La sfida tra i liberi più longevi a livello di militanza nei propri club la vince Simone Gabbanelli con la sua Banca Macerata Fisiomed che si aggiudica al tie-break la battaglia dell’ultima giornata di andata di Serie A2 Credem Banca contro la Campi Reali Cantù. Una partita combattutissima ed equilibrata nella sua interezza, con i primi quattro set conclusasi addirittura con lo stesso numero di punti per le due squadre (19-25, 25-21, 25-19, 21-25, 15-10).
Cantù approccia meglio la sfida del Banca Macerata Forum, nonostante in tutti i set siano i biancorossi a sprintare meglio. Il primo parziale “sveglia” i ragazzi di coach Giannini che alzano il loro livello di gioco e conquistano i due successivi set con buon margine, visto anche il calo ospite nel terzo. Il quarto viene risolto dall’ex Penna che nel finale porta al tiebreak i suoi con delle buone giocate. La lotteria del tiebreak la vincono invece i padroni di casa che, malgrado fallire l’accesso alla Coppa Italia, si prendono due punti importanti per morale e classifica. Top scorer dell’incontro è Denis Karyagin, altri 31 punti per lui.
La partita.
Cambia le carte coach Giannini che propone l’assetto a tre schiacciatori. Torna titolare quindi Garello con Zhelev e Karyagin al suo fianco, Pedron in regia, Fall-Diaferia come centrali, Gabbanelli e Dolcini sono i liberi.
Nessuna novità invece per gli ospiti della Campi Reali: Bonacchi e l’ex Penna sono in diagonale principale, Meschiari-Tadic i finalizzatori, Candeli-Maletto al centro, Butti in seconda linea.
Primo set. Dopo il minuto di silenzio per le vittime della tragedia di Crans-Montana, inizia lo spettacolo col primo tempo di Diaferia. Macerata prova subito scappare sul +2, ma Cantù rimane vicina e si guadagna il primo vantaggio con Tadic sul 7-8. Karyagin riporta avanti i suoi, la sua frustata da zona 1 porta al primo timeout ospite (13-11). Rientro vigoroso dei canturini, Penna e due aces consecutivi di Meschiari obbligano Macerata alla rincorsa. Macerata soffre l’agonismo ospite con Diaferia che non riesce a farsi valere in copertura (15-19). L’errore di Novello dopo due difese incredibili biancorosse (18-22) è il manifesto del set: serve dare di più, 19-25.
Secondo set. Inizio orgoglioso dei biancorossi che si portano subito sul +3. Come spesso succede, Macerata dilapida il vantaggio ottenuto, ma dopo ci pensano i laterali bulgari a rimettere a posto le cose: la diagonale di Karyagin in pipe è micidiale (12-9). Le due squadre rimangono molto vicine con l’importanza dei punti in palio che inizia a farsi sentire: gli ospiti usano molto la panchina, Macerata meno. Si avvicina la fase clou del parziale, Garello manda le squadre sul 19-17 con un muro imperioso. Ancora Garello dai nove metri, poi serve anche la potenza di Karyagin: Macerata riporta la partita in equilibrio, 25-21
Terzo set. La parallela out di Penna a inizio set sembra essere una curiosa prassi: Macerata prova a scappar, ma il videocheck non dà ragione al pallonetto sulle mani del muro di Zhelev (4-5). Tadic cala di efficienza offensiva dalla sua mattonella in questa fase, Macerata ringrazia e si porta al primo time-out discrezionale sul +2 (10-8). Fall mura e si fa murare: l’equilibrio continua a regnare sovrano al Forum. Prove tecniche di allungo in casa biancorossa, cambia il regista ospite sul 17-13 Macerata. Ace di Zhelev del +6 che assomiglia a un punto esclamativo per I suoi sul parziale. 2-1 per Fall e compagni, chiude Ivanov (25-19).
Quarto set. C’è Martinelli per Bonacchi nel sestetto ospite. Il primo +2 casalingo arriva grazie a un errore di Penna, ma rimedia subito a muro Maletto su Garello: parità a quota 8. Cantù vuole il tiebreak con l’ace di Tadic in posto 1: Giannini interrompe il gioco sul 12-14. Gli ospiti volano limitando gli errori, loro tallone d’achille del terzo parziale: Macerata fa fatica a reagire. Diaferia dal centro firma il 21-17 e prova ad allontanare le due squadre dal tie-break, ma non basta. Maletto in modo fortunoso sigla il 21-25.
