piazza più di quanto lo sia la presenza di decine di auto parcheggiate".
Si terrà mercoledì 20 luglio alle 21.15 a Caccamo di Serrapetrona, presso le ex scuole elementari, un incontro sul tema "Unioni, fusioni e dintorni: istruzioni per l'uso", a cui parteciperanno Giuseppina Fattori, consigliera comunale di tre castelli, e Roberto Mancini dell'università di Macerata."L'intento" spiegano i promotori "è quello di approfondire l'argomento del riassetto degli enti locali a partire non tanto dallo sblocco delle opere pubbliche e dagli equilibri di bilancio, quanto piuttosto dall'urgenza di ricostruire un nuovo senso di comunità, in un momento in cui la crisi economica rischia di rappresentare anche una crisi di civiltà. L'esigenza di ripensare a tutta una serie di servizi alla persona, al territorio, alla cultura, in un contesto quale quello dei cosiddetti 5 comuni (cioè Belforte, Caldarola, Camporotondo, Cessapalombo e Serrapetrona), appare quindi fondamentale, anche perché il rischio che si corre è quello di riprodurre meccanismi di esclusione sociale, soprattutto se i processi di fusione sono esclusivamente frutto di decisioni calate dall'alto. all'appuntamento sono invitati tutti i cittadini, oltre agli amministratori".
Ai nastri di partenza la campagna informativa organizzata dal Movimento 5 Stelle delle Marche in vista dell'appuntamento referendario dell'ottobre prossimo. Cinque appuntamenti in tutte le Marche per informare sulle ragioni del "No" al referendum costituzionale.La prima tappa sarà venerdì, 22 luglio, alle 21, all’Anfiteatro Scuola Diaz, in corso Matteotti di Porto Recanati. Relatore il costituzionalista Enzo Di Salvatore che illustrerà ai presenti la riforma costituzionale oggetto del referendum.
"Non è possibile che occorra sempre arrivare in Tribunale per vedere riconosciuti i propri diritti". A parlare è Marzia Malaigia, consigliere regionale della Lega Nord, che stigmatizza i ritardi della Regione Marche nel risarcire i danni subiti da persone a causa di incidenti provocati dai cinghiali."In momenti come questi dove gli allevatori e gli agricoltori protestano per ottenere i risarcimenti causati da animali selvatici alle loro colture o agli allevamenti, nessuno sembra preoccuparsi per tutti quei cittadini che hanno subito gravi danni a loro stessi o alle loro auto. Aumenta infatti esponenzialmente l'importo da risarcire a causa degli attraversamenti di cinghiali e caprioli che, in alcuni casi, hanno anche provocato incidenti mortali. Gli incidenti stradali provocati da animali solo l'anno scorso hanno portato ad una cifra di 1,5 milioni di euro". La Malaigia si chiede perché occorre arrivare sempre ad intentare causa alla Regione. "Strano difatti che si sia dovuti arrivare ad una massiccia protesta della Coldiretti per far sbloccare fondi anche cospicui. Questi soldi quindi c'erano e mi chiede perché già fin dall'anno scorso sono stati immobilizzati o usati nel bilancio per finanziare altri capitoli. Inoltre, vedremo se i soggetti saranno realmente risarciti ed in che tempi, considerate le pastoie burocratiche messe in atto anche dalla burocrazia regionale in questi anni". A tutto ciò si somma il fatto che sono ben tre mesi che la Giunta Regionale non risponde sulla questione degli incidenti stradali causati da ungulati. Usando un caso specifico, a titolo esemplificativo, la Lega Nord Marche aveva presentato un'interrogazione dal titolo: "Risarcimento danni incidente stradale causato da cinghiale. Mancato pagamento della Regione Marche nei termini di legge con relativo atto di precetto del soggetto creditore istante". Riportando il caso di un automobilista coinvolto in un incidente, che aveva chiesto il rimborso alla Regione Marche dei danni subiti ai sensi della vigente legislazione regionale in materia di indennizzi da danni da fauna selvatica, "è risultato che la stessa Regione Marche è rimasta contumace, non dando riscontro alle richieste formulate dal proprietario dell'auto. Dal momento della notifica della sentenza di causa civile emessa dal Giudice di Pace i costi per le spese di risarcimento danni, nonché le spese legali, sono lievitati". La Malaigia ricorda "che un normale cittadino, quando si vede arrivare una cartella esattoriale di Equitalia, dovuta ad esempio dal ritardato pagamento del bollo auto regionale, deve forzatamente versare la cifra dovuta, nonché gli interessi maturati, entro sessanta giorni dalla notifica dell'atto".
