Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, purtroppo, nelle ultime 24 ore si sono verificati nove decessi correlati al Covid-19.
È stata notificata la morte di un 97enne civitanovese, all'ospedale di Macerata. L'uomo presentava già altre patologie pregresse.
All'ospedale di Senigallia hanno perso la vita tre persone: una 85enne agrigentina, oltre a una 84enne e una 87enne del luogo.
Nel territorio anconetano si sono registrate altre due vittime: si tratta di un 72enne originario di Porto San Giorgio all'ospedale Torrette di Ancona e di un 71enne di Fabriano all'ospedale di Jesi.
Altri due decessi si sono verificati all'ospedale "Murri" di Fermo: un 81enne Servigliano e una 67enne di Petritoli.
All'ospedale di Pesaro ha perso la vita, causa Covid, una 87enne di Fossombrone.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1685 persone. Pesaro-Urbino si conferma la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (717), mentre sono 282 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Incidente a Macerata, coinvolte due autovetture: una Volkswagen Polo e una Lancia Ypsilon, entrambe di colore chiaro. È quanto avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 16:00, in via Spalato.
L'impatto è avvenuto all'altezza di un incrocio sebbene sia ancora da chiarire l'esatta dinamica del sinistro, la cui ricostruzione sarà affidata agli agenti della Polizia Locale di Macerata, i quali - intervenuti con due pattuglie - si stanno anche incaricando di direzionare il traffico nella zona incidentata su una sola corsia, per consentire le operazioni di sgombero della carreggiata.
Fortunatamente non si segnala nessun ferito, soltanto tanta paura per i due conducenti.
(Foto di Giammario Scodanibbio)
Trovato in possesso di droga, tenta di fuggire: arrestato
Il giorno dell’epifania i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche hanno tratto in arresto un ventunenne tunisino trovato in possesso di un involucro contenente cinquanta grammi di eroina ed alcune dosi di hashish, oltre a risultare poi responsabile della violazione delle norme in materia di immigrazione.
I fatti risalgono al primo pomeriggio del 6 gennaio quando il giovane era stato individuato in località Fontespina e, realizzata la presenza dei carabinieri, ha tentato invano di scappare, quindi ha perso il controllo della bicicletta sulla quale viaggiava ed è scivolato. Una volta raggiunto dai militari, ha provato inutilmente di disfarsi di un involucro che è risultato contenere il significativo quantitativo di stupefacente, immediatamente recuperato insieme ad alcune dosi di hashish che teneva invece nascoste nelle scarpe. Lo straniero è stato tratto in arresto per la violazione dell’art. 73 del d.p.r. 309/90 in materia di stupefacenti e condotto in caserma per i necessari rilievi fotosegnaletici poiché sprovvisto di qualsivoglia documento di identità.
Inoltre, gli ulteriori doverosi accertamenti svolti d’ufficio nella giornata di ieri 7 u.s., utili a stabilire la regolarità della sua posizione sul territorio nazionale, hanno consentito verificare che il giovane, clandestino e senza fissa dimora, era già stato respinto mediante accompagnamento coattivo alla frontiera il 6 febbraio 2020 in forza di un provvedimento della Questura di Trapani, pertanto, è stato nuovamente arrestato per la violazione dell’articolo 13, comma 13, del d.lgs. 286/1998 e s.m.i. che prevede l’arresto obbligatorio per la polizia giudiziaria anche fuori dai casi di flagranza.
L’uomo è custodito presso le camera di sicurezza del reparto e sarà presentato in tarda mattinata odierna dinanzi al Tribunale di Macerata per l’udienza di convalida ed il rito direttissimo, così come disposto dal Pubblico Ministero d.ssa Stefania Ciccioli
Scattano i sigilli ad una ditta del Maceratese da parte dei Carabinieri Forestali nell'ambito di una lunga indagine riguardante un presunto traffico di rifiuti,
Ad essere colpita la ditta Lattanzi Sandro, che ha sede a Macerata, un' impresa dedita a lavori edili, scavi e demolizioni che ha visto i militari dell'Arma porre i sigilli ai cancelli della sede in Contrada Vallebona ponendo così sotto sequestro l'intera azienda.
