Da Uniti per Treia riceviamo
Finalmente il 31 luglio è tornata la “voce” al Consiglio comunale di Treia. L'auspicio di Uniti per Treia (UpT) è che si volti finalmente pagina verso le Amministrative del 2019. Vanno rivendicate in tal senso le battaglie condotte in questi quattro anni di opposizione: da quella sulla revisione del Piano regolatore generale, iniqua e clientelare, ai temi della ricostruzione post sisma; dai nuovi poli scolastici, vecchi ancor prima di essere costruiti, alla restituzione di un ruolo di primo piano all’ascolto dei reali bisogni della persona. Argomenti che saranno oggetto del prossimo programma elettorale di UpT.
Grazie a una squadra rinnovata che vede impegnati in Consiglio comunale il capogruppo Andrea Mozzoni, Giovanna Matteucci e Gianluca Gagliardini, la sfida sarà affrontata con l’apporto degli ex consiglieri Francesco Sassaroli e Michele Palazzesi e di un gruppo di lavoro solido e aperto a ulteriori contributi. Necessario è colmare quel gap creato dalle politiche personalistiche degli ultimi 40 anni ripresentatesi a Treia anche in occasione della Disfida del Bracciale 2018. Finalità che, in un tempo di crisi valoriale, culturale ed economica, si può raggiungere soltanto con spirito di collaborazione, unendo le forze di chi vuole impegnarsi per il bene comune.
Strumento principale è il confronto con le parti politiche e con la società civile. Al centro del dibattito tornino le persone e non gli interessi. Si pensi allo sviluppo sostenibile di Treia negli anni e non basato su immediate convenienze elettorali. A tal scopo, UpT produrrà progressivamente documenti sul quale discutere e immaginare il futuro della città in ogni suo settore, da rilanciare poi attraverso specifici gruppi di lavoro.
Senza dimenticare gli altri temi, il primo ragionamento arriva in occasione del bicentenario dell’Arena Carlo Didimi e del gran finale della Disfida. L’obiettivo è riportare l’Arena al suo antico splendore, promuovendo un concorso di idee verso quella visione più ampia dell'area in cui crede Upt, che possa coniugare le esigenze del gioco a quelle dei residenti e dei commercianti del Centro storico, oltre ad aprire a ulteriori scenari culturali. Un’opera da realizzare una volta al governo della città, entro il novembre 2021 per un altro anniversario, quello della canzone “A un vincitore nel pallone” dedicata dal Leopardi a Didimi.
Dal consigliere regionale di Forza Italia, Piero Celani, riceviamo e pubblichiamo
Ho appreso con rammarico la notizia dell’abbandono da Forza Italia dei consiglieri comunali Ceselli e Scorcella passati al gruppo misto.
Con loro, unitamente all’assessore Pupo, ed a tutti i componenti della lista ho condiviso battaglie politiche importanti per la Città di Tolentino come quella per il mantenimento del punto di primo intervento, di Tolentino e svolto una bellissima campagna elettorale per le comunali.
Ritengo infatti che proprio nel momento di maggiore difficoltà gli amministratori dovrebbero dare il proprio contributo, anche attraverso una aspra e costruttiva critica, cercando così di ricostruire dal basso il partito in cui hanno sempre militato e creduto.
È nota a tutti la situazione di difficoltà di Forza Italia anche nelle Marche e dell’esigenza di rinnovamento e di profonda riorganizzazione partendo proprio dagli eletti, ma abbandonare, senza un preventivo e serio dibattito, non credo sia la soluzione migliore e più opportuna in questo momento.
Dispiace poi il loro abbandono soprattutto alla luce del buon risultato di Forza Italia alle comunali di un anno fa, risultato confermato anche alle recenti elezioni politiche dove i voti del partito sono addirittura aumentati, segno del gradimento dei nostri elettori nei confronti dell’azione amministrativa svolta dalla Giunta e verso l’operato di Forza Italia Tolentino.
Nel rinnovare quindi piena stima e fiducia all’ assessore Alessia Pupo quale esponente di Forza Italia a Tolentino, e quale amministratore comunale, per il grande lavoro fin qui svolto a favore della comunità locale, invito i consiglieri Ceselli e Scorcella, a riflettere ed a ripensare alla loro decisione, per permettere ai nostri elettori di continuare ad avere anche in consiglio comunale dei validi e preparati rappresentanti del partito, capaci di affrontare le problematiche di un territorio, si in difficoltà, ma che guarda a Forza Italia, quale unica forza politica capace di proporre soluzioni e progetti per il futuro.
Ieri sera presso il teatrino dell'Assunta all'Ircer, proprio mentre il deputato Mario Morgoni era impegnato alla Camera per il decreto dignità, la senatrice Teresa Bellanova ne illustrava le contraddizioni e le ripercussioni altamente negative nel mondo del lavoro.
Un decreto che per il Pd aumenta la precarietà perché fissa il tetto massimo a 24 mesi, e non più 36, per i contratti a termine ma soprattutto disincentiva le aziende a proseguire il rapporto con il lavoratore perché costrette a sostenere un costo aggiuntivo.
