Nella serata di ieri, gli agenti della Questura di Macerata hanno arrestato in flagranza di reato un ragazzo 20enne ( di origini sarde residente a Villa Potenza) in quanto ritenuto l’autore della tentata rapina aggravata, realizzata in danno del titolare del compro oro di viale Don Bosco (leggi qui la notizia).
Il fulmineo intervento sul posto dei poliziotti della Volante ha subito permesso di individuare e bloccare l’autore del reato, trovato con i gioielli ancora indosso (la refurtiva, del valore di circa 17mila euro, era stata nascosta all’interno dei pantaloni e delle mutande), e di cristallizzare altri importanti elementi di prova, poi sviluppati dalla Squadra Mobile, intervenuta insieme ai colleghi della Volante, nel corso di indagini lampo coordinate dalla locale Procura della Repubblica.
In particolare, grazie alle dichiarazioni della vittima che nonostante lo choc iniziale è stata capace di ricostruire la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno accertato che il giovane, parzialmente travisato in volto (calzava un cappello con visiera e indossava una mascherina chirurgica, poi recuperati), si è introdotto all’interno del negozio, simulando interesse per l’acquisto di alcuni monili esposti.
Poi, con mossa fulminea, improvvisamente ha aggredito alle spalle il titolare, cogliendolo di sorpresa e minacciandolo di morte per costringerlo a farsi consegnare i gioielli. Ne è scaturito, quindi, un corpo a corpo durato alcuni minuti, nel corso del quale il malvivente ha spruzzato dello spray urticante sul viso della vittima per vincerne la resistenza e ha poi tentato di immobilizzarla usando la cintura dei pantaloni (cintura e spray caduti in sequestro).
Il titolare del negozio, tuttavia, è riuscito a divincolarsi e sfuggire all’aggressore, per poi chiamare i soccorsi, prima di essere trasportato in ospedale per essere curato (poche ore dopo è stata dimessa con pochi giorni di prognosi).
Le dichiarazioni del rapinato, infine, hanno trovato riscontro nelle immagini registrate dalla telecamera interna al locale, anch’essa fondamentale per consolidare il quadro accusatorio. Poco distante dal luogo del commesso reato, ben nascosti sotto un cespuglio, sono stati recuperati e sequestrati dai poliziotti gli indumenti di ricambio che il reo aveva predisposto per depistare gli inquirenti, indossandoli a rapina consumata.
Il 20enne, già gravato da precedenti per stupefacenti, resistenza e oltraggio, è stato accompagnato presso il carcere di Ancona Montacauto, a disposizione della Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.
Studentessa travolta da un'auto. Il fatto è avvenuto a Macerata quando erano appena passate le otto. Una giovane ragazza, per cause al vaglio della Polizia Locale, è stata investita mentre attraversava via Bramante, all'altezza del polo universitario.
Sul posto è immediatamente intervenuto il personale del 118 e gli agenti della Locale che hanno impiegato tre pattuglie per riuscire a ripristinare il traffico ormai in tilt.
La ragazza è stata medicata sul posto e sarà trasferita al locale nosocomio per controlli. Le sue condizioni non sono gravi. Illeso, invece, il giovane conducente del veicolo La strada, primaria arteria di collegamento, è stata chiusa al traffico per permettere i soccorsi e i rilievi di rito
Rapina al Compro Oro Re Mida sito in viale Don Bosco a Macerata: il titolare finisce all'ospedale. Il fatto è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi.
Stando a una prima ricostruzione, intorno alle 19, un malvivente si è introdotto all'interno dell'esercizio e ha minacciato l'uomo che era al bancone spruzzandogli poi al volto dello spray urticante. Da lì ne sarebbe scaturita una colluttazione, con il rapinatore che si è successivamente dato alla fuga.
Il titolare del negozio è stato subito soccorso dal personale del 118, intervenuto sul posto, e accompagnato all'ospedale di Macerata per accertamenti (non si trova in gravi condizioni).
