C’è un’eccellenza e una profonda passione marchigiana al centro del prossimo Campionato Mondiale della classe 12 Metri Stazza Internazionale, che si terrà a Imperia dal 28 agosto al 1° settembre, contestualmente alla storica kermesse delle Vele d’Epoca di Imperia, giunta al suo prestigioso 40° anniversario e organizzata dal Comune di Imperia e Assonautica Imperia, in collaborazione con gli Yacht Club di Imperia e Sanremo.
Tra i concorrenti più attesi c’è “Kookaburra III” del maceratese Maurizio Vecchiola, Presidente Esecutivo di Finproject, lo storico Gruppo che ha ideato e prodotto su scala globale l’innovativa resina impiegata nei celebri sandali Crocs. Da sempre appassionato di vela d’epoca e di imbarcazioni che hanno segnato la storia dello sport, Maurizio Vecchiola scenderà in acqua al timone di uno scafo leggendario, che fu protagonista delle regate di Fremantle, West Australia, nel 1987.
Progettata da Iain Murray e John Swarbrick, costruita a Perth da Parry Boat Builders, con la sua livrea storica color oro metallizzato, Kookaburra III è un’icona assoluta della classe “Twelve”, ossia gli scafi con cui si è corsa la Coppa America dal 1958 al 1987. Terzo scafo della flotta del sindacato Taskforce Defence 87 organizzato dal tycoon Kevin Parry, rivale di Alan Bond di Australia IV e già patron di Australia II, la barca fu costruita per difendere il celeberrimo trofeo nell’indimenticabile edizione australiana.
Nel febbraio dell’87, il “Kooka” disputò la storica finale contro lo sfidante statunitense “Stars & Stripes” di Dennis Conner, cedendo per 4-0 al “Commodoro”, che riportò negli USA la celebre “Brocca”.
A meno di un anno dall’America’s Cup di Napoli, Imperia anticipa l’atmosfera magica della regata più nota al mondo. Ad accendere l’entusiasmo dei tifosi sarà il duello con “Kookaburra II”, imbarcazione quasi identica, in origine appartenente allo stesso sindacato, oggi di Patrizio Bertelli, patron di Luna Rossa e del brand Prada.
Oltre a Maurizio Vecchiola, da segnalare a bordo di Kookaburra III la presenza del tattico Tommaso Chieffi, già nel pozzetto del Moro di Venezia a San Diego 1992 e campione del mondo in carica in questa classe velica, e diversi velisti marchigiani: Andrea Merani (team manager), Giacomo Maria Santinelli, Claudio Vallesi.
Completano la crew list Luca Chiarello, Alberto Gallina, Alvise Faraon, Vittorio Landolfi, Michele Malandra, Aldo Migliaccio, Salvatore Pavone, Matteo Puggina.
Quinta edizione di “Pianoforte al Tramonto”, l’appuntamento dedicato ai giovani talenti del territorio che quest’anno si arricchisce anche di una collaborazione internazionale.
L’evento è in programma domenica 16 agosto, dalle ore 19, nei giardini del Pincio di Potenza Picena, con ingresso libero. Protagonisti saranno sette pianisti, chiamati ad accompagnare il pubblico fino al tramonto con un repertorio dedicato ad alcuni dei grandi compositori della storia della musica, da Claude Debussy a Franz Liszt, Fryderyk Chopin e Johann Sebastian Bach.
L’edizione 2026 introduce inoltre una dimensione internazionale grazie alla presenza di un giovane virtuoso polacco, ospite nell’ambito di un progetto di scambio culturale e musicale tra Italia e Polonia.
La serata unirà musica e arti visive anche grazie alle opere dell’artista Roberto Carlocchia, che ha realizzato una serie speciale di 25 pezzi numerati dedicati al tema dell’evento.
Prima del concerto, dalle 17, spazio invece ad “AperiPiano” e “AperiForte”, la formula conviviale proposta nei locali adiacenti ai giardini per accompagnare il pubblico verso l’appuntamento musicale. Un’occasione che punta così a mettere insieme giovani interpreti, musica classica, arte e paesaggio, nella cornice dei giardini del Pincio.
Il Rotary Club Macerata, in collaborazione con il Rotaract Club Macerata, ha promosso nei giorni scorsi un pomeriggio di incontro e condivisione presso la struttura di Villa Cozza, dedicato agli ospiti del centro.
Ad accompagnare l’iniziativa sono stati la musica di Giorgio Marcolini e della sua Band, momenti di gioco, gelati e tanta voglia di stare insieme, con l’obiettivo semplice ma prezioso di regalare alcune ore di serenità e festa agli anziani ospiti della struttura.
È stato un momento intenso, sereno e autentico, che ha ricordato a tutti quanto siano semplici e allo stesso tempo importanti la solidarietà, la compagnia e l’ascolto. Un pomeriggio vissuto con leggerezza, fatto di sorrisi, musica e relazioni sincere.
Non solamente un pomeriggio dedicato agli ospiti di Villa Cozza, ma la possibilità di uscirne tutti quanti più arricchiti di prima, nel segno dell'altruismo.
"Le persone anziane custodiscono un patrimonio di storie, esperienze, memoria e umanità che rappresenta una vera ricchezza per la comunità.Incontrarle, ascoltarle e condividere con loro momenti di gioia è stato un dono reciproco".
Il Rotary Club Macerata e il Rotaract Club Macerata desiderano esprimere un sentito ringraziamento a Letizia Colucini, responsabile della struttura, e a Laura Panichelli, responsabile del settore educativo, per la disponibilità, l’accoglienza e la collaborazione che hanno reso possibile questa bella iniziativa.
Per il Rotary, servire significa anche questo: creare occasioni di vicinanza, valorizzare le relazioni umane e ricordare che, spesso, il gesto più bello è semplicemente regalare un sorriso.
Migliaia di persone hanno affollato lunedì 10 agosto le strade di Castelraimondo per la nuova edizione di “Polvere di Stelle”, la manifestazione organizzata dalle attività cittadine insieme al Comune. Una serata dedicata alla musica, agli spettacoli e all'intrattenimento che ha portato nel centro cittadino famiglie, giovani e turisti.
Per l'occasione Corso Italia e Viale Europa si sono trasformati in un grande palcoscenico all'aperto, con musica dal vivo, acrobazie, giocoleria, parate, danza, magia e spettacoli di strada. Non è mancata anche l'offerta gastronomica delle attività locali, con diverse proposte di street food.
