Politica

KLEOS - il glorioso, la piccola audace lista degli emuli di Cervantes

KLEOS - il glorioso, la piccola audace lista degli emuli di Cervantes

Abbiamo letto dalla pagina Facebook della lista Kleos il nome del loro candidato sindaco, Dimitri Papiri, e l'abbiamo raggiunto telefonicamente per fargli delle domande.- Chi è Lei e come è nato questo progetto?Io sono Dimitri, un contabile con il vizio della satira e la passione per l'ipnosi. Civitanovese che insieme ad altri amici civitanovesi piuttosto arrabbiati hanno avuto questa idea piccola ma ambiziosa.Kleos-il glorioso è il nome con cui nel VI secolo avanti Cristo i greci chiamarono la foce del fiume Chienti che per bellezza e accoglienza elessero a porto naturale per i loro commerci e le loro galee. Tornassero oggi, gli stessi greci, magari con l'ausilio di una macchina del tempo, oltre a stupirsi per i miasmi delle acque, ormeggerebbero su un centro commerciale e non farebbero in tempo a scendere che troverebbero occupate da clandestini le navi e fregato con destrezza l'intero carico. Il progetto è nato per un rigurgito di consapevolezza, la necessità di immaginare qualcosa di stimolante che accomuni la più parte dei cittadini in un risveglio forte complesso e audace.- E' la prima volta che si cimenta nella politica oppure ha esperienze pregresse?Andrebbe chiarito che la politica, quella vera, è quella che facciamo tutti affrontando la fatica del vivere, le difficoltà sul lavoro, la confusione nei rapporti umani, la possibilità di aiutare o di contare su di un aiuto. Ecco, di quella ho grande esperienza proprio come tutti quei cittadini a cui mi ispiro e a cui piacerebbe rivolgermi. Della politica finta invece, quella dell'alibi ideale per fagocitare affari e carriere, ho una piccola nefasta esperienza di 25 anni addietro.- Dopo le prime uscite sui social, qual'è stato il riscontro?Del riscontro non saprei dire, la mia idea di propaganda è da sempre quella della Fiat Multipla. La prima Fiat Multipla era talmente brutta che dopo qualche spot fatto da Schumacher non venne più pubblicizzata. Eppure le vendite iniziate in sordina svilupparono progressioni di ordine geometrico. Era economica, in fondo funzionava e partì un passaparola. Ecco, nel mio mondo ideale si sceglie di votare senza assilli, passaparola, studio ed approfondimento, tutto qui. Non abbiamo denari e non facciamo parte di potentati, lottiamo tutti i giorni con la vita e ci sembra rispettoso anche nei riguardi dei cittadini che vorremmo coinvolgere trasferire la consapevolezza che l'istinto, più che i manifesti, deve guidare nella scelta di qualcuno che ci rappresenti. Passaparola, studio, approfondimento.- Come intendete promuovervi? Farete volantinaggio, manifesti, userete i social?Niente volantinaggio, i manifesti saranno quelli obbligatori per legge, e visto che non abbiamo una sede utilizzeremo i social più antichi del mondo: gli spazi pubblici, gli sguardi, le parole, il vino e i sorrisi. I disegni persino visto che è uno dei miei mestieri. Qualcosa di arcaico, qualcosa che abbiamo sempre fatto.- Come giudica l'operato della giunta in carica?Non giudico nessuno perché amministrare davvero è qualcosa che appare complicatissimo. Alle regole astruse del patto di stabilità interno si unisce la farraginosità cronica della macchina burocratica, il tutto distillato nelle critiche immancabili di chi pretende e non può essere accontentato. Quello che invece obiettivamente constato è una deriva etica ventennale che riverbera nei numeri, negli incarichi, nelle gare, nelle assunzioni. Se posso aggiungere qualcosa che definirei oggettivo è che a studiare le carte disponibili, scopri che lo stato dell'arte oggi è persino migliore di quello delle due giunte precedenti, ma rattrista rendersi conto che quel piccolo miglioramento ad esempio delle finanze non è il frutto di scelte precise e lungimiranti ma la risultante degli obblighi piovuti dall'alto sotto forma di prescrizioni dello stato centrale.- Dato che gli altri schieramenti e le persone che li guidereanno, sono presenti da molto tempo nella scena politica cittadina, non vi sentite un po' la Cenerentola delle prossime elezioni?E' vero, i candidati più forti sono "animali" di potere, gente adusa a questo tipo di competizioni. Macchine programmate per la strategia e la vittoria. Hanno uomini, risorse, lobbisti di professione. Troppo esperti. Troppo. E noi non siamo Cenerentole. Piuttosto siamo Don Chisciotte della Mancia, anzi "de Citanò". Gente romantica e sognante, personaggi di Cervantes che sull'orlo della cinquantina dopo avere letto tante storie di cavalieri, si improvvisano cavalieri essi stessi, signori e servi che si fondono in una sola creatura biforme dove possono incontrarsi letteratura e tradizione popolare, E come Don Chisciotte e Sancio Panza non ci intimoriscono le legnate dei giganti, quanto la difficoltà ad essere creduti. Come loro la cosa mirabile che offriamo è il perfetto equilibrio tra i due piatti della bilancia che chiamiamo vita: la realtà e il sogno. Kipling, uno degli scrittori essenziali del nostro tempo  ha detto che a tutti è consentito ordire una favola. Ecco, questa è la nostra.- Quali sono i punti programmatici e che risposta pensate di dare alla domanda sempre crescente di legalità e contrasto all'abusivismo, tema caldo degli ultimi periodi?Noi abbiamo un programma vero, i nostri esperti sono i calci in culo della vita e migliaia di pagine che abbiamo studiato, leggi, numeri, esperienze virtuose in altri luoghi. Confidiamo nella curiosita' dei cittadini anche perché ameremmo spiegare come quelle che paiono suggestioni siano realtà realizzate e realizzabili. Teniamo a dire che non dovendo accontentare nessuno abbiamo progettato qualcosa che parte dal basso e prova ad accontentare tutti. Un punto ideale di partenza in cui l'unico cemento sia quello della fratellanza. Ecco l'utopia, Civitanova come punto della nazione da cui ribellarsi alle nefandezze di una classe dirigente poco degna.Tre soli punti, Economia e Lavoro, Sicurezza e Ordine pubblico, Felicità. Il concetto banale ma articolato è che se tutti avessimo un lavoro dignitoso e ci sentissimo protetti, potremmo dedicarsi alla ricerca della felicità. E allora abbiamo utilizzato gli stessi metodi con cui John Maynard Keynes nel 1944 permise la ricostruzione economica dell'europa. Creare capacità di spesa limitata a cittadini e imprese del territorio, un sistema di stanze di compensazione alimentate da una moneta complementare gestita da una banca locale attraverso la quale pompare credito e consumo retribuendo tutti i cittadini che non lavorano inquadrandoli in un "Hub-Lavoro" dove separati per mansioni, formati e diretti da pensionati esperti e retribuiti, divengono parte di una centrale pronta a risolvere i problemi di ogni cittadino. Dall'avvocato al medico, dall'idraulico al falegname, dal muratore al commercialista. Fratelli. Gli amministratori usano stimoli forti e diretti per convincere le aziende a dismettere filiere delocalizzate ed assumere uomini e donne da questo sistema. E da questo sistema centinaia di persone turneranno in una polizia di prossimità addestrata e coordinata da uomini abilitati a funzioni di ordine pubblico a guardia dei 40 mila metri quadri di territorio. Verifica delle residenze, rispetto delle regole anche nei temi delicati della religione, fine del racket della questua e della vendita abusiva. Il Sindaco in prima persona stimola la prefettura e utilizza appieno le norme a tutela della incolumità e sicurezza dei cittadini financo ricorrere a misure estreme come la possibilità di arresto concessa anche ai cittadini medesimi in flagranza di particolari reati quali lo spaccio, il furto, la clandestinità. Si parla chiaro di lotta senza quartiere alla cocaina che ha invaso la città in tutte le sue declinazioni. Teoria delle finestre rotte nei regolamenti comunali e assicurazione sul furto fino a quando il paese non sarà stato ripulito. E infine tutto il resto che racchiuso nella "Felicità" segue linee guida come gratuità dello sport e dello studio, mense e asili di nuova concezione, taxi gratuiti per anziani e disabili, premialità per chi eccelle, qualita' della vita, crediti per chi usa la bici, prestiti sull'onore, rispetto dei beni pubblici, fine del consumo di territorio e soprattutto, decisioni collegiali con i cittadini su viabilità, urbanistica, salute e tutto quanto attenga al futuro. Un Comune come Civitanova spende ogni anno qualcosa come 20 milioni per acquisto di beni e servizi e nessuno potrà convincerci che in quel mucchio di soldi non vi siano distorsioni e favoritismi. Fuori dai denti, convintamente, ammettiamo che il nostro sogno sarà strumentalizzare, forzare, distorcere ogni norma affinchè i favoritismi riguardino 42000 cittadini. E un programma di questo tipo obbligherebbe la creazione di un centro studi in cui le menti migliori costruiscano modelli di tecnologia, economia e progresso divenendo esempio ed attrazione.- La vostra lista ha una collocazione politica? Vi ispirate alla destra, al centro, alla sinistra?Nè destra nè sinistra, piuttosto mare, una lista di mare estremo.- Avete in progetto possibili alleanze con altre liste?Siamo così piccoli da confondere il nulla ed il tutto. Andremo da soli ed accoglieremo chiunque abbracci la tesi fondante dei tre punti del programma e del coraggio che li accomuna. Abbiamo dieci voti e confidiamo di trovarne altri 9.990 così da vincere al primo turno e chiamare in aiuto da tutte le altre liste uomini e donne eccellenti necessari a generare un progetto in cui Civitanova divenga quella famiglia di 42.000 fratelli in cui è persino complicato soffrire. Questo è fantastico e spero divenga il programma di tutti.- Abbiamo notato un linguaggio diverso, disegni, poeti, citazioni. Puntate su questo canale di comunicazione per attrare i giovani?La cosa meravigliosa è che molti giovani ci hanno preso sul serio, i ragazzi sono l'ultima speranza per ricostruire una prospettiva ed impostare un discorso audace e duraturo. I giovani sono magma e potenza pura, e le arti, anche quelle piccole come il disegno, un linguaggio universale che va dritto al cuore. Tutto è complesso da concretizzare e per noi sarebbe già un primo grande successo riuscire a trovare i 24 candidati su cui ricercare le firme per la validazione della lista. Se poi saranno giovani, allora la nostra sara' gia' una vittoria.- A quando il primo incontro con il pubblico?Mercoledì 8 faremo una prima riunione nei locali di un amico sognatore (i nostri sostenitori li chiamiamo così) in via Raffaello Sanzio 8 a S.Maria Apparente e inizieremo a parlare delle nostre piccole idee. Successivamente ci riuniremo all'aperto proprio nella speranza di coinvolgere la gente con la semplicità di un bicchiere di vino da tre soldi (non abbiamo ahimè aziende agricole a sostegno) ed il calore della passione.

