“La Camera recuperi in aula la norma sulla proroga delle assunzioni a tempo determinato e dei contratti di collaborazione nei Comuni coinvolti dal terremoto del 2016. Se non sarà possibile, il governo intervenga con un apposito decreto o inserisca la norma in un provvedimento già avviato, non è possibile attendere fino alla Legge di stabilità, i Comuni rischiano la chiusura”. E’ l’appello lanciato da Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente di Anci Marche, in merito al mancato recepimento dell’emendamento Anci sulle 800 unità di personale avventizio impiegate anche nelle attività che i decreti hanno attribuito ai Comuni dell’area del cratere.“Mi auguro che l’Aula sia in grado di recuperare questa norma che incide in modo pesante sulla situazione dei comuni marchigiani, che sono 85 sui 138 complessivamente colpiti dal sisma”, sottolinea il presidente di Anci Marche. “Considerando la percentuale di incidenza dei tempi determinati sull’intero personale impiegato nelle amministrazioni - per la loro proroga di un anno servirebbero 30 milioni - rischiamo seriamente di compromettere l’attività dei Comuni”.Per Mangialardi bisogna fare presto: “Non si può aspettare la prossima Legge di stabilità, di mezzo ci sarebbe un buco che renderebbe assolutamente ingestibile questo passaggio”, conclude il sindaco di Senigallia.
A seguito di ciò che è accaduto lo scorso 7 luglio a Porto Potenza Picena - quando un bambino di 9 anni si è accidentalmente punto con una siringa su un tratto di spiaggia libera adiacente allo stabilimento balneare Nettuno - e premesso che il comune di Potenza Picena ha in atto una Convenzione con la UISP Comitato di Macerata circa l’organizzazione di un Centro Estivo Mare che si svolge presso lo stabilimento balneare “Nettuno” di Porto Potenza, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Franco Senigagliesi ha presentato un'interrogazione a risposta orale in cui chiede di avere delle delucidazioni in merito al perchè i ragazzi si trovavano nella spiaggia libera e non in quella dello chalet Nettuno come da Convenzione.
Senigagliesi chiede di essere messo a conoscenza inoltre di quali e quanti controlli il comune di Potenza Picena ha esercitato riguardo la corretta applicazione della Convenzione con la UISP e con quale cronoprogramma provvede alla pulizia della spiaggia libera.
Un accesso agli atti circostanziato presso l'Arpam per avere tutti i dati relativi a misurazioni e campionamenti effettuati a seguito del grave incendio verificatosi il 6 luglio scorso alla Orim di Macerata. Lo ha presentato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Romina Pergolesi: "Vogliamo evitare – puntualizza l'esponente del M5S - che l’episodio venga buttato velocemente alle spalle, come se nulla fosse accaduto e come troppo spesso mi è capitato di vedere negli scorsi anni in situazioni simili".
L'obiettivo è fare chiarezza sull’operato degli enti deputati al controllo ed alla tutela di Ambiente e Salute. "Una volta avuti i dati – specifica Pergolesi - sarà mia premura interrogare i competenti uffici dell’Asur per conoscere dettagliatamente quali conseguenze sulla salute possono avere gli inquinanti che l’incendio ha diffuso in atmosfera e sul suolo. I cittadini hanno diritto di conoscere tutta la verità e gli Enti debbono mettere in campo ogni azione a tutela della pubblica incolumità".
Nello specifico, la consigliera pentastellata chiede di conoscere tutti i valori delle misurazioni sulle matrici ambientali (aria, terreno, acque) effettuate a seguito dell’incendio, i verbali degli eventuali sopralluoghi effettuati dall'Arpam successivamente al fatto, e delle eventuali riunioni di coordinamento interne, fra dipartimenti della medesima Agenzia e con altri Enti relative all’accadimento in questione».
“Ringrazio la Lega e Matteo Salvini per questa nuova manifestazione di fiducia, che mi onora e mi assegna la grande responsabilità di tutelare insieme ai colleghi il rispetto delle leggi e la sicurezza di tutti i cittadini. Un compito che, come sempre, vivrò con impegno e dedizione”.
Così il Senatore Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama, commenta la sua designazione tra i dieci componenti del Copasir: il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, che esercita funzioni di vigilanza e controllo sui servizi segreti italiani.
“Oggi – informa il Senatore Arrigoni – si è svolta la prima seduta del Comitato che ha eletto presidente, come prevede la Legge, un membro dell’opposizione: l’On. Lorenzo Guerini (PD); vice presidente Adolfo Urso (FdI) e segretario Federica Dieni (M5S). Insieme a me per la Lega l'On. Riccardo Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera dei Deputati”.
Dal sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, riceviamo
Non faccio polemiche e non rispondo a polemiche, ma voglio solo riportare due numeri: 5 persone per 248000 metri cubi di zona rossa. Praticamente 50000 metri cubi a testa e in una normativa incompleta, fumosa e spesso paralizzante.Il Comune di Camerino, grazie al lavoro delle cinque persone in forza all’Ufficio tecnico, ha effettuato ad oggi 92 interventi di messa in sicurezza. Sono tutti interventi fatti partire in deroga alla legge ordinaria, così come consentito dalla Protezione Civile. Ma se da un lato è vero che i lavori si possono far partire in deroga, dall’altro non si può non ricordare che tutta la parte amministrativa di controllo e di rendicontazione segue le procedure ordinarie. Richiedendo, quindi, tempo, impegno e risorse. Anche perché, non completare la parte amministrativa, significa non pagare le ditte che effettuano i lavori e, soprattutto, significa non rispettare i tempi prescritti, oltre a paralizzare definitivamente una macchina che non andrà velocissima, ma procede.
