Sulla vicenda della mozione approvata l'altra sera in consiglio comunale a Tolentino (qui), interviene anche il capogruppo del Pd, Bruno Prugni. Tutti i componenti del gruppo consiliare del Partito Democratico, al momento della votazione, non erano presenti in aula e la cosa ha inevitabilmente fatto discutere. Ma Prugni chiarisce la posizione del Pd. "Non voglio credere, e non credo, che alcun euro sia rimasto nelle mani di qualcuno, anche se è evidente che un errore, quantomeno di metodo e di comunicazione, sia stato compiuto. Detto questo, il Sindaco avrebbe fatto bene ad ammettere l'errore compiuto anziché attaccare, anche in maniera irriverente e poco istituzionale, le associazioni che avevano lamentato una mancanza. La Protezione Civile, il gruppo Scout e Tolentino City Sound, vanno solo ringraziati per quanto hanno fatto e per quanto stanno ancora facendo: ritengo comprensibile il loro imbarazzo ed il loro sdegno quando hanno scoperto che i fondi raccolti non sono finiti dove loro sapevano. Credo anche che sarebbe bastata una telefonata per evitare tutte queste polemiche e tutti questi sospetti. A volte" dice Prugni "ammettere semplicemente di aver sbagliato e scusarsi è molto più semplice e dignitoso che inventare storie". Anche i Comunisti di Tolentino esprimono "solidarietà ai volontari della Protezione Civile di Tolentino, in merito alla vicenda dei fondi raccolti nel dopo sisma, dove la stessa Associazione lamenta il mancato coinvolgimento nelle operazioni di spesa effettuata a favore degli sfollati, in acquisti o affitto di strutture per la emergenza.In merito alla mozione presentata dai consiglieri Sclavi e Mercorelli, riteniamo questa maggioranza al capolinea, in quanto gli stessi consiglieri di maggioranza si sono gravemente astenuti e, posizione ancor più imbarazzante, è stata quella dei consiglieri del PD che non hanno partecipato al voto. Questo atteggiamento da parte del Partito Democratico, secondo noi è grave in quanto non hanno espresso solidarietà alla Protezione Civile per non contrastare la posizione del Sindaco.Possiamo così concludere e prendere atto che è iniziata a Tolentino la collaborazione del Partito della Nazione, anche in considerazione delle future alleanze in vista della prossima tornata elettorale amministrativa.Auspichiamo che tutte le forze politiche e i cittadini che non si sentono rappresentati da questa classe politica, si attivino al più presto per proporre e costruire una vera alternativa, degna di governare questa città. I Comunisti faranno la loro parte".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Siria Carella di "Civitanova il nostro futuro":Considerato che "il Referendum ha dimostrato che il Governo centrale non intercetta i bisogni degli Italiani", e che" i Partiti Nazionali continuano a focalizzare la loro attenzione sui problemi di Roma", riversando sul territorio le loro difficoltà, causate dalla mancanza di leadership forti, Noi di "Civitanova il Nostro Futuro" invitiamo i Civitanovesi a concentrarsi, invece, sulle vicinissime elezioni per il Sindaco, perchè oramai è chiaro che la politica di Roma è lontana dal vivere comune, mentre la vera rivoluzione pacifica deve partire dalle nostre Città e, perciò, esortiamo i Civitanovesi a credere che il Nostro Futuro possa svilupparsi attraverso le risorse del nostro territorio, per niente valutate da chi ci ha amministrato fino ad oggi. Giusto e importante riempire Piazza XX Settembre con eventi estivi o per il fine anno, in particolar modo nell'anno delle elezioni, ma la Città ha bisogno di crescere e prosperare ogni giorno. Dall'alto dei loro vitalizi definiscono tendenziosamente "furbetti" i nostri negozianti, che invece non son riusciti a partecipare alle spese dello sfarzo delle luminarie del Centro perchè sempre più strozzati dalla grande distribuzione e dal commercio abusivo, che regna incontrastato in Città. E c'è Chi poi pensa di risolvere i problemi andando ad ascoltare associazioni di categoria, che ormai, invece, vengono percepite più come apparati di sistema che come reali rappresentanti di chi mette energia nel lavoro. Mentre dal centrodestra arrivano critiche invece di autocritiche, dopo aver bloccato proprio loro lo sviluppo turistico negli anni in cui hanno amministrato, e dopo aver definito allarmisti chi denunciava i furti all'epoca dei loro governi cittadini, sempre loro oggi prospettano soluzioni, dichiarandosi in tal modo incapaci ancora prima di incominciare, dato che invocano la presenza di mamma Stato attraverso l'esercito e con Tali Altri che, invece, si ergono a guida del cdx, quando, invece, non riescono neanche a trovare una linea condivisa al proprio interno.L'unità va trovata sulle idee: Noi di "Civitanova Il Nostro Futuro", per la sicurezza della Città, proponiamo che si assumano e si addestrino al controllo del territorio nuovi uomini per la Polizia Locale, dislocandone 24H due per ogni quartiere. Per il rilancio del commercio del Centro, proponiamo che lo spazio ex Fiera diventi una struttura talmente innovativa da fare attrazione da sola . Si creino offerte turistiche in grado di intercettare le navi da crociera che risalgono l'Adriatico per andare a Venezia. Si valorizzi il Santuario di San Marone che, con l'apertura della Super strada, si viene a trovare sulla direttrice Assisi -Loreto. E per ovvviare alle file al terminal della Superstrada, si creino itinerari turistici a partire già dalle uscite di Morrovalle, Montecosaro e dalla Zona Industriale, attraversando le nostre belle colline, creando percorsi che passino vicino ai nostri spacci aziendali ad alle nostre attività eno-gastronomiche.E gli Assessori allo Sport e al Turismo, nel mese di novembre di ogni anno, convochino tutte le associazioni sportive, insieme agli operatori turistici e balneari, per programmare eventi che creino turismo tutto l'anno; per "fare squadra" in sinergia, pensando, dunque, veramente al Nostro Futuro.Noi le alleanze le cerchiamo così, parlando apertamente. "Idee chiare e scadenze predeterminate" e ai cittadini chiediamo di seguirci sulla nostra pagina FB "Civitanova il Nostro Futuro", dalla quale faremo partire, a breve, un referendum sul "cosa realizzare negli spazi dell'ex Fiera".Perciò invitiamo tutti i Professionisti interessati a pubblicare sulla nostra pagina Facebook i loro progetti: il progetto più votato sarà quello che la nostra lista si impegnerà a realizzare.Queste in sintesi le nostre idee...