"Di Maio in campagna elettorale aveva promesso la reintroduzione dell'Art 18, l'unica cosa che introdurranno sono i voucher" ha tuonato la senatrice Dem. Il decreto dignità inoltre "riduce l'indennità di disoccupazione di 4 mesi: da 16 a 12".
"Il lavoro è al centro di ogni seria proposta politica - ha proseguito l'esponente Pd che ha criticato anche il reddito di cittadinanza - toglie fondi alla formazione per un finto assistenzialismo". E sulla politica estera di Salvini: "Come può pensare di rimpatriare 500.000 immigrati?".
Ha coordinato l'incontro il segretario cittadino Andrea Marinelli che ha posto l'accento sull'atmosfera di violenza e odio senza eguali che si respira, incentrata sulla denigrazione e il razzismo. "C'è un'azione mirata e appositamente voluta a colpire gli altri, così muore la vera essenza della cultura politica caratterizzata dall'analisi, dalla conoscenza e dalla critica" ha sottolineato Marinelli. Ad introdurre la serata il segretario provinciale Pd, Francesco Vitali.
"Intraprendere ogni azione utile, di concerto con le istituzioni locali e con il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, al fine di salvaguardare le Marche dalle scelte che il Gruppo Enel intende adottare, tenuto conto delle ricadute negative che si avranno sul nostro territorio già fortemente in crisi" è quanto chiede il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Sandro Zaffiri alla giunta regionale.
Nella mozione presentata, Zaffiri evidenzia il rischio che la riorganizzazione in essere del Gruppo Enel possa penalizzare le Marche. In particolare, il capogruppo mette in evidenza la ristrutturazione che interessa E-Distribuzione SpA, una delle società del gruppo, e che sembrerebbe prevedere "il superamento delle Zona di Pesaro e l'accorpamento con la Zona di Ancona, il superamento della Zona di Macerata e l'accorpamento con la Zona di Ascoli, il superamento della Unità Operativa di Senigallia accorpata con la UO di Pesaro-Fano, il superamento della Unità Operativa Jesi-Fabriano accorpata con la UO di Ancona; il superamento della Unità Operativa di Civitanova Marche accorpata con la UO di Macerata". Inoltre, aggiunge, sarebbe previsto "lo spostamento a Bari della Direzione di riferimento per la nostra regione, oggi collocata a Bologna"."Anche le organizzazioni sindacali hanno segnalato la loro preoccupazione sia alle Autorità locali che al Presidente della Regione Marche -sottolinea ancora il capogruppo della Lega - evidenziando anche che negli ultimi dieci anni l’ENEL ha messo mano a ristrutturazioni organizzative che si muovono in controtendenza e che si sono tutte connotate per un progressivo abbandono del territorio". "Riducendo i centri decisionali, spostando le sedi, ampliando i confini dei territori potrebbero scaturire difficoltà operative nell'intervenire prontamente e nel garantire un servizio qualificato e un'assistenza continua sia ai consumatori domestici, che alle attività economiche produttive del territorio marchigiano - spiega ancora - tale riorganizzazione porterà inevitabilmente conseguenze negative alla nostra regione già duramente colpita sia dalla crisi occupazionale che dai recenti eventi sismici".
Dal sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, riceviamo
In merito ai cattivi odori del depuratore in zona Fontanelle e in risposta alle numerose segnalazioni dei cittadini, rendo noto che entro il mese corrente sottoporremo alla Provincia il progetto per la realizzazione delle opere necessarie a ottimizzare il processo di depurazione.Le opere, che rientrano nel piano di investimenti ATAC, avranno un costo di 750 mila euro e ridurranno notevolmente i cattivi odori.Il problema, che purtroppo si acuisce col caldo, è causato dall'eccessiva putrescenza del fango di depurazione, è una nostra priorità e ci stiamo lavorando a tempo pieno.
“Quando la politica finge di non sapere come funzionano i meccanismi burocratici degli enti all’interno dei quali gli amministratori devono attuare il mandato avuto dagli elettori, dimostra di essere lontano dalle necessità dei cittadini, ostentando a tutti i costi un atteggiamento critico sulla quasi totalità degli argomenti riguardanti la risoluzione delle problematiche dei cittadini stessi”.Con questa premessa il sindaco Pezzanesi risponde al consigliere Bruno Prugni e agli altri firmatari dell’articolo, apparso recentemente sui quotidiani, in cui la sinistra tolentinate attacca la scelta della Giunta Pezzanesi di affidare la stima dell’area edificabile, sita di fronte alla caserma dei carabinieri di Tolentino e destinata a diventare complesso d’immobili per le esigenze dei terremotati, al tecnico che in passato seguiva la proprietà dell’ area.
"Questo sarebbe il meno, in realtà il consigliere Prugni ed i suoi colleghi sanno perfettamente che la Giunta Ruffini stipulò un accordo di programma con la stessa proprietà per realizzare in quell’area, non edilizia speculativa ma convenzionata, seguendo lo schema tipo a prezzi stabiliti dalla Regione Marche (la stessa delle cooperative). Il prezzo di allora, al metro quadrato, era di molto superiore a quello stimato oggi attraverso la perizia giurata, già depositata dall’architetto incaricato, dove si richiamano tutti gli atti consiliari e di giunta delle amministrazioni precedenti a quella attuale".
