La Prefettura di Macerata ha reso noto il calendario delle postazioni autovelox lungo la superstrada SS77 della Val di Chienti e sulla SS77 Var, nel tratto Sfercia-Fonte Mattinate, per tutto il mese di maggio 2026. I controlli saranno effettuati dalla Polizia Stradale di Macerata e dalle polizie locali di Tolentino, Caldarola, Camerino, Corridonia e Montecosaro.
Ecco il calendario completo per il mese di maggio 2026
Venerdì 1 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Sabato 2 maggio, Polizia Locale Camerino Km 39+590 direzione monti-mare h. 08.00/13.00.
Domenica 3 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Lunedì 4 maggio, Polizia Locale Montecosaro Km 102+400 direzione mare-monti h. 13.00/19.00.Polizia Locale Belforte del Chienti Km 63+370 direzione mare-monti h. 08.00/13.00.
Martedì 5 maggio, Polizia Locale Corridonia Km 85+100 direzione mare-monti h. 13.00/19.00.Polizia Locale Camerino Km 39+590 direzione monti-mare h. 08.00/13.00.
Mercoledì 6 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Giovedì 7 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00
Venerdì 8 maggio, Polizia Locale Caldarola Km 58+600 direzione monti-mare h. 13.00/18.00.Polizia Locale Tolentino Km 77+270 direzione monti-mare h. 08.00/13.00
Sabato 9 maggio, Polizia Locale Camerino Km 39+590 direzione monti-mare h. 13.00/19.00.
Domenica 10 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Lunedì 11 maggio, Polizia Locale Corridonia Km 85+100 direzione mare-monti h. 08.00/13.00
Martedì 12 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Mercoledì 13 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Giovedì 14 maggio, Polizia Locale Montecosaro Km 102+400 direzione mare-monti h. 08.00/13.00.Polizia Locale Belforte del Chienti Km 63+370 direzione mare-monti h. 13.00/18.00.
Venerdì 15 maggio, Polizia Locale Caldarola Km 58+600 direzione monti-mare h. 08.00/13.00.
Sabato 16 maggio, Polizia Locale Tolentino Km 77+270 direzione monti-mare h. 08.00/13.00.Polizia Locale Corridonia Km 85+100 direzione mare-monti h. 13.00/19.00.
Domenica 17 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Lunedì 18 maggio, Polizia Locale Belforte del Chienti Km 63+370 direzione mare-monti h. 08.00/13.00.
Martedì 19 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Mercoledì 20 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Giovedì 21 maggio, Polizia Locale Montecosaro Km 102+400 direzione mare-monti h. 08.00/13.00.Polizia Locale Belforte del Chienti Km 63+370 direzione mare-monti h. 13.00/18.00.
Venerdì 22 maggio, Polizia Locale Tolentino Km 77+270 direzione monti-mare h. 13.00/19.00.Polizia Locale Corridonia Km 85+100 direzione mare-monti h. 13.00/19.00.
Sabato 23 maggio, Polizia Locale Caldarola Km 58+600 direzione monti-mare h. 13.00/18.00.
Domenica 24 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Lunedì 25 maggio, Polizia Locale Belforte del Chienti Km 63+370 direzione mare-monti h. 08.00/13.00.Polizia Locale Corridonia Km 85+100 direzione mare-monti h. 13.00/19.00.Polizia Locale Camerino Km 39+590 direzione monti-mare h. 13.00/19.00.
Martedì 26 maggio,Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Mercoledì 27 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Giovedì 28 maggio, Polizia Locale Montecosaro Km 102+400 direzione mare-monti h. 13.00/18.00.Polizia Locale Tolentino Km 77+270 direzione monti-mare h. 08.00/13.00.
Venerdì 29 maggio, Polizia Locale Camerino Km 39+590 direzione monti-mare h. 08.00/13.00.
Sabato 30 maggio,Polizia Locale Caldarola Km 58+600 direzione monti-mare h. 08.00/13.00.Polizia Locale Tolentino Km 77+270 direzione monti-mare h. 13.00/19.00.
Domenica 31 maggio, Polstrada Macerata Km 79+070 direzione mare-monti h. 08.00/20.00.Polstrada Macerata Km 104+200 direzione monti-mare h. 08.00/20.00.
Sarà Matelica il cuore delle celebrazioni marchigiane del Primo Maggio 2026. In un contesto regionale che vedrà numerose iniziative diffuse su tutto il territorio, la manifestazione unitaria promossa da CGIL, CISL e UIL Marche rappresenterà il momento centrale e più rappresentativo della Festa dei Lavoratori nelle Marche con la presenza dei segretari generali delle Marche di Cgil, Giuseppe Santarelli, Cisl, Marco Ferracuti, e Uil, Claudia Mazzucchelli.
Lo slogan, “Lavoro dignitoso”, lo stesso della manifestazione nazionale che quest' anno sarà a Marghera, sintetizza il significato politico e sociale dell’appuntamento: una rivendicazione che si colloca dentro le profonde trasformazioni del mondo del lavoro, attraversato oggi da innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e nuove forme di organizzazione produttiva. In questo scenario, il tema della dignità del lavoro torna al centro del dibattito pubblico, declinato attraverso la necessità di rafforzare la contrattazione, ampliare le tutele e costruire nuovi diritti adeguati all’Italia che cambia.
Il corteo partirà alle ore 11.30 dal piazzale antistante la Cattedrale di Matelica. Un momento partecipato e simbolico che attraverserà la città, coinvolgendo lavoratrici, lavoratori, pensionati e cittadini. L'arrivo sarà in Piazzale Gerani, dove alle ore 12.00 si terrà l'intervento del sindaco Denis Cingolani e delle organizzazioni sindacali per una lettura delle sfide attuali, delineando proposte e priorità per il futuro del lavoro nella regione e nel Paese.
L’Università di Macerata ospita una puntata speciale di “Un caffè con il Rettore”: il rettore John McCourt ha incontrato Adrián N. Bravi, scrittore argentino di lingua italiana, bibliotecario dell’Ateneo maceratese da trent’anni e una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. La puntata sarà trasmessa domani, martedì 28 aprile alle 21 sui canali Facebook e YouTube ufficiali di Unimc.
Nato a Buenos Aires, Bravi è arrivato in Italia alla fine degli anni Ottanta per studiare filosofia all’Università di Macerata. Ha scelto di restare, a Recanati, e di scrivere in italiano, una lingua che non era la sua lingua madre, ma che è diventata il suo strumento d’elezione per la creazione letteraria. Il suo primo romanzo in italiano è uscito nel 2004; da allora ha pubblicato oltre dieci libri, tradotti in inglese, francese, spagnolo e arabo.