Il Presidente attualmente in carica della Provincia di Macerata Antonio Pettinari in data odierna, con apposito decreto, ha indetto le elezioni del nuovo Presidente della Provincia e del Consiglio Provinciale.La data delle elezioni è stata fissata per domenica 28 agosto 2016 per restare nei termini previsti dalla normativa in vigore (art 1, comma 79 della legge 7.4 2014 n.56): 90 giorni dalla scadenza per fine mandato degli organi elettivi provinciali.Come si ricorderà, l’approvazione della suddetta legge ha profondamente modificato, sia nell’assetto che nelle funzioni, il livello amministrativo provinciale, trasformando le province a statuto ordinario limitandone contestualmente le competenze e soprattutto eliminando l’elezione diretta dei suoi organi amministrativi.I Consiglieri provinciali ed i Presidenti delle Province saranno dunque eletti indirettamente.Per il rinnovo del Presidente e del Consiglio potranno infatti votare tutti i Sindaci ed i Consiglieri dei 57 Comuni della provincia attualmente in carica.Sono eleggibili a Presidente della Provincia i Sindaci in carica nei Comuni della provincia, il cui mandato scada non prima dei 18 mesi dalla data di svolgimento delle elezioni.Sono eleggibili a Consigliere provinciale i Sindaci ed i Consiglieri comunali in carica nei Comuni della Provincia.Limitatamente a queste elezioni, in sede di prima applicazione della legge 56/2014, sono altresì eleggibili alla carica di Presidente e di Consigliere provinciale i Consiglieri provinciali uscenti compreso il Presidente.Il nuovo Presidente della provincia durerà in carica 4 anni ed il Consiglio provinciale, nella nuova composizione formato da 12 consiglieri, resterà in carica 2 anni.
“Era come un medico di base, sapeva ascoltare tutti e, poi, si faceva promotrice delle istanze ricevute con l’ex presidente del Consiglio, Arnaldo Forlani, con il senatore Rodolfo Tambroni, con l’ex ministro Francesco Merloni e con l’ex sindaco di Visso, Franco Sensi, solo per citare alcuni nomi”. Con comprensibile commozione, il capogruppo consiliare dell’Udc del consiglio comunale di Macerata, Ivano Tacconi, ricorda i tanti momenti che lo hanno visto in compagnia di Maria Emiliozzi, l’88enne storica coordinatrice delle segreterie dei maggiori politici marchigiani della Democrazia Cristiana, soprattutto della cosiddetta corrente dei “Dorotei”, morta questa mattina all’ospedale di Civitanova Marche.I funerali si svolgeranno domani, 19 luglio, nella chiesa di San Lorenzo a Loro Piceno, dove Maria – ai più conosciuta come “ Maria Pupa” – era nata ed ha sempre risieduto. “Ha fatto tanto del bene nel suo agire, perché incarnava l’essenza di una politica pulita e di ascolto verso tutti, a prescindere a quale corrente in seno alla DC si appartenesse”, prosegue Tacconi. “Insieme abbiamo partecipato a tantissimi congressi nazionali, regionali, provinciali e comunali. La nostra è stata una grande amicizia, basata su stima reciproca. Sono stato fiero di accompagnare la figlia di Maria, guidando la mia auto, in occasione del suo matrimonio. Eravamo una squadra vincente ed affiatata". L’esponente politico dell’Udc domani sarà presente alle esequie di Maria Pupa. “Non posso non salutarla per l’ultima volta dopo tutti i panini che insieme abbiamo mangiato in via della Conciliazione a Roma dopo essere stati dal presidente Arnaldo Forlani, dal ministro Francesco Merloni o dal senatore Rodolfo Tambroni. Un salto alla Basilica di San Pietro e, poi, di nuovo in auto in direzione di Macerata. Aveva sempre qualcuno da ascoltare: commercianti, artigiani, semplici cittadini". Ivano Tacconi ricorda ancora, “con gratitudine”, la festa che Maria “ha organizzato alla mia nomina ad assessore del comune di Macerata al Parco Hotel nel comune di Visso guidato allora dall’ex presidente della Roma, Franco Sensi”. O, “le campagne elettorali vissute percorrendo il territorio, palmo a palmo, distribuendo i santini ed affiggendo i manifesti elettorali. Ma mai dimenticando di parlare con la gente e raccogliere le loro richieste, puntualmente appuntate sulle agende, in modo tale da presentarle ai politici della DC. Una persona unica che non si imponeva mai, ma che aveva il suo peso morale non indifferente”.
