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Irene Manzi tranquillizza: "Il decreto terremoto sarà approvato entro una settimana"

Irene Manzi tranquillizza: "Il decreto terremoto sarà approvato entro una settimana"
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Irene Manzi, parlamentare maceratese del Partito Democratico, ha presieduto il comitato provinciale per i SI’ al referendum costituzionale. All’indomani della sconfitta abbiamo voluto scambiare con lei quattro chiacchiere in ordine ad un risultato inatteso nelle sue dimensioni, ma soprattutto perché alcuni suoi colleghi parlamentari, attraverso la stampa, hanno lasciato trapelare significative preoccupazioni riguardo alla continuità della ricostruzione post sisma.

La Manzi interverrà lunedì in aula a Montecitorio quando il decreto verrà esaminato dalla camera dei Deputati, in rappresentanza delle istanze dei tantissimi terremotati della provincia maceratese

Onorevole Manzi, partiamo dal post sisma e facciamo un po' di chiarezza verso i cittadini. Da più parti si levano voci allarmate e allarmanti (anche da parte di qualche suo collega) riguardo alle sorti del decreto terremoto e delle misure per la ricostruzione ad esso collegate. I cittadini devono davvero preoccuparsi? 

Guardi, certamente il momento istituzionale non è semplice, la situazione è molto delicata. Penso però che sia importante fare chiarezza visto che anche io ricevo molte richieste di chiarimenti da parte di tanti cittadini. Mi sento di rassicurare i nostri concittadini delle aree colpite dal sisma. Come Camera dei Deputati siamo già al lavoro per la conversione del decreto. Le commissioni hanno espresso i loro pareri e la prossima settimana l'aula della Camera approverà in via definitiva (e dunque senza alcun nuovo emendamento) il testo del provvedimento- ormai prossimo alla scadenza- in cui sono confluiti i due decreti approvati dal Governo. Lo voteremo da martedì 13 dicembre e al massimo entro il 15 sarà approvato.  

Il governo è' dimissionario ma il Parlamento è nel pieno delle sue funzioni e anche oggi siamo al lavoro, qui alla Camera, per lavorare agli ordini del giorno e ai pareri al decreto.

È' un provvedimento indispensabile per avviare la complessa opera di ricostruzione (prevedendo anche risorse finanziarie che si aggiungono a quanto stanziato in legge di bilancio). Il decreto sarebbe già arrivato in aula la prossima settimana come da calendario ed è stato mantenuto il crono programma originario. Io stessa sono stata relatrice nella mia commissione e interverrò in aula nel corso del dibattito generale per evidenziare alcuni aspetti che penso siano meritevoli di attenzione e che riguardano le tante sollecitazioni che, soprattutto nel maceratese, sto raccogliendo in queste settimane con il confronto con gli amministratori locali, le categorie produttive, le istituzioni universitarie. 

Ma veniamo per un momento ai temi dell'attualità politica. Si è tenuta una importante direzione del suo partito dopo il voto di domenica scorsa. Come commenta il voto di domenica? 

Sicuramente come una sconfitta pesante. Il no, che va ricordato ha componenti e motivazioni molto differenti al suo interno, è un risultato che indica una chiara bocciatura della riforma e non può non avere anche conseguenze sul Partito democratico. Penso che in questo momento sia necessario mantenersi molto lucidi sul percorso da seguire, che non può non passare da un dialogo e da un confronto costruttivo con il Presidente della Repubblica. Sarà lui ad indicare il percorso per uscire dall'impasse istituzionale in cui siamo precipitati in questo momento. In primo luogo per una modifica della legge elettorale - anche solo per costruire un processo coerente tra Camera e Senato e, venendo al mio partito, ad una riflessione seria e oggettiva riguardo a quanto è successo e alle ragioni della sconfitta e di un risultato così pesante. Il Partito Democratico non può sottrarsi a questo impegno e alla necessità di assicurare, anche attraverso un sistema elettorale coerente, la futura governabilità di questo Paese. Questo deve essere adesso il nostro obiettivo. Non condivido le posizioni di alcuni colleghi del Pd che hanno votato contro la riforma, non mi è piaciuto vederli festeggiare la vittoria del No mentre il Presidente Renzi si dimetteva, ma non penso che sia la vendetta in questo momento la soluzione ai problemi del nostro partito. Vanno analizzate le responsabilità di ognuno in modo chiaro, senza fare sconti ma anche senza perdere un senso complessivo di comunità politica. 

Qualche tempo fa dalle colonne di questo giornale abbiamo lanciato la proposta di una cabina di regia per la ricostruzione, (qui) una sorta di osservatorio permanente che rifletta e avanzi proposte per il nostro territorio. A distanza di qualche settimana cosa ne pensa? 

Avevo letto il vostro articolo e qualche tempo rifletto sulla proposta che avete lanciato. Lo accolgo con favore e vi consegno la mia piena disponibilità. Noi come parlamentari facciamo le leggi, prevediamo risorse, individuiamo percorsi - sicuramente perfettibili - per impostare un lavoro di assistenza a chi ha subito le conseguenze del sisma e ricostruzione di quanto è andato distrutto.

Queste misure sono un contenuto importante che deve trovare una cornice programmatica entro cui collocarsi: non basta ricostruire le case, le scuole, gli edifici pubblici, i beni culturali. Bisogna farlo ovviamente e in modo celere e sicuro.

Ma non possiamo far finta che le aree interne non abbiano un problema di sviluppo e che, con le conseguenze del sisma, questo rischi di aggravarsi. Bisogna riunire - e mi auguro che voi diate corso alla vostra proposta facendolo - le energie intellettuali migliori di queste realtà ragionare insieme su un modello di sviluppo e ricostruzione. Che passi attraverso le realtà produttive e i loro rappresentati, le università, gli urbanisti, gli economisti, realtà come Symbola che hanno un rapporto intenso di comune collaborazione con le nostre terre, ed è un elenco volutamente parziale e non esaustivo, destinato ad ampliarsi per pensare a come ridisegnare la nostra provincia e riattivarne le prospettive di sviluppo. È' un lavoro politico, nel senso più alto che attribuisco a questo termine, su cui, penso, dobbiamo misurarci come classe dirigente di questa provincia e regione. Io aspetto il vostro invito per sedermi al tavolo con gli altri.

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