Cade rovinosamente con la bici: 14enne soccorso in eliambulanza.
L'incidente è avvenuto, intorno alle 15:45 del pomeriggio odierno, in Contrada Fontescodella a Macerata.
Il ragazzino, mentre scorrazzava con la bicicletta, ha perso il controllo del mezzo ed è caduto violentemente a terra.
Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. Gli operatori dell'emergenza, valutata la situazione, hanno ritenuto opportuno allertare l'eliambulanza, che ha poi trasportato il 14enne all'ospedale di Torrette. Il ragazzino presentava un trauma facciale, ma le sue condizioni non risultano gravi.
Nel periodo delle festività natalizie, a Civitanova Marche sono stati consumati una serie di furti in abitazione.
Dall’interno degli appartamenti sono stati asportati televisori, computer oltre a denaro contante ed altri oggetti di valore ed inoltre da un’autofficina sono stati portatati via utensili da lavoro per un valore di svariate migliaia di euro. I furti hanno creato particolare allarme sociale anche perché si sono tenuti tutti in orario notturno e in concomitanza con il periodo delle festività.
Immediatamente sono scattate le indagini da parte del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche diretto dal Commissario Capo Fabio Mazza e della Squadra Mobile diretta dal Commissario Capo Matteo Luconi che, nell’arco di pochissimi giorni, attraverso molteplici e ripetuti servizi di appostamento e pedinamento nonché l’utilizzo di sistemi tecnologici, hanno portato all’individuazione del responsabile (e di un suo complice). Le risultanze investigative, comunicate alla Procura della Repubblica di Macerata, hanno portato alla decisione da parte del GIP presso il Tribunale Dott. Domenico Potetti , in totale accoglimento della tesi investigativa, di applicare la misura della custodia cautelare in carcere formulata dal Procuratore Giovanni Giorgio e dal Sostituto Vincenzo Carusi.
L’autore della serie di furti è stato individuato dalla Polizia di Stato in un giovane 27enne originario della provincia di Ascoli Piceno, senza fissa dimora, gravato da numerosi precedenti di Polizia, specie per reati contro il patrimonio. Da alcuni giorni il giovane aveva fatto perdere le proprie tracce, allontanandosi da Civitanova Marche. Nella giornata di ieri, dopo una intensa attività di ricerca dell’uomo sul territorio nazionale protrattasi per alcuni giorni, condotta anche con l’utilizzo di avanzati sistemi informatici, il soggetto è stato localizzato ad Ancona, nei pressi della stazione ferroviaria, dove verosimilmente l’individuo tentava di allontanarsi dalla regione. Il tempestivo intervento dei poliziotti della Questura di Macerata presso la stazione ha così impedito un’ulteriore fuga, consentendo l’arresto all’interno della Stazione ferroviaria dorica. L’uomo ritenuto responsabile del reato di Furto Aggravato continuato è stato successivamente recluso presso il carcere di Ancona Montacuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Quasi tutta la refurtiva è stata recuperata e riconsegnata ai legittimi proprietari.
Oltre all’arresto del 27enne le indagini condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. di Civitanova Marche hanno consentito anche di individuare e denunciare per gli stessi reati alla Procura della Repubblica di Macerata un secondo soggetto che oltre a concorrere con l’arrestato nei furti scoperti, dava appoggio logistico al 27enne poi tratto in arresto.
"Tutti gli accessi alla villetta sono stati effettuati nel pieno rispetto delle regole procedurali e correttezza scientifica, indossando calzari e solo dopo che il personale specializzato dei carabinieri di Ancona aveva isolato i dati materiali ritenuti di interesse investigativo e senza mai che il difensore abbia mosso rilievi nei verbali appositamente redatti anche con la sua partecipazione o comunque in memorie scritte". Lo precisa, in una nota, il procuratore Giovanni Giorgio riguardo l'omicidio di Montecassiano, rispondendo all'avvocato Andrea Netti che difende i familiari della vittima.