07/03/2017 10:11
Civitanova Marche, domani presentato alla città il nuovo "Popolo della Famiglia"

Civitanova Marche, domani presentato alla città il nuovo "Popolo della Famiglia"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal "Popolo della Famiglia" di Civitanova Marche. "Una novità politica delle prossime elezioni amministrative a Civitanova Marche è il Popolo della Famiglia, il nuovo movimento politico nazionale fondato da Gianfranco Amato e Mario Adinolfi, che vuole rispondere alla necessità di rimettere la famiglia al centro delle politiche economiche e sociali. Mettere la famiglia al centro significa intervenire in ogni campo dell'amministrazione: dalla sicurezza, al lavoro, alla scuola, all’economia, all’urbanistica, alla tassazione. Per la presentazione del Popolo della Famiglia sarà a Civitanova Marche il segretario nazionale Gianfranco Amato, martedì 7 marzo, ore 21.00 presso l’oratorio salesiano di San Marone. Il Popolo della Famiglia si presenterà a Civitanova Marche con una propria lista e, come già dichiarato lo scorso dicembre 2016 e confermato nella conferenza stampa del 3 marzo scorso, appoggia il candidato sindaco Fabrizio Ciarapica perché capace di avere una visione del bene comune in sintonia con i principi non negoziabili che caratterizzano il Popolo della Famiglia: la centralità della persona, la valorizzazione della famiglia così come riconosciuta dalla Costituzione italiana, la promozione della libertà di scelta educativa dei figli, il sostegno concreto della natalità e delle nuove generazioni, la tutela della dignità di ogni persona dal concepimento alla morte.   L’assemblea pubblica di martedì 7 marzo è l’occasione per conoscere meglio questo nuovo movimento, che oltre alle capacità crede che fondamentale per un nuovo modo di fare politica sono i valori, la coerenza e l’onestà".

06/03/2017 19:09
Pd Provinciale Macerata: "Oltre 200 firme per la candidatura a segretario di Matteo Renzi

Pd Provinciale Macerata: "Oltre 200 firme per la candidatura a segretario di Matteo Renzi

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato da parte del Pd Provinciale Macerata. "A Macerata sono state raccolte oltre 200 firme per la candidatura a segretario di Matteo Renzi. Tra i sostenitori il segretario regionale Francesco Comi il segretario provinciale Francesco Vitali l'organizzatore provinciale Gianfilippo Simoni e la vice segretraria Paola Castricini, il senatore Mario morgoni l'onorevole Irene Manzi, l'assessore regionale Angelo Sciapichetti e il consigliere regionale Francesco Micucci. Numerosi anche i sindaci che hanno scelto di sostenere Matteo Renzi a partire da quello del capoluogo Romano Carancini al sindaco di Recanati Francesco Fiordomo, Andrea gentili Monte San Giusto , Leonardo catena Montecassiano Osvaldo Messi Appignano, Roberto Paoloni Belforte, Ornella formica Colmurano e Ulisse costantini sindaco di fiuminata. Si apre una fase totalmente nuova, con il congresso del 30 aprile il partito tornerà ad avere una guida e si potrà continuare sulla strada delle riforme di cui il nostro Paese ha così tanto bisogno per tornare ad essere protagonisti in Europa". 

06/03/2017 17:23
Ghio: "Il nostro impegno è rendere visibili fin da subito tutti i candidati"

Ghio: "Il nostro impegno è rendere visibili fin da subito tutti i candidati"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del candidato sindaco di Civitanova Marche Stefano Ghio. "La politica civitanovese entra nel vivo? Direi proprio di no. Allo stato attuale la discussione che si ascolta a destra e sinistra è quella delle alleanze fatte sulla testa della gente. Vi è ancora chi ritiene che le elezioni si possano vincere sommando aritmeticamente le percentuali che i singoli partiti e le singole liste hanno ottenuto negli anni dimenticando la stanchezza e la sfiducia con la quale i cittadini vivono la politica. La destra e la sinistra, salvo ripensamenti difficili, si presentano in modo “vintage”, con l'illusione che formule già dimostratesi fallimentari a Civitanova Marche, siano vincenti, eppure il mondo è cambiato. Pensare all'automatica identificazione degli elettori con le fazioni a prescindere dai programmi e dalle idee di sviluppo che ciascuno ha della propria città è un vero e proprio insulto all' intelligenza dei cittadini i quali, a me sembra, hanno interesse più all'efficienza, alla trasparenza ed all'efficacia di una azione amministrativa piuttosto che alle faziose tattiche politiche. L'idea che è maturata tra coloro che hanno dato la propria disponibilità a candidarsi con le liste “Civitanova Cambia” e “Civitanova Vera” a sostegno della candidatura a Sindaco di Ghio è quella di rendere immediatamente visibile sia il programma che si sta realizzando (la cui bozza è presente nella pagina Facebook da oltre un mese) che coloro che si candidano a sostenerlo (i cui visi e nomi sono altrettanto noti), un modo apparentemente innovativo di fare politica, che si potrebbe definire normale, che cerca di aprire le porte della futura amministrazione alla gente comune senza il filtro di gestori più o meno nascosti all'ombra di un nuovo che non avanza. Un impegno diretto con i Civitanovesi che altri non hanno avuto modo di raccogliere. Ad oggi non sono note le liste dei candidati (ma ci sono?) e non sono noti i programmi (per ora si è parlato solo di sicurezza) di tutti coloro che hanno l'intendimento di governare questa nostra bellissima città, le cronache sono invece piene di calcoli matematici da parte di novelli ragionieri che facendo i conti "senza l'oste" pensano di provocare timori all'avversario politico. Per quanto detto la priorità, per quello che ci riguarda, sono le difficoltà dei Civitanovesi, le loro esigenze inascoltate, i loro sogni, l'ambizione di una città che deve poter vivere appieno le sue potenzialità e su questo l'alleanza delle alleanze è quella fatta con i cittadini. Visto che alle idee debbono seguire i fatti anche la formazione della terza lista verrà delegata ai cittadini i quali, già consapevoli della bozza di programma che si sta promuovendo, nel condividerla ben potranno partecipare alla gestione della cosa pubblica ove ne abbiano voglia ed interesse contattando le nostre liste anche attraverso i social. Questo si pensa sia l'unico modo per combattere il populismo da scrivania in favore della partecipazione vera e consapevole, l'unico modo per far saltare il banco di coloro che vivono la politica come se fosse un grande “RisiKo” dove le pedine sono i cittadini".    