Sul luogo del fatto sono giunti carabinieri e la polizia scientifica per ricostruire quanto accaduto e svolgere i rilievi di rito. Gli agenti, dopo un'indagine lampo, sono riusciti a rintracciare il rapinatore - si tratta di un giovane residente in località Villa Potenza - e lo hanno condotto in Questura per i provvedimenti del caso. Da stabilire se il malvivente sia riuscito ad arraffare qualcosa.
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Iniezioni di presunto gas ossigeno o altra sostanza al momento ignota, per aumentare in modo provvisorio il seno: interdetto alla professione un fisioterapista osteopata di Fabriano.
Inoltre visite mediche, prescrizioni di medicamenti, cure, percorsi terapeutici, effettuando esami diagnostici, addirittura trasfusioni di sangue, a volte anche ponendosi in contrasto con le prescrizioni di personale medico, somministrazione di medicinali imperfetti o guasti, compresi antibiotici, sovente autoprodotti, realizzati senza i titoli necessari e anche mediante pratiche disconosciute o ignote alla scienza, come trattamenti trasfusionali o all'ozono, vietati al di fuori della professione medica. Sono alcune delle condotte, finite nel mirino dei carabinieri di Fabriano, e attuate dall’uomo.
Si tratta di un 60enne fabrianese nei cui confronti il gip ha disposto, su richiesta della Procura di Ancona, l'interdizione dalla professione e il sequestro dello studio e di ogni strumento medicale. Un provvedimento cautelare di massima urgenza, mentre procede l'inchiesta penale nei confronti dell'uomo, nell'ambito dell'operazione ribattezzata "Anatomy" dagli investigatori.
Il gip lo ha adottato a parziale conclusione delle investigazioni. Secondo i carabinieri, il fisioterapista induceva le persone che si rivolgevano a lui anche a tacere sul trattamento ricevuto, nella piena consapevolezza dell'illecito.
Molteplici le condotte accertate dagli inquirenti: uso di ozono di pessima qualità; uso di presunte cellule staminali, mediante prelievi ematici, trasfusioni e infusioni di sangue in ambulatorio con elevato rischio della vita e con effetti collaterali gravissimi; somministrazione di presunti antibiotici preparati in modo galenico.
Scontro tra due mezzi: 2 feriti, interviene l’eliambulanza. I Vigili del fuoco sono intervenuti nelle prime ore del pomeriggio a Serra De’ Conti, lungo la strada provinciale 360 Arceviese, per un incidente stradale tra un furgone e un pick-up.
La squadra dei pompieri sul posto ha estratto la persona al volante del furgone e messo in sicurezza i mezzi coinvolti. Sul posto il 118, anche con l’elisoccorso, che ha trasportato il conducente del furgone e uno degli occupanti del pick-up all'ospedale Torrette di Ancona, mentre l'altra persona a bordo del pickup è stata trasferita al nosocomio di Senigallia.
Una donna italiana di 41 anni, Ilaria Maiorano, è stata uccisa a Padiglione di Osimo, in provincia di Ancona, questa mattina - intorno alle 11 - nella sua abitazione. Secondo quanto sta emergendo in questi minuti, sarebbe stata massacrata di botte dal marito El Gheddassi Tarik, 40enne di origine marocchina, fermato dai carabinieri della locale stazione e condotto in caserma per essere interrogato.
A dare l'allarme è stata una parente della donna, che ha chiamato il 112 parlando di una possibile violenta lite in casa. Il corpo, che sarà esaminato da un medico legale, è stato trovato senza vita nel casolare in campagna in cui risiedeva, in via Montefanese.
Sul posto sono giunti anche i familiari dell'uomo e l'imam della comunità islamica di Osimo, che parla di una "famiglia tranquilla" che frequentava la moschea locale. Presente anche il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni, che ha confidato di conoscere bene la vittima, sua ex compagna di scuola. In corso i rilievi di polizia scientifica.
