Un bando straordinario per la messa in sicurezza del territorio. A proporlo è Romina Pergolesi, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. L'esponente pentastellata presenterà una mozione, da discutere in occasione della prossima seduta dell'Assemblea Legislativa delle Marche, per impegnare la giunta Ceriscioli a dar seguito alla proposta stanziando i relativi fondi, anche in considerazione della tragedia, assolutamente evitabile, di Genova.
Cinque gli step propedeutici alla pubblicazione del bando, indicati dalla consigliera Pergolesi:
Avviare una ricognizione, anche di concerto con gli enti locali e/o gli enti gestori, al fine di individuare e mappare le situazioni più critiche e le infrastrutture (ponti, viadotti, strade, ecc..) che necessitano di interventi di profonda manutenzione o di ristrutturazione/ricostruzione, presenti sul territorio regionale
Presentare entro dicembre 2018 gli esiti di tale ricognizione ai consiglieri regionali, tramite relazione di sintesi accompagnata dalla relativa relazione dettagliata e documentazione completa
Predisporre entro marzo 2019 apposito bando straordinario per l’individuazione dei progetti da finanziare e/o co-finanziare, secondo criteri comunque precedentemente esposti e discussi in sede di competente commissione consiliare, basati su principi di equità e trasparenza, sulle effettive emergenze o contingenze delle situazioni, sulla valutazione delle possibilità di partecipazione dei relativi enti locali di competenza, nonché sulla rilevanza e importanza delle infrastrutture
Stanziare le necessarie risorse dal bilancio regionale da assegnare ai progetti selezionati con la procedura ed il bando
Attivarsi immediatamente presso le istituzioni sovra regionali per l'individuazione di canali di finanziamento per reperire ulteriori risorse da assegnare al bando di cui al punto precedente, ad integrazione di quelle regionali impegnate
"La tragedia del Ponte Morandi di Genova, avvenuta lo scorso 14 agosto, oltreché aver provocato decine di vittime, centinaia di feriti e sfollati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni, ha riacceso drammaticamente il dibattito sullo stato di ponti, strade ed infrastrutture nel nostro Paese – evidenzia Pergolesi -. Mancate manutenzioni, ordinarie e straordinarie, infrastrutture obsolete, necessità di investimenti consistenti per ricostruzioni o profonde ristrutturazioni: secondo quanto affermato e raccomandato anche da esperti ed addetti ai lavori, il quadro appare preoccupante e la situazione è critica e generalizzata in tutto il Paese. Il Ministro delle Infrastrutture ha dichiarato pubblicamente la necessità ormai non più rinviabile di una sorta di Piano Marshall che preveda una ricognizione generale e l'avvio delle procedure necessarie per una messa in sicurezza delle infrastrutture più obsolete e più a rischio per la pubblica incolumità".
La consigliera pentastellata, nel ricordare lo stato di ponte San Carlo a Jesi (attualmente chiuso al transito dei mezzi pesanti), sottolinea che in tutta la regione "vi sono numerose situazioni che richiedono quantomeno necessità di monitoraggio e di messa in sicurezza, o addirittura di completa ricostruzione, al fine di garantire l'incolumità dei cittadini e la sicurezza dei collegamenti, tenuto conto anche del sisma che ha colpito larga parte delle Marche. I lavori volti a garantire la pubblica incolumità, spesso a carico di enti locali impossibilitati a sostenere i costi per gli interventi necessari, costituiscono pertanto una assoluta priorità per la Regione, che può e deve intervenire in autonomia e sulla base di scelte e indirizzi propri, stanziando anche le dovute risorse dal bilancio regionale, al fine di finanziare o co-finanziare progetti di messa in sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione e ricostruzione che siano significativi per la sicurezza dei cittadini".
Sul rave party che "ha preso vita" negli scorsi giorni sul Monte Vermenone si esprime anche l'onorevole di Fratelli d'Italia Francesco Acquaroli.
"Il "rave party" - il suo commento - che si sta svolgendo nel nostro entroterra da alcuni giorni ha superato ogni limite di sopportazione. Il massimo impegno delle Forze dell'Ordine e delle Istituzioni locali chiamate a fronteggiare una vera e propria emergenza per un territorio come il nostro non possono bastare da sole a fermare simili iniziative".
"È inaccettabile - continua - che un gruppo di ragazzi senza alcuna autorizzazione occupi e metta a soqquadro la vita delle comunità locali per giorni interi; tutto ciò appare addirittura umiliante se paragonato alle procedure alle quali Pro Loco, Parrocchie e Associazioni varie sono tenute ad attenersi per l'organizzazione di qualsivoglia evento. A questo punto spero che il Ministero intervenga subito mettendo a disposizione delle Autorità locali preposte le risorse necessarie per ristabilire la legalità. Colgo l'occasione per ringraziare le Forze dell'Ordine per lo sforzo profuso nel tentativo di arginare le conseguenze di tali manifestazioni".
