E se il tuo cuore a pezzi non fosse colpa dell’algoritmo di Tinder ma del tuo Daimon?
Attribuire ad un algoritmo la causa delle nostre pene amorose può risultare rassicurante, ammettiamolo! E’ colpa di Tinder se non troviamo l'anima gemella, è colpa del ghosting se restiamo a fissare un display muto del nostro cellulare con quel senso di angoscia nel petto. Ma se ci fosse dell'altro?
James Hillman - psicanalista, filosofo e saggista - che dell'anima conosceva i nascondigli più bui, ci direbbe che quell’ansia che ti toglie il sonno mentre aspetti quel messaggio non è una patologia. È il tuo Daimon. Quel disegno innato che ti porti dentro e che, stufo di vederti vivere una vita a metà, ha deciso di scuoterti usando l'arma più vecchia del mondo: l’Eros.
Non ci innamoriamo di chi è "compatibile" con noi, ma dell’esatto opposto - del disordinato se siamo maniaci del controllo, dell'inafferrabile se cerchiamo certezze - perché il Daimon ha bisogno di quella specifica sfida per costringerci a fiorire. L’altro non è un "match" riuscito male, è il magnete che tira fuori parti di te che non sapevi nemmeno di avere.
Quindi, la prossima volta che quel messaggio non arriva, smetti di studiare lo stile di attaccamento. Chiediti piuttosto: in quale "altrove" mi sta portando questo dolore? Cosa sta cercando di dirmi il mio destino attraverso questo silenzio? Se soffri per qualcuno che sembra non meritarti, la causa potrebbe non risiedere in un trauma infantile: è il tuo Daimon che ha scelto quel sorriso o quel particolare sguardo per innescare una sofferenza necessaria per scardinare le tue abitudini.
Non ci si innamora per affinità elettive, ma perché quel volto specifico ci conduce dove avremmo preferito non andare e dove, invece, era inevitabile approdare. Innamorarsi significa giungere "altrove" rispetto a dove siamo, per guardarci con verità attraverso l’altro e fare spazio a una nuova versione di noi stessi. Secondo Hillman, ognuno nasce con un codice animico, una vocazione unica che ad un certo punto deve palesarsi. L’Eros è appunto il richiamo che il Daimon usa per risvegliare l’anima alla propria realizzazione.
L'altro è lo strumento per rendere visibile il destino. Hillman sostiene che ci innamoriamo di chi "serve" al compimento del nostro Daimon. Così, lo psicanalista statunitense ci restituisce la sacralità del mistero: l'amore non è un semplice incastro di somiglianze, ma una collisione tra destini che hanno bisogno l’uno dell’altro per compiersi. Ogni volta che avvertiamo fragilità di fronte all’amore, stiamo in realtà affrontando una prova per conquistare la nostra interezza.

cielo sereno (MC)
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