Il sindaco Pasqui attacca duramente l'opposizione comunale che si è fatta sentire nei giorni scorsi con volantini e accuse verso l'amministrazione comunale.
Ieri sera si è tenuto infatti un consiglio comunale infuocato a cui hanno assistito anche il presidente della regione Ceriscoli, il dott. Spuri ed il braccio tecnico del commissario Errani per quanto riguarda le scuole, dott. Renzetti. Ed oggi il primo cittadino si toglie degli enormi macigni dalle scarpe:
"Ringrazio Ceriscioli, Spuri e Renzetti per aver contribuito a sbugiardare una opposizione che fa solo rumore ma non racconta la verità. E' stata infatti finalmente fatta chiarezza in merito al luogo in cui sorgerà il nuovo plesso scolastico Betti, indicando lo stesso che io avevo dichiarato essere l'unico utilizzabile, in linea con l'ordinanza commissariale n. 14. Al riguardo dunque l'opposizione mi ha fatto solo perdete tempo - affermando l'esatto contrario e la non conformità del luogo alla citata ordinanza - e soprattutto ha rubato del tempo prezioso ai cittadini.
Inoltre è stato fatto circolare un volantino del PD con scritte all'interno moltissime menzogne. Per PD intendo in primis i consiglieri di opposizione Marco Fanelli, Caprodossi ed il capo dell'opposizione Fabio Troiani per bocca dei quali il partito si esprime in consiglio comunale.
Una di queste bugie riguarda la chiesa di Santa Maria in Via. Non è assolutamente vero, e ci tengo a precisare "assolutamente", che il Ministero abbia bacchettato l'amministrazione comunale. Al contrario, in una lettera inviata nella persona della dott.ssa Pasqua Recchia, il Ministero ha espresso l'imbarazzo per il mancato rispetto da parte della Soprintendenza dei termini che erano stati concordati. Ed il Sottoscritto è stato sollecitato, essendo l'unico ad averne il legittimo potere, a realizzare una galleria per entrare nella zona rossa ed iniziare a rimuovere le macerie. Il nostro ufficio tecnico ha però fatto sapere che senza la messa in sicurezza non si può di certo iniziare alcuna galleria. Come amministrazione abbiamo sollecitato con diverse lettere l'organo competente che, in molti casi, non ha fornito alcuna risposta. Noi abbiamo fatto quello che si doveva fare.
Altra menzogna riguarda il ruolo del comune verso i commercianti: nel volantino si parla di un aiuto a loro solo da parte della Regione Marche mentre, pur essendoci una collaborazione da parte della stessa, sono i 300 mila euro messi a disposizione dall'amministrazione comunale per le tensostrutture ad aver permesso ai commercianti di essere "in rianimazione". Questo termine non mi piace ma indica esattamente la situazione di sopravvivenza in cui si trovano, anche se noi vorremmo molto di più per loro.
Ed anche per mantenere l'ufficio del giudice di pace a Camerino le cifre necessarie stanno uscendo dal bilancio comunale. E quello dell'amministrazione è l'unico intervento in atto.
Le cose da dire sono tante. Le bugie raccontate dall'opposizione molte di più. E parlerò ogni quindici giorni in incontri con la collettività che si terranno a partire da giovedì prossimo presso la sede della Contram. Questa amministrazione ci sta mettendo tanta fatica ma sta raggiungendo anche tanti risultati".
Ed aggiunge, sfindando apertamente l'opposizione: "Se queste cose non fossero vere io mi dimetterei. Ora dunque si dimettano loro! E lo facciano per il bene della collettività, lasciando spazio a dei successori che, mi auguro, dedichino davvero del tempo a stare in comune e al servizio dei cittadini. Perchè io non ho mi visto questa opposizione in comune nè soprattutto nei difficili momenti del terremoto. Camerino è un territorio che ha molto da dire e e che dirà la sua. Ed ha bisogno di un timoniere che riporti l'arcobaleno. Il timone è ben saldo. I cittadini non hanno nulla da temere. Il resto sono solo parole, o meglio, menzogne".
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, sarà a Civitanova giovedi 22 giugno alle ore 17,45 in Piazza XX Settembre per sostenere il candidato sindaco Fabrizio Ciarapica al ballottaggio per le elezioni comunali di domenica prossima.
Ciarapica è sostenuto ufficialmente da una coalizione di sei liste di cui tre civiche e tre dei Partiti tradizionali del centrodestra, Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia. In vista del ballottaggio altre due liste civiche, fra cui una che appoggiava il candidato di centrosinistra Stefano Ghio al primo turno, hanno deciso di appoggiarlo. Inoltre molti tra gli esponenti delle liste escluse dal ballottaggio si sono pronunciati ufficiosamente in favore dell'alternativa al sindaco uscente del PD Corvatta.
Ciarapica, già avanti al primo turno rispetto all'uscente con oltre il 34% dei voti, appare fortemente favorito. Inteverrà al comizio l'intera classe dirigente di FdI, dal portavoce provinciale Massimo Belvederesi a quello regionale Carlo Ciccioli, dal sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli al consigliere regionale Elena Leonardi, nonché i rappresentanti di tutte le liste della coalizione e degli altri partiti del centrodestra. Tra i cittadini è forte la volontà di discontinuità nel governo della città, che è stato giudicato in questi ultimi anni inadeguato e soprattutto incapace a gestire problemi fondamentali per i cittadini quali la sicurezza, la viabilità, la manutenzione anche semplicemente ordinaria, le opportunità di crescita .
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Fabio Trojani, capogruppo consiliare di Comunità e Territorio del Comune di Camerino:
Al fine di vederci chiaro sull’iter di progettazione e di realizzazione del nuovo Istituto Comprensivo “U. Betti”, viste le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal sindaco, spesso in palese contraddizione, lo scorso primo giugno abbiamo trasmesso una formale richiesta di accesso agli atti per potere prendere visione della documentazione detenuta dal Comune di Camerino.
Nonostante la richiesta e “preghiera” di trasmettere la documentazione quanto prima, stante l’urgenza e la delicatezza della questione, la documentazione è a noi arrivata l’ultimo giorno utile, ossia il 15 giugno, a soli quattro giorni dal consiglio comunale indetto per il giorno 19 giugno, con la presenza del Presidente della Regione Marche.
Come se la realizzazione della nuova scuola, che interessa centinaia di bambini e ragazzi e di famiglie, sia cosa da affrontare con superficialità; ma questo non ci stupisce, considerata la modalità con la quale il sindaco si è sempre comportato, infischiandosene della rilevanza delle questioni da discutere in consiglio e considerando le interrogazioni consiliari su tematiche connesse al sisma e il relativo dibattito in consiglio quale una sorta di lesa maestà.
