"È semplice portare l’arte nei luoghi deputati all’arte, molto più ardito è fare una mostra in luoghi insoliti. Questa mostra, infatti, non porta le persone nei luoghi dell’arte, ma porta l’arte dove la gente vive”. Con queste parole Walter Scotucci, curatore dell’esposizione “Dal Cielo alla Terra. Severino ed altri Eroi”, un vero e proprio viaggio nell’iconografia antica e contemporanea dei santi, ha presentato insieme a Gianluca Bonifazi di Vivere San Severino e a tanti altri artisti presenti in mostra, l’evento culturale che sarà ospite in alcuni luoghi simbolo della città di San Severino Marche fino al prossimo 31 luglio.“Amo l’arte e ho subito appoggiato, insieme a tutta l’Amministrazione, questo progetto anche se abbiamo lavorato con tempi strettissimi. Credo che l’idea di dare vita a questa mostra sia stata bellissima" ha commentato, portando il proprio saluto alla cerimonia d’inaugurazione, il sindaco, Rosa Piermattei. "Sono sicura che chiuderemo questa mostra con tanta soddisfazione e grande partecipazione”. Alla cerimonia del taglio del nastro, nella suggestiva cornice della sala degli Stemmi del Palazzo comunale, erano presenti, fra gli altri, anche il vice sindaco e assessore al Turismo, Giovanni Meschini, l’assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, alle Manutenzioni, Paolo Paoloni, il consigliere Gabriela Lampa.Venerdì prossimo, 29 luglio, la manifestazione porterà a San Severino anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi per la presentazione del volume: “Dal Cielo alla Terra. Da Michelangelo a Caravaggio”, prevista per le ore 18 al teatro Feronia.Ricchissimo il programma di incontri e conferenze fino a domenica 31 luglio: mercoledì, 27 luglio, alle 21 nel chiostro di San Lorenzo in Doliolo, conferenza di Alberto Pellegrino su: “San Giuliano ospitaliere. Una via drammatica alla santità”. Giovedì 28 Antonella Ventura e Walter Scotucci parleranno di: “Sant’Amico e la Cartha di Rambona”. Sabato 30 luglio conferenza di Mario Polia e Giacomo Recchioni su: “Santi, eroi ed identità culturali” e, infine, domenica 31 luglio proiezione del film di Paolo Consorti: “Il sole dei cattivi”.“La mostra Dal Cielo alla Terra – spiega Walter Scotucci che ne è curatore – è un evento espositivo artistico che propone come tema un viaggio nella iconografia dei santi nell’anno giubilare della Misericordia. La città che la ospita, San Severino Marche, possiede un ricco patrimonio di opere d’arte raffiguranti la santità realizzate in varie epoche da importanti maestri del passato quali i fratelli Salimbeni, Vittore Crivelli, l’Alunno, Lorenzo d’Alessandro, Bernardino di Mariotto e altri ancora. Partendo dal concetto che l’arte, sia antica che moderna, va considerata sempre contemporanea, questa mostra affianca ai dipinti del passato altri di artisti viventi che riproducono lo stesso tema iconografico. Complessi apparati lignei in pinacoteca o pale d’altare in luoghi di culto, finiscono così per dialogare – spiega Scotucci – con opere esposte in insoliti spazi del centro cittadino”.Info tel. 3898396426.
Il Centro aggregazione Monti Azzurri ha organizzato a Camporotondo di Fiastrone una serata all’insegna del dibattito sull’informazione e al gusto di zafferano.Mercoledì 27 luglio, presso la piazza di San Marco del piccolo e affascinante borgo, alle 21.30 ci sarà la conferenza dal titolo “Manipolazione giornalistica e pensiero unico”, relatori: Peter Gomez e Diego Fusaro. Gomez è un giornalista scrittore italo – statunitense, nonché direttore della testata giornalistica online “Il Fatto Quotidiano”; Fusaro è un filosofo italiano, docente di Storia della Filosofia presso l’Università San Raffaele di Milano e presso lo IASSP (Istituto Alti Studi Strategici e Politici), collabora anche come editorialista con “La Stampa” e “Il Fatto Quotidiano”.L’ingresso alla conferenza è libero e mirato soprattutto a un pubblico giovane.La serata si concluderà gustando l'originale e buonissimo gelato allo zafferano di Cessapalombo. Inoltre in piazza sarà attivo il servizio di libreria.Lo zafferano è un prodotto tipico dell'Unione Montana dei Monti Azzurri. Nel 2011, per riunire tutti i piccoli produttori locali e per la valorizzazione e la promozione del prodotto, è stata costituita l'Associazione Tipicità dei Monti Sibillini, in continuità con le finalità̀ di due progetti di ricerca realizzati sul territorio dall’Università di Camerino – Scuola di Scienze AmbientaliIl progetto L.U.M.A.C.A. (Laboratorio Unione Montana dei Monti Azzurri Centri di Aggregazione) nasce dalla volontà di mettere a sistema luoghi di aggregazione giovanile, competenze, idee ed iniziative innovative volte congiuntamente alla creazione di ulteriori opportunità per le giovani generazioni e alla valorizzazione del territorio dell’Unione Montana dei Monti Azzurri. L.U.M.A.C.A. è anche metafora del progetto in quanto casa dei giovani e per i giovani, in continuo movimento, un movimento slow sostenibile per il luogo in cui opera e che lascia una traccia sul territorio in cui si sposta. Il progetto si avvale del cofinanziamento della Regione Marche e del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.
