Da Città in Comune di Tolentino riceviamo
Il servizio trasmesso dalla Rai sulla condizione in cui versa Tolentino nella fase della gestione del post sisma fa finalmente luce su quanto denunciato da sempre da Città in Comune. Il problema delle mancate prospettive per i senzatetto non può essere derubricato come responsabilità dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione additando i tempi di smaltimento delle pratiche, che pure dovrebbero essere abbreviati. A Tolentino esiste un problema a monte, che l'amministrazione ha sempre evitato di affrontare: la mancata predisposizione delle Sae, cui ha fatto da sponda il "vanto" dei fantomatici appartamenti che, è bene ricordarlo, fanno venire in mente i famosi carri armati di Mussolini: pochi, malmessi e propagandati come fossero una armata!
Va poi evidenziata la complicità della Regione Marche: il fatto che abbia di fatto avallato le scelte dell'amministrazione di Tolentino concedendo 6 milioni di euro per la trasformazione urbanistica (!) ed edilizia di un capannone nella zona industriale con il progetto di ricavarne appartamenti, i cui tempi di consegna sono, ad esser realisti, semplicemente biblici, ci appare folle e di ciò dovrà rispondere la giunta regionale. Ci sono domande inevase a cui chi amministra deve rispondere: perché si è ritenuto di disporre un bando comunale per il reperimento immobili dopo che quello Erap era andato praticamente deserto? Perché si è consentito che i requisiti richiesti per gli immobili dal bando comunale fossero generici e che non vi fosse alcun riferimento al rispetto della normativa antisismica o a tempistiche certe a tutela dei futuri utilizzatori degli immobili? Chi ha partecipato al bando? dove è la graduatoria? perché è stato scelto quell'immobile?
Perché adire al patrimonio privato senza neanche aver testato la possibilità di riconvertire all'uso abitativo edifici pubblici? A titolo di esempio, a Tolentino la Regione è proprietaria dell'Hotel Marche: a fronte del no alle SAE, che continuiamo a ritenere sbagliato, una giunta che si rispetti avrebbe valutato l'hotel Marche o altre proprietà pubbliche per la sistemazione degli sfollati, valorizzando il patrimonio pubblico, accorciando i tempi e sottraendo così i terremotati alla speculazione degli affitti capestro e allo sconforto di non sapere cosa fare del proprio futuro.L'associazione "Città in comune" rinnova pertanto le critiche rispetto alle scelte fatte e torna a ribadire la necessità di fissare un consiglio comunale straordinario e aperto, affinché la città tutta possa discutere del proprio futuro.
Si è tenuta l'assemblea dei soci ATAC SpA nella quale il Sindaco Fabrizio Ciarapica ha nominato il nuovo CdA.Sono stati riconfermati: alla presidenza il Dott. Massimo Belvederesi, i consiglieri Gianni Paoluccci, Milena Mercuri e Manuela Orlandi. Nuova nomina invece per il dott. Alberto Borroni, in qualità di Vice Presidente.
«Ho voluto dare continuità all'azione amministrativa di ATAC e rafforzare le competenze tecniche tramite l'ingresso del Dott. Borroni, persona di indiscussa professionalità e di provata esperienza nel campo delle pubbliche Amministrazioni. - Ha affermato il sindaco Ciarapica. Ringrazio Ottavio Brini per il lavoro svolto e per la fiducia che non mi ha mai fatto mancare.»Il Dott. Alberto Borroni, classe 1968 è Dottore commercialista - Revisore legale, Socio fondatore dello Studio Borroni.
Dall'assessore alla Sicurezza di Civitanova Marche, Giuseppe Cognigni, riceviamo
Ha destato una certa sorpresa il fatto che a Civitanova Marche non è stato assegnato il contributo per la sicurezza sulle spiagge che di recente il Ministero dell'Interno ha aggiudicato ad altre località marchigiane.Tale circostanza non è dovuta a qualche inadempimento del Comune ma alle previsioni dello stesso provvedimento ministeriale.
Purtroppo, con disposizione protocollo 13301/110 del 11 luglio 2018 il Ministero dell'Interno ha stabilito che i contributi dell'importo di 50.000,00 euro, ciascuno destinati alla prevenzione ed al contrasto dell'abusivismo commerciale e della contraffazione venivano concesse ai Comuni che nel 2016 avevano avuto non meno di 500.000 presenze turistiche rilevate dall'ISTAT nel 2016.
Purtroppo dalla pubblicazione dell'ISTAT relativa al 2016 per le Marche solo i Comuni di San Benedetto del Tronto, Senigallia, Fermo, Pesaro, Fano, Numana, Gabicce, Urbino, Porto Recanati e Porto Sant'Elpidio hanno registrato più di 500.000 presenze, ma non anche Civitanova Marche. Non si può certo addebitare all'attuale Amministrazione che nel 2016 non era in carica il fatto di non essere arrivati in quell'anno a registrare le 500.000 presenze turistiche.