Il suo romanzo “Adelaida”, dedicato alla vita di Adelaida Gigli Valeiras, nipote del tenore Beniamino Gigli, attraverso le dittature e gli esili dell’Argentina del Novecento, è stato selezionato nella dozzina del Premio Strega 2024 e ha vinto il Premio Comisso 2024. Il suo ultimo libro, “La nuotatrice notturna”, affronta il tema dell’identità e della ricerca delle radici attraverso la storia di un uomo che, alla morte del padre, si mette in viaggio verso il Portogallo. Nel 2026 ha vinto ex-aequo la prima edizione del Premio Volver — Antonio Dal Masetto, dedicato ad autori di madrelingua non italiana che hanno adottato l’italiano come lingua di creazione.
Incidente questa mattina, intorno alle 9:30, in via Spalato a Macerata, dove un’auto e una moto si sono scontrate frontalmente, mentre procedevano in direzioni opposte. Le cause dell’impatto sono ancora in fase di accertamento.
Ad avere la peggio è stato il motociclista, un giovane di 25 anni, che è finito a terra dopo l’urto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasporto all’ospedale di Macerata per accertamenti. Secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Illesa, seppur scossa, la conducente dell’auto coinvolta.
L’incidente ha causato qualche rallentamento al traffico. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Favorire lo sviluppo economico locale, valorizzare il patrimonio artistico e creare un asse strategico tra il mare e le colline marchigiane. Con questi obiettivi la Giunta Comunale di Corridonia ha approvato la sottoscrizione di un "Patto di Amicizia" con il Comune di Porto San Giorgio.
Il Patto nasce dalla volontà comune di instaurare un rapporto di collaborazione stabile, non oneroso, fondato sui principi di cooperazione istituzionale e reciproco sostegno. L’accordo prevede lo scambio di buone pratiche, supporto organizzativo e una promozione congiunta in occasione di eventi turistico-culturali realizzati nei rispettivi territori.
La sinergia si basa sulla complementarietà delle due realtà: Porto San Giorgio è riconosciuto come un polo di attrazione turistica costiera con una consolidata vocazione balneare; Corridonia rappresenta una realtà significativa dell’entroterra, caratterizzata da un rilevante patrimonio storico, artistico ed enogastronomico.
Attraverso questa cooperazione istituzionale, i due Comuni puntano a creare percorsi tematici condivisi che rafforzino l’identità territoriale, mettere in rete risorse, competenze e attrattori culturali, promuovere congiuntamente manifestazioni e iniziative per una valorizzazione integrata del territorio.
“Oggi – sottolinea l’assessore alla cultura di Corridonia Massimo Cesca - iniziative di promozione culturale e ancora di più turistica devono essere pensate ed attuate in maniera sinergica tra più enti. Ragionare in maniera autoreferenziaria sarebbe un fallimento anche per i centri più grandi. Vogliamo quindi sviluppare una sempre maggiore collaborazione partendo dai comuni della costa per valorizzare le rispettive peculiarità. Nei prossimi giorni incontreremo gli amministratori di Porto San Giorgio per iniziare a programmare ed ideare insieme progetti operativi”.
A Camerino è attivo un nuovo sportello del progetto Rainbow Hub, un servizio gratuito e riservato dedicato a chi vive o assiste situazioni di discriminazione. Il presidio, ospitato negli spazi dell’Università di Camerino, nasce con l’obiettivo di rafforzare la presenza del progetto nelle aree interne e offrire un punto di riferimento concreto e accessibile per il territorio.
Lo sportello si trova presso l’Edificio Ex Carmelitane, in via Viviano Venanzi 16, ed è aperto il lunedì dalle 15:00 alle 17:00 e il giovedì dalle 9:00 alle 12:00. È possibile accedere su appuntamento, ma resta attiva anche una linea telefonica antidiscriminazioni disponibile 24 ore su 24 al numero 3666714881.
Il servizio si inserisce all’interno del progetto Rainbow Hub, promosso da un partenariato composto dal Comune di Fano, Cooss Marche, Cooperativa Labirinto e dalle associazioni Arcigay Comunitas Ancona e Agorà Pesaro. Già presente in altre aree della regione, il progetto rappresenta un punto di riferimento per l’ascolto, il supporto psicologico e l’orientamento legale, rivolgendosi in particolare alle soggettività LGBTQIAP+ e a chiunque affronti situazioni di esclusione, violenza o difficoltà legate all’identità personale.
L’attivazione dello sportello a Camerino assume un valore strategico. Città universitaria e luogo di incontro tra persone provenienti da contesti diversi, Camerino è un ambiente in cui la presenza di uno spazio di ascolto accessibile può fare la differenza, soprattutto per chi si trova ad affrontare momenti di fragilità o isolamento.
Rainbow Hub non è solo un centro di supporto, ma anche un osservatorio attivo sul territorio. Il progetto si propone infatti di individuare e contrastare ogni forma di discriminazione, promuovendo al tempo stesso formazione e buone pratiche per prevenire violenza e odio. L’obiettivo è creare un ambiente accogliente e sicuro, in cui le persone possano sentirsi libere di esprimersi e chiedere aiuto.
Negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore evidenza la necessità di servizi capaci di intercettare bisogni spesso sommersi. In questo contesto, la presenza dello sportello all’interno dell’Università rappresenta una risposta concreta, offrendo uno spazio in cui trasformare il bisogno in richiesta di aiuto.
«Quando si parla di discriminazione, il problema più grande è che spesso le persone non sanno a chi rivolgersi o pensano che non valga la pena chiedere aiuto – spiegano dal team di progetto –. Con questo sportello vogliamo lanciare un messaggio chiaro: qui è possibile farlo. Anche solo per parlare, anche solo per orientarsi. Non serve avere già tutte le risposte, basta fare il primo passo».
Il progetto è realizzato con il contributo dell’Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, a conferma dell’impegno istituzionale nella promozione dei diritti e dell’inclusione.
È terzo posto per la Halley Matelica. I biancorossi avevano già da ieri sera la certezza di non poter scendere più in basso in classifica dopo il ko di Recanati a Forlimpopoli e il successo odierno di Civitanova contro Vasto ha di fatto reso ininfluente il risultato della Vigor, che, pur ridotta ai minimi termini (out anche Mazzotti e Mattarelli, infortunatisi in settimana, ad aggiungersi ai lungodegenti Mariani, Eliantonio e Mentonelli), ha fatto il possibile sul parquet della Amatori Pescara, cedendo alla distanza quando le energie sono iniziate a scemare.
Coach Trullo, viste le condizioni di emergenza, lancia in starting five il giovanissimo Pacini, con il solo Mozzi (dominante nel pitturato) in mezzo all’area. La Halley fa fatica a contenere le folate degli abruzzesi, cui la vittoria serviva per andare a caccia della salvezza diretta o quantomeno del miglior piazzamento possibile nei playout, e scivolano anche a -8 sotto i colpi delle triple dei padroni di casa. Il punteggio fa un po’ l’elastico, ma all’intervallo lungo i biancorossi hanno impattato a quota 45.