Il legale aveva sostenuto, nei giorni scorsi, che la scena del crimine sarebbe stata compromessa dall'eccessivo numero di persone entrate all'interno della villetta, da qui le puntualizzazioni della Procura di Macerata.
L'avvocato Netti aveva inoltre parlato di un indumento, trovato all'interno della villetta, che sarebbe potuto appartenere solo al presunto rapinatore e anche su questo c'é la risposta del procuratore Giorgio:
"Del presunto indumento indossato dal rapinatore, il difensore ha preferito parlare genericamente - afferma Giorgio - solo ai rappresentanti della stampa e mai nel corso delle ispezioni sinora effettuate anche con dettagliate videoriprese, all'interno della villetta in presenza dei suoi assistiti, o comunque nelle opportune sedi istituzionali con le modalità previste dal codice di procedura penale".
L'attività investigativa- conclude il procuratore nella nota - continua a svilupparsi con il massimo impegno nel rispetto del segreto investigativo ., consentendo agli indagati e ai loro difensori di esporre pienamente il loro punto di vita anche in occasione dei loro programmati interrogatori" .
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati 8 decessi correlati al Covid-19.
All'ospedale di Macerata è avvenuto il decesso di una 86enne di Civitanova Marche.
Due vittime sono state registrate all'ospedale Inrca di Ancona, dove hanno perso la vita un 84enne di Falconara Marittima e una 98enne originaria del capoluogo.
Sono stati, invece, cinque i decessi avvenuti al noscomio di Pesaro:si tratta di un 89enne di Pietrarubbia, una 91enne, una 86enne e una 94enne del capoluogo di provincia e infine un 72enne residente a Fossombrone.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1615 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (687), mentre sono 273 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità della Regione Marche
È sabato 2 gennaio, un uomo viene trovato nel cortile della sua abitazione a Brembo di Dalmine, in provincia di Bergamo, con il cranio fracassato, sfondato.
La vittima è Franco Colleoni, 68 anni, era stato un esponente di spicco della Lega Nord, per cinque anni segretario provinciale della Lega a Bergamo, attualmente gestiva il ristorante trattoria “il Carroccio” .
In un primo momento gli inquirenti hanno pensato ad una rapina finita male, poichè l’appartamento dell’uomo era stato messo a soqquadro, se pur non erano stati sottratti denaro nè oggetti di valore presenti nell’abitazione. Una pietra ed un bastone insanguinati sono stati posti sotto sequestro.
La furia omicida con cui l’assassino ha agito, accanendosi sulla vittima, colpendola violentemente alla testa ed al volto , aveva lasciato aperta la strada del movente personale.
Nella notte sono stati sentiti presso il comando locale dei Carabinieri amici e parenti della vittima per cercare eventuali soggetti che nutrissero nei confronti dell’uomo gravi risentimenti, data la violenza con cui si è consumata l’aggressione terminata in omicidio, sino a che, questa mattina, si è proceduto all’arresto del figlio, Francesco Colleoni, 34 enne.
Padre e figlio, che svolgeva le mansioni di cuoco nel ristorante di famiglia, avevano avuto una discussione, che sarebbe culminata in una colluttazione.Francesco avrebbe ripetutamente colpito il padre, sino a farlo cadere a terra, per poi sbattergli violentemente e ripetutamente la testa su una pietra del cortile e sfondargli il cranio.
Il movente sarebbe la gestione del ristorante di famiglia.
Nella notte Francesco avrebbe confessato agli inquirenti il litigio con il padre, riferendo poi di aver avuto un black out e di non ricordare più nulla.
(In foto Franco Colleoni)
Si sono svolti oggi alla 15 nella chiesa della frazione Valle Cascia di Montecassiano i funerali della 78enne Rosina Carsetti, trovata morta la sera della vigilia di Natale nella villetta a schiera di via Pertini.
Il rito religioso avrebbe dovuto svolgersi il 28 dicembre a Sant'Egidio tant'è che inizialmente il nullaosta era anche stato concesso ma la mancanza della firma del procuratore, aveva portato alla revoca e allo slittamento della cerimonia che nel primo pomeriggio di oggi è stata celebrata da don Franco Pranzetti.