Da Fausto Troiani, vicesindaco di Civitanova, riceviamo
“Consiglio comunale del 27.07.2018.Solite speculazioni pseudopolitiche di bassa lega da parte dei consiglieri di minoranza Silenzi, Corvatta, Ghio, Semplice, ecc.
Allora bisogna chiarire :1) Capitan Hoock si trova su terreno demaniale per il quale il comune paga l'affitto a...nnuale, allora tanto vale far pagare chi ci ha costruito sopra una attività, facendogli sborsare un affitto mensile congruo;
2) Villa Eugenia non è del Comune, ma di un privato che l'ha regolarmente acquistata; il diritto di prelazione che il Comune avrebbe potuto insistere ad esercitare, avrebbe significato, in caso di vittoria, una sequela lunghissima di cause e ricorsi che sarebbe potuta durare decenni e, comunque, una spesa - tra acquisizione dell'immobile e suo restauro - di diversi milioni di euro. Se fosse stato così semplice, perchè queste questioni non le hanno sistemate le precedenti amministrazioni?
3) Solita speculazione politica di chi non ha argomenti: intitolare uno spazio pubblico ad Anna Frank; Perchè? Perchè rappresenta il simbolo di una aberrante persecuzione, perchè rappresenta il simbolo di un genocidio ...; sono d'accordo su tutto, anche ad intitolarle uno spazio pubblico della nostra città, ma se rinunciassimo alla speculazione politica di bassa lega che i 'kompagni' sbombardano da 70 anni, quanti genocidi ci propone la storia?- il genocidio degli Armeni, circa 2 milioni di morti, causato dai turchi;- il genocidio degli Ucraini, circa 8 milioni di morti causati da carestia e deportazioni attuate dal regime sovietico di Stalin;- la rivoluzione "culturale" di Mao ha causato la morte di circa 50 milioni di cinesi "non allineati";Ce ne sarebbero tanti altri di olocausti e genocidi causati da regimi comunisti, ma non mi voglio abbassare al loro livello, quindi concludo con il più grosso genocidio della storia: l'olocausto dei nativi americani, perpretato dai conquistatori europei, che nel corso di alcuni secoli ha contato oltre 100 milioni di morti; le tribù del nord america furono quelle che scomparvero per ultime causa l'avanzare della civiltà dei "visi pallidi" inglesi; uno dei capi più carismatici fu Setting Bull (Toro Seduto) che resistette fino alla fine e preferì morire in una impari battaglia.Conclusione: se dovessimo intitolare uno spazio pubblico ad una persona simbolo di un genocidio, perchè non a Toro Seduto?”
Il prossimo 2 Agosto il suggestivo teatrino dell'Assunta, presso la sede IRCER di Recanati, ospiterà un incontro organizzato dal PD con tema: "L'opposizione del PD al governo della propaganda: con responsabilità al servizio del Paese". Saranno presenti gli onorevoli Teresa Bellanova e Mario Morgoni, che porteranno le proprie testimonianze dalla Camera dei deputati. Previsti gli interventi del Sindaco Francesco Fiordomo e del segretario provinciale Francesco Vitali.
Coordina il segretario cittadino Andrea Marinelli.
Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli scrive al premier Giuseppe Conte per chiedere la proroga degli organici docenti e personale Ata per le scuole del cratere. "Siamo preoccupati perché ormai i tempi stringono. Tra poco più di un mese gli studenti torneranno nelle aule e al momento sia nel Milleproroghe sia nel decreto sul terremoto, i primi atti del governo, non è stato inserito nessun emendamento per mantenere gli organici degli istituti scolastici del cratere. È fondamentale - sottolinea - che, a prescindere dal numero degli alunni, venga mantenuto lo stesso organico per garantire le attività scolastiche nei Comuni del cratere.
Nonostante la distruzione totale in molti piccoli centri, la popolazione è disposta a sottoporsi anche a forti disagi e sacrifici pur di riprendere a vivere nel proprio territorio. Il ripristino di tutte le attività scolastiche sono un incentivo poderoso all'obiettivo condiviso da tutti che le popolazioni colpite dal sisma possano tornare nelle loro case".
(Fonte Ansa)
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dei gruppi di minoranza del comune di Corridonia.
"Continua il clima da guerra fredda all’interno della casa comunale tra la maggioranza e l’organo di revisione. Purtroppo, la giunta sembra intenzionata a portare in consiglio l’ennesimo atto di conclamata prepotenza, al fine di revocare due componenti dell’organo di revisione, esponendo l’ente e i consiglieri a possibili rischi di natura economica.