"Un sì per cambiare l'Italia", questo il titolo dell'iniziativa promossa dal Partito Democratico di Macerata il prossimo 21 luglio alle ore 21 in Corso della Repubblica n.10 (presso il cortile della redazione del giornale online Picchio News) per illustrare ai cittadini le ragioni ed i contenuti della riforma della seconda parte della Costituzione, oggetto del prossimo referendum costituzionale. Un'occasione per confrontarsi con i cittadini su temi importanti al centro del dibattito (riforma del bicameralismo perfetto, nuovi poteri del Senato, revisione del Titolo Quinto e dei poteri di Regioni e Stato) a cui prenderanno parte, oltre al segretario cittadino del Pd Paolo Micozzi e al Coordinatore del Comitato per il sì di Macerata, Maurizio Natali, il prof. Giulio Maria Salerno, docente di diritto costituzionale dell'Università di Macerata, e la parlamentare maceratese Irene Manzi. "L'appuntamento di ottobre rappresenta un'occasione fondamentale per riformare le nostre istituzioni ed il Paese e, proprio per questo, il Partito Democratico intende promuovere, anche con il contributo degli studiosi, incontri di approfondimento che, fuori dagli slogan, consentano una conoscenza ampia e diffusa dei temi della riforma e rendano l'importanza del voto che andremo ad esprimere nel prossimo autunno per futuro delle nostre istituzioni" .
Dobbiamo essere sinceri, come lo siamo sempre stati. Da queste "colonne" non siamo mai stati particolarmente teneri con il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Che, però, si è dimostrato molto sportivo e capace di accettare serenamente le critiche che gli abbiamo mosso. L'arrivo del ministro Boschi è stata l'occasione per confrontarsi con un'intervista a 360 gradi. Presidente Ceriscioli, partiamo subito da Aerdorica. Soriano ribadisce di esser ancora interessato, ma teme che dietro alcune scelte dell’assemblea dei soci vi sia qualche opacità. Qual è la verità in proposito?Il mandato che abbiamo dato all’amministratrice unica Massei è quello di riprendere i rapporti con tutti quelli che in questi mesi hanno dimostrato interessamento per Aerdorica in modo che con ciascuno venga messa in chiaro, con la massima trasparenza, la situazione debitoria. Debbo dire che in questo senso la Massei ha fatto già un buon lavoro di accurata analisi contabile, distinguendo le passività pregresse dal conto economico attuale. Così che un eventuale acquisto dell’aeroporto coincida anche con il chiudere, in parte, le passività del passato. In questa maniera si potrà contare su di un punto di partenza già in attivo. Tutto questo può mettere in condizione Soriano o altri soggetti come lui interessati di riprendere quel percorso che si è momentaneamente interrotto a causa di vicende interne relative al consiglio di amministrazione.Sei stato per dieci anni sindaco di Pesaro. Dopo un anno nel ruolo di presidente di regione, trovi differenze nel governare e con il senno di poi, rifaresti la riforma sanitaria senza ascoltare i territori?In verità i sindaci li abbiamo incontrati tutti prima della riforma proprio per far comprendere come il decreto ministeriale 70 che regola la medicina per acuti, comportasse determinate scelte. Scelte che non solo riguardano i piccoli ospedali trasformati in strutture territoriali, ma anche quelli più grandi. Riprova ne è il fatto che, a distanza di un anno, il dibattito si è spostato appunto dai piccoli ai grandi ospedali. Ciò ha implicato anche un trasferimento dall’ospedale della grande città a quello del territorio. Temo che il concetto non sia ancora ben chiaro a tutti, ma ripeto, questo comporta uno spostamento di 60 milioni di euro da medicina per acuti alla medicina territoriale. Che è quella di cui abbiamo più bisogno. In questo quadro posso affermare che a fine anno, avremo impiegato tutte le risorse economiche sul territorio applicando con oculatezza e coerenza la riforma.Le amministrative hanno segnato uno stop al PD. La riforma sanitaria ha contribuito a questo calo. Non ti senti un po’ in