Macerata e Provincia

Legambiente e i campioni italiani dell’economia circolare a Bruxelles. Cosmari premiato per i risultati raggiunti

Legambiente e i campioni italiani dell’economia circolare a Bruxelles. Cosmari premiato per i risultati raggiunti

Legambiente recentemente è stata a Bruxelles insieme ai campioni italiani dell’economia circolare per sostenere la necessità di un accordo ambizioso tra Parlamento e Consiglio, affinché la riforma della politica europea dei rifiuti divenga al più presto realtà. Il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani e diversi rappresentanti delle migliori esperienze nella gestione dei rifiuti italiani, tra cui il Direttore di Cosmari Giuseppe Giampaoli, hanno presentano al vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen e all’eurodeputata Simona Bonafè, relatrice del pacchetto sull’economia circolare, l’atlante dei campioni dell’economia circolare #circulareconomy made in Italy: 107 esperienze tra aziende, cooperative, start-up, associazioni, realtà territoriali e Comuni che hanno già investito su un nuovo modello produttivo e riciclano materie prime seconde che fino a oggi finivano in discarica. Tra queste, un importante riconoscimento è stato assegnato al Cosmari, la società che si occupa gi gestione integrata dei rifiuti per tutti i Comuni maceratesi e a cui si è aggiunto recentemente anche Loreto. Un mese fa, l’Europarlamento ha approvato a larga maggioranza il cosiddetto pacchetto sull’economia circolare, adottando un testo che migliora la proposta del 2015 fatta dalla Commissione Europea, in particolare per quanto riguarda i target di riciclaggio al 2030 innalzati al 70% per i rifiuti urbani e all’80% per gli imballaggi. Ora tocca al Consiglio intraprendere la strada di una politica europea finalmente in grado di trasformare l’emergenza rifiuti in una grande opportunità economica e occupazionale. Tra le aziende invitate e premiate, anche il Cosmari srl, che ancora una volta viene considerato un modello virtuoso per come si occupa e per come unisce ambiente, occupazione, economia e contesto sociale, ingredienti di base dell’economia circolare. "Cosmari - ha ricordato il Direttore generale Giuseppe Giampaoli nel corso della sua presentazione - nasce nel 1976 come consorzio volontario tra alcuni comuni della Provincia di Macerata. Nel 2003 si è ampliato comprendendo tutti e 57 i comuni della provincia e si è trasformato, come previsto dalla normativa regionale, in Consorzio Obbligatorio. Nel 2014 è divenuto gestore unico dei rifiuti nella provincia di Macerata (ATO n. 3) e si è trasformato in SRL, a capitale interamente pubblico. Dal 01/03/2014 è affidatario in house providing della gestione dell’intero ciclo integrato dei rifiuti dello stesso ATO. Da trent’anni Cosmari si occupa di raccolta, trattamento, smaltimento e avvio al recupero dei rifiuti urbani dei comuni della provincia di Macerata. Unendo servizi di qualità a una impiantistica tecnologicamente avanzata, attua una raccolta differenziata spinta che consente di riciclare oltre il 75% di quanto raccolto (dato medio su base provinciale). Progetti specifici implementano la riduzione dei rifiuti e la valorizzazione del rifiuto stesso come risorsa da riutilizzare nei cicli produttivi". Molto interesse è stato rivolto alla gestione delle macerie post sisma che Cosmari sta attuando con notevoli risultati ambientali. Un importante riconoscimento che premia innanzitutto i cittadini dei comuni maceratesi che dimostrano una grande sensibilità ai temi ambientali e della raccolta differenziata, che riconosce poi il lavoro dei 450 dipendenti, del CdA e della Direzione aziendale che, ogni giorno, operano con passione e professionalità per erogare servizi di qualità e per preservare l’ambiente, e infine tutti i sindaci dei Comuni soci che dettano le linee di sviluppo e che in questi anni sono riusciti a creare una azienda pubblica efficiente e rispondente alle esigenze del territorio, insieme all’ATA n. 3. “È fondamentale che in sede di Consiglio, l’Italia sostenga una riforma ambiziosa della politica comune dei rifiuti" - insiste il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani. "Il nostro governo deve fare la sua parte affinché si realizzi quella che è una strategia moderna e sostenibile per uscire dalla crisi, senza nascondersi dietro le posizioni di retroguardia di alcuni Stati membri che contrastano gli obiettivi sostenuti dal Parlamento. Serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime”. Tanto più che, come dimostra bene l’Atlante, l’Italia ha oggi tutte le carte in regola per fare da capofila nell’Europa dell’economia circolare. Le 107 esperienze portano avanti gestioni sostenibili dei rifiuti fondate su riciclaggio, raccolte differenziate domiciliari, tariffazione puntuale, riuso, prevenzione e innovazione industriale. Il 33% lavora su scala nazionale, il 41% su scala regionale o locale, il 24% a livello internazionale. I tre settori su cui operano principalmente sono i rifiuti nel 62% dei casi, il riuso e il riutilizzo di beni (31%) e il sociale (27%), l’agricoltura (20%), l’industria (19%), il design (16%) e start up e ricerca (15%). Il 65% contribuisce all’economia circolare riducendo l’utilizzo di materie prime vergini, il 53% previene la produzione di rifiuti e il 48% risparmia risorse (acqua, energia e materie prime) nella sua attività. Il 43% produce materie prime seconde, il 34% le utilizza. Il 38% ricicla rifiuti in altri cicli produttivi, e il 26% nello stesso. Il 36% svolge attività di riuso e riutilizzo dei prodotti, evitando che diventino rifiuti. Infine, rispetto ad ambiti più specifici, il 14% dei campioni lavora sullo spreco alimentare, il 13% produce biometano da scarti agricoli o zootecnici o da frazione organica dei rifiuti urbani. “L’Italia è stata conosciuta a livello internazionale per anni come il paese delle emergenze rifiuti" aggiunge Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente. "Oggi però possiamo avvalerci di tante esperienze di successo praticate da Comuni, società pubbliche e imprese private, che fanno della penisola la culla della nascente economia circolare europea al centro dell’importante pacchetto europeo votato dall’Europarlamento poche settimane fa. Ma si devono rimuovere nel nostro Paese gli ostacoli non tecnologici che frenano lo sviluppo di questo settore. Non è più procrastinabile la revisione della nostra legislazione in materia, ancora oggi inadeguata e contraddittoria: dalle norme sulle materie prime seconde, a quelle sul cosiddetto ‘end of waste’ e sulla semplificazione delle procedure autorizzative per promuovere il riciclo di quello che viene raccolto in modo differenziato ed evitare la beffa che parte di questi flussi tornino in discarica”.