Il 40enne si sarebbe giustificato dicendo che la donna avrebbe battuto la testa durante una caduta. Da una prima ispezione cadaverica, però, le ferite non sembrano compatibili con una caduta, ma con delle percosse.
El Ghaddassi Tarik, già noto alle forze di polizia, era agli arresti domiciliari per una questione di droga. Lui e Ilaria erano sposati civilmente da 10 anni e, secondo il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni, avevano due figlie, una che frequentava la scuola materna, l'altra le elementari.
Il maltempo non dà tregua e si continuano a contare i danni dopo l’ennesimo violento temporale che, nel pomeriggio di lunedì, ha colpito anche il vasto territorio del comune di San Severino Marche.
Disagi su alcune strade nelle frazioni di campagna. Nell’area del centro urbano le fogne non sono riuscite a raccogliere l’acqua piovana che, in piazzale Del Mercato, è entrata con inaudita violenza nel garage comunale dove sono custoditi i mezzi della polizia locale del servizio segnaletica. Divelta la pesante porta in ferro esterna e allagato il pavimento con 40 centimetri di acqua.
Garage allagati anche nel rione Mazzini. Allagato anche il parcheggio della stazione, alcuni tratti di via San Sebastiano, parte di piazzale Marconi. Acqua anche in viale Eustachio. Acqua e fango sulla strada comunale per Malerba, poi ripulita dai mezzi dell’ufficio manutenzioni del comune.
Fango e terriccio dai campi pure sulla strada provinciale 361 "Septempedana", in località Taccoli, dove alcune fabbriche della zona industriale sono risultate parzialmente allagate. Nell’area archeologica un fossato di scolo non è riuscito a regimare le acque che hanno invaso la sottostante sede stradale dell’arteria che collega Taccoli al centro urbano.
Problemi anche sulla provinciale che collega a Tolentino. In località Colotto, nei pressi dell’Assem, acqua e terriccio hanno invaso la sede stradale creando pericolo per le auto in transito.
Grande lavoro per uomini e mezzi dell’area tecnica del comune e per le imprese incaricate degli interventi. La polizia locale, oltre a regolare il traffico e segnalare i pericoli, ha operato fino a tarda sera per liberare le caditoie e permettere al sistema fognario di lavorare bene.
Una notte folle, tra auto rubate e posti di blocco forzati, quella di lunedì per una banda di ladri composta da tre uomini provenienti dalla Puglia. Uno dei banditi, un 28enne residente nel Foggiano, è stato arrestato mentre gli altri due complici sono fuggitivi.
Erano circa le due di notte quando i tre, a bordo di una Opel Astra, non si sono fermati all'alt dei carabinieri, nei pressi dell'uscita dal casello autostradale di Loreto-Porto Recanati. Inizia, così, un inseguimento che si protrae per un paio di chilometri.
Dopo aver effettuato diverse manovre spericolate nel tentativo di seminare le forze dell'ordine, l'Opel Astra con a bordo i tre ladri - in un tentativo di sterzata improvvisa sull'Adriatica - si è schiantata contro una cabina elettrica, accanto a un'area di servizio del comune di Loreto.
I tre proseguono la fuga a piedi e uno di loro, il 28enne di Foggia, viene bloccato dai carabinieri, non prima di aver opposto resistenza e aver colpito con calci e spintoni un militare, che ha necessitato delle cure dei sanitari del 118 di Osimo.
Il giovane, con precedenti per furti e reati contro il patrimonio, è stato arrestato a attualmente sottoposto a obbligo di dimora nella sua città, in Puglia, in attesa del processo. I due complici, invece, sono riusciti a far perdere le loro tracce.