Riteniamo solamente corretto che i cittadini sappiano cosa sta accadendo, poiché un atteggiamento di questo tipo, nella situazione in cui ci troviamo, è a dir poco irresponsabile. Per il sindaco è più importante arginare l’informazione e replicare a chi osa contraddire il suo pensiero o le sue scelte, piuttosto che sostenere un dibattito produttivo facendo conoscere scelte e documenti e condividendo le modalità operative.
Ma veniamo al dunque. Secondo quanto dichiarato dal sindaco alla stampa, la scelta del sito della Madonna delle Carceri, per ricostruire del nuovo Istituto comprensivo Betti, è stata obbligata e non si potevano fare molte valutazioni perché ha avuto solo poche ore a disposizione per decidere: tutto doveva essere fatto velocemente, perché le scuole sarebbero dovute essere ultimate entro il mese di settembre 2017, ossia per consentire l’inizio dell’anno scolastico 2017/18.
Già tale assunto era stato smentito da un precedente comunicato inviato dal consigliere Marco Fanelli, ove si era fatto notare che le riunioni tra il commissario e i sindaci per la ricostruzione delle scuole avevano avuto inizio almeno a metà dicembre; a ciò deve aggiungersi che l’inagibilità dell’Istituto scolastico “U. Betti” è scaturita dalle scosse di agosto ed è peggiorata a seguito delle tremende scosse del 26 e 30 ottobre, per cui avremmo dovuto cominciare a pensare a una destinazione alternativa per la localizzazione della scuola già dal mese di novembre.
Dall’osservazione degli atti presenti in Comune però emerge che il sindaco ha ancora una volta operato in maniera non trasparente, dando informazioni non veritiere ai cittadini.
Risulta infatti che nel corso della cabina di coordinamento del 14 dicembre 2016 sono state definite le attività che i Comuni dovevano svolgere nell’ambito del progetto per la realizzazione della nuova scuola, tra cui: la verifica della compatibilità urbanistica, la raccolta dei dati e delle esigenze per il corretto dimensionamento della nuova struttura, il rilievo topografico dell’area, etc etc.
Il sindaco invece ha detto e più volte confermato che ha avuto solo poche ore per fare la scelta della localizzazione della nuova scuola e ha citato nella sua lettera ai genitori solo una richiesta della Regione Marche del 27 dicembre, mentre da quanto emerge dalla documentazione si capisce che il Comune dovrebbe essere stato investito molto prima della questione.
Il 18 gennaio 2017 la Regione chiede al Comune di Camerino di trasmettere tutta una serie di documenti, tra i quali l’area di ricostruzione univocamente individuata, foto aeree, relazione geologica, etc.
Il Comune risponde in data 23 gennaio 2017, con una nota a firma del sindaco Gianluca Pasqui, in cui si comunica che l’area individuata è quella dell’ex campo di calcio sito in località Vallicelle – Borgo San Giorgio già occupata dall’ex IPIA.
Arriviamo quindi al 6 aprile 2017, quando il Dirigente dell’Istituto Comprensivo Betti scrive al Comune, come risulta dagli atti che ci sono stati inviati, facendo presente che sarebbe auspicabile una riunione e un confronto con i progettisti, affinché nella nuova scuola siano garantiti spazi ricreativi per favorire la socializzazione dei ragazzi.
In data 19 aprile la Regione scrive al Comune di Camerino comunicando che, in fase di analisi preliminare del progetto, è emersa la necessità di apportare alcune modifiche per garantire l’accesso al polo scolastico retrostante. Che significa ciò? Dalla documentazione in nostro possesso appare chiaro che si è passati dall’individuazione del sito di Borgo San Giorgio a quello di Madonna delle Carceri senza alcun documento formale, che spieghi le motivazioni del ripensamento o della scelta diversa.
Nella medesima nota la Regione Marche fa presente che si potranno valutare modifiche progettuali utilizzando altre porzioni di aree di proprietà della Provincia di Macerata.
Il 5 maggio scorso viene firmato un accordo di programma tra rappresentanti e funzionari del Comune di Camerino, della Provincia di Macerata e della Regione Marche, nel quale viene specificato, tra le altre cose: la nuova scuola dovrà essere realizzata su due piani; contestualmente alla realizzazione della scuola sarà realizzato il parcheggio, quale anche area di manovra per gli autobus; dovrà essere realizzata, a monte, la strada di accesso per i licei e per gli istituti tecnici della Provincia.
Fa seguito a tale accordo una nota del commissario straordinario per la ricostruzione, trasmessa al Comune di Camerino il 15 maggio 2017, nella quale viene precisato che le proposte che sono state avanzate, a partire dalla riprogettazione su due piani e le conseguenti opere di accessibilità e urbanizzazione, impongono un completo riesame del progetto, con conseguente allungamento dei tempi e la necessità di trovare una sistemazione provvisoria per gli studenti.
In merito alla realizzazione del nuovo accesso, il commissario dichiara che è costretto ancora una volta a ribadire (quindi deve presumersi che non sia la prima, non si sa se al Comune di Camerino o ad altri enti, ma lo chiariremo nel consiglio comunale del 19 giugno) che il finanziamento di opere e lavori che fanno riferimento ad altri progetti dovranno necessariamente trovare copertura finanziaria certa da parte di altri soggetti istituzionali e che nel caso tali lavori fossero ritenuti indispensabili per l’utilizzazione della nuova scuola, dovranno essere completati prima o contestualmente alla realizzazione della stessa.
Nella stessa nota viene precisato che l’utilizzo dei ribassi d’asta, come paventato, ancorché da dimostrare, non è auspicabile perché rientrano nella disponibilità della Struttura Commissariale, per coprire costi delle eventuali prescrizioni imposti dalla conferenza dei Servizi. In ultimo nella nota si fa presente che, seppure nell’accordo di programma non se ne faccia cenno, la struttura che insiste attualmente sull’area individuata dal Comune dovrà essere rimossa dallo stesso, come previsto dall’ordinanza 14 del 16 gennaio 2017, prima dell’inizio dei lavori.
Come se non bastasse, in data 26 maggio 2017 il Direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ing. Cesare Spuri scrive al commissario per la ricostruzione, comunicando che, in esito all’accordo sottoscritto in data 5 maggio 2017 per il plesso “U. Betti”, firmato da Comune di Camerino, Provincia di Macerata e Regione Marche, è stata fatta richiesta di apposita dichiarazione al sindaco di Camerino e al Presidente della Provincia al fine di rendere tutti i soggetti interessati edotti della nuova situazione. Nella nota si lamenta che mentre il Presidente della Provincia ha sottoscritto la dichiarazione, il sindaco di Camerino ha manifestato la sua estraneità a ogni necessità di rimodulare il progetto originario, non ritenendo di dover sottoscrivere, quanto proposto.