Non capisco, quindi, quando si afferma che “a Camerino si va piano” soprattutto perché non ci sono riferimenti adeguati per stabilire quale dovrebbe essere la fantomatica “velocità giusta”. Almeno in questo quadro normativo dentro cui ci troviamo a muoverci. Se a questo aggiungiamo che dopo il 10 aprile in molti casi si è dovuto ricominciare tutto da capo perché le nuove scosse avevano provocato nuovi e ulteriori danni, come sindaco di Camerino sento solo di poter dire “bravi” e “grazie” a quei dipendenti che tutti i giorni, anche ben oltre quanto richiesto dai loro contratti, si rimboccano le maniche per fare quello che si riesce a fare.
Il mio invito a chi sostiene che a Camerino si deve andare più veloci e che l’eventuale lentezza è determinata da incapacità politica o inadeguatezza locale è quello di passare qualche giorno a fianco ai nostri tecnici, dentro il nostro ufficio tecnico. Sono convinto che i 92 interventi effettuati e i 20 in via di completamento non sarebbero affatto considerati lentezza.
A Macerata, nel 2018, un imprenditore artigiano medio paga il 61,7% di tasse (nel 2017 era il 61,5% mentre nel 2011 il 59,5%), potendo contare su un reddito di poco superiore ai 19 mila euro. Il 12 agosto festeggerà il Tax Free Day, giorno della liberazione dalle tasse, smettendo di lavorare per il fisco e iniziando a guadagnare per se stesso e la sua impresa. A conti fatti, vuol dire che lo stesso imprenditore nel 2018 lavora 225 giorni per pagare i tributi, mentre sono solo 140 i giorni lavorativi da cui può trarre un guadagno da destinare, ad esempio, ai consumi familiari (stima riferita ad un’impresa individuale, con un impiegato e quattro operai, un laboratorio di 350 metri quadrati e un negozio di 175, 431 mila euro di fatturato e 50 mila euro di utili).
Sono gli esiti dello studio dell’Osservatorio sulla Tassazione delle Pmi, condotto per il quinto anno da CNA Nazionale su 137 comuni italiani, compresi tutti i capoluoghi di provincia. Nella classifica stilata Macerata si posiziona all’82esimo posto (perdendo due posizioni sul 2017) su 137 comuni analizzati, dove al primo posto c’è Gorizia (già “liberata” dalle tasse il 14 luglio) con il 53,8% di tassazione e all’ultimo Reggio Calabria con il 73,4% (per la quale la liberazione scatterà non prima del 24 settembre).
Lo studio dell’Osservatorio nazionale “parla chiaro – dice il Presidente CNA Territoriale Giorgio Ligliani – la pressione fiscale media sulle pmi maceratesi cresce dello 0,2%. Negli ultimi anni il picco negativo è stato raggiunto nel 2014, quando l’imposizione era al 64,8% e il reddito annuo era poco più di 17.500 euro. A questo proposito segnaliamo che il reddito medio dell’imprenditore tipo a Macerata è sceso, dal 2011 ad oggi, di ben 1.100 euro. La pressione fiscale del capoluogo maceratese è superiore alla media nazionale, che è del 61,4% con un trend di crescita”. “Dall’analisi condotta – aggiunge Ligliani - emerge in maniera netta come l’applicazione di alcuni dei correttivi segnalati dalla CNA potrebbero invertire una tendenza pericolosa, che vede l’imprenditore lavorare sempre più per un’ingombrante socio pubblico invece che per i bisogni suoi e della propria attività”.
“La crescita della pressione fiscale sulle pmi non è ineluttabile – annuncia il Direttore Generale della CNA di Macerata Luciano Ramadori – infatti l’applicazione contemporanea di tre tra le misure suggerite da CNA determinerebbe un calo dell’imposizione fino al 53,5%. Per questo chiediamo l’aumento della franchigia Irap da 13 a 30 mila euro, l’adozione del regime Iri al 24% e, soprattutto, l’introduzione della totale deducibilità dell’Imu sui beni strumentali delle imprese, cioè capannoni, laboratori, negozi. A questo – prosegue – si devono aggiungere l’introduzione della Flat tax in modo progressivo e credibile, prevedendo la riduzione delle aliquote IRPEF a partire da quelle più basse del 23% e del 27% ed eliminando la discriminazione attuale operata dalle detrazioni da lavoro delle piccole imprese personali, oltre all’estensione del regime forfetario a tutte le imprese individuali e professionisti con ricavi inferiori a 100.000 euro”.CNA Macerata sostiene che, per riequilibrare un sistema fiscale insopportabile, sia necessario garantire maggiore equità nel prelievo tra i diversi redditi da lavoro e invertire sensibilmente la tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli, asfissianti per strutture leggere come quelle delle piccole imprese, oltre ad usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare domanda interna e investimenti.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del Movimento 5 Stelle Recanati.
