Pochi giorni fa l’Amministrazione Comunale di Tolentino guidata dal sindaco Giuseppe Pezzanesi ha inaugurato la nuova fontana che campeggia in Piazza Martiri di Montalto. Si sono espressi sull’argomento gli esponenti del PD cittadino. “È evidente che qualsiasi intervento atto a modificare l’orribile situazione preesistente, causata dalla mancata manutenzione nel corso degli anni, avrebbe comunque rappresentato una soluzione migliorativa, ma è altrettanto evidente che l’Amministrazione Comunale si è impegnata nello scegliere la soluzione peggiore tra quelle disponibili, facendo denotare ancora una volta una totale assenza di gusto estetico, inadeguatezza strategica e palese dilettantismo amministrativo”.
"Si nota con lampante evidenza che la nuova fontana è completamente scollegata dal contesto - continuano gli esponenti del PD - . Le sue dimensioni sono troppo piccole rispetto all’ampiezza della piazza, lo stile simil-barocco fa a cazzotti con lo stile “simil-country” dei precari vasi ricoperti in iuta e dei pali di legno che sorreggono le piante, ma anche con l’edificato circostante e soprattutto con le panchine e le fioriere in corten che forse sono l’unica scelta azzeccata nel distinguersi per l’autentico stile contemporaneo. Un penoso “potpourri” di stili non avvertibile in nessuna altra piazza europea”.
“L’interrogazione del PD che invitava l’amministrazione a ripensare alcune scelte e a coinvolgere professionalità qualificate, è rimasta inascoltata - prosegue l'opposizione -. Per esempio, l’illuminazione “a giorno” che ormai caratterizza tutto il centro storico, si declina stavolta con un sistema “appeso” che va a confondersi con le luci sottogronda dei palazzi perimetrali, sistema strutturalmente incerto rispetto alla tenuta dei pali di sostegno che sin dall’installazione si sono “ribellati” flettendo verso il centro della piazza. Eppure sarebbe bastato guardarsi un po’ intorno, magari dalle parti del Politeama e della Basilica di San Catervo, ma anche nelle numerose piazze dei centri storici limitrofi dove si apprezzano ancora le longeve ma aggiornate lanterne a muro nelle vie ed i sistemi scenografici a bagno di luce sulle facciate architettonicamente meritevoli dei Palazzi delle piazze”.
"Un altro aspetto da non sottovalutare è la sicurezza – continuano -; la fontana è potenzialmente pericolosa per i bambini, soprattutto quelli più piccoli, i quali possono rischiare di caderci dentro visto l’assenza di balaustre o altre protezioni di qualsiasi genere. Una notizia positiva tuttavia c’è: la nuova fontana di Tolentino detiene un record europeo – incalzano gli esponenti dem tolentinati - . È l’unica fontana nel nostro continente contornata a 360 gradi da parcheggi, dove i bambini che stanno giocando intorno ad essa e gli anziani che siedono sulle moderne panchine potranno respirare l’aria salubre e tersa dei tubi di scarico delle auto che arrivano e ripartono."
"L’Italia ed i suoi borghi sono famosi in tutto il mondo per la bellezza delle sue piazze. Una volta, ma anche oggi (vedasi Porto Sant’Elpidio, Foligno) il progetto e la realizzazione di una nuova piazza costituivano un momento amministrativo e sociale di fondamentale importanza e si scomodavano valenti architetti e famosi artisti - proseguono gli esponenti del PD -. E la scusa dei soldi che non ci sono non tiene più, poiché con ciò che si sta sprecando altrove con la pessima gestione dei fondi del terremoto ma anche con le onerosissime feste di piazza, attrattive ed efficaci, ma che per 1-2 edizioni avrebbero potuto essere evitate, ci saremmo consentiti una Piazza Martiri di Montalto degna del nome che porta."
"Purtroppo, come oramai accade da troppi anni, Pezzanesi affiancato dalla fedelissima scudiera Luconi, già pronta ai nastri di partenza per salire in sella, decide autonomamente di stravolgere la Piazza e non ascolta nessuno, non chiede consiglio ad un buon architetto, ad un esperto di urbanistica e senza avere una visione d’insieme del Centro Storico di Tolentino interviene in malo modo mettendo le mani nelle nostre tasche, con la “riqualificazione della piazza” e con lo studio commissionato - conclude la minoranza -. Nelle prossime settimane il PD Tolentino ha deciso di avviare una campagna informativa al fine di evidenziare tutte le terribili scelte assunte da questa Amministrazione negli ultimi sette anni e mezzo, con le sue devastanti conseguenze anche stilistiche che stanno deturpando la bellezza e l’accoglienza della nostra apprezzata città. Speriamo che i Tolentinati inizino a pretendere di meglio”.
"Gostoli getti la maschera e non prenda ancora in giro i marchigiani: lo dica chiaramente che nel suo partito il terrore di perdere il potere è talmente forte che l’alleanza con il Movimento 5 Stelle è ormai cosa certa, già decisa a Roma e pronta a partire nelle regioni che vanno al voto a cominciare dall’Umbria”.
A comunicarlo è il Senatore Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e Responsabile della Lega Marche, in merito alle dichiarazioni del segretario Giovanni Gostoli durante l’assemblea regionale del PD.
“Quando sindaci di peso del Partito Democratico come Mancinelli e Carancini chiedono di trovare al più presto un accordo con i 5 stelle, significa che al segretario regionale Gostoli hanno affidano il ruolo di passacarte”, continua Arrigoni. “Gostoli parla di dialogo senza forzature, di programma e lavoro sul territorio, ma quale dialogo o condivisione di programmi potrebbe mai esserci tra chi fino a pochi giorni fa si insultava reciprocamente anche in consiglio regionale? Davvero i 5 stelle sarebbero disposti anche a sostenere l’impresentabile Ceriscioli?”
“L’unica cosa che hanno davvero in comune PD e M5S è la paura del giudizio dei cittadini, tanto da sprecare il tempo dei consiglieri regionali per provare con tutte le forze a modificare la legge elettorale per introdurre il doppio turno: un ultimo disperato tentativo - grave perché fatto a ridosso delle elezioni - di salvarsi la faccia e rimandare l’inciucio al secondo turno del voto. Ma i marchigiani hanno già capito la ridicola sceneggiata”, conclude il Senatore Arrigoni.
“Sono Partito democratico e non torno indietro”. Con queste parole scritte sui social network, ieri mattina, il segretario del Partito Democratico delle Marche, Giovanni Gostoli, ha commentato l’intervista di Matteo Renzi con la quale annuncia l’uscita dai dem.