Il documento da sottoscrivere era una semplice presa d’atto della necessità di redigere un nuovo progetto per il plesso scolastico “Betti”, a seguito delle richieste avanzate dal Comune di Camerino e dalla Provincia di Macerata, che comporterà un allungamento dei tempi di realizzazione dell’opera incompatibile con l’avvio dell’anno scolastico 2017-2018 e pertanto il Comune di Camerino dovrà porre in essere misure per ospitare gli alunni fino al termine dei lavori.
Pertanto l’allungamento dei tempi non è previsto dal Commissario per la ricostruzione, ma è dovuto alla situazione che si è venuta a creare per la nostra scuola. Può essere accettabile che il sindaco si rifiuti di prendere atto della situazione e di sistemare i nostri alunni?
Prima si individua un sito, poi viene cambiato (dopo qualche mese, senza nessuna documentazione formale agli atti). Inoltre, non si valutano le problematiche in ordine alla viabilità, operando in totale autonomia, e, quando tutto questo obbliga alla redazione di un altro progetto, il sindaco ritiene opportuno fare finta che non ne sappia niente, senza volersi assumere la benché minima responsabilità e dichiarando contestualmente che non sa quali siano i tempi di realizzazione, non avendo un crono programma.
La ciliegina sulla torta però è la successiva lettera trasmessa dal sindaco al Preside dell’Istituto Comprensivo, al corpo docenti e ai rappresentanti di classe delle scuole: una lettera istituzionale inaccettabile nei toni e nei contenuti, nella quale dichiara provocatoriamente “la disponibilità a valutare la possibilità di abbandonare l’attuale canale di finanziamento al fine di rientrare nella prossima programmazione (tale modifica, seppure nell’incertezza delle tempistiche e regolamentazioni, potrebbe permettere la scelta di un altro sito). Cosi da evitare al massimo quanti più disagi possibili ai nostri figli.” La lettera si chiude con la richiesta del sindaco ai destinatari della stessa di un riscontro nel termine di cinque giorni.
Noi crediamo che questa lettera sia molto grave, così come è grave scaricare la responsabilità delle scelte avventate fatte dal sindaco sui genitori, che sono all’oscuro di tutto. Un comportamento dell’amministrazione ricostruito carte alla mano che non è giustificabile e non può ripetersi.
Abbiamo voluto ricostruire e far conoscere tutto l’iter fin qui seguito, per evidenziare che questo modo di procedere, in totale mancanza di trasparenza, non è più accettabile, ed oltretutto porta ogni volta a pasticci colossali.
Delle 25 scuole da ricostruire previste dall’ordinanza numero 14, la nostra è l’unica per la quale si è avuto un iter pasticciato. Dovremmo cercare di evitare ulteriori disagi a chi pur dimorando momentaneamente fuori città continua a portare i propri figli a scuola a Camerino. Evitiamo di spronarli ad andare altrove, anche una sola famiglia è importante.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della deputata marchigiana del MoVimento 5 Stelle Patrizia Terzoni:
"Terremoto: c’è poco da discutere, all’errore del governo sulla tassa di successione va posto immediato rimedio. Gentiloni emani un decreto di esenzione già nel prossimo Cdm e chiuda questa pagina triste e beffarda.
Non di rado il governo utilizza lo strumento del decreto senza criterio. Ovvero, senza che le misure emanate abbiano le caratteristiche di necessità e urgenza. Nel caso in questione, entrambi i criteri sono assolutamente giustificati. A mio parere, quella tassa di successione va abolita non solo per gli eredi delle vittime del sisma del 24 agosto, anche ma per tutti quei cittadini dell’area del cratere la cui casa è ormai ridotta a un cumulo di macerie.
Far pagare un’imposta su qualcosa che non esiste più è folle".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Sauro Pigini, portavoce e capogruppo del MoVimento 5 Stelle di Porto Recanati:
"Questa mattina, lunedì 19 giugno, ho presentato le osservazioni alla Variante al Piano Regolatore Generale Località Burchio.
Osservazioni frutto di un lavoro congiunto di giuristi e urbanisti, condivise con il gruppo consiliare di Uniti per Porto Recanati, che fanno seguito al voto negativo già espresso in sede di Consiglio comunale e costituiscono la premessa, ove non fossero accolte, di ulteriori azioni finalizzate alla salvaguardia e all'integrità del nostro territorio.
Azioni che si concretizzano, nello specifico, nella difesa dell’interesse pubblico, completamente ignorato dall’attuale Amministrazione comunale, nei confronti di ogni interesse privato".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Marco Fanelli, Consigliere comunale del Gruppo Consiliare di minoranza “Comunità e territorio”:
"Il primo giugno avevo formalmente avanzato al Comune di Camerino, mediante Pec, una richiesta di accesso agli atti ai sensi del D.Lgs 267/2000 (accesso dei consiglieri comunali), per avere copia della documentazione relativa alla nuova scuola Betti, chiedendo un riscontro immediato, stante la delicatezza e l'urgenza della questione, che va in discussione lunedì 19 giugno in Consiglio. Lunedì 10 giugno non risultava ancora pervenuta alcuna documentazione né era stata data alcuna spiegazione in merito alla mancata evasione della richiesta.
Decido quindi di recarmi in Comune, erano passate abbondantemente le 9 di mattino quando parlo con il responsabile dell'Ufficio tecnico, il quale, con mio grande stupore, mi informa che lui non è a conoscenza dell’esistenza di nessun tipo di documentazione riguardante la costruzione della nuova scuola Betti. Passo allora dal Segretario Comunale, che non era ancora arrivato, per poi recarmi direttamente presso l'ufficio del sindaco. Attendo un'oretta buona in quanto c'erano delle persone che giustamente avevano la precedenza dopodiché il sindaco mi riceve. Lo informo della documentazione della quale voglio prendere visione e lui, dopo avermi ripreso per aver utilizzato il 'voglio' e non il 'vorrei' mi invita ad andare dal responsabile dell'Ufficio tecnico perché lui non ha niente in mano. Gli faccio presente che sono appena stato dal responsabile di tale ufficio, il quale non è a conoscenza di nulla, e che utilizzo il 'voglio' e non il 'vorrei' perché è un diritto quello di prendere visione di tutta la documentazione presente in Comune, in quanto un consigliere rappresenta i cittadini, che hanno a loro volta diritto di sapere. Non è pertanto una concessione personale.
Il sindaco mi fa presente che lui non sa dove sia la documentazione, sicuramente in qualche ufficio, ma non sa dirmi dove e mi assicura che il giorno seguente mi avrebbe fatto avere per mail la documentazione, il che mi ha convinto ad andarmene. Purtroppo, il giorno seguente non è arrivato niente e il giorno seguente ancora niente e cosi via. La documentazione è arrivata in data 15 giugno, l'ultimo giorno utile per evadere la formale richiesta per Pec. Questa è la collaborazione che vuole il sindaco!