Dai segretari Pd Francesco Vitali (Macerata), Matteo Terrani (Ascoli Piceno), Fabiano Alessandrini (Fermo) riceviamo e pubblichiamo
Dopo gli eventi sismici che hanno sconvolto le Marche trasformandone profondamente il tessuto sociale ed economico, l’azione dei governi Pd a livello regionale e nazionale ha prodotto una serie di strumenti normativi e finanziari che hanno permesso di superare l’emergenza e iniziare la fase della ricostruzione. Sarà un’impresa che impegnerà i nostri territori nel prossimo decennio e che vedrà nei nostri amministratori, comunali e regionali, un baluardo imprescindibile, il solo punto di riferimento in grado di dare risposte ai problemi delle comunità colpite.
L’agenda della politica regionale non potrà che continuare a vertere sul delicato tema della ricostruzione e in questa direzione dovranno continuare gli sforzi della giunta Ceriscioli che bene ha operato fin qui in sinergia con il commissario Paola De Micheli.
Pertanto nel nuovo scenario che si è aperto dopo le elezioni del 4 marzo e in vista dei prossimi appuntamenti congressuali il Pd marchigiano dovrà essere sempre di più il partito della ricostruzione: ricostruire non solo una comunità politica ma interpretare al meglio il proprio ruolo storico all’interno della società marchigiana ricostruendone il volto, lo spirito e l’economia.
Per questa ragione in vista dei prossimi appuntamenti congressuali le federazioni del sud della regione sono pronte ad assumersi le proprie responsabilità avanzando una propria candidatura alla guida del Pd Marche con l’intento di unire il partito e dare un contributo di idee e di proposta politica alla giunta regionale.
Dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Romina Pergolesi, riceviamo e pubblichiamo.
Oggi, giornata di lutto nazionale per la tragedia di Genova, siamo tutti chiamati a rispettare il dolore dei familiari delle vittime.
La rabbia ed il rancore non riporteranno in vita quelle persone, ma è naturale, come italiana e come portavoce dei cittadini nelle istituzioni, provare una profonda indignazione per una tragedia che si sarebbe potuta evitare.
Ora spetta alla giustizia individuare e punire i responsabili del crollo del ponte Morandi.
Da domani, tutti insieme, dobbiamo iniziare a "rimettere in piedi" questo nostro Paese.
Non abbiamo bisogno di grandi opere, ma di manutenzioni ordinarie e straordinarie, quelle che non portano voti ma donano benessere e serenità ai cittadini.
Ci sono diverse situazioni nelle Marche da monitorare, a partire da alcuni ponti che necessitano di importanti lavori di consolidamento.
Da jesina penso immediatamente a ponte San Carlo, come fatto giustamente rilevare nella sua nota odierna dal MoVimento Cinque Stelle Jesi e dalla portavoce in consiglio comunale, Claudia Lancioni.
A tale proposito, presenterò un'istanza in Regione affinché venga predisposto un bando straordinario, con relativi fondi, per la riqualificazione delle infrastrutture più a rischio nelle cinque province.
A Genova non vi è stata alcuna fatalità, così come non è stata colpa del destino sull'A14, o sulla Milano-Lecco, tanto per ricordare analoghi casi recenti.
È il momento di ricostruire il futuro dell'Italia, ripartendo proprio dallo spirito, dal senso di comunità e dalla forza di quanti, nelle tragedie, continuano a scavare senza sosta fra le macerie..
Il Comune di Civitanova Marche partecipa alla giornata di lutto nazionale del 18 agosto, proclamata per le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova, domani saranno a mezz’asta le bandiere delle sedi istituzionali del Comune e verrà esposto il drappo nero. Durante la festa del Santo Patrono, prima del concerto di Dodi Battaglia e dei fuochi di artificio, si osserverà un minuto di silenzio per porgere un pensiero alle vittime di Genova e a Jimm Idalinya e come segno di vicinanza alle loro famiglie."La festa di San Marone resta una festa religiosa - sottolinea il Comne - e deve essere per tutti noi un importante momento di riflessione su quanto accaduto".
Dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Potenza Picena riceviamo
Accanto al bel tempo, anche le associazioni presenti nel Comune (cui va sempre un enorme plauso) e quelle che sono fuori dal comune, ma incaricate dalla giunta di organizzare la stagione turistica, ci hanno messo impegno e dedizione, vivacizzando le serate e le giornate con il loro entusiasmo.Belle e utili le iniziative intraprese per cercare di portare turisti verso il centro storico, con bus navetta e guide turistiche, speriamo portino frutto e che i soldi investiti dai cittadini siano ben spesi.Nonostante questo sforzo però, il centro storico purtroppo soffre.
Come lamentato da molti cittadini, che si spendono al massimo delle loro possibilità per aiutare a non far morire il centro storico (dopo la chiusura di molte attività, lo spostamento di altre sembra un centro deserto), cerchiamo di dar loro voce per aiutare la giunta Acquaroli- Tartabini a individuare le emergenze e cercare di dare una priorità ad esse. Come già esposto in alcuni incontri pubblici, vorremmo segnalare:- L’aumento di piccioni morti lungo le strade- L’aumenti di guano prodotto dai suddetti piccioni- La sistemazione dei marciapiedi- La pulizia della fontana centraleSono solo alcune piccole cose, che porterebbero il turista a vedere qualcosa di bello e al cittadino a non sentirsi abbandonato da chi li amministra.