Le Province al Presidente Mattarella:  “Nella festa della Repubblica la ferita dei servizi negati”

Le Province al Presidente Mattarella: “Nella festa della Repubblica la ferita dei servizi negati”

Il Direttivo Nazionale dell'Unione Province Italiane (UPI) si è riunito questa mattina, 1 giugno, a Roma per esaminare il testo del decreto legge n. 50/2017 riguardante le disposizioni urgenti in materia finanziaria, e iniziative a favore degli enti territoriali. Nel corso della riunione, alla quale ha partecipato Antonio Pettinari nella veste di Presidente dell'UPI Marche, il decreto in questione è stato ritenuto del tutto insufficiente rispetto alle risorse necessarie per rendere operative le Province. L'Assemblea ha deciso all'unanimità di "inviare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un ulteriore appello - si legge nel comunicato - nel quale evidenziare che la carenza di risorse assegnate comporterà per diverse Province, dal nord al sud del Paese, conseguenze gravissime tali da non poter garantire la sicurezza di servizi fondamentali inerenti la mobilità, il diritto allo studio, e l’eguaglianza tra i cittadini. Se infatti  le risorse rimarranno tali saranno inesorabili le decisioni di chiusura di scuole e strade per l’impossibilità di intervenire per la messa in sicurezza. Al Presidente della Repubblica verrà altresì rappresentata la lesione dei principi costituzionali di cui agli articoli 114, 118 e 119 della nostra Carta Costituzionale". Il Direttivo ha, inoltre, deciso che sarà inviata una lettera la Presidente del Senato, Pietro Grasso e ai capogruppo "affinché si facciano carico della situazione di emergenza delle Province durante i lavori di conversione del decreto legge 50/17". Ultimo passo fondamentale per l'UPI sarà quello di sollecitare le Regione "affinché valutino, nel caso in cui venga approvato in via definitiva l’attuale testo della legge di conversione del dl 50/17, l’opportunità di impugnare le norme di legge per violazione degli articoli 114, 118 e 119 della Costituzione", dice il comunicato. Durante la riunione, il comitato Direttivo ha poi stabilito di convocare un’Assemblea dei Presidenti di Provincia per valutare le conseguenze della mancata assegnazione delle risorse e delle conseguenti decisioni da assumere.

01/06/2017
L'Ordine dei Medici regala tre auto a Pieve Torina, Visso e Fiastra

L'Ordine dei Medici regala tre auto a Pieve Torina, Visso e Fiastra

Un grande gesto di solidarietà da parte dell'Oridne dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Macerata che hanno voluto concretamente dare una mano a tre dei comuni colpiti dal sisma. Venerdì 9 giugno ci sarà una cerimonia alle ore 12, in via famiglia Palmieri a Macerata, saranno consegnate 3 Panda Cross ai sindaci dei comuni di Pieve Torina, Visso e Fiastra. Le auto, consegnate presso la sede dell’Ordine ai primi cittadini dei paesi terremotati, saranno messe a disposizione dei medici e delle unità sanitarie locali.    