Al di là della questione che potrebbe sembrare di poco conto, quello che non può essere accettato è l'atteggiamento ostruzionistico volto all'oscuramento della realtà. Ciò, quando tutte le disposizioni legislative volgono sempre più alla trasparenza dell’azione amministrativa, nei confronti dei cittadini che attualmente possono fare istanza di accesso anche se non direttamente interessati.
Ora mi chiedo: che senso ha questo comportamento? E soprattutto, quale vantaggio porta alla collettività?
Se a questo modo di operare aggiungiamo che il sindaco, nello scorso Consiglio omunale, ha fatto bocciare una mozione riguardante l’istituzione di commissioni consiliari, che sono gli strumenti istituzionali previsti per la collaborazione e come se non bastasse si è formalmente rifiutato di convocare le riunioni dei capigruppo (maggioranza e minoranza), credo che non si possa ancora continuare a fingere.
Il sindaco non vuole alcun tipo di collaborazione, anche se non vuole pubblicamente ammetterlo e preferisce continuare a rilasciare finte dichiarazioni di apertura.
Davvero senza parole, anche perché, nei tre anni di mandato come consigliere ho sempre rispettato il suo ruolo istituzionale, non ho mai avuto un atteggiamento aprioristico, ma ho sempre mosso critiche nel merito, nel normale dibattito politico e mai muovendo attacchi personali.
Come ho già detto in più di un'occasione, il rifiuto è grave soprattutto perché viene fatto in una situazione dove solo la fortuna ha evitato che ci fossero vittime e nella quale invece ci sarebbe grande bisogno di collaborazione e unità di intenti, ma questo evidentemente non interessa.
In conclusione, dico solo che la città e chi ci sta rimanendo attaccato nonostante tutte le difficoltà non meritano questo tipo di atteggiamento da parte di chi li rappresenta.
Io nonostante tutto, se è disposto a cambiare realmente idea, rimango sempre disponibile al colloquio, nel frattempo però non sono disposto ad accettare passivamente e in silenzio le scelte arbitrarie che la città è costretta a subire e utilizzerò tutti i mezzi a disposizione per rendere trasparente l’azione amministrativa".
"Pensi di essere al parco giochi invece sei a zingaropoli" così si legge in uno dei tanti commenti postati oggi sui gruppi facebook di Civitanova Marche.
E al riguardo interviene con un post nel social network anche il candidato sindaco Fabrizio Ciarapica, chiamato in causa dalla citazione di un articolo di un quotidiano relativo ad una protesta per la presenza di un campo rom durante l'amministrazione Mobili, di cui proprio l'attuale candidato sindaco del centro destra era assessore.
"Di certo, il problema dei rom non assilla solo me, ma migliaia di Civitanovesi che ogni giorno lamentano questo disagio con ogni mezzo. Per quanto la sinistra voglia far credere che i rom non siano un problema creato da loro, è palese come l'amministrazione Corvatta abbia ESASPERATO la situazione. Un'amministrazione, oramai, NON RISPETTATA più nemmeno dagli stessi rom che prima accoglieva e ora scaccia". Questa la sua posizione.
E continua: "L'esempio palese? I panettoni per cacciarli da piazza Nassirya e il loro conseguente insediamento all'OSPEDALE, dove non erano mai stati prima. Davvero nel 2010 c'era questa grave situazione? No. Decisamente no. È inutile buttare polvere negli occhi dei cittadini".
Indubbiamente il problema dei rom è molto sentito a Civitanova Marche, per la diffusa presenza degli stessi nei parchi, presso il centro commerciale ed ora anche presso il parcheggio dell'ospedale.
Chi tra Ciarapica e Corvatta sarà eletto sindaco non potrà di certo sottrarsi a fornire risposte concrete ai propri cittadini su questa tematica.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Fabrizio Ciarapica.
"All’esito del primo turno Corvatta ha dichiarato che “bisogna completare il progetto avviato per la città”. Speriamo che non tutti i suoi progetti siano come il trattamento che ha riservato al grosso contribuente Asur Marche 3 che doveva pagare al Comune oltre 500 mila euro per la tassa rifiuti e che non pagherà per colpa dell’attuale Amministrazione.
E’ proprio di alcuni giorni fa la notifica all’ICA, alla Civitas srl ed al Comune, del ricorso alla Commissione Tributaria da parte dell’Asur Marche 3 avverso l’ingiunzione fiscale della cospicua somma di quasi 513 mila euro, con questa motivazione: “l’ingiunzione fiscale è stata emessa oltre i termini di tre anni dalla notifica degli avvisi”. La cosa è a dir poco sconvolgente: tre anni di ritardo!!!
In pratica l’Ospedale di Civitanova Alta è stato messo in condizione, da parte di Corvatta, di non pagare la tassa rifiuti: il Comune non potrà più chiedere quelle somme, ha perso per sempre il credito nei nei suoi confronti! Eppure, questo mezzo milione di euro per pagare la tassa rifiuti, trattandosi di spesa corrente e imposta per legge, doveva essere nel bilancio della Regione Marche. Se quel mezzo milione di euro fosse entrato nelle casse comunali, ci sarebbe stata senz'altro maggiore attenzione verso le famiglie, le imprese, verso i disagi delle categorie meno abbienti, verso le carenze dei servizi scolastici o verso la mancanza di manutenzione primaria ed ordinaria di strade ormai da anni rimandata. Corre voce però, che siano state date precise indicazioni di questo fatto, sia a Corvatta che a Silenzi, ma sembra che questi abbiano nicchiato per il tempo necessario a fare intervenire la perdita del diritto alla riscossione nei confronti dell’ospedale allo scopo di evitare questo salasso al bilancio regionale. Eppure sui quotidiani Silenzi ha dichiarato più volte che i conti tornano e che la sua amministrazione ha fatto progressi nel recupero dell’evasione! Quale evasione, quella legata ai piccoli contribuenti Civitanovesi strangolati dalle tasse mentre poi ha lasciato fuori i grossi? Se fosse fondata queste notizia chi pagherà? Ancora i cittadini?"
Con una semplice cerimonia il confermato sindaco Giuseppe Pezzanesi, insieme ai funzionari comunali, ha provveduto per conto dell’Ufficio Centrale, alla proclamazione degli eletti che siederanno nel nuovo Consiglio comunale, rinnovato dopo le elezioni di domenica 11 giugno.
Il Sindaco ha presenziato all’atto di notifica ha salutato e augurato buon lavoro ai neo consiglieri e ha donato a tutti loro un volume dedicato alla storia e alle bellezze artistiche della Città di Tolentino.
Al termine della cerimonia di proclamazione degli eletti, il Sindaco ha letto una lettera inviata da Stefano Gobbi che annunciava di rinunciare alla carica di Consigliere comunale. Tale indisponibilità – scrive Gobbi – dipende da sopraggiunte ragioni personali, che nulla hanno a che vedere con il mio coinvolgimento politico. Ringrazio in ogni caso – ha concluso Gobbi – la cittadinanza che mi ha accordato i numerosi consensi e il Sindaco”. A Stefano Gobbi subentrerà il primo dei non eletti della lista Tolentino nel Cuore Antonio Trombetta (il che ovviamente non significa di certo il medesimo subentro alla presidenza dell'Assm, ndr).
