Politica

Lorena Polidori: "dal voto dimostrazione di intelligenza politica"

Lorena Polidori: "dal voto dimostrazione di intelligenza politica"

“Il popolo italiano ieri, in occasione del voto al referendum, ha dato grande dimostrazione di intelligenza politica e di senso di responsabilità. – così esordisce in un comunicato stampa la coordinatrice provinciale di Forza Italia, Lorena Polidori - Finalmente in questo paese la democrazia che ci è stata donata dai nostri Padri Costituenti si è palesata in tutta la sua interezza. Renzi salirà al Colle e il testimone passerà verosimilmente nelle mani del Presidente della Repubblica, uomo di Costituzione e di buon senso nel quale ripongo grande stima e fiducia. Il Paese non si governa con l'arroganza, la superficialità e la menzogna. I cittadini con la loro partecipazione hanno voluto sottolinearlo. È ora di dare il via alla buona politica.  Ma Renzi non è l’unico perdente: l’apporto dei Casini e degli Alfano, come foglie di fico della moderazione, si è rivelato nullo.Gli italiani recandosi alle urne con un’affluenza straordinaria – continua la nota - hanno detto no ad una riforma farlocca e anche al modo di Renzi di gestire la premiership: egli ha soltanto illuso i cittadini con promesse mai realizzate. Annunciando catastrofi - peraltro mai verificatesi - in caso di mancata riforma è riuscito a dare il peggio di sé. Con il referendum abbiamo assistito ad un'esplosione di democrazia che vuole mettere fine ad una politica di intrighi, di violazioni delle regole e di mancato buonsenso. Il cambiamento va operato non tanto come abusato modo di dire, ma con scienza e coscienza. A livello locale, in provincia di Macerata, la vittoria del No si è registrata quasi ovunque, con un complessivo 55,91% e nonostante il terremoto si è registrata un'alta affluenza alle urne con il 70,84%.  Questi dati – conclude la Polidori - soprattutto quello dell’affluenza, sono il termometro di quanto gli italiani chiedano una politica seria e credibile e non salti nel buio. Per tutto ciò il 4 dicembre 2016 è una data da ricordare come il giorno della vittoria sul regime imposto da Renzi.Per la capogruppo regionale, Jessica Marcozzi c’è inoltre da rilevare come “dietro al voto al referendum ci sia anche e soprattutto tutta l'esasperazione di un Paese e di una regione stanchi di essere guidati da una politica che non affronta i problemi della gente.  Affiora, con numeri senza appello, tutto il risentimento verso una classe politica di centrosinistra, a guida Pd, che non fornisce le doverose risposte, a partire dalle difficoltà che stanno vivendo sulla loro pelle le popolazioni colpite dal sisma. E non basta. Il No deciso alla riforma è un grido di allarme degli italiani sulla crisi economica su cui il Governo non è riuscito a invertire la rotta, sulla crisi lavorativa e sociale, sui precari rapporti internazionali. Con una grande affluenza (nelle Marche il 72,84%) abbiamo dimostrato che il Popolo vuole decidere delle proprie sorti, bocciando un Governo che, dal suo insediamento, si è via via sempre più allontanato dai bisogni veri della gente. “  

05/12/2016 17:44
Troiani (Vince Civitanova) annuncia: "A breve altri due movimenti civici appoggeranno Ciarapica"

Troiani (Vince Civitanova) annuncia: "A breve altri due movimenti civici appoggeranno Ciarapica"

Da Fausto Troiani, vicepresidente di Vince Civitanova, riceviamoArchiviato il tormentone referendario con un secco voto di sfiducia, del Popolo Italiano, nei confronti di Renzi e del suo Governo di insignificanti parolai, ci possiamo dedicare con tutto il nostro impegno alle prossime amministrative civitanovesi.Il mio pensiero lo rivolgo a coloro che, sognando gli “allori” e lo stipendiuccio da assessore del vecchio centrodestra, ci ripropone quotidianamente un appello all’unità “sine materia” ovvero senza un programma e senza un leader “condiviso” da tutti coloro i quali dovrebbero abbracciare tale appello all’unità.Secondo i soliti strateghi del vecchio centrodestra, è sempre stato meglio arrivare in prossimità delle elezioni senza il nome del candidato sindaco, così da poter tirare fuori dal cilindro, all’ultimo momento, il nome del “salvatore” che, in quanto tale, assumeva poteri assoluti, “messianici” per l’appunto.Vorrei far notare che coloro che fanno tali appelli all’unità dovrebbero essere persone credibili, dovrebbero avere una certa autorità, o meglio un certo carisma, per poter essere seguiti da una ampia coalizione e non dai soliti quattro gatti.La credibilità che si riesce ad ottenere con i propri comportamenti politici è una caratteristica essenziale in questo periodo dove la politica è rappresentata da improvvisatori senza scrupoli che caricano sulle spalle dei contribuenti, durante il loro mandato, anche le loro spese allegre e le loro “opere pie”.E poi, se c’è unità, quanto sarà difficile manifestare il nome di colui intorno al quale condividere tale unità?A tal proposito mi sembra che tanto tempo fa doveva essere ufficializzato, come candidato di una parte del vecchio centrodestra, il nome di Claudio Morresi, ma ciò ha subito un notevole ritardo tanto che sono arrivate prima le notizie dei suoi inciuci politici con Costamagna prima e Micucci poi.Inoltre, qualche ex amico del vecchio centrodestra spara quasi quotidianamente contro Vince Civitanova, unico partito ad avere le idee chiare con un programma di solidarietà sociale e con il candidato sindaco Fabrizio Ciarapica, evidentemente perché si sta rendendo conto di quanta credibilità godiamo tra i nostri concittadini e di quanto è radicata Vince Civitanova sul territorio civitanovese.Hanno tentato, prima, di farci passare da estremisti, poi per quelli che “da soli non vanno da nessuna parte”.Invece, Vince Civitanova è da sempre l’unico movimento politico civico schierato con i Civitanovesi, in difesa  della famiglia, del lavoro, dell’italianità intesa come appartenenza ai valori tradizionali e culturali del nostro territorio.Quindi hanno già abbracciato il nostro progetto di rinnovamento della città e della macchina amministrativa tre movimenti politici civici e non, moderati, cattolici, gente che vive del proprio lavoro e che paga le tasse, persone che credono nel ruolo determinante educativo e sociale della famiglia tradizionale.A breve altri due movimenti civici si schiereranno a fianco di Vince Civitanova a sostegno del candidato sindaco Ciarapica e del suo programma di solidarietà sociale per la città del futuro.Chissà cosa diranno, cosa inventeranno, i nani della politica civitanovese, nostri detrattori, che non hanno ancora capito che il nemico si trova dall’altra parte della barricata?Guidati da certe teste, l’unità sarebbe più un miracolo che una scelta politica!