06/03/2017 14:38
Errani incontra i sindaci a Macerata: con tanta forma e poca sostanza al via la ricostruzione - VIDEO

Errani incontra i sindaci a Macerata: con tanta forma e poca sostanza al via la ricostruzione - VIDEO

Molte le cerimonie, tanti gli attestati di reciproca stima tra i protagonisti della ricostruzione, troppi i buoni propositi espressamente dichiarati.  Si respirava quasi un aria di primo giorno di scuola, questa mattina, presso la sede dello IACP, dove si sono riuniti sindaci e amministratori per affrontare un altro incontro sul post sisma. Merito anche di un gradevole sole marzolino e di un cielo azzurro che annunciava la primavera. Un’accoglienza speciale per la stampa e per la cura dell’immagine in generale. Cordialità e disponibilità dispensate a piene mani dagli staff da apparire quasi sospetti. Sospetti che si materializzano poi quando li senti parlare. Quando dicono che sta andando tutto bene. Quando ti raccontano che, nei gruppi di lavoro ristretti, si concretizza meglio. Sospetti che diventano certezze quando quelli che prima ti accoglievano deferenti, adesso ti allontanano con garbo e fermezza per affrontare l’ennesima riunione a porte chiuse. Manco trattassero argomenti che affrontano la sicurezza nazionale. Che poi, a dirla tutta, è stato questo vezzo delle porte chiuse a trascinare Errani nell’incidente della registrazione pirata, realizzata sicuramente da un amministratore e rilanciata via web. “Finalmente cominciamo ad organizzarci nel territorio” ha detto Vasco Errani alla stampa.  “Accelerare, velocizzare, dare risposte ai cittadini” gli altri verbi usati dal commissario alla ricostruzione. Dopo sei mesi siamo ancora a caro amico. Apprendiamo, non senza imbarazzo che da oggi cominciano ad organizzarsi. Bontà loro. Devono aver approfittato del primo sole primaverile, visto che l’unica nevicata invernale li ha trovati spiazzati e impreparati. Siamo dunque – dopo sei mesi - nella fase organizzativa, ma ci stiamo con la massima cura per le pubbliche relazioni. Privilegiando l’immagine e la forma. Della sostanza se ne occuperanno chissà quando. Il presidente della giunta regionale, Ceriscioli non ha saputo o voluto dare nessuna risposta al presidente dell’amministrazione provinciale di Macerata. Né in sede di comitato ristretto, ma nemmeno in assemblea plenaria. Sacrosante d’altra parte le osservazioni di Pettinari: perché se la provincia di Macerata ha il 62% del territorio danneggiato su 21 assunzioni a tempo determinato gliene spettano solo 10? La matematica dice che mancherebbero almeno tre unità. Nessuna risposta nemmeno sul perché sia stato trasferito in Regione l’unico funzionario provinciale della stazione appaltante. Nessun riscontro da parte di Ceriscioli nemmeno sulla disponibilità offerta dall’amministrazione provinciale per costituire a Piediripa l’ufficio speciale per la ricostruzione. Insomma, aldilà dei buoni propositi non si sta facendo nessun passo in avanti, se non a parole. L’unica cosa che sembra funzionare è questo comitato ristretto degli amministratori. Richiesto, peraltro dagli stessi sindaci e dal commissario Errani. La sostanza vera è che dopo la riunione di oggi dovrebbe uscire un altro decreto. Pare che stavolta, nel contenuto del provvedimento normativo, venga data ai sindaci maggiore autonomia e responsabilità. Di questo salto qualitativo, che in qualche maniera ricalca le normative del sisma del 1997, va dato correttamente ogni merito a Vasco Errani che in questi mesi si è confrontato in maniera serrata con tutti i sindaci dei comuni disastrati. "Stiamo ancora gestendo parti dell'emergenza, casette, stalle e macerie - ha sottolineato Errani - ma stiamo discutendo anche l'impianto della ricostruzione per scuole e imprese. I tempi sono veloci: vogliamo confrontarci soprattutto con i sindaci''. Nel nuovo decreto ''non a caso i sindaci sono soggetti attuatori per la realizzazione di casette, stalle e opere di urbanizzazione. L'obiettivo è contrastare lo spopolamento e ridare una prospettiva vera alle zone colpite". Errani ha ricordato che si sta lavorando ''per 21 nuove scuole, mentre per le imprese c'è già l'ordinanza per il recupero di tutti i danni''. Su questa scia cambiano anche le modalità di azione: prima si fanno gli incontri con i sindaci, nei quali si raccolgono criticità e modalità di soluzione, poi si scrivono le ordinanze e non viceversa. Siamo in ritardo di sei mesi, ma da oggi cambia la cabina di regia. Il flemmatico e inconcludente Luca Ceriscioli, che fin qui ha gestito male l’emergenza, oggi passa il testimone a Vasco Errani, che ha fama di essere uomo di poche parole, ma di molti fatti concreti. Saranno i risultati il maxicantiere della ricostruzione che si sta mettendo in piedi, a giudicare il suo operato.         

06/03/2017 13:12
Terremoto, PD Marche: digitalizzazione strumento per la sopravvivenza delle comunità locali

Terremoto, PD Marche: digitalizzazione strumento per la sopravvivenza delle comunità locali

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del PD Marche sul terremoto: "Affrontare il terremoto e altre emergenze con l’”arma” della digitalizzazione e della sicurezza informatica. Dotare gli enti locali di un Piano di Disaster Recovery che permetta di salvaguardare dati e sistemi informativi su cui si basa l’attività amministrativa, garantendo continuità ai servizi per i cittadini e alla vita delle comunità locali, gestendo l’emergenza ed evitando situazioni di stallo. È questo il tema al centro dell’incontro organizzato da PD Marche e PD Lazio – dalle rispettive aree tematiche sull’Innovazione Tecnologica – tenutosi a Roma venerdì 3 marzo. L’iniziativa, dal titolo “Disaster Recovery e Business Continuity negli Enti Locali per la continuità dei servizi ICT e per rispondere alle calamità naturali – L’importanza della digitalizzazione e del Cloud e l’efficienza della PA. Focus su Lazio e Marche”, si è proposta di analizzare le opportunità fornite dal digitale, in particolare per le PA, nell’affrontare le sfide e le emergenze del nostro tempo. Partendo proprio da una riflessione sul recente evento sismico che ha colpito entrambe le regioni, si è focalizzata l’attenzione sulla necessità, per gli enti coinvolti in emergenze straordinarie, di recuperare funzionalità in poco tempo e con poco dispendio di risorse. “Con il terremoto – ha evidenziato Chantal Bomprezzi, responsabile PD Marche Agenda Digitale – i Comuni hanno perso molti dei loro dati sotto le macerie, perché in formato cartaceo. La digitalizzazione della PA, accompagnata da un’apposita programmazione in materia di Disaster Recovery, avrebbe consentito di mantenere quelle informazioni in formato digitale, in quanto replicabili da remoto. La stessa mancanza ha comportato la perdita anche di dati in formato digitale, rimasti nei server recuperati dai Vigili del Fuoco anche a distanza di due mesi. Si tratta di capire – ha concluso – che in quei server era racchiuso l’Ente stesso”. L’evento ha visto la partecipazione di relatori di rilievo, quali il dott. Giovanni Rellini Lerz, responsabile del Servizio Monitoraggio Attività e Coordinamento di AgID – Agenzia per l’Italia Digitale, l’Ing. Diego Franzoni, vice presidente dell’Ordine Ingegneri della Provincia di Ancona, il prof. Alberto Gambino, pro-rettore dell’Università Europea di Roma e Presidente IAIC – Accademia Italiana del Codice di Internet e il dott. Alessandro Alongi, autore del libro “Conversione Digitale”. L’appuntamento è stato, inoltre, occasione per considerare anche l’altra faccia della medaglia di quella che viene definita la “quarta rivoluzione industriale”, cioè la necessità della tutela dei dati e della privacy degli utenti, oltre che il delicato tema della sicurezza cibernetica".  