Con ampio ritardo abbiamo preso conoscenza di parte della documentazione alla base dei rilievi sollevati dall’organo di controllo. Emergono diverse ipotesi di reato in capo ad alcuni dirigenti del nostro comune. Quello che si legge nella corposa documentazione è agghiacciante e preoccupante. Da un referto dell’organo di controllo sembrano poco chiare le modalità tecniche utilizzate per la scelta dell’affidamento della manutenzione del verde pubblico ad un associazione di San Claudio, che tra l’altro è molto vicina ad un ex consigliere di maggioranza della precedente amministrazione. Richiederemo sicuramente puntuali spiegazioni al Sindaco in consiglio oltre ad eventuale ulteriore documentazione e se necessario forniremo notizia ai preposti organi amministrativi. Vogliamo evidenziare che solo con un determina del 18/7/2018 si è rilevata la necessità di affidare il servizio di supporto al controllo di gestione, al controllo strategico e al controllo della qualità dei servizi ad una società esterna. Tale bisogno era già stato ripetutamente evidenziato dai revisori, sembra casuale che, solo a pochi giorni dalla loro possibile revoca si sia adotta tale determina".
L’Amministrazione Comunale ha convocato un'assemblea pubblica per il giorno di lunedì 30 luglio, alle ore 19, presso la sede Acli di Montecanepino, sul tema: “Progetto Elettrodotto Aereo Terna: Acquara Recanati – C.da Asola Potenza Picena”. Nell’incontro aperto a tutta la cittadinanza amministratori locale e tecnici illustreranno, documenti alla mano, il progetto relativo ad un elettrodotto su tralicci della lunghezza di 8 km che partirebbe dalla località Acquara di Recanati per arrivare presso la Centrale dell'Asola di Potenza Picena. “Un progetto di Terna, una Spa partecipata dallo Stato – ha riferito l’Assessore all’Ambiente, Tommaso Ruffini - a cui l'Amministrazione Comunale si è già formalmente opposta con un incontro specifico in Regione nel quale si è chiesto maggiori informazioni circa le procedure in atto. L'elettrodotto andrebbe a deturpare una parte importante della campagna potentina con il rischio di incrementare l'inquinamento elettromagnetico, inserendosi, peraltro, in un contesto territoriale già vessato, interessato da un altro elettrodotto, dalla presenza di un radar militare e da tre arterie importanti nel raggio di mezzo chilometro quali l'Autostrada 14, la SS 16 e la ferrovia adriatica”.
Le riunioni del Consiglio Comunale tornano nella loro sede originaria, si terrà infatti nella Sala Consiliare del riaperto Palazzo Municipale la convocazione dell’assise fissata per lunedì 30 luglio 2018, alle ore 20.
All’ ordine del giorno la discussione dei punti relativi all’ approvazione dei verbali delle sedute precedenti; alla conferma degli organismi indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell'ente (art. 96 d.lgs. 267/2000). In calendario anche la nomina del Collegio dei Revisori dei conti per il triennio 2018-2021; l’ acquisizione a titolo gratuito di particelle di terreno di proprieta' privata costituenti sedime e pertinenza di strade ad uso pubblico e di aree di proprieta' privata destinate a verde pubblico; l’assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l'esercizio 2018 ai sensi degli artt.175, comma 8 e 193 del d.lgs n.267/2000 e modifica piano opere pubbliche 2018/2020; il documento unico di programmazione (DUP) - periodo 2019-2021 (art.170, comma 1, del d.lgs n.267/2000); stato attuazione programmi 2018. Provvedimenti.Ultimo punto è quelle che riguarda le mozioni
Qualora la seduta dovesse risultare deserta per difetto del numero legale, il Consiglio è riconvocato in seconda riconvocazione per il giorno successivo (31 luglio alle ore 20).
Nella buona e nella cattiva sorte. Si potrebbe prendere in prestito la fatidica formula per raccontare il percorso che Le Marche e l'Umbria hanno scelto di compiere insieme, accomunate da progetti virtuosi e, purtroppo, anche dalla natura ostile. "Quello sulla maggiore autonomia è un percorso che Marche e Umbria hanno deciso di fare insieme, condividendo da tempo tante politiche. Sono regioni abituate a condividere scelte e a fare strategie che comportano alla fine un risultato che porta più servizi e meno spese. Credo che al fondo della maggiore autonomia ci debba essere la capacità dimostrata di riuscire, con le risorse date, di offrire di più alle proprie comunità". Lo ha dichiarato al termine dell'incontro con la ministra per gli Affari regionali, Erika Stefani, il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli."Con più autonomia potremmo mettere in piedi una sorta di laboratorio in grado di portare avanti questa collaborazione fra le regioni e costituire anche - ha aggiunto - degli esempi di come si possa trasformare, con tutto il patrimonio culturale presente nelle nostre regioni, un'opportunità ulteriore di crescita, sviluppo e turismo".