Per il 25° anniversario di San Severino Blues arriva l’evento del festival in piazza del Popolo a San Severino Marche con l’unico concerto italiano dei Nine Below Zero, la storica cult band londinese che con il suo mix esplosivo di blues, rock e rhythm and blues ha segnato un pezzo di storia del British Blues. L'appuntamento è per le 21:30 di mercoledì, 27 luglio, ingresso libero.Dopo aver celebrato 35 anni di carriera, ritornano alla grande i fondatori Dennis Greaves, chitarrista e cantante front-leader della band, e Mark Feltham, con la sua inconfondibile armonica. Una carriera artistica iniziata controcorrente quando, in piena era punk, con uno stile new wave s’inspirarono al Chicago Blues di John Mayall e di Sonny Boy Williamson, da una canzone del quale presero il nome. Alexis Corner, padre del British Blues, quando li ascoltò dal vivo all’inizio della loro attività, dichiarò che i Nine Below Zero erano la band più eccitante dai tempi dell’esordio dei Rolling Stones. Una carriera artistica ricca di dischi, dal mitico primo album “Live at Marquee”, pietra miliare della storia del rock blues, a “Don’t point your finger”, “On the Road Again”, “Third Degree”, “Refrigerator”, fino all’acustico “Chilled” con la presenza di ospiti speciali come Paul McCartney e Robbie McIntosh (Pretenders). Nel 2010 hanno festeggiato 30 anni di attività con l’album “It’s Never Too Late”, un disco ruspante che pesca alle radici del rock, blues e rhythm and blues, un lavoro nel quale Dennis Greaves si conferma come uno dei migliori chitarristi inglesi, con il suo stile che unisce la cultura mod ad una viscerale passione per la musica nera, e Mark Feltham è l’armonicista fenomenale e originale, che oltre a caratterizzare il sound della band, ha lasciato il suo marchio di fabbrica in dischi di artisti quali i Talk Talk, Oasis, Joan Armatrading, Joe Cocker, Tom Jones. Hanno una storia ricca di concerti, grandi festival e di collaborazioni live con Alexis Korner, Alvin Lee, Eric Clapton, Sting, Chuck Berry, Gerry McAvoy, Brendan O’Neill, Ray Davies, Ben Waters, The Stranglers, Glenn Tilbrook. Una grande storia suggellata dalla partecipazione a giugno al Glanstobury 2016, il più importante festival estivo inglese, tra i primi nel mondo.Info tel 339.6733590 | pagina facebook/sanseverinoblues | www.sanseverinoblues.com
Domani, martedì 26 luglio, martedì 2 e 9 agosto, con orario sempre fissato per le 22, nella Galleria dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi a Macerata, all’interno del Festival OFF che affianca il Macerata Opera Festival, Paolo Londi creerà delle installazioni di danza contemporanea e danza butoh nel piano nobile del Palazzo e, in particolare, nella splendida Galleria dell’Eneide.Il tema del Mediterraneo e della Cultura Greca prenderanno vita attraverso i ballerini della “Compagnia Pescara Dance Festival” diretta da Paolo Londi con residenza artistica presso “l’Accademia Ermitage” di Macerata. Sarà l'occasione per portare la magia della danza a Palazzo dove le ricche e affascinanti decorazioni della galleria dell’Eneide verranno affiancate dalle figure plastiche dei ballerini e il piano nobile del Buonaccorsi sarà teatro di creazioni viventi grazie alle quali lo spettatore verrà immerso nell’antico sapore musicale greco con spartiti originali e riprodotti da Gregorio Paniagua. La performance si avvarrà del contributo della profossoressa Sara Spernanzoni che leggerà testi tratti dall’Eneide di Virgilio in lingua latina.A danzare saranno Alessandra Bartoli (solista della Compagnia), Gabriel Marcel (borsista da Cancun-Mexico), Domenico Rijillo, e alcune delle allieve dell’Accademia Ermitage: Kejsi Masha, Gloria Carobini ed Enrica Carla Gioia Sabella. La regia e le coreografie sono di Paolo Londi.L’Accademia Ermitage, sotto la direzione artistica del coreografo internazionale Paolo Londi di scuola bejartiana, si avvale di numerose collaborazioni con maestri e coreografi di fama internazionale - del calibro di Loris Petrillo, Mario Piazza, Raffaele Paganini, Alberto Canestro, Andreè de la Roche, Alexandre Stepkine e altri ancora - per formare ballerini professionisti attraverso un percorso formativo intensivo di due anni, promettendosi di inserirli attivamente nel difficile mondo del lavoro delle Compagnie di Danza al termine del percorso formativo. Agisce sul territorio marchigiano richiamando però talenti da tutto il mondo.Paolo Londi si forma presso il Rudra Bejart e lavora già giovanissimo per il Boston Ballet, per W.Forsythe, Lindsay Kemp e Franco Miseria. Vanta tra le sue collaborazioni e i suoi lavori coreografie per le etoile Luciana Savignano, Marco Pierin, per la Scala di Milano e la ormai famosissima Simona Atzori (ballerina priva degli arti superiori), di cui è stato coreografo per oltre 10 anni portandola al pubblico così come la conosciamo oggi. Dopo essere stato Direttore Artistico di numerosi Festival italiani ed internazionali tra cui Danza in Fiera e il Pescara Dance Festival (questo per oltre 15 anni) ha accolto la direzione artistica dell’Accademia Ermitage di Macerata, spostando qui anche la residenza della sua Compagnia di Danza Contemporanea.
È un bilancio sicuramente positivo quello del primo weekend del Macerata Opera Festival. Non solo per il grande successo di pubblico per le prime di Norma e Otello, ma per il percorso scelto che parte dall’intervento di Massimo Bray, giovedì scorso, fino al concerto di ieri di Goran Bregovic passando per le Opere in scena allo Sferisterio.Questa mattina all’arena Micheli e Messi, coadiuvati dagli addetti stampa Ferullo e Scheggia, hanno “preso il caffè” con i giornalisti, parlando così di ciò che è stato e di ciò che sarà, una conferenza stampa definita dal direttore artistico “ in corso d’opera, in cui ci possa essere la condivisione dei lavori”.Una stagione nata sotto la buona stella della partecipazione di pubblico, l’Otello ha fatto registrare 2157 presenze paganti, mentre la Norma 1965, per un incasso totale di 210.037,00 euro, dati in netto aumento rispetto le edizioni passate. Da evidenziare anche che i biglietti omaggio, invece, sono stati 195 (comprendendo sia la stampa che le istituzioni), in netto calo rispetto al passato, in linea con la scelta del CDA dello Sferisterio di diminuire il mal costume degli ingrassi gratuiti.Chiuso il primo weekend si passa alle iniziative del Festival Off, definito da Micheli il fiore all’occhiello, che rende l’opera accessibile a tutti, con eventi gratuiti ma allo stesso tempo di grande spessore culturale. Purtroppo negli anni passati tutto ciò non è stato compreso, nonostante la fruibilità del programma, le iniziative non hanno riscosso l’attenzione che meritavano né dal pubblico né dalla stampa. L’intenzione è quella di cambiare rotta alzando ancora un po’ il livello del format, grazie anche alla collaborazione con l’Adriatico Mediterraneo Festival, e dando maggiore visibilità al Festival Off.Si parte martedì alle 18 con il laboratorio per i bambini nel cortile di palazzo Buonaccorsi dal titolo “OperaAttivaMente”, realizzati in collaborazione con il corso di Psicologia dello sviluppo dell’Università di Macerata. Mentre la sera è dedicata al reading, letture con accompagnamento musicale strutturate sul tema di “Enea Migrante”. Tre suggestive serate, sempre a palazzo Buonaccorsi alle 21, si inizia martedì 26 con la lettura di Omero, Iliade di Baricco, passando per Il poema del furore: Didone e le altre (martedì 2 agosto), e si conclude con Eneide Canto dei Transiti (martedì 9 agosto).I mercoledì animeranno il Lauro Rossi con recital musicali, rigorosamente gratuiti, con i suoni del Mediterraneo. Il primo, il 27 luglio, il maestro Giovanni Seneca dirige l’Orchestrina Adriatica, proponendo “Suoni e canti dal Mediterraneo”. L’appuntamento infrasettimanale è collegato con il progetto Milioni di passi di Medici Senza Frontiere, infatti prenotando il posto a teatro chi vuole può fare una donazione all’organizzazione umanitaria.Giovedì 28 luglio ci sarà l’anteprima giovani per l’opera di Verdi Il Trovatore che poi andrà in scena per tutti domenica 31 luglio.Cambio di programma per Medea, da Cherubini a Pasolini: non ci sarà più Daniela Dessì, impossibilitata per problemi di salute. Sarà sostituita da Alexandra Deshorties, il soprano franco-canadese tra i principali interpreti dell’opera di Cherubini, nel suo debutto in Italia. Nonostante il poco preavviso il soprano, definita dalla critica come “la Medea del 2015” dopo la sua interpretazione a Ginevra, ha accettato subito la proposta di Micheli. Delineando così un momento importante della sua carriera, la sua prima volta nella patria della lirica, proprio allo Sferisterio di Macerata. Parte del ricavato della serata sarà a favore di Medici Senza Frontiere.(Foto Si.Sa.)