Tra i momenti più partecipati della serata, quello in piazza con il format Love Hit, presentato da Multiradio, e la musica di Giusi Minozzi, che hanno coinvolto migliaia di persone in un grande momento collettivo.
Spazio anche alle esibizioni di Joy Dance, con il nuovo format a tema country che ha portato per le vie della manifestazione un trattore accompagnato da ballerini e ballerine. Per i più piccoli sono state organizzate attività, laboratori, un'area dedicata e gonfiabili.
L'amministrazione comunale ha espresso soddisfazione per il risultato della manifestazione, sottolineando in particolare il contributo delle attività commerciali e delle realtà cittadine. Un'organizzazione coordinata da Simone Mosciatti, insieme a Lucia Bottacchiari, con la direzione artistica di Silvia Zampetti.
«Praticamente tutte le realtà commerciali hanno scelto di contribuire, ciascuna facendo la propria parte e dimostrando concretamente quanto sia forte il senso di appartenenza alla città», ha commentato il sindaco Patrizio Leonelli, evidenziando il carattere collettivo della manifestazione.
Il primo cittadino ha quindi ringraziato commercianti e attività che hanno partecipato o sostenuto l'iniziativa, insieme al personale della Polizia Municipale e agli operai comunali impegnati nelle attività organizzative e nella gestione della serata.
Soddisfazione anche da parte del consigliere regionale Renzo Marinelli, secondo cui “Polvere di Stelle” è «molto più di un evento», ma una festa costruita dalla città e capace di coinvolgere attività commerciali, associazioni, artisti, professionisti, dipendenti comunali e cittadini.
A chiudere l'edizione 2026, dunque, è un bilancio positivo per gli organizzatori, con il centro di Castelraimondo affollato per tutta la serata.
Tempo di bilanci per la 62esima edizione del Macerata Opera Festival. I numeri lusinghieri registrati al botteghino non sono l’unico dato positivo da rilevare per la stagione che si è appena chiusa allo Sferisterio contribuendo alla promozione della Città a livello nazionale ed internazionale. A questi si aggiunge infatti il pieno di presenze ottenuto dagli appuntamenti di “InOpera” e “Trovatore Audiotour”, iniziative di punta del cartellone ExtraMof, pensate e realizzate dal Comune di Macerata – Assessorato alle Politiche Sociali in collaborazione con l’associazione Arena Sferisterio, per portare l’Opera ad incontrare la città.
Dieci eventi, di cui sette audiotour dedicati al capolavoro verdiano e tre appuntamenti di “In Opera live”, concerti ispirati alle opere in cartellone che si sono svolti nella cornice di Piazza Limadou, per un totale di circa 600 partecipanti.
«Iniziative pensate per avvicinare la lirica anche a quelle persone che, per condizioni economiche, sociali, ambientali o per la presenza di una disabilità, possono incontrare maggiori difficoltà nell’accesso alle opportunità culturali – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Pari Opportunità e Welfare Culturale Francesca D’Alessandro - Il progetto ha portato l’opera fuori dai luoghi tradizionali della rappresentazione, creando occasioni di incontro e partecipazione rivolte all’intera comunità».
Durante i concerti in piazza Limadou le arie erano accompagnate da una spiegazione filologica dei testi, dei personaggi, delle vicende narrate e della storia dei compositori in una vera e propria esperienza di conoscenza e avvicinamento all’opera lirica coadiuvato dall’interprete Lis e da una performance artistica a beneficio delle persone non udenti. A questi si sono aggiunti tre appuntamenti nella casa di riposo Villa Cozza.
«L’obiettivo – continua D’Alessandro – era portare la musica e la cultura anche all’interno di un luogo di vita quotidiana per molti cittadini, abbattendo una barriera di tipo fisico e rendendo possibile la partecipazione anche a chi non avrebbe potuto recarsi allo Sferisterio».
Significativo inoltre il percorso dedicato ai giovani, con la realizzazione di tre tirocini di inclusione sociale rivolti alle giovani maschere impegnate durante la stagione lirica.
«Un’esperienza che ha permesso di declinare concretamente il principio dell’inclusione sul piano lavorativo e formativo – specifica l’assessore d’Alessandro - trasformando lo Sferisterio in un luogo di opportunità, crescita e partecipazione. La cultura è davvero patrimonio di una comunità quando riesce a raggiungere anche chi rischia di rimanerne escluso. Come Amministrazione abbiamo voluto affiancare alla straordinaria dimensione nazionale e internazionale della nostra stagione lirica una precisa responsabilità nei confronti della nostra città. Non volevamo semplicemente portare l’opera fuori dallo Sferisterio, ma costruire occasioni concrete perché più persone potessero sentirsi parte di questa esperienza. È questa, la vera sfida: fare della cultura uno strumento di partecipazione, di inclusione e di pari opportunità, perché la crescita del territorio sia una crescita realmente condivisa, di tutti e di ciascuno».
Torna a San Ginesio il Festival Sudamericana, giunto alla quattordicesima edizione. L'appuntamento è per domenica 23 agosto alle ore 18, al Complesso Monumentale dei Santi Tommaso e Barnaba, dove sarà protagonista lo scrittore Adrián N. Bravi, già selezionato nella dozzina del Premio Strega con il libro Adelaida.
La manifestazione, organizzata dall'Associazione Culturale “San Ginesio” e dal Centro di Lettura “Arturo Piatti” di San Ginesio, propone anche quest'anno un incontro tra il territorio e il mondo culturale latinoamericano.
Letteratura, poesia, musica, danza, cinema e arti visive sono al centro di un percorso che punta a valorizzare arte, cultura e talento, con particolare attenzione alla tradizione sudamericana e alla cultura del tango. Tra gli obiettivi del Festival anche la creazione di occasioni di confronto e di scambio culturale con artisti e realtà internazionali.
L'edizione 2026 è patrocinata dal Comune di San Ginesio e dalla Fondazione Marche Cultura, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e il sostegno di Rhütten, Servizi Stradali Marinelli Srl e Segno Verde S.p.A. (Brand Tecniconsul).
La manifestazione proseguirà inoltre online e sui social, con contenuti e appuntamenti dedicati a protagonisti del panorama culturale della poesia, della letteratura, della musica, della danza, del cinema e dell'arte.
