Cronaca

Errore giudiziario: omicidio, in carcere 21 anni. Dalla sua storia un docufilm

Errore giudiziario: omicidio, in carcere 21 anni. Dalla sua storia un docufilm

E’ diventata un docufilm, presentato a settembre in anteprima mondiale a Milano, la storia di Angelo Massaro, detenuto in carcere per 21 interminabili anni con l’accusa di omicidio, sino a che venne riconosciuto vittima di un clamoroso errore giudiziario. Il titolo del docufilm è “Peso morto”, realizzato dall’associazione senza fini di lucro errorigiudiziari.com di Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi, la cui attività è testimoniata nell’omonimo sito internet, e ripercorre la storia di questo incubo che ha inghiottito un uomo e la sua famiglia. Angelo Massaro, oggi 51enne della provincia di Taranto, era stato accusato dell'omicidio e occultamento di cadavere di Lorenzo Fersurella, ucciso in provincia di Taranto il 22 ottobre del 1995; è stato tratto in arresto in base ad una intercettazione telefonica e ad una dichiarazione di un collaboratore di giustizia che riferiva  di aver saputo da terzi del coinvolgimento dell'uomo nel delitto. Parlando al telefono con la moglie dopo l’omicidio del Fersurella, Massaro aveva pronunciato una frase in dialetto che venne fraintesa: “Sto portando stu muert”. Massaro voleva in realtà intendere “muers”che in dialetto indica un peso ingombrante attaccato al gancio di una vettura, e che lui stava trainando; mentre chi stava intercettando intese “muert” come il cadavere dell’uomo ucciso una settimana prima. Il difensore di Massaro, dopo che finalmente la Cassazione nel 2015 accolse la richiesta di revisione del processo, è riuscito a dimostrare con nuove prove che il suo assistito si trovava in una località diversa da quella dell’omicidio. Nel 2017 giunse la sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto. Tra chi subisce un vero e proprio errore giudiziario in senso stretto (quelle persone che, dopo essere state condannate con sentenza definitiva, vengono assolte in seguito a un processo di revisione) e le vittime di ingiusta detenzione (cioè coloro che subiscono una custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari, salvo poi venire assolte), dal 1992 ad oggi sono state più di 29.000 le vittime, con una media costante di 1.000 all’anno. Veri e propri tunnel della disperazione che le vittime insieme alle proprie famiglie si trovano costretti a percorrere, mentre intorno, le certezze di una vita costruite sino a quel momento, si sgretolano, con inimmaginabili ripercussioni psicologiche che spesso si protraggono ben oltre il riconoscimento della loro innocenza.    

08/10/2022 12:05
Alluvione, senza esito le ricerche di Brunella dopo 23 giorni: 70 soccorritori ancora al lavoro

Alluvione, senza esito le ricerche di Brunella dopo 23 giorni: 70 soccorritori ancora al lavoro

Non si fermano le ricerche dei soccorritori per Brunella Chiù, 56 anni, di Barbara (Ancona), l'unica persona ancora dispersa dopo l'alluvione che la sera del 15 settembre scorso ha causato devastazione nel Senigalliese (Ancona) e Pesarese, provocando anche 12 morti. Per il ventitreesimo giorno consecutivo, sotto il coordinamento dell'Unità di Comando Locale (Ucl) dei vigili del fuoco posta a Pianello di Ostra (uno dei centri più colpiti), a terra e nei fiumi, in particolare il Nevola, proseguono incessanti le perlustrazioni. Le ricerche sono focalizzate a monte e a valle del Ponte Burello, in territorio di Corinaldo (Ancona), zona in cui era stata ritrovato il corpo di Noemi Bartolucci, 17 anni, figlia di Brunella. Al lavoro vi sono una settantina di persone tra vigili del fuoco, volontari di Protezione civili, Soccorso alpino e cinofili: attive squadre che setacciano le aree interno ai corsi d'acqua e anche sub. Oggi dovrebbero essere operative anche unità cinofile della Guardia di finanza dopo che, nei giorni scorsi, avevano battuto le zone i cinofili dei carabinieri. Tutta l'ampia area di ricerche di questi giorni tra Ostra Vetere e Barbara era stata anche scandagliata, senza esito, con l'uso di droni che avrebbero completato la loro azione. I vigili del fuoco, con vari mezzi, sono impegnati anche nelle operazioni di rimozione del materiale trasportato dalle piene dei fiumi nelle zone colpite tra cui Pianello di Ostra.