Oltre duecento partecipanti in un clima tanto suggestivo quanto elegante. La prima edizione di White&White a Tolentino si chiude con un bilancio ampiamente positivo. La location scelta è stata quella di piazza della LIbertà, e forse non poteva essere altrimenti, vista la massiccia partecipazione.Ognuno si è portato da casa tavolo, sedie, tovaglia, stoviglie di ceramica, bicchieri di vetro e cibo, tutto rigorosamente bianco, all'insegna delle cinque “E” ovvero Etica, Estetica, Ecologia, Educazione, Eleganza.Una cena tutti insieme con tante emozioni dove non sono mancate la musica di Giampy Dj, buonumore e voglia di socializzare. E a fine serata ognuno ha sparecchiato e si è portato via tutti i propri rifiuti: dell'evento non è rimasta alcuna traccia a terra, segno evidente che tutti hanno ben compreso il senso dell'evento, fortemente voluto dall'assessore Giovanni Gabrielli, e del quale si sta parlando in tutta Italia, contribuendo a diffondere positivamente l'immagine della città. D'altronde, quando si parla di una manifestazione a costo zero per le casse pubbliche che vede una così ampia partecipazione e, in questo caso, contribuisce a ravvivare il centro storico, il risultato non può essere che positivo."Vorrei ringraziare alcune persone" ha affermato alla fine l'assessore Gabrielli "che hanno fatto sì, che sia stata una stupenda serata: prima di tutti Giuseppe Ruggeri e Federica Taddei ovvero coloro che ci hanno dato l'idea di portare anche a Tolentino la cena in bianco, dopo essere stati ospiti a quella di Foligno dell'anno scorso, la Pro Loco Tct che ha seguito tutte le iscrizioni, la BBC che ha curato la parte web, Giorgio Leggi per la maestria della grafica, l'associazione "Unconventional Dinner" alla quale ci siamo affiliati per organizzare la serata, SOS Idraulico nella parte del main sponsor, Giampiero Malvatani che ha fatto divertire tutti con la sua musica con percorso musicale che è partito dagli anni '70 per poi passare agli '80, alla musica italiana, al latino, alla pizzica per poi ritornare agli stupendi anni 80 nel finale di serata, ma soprattutto volevo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, perchè senza di loro questa bellissima festa non ci sarebbe stata".
In occasione del primo anniversario della morte Dante Cecchi, il sindaco Romano Carancini, ricordandone l’alto profilo culturale e il costante impegno a servizio delle istituzioni, annuncia i progetti dell’Amministrazione comunale per commemorare l’illustre cittadino maceratese.“Il Comune di Macerata per celebrarne la figura e preservarne la memoria - interviene il primo cittadino - si è unito al gruppo di lavoro per la commemorazione di Dante Cecchi formato dal Centro di Studi Storici Maceratesi, comitato che vede la partecipazione a vario titolo anche del Consiglio Regionale delle Marche, dell’Accademia dei Catenati, della Deputazione di Storia Patria per le Marche, della Fondazione Carima, dell’Università degli Studi di Macerata, della Compagnia Teatrale Fabiano Valenti, di Uilt Marche, oltre che di importanti singole adesioni di politici, storici, giornalisti e dei familiari del professore. Pensiamo di promuovere momenti ed iniziative – prosegue il sindaco Carancini - che ricordino e valorizzino la figura di un protagonista della storia cittadina e regionale. La volontà del Comune di Macerata, rispettando anche l’ordine del giorno approvato nei mesi scorsi dal Consiglio comunale, è quella di realizzare un'importante occasione cittadina per ricordare il professor Dante Cecchi e riflettere su una figura rilevantissima del nostro comune passato”.Dante Cecchi, come si ricorderà, ha ricoperto la carica di assessore e consigliere del Comune di Macerata dal dopoguerra al 1970 quale rappresentante della Dc, è stato presidente della Carima e uno dei padri dell’Accademia dei Catenati nel dopoguerra e docente di Storia della Pubblica Amministrazione e di Diritto Comune all’Università di Macerata negli anni 70.Cecchi, inoltre, fu proclamato dall’Accademia dei Lincei il vincitore del premio del Ministero della Pubblica Istruzione per le scienze giuridiche per l’anno 1969 mentre nel 1980 fu insignito dal Presidente della Repubblica della medaglia d’oro per i Benemeriti della cultura e dell’arte.E’ stato inoltre oltre autore di pubblicazioni sul Medioevo, statuti comunali, periodo napoleonico e restaurazioni in Italia e tradizioni delle Marche oltre che di teatro dialettale, di prestigiose monografie sulla città e il suo territorio.Cecchi ricoprì anche la carica di vice presidente della Deputazione Storia Patria delle Marche e fu membro di varie istituzioni culturali italiane e straniere.
Grande successo per l'edizione numero undici di Marche in Vetrina, il gran galà dedicato alle eccellenze della nostra regione che coniuga musica, spettacolo, talento e sopratutto territorio. Anche quest'anno il Premio Cassero d'Argento è stato ricevuto da numerose personalità ed aziende che nel corso degli anni hanno saputo distinguersi e dire la loro nel contesto locale ma anche nazionale e internazionale. Una rosa di nomi variegata, eterogenea, avvallata dal presidente di giuria Sandro Parcaroli, titolare di Med Computer, che all'apertura della serata si è detto onorato di essere stato scelto per questo importante compito ed ha sottolineato l'importanza della sinergia che deve esserci tra pubblico e privato, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo.“Anche quest'anno Marche in Vetrina ha saputo sprigionare tutta la sua energia – ha commentato il sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli – è uno spettacolo coinvolgente che per il quinto anno siamo onorati di ospitare nella nostra cittadina. Per questo ringrazio tutti quanti hanno reso possibile l'organizzazione della serata, partendo da Vladimiro Riga e dai suoi collaboratori, le aziende, gli sponsor ed il numeroso pubblico che anche quest'anno ha fatto sì che la serata sia stata un grande successo. Come ho già detto, dobbiamo capire che mai come in questo momento storico è necessario ripartire dalle nostre potenzialità, senza aspettare manne dal cielo, ma investire con passione ed intelligenza nelle ricchezze e nelle specialità del nostro territorio che non hanno nulla di che invidiare ad altre aree e che da sempre ci rendono una regione peculiare e ricca di unicità, che dobbiamo sfruttare al meglio. Marche in Vetrina nasce per questo ed ogni anno rinforza il suo valore territoriale e regionale”.A rendere ancora più speciale la serata i grandi ospiti scelti per questa edizione; sul palco di Marche in Vetrina l'attrice e showgirl Alba Parietti, che ha intrattenuto il pubblico con un'esibizione canora di grandi successi della musica italiana, l'attore di cinema, tv e teatro Sebastiano Somma, molto legato alle Marche nelle quali sempre torna con grande piacere, che ha ringraziato Castelraimondo per la piacevole ospitalità ricevuta, l'esplosiva Cecilia Gayle, cantante costaricana famosa per le sue hit degli anni '90 El Pam Pam e El Tipitipitero, i giovani talenti e cantautori Andrea Cioli e Valentina Curzi. Hanno condotto magistralmente la serata, la cui colonna sonora era affidata al maestro Michele Pecora e all'Orchestra Mediterranea, Melissa di Matteo e Maurizio Socci.Una