(fonte Ansa)
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Stefano Mei del Movimento 5 Stelle
Finora si è fatta solo ordinaria amministrazione, pure fatta male se si esaminano le vicende delle partecipate: le nomine in conflitto di qualcuno, le dimissioni polemiche ed improvvise di altri, la perdurante permanenza di un amministratore nel CDA Atac, Brini, che eticamente avrebbe dovuto dimettersi mesi fa, ma che invece il sindaco ha preferito lasciare al suo posto. Il sindaco ha scelto di attendere facendo finta di nulla, in attesa di un parere sulla posizione di incompatibilità dello stesso Brini e non l’ha revocato neanche davanti ad una risposta che ne sanciva l’incompatibilità. L’unica volta che si è pensato al futuro, così dissero allora, è stato quando hanno introdotto una nuova tassa, quella di soggiorno, e a nostro parere forse era meglio non fare nulla. Alla faccia del taglio delle tasse sbandierato in campagna elettorale .Ritorniamo alla vicenda di Villa Eugenia che è un esempio lampante di quello che sosteniamo.Di fronte ad una scelta fatta dalla passata amministrazione di centro destra di recuperare un patrimonio storico della città a beneficio di tutti aprendo un contenzioso per far valere il diritto di prelazione a favore del comune, sancito dalla legge, oggi nonostante molti degli amministratori siano ancora gli stessi di allora questa amministrazione vorrebbe rinunciare alla battaglia intrapresa nel 2006, accettare la proposta di rinuncia alla causa suggerita dal privato che si è reso disponibile a versare al comune un minimo indennizzo se pensiamo al potenziale valore di Villa Eugenia. Ci verrebbe da riflettere che se il privato ha fatto una proposta di transazione ha presumibilmente paura di perdere la causa. Non ci stupiremmo se questa maggioranza presenterà un parere legale a pretesto di questa scelta col chiaro intento di incassare e schivare tutti i problemi derivante da questa possibile acquisizione.
Siamo consapevoli, per lo stato in cui versa tale immobile, che la spesa più grande non è l’acquisto della proprietà quanto il suo restauro, oltretutto vincolato dal fatto che tale villa è sotto la tutela della soprintendenza delle belle arti.Siamo consapevoli che ci sarebbe da lavorare impegnandosi per reperire i fondi in regione oppure in Europa coinvolgendo i privati per un progetto di ampia portata.Un polo museale, la sede di varie associazioni, un distaccamento del comune e tanto altro ancora si potrebbe realizzare in quella villa che fa parte della storia della città.Si sceglie invece la via più semplice che porta soldi facili magari da spendere in feste o qualche kermesse che poi non lascerà nulla alla città e ai cittadini.
Di fronte a tale scelta il movimento si dissocia completamente da questo modo di fare politica come struzzi che mettono la testa sotto la sabbia.Pensate negli ultimi mesi hanno fatto variazioni al bilancio per maggiori entrate e minori spese per circa 660 mila euro, con poco più un terzo di queste risorse si potrebbe acquistare Villa Eugenia.Senza considerare che questa amministrazione ha scelto di abbandonare Gas Marca monetizzando subito svariati milioni di euro e quindi non è neanche un problema di soldi.Il Movimento 5 Stelle non avrebbe mai rinunciato all’opportunità di poter recuperare un pezzo di storia della città ben consapevole che un rilancio di Villa Eugenia sarebbe un tassello fondamentale per la crescita della nostra Civitanova.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Giulio Silenzi (PD)
Il Sindaco campione di assenteismo alle conferenze dei capigruppo. Su 14 riunioni solo una volta si è presentato, nonostante sia obbligatoria la sua presenza, insieme al presidente del consiglio comunale e ai capigruppo consiliari per un collegamento tra giunta, governo della città e consiglio. Le assenze, volute in questo anno, denotano l’arroganza del sindaco, il disprezzo verso il consiglio, la volontà di rifuggire al confronto con la minoranza e anche la scelta di disattendere il regolamento e lo Statuto del Comune nel classico comportamento “facciamo come ci pare”.
Le forze di maggioranza decidono date e argomenti rendendo del tutto inutile la conferenza dei capigruppo alla quale, se queste sono le condizioni, è inutile partecipare. Ad ogni questione che si solleva, anche la più banale, il presidente Morresi risponde che, non essendoci il sindaco e gli assessori, deve consultarsi con la maggioranza e puntualmente le risposte non arrivano. Insomma, confronto zero, ma che almeno la legalità venga rispettata. Il Sindaco ha l’obbligo di partecipare, a volte può delegare il vice o un assessore, così come sempre è successo e non per un fatto di cortesia, ma per un rispetto Istituzionale, sconosciuto a Ciarapica.
Sul sito di Openpolis è possibile monitorare costantemente l'attività dei 24 parlamentari marchigiani che partecipano alla 18esima legislatura. Una legislatura iniziata ufficialmente il 23 marzo anche se il Governo ha giurato soltanto il primo giugno. E da li' e' iniziata l'attivita' vera e propria. Tra i deputati 5 Stelle Roberto Cataldi ha un tasso di presenza dell'87,37%, Maurizio Cattoi del 98,18%, Mirella Emiliozzi del 95,91%, Paolo Giuliodori del 100% (ha partecipato a 220 votazioni su 220), Martina Parisse del 99,09%, Roberto Rossini del 23,18%, Rachele Silvestri del 97,73%, Patrizia Terzoni del 90%. Tra i dem invece Alessia Morani si attesta sul 94,55% e Mario Morgoni sfiora il risultato pieno con il 99,55% (ha saltato solo una votazione). Come lui il leghista Luca Rodolfo Paolini (99,55%) mentre i suoi colleghi del Carroccio Tulio Patassini e Giorgia Latini si fermano rispettivamente al 95,91% e all'80%.
