Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di CivitaNoi
"La precedente amministrazione era stata invitata a calcolare il cumulo degli inquinanti da eletteomagnetismo per predisporre poi un piano antenne. Nessuno lo ha fatto ed ora spuntano antenne provvisorie in zone altamente antropizzate magari vicino a zone sensibili come accaduto nei pressi della scuola elementare di Santa Maria Apparente con il beneplacito dell' ex assessora. Vogliamo impegnarci nel nuovo piano antenne oppure le politiche ambientali non interessano nemmeno questa amministrazione e questo consiglio comunale? Essere follower degli errori precedenti equivale ad essere complici".
"È d’attualità la notizia secondo cui é in corso una indagine sui lavori delle aree SAE. Si parla addirittura di mafia" - esordisce così, in un post su Facebook, il senatore della Lega e sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, commentando la notizia dei sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza presso gli uffici della Regione Marche, nell'ambito di un'inchiesta su presunte irregolarità nell'assegnazione dei subappalti per i lavori di realizzazione delle Soluzioni Abitative di Emergenza. Un'inchiesta che, stando a quanto é dato sapere, prenderebbe le mosse addirittura da una segnalazione dell'antimafia, per via del coinvolgimento di alcune ditte che sarebbero, appunto, in odore di criminalità organizzata.
Ma la posizione espressa dal senatore Pazzaglini é cauta, garantista sul piano politico e umana su quello personale, avendo lavorato fianco a fianco con almeno tre dei quattro indagati. La sua posizione sembra netta: un conto sono i tanti, tantissimi errori fatti nella gestione di una emergenza senza precedenti, un altro conto é parlare addirittura di mafia.
"Sono stato il primo - prosegue il senatore e sindaco di Visso - a dire che le cose non funzionavano, ancor prima dell’inizio di progettazioni e lavori sostenevo che la procedura individuata non avrebbe permesso lavori rapidi né tantomeno fatti bene. I fatti mi hanno dato ragione. Ora però siamo andati oltre e si indaga su possibili infiltrazioni mafiose. Al riguardo ho letto di tutto ma, pur sapendo che sarà impopolare, voglio andare contro corrente. Non so cosa sia successo, so però che ci sono stati funzionari che caricati di una responsabilità enorme hanno lavorato in condizioni estreme. Ora questi funzionari vengono indagati per crimini gravissimi. La procura scoprirà come stanno le cose, per quanto mi riguarda seguirò la vicenda con il massimo interesse, ma avendo lavorato con tre di quei quattro funzionari fino a che non emergeranno responsabilità precise non riesco proprio a credere siano colpevoli. Avranno fatto degli errori, anche io li ho accusati di questo; avranno omesso dei controlli, ma vorrei vedere come sarebbe stato possibile il contrario visto l’enorme carico di lavoro attribuito! Non per questo però credo al loro dolo. Rimango convinto di quello che ho sempre sostenuto. Le casette avrebbero dovuto farle i comuni, non strutture che non avevano organizzazione e spesso nemmeno competenza per tale ruolo. Il resto è conseguenza di ciò".
Riceviamo e pubblichiamo dal Partito Comunista Italiano Sezione intercomunale Matelica - Esanatoglia.
”Il giorno 20 si è tenuta l’Assemblea degli iscritti al Partito Comunista Italiano che ha visto una massiccia partecipazione. Dopo aver ampiamente discusso su problematiche di politica nazionale e sull’esito del nostro 1° Congresso nazionale che si è tenuto a Orvieto nei giorni 6/7/8 luglio, i compagni si sono soffermati su problemi locali quali lo stato della sanità pubblica a Matelica e nel comprensorio del nostro entroterra. Si è poi discusso ampiamente del progetto “Pedemontana” ribadendo la nostra contrarietà alla realizzazione di un’opera inutile, costosa, devastante per il nostro territorio che metterebbe in seria discussione il nostro tessuto produttivo e commerciale. La nostra proposta è di ammodernare la viabilità esistente sull’esempio del tratto di strada Matelica Cerreto D’Esi e Camerino Muccia. Ciò comporterebbe un buon miglioramento della viabilità e un consistente risparmio economico da reinvestire nelle zone terremotate. Al termine l’Assemblea ha votato all’unanimità il rinnovo del Direttivo della Sezione che risulta composto da: Belardinelli Alessandro - Colonnelli Dora - Ilari Maria Cristina - Procaccini Cesare - Riccardi Alpio. A sua volta il Direttivo ha eletto, sempre all’unanimità, il Segretario nella persona del compagno Alpio Riccardi".