Nella ripresa la Halley almeno in avvio ci prova, poi quando verso metà terzo periodo anche Mozzi lascia il parquet (botta all’anca da valutare nei prossimi giorni), la resistenza matelicese pian piano si sgretola. Coach Trullo è costretto a inventare, con il solo Fea come lungo di ruolo a disposizione e gli under a collezionare minuti di partita vera, e Pescara ne approfitta per allungare, anche se i biancorossi reggono l’urto fino in fondo.
Nessun dramma, ora per la Halley il pensiero si rivolge ai playoff, nei quali incontrerà i piemontesi della College Borgomanero, che hanno chiuso al sesto posto nel girone C. Si parte domenica prossima sul parquet della Palestra della Libertà, serie al meglio delle tre partite.
Così coach Trullo a fine partita: "Abbiamo fatto una buona partita considerando le condizioni in cui eravamo, con praticamente un quintetto intero fuori visti gli infortuni a Mazzotti e Mattarelli che si sono aggiunti in settimana e l’aver perso strada facendo pure Mozzi. Ho inserito Pacini in quintetto per avere una rotazione in più e nei primi due quarti la squadra ha risposto bene. Abbiamo sbagliato qualche tiro da sotto di troppo pur costruendo ottime occasioni, poi nel secondo tempo le energie ci sono venute a mancare e non siamo più riusciti a tenere botta. Ora pensiamo a recuperare qualche energia e qualche giocatore e ci tuffiamo in questi playoff preparandoci allo scontro con Borgomanero".
AMATORI PESCARA-HALLEY MATELICA 89-76
PESCARA: D'Agostino 3, Magarinos 5, Fabris 6, Cocco 9, Morigi 13, Rajola, Porfilio 20, Tusuni 7, Bertoni 10, Lazzari 15, Mazzilli, Dervishi 1. All.: Di Iorio.
MATELICA: Marrucci 10, Pacini, Panzini 9, Galeassi 3, Mentonelli ne, Fea, Chiaraluce, Davico 12, Dell’Anna 13, Mattarelli ne, Mozzi 29. All.: Trullo.
ARBITRI: Antonelli, Racsan.
PARZIALI: 23-18, 22-27, 25-16, 19-15.
È morto Marco Campetti, storico gestore della pizzeria Taverna degli Amici, scomparso all’età di 59 anni dopo aver combattuto contro una malattia che lo ha stroncato. La notizia ha destato profondo cordoglio in città e tra tutti coloro che lo conoscevano.
A dare l’annuncio della sua scomparsa è stato il fratello Franco Campetti, con cui Marco condivideva la gestione del locale, attraverso un messaggio carico di dolore: «In chi lo ha conosciuto e apprezzato lascia un grande vuoto. Ciao Marco, il mio cuore è con te». Subito dopo la pubblicazione, il post ha ricevuto un grande numero di messaggi e commenti di vicinanza e ricordo.
Marco Campetti lascia il figlio Tommaso, la sorella Barbara e il fratello Franco. La sua figura era profondamente legata alla storia della pizzeria, punto di riferimento per molti clienti nel corso degli anni.
La Taverna degli Amici ha cambiato sede nel tempo: inizialmente si trovava in via Mozzi, successivamente si è spostata in via Ghino Valenti, per poi stabilirsi da diversi anni in via Roma, dove è diventata una realtà conosciuta e frequentata della città.
Un 19enne è rimasto ferito in un incidente avvenuto intorno alle 19:30 a San Severino, in località Rocchetta, mentre si trovava in sella a una moto. Il giovane stava percorrendo la strada Settempedana quando, per cause ancora da accertare, ha improvvisamente perso l’equilibrio ed è caduto a terra. Nell’episodio non risultano coinvolti altri veicoli.
Sul posto sono intervenuti rapidamente gli operatori del 118, che hanno prestato le prime cure al ragazzo direttamente sul luogo dell’incidente. Successivamente il 19enne è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso. Le sue condizioni non risultano gravi.
Restano in corso gli approfondimenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e chiarire i motivi che hanno portato alla perdita di controllo della moto.
Il Chiesanuova saluta i propri tifosi con uno 0-0 contro il Montegranaro, chiudendo la stagione regolare al 12° posto con 34 punti, ma si tratta solo di un arrivederci, perché la squadra dovrà ora affrontare i playout, con il vantaggio del fattore campo, per completare il percorso verso la salvezza. Alla formazione di Mariotti serviva la vittoria per alimentare speranze concrete, ma anche eventuali incastri favorevoli dagli altri campi, invece contro un Montegranaro già certo dei playout ma determinato a migliorare il proprio piazzamento, il Chiesanuova non è riuscito a trovare la via del gol. Da sottolineare la solidità della difesa gialloblù, seconda migliore del campionato di Eccellenza. Il rammarico più grande per i biancorossi è l’occasione fallita da Lezcano nel finale.
Sarà quindi Chiesanuova-Urbania la sfida playout in programma il 10 maggio, gara secca che deciderà la permanenza nel massimo campionato regionale marchigiano.
Per quanto riguarda la cronaca, il tecnico Mariotti, privo dello squalificato Hernandez, conferma la difesa a tre arretrando Sopranzetti. Dall’altra parte Urbinati risponde con un 4-2-3-1, con Albanesi a supporto dell’ex Perri. Le condizioni climatiche incidono sul ritmo della gara, con circa 23 gradi e una forte tensione legata alla posta in palio che rendono la prima fase molto bloccata e povera di emozioni.
La prima occasione arriva al 21’, quando Mangiacapre sfrutta la velocità ma viene anticipato in uscita bassa da Fatone. Al 27’ è Di Matteo a provarci con un sinistro a giro che termina fuori. Il Montegranaro si difende e riparte con ordine, e al 38’ sfiora il vantaggio con Evangelisti, che calcia a lato dal limite. Nel finale di primo tempo il Chiesanuova fatica a trovare spazi, ma al 43’ Borgia inventa una giocata personale con una veronica sulla fascia e un destro da fuori che colpisce la traversa. Al 45’ grande occasione per gli ospiti con Alidori, che da pochi passi non trova la giusta forza per battere il portiere.
Nella ripresa Mariotti inserisce Mongiello, decisivo nella precedente gara interna contro la Fermignanese, e passa a una difesa a quattro. Il Chiesanuova aumenta la pressione e al 19’ costruisce una doppia occasione: prima Busato viene murato da Alidori, poi Di Matteo calcia di sinistro trovando la risposta in angolo di Taborda. I biancorossi collezionano diversi calci d’angolo e nella seconda parte di gara insistono con il forcing, però senza grande velocità di esecuzione.
Al 41’ arriva la più grande occasione della partita: azione di Mongiello, palla a Papa, conclusione respinta e tap-in di Lezcano, entrato da poco, che però fallisce clamorosamente il possibile 1-0. Gara che si chiude così sullo 0-0, con il Chiesanuova che ora si prepara ai decisivi playout contro l’Urbania.