Nella chiesa sono state ammesse circa 15 persone tra familiari e amici stretti. Oltre Arianna Orazi e Enea Simonetti, rispettivamente figlia e nipote di Rosina, al funerale hanno partecipato anche il marito Enrico Orazi e il figlio della coppia Enea Orazi. La funzione religiosa è durata circa mezz'ora dopodiché il carro funebre, attorniato da una piccola folla di amici e conoscenti, venuti a porgere l'ultimo saluto a Rosina, ha trasportato il feretro verso il cimitero per la sepoltura.
Oltre al funerale questa mattina si è anche svolta, alla presenza dei legali di difesa, gli avv. Andrea Netti e Valentina Romagnoli, una nuova ispezione dei carabinieri nella casa di Montecassiano . L'ispezione, è stata effettuata dai militari del SIS Sezione investigazioni scientifiche di Ancona, congiuntamente con i colleghi del nucleo investigativo dei Carabinieri di Macerata, i quali hanno effettuato accertamenti tecnici non ripetibili utili "per acquisire tracce o cose pertinenti al reato utili alla ricostruzione dei fatti" e quindi tese ad avvallorare o smentire la versione dei familiari e far luce sulla morte di Rosina.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati tredici decessi correlati al Covid-19.
Nelle strutture ospedaliere della provincia di Macerata si sono verificati tre decessi: due all'Ospedale Civile del Capoluogo Marche dove hanno perso la vita una 89 enne di Sarnano e una 91enne civitanovese mentre un 75enne di Potenza Picena è spirato al nosocomio di Civitanova Marche
Nell' Anconetano si sono registrati due decessi: si tratta di una 84enne di Osimo che si è spenta all'INRCA di Ancona e un 84enne di Senigallia è deceduto nel presidio dorico di 'Torrette'. Due vittime anche all'Ospedale di San Benedetto del Tronto dove si sono registrati i decessi di un 90enne di Acquaviva Picena un 82enne sambendettese.
Quattro vittime al noscomio di Pesaro: si tratta di un 91enne di Mondavio, una 75enne di Tavullia, una 82enne di Urbania e un 84enne pesarese. Un decesso anche al "A.Murri" di Fermo dove si è spenta una 92enne del posto mentre sempre nella provincia fermano è spirato, presso la sua abitazione un 84enne di Monte Urano.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1607 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (682), mentre sono 272 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità della Regione Marche:
Gli agenti della Polizia Locale del Comune di San Severino Marche sono intervenuti oggi pomeriggio, intorno alle 16:15, lungo la strada 361 “Septempedana”, all’altezza del Km. 59+300 in località Cicconi, per un albero pericolante che minacciava di finire sulle auto in transito.
La viabilità è stata bloccata per alcuni minuti, il tempo necessario per permettere ai Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto, di rimuovere alcuni rami e riportare la situazione in sicurezza.
Canna fumaria del camino di un'abitazione in fiamme: intervengono i Vigli del Fuoco
E' quanto accaduto nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16:40 in una abitazione sita in Contrada Imbrecciata a Montefano.
Sul posto sono prontamente intervenute delle squadre dei Vigili del Fuoco di Macerata con diversi mezzi che hanno subito spento il rogo che si era propagato su una parte del tetto in legno dell'immobile e hanno provveduto a mettere in sicurezza l'intera zona.
Ancora incerte le cause di innesco dell'incendio. Non si registrano persone intossicate o ferite.
Intervento ancora in fase di completamento.
(Servizio in aggiornamento)
Un lupo finisce in una trappola utilizzata dai bracconieri: grazie alla segnalazione di un cittadino, i Carabinieri Forestali riescono a salvarlo.
IL FATTO - Nei giorni appena trascorsi il signor Z. K., nativo di Zhe Jiang (Cina) e regolarmente residente in Italia, ha segnalato alla Stazione Carabinieri Forestale di Sarnano la presenza di un cane intrappolato in una corda di acciaio nel Comune di Sant’Angelo in Pontano.