cornice d'eccezione per la consegna dei numerosi premi, affidata ai sindaci ed alle personalità del territorio. Hanno ricevuto quest'anno il Premio Cassero d'Argento: Carlotta Troini, nipote del genetista Nazareno Strampelli (Castelraimondo), Sabrina Orlandi, titolare di Fidea, presidente della GSC Fabiani Matelica e presidente della Cantina Pro.Vi.Ma (Matelica), Giorgio Pizzi, titolare di Valle Esina (Esanatoglia), Nazzareno Oddi, Medico Chirurgo Urologo (San Severino Marche), Raimondo Orsetti, Dirigente della Regione Marche, Nazzarena Luchetti, giornalista (Macerata), Sandro Teloni, libero professionista (San Severino Marche), Le Grotte di Frasassi (Genga), Fileni (Cingoli), Quacquarini Materassi dal 1929 (Castelraimondo), La Pasta di Camerino, Entroterra s.p.a. (Camerino), Porfiri Luce (Colmurano), G.I.M.A. s.p.a. (Recanati), Autotrasporti Falzetti (Matelica), Fean di Ferretti Luigi (Castelraimondo), Malagrida Manifatture (Tolentino), Eredi Paci Gerardo (Corridonia), Impresa Edile Zaganelli Giorgio (San Severino Marche), Scuola di danza Joy Dance (Castelraimondo).Marche in Vetrina è organizzato da Vladimiro Riga in collaborazione con l'amministrazione comunale di Castelraimondo, della Regione Marche, della Provincia di Macerata, dell'Università di Camerino, dell'Unione Montana delle Alte Valli del Potenza e dell'Esino, della Camera di Commercio di Macerata e dell'associazione Pro Loco di Castelraimondo e l'Associazione Arcobaleno.(Foto Picchio)
Entrano nel vivo gli eventi del Festival OFF. In attesa dei consolidati “format” del martedì e del mercoledì, domani 25 luglio, alle 21.30 si parte con un appuntamento musicale, in piazza Vittorio Veneto, dei Pueri Cantores “D. Zamberletti”.Il coro maceratese, guidato dal maestro Gian Luca Paolucci, dopo il debutto di venerdì scorso allo Sferisterio con Otello, si esibisce con Good Day Sunshine. 50 anni di Swinging London. Un concerto con brani di musica pop usciti sul panorama internazionale a cavallo tra il 1966 e il 1967, quindi Beatles, Doors, Rolling Stones, ma anche Jimi Hendrix, Aretha Franklin, Simon and Garfunkel, con un omaggio finale ai grandi musicisti pop, scomparsi nel 2016. “Abbiamo deciso di scegliere l'anniversario dei 50 anni della cosiddetta Swinging London - dichiara Paolucci - periodo nel quale, per ragioni squisitamente atmosferiche (fu una estate insolitamente calda e assolata per la Gran Bretagna e Londra in particolare) e per i colori sgargianti che eclissarono il tradizionale nero-grigio stile City, sembrava veramente che il Mediterraneo si fosse scambiato con il Mare del Nord”. I Pueri cantores saranno accompagnati da Nazareno Zacconi alla chitarra elettrica, da Andrea Zaccari al basso, da Luca Orselli alla batteria e proprio dal Maestro del coro, Paolucci, alle tastiere.Stessa ora, 21.30 per Poeti nel Parco, l’iniziativa organizzata da Adam, Accademia delle Arti Macerata, che proprio una settimana fa era stata posticipata a causa del maltempo. Il viaggio tra la musica e le parole del Mediterraneo, tema della stagione lirica, è previsto ai Giardini Diaz, nei pressi del laghetto.
Per il 16° anno consecutivo il Rotary Club di Macerata centra l'obiettivo di far conoscere lo Sferisterio e il Macerata Opera Festival e, attraverso la stagione lirica, promuovere la città, la sua immagine e la sua economia.Sono stati, infatti, oltre duecento i rotariani provenienti da tutta Italia - da Treviso a Reggio Calabria, in rappresentanza di 37 Club - che hanno raggiunto Macerata per assistere alla prima di Norma all'Arena ieri sera, 23 luglio. Hanno così avuto l'occasione di apprezzare la città e i suoi tesori, contribuendo col loro soggiorno a far registrare il tutto esaurito negli hotel del territorio. "Lo Sferisterio è uno strumento straordinario che coniuga la quintessenza della cultura italiana con la possibilità di ricadute concrete per la nostra provincia”, ha sottolineato il presidente Marco Meldolesi, che individua in Rotary all'Opera un'azione cardine del suo anno sociale. "Siamo già al lavoro per l'anno prossimo: il tema della 53° stagione del Macerata Opera Festival è l'Oriente e noi stiamo mettendo in campo un progetto che, attraverso il coinvolgimento della rete mondiale dei Club Rotary, porti allo Sferisterio rotariani anche dall'estero".Prima di assistere all'opera di Vincenzo Bellini, Palazzo Buonaccorsi ha ospitato uno speciale pre-opera organizzato dal Rotary Club di Macerata: presenti il Governatore del Distretto 2090, Paolo Raschiatore, il presidente di Anffas Macerata, Marco Scarponi, e la governatrice distrettuale Inner Wheel 209, Maria Pia Luchetti Pietroni. Hanno portato il loro saluto il direttore artistico del Macerata Opera Festival, Francesco Micheli, il sovrintendente, Luciano Messi, il presidente dell'associazione Sferisterio e sindaco di Macerata, Romano Carancini, e il vicesindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde."Quello fra lo Sferisterio e il Rotary è un rapporto antico, ma questa serata è un segnale fortissimo perché è anche su questo tipo di attaccamento all'Arena che costruiamo il nostro futuro", ha dichiarato Messi. "Con Rotary all'opera - ha proseguito - si concretizza il gruppo organizzato più numeroso di questa 52° edizione e, insieme al progetto dei Cento Mecenati lanciato proprio in collaborazione col Club service alcuni mesi fa, il successo di questa iniziativa ci fa pensare a sviluppi futuri". Per Micheli "è splendido avere con noi amici che vengono da tutta Italia per il piacere di vivere l'esperienza di Macerata, perché dall'evento a Palazzo Buonaccorsi allo spettacolo di Norma all'Arena, ciò che conta davvero è l'incontro, lo stare insieme: è questo il senso di andare all'opera". Il collante è lo spirito di servizio, ha evidenziato il sindaco Carancini, ricambiando l'affetto dimostrato per Norma e la stagione lirica maceratese dai tanti soci Rotary radunati nella meravigliosa cornice del Buonaccorsi.Un ringraziamento speciale è stato rivolto - oltre che al presidente del Club, Marco Meldolesi - a Giorgio Piergiacomi, per il ruolo che svolge in qualità di presidente del Collegio dei revisori dei conti dell'associazione Sferisterio. Fra gli intervenuti alla serata, anche il soprano Wilma Vernocchi, socio onorario del Rotary Club di Forlì. Vincitrice di un concorso lirico nel 1966 al Lauro Rossi, si esibì allo Sferisterio nel ruolo di Micaela nella Carmen del '74 con Franco Corelli e Grace Brumby. "Sono felice di rivivere quei meravigliosi ricordi", ha concluso la Vernocchi.
L'associazione culturale Odeion in occasione dell'ottavo anniversario dell'incendio del teatro Nicola Vaccaj a Tolentino ha organizzato un concerto per sassofono ed organo. Ad esibirsi saranno i maestri Alberto Domizi (sassofono) e Mauro Ferrante (organo). L'appuntamento è per il 29 luglio, a partire dalle 18:30, nella chiesa di Santa Maria della Tempesta. "Vi aspettiamo numerosi per un concerto ambientato in una cornice particolarmente suggestiva con due strumenti perfettamente compatibili, anche se inusuali", l'invito della presidente dell'associazione, Marina Benaducci. Prevista l'esecuzione di composizioni di Georg Friedrich Händel, Johann Sebastian Bach, Pietro Castrucci, Domenico Scarlatti e Francesco Saverio Geminiani.