“Affidare al professionista che oltre sei anni fa seguiva la proprietà non è né un illecito, né una stolta disattenzione. Oggi questo rapporto non è più in essere. Tengo a sottolineare che la perizia da lui redatta è una perizia giurata innanzi a pubblico ufficiale, in cui il professionista si assume di fronte alla legge ed alla collettività la responsabilità di ciò che sottoscrive. In secondo luogo, e questa è la massima garanzia di fronte ai cittadini di trasparenza e di corretto utilizzo del denaro pubblico, la stima fatta dal professionista incaricato è soggetta al giudizio di congruità dell’Agenzia del Demanio di Roma, obbligatorio per legge, che vi assicuro non fa sconti a nessuno".
Il sindaco Pezzanesi continua spiegando che questa Autorità governativa dovrà dire se il valore attribuito dalla perizia giurata è congruo oppure, qualora non lo fosse, se occorre richiedere una nuova analisi peritale. Dunque la scelta dell’Amministrazione Pezzanesi "di rivolgersi a questo professionista che già conosce la documentazione tecnica ha il preciso fine di ridurre i tempi di realizzazione. L’eventuale valutazione di stima da parte di un tecnico diverso comporterebbe una considerevole dilatazione dei tempi. Dunque una scelta fatta a garanzia di una tempistica breve che salvaguarda gli interessi del Comune e quindi dei cittadini attraverso due tipi di garanzie: il giuramento della perizia e l’obbligo di richiedere il giudizio di congruità dell’Agenzia del Demanio prima dell’acquisto dell’anzidetta area".
“Difendiamo la scelta di evitare il consumo del suolo per la realizzazione di soluzioni abitative d’emergenza, ringraziando la Regione Marche che ha sostenuto questa scelta, pur comprendendo i disagi di chi oggi ancora non vede il riscontro delle proprie aspettative - conclude - Aspettative che non tradiremo e per cui stiamo lavorando senza sosta, ma che oggi incontrano l’ostacolo di una burocrazia diffidente verso gli amministratori locali che nasconde dietro il sospetto verso tutti i veri nodi della bella e tormentata Italia”.
I consiglieri comunali di Tolentino Carmelo Ceselli (capogruppo) e Luca Scorcella lasciano Forza Italia e passano al Gruppo misto. Ma restano comunque parte della maggioranza che sostiene il sindaco Pezzanesi. Oggi l'annuncio ufficiale in consiglio comunale.
A leggere un lungo comunicato in cui vengono spiegate le motivazioni dell'abbandono del partito di Forza Italia è stato Ceselli anche a nome del collega Scorcella e del coordinatore comunale uscente Roberto Lombardelli.
"Gli avvenimenti che stanno caratterizzando questo periodo di consiliatura, nel quale abbiamo avuto l'onore, ma soprattutto l'onere, di rappresentare Forza Italia all'interno del Consiglio Comunale sono frutto di un periodo contraddistinto dall’assenza di proposte, dalla mancata condivisione di scelte importanti per la città, da inopportuni personalismi e dalla totale assenza di ruoli.Da mesi attendiamo dal partito più chiarezza sulla posizione da assumere per la tutela di Tolentino, per rispetto non solo degli elettori, ma della cittadinanza intera.
Le scelte suicide fatte dal partito in concomitanza con le elezioni dello scorso marzo, hanno portato a una totale anarchia, senza più alcun ruolo e senza una guida regionale capace di coordinare in maniera univoca le scelte da portare avanti - hanno spiegato durante l'intervento in Consiglio Comunale - Scelte ancora più importanti in un Comune come il nostro, martoriato dal terremoto.Non ci siamo più sentiti rappresentati da persone, sicuramente capaci e preparate ma lontane dalla realtà della nostra terra e calate nelle Marche senza una ragione apparente.Manca quel contatto quotidiano, quel rapportarsi con persone che vivono come noi la nostra terra della quale conoscono ogni più recondito segreto. Dopo la decisione incomprensibile di non ricandidare il senatore Remigio Ceroni, siamo stati abbandonati a noi stessi.Lo stesso dicasi per un coordinamento provinciale fantasma di cui non si hanno notizie e con il quale mai siamo riusciti a rapportarci"."Tutto questo, inoltre, va ad inserirsi in un quadro politico nazionale dove Forza Italia ha perso la sua identità e il suo ruolo guida all'interno della coalizione di centrodestra, scegliendo di mettersi all'opposizione in un Governo al quale noi invece riteniamo dovesse essere data fiducia o quantomeno metterlo alla prova dei fatti - aggiungono - Quando siamo entrati in Forza Italia, ci siamo trovati in un partito diverso da quello di oggi. Era un partito fatto di sorrisi di ambizioni di sogni, di valori. Oggi è un posto litigioso, dove si tira a campare ammiccando a Renzi e cedendogli ad ogni occasione buona una storia lunga oltre venti anni e scritta da milioni di italiani.Le recenti vicende relative alla mancata condivisione sul nome del presidente della Rai, lasciano intendere che la deriva di Forza Italia è oramai inarrestabile e il partito sta andando dritto dentro le braccia del Partito Democratico.