Il sequestro avviene a seguito di un'indagine condotta dal Dda di Ancona che tratta di un traffico illecito di rifiuti edili, di rifiuti non pericolosi e di rifiuti contenenti amianto e ha portato ad iscrivere una trentina di persone nel registro degli indagati.
I militari hanno proceduto inoltre al sequestro per equivalente di denaro o altri beni per circa 193.800 euro: il sequestro ha previsto il blocco dei conti correnti bancari e beni immobili ed è finalizzato alla confisca, quale ingiusto profitto derivante dall’illecito traffico.
Le indagini, iniziate sulla gestione dei rifiuti nella fase della ricostruzione post-sisma e in particolare sulle macerie, hanno consentito di delineare un ampio disegno criminoso ad opera della suddetta Ditta, volto ad ottenere un ingiusto profitto derivante dalla illecita gestione di maggiori quantità di rifiuti o dalla gestione non autorizzata di rifiuti, dal risparmio illecito sui costi per recupero, smaltimento e trasporto, mettendo in atto ripetute e organizzate violazioni di legge, in maniera continuativa e organizzata.
La condotta impropria ha permesso l’accumulo, oltre il limite consentito, di decine di migliaia tonnellate di rifiuti di rifiuti edili pericolosi e non (comprese le macerie del sisma), anche di quelli contenenti amianto, stimati in circa 38.760 tonnellate. Tale situazione illecita ha comportato numerose violazioni di legge: superamento della superficie utilizzabile dall’impianto, diversa configurazione dell’impianto con anche rimodellamenti non previsti, inefficacia del sistema di raccolta delle acque di dilavamento dei rifiuti, utilizzo di attrezzature non idonee (quali cassoni usurati non a tenuta stagna), mancata separazione tra i vari rifiuti.
L’elevato numero di movimentazioni illecite, nonostante il provvedimento di “diffida” emessa dagli uffici della Provincia di Macerata, ha permesso alla Ditta il mantenimento e la nuova acquisizione di clienti che altrimenti si sarebbero rivolti altrove, oltreché la possibilità di effettuare direttamente lavori, contando sull’utilizzo del proprio impianto.
Oltre all'azienda interessata dal sequestro è stata denunciata a piede libero per traffico illecito di rifiuti anche un’altra ditta del Maceratese con sede legale a Tolentino la quale, al fine di ottenere ingiusti risparmi dagli illeciti recuperi e smaltimenti dei rifiuti, ha messo in atto ripetute e organizzate violazioni di legge nell’ambito della gestione dei rifiuti. In particolare, sfruttava la gestione illecita dell’impianto aziendale della Ditta di Macerata e si serviva in maniera consistente dell’attività di trasporto illecita di rifiuti della medesima, in quanto effettuata in assenza di specifica iscrizione all’Albo Gestori Ambientali.
L’organizzazione criminosa delineata a seguito dell’attività investigativa ha visto la denuncia per reati che vanno dalla gestione illecita, truffa, subappalti non autorizzati, di 31 persone: tra questi, oltre le Ditte interessate, 23 responsabili legali di aziende dedite a lavori edili/movimenti terra, 2 direttori dei lavori, 1 funzionario pubblico responsabile del procedimento e 3 proprietari e committenti dei lavori, tutti residenti per la maggior parte in Provincia di Macerata, ma anche al di fuori della stessa e della Regione Marche.
Rientro in classe traumatico per alunni ed insegnanti dell’asilo comunale per l’Infanzia dell’Istituto Interprovinciale dei Sibillini di Comunanza.
Questa mattina, intorno alle ore 12, a causa del cattivo funzionamento dell’impianto di riscaldamento istallato nella sede scolastica provvisoria, in attesa che vengano ultimati i lavori nell'istituto principale, si è verificata una fuoriuscita di monossido di carbonio.