Dopo aver proseguito la loro corsa nelle campagne, hanno rubato un Fiat Doblò con il quale si sono diretti nel Maceratese e, verso le cinque del mattino, causato un incidente scontrandosi frontalmente con un suv. Gli uomini avevano imboccato contromano la rotatoria d'immissione alla superstrada, nel comune di Corridonia.
Una volta causato il sinistro, i due abbandono il Doblò e si danno nuovamente alla fuga. Raccolta la testimonianza dell'uomo al volante del suv, i carabinieri di Macerata - indagando sullo schianto - ricostruiscono come il Doblò incidentato fosse lo stesso rubato poco prima a Loreto. Peraltro, proprio a Corridonia, è stato denunciato il furto di una Seat Alhambra, il mezzo sul quale i ladri potrebbero essersi allontanati. Le ricerche sono ancora in corso.
Due donne sono morte e un'altra è rimasta gravemente ferita in un incidente stradale avvenuto in serata nel territorio di Serra San Quirico, in provincia di Ancona. Illeso un uomo che viaggiava con loro su una Volkswagen Polo, finita fuori strada e caduta in un canale all'altezza dell'Abbazia di Sant'Elena.
I quattro erano colleghi che stavano tornando dal lavoro: erano dipendenti Elica, nello stabilimento di Mergo. L'auto è stata trascinata per circa 60 metri nel canale, prima di fermarsi, impigliata nella vegetazione. Sono morte, forse annegate, la conducente e la passeggera del sedile anteriore: Cinzia Ceccarelli, 58 anni di Jesi, e Sabina Canafoglia, 51 anni, di Monsano.
Sui posti dietro c'erano un'altra donna, trasportata all'ospedale di Torrette in condizioni gravi, e un uomo, ferito in maniera molto lieve, che sono riusciti a mettersi in salvo uscendo dall'abitacolo dell'auto aprendo le portiere.
Sul posto hanno operato i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco con il soccorso fluviale e i Carabinieri. I due sopravvissuti sono stati tirati fuori dal canale da altri operai e dai residenti; poi sono arrivati i soccorsi. È stato l'uomo sopravvissuto a raccontare ai soccorritori la dinamica dell'incidente. I sindacati oggi promuoveranno un incontro, in segno di solidarietà, alle ore 11 all'interno dello stabilimento Elica.
(Credit foto: Ansa)
Una bomba d'acqua ha colpito nel pomeriggio la zona di Matelica: a seguito del nubifragio diverse zone del quartiere di San Rocco e di località Crinacci e Peschiera si sono allagate provocando danni e disagi.
Tra queste c’è l’area delle scuole, dove l’acqua è penetrata nei locali mensa della scuola materna di via Bellini allagando le sale utilizzate per il consumo dei pasti. Per questo motivo, il comune fa sapere che il servizio sarà sospeso fino a nuova comunicazione.
"Le famiglie dei bambini interessati dovranno recuperare i propri figli per il pranzo. Seguiranno nuove disposizioni" ha precisato il sindaco Massimo Baldini, aggiungendo: "Nella mattinata di martedì sarà chiusa anche la limitrofa strada “San Sollecito” in entrambe le direzioni per favorire gli interventi di ripristino. L’amministrazione comunale si scusa per il disagio e ringrazia coloro che sono intervenuti e che interverranno nelle prossime ore per la risoluzione del problema".
Sono inoltre in corso sopralluoghi e interventi in diverse zone della città da parte di vigili urbani, Protezione Civile, operai comunali e ufficio tecnico. Controlli sul posto anche da parte dello stesso primo cittadino e del vicesindaco Denis Cingolani che in queste ore stanno monitorando la situazione da vicino per evitare ulteriori disagi e risolvere le varie problematiche.
Una trentina le richieste di intervento ricevute dai vigili del fuoco che ne hanno già evase circa la metà e sono ancora impegnati nella rimozione di rami e piante caduti in strada, oltre che nell'aspirazione di acqua e melma con tubi appositi. Nel quartiere di San Rocco invasi dall'acqua anche i binari ferroviari.