06/03/2017 11:51
Forza Italia vicina al sostegno a Pezzanesi. Ma non l'avevano già detto? O era un'altra Forza Italia?

Forza Italia vicina al sostegno a Pezzanesi. Ma non l'avevano già detto? O era un'altra Forza Italia?

Allora, prima di procedere alla pubblicazione del comunicato odierno di Forza Italia (inoltrato non da Forza Italia, non dal Comune di Tolentino, ma dal comitato Pezzanesi Sindaco) è giusto e doveroso fare un riassunto delle puntate precedenti, per evitare che al lettore sorga il dubbio di non aver ben compreso di cosa si stia parlando. Partiamo dall'inizio: la storia d'amore ha radici profonde e trova la sua massima espressione quando la coalizione di centrodestra guidata da Pezzanesi espugna un feudo rosso come Tolentino, da oltre un ventennio governato dalla sinistra. All'epoca, corre l'anno domini 2012, e il soggetto politico dove sono confluite le diverse anime del centrodestra si chiama Popolo della Libertà. Al suo interno c'è anche una componente di Forza Italia che riesce a portare in consiglio comunale due suoi esponenti, Carmelo Ceselli e Antonio Trombetta. La storia d'amore fra Pezzanesi e Forza Italia è subito intensa, ma come tutti i grandi amori inevitabilmente va incontro a delle crisi. Le prime avvisaglie sono interne al partito stesso, tanto che Antonio Trombetta esce dal gruppo Forza Italia ed entra nel gruppo misto. L'unico rappresentante forzista resta ufficialmente Ceselli. La storia d'amore va avanti sempre più travagliata, fra le rivendicazione degli azzurri, che per mesi e mesi chiede la sua rappresentatività in Giunta, senza mai trovare corrispondenza d'amorosi sensi. Fin quando, alla fine, Ceselli sbotta, chiude la porta ed esce dalla maggioranza. Ma all'orizzonte ci sono di nuovo le elezioni. Fratelli d'Italia e Lega manifestano pubblicamente il proprio appoggio alla ricandidatura di Pezzanesi e... anche Forza Italia. Una decisione politicamente quasi inevitabile per evitare l'isolamento politico. Ma quale Forza Italia appoggia Pezzanesi? Alla conferenza stampa di ufficializzazione della candidatura del sindaco uscente, preannunciata da un comunicato (qui) a firma della coordinatrice provinciale Lorena Polidori (alla quale, peraltro Carmelo Ceselli il giorno dopo scriverà una lettera rovente, nella quale fra l'altro le chiede come mai fino al giorno prima cercasse la strada per poter appoggiare l'eventuale candidatura dell'ex presidente del consiglio comunale Mauro Sclavi), presenziano la stessa Polidori e Trombetta, confermando il sostegno di Forza Italia a Pezzanesi. Dopo qualche giorno, a seguito di un coordinamento regionale del partito, il coordinatore regionale Remigio Ceroni dichiara (qui) che le alleanze a Tolentino sono ancora tutte da verificare, di fatto azzerando la presenza di Polidori e Trombetta alla conferenza stampa del sindaco uscente. Oggi, il nuovo capitolo della saga. Forza Italia (sì, ma quale...?) è vicina all'accordo con Pezzanesi. Questo il testo del comunicato: "Un incontro all'insegna della cordialità, correttezza, trasparenza e alla ricerca della condivisione programmatica, quello che si è svolto nel pomeriggio di venerdì tre marzo tra il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, ed il Coordinatore Regionale di Forza Italia, il Sen. Remigio Ceroni, accompagnato dalla Vice Coordinatrice Regionale, Barbara Cacciolari, e dal consiglierecomunale Carmelo Ceselli (quindi, Polidori e Trombetta immortalati in tanto di foto ufficiale, quale Forza Italia rappresentavano? ndr) L'appuntamento, accolto dai vertici di Forza Italia all'indomani di una manifesta disponibilità del Sindaco Pezzanesi al confronto, ha visto la trattazione di vari argomenti.Innanzitutto l'attività consiliare svolta nel quinquennio dai rappresentati di Forza Italia nell'Assise cittadina, poi, sono state esaminate le ragioni per le quali nel corso del mandato sono nati motivi di attrito. Il confronto si è sviluppato sul piano programmatico facendo registrare interessanti aperture volte ad una possibile condivisione, necessaria al proseguimento della collaborazione. Individuata anche  la scala delle priorità con in primo piano la ricostruzione post terremoto, il sostegno alle attività economiche e produttive, fortemente compromesse dal sisma, e una forte attenzione alle problematiche del sociale in un momento in cui la crisi economica e il terremoto hanno accentuato le difficoltà e i disagi che vivono le famiglie.Un incontro che riporta grande serenità tra le parti dopo alcune incomprensioni e lascia presagire il probabile ed importante sostegno di Forza Italia alla prossima candidatura per il secondo mandato a Sindaco di Giuseppe Pezzanesi.“Sarebbe un risultato auspicabile – conclude il Primo Cittadino – a conferma di un dialogo mai venuto meno, ricco di confronti e scambi di vedute densi di determinazione da entrambe le parti a dimostrazione che tutta l'area moderata delle liste civiche ed il centro destra  possano continuare uniti e compatti nelle intenzioni e nei fatti, consolidando la continuità e la concretezza di un' esperienza amministrativa ottimale per l'economia, il sociale e la cultura di questa magnifica realtà cittadina". Speriamo che ora sia tutto più chiaro. 

04/03/2017 21:30
Marcia indietro del Comune di Tolentino sul regolamento del villaggio container: il valzer dell'ipocrisia

Marcia indietro del Comune di Tolentino sul regolamento del villaggio container: il valzer dell'ipocrisia

“L’ordinanza che vietava temporaneamente l’ingresso dei piccoli animali da affezione all’interno del Villaggio container di Via Colombo è stata revocata”. Così si legge in un comunicato stampa del comune di Tolentino. E la motivazione fa davvero sorridere: “Infatti a seguito di un attento censimento e dopo aver valutato tutte le richieste pervenute, al di là delle legittime “alzate di scudi” delle associazioni animaliste, dei cittadini e movimenti politici, si è provveduto a fare un censimento delle reali richieste avanzate dagli ospiti”. Un’amministrazione rispettosa degli animali e dei cittadini che amministra sa bene che il censimento e la valutazione delle esigenze degli stessi va fatta a monte e non dopo che “le legittime alzate di scudi delle associazioni animaliste” hanno creato un vero e proprio caso nazionale. Si pensa davvero che la gente ci creda? Chi ha rispetto degli animali e della sensibilità di chi li ama non si sarebbe mai lontanamente sognato a monte di progettare uno spazio senza conoscere il numero degli ospiti a quattro zampe! Nel comunicato continua la fantasiosa giustificazione di chi ancora non ha proprio comprensione delle ragioni che hanno destato tanto malumore e la ferma opposizione alla previsione del regolamento appositamente introdotta, in un secondo momento, per vietare la presenza degli animali: “Infatti il primo provvedimento era stato adottato per garantire la salubrità igienico-sanitaria dei container e degli spazi comuni in quanto le ridotte dimensione possono rendere complicata la convivenza tra ospiti e animali. In alcuni particolari casi, poi, alcune famiglie avevano chiesto di portare anche tre o quattro cani o gatti e quindi la situazione, come è facilmente comprensibile, poteva diventare complicata da gestire. Per cui analizzata bene la circostanza si è deciso di poter far ospitare, a chi volesse, il proprio animale presso il rifugio comprensoriale “Monti Azzurri” a spese del Comune mentre per gli animali in possesso dei certificati veterinari è possibile essere ospitati all’interno dei singoli container, insieme al proprio padrone”. Qualche precisazione appare necessaria, alla luce di tanta confusione, così magari sarà l’amministrazione a poter “ facilmente comprendere” … (speriamo):  si mescolano vari concetti: salubrità igienico sanitaria, che riguarda gli escrementi degli animali e lo stato di salute degli stessi che è certificato dai libretti veterinari che però non certificano la c.d. “cacca” che tale è e resta e per natura va espulsa (sic!);  i proprietari di animali che tengono a portarli con loro non sono degli incivili ed è nella loro cultura di rispetto altrui pulire dove gli animali sporcano; nel villaggio, come in ogni spazio accessibile al pubblico, deve esserci per civiltà oltre che per disposizioni di legge uno spazio in cui gli animali possano sgambare e sporcare;  i proprietari di animali che tengono a portarli con loro provvedono regolarmente a vaccinarli;  i certificati veterinari garantiscono la salubrità degli animali nei confronti degli altri animali in quanto non ci sono malattie trasmissibili all’uomo (salvo che per la rabbia che da noi non c’è – per le pulci ci sono gli antipulci e spesso anche le persone hanno di questi problemi – per le micosi basta avere accortezze o comunque avere un’area separata nel così grande villaggio – ma è o non è un villaggio?)  se una famiglia ha più di un animale non è che li spezzetta e ne manda un po’ al canile e un po’ li tiene, in quanto sono membri del nucleo familiare; per un animale abituato a stare in casa, e magari precedentemente adottato da un canile, non è che sia proprio salutare rientrare, anche se provvisoriamente in canile.  Potremmo proseguire con le osservazioni ma quelle fatte sono sufficienti per indurci a chiederci se chi ha scritto il comunicato o chi ha redatto il regolamento si sia realmente messo al posto delle persone ospiti dei containers che possiedono animali, dubbio che si rafforza leggendo, alla luce delle incongruenze di cui sopra, l’ultimo periodo del comunicato: “Speriamo sia ben compreso che il primo provvedimento adottato andava verso una garanzia totale degli standard qualitativi di residenza, in attesa di una normalizzazione della situazione generale sia di convivenza che di sicurezza, anche sanitaria, all’interno del Villaggio container. Quindi nessuna presa di posizione contro gli animali ma al contrario, con il massimo rispetto verso loro stessi, si è voluto assicurare ai “migliori amici dell’uomo” condizioni di vita accettabili”. Condizioni di vita accettabili, certo. E quindi: tutti fuori dal villaggio! Alè!  Salvo poi fare marcia indietro perchè gli animali sono due o tre (gli è andata bene e si può revocare il provvedimento). E in questo clima tragicomico ci scappa anche la rima.   

