Mercoledì scorso (22 luglio) si è concluso “Conosciamo l’autore”, il festival dedicato alla musica d’autore e dedicato quest’anno al musicista, compositore, violinista e direttore d’orchestra Guido Santórsola. Nato in Puglia, da bambino si trasferì in Brasile, dove iniziò una formazione musicale che sarebbe proseguita in Italia e in Inghilterra. Stabilitosi in Uruguay, fu membro e poi direttore dell’Orquesta Sinfónica del Sodre e docente nell’Escuela Normal de Música de Montevideo. Girò il mondo, facendo conoscere le musiche dei grandi compositori uruguaiani in Sudamerica, Stati Uniti ed Europa. Come autore, le sue composizioni furono influenzata dai ritmi brasiliani e uruguaiani e dal contrappunto barocco.
Nelle tre serate a lui dedicate, sono state ripercorse vita, filosofia e ispirazioni di Guido Santórsola, esplorandone il tempo e l’opera: a interpretare le sue composizioni e le musiche della tradizione rioplatense l’allievo Héctor Ulises Passarella, Antonio Rugolo, il Trio Sur, Marco Di Blasio e Cinzia e Laura Pennesi.
Un grande successo per un festival che negli anni ha riconfermato la sua importanza nella vita culturale matelicese, offrendo al pubblico un appuntamento di elevato spessore musicale impreziosito quest’anno dal ritorno della manifestazione nella sua sede d’elezione: la Corte del Museo Piersanti.
“Si è conclusa la XXXIII edizione di ‘Conosciamo l’autore’ diretta dalla Corale Polifonica ‘Armando Antonelli’ – ha dichiarato il sindaco Denis Cingolani –. Un’edizione eccezionale che vede il ritorno della rassegna nella sua sede storica: la corte di Palazzo Piersanti. Con l’occasione ringrazio tutti gli artisti che si sono esibiti, la corale, il suo direttore Cinzia Pennesi, il Museo Piersanti nelle persone di S. E. Mons. Francesco Massara, del direttore Angelo Antonelli e della responsabile dei beni culturali della diocesi Dott. Laura Barbacci. Ci vediamo il prossimo anno con la stessa emozione e determinazione”.
La Vigor Basket Matelica è lieta di annunciare la conferma per la stagione 2026/2027 di Alessio Mazzotti. Ala classe 2003, 198 centimetri di altezza, per lui sarà la quarta stagione consecutiva in canotta Halley.
Nato a Ravenna ma cresciuto a Riccione, “AirMazzo” è reduce da una stagione in cui, al rientro dopo un 2024/2025 ridotto ai minimi termini a causa di un infortunio, è tornato ad esprimersi su altissimi livelli, che i 10,3 punti a partita esprimono solo parzialmente. Per lui parlano l’energia, i voli sopra al ferro e la dedizione alla causa che l’hanno trasformato anno dopo anno in uno dei beniamini del pubblico biancorosso: un vero matelicese acquisito. Il giocatore romagnolo si è fatto ben volere da tutti con i suoi modi gentili fuori dal campo ma soprattutto con la versatilità e l’inesauribile energia che mette dentro al campo, che ne ha fatto una pedina imprescindibile della Vigor delle ultime stagioni. Nonostante i 23 anni, Mazzotti ha comunque già una solida esperienza alle spalle, sia a livello giovanile (dividendosi tra Rimini, Pesaro e Bassano) che senior (Riccione, Firenze e Rieti). La nuova Halley di coach Barbarossa non potrà averlo a disposizione sin da subito, in quanto sta recuperando dall’infortunio alla caviglia che gli ha fatto chiudere anzitempo la scorsa stagione a metà aprile: ma una volta recuperato al 100% sarà un tassello chiave per le rotazioni vigorine.
Queste le sue parole sulla sua riconferma: «Sono molto contento di rimanere a Matelica, seppur reduce da un infortunio complesso. Resto in questa società che è molto più di un club sportivo per me: qui ho trovato una vera e propria famiglia. Voglio ringraziare la dirigenza e lo staff per la straordinaria vicinanza, seguendomi e assistendomi passo dopo passo nel mio percorso di recupero e non vedo l'ora di poter dare anche il mio supporto».
Il commento di coach Alberto Barbarossa: «Alessio viene da un infortunio importante, ma lavoriamo con lui affinché ritorni nelle migliori condizioni per darci quello che ha fatto vedere negli anni scorsi. In termini di intensità, propensione al sacrificio e difesa può aiutarci veramente tanto: ha pochi eguali nel suo ruolo in questa categoria».
Così il ds vigorino Luca Usberti: «Siamo felicissimi di poter contare su Mazzo anche per la prossima stagione. La sua conferma va oltre l' aspetto tecnico. In questi anni difficili, segnati dagli infortuni, ha dimostrato cosa significhi un reale attaccamento alla maglia. Siamo certi che, con il supporto del nostro staff, saprà riprendersi il campo da protagonista e saprà dare un contributo importante alla squadra. Mazzo è quel tipo di giocatore capace di contagiare l'intero palazzetto con la sua energia e la sua intensità difensiva. Il suo rientro sarà un valore aggiunto molto importante per la nostra stagione».
Grande partecipazione e tanta energia a Villa Berta di San Severino Marche per GNS 4 The Street – Summer Edition, l'evento firmato GNS Wave che ha trasformato la piscina della location in un punto di ritrovo per tantissimi giovani, protagonisti di una serata all'insegna della musica, del divertimento e della condivisione.
Dalle 22 fino a notte inoltrata, il pubblico ha animato gli spazi di Villa Berta, confermando il successo di un format capace di coinvolgere i partecipanti ben oltre il classico party. Il concept "Non sei al party. Sei parte del party" si è tradotto in un'esperienza interattiva, dove gli ospiti hanno avuto un ruolo attivo durante tutta la serata.
A scandire il ritmo dell'evento è stato il dj set di Giacomo Grasselli DJ, che ha accompagnato il pubblico con una selezione musicale capace di far ballare la pista fino a tarda notte.
Non sono mancati i momenti di intrattenimento che caratterizzano il format GNS 4 The Street, dalla playlist collaborativa, costruita anche grazie ai suggerimenti del pubblico, alle Street Interviews, con domande, quiz e premi, passando per le Street Challenges, tra sfide e giochi che hanno coinvolto i presenti.