"Questa mattina è stata prontamente segata una quercia caduta all'incrocio di Spaccio Fuselli a causa del forte temporale di ieri sera. Prontamente? Non tanto. A causa del temporale? Non esattamente. La pianta in questione era da tempo malata a causa di parassiti che la avevano praticamente scavata rendendola pericolante: poteva cadere da un momento all'altro. La cosa non era passata inosservata ad una signora recanatese che poco meno di un anno fa si rivolse ai Vigili proprio chiedendo una verifica ed una messa in sicurezza del grande albero situato in una zona di forte passaggio pedonale nei pressi di una scuola elementare (pittura del braccio). Secondo voi qualcuno ha risposto alla sua richiesta? Ve lo diciamo noi: no. La pianta era stata controllata e messa in sicurezza? No. Fortuna ha voluto che l'incidente avvenisse di sera e d'estate, ma non è stato proprio un incidente che per definizione è un evento imprevedibile. Di alberi pericolosi e infestati da parassiti, Recanati è piena. Inclusi i parchi dove giocano molti bambini e ragazzi, come Fonti San Lorenzo. Ci sentiamo di dare un consiglio all'amministrazione comunale e a Marinelli così bravo a fare proclami elettorali sulle piazze verdi: prima di pensare all'abbellimento di zone popolose fingendo di interessarsi al verde pubblico, pensassero a mettere in sicurezza la popolazione curando veramente il verde e le piante poichè fino ad ora sono stati bravissimi ad abbattere quelle sane (Villa Teresa; Viale Adriatico, Colle dell'Infinito...) lasciando in piedi quelle malate. Il PD di Fiordomo (prima) e di Marinelli (adesso) è capace solo di riempirsi la bocca con progetti mirabolanti che si rivelano poi dei clamorosi insuccessi ma è, evidentemente, incapace della semplice e doverosa ordinaria manutenzione".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del Presidente Gruppo Lega Nord Marche Sandro Zaffiri.
"Abbiamo assistito oggi in Aula all'ennesimo teatrino del PD regionale di spicciola propaganda politica, alla quale da anni ci ha ormai abituato".
Interviene così il capogruppo consiliare Lega Sandro Zaffiri "Strumentalizzando la visita del Ministro Salvini nella Marche, quest'oggi in Aula la maggioranza ha, con un atto di forza, inserito all'odg una mozione, trasformata poi in risoluzione, sulla sottoscrizione di un Protocollo d'intesa sull'Hotel House di Porto Recanati. La proposta avanzata dalla maggioranza è di fatto quella di realizzare un "gabbiotto" presidiato in maniera permamente dalle Forze dell'Ordine presso l'Hotel House. Un impegno che per la Regione si risolverebbe con la collocazione di un container mentre il Governo dovrebbe attivarsi per la realizzazione e la gestione operativa del richiesto presidio. Ci domandiamo come mai non sia stata avanzata questa richiesta già anni fa con il proprio partito al Governo?. L'assurdità di questo modo di governare è lampante. Ancora una volta sale all'evidenza – prosegue Zaffiri- la inconsistenza di questa maggioranza che non ha, ne capacità politica, ne di gestione ne di programmazione nel risolvere le problematiche del nostro territorio. La stessa istituzione di un presidio h24 non puo' essere frutto di un'azione immediata e improvvisata per la necessaria pianificazione di risorse interne ai presidi territoriali. Il Governo regionale gioca con la sicurezza dei nostri cittadini: propone loro bolle di sapone che tanto attirano l'attenzione ma che presto si sa, si risolvono nel nulla per loro stessa natura.