Cappuccetto in chiave blues sarà protagonista domani, 25 luglio alle 21:30, della quarta tappa della rassegna “Si raccontano le favole” promossa dall'Amministrazione comunale di Civitanova Marche - assessorato Turismo e Cultura - nell'ambito del cartellone estivo in collaborazione con il direttore artistico Marco Renzi.Piazza del Tricolore accoglierà la compagnia Teatro Invito di Lecco che metterà in scena una rivisitazione della fiaba con due bluesman, due musicisti girovaghi, un po’ straccioni e un po’ poeti che ricordano i bei tempi andati. Lo spettacolo vuole essere una versione di Cappuccetto rosso guardata “dal punto di vista dei lupi”. I due attori si basano sulla clownerie, una coppia comica che ricorda Stanlio e Ollio. Le canzoni sono originali cantate e suonate dal vivo. Il tutto è condito con un pizzico di magia, dando vita a una performance molto divertente, sia per i bambini sia per i grandi.Consigliato per bambini dai 5 ai 10 anni e per un pubblico di famiglie.Ingresso libero, ore 21:30.
Ieri sera all’Arena Sferisterio è andata in scena Norma di Vincenzo Bellini e si è respirato un bel clima.Con quest’opera Bellini, vissuto appena trentaquattro anni, raggiunge l’apice del proprio lirismo vocale affermando una forza drammatica, attraverso chiarezza dei recitativi, e solennità, ora ieratica ora ritmicamente violenta, della massa corale che fa da sfondo alla tragedia come un grande affresco. Il modello di Norma eserciterà una grande influenza sull’opera lirica successiva a cominciare da quella di Verdi. Wagner, non certo tenero verso le forme dell’opera tradizionale ebbe una sconfinata ammirazione per questa composizione. Egli stesso la diresse a Riga nel 1837, riconoscendo più tardi che la prima idea per la struttura scenico musicale della morte di Isotta gli fu suggerita dall’invocazione di Norma “Deh , non volerli vittime” che precede il concertato finale, allorché Norma si avvia al rogo con Polline. L’opera venne rappresenta per la prima volta alla Scala nel 1831, Bellini aveva trentanni.È sempre piacevole vedere l’Arena piena di gente. C’è un bel clima, il pubblico è attento e si percepiscono sensazioni positive, quelle caratteristiche di un teatro che ha lavorato bene, ha messo a punto un buono spettacolo ed ora non resta che rappresentarlo dando il meglio. Maria Josè Siri è Norma, Rubens Pellizzari Pollione, Sonia Ganassi Adalgisa, Nicola Ulivieri Oroveso, Rosanna Lo Greco Clotilde, Manuel Pierattelli Flavio. Li cito insieme perché veramente costituiscono un cast di tutto rispetto molto ben calibrato che non ha tradito le aspettative. Mettiamo il tutto in mano alla bacchetta di Michele Gamba, giovane direttore sì, ma molto dotato, che ha dato, a mio parere, una lettura “leggera” di Norma con un buon stacco dei tempi rendendo il tutto scorrevole ed estremamente piacevole.Molte sono state le sfumature e i preziosismi delle voci in ogni aria dei personaggi principali. Impressionante il duetto tra Norma e Adalgisa nel secondo atto e anche il famoso Casta diva nel primo che, partito con leggera tensione da parte della protagonista (comprensibilissimo perché signori…non stiamo mica facendo una passeggiata in riva al mare al tramonto!), via via ha raggiunto un altissimo livello interpretativo. Penso che l’opera Norma sia più consona di quanto non lo sia quella di Otello alle nostre compagini corali e orchestrali. Il Coro Bellini è stato cornice dei cantanti con interventi caratterizzati da dinamiche varie e consone alla situazione, muovendosi bene in scena, grazie ad una regia raffinata, e cantando oscillando sulla dinamica, mentre sinuosamente effettua un movimento scenico. Evidentemente questo direttore è stato determinante nella scelta delle dinamiche e nella gestione dei volumi delle masse.Anche l’orchestra è risultata migliore della sera precedente, con l'Otello di Verdi. Mi sorge un dubbio: “Si può mantenere più o meno lo stesso organico per entrambe le opere? Mah!".La regia di Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, le scene di Federica Parolini, i costumi di Daniela Cernigliano e le luci di Luigi Biondi, sono stati in linea con il taglio dato alla lettura dell’opera. Quando tutti questi elementi parlano un unico idioma si vengono a determinare una coesione e coerenza interpretativa che sfociano in un eccellente risultato. E così è stato. Mi soffermo sulla leggerezza nel trattare un argomento estremamente drammatico (forse quella stessa del trentenne Bellini?) che è stata veramente contagiosa ed è arrivata al pubblico che non poteva rispondere se non con sentiti e vivi applausi. Un opera da godere e un modello operativo, mi rivolgo alle maestranze dell’Arena, da tenere sempre presente.
È stato il Presidente della Regione Luca Ceriscioli a consegnare il premio Esploratori del Futuro a Giacomo Rizzolatti. Il neuroscenziato, scopritore dei neuroni specchio, ha dato il via ieri alla quarta edizione di Futura, il Festival civitanovese ideato da Gino Troli. Rizzolatti è stato premiato “per aver dato prova con le sue ricerche di un continuo slancio verso il nuovo nell’indagine scientifica; per aver aperto con la sua scoperta dei neuroni specchio nuovi orizzonti alla ricerca mondiale sul funzionamento del cervello e sulle possibilità di procedere per nuove strade verso una sua conoscenza più completa”.Domani, domenica 24 luglio, a Futura è il giorno del filosofo spagnolo Fernando Savater e della scrittice Simonetta Agnello Hornby. A Civitanova Alta il pomeriggio di eventi inizia alle 17.30, al Teatro Annibal Caro, con la presentazione del libro Il grande racconto dell’evoluzione umana, dell’antropologo e paleontologo Giorgio Manzi. Un viaggio alla scoperta dell’uomo e della sua storia evoluzionistica, effettuata tramite studio di fossili, ossa, siti preistorici e biologia.Alle 18, nel cortile dell’ex Liceo, Andrea Caterini presenta il suo libro Preghiera della letteratura e, con Elvira De Signoribus, dialoga su alcuni temi della fede cristiana che sono racchiusi in alcune semplici parole come Pace, Sacrificio, Misericordia, Bene, Santità e Fede.Sempre alle 18, nel Chiostro di Sant’Agostino, Simonetta Agnello Hornby intervistata da Paolo Di Paolo parla del suo ultimo lavoro, dal titolo Caffè Amaro. Un romanzo di denuncia, forza e coraggio che ricostruisce accuratamente una Sicilia afflitta dalla miseria, dalla mafia e da una classe dominante inetta e corrotta, in un clima di violenza dettato dalla guerra. “Caffè Amaro per me - afferma Simonetta Agnello Hornby - è un libro importante per tre motivi. Il primo: ha avuto la genesi più lunga, cinque anni di pensieri e di ricerche. Uno dovrebbe continuare a studiare il proprio paese proprio perché crediamo di conoscerlo. Il romanzo iniziò come una storia ispirata a mia nonna, che ho abbandonato clamorosamente, dando al mio personaggio un amante ebreo e alla storia una direzione diversa. Il secondo è che si tratta del primo romanzo storico che scrivo e per questo ho dovuto leggere tanto e con piacere, a volte con dolore perché ho scoperto che la frase Italiani, brava gente è sbagliata. Come colonizzatori, abbiamo commesso delle atrocità in Etiopia, in Somalia, in Eritrea e anche in Libia. In ultimo, è il primo libro che scrivo con aspetti erotici”.Alle ore 19, al chiostro di Sant’Agostino, altro grande ospite: il filosofo Fernando Savater, con l’incontro Un’etica per il futuro. Su Don Chisciotte e altro. Intervistato da Filippo La Porta, affronta il tema della libertà, responsabilità, cittadinanza, politica, umanità ed etica, in una veste proiettata al futuro con una versione semplificata e diretta.Nel pomeriggio, in programma anche i numerosi laboratori nel cortile dell’ex Liceo. In serata Futura si ferma per lasciare spazio a Civitanova Danza che ospita la star Eleonora Abbagnato.Attivo il servizio navetta. Futura Festival, diretto da Gino Troli, è organizzato in collaborazione con l’Amministrazione comunale, assessorato Cultura e Turismo, l’Azienda dei Teatri, con il sostegno della Regione Marche e il patrocinio della Provincia di Macerata e della Camera di Commercio. Il Cuore Adriatico è main sponsor, la BCC di Civitanova Marche e Montecosaro è sponsor. Partner tecnici sono QN, Miramare, Fontezoppa, Pellegrini Garden, Arredamenti Maurizi, Varnelli, Auto 90 Srl e Adriatica Pubblicità. I partner culturali sono Unicam, Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Istituto Nazionale Fisica Nucleare.Il programma completo, giorno per giorno è sul sito www.futurafestival.it.