08/10/2022 11:50
Maxi operazione GdF, 4 tonnellate di cocaina sequestrate: 36 gli arrestati, uno è un funzionario dell’Agenzia delle dogane

Maxi operazione GdF, 4 tonnellate di cocaina sequestrate: 36 gli arrestati, uno è un funzionario dell’Agenzia delle dogane

Maxi operazione della Guardia di Finanza che ha condotto all’arresto di 36 persone, accusate di avere gestito un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, con l’aggravante della finalità di  agevolare la 'ndrangheta. La base logistica è il porto di Gioia Tauro, in Calabria. L’operazione, “allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità”, si legge in una nota della G.d.F., ha portato al sequestro di oltre 4 tonnellate di cocaina che con la vendita al dettaglio avrebbe raggiunto oltre 800 milioni di euro, e di beni per 7 milioni di euro. Con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria- Direzione Distrettuale Antimafia, informa sempre la nota G.d.F., la collaborazione di Europol e della Dcsa (Direzione centrale per i servizi antidroga), nonché della Drug enforcement administration (Dea) americana, sono stati impiegati trecento militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria  della G.d.F. in 8 regioni da Nord a Sud tra le province Bari, Napoli, Roma, Terni, Vibo Valentia, Vicenza, Milano e Novara. Tra gli arrestati anche un funzionario dell’Agenzia delle dogane  in servizio nell’ufficio istituito nel porto di Gioia Tauro, che aveva collaborato più volte in passato con la Guardia di finanza in occasione dei numerosi sequestri di sostanza stupefacente effettuati nel porto. Il suo ruolo era quello di ‘bonificare’ i container che contenevano la droga proveniente dal Sud America, eludendo i controlli degli scanner.Il “compenso” pattuito per il suo servizio sarebbe stato il 3% del valore della droga custodita nei container: quasi nove milioni di euro. Tra i nomi degli arrestati spunta  anche quello del campano Raffaele Imperiale, boss della camorra, è uno dei più grossi trafficanti di droga del mondo. Al 48enne campano l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale di Reggio Calabria è stata notificata in carcere dove stava scontando una pena definitiva di 8 anni e 4 mesi di reclusione per il traffico di droga. Era stato estradato nel mese di marzo in Italia da Dubai, dove ha vissuto per anni da latitante. La 'ndrangheta calabrese ormai da tempo ha contatti con i maggiori cartelli del Centro e Sudamerica. Ingenti quantitativi di droga nascosti nelle navi portacontainer dal Sudamerica giungono in Calabria per poi essere spediti nel resto d’Europa. Il traffico interazionale dal Porto di Gioia Tauro  ha assunto dimensioni di portata così vasta che ha portato le divisioi antidroga italiane a parlare di una “nuova rotta del Mediterraneo”. “I sodalizi calabresi”, si legge nella relazione al Parlamento della Dia del secondo semestre 2021 depositato a fine settembre,  “si confermano interlocutori privilegiati con le più qualificate organizzazioni sudamericane garantendo una sempre più solida affidabilita’”. Le inchieste concluse nel secondo semestre del 2021 trasmettono l’immagine di una ndrangheta “silente ma più che mai pervicace nella sua vocazione affaristico-imprenditoriale, nonché costantemente leader nel narcotraffico”. Quindi narcotraffico da un lato, mondo degli affari ed imprenditoriale dall’altro, sono gli ambiti in cui la 'ndrangheta e con lei tutte le mafie dirigono il loro raggio d’azione: "sempre meno legato a eclatanti manifestazioni di violenza e rivolto invece verso l'infiltrazione economico-finanziaria".          

07/10/2022 19:00
Treia, olio sull'asfalto: motociclista viene sbalzato a terra. Trasportato al pronto soccorso

Treia, olio sull'asfalto: motociclista viene sbalzato a terra. Trasportato al pronto soccorso

Motocilista finisce a terra a causa dell'asfalto reso viscido dall'olio: trasportato all’ospedale. È il bilancio di un incidente si è verificato intorno alle 14 di oggi. In base a una prima ricostruzione, un trattore di una azienda agricola procedeva da Chiesanuova direzione Treia, quando a un tratto il mezzo ha incominciato a perdere olio senza che il conducente se ne accorgesse. Nella direzione opposta transitava un motociclista, il quale ha perso il controllo della due ruote che è finita fuori strada facendo sbalzare a terra il centauro. Lanciato l’allarme, sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. Il motociclista è stato traportato all’ospedale di Macerata per accertamenti, le sue condizioni non destano, tuttavia, particolari preoccupazioni.  Sul posto, per i rilievi e direzionare il traffico, sono intervenuti polizia locale e carabinieri. Copiosa la perdita di olio da parte del trattore che si è prolungata per circa un chilometro. Per la pulizia dell'asfalto è intervenuta la Sicurezza Ambiente dell'autocarrozzeria Giganti.