"Hannibal" accende l'estate, ma nel fine settimana "Scipione" porterà i temporali

"Hannibal" accende l'estate, ma nel fine settimana "Scipione" porterà i temporali

Un inizio settimana caratterizzato da afa e caldo torrido in tutto lo Stivale. Grazie all'anticiclone subtropicale "Hannibal", a Macerata e in provincia si raggiungeranno i 29°/30°. Con la presenza dell'alta pressione il cielo sarà soleggiato e tendenzialmente poco nuvoloso. In arrivo, però, nel fine settimana anche dei temporali che si intensificheranno nelle zone interne dal 2-3 giugno, quando l'influenza delle correnti atlantiche si farà sempre più incalzante con l'anticiclone "Scipione". Temperature più calde si registreranno nel nord del Paese, dove si raggiungeranno i 32°/33°; valori più bassi nel meridione le cui regioni non supereranno i 28°.

29/05/2017
Animali e insetti indesiderati: il 31 maggio a Macerata un incontro su come prevenire i disagi

Animali e insetti indesiderati: il 31 maggio a Macerata un incontro su come prevenire i disagi

Approfondire le strategie di contrasto alla presenza in città di animali e insetti indesiderati, problema particolarmente attuale in questo periodo dell’anno in cui le temperature tendono ad aumentare. È questo il tema che verrà approfondito nell’incontro pubblico promosso dal Comune di Macerata e dal COSMARI in programma mercoledì 31 maggio, alle ore 18.30, nell’aula didattica del Centro di Educazione Ambientale del Parco Fontescodella, in via Mugnoz. L’arrivo della bella stagione, infatti, porta con sé anche alcuni disagi causati dalla comparsa delle zanzare, dalla proliferazione dei piccioni, dall’emersione dal sottosuolo dei ratti e, nel periodo primaverile, dalle “processioni” di larve che scendono dai pini e possono provocare fastidi agli animali domestici. All’incontro interverranno la veterinaria Gioietta Mingo, dell’ASUR Marche, e il dottor Simone Cerquetella, della ditta Bleu Line, che illustreranno come la possibilità di ottenere dei risultati efficaci e duraturi in questo settore sia fondata sostanzialmente sulla stretta collaborazione tra le azioni messe in campo dalla pubblica amministrazione e quelle che deve invece attuare il cittadino nelle aree private per potenziarne gli effetti. Nel corso della riunione verrà presentato anche un depliant, in distribuzione nei prossimi giorni, contenente tutti i consigli e le indicazioni utili per la corretta gestione della problematica.

Sindacato Autonomo di Polizia: "La nostra provincia terremotata merita più attenzione da parte delle istituzioni centrali"

Sindacato Autonomo di Polizia: "La nostra provincia terremotata merita più attenzione da parte delle istituzioni centrali"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Sindacato Autonomo di Polizia, segreteria provinciale di Macerata: Le formidabili scosse telluriche che si sono susseguite dall’agosto del 2016 nella provincia maceratese hanno combinato un bel po’ di guai, dai quali non sono state esenti le strutture dello Stato, quali sono la Prefettura e la Questura maceratesi aventi sede nel Palazzo del Governo di Piazza della Libertà. A distanza di mesi dagli eventi sismici gli uffici di Prefettura e Questura sono ancora parzialmente inagibili, tanto che l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico è attualmente ospitato nella Caserma “P. Paola” di via dei Velini. Una sistemazione ormai da troppo tempo provvisoria per la non idoneità dei locali a ricevere il pubblico, sia per le denunce ma, anche e soprattutto, per ricevere eventuali persone fermate o arrestate. Ora, per l’emergenza tutto può andar bene ma la situazione così precaria tenuta troppo a lungo sta mostrando tutte le sue gravi manchevolezze. Sempre parlando di fase emergenziale il Ministero ha fornito alla Questura terremotata di Macerata delle auto ma, purtroppo, sono arrivate tutte vetture vecchie con chilometraggi superiori ai 100mila km, alcune di 150mila e 180mila km. Se per l’emergenza ci si può adattare poi non è possibile continuare a gestire e utilizzare un parco vetture obsoleto: quale garanzia di pronta assistenza si può dare ai cittadini operando in tali condizioni? Oltre a queste difficoltà la Questura di Macerata, per poter svolgere al meglio tutti i servizi connessi all’emergenza terremoto, si è vista aggregare “solo momentaneamente” del personale quando, invece, c’è una reale e urgente necessità di almeno 10 unità del ruolo Assistenti ed Agenti, non aggregate ma trasferite a Macerata.Nel momento in cui finirà questa aggregazione temporanea di personale, la Questura non riuscirà a svolgere i normali servizi istituzionali, tanto meno l’emergenza! Naturalmente l’attuale Questore, perfettamente consapevole di tali difficoltà, si è attivato presso il Ministero presentando diverse richieste ma queste, al momento, sono rimaste pressoché inascoltate. Tutto ciò impedisce uno sviluppo adeguato della sicurezza nella provincia di Macerata, l’insufficienza di personale che già da diversi anni caratterizza l’organico della Questura e vorrei aggiungere anche della Polizia Stradale, ha origine da una carenza di poliziotti determinato da quel personale posto in quiescenza a cui non sono seguite costanti e nuove assegnazioni, portando ad una considerevole riduzione nell’organico. Sarebbe, altresì, auspicabile una nuova sede della Questura in un unico stabile, visto che attualmente vi sono tre edifici distaccati la Questura in Piazza della Libertà, la Caserma “P.Paola” in via dei Velini e l’Ufficio Immigrazione in via Prezzolini. Un edificio nuovo, che possa ospitare tutti gli uffici della Questura, rappresenterebbe la migliore ed efficace risposta di sicurezza per i cittadini. La nostra provincia terremotata merita sicuramente più attenzione da parte delle istituzioni centrali, anche per assicurare dignità operativa e funzionale alle donne e agli uomini della Polizia di Stato. Auspichiamo una visita alla Questura di Macerata del nuovo Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli, sensibile a tali esigenze, affinché possa comprende con quali difficoltà stiamo portando avanti il nostro lavoro.  