05/12/2016 17:25
Macerata si collega alla superstrada: finanziato il progetto per la bretella Mattei - La Pieve

Macerata si collega alla superstrada: finanziato il progetto per la bretella Mattei - La Pieve

Nella sala consiliare della Provincia, questa mattina, c’è stata l’ufficialità del progetto che collega la superstrada al capoluogo di Provincia, tramite una bretella in via Mattei - La Pieve.A darne la notizia e a fare gli onori di casa il Presidente della Provincia Antonio Pettinari, con il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il sindaco di Macerata Romano Carancini e l’amministratore unico della Quadrilatero Guido Perosino.Il progetto tanto atteso a cui mancava il sostegno finanziario. Dal 2014 i quattro soggetti istituzionali si erano impegnati a dividersi le spese per il collegamento tra la città e l’arteria principale che percorre l’intero territorio della provincia, ma mancava l’approvazione dei fondi della Quadrilatero da parte del Ministero delle Infrastrutture, avvenuta il primo dicembre.“Insieme abbiamo pensato questo percorso” dichiara Pettinari “insieme lo realizzeremo con un cofinanziamento. Era impensabile tenere Macerata lontana dalla statale 77, soprattutto in un momento di emergenza come questo in cui tutto il territorio deve essere unito. È bello essere insieme per trovare soluzioni e rilanciare un territorio ferito, basti pensare che l’unico collegamento della Valnerina al resto del Paese è proprio la superstrada, inaugurata, fortunatamente, un mese prima del sisma di agosto”.Oltre alla bretella maceratese, sarà possibile, con i fondi della Quadrilatero e della Regione finire lo svincolo tra Muccia e Fabriano e completare il collegamento tra la 77 e la statale 16 a Civitanova attraverso una rotatoria e un sottopassaggio. Lavori fondamentali per lo sviluppo e la crescita del territorio che fornisce un’immagine di provincia funzionante e pronta a ripartire dopo la tragedia del terremoto.“La superstrada ha delle potenzialità che devono essere sviluppate” esordisce Ceriscioli “e la compartecipazione è l’unico mezzo per portare avanti questo impegno di crescita. Era necessario completare l’idea della SS 77 con i vari collegamenti, soprattutto con Macerata. Viste le vicissitudini politiche nazionali, siamo stati fortunati che la firma sia avvenuta prima del referendum. La speranza è che, chiunque sia a formare il nuovo Governo sia almeno presente come quello uscente, perché il nostro territorio, in questo momento ha bisogno di aiuto”.La parola poi è passata al sindaco di Macerata, Romano Carancini, che ha ringraziato quanti si sono impegnati per porre fine al problema del collegamento tra la città e la superstrada, con la speranza che chi tutti i giorni si trova in fila, presto possa usufruire di una infrastruttura efficiente: “I lavori non inizieranno domani” continua Carancini “ma sicuramente siamo in discesa, il primo dicembre abbiamo raggiunto la vetta di un tappone di montagna, ora insieme collaboriamo ancora, come una squadra, per la discesa”.Perosino ha voluto ribadire l’importanza delle istituzioni, sia locali che nazionali, nel completamento di questo progetto, spiegando inoltre che il reperimento di denaro è stato possibile grazie all’abbandono dell’idea di “Area Vasta”, quindi, 17 milioni di euro destinati all’esproprio sono invece finiti per finanziare le strade che dal 1 dicembre sono meno disegni e più reali. “Le strade creano ricchezze, portano sviluppo economico”, questo l’auspicio che l’amministratore unico di Quadrilatero ha portato oggi in sala, “ci sono buone notizie per questo territorio e ce ne saranno altre se continueremo a lavorare nella condivisione delle spese e delle forze da mettere in campo”.https://www.youtube.com/watch?v=43mRrovI-NA

05/12/2016 17:06
Referendum, nelle Marche e in provincia di Macerata vince il No

Referendum, nelle Marche e in provincia di Macerata vince il No

Netta la vittoria del No nelle Marche.Il commento a caldo del segretario regionale del Pd, Francesco Comi, lascia poco spazio alle interpretazioni: "Peccato per il risultato. Sono amareggiato dell'esito e non ho motivo di nasconderlo. Abbiamo perso un'occasione. Chi ha votato contro la riforma si è caricato sulle spalle una grande responsabilità. Questo Paese aveva e ha bisogno di proposte costruttive".A votare per il referendum costituzionale, in tutta la regione, è stato quasi il 73% degli aventi diritto. La percentuale più alta in provincia di Pesaro Urbino (74,87%) quella più bassa in provincia di Macerata (70,84%) che ha registrato a sua volta la più bassa affluenza alle urne nel comune di Pieve Torina (47,21%), quella più alta, invece, a Muccia (89,84%).A Camerino domina controtendenza il Sì con il 53,71. Anche a Sefro vince il Sì con il 51.77 per cento, a Caldarola con il 50,28 (uno scarto di cinque voti), ad Apiro con il 55,59 e ad Appignano con 50,65 per cento.Incredibile parità a Poggio San Vicino con 63 voti al Sì e 63 voti al No: annullata una scheda.Trionfo del No a Bolognola: 50 voti (76,92 per cento) contro i 15 del Sì.Nel capoluogo di provincia, tendenza nazionale rispettata: a Macerata il No si afferma con il 54,85 per cento.Anche a Civitanova domina il No con un netto 58,05 per cento.A Loro Piceno è un voto a fare la differenza a favore del No: 641 a 640 con una percentuale del 50,04. A Cingoli il No si afferma con il 56,46 per cento, a Tolentino con il 53,16, a Porto Recanati con il 57,59, a San Severino con il 58,83, a Visso con il 61,59, a Serravalle con il 57,12, a Serrapetrona con il 57,22, a San Ginesio con il 52,18, a Ripe San Ginesio con il 58,74, a Pioraco con il 57,07, a Pievebovigliana con il 62,26, a Penna San Giovanni con il 58, a Morrovalle con il 56,57, a Montecassiano con il 54,39, a Monte Cavallo con il 51,67, a Mogliano con il 52, a Gagliole con il 61,11, a Fiordimonte con il 59,52, a Fiastra con il 54,10, a Esanatoglia con il 59,29, a Cessapalombo con il 63,44, a Camporotondo con il 52,74, a Belforte con il 54,19, a Urbisaglia con il 55,49, a Treia con il 55,46, a Sant'Angelo in Pontano con il 54,13, a Muccia con il 57,23, a Montecosaro con il 59,39.Nei comuni di Acquacanina, Castelsantangelo sul Nera e Ussita, colpiti dagli eventi sismici, non sono state costituite le sezioni elettorali. Nei comuni di Fiastra e Pieve Torina, colpiti dagli eventi sismici, è stato costituito un numero ridotto di sezioni elettorali, pari a 1.