"Piena condivisione delle rivendicazioni provenienti dai Sindaci della Marca maceratese riguardo alla gestione e alla collocazione delle opere d'arte provenienti dai territori colpiti dal sisma". Con queste parole Irene Manzi- parlamentare maceratese del Partito Democratico e componente della Commissione cultura della Camera dei Deputati - commenta il documento, redatto da numerosi Sindaci della provincia di Macerata, diretto, tra gli altri, al Ministero dei Beni culturali per evitare il temuto spostamento delle opere d'arte provenienti dalle zone colpite dal terremoto e sollecitare l'avvio di un positivo dialogo tra gli enti locali e le strutture periferiche dello stesso Ministero."Ogni buona procedura di ricostruzione deve passare attraverso un proficuo coinvolgimento delle comunità coinvolte- prosegue la Manzi- e, proprio per questo, penso che il Mibact, con le sue articolazioni regionali, non può ignorare le sollecitazioni che provengono dai Sindaci e dalle più importanti istituzioni culturali della nostra regione e della provincia. È' per questo motivo che ho presentato in queste ore una interrogazione rivolta al Ministro Franceschini (e sarà mia cura consegnargli personalmente il documento predisposto dai Sindaci della marca maceratese) per sollecitare ascolto e coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte che verranno adottate riguardo al patrimonio culturale. Il futuro di quelle zone passa anche attraverso il recupero e la valorizzazione dei beni culturali, intanto di quelli ancora agibili e poi di quelli che verranno progressivamente recuperati. Per tutte queste ragioni - conclude Irene Manzi- il Ministero non può trascurare quanto di vitale e qualificato è presente nel nostro territorio, valorizzando le migliori soluzioni che possono essere messe in campo"
Con una votazione quantomeno anomala, il consiglio comunale di Tolentino ha approvato ieri sera la mozione presentata dai consiglieri comunali Gian Mario Mercorelli e Mauro Sclavi su "rendicontazione dei movimenti del conto corrente intestato all’Associazione Turistica Pro Loco TCT nel quale sono confluite le donazioni ed i proventi delle raccolte fondi pro terremotati e della documentazione riguardante tutte le richieste inoltrate alla SOI".Votazione anomala, in quanto è stata approvata con appena tre voti favorevoli: i due firmatari e il consigliere Carmelo Ceselli. Si sono astenuti tutti i consiglieri comunali di maggioranza presenti, (Francesco Colosi, Giuseppe Cicconi, Franco Feliziani, Ioseph Fogante, Giuliana Salvucci e Alessandro Massi). Curiosamente assente tutta la componente del Pd in consiglio comunale. Unico voto contrario, quello del sindaco Giuseppe Pezzanesi che, per la prima volta dal suo insediamento, finisce "sotto" in una votazione consiliare.Il testo della mozione PREMESSO CHE: in data 09/12/2016 abbiamo ricevuto dalla protezione civile una lettera che suscita grave preoccupazione; alla missiva della Protezione Civile è seguita la risposta del Sindaco che non ha fugato ogni dubbio, anzi, ha palesato un improvvido astio ed una enorme discrepanza sulle versioni; CONSIDERATO CHE: il Sindaco è, secondo l’art. 12 dello statuto della Pro Loco di Tolentino, membro del consiglio direttivo con diritto di voto dell’Associazione e, in tale qualità, ha diritto di accesso alla documentazione contabile; è un diritto senza condizioni, sapere da chi e come vengono gestiti i soldi donati in favore delle persone terremotate; nella risposta data dal Sindaco ci sono passaggi poco chiari, come “resta inteso che quanto speso è stato di fatto anticipato dalla Pro Loco e che il comune provvederà a restituire” (come mai, visto che i soldi erano stati versati nel conto della Pro Loco dalla Protezione Civile e comunque il comune perché rimborserà la Pro Loco?); RITENUTO CHE: sia dovere di questo Consiglio Comunale far piena luce su quanto esposto dalla lettera inviata dalla Protezione Civile di Tolentino il 09/12/2016 firmata da ben 28 volontari; la SOI avrebbe potuto fornire la tensostruttura in modo completamente gratuito per il Comune ed è quindi ovvio che i soldi della Protezione Civile potevano essere impiegati per altri usi; IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO: a produrre di fronte a questo Consiglio Comunale il rendiconto dettagliato e autenticato dalla banca di riferimento di tutti i movimenti bancari della Pro Loco relativi al conto in oggetto; esporre in maniera esaustiva le motivazioni giuridiche, tecniche, economiche che Lo hanno indotto alla scelta della Pro Loco come depositaria dei fondi invece di usare un capitolo di bilancio comunale dedicato alla Protezione Civile e quale sia stata la catena decisionale che abbia portato alla scelta delle modalità di impiego dei fondi in questione; a produrre in Consiglio Comunale i documenti che attestino la richiesta delle tendo-strutture necessarie per le mense inoltrata alla SOI.