07/10/2022 16:10
"Sciacalli"dell'alluvione pronti a colpire: in quattro fermati dai carabinieri

"Sciacalli"dell'alluvione pronti a colpire: in quattro fermati dai carabinieri

Una banda di "sciacalli" pronta ad entrare in azione nelle zone di Sassoferrato (Ancona), colpite dall'alluvione del 15 settembre, è stata bloccata dai carabinieri, su segnalazione dei cittadini.  Sul posto è intervenuto il Nucleo Radiomobile in della Compagnia di Fabriano con i colleghi della locale stazione. Quattro fogli di via per altrettanti cittadini macedoni, pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, residenti a Roma, 3 uomini e una donna, di età compresa tra 30 e 50 anni. I carabinieri li hanno scoperti mentre si aggiravano con fare sospetto in via Cagli. Erano in macchina, ma il conducente non aveva mai conseguito la patente e per questo gli è stata subito notificata una multa da 5.100 euro. I militari hanno proceduto a una perquisizione personale e del mezzo e, successivamente, per i quattro è stato disposto il foglio di via obbligatorio da Sassoferrato. In considerazione dell'alluvione, i carabinieri hanno potenziato i controlli nelle zone dove ci sono molte case inagibili, non solo a Sassoferrato, ma anche a Cerreto D'Esi e Arcevia con personale in divisa e in borghese.

07/10/2022 15:10
Uccisa a martellate, l’assassino di Carol Maltesi chiede il rito abbreviato. Il 13 ottobre la decisione sull’istanza

Uccisa a martellate, l’assassino di Carol Maltesi chiede il rito abbreviato. Il 13 ottobre la decisione sull’istanza

La difesa di Davide Fontana ha depositato la richiesta di rito abbreviato per il suo assistito, assassino reo confesso della giovane mamma Carol Maltesi, con la quale l’uomo aveva avuto una breve relazione. L’ex  bancario è detenuto nel carcere di Busto Arsizio, con l’accusa di omicidio volontario, distruzione di cadavere ed occultamento, sevizie e crudeltà. Il 13 ottobre prossimo presso il Tribunale di Brescia si celebrerà l’udienza in cui si deciderà sull’istanza. La richiesta dei difensori  punta ad escludere  le aggravanti e quindi ad ottenere uno sconto di pena pari ad un terzo della condanna. L’atroce delitto aveva sconvolto tutta Italia per la sua efferatezza. Carol 26 anni, originaria di Varese ma residente nel milanese,  è stata uccisa a gennaio di quest’anno. La giovane aveva comunicato al Fontana la decisione di lasciare il comune di Rescaldina dove entrambi vivevano, vicini di casa,  per trasferirsi in Veneto ed essere così più vicina al suo bimbo di 6 anni, avuto da una precedente relazione. L’uomo che non si era rassegnato alla fine di quel rapporto, la uccise colpendola ripetutamente in testa con un  martello. Ha quindi sezionato il corpo in 15 parti e lo ha conservato nel frigorifero per mesi, durante i quali, impossessatosi del cellulare della vittima, rispondeva ai messaggi dei suoi amici e dei genitori per tranquillizzarli. Infine  ha deciso di disfarsi del corpo mettendolo in 4 sacchi di plastica gettati in un dirupo in montagna, nel Comune di  Borno, località dallo stesso conosciuta poiché vi trascorreva le vacanze in gioventù, dove vennero ritrovati. Il giudizio abbreviato richiesto dai legali di Fontana è un procedimento speciale alternativo al giudizio ordinario. Di fatto, con questo rito l’imputato rinuncia alla fase del dibattimento, ed il processo viene definito in sede di udienza preliminare allo stato degli atti. In virtù di ciò è previsto per i delitti uno sconto di pena pari ad un terzo. La legge 33/2019 ha riformato i requisiti di ammissibilità di questo rito : dall’aprile 2019 il rito abbreviato non è più ammesso per i delitti puniti con l’ergastolo. Per l' omicidio, è previsto l’ergastolo quando ricorrano delle aggravanti e negli altri casi ex articolo 577 codice penale.   Verosimilmente, soltanto attraverso la dichiarazione dell’incapacità di intendere e di volere la difesa potrebbe riuscire nel  tentativo di far escludere le aggravanti, mentre i legali dell’accusa certamente insisteranno proprio sulla premeditazione, le sevizie e la crudeltà. Per le famiglie delle vittime, la richiesta dei riti premiali, la concessione degli sconti di pena, è comprensibilmente irrispettosa ed offensiva della memoria dei loro cari. In tal senso ha manifestato tutto il suo sconforto e la sua rabbia la madre di un’altra giovane vittima uccisa barbaramente da suo marito. Giulia Galiotto è stata uccisa a Sassuolo nel 2009: l’uomo l’ha attirata nel garage dei genitori di lui e lì l’ha colpita alla testa, fracassandole il cranio con una pietra, per poi gettarla in un fiume, inscenarne il suicidio e crearsi un alibi con depistaggi e bugie. Bugie che tuttavia, sono durate molto poco, sino alla confessione e poi all’arresto. All’assassino  con sentenza emessa nel 2013 "non è stata riconosciuta la premeditazione” (aggravante ndr) ha raccontato Giovanna, la mamma di Giulia, intervistata da Fanpage nel 2019,  “nonostante abbia compiuto una serie di azioni articolatissime subito dopo l'omicidio per inscenare il suicidio". Condannato a 19 anni e 4 mesi confermati in Cassazione, ha ottenuto di scontare i suoi ultimi tre anni in regime di semilibertà: dopo neppure 13 anni di carcere (dal 2009), da febbraio di quest’anno si trova in prova ai servizi sociali. Per lui un nuovo lavoro ed una nuova vita. Quella che Giulia, come Carol, come tutte le altre vittime, non potranno più avere.  

