Seconda sconfitta di fila casalinga per il Chiesanuova, non grave stavolta come passivo ma grave perché a sorpresa contro un Fabriano Cerreto che si presentava con 19 punti in meno. Insufficiente la prova dei biancorossi: troppo "larghi" in fase difensiva, imprecisi nell'impostazione del gioco e, una volta finiti sotto nel punteggio, poco lucidi nella ricerca del pari. Forse il gruppo non ha ancora assorbito la debacle col Tolentino, di sicuro rimane a 39 punti ora raggiunto al terzo posto proprio dai cremisi ed è il momento di guardare più chi insegue, al fine di proteggere il pass per i playoff. Gli ospiti confermano la propensione a far bene in trasferta (15 dei 23 punti), restano al 12° posto in zona playout ma tornano alla vittoria dopo 4 turni a vuoto.
Cronaca. Nella “prima” con lo stadio finalmente omologato, Mobili è senza Monaco e va con Tempestilli al fianco di Canavessio in un 4-4-2 inedito davanti, con Persiani e il veloce Pasqui. Ci si aspetta il solito approccio feroce del Chiesanuova, invece i biancorossi paiono disorientati e al 15' creano due auto-pericoli in sequenza. Prima Fatone non trattiene un cross innocuo, quindi dal corner Canavessio di testa rischia di beffare il portiere. Gli ospiti si dispongono con il baricentro alto senza paura e attaccano facendo molto movimento. Con due palle inattive il Chiesanuova inizia a farsi vedere, prima al 25' punizione di Mongiello centrale e ribattuta da Mazzoni, poi al 31' inzuccata debole di Tempestilli. Bella invece l'azione al 35' quando Mongiello dalla sinistra crossa lungo, Vitucci ci crede e anticipa Grassi, sul colpo di testa bravissimo Mazzoni.
Ripresa. Dopo un primo tempo un po' moscio, il Chiesanuova sembra rientrare con altro piglio. Al 55' slalom di Vitucci e filtrante per Pasqui che perde l'attimo da posizione ghiotta. Alla prima vera occasione, però, il Fabriano Cerreto passa. Al 58' Palmieri chiede e ottiene l'uno-due e scarica una staffilata mancina da fuori che, aiutata da una deviazione, diventa imparabile. Mobili allora mette Sbarbati, acciaccato, per dare peso all'attacco ma pian piano il match si innervosisce e si "spezzetta". Ci prova Russo da fuori, potente ma centrale. Mobili chiede ai suoi di allargare il gioco e avere pazienza ma non viene ascoltato. Nel finale Canavessio fa l’ariete, tuttavia tranne una puntata di Mongiello, parata, gli assalti producono solo mischie senza conclusioni in porta.
Chiesanuova: Fatone, Perini, Ciottilli (19’st Sfasciabasti), Russo, Canavessio, Tempestilli, Vitucci (19’st Sbarbati), Tanoni (30’st Palladini), Pasqui, Mongiello, Persiani. All. Mobili
Fabriano Cerreto: Mazzoni, De Sanctis, Grassi, Crescentini, Marino, Mistura, Conti, Trillini, Nacciarriti (45’st Poeta), Proietti Zolla, Palmieri (34’st Carnevali). All. Mariotti
Arbitro: El Mouhsini di Pesaro
Rete: 13’ st Palmieri
Note: spettatori 250 circa; ammoniti Ciottilli, Canavessio, Tempestilli, Sfasciabasti, De Sanctis, Crescentini, Proietti Zolla, Palmieri; corner 3-3; recupero 2’ e 5’
Finisce in parità il confronto tra Monturano Campiglione e Montefano, valido per la 24esima giornata di Eccellenza Marche. Un botta e risposta continuo, con entrambe le squadre protagoniste di un match intenso e ricco di emozioni.
La partita si accende subito, con due gol nei primi minuti. Al 10', il Monturano Campiglione passa in vantaggio con Wahi, bravo a svettare di testa su un corner battuto dalla destra e a infilare il pallone alle spalle di David. La reazione del Montefano è immediata: appena un minuto dopo, Nardacchione approfitta di un cross rasoterra dalla destra e conclude di prima intenzione, infilando il pallone a fil di palo per l'1-1. Al 25' il Montefano sfiora il raddoppio con un calcio di punizione di Ferretti respinto da Monti, sulla cui ribattuta Gabrielli calcia a botta sicura ma trova l'opposizione della difesa locale. Dagli sviluppi del corner, Alla prova il tiro dalla distanza, che termina fuori di poco. Al 32' ancora Montefano pericoloso ancora con Alla, che lavora bene il pallone e lascia partire un destro a giro che si stampa sulla traversa. Il Monturano Campiglione risponde con Palestini, che al 34' tenta la sorpresa con una conclusione da centrocampo, sfiorando il gol. Poco dopo, lo stesso numero 10 di casa si rende protagonista di un'azione personale, servendo un cross su cui Altobello manca per poco l'impatto decisivo. Nel finale di frazione, Ferretti mette un pallone perfetto per Rombini, che in spaccata trova la grande risposta di Monti.
La ripresa si apre con una chance per il Montefano: Palmucci si libera in area e calcia col mancino, ma la palla termina alta. Il gol arriva comunque al 50', quando Postacchini raccoglie una punizione e serve Rombini, che in caduta riesce a infilare il pallone in rete per l'1-2. Il Monturano Campiglione prova a reagire, ma il Montefano gestisce bene il possesso e sfiora il tris con Ferretti al 54' e con Papa al 70', fermato da Monti. La pressione della squadra di casa aumenta nel finale e all'81' arriva il pareggio: un cross dalla destra trova Russo sul secondo palo, che con un tap-in ristabilisce la parità. Nel recupero, il Monturano ha l'ultima occasione con Santarelli, che tenta la conclusione dalla distanza, ma trova la deviazione in angolo. Il match termina dunque 2-2, un risultato che lascia qualche rammarico a entrambe le squadre ma che rispecchia l'equilibrio visto in campo.
Tabellino
MONTURANO CAMPIGLIONE (4-4-2): Monti; Adami, Wahi, Muzi (57’ De Carolis), Fabi (57’ Baiocco); Morelli, Ercoli, Ruggeri (75’ Iulitti), Cheddira (63’ Russo); Palestini (90’ Santarelli), Altobello. A disposizione: Santoni, Curzi, Santarelli, Amico, Gallucci. All.: Cuccù Stefano.
MONTEFANO (4-2-3-1): David; Galeotti, Bianchi, Postacchini, Calamita (90’ Bonacci); Alla, Gabrielli; Ferretti, Palmucci (69’ Pincini), Nardacchione; Rombini (75’ Papa). A disposizione: Strappini, Castignani, Taddei, Camilloni, Candidi, Cingolani. All: Amadio Peppino.
Arbitro: Cacchiarelli di San Benedetto (Domenella e Piccinini di Ancona).
Marcatori: 10’ Wahi (M), 11’ Nardacchione (Mo), 50’ Rombini (Mo), 81’ Russo (M).
Note: Corner 5-3. Ammoniti Ercoli, Adami, Nardacchione, Calamita, Morelli. Recupero: 2’ pt, 5’ st.
Termina in parità la sfida tra Civitanovese e Ancona nella 24esima giornata del campionato di Serie D. Al Polisportivo, le due squadre chiudono sul punteggio di 1-1, con un gol per tempo a definire il risultato finale.