05/12/2016 01:04
Il Popolo della Famiglia di Gianfranco Amato sosterrà Ciarapica a Civitanova

Il Popolo della Famiglia di Gianfranco Amato sosterrà Ciarapica a Civitanova

Il Popolo della Famiglia, movimento politico cofondato dall’avvocato Gianfranco Amato, sposa il progetto per Civitanova del candidato sindaco Fabrizio Ciarapica e lo sosterrà presentando una propria lista. L’avvocato Amato, Presidente dei Giuristi della Vita, ha incontrato nei giorni scorsi, insieme alle responsabili cittadine Natascia Eleuteri e Paola Gnocchini, Fabrizio Ciarapica ed ha avuto di modo "di apprezzarne l’umanità, lo spessore politico, la qualità del programma amministrativo e un atteggiamento di trasparenza e lealtà con la città. Il Popolo della Famiglia" si legge in una nota "condivide pienamente l'impostazione di Ciarapica basata sul dialogo e l'ascolto dei cittadini, nella convinzione che un'amministrazione comunale debba rappresentare i cittadini e che l'unico modo per rappresentare qualcuno è conoscere le necessità ed i problemi di chi debbo rappresentare. Un endorsement forte e preciso perché il Popolo della Famiglia condivide con Ciarapica  gli stessi valori, che affondano le radici nella tradizione cristiana, nel valore della famiglia come cellula della società da cui deve ripartire la ricostruzione del tessuto sociale. La città non vuole più promesse da marinaio ma garanzie che diano ai giovani il lavoro, alla città la sicurezza, le infrastrutture, il turismo, la legalità, la solidarietà  e una visione di in futuro migliore. E in Ciarapica abbiamo visto la persona giusta a garantire l'impegno per la realizzazione di tutto questo. Oggi Civitanova ha bisogno di una coalizione di persone che sappia agire, presto e bene, per risollevare una situazione di degrado che è sotto gli occhi di tutti. Appoggiamo il candidato sindaco Fabrizio Ciarapica, ideale per il Popolo della Famiglia, perché capace di avere una visione del bene comune in sintonia con i principi non negoziabili della vita, della famiglia e dell'educazione. E' importante, per tutte le competenze dell'amministrazione locale, un sindaco che abbia chiari 3 punti: 1) la vita è un diritto assoluto e inalienabile dal concepimento fino alla morte naturale; 2) l'unica famiglia è quella di cui all'art. 29 della Costituzione, ovvero una società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna; 3) come afferma l'art. 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani, i genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli. Per noi del Popolo della Famiglia è quindi importante un sindaco che anche con azioni concrete a livello locale, sappia difendere la vita fin dal grembo materno, sia contrario all'eutanasia, riconosca l'unicità del matrimonio tra un uomo ed una donna e si opponga ad ogni tipo di prevaricazione al diritto di educazione dei genitori soprattutto in tema di affettività e sessualità, in particolare si opponga risolutamente all'indottrinamento dell'ideologia gender nelle scuole. Ci auguriamo che i cittadini, che hanno nelle proprie mani il destino di Civitanova, diano fiducia al progetto del candidato sindaco Ciarapica che sosteniamo con grande entusiasmo e convinzione e per il quale siamo pronti a spenderci e a fare la nostra parte con il solo fine della rinascita della città".

03/12/2016 18:35
Aperture nei festivi, Vince Civitanova dalla parte dei commessi

Aperture nei festivi, Vince Civitanova dalla parte dei commessi

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Alberto Mobìli per Vince Civitanova."Oggi mi è stata consegnata questa lettera , da parte di un gruppo di commessi di alcuni negozi e centri commerciali di Civitanova Marche.Sono molto indignati e arrabbaiti, perché si sentono, poco tutelati e quasi abbandonati, da questa amministrazione , che ha deciso per l'ennesima volta, a differenza di altre amministrazioni ,  l'apertura degli esercizi commerciali il giorno festivo del 26 dicembre.Per questo conoscendo il nostro impegno in merito, e la nostra vicinanza a chi subisce questa situazione, avendo anche l'anno  scorso espresso nella persona del nostro candidato sindaco Fabrizio Ciarapica, la nostra opposizione a questo modo di essere distanti dai valori e dalle esigenze di parte dei cittadini ,si sono rivolti a Vince Civitanova, per farsi sentire da chi non sta tutelando le famiglie di questi nostri concittadini, che si vedono forzatamente allontanati dai propri cari, proprio nelle festività che più  ad essi sono dedicate.In particolar modo continuiamo a chiedere l'applicazione della legge regionale n. 27 del 2009, che prevede la chiusura obbligatoria il 25 aprile, il primo maggio, Pasqua,  Natale, il 26 dicembre e il primo dell'anno, mentre è consentita la deroga alle aperture festive in misura non maggiore a 23 annue.Vince Civitanova è, come sempre, vicina ai cittadini e ai valori della famiglia che va tutelata sempre e messa al di sopra degli interessi economici, per questo sostiene e vuole dare voce a chi è costretto in forma anonima a esternare la propria frustrazione per una situazione che li danneggia pesantemente e a cui hanno timore di opporsi apertamente per paura delle conseguenti ritorsioni.Alberto Mobìli. Di seguito metto una versione digitalizzata della lettera ricevuta, della quale inserirò comunque una foto dell'originale .Siamo un gruppo di commessi di varie aziende, che lavorano da anni nel commercio.Gli ultimi anni abbiamo avuto la sfortuna di vivere un radicale cambiamento delle aperture degli esercizi commerciali durante le festività.Da due anni si è arrivati a pretendere l'apertura, addirittura il 26 dicembre, in aggiunta alle altre festività annuali. Vorremmo che il sindaco ci spieghi una cosa molto semplice:Perché noi commessi non abbiamo il diritto di stare a casa con le nostre famiglie?Perché non viene adottato un provvedimento, come fanno alcuni sindaci del Nord Italia come Venezia dove sono state ascoltate le richieste dei lavoratori per la chiusura del 26 dicembre emanando un'apposita delibera?In questi giorni abbiamo sentito parlare del concetto di famiglia in tutte le salse, non hanno forse il diritto anche le nostre famiglie ad essere tutelate?A chi saranno affidati i figli dei commessi che lavorano nelle festività, se asili e scuole sono chiuse?Purtroppo non tutti hanno la fortuna di avere nonni o quant'altro che sopperiscano alle nostra assenza forzata.La Giunta comunale è l'unico organo che potrebbe risolvere questa situazione surreale e aiutarci affinché le nostre famiglie abbiano la possibilità di festeggiare le festività natalizie insieme a noi.È  ora che qualcuno abbia anche qui il coraggio la forza di opporsi ai colossi commerciali proponendo la chiusura per almeno il 26 dicembre.Commessi arrabbiati e delusi!!!"