Ieri Gostoli ha trascorso l’intera giornata al telefono per capire le conseguenze sul partito marchigiano. “La prima sensazione che ho registrato è di delusione e in tanti non lo seguiranno, anche molti che hanno iniziato a vivere la politica con lui”, dice Gostoli. In questi giorni il Pd regionale è impegnato nell’organizzazione della Costituente delle idee per le Marche, un percorso di iniziative sui territori, tavoli tematici e partecipazione web per definire le linee guida delle cose concrete da fare che accompagneranno la nascita della nuova coalizione di centro sinistra aperta alle forze civiche per le regionali del 2020.
Ma la fuoriuscita di Renzi ha spinto il Pd nazionale a promuovere dal 3 al 6 ottobre anche gazebo e volantinaggi nelle piazze d’Italia: “Apriamo le porte a tutte le persone che hanno voglia di cambiare. Saremo nelle piazze e nelle strade – ha scritto in queste ore il segretario nazionale Nicola Zingaretti – per fare le tessere, presentare le proposte per il Paese e ascoltare le persone”.
“Siamo nati per unire, non per dividere. Per prenderci cura delle Marche, dell’Italia, dell’Europa. In un momento storico come questo, di fronte alla peggiore destra della storia italiana, è da irresponsabili dividere – dice Gostoli - Dispiace per la scelta di Renzi. È un grande errore politico. È una scissione sul nulla, non c'è una sola ragione che giustifichi la decisione. L’unica motivazione è il desiderio di avere un "suo" partito, un partito personale. Il Partito democratico è un’altra cosa: non è di proprietà di qualcuno, ma appartiene a tutti coloro che aderiscono. Il fatto che oggi, nonostante le diverse fuoriuscite, ci siamo – aggiunge il segretario dem - significa che le ragioni che hanno portato alla nascita del Pd sono più forti di qualsiasi personalismo”.
“La divisione della sinistra e fare un partito personale non sono una novità o sentiero meno battuto. Al contrario, è un film già visto nell’Italia degli ultimi trent’anni e non hanno mai portato a qualcosa di buono per il Paese. Ai più giovani bisogna insegnare che la buona politica è quella che mette il destino di una comunità sempre prima delle ambizioni personali. È progetto e non carriera. C’è chi intende la politica come servizio e chi purtroppo si serve della politica – continua Gostoli – In un partito a volte si può essere maggioranza e altre minoranza, ma non si scappa con il pallone: le battaglie si fanno dentro, non fuori. La bellezza di essere democratici è che le cose possono cambiare”
E conclude: “Fare un Partito democratico nuovo è la sfida, non nuovi partiti. Adesso il Pd deve rinnovare e aprirsi alle energie della società civile, coinvolgere di più i territori, non solo delle sensibilità, ma dare protagonismo ai sindaci e alle personalità del partito che rappresentano qualcosa per la vita delle persone. Alziamo lo sguardo, adiamo oltre i tatticismi, riscopriamo la bellezza della passione politica – è l’appello del segretario regionale Pd - ricostruiamo una nuova cultura politica democratica, riformista, europea. Con unità, umiltà, umanità”
"Io sono tra coloro che fino all'ultimo ha espresso l'opinione che non era certo il momento giusto per un passaggio del genere, in forza delle scelte fatte poche settimane fa con l'impegno di Zingaretti a tenere il Pd coeso di una scelta molto complicata, di grande responsabilità".
Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli commenta l'annuncio che Matteo Renzi intende uscire dal Pd. "Mi sembra veramente una grande contraddizione aprire oggi questo passaggio - dice all'ANSA -. Lo ritengo un errore, spero sempre, dato che la sinistra in generale, il centrosinistra è abituato ad avere queste uscite, queste scissioni, ci possa essere un momento in cui la riflessione porti ad altro".
"Oggi siamo chiamati ad una responsabilità grandissima un Paese che dopo un anno di fermo aveva bisogno di una forza politica responsabile. Quello che non aiuta a Roma, non aiuta nelle Marche" conclude il governatore, auspicando che non ci siano ricadute in vista delle prossime elezioni regionali del 2020.
Fonte: Ansa Marche
Nel corso del Consiglio Comunale di Porto Recanati andato in scena lunedì 16 settembre, al termine dell’illustrazione della mozione con cui le opposizioni in modo congiunto sollecitavano la richiesta di verifica del vincolo storico culturale per il Kursaal, il vice sindaco Ubaldi ha informato il Consiglio, e quindi la cittadinanza, che tale richiesta era già stata avanzata dal Sindaco nel 2018, per cui l’iniziativa delle opposizioni è risultata tardiva.
I Gruppi consiliari di minoranza Città Mia, Uniti per Porto Recanati, Porto Recanati a Cuore e Movimento 5 Stelle sottolineano, però, come "la maggioranza non ha appoggiato il documento presentato, che di fatto andava a rafforzare l’atto del Sindaco, ed ha votato contro. Maggioranza in confusione o semplice chiusura, sempre e comunque, nei confronti delle proposte delle opposizioni? Probabilmente entrambe le cose, che mettono in evidenza anche le carenze della burocrazia comunale in quanto, una volta ricevuto il documento delle opposizioni, avrebbe dovuto rilevarne l’improponibilità in quanto già in corso un’istruttoria presso gli uffici statali competenti".
"Alla luce dei fatti - proseguono i gruppi consiliari di minoranza -, dobbiamo constatare che durante l'assemblea pubblica convocata per illustrare ai cittadini il progetto di vendita del Kursaal, essi non sono stati informati dell’esistenza di una richiesta di verifica del vincolo storico culturale già dal 2018: una notizia importantissima che non è stata data e che il Sindaco ha dimenticato di riferire durante le consuete comunicazioni in Consiglio Comunale. Inoltre, considerando l’idea di procedere con il Project Financing, l’Amministrazione a suo tempo avrebbe dovuto sollecitare ed attendere l’esito dell’istruttoria di verifica, per avere le idee chiare sull’esistenza di vincoli sull’edificio".
"Politica arrogante e burocrazia poco attenta: un mix che penalizza la città e che non consente alle minoranze di esercitare appieno la propria funzione di controllo laddove, come nel caso in discussione, a richieste specifiche non sono pervenute risposte altrettanto specifiche, se non addirittura incomplete. Noi però non molliamo e continueremo ad esercitare con impegno e coerenza il mandato affidatoci dai cittadini portorecanatesi" concludono dall'opposizione.