07/10/2022 14:30
Dramma a San Severino: uomo trovato morto nel garage della propria abitazione

Dramma a San Severino: uomo trovato morto nel garage della propria abitazione

Tragedia a San Severino, dove un uomo di 77 anni è stato trovato impiccato all’interno del garage della propria abitazione. L'allarme è stato lanciato, intorno alle 10:30, dal fratello della vittima. In base a una ricostruzione, l’anziano si sarebbe tolto la vita nelle prime ore della mattinata di oggi. Sul posto sono accorsi i sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 77enne. Per gli accertamenti del caso sono intervenuti i Carabinieri della locale Stazione. 

07/10/2022 12:50
Colmurano, tentò di rapinare madre e nonni per comprare la droga: in manette 31enne

Colmurano, tentò di rapinare madre e nonni per comprare la droga: in manette 31enne

 Domenica i carabinieri della Stazione di Urbisaglia hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione della Procura, presso il Tribunale di Macerata, emesso nei confronti di un 31enne di Colmurano condannato per il reato di rapina. Questi era stato arrestato dai militari nel mese di settembre del 2017, poiché aveva minacciato madre e nonni con un coltello da cucina per ottenere 200 euro della pensione degli anziani destinati all’acquisto di eroina (leggi qui). All’epoca il tempestivo arrivo dei carabinieri, aveva consentito di bloccare il ragazzo che stava dando in escandescenze, sbraitando e brandendo il coltello in direzione dei parenti. L’uomo, che ha già scontato parte della condanna, è ora sottoposto alla pena residua di due mesi di reclusione. Domenica i militari lo hanno tradotto al carcere di Fermo.

07/10/2022 09:10
Tragico incidente, frontale tra auto e moto lungo la Statale: muore una donna di 51 anni

Tragico incidente, frontale tra auto e moto lungo la Statale: muore una donna di 51 anni

Un gravissimo incidente stradale è avvenuto, nel pomeriggio di oggi lungo la strada statale 745 “Metaurense” nel territorio comunale di Fermignano. Nel sinistro è morta una donna di di 51 anni che si trovava in sella a una moto. La vittima è Sabina Bolognini, madre e titolare di un bar a Fermignano Per cause in fase di accertamento, un motoveicolo e un'auto si sono scontrati frontalmente al km 7+900, e per la 51enne, che era in sella alla due ruote, non c'è stato più nulla da fare. Inutile ogni di tentativo di rianimarla da parte dei soccorritori giunti sul posto. La chiusura della Metaurense si è resa necessaria per consentire le operazioni di soccorso e anche liberare la carreggiata dai veicoli coinvolti. Per la gestione dell'emergenza sono intervenute le squadre Anas, le Forze dell'Ordine e il personale del 118.

06/10/2022 19:49
Spazzatrice stradale avvolta dalle fiamme: vigili del fuoco in azione

Spazzatrice stradale avvolta dalle fiamme: vigili del fuoco in azione

Spazzatrice in fiamme: vigili del fuoco in azione. Il fatto è accaduto, 14.00 circa in via Fratelli Rosselli a Senigallia, e  ha coinvolto un automezzo adibito alla pulizia delle strade.  La squadra dei pompieri, intervenuta con due autobotti, ha provveduto a spegnere le fiamme con del liquido schiumogeno antincendio evitando il propagarsi dell’incendio agli alberi adiacenti al mezzo. Non si segnalano persone coinvolte, il conducente, infatti, è riuscito a mettesi in salvo prima che le fiamme avvolgessero il veicolo. Sul posto anche la Polizia Stradale.