colpa o credi che ci sarà modo per recuperare?Il legame stretto tra la riforma sanitaria ed i risultati elettorali lo valuterei in termini relativi. Prendiamo il caso di San Severino: lì il Partito Democratico avrebbe potuto appoggiare benissimo la candidata che poi ha vinto. Anzi, francamente era più naturale anche in termini di vicinanza politica, rispetto ad aver privilegiato il rapporto con il Nuovo Centro Destra. Sarebbe stata una scelta politica locale che avrebbe permesso al PD - pur dentro una riforma che tocca il tema del punto nascite (che per certi versi è particolarmente delicato) rispetto alla complessiva trasformazione degli ospedali – di approdare comunque ad un risultato positivo. Detto questo è chiaro pure che queste riforme, nel momento in cui le fai l’impatto è più forte e paghi pure un prezzo politico. Ma l’analisi del voto locale, secondo me ha altre componenti che se fossero state giocate meglio avrebbero permesso di incassare un risultato migliore pure per il PD delle Marche. A proposito di San Severino: ritorneresti a parlare di politica a casa di Zura dopo le corali polemiche che unanimemente si sono levate per la famosa merenda a base di porchetta?Siamo troppo abituati a vedere la politica come scontro personale, mentre i contenuti vanno in secondo piano. Io credo ad una politica in cui si nessuno cambia le sue idee, però esistono pure momenti informali in cui si esce da questo contesto.Giustissimo, ma io senza invito non sarei potuto entrare a casa di Zura a sentirvi parlare di politica. E questo è proprio quello che ti ho pubblicamente contestato a nome di tanti.Questo non lo so, ma gli inviti la faceva Zura dalla sua parte politica. Su questo non posso prendermi la responsabilità. Il messaggio che volevo mandare a tutti i cittadini era invece che si può fare tranquillamente politica perché personalmente c’è il reciproco rispetto. Il contesto informale della merenda, dal mio punto di vista, andava appunto verso quella direzione.Se fossi ancora sindaco o amministratore locale 200 milioni di euro li impiegheresti per costruire un nuovo ospedale o li investiresti su quelli già esistenti?I 200 milioni non stanno in una cassaforte in Regione, ma sono l’effetto di risorse che si liberano mettendo assieme questi ospedali. Facendone cioè uno di migliore qualità. I 200 milioni sono in realtà dentro le attuali inefficienze, dentro gli inutili doppioni, sulle strutture vecchie. Le risorse non arrivano da nessuna altra parte, stanno tutte lì dentro e dobbiamo liberarle al più presto. Ovvio che la Regione farà la sua parte nel caso fosse costretta ad aggiungere quei tre o quattro milioni che eventualmente mancassero. Da sindaco ho appoggiato l’ospedale unico molto prima della riforma. Parlo di dieci anni fa. In quel caso chi non è stato al passo con i tempi e che materialmente non lo ha realizzato è stata la Regione Marche. Adesso abbiamo ripreso in mano tutti gli investimenti sanitari: dal cantiere dell’INRCA che era bloccato, al Salesi che era in un cassetto dal 2004. Poi ci sono questi tre grandi ospedali: Pesaro e Fano assieme; Macerata e Civitanova assieme; Ascoli e San Benedetto assieme. Preciso che dico insieme perché non si chiude niente. Si mettono assieme tutte le strutture esistenti elevandole di qualità.Siamo a Civitanova e non possiamo non parlare di Bolkestein. Che facciamo??Sulla Bolkestein sto guardando quello che hanno fatto le altre regioni. Le più interessanti mi sembrano Toscana e Liguria che hanno trovato dei meccanismi che permettono di salvaguardare la specificità delle nostre spiagge. E’ una rete costituita da imprese familiari che, nel corso del tempo, hanno fatto investimenti ingenti su quelle spiagge. Trovo che sia giusto riconoscere loro questi investimenti allungando loro il tempo delle concessioni.Già gli assessori Pieroni al turismo e Sciapichetti alla difesa della costa, stanno verificando il quadro normativo per individuare come poter fare triangolazione ed individuare sinergie con le due regioni.