Il senatore di Forza Italia Andrea Cangini ha presentato nel pomeriggio odierno, in una conferenza stampa indetta presso il bar ‘centrale plus' di Macerata, le proposte che il partito ha ideato per velocizzare la ricostruzione post-sisma. Una ricostruzione ancora ferma al palo a tre anni dalle scosse del 2016. Presenti all'evento anche il capogruppo di Forza Italia al Comune di Macerata Riccardo Sacchi e il vice coordinatore provinciale di Forza Italia Corrado Perugini.
"Dalle parole occorre passare ai fatti - ha sottolineato Cangini -. Servono dai 22 ai 23 miliardi per completare la ricostruzione, come ci dicono i dati della Protezione Civile. I soldi che in questo Paese ci sono, ma vengono spesi male. Si preferisce assumere navigator piuttosto che il personale necessario a smaltire le pratiche sulla ricostruzione. I sindaci devono essere messi in grado di assumere in maniera quasi diretta i funzionari di cui hanno bisogno. La ricostruzione va affidata ai primi cittadini e non alle Regioni, soltanto loro conoscono le vere istanze e necessità dei Comuni che amministrano. Bisogna ripensare la linea di comando".
"Inoltre, risulta evidente come il Commissario alla Ricostruzione Piero Farabollini non si sia dimostrato all'altezza del ruolo che ricopre. Al suo posto servirebbe qualcuno che conosca davvero le norme, e non un geologo: non serve una professionalità di questo tipo nella fase attuale".
Il pensiero del senatore Cangini sul nuovo governo giallorosso è chiaro: "Credo che il premier Conte sia una brava persona, ma come accaduto nel governo precedente, col tempo si troverà schiacciato dai partiti che compongono la sua maggioranza: partiti che hanno priorità diverse da quelle del terremoto. Ad agosto ho scritto una lettera di mio pugno all'allora sottosegretario alla ricostruzione Vito Crimi, e non ho mai ricevuto risposta. Ora ho chiesto che quella stessa lettera venisse girata a Conte".
Per Forza Italia altri punti fondamentali da inserire in un decreto legge ad hoc sul terremoto sono il coinvolgimento e la responsabilizzazione degli ordini professionali, l'introduzione di deroghe al codice degli appalti, l'stituzione di politiche fiscali adeguate alla ripresa del commercio e all’insediamento di nuove attività imprenditoriali nonché la presentazione a Bruxelles di un progetto per fare dei territori colpiti dal sisma una Zona economica speciale (Zes). "Se il governo giallorosso - ha concluso Cangini - riassumerà queste iniziative in un decreto, Forza Italia lo voterà all’istante. Così come voteremo un quantomai urgente “Testo unico per la gestione delle emergenze e della ricostruzione” ispirato ai criteri della Protezione civile dei tempi di Guido Bertolaso".
Il capogruppo di Forza Italia al Comune di Macerata Riccardo Sacchi ha snocciolato i drammatici dati sulla ricostruzione a tre anni dal sisma, sottolineando come non si possa parlare di vera e propria ricostruzione visto che "ci troviamo ancora nella prima fase: oltre la metà delle macerie non è stata smaltita. Degli oltre 77 mila edifici lesionati dal terremoto, più del 50% si trova in provincia di Macerata (40 mila edifici). Un fattore da tenere in grande considerazione è quello della rassegnazione: le persone non vogliono più tornare nelle proprie case. C'è enorme bisogno di un alleggerimento delle norme e di una sburocratizzazione normativa".
"Da ingegnere posso garantirvi - ha precisato il vice coordinatore provinciale di Forza Italia Corrado Perugini - come le maggiori problematiche le porti la burocrazia, che paralizza l'avanzamento delle pratiche negli uffici tecnici comunali. Un rallentamento che incide fortemente sulla ricostruzione privata. Visto anche che, per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, nulla è ancora partito".
“In una piccola comunità come quella di Montefano, un servizio autogestito come quello dello scuolabus è un pezzo di storia. Quasi una sorta di istituzione, come lo sono tutti quelli che hanno accompagnato a scuola generazioni e generazioni di montefanesi. Per questo motivo, di fronte ad una decisione come quella di esternalizzare il servizio, era dovere dell'amministrazione comunale coinvolgere e informare tutti i cittadini prima della stipula dell'accordo”. Così il gruppo di opposizione Montefano Domani commenta la decisione del Comune di dare in appalto il servizio di scuolabus alla Contram di Camerino, come già avviene a Montecassiano e Montelupone con Recanati capofila.
“Il nostro capogruppo Anastasia Accattoli aveva chiesto all'amministrazione comunale di illustrare le caratteristiche della convenzione con la Contram - sottolineano gli esponenti del gruppo di minoranza - in un incontro pubblico con la cittadinanza, prima del voto in Consiglio previsto per il 10 settembre. La richiesta non ha avuto seguito per non creare, come da affermazione del Sindaco, allarmismo insensato. Per questo motivo il nostro gruppo consiliare ha scelto l'astensione in sede di votazione”.
Oltre alle modalità comunicative con cui la vicenda è stata gestita, ci sono ulteriori aspetti da sottolineare. “Se è vero che sul piano finanziario non ci saranno ripercussioni sui costi, è anche vero che questa decisione ha delle conseguenze occupazionali. Un dipendente addetto a questo servizio è infatti prossimo al pensionamento e, venendo meno il servizio stesso, non ci sarà nessun altro montefanese a sostituirlo. L'altro autista sarà invece destinato a nuovo incarico lasciato vacante da altro pensionamento con il risultato di due posti in meno nell'organico del Comune. Inoltre va confermato che il personale montefanese, così come quello della Contram, si sottopone a periodici controlli di idoneità alla guida come richiesto per Legge. Infine, l'ultima riflessione riguarda la cessione dei mezzi. Nonostante la convenzione stipulata duri un anno, l'amministrazione ha deciso che entrambi gli scuolabus verranno venduti alla Contram dopo un breve, iniziale periodo di comodato d'uso".