Sale in quota “Acusmatiq”, il festival di musica, cultura ed arte elettronica promosso dall’associazione Ratatà di Macerata, con il comune di San Severino Marche, che domani, domenica 24 luglio, dalle 18,30 e fino a notte fonda, sarà ospite del borgo medioevale di Elcito per un prologo di quella che sarà la undecima edizione della rassegna, in programma dal 29 al 31 luglio prossimi alla Molte Vanvitelliana di Ancona.Così come negli ultimi anni anche quest’anno il festival si articola attorno ad un tema concettuale che fornisce la base ad una serie di riflessioni teoriche e progetti artistici.Il tema di quest’anno è “Suono-Spazio” e intorno a questo verranno presentate le diverse e numerose proposte artistiche, tutte di caratura internazionale. Il festival, per il resto, vuole tenere fede alla propria vocazione di avventurosa esplorazione dei confini tra musica e tecnologia. Senza preclusioni, “Acusmatiq” intende infatti, per questa nuova edizione, muoversi tra vari mondi musicali: esperienze della musica contemporanea, ibridazioni elettroacustiche e derive elettroniche tra sperimentalismo, arte sonora e musica pop di sintesi. Sempre seguendo un filo rosso il cui scopo è quello di evocare un’immagine evolutiva, composita della creazione sonora “moderna”. Sul palco sono attese diverse band e tanti singoli artisti.Questo il programma della giornata: alle 18,30 Leploop suona “Lumanoise” in una performance con sintetizzatori autocostruiti, alle 19 zuppa di sintetizzatori marchigiani con Macchine nostre dj set e cutting e looping su materiale audio video firmato dal collettivo Brutta Botta. Alle 20 Micflun ed esibizione con sintetizzatori modulari. Alle 20,40 nella chiesa di Elcito Leonardo Francesconi esegue Bach, esibizione per strumenti elettronici marchigiani. Poi di nuovo all’aperto, alle ore 21, con Alfredo Giammanco e il concerto per Grp synthesizer. Prima delle 23 si torna in chiesa per un secondo intermezzo a cura di Alessandro Menichelli che tornerà ad eseguire Bach. In piazza, alle 23,30, Macchine Nostre e una jam session per sintetizzatori. Si alterneranno Bragaglia, Ticino, Napolioni e Mancini.La chiesa del piccolo borgo ospiterà subito dopo un altro momento dedicato alla musica sacra sempre per strumenti elettronici. Da ultimo gran finale con la colonna sonora a cura del collettivo Discodella. Per tutta la manifestazione video mapping a cura di Filippo Ceci.Il festival “Acusmatiq” approfondisce, da sempre, il tema del sintetizzatore marchigiano ed ha organizzato numerosi eventi tesi a valorizzare questa straordinaria realtà che ha visto la nostra regione protagonista a livello internazionale. Lo scorso anno, in occasione dei dieci anni di vita del festival, è stato prodotto anche del materiale sonoro inedito realizzato esclusivamente con sintetizzatori Made in Marche dando vita al collettivo “Macchine Nostre”. Si tratta di un progetto ambizioso che non a caso è stato presentato per la prima volta al pubblico al Maxxi di Roma. Lo scorso anno, sempre ad Elcito, si è tenuta anche la prima edizione di “Macchine Nostre”.
“La stagione dell'amore viene e va, i desideri non invecchiano quasi mai con l'età. All'improvviso senza accorgerti, la vivrai, e ti sorprenderà”. Inizia così il testo de la“La Stagione dell’Amore: da Omero a Plotino”, nuova produzione dei Teatri di San Severino che lunedì, 25 luglio, verrà portata in scena, alle 21,30 e con ingresso gratuito, nella suggestiva cornice delle terme romane nel Parco archeologico di Septempeda, in località Pieve.La produzione, nata da un’idea del direttore artistico dei Teatri di Sanseverino, Francesco Rapaccioni, proporrà letture, a cura dell’associazione Sognalibro, e musiche - canti gregoriani - che saranno eseguite dal coro Tourdion Ensemble, diretto dal maestro Simone Montecchia, e composto dallo stesso Montecchia al fagotto e Riccardo Brandi al clarinetto. In scena anche le coreografiche danze di Rebecca Valeri. I suoni saranno affidati alla regia di Gianni Straini, le luci a Oriano Bartolacci.“L’amore – spiega Francesco Rapaccioni – è stato trattato in mille modi diversi nella letteratura classica antica: Omero e il toccante addio di Ettore ad Andromaca sono l’inizio di un percorso attraverso la letteratura, dall’amore coniugale, tenero e affettuoso, all’amore passionale e impulsivo, dall’amore platonico a una forma di follia “divina”. Famosissimi e intensi i passi delle tragedie greche ma non da meno quelli delle commedie romane. I poeti hanno analizzato il sentimento da angolature diverse e interessanti, partendo dall’amicizia per sconfinare nel ricordo e nell’assenza. I filosofi lo hanno spesso relazionato con il principio creatore dell’universo e ne hanno dibattuto le diverse accezioni. Non mancheranno riferimenti a citazioni con il contemporaneo, con il classico ci si deve sempre necessariamente confrontare. Il titolo della serata è quello di una canzone di Battiato. Per questa particolare serata che vivremo nella cornice delle terme romane i giovani talenti locali si metteranno in mostra con letture, musiche e danza”.“La Stagione dell’Amore: da Omero a Plotino” viene presentata dai Teatri di Sanseverino in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, l’Amat, la Regione Marche, il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Touring Club Italiano, la Provincia di Macerata, l’Unione Montana, l’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, il Club Alpino Italiano, la Pro Loco di San Severino Marche che ha organizzato anche visite guidate al parco archeologico e un punto informativo. I servizi tecnici saranno a cura dell’Ufficio Manutenzioni del Comune, viabilità e assistenza a cura della Polizia Municipale e del gruppo comunale di Protezione Civile mentre il Comitato del quartiere Settempeda allestirà un punto di ristoro.