06/10/2022 15:30
Padre barricato in casa con il figlio di 4 anni. Apre ai carabinieri: "Il bambino sta bene"

Padre barricato in casa con il figlio di 4 anni. Apre ai carabinieri: "Il bambino sta bene"

È di pochi minuti fa la notizia che l’uomo barricato in casa da ieri pomeriggio con il figlio di 4 anni ha permesso ai carabinieri di entrare nell’abitazione: il bambino sta bene. Notte di trattative quella appena trascorsa, tra i carabinieri e un padre separato che si è barricato in casa con il figlio di 4 anni a Roncadelle, comune del Bresciano. Il bambino in sede di separazione era stato affidato dal Tribunale alla madre a causa di "comportamenti violenti del padre", con  diritto per l’uomo di vederlo esclusivamente in incontri protetti. Il 35enne, di origine rumena, avrebbe precedenti di violenza domestica. Ieri pomeriggio l’uomo, nel corso di uno di questi incontri protetti presso la casa della madre, avrebbe strappato il figlio dalle mani dell’assistente sociale, minacciandolo con una  pistola, che a tuttora non si ha la certezza sia vera, per poi darsi alla fuga sino a raggiungere la propria abitazione. I carabinieri, l’unità antiterrorismo e un negoziatore presenti sul posto sin da ieri pomeriggio, hanno accertato che le condizioni del bambino fossero buone. Dopo una lunga notte di trattative hanno potuto parlare con il piccolo solo questa mattina intorno alle 8.30. Chiusa ogni possibile via di fuga per evitare che l’uomo potesse allontanarsi, le trattative si sono protratte per tutta la mattinata. È di poco fa la notizia che l’uomo ha permesso ai carabinieri di entrare in casa, aprendo loro la porta. I militari hanno trovato il bambino in buone condizioni di salute e l’hanno portato fuori, insieme al padre. In casi di sequestro di ostaggi come questo, è fondamentale il ruolo estremamente  delicato del negoziatore: di vitale importanza è stabilire una efficace comunicazione con il sequestratore. L’ ascolto empatico, che serve a comprendere la tipologia di persona che ci si trova di fronte e le sue motivazioni, è fondamentale tanto quanto la capacità persuasiva necessaria per mantenere sempre aperto il contatto. Vasta esperienza e preparazione anche in ambito psicologico, flessibilità nell’accogliere le richieste, disponibilità all’ascolto, comunicazione con tono della voce calmo e pacato sono alcune delle caratteristiche imprenscindibili in queste figure professionali per concludere positivamente la contrattazione, come accaduto oggi, al fine di evitare l’intervento degli agenti con la forza. (Credit foto: LocalTeam)                 

06/10/2022 11:20
Lasciò morire di stenti la figlia: il Gip rifiuta per la seconda volta la perizia psichiatrica in carcere

Lasciò morire di stenti la figlia: il Gip rifiuta per la seconda volta la perizia psichiatrica in carcere

È di questi giorni la notizia dell’ordinanza con cui il gip di Milano ha respinto l'istanza dei difensori di Alessia Pifferi che chiedevano un accertamento neuro psichiatrico in carcere per la loro assistita.  Alessia Pifferi è accusata di omicidio volontario aggravato, per aver lasciato morire di stenti la sua piccola Diana di 16 mesi: l’ha abbandonata in casa da sola per 6 lunghi giorni per trascorrere del tempo in tranquillità con il suo compagno. Secondo l’avvocato della donna, la 37enne non sarebbe ancora del tutto consapevole di quello che ha fatto: per questo la difesa ha avanzato, per la seconda volta, la richiesta di perizia in carcere, per valutare il grado di intenzionalità con cui la Pifferi ha agito. La richiesta è stata tuttavia respinta dal gip, per la seconda volta, in quanto, scrive nella motivazione "si è sempre dimostrata consapevole, orientata e adeguata, nonché in grado di iniziare un percorso, nei colloqui psicologici periodici di monitoraggio, di narrazione ed elaborazione del proprio vissuto affettivo ed emotivo, anche dopo l’ingresso in carcere, come attestano le relazioni del Servizio di psichiatria interna".  La consulenza richiesta, quindi, "non si aggancerebbe ad alcun elemento fattuale", anche perché Pifferi non ha alcuna "storia di disagio psichico" nel suo passato. Sono trascorsi 20 anni dal delitto di Cogne, e secondo gli ultimi dati forniti dall’Eures - Ricerche economiche e sociali, dal 2010 a oggi in Italia sono stati commessi 268 figlicidi. Le madri risultano le autrici prevalenti del reato contro i figli di età compresa tra gli 0-5 anni, mentre dopo i 5 anni nella maggior parte dei casi l'autore dei figlicidi è il padre.  Il professor Vincenzo Mastronardi, psichiatra e criminologo clinico che nel 2007 ha pubblicato un libro dal titolo "Madri che Uccidono", ha spiegato che, laddove non sia presente una pregressa grave patologia psichiatrica tale da annullare la capacità di intendere e di volere, tra le madri che agiscono razionalmente "il raptus vero e proprio non esiste, alla base ci sono sempre ragioni precise".  Tali ragioni affondano radici nel quotidiano e possono così riassumersi:  –  life stressor event (eventi di grande perdita affettiva: lutti, abbandoni reali o amplificati, separazione); – pietas (omicidio altruistico, nella convinzione di risparmiare al figlio sofferenze nella vita); – immaturità della madre; – perché il bambino è iperattivo (bambino maltrattato); – perché figlio della colpa; – per sindrome di Medea (per vendetta nei confronti del compagno viene ucciso il figlio); – per disturbo (dipendente, narcisistico oppure istrionico) di personalità; – perché figlio indesiderato; – per depressione (non maggiore) in soggetto narcisista; – per disturbi comportamentali dovuti all’assunzione di alcool e droga. In tali casi il figlicidio è un atto "razionale, lucido e consapevole" che nella maggior parte dei casi poteva essere evitato, spiega Mastronardi. Ecco perché in un’ottica preventiva la famiglia ha un ruolo importante nel fare attenzione a quei campanelli d’allarme che denunciano che la situazione di benessere della donna è gravemente compromessa.       