"Ad oggi non si conosce la valutazione economica dei due mezzi. Uno era stato acquistato dalla precedente amministrazione nel corso del primo mandato con l'aiuto di una fondazione. Il secondo, più datato, risultava comunque idoneo al trasporto. Qualora la convenzione non dovesse avere l'esito sperato in termini di qualità del servizio, quale sarà l'alternativa se il Comune non avrà più mezzi a disposizione, venduti così affrettatamente? Inoltre per avere migliori collegamenti tra i vari territori che hanno sottoscritto la convenzione servirà ancora molto tempo, non si poteva usare tale tempo per assicurare ai cittadini un servizio ottimo seguendo i loro consigli? Ci sarebbe piaciuto che tutte queste domande avessero avuto risposte prima, con un apposito tavolo di confronto in nome di una trasparenza tanto decantata in campagna elettorale” concludono dall'opposizione.
Una delegazione di Fratelli d’Italia sabato è stata sul territorio colpito dal sisma: visita nella zona rossa di Camerino dopo un anno dall’ultima volta, dove regna l’immobilismo di una ricostruzione ferma al palo, a San Ginesio per attenzionare le problematiche che fermano la ricostruzione della scuola e poi a Tolentino.
Sono state presentate a Tolentino, sabato pomeriggio, le iniziative parlamentari e regionali di Fratelli d’Italia, nel corso della conferenza stampa “A tre anni dal sisma la ricostruzione che non c’è…”, alla quale hanno partecipato gli onorevoli Francesco Acquaroli e Paolo Trancassini, il capogruppo Fdi in consiglio regionale, Elena Leonardi, il coordinatore provinciale, Massimo Belvederesi, e l’assessore del Comune di Tolentino, Francesco Colosi.
“Fratelli d’Italia non si occupa da oggi di terremoto – ha affermato Elena Leonardi –. Voglio portare uno spaccato dell’attività regionale: in Consiglio ho presentato 28 atti, tra mozioni, interrogazioni, proposte di legge, alcune delle quale sono ancora in fase di discussione. Cerchiamo di avere dalla Regione delle risposte, una chiarezza che fino ad oggi non c’è stata, figlia di una gestione del terremoto che spesso ha visto come destinatari degli aiuti ai territori ben lontani da quelli più colpiti. Siamo al fianco di tutti gli amministratori, di tutte le popolazioni che non meritano il trattamento avuto fino ad oggi. Ringrazio i nostri onorevoli che si battono senza strumentalizzazioni politiche per ridare una dignità a questi territori martoriati ma ricchi di bellezza e di cultura”.
“Nel silenzio di chi non ha voluto sfruttare politicamente questo dramma – ha aggiunto l’Onorevole Francesco Acquaroli – Fratelli d’Italia lavora e propone per cercare soluzioni, con i nostri atti e le nostre proposte. Il nostro leader nazionale, Giorgia Meloni, è stato l’unico che non ha usato il terremoto come una passerella. Stiamo cercando di costruire un’alternativa a questo modello di ricostruzione che evidentemente non funziona. La politica deve dare risposte, mentre oggi dopo tre anni non esistono minimamente dei tempi certi per questa ricostruzione, siamo ancora impegnati in un sistema assistenzialistico dei terremotati e di tempi infiniti per l’approvazione delle pratiche di ricostruzione pubblica e privata”.
È entrato nel merito della proposta di legge quadro il deputato Trancassini, “Norme in materia di gestione degli eventi emergenziali di rilievo nazionale”, presentata lo scorso febbraio. “Da mesi abbiamo accolto quello che Conte ha detto di voler fare giovedì scorso in visita su queste terre – ha affermato Trancassini –. Abbiamo lavorato ad una proposta normativa depositata a febbraio per la gestione delle emergenze e siamo partiti da quello che in Italia ha funzionato. Abbiamo pensato di dividere una calamità in tre momenti; quello dell’emergenza, nel momento in cui avviene un fatto e nel quale bisogna dare risposte immediate alla popolazione. Di riferimento è stato il modello L’Aquila, il modello Bertolaso, il modello di un uomo che immediatamente prende in mano le redini di quel territorio e organizza i servizi di base e i servizi essenziali. Il secondo è quello della ricostruzione e tutti sanno che l’unica che ha funzionato in Italia è stata quella del Friuli: lo Stato si rese conto che senza dare i pieni poteri ai sindaci, unici conoscitori dei propri territori, non sarebbe stato possibile ricostruire. E i sindaci perimetrarono i centri dei loro paesi e li dichiararono di pubblica utilità, facendo passare il principio che quando c’è il terremoto la ricostruzione di una casa è patrimonio di tutti. Questo deve avvenire anche oggi: i sindaci devono avere il pieno potere in deroga alle normative, per far andare spedita l’opera di rinascita della loro terra. Terzo aspetto sono quegli aiuti sui quali si balbetta: non si può continuare ad andare avanti a proroghe, bisogna avere una norma chiara che sin da subito dia una spinta alle popolazioni colpite per riappropriarsi della propria identità e della propria comunità”.
Sabato 21 settembre, alle ore 15:00 presso l’Hotel Claudiani di Macerata, ci sarà l’incontro- dibattito “Macerata Libera Macerata, idee ed esperienze per il futuro della città".
La giornata aprirà con i saluti del Segretario Regionale Marche Nuovo CDU Augusto Ciampechini e del Presidente dell’Associazione Frazioni e Centro ricostruiamo Macerata, Anna Capitani.
L'incontro proseguirà con due sessioni. Durante la prima, dal titolo "Macerata, Ieri, Oggi e Domani", interverranno alcuni opinionisti come Gianni Menghi, Silvano Iommi, Erminio Copparo e Carlo Cambi.
"Si parlerà di riscoperta identitaria, pluralismo culturale e bisogno di comunità ma anche di superamento dell'immobilismo dinamico, di rilancio della cultura del Progetto per la qualità dello sviluppo urbano, ambientale e territoriale del capoluogo di Provincia - spiega Orioli -. E ancora di strumenti di mobilità e finanziari e della condizione attuale della nostra Città."
Nella seconda sessione, "Macerata da Liberare", le forze politiche e civiche di opposizione si confronteranno sui temi del governo della città. "Sicurezza e qualità della vita, urbanistica e lavori pubblici; bilancio e partecipate, sviluppo e lavoro; famiglia e società; solidarietà e sanità; cultura e spettacolo; sport e tempo libero. La cittadinanza è invitata a partecipare" conclude Mattia Orioli, coordinatore provinciale di Macerata del partito "Nuovo Cristiani Democratici Uniti" e moderatore dell'incontro.
Il Comitato 30 ottobre, con la sua portavoce Flavia Giombetti, interviene in merito alle dichiarazioni del primo cittadino di Tolentino Giuseppe Pezzanesi durante l'incontro con il premier Giuseppe Conte a Castelsantangelo sul Nera e a quanto avvenuto venerdì sera durante la sfilata in piazza della Libertà.