Per tutti questi motivi oggi non sentiamo più di essere compatibili con le nuove logiche interne a Forza Italia. Pertanto, avendo già rassegnato le dimissioni da Forza Italia, annunciamo il nostro passaggio nel “Gruppo misto” di questo Consiglio Comunale. E’ una decisione a cui siamo giunti dopo un’attenta riflessione. Il tempo trascorso è dovuto proprio al ruolo istituzionale che fino ad oggi abbiamo ricoperto. Un tempo in cui abbiamo atteso, vanamente, una qualche chiarificazione anche nei riguardi dell’assetto politico e di partito. Lasciare Forza Italia con cui siamo stati eletti è una scelta dolorosa ma necessaria per continuare a svolgere il compito assegnatoci dagli elettori. E proprio lo scontento e i malumori che ci sono stati rappresentati dalla base del partito, quella stessa base che ha contribuito alla nostra elezione in consiglio comunale, sono stati la leva determinante per arrivare a questa decisione irrevocabile - concludono - In questi mesi abbiamo lavorato esclusivamente per il bene dell’Amministrazione e della città. Continueremo convintamente a far parte della maggioranza che governa Tolentino, consapevoli che le scelte che prenderemo d’ora in poi saranno frutto di attente analisi e riflessioni con il primo cittadino e con la Giunta. Concludiamo, esprimendo il nostro forte auspicio che l'Amministrazione comunale di Tolentino riesca, con un rinnovato spirito costruttivo, soprattutto nel rispetto delle idee di ognuno, a continuare un cammino spedito e virtuoso capace di dare risposte concrete e positive agli urgenti problemi del popolo tolentinate".
"L'Italia è un'immensa costellazione di piccoli comuni e in essi vive una fetta importante della popolazione. In questi centri l'ufficio postale non è soltanto quel punto di riferimento dove sbrigare pratiche, depositare risparmi ed effettuare pagamenti, ma viene percepito come l'ultimo avamposto dello Stato, in particolar modo laddove la popolazione è molto in là con gli anni. Le parole di ieri in audizione al Senato del ministro Luigi Di Maio, unite a quelle quelle di oggi dell'Ad di Poste Matteo Del Fante, rassicurano molto in chiave futura. Questi uffici vanno preservati anche se non sono in utile. Si tratta di una scelta di buon senso: da marchigiano, in questi mesi ho avuto modo di comprendere quanto siano importanti questi presidi in tanti piccoli paesi, a partire da quelli che purtroppo due anni fa sono stati colpiti pesantemente dal terremoto. Invertire la rotta rispetto all'andazzo registrato in tante aree del paese negli ultimi anni è possibile e doveroso. Siamo sicuri che il governo Conte dimostrerà tutta la sensibilità del caso sul tema".Così Mauro Coltorti (M5S), presidente della VIII Commissione (Infrastrutture, Poste e Telecomunicazioni) del Senato.
Bocciata nell'Aula del Consiglio Regionale la mozione del capogruppo di Fratelli d'Italia, Elena Leonardi, sulla mancata applicazione del Decreto 10 maggio 2018 a favore delle imprese colpite dal sisma. "Avevo depositato questo atto – esordisce Leonardi – perché dalla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale, avvenuta a fine giugno, ancora non si sono visti i documenti applicativi che spettano al vicecommissario, che in questo caso è il presidente Ceriscioli.
Ricordo che – continua la rappresentante del partito della Meloni - tali agevolazioni si esplicano tramite la concessione di contributi alle imprese beneficiarie, che per le Marche ammontano a ben 21.700.000 euro - aventi sede operativa nei comuni terremotati al momento dell'erogazione, incluse le imprese agricole i cui fondi siano situati in tali territori, che realizzino, o abbiano realizzato, a partire dal 24 agosto 2016, investimenti produttivi. Ad ormai due anni dal primo forte terremoto – prosegue Leonardi - molte criticità permangono non solo nella ricostruzione ma anche, purtroppo, per coloro che avevano un'attività produttiva e non riescono a riavviare la produzione e quindi la ripresa economica della propria ditta oltre che, di riflesso, dell'indotto locale. Edifici produttivi distrutti, macchinari e attrezzature colpiti o danneggiati, hanno creato spesso una delocalizzazione della attività lontano dalle zone più colpite dal terremoto con la conseguenza di una definitiva ubicazione delle attività medesime e la desertificazione di quelle zone. Il protrarsi della situazione di enorme disagio e difficoltà da parte delle micro e piccole imprese a trovare e/o recuperare clienti e committenti – continua la Leonardi - sta mettendo in ginocchio una parte dell'economia della nostra regione, per tale motivo reputo sia urgente rendere quelle somme disponibili".La motivazione della bocciatura è che "c'è tutto il tempo" per emettere i decreti applicativi ed esplicativi: "Non è questa una motivazione valida – afferma Leonardi – nel mese di luglio, che è già trascorso, la Regione avrebbe dovuto farsi parte attiva nell'aprire dei tavoli di confronto con le associazioni di categoria, del commercio, dell'industria, dell'agricoltura, e cosi via, in modo da sentire tutte le istanze e costruire in tempi rapidi tutti gli atti necessari. Non dobbiamo certo noi aspettare le altre regioni, le Marche dovrebbero fare da traino sulla questione considerato che i finanziamenti del Decreto in oggetto riguardano per il 62% proprio le zone terremotate marchigiane"."Ceriscioli ha perso un'altra occasione nel dare un'accelerata a questa situazione: invitiamo pertanto il Vicecommissario ad attivarsi, poiché, per sua stessa ammissione, egli ha affermato in Aula che il contenuto della mozione è condivisibile" conclude Leonardi invitando "fortemente il presidente della Giunta Regionale nell'emettere i decreti mancanti senza i quali i fondi non possono essere sbloccati".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del PD di Tolentino.