All'interno dell'edificio erano presenti dei bimbi di età compresa trai i 3 e i 5 anni e quattro di loro, dopo avere accusato dei segni di malessere, sono svenuti tant'è che il personale scolastico ha subito lanciato l'allarme facendo anche evacuare l'edificio. Sul posto sono prontamente intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco che, dove aver verificato il corretto sgombero del plesso, hanno provveduto ad effettuare misurazioni strumentali, atte a verificare la presenza, negli ambienti, di gas o altre sostanze, riscontrando la presenza di monossido di carbonio in alcuni locali della scuola.
Una tragedia sfiorata in quanto il monossido di carbonio, se inalato, potrebbe diventare letale in brevissimo tempo. Per i quattro piccoli alunni, che nel frattempo si erano ripresi, e una docente è stato reso necessario il trasporto al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Amandola a scopo precauzionale.
Presenti sul posto anche gli agenti della locale stazione dei Carabinieri insieme ad un’ambulanza della centrale operativa del 118.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati quindici decessi correlati al Covid-19.
Sono sei le vittime all'Ospedale di Pesaro: si tratta di una 87enne di Sant'Ippolito, una 92enne di Fano, una 92enne di Monteporzio, un 71enne di Fossombrone e un 75enne di Urbania insieme ad 84enne originario della città del capoluogo. Un decesso anche alla Residenza Sanitaria Galantara dove si è spento una 92enne di Fossombrone.
Nell' Anconetano si sono registrati quattro decessi: si tratta di una 80enne di Cartoceto e un 82enne di Fano al nosocomio dorico di 'Torrette' mentre al Ospedale di Jesi si sono spenti un 70enne di Serra dei Conti e un 93enne Jesino. Una vittima al nosocomio di Amandola in provincia di Fermo dove è spirata una 82enne di Porto Sant'Elpidio.
Tra decessi all'Ospedale di San Benedetto del Tronto dove hanno perso la vita un 82enne di Colli del Tronto insieme ad una 97enne e una 77enne entrambe originarie di Ascoli Piceno.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1676 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (716), mentre sono 281 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità della Regione Marche:
È scomparso ieri pomeriggio, all'età di 97 anni, don Lamberto Pigini. Il 5 gennaio aveva avuto un malore ed era stato ricoverato all'ospedale di Civitanova Marche, dove è deceduto ieri a seguito di un arresto cardiocircolatorio.
Don Lamberto era molto noto nella città di Recanati, e non solo, per il suo impegno nell'imprenditoria, sia con il marchio Eko Music Group, fondato dal fratello Oliviero, sia con la Pigini Group a cui sono affiliate l'azienda Tecnostampa e la casa editrice Eli.
Per quanto riguarda le esequie la camera ardente sarà allestita al duomo di Recanati domani venerdì 8 dalle ore 8.30 alle ore 20 mentre il rito funebre si terrà sempre nella Cattedrale di san Flaviano a Recanati sabato 9 gennaio alle 9.30.
Per questioni di distanziamento la capienza massima della Cattedrale è di 200 posti, e n parte di essi saranno occupati da parenti, familiari e conoscenti più stretti e per tali motivi la Diocesi di Macerata ha organizzato la ripresa della funzione religiosa e la sua trasmissione in diretta sia sul canale YouTube della Diocesi stessa sia sul canale 89 del digitale terrestre.
La messa verrà inoltre proiettata in contemporanea nella chiesa di Cristo Redentore di Villa Teresa.
Come già preannunciato nei giorni scorsi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i familiari indagati per la morte di Rosina Carsetti, la donna di 78 anni trovata senza vita la sera della Vigilia di Natale nella sua abitazione in via Pertini, a Montecassiano.
Il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna Orazi e il nipote Enea Simonetti si sono presentati nella mattinata odierna al Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata, per essere sottoposti all'interrogatorio voluto dalla Procura per chiarire alcuni aspetti della vicenda, ancora avvolta nel mistero.
I tre non hanno rilasciato alcuna dichiarazione agli inquirenti, continuando a sostenere come quella notte vi fu una rapina durante la quale Rosina sarebbe stata soffocata. Per la difesa, affidata agli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, il malvivente avrebbe chiuso il marito della vittima in bagno, schiaffeggiato e legato la figlia per i polsi, - entrambi liberati dal nipote tornato a casa - scappando con circa 2mila euro; in quei frangenti avrebbe soffocato l'anziana.