L'Ancona parte con il piede giusto e trova il vantaggio al 9’ minuto con il capitano Alluci, autore di un gran sinistro da fuori area che si insacca sotto l’incrocio dei pali. La Civitanovese prova a reagire con Bevilacqua, che al 16’ si libera bene del diretto marcatore e conclude in diagonale, ma il pallone termina a lato. Al 18’ Macarof pennella un cross per la testa di Bevilacqua, che impatta centralmente, trovando la risposta della difesa dorica. La squadra di Senigagliesi cresce col passare dei minuti e al 34’ va vicina al pari con Padovani, che colpisce il palo, ma l’azione viene fermata per offside. La pressione rossoblù aumenta nel finale di frazione: al 42’ Bevilacqua serve un cross perfetto per Buonavoglia, che segna di testa ma viene pescato in fuorigioco. Al 46’ arriva il meritato pareggio con Passalacqua, che incorna in rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Pochi secondi dopo, Franco sfiora il gol del sorpasso con una conclusione da fuori area che si stampa sulla traversa.
La ripresa si apre con un grande intervento di Petrucci, che al 5’ respinge in angolo un tentativo insidioso dell’Ancona. La Civitanovese tenta di prendere il comando del gioco, ma le occasioni faticano ad arrivare. All’8’ un pericoloso contropiede rossoblù sfuma senza esito, mentre al 17’ Laukzemis risponde presente sul tentativo di Rossetti. La squadra di casa ci prova con insistenza: al 23’ Milani colpisce di testa sopra la traversa, mentre al 29’ il neoentrato Rasic si vede negare il gol da un intervento provvidenziale del portiere dorico. Al 32’ ancora Laukzemis si oppone con un grande riflesso su un’incornata ravvicinata dello stesso Rasic. Nel finale, gli ospiti cercano il colpo grosso con una punizione di Alluci al 41’, ma il pallone termina fuori. Nel recupero, viene espulso il vice allenatore della Civitanovese Daniele Fontana dalla panchina.
Un pareggio che lascia un po’ di amaro in bocca ai rossoblù per le tante occasioni non concretizzate, mentre l’Ancona torna a casa con un buon punto.
(Foto Enio Torresi)
Tabellino
CIVITANOVESE (4-4-2): Petrucci; Franco, Passalacqua, Diop, Rossetti; Macarof (33’ st Brunet), Capece, Domizi (22’ st Visciano), Buonavoglia (20’ st Milani); Padovani (25’ st Rasic), Bevilacqua. A disposizione: Raccichini, Mancini, Cosignani, Vila, D’Innocenzo. All. Stefano Senigagliesi.
ANCONA (3-5-2): Laukzemis; Rovinelli (18’ st Bellucci Niccoló), Codromaz, Magnanini; Pecci, Gianelli (18’ st Sare), Alluci, Useini (38’ st Azurunwa), Marino; Martiniello (26’ st Varriale), Battistini. A disposizione: Bellucci Filippo, Merighi, Belcastro, Boccardi, Bikovskis. All. Massimo Gadda.
Arbitro: Giovanni Matteo della sezione di Sala Consilina.
Assistenti: Edoardo Minelli della sezione di Busto Arsizio e Alberto D’Ovidio della sezione di Pesaro.
Marcatori: 9’ pt Alluci (A), 46’ pt Passalacqua (C).
Note: Corner 4-5. Espulso dalla panchina al 49’ st mister Daniele Fontana. Ammoniti Visciano, Sare, Passalacqua e Rovinelli. Recupero: 1’ pt, 4’ st.
Maceratese e Tolentino si dividono la posta in palio. Sul campo dell'Helvia Recina Pino Brizi arriva un 2-2 che non delude le aspettative della vigilia in quanto ad emozioni. Gli ospiti si portano per due volte in vantaggio con Capezzani e Manna, ma la 'Rata' pareggia prima con Bongelli e poi con Marras.
Un risultato che, però, costa la vetta della classifica agli uomini di Possanzini, considerata la vittoria del K Sport Montecchio nella concomitante sfida contro l'Atletico Mariner. Cremisi che, invece, confermano il buon momento di forma e la posizione playoff. Una partita che così significativa, tra le due compagini, non si vedeva da anni. Lo testimonia anche il notevole colpo d'occhio del 'Pino Brizi', con circa 2000 spettatori sugli spalti (oltre 400 da Tolentino).
LE FORMAZIONI - Il provino della mattinata non ha dato i segnali sperati, Possanzini sceglie di non rischiare dal 1' Lucero e schiera la coppia di centrali Nicolosi-Mastrippolito. A centrocampo Ruani preferito a Bracciatelli, mentre il recuperato Vrioni parte titolare in avanti nel tridente con Marras e Cognigni.
Tolentino senza due pedine fondamentali come Badiali (panchina) e Moscati (non convocato). La formazione ricalca quella che ha battuto i Portuali 7 giorni fa con l'unica eccezione di Tizi (rientrato dalla squalifica) al posto di Salvucci come terzino sinistro.
LA CRONACA - Alla prima vera occasione il Tolentino passa in vantaggio. Capezzani si conquista una punizione dal limite destro dell'area di rigore. È lui stesso a calciare e sorprendere Gagliardini con una traiettoria che va a togliere le ragnatele da sotto la traversa.
La reazione della Maceratese è immediata. Cognigni è bravissimo a liberarsi per la girata, ma Bucosse compie una grande parata e devia la sfera in angolo. I ritmi sono indiavolati.
Al 17' ancora Cognigni avrebbe sui piedi la palla per il pareggio, ma cicca malamente il tiro dopo l'assist di Vanzan che arriva al termine di una manovra avvolgente dei padroni di casa. Dall'altro lato del campo ci prova Peluso, ma la conclusione è alta (18').
Sarà l'ultima azione della partita per l'attaccante cremisi che subito dopo accusa un problema muscolare ed è costretto al cambio. Al suo posto entra Cicconetti. A fare la partita, in questa fase, sono i biancorossi che propongono un baricentro molto alto.
Il pareggio arriva al 28'. Bucosse è di nuovo attento sul tentativo di Cognigni, ma nulla può sulla ribattuta in rete di Bongelli, ben appostato in area di rigore. Il Tolentino agisce in contropiede. Al 32' Tortelli prova la bomba dalla distanza, ma è impreciso.
Al 43' Cicconetti si beve in dribbling avversari a iosa e arriva al tiro, parato a mano aperta da Gagliardini in tuffo.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi la Maceratese sostituisce Vrioni con Grillo. Proprio sulla testa del difensore biancorosso capita una grossa chance sugli sviluppi di corner, ma Bucosse fa buona guardia (48').
Cremisi più vivaci e con il controllo del possesso palla ad inizio secondo tempo. I toni agonistici della sfida si abbassano. Al 64' il Tolentino torna in vantaggio. Lovotti vince un contrasto con Mastrippolito e si incunea nell'area avversaria, mette a sedere Gagliardini e cede il pallone all'accorrente Manna che non sbaglia a porta sguarnita.
Il puntero argentino ci prende gusto e tenta l'eurogol al 70', senza successo. Anche Manna ci riprova un minuto dopo, Gagliardini para senza difficoltà. Al 73' Bucosse vince nuovamente il duello con Cognigni esaltandosi nel respingere l'incornata del bomber.
L'appuntamento con il 2-2 è solo rimandato. Cognigni fa il colpo di tacco su imbucata di Bongelli e Marras si inserisce con tempi perfetti, anticipando l'uscita di Bucosse per poi depositare in rete a porta vuota (77').