Chiesanuova: Fatone, Parioli, Ciottilli (6’st Busato), Monaco, Lucarini, Sopranzetti, Pasqui (21’st Lezcano), Tanoni, Papa, Borgia (6’st Mongiello), Di Matteo (51’st Bambozzi). All. Mariotti
Montegranaro: Taborda, Iuvalè (29’st Chimezie), Stortini, Vessella, Zaffagnini, Alidori, Evangelisti, Capponi (11’st Santoro), Perri (23’st Khrisantus), Albanesi, Mangiacapre (11’st Miskine). All. Urbinati
Arbitro: Caldarulo di Bari
Note: spettatori 300 circa; ammoniti Lucarini, Capponi, Ciottilli, Msikine, Fatone; corner 6-2; recupero 2’ e 7’
La Civitanovese chiude il proprio campionato di Eccellenza con un pareggio spettacolare per 4-4 contro la Fermignanese, risultato che sancisce in maniera definitiva l’ultima posizione in classifica e l’addio alla categoria. I rossoblù terminano la stagione con 29 punti in 30 giornate, staccati di quattro lunghezze dalla penultima piazza occupata da Urbania e Fabriano Cerreto, con quest’ultima vittoriosa 3-0 contro l’Osimana.
Il clima al termine della gara è quello di una stagione completamente fallita. Lo striscione esposto dalla curva sintetizza il sentimento della tifoseria: “La nostra salvezza è la fine di questa tristezza. Ricominciamo”, un messaggio che racchiude la delusione per l’annata ma anche un timido segnale di ripartenza sotto la presidenza Borrelli. A fine partita è stato significativo anche il gesto del capitano Visciano, che ha fatto togliere le maglie ai compagni lasciandole a terra, invitando poi la squadra ad avvicinarsi alla curva tra i fischi del pubblico. Il presidente Francesco Borrelli e la moglie avevano lasciato lo stadio diversi minuti prima del termine.
Per la Civitanovese si tratta della seconda retrocessione consecutiva, dopo quella maturata ai playout nella scorsa stagione contro il Notaresco, un doppio fallimento sportivo difficile da immaginare anche considerando l’arrivo della nuova proprietà a gennaio, che inizialmente aveva riportato entusiasmo e pubblico al Polisportivo.
La gara era stata definita da mister Daniele Marinelli come “la partita della vita”, ma la squadra ha dovuto fare i conti con diverse assenze pesanti: Visciano e Martiarena squalificati, Calvet e Marietti infortunati. Anche la Fermignanese non era al completo, con Cordella e Bozzi fermati dal giudice sportivo.
Il match si è aperto con un buon avvio dei rossoblù, subito avanti grazie a Lorenzoni, autore al 7’ di un destro deviato che ha portato l’1-0. I ritmi sono rimasti bassi per gran parte del primo tempo, con la Fermignanese che ha protestato per un presunto fallo di mano in area. Dallo stadio di Osimo arrivavano però notizie pesanti per la Civitanovese, con il vantaggio del Fabriano Cerreto e l’espulsione di un giocatore dell’Osimana, scenario che complicava ulteriormente la situazione in classifica.
Nel finale di primo tempo la Civitanovese ha sfiorato il raddoppio, ma anche la Fermignanese ha avuto un’occasione importante con un intervento decisivo di Servalli, che ha evitato il pareggio prima dell’intervallo.
L’inizio della ripresa è stato segnato da un episodio particolare: il portiere Servalli ha accusato un malore negli spogliatoi, costringendo a una breve sospensione prima del rientro in campo e della ripresa del gioco. Al 51’ la Civitanovese ha trovato il 2-0 con De Arriba, seguito poco dopo dal 3-0 su calcio di rigore, ancora con lo stesso giocatore.
Nel frattempo il vantaggio del Fabriano Cerreto sull’Osimana ha di fatto condannato matematicamente i rossoblù. La Fermignanese ha però reagito con orgoglio accorciando le distanze con Iacovoni su rigore (3-1), mentre Pensalfini ha riportato a distanza la Civitanovese con il gol del 4-1.
Nel finale la partita si è trasformata in una girandola di reti: la Fermignanese ha segnato ancora con Iacovoni (4-2), poi è arrivato anche il 4-3 con un’autorete, fino al clamoroso pareggio firmato da Bravi al primo minuto di recupero con un tiro all’incrocio per il 4-4 definitivo.
Al triplice fischio la tensione è esplosa: il capitano Visciano ha raccolto le maglie dei compagni e le ha gettate a terra, prima che la squadra venisse accompagnata sotto la curva tra una pioggia di fischi. Una chiusura amara che certifica una stagione fallimentare e la retrocessione della Civitanovese dall’Eccellenza.
CIVITANOVESE (4-4-2): Servalli; Lorenzoni, Sciarra (17’ st Sanchez), Romero, Baiocco; Candia (43’ pt Pensalfini), D’Ancora (11’ stPiccinin), Mendes, Malaccari (35’ st Pompili); De Arriba, De Olivera (7’ st Nacciarriti).
A disp.: Massenz, Barone, Franco,Ardemagni.
All. Marinelli.
FERMIGNANESE (4-4-2): Marcantognini; Mariotti (1’ st Mattioli), Binale, Fraternali (7’ st Cirulli), Labate; Santi (35’ st Bravi), Arduini,Lucciarini (23’ st Patrignani Elia), Saidykhan; Iacovoni, Surano.
A disp.: Bellucci, Cleri, Patarchi, Patrignani Gioele,Gabellini.
All. Pazzaglia
Arbitro: Antonio Tarli di Ascoli Piceno (Gorreja di Ancona e Nazeraj di Fermo).
Reti: pt. 7’ Lorenzoni (C); st 6’ De Arriba (C), 21’ rig. De Arriba (C), 28’ rig. Iacovoni (F), 31’ st Pensalfini (C), 38’ st Iacovone (F), 41’ staut. Baiocco (F), 46’ Bravi (F).
Tolentino e Matelica si spartiscono la posta in palio nell'ultima giornata del campionato di Eccellenza Marche. Allo stadio comunale "Giovanni Paolo II", la squadra di casa pareggia per 2-2 con i cremisi e ottiene il punto che gli garantisce la salvezza aritmetica senza passare dai play-out. Gli ospiti, invece, chiudono la stagione al quinto posto, ma senza playoff per via della distanza troppo ampia delle inseguitrici dalla Fermana seconda in classifica.
LE FORMAZIONI - Per mister Santoni una sola modifica rispetto alla formazione capace di espugnare lo stadio di Villa San Filippo sette giorni fa: Tomas Caleir viene preferito a D'Errico. Passarini, invece, propone dal primo minuto il classe 2008 Giuli a centrocampo. In avanti confermato Capezzani dietro la coppia Lovotti-Moscati.