Tra gli stakanovisti anche Simone Baldelli (Fi) con il 100% di partecipazione alle votazioni mentre Francesco Acquaroli (Fdi)si ferma al 97,73%. 'Pecora nera' Andrea Cecconi (Gruppo misto) che ha un tasso di presenza all'8,18%. "Le presenze si calcolano in base al numero di votazioni- spiega Cecconi- ed io nelle ultime due settimane, in cui si e' votato molto, sono stato assente per la nascita di mia figlia. Da settembre tornero' a livelli piu' consoni. La scorsa legislatura il mio tasso di presenza si attesto' intorno al 70%". Al Senato numeri ancora piu' alti, per via di una maggioranza piu' risicata. Tra i 5 Stelle Giorgio Fede ha partecipato al 98,51% delle 201 votazioni che si sono tenute a Palazzo Madama, Mauro Coltorti al 99% ma solo perche' in due sedute era impegnato in 'missione', Donatella Agostinelli e Sergio Romagnoli al 99% mentre Rossella Accoto centra l'en plein con il 100%. Sempre presenti anche Giuliano Pazzaglini (Lega) e Francesco Verducci (Pd) mentre Andrea Cangini (Fi) si ferma al 92,04%. (Fonte Agenzia Dire)
Accessibilità alle spiagge, riduzione dei rifiuti plastici in mare, protezione dai rischi derivanti dall’esecuzione di lavori su coperture, riorganizzazione sanitaria: questi i principali argomenti all’ordine del giorno della seduta assembleare.L’Assemblea legislativa regionale è convocata lunedì 30 luglio, alle ore 10, presso la Sala consiliare di via Tiziano, Ancona. Sono quattro le proposte di legge iscritte all’ordine del giorno dell’ultima seduta del Consiglio regionale prima della pausa estiva. Al primo punto figura l’esame della pdl concernente le disposizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilità alle aree demaniali destinate alla balneazione (relatori i consiglieri Francesco Micucci, per la maggioranza, e Marzia Malaigia, per la minoranza). A seguire, la proposta di legge finalizzata a ridurre la presenza di rifiuti plastici in mare e sulle spiagge (relatori Andrea Biancani e Sandro Bisonni) ed un’altra che contiene modifiche alla legge regionale sulla prevenzione dei rischi derivanti dall’esecuzione di lavori su coperture di edifici (relatori Enzo Giancarli e Sandro Bisonni). Infine, è previsto l’esame delle proposte di modifica urgenti alla legge di riordino del servizio sanitario regionale (relatori Fabrizio Volpini e Elena Leonardi). In coda sono inoltre iscritte alcune mozioni.
Dal circolo Legambiente Macerata riceviamo Da due settimane a questa parte, dallo spegnimento dell’incendio avvenuto alla Orim e dal dissipamento della nube tossica si sono susseguiti interventi, iniziative e prese di posizione di ogni tipo. Il nostro circolo persegue l’obiettivo di fare “ambientalismo scientifico” e sulla base di questo cercheremo di dare il nostro contributo alla collettività, mettendo in primo piano la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, ma senza fare ideologia. I due temi principali su cui vorremmo far riflettere sono la delocalizzazione e la sicurezza di chi vive nei pressi dell’impianto. La delocalizzazione idealmente è giusta, Piediripa ormai è una zona mista con ogni forma di insediamento possibile. Ma la domanda che ci facciamo noi è: dove potrebbe collocarsi un impianto di questo tipo? Due anni fa ad esempio la stessa Orim aveva intenzione di portare parte dei rifiuti speciali da trattare (metalli in particolare) a Muccia, insediandosi in un ex immobile che ospitava un’azienda di gomme. La richiesta è stata respinta all’unanimità da cittadini, associazioni e politici (gli stessi politici che oggi vorrebbero spostare l’impianto da Piediripa). Ma se effettivamente Muccia e dintorni hanno una vocazione differente da quella industriale, dove potrebbe realmente collocarsi un’azienda di questo tipo in un territorio così ricco di insediamenti, bellezze naturali e terreni agricoli? Per questo motivo riteniamo che la delocalizzazione lasci il tempo che trova e da questa considerazione passiamo al secondo punto, la sicurezza dei cittadini. Non è la prima volta che accade un incidente alla Orim. 3 Incendi in 15 anni sono ambientalmente insostenibili. E’ inaccettabile secondo noi riaprire l’impianto in tempi rapidi con la “minaccia” del lavoro. Un’azienda di questo tipo non può permettersi di mettere a rischio la sicurezza pubblica con questa frequenza, l’Orim merita un piano di sicurezza straordinario che richieda tutto il tempo e le risorse necessarie affinché la sicurezza di chi vive e lavora nei dintorni sia garantita. Fare un piano di sicurezza che preveda un sistema che si fornisca delle BAT (migliori tecnologia a disposizione) che vadano anche oltre l’essere a “norma”. Dopo tutti questi incendi, essere a norma per noi non è più sufficiente e auspichiamo un investimento sulla sicurezza che vada oltre la normativa. O gli Enti preposti sono in grado di imporre le condizioni di sicurezza da noi richieste oppure siamo contrari alla riapertura. Quando avvengono incidenti di questa portata, purtroppo, si crea anche terreno fertile per strumentalizzazioni politiche ed interessi personali e noi eviteremo in ogni modo di partecipare a questo spettacolo che, si pone solo l’obiettivo di alzare i toni il più possibile, delegittimando enti ed istituzioni (ArpaM in primis) per un facile e rapido consenso, ma senza dar un effettivo contributo alla collettività. Ben venga il comitato dei cittadini evitando speculazioni politiche. Siamo a disposizione del comitato per ogni forma di supporto.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato in data 24 luglio la legge di conversione, con modificazioni, del c.d. decreto terremoto e ha contestualmente scritto una lettera al Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte.