"Coloro che dovrebbero preoccuparsi dei problemi dei cittadini, quindi coloro che spontaneamente hanno costituito i comitati, m'impallinano ogni giorno sulla stampa, perché secondo loro era meglio fare le Sae. Allora io ora le pongo una riflessione: fare appartamenti che costano meno di queste capanne di legno in truciolato, farli anche per i problemi sociali dei prossimi 20/30 anni, è una colpa o un merito?".
"Questa è una parte dell'intervento - spiega il Comitato 30 ottobre - del sindaco Pezzanesi davanti al Presidente del Consiglio Conte, in occasione dell'incontro di venerdì 13 a Castelsantangelo sul Nera e dove anche noi eravamo presenti su invito dello stesso Presidente. Sarebbe superfluo da parte nostra commentare queste sue dichiarazioni e non lo faremo per il rispetto di tutte quelle famiglie che grazie alle scelte dei loro Sindaci e alle "capanne di legno in truciolato" sono ritornate a far rivivere i loro paesi. Non lo faremo perché la nostra decenza va ben oltre le sue scelte, di stipare persone in scatole di latta e di aver consegnato dopo tre anni soltanto 4 appartamenti a fronte delle esigenze di migliaia di persone ancora sfollate."
"Apprendiamo invece dalla stampa, da lei (Pezzanesi, ndr.) tanto temuta, l'ennesima presa in giro nei confronti dei suoi terremotati. Ammettiamo che il suo coraggio è pari al suo super ego nel continuare a giocare sulla pelle dei cittadini affermando che i fuochi d'artificio per la festa di San Nicola non si faranno finché i terremotati sono fuori casa e che questa spesa pari a 6/8 mila euro avrebbe poco senso. Ora o lei è affetto dalla sindrome del pesce rosso, che rassicuriamo non essere una malattia, ma è il non avere capacità mnemoniche o ci dovrà spiegare cos'erano quelli spuntati dal palco della sfilata venerdì sera - la richiesta della Giombetti -. La domanda sorge spontanea: forse lo scorso venerdì, senza accorgersene i terremotati sono rientrati nelle loro case e ne sono riusciti il sabato? O è un'altro dei miracoli da lei attribuiti a San Nicola? Ci illumini Signor sindaco."
Il primo cittadino Giuseppe Pezzanesi sulla stampa ha infatti spiegato che, in occasione di San Nicola, non ci sarebbero stati fuochi artificiali. La richiesta del Comitato 30 ottobre è comprendere perché non fare i fuochi domenica 15 e farli invece venerdì 13, al termine della sfilata, organizzata dalla Pro Loco cittadina, se il motivo è il rispetto verso i terremotati. Nel caso in cui non fossero stati organizzati o comunque autorizzati dall'Amministrazione comunale, la Giombetti e il Comitato di cui lei fa parte, chiedono al primo cittadino quali saranno i provvedimenti che verrano adottati verso chi non ha rispettato una decisione presa per rispettare le persone sfollate. Al Comitato 30 ottobre sono arrivate moltissime segnalazioni in merito, soprattutto da parte dei diretti interessati che attualmente hanno le abitazioni inagibili.
“Come promesso a tutta la cittadinanza la scorsa estate, a seguito di numerose segnalazioni sui cattivi odori, si conferma che il lavori di ampliamento e di ammodernamento del depuratore comunale stanno rispettando il cronoprogramma, come da progettazione effettuata con le risorse interne ad ATAC, gestore del Servizio Idrico Integrato”. Così il Sindaco Fabrizio Ciarapica in merito ai lavori in corso.
“Gli interventi hanno lo scopo di migliorare il comparto di stabilizzazione dei fanghi e consistono nella realizzazione di altre tre nuove vasche per aumentare l’efficienza della linea fanghi che, soprattutto nei periodi di caldo, hanno creato molti problemi. Tra le opere previste dal progetto figura un innovativo sistema di ispessimento meccanico. Un intervento – ha continuato Ciarapica - sicuramente impegnativo sia in termini economici che di tempo, che però andrà sicuramente a migliorare e a efficientare l’intero impianto per il bene della città e dei tanti residenti che vivono nella zona circostante”.
Attualmente è in corso la prima fase dei lavori, che prevede il completamento della demolizione della fondazione dell’ex digestore anaerobico e le operazioni di scavo per la realizzazione della prima nuova vasca di ispessimento/stabilizzazione aerobica dei fanghi. Le operazioni di scavo vengono eseguite previa infissione di palancole in acciaio.
Sono già state realizzate le operazioni di spostamento dei sottoservizi esistenti, propedeutiche alla prima fase dei lavori.
“Una volta completato l’adeguamento della linea fanghi – ha concluso il Sindaco - ci sarà un’importante riduzione della componente volatile dei fanghi, con un conseguente beneficio in termini di riduzione delle emissioni di cattivi odori provenienti dalla sezione di essicazione fanghi. Siamo fiduciosi che l’intervento apporterà un notevole risultato”.
I lavori appaltati avranno una durata prevista di 330 giorni, e sono iniziati nei primi giorni di luglio di quest’anno, quindi, il termine per l’ultimazione è stato fissato per inizio giugno del prossimo anno, per un importo complessivo di progetto € 1.171 843,45 + IVA.
“L’incontro a Castelsantangelo Sul Nera tra il premier Conte, l’Anci Marche, la Regione Marche e tutti i sindaci del territorio ha creato una grande apertura di credito nei confronti del presidente del consiglio”.
A dirlo è Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche che ha sottolineato come tutti gli interventi dei sindaci abbiano ribadito la necessità di un decreto ad hoc per il sisma del Centro Italia che contenga la semplificazione. “Sono insopportabili i 22 passaggi per appaltare un’opera pubblica – ha ribadito Mangialardi – e, come sottolineato dallo stesso sindaco Falcucci che ha ospitato l’incontro nel suo comune - dove ci sono le condizioni per far ripartire la ricostruzione occorre procedere”. “Abbiamo l’impressione – ha concluso Mangialardi -che le attese non saranno ancora deluse e ci sia la seria intenzione di far fronte agli impegni presi.
Come Anci Marche riteniamo fondamentale ristabilire la filiera istituzione Governo-Regioni-Anci per dare ai sindaci e ai cittadini le risposte che attendono da quando si è conclusa la fase emergenziale e si è cominciato a parlare di ricostruzione”. “Il decreto per il sisma Centro Italia deve ripartire dalle proposte inserite all’interno del documento preparato dall’Anci che contiene tutti gli elementi necessari per rendere efficace e veloce la ricostruzione”.