L'appuntamento con Adrián N. Bravi sarà quindi il momento centrale della quattordicesima edizione, in un percorso che continua a portare a San Ginesio un dialogo tra cultura locale e mondo sudamericano.
Il “Maledetti Innamorati Summer Tour 2026” di Enrico Nigiotti farà tappa all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati il 14 agosto alle 21:00. Concerto organizzato da Best Eventi in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Il tour estivo, organizzato da A1 Concerti, accompagna il pubblico in un viaggio attraverso le tappe più significative della carriera del cantautore. In scaletta non mancano i nuovi brani contenuti nel disco “Maledetti innamorati”, uscito il 13 marzo (Columbia Records / Sony Music Italy) in digitale e nei formati CD e vinile. Il nuovo disco raccoglie undici canzoni e prende forma a partire da brani scritti nell’arco degli ultimi due anni, un tempo lungo e denso in cui la vita di Nigiotti ha attraversato una profonda trasformazione.
È un tempo che arriva dopo la nascita dei suoi due figli, un passaggio capace di rimettere tutto in prospettiva, di riscrivere le priorità e di restituire valore alle cose essenziali. Le canzoni attraversano l’amore in tutte le sue forme: quello che salva, quello che ferisce, quello che cambia, diventando il diario emotivo di un uomo e di un artista che ha scelto di rallentare, osservare e ascoltare.
Con una carriera segnata da successi e collaborazioni importanti – tra cui Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, Olly , Alfa – Enrico Nigiotti si conferma una delle voci più autentiche e sensibili del panorama musicale italiano. Fin dagli esordi, il palco è stato il suo spazio naturale, dove talento e carisma si fondono in performance dal forte impatto emotivo.
Con questo nuovo tour Nigiotti sta attraversando l’Italia toccando luoghi suggestivi e scenari di grande fascino, contesti capaci di esaltare l’anima autentica della sua musica. I suoi concerti, da sempre contraddistinti da sincerità e intensità, mettono al centro la musica come protagonista assoluta di un’esperienza live coinvolgente e profonda, in grado di creare ogni sera un legame diretto e speciale con il pubblico e di rendere ogni appuntamento davvero irripetibile.
Musica, motori, ballo e atmosfera vintage saranno protagonisti di “Rock a Beach – Ferragosto Edition”, l’iniziativa promossa dal Comune di Potenza Picena e dall’associazione Vivi Picena, in programma sabato 15 agosto, a partire dalle ore 18:00, sul lungomare Marinai d’Italia di Porto Potenza Picena.
Una serata dedicata agli amanti del rock’n’roll e dello stile americano, pensata per vivere il Ferragosto all’insegna dell’intrattenimento. Il programma prevede musica live, esibizioni di ballo, auto e moto d’epoca, oltre a punti selfie e figuranti in costume a tema.
Sul palco di Piazza Stazione si esibiranno Le Miss Fever, mentre in Piazza Douhet sarà la volta di The Varnellis e del dj Maurizio Dubbini. A completare la proposta, una performance itinerante della scuola di ballo Swing Boulevard, con il suo coinvolgente spettacolo dedicato allo swing. Per i più piccoli intrattenimento a cura dell'ASD Ritmosfera.
Non mancherà inoltre un’area food con specialità e proposte per tutti i gusti, incluso uno stand gluten free. L’esposizione di moto americane e auto d’epoca si completerà alle 19:00 con il Motoraduno organizzato da Black Devils Civitanova Marche.
Un confronto fuori dagli schemi, tra provocazioni, attualità, politica, esoterismo e complottismo. Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore de La Zanzara, è stato protagonista martedì sera al Madeira Beach di Civitanova, nell'ambito degli appuntamenti organizzati da Filosofarte, in una serata dal titolo “Satanismo, cabala e poteri occulti” che lo ha visto dialogare con Gianmarco Landi. A presentare e introdurre l'incontro è stato Gianluca Crocetti.
Una serata che ha richiamato oltre 400 persone, come spiegato dallo stesso Crocetti, e che ha mantenuto le promesse della vigilia, alternando momenti più leggeri e ironici a riflessioni su temi particolarmente divisivi.
«A Landi chiederò cosa significa essere complottista oggi, perché passa per pazzo, perché passa per uno che ha delle idee bislacche», aveva anticipato Cruciani prima dell'incontro. Il giornalista ha spiegato di voler affrontare anche le idee di Landi sui grandi poteri e sui meccanismi che governerebbero il mondo, mantenendo però una posizione critica rispetto alle sue tesi.
Landi, da parte sua, ha definito il rapporto con Cruciani come una comune matrice di politicamente scorretto. «Lui rappresenta il politicamente scorretto nel politicamente corretto, io invece mi sento un politicamente scorretto tout court», ha spiegato, aggiungendo di auspicare che Cruciani possa spingersi ancora più verso una posizione antisistema.
Il tema dell'esoterismo ha occupato una parte importante della serata. Landi ha spiegato la propria concezione, distinguendola dalla percezione comune che spesso lo associa esclusivamente alla massoneria o a un'accezione negativa. «Il mio concetto di esoterismo è riuscire a comprendere i misteri che ci circondano interrogandosi sull'invisibile e trovando i significati, le chiavi di comprensione che non si ritrovano in una logica pura», ha detto. Secondo Landi, segni, simboli e coincidenze possono diventare strumenti attraverso i quali cercare chiavi di lettura della realtà.
Una visione che è stata messa a confronto con il concetto di spiritualità, considerato più frequentemente in senso positivo e collegato, nella percezione comune, alla religione e alla ricerca di una dimensione superiore.
Il dibattito si è poi spostato su alcuni temi di stretta attualità. Tra gli argomenti affrontati anche il caso di Mario Roggero, utilizzato come esempio per discutere della legittima difesa e dei limiti della legge. Nel confronto è emersa la posizione secondo cui la normativa sulla legittima difesa dovrebbe essere modificata, anche alla luce delle conseguenze giudiziarie e delle richieste di risarcimento collegate al caso.
Landi ha quindi ricondotto la vicenda all'interno di una propria lettura complottista, sostenendo che dietro situazioni come quella di Roggero possano svilupparsi dinamiche funzionali ad alimentare lo scontro politico. Un ragionamento esteso anche al caso che riguarda Sigfrido Ranucci, rispetto al quale Landi ha parlato di una dinamica complottista e di una costruzione del personaggio come vittima, inserendola nel più ampio confronto tra destra e sinistra.