''Chiediamo alla giunta comunale di valutare la sospensione delle perimetrazioni dei borghi di Ussita anche in relazione ai verbali di valutazione dei tecnici comunali redatti sulle valutazioni e problematiche di ogni borgo perimetrato e di valutare le istnze dei cittadini redatte in merito alle problematiche delle perimetrazioni stesse''. E' quanto si legge in una interpellanza alla giunta comunale e al sindaco Marini dei consiglieri di minoranza Gianni Marronaro, Giulio Bischi e Guido Rossi.
Si chiede inoltre alla giunta ''di organizzare un tavolo di confronto con i tecnici per valutare gli elementi che hanno suggerito la necessita' di perimetrare il territorio di Ussita e di valutare le varie ordinanze che dettano i criteri guida la cui applicazione determina la necessita' o la possibilita' di sottoporre un centro o un nucleo di particolare interesse alla perimetrazione''. Infine, scrivono ancora i tre consiglieri di minoranza, di organizzare ''alla fine dei lavori di cui sopra, delle assemblee pubbliche per informare i proprietari degli immobili e le situazioni dei borghi''. L'interpellanza fa riferimento alla deliberazione firmata dall' allora commissario prefettizio, del 12 aprile 2018 ''Proposta alla Regione Marche di perimetrazione dei borghi di Ussita''.
Si è svolta ieri pomeriggio, a Chiaravalle, l’assemblea congressuale di Articolo 1 Mdp Marche che ha eletto, all’unanimità, Massimo Montesi coordinatore regionale.
La platea delle delegate e dei delegati, circa 60, ha eletto anche il coordinamento regionale, composto da 25 persone (Paolo Perazzoli, Flavia Mandrelli, Nello Tizzoni, Riccardo Morelli, Alessandro del Monte, Fausto Franceschetti, Nadya Iommi, Massimo Montesi, Paola Mariani, Francesco Borioni, Luca Cerquetella, Bruno Pettinari, Mirta Ramaccini, Gianluca Busilacchi, Paola Santoncini, Damiano Costantini, Tamara Ferretti, Mauro Gregorini, Wilma Bonvento, Marinella Topi, Ninel Donini, Lara Ricciatti, Ornella Pucci, Oriano Giovanelli, Piero Gasperoni, Cesare Carnaroli) in rappresentanza sia dei territori che delle istanze regionali come riporta nel corso del suo intervento il neo coordinatore “A costo di essere ripetitivi dobbiamo segnalare con forza le tre criticità della nostra Regione e sulle quali dobbiamo avanzare proposte e dare battaglia: sanità, terremoto e lavoro. Non è un segreto la nostra più profonda contrarietà alla privatizzazione, ormai palese, che sta avvenendo anche nella regione Marche, del diritto alle cure e ad una sanità efficiente. Sul versante terremoto continuiamo a ribadire che senza un piano strategico nazionale per le aree interne rischiamo di preparare una ricostruzione fine a ste stessa; o la politica ha la forza e la capacità di elaborazione o non saremo mai in grado di restituire linfa a quelle realtà già duramente provate dai sismi. Infine, non ci rassegneremo mai all’idea di essere la regione delle crisi industriali e della disoccupazione, il nostro gruppo parlamentare sta lavorando ad un piano straordinario per l’occupazione femminile e giovanile, m va ripensato tutto il sistema salariale e di entrata ed uscita dal lavoro. Il governo ha reintrodotto i voucher, noi ribadiremo che non possono essere la soluzione, perché senza diritti e senza un lavoro dignitosamemte pagato stiamo solo evitando gli ostacoli e le problematicità che la situazione presenta”.