Colpo di testa debole di Mastrippolito al 79'. Un giro di lancette più tardi il Tolentino reclama un rigore per un presunto fallo su Manna. Gli animi si incendiano con la panchina cremisi che contesta la decisione.
Finale di partita a nervi tesi e con tanta stanchezza in entrambe le squadre. L'arbitro concede cinque minuti di recupero, ulteriormente prolungati per le notevoli interruzioni dovute all'ingresso dei sanitari in campo per prestare le cure ai giocatori, stremati dalla fatica. La Maceratese cinge d'assedio l'area cremisi, ma senza lucidità. Termina in pareggio, risultato che sorride più agli ospiti che ai padroni di casa. La Rata perde la vetta della classifica.
Tabellino Maceratese-Tolentino 2-2
TOLENTINO (4-3-1-2): Bucosse; Stricker, Tomassetti, Strano, Tizi (89' Stefoni); Tortelli, Conti, Manna; Capezzani (57' Badiali); Peluso (22' Cicconetti), Lovotti. All: Passarini
MACERATESE (4-3-3): Gagliardini, Ciattaglia, Mastrippolito, Nicolosi (57' Cirulli), Vanzan; Bongelli, Gomez (71' Ribeiro), Ruani (57' Bracciatelli); Vrioni (45' Grillo), Marras, Cognigni. All: Possanzini
Arbitro: Bogo di Oristano
Reti: 4' Capezzani (T), 28' Bongelli (M), 64' Manna (T), 77' Marras (M)
Ammoniti: Vanzan, Manna, Ciattaglia, Cognigni, Badiali, Bracciatelli Espulsi: nessuno.
Angoli: 4-0. Recupero: 3' (p.t.), 5' (s.t.)
(Credit foto: Francesco Tartari)
Ieri pomeriggio, su disposizione del Prefetto di Macerata, la Polizia di Stato, insieme alla Polizia Ferroviaria, ai Carabinieri e alla Polizia Municipale di Civitanova Marche, ha svolto un controllo straordinario nelle aree vicino alla stazione, nel centro città e sul lungomare. Il servizio, voluto dal Questore di Macerata, mirava a prevenire atti vandalici e risse tra i giovani durante la "movida".
Durante i controlli, sono state identificate molte persone, soprattutto giovani, nelle vicinanze della stazione, del porto e nel centro città. È stata sequestrata della droga tipo hashish e contestata la violazione dell'art. 75 del DPR 309/90 ad alcuni ragazzi.
Nel corso dei controlli, è stato identificato e arrestato un cittadino extracomunitario, su cui pendeva un ordine di carcerazione per reati legati alla droga e al patrimonio, emesso dalla Procura di Terni.
Maria Faletra compie 100 anni, un traguardo straordinario che segna un secolo di vita dedicato agli altri, caratterizzato da sacrifici, amore e dedizione.
A lei il sindaco Fabrizio Ciarapica ha voluto far visita, per portarle gli auguri dell’amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza. “Maria Faletra rappresenta un esempio straordinario di forza e altruismo - ha detto - La sua vita è una testimonianza di valori autentici che oggi più che mai dobbiamo custodire e tramandare. Incontrarla è stata un’emozione e un onore: la sua storia è un patrimonio per la nostra comunità. A nome di tutti i cittadini, le auguro di continuare a vivere con la serenità e il calore dell’affetto che la circonda”.
Nata come seconda di sei figli, Maria ha sempre messo la famiglia al centro della sua esistenza, affrontando le difficoltà della vita con una forza e una grazia che hanno ispirato tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla. A soli 23 anni, Maria ha dovuto affrontare la tragica perdita della madre, un dolore che l’ha segnata profondamente ma che, al contempo, ha accresciuto la sua determinazione a prendersi cura dei suoi fratelli più piccoli. A 26 anni, quando ha perso anche il padre, Maria non ha mai vacillato, continuando a prendersi cura dei suoi cari, unita in questo compito alla sorella Adelina, con la quale ha condiviso un legame indissolubile. Insieme, hanno cresciuto i fratelli, trasmettendo loro l’importanza dei valori familiari e dell’amore incondizionato.
Il suo spirito altruista si è manifestato in ogni aspetto della sua vita. Maria ha sempre trovato gioia nell’aiutare gli altri che fosse cucinando piatti deliziosi per la sua famiglia o creando meravigliosi lavori di cucito, il suo talento era al servizio di chi amava. L’umiltà e la dedizione di Maria sono impressionanti e sono queste le qualità che i suoi nipoti, i figli dei suoi fratelli, ricordano con affetto e gratitudine. La sua presenza silenziosa ma fondamentale ha reso la vita di chi le stava accanto più facile, più dolce, più ricca. Nonostante tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare, Maria ha sempre mantenuto una forza interiore straordinaria, un esempio di resilienza per tutti.
Oggi, la sua famiglia è felice di celebrare il suo centesimo compleanno, un giorno che segna non solo l’età, ma l’incredibile percorso di vita di una donna che ha dato tutto per gli altri.
Il sapore musicale delle Marche si può gustare anche ascoltando capolavori capitali nella vita del rock? La risposta è affermativa. Fu infatti Richard Wright, leader e tastierista dei Pink Floyd a innamorarsi del suono del Farfisa Compact Duo strumento utilizzato per buona parte della sua carriera, dai primi concerti all’Ufo club di Londra sino al mitico Live at Pompeii del 1972.
Nello stesso periodo, i modelli multi-timbrici della storica produttrice marchigiana che, fondata nel 1946 a Camerano, ideò, per oltre trent’anni, i tasti più gloriosi della musica, accompagnarono l’estro di Elton Jhon nell’esecuzione della celebre "Crocodile Rock".
Da decenni gli organi Farfisa, continuano a essere richiesti sul mercato dell’usato e utilizzati da musicisti e gruppi interessati a ricreare atmosfere degne di epoche immortali ed irripetibili nell’avventura del sound contemporaneo. Ma la memoria del suono non può invecchiare. Resta, si conserva, per immortalare leggende passate e future.
Per questo il marchio Farfisa, per iniziativa di Bontempi-factory internazionale nel settore degli strumenti giocattolo, tornerà a produrre nel 2025. La presentazione del progetto si è tenuta a Casa Bontempi, in via Feraldi, a Sanremo, nel corso dell' ultima edizione della popolare kermesse canora.
L’evento, originale ed unico nel suo genere, è stato concepito come un vero e proprio inno all’arte delle sette note, in più atti, partendo dalla performance di Andrea Fumagalli, l’Andy dei Bluvertigo, che ha sfoderato, in esclusiva, l’original Farfisa Compact Duo suonato dagli autori di The Wall.
I colori dell’evocazione riaccesi assieme alla nuova vita di un marchio immortale potranno essere ammirati con la mostra F31. Il progetto nasce dall’unione del lavoro di ritrattista di Roberto Prosdocimo e dalla sapiente alchimia fotografica di Federico Lanzani L'obiettivo è riportare la fotografia, in un momento in cui ha perso ogni concetto di verità ed è diventata "usa e getta", ad un valore di realtà, unicità e irripetibilità.
Il “supporto”, ovvero la carta fotografica in cui è impressionata l’immagine, acquisisce un valore inestimabile, da rivalutare e contiene un attimo reale da preservare nel tempo.
