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Cronaca Montecassiano

Giallo Montecassiano, parla la figlia di Rosina: "Sconvolta la nostra vita, presto tutto chiarito"

Giallo Montecassiano, parla la figlia di Rosina: "Sconvolta la nostra vita, presto tutto chiarito"

"Il 24 dicembre la vita della nostra famiglia è stata sconvolta, anziché poter vivere ed elaborare un lutto siamo stati travolti da una vicenda giudiziaria". Lo scrive Arianna Orazi indagata - insieme al padre e al figlio - per l'omicidio della madre Rosina Carsetti, 78enne, soffocata la sera della vigilia di Natale.

I familiari respingono l'accusa e sostengono che il decesso dell'anziana fu conseguenza di una rapina messa a segno quella sera verso le 19:30 da un rapinatore solitario, mascherato e con i calzari ai piedi, nella loro villetta a schiera a Montecassiano.

"Non abbiamo potuto piangere né stringerci attorno mia madre - prosegue nella nota Arianna Orazi -. Ringraziamo le numerose attestazioni di affetto e vicinanza ricevute, chiediamo agli altri di non giudicare e di rispettare la nostra famiglia. Vorremmo vivere il più possibile in forma privata il funerale e confidiamo nel fatto che presto sarà tutto chiarito. Grazie".

Una nuova ispezione dei carabinieri nella villetta a schiera di via Pertini a Montecassiano, dove la sera della vigilia di Natale era stata trovata morta Rosina Carsetti, 78 anni, verrà eseguita il 2 gennaio alle ore 10 per accertamenti tecnici non ripetibili, alla presenza dei legali di difesa, tra cui gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, e consulenti.

I militari della Sezione investigazioni scientifiche di Ancona e del nucleo investigativo di Macerata procederanno a ispezionare l'abitazione "per acquisire tracce o cose pertinenti al reato utili alla ricostruzione dei fatti".

Tre familiari conviventi dell'anziana, la quale il 19 dicembre si era rivolta a un centro antiviolenza per presunte tensioni in famiglia, - il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote Enea -, sono indagati dalla procura di Macerata per concorso in omicidio, favoreggiamento e simulazione di reato.

Non ha convinto gli inquirenti la loro versione dei fatti secondo cui la morte della Carsetti sarebbe derivata da una rapina finita male: quella sera, secondo gli indagati, un rapinatore solitario col volto coperto sarebbe piombato in casa dalla portafinestra del cucinino dove la difesa sostiene ci sarebbero segni di effrazione (per la procura sono "valutazioni difensive").

Poi, sempre secondo gli indagati, il rapinatore avrebbe soffocato Rosina, messo fuori causa il marito della vittima (chiuso in bagno) e la figlia (legata), prima di fuggire con circa 2mila euro verso le 19:30. Il nipote della 78enne non sarebbe stato in casa e avrebbe liberato gli altri due dopo essere tornato dal supermercato.

Nella ricostruzione difensiva entrerebbe anche un indumento, forse portato dal rapinatore e rimasto nell'abitazione. Tutti gli elementi sono al vaglio del procuratore Giovanni Giorgio e del pm Vincenzo Carusi determinati a indagare a 360 gradi e a compiere tutti gli accertamenti, anche tecnici, del caso.

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