Montesi guiderà una pattuglia di delegate e delegati domenica a Roma, al congresso nazionale, e pensano già agli appuntamenti marchigiani “se la sinistra non torna in sintonia con la società e non è capace di coglierne i problemi e le richieste - afferma il consigliere regionale Gianluca Busilacchi - non sarà mai in grado di studiare per individuare le soluzioni. Le prossime amministrative, le elezioni europee e le future regionali dovranno essere un banco di prova per un percorso che non finisce domenica e nemmeno a dicembre, quando nascerà Liberi e Uguali; saranno degli appuntamenti in cui dovremo dimostrare di aver fatto tesoro degli errori e dimostreremo di essere all’altezza delle sfide che la globalizzazione ci pone dinnanzi”.
E’ stato ricordato ieri mattina l’ex Ministro Giacomo Brodolini, padre dello statuto dei lavoratori. Una cerimonia semplice ma sentita secondo tradizione alla quale hanno presenziato il Sindaco Francesco Fiordomo, il Vice Sindaco Antonio Bravi, l’Assessore Rita Soccio, il Delegato allo Sport Mirco Scorcelli, il ConsigliereComunale Antonio Baleani, il Presidente del Centro Studi Fabio Corvatta, le Rappresentanze Sindacali di CGIL e CISL e i Familiari. Deposto un mazzo di fiori sulla tomba nel Civico cimitero di Recanati. "L’esempio di Brodolini, il suo coraggio e la sua coerenza sono tutt’ora attuali e devono essere un punto di riferimento per chi svolge un ruolo pubblico" ha detto il primo cittadino di Recanati nel corso della cerimonia alla quale erano presenti anche l’ex deputato Angelo Tiraboschi e il Dr. Luciano Vita in rappresentanza del Partito Socialista Italiano. Giacomo Brodolini è nato a Recanati il 19 luglio 1920. Dal 1946 militò nel Partito d'Azione e nel 1948 aderì al PSI. Vicesegretario nazionale della CGIL dal 1955 al 1960 e vicesegretario del PSI dal 1963 al 1966, ricoprì la medesima carica nel PSDI-PSI unificati fino al 1968. Deputato dal 1953 e senatore dal 1968, nel dicembre di quest'anno fu nominato Ministro del Lavoro e della previdenza sociale. In tale veste promosse una vasta attività legislativa in materia previdenziale e sindacale e fu uno dei principali sostenitori dello Statuto dei lavoratori, divenuto poi legge (20 marzo 1970, n. 300). E' deceduto a Zurigo l'11 luglio 1969.
In replica alla nota della Lega di Treia (qui il nostro articolo), riceviamo e pubblichiamo dal gruppo di maggioranza:
Con riferimento al comunicato stampa a firma della Lega di Treia, che sostanzialmente accusa il Vicesindaco Edi Castellani di essersi erroneamente qualificata, nella firma dell’ordinanza che vieta l’utilizzo di acqua potabile, come “Vicesindaco” anziché come “Sindaco facente funzioni”, non intendiamo entrare in dettaglio nel merito di questioni tecnico giuridiche, che possono essere sviscerate in altra sede, ma riteniamo doveroso ricordare che le norme vanno lette con attenzione. e comprese nel loro esatto significato.
La risposta inequivocabile è nell’art. 53 comma 2 del decreto legislativo n. 267/2000 (Testo Unico degli enti locali), norma che chiarisce senza dubbio alcuno la corretta qualificazione spettante a chi sostituisce il sindaco: “Il vicesindaco ed il vicepresidente sostituiscono il sindaco e il presidente della provincia in caso di assenza o di impedimento temporaneo, nonché nel caso di sospensione dall'esercizio della funzione ai sensi dell'articolo 59”.
Volendo essere ancora più precisi, si ricorda che la Corte di cassazione (Sez. Unite, Ord. n. 11131/2015) fa chiaro riferimento alla figura di Vicesindaco pro tempore (non di “Sindaco facente funzioni” pro tempore!); il Consiglio di Stato dal canto suo (sentenza n. 501/2001), chiarisce, con dovizia di particolari, il ruolo e le funzioni del Vicesindaco (non, lo si ripete, il ruolo di “Sindaco facente funzioni”!).