06/10/2022 11:00
Macerata, falciata da uno scooter mentre attraversa la strada: giovane in ospedale (FOTO)

Macerata, falciata da uno scooter mentre attraversa la strada: giovane in ospedale (FOTO)

Investita da uno scooter mentre attraversa sulle strisce pedonali: giovane universitaria finisce in ospedale. È quanto accaduto, poco dopo le 8 del mattino, in viale Martiri della Libertà a Macerata, all'altezza del bar dello stadio dei Pini. Ancora da chiarire l'esatta dinamica di quanto avvenuto, la cui ricostruzione spetterà agli agenti della polizia locale. Il tratto in cui si è verificato il sinistro è stato temporaneamente chiuso al traffico per consentire il completamento dei rilievi e le operazioni di soccorso.  Immediato l'arrivo sul posto dei sanitari del 118 che hanno prestato alla studentessa le prime cure del caso. Dopo essere stata stabilizzata, è stata condotta all'ospedale di Macerata per accertamenti. La ragazza non versa in gravi condizioni, ma a seguito dell'impatto con il ciclomotore ha riportato dei traumi sulla cui entità si è ritenuto necessario fare approfondimenti medici. 

06/10/2022 08:35
Un anno dalla morte del piccolo Alex. La Procura: “La mamma ha premeditato l’omicidio”

Un anno dalla morte del piccolo Alex. La Procura: “La mamma ha premeditato l’omicidio”

Si sono concluse le indagini sull’omicidio del piccolo Alex, il bimbo di due anni ucciso dalla mamma con sette coltellate: secondo la ricostruzione della Procura di Perugia la donna lo avrebbe colpito "in rapida sequenza sette volte al collo, al torace e all'addome con un coltello”. Alla donna è stata altresì contestata l’aggravante della premeditazione, dedotta sia dalle minacce che la stessa aveva fatto nel tempo, di uccidere il figlio, sia dal depistaggio messo in atto subito dopo l’omicidio. Per il collegio dei periti nominati dal Gip la donna avrebbe avuto la consapevolezza della grave azione posta in essere. Il terribile delitto avvenne un anno e quattro giorni fa. La donna, in evidente stato confusionale, il primo ottobre 2021 entrava nel negozio Lidl di una frazione di Città della Pieve, e, dopo aver vagato tra le corsie in stato confusionale chiedendo aiuto, aveva adagiato sul nastro trasportatore della cassa il corpicino di un bambino, già morto,  raccontando di averlo trovato all’esterno del supermercato. I sanitari del 118, immediatamente allertati, giunti sul posto hanno constatato la morte del piccolo. Numerose le ferite al collo e all’addome procurate dai fendenti di un coltello, successivamente ritrovato nella borsa della stessa donna, dichiaratasi solo in un momento successivo madre del piccolo. Si trattava della 43enne ungherese Katalina Erzsebet Bradacs. Sin da subito gli indizi a carico della 43enne erano gravi precisi e concordanti: la donna ha messo in atto depistaggi e raccontato bugie facilmente riconoscibili per gli inquirenti: dal possesso del coltello in borsa, giustificato per "difendersi dagli immigrati, che violentano le donne e uccidono i bambini" all’accusa di un fantomatico “uomo nero” che avrebbe aggredito ed ucciso il piccolo fuori dal supermercato, di cui neppure le telecamere di sorveglianza hanno rilevato la presenza. Ben presto è emerso che il bimbo di due anni viveva in Ungheria con i genitori. Dopo una lunga battaglia legale tra i coniugi in fase di separazione, era stato affidato dal Tribunale al papà; l’uomo,  solo qualche giorno prima del terribile delitto, aveva denunciato l'ex moglie in Ungheria per essersi allontanata  con il loro figlio: "Lo ha rapito". Il movente  plausibilmente va rintracciato nelle poche parole che la donna aveva inviato ad un amico, insieme alla foto del corpicino del bimbo insanguinato, poche ore pima di entrare nel supermercato: “Non apparterrà a nessuno di noi ora”.