La pattuglia di Carabinieri Forestali, composta da due militari, è intervenuta immediatamente sul posto della segnalazione, constatando l’effettiva presenza di un animale ancora in vita rimasto intrappolato in una corda di acciaio, posizionata e utilizzata solitamente dai bracconieri come laccio per la cattura di fauna selvatica, cinghiali in particolare.
Il laccio, che costituisce mezzo di caccia illecito, risultava essere stato collocato in prossimità di un sentiero interno ad una fascia boscata, non lontano da una strada comunale.
All’occhio esperto dei Carabinieri Forestali è apparso subito evidente come l’animale intrappolato di cui era stata segnalata la presenza non fosse un cane, bensì un lupo, specie che la legge classifica come “particolarmente protetta”.
L’animale, impossibilitato a muoversi a causa della stretta del laccio, si presentava comunque in buone condizioni di salute.
L'INTERVENTO - Per procedere all’intervento di liberazione è stato richiesto l’immediato intervento del Personale del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Fermo.
Giunti sul posto, gli operatori del CRAS hanno proceduto, tramite l’intervento di un medico veterinario, ad anestetizzare l’animale al fine di procedere in sicurezza alla sua liberazione dal laccio. Una volta “addormentato”, due operatori del CRAS hanno provveduto al recupero dell’animale per trasferirlo nel “Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone” di Sasso Marconi in provincia di Bologna, il quale è centro specializzato di riferimento per la cura degli esemplari di lupo.
La procedura seguita è in conformità alle direttive della Regione Marche che prevedono, oltre le cure, lo svolgimento di successivi accertamenti del DNA e rilievi biometrici per scopi scientifici.
Una volta verificato lo stato di salute del lupo e somministrate le eventuali terapie medico-veterinarie presso il Centro di Monte Adone, l’animale, come in tanti altri casi, verrà nuovamente posto in libertà nel suo ambiente naturale.
LE INDAGINI - Sono subito partite le indagini di polizia giudiziaria da parte dei militari della Stazione Carabinieri Forestale di Sarnano per la ricerca di elementi utili al fine di poter identificare il responsabile dell’illecito, che costituisce reato punito ai sensi della legge 157/1992, articolo 30, comma 1 lettera b (pena dell'arresto da due a otto mesi o dell'ammenda da euro 774 euro a 2.065 euro) e lettera h (pena dell'ammenda fino a 1.549 euro), dell’articolo 544-ter del codice penale (pena della reclusione da tre a diciotto mesi o della multa da 5.000 a 30.000 euro) e articolo 727-bis sempre del codice penale (pena dell’arresto da uno a sei mesi o dell’ammenda fino a 4.000 euro).
Da evidenziare con un plauso, il senso civico e la prontezza del cittadino che - con la sua tempestiva chiamata - ha permesso di salvare la vita al lupo, la cui fondamentale presenza quale predatore contribuisce a garantire gli equilibri dell’ecosistema.
In data odierna, a conclusione delle indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Pollenza e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata, è stato denunciato all’autorità giudiziaria un artigiano 48enne di Pollenza che, allo scoccare della mezzanotte del primo giorno dell’anno ha fatto esplodere un grosso petardo nelle vicinanze del Palazzo Comunale, provocando danni oltre che agli infissi del Municipio anche a quelli delle vicine abitazioni e attività commerciali (leggi qui).
I Carabinieri, viste le immagini dei sistemi di video sorveglianza e sentiti alcuni testimoni oculari, hanno accertato che l'uomo, dopo avere assemblato numerosi petardi unendoli con del nastro adesivo, li faceva esplodere provocando l’onda d’urto che causava la rottura dei vetri delle finestre affacciate sulla piazzetta del Comune.
Lo stesso 48enne, dopo circa un’ora, ha fatto esplodere un altro ordigno - di eguale potenza - in via Ungaretti, sempre a Pollenza, senza però creare ulteriori danni.