04/03/2017 18:04
Presidio della Lega a Monte San Giusto, ma non c'è Salvini: "Solidarietà al carabiniere e alle forze dell'ordine"

Presidio della Lega a Monte San Giusto, ma non c'è Salvini: "Solidarietà al carabiniere e alle forze dell'ordine"

 "Solidarietà al carabiniere e alle forze dell'ordine. Comunque vada a finire, siamo dalla parte di chi stava in divisa, cioè quello che stava dalla parte giusta".    Così un gruppo di manifestanti della Lega Nord, un centinaio circa, che hanno protestato davanti alla caserma dei carabinieri di Monte San Giusto come gesto di vicinanza all'appuntato che ha colpito, uccidendolo, un ladro, l'albanese Klodjan Hysa, che tentava di investirlo a bordo di un'auto durante una fuga. "Il primo blocco mentale da superare - ha detto il segretario della Ln Marche Luca Rodolfo Paolini - è non dare per scontato che il cittadino è sovrano. E poi, in fatti come questo, bisogna partire subito dal presupposto di legittimità dell'azione del carabiniere. E basta dire che il ladro morto era un bravo ragazzo!". Era presente anche la consigliera regionale Marzia Malaigia. Tanti anche i residenti, esasperati, scesi in piazza. Era presente anche il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini.     Era attesa la telefonata del leader nazionale del Carroccio Matteo Salvini, che però non è arrivata.

04/03/2017 13:46
Niente Tirreno - Adriatico a Macerata: rimpallo di responsabilità tra Comune e RCS

Niente Tirreno - Adriatico a Macerata: rimpallo di responsabilità tra Comune e RCS

Niente Tirreno Adriatico per Macerata. L'amministrazione comunale ha infatti annunciato che l'edizione 2017 della Corsa dei Due Mari non passerà in città. Per la Classica di primavera si tratta di una perdita importante perchè il capoluogo di provincia era diventato quasi un appuntamento fisso con la competizione. Più di una volta, negli scorsi anni gli sportivi maceratesi avevano potuto vedere da vicino campioni del calibro di Evans, Cavendish e Contador, facendo riscontrare una grande affluenza di pubblico agli arrivi di tappa. Stando ad alcune indiscrezioni la frazione "incriminata" sarebbe la sesta, da Ascoli Piceno a Civitanova Marche di 159 km. Per la Giunta di Carancini il mancato saluto della carovana a Macerata sarebbe da attribuire ad Rcs (organizzatrice l'evento) che avrebbe violato il termine tassativo fissato dai regolamenti per avanzare la proposta di ospitare la corsa. In questo modo, fanno sapere dal palazzo comunale, verrebbero meno i tempi tecnici per risistemare le strade. Per contro, ribattono gli organizzatori i quali sostengono di aver comunicato l'intenzione di portare la Tirreno Adriatico a Macerata in data 7 febbraio. Ora, considerando che la tappa si svolgerà il 13 marzo l'avviso è quindi pervenuto molto prima dei trenta giorni dall'evento stabiliti inderogabilmente dalla normativa, smentendo in questo modo le argomentazioni di Sindaco e consiglieri. Secondo alcune fonti molto più realisticamente l'accordo sarebbe saltato per l'indisponibilità di risorse economiche per retribuire polizia Locale e addetti della protezione civile impiegati nella regolazione del traffico durante il passaggio della carovana. A ciò si deve aggiungere il fatto che, trattandosi di una tappa per velocisti, il gruppo sarebbe passato compatto per le vie cittadine "costringendo" allo stop del traffico soltanto per un tempo relativo, senza alcuna necessità di un restyling del manto stradale. La diatriba tra Comune e Rcs sulla responsabilità dell'addio a Macerata della Tirreno-Adriatico 2017 continua senza esclusione di colpi, ma ad uscire sconfitto da questa storia è soprattutto lo sport e i tanti appassionati che saranno privati di uno spettacolo tanto affascinante quanto avvincente

04/03/2017 11:50
Errani incontra i vescovi: "Occorre accelerare ancora di più"

Errani incontra i vescovi: "Occorre accelerare ancora di più"

 "È necessario accelerare ulteriormente. Il cronoprogramma funziona anche se la nostra aspirazione è sempre quella di andare ancor più veloci": parla di messa in sicurezza, ma anche di ricostruzione il commissario straordinario del Governo, Vasco Errani, al termine di una riunione con i vescovi delle zone del centro Italia colpite dal sisma. Incontro che si è svolto presso la diocesi di Spoleto.    "Abbiamo fatto il punto della situazione sul patrimonio culturale ecclesiastico danneggiato - ha detto Errani - individuando un piano per alcune chiese immediatamente riparabili".    Monsignor Renato Boccardo, vescovo di Spoleto Norcia, ha indicato nella Basilica di Norcia la chiesa simbolo del territorio umbro da recuperare prima di tutte.    Presenti al summit anche i presuli di Rieti, Domenico Pompili, Camerino-San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro, e di Ascoli Piceno, Giovanni D'Ercole. (Ansa)

04/03/2017 08:40
Terremoto: M5S, ok proroga alberghi Marche, ma i Map dove sono?

Terremoto: M5S, ok proroga alberghi Marche, ma i Map dove sono?

“Apprendiamo con sollievo l’annuncio del presidente della Regione Marche, che rende nota la disponibilità delle strutture ricettive a prolungare l’ospitalità nei confronti i cittadini colpiti dal terremoto fino al 31 dicembre. Resta però insoluta una domanda fondamentale: quando arriveranno i moduli abitati per i cittadini sfollati? Quando potranno tornare nei loro comuni? Quanti cittadini di fronte al prolungarsi dell’attesa rinunceranno a tornare nelle loro terre? Questi quesiti sono fondamentali e, mentre passano i mesi, le risposte latitano”.   Così i deputati marchigiani del M5s Patrizia Terzoni, Donatella Agostinelli, Andrea Cecconi.   “Ribadiamo che la disponibilità data da parte delle strutture alberghiere è un’ottima notizia perché  da questo punto di vista i dubbi sembrano essere stati  fugati. Restano però da chiarire altri aspetti rispetto ai quali i cittadini attendono risposte già da troppo tempo e che abbiamo inserito anche in una nostra interrogazione: a che punto siamo con l’individuazione dei terreni per l’installazione delle casette? Quando verranno consegnate? Che segnali arrivano dai sindaci? Fino ad ora su questo aspetto il silenzio o i rimpalli di responsabilità sono stati all’ordine del giorno ma è inconcepibile che gli abitati delle zone colpite debbano restare lontani da casa a tempo indeterminato”.