Un processo chimico di inversione della carta fotografica da negativa in positiva, sia a colori che in bianco nero, che ha richiesto più di 2 anni di studi e di preparazione. Il risultato è un’alchimia che permette di ottenere, una fotografia simile a una Polaroid che può raggiungere la dimensione di 61 × 61cm (24″ × 24″) attraverso l’uso di una macchina fotografica incredibilmente grande, progettata e costruita interamente a mano.
Tanti gli ospiti speciali, da Simona Molinari, a Sergio Caputo, sino alla Rappresentante di Lista e al direttore artistico di Casa Bontempi, il critico musicale Michele Monina per una serata di presentazione all'insegna di uno spettacolo dal sound coinvolgente.
Puntuale come un orologio elvetico, anche quest'anno vi è il festival della canzone italiana di Sanremo. Come ogni anno, il sottoscritto ha trascorso altrimenti il suo tempo, nella fattispecie leggendo di filosofia. Il festival della canzone di Sanremo rappresenta il non plus ultra della distrazione di massa cara al potere.
La variante postmoderna del panem et circenses dei romani. Divertimento nell'accezione sottolineata da Pascal nei suoi "Pensieri": se devertere, distrarsi rispetto alla realtà e alle sue contraddizioni, ai suoi traumi e ai suoi conflitti.
Per un'intera settimana, gli strateghi del consenso e i padroni del discorso possono tirare il fiato, poiché i problemi reali del mondo contraddittorio di cui siamo abitatori resteranno integralmente fuori dai radar. Perché, si sa, nella civiltà dello spettacolo è ciò che appare. E nulla esiste se non ciò che appare.
Oltre a questa funzione, ve ne è un'altra svolta da Sanremo: la diffusione a tambur battente del pensiero unico di glorificazione dei rapporti di forza della globalizzazione neoliberale.
Una grande ortopedizzazione di massa volta a far sì che gli internati dell'antro platonico amino le proprie catene e si educhino a comprendere la splendente razionalità di ciò che quotidianamente li fa soffrire: celebrazione della globalizzazione e dei suoi stili di vita, dissacrazione del sacro e santificazione dell'eroticamente corretto pansessualista e deregolamentato.
Insomma un poderoso dispositivo di imposizione mediatica delle categorie mentali e psicologiche funzionali allo status quo. Sul palco di Sanremo il musicalmente corretto e il politicamente corretto si intrecciano senza soluzione di continuità. Per un verso, si registra il più mortificante conformismo all'insegna della dissacrazione del sacro e della celebrazione della postura liberal-progressista, a tal punto che si potrebbe ragionevolmente asserire che ormai Sanremo, più che un festival della canzone, figura come un palcoscenico di ostentazione e di propagazione dei moduli del pensiero unico politicamente corretto di completamento del nuovo ordine mondiale turbocapitalistico.
Per un altro verso, domina incontrastato il musicalmente corretto: canzoni per lo più orrende, vacue, coerenti con la civiltà che ha innalzato il nulla a proprio orizzonte. La morte dell'arte è il tratto che caratterizza il festival di Sanremo, con la sua mediocrità elevata a stile, con la sua superficialità innalzata a paradigma.
Quest'anno peraltro ha preso parte alla rassegna anche Bergoglio, che ha inviato un video messaggio da diffondere durante la kermesse culturale. Una volta di più, Bergoglio si conferma a suo agio più nei salotti televisivi che in chiesa, figurando ormai sotto ogni profilo come un caposaldo del pensiero unico politicamente e teologicamente corretto.
Senza mai parlare di Dio e del Sacro, Bergoglio non fa che ribadire i punti salienti del pensiero unico: quella che propone è una fede low cost, tale per cui il buon cristiano è ormai indistinguibile dal buon consumatore. Insomma, Sanremo è davvero il tempio della dominazione simbolica del padronato cosmopolitico.
Il tempo che passa, il nostro corpo che muta nelle forme e nelle funzioni, gli ambienti che cambiano suggeriscono a noi attempatelli, ma anche ai più giovani, che forse per evitare o mitigare disagi, tristezza e malattia bisogna attingere e distribuire l’unico antidoto che riesce a coinvolgere nel suo sorgere e nella sua diffusione sia il corpo che lo spirito con coinvolgimento del cuore e della mente: l’amore.
Nei giorni degli innamorati con la festa di S. Valentino il 14 è doveroso riconoscere a questo caldo sentimento che avvolge e coinvolge come nessun altro un valore terapeutico per le negatività che ci affliggono, ma anche un sicuro viatico per raggiungere un benessere a volte insperato.
L'amore di testa e fisico tra innamorati procura l’esplosione di quelle sostanze biologiche che innalzano la qualità della vita percepita. Le endorfine, la dopamina, la serotonina creano uno stato di benessere, persino la soglia del dolore è più in alto, può aggiungersi di riflesso l’adrenalina, l’ormone che stimola energia vitale forti e pronti ad affrontare fatiche ed ostacoli.
Che meravigliosa medicina l'amore! E se anche liberiamo il sentimento dal prorompente stimolo sessuale è sempre l’amore che riceviamo con il rispetto verso il nostro essere e pensare e con l’aiuto per superare precarietà e debolezze che incide direttamente sulla nostra salute.
E quando non siamo solo oggetto d’amore, ma anche soggetto che lo distribuisce è ancora più evidente la soddisfazione che ci pervade. Ma che cos’è questo Amore? È la sublimazione di un agglomerato di azioni e reazioni razionali ed istintive come il rispetto, la generosità, la tolleranza, l’ammirazione per il bello e il buono, la comprensione e l’aiuto per superare il brutto e il cattivo, per se stessi e per gli altri.
Tutto questo lo possiamo concentrare in una esperienza di Beatrice che con i suoi amici di "Africa Mission" proprio nel giorno di S. Valentino hanno aperto ed inaugurato in una zona poverissima dell’Uganda, in Africa, un pozzo d’acqua fondamentale per la vita di quelle popolazioni. Il messaggio di Beatrice: "Abbiamo inaugurato il pozzo nel giorno di S. Valentino, è stato un caso ma quale giorno migliore? L’amore per la vita, l’amore è anche amicizia vera, fratellanza, l’aiutarsi l’uno con l’altro per il bene collettivo".
Dovrebbe essere tutto questo concentrato in pillole da prendere almeno una al giorno come per l’ipertensione, il colesterolo, il diabete...L'augurio più sentito a tutti gli innamorati dell'amore!
In quanto essere umani mortali viviamo una condizione di precarietà, nulla è scritto e per quanto cerchiamo di controllare, prevedere e pianificare la nostra esistenza, dobbiamo accettare la vulnerabilità e confrontarci con la nostra finitezza.
La stessa filosofia stoica ha considerato la fragilità umana come un aspetto inevitabile della vita, una condizione naturale. Non possiamo gestire il destino e gli eventi esterni, ma solo la nostra reazione ad essi.
L’uomo vive in una perenne tensione tra il voler raggiungere la perfezione ed il riconoscimento dei propri limiti. Gli eroi greci ci insegnano che sebbene fossero dotati di eccellenti capacità erano pur sempre esposti ai fallimenti.
Pensiamo ad Achille, nonostante fosse il guerriero più potente di tutti viene sconfitto da una freccia che lo colpisce proprio nel suo punto vulnerabile, il tallone. Lo stesso Ulisse, coraggioso e astuto combatte contro le sue stesse paure ed emozioni.