Il pollentino, che ha ammesso le proprie responsabilità rendendosi disponibile a risarcire i danni arrecati, oltre alla denuncia per esplosioni pericolose e danneggiamento è stato anche sanzionato per la violazione del divieto di spostamento senza giustificato motivo oltre le ore 22:00.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati dieci decessi correlati al Covid-19.
Nelle strutture ospedaliere della provincia di Macerata si è verificato un decesso all'Ospedale del Civitanova Marche dove è spirato un 79 enne di Sarnano.
Nell' Anconetano si sono registrati due decessi entrambi al nosocomio di Jesi dove si sono spente una 87enne di Fermo e un 80enne jesino. Un decesso invece all'Ospedale di San Benedetto del Tronto dove si registra il decesso di una 99enne originaria di Sarnano.
Sette vittime all'Ospedale del Capoluogo pesarese: si tratta di un 62enne di San Lorenzo in Campo, una 87enne e una 89enne di Mondolfo, una 96enne di Mercatello sul Metauro e infine: una 82enne, una 80enne, e una 88enne originare di Pesaro.
Due decessi al "A.Murri" di Fermo dove sono registrati i decessi di una 86enne di Civitanova Marche e un 68enne fermano.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1594 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (678), mentre sono 269 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità della Regione Marche:
Guida con un tasso alcolemico tre volte superiore al limite: nei guai un 38enne
Questa mattina, I carabinieri della Stazione di Monte San Giusto hanno denunciato un 38enne di Morrovalle per guida in stato di ebbrezza superiore a 1,5 g/L, contravvenzionato anche perché uscito dal proprio comune senza valido motivo ex COVID-19.
Un provvedimento restrittivo è stato invece eseguito da personale della Stazione Carabinieri di Civitanova Marche nel pomeriggio di mercoledì scorso nei confronti di un cinquantunenne civitanovese ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti contro familiari, fatti emersi da circostanziata denuncia querela presentata dalla sua ex compagna e posti al vaglio dell’Autorità Giudiziaria scaligera, tanto che il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Verona D.ssa Paola Vacca ha emesso nei suoi confronti il 29 dicembre 2020 specifica ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con espresso divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con la parte offesa.
Nella tarda serata di ieri i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche, dopo serrate ricerche caratterizzate da appostamenti e pedinamenti, sono riusciti a rintracciare e trarre in arresto Houssine Ben Slim, ventottenne tunisino senza fissa dimora, destinatario di un ordine di carcerazione emesso lo scorso 18 dicembre dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata poiché condannato in via definitiva alla pena di sei anni e tre mesi di reclusione per tentato omicidio e porto abusivo di arma da taglio.
I fatti erano avvenuti alla fine di luglio del 2016 presso i giardini ‘Caduti del Mare’ di Civitanova Marche, ove al termine di una discussione aveva colpito un conoscente con due fendenti, il primo al torace, l’altro alla schiena. L’uomo dopo la condanna aveva fatto perdere le sue tracce, si spostava frequentemente sul territorio nazionale per evitare di essere rintracciato, fino a quando gli investigatori dell’Aliquota Operativa hanno stretto il cerchio intorno a lui e le sue frequentazioni e sono riusciti ad individuarlo nella citta rivierasca, quindi, dopo il vano quanto inutile tentativo di fuga, lo hanno braccato e, dopo la necessaria identificazione mediante il foto segnalamento e le acquisizioni dattiloscopiche che ne stabilissero la reale identità, lo hanno dichiarato in arresto e trasferito presso la Casa Circondariale di Fermo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
La "zona rossa" imposta dal Governo durante le festività invernali, mirata al contenimento del contagio da Coronavirus, non ha fermato in molti casi la voglia di salutare l'arrivo del nuovo anno con i tradizionali fuochi artificiali.
In occasione dei festeggiamenti questo Capodanno versione 'lockdown' non sono mancati i danni causati da artifici pirotecnici come è accaduto a Montegranaro in provincia di Fermo dove due auto sono state avvolte dalle fiamme proprio a causa di un 'botto di fine anno'.