Il “facente funzioni” è una dicitura che si usa nella prassi amministrativa, per indicare un funzionario amministrativo che sostituisce un altro funzionario amministrativo perché assente, impedito ecc.; nulla a che vedere con organi politici, quali sono il sindaco e il vicesindaco !
Appare evidente, dunque, come ad affogare in un bicchiere d’acqua sia stata proprio la Lega di Treia. Spiace, peraltro, constatare come l’onorevole Patassini, già dipendente del Comune di Treia, successivamente assessore nel medesimo ente, e dunque non estraneo ai principi normativi che governano l’ordinamento degli enti locali, sembri ignorare clamorosamente che la figura del “Sindaco facente funzioni” non esiste nel nostro ordinamento.
Lasciamo, dunque, ai treiesi la soluzione al dilemma di quanto sia grave l’insulto alla loro intelligenza.
Ciò che invece appare fondamentale è dedicare la massima attenzione alle problematiche vere della comunità locale, che non ha bisogno di queste errate - quanto inappropriate - sottolineature, ma di un lavoro serio e responsabile che persegua l'esigenza di continuità nell'azione amministrativa a beneficio della popolazione, lavoro che questa amministrazione, guidata dal Vicesindaco Edi Castellani, sta portando avanti con la massima chiarezza e trasparenza.
Dodici punti per un buon governo della città, dodici punti a cui Azione in Movimento sta lavorando con esperti dei vari settori che da oggi sono condivisi da Macerata nel Cuore, la lista civica di Francesca D'Alessandro, la più votata alle ultime elezioni. In una conferenza stampa è stata formalizzata l'allenza tra le due realtà.
Dodici punti per una visione a tutto tondo di gestione della cosa pubblica e di una città che, hanno sottolineato Simone Livi ed Eraldo Mosconi per Azione in Movimento, e Francesca D'Alessandro, ha bisogno di rialzarsi e di riconquistare il ruolo e l'importanza che le spettano. Questa allenza ha un obiettivo, quello di offrire un riferimento intorno al quale unire il centrodestra in di quello che vuol essere un concreto progetto politico, con un programma chiaro, da presentare i cittadini che andranno alle urne.
Tante le crepe evidenziate dai Livi e D'Alessandro: dalla sicurezza, che ha portato Macerata negativamente alla ribalta nazionale, al rapporto del Comune con l'Università ai soldi andati in fumo per le piscine mai realizzate.
Questa prima alleanza è solo l'inizio, assicurano. "Oggi siamo in due, domani magari saremo in tre. Noi siamo al lavoro".
Dal vice sindaco di Civitanova, Fausto Troiani, riceviamo e pubblichiamo
Otto personaggi in cerca d’autore, molto più attivi adesso che quando governavano questa città, manifestano la loro soddisfazione perché secondo “Quadrilatero” il progetto della rotatoria a fine superstrada e quello del sottopasso ferroviario sulla Nazionale sono inscindibili.
Manifestano la loro soddisfazione per l’approvazione del progetto del sottopasso sotto la linea ferroviaria sulla SS16, progetto anche fatto male secondo i tecnici di Quadrilatero, come se fosse la panacea a tutti i problemi della viabilità di Civitanova; senza preoccuparsi che tale sottopasso eliminerebbe l’ultimo passaggio a raso della nostra città e che, una volta eliminato, la esporrebbe a tutti i rischi di allagamento della parte ad est della stessa SS 16.
Dopo aver rinunciato alla grande occasione del cavalcavia alla fine della superstrada 77 che, oltre alla funzionalità e alla sicurezza, avrebbe reso Civitanova una città “mitteleuropea”, festeggiano per l’ennesimo sottopasso che dividerà Civitanova est da Civitanova ovest, che creerà notevoli disagi alla viabilità cittadina chissà per quanti anni.