Ma se vogliamo davvero fare qualcosa di più allora dovremmo iniziare a riflettere sul prossimo evento che è la Festa Dell’Uva. Se si riuscisse anche quest’anno a far proseguire questo fantastico evento, dovremmo considerare che gli accessi alla piazza Matteotti, la piazza principale del paese, sono fortemente ridotti a causa lavori lungo via Mugellini da una parte e a causa del fatto che il piccolo Vicolo Scipioni sia chiuso da tempo con tanto di scritta ironica “Qui c’era un vicolo” e questo limiterebbe moltissimo lo spostamento pedonale e la fruizione stessa se dovessero rimanere tali condizioni anche durante la festa. (per non parlare delle vie di ingresso e fuga in caso di incidente).Un’idea potrebbe essere quella di ripristinare la fruibilità del vicolo mettendo in sicurezza l’edificio che lo sovrasta (ad esempio come è stato fatto per il palazzo di Vico Solanelli (Mazzoni), oppure con apposita impalcatura che possa consentire il passaggio pedonale sotto di essa.Chiediamo all’amministrazione di aumentare i propri sforzi per valorizzare il centro storico e a renderlo fruibile, insomma a dedicarci un po’ più di attenzione, non sembra si chieda la luna… dati gli sforzi economici affrontati in eventi e promozione, ci sembra doveroso poter accogliere poi i turisti che sono i destinatari di questi sforzi economici.
La Lega denuncia l'apertura di un cantiere a ridosso di un fontanile del 1783 vicino allo Sferisterio e chiede al sindaco e all'amministrazione comunale di Macerata di fare chiarezza. Di più. L'on. Patassini e i suoi puntano il dito contro l'ex rettore di Unicam Flavio Corradini che, proprio lì, dovrebbe costruire un'abitazione.
Ma la reazione di Corradini non si è fatta attendere e si preannunciano querele.
Il 14 agosto la Lega ha manifestato in quel luogo: “È stato richiesto l’accesso agli atti per verificare il rispetto di ogni normativa perché, come si evince dal cartello di cantiere, è previsto un ampliamento della cubature rispetto a quella della casa demolita – dice Patassini - Come mai i muraglioni della villa sono a ridosso del sito storico quasi che il fontanile pubblico sia destinato a corredo di un giardino privato?”. "Ci risulta che nel 2006 l’Associazione Culturale Le Casette" aggiunge il senatore Arrigoni "ha donato all’ Amministrazione comunale tre progetti frutto di un regolare concorso pubblico per la riqualificazione urbana della zona. Nel 2015 il sindaco Carancini ne ha dato per certo il recupero. Ora Flavio Corradini, con l’autorizzazione degli uffici comunali, la sommerge di cemento".
Un attacco forte che non ha lasciato indifferente Corradini che nel giorno di Ferragosto, via social, preannuncia azioni legali: "Sto assistendo ad un evidente attacco denigratorio nei miei confronti sui social e sui media.
Avviso che sto registrando tutto ciò che mi riguarda. Commenti, menzogne, falsità, sospetti dichiarati atti a denigrare le mie relazioni sociali, l’associazione di cui sono onorato di far parte, la mia famiglia, la mia persona, saranno denunciati alle autorità giudiziarie per i provvedimenti del caso".
Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche e coordinatore dei Presidenti delle Anci regionali intervistato in diretta a Radio Vaticana: “Noi abbiamo preso posizione come Anci attraverso il nostro presidente Decaro, ed è una posizione molto ferma perché riteniamo che sia stato commesso un errore, un grave errore, perché c’era un impegno da parte dello Stato verso le realtà più periferiche dove si sono presentati dei progetti, sono stati finanziati ed è partita l’attività di pianificazione e progettazione. Il provvedimento con l’emendamento approvato alla Camera ci preoccupa molto, tecnicamente con un rinvio, ma sappiamo che spesso in Italia rinviare significa non vedere poi realizzati. Già siamo strozzati da tanta burocrazia. Oggi ci troviamo nella condizione che tanti Sindaci che vogliono riqualificare non i centri storici, ma i luoghi dove c’è più degrado e si fa più fatica e dove la comunità si disgrega, attraverso quei bandi c’era l’opportunità di riqualificare quegli spazi. Lo abbiamo fatto presentando dei progetti. C’è un protocollo firmato. Quindi, ripeto, si tratta di un errore che deve essere recuperato”.
“Il fatto più grave è che è partita già l’attività con coinvolgimento di associazioni e soggetti privati e progettazione già costata agli enti locali. Senza le coperture si determina anche un buco di bilancio che tuttavia oggi è l’aspetto meno preoccupante perché il comune potrebbe coprirlo mettendo a disposizione risorse proprie anche in una fase così complicata. Il problema è che si sono create tante aspettative per recuperare dei luoghi dove c’è disagio, ci sono difficoltà e senza i fondi non sarebbe possibile recuperarli in tempi brevi. Ritengo che occorra riconvocare quanto prima la conferenza unificata che aveva determinato questo percorso e non dobbiamo trovare scuse. Quando si commette un errore bisogna ammetterlo serenamente. Forse servivano dei fondi per applicare la sentenza che obbliga lo Stato a consentire ai Comuni ad ottenere gli avanzi di amministrazione. Servivano risorse fresche e lo Stato le ha recuperate da quei bandi ma Si devono prendere da altre parti perché si vanno a toccare situazioni già al limite. Si parla di 96 comuni ma in realtà sono anche di più perché riguardano aree metropolitane per un totale quindi di 230 comuni ma non conta il numero, bensì l’impegno a favore delle realtà più difficili. Noi dobbiamo risolvere le problematiche in quelle periferie. Se andiamo a toccare dove siamo già belli non ci interessa. Questo è uno scopo condiviso da tutti e bisogna riconoscere l’errore e rimediare”.