02/03/2017 22:17
Irene Manzi: sto con Matteo Renzi, in questo congresso ci giochiamo il futuro del PD

Irene Manzi: sto con Matteo Renzi, in questo congresso ci giochiamo il futuro del PD

Abbiamo preferito aspettare qualche giorno, così che, a freddo, si elaborasse meglio il trauma che la frattura all’interno del Partito Democratico ha portato alla separazione di autorevolissimi esponenti politici di livello nazionale, da quella che era la Casa Madre. Una scissione dolorosa che sta già lasciando significative cicatrici sui territori. Poi una chiacchierata con Irene Manzi, parlamentare maceratese del PD, era doveroso farla e condensarla in tre domande che proponiamo qui sotto. Con un’unica avvertenza: essendo domande particolarmente complesse, inevitabilmente pure le risposte non possono che essere articolate. D’altra parte la particolare circostanza non poteva liquidarsi con un semplice botta e risposta. Onorevole Manzi, quelle appena trascorse sono state settimane complicate e piene di fibrillazioni per il Partito Democratico. Cosa sente di dire rispetto a quanto è avvenuto? Sono state giornate decisamente complicate e, per certi versi, anche dolorose. In queste ore stanno nascendo nuovi gruppi parlamentari alla Camera e al Senato e la separazione da colleghi e amici con i quali si sono condivise battaglie e progetti politici non è certamente indolore. Politicamente non condivido la scelta di chi ha deciso di uscire dal PD e penso che legare alla presenza o all'assenza di Matteo Renzi la permanenza in questo partito abbia ben poco senso. Di ogni segretario si deve giudicare la politica e non può esserci un pregiudizio sulla persona. Il PD non è' di questo o di quel segretario, è una comunità, e deve continuare ad esistere indipendentemente da Matteo Renzi. È' per questo che non comprendo il senso politico dell'uscire dal PD e di farlo per la data di un congresso, pur sapendo che la responsabilità di un "divorzio" non possono essere addebitate solo ad una delle parti. Penso che continuino ad essere molto più forti - per me che nel PD ho trovato la mia prima casa politica - motivi per restare e lavorare in questo partito, offrendo un contributo ideale plurale e riformista. Perché c'era e c'è ancora bisogno del PD in questo paese come partito riformista, sintesi e completamento del meglio delle tradizioni politiche della nostra storia. E mettere in crisi quel progetto nel momento più difficile e delicato della democrazia italiana e mondiale rischia di indebolirci e frammentarci e di consegnare la vittoria a movimenti politici di nazionalisti e populisti. Avrei preferito che si portasse la battaglia per le proprie idee dentro il congresso ( e, ricordo, siamo l'unica forza politica che fa un congresso) in nome di progetti concreti e alternativi, magari spingendo con maggior forza per portare a compimento il progetto fondativo del PD, quello di costruire un soggetto politico autenticamente popolare ed alternativo al populismo. Veniamo dunque al tema del congresso del PD che si concluderà il 30 aprile con le primarie per la scelta del segretario. Come si prepara a vivere questo momento così importante per il suo partito? Non c'è il rischio che tutto si risolva in un referendum pro o contro Renzi? Il congresso è fatto dagli uomini e penso che, come uomini e donne, di questo partito sta a noi la responsabilità ed il dovere di evitare che tutto si riduca ad un confronto pro o contro qualcuno. Ecco perché non condivido l'invito rivolto da chi invita tutti -  elettori e non del PD - a venire a votare per "togliersi dai piedi Renzi". Ecco io non sono nel PD perché c'è o no Renzi, sono nel PD perché mi riconosco nei suoi valori e nel lavoro di un partito che continua, anche con limiti ed errori, a confrontarsi, a discutere, a fare politica. Facciamo del prossimo congresso l'occasione per mettere al centro del nostro dibattito alcuni temi chiave - li ricordava pochi giorni fa il Ministro Maurizio Martina in una lettera aperta pubblicata da " La Repubblica", lanciando cinque sfide per Renzi ed il PD da portare dentro il prossimo congresso: il partito che vogliamo costruire, la società che vogliamo trasformare, l'uguaglianza che vogliamo declinare, le nuove generazioni a cui non siamo capaci di offrire prospettive, l'Europa che vogliamo costruire. Cinque temi politici e programmatici sfidanti per i candidati a segretario. Cinque temi da porre perché solo con la forza delle idee possiamo uscire dai personalismi e offrire lo spettacolo di un partito maturo e riformista che vuole parlare al Paese. Non cadiamo nei personalismi, d'accordo. Ma tutti le chiederanno inevitabilmente quale tra i tre candidati appoggerà al prossimo congresso. Cosa risponde a questa domanda? È' inevitabile - ha ragione- e non mi sottraggo alla risposta che è frutto di una scelta politica meditata che parte da una considerazione: da quello che come Partito Democratico siamo stati in grado di fare in questi anni di governo. Azioni riformiste e importanti. Penso all'istituzione del fondo contro la povertà, alle norme sui diritti civili, alla legge sul dopo di noi, al ripristino del fondo per le non autosufficienze- azzerato dai governi di destra. Penso ai 4 miliardi stanziati per la scuola e per l'edilizia scolastica e alle 100 Mila assunzioni effettuate, all' incremento dei fondi per la cultura. Penso alla legge sul caporalato. Alle posizioni assunte sull'Europa e sul ruolo che questa deve avere sullo scenario mondiale.  Sono scelte a cui si è giunti anche grazie al contributo di una classe dirigente plurale, da sostenitori e non di Matteo Renzi.  E penso che di questo pluralismo riformista ci sia uno straordinario bisogno in questo momento. Non di un ritorno alle case madri o di un partito identitario di sinistra, ma di azioni riformiste che si preoccupino dell'impoverimento del ceto medio, delle nuove forme di precariato che non riguardano più solo la classe operaia, ma toccano da vicino i giovani professionisti, le nuove professioni, le partite IVA. Di una crescita che va declinata con la giustizia sociale. A questi temi dobbiamo offrire risposte anche come partito, senza cadere nel populismo o nelle facili scorciatoie. E dobbiamo farlo anche rispetto ad un altro tema, quello dell'organizzazione del nostro partito, trovando forme nuove di partecipazione, nuovi luoghi di elaborazione, concentrandoci su una nuova organizzazione da dare al PD a livello nazionale e locale, recuperando un rapporto vitale e proficuo con i corpi intermedi. L'incompiutezza del PD non nasce con Matteo Renzi ma per superarla in questo momento dobbiamo compiere uno scatto in avanti: passare finalmente dall'io di un leader alla pluralità del noi, e alla costruzione seria di una classe dirigente plurale per provenienza, capacità  ed esperienza. Sono sfide che voglio porre a Matteo Renzi nella sua azione politica, portandole nel suo programma e nella sua azione come segretario del PD, perché il partito democratico sia sempre di più un partito plurale e da quella  pluralità possa nascere unità, mescolandoci ed arricchendoci reciprocamente. Ci sono stati limiti ed errori in questi anni nella sua azione non lo nascondo: nell'organizzazione del Partito, nel conflitto con i corpi intermedi, nel non aver accompagnato alcune delle riforme attuate con un processo di coinvolgimento consapevole  dei suoi destinatari ( penso alla scuola o alle riforme istituzionali). Ma si è avviato un programma di riforme e di cambiamento di cui l'Italia ha fortemente bisogno. Ed è per questo che deciso di appoggiarlo al prossimo congresso. Non è un appoggio acritico il mio, è un appoggio consapevole fondato su una considerazione: che in questo momento è in gioco il futuro del PD, al bivio tra scomparire e ritornare alle famiglie politiche di origine, sconfessando quell'approccio riformista e pluralista che ne ha ispirato la fondazione. E Renzi, con un contributo programmatico offerto anche da chi, come me, è più a sinistra di lui su molti temi- come concretamente è accaduto in questi anni di governo - può rappresentare, meglio di altre proposte politicamente più identitarie, il compimento del Partito democratico, quel superamento delle reciproche appartenenze che era alla base della sua fondazione e da cui questo PD deve ripartire per compiere finalmente il suo cammino.