Anche Macerata all’Open day per la tutela delle fragilità sociali: il 27 maggio i notai incontrano i cittadini

Anche Macerata all’Open day per la tutela delle fragilità sociali: il 27 maggio i notai incontrano i cittadini

Sabato prossimo 27 maggio a Macerata, in via Vanvitelli n. 32, si svolgerà l’Open day per la tutela delle fragilità sociali, evento che si terrà contestualmente in 61 città italiane. I notai, insieme alle associazioni dei consumatori e alle associazioni per la tutela e i diritti delle persone con disabilità, in questa occasione, incontreranno i cittadini. Dalle ore 9:30 alle ore 12:30 presso la sede dell’ANFFAS verrà presentata la 14^ Guida per il Cittadino dedicata a “Dopo di noi, amministratore di sostegno, gli strumenti per sostenere le fragilità sociali” e realizzata dal Consiglio Nazionale del Notariato con 13 Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori). La guida spiega gli strumenti giuridici utili a garantire assistenza alle persone con disabilità, a partire dalla legge sul “Dopo di noi” (legge 112/2016), volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l'autonomia delle persone con disabilità grave, che prevede importanti agevolazioni fiscali.

Aperti cantieri Sae a Fiastra, Pievetorina e Castelsantangelo sul Nera

Aperti cantieri Sae a Fiastra, Pievetorina e Castelsantangelo sul Nera

Prosegue passo passo il percorso per le Sae da parte della Regione Marche. Aperti oggi i cantieri per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e fondazione a Fiastra, Castelsantangelo sul Nera, Pievetorina. A Fiastra, i lavori interessano l'area di Polverina, i lavori sono affidati alla ditta Inveni srl per un importo di 208.085 euro per casette. Lavori iniziati anche nell'area Fiegni, con un'associazione temporanea di imprese per 290.632 euro per 14 Sae. A Castelsantangelo è stato aperto il cantiere per l'area di Gualdo con un'associazione temporanea di imprese per un totale di 494.952 euro per 11 Sae. A Pievetorina sono iniziate le opere di urbanizzazione per l'area Le Piane con la Ditta Eurobuilding spa per un importo di 2,6 milioni di euro per 169 casette. Inoltre nel pomeriggio sono stati approvati i progetti per le aree di Visso, via Cesare Battisti 1 e Borgo San Giovanni 1. Tra 10 giorni l'aggiudicazione provvisoria per l'inizio dei lavori. (Fonte e foto ANSA)

19/05/2017
Bisonni "No alla chiusura dei punti di primo intervento negli ospedali dell'Area Vasta 3"

Bisonni "No alla chiusura dei punti di primo intervento negli ospedali dell'Area Vasta 3"

    "Mancanza di rispetto per i princìpi di equità sanciti in Costituzione, incertezza sulla realizzazione delle nuove strutture sanitarie e forti dubbi sugli effetti positivi della riorganizzazione sanitaria rispetto al servizio offerto ai cittadini. Non ultimo, un’ulteriore mazzata nei confronti delle comunità locali colpite dagli eventi sismici". C’è tutto questo alla base di una proposta di mozione, a firma del consigliere regionale Sandro Bisonni avente ad oggetto il mantenimento, almeno per i prossimi tre anni, dei punti di primo intervento in tutti gli ospedali di comunità dell’Area Vasta 3. L’iniziativa di Bisonni prende le mosse dal processo di riorganizzazione della Sanità regionale, in particolar modo, in riferimento alla trasformazione della rete ospedaliera con l’introduzione degli Ospedali di Comunità e al graduale avvicendamento tra Punti di Primo Intervento (PPI) e Punti di Assistenza Territoriale (PAT). “Un grave e progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria sul territorio – rileva Bisonni – che non garantisce parità di trattamento tra cittadini di una stessa comunità regionale”. Il consigliere Bisonni lamenta il fatto che, soprattutto nelle zone del cosiddetto cratere sismico, venga a crearsi un accumulo di problematiche, anche a causa di tale ulteriore riduzione dei servizi sanitari. “Un processo da interrompere prima che sia troppo tardi – conclude Bisonni – prorogando la prevista chiusura dei PPI per tre anni, sospendendo l’attuazione dei PAT ove già non avvenuta”.