Fragilità non significa debolezza, anzi quando l’accettiamo può diventare una risorsa potente che ci permette di crescere, di esprimere la nostra autenticità e di connetterci agli altri.
Nel momento in cui riconosciamo ed accettiamo i nostri limiti costruiamo un legame profondo con le nostre emozioni e cominciamo un cammino di consapevolezza che ci permetterà di migliorare ed evolvere.
Solo partendo dalle fragilità possiamo mettere in atto un percorso che ci insegni quella forza necessaria per affrontare ogni difficoltà e spingerci a rivedere vecchie convinzioni e a cercare nuove soluzioni per una realtà più solida.
Nella nostra società si ostenta la perfezione e l’autosufficienza, mentre la fragilità viene spesso ignorata e nascosta. Questo approccio può avere gravi ripercussioni sulla nostra capacità di entrare in contatto con noi stessi e con la nostra reale natura.
Esternare le fragilità per condividerle con gli altri ci rende umani e ci avvicina agli altri. Nel momento in cui ci sveliamo all’altro senza maschere viviamo un senso di appartenenza, di maggiore intimità nelle relazioni e sperimentiamo un nuovo coraggio.
Comprendere che la bellezza risiede anche nelle imperfezioni ci permette di essere vulnerabili ed apre la porta ad una comunicazione genuina. Accogliere la fragilità, nelle sue infinite potenzialità, ci dona l’opportunità di vivere con più intensità, in armonia con gli altri.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riferita all’utilizzo incauto da parte del minore dei social, circostanza questa che potrebbe risultare dannosa.
Ecco la risposta dell’avvocato Pantana alla domanda posta da una lettrice di Morrovalle che chiede: "Quali sono i doveri e/o responsabilità del genitore del minore che utilizza impropriamente internet?".
Si deve anzitutto dare atto che oggi è sempre più frequente l'utilizzo da parte dei minori di internet e in generale degli strumenti di comunicazione telematica, al fine di acquisire notizie e di esprimere le proprie opinioni, diritti questi tutelati dalla nostra Costituzione oltreché dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Tale diritto trova tuttavia un limite nella tutela della dignità della persona specie se minore di età: i minori sono infatti soggetti deboli e, in quanto tali, necessitano di apposita tutela, non avendo ancora raggiunto un’adeguata maturità ed essendo ancora in corso il processo relativo alla loro formazione.
A questo proposito la Suprema Corte (Cass. civ., sez. III, 5 settembre 2006, n. 19069) ha affermato la necessità di tutela del minore nell’ambito del mondo della comunicazione, facendo riferimento in particolare all’art. 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo approvata a New York il 20 novembre 1989, che sancisce il diritto di ogni minore a non subire interferenze arbitrarie o illegali con riferimento alla vita privata, alla sua corrispondenza o al suo domicilio.
È altresì riconosciuto il diritto del minore a non subire lesioni alla sua reputazione e al suo onore. L'articolo 3 della medesima Convenzione prevede che in ogni procedimento davanti al giudice che coinvolga un minore, l’interesse superiore di quest’ultimo deve essere senz’altro considerato preminente.
Tale preminenza ha quindi luogo anche nel giudizio di bilanciamento con eventuali e diversi valori costituzionali, quali il diritto all’informazione e la libertà di espressione degli altri individui; inoltre, è bene anche ricordare che l’art. 17 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo attribuisce agli Stati parti il dovere di riconoscere l’importanza della funzione esercitata dai mass-media, in quanto mezzi idonei a garantire una sana crescita e una corretta formazione del minore stesso.
I pericoli ai quali il minore è esposto nell'uso della rete telematica rendono quindi necessaria una tutela degli stessi, indipendentemente poi dalle competenze digitali da loro maturate. E’ bene porre in evidenza che gli obblighi inerenti la responsabilità genitoriale impongono non solo il dovere di impartire al minore una adeguata educazione all’utilizzo dei mezzi di comunicazione ma anche di compiere un’attività vigilanza sul minore per quanto concerne il suddetto utilizzo.
L’educazione si pone, infatti, in funzione strumentale rispetto alla tutela dei minori al fine di prevenire che questi ultimi siano vittime dell'abuso di internet da parte di terzi. L’educazione deve essere, inoltre, finalizzata a evitare che i minori cagionino danni a terzi o a sé stessi mediante gli strumenti di comunicazione telematica.
Sotto tale profilo si deve osservare che l’anomalo utilizzo da parte del minore dei mezzi offerti dalla moderna tecnologia tale da lederne la dignità cagionando un serio pericolo per il sano sviluppo psicofisico dello stesso, può essere sintomatico di una scarsa educazione e vigilanza da parte dei genitori.
Riguardo all’uso della rete telematica l’adempimento del dovere di vigilanza dei genitori è, inoltre, strettamente connesso all'estrema pericolosità di quel sistema e di quella potenziale esondazione incontrollabile dei contenuti. Al riguardo la giurisprudenza di merito ha affermato che “il dovere di vigilanza dei genitori deve sostanziarsi in una limitazione sia quantitativa che qualitativa di quell'accesso, al fine di evitare che quel potente mezzo fortemente relazionale e divulgativo possa essere utilizzato in modo non adeguato da parte dei minori e fonte, pertanto, di responsabilità civile dei genitori ai sensi dell’art. 2048 c.c.” (Trib. Teramo,16.01.2012).
Per tali ragioni in risposta alla nostra lettrice è corretto affermare che: "Oltre a possibili responsabilità civili e penali dei genitori, gli stessi sono comunque tenuti ad educare i minori al corretto utilizzo di tali mezzi di comunicazione mediante una limitazione sia quantitativa che qualitativa all’accesso e condivisione di contenuti. Pertanto, l’anomalo utilizzo degli strumenti telematici potrebbe essere sintomatico di una scarsa vigilanza ed educazione da parte dei genitori, i quali, sono tenuti a garantire un’educazione consona alle proprie condizioni socio-economiche e, ad adempiere un’attività di verifica e controllo sul sano sviluppo psicofisico del minore, tanto da rendersi necessaria un’attività di monitoraggio e supporto da parte di professionisti nei riguardi del minore e dei genitori al fine di verificare le effettive capacità educative e di vigilanza degli stessi" (Tribunale di Caltanissetta, sentenza depositata l’8 ottobre 2019).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Vittoria esterna per la Cf Maceratese, che supera all'inglese l'Ascoli nel match valevole per la diciassettesima giornata del campionato di Eccellenza femminile.
Le biancorosse allenate da Mister Claide Torresi offrono una prestazione solida, nonostante le pesanti assenze di Crispini, Giustozzi e Silvestrini, respingendo gli assalti delle bianconere e colpendo in modo letale con un goal per tempo.
Ad aprire le danze ci pensa Stollavagli che capitalizza al volo l'assist perfetto offerto da Micheloni. Sfiora il 2-0 la classe 2010 Rita con una conclusione insidiosa all'interno dell'area locale.
Nella ripresa le ospiti raddoppiano con Salvucci che va a segno direttamente da calcio di punizione. Le ascolane reagiscono e si gettano in avanti per cercare di rimettere in carreggiata l'incontro. Nepi è la più pericolosa tra le padrone di casa ma Ranalli abbassa la saracinesca.
Tre punti preziosi per la Rata tornata al successo e momentaneamente in vetta al girone nell'attesa della sfida che dovrà disputare la Recanatese. Cade per la quarta volta in stagione l'Ascoli che scivola al sesto posto in classifica.