Grande entusiasmo anche per il Gadget Drop, con la distribuzione di tubi luminosi e sorprese, e per il Wave Drop, uno dei momenti più attesi e coinvolgenti della serata. A immortalare i momenti più belli ci ha pensato la GNS Cam, che ha raccolto immagini e contenuti dell'evento.
L'appuntamento ha confermato la capacità di GNS Wave di proporre format innovativi, in grado di unire musica, spettacolo e partecipazione diretta del pubblico, trasformando una serata estiva in un'esperienza condivisa e coinvolgente.
Il successo registrato rappresenta un'ulteriore conferma della varietà di offerta che si può trovare in una location poliedrica come Villa Berta.
L'Associazione Polisportiva Aurora Treia ha ufficializzato l'acquisizione delle prestazioni sportive del centrocampista Diego Manna, che vestirà la maglia biancorossa nella stagione 2026-2027.
Giocatore giovane e di grande prospettiva, Manna va a rinforzare il reparto di centrocampo portando qualità, dinamismo e importanti margini di crescita. Fin dal percorso nel settore giovanile ha evidenziato spiccate qualità tecniche e caratteriali, distinguendosi per personalità, applicazione e una costante evoluzione che lo ha accompagnato anche nelle prime esperienze con il calcio dei grandi.
Successivamente ha indossato la maglia cremisi del Tolentino, esperienza che gli ha consentito di maturare sia sotto il profilo tecnico sia dal punto di vista caratteriale. Nell'ultima stagione ha inoltre disputato il campionato di Eccellenza con l'Urbania, accumulando ulteriore esperienza in una categoria altamente competitiva.
L'arrivo di Diego Manna rappresenta un tassello importante nella costruzione della rosa dell'Aurora Treia, che continua a puntare su profili di valore e prospettiva, in linea con il progetto tecnico portato avanti dalla società.
L'intera Associazione Polisportiva Aurora Treia ha rivolto al nuovo centrocampista il più caloroso benvenuto, con l'augurio che questa nuova esperienza possa essere ricca di soddisfazioni personali e di successi da condividere con i colori biancorossi.
«Ho delle prime sensazioni molto positive qui all'Aurora Treia perché ho trovato sin da subito un ambiente molto serio dove si lavora bene. Già dai primi allenamenti si percepisce che c'è la voglia di fare una stagione importante.
Ho scelto l'Aurora Treia perché è una società ambiziosa, con idee chiare e molta voglia di crescere; proprio per questo ho deciso di sposare questo progetto. In questi primi giorni mi sto trovando bene e stiamo lavorando insieme per costruire un'identità di gruppo forte, che sarà fondamentale per affrontare la nuova stagione.
Sarà un campionato impegnativo, ma speriamo di toglierci belle soddisfazioni. Personalmente voglio continuare a crescere il più possibile e mettermi a disposizione dei miei compagni. Vogliamo disputare un campionato importante, cercando di raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati», ha dichiarato Diego Manna.
Quaranta promossi su 43 candidati agli esami di abilitazione sostenuti martedì a Coverciano e alcuni corsisti già entrati a lavorare nelle società di calcio. Sono i risultati con cui l'Università di Macerata, attraverso il Dipartimento di Giurisprudenza, ha presentato la terza edizione del corso di formazione per l'accesso all'esame di abilitazione a direttore sportivo, accreditato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc).
La presentazione si è svolta nell'Aula Verde del Polo Pantaleoni, alla presenza del presidente del Comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti, Ivo Panichi, del componente della commissione federale Figc e coordinatore del Dipartimento interregionale Lnd Luigi Barbiero e del giornalista di Sky Sport Maurizio Compagnoni, laureato dell'Università di Macerata, che ha dedicato il proprio intervento al ruolo del direttore sportivo nella gestione delle notizie di mercato.
Nel corso dell'incontro è stato annunciato anche il nuovo bando, già pubblicato e aperto fino al 22 settembre, una scelta che consentirà di iscriversi anche a chi in questo periodo è impegnato fuori sede con le squadre.
Il corso dell'Università di Macerata è oggi il più frequentato in Italia tra quelli organizzati dagli atenei e propone una formazione che integra competenze giuridiche, organizzative e manageriali, con l'obiettivo di preparare figure professionali capaci di operare nelle società calcistiche in un settore in continua evoluzione.
«L'impegno del Dipartimento di Giurisprudenza in questo settore rappresenta un apripista del lavoro che l'Università di Macerata sta sviluppando con il mondo dello sport. Il nostro Ateneo vuole diventare un punto di riferimento per la formazione sportiva, anche con il nuovo corso in Scienze motorie, mettendo a disposizione competenze accademiche e costruendo percorsi capaci di offrire reali opportunità di occupazione», ha sottolineato il rettore John McCourt.
Il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc è tra i pochi in Italia a includere il diritto dello sport nella propria offerta formativa.
«Il dato di Coverciano conferma la solidità del progetto. La preparazione dei nostri corsisti è stata particolarmente apprezzata. È un percorso impegnativo, ma i risultati si vedono anche nel confronto con altre esperienze italiane. Alcuni partecipanti sono già stati assunti da società calcistiche», ha evidenziato il direttore del corso Stefano Pollastrelli.
Anche l'assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli ha rimarcato il valore dell'iniziativa, sottolineando come «l'elevata qualità delle figure professionali passi anche attraverso la formazione accademica e una collaborazione operativa tra le diverse filiere istituzionali».
Consoli ha inoltre ricordato che le Marche sono la prima regione italiana per numero di atleti e la terza per associazioni affiliate, evidenziando la vivacità del movimento sportivo regionale anche nelle discipline considerate in passato minori.
Per la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari, il corso «si inserisce nella strategia di Ateneo che affianca alla formazione di base percorsi professionalizzanti capaci di intercettare i bisogni del territorio».
Alla presentazione hanno partecipato anche l'arbitro di Serie A Gianluca Sacchi, il neo presidente della Figc Marche Stefano Giombetti, il direttore sportivo della Maceratese Giulio Spadoni, il presidente degli arbitri delle Marche Riccardo Piccioni e il direttore tecnico Fabio Massimo Conti.
Sono ormai in dirittura d’arrivo i lavori di ammodernamento della stazione ferroviaria di Macerata, con gli interventi interni e di miglioramento della linea praticamente completati. Gli spazi della struttura sono stati rinnovati e il restyling sta entrando nella fase conclusiva, mentre all’esterno resta ancora da sistemare l’area della piazza davanti allo scalo ferroviario.