Diverse problematiche si sono registrate anche nel comune di San Severino Marche. Ad essere maggiormente interessata dal temporale è stata la zona di Taccoli, dove si registrano allagamenti lungo la provinciale 361 Septempedana. Allagamenti si segnalano anche nel parcheggio della stazione, in viale Mazzini, in viale Matteotti e in località Colotto.
(Credit foto: Tania Morosi)
Un arresto, quattro persone denunciate e 2 segnalate per uso personale di droga. È il risultato dell’attività di controllo del territorio messa in atto dai carabinieri della compagnia di Macerata nei primi dieci giorni del mese di ottobre.
Lo scorso lunedì, sebbene la notizia sia stata resa nota soltanto oggi, il nucleo operativo e radiomobile ha deferito in stato di libertà, per guida in stato di ebrezza alcolica, un 44enne di Corridonia. Era stato controllato nel suo comune di residenza, durante la nottata, da una pattuglia che ha accertato – tramite etilometro – come si fosse messo alla guida un tasso alcolico quasi tre volte superiore al limite consentito (1,19 g/l). Si è proceduto, pertanto, anche al ritiro della patente di guida.
Lo scorso venerdì i militari della stazione di Macerata hanno tratto in arresto un 53enne maceratese, pregiudicato e già sottoposto agli arresti domiciliari, poiché gravato da un'ordinanza dell'ufficio di sorveglianza di Macerata che disponeva la provvisoria sospensione della precedente misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali con l'accompagnamento nell'istituto di pena più vicino. L’arrestato è stato recluso nella casa circondariale di Fermo.
Il giorno seguente il nucleo operativo e radiomobile ha colto un giovane di 31 anni, maceratese, alla guida con un tasso di alcol superiore al limite consentito (0,85 g/l). Il controllo è stato effettuato alle 3 di notte, nell’ambito di un mirato servizio di prevenzione eseguito nel capoluogo.
Il 31enne è stato deferito in stato di libertà, subendo anche il ritiro della patente. Poco prima, alle 2 di notte circa, i carabinieri hanno proceduto a una contestazione amministrativa per guida in stato di ebbrezza alcolica nei confronti di un 29enne di Montegranaro.
Era stato sottoposto alla verifica con etilometro che ha evidenziato un tasso alcolico di 0,79 g/l. La patente di guida è stata ritirata ed è stata anche elevata la contravvenzione di 543 euro con la decurtazione di 10 punti.
Nella notte di sabato 8 ottobre sono anche stati segnalati alla prefettura di Macerata due soggetti come assuntori di droga. La prima, una donna di origini rumene residente a Corridonia, è stata controllata poco dopo la mezzanotte nel centro cittadino da una pattuglia della locale stazione, mentre era alla guida della sua autovettura. Dopo un’approfondita verifica la stessa è stata trovata in possesso di un involucro contenente 5,84 grammi di hashish. La patente di guida è stata ritirata.
La seconda persona – un 35enne originario del Gambia ma residente a Macerata - è stata controllata da un equipaggio del nucleo radiomobile intorno alle 4:30 del mattino mentre passeggiava tra le vie del capoluogo di provincia. I militari, dopo un’attenta verifica, lo hanno trovato in possesso di un involucro contenente 9,36 grammi di hashish.
Due denunce per guida sotto l’effetto di alcol sono state elevate anche nella notte di domenica. Si tratta di un 28enne di Silvi, comune del Teramano, e di un 40enne di origine domenicana e residente a Macerata. Nel primo caso il ragazzo si trovava alla guida con un tasso alcolico di 1,05 g/l, mentre nel secondo l’uomo - dopo essere stato sottoposto a verifica con etilometro - ha evidenziato un tasso alcolico di 1,83 g/l. A entrambi è stato ritirato il titolo di guida.