Uno dei momenti più accesi della serata è arrivato quando il confronto si è spostato sul rapporto tra Italia e Russia. Cruciani ha sostenuto che si viva meglio in Italia, mentre Landi ha espresso una posizione opposta, sostenendo che la vita sarebbe migliore in Russia. La discussione ha coinvolto anche il pubblico: dalla platea si è alzata una voce in disaccordo con Cruciani, quella di un uomo che ha spiegato di avere una moglie russa.
Un episodio che ha contribuito a rendere ancora più vivace un appuntamento costruito proprio sulla contrapposizione di opinioni e sulla volontà di mettere a confronto punti di vista differenti.
A spiegare lo spirito dell'iniziativa è stato Gianluca Crocetti, consigliere comunale e tra gli organizzatori, che ha sottolineato come la missione di Filosofarte sia quella di creare connessioni e proporre occasioni di confronto andando oltre quello che viene definito il “pensiero unico”. «La mission di Filosofarte è andare sempre al di fuori dal pensiero unico, cercare di andare in profondità della critica di questo pensiero unico», ha spiegato Crocetti. «Questa sera sarà anche un po' goliardica, ma parleremo di argomenti molto importanti, tra occulto, esoterismo e spiritualità».
Anche Mauro Alberti, direttore del Madeira, ha ricordato come Cruciani fosse già stato protagonista della struttura due anni fa, insieme ad altri personaggi considerati alternativi. «È stata forse la serata più bella che abbiamo fatto extra musica o balli brasiliani, che è il nostro format», ha raccontato. «Abbiamo voluto ripartire da lui perché è stata una delle serate più belle che abbiamo fatto».
Il Madeira guarda inoltre già alla stagione invernale con l'obiettivo di restare aperto tutto l'anno, proseguendo anche la collaborazione con Filosofarte e con gli altri organizzatori. Un progetto che, secondo Alberti, consentirà di sviluppare nuovi appuntamenti anche al di fuori della stagione estiva.
Alla serata era presente anche il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, che ha definito Cruciani un amico della città e ha sottolineato il valore di appuntamenti capaci di proporre punti di vista differenti. «Giuseppe Cruciani ci ha abituato a riflettere profondamente sulle questioni, avendo anche un pensiero diverso, un pensiero critico», ha dichiarato Ciarapica. «Le sue serate sono molto interessanti perché ci dà sempre una chiave di lettura diversa che ci invita a riflettere sui temi di grande attualità».
L'appuntamento con Cruciani apre così una nuova serie di eventi che accompagneranno l'estate civitanovese. Tra i prossimi appuntamenti ricordati dal sindaco ci sono i festeggiamenti di San Marone, lo spettacolo pirotecnico di Ferragosto, l'Alba Musicale del 14 agosto, Miss Italia, Onda d'Arte a fine agosto e la successiva ripresa della stagione teatrale.
E per Cruciani gli appuntamenti marchigiani non finiscono qui: mercoledì 12 agosto il giornalista sarà infatti al White Beach Club di Numana, per un incontro completamente diverso, dedicato al suo libro “Libertà”.
Un'occasione per entrare nel cantiere archeologico e conoscere da vicino le ultime attività di ricerca sull'antica Potentia. È in programma giovedì 20 agosto alle 18 l'iniziativa “Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità”, organizzata nell'ambito del progetto “Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale”.
Durante la visita sarà possibile osservare direttamente gli scavi condotti negli ultimi mesi in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area archeologica dal lato nord, intervento pensato per migliorare l'accessibilità e la fruizione del sito.
Gli archeologi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e di ArcheoLAB, società incaricata delle indagini, illustreranno le metodologie utilizzate e i risultati delle ricerche preventive, raccontando anche i nuovi rinvenimenti e le evidenze emerse durante gli scavi.
La ripresa delle indagini direttamente sul sito rappresenta un nuovo momento di approfondimento sulla storia dell'antica città romana e si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione. Il progetto, promosso dalla Soprintendenza e inserito nel Piano Olivetti per la Cultura, punta infatti a rendere Potentia un luogo più accessibile e partecipato, rafforzando il rapporto tra l'area archeologica e il territorio circostante.
L'iniziativa è realizzata anche con la collaborazione del Comune di Porto Recanati e rappresenta il primo di una serie di appuntamenti pubblici pensati per avvicinare cittadini e visitatori al lavoro di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico.
La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione tramite il QR Code presente sulla locandina oppure attraverso il modulo di prenotazione. Per informazioni è possibile contattare il 335 8187340.
Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico a Civitanova Marche. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha protocollato una mozione che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale, chiedendo all'amministrazione di rafforzare le politiche di sicurezza urbana e di intervenire sui fenomeni legati alla cosiddetta “mala movida”.
La mozione riprende le richieste già avanzate dal gruppo durante una precedente conferenza stampa e punta, secondo FdI, a trasformare il tema della sicurezza in una serie di interventi concreti. I consiglieri, nel documento, ringraziano innanzitutto le Forze dell'ordine per il lavoro svolto sul territorio e per i controlli interforze effettuati soprattutto nei fine settimana, ma chiedono al Comune di intervenire nell'ambito delle proprie competenze.
Sei le direttrici indicate nella mozione. FdI propone il rafforzamento dei presidi di sicurezza nelle zone considerate più critiche, l'istituzione di un Osservatorio istituzionale sul disagio giovanile e la creazione di un Tavolo permanente per la sicurezza urbana.
Tra le richieste c'è poi la definizione di protocolli di collaborazione tra Comune, Forze dell'ordine, Polizia Locale, attività economiche e vigilanza privata, con l'obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni legati alla “mala movida”.
Particolare attenzione viene dedicata anche agli strumenti tecnologici. FdI chiede infatti il potenziamento della videosorveglianza, con l'obiettivo di arrivare progressivamente a dotare tutti i parchi comunali di telecamere, oltre al rafforzamento dei sistemi di lettura delle targhe e degli strumenti tecnologici a supporto delle attività investigative.
L'ultima richiesta riguarda invece la possibilità di intercettare finanziamenti regionali, statali ed europei destinati alla sicurezza, così da sostenere gli interventi e potenziare ulteriormente il servizio.