La Camera approva in via definitiva e all'unanimità quelli che erano decreti emanati dal Governo per l'emergenza sisma. Il provvedimento è ora, diventato legge."Approviamo oggi un provvedimento importante e molto atteso - dichiara la rappresentante del Partito Democratico, Irene Manzi- che in 120 giorni dal primo sisma del 24 agosto e in meno di 60 dalle terribili scosse del 26 e 30 ottobre delinea una quadro chiaro di interventi e risorse per procedere non solo alla gestione dell'emergenza ma all'avvio della fase più importante della ricostruzione. Penso sia giusto dare atto al governo Renzi di essere intervenuto con rapidità stanziando, tanto nel decreto oggi approvato quanto nella legge di bilancio, risorse significative per avviare i progetti di ricostruzione e delineando un quadro di interventi complessivo ed ampio ". Il provvedimento contiene numerose disposizioni che riguardano la ricostruzione privata e quella pubblica, gli interventi a sostegno delle scuole e per il recupero dei beni culturali, le misure a sostegno delle imprese, del commercio, del mondo agricolo ed artigianale per consentire una rapida ripresa delle attività. "I due decreti oggi approvati costituiscono un punto di partenza fondamentale per poter avviare la ricostruzione- prosegue la Manzi- Un punto di partenza che deve spingere tutte le istituzioni, nazionali, regionali e locali, a continuare a lavorare insieme con il Commissario straordinario per mettere in campo rapidamente un progetto ampio ed ambizioso di recupero del nostro territorio, così gravemente colpito dal sisma. So che non mancano problemi e difficoltà ( sulle quali anche in sede parlamentare abbiamo presentato come parlamentari Pd delle Marche numerosi ordini del giorno diretti ad indirizzare l'azione del governo) , ma ritengo che con il lavoro congiunto di tutte le comunità, le categorie produttive, le forze sindacali ed i rappresentanti istituzionali sia possibile portare avanti un lavoro congiunto che consenta di superare le criticità e di cogliere la sfida più importante che abbiamo davanti: la positiva ripartenza delle nostre comunità. Proprio per questo voglio ringraziare il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per la vicinanza e gli impegni concreti che anche ieri, durante il suo discorso di insediamento alla Camera, ha voluto manifestare ed assumere a sostegno delle nostre regioni. È' un segnale di vicinanza importante e non retorico che testimonia che l'attenzione sui problemi di quelle terre non è mai scesa e continua ad essere al primo punto dell'agenda politica ed istituzionale"."I comuni interessati - commenta l'on. Emanuele Lodolini - dal decreto legge terremoto approvato oggi pomeriggio sono 131, la stragrande maggioranza dei quali marchigiani. Il decreto prevede interventi integrati sul territorio, sicurezza, trasparenza e legalità (con l’istituzione di una ‘struttura di missione’ del Viminale, controlli da parte di Anac e Corte dei Conti e l’istituzione di un elenco speciale dei professionisti abilitati), mediante l’uso delle buone prassi e sulla base di positive precedenti esperienze quali la ricostruzione emiliana e la sorveglianza degli appalti di Expo.La sfida che il Parlamento si è posto è ricostruire rapidamente territori ricchi di storia e di cultura quanto deboli a livello sociale e umano mantenendo integro il tessuto umano e civile e restituendo forza e futuro a quello sociale ed economico. L'istituzione degli Uffici speciali per la ricostruzione post sisma sosterranno questo processo.Il decreto stabilisce di ricostruire oltre alle prime case anche le seconde fuori dal cratere se lesionate e affittate come prima casa."La sfida è: Vincere la scommessa della ricostruzione e quella di far tornare a vivere i cittadini nei territori colpiti dal sisma".Il decreto finanzia le micro e piccole imprese, dà sostegno ai lavoratori, sostiene le aziende agricole e lo spostamento temporaneo all’interno delle stesse comunità di piccoli esercizi commerciali quanto di aziende più grandi. Favorisce inoltre l’autorganizzazione dei cittadini e stabilisce l’aumento del personale degli enti locali. La dotazione assegnata nel decreto per il 2016 al fondo della ricostruzione è pari a 266.427.000 euro. A questi vanno aggiunti gli interventi previsti nella legge di Bilancio: 100 milioni per il 2017 e 200 milioni di euro annui dall’anno 2018 all’anno 2047 per la concessione del credito d’imposta per l’accesso ai finanziamenti agevolati, di durata venticinquennale, previsti per la ricostruzione privata.Sicuramente oggi si è scritta una pagina nella storia di questo paese, una pagina nella quale la politica si è messa davvero al servizio dei cittadini e delle imprese ed in cui le Marche hanno avuto un posto di rilievo per uscire da una tragedia come quella del sisma del 24 agosto e del 30 ottobre".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dalla lista Uniti per le Marche:L'UNIONE FA LA FORZA Un'importante occasione organizzata, a livello regionale, dal Coordinamento delle forze politiche e dei movimenti (riformisti e socialisti, civici ed ambientalisti) che hanno dato vita alla lista "Uniti per le Marche". Sono stati invitati il Presidente della Regione Luca Ceriscioli, il Presidente della Provincia Antonio Pettinari, i rappresentanti politici ed istituzionali delle altre forze, in particolare quelli con cui siamo al Governo, PD e Udc-Area Popolare. Un Convegno pubblico per parlare dei problemi dei marchigiani, a partire dal dramma del terremoto e dalla sanità, ed anche delle prossime elezioni comunali di Civitanova, che si terrà presso l'Hotel Cosmopolitan venerdì 16 dicembre alle ore 17.Sarà, infatti, presentata la proposta programmatica della lista ed avviato un percorso di confronto con le altre forze politiche (invitate), sociali e con i cittadini per costruire una coalizione tra riformisti e moderati, la stessa che governa a livello regionale e nazionale e l'unica in grado di competere con il populismo grillino e con la destra. Tutti sono invitati a partecipareLocandina Stati Generali
"Spetta a me indicare le priorità del governo. La prima è senz'altro l'intervento nelle zone colpite dal terremoto".Lo dice il premier Paolo Gentiloni in Aula alla Camera. "Abbiamo avuto - sottolinea - una risposta straordinaria ma siamo ancora in emergenza e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità del futuro di una parte rilevante del territorio dell'Italia centrale e da questi passi che faremo dipende anche la forza che avremo nel programma a lungo termine su Casa Italia, che interviene sugli elementi più profondi dei danni che vengono provocati dagli eventi sismici nel Paese"(ANSA).