Ubriaco schiaffeggia il titolare di un locale in piazza del Plebiscito ad Ancona, infastidisce gli avventori e poi colpisce poliziotti intervenuti per fermarlo. E’ accaduto nella serata .
Gli agenti delle Volanti della Questura di Ancona sono intervenuti dopo la segnalazione di un barista. Un cliente, 30 anni, ucraino, in evidente stato di ubriachezza e aggressivo, stava disturbando e gridando.
L'uomo è stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, indagato in stato di libertà per oltraggio a pubblico ufficiale, sanzionato amministrativamente per l'ubriachezza.
Il pm ha disposto gli arresti domiciliari in attesa della convalida di arresto avvenuta stamattina. Uno dei poliziotti intervenuti è stato medicato in pronto soccorso con prognosi di 5 giorni per i colpi ricevuti.
Il 30enne è stato autore di una serie di comportamenti aggressivi continuati anche dentro la Questura. In piazza, all'arrivo dei poliziotto, fulminea, si è girato e ha afferrato uno di loro alla gola, insultandolo con tono minaccioso. L'agente è riuscito a divincolarsi e poi, insieme agli altri poliziotti, è riuscito ad atterrare il 30enne e ad ammanettarlo.
In tali frangenti, l'uomo a terra con gli operatori ha continuato a dimenarsi colpendo con dei calci gli operanti, che con fatica lo hanno immobilizzato e trasportato in sicurezza all'interno dell'auto di servizio.
Nel frattempo, gli agenti sono stati avvicinati dalla moglie dell'aggressore: erano usciti insieme ma poi il marito ha iniziato a bere in maniera eccessiva insieme ad un amico. La donna ha raccontato che, quando l'uomo eccede nel bere, diventa violento, e che lei è la sola a riuscire a farlo ragionare
Intanto però il 30enne ha continuato a dare in escandescenze in auto, sbattendo violentemente la testa violentemente contro i finestrini. Anche presso gli uffici di Polizia, il cittadino ucraino ha opposto una tenace resistenza e ha anche sferrato calci a un agente. È stato infine arrestato.
Due turiste belghe di 24 e 25 anni, Jessy Dewildeman e Wibe Bijls, erano giunte da poco a Roma per una vacanza. Si trovavano sul tratto urbano della A24, all’altezza dello svincolo Tor Cervara in direzione Roma centro, quando hanno deciso di fermarsi e scendere dall’auto per prestare soccorso a delle persone coinvolte in un incidente automobilistico. Mentre erano in strada un mezzo le ha travolte. Sul posto sono arrivate subito le auto mediche e le pattuglie della polizia stradale. Il personale del 118 ha tentato di rianimarle, ma per loro non c'è stato nulla da fare.
Dopo l'impatto, l’investitore è fuggito a piedi abbandonando l’auto nei pressi dell'incidente e dileguandosi nel buio; gli investigatori avrebbero già fermato e interrogato un uomo, sospettato di essere il pirata della strada che ha travolto e ucciso le due ragazze.
Nelle stesse ore, alla periferia di Novara, in un altro tragico incidente sono morte due donne milanesi, mentre viaggiavano in direzione Milano su una Fiat Panda. Anche in questo caso l’investitore si è dato alla fuga. L’autovettura su cui viaggiavano le vittime è stata tamponata da una Mercedes classe C, che viaggiava nello stesso senso di marcia. Alla guida un 25enne che dopo l'incidente è scappato nei campi. Rintracciato poco dopo dai carabinieri e’ stato arrestato per omicidio stradale e omissione di soccorso. Dagli accertamenti l’investitore è risultato senza patente e la vettura senza assicurazione.
Per renderci conto che in Italia la sicurezza stradale è una "situazione critica", basta guardare gli ultimi dati Istat: secondo i numeri dell’Istat, nel 2021 – è la data dell’ultimo rapporto – in Italia ci sono stati 151.875 incidenti stradali (+28,4% rispetto all’anno precedente) hanno provocato 2.875 vittime (+20%) e 204.728 feriti (+28,6%). Distrazione (al primo posto l’uso del cellulare), consumo di alcol eccesso di velocità e colpi di sonno sono le principali cause di incidenti gravi.