Qui di seguito il testo:
«Signor Presidente,
ho promulgato in data odierna la legge di conversione, con modificazioni, del decreto legge 29 maggio 2018, n. 55 recante "Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016", approvata in via definitiva lo scorso 19 luglio.
Si tratta di un provvedimento legislativo i cui contenuti sono stati, in sede di conversione, notevolmente ampliati rispetto a quelli originari del decreto legge, composto da un solo articolo volto a prorogare e sospendere i termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi. All’interno della legge di conversione trovano sede numerose altre disposizioni – contenute in ventuno ulteriori articoli – che disciplinano in chiave emergenziale, tra l’altro, i contributi e i finanziamenti per gli interventi di ricostruzione e recupero degli immobili, il ripristino dell’agibilità degli edifici, la riduzione degli oneri burocratici e amministrativi.
Non posso fare a meno di segnalare taluni aspetti di criticità dell’articolo 07 che, pur non costituendo una palese violazione della legittimità costituzionale, suscitano forti perplessità. Detto articolo sostituisce integralmente l’art. 8-bis del DL n. 189 del 2016, relativo a interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016.
La nuova previsione, in tema di "Interventi eseguiti per immediate esigenze abitative", stabilisce al comma 1 che, nelle aree colpite dal terremoto e in deroga alla necessità della previa comunicazione all’amministrazione dell’avvio dei lavori, possono essere utilizzati, in sostituzione di immobili destinati ad abitazione principale e dichiarati inagibili, opere, manufatti leggeri, anche prefabbricati, e analoghe strutture, realizzati o acquistati nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 e la data di entrata in vigore della disposizione, purché amovibili e diretti a soddisfare esigenze contingenti e meramente temporanee. Si prevede altresì l’obbligo di demolire o rimuovere dette opere nonché di ripristinare lo stato dei luoghi entro novanta giorni dall’emanazione dell’ordinanza di agibilità dell’immobile distrutto o danneggiato.
Il comma 2 stabilisce poi l’inapplicabilità delle sanzioni penali di cui all’articolo 181 del codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42 del 2004), limitatamente al periodo di emergenza e comunque fino al novantesimo giorno dall’emanazione dell’ordinanza di agibilità dell’edificio distrutto o danneggiato.
Infine, il comma 3 prevede che "le ordinanze di demolizione e restituzione in pristino e le misure di sequestro preventivo emanate fino alla data di entrata in vigore della disposizione, per i lavori e le opere che rispettino le condizioni di cui al comma 1, sono inefficaci".
I profili di criticità della disciplina concernono le previsioni dei commi 2 e 3.
Nel comma 2 si stabilisce una inedita sospensione della punibilità, testualmente riferita solo alle sanzioni penali di cui all’art. 181 d.lgs. n. 42 del 2004, mentre nulla si prevede in riferimento ad altre fattispecie (in materia di edilizia, urbanistica e tutela di aree protette) che sovente ricorrono nelle ipotesi di realizzazione di opere in assenza delle prescritte autorizzazioni in zone soggette a vincoli. Pertanto, la ratio dell’intervento, volta a consentire l’utilizzo temporaneo di tali manufatti, potrebbe essere vanificata dalla possibile configurabilità di altre responsabilità penali non precluse da questa norma. Inoltre, la opportuna limitazione temporale dell’inapplicabilità delle sanzioni prevede quale termine finale il "novantesimo giorno dall’emanazione dell’ordinanza di agibilità dell’edificio distrutto o danneggiato". Tale evento, tuttavia, potrebbe non verificarsi mai, come ad esempio nel caso di assegnazione di una diversa soluzione abitativa rispetto a quella originaria, determinando, di fatto, la protrazione della inapplicabilità sine die e il conseguente utilizzo perpetuo dell’immobile "abusivo", che diverrebbe, in tal modo, una seconda abitazione. La disciplina andrebbe quindi opportunamente rivista al fine di escludere le conseguenze prima esposte.