Le dimissioni di Gobbi restano comunque nel limbo: il fatto che il noto medico, presidente dimissionario dell'Assm, abbia rinunciato a sedere in consiglio comunale non vuol dire di certo una rinuncia alla possibilità di giocare un ruolo importante nella prossima amministrazione comunale. Per lui, infatti, si vocifera di una possibile conferma alla presidenza dell'Assm o un assessorato. Tutto ora è sulla scrivania del sindaco Pezzanesi che la prossima settimana dovrebbe sciogliere le riserve sulla composizione della nuova squadra. Per la presidenza della municipalizzata, ad oggi, la contesa sembra ristretta a due sole persone: oltre a Gobbi, infatti, in lizza c'è anche Carmelo Ceselli, eletto nella lista di Forza Italia.
Per quanto riguarda gli altri assessorati, non ci sono dubbi sulla conferma della votatissima Silvia Luconi (Tolentino nel Cuore) alla quale verrà assegnato ancora il Bilancio e quasi certamente anche la carica di vicesindaco. Anche Giovanni Gabrielli (Lega Nord) sarà probabilmente confermato alla guida dell'assessorato che ha guidato negli ultimi cinque anni, così come della squadra dovrebbe far parte anche il giovane Alessandro Massi, primo nella lista Tolentino Popolare. Un assessorato sarà inoltre assegnato a Forza Italia nella persona di Alessia Pupo, la più votata nella lista degli "azzurri". Qualche dubbio sul ruolo che andrà a ricoprire il presidente del consiglio uscente Francesco Colosi di Fratelli d'Italia: anche a Colosi spetterà una posizione in Giunta, ma non è escluso che il giovane esponente di FdI possa optare per la riconferma alla presidenza del consiglio comunale invece di un assessorato.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Fabrizio Ciarapica:
All’inizio erano Pinocchio e Mangiafuoco … e adesso vedono i fantasmi!
Sono consapevole che in campagna elettorale si può sentire tutto e il contrario di tutto ma, oramai, infastidiscono le conclusioni alle quali Corvatta arriva utilizzando informazioni inesatte, false verità, totalmente oscurato da necessità propagandistiche e demagogiche, volte a disorientare l’elettore e fargli credere ciò che non è.
Capisco anche che evocare inesistenti fantasmi del passato serve a nascondere il vero burattinaio della politica locale, ovvero Silenzi che sostiene un Sindaco le cui falsità acclamate lo fanno dipingere come un Pinocchio. Infatti è lo stesso che ha cambiato tante versioni sulla vicenda dell'accatastamento del suo ambulatorio, lo stesso che ha assegnato un alloggio popolare a chi non era nemmeno in graduatoria, lo stesso che ha ospitato rom pregiudicati in casa sua, facendo divenire l'intera città un campo rom!!
Ricorrere al fantasma Brini, che non è candidato e non ha chiesto nessun incarico, prefigurando scenari oramai fuori tempo, oltre a non essere rispettoso della persona non lo è soprattutto per i Civitanovesi che meriterebbero ben altri argomenti vista la situazione attuale in cui versa la città.
Una città maltrattata nel profondo, dove:
- le esigenze dei cittadini vengono negate
- l’allarme sociale a detta di Corvatta è “gonfiato” mentre per Silenzi è “percezione”
- le attività chiudono
- pensare di uscire o entrare a Civitanova nel fine settimana sta diventando un incubo tant’è la notevole mole di traffico provocata dalle scelte assurde fatte e che intende fare la coalizione che sostiene il sindaco uscente
- i servizi comunali risultano mancanti
- si paga un servizio rifiuti inefficiente
- la tassazione aumenta e i servizi diminuiscono
Dove tutto quello che c’era di qualificante, come l'Università, Popsophia, le fiere, è stato cancellato per far posto ad un modello di società che non risponde al mio e a quello di oltre il 34% dei Civitanovesi che mi hanno dato fiducia.
È un diritto del cittadino vivere serenamente la propria quotidianità, in termini di sicurezza, di opportunità lavorative, di servizi: questi sono gli obiettivi che persegue la mia coalizione e a cui ho dato forza con argomenti reali, veri in quanto espressi dai Civitanovesi.
A differenza di Corvatta il cui unico pensiero, invece, è rivolto solo a chi siederà sugli scranni del Consiglio Comunale o meglio che farà parte della Giunta, tant’è che il suo programma riporta miseramente come obiettivi: Assessore a ……….., ripetuto per 7 volte!!!
Brandire fantasmi, occuparsi di poltrone e dare la giusta visibilità a Mangiafuoco Silenzi, che è stato in questi cinque anni il Sindaco Reale mentre Corvatta quello virtuale, è il vero obiettivo di questa sinistra, che non ha ancora mentalizzato che il 68% dei votanti civitanovesi non li vogliono più!
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Anna Quercetti, Partito democratico di Tolentino:
"Restiamo tristemente meravigliati nel leggere le dichiarazioni del Movimento Cinque Stelle e della Lista Tolentino in Comune, ma in fondo di null’altro si tratta che della linea di condotta seguita da quelle parti per le quali, negli ultimi 5 anni, il vero avversario non è mai stata la giunta Pezzanesi, ma il Partito democratico.
Eppure, se si fermassero solo un attimo a riflettere, capirebbero quanto questo loro atteggiamento abbia, almeno in parte, potuto favorire la schiacciante vittoria di Pezzanesi, figlia anche della dissaffezione alla politica e della conseguente astensione, che stavolta ha fatto registrare un allarmante 40%. Il PD ha perso perché molti cittadini di centro sinistra, causa anche delle nostre divisioni con tre candidati, non sono andati a votare; a Pezzanesi va, invece, la capacità di motivare tutto il tradizionale elettorato di centro destra. Se, poi, i Cinque Stelle continuano a strumentalizzare la collaborazione nella fase emergenziale del terremoto (non certo a favore di Pezzanesi, ma della città tutta), la Lista Tolentino in Comune ora arriva persino a sostenere che tale sarebbe il numero di voti disgiunti ricevuti da candidati del Partito democratico da dimostrare l'esistenza di un accordo con Pezzanesi. Questo però non solo è falso, ma risulta profondamente offensivo, sia dei candidati del PD, sia, soprattutto, dei loro elettori!
Infatti,è superfluo evidenziare che nelle elezioni comunali una certa percentuale di voti disgiunti sia un dato assolutamente fisiologico. Esso scatta tutte le volte in cui a prevalere sull’idea politica sia la considerazione delle qualità personali del singolo candidato pur non appartenente al proprio schieramento. Resta comunque fermo che i voti disgiunti riportati dai candidati del PD sono stati un numero assolutamente irrisorio.