Continuano, su tutto il territorio provinciale, i servizi di vigilanza coordinati dalla polizia provinciale con la collaborazione delle guardie venatorie volontarie delle associazioni di caccia.
A questi controlli hanno partecipato le guardie venatorie della sezione provinciale Federcaccia di Macerata. Nei numerosi interventi notturni, sono stati rinvenuti cinque richiami acustici a funzionamento elettromagnetico con inserito il canto della specie quaglia che sono stati tempestivamente sequestrati dagli agenti della polizia provinciale che hanno garantito, come di consueto, la loro presenza e professionalità nell'ambito delle attività di contrasto al bracconaggio.
Questi richiami, vietati dalla normativa vigente , vengono posizionati dai bracconieri in questo periodo in cui le quaglie stanno migrando per raggiungere i luoghi di svernamento dove trascorreranno il periodo invernale, così da poterle concentrare in specifici terreni per poi abbatterle in modo indiscriminato.
“Come Federcaccia condanniamo senza mezzi termini, questi spregevoli atti di bracconaggio”, scrivono in una nota. “Il nostro coordinatore provinciale di vigilanza venatoria può essere contattato tutti i giorni per eventuali segnalazioni”.
I vigili del fuoco sono intervenuti in serata ad Ancona, nella zona della pineta del Passetto, dove un uomo di 74 anni che aveva scavalcato una staccionata è scivolato nella scarpata per circa 20 metri.
L’uomo è riuscito a fermarsi aggrappandosi a un albero ed è stato recuperato in cordata dai vigili del fuoco, che hanno utilizzato tecniche Saf e una speciale barella.
Successivamente il ferito è stato riportato alla pineta dove lo attendeva un'ambulanza della Croce Gialla che lo ha trasportato all'ospedale di Torrette con un codice di media gravità. Il 74enne è rimasto sempre cosciente e le sue condizioni non sono gravi. Sul luogo dell'accaduto anche la polizia locale, la polizia di Stato e molti curiosi.
Scontro tra auto e moto: centauro finisce in ospedale. È quanto avvenuto questa mattina in contrada Colfano, lungo la strada provinciale 502, che da Cessapalombo conduce a Caldarola.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118, che constatati i traumi riportati dal motociclista - un giovane di nazionalità straniera - hanno ritenuto opportuno il trasporto in codice rosso all'ospedale di Macerata.
Illeso il conducente dell'autoveicolo. Ancora da chiarire la dinamica del sinistro: ad accertarla saranno i carabinieri della Compagnia di Tolentino, che hanno condotto i rilievi del caso.
Le chiamiamo "stragi del profitto". Ora come allora, la strage di Rigopiano, il crollo del ponte di Genova, parlano di negligenze, omissioni,incuria, errori causati dal perseguire il profitto a tutti i costi, a scapito dell’ambiente e delle vite umane.
59 anni fa, milioni di metri cubi di roccia e terreno si staccarono dal monte Toc, al confine tra Veneto e Friuli, finendo nel lago artificiale creato dalla diga del Vajont. Un’onda impressionante ha sollevato 80 milioni di metri cubi di acqua travolgendo i paesini di Erto e Casso e poi quelli del fondovalle veneto, tra cui Longarone.
Prima della furia dell’acqua un terribile boato, poi uno spostamento d’aria paragonabile quasi all’effetto di una bomba atomica che ha investito e ucciso le persone per strada, quegli stessi abitanti che avevano preannunciato i rischi e la pericolosità idrogeologica senza mai smettere di manifestare i propri timori. Inascoltati. I loro cadaveri trasportati dall’acqua, straziati.