L’idea di realizzare un gattile nell’area adiacente al Rifugio del cane, in contrada Colombo di Tolentino, sta prendendo forma grazie a un progetto ambizioso e innovativo presentato l’altra sera. Durante la serata organizzata dal Rotary Tolentino, al ristorante Chiaroscuro di Belforte del Chienti, è stato illustrato uno studio di fattibilità per la costruzione e gestione di un gattile e di un’oasi felina, concepiti per servire i comuni dell’Unione montana Monti Azzurri di San Ginesio e potenzialmente estendibili ad altre realtà del territorio maceratese.
Il progetto, redatto gratuitamente dall’architetto Giuseppe Bocci, presidente del Rotary Club Tolentino, prevede una struttura moderna e multifunzionale, suddivisa in diverse aree: ricovero, cura e sterilizzazione dei gatti randagi; gestione delle colonie feline, coordinamento con volontari e censimento dei gatti; cat sitting con spazi attrezzati per il soggiorno temporaneo di gatti domestici; ambulatorio veterinario con area per la tumulazione e cremazione dei gatti defunti; zona commerciale e telematica per la vendita di accessori, cibo e servizi di igiene.
Per la gestione della struttura, si propone la creazione di una società mista pubblico-privata, in grado di garantire un equilibrio tra supporto istituzionale e sostenibilità economica. L’Unione montana e i comuni partecipanti potrebbero rappresentare la componente pubblica, mentre associazioni animaliste come l’Enpa e privati interessati costituirebbero la componente privata.
L’incontro, nel corso del quale è stato affrontato il problema dei gatti randagi, ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi. "Abbiamo il terreno - ha detto - e dei container messi a disposizione dal comune di Caldarola per partire con un primo servizio di sterilizzazione dei gatti e per continuare con la gestione della parte sanitaria in modo da soddisfare le esigenze del territorio".
Presenti anche Alberto Tibaldi, direttore dipartimento prevenzione Ast Macerata, il presidente dell’Unione Montana Giampiero Feliciotti e diversi amministratori locali. C’erano Giuseppe Fabbroni, primo cittadino di Caldarola e altri sindaci, di Loro Piceno Robertino Paoloni, di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti, di Colmurano Mirko Mari, il vice sindaco di Camporotondo di Fiastrone Leonardo Roselli, l’assessore di Sarnano Alessandro Bruschi.
Tutti hanno sottolineato l’urgenza di affrontare il problema della gestione dei gatti randagi e della sterilizzazione nei propri comprensori. In collegamento telefonico, Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa, ha espresso il suo sostegno: "Mi auguro che dai vostri lavori possa emergere una collaborazione efficace per il bene della comunità".
L’iniziativa parte con i terreni già disponibili e l’utilizzo di container messi a disposizione dal comune di Caldarola, utili per attivare un primo servizio di sterilizzazione. Il progetto rappresenta una risposta concreta a una necessità diffusa, con il potenziale di diventare un modello per la gestione del benessere felino a livello provinciale e oltre.
L’incontro è stato condotto da Annarita Ortolani, socio del Rotary Tolentino e volontaria animalista. Hanno partecipato, inoltre, Elga Angelini, Sonia Pennesi, volontarie animaliste insieme a Cristina Pesci. Presente, infine, Marta Pacioni, veterinario Ast Macerata. All’inizio dell’incontro c’è stata la cerimonia di ingresso del nuovo socio del Rotary Tolentino, il geologo Lorena Tarini di Pollenza.
La Banca Macerata Fisiomed vince ancora. Terzo successo di fila, ancora al quinto set. Dopo Cantù e Aversa, deve arrendersi al tie-break Porto Viro (con questo sono cinque di fila tra le mura amiche del Banca Macerata Forum).
Una partita spettacolare: Macerata ribalta due volte lo svantaggio, ottenendo una vittoria pesantissima in chiave salvezza e salendo a quota 25, +6 sulla zona retrocessione in attesa del match di Reggio Emilia di domani, superando così di una lunghezza in graduatoria gli avversari odierni, che hanno mostrando sprazzi di qualità ma anche troppa discontinuità.
La Banca Macerata Fisiomed si affida al sestetto collaudato: Marsili, Valchinov, Ottaviani, Fall, Klapwijk, Berger e Gabbanelli come libero. Porto Viro risponde con Magliano, Sperandio, Andreopoulos, Sivula, Eccher, Santambrogio e Morgese a difendere.
LA CRONACA - Primo set punto a punto. Dopo un inizio sprint da parte di Porto Viro (1-3), Fall e Berger regalano con due muri un +2 a Macerata (8-6). Porto Viro impatta di nuovo sempre con un monster block di Sivula (11-11). Macerata tiene il vantaggio sul cambio palla ma Porto Viro resta sempre incollata. I veneti sorpassano poi grazie al turno in battuta di Bellia, schierato per l’occasione e ad un muro su Valchinov (19-21). Castellano si gioca la carta Ichino senza fortuna: a chiudere ci pensa Andreopoulos che attacca sulle mani alte del muro (22-25).
Si torna in campo e Porto Viro va avanti con un break di 0-3 (5-6). Klapwijk con un attacco dopo una difesa spettacolare e Ottaviani firmano il nuovo sorpasso subito annullato da Andreopoulos (8-8). Macerata scappa poco dopo: due attacchi errati di Sivula e Eccher e due a segno di Ottaviani e Valchinov allungano a +5 (15-10).
La carta Bellia giocata al servizio da coach Morato stavolta non ha gli effetti sperati (19-14). Fall regala ai suoi 5 set-points con un muro e Andreopoulos chiude il set, stavolta dalla parte sbagliata attaccando out (25-19). Break di 0-3 per la Delta Group Porto Viro ad inizio terzo set ma Macerata torna subito sotto e impatta con un pallonetto di Valchinov (5-5).
Porto Viro riallunga però sul +3 con una ribattuta di Andreopoulos (7-10). Ottaviani riavvicina ma un break di 0-7 causato da fase di blackout offensiva dei biancorossi costa il +8 ospite (9-17). In campo Ferri e Dimitrov per Klapwijk e Ottaviani. Manda out anche Ferri in diagonale (13-20), ma Dimitrov e Fall a muro riaccorciano a -3 (18-21). Valchinov è l’ultimo a mollare ma Andreopoulos non sbaglia la parallela e fa 1-2 (22-25). Macerata scatta meglio al ritorno sul taraflex sospinta da Fall (7-3).
Magliano pesca l’ace (8-6) ma Dimitrov trova le mani alte del muro e Marsili l’ace con l’aiuto del nastro per il +5 (13-8). Fall mura ancora per il 16-11 e Berger lo imita su Sivula (20-14). Andreopoulos mette paura col suo turno al servizio ma Ferri e Valchinov scacciano i fantasmi (24-19).
Un altro attacco out di Porto Viro manda tutti al tie-break (25-21). Al quinto set i veneti vanno avanti sul +3 ma errori in attacco ospiti e un muro firmato Fall in sequenza portano avanti Macerata (7-6), poi Valchinov permette di cambiare campo ai suoi in vantaggio (8-7). A dare lo strappo decisivo ci pensa Klapwijk che prima allunga in pallonetto (13-11), poi attacca in maniera vincente sulle mani del muro (15-12).