05/10/2022 17:50
Tolentino, magliette e lacrime per l'ultimo saluto a Emanuele Mosca: "Buon viaggio fratello"

Tolentino, magliette e lacrime per l'ultimo saluto a Emanuele Mosca: "Buon viaggio fratello"

Si sono svolti oggi pomeriggio presso la chiesa parrocchiale dello Spirito Santo di Tolentino i funerali di Emanuele Mosca, il giovane scomparso a soli 21 anni a seguito di un tragico incidente stradale mentre era di ritorno da una cena di compleanno con altri tre amici (leggi qui).  La funzione religiosa è stata celebrata da padre Gabriele Pedicino, e sono stati tanti i cittadini che hanno voluto dare l'ultimo saluto ed essere vicini al dolore della mamma Laura, del papà Giovanni, del fratello Alessandro, e della sorella Ludovica. "Emanuele, non so se mai hai pensato al tuo funerale, sicuramente non lo avresti immaginato con tutti questi preti - ha esordito nell'omelia padre Gabriele Pedicino -. Questi sono i misteri che avvolgono la nostra vita. Proprio perchè Dio ha a cuore i suoi figli, dobbiamo credere, e non convincerci, che se il Padre ha permesso che accadesse questo, è per un progetto più grande di noi". Padre Pedicino ha ricordato anche la giovani vite spezzate di altri tre giovani tolentinati: Nicola Scisciani, Nicolò Ceselli e Federico Bordi.  Sul feretro sono state adagiate diverse sciarpe dell'Us Tolentino, a testimoniare la grande passione di Emanuele per il calcio: tra le fila cremisi ha militato nel settore giovanile ed era anche appassionato tifoso. "Tu che sei stato un ultras, sei nella possibilità di essere un allenatore per tutti i tuoi cari. L'allenatore della grande partita della vita", ha ricordato padre Pedicino.  Un dolore profondo quello lasciato nei cuori dei tanti amici, seduti tra le prime file della chiesa con una maglietta a lui dedicata con stampata, nel fronte, una sua foto e, nel retro, il nome ("Manuè").  Così come tante sono state le lacrime che hanno accompagnato la funzione religiosa. Presente, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi.  I genitori di Emanuele hanno parlato al termine della funzione, con evidente commozione: "Caro Emanuele, sto vedendo che hai raggruppato parecchie persone" ha notato il padre, Giovanni Mosca. "Vogliamo credere che Emanuele sia morto per tutti voi giovani, per farvi capire quanto sia preziosa la vita e come occorra dedicare il giusto tempo al lavoro, allo studio, al tempo libero e agli amici", ha aggiunto la mamma Laura.  E poi, citando Papa Giovanni Paolo II ("Spalancate le porte al Signore") e rivolgendosi agli altri genitori e agli insegnanti, li ha inviatati a impegnarsi per "aiutare i giovani a custodire il dono della vita, questo grida Emanuele oggi a tutti noi, da lì".  "Buon viaggio fratello", così lo hanno salutato dall'altare gli amici, ricordando la sua passione per le due ruote e rivolgendo un pensiero anche a Diego Ceresani ("rimettiti presto, ti vogliamo bene"), il conducente dell'auto che si è schiantata fuori della carreggiata stradale la maledetta notte del primo ottobre, ricoverato all'ospedale di Macerata e, da pochi giorni, uscito dal coma indotto. Un lungo applauso ha accompagnato l'uscita del feretro dalla chiesa.           

05/10/2022 16:40
Appignano, malore improvviso mentre è in fila per il tampone Covid: muore una donna

Appignano, malore improvviso mentre è in fila per il tampone Covid: muore una donna

Tragedia ad Appignano dove un donna di 83 anni è morta a causa di un malore improvviso, mentre era in fila per effettuare un tampone per il Covid. Nonostante i tempestivi soccorsi, per la signora non c’è stato nulla da fare. I fatti si sono verificati nella mattinata di oggi di fronte alla farmacia Luchetti, in piazza Umberto I pieno centro cittadino. Secondo una prima ricostruzione, l’anziana si era recata insieme a un familiare presso l’esercizio per effettuare un tampone drive-in, quando ha accusato un malore all’interno della propria auto. Immediata la chiamata ai sanitari del 118 che, giunti sul posto, hanno provato in tutti i modi a rianimarla senza però ottenere l’esito sperato. Il malore accusato improvvisamente si è infatti rivelato fatale per la donna di 83 anni. Sul luogo dell’accaduto presenti anche i vigili del fuoco e i carabinieri.  