Il rogo si è sviluppato poco la dopo la mezzanotte nel parcheggio di una abitazione sita in via Anna Kuliscioff e subito è stato lanciato l'allarme da parte dei residenti. Immediato è stato l'arrivo sul posto dei Vigili del Fuoco che, non in poco tempo, sono riusciti a domare l'incendio ma per le due autovetture (una Renault Clio e una Peugeot 206) c'è stato bene poco da fare in quanto completamente consumate dalle fiamme.
L'incendio divampato non ha risparmiato nemmeno la palazzina attigua al parcheggio che è stata anch'essa danneggiata sulla facciata esterna
Sul posto sono intervenuti gli uomini della locale stazione dei Carabinieri che hanno svolto i rilievi di rito per ricostruire la dinamica di quanto accaduto.
Non si registrano persone intossicate o ferite.
E' stata disposta per il 2 Gennaio, alla presenza dei legali di difesa, gli avv. Andrea Netti e Valentina Romagnoli, una nuova ispezione dei carabinieri nella casa di Montecassiano dove la vigilia di Natale è stata trovato il corpo senza vita di Rosina Carsetti
L'ispezione, effettuata dai militari del SIS Sezione investigazioni scientifiche di Ancona, congiuntamente con i colleghi del nucleo investigativo dei Carabinieri di Macerata, per accertamenti tecnici non ripetibili vedrà impegnati gli investigatori nel rinvenimento di ogni traccia utile "per acquisire tracce o cose pertinenti al reato utili alla ricostruzione dei fatti" e quindi tese ad avvallorare o smentire la versione dei familiari e far luce sulla morte di Rosina
Gli avvocati della difesa sostengono di aver gia rinvenuto indizi che confermano la tesi dei familiari secondo i quali si è trattato di una rapina finita male con un malvivente che si era introdotto nell'abitazione.
In particolare la difesa indica dei segni di effrazione su una finestra (giudicate dalla procura "valutazioni difensive") ed un abito che non sarebbe riconducibile a persone della famiglia e che potrebbe quindi essere stato lasciato dal malvivente.
Il procuratore Giovanni Giorgio e del pm Vincenzo Carusi seguono con grande attenzione la vicenda mettendo in atto ogno accertamento che possa essere necessario alla risoluzione del caso.
Nonostante la "zona rossa" imposta dal Governo per evitare il propagarsi della pandemia nei giorni festivi, non sono mancati i danni provocati dai fuochi artificiali in occasione dei festeggiamenti di Capodanno. A Pollenza un ordigno artigianale molto potente - fatto saltare nella piazza, poco dopo la mezzanotte - ha fatto esplodere i vetri e gli infissi delle finestre anteriori del palazzo comunale, di una gioielleria attigua e di alcune abitazioni vicine.
Sul posto sono giunti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Macerata e successivamente il sindaco di Pollenza Mauro Romoli, per constatare i danni.
Il vice-sindaco Andrea Primucci, attraverso un post pubblicato sui social, ha commentato duramente quanto avvenuto allegando le foto dei danneggiamenti provocati dall'esplosione: "La natura non è stata benevola con voi: vi ha dato un cervello grande come l’atomo di una nocciolina. I primi soldi che il Comune di Pollenza spenderà nel 2021 saranno per riparare agli effetti della vostro eroico gesto. Potevano essere utilizzati per sistemare un parco o una strada...li useremo per sistemare le finestre del palazzo comunale, pazienza".
Il bilancio della serata, stilato dai carabinieri, ha fatto registrare molte chiamate nella varie stazioni da parte proprietari di animali domestici per via dello spavento provocato dai botti alle povere bestiole.
"Il 24 dicembre la vita della nostra famiglia è stata sconvolta, anziché poter vivere ed elaborare un lutto siamo stati travolti da una vicenda giudiziaria". Lo scrive Arianna Orazi indagata - insieme al padre e al figlio - per l'omicidio della madre Rosina Carsetti, 78enne, soffocata la sera della vigilia di Natale.
I familiari respingono l'accusa e sostengono che il decesso dell'anziana fu conseguenza di una rapina messa a segno quella sera verso le 19:30 da un rapinatore solitario, mascherato e con i calzari ai piedi, nella loro villetta a schiera a Montecassiano.