Sono tante, in questi ultimi, giorni le prese di posizione di esponenti del mondo istituzionale, politico, economico e sindacale in merito all’annunciato rinvio degli stanziamenti destinati al recupero delle zone degradate e periferiche delle città.“Posizioni in larga misura di contrarietà che – secondo il consigliere regionale del Pd, Enzo Giancarli – andrebbero fatte convogliare in una forte ed autorevole richiesta delle massime istituzioni regionali”.“Regione e Consiglio regionale – afferma Giancarli – devono far voce unica di fronte agli annunciati tagli delle risorse per le aree periferiche, convogliando gli appelli di tanti sindaci marchigiani che, altrimenti, rischiano di frammentarsi e disperdersi”.“Forse è bene ricordare – aggiunge l’esponente del Pd – che questa dei fondi per le periferie non è una questione che ha esclusivamente respiro comunale, intanto perché interessa Ancona, città capoluogo di regione, e altre grandi città marchigiane, poi perché coinvolge aspetti di una pianificazione urbanistica molto più ampia, con ripercussioni sotto il profilo ambientale, paesaggistico e sociale”.“Sarebbe pertanto opportuno – conclude Giancarli – che nella prossima seduta del Consiglio regionale, in cui si dibatterà degli obblighi vaccinali, venga aggiunta, all’ordine del giorno, una discussione relativa ai fondi per le periferie che possa portare ad una posizione forte da parte della Regione rispetto a questa vicenda”.
A settembre scadrà il mandato dell'attuale commissario straordinario alla ricostruzione, Paola De Micheli. E, al di là dei giudizi di merito o di demerito, appare assolutamente improbabile che il nuovo Governo, di diversa matrice politica e di diverso colore, possa pensare ad una riconferma. I nomi che circolano, almeno per ora, sono ristretti a quelli del "quasi ministro" Coltorti, del Movimento 5 Stelle, e del sindaco di Visso, Pazzaglini, eletto nelle fila della Lega. Ma, per ora, di concreto non si intravede ancora nulla.
Intanto, a dire la sua ci ha pensato il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, attraverso dichiarazioni rilasciate all'Ansa. Per la nomina del nuovo Commissario straordinario per la Ricostruzione post sisma serve una figura con "capacità di visione nei rapporti a livello nazionale ma con i piedi per terra e con un esperienza di concretezza, legata al territorio". Lo ha sottolineato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli durante il rendiconto delle attività svolte nelle Marche per l'emergenza e l'avvio della ricostruzione. A settembre scadrà l'incarico dell'attuale commissaria Paola De Micheli a cui Ceriscioli ha rivolto, così come al capo dipartimento di protezione civile Angelo Borrelli, il proprio ringraziamento per la competenza, "per aver messo tanta energia nelle Marche e aver colto subito quanto fosse pesante la situazione". Ceriscioli non ha escluso che un nuovo commissario possa essere marchigiano ma ha precisato: "vorrei che avesse lo spirito giusto: marchigiano, pugliese o emiliano romagnolo va bene. Servono persone capaci e con senso pratico, non va bene una figura 'troppo astratta'". Lungo l'elenco delle richieste da parte della Regione: dall'allungamento dei tempi per restituire la busta pesante alla proroga dei contratti delle persone che lavorano al post sisma a cui a gennaio scadranno i contratti; dalla deroga per ammortizzatori sociali (ad esempio per la Whirlpool di Comunanza) alla semplificare per le nomine dei responsabili unici di procedimento; dalle norme per stabilizzare personale della scuola ai fondi per i piccoli Comuni. (Ansa)
Per le Province si torni a votare. In estrema sinesi è quanto contiene un disegno di legge presentato dalla Lega al Senato, e firmato anche da Matteo Salvino. L'intento è quello di "ripristinare la legalità costituzionale" rispetto alla composizione di un organo di governo territoriale che, ad oggi, vive in una sorta di limbo.
In sospeso, insomma, tra la riforma che ne avrebbe dovuto definire l'abolizione e il fallito referendum del 2016. Le Province, ad oggi, esistono ancora, ma i componenti di giunta e consiglio non vengono più eletti dai cittadini.
Il disegno di legge firmato Lega, appunto, vuole riportare le lancette indietro, con la possibilità per gli aventi diritto di scegliere da chi farsi rappresentare. Mentre, il governo Renzi aveva individuato una sorta di compromesso fino alla cancellazione degli Enti: presidenti eletti dai sindaci del territorio, candidabili solo gli stessi sindaci. La riorganizzazone doveva essere temporanea, ma temporanea non è stata.