LA CRONACA - Al 3' la prima chance è di Bucari, da piazzato. La sua punizione sorvola di poco la traversa, dopo il fallo conquistato sulla trequarti dall'ottima iniziativa di Pedrini. Un minuto più tardi non si fa attendere la replica ospite: Lovotti svetta di testa sugli sviluppi di corner e chiama Ginestra alla prodezza, con la sfera alzata sulla traversa con la punta delle dita.
Dopo le sfuriate iniziali, il ritmo della partita cala vistosamente, complici anche le temperature elevate di questa domenica di fine aprile. Tanto che l'arbitro, al 24', concede il cooling break.
Al 26' il Tolentino torna a farsi pericoloso con il tentativo di Capezzani dal limite, ben ribattuto da Ginestra. Improvviso arriva il vantaggio del Matelica al 38'. La difesa del Tolentino si fa trovare totalmente impreparata su un lancio lungo di Ginestra, Pedrini arriva al tiro indisturbato ma Roberto ribatte la prima conclusione. Il pallone, però, resta nella disponibilità di Merli, che rimette il pallone al centro dove arriva l'accorrente Montella che impatta di prima intenzione in acrobazia e trova un gran gol.
Il pareggio non tarda ad arrivare. Sulla punizione di Giandomenico, Ginestra si lascia scivolare il pallone dalle mani e Tomassetti può depositare la palla in rete da due passi (40'). È 1-1, il punteggio con cui si va all'intervallo.
SECONDO TEMPO - Un buco difensivo clamoroso della coppia di centrali del Matelica spalanca la via della porta a Moscati sul pronti-via. L'attaccante cremisi supera con un tocco sotto Ginestra per il vantaggio ospite al 47'.
La reazione dei locali è flebile e fotografata dalla punizione telefonata di Pedrini al 56'. I cremisi sono molto più ordinati e sfiorano il tris con la combinazione Giuli-Alberione, ma l'esterno argentino calcia altissimo.
Sempre ospiti più pimpanti nella ripresa. Al 65' Lovotti si mette in proprio, ma stecca il tiro. Al Matelica serve una scintilla. E quella scintilla arriva dai piedi del subentrato Edoardo Mengani, ex della sfida.
L'esterno offensivo si rende autore di una notevole azione personale e, dalla sua conclusione deviata, scaturisce il gol del pareggio. La palla, infatti, giunge fortunosamente sui piedi di Touray che deposita in rete dimostrando doti da bomber di razza in area di rigore (70').
Il gol restituisce vigore ai padroni di casa. Tittarelli di testa non inquadra lo specchio al 78'. Di nuovo Touray sfiora la marcatura all'85' con una bella girata che coglie l'esterno della rete.
Finale di partita piuttosto teso per il Matelica, coi tifosi in tribuna che compulsano il cellulare in attesa di aggiornamenti da Chiesanuova. In campo succede poco, anche nei cinque minuti concessi dal direttore di gara. L'attesa prosegue sino ad oltre il triplice fischio quando arriva la notizia ufficiale del pari tra Chiesanuova e Montegranaro. Il Matelica può così festeggiare la salvezza senza dover passare dalla forca caudina dei play-out.
Tabellino Matelica - Tolentino 2-2
MATELICA: Ginestra, Montella, Lapi, Bianchi L., Marino (66' Sfasciabasti), Bucari (50' Mengani E.), Bianchi D., Pedrini (66' D'Errico), Touray (85' Non in), Tomas Caleir (50' Tittarelli), Merli. All. Santoni
TOLENTINO: Roberto, Diouane, Tizi, Tomassetti, Giandomenico, Nunes De Melo, Alberione (63' Fontana), Lovotti, Capezzani (85' Papavero), Giuli (78' Garcia), Moscati. All. Passarini
Arbitro: Enrico Spadoni di Pesaro Assistenti: Lorenzo Vallesi di Macerata e Alessio Cantarini di Macerata
Reti: 38' Montella (M), 40' Tomassetti (T), 47' Moscati (T), 70' Touray (M) ammoniti: Touray, Diouane, Giandomenico, Tittarelli, Montella, D'Errico, Merli; espulsi: nessuno; corner 4-7; recupero: 3' (1°T) e 5' (2°T).
A Villa Potenza, in via dell’Acquedotto, si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto una donna, sulla settantina, finita in ospedale dopo aver perso il controllo della propria auto. Secondo quanto ricostruito, il veicolo è prima andato a impattare contro una staccionata e successivamente contro un muretto.
Sul posto è intervenuta la polizia locale per i primi rilievi nell’area interessata dall’accaduto. Presenti anche i vigili del fuoco e un’ambulanza del 118, che hanno prestato i primi soccorsi alla conducente.
La donna è stata successivamente trasportata all’ospedale di Macerata, ma le sue condizioni non risultano gravi. Restano in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo del veicolo e alla conseguente sbandata.
La Maceratese vede ormai molto vicino il traguardo della salvezza, dopo il pareggio ottenuto contro il Giulianova, anche se manca ancora la certezza matematica. A tenere aperto un minimo spiraglio resta il Sora, che però al momento ha una differenza reti peggiore rispetto alla Rata in caso di arrivo a pari punti all’ultima giornata. Per cambiare la situazione servirebbero combinazioni molto ampie di risultati e passivi pesanti per la Maceratese, che chiuderà il campionato a Chieti, mentre i ciociari saranno impegnati a Castelfidardo.
La sfida è stata fortemente condizionata dalle condizioni climatiche e dall’importanza della posta in palio. Il gran caldo ha inciso sul ritmo della partita, che è rimasta per lunghi tratti bloccata e poco fluida. La gara si è poi accesa nella ripresa, quando in pochi minuti sono arrivati i due episodi decisivi che hanno fissato l’1-1 finale, risultato che si è rivelato sufficiente per i biancorossi nel percorso verso l’obiettivo stagionale. Il Giulianova, squadra abituata ai pareggi in questa stagione, ha confermato la propria tendenza.
In casa Maceratese si sono messi in evidenza soprattutto Sabattini e Ciabuschi, tra i più continui, mentre tra gli ospiti hanno lasciato il segno Esposito e il sempre insidioso Chiarella. Le principali emozioni si sono concentrate in una breve fase della ripresa, quando il vantaggio abruzzese ha rischiato di complicare i piani della Rata, subito però brava a reagire e a rimettere in equilibrio la gara.
La formazione biancorossa arrivava all’appuntamento con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle la sconfitta di Pomezia e provare a chiudere il discorso salvezza davanti ai propri tifosi, nell’ultima gara interna della stagione all’Helvia Recina-Pino Brizi, prima della trasferta conclusiva a Chieti. Di fronte un Giulianova già senza obiettivi, fuori dalla zona playoff e playout, ma desideroso di riscatto dopo la sconfitta nel derby della settimana precedente contro il Chieti.