TABELLINO
BANCA MACERATA FISIOMED 3: Pozzebon, Marsili 3, Ichino, Ferri 9, Valchinov 20, Ottaviani 9, Fall 11, Sanfilippo, Dimitrov 5, Klapwijk 14, Berger 12, Gabbanelli (L). NE: Palombarini. All.Castellano.
DELTA GROUP PORTO VIRO 2: Arguelles, Magliano 11, Pedro, Sperandio 4, Innocenzi 3, Bellia, Andreopoulos 31, Sivula 23, Eccher 1, Chiloiro 1, Santambrogio 2, Lamprecht (L), Morgese (L). NE: All. Morato.
PARZIALI: 22-25 (26’), 25-19 (27’), 22-25 (32’), 25-21 (29’), 15-12 (18’).
ARBITRI: Grossi Dario, Marotta Michele.
MVP: Fall
Battute punto Macerata 2 con 16 errori, Porto Viro 5 con 14 errori, muri punto Macerata 14, Porto Viro 7. Attacco punto Macerata 52 %, Porto Viro 48 %. Ricezione positiva Macerata 47 % (24 % perfetta), Porto Viro 51 % (27%).
Grave episodio di violenza nella notte a Macerata. Un giovane di origine peruviana è stato accoltellato alla schiena mentre avrebbe tentato di sedare una lite tra un ragazzo e una ragazza. L'aggressione è avvenuta intorno alle 3 del mattino, in via Roma.
Dopo l'allarme, il ferito è stato immediatamente soccorso e trasportato d'urgenza al pronto soccorso, da dove è stato successivamente trasferito alla piazzola di decollo per essere elitrasportato all'ospedale di Torrette con l'eliambulanza Icaro. E' in prognosi riservata ma non in pericolo di vita.
La polizia sta indagando sull'accaduto per chiarire le dinamiche dell'aggressione.
+++AGGIORNAMENTO+++
Sono stati sequestrati un coltello di 20 cm e gli indumenti insanguinati dell'aggressore. Il litigio sarebbe nato per futili motivi e in stato di alterazione psicofisica. Dopo le procedure di rito, l'aggressore è stato condotto alla Casa Circondariale di Ancona, come concordato con il sostituto procuratore di turno.
I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un cittadino albanese di 44 anni, pregiudicato e attualmente detenuto presso la casa circondariale Regina Coeli di Roma per altri procedimenti penali.
L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Macerata in relazione a un furto avvenuto nel marzo 2024 ai danni della tabaccheria "Monachesi".
Secondo quanto emerso dalle indagini, il 44enne sarebbe responsabile, in concorso con un complice non ancora identificato, di un colpo ai danni dell’esercizio commerciale. I malviventi avrebbero forzato la serranda esterna e la porta d’ingresso, riuscendo a sottrarre stecche di sigarette di varie marche per un valore complessivo di 7.000 euro, biglietti Gratta e Vinci per 4.000 euro e una somma in contanti pari a 1.000 euro.
L’identificazione dell’indagato è stata possibile grazie all’analisi dei tabulati telefonici e telematici, nonché alle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.
Inoltre, nei giorni successivi al furto, il 44enne avrebbe utilizzato la propria utenza telefonica per verificare le vincite di alcuni biglietti "Gratta e Vinci" sottratti, recandosi presso alcuni esercenti di Roma per la riscossione dei premi.
Il provvedimento di detenzione domiciliare verrà eseguito al momento della sua scarcerazione. Le indagini proseguono per identificare il complice ancora ignoto.
Serrapetrona - Momenti di paura in un’abitazione, dove una donna di 73 anni è stata minacciata con un coltello da cucina dal marito 76enne, in preda a una crisi depressiva. La vittima, spaventata, è riuscita a fuggire e a rifugiarsi nei locali del Comune, dai quali ha allertato le forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri della stazione di Caldarola, insieme ai militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Tolentino, che hanno messo in sicurezza la situazione. Nel frattempo, i sanitari del 118 hanno visitato l’anziano e ne hanno disposto il ricovero in ospedale per una valutazione approfondita del suo stato di salute mentale.
Le forze dell’ordine stanno ora indagando sulla vicenda e valutando eventuali misure a tutela della donna, per garantire la sua sicurezza e prevenire ulteriori episodi di violenza.
Settempeda ancora al palo come vittorie in questa fase del campionato dato che arriva un altro pareggio(1-1 e sono cinque i turni all’asciutto) questa volta casalingo contro il fanalino di coda Sangiorgese Monterubbianese. Può esserci rammarico per i biancorossi per aver mancato tre punti che in questa giornata sarebbero stati importanti(i risultati delle dirette avversarie avrebbero permesso un bel recupero in classifica) per rinforzare l’obiettivo play off e i rimpianti aumentano se si pensa al calcio di rigore fallito ad un quarto d’ora dal termine che pesa tanto e che avrebbe probabilmente deciso il match consegnandolo ai settempedani.
Alla fine c’è un punto che muove la classifica, ma appare un risultato più utile agli ospiti che proseguono il tentativo di rimonta verso una salvezza che sembrava insperata fino a poco tempo fa. Una Sangiorgese coriacea, combattiva ed in forma che non ha sfigurato e che alla fine merita un risultato positivo che conferma i progressi fatti nell’ultimo periodo e che, se avesse sfruttato le due/tre limpide palle gol avute, avrebbe potuto ottenere anche qualcosa in più, ma ciò non è avvenuto anche per le parate salva risultato di Pettinari (fra i migliori in campo). Per la Settempeda sembra proseguire il momento un po’ difficile in cui sembra venire meno ritmo e gioco spumeggiante di qualche tempo fa e anche oggi è servito tanto impegno e forza di volontà per recuperare lo svantaggio. E’ vero che il secondo tempo ha visto la squadra biancorossa attaccare quasi sempre ed tenere in mano le operazioni, ma sarebbero servite più precisione e lucidità negli ultimi metri. Insomma, per poter conservare sogni da piani alti, è il momento di cambiare marcia e ritrovare il successo anche se non sarà facile visto i prossimi impegni proposti dal calendario, tutti probanti, a partire dalla prossima trasferta in quel di Monticelli altra squadra in stato di grazia.
La Settempeda riceve l’ultima della classe e l’occasione sembra buona per tornare alla vittoria. L’impegno però è semplice solo sulla carta, ma in realtà non è così perché la Sangiorgese vive un momento più che positivo(tre vittorie di fila) e quindi rappresenta un avversario da prendere con le dovute cautele. Subito una sorpresa al via e non è positiva per la Settempeda visto che nel riscaldamento si ferma Palazzetti per un problema fisico e mister Ciattaglia è così costretto a modificare in tutta fretta la difesa: dentro Salvatelli come braccetto di sinistra con Montanari spostato nel ruolo di centrale.
Nella Sangiorgese suscita interesse il tandem d’attacco e come centravanti c’è Pistelli che in fatti si mette subito in mostra. Passano 6’ e il numero 9 parte in contropiede, serve Venturim che crossa verso il secondo palo dove Biondi, tutto solo, può battere al volo ma la sfera è sul fondo. Ancora Pistelli al 9’: palla pericolosa da sinistra messa verso il palo più lontano con Dolciotti pronto e bravo ad allungare di testa in angolo per anticipare un paio di avversari. La Settempeda fatica ad imporrfe il proprio gioco e per la prima volta si vede al 23’ con una punizione di Pagliari con palla che rimbalza davanti a Bonifazi che non trattiene ma al portiere nerazzurro va bene perché D’Angelo non riesce a trovare il modo di ribattere verso la porta.