“Chi sarebbe così stolto da far stimare un immobile che vuole acquistare dal tecnico della società venditrice?
Ma come si fa a non capire questo semplice concetto? Perché certe cose accadono solo a Tolentino?
Chiunque, se mai avesse la possibilità di acquistare un bene il cui costo sia dell’ordine di alcuni milioni di euro, si affiderebbe ad un proprio tecnico di fiducia per determinare il valore del bene. Tutti tranne il Comune di Tolentino!
Con la Delibera di Giunta n. 259 del 6/7/18, infatti, l’Amministrazione ha affidato la stima di un’area edificabile (quella di fronte alla Caserma dei Carabinieri) al Tecnico che si sa da sempre lavorare per la Società proprietaria dell’area in vendita. Questo fatto è, a dir poco, incredibile.
Le stime devono essere fatte dagli appositi Enti deputati (UTE Ufficio Tecnico Erariale) e non da privati. Il rischio, se non la certezza, è quella di pagare un bene molto di più del suo valore reale. Come è successo nel caso del Capannone avanti al Castello della Rancia, dove sono stati spesi 1,6 Mln di euro per un immobile invenduto da decenni e che diversi imprenditori locali hanno rifiutato a costi enormemente più bassi.
Il Sindaco Pezzanesi modifichi la Delibera e affidi la stima dell’area ad un Ente terzo. Siamo favorevoli all’acquisizione dell’area ma non si può, con la scusa dell’emergenza, regalare o peggio sperare soldi pubblici.
Tolentino è in grave e colpevole ritardo in tutto. Alcuni cantieri di ricostruzione pesante termineranno prima dell’assegnazione emergenziale degli appartamente che Pezzanesi da due anni promette”.
Nelle Marche la battaglia la sta portando avanti da tempo il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui. E, nel Lazio, a farla sua é stato il sindaco simbolo del terremoto del 2016, quel Sergio Pirozzi che nell'agosto 2016 indossava la fascia di primo cittadino del comune laziale e che, ora, siede sui banchi del consiglio regionale del Lazio. Nella sua pagina internet, Pirozzi ha pubblicato un articolo, con tanto di video, in cui illustra i punti salienti di una proposta di legge studiata e condivisa insieme al professor Doglioni, dell'INGV.
"Se un padre ha due figli, uno con la polmonite e uno con il raffreddore, ed una sola medicina - afferma Pirozzi - darebbe certamente la medicina al figlio con la polmonite. Bisognerebbe comportarsi come si comporta un padre".
Parole, quelle di Pirozzi, simili a quelle usate dal sindaco di Camerino in rappresentanza di altri sindaci del cratere in cui si chiedeva di distinguere quei comuni che hanno avuto danni devastanti, da quelli che, invece, hanno fatto i conti con problematiche più misurate. Una richiesta che, però, scatenò le ire di altri sindaci: Tolentino e Treia su tutti.
"Bisogna avere il coraggio di differenziare, e di intervenire su ogni situazione considerando la sua specificità - aggiunge l'ex primo cittadino di Amatrice - Perché ogni comune ha un tessuto socio-economico e soprattutto un grado di distruzione diverso e merita interventi specifici. Invece, come ho detto al presidente del Consiglio Genitloni prima, a Conte poi, l’allargamento del cratere a ben 139 Comuni, questo non lo consente. Li mette tutti dentro lo stesso grande calderone, anche quando parliamo di comuni che sono stati a mala pena sfiorati. Purtroppo invece tutte le misure prese nel ddl terremoto appena approvato, riguardano indistintamente tutti i 139 comuni, a prescindere dai danni che hanno avuto. Serve il restringimento del cratere.
Non è una lotta fra comuni, ma questo va a scapito dei territori colpiti dalla vera distruzione. Tasse, esenzioni, bandi e provvedimenti devono necessariamente seguire un criterio di PRIORITA’, altrimenti se si curano prima pazienti con ferite lievi, chi è in codice rosso, muore".