"Una società è veramente umana se si prende cura dei più deboli, dei malati". Questo ha dichiarato Augusto Ciampechini segretario regionale del Nuovo CDU, in occasione dell'inizio della campagna "Pro Vita e famiglia" contro l'eutanasia, nella nostra regione.
"Dai primi di settembre nelle Marche è partita una campagna affissioni #noeutanasia lanciata da "Pro Vita e famiglia", campagna alla quale il mio partito aderisce convintamente e lo fa unitamente ad altri attori - prosegue Ciampechini -. Nelle città maggiori della nostra regione gireranno camion vela con manifesti volti a far riflettere sull'importanza e sul valore della vita. Più specificatamente in provincia di Macerata saremo presenti a Macerata, Civitanova Marche, Potenza Picena, Monte San Giusto, Morrovalle, Corridonia e Tolentino".
"Noi vorremmo essere liberi di vivere fino alla fine senza soffrire - conclude Ciampechini -, la sanità spenda per eliminare la sofferenza non il sofferente. In Europa, dove è stata legalizzata la pratica eutanasica, la maggioranza delle persone che ha richiesto di morire rientra esattamente nelle categorie rappresentate dai manifesti della campagna stampa. Sensibilizzare la società e la politica su questo tema significa proprio ricordare a tutti che il diritto alla vita è il faro della nostra civiltà. Il suicidio non è mai stato riconosciuto come diritto e non figura neanche nella Dichiarazione dei Diritti dell’uomo. Giù le mani dai malati dunque, dai sofferenti e dai fragili".
Il consigliere della Lega di Macerata Andrea Marchiori ha depositato nella giornata di ieri, giovedì 12 settembre, il testo dell'interrogazione con la quale chiamerà a rispondere - nella prossima seduta del Consiglio Comunale - l'Amministrazione Carancini riguardo la diffusione della notizia riguardante il pignoramento di 3 milioni di euro del creditore della Società Nuova Via Trento nei confronti del Comune di Macerata all'interno del proprio sito istituzionale.
Come già ci aveva anticipato nell'intervista di ieri (leggi qui), Marchiori sottolinea come "l’iniziativa di pubblicare tale notizia sul sito istituzionale del Comune è sconcertante, inopportuna e perfino dannosa per l’Ente stesso. Vi è la sensazione che sia stato fatto per screditare la società NVT ed il risultato da questa ottenuto nell’arbitrato, senza considerare, peraltro, che il Comune è socio della STU, promotore della trasformazione urbana nonché corresponsabile, anche come Ente, del mancato completamento."
"L’Amministrazione, come già accaduto in passato, utilizza il sito istituzionale come se fosse un social del Sindaco o degli Assessori. Basti pensare - prosegue Marchiori - che si affannano a divulgare solo pezzi di notizie senza aver avuto il coraggio di trattare l’argomento della condanna milionaria in Consiglio o in Commissione bilancio. Anziché preoccuparsi dei pignoramenti subiti dalla NVT, Sindaco, Assessore e PD dicano quali sono le conseguenze della condanna per i cittadini maceratesi che pagheranno il risarcimento senza avere l’opera pubblica, bretella di collegamento che in convenzione si erano impegnati a realizzare; dicano perché utilizzeranno i proventi derivanti dall’indennizzo per i danni del terremoto per pagare il debito, distraendoli dalla loro funzione propria; dicano con quali risorse ricostituiranno il fondo rischi azzerato dalla condanna".
"Non è raro vedere che chi ha vergogna per propri misfatti si affanni a denigrare l'antagonista piuttosto che rimediare agli errori, così pare stia facendo l'Amministrazione comunale, con il solito atteggiamento accondiscendente della maggioranza" conclude Marchiori.
Una tutela per i liberi professionisti, affinché venga garantito e promosso il valore delle loro prestazioni professionali. L’introduzione dell'“equo compenso”, voluta in una prima fase dal legislatore nazionale limitatamente ad alcune categorie, è stata poi estesa ad atri soggetti fino a contemplare nell’intervento complessivo anche i contratti stipulati con la pubblica amministrazione.
Si colloca in questo contesto la proposta di legge sottoscritta dal Presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo, e dal consigliere Gino Traversini, illustrata a Palazzo delle Marche nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione dei Presidenti di Confprofessioni Marche, Gianni Giacobelli, del Comitato unitario permanente degli ordini e dei collegi professionali, Roberto Di Iulio, e di Massimo Conti in rappresentanza delle professioni tecniche.
“È una proposta di legge – ha sottolineato il Presidente Mastrovincenzo - che abbiamo concretizzato attraverso un confronto diretto con gli ordini professionali accogliendo suggerimenti e proposte. Contiamo di arrivare alla discussione in Aula entro il mese di ottobre. Tra gli obiettivi, come ho avuto modo di dire in diverse occasioni, c’è quello di riportare il lavoro al centro dell’attenzione, in ogni suo aspetto. Attraverso questo atto, le Marche si pongono tra le prime regioni italiane a legiferare in materia, attivando una condizione di equità”.
Come spiegato dal presidente di Confprofessioni Marche Gianni Giacobelli “l’Italia annovera oltre un milione di professionisti, un dato sicuramente superiore ad altri Stati dell’Unione Europea, con un aumento di circa 214.000 unità tra il 2010 e il 2014. A livello regionale ne sono operativi 30.000. Si evince anche da questi dati l’importanza di un riequilibrio complessivo in relazione ai compensi, soprattutto per le fasce contrattualmente più deboli e per fornire nuovi stimoli e nuove speranze ai nostri giovani”.
Dello stesso parere Di Iulio e Conti che hanno parlato di “legge che protegge i liberi professionisti” e della necessità di “coniugare l’equo compenso anche ad un aumento della qualità delle prestazioni”.
Nella proposta di legge l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa e la Giunta regionale vengono chiamati ad adottare atti di indirizzo che garantiscano la promozione e valorizzazione delle attività professionali attraverso il riconoscimento del diritto ad un equo compenso, necessariamente proporzionato alla quantità, alla qualità, al contenuto ed alle caratteristiche della prestazione resa, oltre che conforme ai parametri applicabili alla specifica professione, così come stabilito anche dal legislatore nazionale.