Mister Lauro ha dovuto rinunciare allo squalificato Siniega, con Morganti schierato al centro della difesa al suo posto, mentre per il resto l’assetto è rimasto invariato. Sul fronte opposto il tecnico abruzzese ha cambiato diversi uomini, anche a causa delle assenze di Scarsella e Guerriero. Nei primi minuti è stato il Giulianova a prendere il controllo del gioco, con la Maceratese più attendista e concentrata sulla fase difensiva.
L’avvio è stato molto bloccato, con poche giocate degne di nota e grande intensità sugli spalti, dove le tifoserie hanno animato la gara con cori e bandiere. Il Giulianova ha provato a gestire il possesso, mentre la Rata ha faticato a risalire il campo e a rendersi pericolosa. Il primo vero sussulto è arrivato al 29’, quando una punizione conquistata da Sabattini ha portato alla conclusione di Osorio, con il pallone uscito di poco sopra la traversa.
La risposta degli ospiti è arrivata poco dopo con un’azione di Bolondi, che ha servito Chiarella, ma la sua deviazione non ha centrato lo specchio della porta difeso da Cusin. La partita ha iniziato così a muoversi dopo una lunga fase statica. Il Giulianova ha poi continuato a spingere e al 36’ ha avuto una buona occasione ancora con Chiarella, fermato in corner dall’intervento del portiere biancorosso.
Nel finale di primo tempo la Maceratese si è riaffacciata in avanti su calcio piazzato: dopo un’uscita non perfetta di Negro, la palla è rimasta in area e Lucero ha provato la conclusione, ma senza precisione. Il primo tempo si è chiuso senza recupero e con uno 0-0 che, in quel momento, garantiva comunque alla Rata una posizione favorevole nella corsa salvezza.
La ripresa ha visto una Maceratese più attiva nei primi minuti, con una conclusione di Sabattini che ha sfiorato il palo e una risposta immediata di Chiarella dall’altra parte. Il ritmo è rimasto comunque basso, con poche vere occasioni da rete e portieri raramente chiamati in causa. Intorno al quarto d’ora si è acceso un confronto fisico tra Osorio ed Esposito, subito sedato dall’arbitro, mentre poco dopo Ciabuschi ha sfiorato il gol con un tiro a incrociare.
Al 27’ il Giulianova ha trovato il vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo: colpo di testa di Chiarella, palla per Menna e conclusione respinta da Cusin, ma secondo la terna arbitrale il pallone aveva già varcato la linea. La Maceratese ha reagito subito con un colpo di testa di Osorio su corner di De Angelis, parato da Negro, e con un’altra conclusione respinta poco dopo.
Il pareggio è arrivato al 34’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una deviazione di testa di Ciabuschi ha portato al gol che ha fissato l’1-1, con la rete accolta dalle proteste ma poi confermata e festeggiata sotto la Curva Just. Nel finale il risultato non è più cambiato, con il pari che consente alla Maceratese di compiere un passo importante verso la salvezza in Serie D, al termine di una gara intensa ma con poche vere emozioni.
MACERATESE (4-3-3): Cusin 6; Perini 6, Lucero 6, Mastrippolito 6, Morganti 6; Ciattaglia 6, De Angelis 6, Sabattini 6,5; Marras 5 (dal 28’ s.t. Ruani5,5), Ciabuschi 6,5, Osorio 6 (dal 43’ s.t. Gagliardi s.v.). (Gagliardini, Ambrogi, Fratini, Nasic, Cirulli, Papa, Marchegiani). All. Lauro 6.
GIULIANOVA (3-5-2): Negro 6,5; Morri 6, Callegari 6,5, Thiago Menna 6,5; Misuraca 6, Bolondi 5 (dal 44’ st. Di Ruggiero s.v.), Panzera 6 (dal 41’ s.t.Vesprini s.v.), Esposito 6,5, Masawoud 6 (dal 40’ s.t. Martiniello s.v.); Chiarella 6 (dal 35’ s.t. Neglia s.v.), Odianose 5,5 (dal 39’ s.t. Carbonelli s.v.).(Vandelli, Machì, Vuillermoz, Pertosa). All. Pergolizzi 6.
TERNA ARBITRALE: Catalani di Ciampino 6 (assistenti Amarante di Castellammare di Stabia e De Rosa di Napoli).
RETI: Menna (G) al 27’, Ciabuschi (M) al 34’s.t.
Oggi la Comunità della Parrocchia di Santa Maria Assunta si è ritrovata a festeggiare, oltre alla ricorrenza del 25 aprile come Festa della Liberazione, anche per onorare Sant’Amico, nato nel X secolo a Montemilone, oggi Pollenza, e divenuto abate benedettino dell’Abbazia di Rambona. Il santo, vissuto prima di San Francesco, è ricordato anche per aver ammansito un lupo, episodio raffigurato nella copia dell’affresco presente dietro l’altare della piccola chiesetta in legno, dove oggi il nuovo parroco Don Ignazio ha celebrato la Santa Messa, ripercorrendo la storia e la figura di Sant’Amico.
Dopo la celebrazione, durante la quale Don Ignazio ha ricordato la vita del santo nato proprio a Montemilone, si è svolta una processione all’esterno della chiesetta con la benedizione delle campagne nei quattro punti cardinali, secondo una tradizione molto sentita dalla comunità locale. A seguire i parrocchiani sono stati invitati a condividere un piccolo rinfresco preparato per l’occasione, momento conviviale che ha rafforzato il senso di comunità.
Nel corso dell’incontro è stata espressa anche la speranza che possano iniziare al più presto i lavori per la valorizzazione dell’Abbazia di Rambona, con l’auspicio che il Vescovo possa presto celebrare una messa e impartire la benedizione per l’avvio degli interventi. L’obiettivo condiviso è quello di vedere questo luogo tornare a vivere pienamente, favorendo una rinascita non solo nella vita religiosa, ma anche in quella ricreativa, come avveniva in passato quando ogni anno si organizzava una festa molto partecipata con stand gastronomici, commedie dialettali e fuochi artificiali, tipici delle realtà di campagna.
In occasione dell’Anniversario della Liberazione del 25 aprile, anche quest’anno la città di Matelica si è fermata a riflettere sull’importanza di questa giornata. Nella mattinata l’amministrazione comunale, capitanata dal vicesindaco Rosanna Procaccini, ha partecipato alla Santa Messa presso la cattedrale di Santa Maria e al corteo fino a piazza Mattei, dove sono state deposte due corone di alloro.
Contemporaneamente il sindaco Denis Cingolani è stato impegnato a San Severino Marche per l’evento organizzato in occasione della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel pomeriggio nella zona tra Gagliole e Matelica invece si è svolta anche quest’anno la Marcia sui Sentieri della Memoria, organizzata dalla sezione intercomunale “24 marzo” e dalla sezione “Capitano Salvatore Valerio” dell’A.N.P.I.