"Piuttosto che la realizzazione di un presidio che andrebbe solo a spostare l'annoso problema dello spaccio e dei delinquenti di qualche metro, - conclude Zaffiri - vi è la necessità di una revisione organica e radicale delle condizioni di vita in quell'area. Lo stesso Ministro Salvini oggi a Fermo, riguardo l'hotel house, ha mostrato il suo impegno nel portare alla cittadinanza a ai residenti per bene risposte concrete, dopo anni di "nulla".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma della segreteria regionale Lega Marche
Bagno di folla per Matteo Salvini a Fermo dove il Ministro dell’Interno si è recato per inaugurare la nuova Questura ed i comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza. Una folla tutt’altro che tenuta a distanza, come forse la scorta avrebbe preferito, e che ha accompagnato ogni passo del Ministro a partire dall’arrivo in Piazza del Popolo dove, tra un caffè e una chiacchierata, ha ricevuto anche la partecipazione di matrimonio da un ragazzo di colore suo elettore.Un gesto particolarmente significativo in un territorio che fa ogni giorno i conti con la sicurezza e con l’immigrazione incontrollata che ha dato anche origine ad episodi drammatici: l’utimo quattro giorni fa quando un cittadino nigeriano ha aggredito due carabinieri ferendone uno.“Le forze dell’ordine meritano rispetto e dignità oltre a più mezzi e maggiori tutele contrattuali - ha ribadito Salvini nel corso della conferenza stampa in Prefettura - Fra guardie e ladri abbiamo ben chiaro da che parte stiamo”. Una scelta di cuore e non di ruolo a vedere l’emozione di Salvini nel deporre una corona di alloro in omaggio ai caduti della Polizia di Stato. “Sono orgoglioso di poter contribuire nel mio piccolo ad un percorso che parte da lontano – ha aggiunto– Le forze dell’ordine sono l’orgoglio delle nostre comunità, uomini e donne che svolgono con grande senso di responsabilità un ruolo essenziale e non smettono mai la divisa, nemmeno nel privato”.Un privato che nel fermano deve fare i conti non solo con il terremoto, ma anche con le sanzioni internazionali che hanno pesantemente messo in crisi il settore manifatturiero che è un’eccellenza. “L’Italia può e deve essere il facilitatore del dialogo tra USA e Russia come ha già fatto in passato - ha annunciato Salvini tra applausi che più spontanei non si può – perché è chiaro ed evidente specie nelle Marche che le sanzioni non portano a nulla”. Lo stesso nulla a cui ha portato la riorganizzazione della macchina statale con l’abolizione delle province come ha evidenziato a Salvini un cronista richiamando una nota del Comitato Scuole Sicure Fermo. In città si è sfiorata la tragedia quando è crollato un soffitto dell’ Itis Montani, da un secolo eccellenza formativa italiana. “La Lega è stata la sola a suo tempo a difendere le province e non ho cambiato idea – la risposta di Salvini a chi gli chiede di intervenire – un ente di coordinamento eletto dai cittadini efficiente ed efficace è fondamentae”.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Corridonia Futura.
"Siamo sconcertati dall’ennesimo atto di arroganza della giunta comunale. Ogni giorno sembra sempre più chiaro che l’amministrazione targata PD non voglia essere controllata. E’ surreale e veramente vergognoso quello che sta accadendo all’interno della casa comunale; l’ente controllato che contesta i rilievi fatti dall’organo di revisione. Evidenziamo che il collegio dei revisori, al contrario di quanto dichiarato dal Sindaco, è un organo terzo, nominato per estrazione dalla Prefettura, e non scelto dalla vecchia amministrazione. Tale organo formato da stimati professionisti che hanno profuso impegno e dedizione nello svolgimento del loro operato, non può essere revocato a piacimento, la legge prevede una ristrettissima serie di casi. I casi di revoca dei revisori in tutta Italia sono veramente rari e legati a gravissimi inadempimenti certamente non ravvisabili nella nostra situazione.
Questa maggioranza che fin da subito ha espresso profondi contrasti al proprio interno, bloccata nell’azione amministrativa, sta cercando di indebolire gli strumenti posti a garanzia della democrazia. Per poter meglio comprendere la situazione abbiamo richiesto alcuni verbali dei revisori, che come al solito, ad oggi, ancora non abbiamo ricevuto. Inoltre ricordiamo che abbiamo un Comune, senza dirigenti, senza segretario comunale e con un vice al primo incarico. Aggiungere anche la revoca dei revisori significherebbe soltanto aumentare il potere discrezionale nelle mani di sindaco e dei suoi stretti collaboratori a discapito della democrazia. Confidiamo nel buon senso dei consiglieri di maggioranza e di minoranza che hanno l’opportunità di impedire tale scellerata scelta non approvando la delibera di revoca".
Una delegazione dei comitati formati dai cittadini colpiti dal terremoto del Centro Italia si è riunita stamattina in un sit-in davanti a Montecitorio.
"Abbiamo incontrato - dice Francesco Pastorella, coordinatore dei comitati Terremoto Centro Italia - i deputati di maggioranza ed opposizione ai quali abbiamo ribadito la nostra volontà di avere un cambio di rotta da parte del Governo dal quale ci aspettavamo un po' più di coraggio. Abbiamo chiesto di riaprire la discussione sugli emandamenti, dato che c'è tempo fino al 28 di Luglio e ci hanno assicurato che se questo non sarà possibile avremo un appuntamento per discutere insieme la Legge di Stabilità e per inserire gli emendamenti per la copertura finanziaria. Inoltre è stato preso l'impegno di inserirci nella struttura commissariale come presenza e testimonianza diretta del territorio".
I delegati sono stati ricevuti dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, al quale sono state ribadite tutte le rimostranze.
Internazionalizzazione, innovazione tecnologica, contributi pubblici alle imprese e sociale. Questi i temi affrontati nel corso dell’incontro tra l’Assessore con deleghe all’ Artigianato, Commercio, Fiere e Mercati e Internazionalizzazione, Manuela Bora e i dirigenti di Confartigianato Imprese Macerata, svoltosi ieri sera nella sede provinciale dell’Associazione.Sono intervenuti, oltre al Presidente Provinciale Renzo Leonori e al Segretario Provinciale Giorgio Menichelli, anche il Segretario Regionale Giorgio Cippitelli e il Presidente di Confartigianato Marche Giuseppe Mazzarella.