Tra gli elementi che hanno attirato l’attenzione di alcuni viaggiatori c’è però una soluzione architettonica all’uscita verso il binario 1. Per raggiungere l’esterno, infatti, è presente un gradino particolarmente evidente, che ha sollevato qualche perplessità tra i passeggeri.
Lo scalino, pur essendo affiancato da una rampa per consentire il passaggio alle persone con difficoltà motorie o con bagagli pesanti, appare pronunciato e poco agevole, soprattutto considerando il frequente transito di utenti della stazione. Alcuni viaggiatori hanno segnalato la situazione, evidenziando il possibile rischio di inciampo e la presenza di una barriera architettonica che, secondo le loro osservazioni, avrebbe potuto essere progettata diversamente nell’ambito dei lavori di riqualificazione.
L’intervento di ammodernamento ha portato una serie di miglioramenti alla stazione, ma ora l’attenzione si concentra su questo particolare elemento che, proprio perché inserito in una struttura rinnovata, risalta maggiormente agli occhi di chi utilizza quotidianamente lo scalo.
Resta da capire se, prima della conclusione definitiva dei lavori, sarà possibile intervenire anche su questo aspetto per migliorare accessibilità e sicurezza degli ingressi e delle uscite della stazione.
Enzo Simonelli, presidente della Lega Serie A originario di Macerata, ha accompagnato il nuovo corso del calcio italiano nel giorno della prima uscita ufficiale del presidente della FIGC Giovanni Malagò insieme al direttore tecnico Paolo Maldini e all’advisor Leonardo. L’occasione è stata l’assemblea della Lega Calcio Serie A a Milano, dove è stato presentato alle società il nuovo assetto del Club Italia e il piano di ristrutturazione tecnica della Federazione.
Al centro del progetto c’è un cambio di mentalità, con la volontà di riportare tecnica e gioco al centro del percorso di crescita del calcio italiano, ricostruendo un sistema che coinvolga tutte le componenti, dalla Nazionale maggiore fino ai settori giovanili.
Simonelli, intervenuto davanti ai giornalisti al fianco di Malagò, Maldini e Leonardo, ha spiegato la linea scelta per la nomina del nuovo commissario tecnico: “Non chiedetegli chi sarà il commissario tecnico, perché non vi risponderanno, ma potranno dirvi quelle che sono le caratteristiche che loro hanno in mente del commissario tecnico. Quindi non parleranno e non chiedetegli di uomini, ma chiedetegli di programmi, perché quello è la cosa su cui ci siamo confrontati”.
Il presidente della Lega Serie A ha poi sottolineato il valore delle scelte compiute da Malagò: “Giovanni Malagò è una persona che ha detto che è abituato a volare alto, ma il motivo per cui la Serie A e poi tutte le altre componenti, Serie C, calciatori e allenatori, hanno poi la sua candidatura è perché sapevamo che volava alto”.
Per Simonelli, la scelta di Maldini e Leonardo come primi collaboratori rappresenta un segnale importante per tutto il movimento: “La prima dimostrazione di come vola alto è appunto aver scelto Paolo Maldini e Leonardo come suoi primi collaboratori. Quindi questa è una garanzia per tutti noi, una garanzia per il Paese”.
La nuova struttura del Club Italia nasce con l’obiettivo di ricostruire il percorso tecnico dalla base, attraverso una maggiore condivisione delle scelte e un coordinamento tra Nazionale maggiore, settori giovanili e tutte le componenti del sistema calcio.
Malagò, Maldini e Leonardo hanno presentato un progetto fondato sul rilancio della metodologia tecnica e su una nuova impostazione del lavoro federale. Tra le priorità anche l’individuazione del nuovo commissario tecnico, figura considerata centrale ma inserita in un piano più ampio di rinnovamento.
Maldini ha spiegato che il ruolo di direttore tecnico della FIGC rappresenta una novità importante e servirà a dare un’identità tecnica al Club Italia e al Settore Tecnico della Federazione. Leonardo ha invece evidenziato la necessità di recuperare terreno sul piano tecnico, puntando su una linea comune che accompagni la crescita dei giocatori dalle giovanili alla Nazionale maggiore.
Simonelli ha infine ribadito la convinzione che il nuovo corso possa riportare presto l’Italia ai vertici del calcio internazionale, grazie alle scelte e alle competenze messe in campo dalla nuova squadra federale.
Aggiornamento
Nelle ultime ore la scelta del commissario sembra essere virata da Pep Guardiola a Andrea Pirlo, dato per certo da fonti nazionali.
Le Marche fanno i conti con gli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito diversi territori, provocando danni al comparto agricolo, alle attività produttive e alle infrastrutture. Da sud a nord della regione sono arrivate segnalazioni di criticità e la Regione ha avviato il percorso per chiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha annunciato l’avvio della ricognizione dei danni, con il coinvolgimento dei Comuni chiamati a raccogliere e trasmettere le informazioni necessarie per delineare il quadro complessivo delle conseguenze provocate dagli eventi atmosferici e predisporre la richiesta di intervento.
“Ci sarà lo stato di calamità per la provincia di Ascoli e per alcuni comuni della provincia di Fermo, ma noi chiederemo per tutta la regione, perché ci sono stati danni anche nella provincia di Pesaro, qui a Macerata sulla costa, nell’Anconetano”, ha spiegato Acquaroli ieri a Macerata, intervenendo al convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
La richiesta regionale punta quindi ad ampliare il riconoscimento dell’emergenza anche alle altre aree marchigiane che hanno registrato danni, oltre ai territori già interessati dal provvedimento nazionale.
Nel frattempo è arrivata la decisione del Consiglio dei ministri sullo stato di emergenza per gli eccezionali fenomeni meteorologici che hanno interessato, tra il 26 marzo e il 3 aprile, la provincia di Ascoli Piceno e il Comune di Amandola, in provincia di Fermo. Il provvedimento avrà una durata di dodici mesi.
Per fronteggiare le prime esigenze sono stati messi a disposizione 4 milioni e 310 mila euro, attraverso il Fondo per le emergenze nazionali. Le risorse saranno destinate agli interventi più urgenti a sostegno delle zone colpite.
La Regione prosegue ora il lavoro di raccolta delle segnalazioni per arrivare a una stima completa dei danni e definire il fabbisogno necessario per accompagnare la ripartenza dei territori coinvolti.