“Un omaggio doveroso ai martiri della Resistenza che diedero le loro vite in nome della libertà – ha commentato il sindaco Denis Cingolani al termine della marcia - Grazie al loro sacrifico oggi possiamo godere della democrazia e dell’immensa libertà sancita negli articoli della nostra Costituzione. Grazie agli organizzatori e ai cittadini presenti in questo momento così importante. Il 25 Aprile non va mai confuso o reso ambiguo: è la Festa della Liberazione dal regime nazifascista”.
Un incidente si è verificato oggi pomeriggio, intorno alle 15:30, lungo la superstrada a Morrovalle, dove una ragazza di 35 anni è rimasta ferita ed è stata poi trasportata in pronto soccorso. La donna si trovava alla guida della sua Lancia Y nera e stava percorrendo la strada in direzione monti quando, dopo aver effettuato un testacoda, ha perso il controllo del veicolo andando a sbattere. Secondo le prime informazioni disponibili, nell’episodio non risultano coinvolte altre vetture.
Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, che hanno prestato i primi soccorsi. La 35enne è stata assistita direttamente sul posto dal personale dell’emergenza e successivamente trasferita al pronto soccorso di Macerata. Le sue condizioni, fortunatamente, non sono gravi.
I vigili del fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza del veicolo, mentre restano ancora da chiarire le cause che hanno portato all’incidente. Per gli accertamenti del caso è stata allertata la polizia stradale.
Ci sono voluti anni di diplomazia, una strategia finanziaria millimetrica e una volontà politica ferrea, ma da oggi l’ex monastero di San Lorenzo ha ufficialmente un nuovo proprietario: i cittadini di Belforte del Chienti. Questa mattina la cerimonia di inaugurazione dell’edificio acquisito dal Comune, per la consegna simbolica della struttura alla comunità prima dei lavori di restyling che permetteranno di dare nuova vita a 1.800 metri quadrati di spazi rimasti chiusi per anni.
Un gigante in pietra che ha sempre rappresentato un luogo dell’anima per i belfortesi e che, dopo secoli di silenzio, si prepara a trasformarsi nel polo della creatività e della vita sociale del territorio. La giornata è iniziata nella chiesa di San Lorenzo (anch’essa parte del complesso), dove la santa messa celebrata da don Leonard ha dato il via a questo simbolico passaggio di consegne.
Al parroco, il sindaco ha consegnato ufficialmente le chiavi della chiesa che resterà a disposizione della parrocchia per essere aperta e fruibile ogni volta che i sacerdoti lo vorranno. Subito dopo, i saluti istituzionali in piazza Vittorio Emanuele II accompagnati dal corpo bandistico di Belforte del Chienti.
Gli interventi del sindaco Alessio Vita, del presidente dell’Unione Montana Giampiero Feliciotti, della Sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Silvia Luconi, del consigliere regionale Pierpaolo Borroni e del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.
Presenti - tra gli altri - il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli e Roberto Bedini, amministratore delegato di NextLab, il partner privato che ha collaborato al progetto di Next Appennino. Il cuore dell’evento è stato l’orgoglio di una comunitàche ha visto un luogo identitario passare da proprietà privata a bene comune.
L’intervento del primo cittadino non ha nascosto l’emozione nel descrivere una operazione che va ben oltre la firma di un contratto. "Quello di oggi è un altro tassello importante che entra a far parte della complessa opera di ristrutturazione e rilancio del nostro Comune - ha detto - e, in particolare, del nostro centro storico".
"Una parte dell’edificio sarà destinata alla nascita di una scuola di fotografia, un unicum a livello nazionale finanziata con i fondi della Misura B2.2 - ha aggiunto Vita -. Verranno ristrutturati i giardini e la camminata intorno al monastero, che sarà lasciata aperta, regalando un nuovo percorso al centro storico. Altri spazi saranno rivolti alle associazioni, all’accoglienza e a tutti coloro che credono nelle potenzialità del nostro borgo".
"Belforte del Chienti ha vissuto negli anni un fisiologico calo di popolazione e di servizi: proprio per questo serve una politica che guardi avanti, che investa su cultura e sviluppo, rendendo il borgo sempre più appetibile e capace di sostenere anche l’offerta ricettiva, ristorativa e commerciale - ha precisato il primo cittadino -. Questa è la direzione che abbiamo scelto: costruire un paese che torni a essere centro di vita sociale, culturale ed economica"
"E questo è solo l’inizio. Nei prossimi mesi vedremo prendere il via altri lavori importanti per il capoluogo, grazie al contributo della Struttura Commissariale: la demolizione e ricostruzione dell’ex scuola media, il rifacimento di Via Scalette, delle mura cittadine, della porta di ingresso e del Cimitero comunale. Opere il cui costo supera i 5 milioni di euro messi a disposizione dall’Usr e che saranno funzionali alla rinascita del nostro centro storico. Da oggi - la conclusione di Vita - cambia chi abita queste mura, ma la vocazione resta la stessa: custodire ciò che a Belforte conta davvero, le sue persone".
Sotto il profilo tecnico, l’acquisizione da 770mila euro ha visto il Comune mettere in campo 100mila euro di fondi propri. Sono stati poi intercettati 250mila euro dal Pnc-Sisma del Pnrr e il resto della somma arriva da un mutuo agevolato tramite l’Istituto di Credito sportivo e culturale.
Una volta che l’immobile è stato acquisito dall’ente, è partita la sinergia che ha visto lavorare pancia a terra l'Ufficio Tecnico, i volontari, la Protezione civile, il Circolo Uno Nessuno Centomila, che con braccia e cuore hanno sgomberato e reso splendente la struttura per questa giornata sotto il coordinamento e l’impegno dei consiglieri Elio Carfagna e Luca Pierluigi.
Nonostante lo stabile goda di ottima salute grazie ai lavori post-sisma del 1997, il Comune non si ferma qui e già dalle prossime settimane partiranno interventi per 200mila euro che daranno il via alla trasformazione vera e propria. Il plauso al primo cittadino e all’amministrazione comunale è arrivato da parte di Feliciotti, Borroni e Luconi che hanno evidenziato la lungimiranza e la visione dell’operazione portata avanti negli ultimi anni.
"L’acquisto dell’ex monastero e la creazione di una scuola di fotografia - ha evidenziato Castelli - rientrano nei fondi di Next Appennino, creati ad hoc dalla Struttura commissariale per guidare una rinascita del cratere e dell’entroterra che non sia solo strutturale, ma anche sociale ed economica. La misura permette infatti ai tanti edifici pubblici ricostruiti di non restare scatole vuote ma di avere il supporto di partner privati che ne permettano il sostentamento e il funzionamento. Complimenti al Comune per la sinergia instaurata con gli enti, capace di portare a termine questa operazione".