Quinto set. Partenza veloce dei biancorossi: Macerata avanti 3-0 dopo un bel muro su un Penna in stato di grazia. Tiebreak in falsariga degli altri parziali con I padroni di casa che vedono immediatamente “gettare alle ortiche” il loro vantaggio: Tadic in diagonale fa 3-3. Squadre al cambio di campo sull’8-5, sprecano poi Zhelev e Karyagin per un successivo 9-8. Nella fase finale del set, sbagliano prima Meschiari e poi Tadic: ringraziano i biancorossi che si prendono tiebreak e partita con un bel muro (15-10).
BANCA MACERATA FISIOMED – CAMPI REALI CANTÙ (19-25, 25-21, 25-19, 21-25)
Macerata: Novello 1, Pedron 5, Garello 8, Fall 10, Diaferia 2, Zhelev 12, Karyagin 31, Talevi, Becchio, Gabbanelli (L1), Dolcini 1 (L2). NE: Pesciaioli. All: Giannini, Ass: Leoni.
Cantù: Meschiari 12, Pertoldi, Martinelli, Penna 18, Quagliozzi 1, Taiwo, Candeli 10, Ivanov 2, Bonacchi 1, Tadic 20, Maletto 8, Butti (L1). NE: Bianchi (L2). All: Zingoni, Ass: Roncoroni.
Durata set: 26’, 26’, 25’, 27’, 17’ per due ore e 1 minuto.
Note: Battute punto Macerata 6 con 16 errori, Cantù 7 con 21 errori. Muri punto Macerata 11, Cantù 10, Attacco punto Macerata 46%, Cantù 48%, Ricezione positiva Macerata 58% (39% perfetta), Cantù 47% (25% perfetta).
Photo credits: Mauro Pianesi
Poco dopo le ore 17 un incidente stradale ha causato momenti di apprensione lungo la SS77var, nel territorio comunale di Serravalle di Chienti, dove un’auto è rimasta coinvolta in un sinistro all’interno di una galleria.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, con le squadre dei distaccamenti di Tolentino e Visso, che hanno operato in collaborazione con il personale sanitario del 118. I pompieri hanno provveduto alla messa in sicurezza del veicolo, consentendo lo svolgimento delle operazioni di soccorso in condizioni di maggiore sicurezza.
A bordo dell’autovettura viaggiavano tre persone: tutti e tre gli occupanti sono stati poi trasportati all’ospedale di Camerino per gli accertamenti e le cure del caso.
Per permettere l’intervento dei soccorritori e le operazioni di messa in sicurezza, il tratto interessato della SS77var è rimasto chiuso al traffico per tutta la durata delle attività. Presenti anche gli agenti della Polizia Stradale, che hanno effettuato i rilievi e gestito la viabilità.
Macerata ha vissuto un momento di grande emozione con il passaggio della fiamma olimpica, evento storico che ha coinvolto la città nonostante il freddo e la pioggia. Il corteo è partito da via Roma per poi radunarsi in viale Cavour davanti al monumento ai Caduti, proseguendo verso i Cancelli, la rotonda dello Sferisterio e infine lungo corso Cairoli.
Quindici tedofori si sono alternati nel portare il fuoco olimpico, simbolo universale di pace e sport, accolti da numerosi cittadini accorsi per assistere a un passaggio unico per Macerata. La fiamma, partita da Roma nelle scorse settimane, continuerà il suo viaggio fino a raggiungere i luoghi che ospiteranno le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.
«Essere qui e vedere la fiaccola che passa è un onore, per la Macerata sportiva è un evento pazzesco», ha dichiarato Giovanni Torresi, vicepresidente del Comitato regionale Coni Marche.
L’assessore allo Sport Riccardo Sacchi ha sottolineato come il percorso della fiaccola porti in tutta Italia, per oltre 12mila chilometri, i valori dello sport come l’inclusione, definendo il passaggio in città un momento storico e motivo di orgoglio anche per la crescita sportiva favorita dagli investimenti dell’amministrazione.
Soddisfazione anche da parte del sindaco Sandro Parcaroli, che ha definito il passaggio della fiaccola «una bellissima cosa e un onore», ricordando come il simbolo olimpico unisca i popoli nel segno dello sport.
Il 4 gennaio Maria Luisa Mingo e Alessio Pandolfi hanno festeggiato le loro nozze d’oro circondati dai figli Manola, Mirko e Letizia con i rispettivi coniugi Andrea, Jessica e Mauro, con gli otto nipoti Alessia, Greta, Gioia, Alice, Arianna, Irene, Elia, Enea .