Il comma 3 prevede l’"inefficacia" – oltre che dei provvedimenti amministrativi – anche del sequestro preventivo. La disposizione risulta asistematica e lesiva della intangibilità ex lege dei provvedimenti giudiziari, sottraendo alla magistratura la esclusiva competenza a valutare i presupposti per il permanere delle misure di sequestro (articoli 321 e 355 c.p.p.).
Peraltro, la norma contempla il solo sequestro preventivo, non prendendo in considerazione quello "probatorio" (art. 354 c.p.p.), che ben può essere disposto in caso di attività edilizia svolta in assenza delle necessarie autorizzazioni.
Tanto Le rappresento, rimettendo alla valutazione del Governo l'individuazione dei modi e delle forme di un intervento normativo idoneo a ricondurre a maggiore efficacia, in tempi necessariamente brevi, la disciplina in questione».
''Nel suo percorso di amministratore locale non ha mai messo avanti gli interessi personali, nè tantomeno quelli di soggetti terzi ma è stata una presenza fattiva, utile e molto attenta alle problematiche del dopo sisma qui ad Ussita. Il consigliere di opposizione, Guido Rossi, dall'alto del suo percorso di amministratore locale sta dando un grande aiuto a tutti noi''.
Così Maria Teresa Nori, già candidata nella lista ''Insieme per la Ricostruzione'' ed ora Segretario Regionale di Federcontribuenti Marche su quanto sta facendo il consigliere Guido Rossi, già sindaco di Cerveteri, per Ussita, paese natale di una parte della sua famiglia. ''Noto inoltre - - come lo stesso Guido Rossi, non si è risparmiato e non si risparmia per la citta' che ha amministrato. E questo gli fa onore perchè Rossi si è messo a disposizione anche dei cittadini di Ussita, non solo quelli che lo hanno votato, ma di tutti, per cercare di dare una mano a questi nostri territori''..
Dalla sezione settempedana di Gioventù Nazionale riceviamo
Il 23 giugno scorso, il Movimento Giovanile “Gioventù Nazionale” della Sezione “Micozzi Ferri” ha richiesto al Comune di San Severino Marche un’autorizzazione per la pulizia dei busti rispettivi di Giuseppe Coletti e Giuseppe Garibaldi presenti nei Giardini Pubblici “Giuseppe Coletti”, senza però ricevere risposta alcuna a distanza di più di un mese.
Il Direttivo della Sezione giovanile, composto da Leonardo Simoncini, Marco Dialuce e Filippo Caciorgna, si interroga riguardo l’ambiguo silenzio del Comune, in quanto l’azione sarebbe stata finanziata autonomamente dal Movimento, in piena sicurezza in ambito infortunistico viste le dimensioni di entrambe le sculture.Siamo felici e compiaciuti della riqualificazione generale del giardino svolta per mano del Comune, ci rammarica però vedere come un gruppo di giovani di buona volontà debba essere così ignorato.
Depositata oggi un'interrogazione regionale che vede come prima firmataria la capogruppo di Fratelli d'Italia Elena Leonardi, sulla vicenda di Pamela e l'attività della Comunità Terapeutica che la ospitava. E' doveroso – esordisce Leonardi – che si tolgano tutti i dubbi possibili che aleggiano sulle ore precedenti la morte della povera diciottenne romana e questo, da consigliere regionale, è un atto dovuto al fine di conoscere nel dettaglio dati tecnici e relazioni rispetto alla Comunità Pars di Corridonia.
Nell'interrogazione, firmata anche dalla consigliera regionale Marzia Malaigia, si ricostruiscono i giorni precedenti all'orrendo delitto: la ragazza, come noto a tutti, era ospite di una Comunità terapeutico-residenziale “a doppia diagnosi”, per il trattamento sia delle dipendenze patologiche, sia delle comorbilità psichiatriche, ubicata in territorio di Corridonia. Dal medesimo centro Pamela si è allontanata la mattina del 29 gennaio scorso, facendo perdere le sue tracce, poi ricostruite dagli inquirenti nelle settimane successive.
Siamo consapevoli che la gestione e la cura di persone con questo tipo di fragilità e possibilità di ricadute, presenti varie difficoltà ma i numerosi appelli della famiglia, dopo un fatto così grave, impongono chiarezza nell'interesse di tutti.