“Il nostro sistema cerca costantemente di innovarsi, costruendo efficaci sinergie con gli Enti e le Istituzioni. Questo tipo di collaborazioni – ha dichiarato Mazzarella - è un punto di partenza fondamentale ed è molto importante per noi poter lavorare su temi come l’internazionalizzazione e l’innovazione per ottenere strumenti adeguati alle necessità delle nostre imprese”.Presenti all’incontro anche alcuni imprenditori e imprenditrici che hanno avuto l’occasione di confrontarsi con l’Assessore sui problemi e le criticità maggiori che pesano sulle varie categorie.Tra questi, Moira Amaranti, amministratore delegato della “Sergio Amaranti” e Presidente Nazionale della Calzatura di Confartigianato Imprese, la quale ha ribadito il perdurare della complessa crisi che sta colpendo il settore calzaturiero che è uno dei comparti più trainanti per l’economia locale. “Purtroppo le nostre imprese, la cui capacità manifatturiera è obiettivamente incomparabile ad altre, – ha affermato Amaranti - non riescono più ad essere competitive perché non hanno liquidità disponibile per investire. Quello che chiediamo con urgenza è il rafforzamento dell’export attraverso delle misure economiche che possano essere a disposizione delle aziende in maniera puntuale e continuativa, supportando ad esempio la partecipazione a fiere internazionali, anche e soprattutto quelle che si svolgono su territorio italiano, fondamentali per la visibilità dei nostri prodotti. E’ necessario inoltre investire di più sulla formazione perché abbiamo molta difficoltà a reperire manodopera formata e competente. Basti pensare che oggi la maggior parte degli impiegati nei lavori di manovia o orlatura è over 50”.
“Le nostre produzioni – ha proseguito Pier Paolo Pennesi, titolare dell’azienda di abbigliamento Port’O di Civitanova Marche – hanno un’identità, uno stile e una qualità inimitabile che deve essere salvaguardata. Dobbiamo cercare di investire di più, e meglio, sull’internazionalizzazione, ad esempio mettendo a disposizione delle imprese dei consulenti che operino sul campo e diano indicazioni precise sulle tendenze dei marcati esteri, creando una vera propria mappatura dei buyer interessati ai nostri manufatti”.
Sul tema dell’innovazione tecnologia è poi intervento Emilio Antinori, giovane imprenditore della start-up Design for Craft cha ha sottolineato come, seppur la manifattura della nostra Regione sia di altissima qualità, la mancanza di strutture adeguate impedisca il potenziale sviluppo tecnologico delle imprese.
“Ricerca e sperimentazione non mancano, - ha dichiarato Antinori – ma, salvo per le grandi aziende, il mercato non è ancora pronto per il ‘digital manufacturing’. Il nostro intento è quello di creare nuove competenze ed essere in grado di esportarle e per fare ciò abbiamo bisogno di spazi da gestire per creare una rete extraterritoriale che consenta di condividere queste conoscenze e fare sistema”.
L’incontro è proseguito affrontando tematiche più tecniche riguardanti i bandi regionali sui quali si è espressa Emanuela Fiorani, Responsabile del Servizio Contributi pubblici di Confartigianato Imprese Macerata, ribadendo la necessità di “strutturare i bandi in maniera più adeguata possibile a quelle che sono le tipologie di imprese che noi rappresentiamo, rivedendo ad esempio le limitazioni dei limiti di spesa che dovrebbero essere tarati sui vari settori di riferimento, o ripensare all’obbligo di filiera che, come requisito di partenza, sta penalizzando le nostre imprese”.
“Apprezzo molto questi incontri grazie ai quali possiamo lavorare insieme, cercando di perfezionare quello che è già stato fatto, ma anche cogliere degli interessanti spunti e proposte per il futuro – ha dichiarato l’Assessore Manuela Bora. Devo dire che il bilancio regionale purtroppo è cambiato molto nel corso degli ultimi anni, le risorse sono destinate esclusivamente alla sanità e con i nuovi provvedimenti del Governo, temo che difficilmente i trasferimenti alle Regioni saranno maggiori. Indubbiamente l’internazionalizzazione è una delle leve principali per lo sviluppo della nostra Regione e proprio per questo abbiamo voluto stanziare 4 milioni di euro che verranno affidati al nuovo ente camerale e alle tre Aziende Speciali. La Regione avrà comunque la titolarità di programmazione e progettazione ma sarà la Camera Unica e le Aziende Speciali ad avere la gestione delle risorse. Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, finalmente è stato approvato il Pdl che contiene 4 emendamenti, prevedendo sia l’anticipo delle risorse per il Digital Innovation Hub, che l’istituzione di un tavolo di lavoro per gli strumenti a disposizione del mondo dell’industria 4.0. Vorrei inoltre ricordare – prosegue Bora – che in tutti i bandi il 5% è sempre riservato al marketing, permettendo quindi di rendicontare tutte le spese relative a questa attività”.
"Non guardo al passato, ci sono nuove idee, nuove prospettive. C'è la volontà di coinvolgere sempre di più i sindaci, onori e oneri compresi, ma chi sbaglia pagherà". lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, parlando a Fermo del territorio marchigiano terremotato e della ricostruzione che non decolla. "Coinvolgeremo i sindaci fidandoci. Il problema dell'Italia è che per diffidenze iniziale, per evitare che qualcuno ti possa fregare, tu complichi talmente tanto la vita alla gente che, nonostante i tanti soldi disponibili, non c'è la possibilità di spenderli" ha aggiunto il ministro dell'Interno riferendosi alla eccessiva burocrazia che attanaglia la ricostruzione dopo il sisma del 2016. "Allora faremo una scommessa diversa, quella di fidarci.