Basti pensare che nel seggio numero 10, uno dei più popolosi, su 153 voti di preferenza del PD solo 3 o 4 contenevano voti disgiunti, e non tutti, peraltro, a favore di Pezzanesi. Che dire poi del fatto che, sempre per parlare di quel solo seggio, quasi la metà delle preferenze dei Comunisti Italiani erano espresse disgiuntamente a vantaggio di Pezzanesi? Non a caso, il candidato Lauro Cappellacci ha riportato complesivamente meno voti della lista di appoggio, mentre tutti gli altri candidati hanno fatto meglio e Gianni Corvatta ha ottenuto 139 in più rispetto alle sue due liste di sostegno.
Come mai, in questo caso, tutto tace? L'invito che ci sentiamo di rivolgere al Movimento Cinque Stelle e alla Lista Tolentino in Comune è di affrontare un'attenta autocritica sulle ragioni della sconfitta, come nei prossimi giorni farà il PD, e di abbandonare sterili quanto inutili polemiche che, evidentemente, hanno portato solo a scarsi e deludenti risultati".
Nella serata mercoledì, 14 giugno, presso la sede provinciale di Fratelli D’Italia, si sono riuniti i membri del Movimento Gioventù Nazionale della Provincia di Macerata, per il rinnovo del direttivo.Eletto come presidente, il giovane Michele Zacconi, consigliere comunale di maggioranza del comune di Montefano, come vicepresidente è stato nominato Basili Matteo. Completano la squadra del nuovo direttivo: Ciampechini Lorenzo, Campeol Daniele, Pallotta Rebecca, Passamonti Nicolò e Patrizi Riccardo.
Sulla scia della scuola di formazione politica svoltasi quest'ultimo anno, obiettivo del nuovo direttivo sarà quello di continuare a rafforzare l'aggregazione, la partecipazione giovanile e la cultura politica attraverso eventi ed appuntamenti in tutto il territorio provinciale.
Prossimo appuntamento, nel mese di Luglio, sarà infatti l'annuale Festa della Gioventù ormai giunta alla XII e dizione durante la quale avrà luogo il Congresso Regionale di Gioventù Nazionale.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma della colazione che sostiene il candidato sindaco Tommaso Corvatta:
"Non si possono accettare pregiudiziali, al contrario vanno rimosse per affrontare ciò che più conta: le questioni programmatiche sulle quali si stabiliscono accordi politici per governare la città. Noi rimaniamo aperti al confronto per trovare la sintesi necessaria. Non è più tempo di personalismi. I civitanovesi hanno già espresso il loro voto.
Adesso la scelta è tra una Civitanova aperta alla crescita e al futuro e una città invece chiusa in se stessa, consegnata ad una destra che sulla paura ha costruito il suo progetto e che sarebbe la riedizione di un modo di governare con gli stessi politici che la città ha già visto all’opera".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Maria Cristina Ilari, segretaria del Partito Comunista Italiano di Matelica-Esanatoglia:
"Premesso che questo Partito ritiene indispensabile un ammodernamento della rete viaria nel nostro territorio, necessario per un adeguato sviluppo socio economico, contemporanemente non possiamo non avversare le ultime modifiche apportate al secondo stralcio del progetto della Pedemontana, la cui realizzazione comporterebbe non solo un negativo impatto ambientale ma, a nostro avviso, andrebbe a distruggere un'intera economia nelle zone interessate dall’attraversamento della stessa.
L’abbattimento di querce secolari, la distruzione di intere zone destinate a colture vitivinicole, lo stoccaggio del materiale di risulta, i cui tempi di smaltimento saranno biblici, sono solo alcuni esempi che vanno a sostegno delle nostre preoccupazioni.
Questa sezione del PCI ritiene che il progetto vada completamente rivisto utilizzando l’attuale percorso della SS 256, migliorandolo sia nel tracciato che nell’ampiezza. Ciò comporterebbe un enorme risparmio di denaro da poter investire nelle zone terremotate, oltre a salvaguardare l’ambiente e l’economia della nostra bella Matelica.
A fronte di questi problemi, questo Partito ritiene che l’Amministrazione comunale debba far proprie le legittime proteste dei nostri concittadini, mettendo in essere tutte le iniziative del caso.
Suggeriamo, ad esempio, un O.d.G. da discutere in consiglio comunale".
Martedì 13 giugno una delegazione della multinazionale assicurativa Groupama, guidata dalla responsabile sinistri Italia Isabella Santini, si è recata a Treia per consegnare la quietanza relativa alla liquidazione e transazione dei danni diretti conseguenti agli eventi sismici dell’anno 2016.
La delegazione è stata accolta presso la sede provvisoria del Comune di Treia dal Sindaco Franco Capponi, il quale ha ricevuto dalla mani della dott.ssa Santini l’atto di liquidazione che assegna all’ente la somma complessiva di € 2.100.000.
In tale circostanza il Sindaco Capponi ha espresso grande soddisfazione, sia per la scelta fatta dall’amministrazione, coadiuvata dal Broker centrale Spa, che aveva optato per questa forma di copertura a garanzia dei danni da calamità naturali e sisma, sia per la celerità con la quale la pratica è stata definita dagli uffici competenti e per il fatto che si è giunti ad un accordo bonario, senza necessità di ricorrere alle vie legali. Il raggiungimento di tale risultato è stato possibile anche grazie alla sensibilità dimostrata dalla Groupama Assicurazioni per i gravi eventi sismici che hanno colpito i territori dell’Italia centrale. A tal proposito la Responsabile Italia Isabella Santini ha manifestato la vicinanza della compagnia assicurativa alle difficoltà delle popolazioni colpite dal terremoto.
Il Comune di Treia potrà utilizzare gli importi ricevuti in modo libero, in quanto gli stessi non hanno un vincolo di destinazione, trattandosi di un indennizzo relativo a danni stimati sull’intero patrimonio edilizio dell’Ente superiori ai 40 milioni di euro.
L’Amministrazione Comunale intende destinare tale indennizzo in via prioritaria sia all’acquisto del terreno necessario alla costruzione del polo scolastico, che a breve sarà possibile realizzare con i fondi del secondo piano della ricostruzione scuole, sia per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture viarie connesse con la nuova scuola.
"Preoccupanti le condizioni di lavoro dei Vigili del Fuoco, sopratutto nelle aree del Cratere. Il ministro dell’Interno intervenga con misure concrete a favore di chi tutti i giorni è in prima linea per aiutare gli altri”. Ad affermarlo l’onorevole Lara Ricciatti, Vice Presidente del gruppo Articolo 1 Movimento democratico e progressista alla Camera.
La deputata marchigiana, raccogliendo gli allarmi sollevati dai sindacati nelle ultime ore, questa mattina ha depositato una interrogazione parlamentare per chiedere maggiori risorse, in termini di uomini e mezzi, per uno dei Corpi più amati e stimati del Paese.