18/05/2017
Pettinari all'incontro UPI a Roma per sensibilizzare lo Stato sulle difficoltà della provincia

Pettinari all'incontro UPI a Roma per sensibilizzare lo Stato sulle difficoltà della provincia

"Dopo il terremoto che ha reso inagibili gran parte degli istituti scolastici dell' entroterra sarebbe assolutamente insostenibile e inaccettabile per la comunità maceratese la chiusura delle scuole ancora fruibili per la mancanza di risorse economiche che la Provincia subisce a causa dei continui tagli e dei prelievi diretti che lo Stato ha effettuato e continua a fare rendendo impossibile un'efficace manutenzione". Questo è quanto ha ribadito il presidente Pettinari intervenendo all'incontro organizzato a Roma dall'UPI per sensibilizzare il Governo e le forze politiche sulle difficoltà di Bilancio delle Province dopo la legge Del Rio e la finanziaria del 2015. Nel teatro Quirino, dove gli ultimi arrivati non hanno trovato posto per la grande partecipazione delle delegazioni di tutte le Province, quella di Macerata, composta da dirigenti, dipendenti, sindaci, rappresentanti di studenti e insegnanti, è stata la più nutrita tra le tante.

18/05/2017
Elena Leonardi (FdI): "Recepita gran parte dell'emendamento a favore delle strutture nelle aree terremotate e acquistate attrezzature"

Elena Leonardi (FdI): "Recepita gran parte dell'emendamento a favore delle strutture nelle aree terremotate e acquistate attrezzature"

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma di Elena Leonardi capogruppo regionale di Fratelli d'Italia. Votato oggi in Consiglio Regionale l'atto amministrativo sull'organizzazione del sistema regionale di formazione ed educazione ambientale (INFEA) per gli anni 2017-2019. Nel suo intervento, la capogruppo di Fratelli d'Italia Elena Leonardi ha evidenziato quello che risulta una cornice con pochissima sostanza. Assenza di vera programmazione e di fondi hanno stimolato la Leonardi nel presentare un emendamento a favore dei Centri di Educazione Ambientale delle aree terremotate. La capogruppo di FdI ha evidenziato le carenze del documento stesso, dove manca una vera e propria ricognizione di quei Cea nelle aree del cosiddetto "Cratere". Ha citato ad esempio il CEA di Smerillo dove il locale è agibile ma sarà occupato parzialmente primo piano da alcuni uffici comunali. Quindi La Leonardi ha chiesto in Aula che fine farà il Museo di Scienze Naturali ubicato proprio presso questa struttura. Altro caso citato è quello di San Ginesio: esso ha una struttura inagibile al 70%, quindi gli addetti sono costretti a fare solo attività esterne, ridimensionando attività e pertanto anche vitali introiti. "Dopo aver esaminato il Piano e dopo aver analizzato la situazione di agibilità o inagibilità delle altre strutture della rete INFEA mi sarei aspettata – prosegue la Leonardi – delle efficaci proposte, interventi da effettuare, atti concreti da pianificare, invece un documento scarno che demanda ad atti di Giunta eventuali aleatori interventi e, cosa più grave, senza specifiche risorse". L'emendamento della Leonardi è stato parzialmente accolto dalla maggioranza che, attraverso due sub-emendamenti, ne ha di fatto recepito ampiamente lo spirito.   "Ho cercato di definire un minimo di indirizzo di programmazione per il reperimento di fondi a sostegno dei CEA – afferma la Leonardi – non si può lasciare quei giovani che si dedicano con passione, senza alcun sostegno in un momento di avvio della nuova stagione di attività turistica ed escursionistica".   "I CEA del "Cratere” hanno bisogno come l'acqua di una ripartenza del turismo, e l'emendamento prevedeva varie soluzioni per accedere a diverse tipologie di fondi. La rinascita delle aree terremotate parte anche da qui – afferma la Leonardi – tanto che ho proposto la redazione di un Piano Straordinario per la Programmazione degli interventi di recupero o delocalizzazione dei centri della rete INFEA, con riavvio delle attività delle strutture dei Centri di Educazione Ambientale soprattutto delle zone terremotate".