02/12/2016 16:06
Da Forza Italia Polidori e Fortuna ribadiscono il NO al referendum

Da Forza Italia Polidori e Fortuna ribadiscono il NO al referendum

La Coordinatrice provinciale di Forza Italia di Macerata, Lorena Polidori, quella comunale di Forza Italia di Civitanova Marche, Consuelo Fortuna, congiuntamente ai Coordinamenti  comunali Fi, ribadiscono -attraverso un comunicato stampa  e con l'ennesimo appello al voto - il loro NO al referendum su una riforma, proposta dal Governo Renzi: "una riforma pasticciata e nociva per il Paese".Contestualmente - si legge ancora nella nota - non essendo previsto il quorum,  invitano tutti gli elettori ad andare a votare e a votare No per difendere la nostra Costituzione, la nostra Democrazia e il nostro Paese. L'Italia, infatti, in caso di vittoria del Sì, sprofonderebbe in un centralismo dello Stato ed un colpo letale per il  diritto alla scelta degli eletti. I cittadini, peraltro,  non godrebbero di alcun beneficio dalla riforma, anzi sarebbero sempre più succubi di un Governo accentratore, distinto e distante anni luce dai problemi della gente comune. Questo, evidentemente lo sanno anche in casa Pd. E per questo motivo il Premier, clamorosamente concentrato sulla campagna elettorale, invece di occuparsi del ruolo istituzionale che ricopre senza legittimazione popolare, ha riempito il suo proselitismo di menzogne e dati sballati.Si tratta, infatti, di una finta riforma - prosegue la nota - che comporta solo un decimo del risparmio spacciato dal premier Renzi. Si ridurrebbero le Regioni a enti amministrativi senza alcun potere decisionale. Si taglierebbero fortemente gli spazi di partecipazione democratica dei cittadini che non potranno più scegliere i loro rappresentanti politici, non potranno più  proporre referendum consultivi o leggi di iniziativa popolare dove la raccolta di firme minima passa da 50 mila a 150 mila. Tutta Forza Italia è schierata per il No. Lo siamo sia nel merito che per dare un segnale al Governo che sta sgovernando la Nazione. Si tratta di una riforma pasticciata che invece di risolverli, complica tutti i problemi degli Italiani. Chi propone questa consultazione referendaria  è, oltretutto, un Governo non legittimato dal Paese, con anche un premio di maggioranza dichiarato incostituzionale. Si va a ledere la democrazia, si introduce una clausola di prepotenza che usurperebbe alle Regioni poteri decisionali. Nessun risparmio. Avremo un Senato part-time con tutti i costi che ne derivano, con senatori non sempre presenti a Roma per gli incarichi locali e non scelti dagli elettori. Che con questa riforma si accelererà l'iter legislativo è un'altra grossa menzogna. Basti ricordare che siamo il Paese al mondo con più leggi. Non serve una pioggia di leggi ma norme mirate da rispettare. Il premier se ne va in giro per l'Italia a promuovere il suo referendum senza mai affrontare i problemi che attanagliano il nostro Paese e a cui non è riuscito a dare risposte. E' ora di dire basta - concludono le esponenti politiche provinciali -  e di votare convintamente NO.

02/12/2016 15:52
Pievebovigliana e Fiordimonte, pullman di sfollati per votare al referendum

Pievebovigliana e Fiordimonte, pullman di sfollati per votare al referendum

Doppio appuntamento referendario a Pievebovigliana e Fiordimonte (Macerata), due dei Comuni del cratere sismico del terremoto del 26 e 30 ottobre. Domenica 4 dicembre si vota, come nel resto del paese, per il referendum costituzionale. La domenica successiva, 11 dicembre, si torna alle urne, questa volta per decidere se i due piccoli enti locali (Pievebovigliana ha 866 abitanti, Fiordimonte poco più di 200) si fonderanno nel nuovo Comune di Valfornace.Nel primo caso, i residenti che ne avranno fatto richiesta potranno votare anche nelle località dove sono sfollati, nel secondo potranno votare solo nel Comune di residenza, tanto che i sindaci stanno pensando di organizzare dei pullman per portare gli elettori 'a casa'. "Tutto pur di assicurare l'esercizio del diritto di voto" dicono all'ANSA i primi cittadini Sandro Luciani e Mario Citracca. Un impegno ulteriore per i due piccoli Comuni che operano in sedi di emergenza e che hanno allestito seggi elettorali di fortuna.

02/12/2016 15:18
Bastianelli unisce 5 stelle, Forza Italia e Sel con il No!

Bastianelli unisce 5 stelle, Forza Italia e Sel con il No!

Edoardo Bastianelli Presidente del comitato ''Ragazzi uniti con il No!' 'si riconferma il volto del ''No'' nel maceratese e conclude così il percorso del proprio gruppo con un evento senza precedenti. Il dibattito organizzato dai giovani nel pomeriggio di mercoledì 30 novembre all'Hosteria del Buonumore ha infatti visto per la prima volta nella storia di questo referendum schierarsi l'uno affianco all'altro oratori di 3 diverse correnti politiche.Erano presenti: il senatore Remigio Ceroni e Barbara Cacciolari come esponenti di Forza Italia, l'avvocato Paolo Storani a rappresentare il 5 stelle e Michele Verolo per il Sell. ''Questa era la mia idea fin dal principio: dimostrare che esiste ancora un fronte unito di persone dedite alla politica che sono pronte ad infrangere le barriere partitiche quando la difesa degli elettori si impone come priorità; questo era ciò che avevo in mente con il mio ''Uniti con il No''. Continua Bastianelli nella presentazione dell'evento e non nasconde l'entusiasmo e l'orgoglio per l'impresa riuscita.Il dibattito ha velocemente riempito con un pubblico curioso ed attento il locale dell' ''Hosteria del Buonumore'', dove gli ospiti delle diverse ideologie politiche si sono alternati con estrema correttezza e collaborazione generando un piacevolissima armonia sia relazionale che nei contenuti trattati. Si è così generato l'effetto che i ''Ragazzi uniti con il No'' volevano ottenere: un incontro sereno e informativo basato su quella che essi stesso hanno definito come una sana e costruttiva politica.I ragazzi hanno poi arricchito con le proprie idee e i propri discorsi le saldi basi a favore del No poste dagli ospiti.Si conclude così l'ottimo percorso dei ''Ragazzi uniti con il No''. Ora al gruppo ed alle numerose persone che li hanno seguiti nei loro canali ed eventi e che li hanno sostenuti nelle loro idee non spetta altro che sperare che gli sforzi di questi giovani volenterosi siano premiati domenica 4 dicembre.