Che cosa è stato davvero Ordine Nuovo? A questa domanda tenta di rispondere il nuovo saggio della storica Loredana Guerrieri, “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” (Futura Edizioni), presentato ieri sera a Montecosaro presso la casetta “Cavalieri”. L'iniziativa, organizzata dal Laboratorio di Idee locale, ha visto dialogare l'autrice e il vicepresidente dell'associazione Reano Malaisi in un viaggio documentale dentro l'ideologia, i paradossi e le derive radicali del neofascismo italiano tra gli anni Cinquanta e Settanta.
Il volume, che vede la prefazione di Valerio Renzi, propone un’analisi storica del movimento Ordine Nuovo, ricostruendone la vicenda dagli inizi degli anni Cinquanta fino alla metà degli anni Settanta, in una fase caratterizzata dalle profonde trasformazioni politiche italiane e dalla contrapposizione ideologica della Guerra fredda.
Guerrieri, dottoressa di ricerca in Storia politica contemporanea all’Università di Macerata, studiosa del neofascismo italiano e dell’estrema destra europea del Novecento, ha illustrato il percorso di un’organizzazione nata nei primi anni Cinquanta come centro studi interno al Movimento Sociale Italiano e successivamente separatasi dal partito nel 1956. Un rapporto complesso, segnato da momenti di distanza e da tentativi di ricomposizione, fino al rientro nell’area del Msi nel 1969.
Nel corso dell’incontro è stato approfondito il profilo politico e culturale di Ordine Nuovo, movimento neofascista ispirato alla filosofia della Tradizione di Julius Evola e caratterizzato da una visione nazional-rivoluzionaria contraria al sistema democratico e partitico. Un’organizzazione che, come evidenziato nel libro, guardava non soltanto all’esperienza fascista storica, ma anche a suggestioni provenienti dall’ambiente dell’estrema destra europea e dal nazionalsocialismo.
Il volume analizza il movimento attraverso documenti di polizia, riviste e materiali prodotti dagli stessi militanti, ricostruendo il percorso di una realtà che visse il paradosso di essere “fascista in democrazia”, oscillando tra il tentativo di partecipazione politica e le derive più radicali che portarono una parte degli aderenti verso la clandestinità, fino allo scioglimento del gruppo nel 1973.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al significato del motto “Il nostro onore si chiama fedeltà”, espressione ripresa dalle SS naziste e utilizzata dal movimento come simbolo di appartenenza e continuità ideale con il mondo dei vinti di Salò, che rivendicavano il legame con un passato considerato fondativo della propria identità politica e culturale.
Durante l’incontro si è parlato ampiamente degli anni della tensione politica e delle vicende legate agli anni di piombo, incluse le connessioni tra i vertici del movimento e il terrorismo nero. Un focus particolare è stato dedicato alle complesse dinamiche generazionali dell'epoca: è emersa infatti l'iniziale e sorprendente vicinanza di Ordine Nuovo ad alcune istanze del '68, seguita però da un rapido e netto distacco per insanabili divergenze ideologiche. Ciononostante, il dibattito ha evidenziato come vi siano state persino temporanee convergenze e connessioni con la sinistra extraparlamentare, sviluppatesi esclusivamente in chiave critica e strategica contro il comune nemico: il sistema capitalista e la società borghese. Infine, sono stati sviscerati il tormentato rapporto con il Movimento Sociale Italiano, la peculiare concezione evoliana dell’Europa e la complessiva evoluzione del pensiero della destra radicale.
Nel confronto con il pubblico è stato affrontato anche il tema dei possibili collegamenti con la destra contemporanea. Secondo l’autrice, le connessioni dirette con Ordine Nuovo sono oggi limitate, anche se alcuni esponenti della politica attuale possono talvolta richiamare simboli e linguaggi appartenuti a quella stagione, anche senza una piena consapevolezza delle origini storiche.
L’incontro ha offerto una necessaria chiave di lettura su una delle pagine più oscure e meno indagate del secondo dopoguerra. Se la storiografia ha spesso concentrato l'attenzione su altri capitoli della strategia della tensione, il saggio di Loredana Guerrieri ha il merito di colmare un vuoto critico fondamentale. Attraverso un esame rigoroso di documenti d’archivio, rapporti di polizia e materiali della stessa militanza, il volume non si limita a ricostruire la parabola di Ordine Nuovo, ma ne svela i profondi legami ideologici e le derive radicali, restituendo complessità a un fenomeno che ha segnato tragicamente la storia della destra extraparlamentare italiana.
(E.L.)
Con oltre 350mila voti già raccolti a soli due mesi dal lancio della 13ª edizione del censimento "I Luoghi del Cuore" del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, prende forma una mappa dell'Italia meno conosciuta ma ricca di tesori storici, artistici e ambientali che le comunità locali vogliono tutelare e valorizzare. Tra i voti già conteggiati figurano anche oltre 62mila schede cartacee pervenute al FAI entro il 6 luglio, mentre sarà possibile continuare a sostenere i propri luoghi del cuore fino al 15 dicembre.
Il censimento conferma ancora una volta il forte legame tra cittadini e territorio. Dai comitati spontanei alle associazioni, passando per Comuni, parrocchie e scuole, sono già circa un centinaio le realtà impegnate nella raccolta delle preferenze con l'obiettivo di far conoscere luoghi spesso esclusi dai grandi circuiti turistici oppure di raggiungere la soglia minima di 3.000 voti, necessaria per accedere ai bandi che consentono di richiedere contributi economici per interventi di recupero e valorizzazione. I primi tre classificati a livello nazionale potranno inoltre concorrere all'assegnazione di contributi rispettivamente da 70mila, 60mila e 50mila euro, previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione.
Nelle Marche il sito che sta ottenendo il maggior consenso è il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, nel territorio di Camerino, che occupa attualmente il terzo posto nella classifica nazionale e il primo tra i luoghi marchigiani. Immerso tra le colline boschive e costruito in pietra locale, il complesso rappresenta il primo convento dell'Ordine dei Frati Cappuccini, nato nel 1528 grazie a Matteo da Bascio, frate francescano osservante originario del Montefeltro che intendeva recuperare lo stile di vita improntato a solitudine e penitenza di San Francesco.
La struttura, acquistata nel 1529 da Caterina Cybo, vedova del duca di Camerino e sostenitrice di Matteo da Bascio, esisteva già nel Quattrocento come ospizio per pellegrini e viandanti lungo la Via Lauretana antica. Successivamente furono realizzati il dormitorio dei frati e gli spazi destinati all'accoglienza dei pellegrini. Nello stesso periodo venne riorganizzata la chiesa, all'interno della quale trova posto la preziosa terracotta invetriata policroma realizzata da Santi Buglioni tra il 1530 e il 1532 per la cappella di Santa Maria delle Grazie. Accanto al convento è presente anche un piccolo museo dell'arte cappuccina che custodisce una collezione di tabernacoli lignei marchigiani.