Secondo il gruppo consiliare, si tratta di misure che rientrano nelle competenze dell'amministrazione comunale e che dovrebbero affiancare il lavoro svolto dalle Forze dell'ordine. «Il problema – sostiene FdI – è che non può essere sempre e soltanto lo Stato a dover intervenire. Anche il Comune deve fare la propria parte».
Nel mirino del gruppo finisce quindi l'amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Ciarapica, accusata di non aver dato seguito alle richieste già avanzate sul tema. La mozione viene presentata da FdI come un passaggio attraverso il quale il primo cittadino sarà chiamato a esprimersi sulle proposte.
«La sicurezza non si governa con i comunicati stampa dopo le risse, né con gli annunci quando la situazione diventa politicamente imbarazzante», afferma il gruppo consiliare, chiedendo che prevenzione, coordinamento e presenza sul territorio diventino parte di una strategia strutturale.
La discussione della mozione in Consiglio comunale rappresenterà ora il prossimo passaggio. FdI chiede all'amministrazione di chiarire se intenda mettere in pratica le misure proposte e, più in generale, quale strategia intenda adottare sul fronte della sicurezza urbana e della “mala movida”.
È morto don Nazareno Quintabà, per tutti don Neno, sacerdote originario di Corridonia e per lunghi anni al servizio della comunità parrocchiale. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dal Vicario generale e ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio e affetto da parte di chi negli anni ha avuto modo di conoscerlo.
Da tempo don Neno era ospite della Casa del Clero presso il Seminario arcivescovile di Fermo, dove aveva continuato a essere vicino alla comunità sacerdotale. La sua salma, a partire dalla tarda mattinata di oggi, mercoledì 12 agosto, sarà visitabile presso il Seminario.
I funerali, secondo la volontà dei familiari, saranno celebrati giovedì 13 agosto alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Sant'Alessandro a Fermo.
A raccontare quanto fosse profondo il legame costruito da don Neno con le persone sono soprattutto i messaggi comparsi in queste ore sui social. Parole che restituiscono il ritratto di un sacerdote capace di entrare nella vita della comunità con semplicità, simpatia e umanità.
«Per tutti noi resterà sempre quel sacerdote incredibilmente alla mano, simpatico e accogliente che abbiamo tanto amato», scrive una persona che lo ha conosciuto. E ancora: «La tua immensa autenticità mi faceva sentire il bisogno di correre a Messa».
Sono solo alcune delle testimonianze che stanno accompagnando la notizia della sua morte. In molti ricordano infatti la sua capacità di stare accanto alle persone nei momenti più difficili, soprattutto durante il dolore di un lutto, ma anche di condividere con loro i momenti di gioia, grazie a quella simpatia che chi lo ha incontrato descrive come uno dei suoi tratti più riconoscibili.
Il ricordo che emerge è dunque quello di un sacerdote profondamente legato alla sua comunità, capace di farsi vicino alle persone senza formalità e di accompagnarle nelle diverse stagioni della vita. Una presenza che oggi, a Corridonia e tra quanti lo hanno conosciuto, lascia un vuoto e insieme molti ricordi.
La comunità dei sacerdoti del Seminario di Fermo e quella parrocchiale si sono strette nella preghiera, chiedendo che il Signore accolga don Neno e porti conforto a tutti coloro che ne piangono la scomparsa.
Un punto fermo della stagione estiva civitanovese e una tradizione ultradecennale capace di incantare un pubblico di ogni età: nella notte tra il 14 e il 15 agosto torna l’attesissimo spettacolo pirotecnico sul mare.
Allo scoccare della mezzanotte, il cielo sopra il litorale si accenderà di forme e sfumature multicolori lanciate direttamente dall’area portuale, riflettendosi sullo specchio d’acqua e regalando uno scenario di straordinaria suggestione. Un evento dal forte richiamo turistico e mediatico che ogni anno attira migliaia di spettatori da tutta la costa adriatica, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi dell’estate e tra i momenti clou per chi sceglie Civitanova come meta delle vacanze o decide di raggiungere la riviera anche solo per una serata speciale.
I festeggiamenti, tuttavia, non si esauriranno con il weekend di Ferragosto. Martedì 18 agosto, in occasione delle celebrazioni dedicate a San Marone, la programmazione raddoppia con un secondo spettacolo pirotecnico, anch’esso previsto a mezzanotte, al termine di due giornate di eventi nel cuore di Civitanova Alta.
Sul palco di piazza della Libertà, il 17 agosto si esibirà la Macapea Band con special guest Tony Esposito e un omaggio a Pino Daniele, mentre il 18 agosto sarà la volta di Filippo Graziani con lo spettacolo “80 Buon Compleanno Ivan”.
Per l’occasione, i fuochi verranno lanciati da un’area situata a sud del borgo, offrendo una visuale privilegiata da diversi punti panoramici del colle. Tra i luoghi consigliati per assistere allo spettacolo figurano i giardini del Pincio, la zona del Tirassegno e le vie panoramiche del centro storico, tra cui via Borgo Casette, via del Pincio, via della Repubblica e via del Sole.
Gli spettacoli pirotecnici sono curati dalla Pirotecnica Di Fabio Srl.
Sono centinaia gli alberi interessati dagli interventi, che coinvolgono anche spazi verdi e aree giochi frequentate quotidianamente da famiglie, bambini e anziani. Una situazione che, secondo il Pd, ha suscitato domande e preoccupazioni tra i residenti.
Il partito riconosce la necessità di intervenire di fronte alla diffusione del tarlo asiatico, sottolineando però come una vicenda di questa portata debba essere accompagnata da "attenzione, trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza".
Per il Pd, infatti, Collevario rappresenta uno dei quartieri più popolosi di Macerata e i suoi spazi verdi hanno un valore non soltanto ambientale, ma anche sociale. Da qui la richiesta di capire se siano state valutate modalità e tempistiche alternative per ridurre l'impatto degli abbattimenti sulla fruibilità delle aree verdi, soprattutto in un periodo caratterizzato da temperature particolarmente elevate.
Il Partito Democratico pone inoltre l'attenzione sulla tutela della biodiversità. In particolare, chiede di conoscere quali verifiche preventive siano state effettuate per accertare l'eventuale presenza di nidificazioni negli alberi interessati dagli interventi.
"Non intendiamo alimentare polemiche su un problema fitosanitario che deve essere affrontato con serietà", sottolinea il Pd, secondo cui però all'emergenza deve accompagnarsi una strategia di cura e ricostruzione.