02/03/2017 18:14
Terremoto, Errani: "Più poteri ai sindaci. I protagonisti sono loro"

Terremoto, Errani: "Più poteri ai sindaci. I protagonisti sono loro"

"Col decreto in fase di conversione viene data ai Comuni la possibilità di essere soggetti attuatori per quel che riguarda le opere di urbanizzazione, il provvisorio per il commerciale e le imprese, le stalle, cioè tutto quello che è opportuno affrontare e risolvere". Così il commissario per la ricostruzione Vasco Errani a margine di una riunione a Ascoli con i sindaci dei territori terremotati, per fare il punto della situazione anche alla luce della nuova governance. "Si è costruita sulla base dell'assemblea fatta ad Ancona questa forma di riorganizzazione da me condivisa perché rende più ravvicinato il tema del problema e la sua soluzione". "La prossima settimana - ha annunciato - i comitati discuteranno sull'ordinanza della ricostruzione dei danni gravi, prima ancora dell'approvazione definitiva che faremo dopo questa verifica. Credo sia il modo migliore, perché non c'è nessuna altra possibilità che ricostruire con e partendo dal territorio e i protagonisti che, in primo luogo, sono i sindaci".

02/03/2017 08:30
Ceriscioli: no grazie, preferisco Errani...

Ceriscioli: no grazie, preferisco Errani...

Dopo le vicende, le polemiche, e le ipotesi che si sono susseguite nel corso degli ultimi giorni, oggi finalmente, abbiamo un quadro più chiaro e definito sul post-sisma. Sappiamo intanto che Vasco Errani continuerà a svolgere il suo ruolo di commissario straordinario alla ricostruzione. Evidentemente nella trattativa con il governo di Roma, Errani è stato capace di spostare l’ago della bilancia, decisamente in suo favore. Lo sfogo di metà febbraio, nell’incontro con gli amministratori era solo un’anticipazione del rapporto presentato alla Presidenza del Consiglio dopo sei mesi di emergenza. Deve essere stato un report impietoso (benché riservatissimo) che descriveva, dettagliatamente e in ogni casella, ogni singola disfunzione. Ma soprattutto chi, di quelle disfunzioni, ne avesse le principali responsabilità. A conti fatti, ci risulta che quasi un buon ottanta per cento tra ritardi, inefficienze, difetti di comunicazione, vanno ascritti alla giunta regionale. Il resto è distribuito equamente tra i sindaci e Protezione Civile. Della volontà di Vasco Errani di andare avanti, noi prendiamo atto con soddisfazione. Non abbiamo mai avuto nessun pregiudizio nei suoi confronti, ben consapevoli che uno che ha governato per quindici anni consecutivi una delle regioni più ricche e più importanti d’Italia non lo abbia fatto solo perché comunista. Lasciamo che siano altri a scaricare tutti i loro livori post ideologici repressi in articolesse intrise di odio, unitamente a sesquipedali inesattezze. Le competenze e le funzioni di Errani (commissario straordinario pro tempore) sono stabilite da una legge dello Stato: la 229 del 15 dicembre 2016. In particolare dall’art. 2. Se qualche sindaco di campagna, piuttosto che comunicare al mondo il suo risolutivo parere, trovasse tempo di leggerla, di adeguarvisi e soprattutto rispettarla e farla rispettare – come si fa con qualsiasi altra legge – ne trarrebbero giovamento tutti. Soprattutto chi, con il post terremoto, ci deve fare i conti quotidianamente. Contrariamente alla vulgata che lo dipinge come un burocrate accentratore, Errani ha chiesto decentramento e condivisione di competenze e responsabilità.  Anche questa circostanza si può tranquillamente verificare ascoltando la registrazione di quello che tutti ormai, giornalisticamente, chiamano il suo sfogo. Chi invece ad oggi, rispetto alle convinzioni di Errani, tira decisamente il carro dalla parte opposta è la Regione Marche nella persona del suo presidente: Luca Ceriscioli. Quando Errani afferma che la gestione della ricostruzione debba avvenire su base provinciale, Ceriscioli risponde che ciò va bene in provincia di Fermo e di Ascoli, ma non va bene a Macerata. La motivazione è che il territorio maceratese è il più colpito, per gravità ed estensione, dai danni del sisma. Combinazione però vuole che i presidenti di area vasta di Fermo e Ascoli siano vicini e organici al Partito Democratico, mentre a Macerata c’è un ex democristiano duro da convertire al verbo renziano, cioè Antonio Pettinari. Tonino per gli amici: che sono tanti, anzi troppi. Decisamente tantissimi direi, visto che da solo il buon Tonino, nemmeno sei mesi fa, ha ridicolizzato il PD provinciale maceratese passandogli una batosta politica che ancora brucia e reclama tremenda vendetta. Stiamo parlando - a dispetto di quegli orribili pullover rosa shocking che ama indossare - di un uomo rispettato da tutti gli amministratori della provincia, che la stima e la considerazione se l’è conquistata – giorno dopo giorno - sul campo dopo decenni di buona gestione politica su ogni fronte. Ma per completare definitivamente questo squallido quadro autoreferenziale, proprio ieri Ceriscioli ha trasferito d’autorità il funzionario dalla stazione unica appaltante dall’amministrazione provinciale di Macerata alla Regione Marche. Si tratta di un atto unilaterale gravissimo che toglie all’Ente Provincia ogni possibilità di bandire gare per servizi pubblici. Una vera e propria dichiarazione di guerra agli italiani tutti che va decisamente in controtendenza con il responso popolare del referendum del 4 dicembre che ha visto il sessanta per cento favorevoli alle Province come enti costitutivi della Repubblica. Alla pari delle Regioni e non sottoposte alle perversioni (come in questo caso) di queste ultime. Personalmente ho finito tutti gli aggettivi con accezione negativa presenti nel dizionario italiano, per descrivere questo individuo che, unitamente ai suoi meno che mediocri sodali, sta governando in maniera pedestre la regione Marche. Un perfetto buono a nulla capace di tutto. Perfino di strumentalizzare migliaia di senzatetto e buttarla volgarmente in politichese sulla loro povera pelle. Non essendo, peraltro, stato capace di smuovere in sei mesi nemmeno una carriola di macerie. Al solo pensiero di affidare ad un figuro di questa infima levatura tutte le procedure della ricostruzione, mi verrebbe la pelle d’oca. Teniamoci stretti Vasco Errani e facciamo voti che da Roma ce lo conservino a lungo. O almeno finché non avremo cacciato Ceriscioli come merita e messo al suo posto qualcuno più capace di lui.        

01/03/2017 17:12
L'on. Agostinelli (Cinque Stelle) contro la delibera del Comune di Tolentino: "Gli animali domestici devono restare coi proprietari"

L'on. Agostinelli (Cinque Stelle) contro la delibera del Comune di Tolentino: "Gli animali domestici devono restare coi proprietari"

L'on. Donatella Agostinelli (Movimento Cinque Stelle) contesta la delibera della giunta comunale di Tolentino con cui si vieta agli assegnatari dei moduli nel villaggio container di tenere animali domestici anche in riferimento all'ordinanza della Protezione civile contenente disposizioni volte a contrastare fenomeni di randagismo". "L'ordinanza - afferma Agostinelli -, a ben vedere, sembra avere tutt'altra ratio. Ciò a cui sembra mirare il provvedimento, infatti, è che si possa assicurare il ricovero temporaneo degli animali da affezione i cui proprietari, al momento del verificarsi degli eventi sismici, dimoravano in maniera abituale e continuativa nei territori colpiti". La deputata auspica quindi che il Comune di Tolentino riveda la decisione adottata "considerando che, soprattutto per bambini e anziani che già hanno subito il trauma di dover lasciare forzatamente le proprie abitazioni, ciò costituisce un ulteriore motivo di dispiacere. Non riteniamo giusto che debbano anche essere privati del conforto degli animali d'affezione".