Nell'atto depositato oggi si precisa infatti che la Comunità, come molte altre del territorio regionale, per poter operare deve essere accreditata dalla Regione Marche e, con specifica convenzione, può avviare le cure e le terapie per i soggetti tossicodipendenti inseriti dal Dipartimento dipendenze patologiche. La medesima Regione pertanto, tramite Decreto dirigenziale, accoglie le istanze di accreditamento, sentita l'Agenzia Regionale Sanitaria, per l'erogazione di prestazioni terapeutiche per soggetti tossicodipendenti con comorbilità psichiatrica in regime residenziale.
La Regione, nell'ambito delle proprie funzioni di vigilanza, ai sensi dell'articolo 19 della l.r. 21/2016 e della Delibera di Giunta Regionale n. 109/2015 – continua la capogruppo di Fratelli d'Italia - determina le modalità per la verifica periodica dei requisiti minimi e di vigilanza: vogliamo capire se la Regione ha svolto compiutamente tale funzione.
I fondi pubblici delle rette giornaliere servono esclusivamente alle cure ed al recupero di questi ragazzi – continua l'interrogazione - e la convenzione tra Asur e comunità varie accreditate comporta il rispetto di determinati parametri qualitativi e quantitativi, su prestazioni sanitarie, sociali ed educative erogate, sulle caratteristiche delle strutture, il vitto e l'alloggio.
Nell'interrogazione la Leonardi chiede quindi se prima o dopo i tragici fatti di Pamela siano state eseguiti ispezioni, accertamenti e controlli come di competenza del Servizio Regionale, dell'Area Vasta e del suo relativo Dipartimento e quali siano i risultati.
L'Assessore riferisca inoltre su eventuali segnalazioni, richieste di verifiche, esposti o diffide e su quali siano i livelli di finanziamento da parte dell’Amministrazione regionale, nonché i risultati ottenuti a fronte delle rette corrisposte dalla Regione e, se e come, la Regione Marche vigili sul regolare svolgimento dell’esercizio di recupero degli utenti stessi.
"E' un flauto magico che non ci meritiamo quello che è andato in scena a Macerata". Ha esordito così Letizia Marino, segretario provinciale della Lega Nord, presente stamattina alla conferenza stampa indetta dal partito per parlare de "Il Flauto magico" di Grahm Vick, andato in scena venerdìm scorso allo Sferisterio e definito dal deputato Patassini: "Una predica laica di quart'ordine imbastita da un radical chic con soldi pubblici".
"Quello a cui si è assistito venerdì sera - ha proseguito la Marino - è stata una strumentalizzazione politica della cultura. Una delusione grande ma non per la Lega, bensì per tutti quei cittadini che a Macerata hanno votato Lega e che si sono sentiti offesi da tale rappresentazione. I maceratesi negli ultimi mesi hanno semplicemente raccontato i loro disagi ed essere apostrofati per questo da testate importanti e internazionali come una città inospitale fa male. Quello maceratese è un popolo ospitale, ma i cittadini sono stanchi di non venire rispettati. Le scelte che hanno portato alla rappresentazione dell'opera di venerdì fanno pensare che dietro a tutto questo ci sia una cultura fatta dai salottini di sinistra avulsi dal territorio".
"Lo stravolgimento di un'opera internazionale - ha detto Patassini - fa pensare che quello che è stato messo in scena non sia stato realmente compreso dall'amministrazione che, ci chiediamo, se abbia realmente vistato il libretto prima della messa in scena. Macerata non esce bene da tutto questo e non uscirà bene dalle rappresentazioni della stessa opera in altre città d'Europa come Valencia, ad esempio, dove andrà in scena a dicembre prossimo. L'opera avrebbe dovuto parlare di criticità ambientali: quand'è che è diventata una questione social/politico maceratese? Inoltre ci chiediamo, in un'ottica di trasparenza, quanto tutto questo sia costato. I cittadini, soprattutto quelli che non hanno apprezzato, hanno il diritto di saperlo".
Non si parla di censura da parte della Lega secondo l'onorevole Luca Paolini: "Ma quello che vorremmo è che la cultura smettesse di avere un pensiero unico, veicolato solo da gente di una certa corrente politica. Vorremmo che l'avvento del nostro governo rappresentasse anche una rivoluzione culturale con volti nuovi messi a rivestire cariche da troppo tempo rappresentate da esponenti dello stesso pensiero politico".
"La Lega - ha infine concluso Pazzaglini, presente anch'esso alla conferenza - non è contro l'arte, né contro i simboli. Quello che critichiamo è la strumentalizzazione sbagliata che viene fatta di questi simboli. Un strumentalizzazione che diventa strumentalizzazione dello Sferisterio stesso e di artisti trascinati in una guerra politica. Quello che è stato fatto a Macerata rappresenta un tradimento verso chi ha comprato il biglietto per l'opera e, soprattutto, verso quello che dovrebbe essere il primo obiettivo di chi amministra, ovvero elevare. Abbiamo cercato di capire se eravamo di fronte ad un'opera artistica o ad un'operazione politica e per farlo dovremmo ricevere una risposta anche da parte dell'amministrazione di Macerata".