Da qui la richiesta all'Amministrazione comunale di presentare "tempestivamente un cronoprogramma delle ripiantumazioni" e delle misure previste per accompagnare il quartiere nella fase di transizione. Il Pd richiama anche la necessità di garantire alle nuove piante un adeguato sistema di irrigazione, così da assicurare nel tempo la loro crescita.
La questione di Collevario, secondo il partito, dovrebbe inoltre diventare l'occasione per una riflessione più ampia sul verde urbano di Macerata. Il riferimento è anche ai recenti dati Istat sulla presenza di alberi nei capoluoghi italiani, dai quali Macerata risulta il capoluogo marchigiano con il valore più basso: 12,41 alberi ogni 100 abitanti.
Per il Pd serve quindi "un programma di monitoraggio, tutela e incremento del patrimonio arboreo" che guardi ai prossimi anni e consideri gli alberi come una vera infrastruttura pubblica, importante per la salute, la qualità urbana e la capacità della città di affrontare il cambiamento climatico.
La sfida, conclude il partito, "non è soltanto sostituire gli alberi che oggi vengono abbattuti", ma costruire una Macerata "più verde, più vivibile e più preparata ad affrontare le trasformazioni ambientali".
di Giovanni Paolo Carlino Giuliani
Un anno fa, ci lasciava Mario Graziosi, conosciuto a Colmurano come il "poeta contadino". Questa indiscutibile e triste verità però nasconde tra le sue pieghe un'altra realtà, e cioè che Mario è ancora qui, vicino a noi, talmente vicino che se solo volessimo le sue parole risuonerebbero distintamente nel nostro cuore.
Il ricordo è fondamentale per la nostra esistenza. Senza la memoria non esisterebbe l'esperienza e nessuno tra noi riuscirebbe a parlare neppure di sé stesso. Mario Graziosi scriveva della vita di campagna, degli usi e dei costumi di tempi passati, intimamente legati alla terra, all'aria, al fuoco, all'acqua...
Ci parlava dell'importanza della semplicità e di come la "moderna società" ci stava cambiando profondamente senza che ce ne rendessimo conto... e questo produceva in lui una lacerante malinconia.
Parlava di un passato amaro, faticoso, povero, fatto sì di grandi sacrifici, ma anche di profonda dignità. Un passato che, a ben guardare, non è peggiore del futuro che ci stiamo costruendo, fatto per lo più di fin troppo facili e vuote aspettative... imposte da altri.
Ecco perché in questo nostro ricordo di Mario, lasciamo che sia Mario a ricordare: "Sono nato nei primi minuti del 2 febbraio 1948, al numero sei di contrada San Valentino Campolargo di Loro Piceno. Sono cresciuto "a pangótto" (pane bollito), come si diceva in quel tempo. Sì, nella "sotto-alimentazione" consentita dai circa ottomila metri quadrati di terreno [poco più della superficie di un campo di calcio per professionisti] di proprietà di nonna Carolina da cui attingere il sostentamento per la nostra famiglia composta da cinque persone; unitamente ai proventi di qualche giornata che, qua e là, mio padre poteva guadagnarsi grazie al suo duro lavoro.
La nostra casa era più o meno simile alle altre della stessa zona: pavimento in mattoni, soffitto con travature in legno a vista, porte e finestre in legno... laddove per le porte, non esisteva il telaio, e questo consentiva l'agevole passaggio di insetti e di topi.
A proposito di topi… quella casa, era attaccata a un'altra abitazione che era stata la prima a restare inabitata nell'ormai desolata contrada. Il proprietario, che a volte veniva per lavorare, spesso ci dormiva. Una di quelle notti sentimmo provenire dalla casa del vicino dei forti e ripetuti rumori. Al mattino ci raccontò di avere ucciso, con pugni e bastonate, ben quattordici topi, che avevano aperto un passaggio nell'angolo di muro prossimo al letto...
Nella nostra casa gli interstizi delle porte lasciavano passare anche l'aria, che in inverno sembrava unirsi subdolamente alla drammatica scarsità di legna, e al fatto che i bambini, da dopo "la fasciatura" e fino alla cresima, circa sette/otto anni di età, vestivano con i pantaloni corti: a gambe nude...
Ho ancora il vivo ricordo del dolore che provocavano i geloni ai piedi unitamente ai lividi di calore che si formavano per cercare di stare con le gambe il più possibile vicino al fuoco. Fuoco acceso in un camino che spesso rigurgitava una grande quantità di fumo che bruciava la gola e arrossava a tal punto gli occhi da farli lacrimare...".
Cosa dire?
Non si può aggiungere altro se non che Mario, dietro un volto scolpito dall'esperienza e dal sole della sua amata campagna, nella sua apparente semplicità fatta anche di prolungati silenzi e da un comportamento particolarmente schivo, contrario al moderno e assai comune desiderio di essere al centro di qualsiasi tipo di situazione... spesso ci stupiva, specialmente quando ricordava e raccontava aneddoti: storie più o meno vere e più o meno fantasiose, tramandate dalle "voci dei paesi" e, non da ultima, anche dalla sua.
Questo è uno di quei racconti che ci aiuterà a sentirlo ancora qui, accanto a noi: "A Sarnano, molto tempo fa, viveva un bizzarro personaggio, famoso per la sua 'battuta facile'. I suoi numerosi racconti poi, oltre a suscitare ilarità, spesso lasciavano ampio spazio alla riflessione, il che non era poca cosa. Si chiamava Normato. Normato possedeva un piccolo cane che era libero di muoversi dove e come voleva. Un giorno, il macellaio del paese, pensò che fosse giunta l'ora di prendersi gioco di Normato e del suo cane, avrebbe così avuto anche lui la sua storiella da raccontare in giro. Con fare adirato il macellaio si avvicinò a Normato e gesticolando gli urlò: 'guarda che il tuo cane mi ha mangiato un chilo di carne!'. Normato, senza por tempo in mezzo e senza dire una sola parola, prese il cagnolino in braccio, mosse qualche passo, lo poggiò sulla bilancia della macelleria e finalmente parlò: 'Amico mio... vedi la bilancia? Segna poco meno di un chilo. Immaginiamo che questa sia la carne che ti manca... Ma ora, il mio cane dov'è?'"
Grazie Mario. Aiutaci sempre a... ricordare.