02/12/2016 10:35
Dodici milioni di euro contro il dissesto idrogeologico nelle Marche

Dodici milioni di euro contro il dissesto idrogeologico nelle Marche

“Siamo molto soddisfatti e ringraziamo il Governo per l’accordo raggiunto e le risorse messe a disposizione, ulteriore testimonianza di attenzione verso le Marche.Questo importante accordo di programma porta dodici milioni di euro nel nostro territorio contro il dissesto idrogeologico, a rafforzamento dell’azione del governo regionale su questo delicato versante. L’attenzione posta su Recanati, poi, ha un ulteriore significato di considerazione per la provincia maceratese, la più martoriata dal sisma in termini di danni materiali. Ha anche un valore simbolico, coinvolgendo una tematica culturale e di richiamo turistico caratterizzante le Marche nel mondo e che in questo momento è più che mai importante tutelare”.Angelo Sciapichetti, assessore all’Ambiente, oggi a Roma per la firma dell’accordo di programma sul dissesto idrogeologico con il Ministro Gian Luca Galletti, commenta così le rilevanti risorse messe in moto dall’intesa raggiunta. Dopo un percorso tecnico e politico di condivisione, in cui la Regione ha promosso con determinazione ogni possibile sostegno dello Stato per fronteggiare il dissesto del territorio in un momento così difficile per le Marche, verrà infatti sancito il finanziamento di circa dodici milioni di euro per tredici interventi di riduzione del rischio da frana e alluvione. In particolare, circa 5,8 milioni andranno a finanziare interventi per il consolidamento e la mitigazione del dissesto idrogeologico del Colle dell'Infinito e del Paesaggio Leopardiano a Recanati (Mc), un milione di euro andrà a consolidare il centro abitato di Montelparo (Fm), 850mila euro andranno invece a sistemare l’area in frana per erosione fluviale del Fiume Tronto ad Ascoli Piceno. Risorse per 600mila euro verranno investite, poi, a Rosora (An), per la sistemazione del centro abitato, 590mila euro andranno alla sistemazione idraulica del Fiume Esino, a Falconara Marittima (An), 500mila euro verranno impiegati a Cossignano (Ap) per il consolidamento del centro storico, altri 500mila euro a andranno a Belforte del Chienti (Mc) sempre a sistemazione del centro abitato. L’area in frana in località Domo a Serra San Quirico (An), verrà sistemata attraverso 400mila euro e sempre 400mila euro andranno ad Acquaviva Picena (Ap), per l’area in frana nel versante nord del centro abitato, altri 400mila euro andranno a consolidamento e protezione del versante in frana nel centro abitato di Montecchio, nel Comune di Vallefoglia (Pu). Investimenti per 300mila euro saranno effettuati rispettivamente a Santa Maria Nuova (An) e Montalto delle Marche (Ap), mentre infine 250mila euro saranno usati per sistemazioni nella Gola della Rossa a Serra San Quirico.

01/12/2016 18:36
Voce alla città : "7 validi motivi per votare no al referendum"

Voce alla città : "7 validi motivi per votare no al referendum"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal movimento politico Voce alla Città."Alla vigilia di un importante appuntamento elettorale desideriamo rendere pubbliche alcune nostre valutazioni :1) la riforma espropria le regioni di importanti competenze quali grandi opere, energia ed ambiente, ciò significa, per esempio, che se il governo decide di aprire inceneritori, rigassificatori o piattaforme per le trivellazioni nel nostro mare, i cittadini e le istituzioni del territorio avranno ancora meno voce in capitolo, il nuovo articolo 117 ratifica ciò che era stato anticipato con lo Sblocca Italia; 2) la riforma vuole velocizzare le leggi al servizio degli affari e per favorire la crescita economica senza tenere conto però delle ricadute sui cittadini che da queste modifiche non ci guadagneranno nè in servizi nè in diritti; 3) la riforma rende più difficile la partecipazione dei cittadini, espropriandoci del diritto di eleggere i senatori e aumentando il numero di firme occorrenti per leggi di proposta popolare o referendum; 4) il risparmio prodotto da questa riforma è irrisorio rispetto agli sprechi ed alle inefficienze che non vengono ridotti, come testimoniato dalle dimissioni dei commissari alla “revisione della spesa” Cottarelli e Perotti che pure avevano studiato e proposto soluzioni per il contenimento della spesa e la riduzione del debito pubblico; 5) la riforma allontana dai territori le decisioni che li riguardano più da vicino rendendo meno significative ed efficaci la protesta e la pressione dei cittadini su questioni come la salute, l'ambiente ed i diritti; non per niente nel 2013 il colosso della finanza globale J P Morgan lamentava che le carte costituenti dei paesi del sud Europa, essendo nate dopo periodi di dittatura, risultavano influenzate da idee socialiste e pertanto in esse sono “persino” previste tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori e del diritto (pensate che sciagura) di protestare di fronte alla proposta di cambiamenti sgraditi; 6) la riforma rafforza il potere della maggioranza di governo e la concentra nelle mani del primo ministro, riduce drasticamente il ruole delle minoranze, nega ai cittadini la facoltà di eleggere i membri del Senato introducendo, nei fatti, una sorta di presidenzialismo forte; 7) la riforma viene spacciata come necessaria per attuare la semplificazione e la velocizzazione del processo legislativo oltre che strumento per ridurre il contenzioso tra stato e regioni, nulla di più falso visto che sono previsti almeno 7 diversi tipi di votazione delle leggi con svariate clausole e una lunga serie di interpretazioni e varianti". 

01/12/2016 18:15
Palazzo degli studi, finiranno a febbraio i lavori di restauro

Palazzo degli studi, finiranno a febbraio i lavori di restauro

Il presidente della Provincia Antonio Pettinari, questa mattina, ha accolto i giornalisti nella splendida terrazza di Palazzo degli Studi di Macerata per fare il punto sui lavori di restauro iniziati a febbraio.I lavori sono stati appaltati ad una ditta di Ferrara, la Baruffaldi, e una ditta di Rimini, CRCS, che si sono occupate del rifacimento della facciata e del restauro del terrazzo all'ultimo piano inclusa la pavimentazione per evitare le infiltrazioni di acqua che ne danneggiava l'interno, oltre al restauro di tutte le colonne e le statue rovinate dal tempo. Inoltre si sta operando al restauro della sala conferenze Govannotti all'interno del palazzo.Un fiore all'occhiello della città di Macerata che presto tornerà al suo antico splendore con la speranza che sia di nuovo un polo attrattivo per i cittadini, gli studenti e tutti quelli che frequentano il capoluogo di provincia.I lavori si sono resi necessari dopo il crollo del cornicione avvenuto nel luglio del 2014, ma purtroppo a causa del patto di stabilità, nonostante ci fossero sia il progetto che i fondi, non è stato possibile intervenire subito per sistemare Palazzo degli Studi. Lo scorso anno, grazie alla riforma che ha alleggerito il patto di stabilità la Provincia si è subito mossa per creare il bando della gara di appalti e stilare la graduatoria. In brevissimo tempo, vista l'esistenza regressa di fondi e progetto, è stato possibile iniziare con il restauro. I lavori si sono dilungati nel tempo poiché, mano a mano che procedevano, sono emerse delle criticità che non erano state preventivate. Questa mattina Pettinari, con i responsabili dei lavori hanno annunciato che per febbraio Palazzo degli Studi sarà pronto per la città."Sono molto felice di quanto fatto" dichiara il presidente della Provincia "Questo Palazzo è sempre stato nel mio cuore e sistemarlo era una promessa che oggi posso dire di aver mantenuto. Sono certo che tornerà ad essere un luogo importante e che anche i commercianti che hanno il locale nella galleria Scipione saranno agevolati da questi lavori di restauro. Tra i tanti lavori fatti durante lo scorso mandato e quello iniziato questo ha un valore speciale ed emotivo per me".Fortunatamente il sisma non ha lesionato l'edificio che è interamente di cemento e che è stato costruito bene sin dal progetto originario. L'ottima collaborazione tra le aziende appaltatrici e la cura con cui stanno svolgendo il lavoro sta portando al più roseo dei risultati. La speranza è quella che, una volta completamente restaurato, Palazzo degli Studi sia utilizzato come cornice per eventi e convegni importanti, come ad esempio la stagione dello Sferisterio.   