Si sono conosciuti l’8 settembre 1968 al matrimonio di amici di famiglia, lui invitato dallo sposo, lei dalla sposa. Come d’uso durante il pranzo tra una portata e l’altra il via alle danze e l’intraprendente Alessio ha colto l’occasione per il ballo con Maria Luisa, che ha ceduto in men che non si dica alle lusinghe di Alessio......i giorni successivi tra pedinamenti e appostamenti rintracciare e allacciare con Maria Luisa è stato un tutt’uno! Fidanzati! L’anno successivo la partenza per la polizia alla Scuola di Vicenza, il giorno del giuramento hanno organizzato un pullman da Montecassiano e Maria Luisa fiera del suo bel poliziotto in prima fila.
Quindi destinazione Reparto Celere di Milano,dove l’operosità marchigiana di Alessio ha avuto gioco facile....sempre disponibile a qualsiasi esigenza....ma anche sempre dietro la porta a chiedere il permesso per il fine settimana a casa! A Montecassiano non era facile per Maria Luisa sfuggire all’occhio vigile di mamma Anna Maria, ma il “Fatti mandare dalla mamma, a prendere il latte”, funzionava un bel po’, e il rimprovero per il ritardo era preso quasi come atto dovuto!
Poi il trasferimento in Ancona nel 1973 per le esigenze dovute al terremoto nel capoluogo dorico iniziato l’anno prima e proseguito per mesi con uno sciame che sembrava non finire mai.
Col trasferimento e il raggiungimento delll’età minima per potersi sposare, allora fissata per i poliziotti a 28 anni, convolarono a nozze. Quasi tutto Montecassiano fu invitato e a rivedere la foto di quel giorno non si può fare a meno di riconoscere che qualcosa oggi è cambiato! In meglio però 3 figli in più con i rispettivi coniugi, 8 nipoti e l’affetto di tutti quelli che hanno avuto il piacere di conoscerli nella loro operosità, dal cucinare per la Pro Loco, alla Protezione Civile, all’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, dove Alessio ricopre l’incarico di vice presidente.
Primo tempo intenso e combattuto tra Vigor e Maceratese, con ritmi alti e diverse occasioni da entrambe le parti. A chiudere la prima frazione in vantaggio è la Vigor, che sblocca il risultato al 22’ grazie a Braconi, ma deve ringraziare anche un super Novelli, protagonista di almeno due interventi determinanti nel finale di tempo.
Dopo una fase iniziale di studio, la Maceratese prova a prendere campo: al 15’ buon avvio degli ospiti, che insidiano l’area con alcuni cross, letti con attenzione dalla retroguardia della Vigor. I padroni di casa provano a replicare con un paio di sortite, senza però creare reali pericoli.
La prima vera chance è della Vigor: al 19’ Urso pennella un cross dalla destra, Braconi stacca bene di testa ma la palla esce di poco a lato.
È il preludio al vantaggio: al 22’ GOL VIGOR. Grande cross di De Feo, in area nasce una carambola e la sfera finisce ancora sulla testa di Braconi che, a due passi dalla linea di porta, non sbaglia e appoggia in rete l’1-0.
La Vigor continua a spingere e al 25’ va vicinissima al raddoppio: tiro di De Feo dall’angolo destro, il portiere risponde con qualche difficoltà; sulla respinta Alonzi prova la conclusione ma viene murato da un difensore maceratese.
La Maceratese però non resta a guardare. Al 28’ arriva un tiro dai 20 metri che termina alto sopra la traversa, mentre al 34’ serve una buona risposta di Novelli sul tentativo di Ruani.
Nel finale cresce la pressione ospite: al 40’ Novelli è strepitoso sul diagonale di Osorio a ridosso dell’area piccola. E in pieno recupero, al 46’, arriva un vero e proprio “miracolo” del portiere della Vigor su Osorio: intervento che evita un gol praticamente fatto, anche se l’azione viene poi vanificata dalla posizione irregolare del numero 9 maceratese.
Si va al riposo con la Vigor avanti 1-0, grazie al guizzo di Braconi. Ma la Maceratese è viva e ha creato abbastanza per riaprire tutto nella ripresa
Il secondo tempo scorre senza particolari scossoni nella sua prima parte: al 65’ la gara vive una fase più bloccata, con nessun episodio clamoroso e qualche buona trama costruita dalla Vigor, attenta a difendere il vantaggio senza rinunciare a ripartire.
La chance più nitida è ancora dei rossoblù: al 67’ Braconi prova la conclusione, il portiere ospite respinge e devia a lato, evitando guai peggiori.
La Maceratese prova a rispondere al 70’ con Marras, che calcia da buona posizione ma trova la murata della difesa vigorina, compatta nel proteggere l’area.