Al 30’ occasionissima Sangiorbgese: Biondi, ancora da sinistra, mette un ottimo pallone in mezzo dove l’accorrente Paoloni, che aveva avviato l’azione, calcia di sinistro di prima intenzione a botta sicura, ma Pettinari compie un miracolo deviando con il piede destro sopra la traversa mentre era in tuffo verso la propria sinistra. Il bel primo temòpo degli ospiti trova il meritato premio proprio allo scadere(46’): ripartenza rapida con palla filtrante per Pistelli che parte fra i tre centrali biancorossi e poi infila Pettinari con un destro di precisione. Il secondo tempo deve mostrare una Settempeda diversa ed in effetti la squadra di Ciattaglia appare più decisa. La manovra è costruita quasi del tutto dai locali con gli ospiti che a poco a poco calano fisicamente arretrando il baricentro. Al 63’ il pari è cosa fatta. Numero di Quadrini sulla destra che si libera in dribbling e mette sotto porta dove Sfrappini sfrutta al meglio un pallone “sporco” per girare alle spalle di Bonifazi. Match ora in equilibrio e aperto a qualsiasi risultato.
Al 72’ la Settempeda rischia grosso. Altra palla persa dai biancorossi che porta gli ospiti ad affondare con un passaggio in verticale che D’Angelo non riesce a fermare favorendo così Gibellieri, appena entrato, che è solo in area. Destro potente che Pettinari respinge in tuffo compiendo un’altra prodezza. La replica biancorossa potrebbe decidere la sfida perché arriva un calcio di rigore guadagnato da Sfrappini che affonda in area sulla sinistra e viene steso da Squarcia in maniera netta. Penalty ineccepibile che Pagliari va a battere ma il suo destro diretto sotto l’incrocio finisce sul fondo. Enorme chance fallita dai padroni di casa che però non demordono. Pagliari prova a riscattarsi al minuto 82 con un bel destro dal limite che esce di pochissimo.
Due minuti dopo ci prova Dolciotti con stop di petto e girata al volo dal limite parato in due tempi da Bonifazi. All’85’ infine Perez da destra riesce a servire il connazionale Pariani che da pochi passi va in torsione ma il colpo di testa è appena largo. Il forcing settempedano in pratica si esaurisce qui. Nel finale è anzi la Sangiorgese a rifarsi viva in avanti trovando nuova energie e in pieno recupero torna a farsi vedere Pistelli con un sinistro rasoterra che Pettinari deve accompagnare in tuffo in angolo. Azione che in pratica decreta la fine delle ostilità con la squadre che tornano negli spogliatoi con un punto a testa.
SETTEMPEDA-SANGIORGESE MONTERUBBIANESE 1-1
RETI: 46’ Pistelli, 63’ Sfrappini
SETTEMPEDA: Pettinari, D’Angelo, Salvatelli, Pagliari, Montanari, Dolciotti, Quadrini, Cappelletti(69’ Pariani), Farroni(76’ Perez). Sfrappini. A disp. Bartoloni, Eugeni, Palazzetti, Mulinari, Boldrini, Staffolani E., Staffolani A. All. Ciattaglia
SANGIORGESE: Bonifazi, Vecchiotti, Paoloni, Raschioni, Squarcia, Paniconi, Diarra(73’ Rossi), Venturim, Pistelli, Biondi(70’ Gibellieri), Bernardini(76’ Ricci). A disp. Pratljacic, Toscano, Moulabbi, Cudini. All. Stallone
ARBITRO: Pigliacampo di Pesaro. Assistenti: Skura di jesi e Gasperi di Macerata
NOTE: ammoniti: Paniconi, Salvatelli, Quadrini, D’Angelo, Biondi, Vecchiotti. Angoli: 3-5. Recupero: pt 1’, st 3’
Due maceratesi sul volume dell'Istituto nazionale di cultura. Si tratta dell’artista Stefano Calisti ormai noto per i suoi paesaggi squillanti e per le sue esposizioni in tutto il mondo e dell'incisore civitanovese Stella Calvani.
Selezionati dal noto critico d’arte Giorgio Grasso, questo catalogo raccoglie le opere di alcuni artisti viventi appartenenti a ogni categoria artistica dal figurativo all'astratto, dal realistico al concettuale, al fine di diffondere la vera arte italiana che purtroppo va a occupare soltanto l’1% del mercato mondiale dell’arte.
Di Calisti si è parlato molto, i suoi paesaggi inconfondibili ricchi di materia e di colore hanno fatto il giro del mondo raccogliendo notevoli successi. Stella Calvani, incisore, pittrice e docente di tecniche incisorie, si forma all’accademia di belle arti di Macerata.
Avvia l’attività calcografica nel 1995. Le sue opere, eseguite principalmente ad acquaforte, acquatinta e puntasecca raffigurano in genere soggetti astratti e paesaggio. Ha partecipato a numerose esposizioni internazionali fra le quali il premio Salvi (Sassoferrato), Spoleto D’inverno, Miami International Arty Exposition, The City Municipality Slovenia, Istituto di Cultura Bologna, 5°biennale europea per l’incisione Ferrara, Theleton 2022, Mantova, Pescara, Bergamo, Castello di Bratislava, Giappone.
Per concludere, dice il prof Grasso: “L’arte non altro che lo specchio della società nella quale viviamo e chi non accetta l’arte contemporanea non può amare, ne comprendere la società in cui vive”
Riflettori puntati sul suggestivo borgo di Appignano, protagonista della puntata di Linea Verde di domani domenica 16 febbraio alle ore 12:20, su Rai 1.
Appignano, noto per la sua antica storia e le sue tradizioni, attraverso la simpatia e la grande professionalità dei tre conduttori Peppone Calabrese, Livio Beshir e Margherita Granbassi avrà l'opportunità di far conoscere al grande pubblico le sue meraviglie e ed eccellenze.
“Siamo onorati di essere stati scelti da 'Linea Verde' – Ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita - Durante le riprese, Peppone Livio e Margherita, oltre ad apprezzare le nostre bellezze artistiche ed enogastronomiche, hanno piacevolmente interagito con i cittadini presenti. Li ringrazio tantissimo per la simpatia e la disponibilità dimostrata con tutti noi”.
La puntata oltre a celebrare la comunità locale, metterà in luce i tesori storici di Appignano: dai famosi e apprezzati legumi, simbolo dell’antica tradizione gastronomica, alle splendide ceramiche create dai maestri vasai che rappresentano l’artigianato di alta qualità e il talento artistico di questa terra.
“Essere protagonisti su Rai 1 nella trasmissione Linea Verde è un riconoscimento delle bellezze storiche e culturali del nostro borgo, un'importante occasione per promuovere di fronte al grande pubblico il turismo e l'ospitalità che caratterizzano la nostra comunità. Invitiamo tutti a seguire la puntata” ha aggiunto il Vicesindaco e Assessore al Turismo Stefano Montecchiarini.
Grazie a "Linea Verde", milioni di telespettatori avranno l’opportunità di scoprire uno dei borghi medievali più incantevoli delle Marche, ricco di cultura, tradizione e bellezze naturali.
L’appuntamento da non perdere per vivere un viaggio affascinante tra cultura, gastronomia e tradizione nel celebre borgo a forma di cuore di Appignano è per domani domenica 16 febbraio alle 12, 20 su Rai 1.