Drinking with L.A.: un aperitivo con Alessandra LumachelliNell'arena si respira aria di vacanze. Le mura antiche della corte del castello racchiudono parole e sorrisi di gente che si siede accanto ad amici, oppure a persone che non rivedrà più, una volta conclusosi il concerto. È singolare pensare che un musicista come Steve Hackett, alcune delle cui melodie ci riportano ad atmosfere medievali, suonerà fra mura costruite nel 1200: gli strani incastri del destino!Immaginiamo insieme quali sarebbero le risposte di “Drinking” del celebre chitarrista, che ha collaborato lungamente con i Genesis, che ne dite, amici di Picchio News? … proviamoci, su (la sua riservatezza è proverbiale!)Se Steve Hackett fosse un supereroe, che supereroe sarebbe e che super poteri avrebbe?Forse Hackett risponderebbe Legolas, l'elfo del “Signore degli Anelli”, personaggio etereo ed immortale.Se Steve Hackett avesse la macchina del tempo, dove vorrebbe andare?Probabilmente Hackett sarebbe indeciso fra il Medioevo e il 1700, nel qual secolo potrebbe incontrare Johann Sebastian Bach.La domanda “non fissa” è sul sogno …e qui Hackett troverebbe molte declinazioni poetiche sull'attività onirica ad occhi aperti e non solo.Il drink preferito da Steve Hackett?Proviamo a supporre la cervogia, cioè l'antenata della birra, densa e pastosa, bevuta con moderazione, non i 4 litri giornalieri concessi ai monaci durante il concilio di Aquisgrana!Cosa può fare Hackett per cambiare il mondo?Questa risposta, con sicurezza, la fornisco io al posto del celebre chitarrista: ha già fatto moltissimo, donando ad ognuno di noi le splendide melodie che ha composto e che esegue magistralmente.Quindi, Steve Hackett, grazie infinite a nome di tutti, e … Amici, in alto i boccali!!Alla prossima!Who's WhoPer chi non lo sapesse.Stephen Richard Hackett, detto Steve, chitarrista e compositore britannico, è conosciuto principalmente per il suo lavoro con i Genesis, con i quali ha inciso otto album, dal 1971 (“Nursery Crime”, considerato il primo capolavoro del gruppo) fino al 1977. Nell'album “Foxtrot” (1972), è contenuto un assolo acustico di Hackett, intitolato “Horizons”, diventato poi uno dei suoi brani di repertorio classico. Successivamente ha intrapreso la carriera di solista. A dodici anni, da autodidatta, inizia a studiare la chitarra. Viene influenzato soprattutto dalla musica classica (in particolare Bach) e operistica, e dal blues. Nel 2014, Hackett ha girato un documentario sulla carriera dei Genesis insieme agli ex compagni. Il suo ultimo lavoro è “Wolflight” del 2015.
Dopo l’apertura della 52° stagione lirica dello Sferisterio con la prima di uno strabiliante Otello, domani, 24 luglio, il ritmo contagioso del Mediterraneo travolgerà lo Sferisterio con uno dei narratori più entusiasmanti del panorama musicale contemporaneo. Sarà infatti Goran Bregovic ad aprire alla musica pop il tempio della lirica maceratese. Accompagnato dalla “Wedding&Funeral Orchestra” per l’unica data ad oggi in Italia in cui si esibisce con l’orchestra, il maestro di Sarajevo presenta al pubblico uno spettacolo unico, realizzato ad hoc per lo Sferisterio all’interno del quale navigano i pezzi del suo nuovo album di prossima uscita. Nato in collaborazione con Adriatico Mediterraneo Festival, lo spettacolo di Bregovic è costruito appositamente per solcare i mari e lo farà anche attraversando il suo repertorio per poi regalare in anteprima al pubblico maceratese alcuni pezzi del suo nuovo album “Three Letters from Sarajevo”. Un progetto nato qualche anno fa e ora portato a compimento. "Ritengo sia necessario ricordare a tutti che noi abbiamo un disperato bisogno di comunicazione" spiega l’artista. "Per questo ho scritto queste tre lettere, una Cristiana, una Ebrea e una Musulmana. Il disco sarà caratterizzato da un importante significato metaforico". Un lavoro riflessivo con musica strutturata e pezzi concepiti per violino e orchestra. Un progetto che fa della musica linguaggio universale in grado di veicolare la pace e la comprensione e di fare da ponte tra i popoli del Mediterraneo. Info e biglietti su http://www.vivaticket.it/ oppure alla biglietteria dello Sferisterio.
Signori si comincia c’è Otello. Era ieri, 22 luglio, il gran giorno. Le 20.45. Me ne vado tosto verso l’Arena Sferisterio. Già le numerose auto rigorosamente in fila in corso Cairoli fanno intuire una presenza importante nella nostra tranquilla cittadina. Sono davanti all’Arena. C’è gente, tutti parlano, si salutano, sfilano, corrono per i biglietti o attendono semplicemente il momento più propizio per l’accesso. Signori c’è Otello!!!Mi dirigo risoluto verso l’ingresso; le maschere mi accolgono molto gentilmente e con professionalità. Sono emozionato, varco la soglia, trovo il mio posto, mi siedo. Ancora c’è luce. Le mura emanano un po’ di calore, ma la leggera brezza, caratteristica del luogo, rassicura. La serata sarà perfetta. E si… quando sussistono queste condizioni climatiche allo Sferisterio c’è una perfetta acustica che garantisce ed esalta anche la più tenue sfumatura. I ricordi vanno all’ultima rappresentazione di Otello qui a Macerata nel 1999 quando lavoravo come maestro sostituto. Vladimir Galouzine, nei panni di Otello, Lucia Mazzaria, Desdemona e Renato Bruson nel ruolo di Jago, direzione musicale M° Donato Renzetti. Ancora ho scolpite le parole di Bruson che alla domanda: “Maestro come si trova qui allo Sferisterio in questa produzione?” mi rispose con voce impostata: “Beh cosa vuole… (una lunga pausa) ho cantato Otello con Kleiber a Vienna”. Già Carlos Kleiber. Uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi.Ricordo ancora durante le lezioni di direzione d’orchestra quante disquisizioni con colleghi e amici sull’attacco del primo movimento di Otello. Lo si batte in due? In quattro? Certo una bella diatriba per il Maestro concertatore. Scegliere l’uno o l’altro schema porta a conseguenze diverse. Kleiber lo fa in quattro. Ma non voglio tediare con tecnicismi per soli addetti ai lavori. Ora veramente tutto è pronto.Dopo i titoli i ringraziamenti vari, gli interpreti, si spengono le luci. Otello è un’opera complessa ricca di particolari. Quattro atti lunghi, pieni di dettagli da evidenziare, richiamare e sottolineare con più o meno veemenza come suggerito dal testo o dalla tessitura orchestrale. C’è tanto di quel materiale da far tremare i polsi anche ad interpreti più che navigati.Non mi soffermo sulla trama la si può facilmente trovare in internet. Vorrei solo sottolineare un aspetto, non perché io lo ritenga fondamentale, ma perché Verdi con il suo capolavoro definisce la propria concezione dell’opera. Ci ha impiegato una vita e un numero cospicuo di titoli prima di raggiungere un tale risultato.Ho citato la tessitura orchestrale. Una tavolozza ricca di colori che amalgamati con sapienza producono altrettante molteplici sfumature. Questo è molto accattivante e stimolante per ogni orchestra che vede esaltati tanto l’insieme quanto i singoli strumentisti. Otello è in repertorio anche in orchestre (penso ai Berliner Philharmoniker) che notoriamente si dedicano quasi esclusivamente alla musica sinfonica. Nell’inizio dell’opera emergono proprio queste caratteristiche, dalle quali si evince il grado di maestria del grande Maestro nella gestione delle masse orchestrali, corali