Oggi il convento è ancora abitato dai frati e rappresenta il cuore spirituale del Cammino dei Cappuccini, itinerario di quasi 400 chilometri percorso ogni anno da migliaia di pellegrini. La partecipazione al censimento nasce dall'esigenza di reperire risorse per la riqualificazione degli spazi interni ed esterni del complesso. A supportare la raccolta voti sono i volontari FAI delle Marche.
Al secondo posto nella classifica regionale si colloca Villa del Balì di Colli al Metauro, nel Pesarese, che ha già superato il migliaio di preferenze. La villa sorse attorno a una cappella altomedievale dedicata a San Martino e divenne proprietà dei conti Negusanti di Fano nel 1399. Nel 1568 il vescovo Vincenzo Negusanti fece costruire accanto alla cappella una grande residenza di campagna che utilizzava anche per le sue osservazioni astronomiche. Le quattro torri dell'edificio, infatti, consentivano di osservare il cielo da diverse prospettive.
Nel 1677 la proprietà passò al conte Antonio Marcolini, Balì dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, titolo dal quale deriva il nome con cui la villa è ancora oggi conosciuta. Dal 1944 appartiene al Comune di Fano ed è concessa in comodato al Comune di Colli al Metauro. Dal 2004 ospita uno dei più importanti musei della scienza italiani, inserito dal Ministero dell'Istruzione tra i quattro più rilevanti del Paese. Con oltre 2.000 metri quadrati di spazi espositivi, rappresenta il secondo science center italiano per dimensioni e qualità delle attrezzature. La raccolta voti è sostenuta dai volontari FAI di Fossombrone.
Tra i luoghi più segnalati figura anche Le Due Sorelle di Sirolo, il celebre doppio faraglione simbolo della Riviera del Conero. Le due formazioni rocciose emergono dal mare davanti a una piccola spiaggia di ciottoli bianchi raggiungibile esclusivamente via mare. L'area è uno degli scorci più suggestivi dell'Adriatico ma costituisce anche un ecosistema particolarmente fragile dal punto di vista geologico. Da anni infatti la falesia del Conero, come altri tratti costieri tra Numana e Portonovo, evidenzia criticità che richiedono interventi di tutela e conservazione.
Molti voti stanno arrivando anche per la Chiesa dell'Assunta di Recanati, chiusa e inagibile dal terremoto del 2016. L'edificio venne costruito nel 1622 all'interno del Conservatorio dell'Assunta, istituito dalla nobildonna Barbara Massilla di San Ginesio, figura di primo piano nella Recanati del Cinquecento. Donna colta, religiosa e impegnata nel sociale, destinò la propria abitazione a monastero, successivamente trasformato in orfanotrofio ed educandato.
La chiesa, progettata da Pietro Paolo Iacometti, rappresenta una rara testimonianza del passaggio tra Rinascimento e Barocco nelle Marche. Se l'esterno appare semplice e incompiuto, l'interno custodisce un ricco apparato decorativo con stucchi policromi, marmi, elementi scultorei e un altare maggiore di forte impatto scenografico. È presente inoltre un piccolo matroneo protetto da una grata che consentiva alle religiose di assistere alle funzioni senza essere viste. Dopo i danni provocati dal sisma del 2016, la copertura dell'edificio è stata gravemente compromessa e la chiesa è rimasta chiusa al pubblico. Per questo motivo la Fondazione IRCER, proprietaria dell'immobile, promuove la raccolta voti con il sostegno dei volontari FAI di Recanati.
Completa la classifica regionale provvisoria Villa Salvati di Monte Roberto, uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica marchigiana dell'età napoleonica. La villa, preceduta da un lungo viale alberato, fu costruita tra il 1805 e il 1820 per volontà di Serafino Salvati, ricco proprietario terriero che affidò il progetto all'architetto romano Giuseppe Camporese, tra i maggiori interpreti del primo Neoclassicismo.
L'edificio presenta una pianta simmetrica e un ricco apparato decorativo riconducibile all'ambito di Felice Giani, con soffitti impreziositi da stucchi geometrici, motivi vegetali e richiami all'antichità classica. Il piano nobile è decorato da affreschi e il complesso comprende anche una cappella di famiglia a pianta centrale preceduta da un portico con colonne corinzie. Il comitato "Uniti per Villa Salvati", costituito appositamente per il censimento dal Comune di Monte Roberto, dalla Fondazione Salvati, dalla Pro Loco e dal Comitato tutela Pianello Vallesina e Municipi, punta a raccogliere i voti necessari per completare il recupero della villa e restituirla pienamente alla fruizione pubblica. La campagna è sostenuta dai volontari FAI di Jesi e della Vallesina.
Per partecipare al censimento è possibile votare online sul sito dedicato oppure attraverso i moduli cartacei distribuiti nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Intesa Sanpaolo, partner del progetto dal 2004, continua a sostenere l'iniziativa nell'ambito del proprio impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. La XIII edizione dei Luoghi del Cuore si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura e vede anche il sostegno della Rai, Main Media Partner del FAI, attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.
Sarà inaugurata sabato 25 luglio alle 17.30, negli spazi del Castello di Malcavalca a Esanatoglia, la mostra-evento “Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria”, omaggio a Pierluigi Buglioni, storico professore di Anatomia artistica alle Accademie di Belle Arti di Macerata e di Brera, scomparso lo scorso 12 gennaio, all'età di 77 anni, nella sua città natale.
L'iniziativa è curata dal Gruppo Bu Bu Settete!, con la collaborazione dell'Amministrazione comunale di Esanatoglia, guidata dal sindaco Luigi Nazzareno Bartocci e dalla vicesindaca Debora Brugnola.
L'inaugurazione di sabato sarà accompagnata da performance artistiche, mentre l'esposizione resterà visitabile fino al 27 settembre. Gli orari di apertura saranno il sabato dalle 17 alle 21 e la domenica dalle 11 alle 19.