Gli accertamenti dei carabinieri alla villetta di via Pertini, con un sopralluogo, dovrebbero proseguire sabato 9 gennaio.
È scomparso nel pomeriggio di ieri, all'età di 97 anni, don Lamberto Pigini. Il 5 gennaio aveva avuto un malore ed era stato ricoverato all'ospedale di Civitanova Marche, dove è deceduto ieri pomeriggio.
Don Lamberto era molto noto nella città di Recanati, e non solo, per il suo impegno nell'imprenditoria, sia con il marchio Eko Music Group, fondato dal fratello Oliviero, sia con la Pigini Group a cui sono affiliate l'azienda Tecnostampa e la casa editrice Eli.
Il sindaco di Recanati Antonio Bravi lo ha ricordato "come geniale imprenditore nel campo della comunicazione e dell'editoria".
"Solo durante la scorsa estate Don Lamberto Pigini aveva festeggiato il suo compleanno - scrive il primo cittadino -, con un traguardo di età di tutto rispetto, e un lungo curriculum alle spalle di grandi imprese. Lo ricordiamo per la sua attiva presenza in città, pronto al saluto e allo scambio cordiale, col passo veloce che solo negli ultimi anni si era fatto un po' incerto".
"Molti lo ricorderanno per le sue omelie colte e profonde, mai scontate. Una figura che lascia indelebili tracce nella nostra città e un patrimonio di idee e di attività che ha seguito sempre con attenzione, anche dopo il ritiro dalle sue attività. Partecipiamo al lutto dei familiari a cui inviamo le nostre più sentite condoglianze" ha dichiarato commosso Bravi.
I funerali di don Lamberto Pigini si terranno sabato 9 gennaio alle ore 9:30, nella Cattedrale di Recanati dove, a partire da venerdì 8 gennaio, alle ore 8:30, sarà allestita la camera ardente.
A causa del fondo ghiacciato della carreggiata stradale perde il controllo del proprio veicolo, che si ribalta: conducente trasferito al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata. È quanto avvenuto attorno alle 7:45 della mattinata odierna, lungo la statale che congiunge Serravalle di Chienti alla frazione di Morro, nel comune di Camerino.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 che hanno provveduto a prestare le prime cure del caso all'uomo a bordo del veicolo, un anziano. Per svolgere maggiori accertamenti è stato predisposto il trasferimento al nosocomio maceratese, ma i traumi riportati dal conducente non sono gravi.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati quattordici decessi correlati al Covid-19.
Nelle strutture ospedaliere della provincia di Macerata si sono verificati due decessi all'Ospedale di Civitanova Marche dove hanno perso la vita un 83enne di Recanati e una 82enne di Macerata mentre al noscomio civile del Capoluogo si è spenta una 91enne di Recanati
Otto vittime all'Ospedale di Pesaro: si tratta di un 63enne di Acqualagna, una 85enne di Vallefoglia, una 91enne di Mondolfo e una 89enne di Carpegna mentre, originari della città del capoluogo, sono spirati un 94enne, una 85enne e un 80enne. Un decesso anche al nosocomio di Senigallia dove si è spenta una 86enne del posto.
Due decessi al 'A.Murri' di Fermo dove hanno perso la vita una 85enne di Petritolo e una 84enne fermana.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1661 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (707), mentre sono 281 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità della Regione Marche:
Torna l'appuntamento con la rubrica settimanale "La Strada delle Vittime", nella quale si affronta l'analisi della casistica criminale con approccio vittimologico.
18 dicembre 2020, la notizia: “Arrestato di nuovo a Custonaci Giuseppe Costa” .
Giuseppe Costa era libero da tre anni, dopo essere stato in carcere dal 1997 al 2017. E’ stato arrestato nuovamente 10 giorni fa dai Carabinieri del Comando provinciale di Trapani e dagli uomini della Direzione investigativa antimafia, per associazione a delinquere di tipo mafioso.