Qui il link all'articolo completo sulla pagina di Sergio Pirozzi: http://www.sergiopirozzi.it/2018/07/27/una-legge-per-combattere-il-terremoto/
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dei gruppi di opposizione del Comune di Corridonia
"Ieri sera si è svolta la seconda parte del consiglio comunale che la maggioranza ha interrotto la notte precedente andandosene senza rilasciare nessuna dichiarazione d’intento. Mentre si stava discutendo una mozione presentata da noi consiglieri di minoranza in merito alla richiesta di convocare un’assemblea pubblica per discutere sullo stato dell’arte in cui verte la realizzazione del nuovo plesso scolastico Lanzi, abbiamo assistito ad uno scontro frontale tra il sindaco e il presidente del consiglio. Il sindaco ha deciso di fatto di non rispondere alle richieste avanzate dal presidente del consiglio in merito alla questione Lanzi, in quanto riteneva che lo stesso non avrebbe il diritto di entrare nel merito della questione. Il presidente del consiglio preso atto della censura fatta dal sindaco si è astenuta in sede di votazione della delibera. E’ gravissimo il comportamento del Sindaco, avremmo auspicato un intervento del vice segretario che è rimasta a fare da spettatore alla disputa. Ci chiediamo se la giunta, dopo i revisori, abbia messo nel mirino il presidente del consiglio. Nelle fredde mura del municipio giorno dopo giorno si stanno verificando atti di prepotenza amministrativa che comprimono il diritto alla democrazia. Siamo ritornati a vivere in un clima litigioso è proprio vero il detto “la storia si ripete”. La serata si è conclusa con la nostra mozione respinta, di fatto la cittadinanza sembra non aver il diritto di sapere gli sviluppi che riguardano il Lanzi. L’amministrazione, in classico stile PD, vorrà metterci avanti al fatto compiuto, al progetto deciso, sicuramente ci farà credere di discuterlo, ma anche questo è un film già visto".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dei gruppi di minoranza del comune di Corridonia.
"Ieri sera abbiamo assistito ad un consiglio comunale di basso livello, vista l’importanza dei punti all’ordine del giorno ci aspettavamo una discussione con un taglio diverso, più responsabile, il sindaco ha preferito leggere per quasi due ore tutti i documenti e le missive che l’organo di revisione si è scambiato con l’Ente in merito al procedimento di revoca. Un atto di eccessiva trasparenza che ci fa pensare che aveva uno scopo più nobile, ossia quello di posticipare l’apertura della discussione, che infatti, è iniziata a mezzanotte inoltrata. In prima battuta noi gruppi di minoranza, ed anche il presidente del consiglio abbiamo chiesto alla giunta di fare un passo indietro in modo responsabile ritirando la proposta di revoca, quando abbiamo appreso il rifiuto della giunta alla nostra proposta abbiamo evidenziato tutte le nostre perplessità in fatto e in diritto in merito al procedimento di revoca, non ultimo che nell’oggetto della proposta non si parlava di revoca e quindi la proposta di delibera si poteva considerare viziata. Al momento del voto siamo usciti dall’aula mentre il presidente del consiglio ha bocciato con voto contrario questa scelta scellerata della giunta, che al contrario ha votato a favore del provvedimento di revoca.
La nostra solidarietà in questo momento và alle due componenti dell’organo di revisione che si sono viste revocare dall’incarico, a nostro avviso senza un giustificato motivo e sulla base di una proposta di delibera quanto mai dubbia. Ieri sera siamo stati testimoni di un delitto nei confronti della democrazia.
Successivamente alla discussione del provvedimento di revoca avremmo dovuto trattare gli altri punti all’ordine del giorno tra cui temi sentiti come la questione scuole, l’incendio ORIM e l’appalto per la gestione del verde a San Claudio, ma la maggioranza con l’eleganza che distingue un partito democratico come il PD, ha abbandonato l’aula senza rilasciare nemmeno una dichiarazione d’intento".
Primo Consiglio comunale oggi, martedì 31 luglio, a Treia senza il sindaco sospeso Franco Capponi, condannato in primo grado nella vicenda “spese pazze”. Ciò nonostante, arrivano ai componenti di Uniti per Treia voci di continue ingerenze da parte di Capponi alla vita amministrativa. Eventualità che, se verificate, sono molto gravi e saranno poste all’attenzione degli organi competenti. Da segnalare, inoltre, la smentita da parte dell’Anci del fantomatico ruolo di “esperto per il sisma” e più volte sbandierato mezzo stampa prima e durante Symbola da Capponi. Si comunica poi che avverrà l’avvicendamento programmato tra Michele Palazzesi e Giovanna Matteucci. L’avvocato Matteucci siederà in consiglio comunale al fianco del capogruppo Andrea Mozzoni e del consigliere Gianluca Gagliardini. Una scelta già annunciata al fine di garantire la più ampia partecipazione in Consiglio in vista delle elezioni del 2019.All’interno della seduta del 31 luglio saranno discusse un’interrogazione e una mozione proposte da Uniti per Treia. Il gruppo chiede chiarimenti sul rispetto della convezione stilata con Gus e La Talea in merito alle attività svolte dalle persone richiedenti asilo internazionale nel Comune di Treia. Dubbi sono sorti, inoltre, sul reale numero di persone ospitate nel tempo, dopo le dichiarazioni contrastanti di Capponi a seguito dell’utilizzo della clausola di salvaguardia da parte del Comune di Macerata. Preoccupa, poi, l’affermazione riportatadel sindaco sospeso il 23 maggio scorso: “Prima c’erano più persone di quante potessero stare nelle case”.Uniti per Treia presenta anche una mozione per l’adozione del progetto #usalabiciclettainsicurezza. Secondo dati Istat sono più di mille i ciclisti morti sulle strade negli ultimi quattro anni, con una media superiore ai 250 decessi ogni 12 mesi, uno ogni 35 ore. Alla luce di ciò, con gravi casi registrati anche sulle strade comunali e visto l’ampio numero di appassionati treiesi o dei turisti su due ruote che scelgono il nostro territorio, il gruppo d’opposizione invita l’Amministrazione a prendere contatti con il Comune di Gallarate per l’attivazione del progetto, anticipando con una apposita cartellonista e corsi di formazione l’approvazione del cosiddetto ddl “Salvaciclisti” che propone la modifica all’art. 148 del Codice della strada fissando a 1,5 metri la distanza laterale in caso di sorpasso.