01/12/2016 17:42
Le lavoratrici della Tombolini marciano contro il Tribunale

Le lavoratrici della Tombolini marciano contro il Tribunale

Prima le scosse di terremoto, poi il fallimento dell’azienda dove lavoravano. Un uno-due micidiale al volto di circa 150 dipendenti della Tombolini. Ma se ad assestare il primo colpo è stata la natura, sul secondo pesa, come un macigno, la responsabilità dell’uomo e della burocrazia. Un cocktail esiziale che ha costretto 150 lavoratori a marciare contro il tribunale (un tempo luogo di giustizia) e contro l’istituto di previdenza sociale.È stato infatti l’INPS a presentare istanza di fallimento contro la Tombolini verso cui vantava crediti di centinaia di migliaia di euro. Il tribunale, accogliendo l’istanza, ha dichiarato il fallimento, mettendo in mezzo ad una strada quasi 150 dipendenti, per la maggior parte donne. L’interesse meritevole di tutela, dunque, è stato il credito dell’istituto e non (l’evangelico) pane quotidiano. Un pane, peraltro reso duro e pure insudiciato dalla polvere e dal fango prodotti dal crollo di solai o tramezzi delle case di queste - doppiamente - sfortunate lavoratrici.Con loro, ed in prima fila i sindaci interessati: Ornella Formica di Colmurano e Paolo Giubileo di Urbisaglia.Una vicenda diventata ormai simbolo di massima ingiustizia (fatti salvi i cavilli propri del latinorum dei giuristi) che grida ovunque vendetta, ma che giorno dopo giorno, si sta spegnendo sotto la somma, colpevole indifferenza di tutte le istituzioni pubbliche. Anche di quelle più alte.  Pure ieri la vicenda è stata rappresentata in tutta la sua paradossale drammaticità al premier Renzi, ma niente.Colposamente latitante appare la Regione Marche che avrebbe dovuto intervenire anche suggerendo un provvedimento ad hoc, in sede di conversione del decreto sul terremoto. Invocando, casomai ve ne fosse stato bisogno, perfino il primo articolo della Costituzione a protezione e tutela dei lavoratori terremotati. Invece silenzio.Un silenzio pesante che la dice lunga sul reale interesse della politica per le complicate vicende dell’entroterra.Ad onor del vero, l’unica che sembra aver preso a cuore la situazione delle tantissime operaie è l’Onorevole Irene Manzi, ma abbiamo la sensazione che, come nel caso del cementificio di Castelraimondo, sia stata ancora una volta, lasciata dolosamente sola.È giunto il momento che la politica regionale, piuttosto che balbettare stantii slogan - come continua inutilmente a fare da troppo tempo il governatore Ceriscioli -  si muova e lo faccia in fretta.È stucchevole e fuori luogo celebrare nelle calde stanze del Consiglio Regionale  pompose giornate contro la violenza sulle donne con tanto di interviste, aperitivi e stuzzichini, quando dopo solo ventiquattro ore, a pochi chilometri da Ancona, ci sono donne che piangono disperate perché la giurisprudenza toglie loro e all'improvviso il pane di bocca. Se i politici regionali non lo hanno ancora capito, è ora che qualcuno, prima o poi glielo dica. Qui in montagna si combatte ogni giorno per guadagnarsi da mangiare. Dei party celebrativi che organizzate in Ancona, francamente, non sappiamo che farcene.Se la politica ha ancora un senso, un ruolo ed una funzione, faccia sentire la sua voce forte e chiara una volta per tutte: in deroga ai cavilli, ma in sintonia con il buon senso,  con la doverosa solidarietà alle tante lavoratrici – già piegate dalle scosse di terremoto – faccia in modo che possano al più presto tornare in fabbrica per portare a casa, ai loro figli, il meritato pane quotidiano.Tutto il resto, oltre che incomprensibile, fa rabbrividire…

01/12/2016 17:20
Le ragioni del Sì e del No spiegate ai ragazzi

Le ragioni del Sì e del No spiegate ai ragazzi

La scuola educa ad essere cittadini attivi e consapevoli, protagonisti del proprio domani e della scena politica attuale. Uno dei virtuosi compiti dell’istituzione scolastica è quello di formare i propri studenti sulle questioni di stringente attualità civile e politica.Muove da questa esigenza l’apprezzabile iniziativa promossa dalla Dirigente dell’I.P.S.E.O.A. “G. Varnelli”, prof.ssa Maria Rosella Bitti, che in prossimità del voto referendario  del 4 Dicembre, ha organizzato per i suoi alunni un incontro-dibattito dal titolo “Le ragioni del SI e del NO”.  La conferenza si è tenuta martedì 29 novembre presso l’Auditorium di Santo Spirito e ha visto come protagonisti due eminenti esponenti politici, il Dott. Francesco Massi Gentiloni Silveri, consigliere regionale e il Dott. Filippo Saltamartini, primo cittadino di Cingoli.L’organizzazione è stata affidata alla professionalità e competenza dei docenti Francesca Accrescimbeni e Enrico Borsini, in veste di mediatori e coordinatori dell’evento.I ragazzi hanno seguito con interesse e partecipazione gli interventi dei protagonisti, apprezzando il confronto aperto e leale che ne è scaturito; uno scambio di idee tra referenti politici affermati che ha proiettato gli alunni nel ruolo di cittadini capaci di effettuare scelte politiche consapevoli e promuovere comportamenti ispirati al rispetto dello stato e delle istituzioni.Dunque un’altra interessante iniziativa promossa dall’istituto alberghiero di Cingoli che si afferma quale realtà ricca di stimolanti occasioni di formazione e progettualità. 