01/03/2017 12:24
Marcozzi e Leonardi: “L'Amministrazione regionale si attivi a tutela dei pescatori. Noi siamo dalla loro parte”

Marcozzi e Leonardi: “L'Amministrazione regionale si attivi a tutela dei pescatori. Noi siamo dalla loro parte”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Jessica Marcozzi e Elena Leonardi: "L'Amministrazione regionale si faccia immediatamente carico delle problematiche della marineria che con i suoi esponenti locali si è unita ai colleghi di tutta Italia nella protesta generale a Roma. Le attività produttive legate alla pesca, infatti, e non lo scopriamo certo oggi, stanno vivendo anni di profonda crisi. I pescatori, che con il loro duro lavoro tramandato di padre in figlio, hanno gettato le basi della storia illustre della nostra Regione, da sempre sono basilari per la produttività, l'eccellenza gastronomica, la forza lavoro e la tipicità regionale. Sono altresì sentinelle del nostro Adriatico perché con il mare lavorano, in mare vivono gran parte delle loro giornate fatte di  impegno e dedizione, in mare, putroppo, hanno sacrificato le loro vite. Meglio di chiunque altro conoscono le dinamiche dell'Adriatico. E invece, da anni, sono costretti a combattere con una burocrazia dalle maglie sempre più strette, con normative Comunitarie che piovono dall'alto, con un ricambio generazionale che, a causa della tassazione sempre più pressante, è in progressivo declino, con costo del carburante e accise che rendono sempre più spesso controproducente l'attività lavorativa, con i pagamenti dei fermi biologici, i mancati provvedimenti sulla semplificazione in materia di licenze di pesca. E ultima pesantissima tegola la Legge 154 che comporta per loro, sulla base di normative comunitarie, l'inasprimento delle multe. L'Amministrazione si faccia dunque immediatamente carico della vicenda tutelando i nostri lavoratori e sollecitando il Governo centrale affinchè, non solo riveda la normativa dettata dalla L.154/2016 per i pescatori ma si attivi per avviare un percorso normativo e economico a sostegno della categoria  a cui manifestiamo tutta la nostra vicinanza e a cui ribadiamo la nostra piena disponibilità a farci carico delle sue problematiche".

01/03/2017 11:11
Approvate dal Consiglio Regionale tre mozioni sui Vigili del fuoco proposte dalla leghista Malaigia

Approvate dal Consiglio Regionale tre mozioni sui Vigili del fuoco proposte dalla leghista Malaigia

Approvate oggi in Consiglio regionale tre mozioni sul tema della carenza di personale e delle Caserme da ristrutturare dei Vigili del Fuoco. La Lega Nord Marche ha presentato questi atti, evidenziando una cronica carenza di mezzi, attrezzature, dotazioni strumentali e risorse umane. Marzia Malaigia nel suo intervento ha evidenziato l'obsolescenza dei veicoli antincendio e di unità ad essi collegate. Ha ricordato che tali autoarticolati, per legge non devono essere più vecchi di 10 anni, pertanto quelli che risalgono a prima del 2006 sono considerati "vetusti". La triste e pericolosa realtà sta nel fatto che la maggior parte del parco-macchine o mezzi di ausilio nei soccorsi, è molto più vecchia. La Malaigia ha portato degli esempi fra tutti: alcune autoscale sono addirittura degli anni '90! (1997) e altre strumentazioni addirittura risalgono al 1989. Inoltre nel periodo estivo vi è una notevole carenza di personale da affiancare ai carabinieri forestalinelle attività di prevenzione degli incendi. La consigliera della Lega ha inoltre ricordato la Circolare del Ministero dell'Interno che, in data 21 febbraio 2017, ha stabilito un incremento di circa 400 unità nel territorio nazionale ma, come sappiamo, la Regione Marche oggi ha bisogno, di concretezze maggiori. Difatti tenere classificati dei distaccamenti come "SD3" quando la realtà invoca una classificazione più adeguata (SD4), significa che a questi Comandi ubicati in varie zone delle Marche, non arriverà personale sufficiente ed adeguato alla vera situazione del territorio. Durante la discussione la Malaigia stessa ha attualizzato le sue mozioni, alla luce della Circolare stessa, chiedendo un impegno in sede nazionale per il passaggio di categoria dei Comandi di Civitanova Marche e di Jesi, da SD3 alla categoria superiore SD4. Oltre alla situazione di Arcevia, la Vicepresidente ha ricordato quello che sta succedendo ad esempio a Macerata, con un progetto lasciato ad 1/3 dei lavori di ampliamento e recupero e all'emblematica situazione del Comando di Fermo che ha una sede finita ed addirittura inaugurata un anno fa, ma ancora non utilizzabile. Piena soddisfazione della Consigliera per i 20 voti favorevoli, con totale unanimità dell'Aula, in merito a questa mozione ed alle altre due che interessano i Comandi di Visso e di Camerino. Per Visso si è ottenuto il voto favorevole per una dotazione strumentale e di mezzi per un soccorso rapido ed efficace in zona montana, mozione firmata e presentata anche dalla consigliera Leonardi di Fratelli d'Italia. Per Camerino, invece,  un impegno a far sì che si sblocchi l'arrivo dei moduli che possano ospitare i vigili del fuoco che hanno, essi stessi, una Caserma terremotata. Sull'attuazione degli impegni la Malagia promette piena vigilanza e monitoraggio sull'evolversi della situazione certa anche della collaborazione di tutti i soggetti coinvolti.  

28/02/2017 17:40
Terremoto: le Marche danno l'ok ai manufatti provvisori

Terremoto: le Marche danno l'ok ai manufatti provvisori

E' un via libera all'unanimità quello arrivato dal Consiglio regionale delle Marche ad una risoluzione della Commissione Ambiente con cui si chiede alla Giunta di attivarsi affinchè venga riconosciuta ai Comuni terremotati la "Possibilità di disciplinare l'installazione, in aree private, di manufatti temporanei e provvisori" da rimuovere una volta terminata l'emergenza. La proposta si propone di modificare la normativa statale a riguardo e i provvedimenti inerenti dal Dipartimento della Protezione Civile. Le iniziative di localizzazione temporanea di container e casatte, infatti, rischiano al momento di essere illegittime in quanto contrastanti con le norme vigenti. Per ovviare al problema la Commissione intende "normalizzare lo svolgimento della vita sociale delle comunità colpite da un'emergenza senza precedenti" e "l'installazione di manufatti temporanei e provvisori di modeste dimensioni da parte dei singoli cittadini sui terreni di loro proprietà potrebbe rappresentare una valida soluzione". (Ansa)   

28/02/2017 14:25
Inceneritori, M5S: "Ci opponiamo all'installazione di nuovi impianti nel territorio"

Inceneritori, M5S: "Ci opponiamo all'installazione di nuovi impianti nel territorio"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal MoVimento 5 Stelle: Tolentino – Matelica - San Severino, Simpatizzanti MoVimento 5 Stelle: Pollenza – Mogliano – Camerino – Morrovalle – Colmurano.  "Inceneritori, discariche, bio-gas, impianti per il trattamento di rifiuti speciali e pericolosi: non manca nulla nelle cartografie che la Regione Marche ha predisposto, realizzate da ingegneri dell’ATA 3, che consente  la localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nella Provincia di Macerata Il periodo che sta attraversando il nostro territorio è drammatico, di fatto una continua emergenza, iniziata il 24 agosto scorso con il terremoto e ulteriormente aggravata dalle scosse sismiche successive. L'attenzione di tutti è rivolta alle infinite problematiche che ne sono scaturite negli ultimi mesi: i media sono impegnati nel racconto della situazione post sisma, i cittadini sono presi dalle preoccupazioni , vittime della confusione generata da una gestione degli eventi a dir poco lacunosa, e i nostri amministratori, prendono decisioni sull’ambiente indisturbati e sotto il silenzio più assoluto. Infatti i Sindaci, facenti parte dell' ente preposto ATA 3 (Assemblea Territoriale d’Ambito), in data 10 gennaio 2017, si siano riuniti presso la sede della Provincia di Macerata per decidere il futuro della nostra provincia dal punto di vista ambientale. Tra le tante preoccupazioni che riguardano la questione ambientale, c’è anche quella, con la quale ci si chiede  se nella cartografia predisposta dalla Regione, sia  stata presa in considerazione la classificazione sismica dei Comuni, fattore fondamentale per l’installazione di questo tipo di siti. Il MoVimento 5 Stelle denuncia a gran voce che la stessa Giunta Regionale, in passato, aveva dichiarato di non voler più impianti di incenerimento dopo la chiusura dell’inceneritore del Cosmari. Questo, quindi, vuole essere  un vero e proprio appello che il MoVimento rivolge ai primi cittadini dei Comuni in cui, per anni, sono stati ospitati impianti altamente inquinanti: prendere posizione netta e decisa e rispettare gli accordi presi nelle assemblee del Cosmari, opponendosi all'installazione di nuovi impianti nel territorio. Il M5S è contrario ad impianti di incenerimento e attivo nel proporre alternative già note a livello nazionale Chiede inoltre agli amministratori responsabili, come non si sia tenuto conto, nell'individuazione dei siti, di fattori fondamentali per la salute pubblica come quello delle rilevazioni fornite dal Registro dei Tumori, del quale non si hanno più notizie ormai da troppo tempo".  

27/02/2017 19:55
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