16/05/2017
Montecassiano celebra il venerabile padre Giovanni da San Guglielmo: esempio di carità, umiltà e fraternità

Montecassiano celebra il venerabile padre Giovanni da San Guglielmo: esempio di carità, umiltà e fraternità

Si è conclusa domenica 7 maggio la due giorni che il Comune di Montecassiano ha dedicato alla figura del venerabile padre Giovanni da San Guglielmo. Attraverso una serie di iniziative organizzate tra sabato 6 e domenica 7 maggio, la comunità montecassianese insieme a una rappresentanza dei batignanesi (il religioso dell’Ordine agostiniano morì a Batignano nel 1621) ha ricordato la figura dell’Apostolo della Maremma. Alla tavola rotonda di sabato hanno fatto seguito l’inaugurazione della mostra dal titolo “Venerabile padre Giovanni Nicolucci da San Guglielmo testimone della Misericordia” alla chiesa auditorium di San Marco, la visita guidata, l’apposizione della lapide commemorativa e la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Nazzareno Marconi. Le iniziative sono state organizzate dall’amministrazione comunale e dalla parrocchia Santa Maria Assunta in collaborazione con il circolo culturale “A. Scaramuccia”. L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 2 giugno. Soddisfazione per la qualità delle iniziative è stata espressa dal sindaco Leonardo Catena: “Ringrazio la parrocchia di Montecassiano e il parroco Don Pier Andrea, il vescovo Nazzareno Marconi per la presenza e Don Jacopo, il circolo culturale Scaramuccia per aver collaborato sia nell'organizzazione della mostra e del convegno sia nella redazione dell'opuscolo”. Il primo cittadino ha voluto ringraziare anche don Marius che ha accompagnato la comunità di Batignano (Grosseto) in visita, la Pro loco di Montecassiano per l’accoglienza dei batignanesi e Federica Camilletti per il restauro della cassapanca di Padre Giovanni. “Significativi – ha aggiunto il sindaco – sono stati sia lo scoprimento della lapide sulla casa natale del frate agostiniano in vicolo San Francesco sia il riposizionamento delle reliquie nella chiesa Collegiata. È importante ricordare le grandi figure del passato, riattualizzarne la memoria, perché possono fornirci ancora oggi un esempio di carità, umiltà, fraternità. Un frate che a distanza di 500 anni riesce ancora a essere un ponte che unisce territori e comunità in un contesto dove sembrano prevalere sentimenti di diffidenza e divisione. Queste iniziative – ha concluso Catena – rientrano nel percorso condiviso con la diocesi di Grosseto per riavviare il processo di beatificazione del frate”.

Un affresco per la parrocchia di San Michele Arcangelo di Passo San Ginesio in dono da Marco Franchini

Un affresco per la parrocchia di San Michele Arcangelo di Passo San Ginesio in dono da Marco Franchini

Un affresco per la nicchia del Battistero della parrocchia di San Michele Arcangelo, in località Passo San Ginesio. Lo ha realizzato il pittore e scultore di Sant'Angelo in Pontano Marco Franchini. Un dono molto gradito alla comunità parrocchiale che ha assistito alla sua inaugurazione e benedizione durante le celebrazioni pasquali. "L’affresco riproduce una serie di colline e montagne verdeggianti, abitazioni e gente sparsa - spiega l'artista Marco Franchini - in riferimento ai monti Sibillini. Un cielo di un azzurro luminoso, con poche nuvole di passaggio tipiche del luogo, e in basso a destra la chiesa Parrocchiale. L’affresco è sfondo del Battistero per cui nel cielo si è voluto inserire l’esigenza nonché l’immagine della mansuetudine: la colomba, che scende dall’alto, dalle regioni celesti, vola su di noi, guarda verso la chiesa per indicare che Dio è l’autore di ogni celebrazione liturgica e porta la voce del Padre con la quale viene attuata la nostra adozione a figli di Dio". "Dalla montagna scaturisce e scende verso valle - prosegue Franchini - una rigogliosa cascata d’acqua, apportatrice di purificazione per la forza dello Spirito Santo, che va a sfociare nella chiesa, dove la comunità cristiana si raduna per celebrare le Meraviglie del Signore, generando nuovi figli di Dio e seguaci di Cristo. La nicchia così decorata accoglie l’immagine della Beata Vergine Maria, venerata con il titolo di Maria Santissima Ausiliatrice: così possiamo ben dire che i nuovi battezzati rinasceranno a vita nuova come figli di Dio e di Maria, Sua e nostra madre".