"Non abbiamo potuto piangere né stringerci attorno mia madre - prosegue nella nota Arianna Orazi -. Ringraziamo le numerose attestazioni di affetto e vicinanza ricevute, chiediamo agli altri di non giudicare e di rispettare la nostra famiglia. Vorremmo vivere il più possibile in forma privata il funerale e confidiamo nel fatto che presto sarà tutto chiarito. Grazie".
Una nuova ispezione dei carabinieri nella villetta a schiera di via Pertini a Montecassiano, dove la sera della vigilia di Natale era stata trovata morta Rosina Carsetti, 78 anni, verrà eseguita il 2 gennaio alle ore 10 per accertamenti tecnici non ripetibili, alla presenza dei legali di difesa, tra cui gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, e consulenti.
I militari della Sezione investigazioni scientifiche di Ancona e del nucleo investigativo di Macerata procederanno a ispezionare l'abitazione "per acquisire tracce o cose pertinenti al reato utili alla ricostruzione dei fatti".
Tre familiari conviventi dell'anziana, la quale il 19 dicembre si era rivolta a un centro antiviolenza per presunte tensioni in famiglia, - il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote Enea -, sono indagati dalla procura di Macerata per concorso in omicidio, favoreggiamento e simulazione di reato.
Non ha convinto gli inquirenti la loro versione dei fatti secondo cui la morte della Carsetti sarebbe derivata da una rapina finita male: quella sera, secondo gli indagati, un rapinatore solitario col volto coperto sarebbe piombato in casa dalla portafinestra del cucinino dove la difesa sostiene ci sarebbero segni di effrazione (per la procura sono "valutazioni difensive").
Poi, sempre secondo gli indagati, il rapinatore avrebbe soffocato Rosina, messo fuori causa il marito della vittima (chiuso in bagno) e la figlia (legata), prima di fuggire con circa 2mila euro verso le 19:30. Il nipote della 78enne non sarebbe stato in casa e avrebbe liberato gli altri due dopo essere tornato dal supermercato.
Nella ricostruzione difensiva entrerebbe anche un indumento, forse portato dal rapinatore e rimasto nell'abitazione. Tutti gli elementi sono al vaglio del procuratore Giovanni Giorgio e del pm Vincenzo Carusi determinati a indagare a 360 gradi e a compiere tutti gli accertamenti, anche tecnici, del caso.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati dieci decessi correlati al Covid-19.
Nella provincia di Macerata si è verificato un decesso all'Ospedale del Capoluogo dove è spirato un 83enne originario di Mogliano.
Nelle strutture ospedaliere dell'Anconetano si sono registrati quattro decessi: due all'INRCA, dove si sono spente una 87enne di Loreto e una della medesima età di Ancona mentre al nosocomio di Senigallia ha perso la vita un 96enne del posto. Una vittima anche all'ospedale di Jesi dove ha trovato la morte un 87enne di Monsano.
Tre vittime all'Ospedale di Pesaro: si tratta di un 98enne di Fano, una 82enne di Cantiano e una 89enne pesarese.
Un decesso al nosocomio di San Benedetto del Tronto dove si registra il decesso di un 76enne di Ascoli Piceno così come alla RSA di Macerata Feltria, dove si è spenta una 94enne .
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1581 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (671), mentre sono 266 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità della Regione Marche:
Brutto incidente intorno alle 11 di oggi nelle campagne di Potenza Picena.
Stando a una prima ricostruzione, il conducente di un trattore, mentre era al lavoro su un terreno agricolo, ha perso il controllo del mezzo e, per cause ancora in corso di accertemanto, si è ribaltato.
Immediato è scattato l'allarme e i sanitari del 118, intervenuti prontamente sul posto, hanno prestato le prime cure del caso all'uomo per poi allertare l'eliambulanza che ha successivamente trasportato il conducente del mezzo agricolo all'Ospedale Torrette di Ancona in codice rosso.