“È incredibile leggere in quali condizioni sono costretti ad operare i nostri Vigili del Fuoco. Contratti non rinnovati, piante organiche sotto dimensionate, mezzi spesso vetusti e, in alcuni casi, anche caserme fatiscenti. Situazione ancora più grave in situazioni delicate come quella post sisma, dove ai Vigili del Fuoco ancora una volta è stato chiesto un impegno straordinario. Nel corso di questi anni - continua Ricciatti - ho avuto modo di confrontarmi con diversi uomini del Corpo, riscontrando una professionalità e dedizione fuori dal comune. Per questo trovo la mancanza di attenzione da parte dello Stato imbarazzante, perché si è sempre pronti ad incensare gli eroi, salvo voltargli le spalle quando chiedono condizioni di lavoro migliori ed idonee ai particolari contesti nei quali operano”.
“Trovo estremamente preoccupante il rischio paventato da alcune sigle sindacali sul possibile collasso del sistema dei soccorsi nel maceratese se non dovessero pervenire rinforzi e mezzi. Mi auguro - conclude - che in quelle aree non vengono inflitte ulteriori umiliazioni, ai terremotati e a chi ogni giorno opera al loro fianco”.
Arrivano le analisi del voto da parte del Partito Comunista e di Tolentino in comune. Le due liste, che candidavano rispettivamente Lauro Cappellacci e Marina Benadduci, non hanno ottenuto i consensi necessari per essere rappresentate in consiglio comunale ed esprimono il loro punto di vista sul voto amministrativo.
"Il Partito Comunista Italiano di Tolentino - scrive Emanuele Porfiri segretario locale del PCI - riunitosi nella serata di ieri per fare l’analisi del voto amministrativo di domenica 11 giugno, ringrazia tutti coloro che hanno accordato la propria fiducia alla nostra lista e al nostro candidato sindaco e ringrazia inoltre tutte le persone che hanno collaborato alla campagna elettorale. Riconosce la vittoria schiacciante del sindaco uscente Giuseppe Pezzanesi e augura allo stesso e alla nuova giunta che governerà la città nei prossimi anni un buon lavoro, auspicandosi che l’azione del governo sia improntata sul rispetto e il dialogo costruttivo con le forze di opposizione elette in consiglio comunale e le altre rimaste fuori, compresa la nostra.
Tolentino in un momento particolare come quello del post terremoto, ha avuto paura di cambiare e ha deciso di confermare l’amministrazione uscente. Ci domandiamo cosa sia successo in questi ultimi mesi ai nostri concittadini che manifestavano grosse delusioni, perplessità e accese proteste, verso la maggioranza e il suo sindaco, vedi le vicende: piano parcheggi, abbattimento asilo Green con 4.000 firme raccolte contro il progetto di abbattimento, Campus scolastico e tanto altro.
Al netto dell'astensione dei cittadini aventi diritto al voto, che si attesta al 40%, il sindaco uscente viene riconfermato solo dal 35% del corpo elettorale. Pertanto, il problema dell’astensionismo e della non partecipazione attiva di quel 40% di cittadini rimane un grosso problema e deve far riflettere attentamente sia le forze politiche in consiglio sia l’intera opinione pubblica. Il centro sinistra rappresentato dal candidato indipendente Gianni Corvatta e soprattutto il Partito democratico rispetto all’ultima tornata elettorale, perde oltre 2.500 voti e 2 rappresentanti in consiglio, questo per noi Comunisti dovrebbe far riflettere attentamente il gruppo dirigente locale e regionale dei Democratici. Il M5s, che alla vigilia si era accreditato come la possibile forza candidata al ballottaggio, non ha sfondato e guadagna rispetto all’ultima tornata solo circa 200 voti che gli consentono comunque di portare al consiglio due rappresentanti.
Noi Comunisti, anche se sufficientemente soddisfatti del risultato raggiunto, tenuto conto che non è un anno che questo Partito si è riaffacciato alla scena pubblica, torniamo a ribadire che non è possibile costruire un'aggregazione di sinistra l’ultimo mese prima delle elezioni, ma il progetto va costruito da lontano così come noi avevamo proposto a tutte quelle forze politiche e non, che poi hanno deciso di appoggiare il progetto della lista civica.
Pur nell'autonomia di ognuno, siamo disposti fin da adesso a gettare le basi per costruire un'aggregazione alternativa forte e di sinistra, che faccia una decisa e seria opposizione in questi cinque anni e si candidi al futuro governo della città", conclude Porfiri.
Altra nota stampa arriva, invece, dalla lista “Tolentino in comune”, che ha candidato Marina Benadduci alla carica di sindaco. "La lista - scrivono - è nata da poco meno di due mesi da un movimento di persone che si riconoscono nei valori della sinistra per ricostruire la città non solo dal punto di vista fisico, ma anche politico, etico e culturale e dare voce agli scontenti e a chi non si riconosce nei partiti tradizionali. Abbiamo deciso di partecipare alle elezioni amministrative come prima tappa di un percorso più lungo e intenso; per questo motivo il risultato del voto ci sembra incoraggiante. Il primo dato rilevante delle elezioni è che il 40% dei cittadini aventi diritto, ossia circa 7.000 persone, non sono andate a votare; questo è un dato negativo e preoccupante.
La vittoria del sindaco uscente al primo turno conferma che molti hanno pensato che fosse meglio non cambiare dopo il terremoto, dopo il quale gli equilibri politici e sociali sono stati stravolti. Facciamo quindi, come è doveroso, i complimenti per il risultato raggiunto e gli auguri di buon lavoro al sindaco. Ci auguriamo tuttavia che la vittoria ottenuta non si traduca nel governare la città con lo stesso metodo e gli stessi propositi degli ultimi cinque anni, ossia una politica clientelare e poco attenta ai beni comuni.
Facciamo gli auguri anche alle forze di opposizione che dovranno affrontare un difficile periodo, in particolar modo a chi ha fatto nei cinque anni precedenti un’opposizione seria e concreta.
Non si può neanche fare finta di nulla di fronte ad un altro dato eclatante, ossia l'elevato numero di voti disgiunti PD-Pezzanesi che conferma in parte, dal nostro punto di vista, la veridicità di ciò che circolava sottovoce circa il tacito accordo tra queste due forze in campo e che getta una luce non proprio rassicurante su tutta la fase della ricostruzione.
Siamo profondamente convinti che chi viene eletto sindaco di una città debba essere il sindaco al servizio di tutti e non solo della propria parte politica e che debba governare al di sopra degli interessi particolari.
Consapevoli della validità delle nostre proposte, continueremo ad andare avanti nel difficile, ma necessario cammino per rendere la nostra città sostenibile e accogliente in ogni ambito, vigilando sulla ricostruzione e coinvolgendo i cittadini sui temi del nostro programma" concludono i rappresentanti della lista Tolentino in comune.