Noi insisteremo per dividere in due il progetto attualmente unico, prima la realizzazione delle rotatorie al terminal della 77 con viabilità annessa, poi tratteremo sull’ennesimo sottopasso, sicuramente non innovativo, che rappresenterebbe un “rattoppo” indegno di quella grande opera che sarebbe stata il cavalcavia.
Tra l’altro, loro, i precedenti amministratori, che hanno rinunciato ad un’opera di grande utilità e modernità, loro che vogliono assumersi il merito di un banale sottopasso, non avevano nemmeno mai pensato ad indire la “conferenza dei servizi”, primo passo verso la realizzazione dell’opera stessa.
Sicuramente la nostra amministrazione lavorerà per il bene di tutta la città, cercheremo di ottenere il massimo dell’ottenibile nei prossimi incontri con i partecipanti alla conferenza dei servizi che abbiamo sollecitato (Regione, Provincia, ANAS, Quadrilatero, RFI), senza dimenticare però che l’opera veramente importante che è stata persa da chi oggi si vanta di aver voluto il sottopasso non è ancora stata cancellata dal progetto del CIPE/Quadrilatero
"Ancora una volta Forza Italia dimostra concretezza e vicinanza alla popolazione, soprattutto in casi come questo, dove i nostri concittadini vivono il dramma del sisma. Forza Italia, infatti, grazie all'emendamento presentato dal nostro vice capogruppo alla Camera dei Deputati, Simone Baldelli, ha fatto sì che la Camera stessa, per il terzo anno consecutivo, abbia impegnato il Governo a destinare i suoi 85 milioni di risparmi relativi all'ultimo anno, alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma".
Soddisfazione e gratitudine vengono espressi dai consiglieri regionali azzurri Jessica Marcozzi e Piero Celani: "Insomma con l'impegno di FI, e del suo Simone Baldelli che ringraziamo per la costante attenzione e l'impegno per i nostri territori, a partire da chi soffre, in tre anni è riuscita a destinare ai terremotati 212 milioni di euro. Sempre dalla parte dei cittadini con i fatti e non le chiacchiere".
L'inchiesta della Procura di Ancona sulle procedure per i subappalti delle Sae dimostra che c'è "un forte controllo sulle attività legate al sisma, non c'è un aspetto che non venga guardato, dai Cas (Contributi di autonoma sistemazione) fino alle pratiche dei funzionari della Regione".
Lo ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, rispondendo alle domande dei giornalisti. Quanto all'inchiesta "attendiamo fiduciosi gli esiti per vedere cosa il magistrato rileverà, da pare nostra continueremo a lavorare, con la massima attenzione agli aspetti legati all'impegno della Regione, convinti che questa attività porterà a chiarire se ci sono responsabilità e su cosa". Gli avvisi di garanzia "sono un atto che fa parte delle indagini, un segno di attenzione ma non una sentenza. Da una parte dobbiamo evitare che il fenomeno sisma apra le porte del nostro territorio a chi vuole approfittarsene, dall'altra dare la massima garanzia a chi lavora, e credo che lo faccia con massimo impegno e onestà". (Ansa)
"Se la maggioranza parlamentare approva il "Decreto Terremoto" senza accogliere gli emendamenti e le richieste che uscivano dai territori, necessari per risolvere situazioni urgenti e sbloccare la ricostruzione, neanche il Governo Regionale fa bene i suoi compiti", esordisce così la capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi sulla situazione del sostegno alle imprese nella zona del xratere.Succede infatti che "a oltre due mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Nazionale del Decreto del Ministero dell'Economia e Finanze sul sostegno alle imprese terremotate, gli atti applicativi, previsti nelle medesime norme, e che spettano al cicecommissario Ceriscioli, sono ancora sulla carta.Proprio per questo ho depositato in Consiglio Regionale – continua la Leonardi – una mozione che descrive quanto sta succedendo e che impegni il presidente della giunta regionale ad intervenire in merito".Nell'atto della capogruppo di Fratelli d'Italia si legge che il Decreto in oggetto è