“Una buona legge, dalla forte valenza educativa”. E' un giudizio molto positivo quello del presidente del Corecom Marche, Cesare Carnaroli, sulla legge regionale che disciplina gli interventi in materia di educazione, prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo, del cyberbullismo, del sexting e della cyberpedofilia, approvata all'unanimità ieri dal Consiglio regionale.Una legge in cui si prevede un ruolo molto importante per il Corecom. “Il Corecom – spiega Carnaroli – è un organo di garanzia e consulenza che opera nel settore delle comunicazioni e telecomunicazioni. Il suo campo di azione abbraccia tutti i media, compresi i nuovi media. Ed è attraverso questi mezzi di comunicazione che si manifestano i fenomeni legati al bullismo, al cyberbullismo, al sexting e alla cyberpedofilia”. “Tra le funzioni del Corecom – continua Carnaroli – c'è anche la tutela dei minori e l'educazione ai media. Proprio per questo duplice impegno il coinvolgimento del Corecom appare fondamentale”.In base alla legge appena approvata, il Corecom dovrà effettuare indagini conoscitive, studi e analisi sull'utilizzo dei media tradizionali e dei nuovi media in ambito regionale; attuare iniziative di educazione rivolte alle giovani generazioni sull'utilizzo dei media tradizionali e dei nuovi media; promuovere campagne di sensibilizzazione, informazione e formazione per favorire la cultura della denuncia degli atti di bullismo, cyberbullismo, sexting e della cyberpedofilia; promuovere campagne di educazione contro il fenomeno dei “messaggi di odio” (hatespeech) e delle “false notizie” (fake news). “Sono felice – conclude Carnaroli – che la Regione Marche sia una delle prime in Italia a dotarsi di una legge in materia. Pregevole è inoltre l'approccio multidisciplinare che nasce dall'alleanza tra numerosi soggetti coinvolti. Il Corecom svolgerà pienamente le sue competenze con l'obiettivo di sostenere sia chi è vittima di questi fenomeni sia i giovani e le loro famiglie in un percorso educativo per un corretto uso dei nuovi media”. (s.g.)
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma del Consigliere Regionale delle Marche, Sandro Bisonni
Un altro passo determinante per la tutela e la salvaguardia del nostro ambiente. Così Sandro Bisonni (Gruppo misto) dopo il via libera da parte del Consiglio regionale per la Proposta di legge sulle disposizioni per favorire la riduzione dei rifiuto plastici in mare e sulle spiagge.
“Già lo scorso anno, in sede di approvazione di Bilancio - sottolinea Bisonni - avevo presentato un emendamento, approvato all'unanimità, per la concessione di un finanziamento al progetto Beach Litter, nella consapevolezza di quanto fosse grave la situazione dei nostri mari dal punto di vista dell’inquinamento prodotto dai rifiuti plastici. Basti pensare che nelle Marche sono state monitorate 7 spiagge, per un totale di 22.000 metri quadrati, e sono stati censiti oltre 4.000 rifiuti spiaggiati, di cui il 95,2% è rappresentato sia da piccoli oggetti di plastica, sia da reti tubolari per l’allevamento dei mitili”.
Attraverso la Proposta di legge in questione, la Regione Marche, in conformità a quanto previsto nel Prgr (Piano regionale di gestione rifiuti) approvato nel 2015, è chiamata a promuovere le riduzione della dispersione in mare degli stessi rifiuti plastici e del loro spiaggiamento, con particolare riferimento a quelli derivanti dall'attività di pesca, ed a favorire l'adozione di cicli produttivi a basso impatto ambientale.
“Il Tavolo tecnico istituzionale, già istituito dall'attuale disciplina in materia integrata dei rifiuti - spiega Bisonni - avrà il compito di proporre alla Giunta un programma triennale degli interventi e delle azioni da sostenere per quanto concerne la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la condivisione di esperienze e buone pratiche, la sperimentazione di nuove tecnologie, il contrasto al fenomeno della dispersione in mare dei rifiuti derivanti da attività di pesca ed acquacoltura, l'individuazione di misure a beneficio degli operatori del settore”.
Inoltre, tra i compiti del Tavolo anche quello di individuare sistemi di premialità tariffaria con l'obiettivo di “ incentivare negli impianti portuali il ricorso alla raccolta differenziata dei rifiuti plastici costituiti dalle cosiddette calze mitili, al fine di salvaguardare il reddito degli operatori economici del settore.