“L’uomo, durante la sua lunga detenzione, ha ricevuto il sostegno economico del sodalizio mafioso senza mai collaborare con gli inquirenti“, sottolineano i Carabinieri e la Dia.
Subito dopo la scarcerazione, ha rinsaldato le sue relazioni con i vertici dei mandamenti di Trapani e Mazara del Vallo e assunto il ruolo di controllore e tutore degli interessi di Cosa nostra su un impianto di calcestruzzi della provincia trapanese.
Il nome di Giuseppe Costa ci riporta indietro nel tempo, al terribile ricordo dell’uccisione di uno dei 108 bambini vittime innocenti di mafia: Giuseppe Di Matteo.
Vogliamo ricordare la storia di questo ragazzino, a pochi giorni di distanza dalla costituzione del Presidio maceratese di “Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie”, intitolato a Ciro Colonna, un’ altra giovane vittima innocente di camorra.
Giuseppe Di Matteo aveva 14 anni, un carattere solare, amava la vita, la sua più grande passione erano i cavalli.
Era il figlio del pentito Santino, ex affiliato di Cosa Nostra che, arrestato nel giugno del 1993 iniziò a raccontare al magistrato Giuseppe Pignatone tutto ciò che sapeva sugli attentati di mafia.
Da collaboratore di giustizia stava svelando gli affari di Cosa nostra e, soprattutto, stava rivelando i nomi di chi c’era dietro la strage di Capaci.
Minacciato per questo, si era rifiutato di ritrattare le accuse mosse ai Capi di Cosa nostra; ne seguì la terribile rappresaglia contro suo figlio.
In quel maledetto 23 novembre del 1993 il ragazzo si trovava proprio nel maneggio ove regolarmente andava a trascorrere quache ora spensierata tra i suoi amati cavalli, quando veniva avvicinato da un gruppo di uomini (mafiosi) che si presentavano a lui come agenti della DIA; lo inducevano a seguirli dicendogli che lo avrebbero portato dal padre, che non vedeva da tempo perchè collaboratore di giustizia. Lui era felice e diceva, seguedo gli uomini “Papà mio , amore mio”, secondo quanto rivelò successivamente uno dei partecipanti al sequestro, Gaspare Spatuzza.
Quel povero bambino non avrebbe più rivisto nè il padre nè i suoi affetti più cari, ma sarebbe morto solo, tra i suoi aguzzini.
Fu proprio uno dei Killer a raccontare le modalità del sequestro e come, senza un minimo di pietà, di umanità, in modo atrocemente macabro, fu ucciso il povero Giuseppe.
Il rapimento avvenne il 23 novembre 1993 , l’uccisione l’11 gennaio 1996 dopo 769 giorni di prigionia.
E’ impossibile anche solo provare ad immaginare lo sconvolgimento del povero ragazzino che, oggi sappiamo, solo, terrorizzato, ha vissuto per tutto il 1994 spostato in masserie ed edifici disabitati; sino a quando nel 1995 fu rinchiuso in un vano sotto il pavimento di un casolare bunker, ove rimase sino alla sua uccisione. Questa ultima cella fu costruita in muratura proprio da Giuseppe Costa, presso la sua abitazione.
Giuseppe fece una fine orribile. Venne strangolato ed il suo corpo disciolto in una vasca di acido nitrico. Un corpo che, descrivera’ successivamente uno dei Killer, la lunga prigionia e l’immobilità protratta per due anni avevano reso “molle, era tenero sembrava di burro”
Un gesto vigliacco, atroce, contro un soggetto vulnerabile, per una rappresaglia contro il padre.
Il piccolo Giuseppe era innocente, era solo figlio di un uomo che aveva deciso di cambiare vita.
Sappiamo che la mafia è presente nel territorio italiano sin dai tempi della nascita dell’Italia unita, ma per decenni se ne è parlato come di un fenomeno legato alla tradizione siciliana. Finalmente negli anni 60 qualcosa cambia e persone coraggiose, spesso a costo della vita, decidono di combatterla vedendo che è arrivata anche al cuore del potere politico.