La data di venerdì 15 luglio sarà ricordata come la giornata decisiva che ha segnato irrevocabilmente le sorti del referendum confermativo sulle riforme costituzionali previsto per l’ottobre prossimo. Sul fronte del sì è stata una giornata campale. Intanto per l’improvviso freddo autunnale e per la pioggia che ha maltrattato l’intera regione. Poi per il gran dispiegamento di forze che il Partito Democratico ha messo in campo al fine di confermare la riforma. L’evento clou era messo in agenda per le ore 21.00 presso il cinema Cecchetti a Civitanova con due big nazionali: la ministra Maria Elena Boschi ed il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato. Assieme al Governatore Ceriscioli ad al segretario regionale Comi hanno esposto, alla sala stracolma, le ragioni per motivare i tanti militanti alla mobilitazione in favore del sì. L’aria era tesa e si respirava preoccupazione. Il barometro dei sondaggi segnava tempesta. In più qualche parlamentare si era messo a fare lo sciopero delle firme convinto di mettere in difficoltà lo stesso segretario regionale Comi. In realtà è finita che questi riottosi deputati hanno fatto una brutta figura nelle loro provincie perché hanno raccolto poche firme in confronto a quelle di Comi, che viceversa è assurto al ruolo dello statista. Poi, a cagione del loro lassismo, si sono beccati pure la pubblica reprimenda di Rosato. Adesso Comi un giorno sì e quell’altro pure dirama comunicati stampa corredati di numeri che testimoniano al Largo del Nazareno le sue capacità e la sua forza. I volti però rimanevano scuri lo stesso e l’allarme restava alto. La Boschi, poverina, aveva perso chili ed energie. Diafana e con lo sguardo fisso davanti a sé, invitava i presenti, con calma ed a bassa voce, come fosse in trance, a far votare sì.
Non sapevano, che assieme alla pioggia, la mattinata portava con sé buone notizie. Ma che dico buone, ottime notizie che adesso vado a raccontarvi.