Dopo mesi di accesi dibattiti e contestazioni riguardanti lo sviluppo edilizio della città, l’assessore all’Urbanistica Roberta Belletti interviene con una nota ufficiale per fare il punto della situazione, alla luce delle recenti decisioni del tribunale amministrativo regionale. Al centro della questione, i cantieri di Villa Paolini e Villa Cingolani, per i quali il Tar Marche ha disposto il rigetto delle istanze cautelari.
La decisione dei magistrati ha determinato il venir meno delle sospensioni, consentendo di fatto la ripresa dei lavori. Un passaggio che l'assessore definisce fondamentale per ristabilire la realtà dei fatti rispetto alle polemiche: «Oggi a riportare equilibrio intervengono gli atti», esordisce la Belletti, sottolineando come la decisione giunga all’esito di un’articolata istruttoria tecnica.
«È un passaggio rilevante – spiega l'assessore – perché conferma ciò che questa amministrazione ha sempre sostenuto: l’iter amministrativo seguito è corretto e i titoli edilizi rilasciati dal Comune risultano validi, legittimi ed efficaci. Le disposizioni del Piano Casa, nei casi esaminati, risultano applicate in modo corretto, nel rispetto della normativa vigente».
«L’urbanistica è una materia che richiede competenza, equilibrio e senso delle istituzioni – incalza Roberta Belletti –. Non può essere ridotta a slogan o a letture semplificate, soprattutto quando si affrontano strumenti complessi come il Piano Casa, che incidono su diritti, investimenti e trasformazioni del territorio».
Nonostante la partita legale non sia ancora conclusa definitivamente, l'esponente della giunta Ciarapica rivendica la solidità delle procedure seguite fino ad oggi: «Il giudizio di merito farà il suo corso, come è giusto che sia. Ma nel frattempo i provvedimenti adottati dimostrano che l’operato dell'amministrazione trova, ad oggi, un solido riscontro anche sul piano giuridico. Continuerò a operare con questo metodo, nel rispetto delle regole, lasciando che siano i fatti - e non le ricostruzioni - a definire la qualità del lavoro svolto».
Tutto esaurito al Multiplex di Piediripa per l’anteprima maceratese dell’art film “La paura dei numeri” di Mauro John Capece, prodotto dall’Associazione Culturale Picus e già premiato in diversi festival internazionali, tra cui l’American Golden Film Festival e l’Amsterdam Film Festival.
L’evento, condotto dal giornalista e attore David Romano – presente anche nel cast del film – ha accompagnato il pubblico dentro un incontro che è andato ben oltre la semplice proiezione, trasformandosi in un momento di confronto su cinema, territorio e soprattutto sul tema centrale dell’opera: lo spettro autistico. Il cortometraggio affronta infatti la condizione dello spettro autistico attraverso la storia di Anna e Maria, due bambine legate da un incontro che supera il tempo e le apparenze. Un racconto che sceglie una chiave simbolica e delicata, evitando ogni approccio didascalico per restituire invece una dimensione emotiva e relazionale della neurodivergenza, intesa come parte della complessità umana e non come limite.
Il progetto nasce dal racconto “Il fantasma della fontana”, pubblicato nell’antologia “Marche d’Autore – I Misteri”, e porta in modo decisivo la firma narrativa di Elisabetta Garbati, che ha raccontato così l’origine della storia: «Tutto nasce da un incontro e da una storia che mi appartiene, un ricordo d’infanzia a Sefro, una fontana, figure misteriose e una leggenda che nel tempo ho sentito il bisogno di raccontare e fissare sulla carta». Un’immagine che restituisce bene la genesi profondamente personale del racconto, nato da un legame con la memoria e con il territorio dell’Alto Maceratese.
Proprio da quella narrazione si è sviluppato il lavoro di adattamento firmato da David Miliozzi, Jonatan Arpetti e Valerio Tatarella, che hanno trasformato il racconto in sceneggiatura, mantenendo intatto il nucleo emotivo originale e costruendo un’opera corale che ha poi trovato la sua forma cinematografica grazie alla regia di Mauro John Capece.
Nel corso dell’incontro, la dottoressa Garbati ha sottolineato anche la dimensione umana e professionale che ha influenzato il suo contributo al progetto, legata alla sua esperienza medica e al contatto quotidiano con le fragilità delle famiglie. «Dover comunicare una diagnosi è la parte più difficile del mio lavoro», ha spiegato, evidenziando come il film nasca anche da una sensibilità maturata nel rapporto diretto con le persone e con le loro storie.
Il vicesindaco di Treia Davide Buschittari ha invece posto l’attenzione sul valore delle location utilizzate, come Villa Luzi, sottolineando il ruolo delle Marche come set cinematografico sempre più attrattivo grazie anche al lavoro delle film commission e alla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico del territorio.
Il regista Mauro John Capece ha raccontato la genesi del film come un percorso corale e fortemente radicato nel lavoro di squadra, spiegando come l’obiettivo non fosse quello di “consolare” lo spettatore, ma di lasciare un segno: un’opera capace di restare, di interrogare e di stimolare una riflessione sulla diversità e sul modo in cui viene percepita.
Dopo la proiezione, il confronto si è arricchito con gli interventi del cast e dei protagonisti tecnici e artistici del progetto. Corinna Coroneo ha evidenziato la sensibilità con cui il film affronta la disabilità, sottolineando il cambiamento storico e culturale nel modo di percepire queste condizioni. Francesco Pugnaloni, al suo debutto cinematografico, ha raccontato l’impatto del set e la differenza tra teatro e cinema, definendo l’esperienza formativa e intensa.
Maurizio Boldrini ha parlato di un lavoro “poetico e malinconico”, mentre Andrea Pierdicca ha descritto la costruzione del suo personaggio e la complessità emotiva delle scene più forti. David Miliozzi, che ha affiancato la scrittura della sceneggiatura, ha invece posto l’accento sul lavoro di sottrazione necessario nella scrittura cinematografica e sul tema centrale del film, sintetizzato nella frase chiave: «noi non siamo diversi, sono gli altri che sono tutti uguali», a indicare una riflessione profonda sull’unicità di ciascun individuo.
Un contributo importante è arrivato anche da Jonatan Arpetti e Valerio Tatarella, che hanno raccontato il percorso produttivo dell’opera e la costruzione del progetto fin dalle sue origini, evidenziando il lavoro collettivo che ha permesso di dare forma al film.
A chiudere l’incontro è stata la testimonianza di Fabrizio Principi e Vito Catano, dell’associazione I Blu Infinito – Onfalos, che hanno riportato il tema del film nella dimensione concreta delle famiglie e della quotidianità legata all’autismo. Un intervento intenso, che ha sottolineato come la diagnosi non sia un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso complesso, che richiede rete, sostegno e condivisione.
Il sold out di Piediripa ha così confermato non solo il successo dell’opera, ma anche la forza di un progetto nato dal territorio e capace di trasformare una storia locale in una riflessione universale sulla fragilità, sulla diversità e sul modo in cui si costruiscono le relazioni umane.