Le azioni previste vengono attivate in piena coerenza con la Strategia europea per le materie plastiche in un’economia circolare.
Domani (martedì 31 luglio) torna a riunirsi il Consiglio comunale di San Severino Marche.
La seduta dell’Assise settempedana, in programma per le ore 20 presso l’ex aule udienze del Giudice di Pace a palazzo Governatori, in via Cesare Battisti n. 1, affronterà il seguente ordine del giorno: comunicazioni del sindaco, verifica degli equilibri di bilancio per l’anno 2018, assestamento di bilancio per gli anni 2018-2019-2020, variante parziale al vigente Piano Regolatore Generale comunale per la trasformazione di una zona di completamento residenziale in nuova zona residenziale.
"Accogliamo con grande soddisfazione la nomina ai vertici di Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti come Ad e Gianluigi Vittorio Castelli come presidente. La scelta di due manager interni per guidare un gruppo così importante rappresenta una vera e propria rivoluzione copernicana rispetto ai trend del passato".Così Mauro Coltorti (M5S), presidente dell'VIII commissione (Infrastrutture e Trasporti) del Senato."Queste nomine - specifica - sono la migliore risposta a chi in questi giorni grida alle lottizzazioni e maligna di un bugiardo interesse della maggioranza per le poltrone, perché a guidare Fs ci saranno due professionisti che hanno grande conoscenza della complessa struttura di quest'azienda. Il M5S, per chi non lo avesse ancora compreso, non utilizza logiche spartitorie, ma ha come unico interesse che il trasporto ferroviario funzioni. E che migliori nei suoi segmenti nevralgici, in particolar modo quello del trasporto regionale. In bocca al lupo dunque al nuovo cda: siamo certi che questo nuovo board potrà raggiungere grandi traguardi".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma della capogruppo di Forza Italia, Jessica Marcozzi
Si può fare. Il problema dei delfini che, alla ricerca di pesce, lacerano le reti della Piccola Pesca, si può risolvere. E parliamo di una soluzione che vada a tutelare l’incolumità degli animali e, al contempo, il lavoro di chi ama il mare e vive con e in mare. Questa mattina, dopo un mio primo incontro con la categoria avvenuto a Porto San Giorgio il 18 luglio scorso, una delegazione di pescatori del Cogepa, da me accompagnata, ha incontrato il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli a cui è stata illustrata nel dettaglio la problematica legata all’avvicinamento dei delfini alla costa, delfini che, alla naturale ricerca di cibo, distruggono le reti della Piccola Pesca arrecando ai pescatori ingenti danni in termini economici.
Abbiamo proposto, sulla scia di quanto avvenuto in altre Regioni, l’istallazione di dissuasori acustici che, assolutamente non nocivi per i delfini, riescono a tenere questi lontani dalle reti. Il Presidente Ceriscioli, nel corso dell’incontro a cui ha preso parte anche il Consigliere regionale Fabio Urbinati, si è mostrato attento al problema e disponibile a trovare una soluzione quanto prima. Ora verrà prodotto un documento che sarà vagliato dai tecnici della Regione.
E' stata approvata all’unanimità questa mattina, la proposta di legge regionale per consentire e facilitare la fruizione delle spiagge e la balneazione dei diversamente abili. La legge rafforza quanto già affermato dallo Statuto regionale che riconosce e sostiene il diritto delle persone con disabilità per una piena integrazione nella collettività, garantendo loro una libertà di accesso alle aree demaniali destinate alla balneazione. Come traduce questo principio statutario la nuova legge regionale? Ad illustrarlo il relatore di maggioranza Francesco Micucci, vice capogruppo Pd: sostenendo, anche finanziariamente con risorse pari a 100mila euro per il prossimo anno, i Comuni affinché dotino le spiagge, sia libere sia oggetto di concessioni, di strumenti utili allo scopo, da aggiungere ai servizi di cui il litorale dovrebbe essere già dotato, come servizi igienici e parcheggi dedicati. A migliorare dunque la fruizione delle spiagge, la presenza di carrozzine anfibie per disabili; l’abbattimento delle barriere architettoniche con la realizzazione di passerelle fino al mare di larghezza adeguata; segnaletica apposita; l'individuazione di uno spazio, nell'ambito delle spiagge demaniali, comprese quelle oggetto di concessioni, dotato di tutti i servizi per le persone con disabilità, nonché di prese elettriche per l'alimentazione di strumenti a supporto delle stesse persone con disabilità; la promozione, attraverso siti istituzionali e portali turistici, delle spiagge fruibili alle persone con disabilità.La dotazione finanziaria per l’attuazione delle legge è di 100mila euro per il 2019 e di altrettanti per il 2020. "La legge unifica ed armonizza varie disposizioni regionali in materia – spiega Micucci – e rappresenta un tassello fondamentale per rendere davvero accessibili a tutti la maggior parte delle spiagge della nostra regione. Grazie alla previsione di risorse, stanziate a partire dal prossimo anno, si dà anche un aiuto concreto ai Comuni che devono intervenire sulle spiagge".