Nel finale gli ospiti aumentano i giri. All’86’ arriva un’altra occasione: cross dalla destra, Arbusti anticipa Tomba ma la conclusione termina alta, sprecando una buona opportunità per rimettere in equilibrio la partita.
Gli ultimi minuti sono di pressione maceratese: al 90’ forcing continuo, ma la Vigor regge l’urto e porta a casa il risultato, con gli attacchi ospiti che si spengono in un nulla di fatto.
Sarà la XXIV Festa del Torrone a chiudere ufficialmente il calendario di eventi di “Quest’Anno il Natale è a… Camerino”, il tradizionale e attesissimo appuntamento che martedì 6 gennaio 2026, a partire dalle ore 16.00, animerà il Sottocorte Village, regalando alla città il gran finale delle festività natalizie. In caso di maltempo, l’evento non verrà annullato ma si svolgerà al Palazzetto Orsini del CUS Camerino in località Le Calvie.
Un evento simbolo della tradizione camerte, che unisce convivialità, spettacolo e partecipazione, con la tradizionale misurazione e il taglio del torrone di Casa Francucci, accompagnati da animazione, musica e tante sorprese per grandi e piccoli.
A condurre il pomeriggio sarà Marco Moscatelli, con la partecipazione speciale di Manila Nazzaro, ex Miss Italia e voce di spicco di Rai Radio 2, direttamente dai microfoni della radio nazionale. Ad arricchire il programma anche la presenza straordinaria del Mago Fantasista Magic World – Christmas Edition e l’animazione a cura del Centro Studi Danza Joy Dance. Si terrà, inoltre, la premiazione del 12esimo Trofeo della Befana, organizzato dall’ASD Camerino-Castelraimondo.
L’iniziativa chiude il calendario degli eventi del Natale 2025, promossi dal Comune di Camerino, in collaborazione con la Proloco e con la partecipazione di un’ampia rete di associazioni, scuole e realtà del territorio. Un progetto di successo, realizzato con il contributo della Regione Marche / Let's Marche e che ha accompagnato la Città dal 29 novembre al 6 gennaio con tantissimi appuntamenti dedicati alla cultura, allo spettacolo, alla socialità e alle tradizioni.
“La Festa del Torrone rappresenta il naturale e festoso epilogo del Natale a Camerino – dichiara il sindaco Roberto Lucarelli – Il bilancio di questo cartellone natalizio è estremamente positivo: tante iniziative diffuse, una grande partecipazione di cittadini e visitatori e il coinvolgimento attivo delle associazioni e delle realtà del territorio. Abbiamo voluto un Natale capace di unire tradizione, comunità e attrattività, e la risposta è stata straordinaria. Invito tutti a partecipare a questo evento conclusivo, un appuntamento storico e identitario per Camerino, per salutare insieme le festività in un clima di festa e condivisione”.
Ebbene sì. Dal primo gennaio 2026 la Bulgaria è entrata ufficialmente nel sistema euro. Ovviamente i più letti e, soprattutto, più venduti giornali nazionali e internazionali celebrano la notizia con giubilo, presentandola come un successo planetario per l’Unione Europea e per la Bulgaria. Procedendo, come sempre, controvento, commentiamo la notizia con le parole del sommo poeta: lasciate ogni speranza, voi che entrate. Il popolo bulgaro apprenderà presto sulla propria pelle che cosa significa realiter entrare nell’inferno del sistema eurocratico.
Al di là del vitreo teatro delle ideologie e della propaganda, l’euro non è soltanto, né soprattutto, una moneta, essendo invece un preciso metodo di governo neoliberale; un metodo di governo in grazia del quale si rovescia e si perverte Il canonico rapporto tra politica ed economia, tra Stato e mercato.
Infatti, grazie al paradigma della moneta unica, lo Stato si trova in posizione subordinata rispetto al mercato, cosicché in ultima istanza la sovranità appartiene alla Banca Centrale Europea, rispetto alla quale gli Stati dell’Unione Europea si trovano a dipendere pressoché in tutto. Più precisamente, la sovranità monetaria si trasla dagli Stati nazionali alla banca centrale, con la conseguenza per cui gli Stati nazionali debbono indebitarsi con la Banca Centrale Europea, magari trovandosi anche costretti ad attuare le riforme volute da quest’ultima, come accadde alla nostra sventurata Italia nel 2012, allorché ricevette la famosa o, meglio, famigerata letterina che chiedeva deplorevoli riforme in direzione neoliberale.