La vittoria più grande per quel bambino oggi, è la costituzione dell’Associazione “Libera”, una su tutte, che vede riuniti tanti giovani che non vogliono dimenticare, che vogliono lottare per cambiare le cose, e puntare i riflettori sulla realtà della criminalità organizzata che inquina da oramai oltre trent’anni anche il nostro amato territorio marchigiano.
Scontro tra un furgone e un mezzo pesante in superstrada: traffico bloccato.
È quanto avvenuto attorno alle ore 7:45 della giornata odierna, lungo la Strada Statale 77 in prossimità dello svincolo di Morrovalle in direzione mare. A causa del ghiaccio che si era venuto a creare sul manto stradale tre auto ed un furgone hanno sbandato in corsia di sorpasso e sono andati a tamponare un altro furgone che successivamente si è schiantato contro un mezzo pesante tant'è che uno dei veicoli coinvolti è stato sbalzato nel mezzo della carreggiata.
Sul posto sono immediatamente intervenuti gli operatori sanitari del 118 che hanno provveduto a portare le prime cure agli occupanti dei mezzi. Per uno di loro constatati i traumi riportati è stato reso necessario l'intervento dell'eliambulanza che ha provveduto a trasporto in codice rosso al nosocomio dorico di Torrette. Per gli altri 5 soggetti coinvolti (tutti occupanti del furgone) nell'incidente è stato invece disposto il trasferimento agli ospedali di Macerata e Civitanova Marche.
Si sono ravvisati notevoli disagi alla circolazione stradale: nel tratto interessato dal sinistro, infatti, il tratto stradale è stato prima chiuso al traffico e poi limitato ad una corsia per consentire tutte le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza dei mezzi coinvolti.
A svolgere i rilievi del caso, per ricostruire la dinamica di quanto accaduto, è stata la Polizia Stradale congiuntamente ai Carabinieri di Macerata. Presenti sul posto anche gli uomini dei Vigili del Fuoco che hanno provveduto a mettere in sicurezza i veicoli e l'intera area interessata dallo schianto. Le squadre dell'Anas si sono occupate della gestione della viabiltà .
Si è spento a Roma, alle prime luce dell’alba di oggi a causa di un infarto, Francesco Malavenda, 66 anni, celebre sceneggiatore e regista anconetano autore di numerosi film internazionali con cast hollywoodiani.
Ad annunciare la triste notizia la compagna Silvia Tubertosi, il fratello Pino Malavenda, la mamma Carmen e la figlia Beatrice, al loro dolore si unisce il cordoglio e l’incredulità dei tanti amici e colleghi dello spettacolo.
Francesco Malavenda, occhi azzurri e profondi come il mare e un animo nobile d’altri tempi, dotato di una creatività geniale e di una curiosità e una passione travolgente per la vita, era molto amato e stimato da colleghi e amici, con il suo modo di fare semplice e gioioso e la sua fantasia da ragazzo senza tempo, riusciva a conquistare il cuore di tutti con un sorriso.
La sua ultima sua apparizione in tv è stata sabato scorso, 2 gennaio, su Rete 4 nel programma “Sempre verde” di Luca Sardella con il quale collaborava da anni. Ha offerto al pubblico un suo reportage dall’Africa, amato paese del regista anconetano dove ha realizzato diverse opere tra cui fiction e trasmissioni televisive.
Francesco Malavenda era anche un musicista, note le sue collaborazioni giovanili con Ivan Graziani e con tanti altri importanti musicisti italiani.
La passione per lo spettacolo e per il cinema lo avevano portato a Roma dove risiedeva e lavorava da molto tempo con le principali produzioni televisive nazionali.
Tante negli anni le sue opere e collaborazioni con la Rai e Mediaset.
In particolare proprio grazie alla richiesta di Francesco Malavenda al produttore Enrico Pinocci il film “Mission Possible” è stato girato nelle Marche nell’area tra Tolentino e Camerino e all’interno del campus universitario di Unicam, per rilanciare le bellezze della sua amata Regione nel mondo con i grandi artisti internazionali del film, dopo il terribile sisma del 2016.
