“Saggio è colui che sa di non sapere”: il filosofo greco Socrate, con queste parole, si rivolgeva a tutti quegli individui che, con l’illusione di conoscere tutto, credevano di avere ogni certezza. Invitava loro ad abbandonare le convinzioni con cui erano cresciuti e a ricercare, invece, la vera conoscenza con curiosità ed approfondimento.
Soltanto chi dubita del proprio sapere è spinto ad indagare.
Nell’attuale società, che si nutre di sicurezze preconfezionate e dove ogni affermazione contiene in sé la presunzione di verità, ci viene chiesto di liberare la mente dai pregiudizi, per cogliere il reale nella sua complessità. Oggi le nostre conoscenze sono fondate su informazioni, a volte superficiali, provenienti dai social, che diffondono notizie frammentate di cui spesso non si conosce la fonte e quindi l’attendibilità.
Molte nozioni vengono inoltre alterate dai Bias Cognitivi, che producono una visione parziale della realtà. Al riguardo, approfondiamo per comprendere meglio.
Cos’è un Bias Cognitivo?
Sono errori mentali “evoluti” che aiutano a prendere decisioni rapide in contesti incerti, portando però a valutazioni imprecise. È una scorciatoia mentale inconscia, con cui il cervello costruisce una realtà soggettiva basata su poche informazioni disponibili.
I social fanno leva proprio su questi Bias per creare una sorta di aggancio. In particolar modo viene utilizzato il Bias di conferma.
Come si comporta il Bias di Conferma?
Si parte da una convinzione personale e, invece di analizzarla con spirito critico, cerchiamo solo le informazioni che confermano la nostra credenza, trascurando quelle che la confutano.
Cosa succede sui social media?
I nostri like, scroll e condivisioni istruiscono l’algoritmo che ci mostrerà notizie in linea con i nostri punti di vista, rafforzando i preconcetti e facendoci perdere una visione completa della realtà. Di conseguenza, l’individuo rimane sempre più radicato nella propria polarità e meno propenso a un confronto costruttivo.
L’algoritmo amplifica i nostri bias di conferma, avvolgendoci in una bolla informativa che porta a:
- ricevere contenuti che rinforzano la nostra opinione
- vedere opinioni opposte non per conoscere, ma per screditarle.
In questo contesto diventa fondamentale mettersi in discussione e privilegiare una ricerca di conoscenza verticale, più profonda, rispetto a quella orizzontale e superficiale. Se osservassimo il mondo senza pregiudizi, potremmo cogliere sfumature che una mente condizionata non riesce a vedere.
Ammettere con umiltà la propria ignoranza alimenta curiosità, ascolto e creatività nella ricerca di nuove soluzioni. Ci spinge a reinventarci con flessibilità, senza paura del cambiamento.
Il desiderio di oltrepassare i propri limiti è più importante della conoscenza in sé. In un mondo veloce e imprevedibile, adattabilità e apertura all’apprendimento restano le vere chiavi del successo.

nubi sparse (MC)
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