Se qualcuno farà il furbo, però, ne pagherà le conseguenze" ha ammonito. Il mandato dell'attuale commissario alla ricostruzione De Micheli è in scadenza. "Nei prossimi giorni manifesteremo l'evidenza delle persone che prenderanno in mano questa vicenda".
(Fonte Ansa)
Riceviamo e pubblichiamo una lettera all'ANCI e alle Pari Opportunità di Elena Leonardi (Fratelli d'Italia).In una lettera indirizzata al Presidente dell'Anci e al Presidente delle Pari Opportunità della Regione Marche, la capogruppo Leonardi ricorda il protocollo siglato nel marzo scorso tra le due figure istituzionali, tramite il quale si definisce un intesa a tutela della parità tra uomini e donne, attuabile anche nella definizione della toponomastica dei comuni marchigiani.Nella comunicazione la Leonardi ricorda il sacrificio di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta, ma anche di tutte le vittime della mafia come ad esempio il giudice Falcone.Anche questa volta, puntualmente come ogni anno, Fratelli d'Italia ricorda che la lotta alla mafia non deve avere colori politici: propongo pertanto un messaggio "di pari opportunità", proponendo a coloro che hanno sottoscritto questo protocollo per la toponomastica al femminile, di iniziare questo percorso proprio dalla figura di Emanuela Loi, l'agente donna della scorta uccisa nella strage di Via D'Amelio la quale è stata insignita della Medaglia al Valor Civile.Ricordo – prosegue la Leonardi - ad esempio l'articolo 2 del medesimo protocollo, nel quale si intende sollecitare le amministrazioni comunali a prevedere nuove vie intitolate “al femminile” ed i consigli comunali ad evidenziare un riconoscimento “al femminile” anche nella stessa toponomastica.La proposta della capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione è stata sposata subito dal Coordinamento Portorecanatese di FDI il quale, in occasione della commemorazione del 19 luglio prossimo ha decido di inviare a tutti i capigruppo del consiglio comunale di Porto Recanati copia di una mozione con la quale si impegna il sindaco a prevedere l'intitolazione di una via o una piazza all'agente Emauela Loi.
"Auspichiamo che questa nostra proposta possa essere accolta e fatta propria da tutto il Consiglio Comunale perchè la lotta alla mafia non ha – dichiara FdI - colori politici. Dopo Via Falcone e Borsellino, la cui intitolazione fu proposta proprio dalla capogruppo Elena Leonardi quando sedeva fra i banchi dell'amministrazione comunale, pensiamo, come Fratelli d'Italia, che la memoria vada coltivata anche attraverso atti dal grande valore simbolico. Auspichiamo pertanto che le nuove generazioni che leggeranno il nome di Emanuela Loi possano conoscerne la storia ed ammirarne l'esempio perchè, come diceva Giovanni Falcone: ‘Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini".
Sulla conversione in legge del così detto Decreto Terremoto, intervengono i parlamentari di Liberi e Uguali Rossella Muroni e Roberto Paolucci: "E' molto grave che il Governo abbia blindato il Decreto sul Terremoto appena convertito in legge. Non avendo accolto alcun emendamento, la maggioranza non garantisce una ricostruzione sicura, rigorosa e di qualità. La soluzione al problema delle difformità edilizie che stanno frenando la ricostruzione non può essere quella di riaprire la strada al condono edilizio del 2003".
"E' certamente necessario - proseguono - sanare situazioni che rientrano nel piano di emergenza, ma applicare indistintamente il condono a tutto il territorio senza tenere conto della tutela delle zone di pregio, del paesaggio e dell'ambiente, rischia di creare un pericoloso precedente. Gli effetti drammatici dei terremoti sono moltiplicati da gravi violazioni degli strumenti urbanistici. Non si può ricostruire ripetendo gli stessi clamorosi errori".
"L'Europa che poteva essere un'opportunità in questo momento su tanti fronti è un problema, pensiamo a migranti, banche, politica agricola, sanzioni alla Russia". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a margine dell'inaugurazione della nuova Questura di Fermo.
"A Bruxelles hanno capito che finalmente in Italia c'è un governo disposto a tutto pur di difendere l'interesse nazionale - ha aggiunto -, se per il bene del Paese dovremo dire dei no, siamo pronti a farlo". Il ministro che ha definito "una buona notizia" il disgelo tra usa e Russia, vorrebbe ospitare il prossimo vertice Trump-PUtin "in Italia" e spera che riprendano le vendite delle eccellenze italiane, e marchigiane, in Russia, dopo le "sanzioni senza senso" che hanno portato "un danno economico non indifferente. Una follia chiudere mercati che amano il Made in Italy. Anche perché per assurdo l'Italia è quella che ci ha smenato di più mentre Usa, Germania e Francia hanno aumentato il loro business. C'è qualcosa che non torna".
(Fonte Ansa)
Il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, e il senatore, collega sindaco, Giuliano Pazzaglini si sono incontrati oggi.