e dei solisti. C’è l’uragano il mare in tempesta i venti e i flutti che insidiano la nave di Otello. L’orchestra è protagonista con i solisti e il coro. Si fa musica insieme. Per quanto possa essere difficoltoso Verdi impone di far musica insieme. Il che non significa andare solo a tempo tutti insieme, ma cooperare per il raggiungimento del miglior senso interpretativo che possa giustificare una qualunque ripresa di Otello. Tutto questo è stato percepito in modo troppo sfumato anche nelle intenzioni. Forse nella realizzazione di questi capolavori sarebbe necessario un maggior numero di prove, ma capisco i costi, la crisi, i cento mecenati ecc., ecc.In mancanza di questa chiave di lettura procederò per compartimenti stagni. Così.L’organico orchestrale è sbilanciato. I violini non si sentono. L’ho notato sia al concerto in onore di Anita Cerquetti nel 2014 (dove l’orchestra suonava sul palco) sia, ieri, con l’orchestra in buca. Sembra suonino col freno a mano tirato. E pensare che la compagine è caratterizzata dalla presenza di strumentisti di grande spessore le cui qualità però si perdono al momento della concertazione, dell’insieme. Forse il problema non è da ricercare nelle pieghe musicali, ma in questioni organizzative. La gestione di un’orchestra non è cosa da poco ed appannaggio dell’ultimo arrivato.Il coro è preciso, canta intonato e forte, fin troppo forte e sempre forte. Nel famoso “Fuoco di Gioia” (I atto) in partitura abbiamo un Fortissimo (due effe) e anche dei piano completamente disattesi. Nel II atto il Bellini, dietro le quinte (Verdi scrive in scena pianissimo) nonostante l’espediente per far sentire il coro dei piccoli, tanto teneri e commoventi, ha rischiato seriamente di coprirli tanta la veemenza nel cantare il “Dove guardi splendon raggi”. Il cantare piano non è segno di debolezza, ma semmai di grande maestria nel gestire la voce.Passiamo ai solisti: Otello (Stuart Neill) penso non sia stato in serata e purtroppo se non si è al meglio questa parte è veramente impietosa anche per cantanti di un certo calibro.; Jago (Roberto Frontali) è stato bene in scena e ha dato una buona caratterizzazione al personaggio reagendo da cantante navigato anche al piccolo vuoto di memoria del II atto; così pure Desdemona (Jessica Nuccio) forse il non applauso alla fine dell’Ave Maria del IV atto è più dovuto all’ignoranza del pubblico che a una interpretazione insufficiente; Bene anche gli altri interpreti (Roderigo-Manuel Pierattelli, Lodovico-Seung Pil Choi, Montano-Giacomo Medici, Araldo- Franco Di Gerolamo) su cui spiccano Cassio-Davide Giusti e Emilia-Tamta Tarieli; Il direttore d’orchestra (Riccardo Frizza) ha ben cercato di colmare lo squilibrio accennato in precedenza, ma è difficile dipingere la volta della Cappella Sistina con un celestino a posto del blu. A volte i solisti, nei quartetti rischiavano di coprire l’orchestra. Cosa piuttosto anomala; Una valutazione più che positiva per la regia e le scene di Paco Azorìn sempre funzionali, snelle e mai superflue.Spesso ho alzato gli occhi in alto: il fantastico cielo sopra lo Sferisterio non smette mai di nutrire l’anima. Alla fine gli applausi ci sono stati anche se non in modo scrosciante e tutti siamo usciti in silenzioso ordine e un po’ storditi. Signori c’è Otello!!! Rispetto!
Scienza e filosofia per il primo sabato della quarta edizione di Futura Festival. Cervello, invenzione e cambiamento sono i temi che vengono affrontati insieme ai maggiori protagonisti della scena culturale e artistica italiana e internazionale: oggi, dalle 17.30 alle 23 si alternano a Civitanova Alta otto ospiti negli 11 appuntamenti in programma.Il pomeriggio inizia al Teatro Annibal Caro con il finalista del premio Galilei 2015, Roberto Defez e il genetista Edoardo Boncinelli, con un dibattito sugli organismi geneticamente modificati e sulla necessità di affrontare razionalmente questa tematica, sfatando i luoghi comuni e la dilagante disinformazione che ne ostacola la comprensione e il valore economico, in termini di competitività sul mercato e di sostenibilità per l’ambiente nell’imminente futuro. Alle 18, all’interno del cortile dell’ex Liceo, arriva lo scrittore, poeta e narratore Matteo Marchesini che, con Filippo La Porta, discute del suo libro Cronaca senza storia. In questa sua ultima raccolta di poesie, l’autore delinea il perimetro entro cui l’amore si trasforma irreparabilmente in un rapporto di forze e di potere.Dalle ore 18.30, nel Chiostro di Sant’Agostino, il filosofo Roberto Esposito regala una lectio magistralis in cui affronta il tema centrale del suo ultimo libro, Da fuori. Una filosofia per l’Europa, una riflessione sulla crisi vecchia e nuova dell’Europa che ha necessità di ritrovare il suo equilibrio.Dalle ore 19, al Teatro Annibal Caro, si parla invece del mutamento delle nuove generazioni con l’insegnante e scrittore Marco Lodoli, in occasione dell’uscita del libro Indaffarati darà una visione nuova dei nostri ragazzi.In prima serata alle 21, in piazza della Libertà, l’atteso incontro con una delle più amate scrittrici italiane. Dacia Maraini, intervistata da Filippo La Porta, dialoga sul tema del romanzo tra passato e futuro, ripercorrendo le tappe della sua esperienza nel mondo della scrittura. Ultimo ospite della giornata, lo scrittore Edoardo Albinati, con il suo libro La scuola cattolica, vincitore pochi giorni fa del premio Strega 2016. Un romanzo fagocitante, bulimico, che cerca, impossibilmente, di fare i conti una volta per tutte con gli atti e le ideologie di quella generazione diventata adulta negli anni settanta, tra crisi dei valori borghesi ed esplosione della violenza non solo politica, ma anche un trattato sull’educazione del maschio in Italia, il tentativo di rintracciare la genesi di quel carattere idealtipico di sopraffazione, arroganza, cameratismo criptofascista attraverso cui interpretare la storia complicata del nostro paese.Entrano nel vivo oggi anche i tanti laboratori scientifici che trovano posto quest’anno nel cortile dell’ex Liceo. Dalle 18.30 alle 21.30 con Nutriamo la mente: laboratori di chimica, fisica e biologia per grandi e piccini, un modo divertente di imparare e conoscere, partendo da fenomeni della quotidianità. Nel Chiostro di San Francesco, grazie alla collaborazione dell’Università di Camerino, Robot…che mania!, laboratori sulla robotica creativa e laboratori di animazione scientifica. Il Giardino della Scienza invita tutti alle 21.30 e alle 22.30 a L’uomo con l’Ombrello Rosso: in canoa sul grande fiume e L’evoluzione recente degli studi climatologici e della previsione metereologica.Attivo il servizio navetta. Futura Festival, diretto da Gino Troli, è organizzato in collaborazione con l’Amministrazione comunale, assessorato Cultura e Turismo, l’Azienda dei Teatri, con il sostegno della Regione Marche e il patrocinio della Provincia di Macerata e della Camera di Commercio. Il Cuore Adriatico è main sponsor, la BCC di Civitanova Marche e Montecosaro è sponsor. Partner tecnici sono QN, Miramare, Fontezoppa, Pellegrini Garden, Arredamenti Maurizi, Varnelli, Auto 90 Srl e Adriatica Pubblicità. I partner culturali sono Unicam, Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Istituto Nazionale Fisica Nucleare.Il programma completo, giorno per giorno è sul sito www.futurafestival.it.