La riforma prevedeva il taglio dei compensi, problema aggirato dal disegno di legge - presentato prima della formazione dell'attuale Governo - che prevede per il presidente uno stipendio non suoperiore a quello del sindaco del capoluogo di provincia, mentre per i consiglieri ci sarebbero dei gettoni con un tetto pari a un sesto dello stipendio del presidente. Con questa "contro riforma" gli enti provinciali recupererebbero parte delle funzioni che sono state ridistribuite a Comuni e Regioni, motivando in questo modo anche le indennità nuovamente previste.
Da Fratelli d'Italia Marche riceviamo e pubblichiamo:
Depositata in Consiglio Regionale la proposta di modifica di una legge del 2013 nella quale sono identificate varie figure professionali da riconoscere come medicine complementari.
Quello che si intende apportare è un contributo volto al riconoscimento dell'attività svolta dagli osteopati – esordisce la capogruppo di Fratelli d'Italia Elena Leonardi - una professione ormai molto diffusa tanto da essere oggetto dell'istituzione di “professione sanitaria”, assieme ai soggetti cosiddetti “chiropratici”, da parte di una legge nazionale datata 11 gennaio 2018, n. 3.
L'articolo 7 della norma nazionale afferma, che “nell'ambito delle professioni sanitarie sono individutate le professioni dell'osteopata e del chiropratico”, ma gli ambiti di attività e le funzioni caratterizzanti tali professioni devono essere definiti con successivi atti normativi e decreti dei Ministeri competenti di concerto tra loro.
Siamo però consapevoli che la pratica quotidiana supera spesso la teoria – prosegue Leonardi – e la lungaggine delle norme medesime, portano spesso ad un allugamento, oltre che all'incertezza, sulla definizione in concreto della parificazione di questa figura rispetto ad altre professioni sanitarie già definitivamente riconosciute. Avviene pertanto che l'attività dell'osteopata viene svolta oggi anche in famosi ospedali italiani, come approccio disciplinare su pazienti ricoverati in modo da incidere positivamente sull'accorciamento dei tempi di degenza e sul benessere psico-fisico degli stessi. Un esempio impattante – continua la rappresentante del partito della Meloni – è dato da quanto accade presso l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, tramite il cosiddetto “approccio osteopatico nel reparto di neurochirugia”: i dati ci dicono che i tempi di ritorno a scuola, la valutazione del dolore e la riduzione del carico farmacologico sono risultati positivi; si afferma difatti di un “trend del calo del dolore e dell'abbassamento dei tempi di degenza del 12,6 per cento”.
Una vacanza normativa che la Leonardi, con questa proposta di legge, intende sanare perché nelle more dell'approvazione di una normativa certa ed inequivocabile, e da recepirsi anche a livello regionale, diverse sono le istanze che vorrebbero l'applicazione dell'osteopatia come attività collaterale e migliorativa della qualità della vita di bambini ed adulti anche nelle strutture sanitarie del servizio sanitario regionale. La Leonardi si augura una pronta e positiva risposta della Commissione Sanità della quale è Vicepresidente e del Consiglio Regionale successivamente per il voto finale.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma del senatore Paolo Arrigoni (Lega)
“L’aggressione verbale ai danni del conducente e la successiva rissa tra un gruppo di nigeriani avvenuta nel tardo pomeriggio di lunedì su un autobus della linea Senigallia-Sassoferrato è una vicenda gravissima e come tale va trattata. Il fatto che questi episodi che vedono protagonisti giovani africani siano ormai all’ordine del giorno non sminuisce l’accaduto, come qualcuno vorrebbe, ma al contrario è ancora più necessario affermare che non è più accettabile che servizi essenziali come quello del trasporto o che luoghi pubblici possano essere a ragione percepiti come pericolosi dai cittadini”.
Così il Senatore Paolo Arrigoni, Responsabile della Lega nelle Marche, in merito a quanto avvenuto lunedì su un autobus delle Autolinee Bucci, dove alla fermata di Serra de’ Conti un gruppo di extracomunitari di origini africane, alla richiesta di pagare il biglietto, ha accerchiato, aggredito verbalmente e minacciato l’autista, prima dell’arrivo dei Carabinieri costretti a sedare una rissa.
“È davvero sconcertante constatare con quale senso di impunità agiscano queste persone, tanto che una bambina seduta sull’autobus ha rischiato più volte di essere colpita al volto e solo l’intervento di un cittadino brasiliano che si è frapposto tra lei e la banda ha evitato conseguenze peggiori rispetto agli attimi di paura che tutti i passeggeri hanno vissuto. A quel ragazzo, oltre che ai Carabinieri di Jesi e Serra de’ Conti che sono intervenuti prontamente per ristabilire la calma, va il mio ringraziamento”.
“Con il Decreto Sicurezza a cui sta lavorando il Ministero dell’Interno – conclude Arrigoni - Matteo Salvini si propone un serio giro di vite, e tra le altre norme sarà previsto il rifiuto immediato della richiesta di asilo per i presunti profughi che si macchieranno di qualsiasi genere di reato”.
L'emendamento della discordia è quello del decreto Milleproroghe che prevede il rinvio al 2020 dei finanziamenti per il Bando delle periferie, firmato nel dicembre 2017, che riguarda nelle Marche anche Macerata, Pesaro, Fermo e Urbino. E Macerata ed Ancona insorgono.