La mostra rappresenta il naturale sviluppo del percorso avviato lo scorso 21 giugno, giorno del solstizio d'estate e compleanno di Pierluigi Buglioni, quando il Comune di Esanatoglia gli aveva conferito l'attestato di cittadinanza benemerita, ritirato dalla nipote Monica Buglioni. In quella stessa occasione un numeroso gruppo di ex studenti, coordinati dalla professoressa Teresa Marasca, aveva presentato il progetto di arte corale ideato dagli stessi allievi e immediatamente sostenuto dall'Amministrazione comunale.
La giornata era stata arricchita dall'esposizione delle opere di Pierluigi Buglioni, da performance artistiche e dalle testimonianze dei suoi ex allievi, ponendo le basi di un progetto che ora trova piena espressione nella mostra allestita al Castello di Malcavalca, in località Palazzo di Esanatoglia.
"Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria" si articola attraverso diversi spazi espositivi che raccontano il percorso umano e artistico del maestro. Tra questi spicca "Il Giardino dei Fiori", un'installazione composta da cubi di carta sostenuti da steli di ferro, affiancata da una grande quadreria che raccoglie i lavori recenti degli ex allievi e da uno spazio immersivo nel quale è possibile rivivere le performance didattiche realizzate negli anni Ottanta e Novanta all'Accademia di Belle Arti di Macerata.
«Questa sovrapposizione temporale – osserva la professoressa Teresa Marasca – non nasce da un'assenza, ma da una presenza moltiplicata. Quegli stessi allievi di ieri, oggi artisti e professionisti, espongono i loro lavori in un dialogo serrato e generazionale: piccole tavole, di rigorose misure, diventano il campo d'indagine di un'anatomia non più solo corporea, ma della memoria e della trasmissione del sapere. Laddove il maestro ha impresso il suo metodo, la comunità degli studenti risponde oggi con il proprio presente dimostrando che l'insegnamento di Pierluigi Buglioni non è un reperto da custodire in una teca, ma un organismo vivo che continua a germogliare, a farsi opera corale, a farsi giardino fiorito».
Bu Bu Settete! è un progetto nato dall'iniziativa degli ex allievi e dei colleghi di Pierluigi Buglioni con l'obiettivo di custodire e condividere l'eredità umana, artistica e pedagogica di un maestro che ha segnato profondamente la formazione di numerose generazioni di creativi.
Il nome del progetto richiama uno dei giochi più semplici e universali dell'infanzia, quello dell'apparire e scomparire, del nascondersi e rivelarsi. Una scelta che vuole evocare lo spirito con cui Pierluigi Buglioni viveva sia l'insegnamento sia la pratica artistica: uno spirito libero, curioso, ironico e capace di trasformare il gioco, l'intuizione e lo spiazzamento in strumenti di conoscenza.
Nel suo metodo didattico, infatti, la conoscenza non era mai qualcosa di rigido o definitivo, ma un percorso costruito attraverso tentativi, rivelazioni improvvise e cambi di prospettiva. Per questo "Bu Bu Settete!" diventa oggi la metafora più autentica del suo insegnamento: un invito a guardare oltre l'apparenza, a lasciarsi sorprendere e a mantenere vivo quello sguardo curioso e sperimentale che per tanti suoi studenti ha rappresentato l'origine del proprio percorso artistico e personale.
Dopo il successo del primo fine settimana, il Valdichienti Buskers Festival si prepara a chiudere l'edizione 2026 con un ricco programma di spettacoli e un appuntamento finale di livello internazionale. Sabato 25 e domenica 26 luglio, dalle 16 alle 20, il Centro Commerciale Val di Chienti ospiterà gratuitamente artisti di strada, compagnie teatrali, giocolieri, ventriloqui, marionettisti e performer itineranti.
Il momento più atteso è in programma domenica alle 21.15, quando nell'anfiteatro esterno andrà in scena "Jabali", spettacolo degli Afro Jungle Jeegs Acrobats, compagnia composta da acrobati e musicisti provenienti dal Kenya.
Il programma di sabato vedrà protagonisti il ventriloquo Nicola Pesaresi con la sua Isotta, il marionettista brasiliano Catin Nardi del Teatro Navegante e il Fantasy Show del Teatro Lunatico, mentre lungo i corridoi del centro commerciale si muoveranno i trampolieri del Trio Tra.
Domenica pomeriggio spazio invece alla visual comedy del duo Sub Limen, agli sketch di Nicola Virdis, noto anche per le partecipazioni a Italia's Got Talent, e allo spettacolo di Riccardo Rosato, che unisce magia, giocoleria e comicità. A fare da filo conduttore tra le varie esibizioni saranno i trampolieri della compagnia Duo L.A.
A chiudere il festival sarà "Jabali", uno spettacolo che fonde acrobazie, piramidi umane, salti spettacolari, danza tradizionale africana e musica dal vivo. Gli Afro Jungle Jeegs Acrobats porteranno sul palco un'esibizione ispirata alla tradizione culturale del Kenya, trasformando la serata conclusiva in una festa aperta a famiglie, bambini e appassionati dello spettacolo dal vivo.
Per l'occasione resteranno aperti anche i punti ristoro del Centro Commerciale Val di Chienti, permettendo al pubblico di trascorrere l'intera serata tra cena e spettacolo.
Il Valdichienti Buskers Festival è organizzato dall'Associazione Culturale ArTime in collaborazione con la direzione del Centro Commerciale Val di Chienti e conferma l'obiettivo di portare spettacoli professionali di teatro di strada e circo contemporaneo in uno spazio di aggregazione quotidiana, rendendo la cultura accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Nuovo cambio negli equilibri del centrodestra maceratese. Il consigliere comunale Andrea Blarasin lascia Fratelli d'Italia e aderisce a Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci. Una scelta che, spiega lo stesso amministratore, è maturata al termine di una riflessione politica e personale.
«È una scelta maturata dopo un'attenta riflessione politica e personale – dichiara Blarasin – e nasce dalla volontà di proseguire il mio impegno pubblico all'interno di un progetto nel quale riconosco valori che hanno sempre accompagnato il mio percorso: comunità, identità, sicurezza, lavoro, attenzione alle famiglie, ai territori e alle persone più fragili».
Esponente della tradizione della destra sociale, Blarasin ribadisce che «la politica deve essere prima di tutto servizio alla comunità, presenza concreta e capacità di dare risposte ai problemi reali dei cittadini».
«Non cambio i miei principi – aggiunge – cambia il percorso politico attraverso il quale intendo continuare a rappresentarli. Credo che un amministratore debba poter esprimere con libertà le proprie idee, mantenendo autonomia di pensiero, coerenza e responsabilità verso gli elettori».