Ricostruzione post sisma: la sintesi nel convegno di BigMat a Macerata

Ricostruzione post sisma: la sintesi nel convegno di BigMat a Macerata

 Ricostruire dopo il terremoto, dalle ristrutturazioni alle ordinanze fino alla gestione degli incentivi fiscali. Si è parlato di tutto questo nel seminario organizzato dalla ditta BigMat Fabio Sbaffi ieri (giovedì 27 aprile) nella sede provinciale Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) in via Spalato a Macerata. L’incontro, avvenuto per una triste coincidenza proprio nel giorno in cui sono state registrate altre due scosse di terremoto di magnitudo 4.0 e 4.1 con epicentro a Visso, è stato organizzato per fare il punto sulla ricostruzione post sisma e, nello specifico, sugli aspetti che riguardano i condomini, le ristrutturazioni, la messa in sicurezza e i rinforzi. Aspetti fondamentali per le centinaia di persone che hanno avuto la casa lesionata dopo le due scosse dello scorso ottobre e che sono in procinto di ristrutturare o ricostruire la propria abitazione. Il seminario si è aperto con l’analisi dei danni da terremoto ed è poi proseguito con dei focus sulle ordinanze per la ricostruzione (attraverso una sintesi normativa, vista l’ampiezza della materia) e sulle soluzioni e sui materiali migliori per la messa in sicurezza e i rinforzi. Dopo un esame sulla vulnerabilità sismica il relatore, l’ingegnere Luca Papili, si è soffermato sulla gestione degli incentivi fiscali. Il workshop, organizzato da BigMat in collaborazione con Anaci Macerata e lo studio Botta & Associati di Monte San Giusto, è stata l’occasione per affrontare questioni di particolare rilievo nella delicata fase della ricostruzione post sisma.