rivolto a tutte quelle imprese, artigianali, commerciali, agricole, forestali, e così via del Cratere e che alle Marche è stato assegnato il 62% delle risorse stanziate pari a quasi 22 milioni di euro. Per poter attivare le procedure di erogazione dei fondi però, si legge nel medesimo Decreto, spetta ai vicecommissari emanare i relativi provvedimenti dettagliando requisiti e condizioni di ammissibilità, fornendo al contempo istruzioni e chiarimenti necessari definendo anche gli schemi di domanda. Tutte fattispecie senza le quali i soggetti titolari di impresa nelle aree colpite dal sisma, non possono attivarsi per concorrere al reperimento delle risorse necessarie per poter ripartire, dopo due anni dal primo tragico evento, e rilanciare così le economie locali."Impegnarsi per le popolazioni terremotate vuol dire questo: non dilungarsi in pastoie burocratiche ed emettere atti in maniera celere e non farraginosa. Tanti imprenditori hanno delocalizzato o stanno per farlo: così muore la montagna, a meno che non sia questa la volontà, occorre intervenire urgentemente. Nella mozione depositata – prosegue la capogruppo Leonardi - chiedo al vice commissario alla Ricostruzione Ceriscioli di impegnarsi ad emanare i provvedimenti di cui al Decreto del 10 maggio 2018, al fine di permettere alle imprese produttive del Cratere di poter finalmente accedere agli aiuti economici previsti.
Chiedo inoltre – conclude Leonardi – di stabilire un cronoprogramma dettagliato che definisca la tempistica relativa alla adozione dei provvedimenti di cui al medesimo Decreto MEF del 10 maggio 2018, da relazionare in Aula del Consiglio Regionale.
“Appena le analisi che sta effettuando l’Arpam saranno terminate, i dati relativi all’incendio alla Orim di Piediripa saranno resi pubblici. Quanto ai richiami alla trasparenza dei Cinque Stelle: siamo noi i primi a voler sapere cosa è successo, se ci sono stati rischi per la popolazione e per l’ambiente o contaminazioni, essendo la tutela della salute dei cittadini, l’unica nostra prioritaria preoccupazione. Quindi non appena l’Arpam avrà terminato il rapporto completo sulle analisi derivanti dai prelievi effettuati, lo renderemo pubblico e, se del caso, avvieremo le azioni necessarie”. Così l’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, interviene in risposta al consigliere regionale, Sandro Bisonni, in merito al rogo alla Orim di Piediripa.
Il consigliere aveva chiesto proprio che i dati venissero resi pubblici attraverso il sito internet dell'agenzia regionale di protezione ambientale, mentre onorevoli pentastellati, nei giorni scorsi, avevano effettuato un sopralluogo nell'azienda danneggiata da un violento incendio.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato a firma della Lega di Treia
Quando si dice affogare in un bicchiere d’acqua. A pochi giorni dall’esposto in Procura con cui un cittadino ha denunciato l’Amministrazione di Treia per la realizzazione di una fognatura che configurerebbe un danno erariale non essendo di sua competenza, ecco un’altra tegola abbattersi sulla giunta sotto forma di autogoal.
Edi Castellani firma non come sindaco facente funzioni, ma come vice l’ordinanza numero 58 emanata il 19 luglio 2018 per vietare l’uso domestico dell’acqua.
Impossibile ormai per i treiesi, dopo la sospensione del sindaco Capponi condannato per peculato, quantificare se sia più grave il danno o più cocente la beffa dell’insulto alla loro intelligenza.
Succede infatti che, mentre Capponi continua a fare il bello e il cattivo tempo in Comune cercando di nascondere il ruolo più volte annunciato di allenatore in panchina, la sua vice Castellani che fa? Mette nero su bianco che ai piani alti di Piazza della Repubblica niente è cambiato, in barba alla Legge Severino.
Confusione di ruoli o lapsus freudiano? Fatto sta che la Castellani ratifica di suo pugno una qualifica chiara e lampante, in bel maiuscolo pure grassetto: vice e non sindaco facente funzioni, ruolo che ricopre a tutti gli effetti dalla sospensione di Capponi.