Nel percorso che ha portato all'adesione, il consigliere comunale cita il confronto avuto con Gianni Alemanno e con Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.
«Ringrazio Gianni Alemanno e Fabrizio Ciarapica per il confronto e la disponibilità dimostrata in questa fase. Ho trovato in Futuro Nazionale la volontà di costruire una proposta politica attenta ai territori, al ruolo degli amministratori locali e alla formazione di una nuova classe dirigente. Un progetto che sta inoltre coinvolgendo molti giovani, restituendo entusiasmo e partecipazione a una nuova generazione che vuole avvicinarsi alla politica e assumersi responsabilità per il futuro delle proprie comunità».
Sull'adesione interviene anche Gianni Alemanno: «Andrea Blarasin, che conosco bene fin dai tempi della militanza giovanile, rappresenta una delle migliori esperienze amministrative della destra marchigiana. Il fatto che scelga di aderire al progetto di Futuro Nazionale è un'ulteriore dimostrazione che la vera destra oggi non alberga nel centrodestra di governo ma trova il suo punto di riferimento in Roberto Vannacci. Il ruolo istituzionale di Blarasin è stato guadagnato sul campo attraverso le preferenze dei cittadini e quindi ha tutto il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune per rispettare il suo mandato elettorale».
Parole di soddisfazione anche da parte di Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale: «Accogliamo con grande entusiasmo l'adesione di Andrea Blarasin nel nostro partito. La sua comprovata esperienza amministrativa, unita al profondo legame con la città di Macerata e con i valori della nostra comunità, rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la crescita di Futuro Nazionale nelle Marche».
Blarasin conclude assicurando che «il mio impegno per Macerata continua con lo stesso senso di responsabilità di sempre». «Continuerò a lavorare sui temi concreti che riguardano la nostra città, dalla sicurezza al decoro urbano, dallo sviluppo economico alla qualità della vita dei cittadini. Entro in Futuro Nazionale con entusiasmo e responsabilità, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una politica più vicina alle comunità locali e al territorio marchigiano».
Sport, musica, animazione e intrattenimento sulla spiaggia di Civitanova Marche per il passaggio del Vertical Summer Tour. L’appuntamento è fissato per sabato 25 e domenica 26 luglio, quando il grande villaggio itinerante farà tappa in città nell’ambito della quattordicesima edizione del tour estivo.
Nato da un’idea di Event’s Way, il Vertical Summer Tour porterà sul litorale civitanovese un maxi villaggio di oltre 3mila metri quadrati, aperto gratuitamente al pubblico, con attività dedicate a famiglie, giovani e turisti.
Il programma prevede sport sulla sabbia e in acqua, giochi, fitness, sfide, musica e momenti di animazione accompagnati dalla presenza di Radio Deejay, media partner dell’iniziativa.
Tra gli appuntamenti più attesi della tappa civitanovese ci sarà la presenza dei Vitiello, talent di Radio Deejay, in programma domenica 26 luglio dalle 17. Il duo, attualmente in onda dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 14, sarà protagonista sul palco del villaggio.
La giornata inizierà con attività dedicate al benessere e al movimento, per poi proseguire con giochi, tornei sportivi e spettacoli. Spazio anche alle iniziative dei partner del tour, tra esperienze dedicate alla mobilità elettrica, attività ludiche e momenti di intrattenimento per tutte le età.
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è la presenza di Leapmotor come title partner, con un’area dedicata alla mobilità elettrica e ai test drive dei nuovi modelli. Confermate inoltre le attività degli altri partner del tour, con stand, giochi e iniziative sulla spiaggia.
Il Vertical Summer Tour, nato nel 2011 dopo l’esperienza invernale del format, ha già coinvolto milioni di partecipanti nelle precedenti edizioni, diventando uno degli appuntamenti itineranti più riconoscibili dell’estate italiana.
La tappa di Civitanova sarà quindi un fine settimana all’insegna della condivisione e del divertimento, con il mare come scenario e un programma pensato per coinvolgere un pubblico trasversale.
Una scossa di terremoto è stata registrata nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 24 luglio, nel territorio della provincia di Macerata.
Secondo i dati rilevati dalla Sala Sismica INGV di Roma, il sisma ha avuto magnitudo ML 3.2 ed è avvenuto alle 14.05 ora italiana.
L’epicentro è stato localizzato a circa 3 chilometri a nord di Penna San Giovanni, con coordinate geografiche 43.0847 di latitudine e 13.4327 di longitudine.
La scossa si è verificata a una profondità di circa 16 chilometri.
Al momento non sono state segnalate criticità o danni a persone e strutture. Il monitoraggio della situazione prosegue attraverso i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Avrebbe utilizzato documenti contraffatti per attestare una falsa cittadinanza rumena e ottenere l’iscrizione anagrafica nel Comune di Macerata. Per questo un cittadino moldavo di 45 anni, residente in città e impiegato come operaio, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di possesso di documenti di identificazione falsi.
L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Macerata, che hanno avviato gli accertamenti dopo aver rilevato elementi sospetti sulla documentazione in possesso dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
Durante un controllo, il 45enne avrebbe esibito una carta d’identità rumena che ha subito attirato l’attenzione degli investigatori. Gli approfondimenti successivi hanno consentito di accertare, secondo quanto riferito dalla Polizia, che il documento sarebbe risultato contraffatto.
La carta d’identità falsa sarebbe stata utilizzata per attestare il possesso della cittadinanza di un Paese dell’Unione Europea. In questo modo l’uomo avrebbe ottenuto l’iscrizione anagrafica presso il Comune di Macerata e successivamente anche il rilascio di una carta d’identità italiana.
Le verifiche sono state approfondite anche attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione SIRENE, che ha confermato la falsità del documento rumeno.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, è culminata nelle prime ore di mercoledì con una perquisizione personale e domiciliare nell’abitazione dell’uomo.
Nel corso dell’operazione gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto e sequestrato un ulteriore documento d’identità rumeno ritenuto falso e una patente di guida contraffatta.
Dopo gli accertamenti fotodattiloscopici in Questura, il 45enne è stato arrestato su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Macerata per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi.
Sono ora in corso ulteriori verifiche da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura sulla regolarità della permanenza dell’uomo sul territorio nazionale. Parallelamente, la Divisione Anticrimine ha avviato un’istruttoria amministrativa per valutare l’adozione di eventuali misure di prevenzione.