Romano Carancini porta all'attenzione la problematica che il rinvio creerebbe alla città di Macerata e soprattutto al progetto del Centro Fiere di Villa Potenza.
"Un progetto - dice - che approveremo entro fine agosto, finanziato per 12.000.000,00 di euro dai precedenti governi di centro sinistra con tanto di firma della convenzione tra tutti i comuni capoluogo italiani e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Progetto che per Macerata sarebbe andato al bando per i lavori già nel 2019. Ma che succede ora? Il governo delle "3 carte" Lega e 5 stelle con un emendamento notturno al Senato ha bloccato il tutto. Progetti già redatti, impegni di spesa assunti, principio di continuità amministrativa travolto e città depredate con destrezza".
Anche il Comune di Ancona si scaglia contro il rinvio.
"Vogliamo informare la cittadinanza su questo clamoroso errore - esordisce la sindaca Valeria Mancinelli rientrata d'urgenza dalle ferie dopo la diffusione della notizia -. L'11 settembre il decreto Milleproroghe sarà all'esame della Camera. Subito dopo Ferragosto convocheremo tutti i nostri deputati marchigiani affinché si impegnino a mettere una 'pezza' a questa gravissima situazione. Saranno adeguatamente informati su quanto sta accadendo - spiega - affinché siano in grado di esercitare al meglio la loro responsabilità. Il nostro obiettivo è far conoscere quanto sta avvenendo a categorie economiche, cittadini e parlamentari; se non verrà corretta questa anomalia assumeremo iniziative anche di carattere legale".
La triste vicenda di Pamela Mastropietro è ancora al centro del dibattito che vede molti maceratesi in disaccordo con il sindaco Romano Carancini.
"Il sindaco di Macerata - si legge in un post del gruppo Facebook la voce di Pamela Mastropietro - sostiene che la città da lui amministrata sia un modello di accoglienza. Vorremmo ricordare al suddetto di una ragazzina di 18 anni violentata, uccisa a seguito di due coltellate, scuoiata, depezzata, disarticolata, lavata con la varechina ed abbandonata in due trolley sul ciglio della strada. E dello spaccio di droga a cielo aperto che avviene sotto i suoi occhi, dell'indagine pendente su una delle associazioni che, in quella realtà, gestiscono l'accoglienza. E di altro ancora".
"Se questo è un modello - aggiungono - Sindaco di Macerata, ci domandiamo dove lei viva.A proposito: visto che ieri era a Roma, per dire queste cose in televisione, un fiore a #Pamela poteva pure pensare di portarlo. Ma purtroppo...non aveva la pelle nera".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Elena Leonardi (Fratelli d'Italia)"Approda al protocollo del Consiglio Regionale un'importante proposta di legge a firma della Vicepresidente della Commissione Sanità Elena Leonardi dal titolo " diffusione delle tecniche salvavita di disostruzione pediatrica e di rianimazione cardiopolmonare". Un titolo tecnico per un intento semplicissimo: salvare la vita a quei bambini che possono essere vittime di strozzamento da cibo. Una realtà purtroppo non irrilevante se si considera che in Italia, afferma la capogruppo regionale Elena Leonardi, il 27% delle morti classificate come “accidentali” nei bambini avviene per soffocamento causato da inalazioni di cibo o da corpi estranei; caramelle, pezzetti di carne o frutta, ma anche monete, palloncini sgonfi, palline di gomma, piccole parti di giocattoli; una miriade di oggetti apparentemente innocui rappresentano in realtà un grave pericolo, soprattutto per i bambini più piccoli. Più del 50% delle morti per inalazione di corpi estranei avviene nei bambini tra 0 e 4 anni - prosegue la Leonardi - rappresentando per quella fascia di età, la seconda causa di morte accidentale dopo gli incidenti stradali: le statistiche confermano che in Italia muoiono circa 50 bambini ogni anno, uno ogni settimana, con un picco massimo tra i 2 mesi e 2 anni di vita.La rappresentante del partito della Meloni col presente atto intende coinvolgere la Regione Marche, tramite il Servizio Sanitario e gli operatori delle scuole di ogni ordine e grado, soprattutto scuole primarie e dell'infanzia pubbliche e private che spesso sono ancora prive della formazione adeguata e dell'abilitazione alle manovre di disostruzione pediatrica.Bisogna investire concretamente nella prevenzione, per questo è importante che insegnanti, mamme, papà, nonni e tutti coloro che quotidianamente sono a contatto con i bambini, conoscano i pericoli ed imparino queste manovre salvavita – prosegue la capogruppo di Fratelli d'Italia – perché secondo i dati prodotti dalla Società Italiana Pediatrica solo il 5% della popolazione è abilitato ad effettuare le manovre di rianimazione cardiopolmonare pediatrica di base.Mi auguro – conclude la Leonardi – che l'atto possa essere approvato in tempi brevi perché nel trattamento delle emergenze da soffocamento dovuto ad ingestione o inalazione l’unica possibilità di risolvere l’ostruzione completa delle vie aeree è affidata a queste “manovre salvavita". Con l'augurio che non capiti mai , occorre però essere tutti preparati: prima si agisce e più vite si possono salvare".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del Segretario PD di Cingoli Raffaele Consalvi
"A gennaio quando in Regione fu discussa e approvata la mozione di Micucci (PD) sul ripristino del Punto di Primo Intervento presso l’ospedale di Cingoli eravamo dentro un tunnel e difficile era vedere la luce : la politica locale che non parlava con l’Azienda Sanitaria , i Medici di Famiglia dell’Area Vasta pronti a prendere servizio al PAT (Punto Assistenza Territoriale), una smobilitazione e rassegnazione in atto preoccupante.