"Onorevoli colleghi, venite in vacanza nelle Marche". Con questo accorato appello si è concluso l'intervento dell'On. Emanuele Lodolini che nell'aula parlamentare della Camera dei Deputati, nella discussione generale che riguarda l'approvazione del decreto terremoto ha riaffermato le ragioni di un territorio ferito ma che ha tanto voglia di tornare a prosperare. L'approvazione in via definitiva della legge di bilancio nella quale ci sono provvedimenti molto importanti sul terremoto, sulla ricostruzione e sulla riqualificazione sono un chiaro segnale che questo Parlamento manterrà gli impegni presi.La regione Marche è la più colpita da questa tragedia.Nei 15 minuti di intervento l'On. Lodolini ha ricordato alcuni numeri che assegnano alle Marche questo triste primato di cui avremmo volentieri fatto a meno: 122 il numero dei Comuni coinvolti. Sono state interessate città medio grandi e piccoli centri. Da Montegallo nell’ascolano, passando per Bolognola, 1.000 metri sul livello del mare, Gualdo, Visso, fino ad arrivare a Tolentino, Camerino, San Severino. Tolentino, città di 20 mila abitanti, oltre agli sfollati, ha quasi la metà della popolazione che manifesta qualche forma di difficoltà. San Severino 13.000 abitanti, problemi in larga misura; Camerino che ha più studenti che abitanti. La Provincia di Macerata ha i danni più rilevanti: 46 Comuni, sui 57 complessivi rientrano nel cratere.Le stesse zone ospitano imprese manifatturiere e di trasformazione di livello nazionale ed internazionale come il distretto della pelletteria di Tolentino, le imprese di trasformazione delle carni e produzioni agroalimentari, ma anche infissi, moda, servizi, design, senza contare le miriadi di imprese ed operatori vari che, in questi anni si sono dedicati all'accoglienza turistica.Dietro questi numeri ci sono le persone, c’è la vita reale. C’è la disperazione di chi ha perso la propria casa che non è soltanto un riparo, un tetto ma è il luogo degli affetti, della fiducia, il riparo dalle insicurezze. Le sfide che dobbiamo vincere riguardano l'assistenza costante alla popolazione e la ricostruzione avviando un vasto programma di investimenti in tale campo, per accelerare lo sviluppo e la modernizzazione dell’intero Paese. Serve quello che Renzo Piano ha definito un “progetto generazionale”. Anche l’Europa, spesso così lontana, si è dimostrata vicina. Il Parlamento Europeo ha approvato giorni fa una risoluzione per lo stanziamento di 30 milioni di euro in favore delle zone terremotate. Si tratta di risorse del Fondo di solidarietà dell'Unione Europea, che non intaccano il patto di stabilità e che serviranno ad aiutare l'Italia nella ricostruzione.Inoltre il sistema universitario. Se l'ateneo di Macerata ha subito minori ma non marginali danni, per Camerino la situazione è davvero drammatica. Ecco perchè ho proposto un centro di ricerca e sviluppo di assoluta eccellenza.E poi c'è tutta la partita del turismo.Le Marche hanno fatto molto in questi anni per affermare il proprio brand ed intercettare i flussi dei turisti, anche stranieri, interessati alla nostra storia, arte, cultura, artigianato. Che non passi l'immagini al mondo che le Marche siano da evitare perché pericolose o affosseremo un sistema economico che invece ha tanto da offrire e che sarà strategico per far ripartire questa regione. L'appello a non dimenticare le Marche come meta turistica fatto ai parlamentari va esteso idealmente a tutto il Paese".
Dal 1 gennaio 2017 in provincia di Macerata ci sarà un nuovo Comune: Valfornace, nato dalla fusione tra Pievebovigliana e Fiordimonte, entrambi Comuni terremotati, dove, al referendum che si è svolto ieri, i voti favorevoli sono stati 297 contro 144 contrari. Soddisfatti i due sindaci: Sandro Luciani di Pievebovigliana (221 sì contro 125 no) e Massimo Citracca di Fiordimonte (76 sì e 19 no) che da tempo si battevano per questo progetto. Dopo l'accorpamento tra Acquacanina e Fiastra, la provincia di Macerata scende da 57 a 55 Comuni (ANSA).