È la classica goccia che fa letteralmente traboccare il vaso già colmo di una gestione amministrativa non chiara nei ruoli e più che discussa nelle scelte.
Solo lo scorso 13 luglio l’onorevole treiese Tullio Patassini della Lega aveva invitato il sindaco Castellani ed i colleghi assessori David Buschittari, Luana Moretti e Alessia Savi (per l’ennesima volta ed in via formale con richiesta regolarmente protocollata) a convocare un consiglio comunale aperto per il confronto con i cittadini sulle controverse scelte relative al nuovo polo scolastico, non ultimo l’esborso di poco meno di un milione di euro delle casse comunali per acquistare il terreno.
Confronto urgente e indispensabile come non mai.
"L'ok della Camera al Dl Terremoto è un "gol" importantissimo di questo inizio di legislatura: in esso ci sono 300 milioni in più stanziati e tante proroghe e misure indispensabili per chi vive nel cratere sismico. Sia chiaro però, è solo l'inizio: come ha specificato nel dettaglio il viceministro Castelli, stiamo lavorando e continueremo a farlo a testa bassa per far sì che si imprima un netto cambio di passo per quanto riguarda la ricostruzione". Così Mauro Coltorti (M5S), presidente dell'VIII commissione (Infrastrutture e Trasporti) del Senato.
"Purtroppo le risorse limitate a disposizione non ci hanno permesso di apportare migliorie ulteriori al decreto: le opposizioni lo sapevano fin troppo bene, ma nonostante ciò in queste settimane hanno dato il là ad un evitabile festival delle strumentalizzazioni - aggiunge - Alla Camera come al Senato, tante richieste che non erano indispensabili in commissione speciale, per PD, FI e FDI lo sono diventate quando il decreto è arrivato nelle aule parlamentari. Al di là delle esigenze di strategia politica, non è così che si aiutano le popolazioni delle zone interessate dal terremoto. In generale però è stato fatto un buon lavoro che va rivendicato, e come M5S abbiamo completato l'opera a Montecitorio spingendo perché si approvasse lo stanziamento di 80 milioni di euro ulteriori ricavati dal taglio agli sprechi della Camera dello scorso anno, altro obbiettivo raggiunto. Non possiamo in alcun modo permetterci lo spopolamento e il definitivo sfaldamento del tessuto economico delle aree appenniniche, per questo continueremo a lavorare con grande determinazione per agevolare il ritorno alla normalità di chi vive nel cratere".
"Grazie all'iniziativa politica di Forza Italia, anche quest'anno, per il terzo anno consecutivo, la Camera dei deputati, votando unanimemente un ordine del giorno al decreto terremoto presentato dal sottoscritto e firmato da tutti i gruppi – dichiara Simone Baldelli, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera - ha impegnato il Governo a destinare i suoi 85 milioni di tagli e di risparmi di gestione relativi all'ultimo anno alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto.
Con questo voto possiamo dire che negli ultimi tre anni, sempre su nostra iniziativa e con il sostegno di tutti i gruppi politici, siamo arrivati a far destinare ben 212 milioni di euro (47 milioni nel 2016, 80 nel 2017, 85 nel 2018) - aggiunge - Un ringraziamento particolare per questa bellissima pagina di attivita' parlamentare a tutti i gruppi che hanno lodevolmente sostenuto questa iniziativa, all'ufficio di presidenza attuale, e all'ufficio di presidenza della scorsa legislatura, a cui in gran parte si deve questo straordinario risultato raggiunto. Una volta stanziati questi 85 milioni, con la legge di Bilancio, vigileremo chiederemo conto al governo di come verranno spesi questi soldi".