E’ del 2020 la pubblicazione del suo romanzo fantasy “Clarissa” e il cortometraggio “Distanziamento Sociale” girato durante il lockdown. Una divertente commedia a episodi interpretata da un folto e titolato cast di attori, per esorcizzare il mostro e contrastare la tragicità della pandemia che ha vinto il Premio “Testimonial Sorriso Diverso” al Festival del corto “Tulipani di seta nera”.
Francesco Malavenda lascia un vuoto incolmabile nel cuore di amici e parenti, molti sono i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore dai colleghi del mondo dello spettacolo, anche sui social. La cerimonia funebre si terrà ad Ancona, giovedì 7 gennaio alle ore 15 nella Chiesa della Sacra Famiglia in Corso Carlo Alberto.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, purtroppo, nelle ultime 24 ore si sono verificati tredici decessi correlati al Covid-19.
Notificata con un giorno di ritardo la morte del tolentinate Elio Barabucci, 82 anni, al Covid Hospital di Civitanova. L'uomo presentava già altre patologie pregresse.
All'ospedale di Pesaro hanno perso la vita cinque persone: un 92enne di Pesaro, una 94enne di Urbania, un 83enne di San Costanzo, una 90enne di Mondolfo e un 88enne di Fano.
Nel territorio pesarese si sono registrate altre due vittime: sono una 94enne originaria di Fano all'ospedale di Fossombrone, un 60enne di Trecastelli e una 85enne di Pesaro spirati all'Rsa Galantara, dove si trovavano ricoverati.
Altri due decessi si sono verificati all'ospedale di San Benedetto del Tronto: un 85enne di Grottammare e un 57 sambenedettese, spirate all'ospedale del capoluogo.
Una vittime al "Murri" di Fermo: si tratta di una 81enne di Porto Sant'Elpidio. All'Inrca di Ancona ha perso la vita, causa Covid, un 83enne del luogo.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1459 persone. Pesaro-Urbino si conferma la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (699), mentre sono 278 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Sono iniziati questa mattina i rilievi e gli accertamenti del SIS Sezione investigazioni scientifiche di Ancona e del nucleo investigativo dei Carabinieri di Macerata all'interno villetta di via Pertini a Montecassiano, dove la sera del 24 dicembre scorso era stata trovata senza vita Rosina Carsetti, 78 anni.
Presente nell'abitazione anche uno degli indagati, il nipote della vittima Enea Simonetti, accompagnato dal suo legale Valentina Romagnoli che ha parlato a suo nome.
"Il ragazzo è molto dispiaciuto per tutto quello che è successo - ha esordito l'avvocato - la scorsa settimana ha perso una persona cara e oggi sta vivendo una vicenda che dal punto di vista umano lo prova in maniera irreversibile. Questa mattina era presente alla villetta perché era necessaria la presenza".
I rilievi della Scientifica proseguiranno, presumibilmente fino al pomeriggio.
Da ricordare come gli interrogatori degli indagati sono fissati per il 7 gennaio, ma la difesa ha preannunciato che si avvarranno della facoltà di non rispondere. Conferito l'incarico per verifiche tecniche all'analista forense Luca Russo per gli accertamenti sui telefoni e il materiale informatico sequestrato.
Proseguiranno domani rilievi e accertamenti dei carabinieri della Scientifica nella villetta di via Pertini a Montecassiano dove la sera del 24 dicembre scorso era stata trovata senza vita Rosina Carsetti, 78 anni. I familiari conviventi della donna - il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna Orazi e il figlio di quest'ultima Enea - avevano riferito di una rapina commessa da un malvivente solitario e che l'anziana sarebbe morta forse a seguito di un malore contestuale all'irruzione o soffocata dallo stesso.