Un pomeriggio all’insegna della musica, dei giochi e della condivisione per regalare qualche ora di serenità agli anziani ospiti di Villa Cozza. È l’iniziativa promossa nei giorni scorsi dal Rotary Club Macerata, in collaborazione con il Rotaract Club Macerata, che ha trasformato la struttura in un luogo di incontro e festa.
Ad accompagnare il pomeriggio sono stati la musica di Giorgio Marcolini e della sua Band, alcuni momenti di gioco, i gelati e soprattutto la voglia di stare insieme. Un appuntamento semplice, ma capace di creare un clima di allegria e convivialità, fatto di sorrisi, musica e relazioni.
L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di riflessione sul valore della compagnia e dell’ascolto. "Pensavamo di dedicare il nostro tempo agli ospiti di Villa Cozza, ma in realtà ne siamo usciti tutti arricchiti", sottolineano dal Rotary Club Macerata e dal Rotaract Club Macerata.
Le persone anziane custodiscono un patrimonio di storie, esperienze, memoria e umanità, una ricchezza che appartiene all’intera comunità. Condividere con loro alcune ore di leggerezza e ascoltare i loro racconti si è così trasformato in un'esperienza di reciproco arricchimento.
Il Rotary Club Macerata e il Rotaract Club Macerata hanno quindi voluto ringraziare Letizia Colucini, responsabile della struttura, e Laura Panichelli, responsabile del settore educativo, per la disponibilità, l’accoglienza e la collaborazione che hanno permesso di realizzare l’iniziativa.
Un pomeriggio che ha confermato, attraverso un gesto concreto, il valore della solidarietà e delle relazioni umane. Per il Rotary, infatti, "servire significa anche questo": creare occasioni di vicinanza e ricordare che, spesso, il gesto più bello è semplicemente regalare un sorriso.
La manutenzione del verde pubblico e le nuove spese previste per lo staff del sindaco finiscono al centro della polemica politica a Macerata. A sollevare la questione è Michele Lattanzi, esponente de L’Altra Macerata e rappresentante della minoranza in Consiglio comunale, che si rivolge direttamente al sindaco Sandro Parcaroli chiedendo di rivedere le scelte dell’amministrazione.
Secondo Lattanzi, mentre la Giunta sarebbe chiamata a contenere la spesa corrente, anche alla luce dei richiami arrivati dal Collegio dei revisori, il Comune avrebbe previsto nuove figure da affiancare al primo cittadino. Il riferimento è alla delibera numero 311, che prevede l’ampliamento dell’ufficio di staff con un Capo di Gabinetto e un responsabile della comunicazione.
Una scelta che, secondo l'esponente de L’Altra Macerata, rappresenterebbe una spesa che potrebbe essere evitata e le cui risorse potrebbero invece essere destinate alla manutenzione della città. Nel mirino finiscono in particolare parchi, aree verdi e marciapiedi, che a suo giudizio verserebbero in condizioni sempre più critiche.
Tra gli esempi citati c'è il parco di Fontescodella, dove Lattanzi segnala la presenza di aghi di pino non raccolti, rami di alberi abbattuti lasciati da mesi, pozzetti di scarico ostruiti dal fogliame ed erba cresciuta lungo i marciapiedi senza adeguata manutenzione.
Da qui la richiesta rivolta al sindaco Parcaroli: ritirare la delibera e destinare le risorse previste per le nuove figure dello staff all'Ufficio Ambiente, con l'obiettivo di rafforzare gli interventi di manutenzione del verde pubblico.
Una visita ai territori segnati dal terremoto e ai Carabinieri che ogni giorno vi operano. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha fatto tappa oggi a Camerino, prima di proseguire per Arquata del Tronto e Amatrice.
Nel Maceratese, il Generale ha raggiunto la sede del Comando Compagnia dei Carabinieri di Camerino, dove ha incontrato una rappresentanza delle diverse componenti dell’Arma presenti sul territorio.
Al centro dell'incontro il rapporto tra Carabinieri e comunità. Luongo ha sottolineato l'importanza del legame con la popolazione e ha richiamato il concetto di “grande famiglia dell’Arma”, che riunisce tutti i militari indipendentemente dal grado.
Al termine dell'incontro, il Comandante Generale ha ringraziato i Carabinieri per il lavoro svolto quotidianamente e per l'impegno al servizio della collettività, prima di recarsi anche presso il vecchio stabile della caserma, dove ha verificato lo stato di avanzamento dei lavori di ristrutturazione.
La visita è poi proseguita ad Arquata del Tronto, dove Luongo ha incontrato i militari della Stazione Carabinieri e del Nucleo Carabinieri “Parco”. Qui ha evidenziato il ruolo dell’Arma come punto di raccordo tra disciplina militare ed esigenze della popolazione civile, sottolineando come la credibilità delle istituzioni passi anche dalla fiducia costruita con le comunità.
Ultima tappa della giornata Amatrice, dove il Generale ha visitato la Stazione Carabinieri e il Nucleo Carabinieri “Parco”. In un territorio profondamente segnato dal terremoto del 2016, Luongo ha ribadito l'importanza della presenza dell'Arma come punto di riferimento per i cittadini.
La visita ha avuto anche un risvolto logistico. Il Comandante Generale ha verificato le sistemazioni provvisorie dei militari che operano nel territorio e ha raggiunto il cantiere della nuova caserma, effettuando una ricognizione sullo stato di avanzamento dei lavori.
La giornata si è conclusa con un messaggio di vicinanza ai reparti periferici e alle comunità nelle quali operano, con particolare attenzione ai territori che ancora portano i segni del sisma e del lungo percorso di ricostruzione.
Quando arriva il grande caldo, in città anche l'ombra può diventare una questione di salute e vivibilità. Asfalto, cemento ed edifici assorbono il calore durante il giorno e lo restituiscono lentamente, mentre la presenza di alberi può contribuire a creare zone d'ombra e a raffrescare l'ambiente attraverso l'evapotraspirazione. È il fenomeno delle cosiddette isole di calore urbane, particolarmente evidente durante le ondate di temperature elevate.
E proprio mentre le estati diventano sempre più segnate da episodi di caldo intenso, i dati sulla presenza di alberi nei capoluoghi marchigiani raccontano una situazione molto diversa da città a città. E Macerata è quella con il dato più basso tra i capoluoghi marchigiani per i quali l'Istat ha raccolto il numero di alberi.