Da Simone Livi, segretario di "Azione in movimento", riceviamo e pubblichiamo:
Esprimo a nome del Movimento che rappresento massima soddisfazione per il risultato elettorale di Civitanova Marche.
Il candidato Sindaco Fabrizio Ciarapica, da noi appoggiato, è riuscito a chiudere il primo turno in testa e questo rappresenta un chiaro segnale di cambiamento in atto nella città.
"Azione in Movimento" aveva due propri candidati nella lista “Vince Civitanova” che è risultata la lista più votata della coalizione di centro destra: Maika Gabellieri, arrivata seconda, che entrerà in Consiglio in caso di vittoria della coalizione ed Andrea Civita, un giovane alla sua prima positiva esperienza.
Siamo orgogliosi del loro incessante lavoro e li ringraziamo perché hanno saputo mettersi in gioco per il bene della propria città con idee e progetti condivisibili.
Voglio ringraziare inoltre tutti gli iscritti, i militanti ed i simpatizzanti del Movimento per l’impegno profuso in questa campagna elettorale.
Adesso la sfida più importante è quella di riuscire a convincere tutti i civitanovesi a recarsi alle urne domenica 25 giugno nel turno di ballottaggio e dare fiducia all’amico Fabrizio Ciarapica che sarebbe senza dubbio il miglior Sindaco per Civitanova Marche.
Un uomo di grande spessore morale che da sempre ascolta le esigenze dei cittadini e che da questa caratteristica ha saputo mettere in campo un programma amministrativo serio e concreto.
Infine vorrei rivolgere un augurio sincero di buon lavoro ai Sindaci ed agli Amministratori eletti negli altri Comuni della provincia, che dovranno affrontare tra le altre cose un periodo complicato relativo alla ricostruzione post sisma.
Domani giovedì 15 giugno, alle ore 19.00 presso la Sala riunioni dell’Ufficio Urbanistica - al secondo piano della nuova sede del Comune di Tolentino in piazzale Europa - avrà luogo, da parte dell’Ufficio Centrale, la cerimonia di proclamazione degli eletti e del confermato sindaco della Città di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Ronaldo Pecora, sindaco di Montelupone.
Ho parlato pochi giorni orsono con il Sindaco di Visso. Dovevo comunicargli una iniziativa di un gruppo di studenti fiorentini che stanno organizzando delle attività per raccogliere fondi per la ricostruzione (bravi questi giovani).
Oltre all’amicizia e alla condivisione di una visione politica, mi sento a lui vicino per la mia grande passione, il mio amore viscerale per i nostri Sibillini. Credo nella nostra appartenenza a questa meravigliosa terra nella quale i nostri monti rappresentano il nerbo, la colonna vertebrale: non si cammina eretti senza di questa. Perciò condivido con il mio Collega e amico Giuliano Pazzaglini il dolore e la speranza per tutta la nostra terra così provata.
Noi quaggiù, vicino al mare, non viviamo la distruzione, l’abbandono, ma pure dobbiamo affrontare non pochi problemi e non piccoli. Non voglio però annoiarvi con resoconti che dovrebbero essere ben noti a tutti. Devo tuttavia condividere le informazioni perché possiamo, tutti, mantenerci protagonisti del nostro cammino.
Dopo aver messo in sicurezza tutte le strutture lesionate dal terremoto (molte per un paese che sta “quaggiù”) e aver restituito a una vita dignitosa le tante famiglie colpite dal terremoto, abbiamo dovuto affrontare un problema che solo noi di Montelupone siamo abituati a fronteggiare: la frana, il dissesto idrogeologico. La storia è a tutti nota, anche se temo che generazioni di giovani la ignorino: anche per questo devo parlarne.
Il nostro Paese è risorto ed è oggi bello perché negli ultimi trent’anni sono state realizzate importanti opere nel sottosuolo per annullare gli effetti di un antichissimo movimento franoso. Queste opere sono state interessate dal terremoto che, con la sua azione distruttrice, ne ha minato seriamente l’efficacia.
Nel marasma del post terremoto vaglielo tu a spiegare ai commissari, presidenti, direttori, assessori, sovrintendenti, architetti, ingegneri, geologi ecc. ecc. che noi abbiamo questo problema. A ognuno devi rispiegare che cosa è la frana di Montelupone; e dopo che ne hanno percepito i termini devi spiegare cosa c’entra il terremoto con la frana. Poi devi convincerli che è necessario un intervento anche per questo, seppure in mezzo a migliaia di altri interventi urgenti. Provaci tu a spiegarglielo!
Non volendo annoiarvi, arrivo quasi alla fine: è stato riconosciuto il nesso di causalità tra il terremoto e la frana.
Da questo fondamentale passaggio derivano due inevitabili conseguenze. La prima, propria della fase emergenziale: è stata riconosciuta la necessità di un intervento di somma urgenza sia sul sistema drenante che sul sistema di monitoraggio. La seconda, propria della fase della ricostruzione: il nesso di causalità è il presupposto per autorizzare finanziamenti.
Oltre alla frana c’è il problema scuole: un’intera scuola materna chiusa. E’ dell’altro giorno il Decreto che autorizza il finanziamento di 1.000.000 di euro a Montelupone per la ricostruzione di questa nostra scuola.
Avrete visto dalla stampa quanti Comuni fuori cratere hanno goduto di analogo beneficio. Con questo intervento tutte le scuole del nostro Comune saranno sicure per i nostri figli.
Da ultimo, solo per ora, perché la lista sarebbe molto lunga, il problema Chiese. Le disposizioni Regionali e Nazionali prevedono la priorità per edifici pubblici e scuole, non per le chiese. Ciò nonostante, vista la nostra particolare criticità, ho incontrato il nostro Vescovo e, insieme, abbiamo sottoscritto una richiesta formale nella quale si conviene sulla necessità di un’attenzione particolare alla nostra situazione.
Oltre a questo, considerato il clima che sulla ricostruzione stiamo vivendo, mi sono comportato da buon marchigiano: se le istituzioni latitano il marchigiano non si arrende. Così posso assicurarvi che in qualche maniera, anche facendo i salti mortali, mi impegno a riaprire la chiesa di San Francesco prima possibile . . . e ci metto la mia faccia . . . e ci troverete anche gli antichi confessionali restaurati mirabilmente . . . e magari, questa volta, l’inaugurazione la farà chi della riapertura è l’artefice.
Penso che tanto basti per dare l’idea della complessità del momento. E a tutto questo si aggiungano: il problema delle strade abbandonate da decenni, la conclusione obbligatoria del contratto con la ditta Arcalgas, il dovere urgente di creare qualcosa che mai c’è stato prima per i nostri anziani, la necessità di dare nuove risposte ai nostri giovani (progetti scolastici, sport, tempo pieno), il futuro dell’acqua/bene pubblico.