Si vota, in due dei Comuni del cratere sismico del terremoto del 26 e 30 ottobre, per decidere la fusione tra Pievebovigliana (866 abitanti) e Fiordimonte (poco più di 200) nel nuovo Comune di Valfornace.Si va alle urne solo nel Comune di residenza, a differenza di quanto avvenuto col referendum costituzionale, dove c'era la possibilità per gli elettori sfollati di votare anche nei Comuni in cui dimorano. A Pievebovigliana, dove gli aventi diritto al voto sono 705, il seggio è stato allestito nel palazzetto dello sport; a Fiordimonte, che ha la metà della popolazione sfollata, in un container. "Siamo abbastanza soddisfatti - dice il sindaco del primo comune Sandro Luciani -. L'affluenza è al 40% (intorno alle 17:30; ndr)", mentre il sindaco di Fiordimonte Mario Citracca è meno ottimista: "L'affluenza anche qui è del 40% circa, ma è difficile che in serata l'afflusso registri un'impennata". Si vota fino alle 23, poi inizia lo spoglio delle schede. (Ansa)
Francesco Valentini, studente di terza della Scuola Secondaria di Montelupone, è il nuovo Sindaco dei Ragazzi di Montelupone. Nel Corso della prima riunione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, che si è svolta sabato 10 dicembre nell’Aula Magna della Scuola, si è insediato il nuovo Consiglio dei Ragazzi che ha eletto, tra gli otto candidati, il Sindaco per il nuovo anno scolastico.Tale progetto rientra nelle attività che l’Amministrazione Comunale sta portando avanti per il progetto “Città Sostenibili amiche dei bambini e degli adolescenti”, grazie alla collaborazione con l’Istituto Comprensivo “G. Leopardi” di Potenza Picena e Montelupone, con l’obiettivo di dare voce ai ragazzi, destinatari ma anche attori delle scelte amministrative.Sono state necessarie tre votazioni, di cui l’ultima al ballottaggio con Ludovica Batocco, per eleggere il nuovo Sindaco, con parità di preferenze in ben due votazioni ed eletto solo per il criterio di anzianità previsto nel regolamento comunale.Scelti anche il vice sindaco ed i componenti della giunta, che dai prossimi giorni saranno al lavoro per individuare e sviluppare proposte da sottoporre all’Amministrazione Comunale.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dall'On. Emanuele Lodolini."Lunedì 12 dicembre interverrò nel pomeriggio in aula, alla Camera in discussione generale sul decreto terremoto e riaffermerò le ragioni di un territorio ferito ma che ha tanta voglia di tornare a prosperare. L'approvazione in via definitiva della legge di bilancio nella quale ci sono provvedimenti molto importanti sul terremoto, sulla ricostruzione e sulla riqualificazione sono un chiaro segnale che questo Parlamento manterrà gli impegni presi. La prossima settima poi approveremo il Decreto Terremoto senza ulteriori passaggi parlamentari nel quale c'è anche la volontà di provare a rallentare, a trattenere, a invertire il processo di impoverimento demografico, che è già in atto in quei territori. Sottolineo in particolare che le risorse stanziate per finanziare la ricostruzione privata e pubblica nei territori del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici ammontano a 4,5 miliardi. La regione Marche è la più colpita. Ad assegnarci questo triste primato di cui avremmo volentieri fatto a meno, sono i numeri:- 122 il numero dei Comuni coinvolti- 286 le zone rosse- 26517 le persone assistite: di cui 8.168 in loco (palestre, capannoni, palazzetti); 10571 in autonoma sistemazione e 7.778 in albergo.Più di 1000 le attività produttive dichiarate inagibili:- 160 le scuole dichiarate inagibili- 208 le stalle inagibili- 61 i municipi inagibiliSono state interessate città medio grandi e piccoli centri. Da Montegallo nell’ascolano, passando per Bolognola, 1.000 metri sul livello del mare, Gualdo, Visso, fino ad arrivare a Tolentino, Camerino, San Severino. Tolentino, città di 20 mila abitanti, oltre agli sfollati, ha quasi la metà della popolazione che manifesta qualche forma di difficoltà. San Severino 13.000 abitanti, problemi in larga misura; Camerino che ha più studenti che abitanti. La Provincia di Macerata ha i danni più rilevanti: 46 Comuni, sui 57 complessivi rientrano nel cratere. Dietro questi numeri ci sono le persone, c’è la vita reale. C’è la disperazione di chi ha perso la propria casa. Casa che non è soltanto un riparo, un tetto. Ma è il luogo degli affetti, il luogo della fiducia, il riparo dalle insicurezze.Le sfide che dobbiamo vincere riguardano l'assistenza costante alla popolazione e la ricostruzione avviando un vasto programma di investimenti in tale campo, per accelerare lo sviluppo e la modernizzazione dell’intero Paese. Serve quello che Renzo Piano ha definito un “progetto generazionale”. Anche l’Europa, spesso così lontana, si è dimostrata vicina. Il Parlamento Europeo ha approvato giorni fa una risoluzione per lo stanziamento di 30 milioni di euro in favore delle zone terremotate. Si tratta di risorse del Fondo di solidarietà dell'Unione Europea, che non intaccano il patto di stabilità e che serviranno ad aiutare l'Italia nella ricostruzione. Un'ultima riflessione la dedico al sistema universitario. Se l'ateneo di Macerata ha subito minori ma non marginali danni, per Camerino la situazione è davvero drammatica. Sono 30.000 i metri quadri di superfici inagibili, 1.000 gli studenti che necessitano di una abitazione e altri 500 residenti tra Marche e Umbria che, dopo un periodo di pendolarismo, avranno l'esigenza di una stabilità abitativa. E allora se volete darci una mano venite in vacanza dalle nostre parti. Perché la bellezza è un valore profondo. Non è assuefazione ma curiosità, stupore, meraviglia. Serve una svolta culturale, abbiamo il dovere di rendere meno fragile la bellezza. Un bene comune la cui responsabilità è collettiva".
Mattarella incarica Gentiloni, già ministro degli esteri del governo Renzi e cittadino onorario di Tolentino. Il segretario regionale del Pd di Tolentino, Francesco Comi, esprime soddisfazione sulla sua pagina Facebook. "Paolo Gentiloni, cittadino onorario e originario di Tolentino, - scrive Comi - è stato incaricato da Mattarella di formare il nuovo governo di transizione. Orgoglio e emozione da parte mia, della mia città, della mia Regione, di tutto il partito democratico delle Marche. Siamo pronti ed a fianco di Matteo Renzi per ripartire. Orgogliosi del coraggio, della coerenza del nostro segretario nazionale".