Gli stessi parametri dovranno essere utilizzati, quale criterio o base di riferimento, ai fini dell’individuazione dell’importo da porre a base di gara e nei contratti di incarico professionale non dovranno essere inserite clausole vessatorie. Viene previsto, inoltre, che la Regione promuova l’adozione da parte degli Enti locali di misure atte a garantire quanto stabilito dall’intervento legislativo in questione.
Il pignoramento di 3 milioni di euro del creditore della Società Nuova Via Trento nei confronti del Comune di Macerata, ha creato non pochi malumori nelle file dell'opposizione che oltre a vederci poco chiaro e a chiedere delucidazioni al sindaco Romano Carancini sulla vicenda sono compatte nel parlare di un "danno enorme per la Città". Una nota stampa del Comune, nel pomeriggio, ha comunicato che "le somme dovute dal Comune di Macerata alla Nuova Via Trento, per effetto del lodo arbitrale del 24 luglio scorso, fino alla concorrenza di 3.000.000 di euro circa, sono state pignorate da un creditore della Società Nuova Via Trento attraverso un atto giudiziale notificato ieri al Comune di Macerata. In merito alla vicenda è utile ricordare, come preannunciato dall’Amministrazione comunale, che il lodo stesso sarà oggetto di impugnazione nei termini stabiliti dalla legge, oltre che del giudizio di verifica di giurisdizione dinanzi alla Corte di Cassazione la cui udienza è già fissata per il prossimo 24 settembre."
L'Ente pubblico ha un termine di 120 giorni per completare l'esecuzione del provvedimento giurisdizionale che lo obbliga al pagamento della somma di denaro. E proprio in questo lasso di tempo ricade anche la sentenza della Corte di Cassazione che si pronuncerà tra dodici giorni.
"Ci sarebbe molto da dire anche se la notizia è scarna e da adito a molte considerazioni - le parole del consigliere della Lega Andrea Marchiori -. Anzitutto la stranezza dovuta al fatto che sul sito del Comune viene data una notizia che apparentemente è neutra per l'Ente stesso e inoltre credo che se il Comune deve pagare una somma di denaro, che la paghi al creditore principale o al creditore del creditore non cambia nulla. È la prima volta che sul sito ufficiale viene data notizia di un pignoramento fatto al Comune e in questo caso non per un debito dell'Ente pubblico. Sorge il sospetto che sia stato fatto per gettare discredito sulla Nuova Via Trento e, se così fosse, sarebbe un fatto gravissimo perché il Comune ne è socio ed è anche, stando alla lettura della sentenza, responsabile di ciò che sta accadendo."
"Il Comune si affanna inoltre a ribadire che farà appello al lodo arbitrale, un annuncio che aveva già fatto tempo fa in conferenza stampa. Se si afferma un fatto di questa portata bisogna spiegare che il lodo arbitrale non è appellabile come una sentenza di giudizio ordinario - prosegue Marchiori -. L'organo che andrà a valutare l'appello andrà a valutare la regolarità procedurale: il rispetto delle formalità tipiche. Se noi ci aspettiamo un successo che sia in grado di stravolgere il contenuto della condanna probabilmente diamo la sensazione a chi legge di qualcosa che giuridicamente non tiene. Voci ufficiose sostengono che il procuratore generale presso la Corte di Cassazione avrebbe dato parere negativo al ricorso fatto dal Comune; se così fosse è un ricorso che parte già in maniera sbagliata e attendersi un esito felice è un po' eccessivo."
"Nessuno di noi consiglieri e cittadini credo sia felice che l'Ente sia stato costretto a pagare una cifra che crea nel bilancio una voragine pericolosissima. Dato che però questa è la realtà dobbiamo tirare fuori una considerazione: come si fa a sostenere una responsabilità politica come quella del PD, del sindaco Carancini o dell'Assessore Ricotta che non hanno eseguito quell'opera pubblica prevista nella convenzione ritenendo, con una scelta individuale, di non doverla fare? Una scelta individuale per la quale tutti ci troviamo ora a pagare una condanna. Come si fa a parlare di appello, di ricorso in Cassazione o di pignoramento verso terzi quando nessuno ha mai fatto un esame di coscienza sui propri errori? Senza considerare che tutta questa vicenda noi consiglieri o appartenenti alla Commissione di Bilancio la apprendiamo dalla stampa e nessuno ci ha mai comunicato altro nelle dovute sedi."
"Siamo davanti a un atto grave e non capisco come siamo potuti arrivare a questi livelli - le dure parole della consigliera Deborah Pantana di "Idea Macerata" -. Il primo cittadino è un uomo di legge e le cose le doveva sapere meglio già prima di altri. Quello che è accaduto oggi è un fatto mai successo a Macerata, un atto grave. Mi auguro che il sindaco Carancino, che era già stato informato dai revisori su ciò a cui sarebbe andato incontro, trovi una soluzione con il privato perché non si può essere superficiali in questa occasione: auspico quindi un accordo o una transazione con la Società."
"Parliamo di un danno di notevole entità che la Città sta subendo - il commento di Francesco D'Alessandro della lista "Macerata nel cuore" -. Al di là del fatto particolare che è gravissimo, perché va a toccare le tasche di tutti i cittadini, tutto ciò è frutto di un centro-sinistra che da più di 20 anni detiene il potere a Macerata e la amministra come se fosse qualcosa che gli appartiene, qualcosa di privato. Questo è nocivo perché non c'è una progettualità per la Città. La notizia di oggi di certo non ci stupisce se non fosse che va a pesare in maniera molto conistente sulle tasche dei cittadini stessi. Mi chiedo per quali motivi certi patti non sono stati rispettati e come mai la bretella non è mai stata realizzata? Da un buon amministratore, che dovrebbe essere il cosiddetto buon padre di famiglia, ci si aspetta che aggiusti le cose invece il Sindaco Carancini e il PD continuano a inimicarsi la Città."
"Più che chiedere al Sindaco Romani Carancini di dimettersi non saprei cosa altro dire ancora - il commento sulla vicenda di Anna Menghi, dell'omonimo Comitato delle file dell'opposizione -. Questo è un appello a tutte le forze di opposizione per costruire un’alternativa capace di governare il disastro che il centro-sinistra lascerà dopo più di vent’anni di governo o meglio "sgoverno" della Città."
Le fa eco Paolo Renna, consigliere di Fratelli d'Italia. "Visto il danno che il sindaco ha creato alla Città penso non ci sia altra alternativa se non quella di dimettersi."