Appello del consigliere regionale Sandro Bisonni (Gruppo Misto) affinché siano pubblicati sul sito dell’Arpam i dati relativi ai prelievi ambientali effettuati dopo l’incendio dello scorso 6 luglio alla “Orim” di Piediripa.La richiesta, rivolta all’Assessore Angelo Sciapichetti, fa riferimento al rapporto completo, non ravvisando lo stesso Bisonni motivi che ne precludano la diffusione.“Anzi, proprio per rendere concreta la massima trasparenza dell’azione pubblica e non trattandosi di dati sensibili - sottolinea - è bene che i cittadini siano resi partecipi di qual è l’effettiva situazione, trattandosi di un problema particolarmente sentito dalle popolazioni del luogo. Va tenuto presente, infatti, che l’incendio ha interessato un’azienda che interviene nel recupero dei materiali speciali provenienti dal riciclo dei rifiuti industriali”.Subito dopo l’evento Bisonni ha presentato un'interrogazione rivolta al presidente della Giunta ed all’assessore competente per conoscere, tra l’altro, i possibili danni per l’ambiente e per le salute delle persone, le cause accertate per quanto riguarda l’innesco dell’incendio, nonché l’eventuale attivazione di misure finalizzate ad evitare rischi di infiltrazioni criminali ai danni dalle delle società che legittimamente operano nella gestione dei rifiuti.“La Regione Marche – specifica Bisonni – ha compiuto una scelta storica con l’approvazione della proposta di legge che indirizza le politiche verso il riciclo dei materiali, ripudiando qualsiasi forma di combustione. Ora dobbiamo costruire le strategie d’intervento con l’obiettivo primario di garantire il benessere dei cittadini, rendendoli direttamente partecipi. La pubblicazione dei dati Arpam credo appartenga ad una buona politica di condivisione dalla quale non ci si può sottrarre”.
Sabato 21 luglio è in programma la seduta congiunta delle Commissioni consiliari del Comune di Recanati. A convocarla è il presidente del Consiglio Massimiliano Grufi. La riunione è alle 9,30 presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale recentemente riaperto dopo gli interventi di messa in sicurezza statica e di restauro a seguito degli eventi sismici del 2016.
All’ordine del giorno il punto relativo al Documento unico di programmazione periodo 2019/2021, e quello inerente all’assestamento generale di bilancio - Salvaguardia degli equilibri e stato di attuazione dei programmi.
Lunedì 23 luglio si riunisce invece la Commissione Urbanistica, lavori pubblici e ambiente. A convocarla, alle 12, presso gli uffici comunali in via E.Mattei, è il presidente Gianfilippo Simoni.
All'ordine del giorno il punto inerente l'acquisizione a titolo gratuito di particelle di terreno di proprietà privata costituenti sedime e pertinenza di strade ad uso pubblico e di aree di proprietà privata destinate a verde pubblico.
L'Aula della Camera ha dato il via libera definitiva al dl Terremoto che così - dopo l'ok del Senato e non avendo subito modifiche - diventa legge. Il provvedimento è passato con 398 sì, 98 astenuti e nessun voto contrario.
(fonte Ansa)
“Il Governo risponde ai comuni terremotati subissati dagli adempimenti burocratici con la proroga del termine per l’equilibrio di Bilancio. I ministri dell’Interno Salvini e del MEF Tria hanno firmato ieri il decreto che lascia loro tempo fino al 30 settembre 2018”.
Il responsabile della Lega Marche Senatore Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e neo designato componente del Copasir annuncia così un ulteriore step nella lotta contro tempo e burocrazia imposta dalla disastrosa gestione del post sisma 2016 da parte dei governi Renzi e Gentiloni.
Il decreto, che accoglie una richiesta formulata dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) lo scorso 5 luglio, fa riferimento a “difficoltà organizzative e gestionali tali da non consentire la predisposizione e l’approvazione dei principali documenti contabili, alcuni dei quali caratterizzati da novità e complessità in relazione anche alla contabilità economico patrimoniale”.
“Fermo restando il termine del 30 settembre – evidenzia Arrigoni – resta la possibilità di procedere anche in maniera disgiunta con l’approvazione del rendiconto della gestione 2017 comprensiva del conto del bilancio, di quello economico e lo stato patrimoniale. Basterà rispettare il termine di 30 giorni, a decorrere dalla data di ciascuna deliberazione, per l’invio telematico dei documenti contabili e degli allegati al rendiconto della gestione alla banca dati delle Amministrazioni Pubbliche”.