Nel capoluogo maceratese risultano infatti 12,41 alberi ogni 100 abitanti. Un dato che colloca Macerata al 69esimo posto nella graduatoria nazionale dei capoluoghi presenti nella rilevazione.
Davanti ci sono tutte le altre città marchigiane comprese nel dataset. Fermo è nettamente prima, con 39,06 alberi ogni 100 abitanti, e si trova all'11esimo posto nazionale. Segue Pesaro, con 28,09 alberi ogni 100 abitanti e 23esima posizione. Più distaccata Ascoli Piceno, con 12,86 alberi ogni 100 abitanti, appena sopra Macerata.
C'è però un'assenza importante nella fotografia regionale: Ancona non compare nella graduatoria, perché per il capoluogo regionale il dato sugli alberi non è disponibile. Il confronto tra le città marchigiane, quindi, riguarda soltanto Fermo, Pesaro, Ascoli Piceno e Macerata.
Il dato diventa particolarmente interessante se messo in relazione con quello che è successo sul fronte delle temperature. Macerata è stata infatti una delle città marchigiane maggiormente esposte alle ondate di calore di questa estate, arrivando in una delle giornate più calde a un livello di allerta massimo e a una temperatura apparente di 42 gradi. Il 17 luglio, secondo il bollettino della Protezione civile regionale riportato dalla Tgr Marche, erano previsti 39 gradi a Macerata, con una temperatura percepita di 42.
Ed è qui che si apre una domanda: può esserci una relazione tra la quantità di alberi presenti in una città e la sua esposizione al caldo?
Non si tratta di dire che i 12,41 alberi ogni 100 abitanti di Macerata siano la causa delle temperature elevate registrate quest'estate. Il clima di una città dipende da moltissimi fattori, dalla posizione geografica alla conformazione urbana, dai materiali utilizzati alla ventilazione. Ma la relazione tra vegetazione e temperatura urbana è un tema ormai centrale nella progettazione delle città.
Lo stesso Istat, nel suo rapporto sull'Ambiente urbano 2023, segnala infatti la crescita delle aree di forestazione urbana proprio in relazione alla necessità di mitigare l'isola di calore: nel 2023 queste aree sono aumentate del 6,7% rispetto all'anno precedente.
Gli alberi possono intervenire sul microclima in diversi modi. La chioma intercetta la radiazione solare e crea ombra, mentre attraverso l'evapotraspirazione le piante contribuiscono allo scambio di calore e quindi al raffrescamento dell'ambiente circostante. Il beneficio, naturalmente, dipende anche dalla posizione, dalle dimensioni delle alberature, dalla specie e dalla disponibilità di acqua.
Per questo 12,41 alberi ogni 100 abitanti non significa automaticamente che Macerata sia una città più calda di altre, così come 117,44 alberi ogni 100 abitanti non rendono automaticamente Modena una città fresca. Il dato Istat fotografa infatti una componente specifica del verde urbano e mette in rapporto gli alberi censiti con la popolazione residente.
Ma proprio il confronto tra i numeri e le temperature apre una riflessione. Macerata è ultima tra le città marchigiane presenti nella rilevazione per numero di alberi e, nello stesso tempo, quest'estate è stata ripetutamente interessata da condizioni di caldo intenso. Una coincidenza che non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma che pone una domanda concreta sulla capacità della città di mitigare il calore nei propri spazi urbani.
La distanza rispetto alle prime posizioni nazionali è del resto enorme. Modena guida la graduatoria con 117,44 alberi ogni 100 abitanti, seguita da Trieste con 113,66 e Cremona con 107,53. Mantova arriva a 94,2, Brescia a 86,85 e Cosenza a 70,64. In fondo alla classifica si trovano invece Napoli, con 4,38 alberi ogni 100 abitanti, e Siracusa, ultima con 2,49.
Il confronto, però, va letto con cautela. Il numero di alberi per abitante non coincide con la quantità complessiva di verde di una città e non dice dove siano collocate le alberature, quanto siano estese le loro chiome o quanto siano accessibili ai cittadini. È un indicatore utile per confrontare la dotazione arborea, ma non esaurisce la fotografia del verde urbano.
Perché se il caldo estremo è destinato a diventare una delle sfide delle città dei prossimi anni, la domanda non è soltanto quanto alte potranno diventare le temperature. È anche quanto le città saranno attrezzate per renderle più sopportabili. E, tra le possibili risposte, gli alberi sono una delle infrastrutture naturali che l'Istat stessa indica come strumenti per la mitigazione dell'isola di calore.
I dati sugli alberi provengono dall'indagine Istat “Dati ambientali nelle città – Ambiente urbano, anno 2023”, riferita ai 109 Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana. L'Istat ha pubblicato il rapporto l'8 luglio 2025.
Il sorgere del sole sul mare accompagnato dalla musica dal vivo sarà protagonista mercoledì 12 agosto a Porto Potenza Picena. Alle 5:30, lo Chalet Lo Scoglio ospiterà "Alba Musicale – Dove la musica incontra il mare", un appuntamento a ingresso libero pensato per offrire a residenti e turisti un'esperienza suggestiva tra musica, natura e paesaggio.
La spiaggia si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico naturale, con le prime luci del giorno a fare da scenografia alle esibizioni degli artisti. Un'atmosfera nella quale il mare e la musica accompagneranno insieme il passaggio dalla notte al nuovo giorno.
A guidare il pubblico attraverso le emozioni dell'alba sarà il violino di Valentino Alessandrini, affiancato dal pianoforte di Sam Giacomozzi. A completare la performance sarà la danzatrice Francesca Santoni, protagonista di un'esibizione pensata per dialogare con la musica e con il paesaggio circostante.
L'obiettivo dell'iniziativa è quello di valorizzare il territorio attraverso la cultura, proponendo un modo diverso di vivere la costa marchigiana e offrendo a cittadini e visitatori un'esperienza lontana dai tradizionali appuntamenti estivi.
"Alba Musicale – Dove la musica incontra il mare" si terrà mercoledì 12 agosto 2026 alle 5:30 allo Chalet Lo Scoglio, sul Lungomare Marinai d'Italia, Concessione numero 22, a Porto Potenza Picena. L'ingresso è libero. L'evento è stato realizzato grazie al sostegno di numerose realtà del territorio che hanno scelto di credere nel progetto.