01/12/2016 15:40
Referendum costituzionale, i maceratesi al voto

Referendum costituzionale, i maceratesi al voto

Domenica 4 dicembre i maceratesi saranno chiamati alle urne per votare al referendum per approvare o respingere la riforma della carta istituzionale promossa dal Governo.Saranno 32.286 gli elettori che andranno al voto, 15.107 maschi e 17.179 femmine. I diciottenni che si recheranno al voto per la prima volta  sono in totale 186, 84 femmine e 102 maschi. Di questi  i più giovani sono Alessio Arcangeli nato il 3-12-1996 e Claudia Francioni nata invece il 2-12-1996.Si voterà solo nella giornata del 4 dicembre, dalle 7 alle 23. Subito dopo la chiusura dei 44 seggi  prenderanno il via le operazioni di spoglio delle schede. Nel referendum costituzionale, a differenza di quello abrogativo, non è previsto un quorum: la validità della consultazione, cioè, non dipende da quante persone voteranno. Il risultato sarà valido qualunque sia la partecipazione al voto.Per poter votare l’elettore dovrà esibire la tessera elettorale, insieme a un documento di riconoscimento. In caso di smarrimento della tessera o per chi avesse completato tutti gli spazi a disposizione, potrà essere richiesto un duplicato all’ufficio Elettorale in viale Trieste 24, aperto da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 12.30. Ulteriori informazioni e modulo per richiedere il duplicato a questo link: http://www.comune.macerata.it/aree-tematiche/servizi/elettorale/documenti-per-votare

01/12/2016 13:59
Per cittadini e giornalisti di Macerata, il premier è stato solo un puntino lontano... - VIDEO -

Per cittadini e giornalisti di Macerata, il premier è stato solo un puntino lontano... - VIDEO -

Molti hanno passato il pomeriggio davanti al teatro Don Bosco di Macerata per curiosità, nel tentativo di vederlo di persona e magari mandargli un saluto, altri invece avrebbero voluto contestarlo, e infine noi giornalisti avremmo voluto che facesse il punto della situazione sul post-sisma. Matteo Renzi invece ha preferito non comparire per nulla.Tutti lo aspettavano davanti l’ingresso ma la scorta l’ha fatto entrare dal retro, direttamente in automobile. Dentro ad attenderlo c’erano i sindaci e i tecnici dei comuni colpiti dal sisma. A quel punto, almeno noi giornalisti e operatori televisivi pensavamo di poter entrare, ad impedirci l’accesso però ci ha pensato la polizia perché l’incontro, c’è stato detto, era rigorosamente a porte chiuse. Salvo che per esponenti del Pd. Sorge il dubbio: si parlava di terremoto o di referendum?Rimaniamo tutti perplessi compresa la gente che lo aspettava da tre quarti d’ora. Un meeting blindato sarebbe stato comprensibile se all’incontro avessero partecipato solo il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il Commissario per la ricostruzione Vasco Errani, insomma figure tecniche. Assieme a loro sul palco del Teatro però c’era il Presidente del Consiglio, la più alta carica di Governo, e lui sì avrebbe dovuto rispondere ai cittadini e agli operatori dell’informazione.Confidavamo di incontrarlo al termine della riunione. Per sicurezza, questa volta, ci siamo tutti spostati all’ingresso posteriore. Quando è iniziato il trambusto e si è capito che Renzi stava per uscire, la polizia ha aperto il cancello agli operatori dell’informazione che sono stati intruppati tutti dietro ad una transenna. C’era chi avrebbe voluto chiedergli delle prossime mosse del Governo, rassicurazioni sui contributi per l’autonoma sistemazione ma niente; tempistiche riguardo l’arrivo di eventuali moduli e casette di legno ma niente. Matteo Renzi è un puntino lontano, sale in auto e sfreccia verso Ancona dove ad attenderlo c’è la campagna referendaria a favore del sì.Dall’Ansa riusciamo a sapere che nel corso del dell’incontro il Premier ha rassicurato i primi cittadini che quella che avverrà “Non sarà solo una ricostruzione di mura e di abitazioni, ma anche per il futuro di questa regione”. Per le scuole il premier ha invitato i sindaci a confidare in senso assoluto sulla soluzione di tutti problemi perché i finanziamenti, ha ribadito, ci sono. Ed entro 15 giorni saranno emanati nuove ordinanze e provvedimenti.Insomma Renzi ha voluto tranquillizzare la platea sulla gestione dell’emergenza e sulla ricostruzione. Di sicuro non ha tranquillizzato i cittadini e i giornalisti che fino all’ultimo lo hanno aspettato davanti al teatro Don Bosco. E la cosa, ve lo assicuriamo, non è stata affatto gradita.(foto dalla rete)https://www.youtube.com/watch?v=uz7ujPlAMpM

30/11/2016 20:06
Simone Baldelli illustra a Macerata le ragioni del NO al referendum

Simone Baldelli illustra a Macerata le ragioni del NO al referendum

“Ha quaranta anni, fa politica da venti e si propone come l’anticasta!” È condensato in questa caustica ed incisiva frecciata il giudizio su Matteo Renzi del vice presidente della Camera dei Deputati Simone Baldelli, eletto nelle file di Forza Italia, nel collegio delle Marche.Il parlamentare, salito ultimamente alla ribalta delle cronache locali per aver destinato, con una risoluzione, ai terremotati di Marche, Umbria e Lazio i risparmi sui costi sulle spese di gestione della Camera dei Deputati   (si tratta di ben 47 milioni di euro), in una conferenza stampa convocata, in tarda mattinata, presso l’Hotel Claudiani di Macerata, ha argomentato le ragioni del NO al referendum. Accanto a lui la coordinatrice provinciale Lorena Polidori e la capogruppo in Regione Jessica Marcozzi.“Una riforma approvata nottetempo con i banchi delle opposizioni vuoti per protesta. – ha continuato Baldelli – Nulla a che vedere, quanto a legittimità, con quella proposta da Berlusconi nel 2005. In quel caso, il presidente del consiglio era stato eletto, con una maggioranza schiacciante e con il Mattarellum: quindi senza nessun premio di maggioranza dichiarato poi illegittimo dalla Consulta.  Appare quantomeno curioso – rileva ancora il parlamentare – come in questa riforma una maggioranza, di fatto delegittimata dalla Corte Costituzionale, si preoccupi di investire preventivamente la stessa Consulta, nel giudicare sulla legittimità delle leggi elettorali. La verità - continua Baldelli - è che è stato messo in piedi un meccanismo spregiudicato di campagna elettorale che mette sul piatto della bilancia la sola sopravvivenza politica di Renzi, ma il conto da pagare verrà consegnato a tutti gli italiani: una pessima riforma con un titolo ingannevole che non farà che aumentare il contenzioso tra Stato e Regioni.”Baldelli infine ha posto due domande provocatorie alla platea di giornalisti. La prima relativa alle conseguenze sull’approvazione del referendum: “Se sbagli una riforma, poi ci vogliono degli anni per rimettersi in carreggiata. L’Italia ha tutto questo tempo da perdere? ” - ed infine si è chiesto: “Come mai in questa eccezionale sovraesposizione mediatica sul referendum non sia mai passata, nemmeno sullo spot di Palazzo Chigi l’informazione che a questo quesito non è richiesto, a differenza degli altri referendum, il quorum necessario per la sua validità ed efficacia.”“Anche per questa ragione – ha concluso Baldelli – il mio invito è duplice: prima di tutto occorre andare a votare e portare a votare più gente possibile, quindi fermare questa deriva e votare convintamente NO”       