Felicità e brindisi da una parte, pianti e lai dall'altra hanno salutato un risultato referendario tanto atteso (così lo storytelling, che poi in italiano sarebbe il racconto) per le sorti delle umane genti. Un’altra Caporetto del governo Renzi che surclassa, quanto a qualità e numeri, il bagno di sangue registrato già nelle amministrative dello scorso giugno.In sei mesi due palate in bocca improvvise ed inaspettate che segnano la fine di un’esperienza di governo carica, come mai prima, di benevole aspettative. Azzerano un’intera classe dirigente. Segnano definitivamente lo spartiacque tra un sistema ed un antisistema. Ridanno vita alla democrazia diretta e partecipata. Rigenerano una volta per tutte i valori, i principi ed i contenuti di una Carta Costituzionale che, apparentemente, sembravano incamminarsi verso il desueto e l’anacronistico. Indipendentemente dal risultato, quando il popolo sovrano si esprime, è sempre una festa per la democrazia. Invece per qualcuno si è trattato di un funerale bello e buono. Lasciamo stare i pasdaran dei social network, al cui confronto i foreign fighter che partono per la Siria, sono massimamente dialoganti.Qui, nel caso specifico, stiamo (purtroppo) parlando di un presidente di giunta regionale e, di striscio di due parlamentari. Trattasi di Luca Ceriscioli (presidente pro tempore della giunta regionale), di Piergiorgio Carrescia deputato presso la Camera e Mario Morgoni, senatore della Repubblica. I tre - guarda caso, tutti del partito Democratico - hanno sentenziato, senza esitazioni e senza appello, come la fine del governo Renzi conduca automaticamente a delle inevitabili e gravi difficoltà per i terremotati.C’è da dire tuttavia che, mentre i rilievi di Morgoni e di Carrescia siano di ordine organizzativo e temporale - il che è peraltro del tutto normale e comprensibile, quindi parzialmente fondati – quello di Ceriscioli è strutturale.Leggete questa dichiarazione: ''Il Governo – ha detto il presidente delle Marche Luca Ceriscioli all’ANSA - ha preso tanti impegni significativi che riguardano la ricostruzione, le risposte ai bisogni più immediati. Per noi viene meno quello che era stato l'interlocutore principale. Con il nuovo governo si dovrà ricominciare, per far sì che si impegni almeno nella stessa misura con la quale con grande generosità e impegno si era speso il governo Renzi''.Ora, noi che lo vediamo tutti i giorni in TV, sappiamo che Ceriscioli ha la faccia gioviale e sorridente di quello che ha appena vinto 200mila euro al gratta e vinci, proprio al bar di sotto. Quanto al resto, che sarebbe poi governare la regione Marche, è buio pesto. Ne è riprova lampante questa improvvida ed intempestiva dichiarazione. Sia nella forma che nel contenuto. Per quanto riguarda la forma mi pregio di comunicare al presidente Ceriscioli che vige da sempre, nella Repubblica Italiana, il così detto principio della continuità degli atti amministrativi. La faccio ancora più facile, proprio perché capisca meglio senza tanti tecnicismi: le leggi, gli atti amministrativi valgono indipendentemente da chi le ha emanati. È l’atto che ha valenza e non la figura che li redige ed approva. Magari l'acquiescenza alla persona valeva qualche secolo addietro. C’è un’interessante, curiosa letteratura su come la notizia della morte di Luigi XVI abbia percorso in tempi lunghi l’Europa e come ne siano rimasti diversamente colpiti i suoi funzionari disseminati nel continente, ma francamente non mi sembra questo il caso, nemmeno come termine di paragone.Quanto alla sostanza c’è di che rimanere allibiti e sconcertati. Passi se la medesima dichiarazione l’avesse fatta il sindaco di un paesetto di poche anime, ma che un presidente di regione - che adesso li chiamano, non a caso, governatori - non conosca le sue competenze e prerogative (peraltro dilatate in caso di emergenza), è troppo per davvero.Da vicecommissario all’emergenza e alla ricostruzione, Ceriscioli, oltre che sfruttare la competenza legislativa regionale e di deliberare autonomamente, ha la facoltà di proporre ordinanze esecutive per far fronte alle impellenti esigenze di tutti i terremotati.Se ritiene di non esserne all'altezza, perché Renzi si è dimesso, valuti e, come si dice in queste situazioni, apprezzate le circostanze, si dimetta pure lui, così da lasciare il posto a chi ne fosse più capace . Se viceversa pensa di avere qualità e competenze si metta a lavorare a testa bassa con un cronoprogramma serio ed efficace, finalizzato ad alleviare per l’adesso, i disagi dei terremotati e per il poi una ricostruzione efficiente e duratura. Possibilmente e per il suo bene, rilasciando meno dichiarazioni possibili.L’unica cosa che non deve fare è quella di trasmettere ansia ed apprensione del tutto infondate e fuori luogo, alle popolazioni colpite dal sisma. Qui, da noi tra l’altro, le scosse ancora continuano e si sta sempre sul chi va là.Con la natura non possiamo combattere, ma contro gli sconsiderati improvvisatori, che strumentalizzano politicamente il post sisma ed i terremotati, sì. E in questo caso, lo facciamo volentieri...
“Ci avete mandato dodici angeli che hanno preso in mano la situazione, ci hanno spiegato, hanno messo in moto una macchina che non è ancora in grado di marciare spedita da sola ma che, finalmente, è partita e sembra procedere sulla strada giusta. Adesso, caro presidente, le chiediamo un ulteriore sforzo domandandole di adottare il progetto di una nuova scuola da consegnare a questa città. Noi faremo la nostra parte ma è solo con il vostro aiuto che questo nostro sogno potrà realizzarsi”.Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha accolto con il cuore in mano il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile, Paola Gazzolo, ricevendoli in visita insieme al presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, al capo dipartimento della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, del responsabile della Protezione Civile della Regione Marche, Cesare Spuri. Dalla Regione Emilia-Romagna sono stati inviati due settimane fa dodici funzionari per supportare la macchina organizzativa comunale.Il sindaco ha voluto personalmente accompagnare i vertici delle due regioni in visita nel quartiere Uvaiolo, uno dei più colpiti della città con tantissime abitazioni rase al suolo e con la quasi totalità degli edifici dichiarati inagibili.“Siamo arrivati a 6mila domande di sopralluogo, abbiamo tanto lavoro ancora da fare. La prima cosa che ci viene da dirvi, in questa fase dell’emergenza che continua e che si fa sempre più dura perché la terra trema ancora, è dirvi grazie per quello che avete fatto, per quello che fate, ma anche per quello che ancora farete – ha sottolineato, rivolto al presidente Bonaccini il sindaco Piermattei, sottolineando ancora - Insieme a questo, però, vi domandiamo di aiutarci a realizzare questo nostro sogno perché i nostri bambini e i nostri ragazzi hanno diritto a una nuova scuola che abbiamo intenzione di costruire. Abbiamo già trovato il terreno, presenteremo presto il progetto esecutivo”.La promessa del presidente Bonaccini è stata molto chiara: “Faremo il possibile ma intanto vorrei ringraziare voi per l’accoglienza e per le parole che ho sentito nei confronti del nostro personale. Di solito noi andiamo dove la Protezione Civile nazionale e il Commissario Errani ci chiede di andare. L’intesa con la Regione Marche, peraltro, è molto forte. Abbiamo già adottato il Comune di Montegallo nell’Ascolano e abbiamo dato una mano di aiuto a Caldarola. Quando sessanta dei nostri Comuni furono colpiti ricevettero molto dalle Marche. La tanta solidarietà ricevuta la vorremo proprio restituire”.
Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha inaugurato il polo scolastico provvisorio Simone De Magistris di Caldarola (Macerata), comune adottato dalla Regione Emilia-Romagna dopo le scosse di fine ottobre, presenti anche il governatore delle Marche Luca Ceriscioli e il capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio. "L'inaugurazione di questo polo scolastico ha per noi un valore speciale - ha detto Bonaccini - perché significa occuparci dei più giovani, che sono il futuro di una comunità.Ed è quello che abbiamo fatto anche in Emilia-Romagna: ripartire subito dalle scuole, con l'obiettivo che nessun ragazzo perdesse l'anno scolastico". Dunque, da lunedì scorso i circa 220 studenti delle scuole elementari e medie dell'Istituto De Magistris frequentano le lezioni nelle nuove aule allestite nel capannone "Millecolori", che ospita anche una mensa con 250 posti, a lato del quale una decina di moduli ospitano la scuola materna (ANSA).
Siglato a Macerata dal sindaco Romano Carancini e dal collega della città cinese di Taicang, Shen Mi, un accordo per accrescere e consolidare le attività di cooperazione nei settori cultura, scuola, ambiente ed economia, con uno sguardo rivolto in particolare ai giovani.Tratti comuni alle due città - è stato sottolineato - sono la qualità della vita e l'attenzione all'ambiente e all'agricoltura, settori in cui c'è l'interesse reciproco a collaborare. Su fronte della cultura, Carancini ha proposto l'allestimento di uno spettacolo di musica o di arti marziali cinesi prodotto da Taicang per la prossima edizione del Macerata Opera Festival, che sarà incentrato proprio sul tema dell'Oriente. Già avviati proficuamente gli scambi nel settore della tipicità, con l'immissione diretta sul mercato cinese dei prodotti enogastronomici del maceratese, mentre è in programma un evento dedicato al food e prodotti maceratesi da organizzare per il 2017 a Taicang (ANSA).
Irene Manzi, parlamentare maceratese del Partito Democratico, ha presieduto il comitato provinciale per i SI’ al referendum costituzionale. All’indomani della sconfitta abbiamo voluto scambiare con lei quattro chiacchiere in ordine ad un risultato inatteso nelle sue dimensioni, ma soprattutto perché alcuni suoi colleghi parlamentari, attraverso la stampa, hanno lasciato trapelare significative preoccupazioni riguardo alla continuità della ricostruzione post sisma. La Manzi interverrà lunedì in aula a Montecitorio quando il decreto verrà esaminato dalla camera dei Deputati, in rappresentanza delle istanze dei tantissimi terremotati della provincia maceratese Onorevole Manzi, partiamo dal post sisma e facciamo un po' di chiarezza verso i cittadini. Da più parti si levano voci allarmate e allarmanti (anche da parte di qualche suo collega) riguardo alle sorti del decreto terremoto e delle misure per la ricostruzione ad esso collegate. I cittadini devono davvero preoccuparsi? Guardi, certamente il momento istituzionale non è semplice, la situazione è molto delicata. Penso però che sia importante fare chiarezza visto che anche io ricevo molte richieste di chiarimenti da parte di tanti cittadini. Mi sento di rassicurare i nostri concittadini delle aree colpite dal sisma. Come Camera dei Deputati siamo già al lavoro per la conversione del decreto. Le commissioni hanno espresso i loro pareri e la prossima settimana l'aula della Camera approverà in via definitiva (e dunque senza alcun nuovo emendamento) il testo del provvedimento- ormai prossimo alla scadenza- in cui sono confluiti i due decreti approvati dal Governo. Lo voteremo da martedì 13 dicembre e al massimo entro il 15 sarà approvato. Il governo è' dimissionario ma il Parlamento è nel pieno delle sue funzioni e anche oggi siamo al lavoro, qui alla Camera, per lavorare agli ordini del giorno e ai pareri al decreto. È' un provvedimento indispensabile per avviare la complessa opera di ricostruzione (prevedendo anche risorse finanziarie che si aggiungono a quanto stanziato in legge di bilancio). Il decreto sarebbe già arrivato in aula la prossima settimana come da calendario ed è stato mantenuto il crono programma originario. Io stessa sono stata relatrice nella mia commissione e interverrò in aula nel corso del dibattito generale per evidenziare alcuni aspetti che penso siano meritevoli di attenzione e che riguardano le tante sollecitazioni che, soprattutto nel maceratese, sto raccogliendo in queste settimane con il confronto con gli amministratori locali, le categorie produttive, le istituzioni universitarie. Ma veniamo per un momento ai temi dell'attualità politica. Si è tenuta una importante direzione del suo partito dopo il voto di domenica scorsa. Come commenta il voto di domenica? Sicuramente come una sconfitta pesante. Il no, che va ricordato ha componenti e motivazioni molto differenti al suo interno, è un risultato che indica una chiara bocciatura della riforma e non può non avere anche conseguenze sul Partito democratico. Penso che in questo momento sia necessario mantenersi molto lucidi sul percorso da seguire, che non può non passare da un dialogo e da un confronto costruttivo con il Presidente della Repubblica. Sarà lui ad indicare il percorso per uscire dall'impasse istituzionale in cui siamo precipitati in questo momento. In primo luogo per una modifica della legge elettorale - anche solo per costruire un processo coerente tra Camera e Senato e, venendo al mio partito, ad una riflessione