In molti in quel periodo ci hanno detto: ma chi ve lo fa fare. Noi pur sapendo delle difficoltà abbiamo sempre risposto, l’amore per la Città.
Bisognava ricominciare a dialogare con l’Azienda Sanitaria, rimettere al centro i problemi della struttura e cominciare ad ottenere delle risposte. Sapevamo e sappiamo che il percorso è difficile, è come camminare su un sentiero stretto su un crinale. Allo stesso tempo siamo consapevoli che in questa partita abbiamo condiviso il percorso con il Presidente della Regione Luca Ceriscioli e l’appoggio dei consiglieri regionali Giancarli, Micucci (componenti della commissione regionale sanità) e dell’assessore maceratese Sciapichetti; con i quali non ci siamo rivolti con il cappello in mano a chiedere un favore, ma in un rapporto dialettico si sono fatti carico dei nostri problemi.
Oggi la "Questione Cingoli" è nell’agenda della Direzione dell’Area Vasta. Non a caso nella giornata odierna su sollecitazione di Micucci e dell’assessore Sciapichetti si è svolta a Cingoli una riunione con l’Ing.Bevilacqua e i vertici sanitari dell’Azienda per fare il punto di ciò che è stato fatto e ciò che ancora rimane da fare. Se da un lato ci sono ancora delle questioni aperte che vanno affrontate e per questo ci sarà una ulteriore verifica a metà settembre. D’altro canto però non va disconosciuto che il reparto di Lungodegenza Riabilitativa Ospedaliera funziona a pieno regime e viene presa come esempio per altre realtà della regione, i posti letto di cure intermedie sono sempre occupati , che è stata acquistata una nuova ambulanza medicalizzata che è un piccolo ospedale ,che a breve verrà implementato l’organico medico del reparto di lungodegenza riabilitativa, che la radiologia in attesa del concorso sul posto vacante si sono stabilizzati gli accessi e oggi i tempi di attesa per esami radiologici sono la metà di quelli di Jesi, che sono stati acquistati due elettrocardiografi , che stanno montando proprio in questi giorni un ortopantomografo digitale e a settembre questa macchina verrà completata con una Cone Beam (TAC per indagini odontoiatriche e maxillo-facciale), sempre a settembre verrà implementata l'attività diagnostica con un secondo nuovoecografo.
Questi sono i fatti. Ci rendiamo conto che ci sono ancora situazioni di resistenza nella struttura centrale che si sono cristallizzate nel tempo e con la politica del dialogo e del confronto vanno superate rapidamente . Si può fare di più ?Certamente si può fare sempre meglio , ma di fronte a chi sceglie l’aventino o proposte che non si tengono insieme noi del PD di Cingoli abbiamo preferito percorrere quel sentiero stretto passo dopo passo".
"Una maggioranza che non considera la questione drammatica del terremoto una priorità.
Questo è il giudizio unanime che è emerso da numerosi Sindaci e amministratori delle aree colpite dagli eventi sismici iniziati ad agosto del 2016, che hanno partecipato a una conferenza stampa del gruppo parlamentare di Forza Italia del Senato con il Presidente Anna Maria Bernini e i senatori eletti su questi territori.
E' un terremoto sul quale si stanno spegnendo i riflettori e per il quale sono state tradite le promesse della campagna elettorale: meno burocrazia; Sindaci protagonisti; ripresa dell'economia con la creazione di vere zone franche; dichiarazione di aree di crisi per tutti i Comuni e utilizzo dei fondi strutturali europei; proroga delle assunzioni di personale per gli enti locali; norme tecniche certe per la ricostruzione; misure adeguate per l'anno scolastico; sostegno economico per le imprese e i professionisti: estensione ai comuni dell'isola di Ischia delle misure di emergenza della protezione civile; misure per evitare le sanzioni della procedura d'infrazione comunitaria per gli aiuti alle imprese coinvolte dal terremoto de L'Aquila. Ebbene di tutto questo non vi e' traccia nel decreto milleproroghe sebbene siano cose promesse in campagna elettorale. Eppure grazie all'impegno del Presidente Antonio Taiani l'Europa ha reso disponibili oltre 2 miliardi di euro.
Si stanno tradendo intere comunita' e impegni assunti tra le forze politiche. Il 24 agosto e' tra pochi giorni ed e' il secondo anniversario di un evento tragico: non andate a fare altre passerelle". Lo afferma, in una nota, Marcello Fiori, coordinatore nazionale enti locali di Forza Italia. (Ansa)
Il primo ad attaccare é stato il senatore Cangini, eletto nelle Marche nelle fila di Forza Italia: "Il senatore Pazzaglini - ha scritto - dovrebbe dimettersi per aver deluso i terremotati che lo hanno eletto e per il suo silenzio sui temi del sisma". Un'entrata a gamba tesa che ha anticipato, di fatto, la posizione dei senatori di Forza Italia che, ieri, hanno radunato alcuni sindaci del cratere (non c'era il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, da sempre nelle fila di Forza Italia. Segnale di rottura?). Il partito di Silvio Berlusconi, come riporta IlGiornale (qui il link all'articolo) sostiene che i terremotati siano stati traditi dal Governo gialloverde di Lega e Movimento 5 Stelle.