05/10/2022 12:20
Recanati, violento scontro tra due auto: un uomo trasferito a Torrette con l'eliambulanza

Recanati, violento scontro tra due auto: un uomo trasferito a Torrette con l'eliambulanza

Scontro tra due auto: un 82enne trasportato a Torrette con l’eliambulanza . È il bilancio di un incidente avvenuto nella mattinata in contrada Bagnolo a Recanati Per cause in corso di accertamento da parte della polizia locale, una Fiat Panda  - condotta da un 82enne – e una Citroen, guidata da un 35enne, sono entrate in collisione. Nello scontro la Citroen è uscita di strada  finendo sulla scarpata, mentre la Panda è rimasta sulla carreggiata. Sul posto l’elisoccorso per le gravi condizioni del conducente della Panda che, per accertamenti, è stato trasportato a Torrette in codice rosso. Per il 35enne, invece, i sanitari del 118, intervenuti sul posto, hanno stabilito il suo trasporto in ambulanza a Civitanova: le sue condizioni non desterebbero particolari preoccupazioni Si è reso necessario anche l’intervento di una squadra dei Vigili del Fuoco. Danni ingenti alle due vetture e qualche disagio alla circolazione.  

05/10/2022 12:00
Tremendo schianto sulla Statale 16: muore una ragazza di 22 anni

Tremendo schianto sulla Statale 16: muore una ragazza di 22 anni

Una ragazza di 22 anni è morta in un incidente stradale avvenuto ieri sera lungo la SS16 nel territorio di Osimo. La vittima è Aurora Caruso residente ad Ancona. La 22enne era alla guida di una Alfa 147, che si è scontrata violentemente con un Opel Astra, condotta da un giovane, mentre uno dei due veicoli si stava immettendo sulla strada statale. La dinamica dell'incidente è al vaglio dei carabinieri. Inutili i soccorsi del 118 per la ragazza che è deceduta nello schianto. Sul luogo sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Solo lievemente ferito il guidatore dell'altra auto che è stato trasportato all'ospedale di Torrette di Ancona con un codice verde.

05/10/2022 10:14
Fotografano la scheda elettorale durante il voto: due denunciati

Fotografano la scheda elettorale durante il voto: due denunciati

Due uomini - di 66 e 59 anni - residenti nel Fermano sono stati denunciati dai carabinieri di Porto Sant'Elpidio e Sant'Elpidio a Mare, per aver introdotto uno smartphone in cabina elettorale al fine di fotografare la propria scheda durante il voto per le elezioni politiche del 25 settembre.  A Porto Sant'Elpidio i militari erano intervenuti su richiesta del presidente di seggio nella sezione di via Pesaro che aveva segnalato l'uso di un telefono da parte di un elettore dentro la cabina elettorale per immortalare la propria scheda. I carabinieri avevano trovato il votante con il cellulare in mano.  Analogo episodio si era verificato nel seggio a Sant'Elpidio a Mare via Carlo Alberto Dalla Chiesa: anche in questo caso, dopo la segnalazione del presidente di seggio, i carabinieri avevano sorpreso un 59enne che aveva fotografato la scheda.  La norma (dl 49 del 2008) che tutela la segretezza del voto durante le consultazioni elettorali, vieta di introdurre nelle cabine telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini: la violazione di questa disposizione è punita con l'arresto da tre a sei mesi e con l'ammenda da 300 a mille euro.

05/10/2022 09:02
Tragedia a Monte San Giusto, 27enne muore schiacciato da un trattore

Tragedia a Monte San Giusto, 27enne muore schiacciato da un trattore

Muore schiacciato da un trattore mentre lavora in un campo. Il tragico incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio - intorno alle 18 - in via Madonna Concezione a Monte San Giusto. La vittima è il 27enne Fancesco Del Bianco, imprenditore agricolo di Corridonia. Secondo una ricostruzione, il 27enne stava guidando un trattore con un cassone che trasportava un altro mezzo. Per cause in corso di accertamento, il cassone si sarebbe staccato per poi ribaltarsi e il mezzo agricolo avrebbe schiacciato il conducente. L’allarme è stato lanciato dai familiari del giovane, preoccupati perché non riuscivano a mettersi in contatto con lui. A nulla sono valsi i tentativi dei sanitari di salvargli la vita, il 27enne è morto sul colpo. Su luogo dell’accaduto sono intervenuti anche vigili del fuoco, carabinieri e personale dello Spsal.    

04/10/2022 19:03
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