È accaduto che nella stessa mattina lo stato maggiore di Forza Italia guidato dal coordinatore regionale, senatore Remigio Ceroni costituiva il comitato per il no al referendum. Davanti all’unica giornalista sanzionata ad ascoltarlo (è consuetudine ormai presso la locale stampa, che un giornalista che sbagli un congiuntivo o commetta un altro errore di sintassi o ortografia, venga inviato per punizione a fare dei pezzi sulle conferenze stampa di Ceroni) il parlamentare, in appena cinque minuti, ha commesso tre gaffe in sequenza da rintronare perfino un battaglione di ussari. La prima quando per fare un paragone ardito ha evocato il no al referendum come “la madre di tutte le battaglie”. Non sapeva, evidentemente che la madre di tutte le battaglie, fu quella così definita da Saddam Hussein, buonanima, durante la prima guerra del Golfo. Venne combattuta dall’esercito iracheno a Khafji tra il 29 gennaio ed il primo febbraio del ’91. Ovviamente fu una sonora disfatta per il Rais perché il suo esercito subì il bombardamento aereo più pesante nella storia bellica mondiale. La seconda gaffe l’ha commessa quando, per sostenere le ragioni del no, ha rimproverato a Renzi di non aiutare le imprese, l’occupazione e le famiglie in difficoltà. Che ci azzeccava con la riforma della Costituzione lo sapeva solo lui. Ma la terza e più grossa gaffe, quella decisiva, l’ha commessa semplicemente presentando lì la sua persona a difendere strenuamente e con tutte le sue forze la Carta Costituzionale. Molti non lo ricordano, ma il senatore Ceroni è il deputato che nell’aprile del 2011 salì agli onori della cronaca parlamentare nazionale perché, attraverso un disegno di legge all’uopo presentato (atto 4292), ma “a titolo personale” - come tenne a specificare - voleva cambiare addirittura il primo articolo della Costituzione con il seguente: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale".
Ora è chiaro a tutti che se il capo regionale del comitato del no è un uomo che voleva stravolgere addirittura l’incipit della Carta Costituzionale e non prevedere nessun limite e nessuna forma da rispettare il sì ha già vinto la partita prima di cominciarla. Io stesso che mi stavo predisponendo per il no, adesso mi sono già ravveduto e alla fine farò come Cacciari: voterò sì turandomi il naso.
Quindi amici tutti del Partito Democratico state allegri. Andate tranquillamente in vacanza. Portate al mare i vostri bambini. Le calde serate, piuttosto che trascorrerle nelle sezioni a sudare nelle assemblee, fate delle lunghe passeggiate rigeneranti ascoltando le cicale e mirando gli astri. E soprattutto fate fare un po' di villeggiatura alla Boschi con pasti abbondanti e tanto sole. Ne ha bisogno, date retta a me.
Ceroni ha promesso un comitato del no in ogni comune. Non c’è villaggio nelle Marche a cui lui non provvederà. Con uno come lui a capo del no, il settanta-settantacinque per cento dei sì al referendum di ottobre è garantito.
Da Paola Castricini, coordinatrice provinciale Comitati per il Sì, riceviamoAbbiamo da pochi giorni consegnato la raccolta delle firme per sostenere il referendum confermativo sulla riforma costituzionale. Grazie ai coordinatori dei circoli, ai nostri iscritti e militanti abbiamo raggiunto uno straordinario risultato: 3863 firme raccolte nella nostra provincia, il numero più alto di tutte le Marche. Ora questo ci consegna la grande responsabilità di proseguire su questa strada moltiplicando gli sforzi organizzativi e politici per l'intensa campagna referendaria che abbiamo di fronte. Il Pd si farà carico di questo mettendo a disposizione tutte le sue forza organizzativa e politica. Martedí prossimo 19 luglio è indetta una riunione organizzativa presso la Federazione di Macerata con tutti i segretari di circolo e i coordinatori dei comitati. Abbiamo iniziato la campagna referendaria con la grande iniziativa di Civitanova Marche alla presenza del ministro Maria Elena Boschi e del presidente del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati, Ettore Rosato oltre al presidente Ceriscioli, molti saranno gli appuntamenti nella nostra provincia da qui alla data del referendum, tutti con lo scopo di illustrare una riforma giusta necessaria e vitale per il nostro paese e soprattutto per il nostro futuro. Le numerose firme raccolte sono il nostro punto di partenza, l'unità, l'impegno e l'entusiasmo di quanti hanno contribuito a questo risultato sono certa che ci consentiranno di fare un buon lavoro anche per il buon esito della campagna referendaria e del referendum stesso.