La Procura - il procuratore Giovanni Giorgio e il pm Vincenzo Carusi - ha invece indagato i tre per concorso in omicidio, favoreggiamento, simulazione di reato e maltrattamenti: il 19 dicembre, la donna - morta per soffocamento secondo l'autopsia - si era rivolta a un centro antiviolenza lamentando presunte tensioni e soprusi. Gli interessati negano gli addebiti, ribadendo la tesi della rapina finita male: il marito della vittima, secondo la versione difensiva, sarebbe stato chiuso in bagno dal rapinatore, - corpulento, con il viso coperto da una maschera -, la figlia schiaffeggiata e legata per i polsi mentre il nipote li avrebbe liberati appena tornato dal supermercato.
Durante un recente sopralluogo nella villetta a schiera, la difesa - rappresentata dagli avv. Andrea Netti e Valentina Romagnoli - aveva rilevato segni di effrazione sulla portafinestra del cucinino che dà sul retro da cui sarebbe entrato il rapinatore. Sul punto, la Procura parla di "valutazioni difensive". In questo contesto vi sono gli accertamenti avviati, che proseguiranno domani nelle restanti parti dell'immobile: riguarderanno anche la portafinestra alla ricerca di impronte o altri elementi utili per l'inchiesta.
Gli interrogatori degli indagati sono fissati per il 7 gennaio ma la difesa ha preannunciato che si avvarranno della facoltà di non rispondere. Conferito l'incarico per verifiche tecniche all'analista forense Luca Russo per gli accertamenti sui telefoni e il materiale informatico sequestrato.
(Fonte: Ansa)
Tamponamento a catena fra tre auto: intervengono i soccorsi.
L'incidente, che ha coinvolto tre veicoli, è avvenuto nel tardo pomeriggio odierno, intorno alle 18, in via Donato Bramante lungo il rettilineo che conduce verso la frazione di Piediripa, all'interno del territorio comunale di Macerata.
Ancora da chiarire la dinamica di quanto accuduto. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure agli occupanti dei mezzi e per due di loro è stato necessario il trasporto al Pronto Soccorso dell'ospedale di Macerata.
Sul luogo del sinistro anche la Polizia Stradale che hanno svolto i rilievi di rito ed hanno provveduto a veicolare il traffico che si era venuto a creare.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati diciannove decessi correlati al Covid-19.
Nelle strutture ospedaliere della provincia di Macerata si sono verificati tre decessi all'Ospedale di Civitanova Marche dove hanno perso la vita un 71enne di Caldarola insieme ad una 90enne e un 76enne, entrambi di Potenza Picena. Al nosocomio di San Benedetto del Tronto invece si è spenta una 99enne originaria di Monte San Giusto.
Nell' Anconetano si sono registrati nove decessi: si tratta di una 94enne di Falconara Marittima che si è spenta all'INRCA di Ancona mentre un 79enne di Monsampolo del Tronto, una 73enne di Falconara Marittima, un 55enne di Roccafulvione e un 84enne di Arcevia sono deceduti nel presidio dorico di 'Torrette'. Quattro invece sono le vittime anche all'Ospedale di Senigallia dove si sono registrati i decessi di una 88enne e un 88enne del posto congiuntamente ad una 61enne di Trecastelli e una 59enne di Arcevia.
Cinque vittime al nosocomio di Pesaro: si tratta di una 91enne di Mercatello sul Metauro e una 45enne di Mondolfo mentre, tutti originari della città del capoluogo, si sono spenti una 93enne, una 84enne e un 79enne. Un decesso anche all'Ospedale di Fossombrone dove si è spento un 89enne originario di Porto Sant'Elpidio.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1634 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (692), mentre sono 275 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità della Regione Marche:
Cade rovinosamente con la bici: 14enne soccorso in eliambulanza.
L'incidente è avvenuto, intorno alle 15:45 del pomeriggio odierno, in Contrada Fontescodella a Macerata.
Il ragazzino, mentre scorrazzava con la bicicletta, ha perso il controllo del mezzo ed è caduto violentemente a terra.
Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. Gli operatori dell'emergenza, valutata la situazione, hanno ritenuto opportuno allertare l'eliambulanza, che ha poi trasportato il 14enne all'ospedale di Torrette. Il ragazzino presentava un trauma facciale, ma le sue condizioni non risultano gravi.