Fu aperta un’inchiesta. Giudice istruttore nell’ inchiesta penale per i responsabili del disastro del Vajont fu il marchigiano dott. Mario Fabbri. Senza di lui, senza la sua tenacia, si sarebbe forse parlato di una catastrofe naturale e non del “disastro prevedibile e imminente causato dall’ avidità dell’uomo”.
Poco più che trentenne, nato a Macerata, gli abitanti del posto lo chiamavano " il nostro giudice". La sua onestà intellettuale, il suo rigore professionale gli fecero costruire un’ istruttoria il cui impianto ha resistito per tutti i tre gradi di giudizio; ben 500 pagine, un lavoro durato quattro anni. Durante le indagini, non convinto dell' imparzialità di una perizia sulle cause della frana, decise di nominare un nuovo collegio di periti. Le nuove relazioni non lasciarono dubbi: la catastrofe era prevedibile.
Tra grandi difficoltà e pressioni di ogni genere, l’irremovibilità del giudice portò al rinvio a giudizio di undici persone tra dirigenti della Sade (Società Adriatica di Elettricità), progettisti e tecnici. In Cassazione furono condannati in via definitiva solo alcuni degli imputati, con pene più lievi di quelle da lui richieste.
La memoria di questa tragedia dovrebbe essere una lezione per il presente; ad oggi sembrerebbe una lezione colpevolmente inascoltata.
Un uomo di circa 70 anni è scivolato in un dirupo per circa 20 metri ed è stato poi recuperato e caricato con verricello sull'elisoccorso. E' accaduto nel pomeriggio di sabato a Montottone, in provincia di Fermo, mentre - stando a una prima ricostruzione - stava svolgendo dei lavori di potatura.
I vigili del fuoco si sono calati con tecniche di derivazione Saf (Speleo alpine fluviali) e hanno raggiunto la persona creando una zona "pulita" dove potessero intervenire i sanitari per poterlo stabilizzare. Il ferito è stato poi trasferito con un verricello a bordo dell'elicottero.
Sempre a Montottone, i vigili del fuoco della Centrale hanno fronteggiato anche un'altra emergenza: un incendio di vegetazione che ha interessato un'area di circa 6mila metri quadrati. Il rogo è stato spento con l'ausilio di tre mezzi, prima di procedere alla bonifica della zona interessata.
Scoppia incendio in una casa colonica: operazioni di spegnimento in corso. Le fiamme sono divampate, in mattinata, in un casolare sito in via Selettiva nel comune di Montemarciano. Il fuoco si è propagato all’interno dell’abitazione, interessando due stanze.
Sul posto sono subito intervenuti i vigli del fuoco della squadra di Senigallia con due autobotti e quelli della squadra di Ancona per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l’immobile, evitando che le fiamme si propagassero al resto della struttura. Non si segnalano feriti né intossicati.
Una parte della casa è stata dichiarata inagibile fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Sul posto sono presenti anche i carabinieri della locale stazione, la polizia locale i gli operatori sanitari del 118.
Due giornate, quelle di giovedì e venerdì, di controlli a tappeto a Porto Recanati: identificate complessivamente 151 persone e ispezionati 86 veicoli. A disporli è stato il questore di Macerata, Vincenzo Trombadore, in seguito alle tematiche approfondite nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura.
Nell’ambito delle attività è stato impiegato personale dell'Ufficio Immigrazione e della Squadra Mobile della questura di Macerata, coadiuvato dal reparto prevenzione crimine con sede a Perugia e dell’unità cinofila antidroga della questura di Ancona.
I controlli sono stati effettuati nelle aree più a rischio, in particolare presso l’Hotel House, il River Village, nelle zone limitrofe al centro storico e lungo l’arteria della Strada Statale 16, dove sono stati predisposti dei posti di blocco. L’attività è stata, altresì, finalizzata al contrasto del fenomeno dell’immigrazione clandestina.