L’incontro è servito per evidenziare le maggiori problematiche connesse al sisma e alla ricostruzione. Erano presenti oltre al primo cittadino, il presidente del consiglio comunale Fausto Pezzanesi, gli assessori Giovanni Gabrielli e Francesco Pio Colosi, i consiglieri comunali Dignani, Ceselli e Serraggiotto e diversi esponenti della Lega.
Il sindaco ha ringraziato il senatore Pazzaglini per la disponibilità dimostrata e si è detto sicuro che, avendo condiviso insieme da sindaci diverse “battaglie”, "saprà ben lavorare per il bene del territorio".
"Ho molto apprezzato – ha detto Pezzanesi – il suo intervento in Senato, quando con precisione ha illustrato la situazione che ci troviamo a vivere noi residenti nel cratere a seguito del sisma. Ha usato i termini giusti ma soprattutto ha evidenziato le sacro sante istanze di un territorio sempre più martoriato e sempre più in difficoltà.
Noi chiediamo con forza – ha ribadito – meno burocrazia e maggior azione diretta da parte dei sindaci. Avendo identità di vedute con Pazzagliani e in considerazione del fatto che la Lega, con l’assessore Gabrielli è parte fondamentale da sei anni della nostra Amministrazione, possiamo avere un interlocutore importante, capace di percepire appieno le diverse problematiche che, ogni giorno, ci troviamo ad affrontare e soprattutto a disposizione per far valere i nostri diritti e le nostre richieste. A tal proposito il sindaco Pezzanesi ha sottoposto al senatore Giuliano Pazzaglini due fondamentali questioni che rivestono carattere di assoluta priorità per la gestione dell’emergenza post sismica e per la verifica della consistenza dei danni agli immobili conseguenti al sisma dell’aprile 2018. La prima riguarda il centro storico del Comune di Tolentino che vede la presenza di numerose attività commerciali, che sono attualmente in esercizio, in quanto ubicate in locali agibili a piano terra ma facenti parte di complessi immobiliari, condominiali e non, ove le singole e soprastanti unità ad uso abitativo hanno riportato danni lievi e necessitano, pertanto, di interventi di riparazione o ripristino con miglioramento sismico. In alcuni casi, l’imminente inizio di tali lavori, le modalità di esecuzione degli stessi, e la necessità da parte delle imprese esecutrici di installare impianti e impalcature per la loro esecuzione, ostacolano lo svolgimento delle attività commerciali rendendo difficoltosa l’accessibilità ai locali da parte dell’utenza.
Questo provoca un grave disagio e nuoce alla già flebile economia locale, di commercianti e artigiani, che è insediata nel centro storico del Comune, ove, nonostante il sisma, è ancora forte la presenza di cittadini e l’afflusso di visitatori. Questa ipotesi non viene contemplata dall’Ordinanza del Commissario di Governo per la Ricostruzione n. 9 del 14 dicembre 2016, in tema di “Delocalizzazione immediata e temporanea della attività economiche danneggiate dagli eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016”, che individua, invero, il presupposto della delocalizzazione delle attività commerciali esclusivamente nella inagibilità dei locali ove sono insediate. Né essa è stata prevista nella Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 394 che all’art. 6 disciplina la “Pianificazione degli interventi per le finalità sociali e per la continuità della attività economiche e produttive”.
Si pone, quindi, la necessità di disciplinare anche l’ipotesi di delocalizzare le attività economiche e commerciali presenti nei centri storici e ubicate in locali che, seppure agibili, fanno parte di immobili nei quali altre e diverse unità a destinazione residenziale hanno riportato danni lievi e che, pertanto, devono essere oggetto di riparazione o di ripristino.Questo, come è evidente, per consentire la normale prosecuzione delle attività per il tempo strettamente necessario alla realizzazione dei lavori.
"Inoltre – ha concluso il sindaco - colgo l’occasione per porre all’attenzione del senatore la circostanza che, a seguito del sisma del 10 aprile 2018, con nota a firma del direttore URP Marche, è stato disposto che i Comuni, che in essa venivano indicati, potessero eseguire nuove verifiche di agibilità, con scheda Fast e Aedes, in relazione agli immobili dichiarati agibili prima di tale data, ovvero assoggettati a sopralluogo da parte degli U.T.C. con conseguente Ordinanza di inagibilità da parte del Sindaco. Tuttavia, tra i Comuni in essa indicati non figura il Comune di Tolentino, ove il fenomeno sismico in questione ha provocato egualmente notevoli danni agli immobili, come è dimostrato dalla numerosissime richieste IPP ricevute successivamente al sisma del 10.04.2018. Quindi, mi permetto di sollecitare un intervento al fine di poter dare la possibilità anche al Comune di Tolentino di poter effettuare i sopralluoghi per la verifica di agibilità di questi immobili che sono stati aggravati ulteriormente dopo essere già stati inizialmente lesionati, dal recente sisma dello scorso aprile, rientranti nelle sopra menzionate categorie". Il senatore Giuliano Pazzaglini ha ricordato i tanti progetti condivisi con il collega sindaco Pezzanesi e con il Comune di Tolentino. "Quindi – ha detto – sono a disposizione e vivo questa situazione da parlamentare, da sindaco ma anche da terremotato. Come già fatto continuerò a rappresentare in Senato, mediante interrogazioni, mozioni e emendamenti, le diverse istanze del territorio. Quindi massima attenzione a tutto ciò che riguarda il terremoto per suggerire in maniera costruttiva soluzioni. Ora siamo ai primissimi passi di questo Governo e il problema più grande è che ancora non sono stati definiti i ruoli e quindi non abbiamo ancora gli interlocutori per poter favorire tutte quelle misure atte a migliorare la situazione di stallo che ci stiamo trovando a dover fronteggiare e che non deriva dalle scelte fatte da questo ultimo Governo.