seria e oggettiva riguardo a quanto è successo e alle ragioni della sconfitta e di un risultato così pesante. Il Partito Democratico non può sottrarsi a questo impegno e alla necessità di assicurare, anche attraverso un sistema elettorale coerente, la futura governabilità di questo Paese. Questo deve essere adesso il nostro obiettivo. Non condivido le posizioni di alcuni colleghi del Pd che hanno votato contro la riforma, non mi è piaciuto vederli festeggiare la vittoria del No mentre il Presidente Renzi si dimetteva, ma non penso che sia la vendetta in questo momento la soluzione ai problemi del nostro partito. Vanno analizzate le responsabilità di ognuno in modo chiaro, senza fare sconti ma anche senza perdere un senso complessivo di comunità politica. Qualche tempo fa dalle colonne di questo giornale abbiamo lanciato la proposta di una cabina di regia per la ricostruzione, (qui) una sorta di osservatorio permanente che rifletta e avanzi proposte per il nostro territorio. A distanza di qualche settimana cosa ne pensa? Avevo letto il vostro articolo e qualche tempo rifletto sulla proposta che avete lanciato. Lo accolgo con favore e vi consegno la mia piena disponibilità. Noi come parlamentari facciamo le leggi, prevediamo risorse, individuiamo percorsi - sicuramente perfettibili - per impostare un lavoro di assistenza a chi ha subito le conseguenze del sisma e ricostruzione di quanto è andato distrutto. Queste misure sono un contenuto importante che deve trovare una cornice programmatica entro cui collocarsi: non basta ricostruire le case, le scuole, gli edifici pubblici, i beni culturali. Bisogna farlo ovviamente e in modo celere e sicuro. Ma non possiamo far finta che le aree interne non abbiano un problema di sviluppo e che, con le conseguenze del sisma, questo rischi di aggravarsi. Bisogna riunire - e mi auguro che voi diate corso alla vostra proposta facendolo - le energie intellettuali migliori di queste realtà ragionare insieme su un modello di sviluppo e ricostruzione. Che passi attraverso le realtà produttive e i loro rappresentati, le università, gli urbanisti, gli economisti, realtà come Symbola che hanno un rapporto intenso di comune collaborazione con le nostre terre, ed è un elenco volutamente parziale e non esaustivo, destinato ad ampliarsi per pensare a come ridisegnare la nostra provincia e riattivarne le prospettive di sviluppo. È' un lavoro politico, nel senso più alto che attribuisco a questo termine, su cui, penso, dobbiamo misurarci come classe dirigente di questa provincia e regione. Io aspetto il vostro invito per sedermi al tavolo con gli altri.
Il 7 dicembre una delegazione di amministratori comunali delle province di Ascoli e Macerata, tra i quali gli amministratori di alcuni territori colpiti dal sisma, ha visitato il Parlamento europeo presso di sede di Bruxelles.La delegazione, su invito dell’onorevole Simona Bonafè e guidata dal consigliere regionale Fabio Urbinati, oltre alla visita alle istituzioni, ha partecipato a diversi incontri con funzionari dell’Unione Europea per discutere in modo particolare le possibilità di accesso a progetti di sviluppo turistico. Il gruppo, che ha visitato anche la sede di rappresentanza della Regione Marche, era composto da Fabio Polini (sindaco di Castignano), Michele Franchi (vice sindaco di Arquata del Tronto), Maurizio Paci (assessore di Arquata del Tronto), Elisa Ionni (assessore di Acquasanta Terme), Giancarlo Luciani Castiglia (consigliere di Ascoli Piceno), Mara Rita Morganti e Tonino Capriotti (consiglieri di San Benedetto del Tronto), Alessia Scoccianti (consigliere di Macerata) e Simone Splendiani (consigliere di Grottammare).Dopo lo stanziamento dell’anticipo di 30 milioni di euro di fondi strutturali da parte dell’Unione Europea per le aree terremotate, c’è il sentore di una grande attenzione sulle conseguenze dei recenti terremoti che hanno devastato il sud delle Marche.Inoltre si è registrata una grande disponibilità sia da parte del Dottor Corazza, funzionario della Commissione europea – Settore turismo che della Dott.ssa Antonella Passarani della Regione Marche ed un’attenzione particolare verso i piccoli comuni delle aree interne colpite dal terremoto per il rilancio dell’attività turistica, come parte fondamentale di un progetto integrato di ricostruzione.
Parcheggi Apm aperti e gratuiti nei giorni festivi di dicembre, anche il nuovo ParkSì ParkSi cambia nome per le feste, si chiama Parcheggio Centro Storico. Parcheggio Centro storico, Garibaldi e Sferisterio aperti dalle ore 8 alle ore 21 e gratuiti nelle giornate festive dell’8, 11, 18 e 26 dicembre, tutti gestiti dall’Apm.“Macerata città aperta – interviene il sindaco Romano Carancini – pronta ad accogliere cittadini e visitatori in occasione delle festività natalizie. Come comunicato il ParkSì sta diventando, insieme all’Apm, il parcheggio del Centro Storico. In attesa della ristrutturazione, per le feste di Natale resta aperto ed è gratuito. Si tratta di una scelta che ha l’obiettivo di favorire le persone a raggiungere e a vivere il centro storico e facilitare allo stesso tempo gli acquisti”.Nelle stesse giornate anche il parcheggio coperto di via Armaroli rimarrà aperto ma soltanto il pomeriggio dalle 16 alle 2 di notte con le consuete tariffe: 1,20 euro l’ora o frazione dalle 16 alle 20,30, mentre dalle 20.30 alle 2 di notte 1 euro per l’intero arco temporale. Il giorno di Natale resteranno tutti chiusi.