Era ricercato a livello internazionale e dovrà scontare una condanna a 4 anni di reclusione. È stato individuato e arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Macerata un cittadino colombiano di 31 anni, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dall’autorità giudiziaria spagnola.
L’uomo è stato rintracciato al termine di una serie di accertamenti e ricerche condotte dai militari nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità transnazionale.
Secondo quanto ricostruito, il 31enne era ricercato per l’esecuzione di una pena definitiva di 4 anni di carcere per i reati di rapina e lesioni personali, commessi in territorio spagnolo.
Grazie a un’attività investigativa basata su informazioni raccolte e riscontri effettuati sul territorio, i carabinieri sono riusciti a localizzarlo in una contrada del territorio cingolano, mettendo fine alla sua irreperibilità.
Dopo l’arresto e il completamento delle formalità previste, l’uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale di Fermo, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
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Due pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno con documentazione ritenuta non veritiera sono state individuate dalla Polizia di Stato. Gli accertamenti sono stati condotti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, impegnato nelle verifiche sulle richieste di rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno.
A finire sotto la lente degli investigatori sono stati un cittadino indiano di 40 anni e un cittadino egiziano di 38 anni. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, entrambi avrebbero presentato elementi non corrispondenti al vero per dimostrare il possesso dei requisiti necessari alla permanenza sul territorio italiano.
Nel primo caso, gli approfondimenti hanno riguardato la posizione del cittadino indiano, che nella richiesta di rinnovo avrebbe dichiarato la disponibilità di un alloggio a Macerata, sostenendo di essere ospite di un connazionale.
Gli accertamenti svolti dall’Ufficio Immigrazione, in collaborazione con la Polizia Locale e l’Ufficio Anagrafe del Comune di Macerata, avrebbero invece evidenziato una situazione differente: l’uomo risultava infatti residente nel Regno Unito dal 2025.
A seguito delle verifiche, lo straniero è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata per la presunta produzione di documentazione falsa relativa alla disponibilità dell’abitazione e alla dimora abituale. La Questura ha inoltre respinto la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno.
Il secondo caso riguarda un cittadino egiziano di 38 anni. Gli accertamenti, svolti anche attraverso la collaborazione con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Milano, hanno fatto emergere presunte irregolarità nella documentazione presentata per il rinnovo del titolo di soggiorno.
Secondo gli investigatori, la documentazione relativa all’emersione dal lavoro irregolare nel settore dell’assistenza familiare sarebbe risultata inesistente oppure riferibile a un’altra persona.
Anche per il cittadino egiziano è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria, mentre la richiesta di permesso di soggiorno è stata respinta. Sono inoltre state avviate le procedure previste per l’eventuale espulsione dal territorio nazionale.
Un 22enne è stato segnalato alla Prefettura dopo essere stato trovato con 4,5 grammi di hashish, mentre un 29enne è stato denunciato per essersi messo alla guida con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti. Sono i principali risultati del servizio straordinario di controllo del territorio messo in campo dai Carabinieri della Compagnia di Macerata nelle aree della movida e nei luoghi di maggiore aggregazione giovanile.
L’attività, disposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata, ha coinvolto i militari delle Stazioni di Macerata, Appignano, Treia e Cingoli, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia e il supporto del Nucleo Carabinieri Cinofili di Pesaro, intervenuto con i cani antidroga Kevin e One.
I controlli si sono concentrati nei pressi degli esercizi pubblici, nelle zone di ritrovo e nei parcheggi più frequentati durante le ore serali e notturne, con l’obiettivo di prevenire episodi di criminalità diffusa, contrastare lo spaccio e aumentare la sicurezza urbana.
Durante le verifiche, i militari hanno fermato un giovane di 22 anni trovato in possesso di 4,5 grammi di hashish. Per lui è scattata la segnalazione alla Prefettura di Macerata per uso personale di sostanza stupefacente, mentre la droga è stata sequestrata e sarà avviata alla distruzione.
Sempre nell’ambito dei controlli, i carabinieri della Sezione Radiomobile hanno fermato un 29enne alla guida in stato di ebbrezza. L’esame con l’etilometro ha evidenziato un tasso alcolemico pari a 0,74 grammi per litro. Per il conducente è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria, il ritiro della patente e l’avvio della procedura per la sospensione da parte della Prefettura. L’auto è stata affidata a una persona idonea alla guida.
Il servizio ha visto impegnati 10 militari con 5 pattuglie tra Macerata e i comuni limitrofi. Nel corso dell’attività sono state identificate 40 persone, controllati 19 veicoli e verificati diversi punti di aggregazione.
Operazione lampo dei Carabinieri, che hanno bloccato due truffatori e recuperato l’intera refurtiva dopo una truffa ai danni di un anziano. L’intervento, condotto sull’asse tra le province di Fermo e Macerata, ha portato all’arresto di due uomini di origine campana, già noti alle forze dell’ordine.
I fatti sono avvenuti nel primo pomeriggio di ieri, quando i due indagati, un 19enne residente a Pompei e un 36enne residente a Giugliano in Campania, entrambi disoccupati, si sono presentati a casa di un pensionato di 89 anni residente a Fermo.
Con un copione ormai noto nelle truffe agli anziani, i due si sono qualificati falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, raccontando alla vittima che la sua automobile sarebbe stata coinvolta in una rapina. Una storia inventata per convincere l’uomo della necessità di effettuare controlli sui suoi beni personali.
Riuscendo a conquistare la fiducia dell’anziano, i falsi militari si sono fatti consegnare 2mila euro in contanti e diversi monili in oro, per un valore complessivo stimato di circa 3.500 euro.
La svolta è arrivata subito dopo la denuncia presentata alla Stazione dei Carabinieri di Porto San Giorgio. Un militare della Stazione di Fermo ha raccolto gli elementi utili e ha individuato i dettagli dell’auto utilizzata dai truffatori: una Ford Puma presa a noleggio.
La segnalazione è stata immediatamente condivisa con i colleghi della Compagnia Carabinieri di Macerata, che hanno attivato un servizio mirato di controllo del territorio.
Intorno alle 16, l’auto è stata intercettata in contrada Fontezucca, a Macerata, e bloccata dai militari del Nucleo operativo e radiomobile – Sezione operativa della Compagnia di Macerata.
La successiva perquisizione personale e del veicolo ha permesso di recuperare tutta la refurtiva sottratta all’anziano, oltre ai telefoni cellulari utilizzati dai due uomini. Il materiale è stato sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Ancona Montacuto, dove restano a disposizione della magistratura.