Dai consiglieri comunali del Partito Democratico di Tolentino riceviamoAl peggio non c’è mai fine dicevano i nostri avi. Noi speriamo che arrivi presto il meglio con un nuovo inizio.Ogni giorno, dall’inizio di questa legislatura, abbiamo dovuto misurarci, sorprendendoci, indignandoci, scandalizzandoci, con una nuova quanto imbarazzante iniziativa del sindaco Pezzanesi.Credevamo di aver visto di tutto a Tolentino, ed invece no. Tolentino ha toccato il fondo della mediocrità.La nuova classe dirigente che amministra la città sta umiliando la città, i suoi simboli, le sue tradizioni, le sue ambizioni, il suo orgoglio di comunità laboriosa, creativa, solidale, democratica.La scelta del nuovo presidente rappresenta questo limite, oramai superato.Liquidato il presidente uscente perché poco servizievole ed emancipato dalla corte del principe asburgico, il sindaco, senza alcun confronto con il consiglio comunale tutto (ovvero senza parlare né con la sua maggioranza né con la minoranza) ha partorito la sua proposta.Una proposta figlia di una mera logica di potere con un candidato che garantisce il solo requisito richiesto dal sindaco: l’ubbidienza, non la competenza, l’equilibrio, l’esperienza.Non avendo altre parentele da spendere il sindaco ha optato per il più ubbidiente dei consiglieri, il solo che non ha mai parlato né si è mai lamentato trascurando che quest’ultimo esprime una cultura politica temibile, quella cultura politica che appartiene a chi non ha mai condannato il fascismo e piuttosto spesso lo evoca e lo esalta.Lungi da noi voler esprimere giudizi personali sulla figura del neo presidente dal quale avremmo gradito di sentire una dichiarazione, mai rilasciata, di abiura e condanna del fascismo e dei suoi crimini.Lo stesso Colosi durante i consigli comunali ha più volte disinvoltamente fatto il saluto fascista schernendo le minoranze consiliari.Un fatto grave ed inaccettabile che non ci è consentito di tacere.Tolentino, medaglia d’argento al valore civile, città dei Martiri di Montalto, non meritava questo smacco. Solo Pezzanesi poteva arrivare a questo.Noi consiglieri PD non abbiamo presentato candidature confidando nella possibilità di discutere un nome della maggioranza.Con questo modo di fare il sindaco ha dato uno schiaffo alla città, alla minoranza ma anche, l’ennesimo, alla sua maggioranza.Nessuno in Consiglio comunale ha avuto il coraggio di commentare la candidatura di Colosi.Nessuno è intervenuto per difendere la scelta del sindaco, silenzio ed imbarazzo totale.Forza Italia non ha neppure partecipato al consiglio per protesta.Il sindaco Pezzanesi dopo Scalvi ora caccia anche Ceselli e si consegna alla destra più radicale.Speriamo che dopo il peggio ci sia presto un nuovo inizio.
“Polemiche sterili, pretestuose, inutili ed inadeguate”. Questo il pensiero del direttivo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Tolentino in merito all’elezione del proprio consigliere comunale, Francesco Pio Colosi, alla carica di presidente del Consiglio comunale. Una risposta alla ridda di dichiarazioni seguite all’elezione di Colosi sullo scranno più alto del civico consesso.“Ci auguriamo che le forze di maggioranza, compresa Forza Italia, riprendano unite il cammino per continuare a dare a Tolentino un governo del fare, trasparente e vicino alla popolazione”, si legge ancora nella nota a firma del coordinatore cittadino Gianni Barboni e dei vicecoordinatori Sandro Luciani ed Emanuele Storani. “Esprimendo la nostra soddisfazione, auguriamo al neo eletto Colosi e al nuovo capogruppo consiliare, Franco Feliziani, un buon lavoro. Ringraziamo il sindaco, Giuseppe Pezzanesi, e tutta la maggioranza che hanno reso possibile questo traguardo che premia il costante radicamento nella nostra città del partito, come hanno dimostrato le recenti lezioni Regionali dove FdI-AN ha sfiorato il 10% dei consensi. Un risultato - si conclude la nota - frutto del costante contatto e disponibilità dei consiglieri Feliziani e Colosi, dei dirigenti e di tutti i militanti del partito, con la cittadinanza, pronti ad accogliere suggerimenti, proposte e proteste della gente senza distinzioni di appartenenza politica".