"L’annuncio della visita del premier Conte nell’entroterra marchigiano ci fa ritenere che alle parole stiano seguendo già quei fatti che tanto stiamo attendendo. Auspichiamo che questo governo approvi in tempi brevi un decreto dedicato al sisma del Centro Italia”. Così Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche e coordinatore nazionale dei presidenti delle Anci Regionali saluta la visita del premier Conte che ha scelto Castelsantangelo sul Nera, uno dei comuni più feriti dal sisma del 2016, per confermare l’attenzione al Centro Italia.
“Nelle stesse ore era in programma il consiglio direttivo di Anci Marche che ovviamente abbiamo rinviato – ha detto Mangialardi - perché è importante cogliere l’occasione per far sì che il Presidente del Consiglio dei Ministri possa essere in condizione di recepire tutte le informazioni utili a far partire finalmente la ricostruzione”.
“A Conte – ha chiarito Mangialardi - chiederemo la semplificazione del quadro normativo e al contempo di ripristinare la filiera istituzionale restituendo alle Regioni un ruolo centrale e riconoscendo nell’Anci la rappresentanza di tutti i comuni”.
Come già annunciato nel discorso di fiducia dello scorso 9 settembre alla Camera dei Deputati, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte visiterà i territori colpiti dal sisma del 2016 come suo primo impegno pubbico in Italia. La visita toccherà, nel pomeriggio di venerdì 13 settembre, anche i paesi del cratere maceratese con atterraggio a Ussita (leggi qui).
La notizia ha fatto rapidamente il giro della rete registrando numerose reazioni, la maggior parte delle quali mostra un certo scoramento per un viaggio che viene considerato come "ennesima passerella inutile" quando invece servirebbero soltanto "fatti, e non più parole".
Ecco una carrellata dei commenti postati dai nostri lettori sotto la notizia dell'arrivo del premier Conte nei luoghi del cratere sismico maceratese, in cui si evince tutta l'esasperazione dei terremotati e il sentimento generale di sfiducia:
“A distanza di 3 anni dai disastrosi eventi sismici che hanno sconvolto il Centro Italia, l’agenda politica del nuovo Governo dovrà necessariamente concentrarsi sul tema della ricostruzione post-terremoto che di fatto oggi risulta ancora troppo lenta”. Ad affermarlo, in una nota, è la segreteria provinciale del Pd, guidata da Francesco Vitali.
“Per definire un processo di ricostruzione che sia al tempo stesso efficiente ed efficace, appare necessario apportare una serie di modifiche all’attuale sistema di regole e leggi per superare le indiscutibili criticità oggi riscontrate, con l’obiettivo di garantire nell’immediato futuro una semplificazione burocratica che assicuri uno snellimento delle procedure, una governance del processo meno frammentata che faccia diminuire conflitti di attribuzioni, una semplificazione e armonizzazione della politica delle ordinanze finora adottata e una maggiore facilità di accesso e fruibilità delle risorse messe in campo per la ricostruzione”.
“La Segreteria Provinciale del Partito Democratico ritiene che all’interno della compagine governativa in fase di definizione, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Ricostruzione post sisma debba auspicabilmente essere una figura che proveniente dall’area maggiormente colpita dai terremoti del 2016 - conclude la nota - . Pensiamo, difatti, che solo chi abbia quotidianamente toccato con mano le esigenze dei cittadini e le criticità legate alla ricostruzione, possa meglio e più proficuamente indirizzare le scelte strategiche future al fine di perseguire un processo di ricostruzione che sia finalmente efficace e dinamico”.
Per le Regionali 2020, il Pd Marche lancia la "Costituente delle Idee". Con una lettera inviata a tutti i segretari di circolo, il numero uno dei dem marchigiani Giovanni Gostoli, ha annunciato per il mese di settembre una serie di iniziative nei territori per raccogliere proposte e idee che contribuiranno a definire le priorità programmatiche da condividere nel mese di ottobre con la coalizione di centrosinistra in vista delle regionali di primavera.
“Vogliamo costruire una grande alleanza non contro qualcuno, ma per fare qualcosa per i marchigiani. Sui temi concreti, prima che sui nomi - aggiunge il segretario dem -. Territorio, temi e web sono le strade del percorso di ascolto e partecipazione del Pd regionale. A fianco degli incontri e dei tavoli di lavoro dei Dipartimenti tematici regionali il Pd marchigiano ha aperto anche una piattaforma web nel quale ciascuno può accedere liberamente e lasciare un contributo di idee, proposte e priorità. E poi le iniziative a cura dei circoli Pd nei territori, dal basso, per ascoltare i bisogni e le speranze di ogni luogo della comunità marchigiana."
"Saranno iniziative utili per rigenerare di idee il Pd e definire i punti programmatici per la costruzione della coalizione di centrosinistra aperta alle forze civiche in vista delle elezioni regionali del 2020 - scrive Gostoli nella lettera –. In un momento come questo è l'occasione anche per discutere insieme della situazione nazionale e della nuova sfida di governo del Pd. Dobbiamo impegnare tutto il partito, aprendoci alla società civile, in questo cammino di progettualità affinché sia il più partecipato possibile e radicato nei territori marchigiani. Daremo vita ai coordinamenti di zona". Ogni provincia delle Marche è stata infatti suddivisa dalle federazioni provinciali del Pd in ambiti omogenei, al fine di creare una migliore sinergia e collaborazione tra più circoli dello stesso territorio.
"Nel mese di settembre, grazie alle federazioni provinciali, organizzeremo in ciascun coordinamento di zona un'iniziativa della 'Costituente delle idee', invitando iscritti e popolo delle primarie - conclude Gostoli -. Oltre a discutere di questa fase delicata dell'Italia e del Pd nazionale insieme alla definizione delle priorità e delle proposte per il cantiere della nuova alleanza in vista delle regionali 2020, gli incontri saranno l'occasione per i relatori anche di raccontare le cose fatte in questi anni dalla Regione Marche. Per questo sarà importante coinvolgere parlamentari, assessori e consiglieri regionali, sindaci e dirigenti regionali del partito".
Dopo l’assemblea regionale dei segretari di circolo, che si è tenuta la scorsa settimana alla Festa dell’Unità a Montegranaro, il segretario regionale parteciperà venerdì all’apertura della Festa dell’Unità a Fermo, oltre a continuare il giro di incontri nei circoli dem e tra le prossime tappe ci sono Serra dei Conti e Senigallia. Mentre l’assemblea regionale del Pd è stata convocata per la prossima settimana.