Treia: "Ri-costruire la contemporaneità", dibattito sul post sisma

Treia: "Ri-costruire la contemporaneità", dibattito sul post sisma

Giovedì 5 maggio si terrà il convegno dibattito "Ricostruire la contemporaneità" al Teatro comunale di Treia. L’incontro, promosso dall’Ente Disfida del Bracciale di Treia in collaborazione con il Comune di Treia, l’Ordine degli Architetti della Provincia di Macerata, l’Inarch Marche e l’associazione Punto ed a Capo, vuole essere una occasione di confronto e riflessione sulle possibili strategie da adottare per il rilancio e la valorizzazione degli ambiti territoriali marchigiani duramente colpiti dagli eventi sismici dell’Agosto ed Ottobre 2016. Tema centrale, attorno al quale si svilupperanno i diversi contributi, sarà il ruolo che l’architettura, in tutta la sua ricchezza e complessità, può avere in questo auspicabile orizzonte di sviluppo. Il dibattito sulla ricostruzione, maturato nell’immediatezza dei catastrofici eventi dell’agosto e dell’ottobre 2016, è apparso spesso superficiale, anacronistico e, a volte, poco informato sulla reale gravità e complessità del quadro generato dal sisma, sia sotto il profilo sociale ed economico, sia sotto quello paesistico ed architettonico. La “formula” dov’era com’era, è subito apparsa, quantomeno agli occhi dei più esperti, come uno slogan consolatorio, certo degno di approfondimenti rispetto alle reali possibilità di una sua seppur parziale applicazione, ma difficilmente estendibile ad una compagine territoriale e paesistica complessa ed articolata come quella dell’entroterra marchigiano, già segnata da un ventennio di crisi economica e di conseguente spopolamento. Appare dunque necessario ripensare e riprogettare strategie sostenibili  che diano risposte alle molte problematiche già esistenti e gravemente acuite dal sisma, rifuggendo soluzioni superficiali che potrebbero produrre, come esito più probabile, un ulteriore spopolamento dell’entroterra a favore di aree più ricche e sviluppate. La ricostruzione fisica dei danni e degli immobili danneggiati, attraverso finanziamenti pubblici, se vogliamo di matrice Keynesiana, dovrà essere accompagnata, quindi, da strategie a lungo termine, che intervengano anche su infrastrutture pesanti,  viabilità corrente leggera,  nuovo impiego del patrimonio edilizio, pubblico e privato, inutilizzato e privo di funzione. A ciò deve essere affiancata una nuova visione dell’economia locale, incentrata su piccole e medie imprese, in grado di coniugare tradizione ed innovazione, localismo e globalismo, cultura e impresa. Ruolo centrale deve avere in questo processo di rinascita la cultura artistica. I piccoli centri marchigiani, di impronta medievale, rappresentano una ricchezza da un punto di vista artistico ed architettonico, ai quali manca però, a tutt’oggi, la consapevolezza del loro potenziale ed allo stesso tempo la capacità di innovarsi di essere in qualche forma attraenti nella contemporaneità. La situazione delle Marche colpite oggi dal sisma è per certi versi drammaticamente simile a quella dell’Italia uscita dalla seconda guerra mondiale. In quel frangente l’Italia, anche attraverso errori, seppe essere nazione in grado di dare risposte, contemporanee e in pochi anni a divenire paese moderno, dinamico, attraente, più di quanto lo fosse prima della guerra. Grande merito, in quel processo positivo di sviluppo, va riconosciuto all’architettura, anche attraverso il grande programma di edilizia residenziale pubblica attuato dall’INA Casa. Quell’esperienza ha prodotto la costruzione non solo di case e interi quartieri per i meno abbienti, ma anche chiese, strade, opere pubbliche di diversa natura, spazi verdi, una vera e propria visione di nazione che si esplicitava attraverso le necessità dei territori. Occorre oggi, come allora, un programma generale che interessi tutto il territorio marchigiano, dall’Adriatico all’Appennino, all’interno del quale oltre alla mera riparazione del danno, al restauro del patrimonio edilizio e monumentale, alla conservazione delle identità locali, si preveda la realizzazione di nuovi paesaggi in cui la contemporaneità diviene elemento caratterizzante. Questo non significa costruire nuovi quartieri e nuove abitazioni,  già in eccesso, ma rendere più moderni e funzionali servizi, scuole, ospedali, infrastrutture. In questo campo, urbanistica e architettura devono dare voce alla contemporaneità parlando il linguaggio del nostro tempo. Questa è la nuova sfida che spetta all’arte del costruire, che mai come in questo presente storico sfugge costantemente al confronto con quelli che sono i suoi naturali campi d’azione. Due sono i motivi principali di questa rinuncia: da un lato è così assuefatta alla marginalizzazione da provare terrore ogni qual volta si trova ad affrontare temi concreti. Dall’altro è passata, in maniera volontaria, dalla cultura del fare a quella dell’immagine, adottando prodotti apparentemente vincenti provenienti dagli Stati Uniti d’America e dal nord Europa, soprattutto Olanda. Questi due principali fattori hanno minato la sua credibilità ed il suo campo di azione, oggi notevolmente ristretto rispetto al passato. Si è assistito alla proliferazione di una serie infinita di non linguaggi, estremamente eterogenei ed autoreferenziali, che solo in poche occasioni hanno fornito risposte concrete da un punto di vista artistico a problemi sociali. La stagione delle archistar (solo in apparenza star, in realtà schiavi di una società impazzita e schizofrenica), sembra volgere oramai al termine e ci lascia in eredità un modo di fare architettura lontano dalla realtà e privo di una visione condivisa. La nuova sfida che l’architettura deve affrontare in quella che è oggi definita società dell’informazione è uscire dallo stato di dislessia in cui versa e saper leggere quelle che sono le reali necessità delle società in cui è chiamata ad operare. Da questo punto di vista le Marche, tragicamente colpite dagli eventi sismici del 2016 e così bisognose di un nuovo rilancio, possono rappresentare un laboratorio, un luogo d’indagine e di sperimentazione dove costruire e ri-costruire la nostra contemporaneità. Programma della giornata:   Mattino Modera: Cristina Bevilacqua (Comitato scientifico convegno).Interventi: Michele Schiavoni (Presidente Punto ed a Capo),  Cesare Spuri (Direttore ufficio speciale per la ricostruzione), Massimo Pica Ciamarra (Direttore rivista Le Carrè Bleu), Franco Purini ( Università di Roma La Sapienza), Cristiano Toraldo di Francia (Università degli studi di Camerino).Conclusioni : Anna Casini (Assessore Urbanistica Regione Marche). Pomeriggio: Modera: Cristina Bevilacqua (Comitato scientifico convegno).Interventi: Carlo Birrozzi (Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche), Stefano Lenci (Università Politecnica delle Marche), Gianfranco Franz (Università di Ferrara), Mauro Saracco (Università degli Studi di Macerata)Tavola rotonda:  Francesco Adornato  (Rettore Università degli studi di Macerata), Pacifico Berrè (Responsabile settore edilizia e sisma Confartigianato), Franco Capponi (Sindaco Comune di Treia), Matteo Cicconi (Presidente Unione Montana alta valle del Potenza e dell’Esino), Giampiero Feliciotti (Presente Unione Montana dei Monti Azzurri), Enzo Fusari  (Presidente Ordine Architetti Macerata), Alessandro Gentilucci (Presidente Unione Montana Marca di Camerino), Sauro Longhi (Rettore Università Politecnica delle Marche), Mons. Nazzareno Marconi (Vescovo di Macerata –Tolentino – Recanati - Cingoli - Treia), Marco Montagna  (Presidente IN/ARCH Marche), Giordano Nasini (Direttore federazione provinciale Coldiretti), Luciano Ramadori (Direttore CNA Macerata), Sandro Simonetti  (Presidente Gal Sibilla), Andrea Vicomandi (Ufficio speciale ricostruzione Marche).Conduce lavori tavola rotonda: Marco Maria Sancricca (Comitato scientifico convegno).Conclusioni: Angelo Sciapichetti (Assessore all’ambiente e alle aree interne Regione Marche), Irene Manzi (Deputato, componente VII Commissione: cultura, scienze, istruzione). Comitato scientifico convegno: Cristina Bevilacqua, Guglielmo Cervigni, Nicola Pettinari, Marco Maria Sancricca, Michele Schiavoni, Romina Schiavoni, Jonathan Sileoni

Quotidiano Online Picchio News

Indirizzo: Corso della Repubblica 10, 62100, Macerata, MC, ITALIA

Direttore Responsabile: Roberto Scorcella

Copyright © 2017 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433