30/11/2016 19:44
Interrogazione di Manzi, Carrescia e Lodolini per le Casermette di Camerino

Interrogazione di Manzi, Carrescia e Lodolini per le Casermette di Camerino

E’ stata presentata ieri dai deputati del Partito Democratico Manzi, Carrescia e Lodolini un’interrogazione rivolta ai Ministeri competenti, in merito alle sorti e alla destinazione dell'ex  deposito militare “Le Casermette”  volta, in particolare, a chiedere, ai Ministri interessati, la cessione a titolo definitivo e non oneroso dello stesso all’Università di Camerino per la creazione di un Polo scientifico-tecnologico.L’iniziativa dei deputati marchigiani ha come obiettivo la riqualificazione del sito di Torre del Parco, attualmente di proprietà del Demanio e da anni in uno stato di totale incuria ed abbandono, dopo che nel 2008 l’ area è stata dichiarata: “ zona di interesse storico-architettonico” e pertanto sottoposta a vincolo.A parere degli esponenti Pd,  il recupero dell’area e la riconversione della stessa per farne un distretto scientifico e tecnologico all’avanguardia, oltre ad evitare che il tempo continui ad usurare ciò che rimane delle struttura, costituirebbe, in un momento particolarmente difficile per l’Università ed il territorio di Camerino, duramente colpiti dai recenti eventi sismici, un’importante ed ulteriore opportunità di sviluppo sia per l’Ateneo che per la città.

29/11/2016 21:24
Macerata, trasferiti alcuni seggi elettorali per l'inagibilità delle scuole

Macerata, trasferiti alcuni seggi elettorali per l'inagibilità delle scuole

A causa dell’inagibilità di alcune scuole di Macerata per i danni causati dal sisma, si è reso necessario il trasferimento di 15 seggi elettorali per le prossime consultazioni referendarie del 4 dicembre. Questa la nuova ubicazione definitiva:le sezioni 1 e 2 precedentemente15 seggi elettorali per le prossime consultazioni referendarie del 4 dicembre. Questa la nuova ubicazione definitiva: ospitate al Convitto Nazionale di piazza Marconi 2, sono state trasferite alla Biblioteca comunale in piazza Vittorio Veneto 2.Le sezioni 3, 4, 5 , anch’esse ospitate al  Convitto nazionale , sono state trasferite nei locali dell’ex oratorio dell’Istituto Salesiano (ingresso da via Dante Alighieri, 4) .Le sezioni 7, 8, 9 ospitate in un primo momento nei locali dell’ex mattatoio sono state trasferite alla scuola dell’infanzia Gianni Rodari in via Panfilo, 42.La sezione 20 dal Convitto nazionale è stata trasferita all’ex Seminario vescovile  in via Cincinelli, 4Le sezioni 24, 25 e 29 dalla scuola media Dante Alighieri sono state trasferite nei locali dell’ex mattatoio in via Panfilo 15.Infine le sezioni   26, 27 e 28,  sempre della scuola media Dante Alighieri, sono state trasferite alla scuola primaria IV Novembre in via Spalato, 147.L’ubicazione delle altre sedi  rimane invariata e visibile nel sito del comune.In occasione del referendum la Biblioteca comunale Mozzi Borgetti, come noto, sarà sede di seggio e per questo motivo resterà chiusa al pubblico dalle ore 13 di venerdì 2 dicembre alle ore 15 di lunedì 5 dicembre .Sezioni prive di barriere architettoniche - Per quanto riguarda  gli elettori non deambulanti, qualora siano iscritti in una sezione elettorale non accessibile mediante sedia a ruote, possono esercitare il diritto di voto in qualsiasi sezione del Comune priva di barriere architettoniche. Gli elettori dovranno recarsi nel seggio prescelto con certificato elettorale e di una attestazione medica rilasciata dalla Asl o di copia autentica della patente per guida speciale, purché dalla documentazione risulti l’impossibilità di deambulazione. Questi seggi privi di barriere:sezioni 1 - 2 Biblioteca comunale - piazza Vittorio Veneto 26 - 23 ex scuola elementare Castelfidardo - Galleria Luzio7 - 8 - 9 scuola statale infanzia “G.Rodari” - via Panfilo 4210 - 11 scuola elementare della Pace - via E. Rosa 312 - 13 scuola materna - via Pace 414 - 15 scuola elementare - via Ventura 816 - 17 ex scuola elementare - via Verdi 10/a18 - 19 - 20 ex seminario vescovile - via Cincinelli 421 - 22 scuola materna e elementare De Amicis - via de Amicis 4-624 - 25 - 29 locali ex mattatoio comunale - via Panfilo 1530 - 31 - 32 - 33 - 26 - 27 - 28  scuola elementare IV Novembre - via Spalato 14734 - 35 - 36 scuola elementare Collevario - via Cardarelli 3037 - 38 - 39 scuola elementare Villa Potenza - via dell'Acquedotto 1840 - 41 locali comunali ex circoscrizione - via Peranda 4442 - 43 scuola elementare Piediripa - via Adige 544 Ospedale generale provinciale (sezione ospedaliera).Scheda elettorale - Per chi avesse smarrito la scheda elettorale, o avesse completato tutti gli spazi, c’è la possibilità di richiederne una nuova all’ufficio elettorale in viale Trieste 24, aperto da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 12.30, evitando cosi le code degli  ultimi giorni. Ulteriori informazioni e modulo per richiedere il duplicato a questo link:http://www.comune.macerata.it/aree-tematiche/servizi/elettorale/documenti-per-votare

29/11/2016 16:12
La riforma costituzionale: incontro dibattito all'Hotel 77 di Tolentino

La riforma costituzionale: incontro dibattito all'Hotel 77 di Tolentino

Giovedì 1° dicembre la cittadinanza di Tolentino è invitata a partecipare ad un incontro dibattito dedicato a “La riforma costituzionale: l’occasione per rendere l’Italia più stabile e più giusta” organizzato dal Comitato per il Sì di Tolentino.L’appuntamento è per le ore 21.15 all’Hotel 77 e interverranno come relatori: Fulvio Riccio (comitato Bastauns’ di Tolentino), Vando Scheggia (comitato Bastaunsì di Macerata), Francesco Massi (comitato Un sì per l’Italia di Tolentino) Bruno Mandrelli (comitato Bastaunsì di Macerata).

29/11/2016 14:35
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