Non si é fatta attendere la risposta di Pazzaglini, che ha scelto di replicare al senatore bolognese ed ex direttore de Il resto del Carlino direttamente dal suo scranno di Palazzo Madama: "Il sen. Cangini? Un paracadutato che non sa nulla dei nostri problemi, ma che non si fa scrupoli a strumentalizzarli per scopi politici e per provare a resuscitare Forza Italia".
Dal capogruppo del Pd in consiglio comunale a Tolentino, Bruno Prugni, riceviamo
La goffa e confusa replica del sindaco Pezzanesi sulla questione legata alla stima dell’area edificabile che si trova di fronte la caserma dei Carabinieri, conferma ulteriormente le perplessità sulle scelte fin qui operate dall’amministrazione comunale: evidentemente si è colto nel segno.
Occorre spiegare al sindaco che, seppur non sia un illecito affidare la perizia sul valore dell’area edificabile al tecnico che da sempre collabora con la proprietà dell’area stessa (peraltro un professionista capace e che stimo e apprezzo), tale decisione crea un chiaro conflitto di interessi.
Sono soldi pubblici e gli amministratori comunali hanno il dovere di operare scelte volte a garantire il minor costo per la cittadinanza e la maggiore trasparenza delle procedure. Il sindaco dice che la stima redatta dal professionista incaricato sarà certamente sottoposta al giudizio di congruità dell’Agenzia del Demanio di Roma, ma perché allora non rivolgersi subito a tale Agenzia pubblica? Perché prima si fa fare una stima praticamente alla stessa società che vende e poi ci si rivolge all’Ente pubblico preposto a questo?
Anche la stima per l’acquisto del capannone in zona Castello della Rancia fu affidata ad un tecnico privato, ed il risultato fu che il Comune di Tolentino pagò l’immobile, invenduto da tantissimi anni e non certo in possesso di tutti gli attuali requisiti antisismici, molto più del suo valore reale.
La giustificazione del sindaco di rivolgersi al tecnico della società proprietaria per ridurre i tempi (già conosce la documentazione tecnica) è un insulto all’intelligenza umana!
A distanza di quasi due anni dal terremoto, Tolentino è l’unico Comune tra i 140 inseriti nel cratere sismico a non aver garantito nemmeno un alloggio agli sfollati, riscontrando con ogni evidenza che le scelte operate dall’amministrazione sono state un fallimento completo.
Il fallimento della gestione post sisma è evidente e certificata dai fatti.
Ancora oggi decine e decine di persone sono costrette a vivere fuori città o in quell’ammasso di lamiere nell’area container, nella quale si rilevano sempre maggiori tensioni sociali. La gente è esasperata e non ne può più di subire le sciagurate decisioni del sindaco. Basti pensare che un’area container esiste solo a Tolentino!
Non richiedere le SAE (Come hanno fatto tutti gli altri Comuni del cratere) e puntare tutto sugli appartamenti invenduti è stato un grave errore. A Tolentino tutta questa disponibilità di alloggi invenduti non c’era ed alla fine i risultati sono evidenti a tutti.
Ricordiamo al sindaco che gli alloggi emergenziali sono, per definizione, richiesti dai cittadini per superare l’emergenza ed il fattore tempo ha una rilevanza fondamentale. Consegnarli dopo 3 o 4 dal sisma non ha più alcun valore. A Tolentino si verificherà, con ogni probabilità, l’assurdo paradosso che diversi cantieri di ricostruzione “pesante” (quelli classificati E) termineranno prima della consegna degli alloggi emergenziali del Comune.
Di fatto oggi Tolentino è un paese morto, rimasto fermo all’ottobre del 2016. Non si vede nessun segnale di ripartenza che, invece, si scorge negli altri comuni del cratere rendendo il confronto con questi umiliante. Basta andare nella vicina San Severino, che pure sta nella nostra stessa Provincia/Regione/Nazione, per rendersi conto di quanto le cose siano differenti da come Pezzanesi le racconta.
Basta fare una passeggiata nella piazza di San Severino una sera qualsiasi della settimana e poi ripetere la stessa passeggiata nel centro di Tolentino. È evidente che la storia non è quella che ha raccontato fino ad oggi Pezzanesi e la sua squadra.
I nostri concittadini si sono stancati di sopportare le conseguenze di scelte errate, estemporanee, non basate su alcuna programmazione e che stanno causando gravissime conseguenze negative alla città di Tolentino.
Abbiamo sempre collaborato col Sindaco condividendo molte scelte. Continueremo a farlo là dove ce ne sarà data l’opportunità, auspicando che il sindaco abbandoni un po’ del suo ego, tralasci le solite offese che da troppo tempo sopportiamo, e ascolti qualche consiglio in più per il bene della città.