Sono molto contento di questo incontro – ha ancora affermato Pazzaglini – in quanto ho potuto interloquire con tecnici molto preparati e con Amministratori che stanno facendo bene. Tolentino è molto avanti sul discorso della ricostruzione e quindi per primo mette sul tavolo problematiche che le altre realtà si troveranno ad affrontare tra qualche mese. Il problema dei commercianti è particolarmente sentito. Dobbiamo poter prevedere misure di sostegno per essere di ausilio anche a quelle attività i cui stabili dove hanno sede, saranno oggetto di interventi con impalcature che andranno ad oscurare vetrine e accessi. Porrò il problema all’attenzione anche dei colleghi delle altre regioni interessate dal sisma.Insomma – ha concluso il senatore – dobbiamo trovare soluzioni efficaci per avviare la ricostruzione ma soprattutto per ridare speranza e rinnovata dignità ai cittadini. Quindi serve un progetto globale per dare nuove prospettive ai nostri territori e spero di essere capace di trasformare le istanze dei sindaci e dei cittadini in risposte certe".
Dal Presidente nazionale di Federcontribuenti, Marco Paccagnella, riceviamo
''Abbiamo un governo tuttora in piena campagna elettorale che pensa solo a fare la guerra ai funzionari dei ministeri, definendoli tutti indiscriminatamente infedeli, che ha la testa solo sull'immigrazione ma già si è dimenticato del 'prima gli italiani'. Ma prima degli 'italiani' ci sono i 'terremotati italiani', dimenticati e abbandonati a se stessi''. E' l'atto di accusa del Presidente nazionale di Federcontribuenti, Marco Paccagnella dopo un incontro con i terremotati di Lazio e Marche.
''Il quadro che mi è stato dipinto - continua Paccagnella - è a dir poco incredibile: questa gente non può fare nulla, viene fermata la libera iniziativa di provvedere ad una sistemazione autonoma a spese loro perchè la burocrazia lo impedisce. Per non parlare delle tasse che un giorno devono essere restituite come se nel corso del post terremoto quelle zone, il lavoro, l'economia hanno prodotto come in periodi normali''.
Ma, si chiede Paccagnella, ''Possibile che non si capisce cosa stia passando un popolo colpito dal sisma, un sisma che ha fatto perdere tutto? Duecento abitazioni da costruire subito, per esempio, possono costare 50 milioni che ci sono subito tra i tanti messi a disposizione e donati, o si prendano da qualche altra parte. Trovarsi uno Stato che esiste non per aiuti e soluzioni al gravissimo fatto, ma esiste per essere 'contro', è un dolore e uno sfregio costituzionale. Ora basta - conclude Paccagnella - ci attiveremo in tutte le sedi italiane e internazionali per far valere i diritti di queste persone''.
Nasce a San Severino Marche il movimento giovanile "Gioventù Nazionale", affiliato al partito politico Fratelli d'Italia della sezione "Giuseppe Micozzi Ferri" di San Severino.
Il gruppo conta già più di dieci militanti di diversa età, da scolari a giovani lavoratori.
La Direzione cittadina del movimento, composta da Leonardo Simoncini, Marco Dialuce e Filippo Caciorgna, si auspica di aumentare il numero di tesserati, inglobando "tutta la parte della giovane popolazione che ama e rispetta il proprio paese".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Federcontribuenti Marche
''Se le Sae, come sembra sia intenzione del governo, debbano rimanere in carico ai comuni, questo vuol dire un doppio lavoro, lo smaltimento, una doppia spesa considerando che, in alcune zone, gia' sono state pagate a metro quadro come un appartamento ai Parioli o a Via Montenapoleone''. Lo scrive, in una nota, la segretaria regionale di Federcontribuenti Marche, Maria Teresa Nori la quale ricorda come la Protezione Civile si era data per obiettivo la ripresa di queste casette per poi dare avvio alla normalizzazione e al ripristino dei territori da parte delle regioni e che i privati tornassero proprietari dei terreni. ''I soldi dei contribuenti tutti, sia i cittadini colpiti dal sisma, che coloro che hanno attuato direttamente o indirettamente un mutuo soccorso a queste popolazioni - sottolinea Maria Teresa Nori - non devono essere spesi inutilmente e a maggior ragione i contribuenti non devono essere presi in giro e defraudati di quello che versano e che hanno versato. Se lo Stato intende attuare l'esproprio dei terreni e la consegna delle Sae alle amministrazioni comunali e' correo del disastro causato alle casse dei comuni''.