Coerente compimento della dinamica del capitale, l’euro non è una moneta, ma un preciso metodo di governo in cui la politica è integralmente sussunta sotto l’economico. La violenza del capitalismo realizzato in forma assoluta è una violenza puramente economica: con lo spread in luogo del carro armato, con il “debito pubblico” in luogo dei cannoni.
Al di là delle retoriche per “anime belle”, la moneta unica europea è servita a cancellare in una volta centocinquant’anni di conquiste sociali e di diritti ottenuti tramite lotte e rivendicazioni. Di più, ha posto in essere una vera e propria “schiavitù del debito” artatamente gestita dall’Unione Europea e dal suo “Patto di Bilancio Europeo”, il Fiscal Compact entrato in vigore nel 2013 e centrato sui sacri dogmi del pareggio di bilancio e dell’abbattimento del debito.
Per queste ragioni, il problema che oggi si pone non è come salvare l’euro, bensì come salvarsi dall’euro. E la sola via consiste nel ritorno alla sovranità monetaria di uno Stato nazionale compatibile con il welfare state e tale da anteporre la communitas democratica all’ordo eoconomicus.
Teologi della globalizzazione e taumaturghi dell’economia hanno correttamente individuato nell’area mediterranea dell’Europa quello che potremmo definire, con Lenin, l’“anello debole della catena” del capitalismo europeo, il punto su cui fare leva per disarticolarlo e per introdurre il paradigma americano. È, pertanto, sull’area mediterranea che si sta abbattendo la “furia del dileguare” propria della politica economica europea, diretta dalle logiche di riproduzione del capitale finanziario globale: non soltanto sulla Grecia, prima vittima sacrificale immolata al Moloch capitalistico, ma anche sulla Spagna degli Indignados e sull’Italia, perennemente sotto ricatto.
Senza esagerazioni è, pertanto, possibile rivolgersi ai popoli che stanno entrando (o che entreranno) nel progetto criminale eurocratico le parole dell’Inferno di Dante: “lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” (III, 9).
Insomma, quello che dall’ideologia dominante viene salutato come un giorno felice per la Bulgaria rappresenta invece un giorno massimamente funesto. Come non ci stanchiamo di ripetere ad nauseam, non si tratta di salvare l’euro whatever it takes, come disse l’euroinomane Mario Draghi, l’unto dai mercati: si tratta, semmai, di salvarsi dall’euro il prima possibile.
Gli amici Bulgari lo scopriranno presto. E non potranno che maledire il giorno del loro ingresso nell’inferno eurocratico. Un giorno orrendo, da non dimenticare.
Promuovere l’arte e la cultura come strumenti di crescita civile, aggregazione sociale e valorizzazione del territorio: è da questa visione condivisa che nasce la nuova rassegna teatrale diffusa promossa da FITA Marche - Federazione Italiana del Teatro e delle Arti in collaborazione con l’Unione Montana dei Monti Azzurri e i comuni di Monte San Martino, Penna San Giovanni e Sant'Angelo in Pontano.
L’iniziativa, resa possibile grazie al patrocinio del presidente dell’Unione Montana Giampiero Feliciotti e alla disponibilità dei sindaci Matteo Pompei, Stefano Burocchi e Vanda Broglia, si propone di portare il teatro nei borghi dell’entroterra marchigiano come occasione di incontro, divertimento e confronto, contribuendo anche all’attrattività turistica di realtà spesso lontane dai grandi centri urbani.
Da inizio gennaio a fine aprile, il pubblico potrà assistere a un cartellone ricco e variegato, con spettacoli in programma nei teatri dei tre comuni coinvolti. Le date sono state pensate per favorire una partecipazione ampia: gli spettacoli andranno in scena la domenica alle 17.15 e il sabato alle 21.15.
La rassegna prenderà il via il 6 gennaio con uno spettacolo dedicato ai più piccoli, in occasione della Befana, per poi proseguire con commedie in vernacolo, testi della tradizione e opere di autori contemporanei che affrontano temi di grande attualità.
A Penna San Giovanni sono previsti tre appuntamenti. Si comincia il 6 gennaio alle 17.15 con “Il paese senza parole” del Teatro dei Bottoni di Pesaro, una pièce interattiva che coinvolge direttamente i bambini.
Il 28 febbraio sarà la volta del classico pirandelliano “L’uomo, la bestia e la virtù”, proposto dalla compagnia Giovane Agorà di Appignano in collaborazione con il CTR di Macerata. Il 28 marzo chiuderà il programma pennese la commedia dialettale “Tutta colpa de li quattri” della Filarmonico Drammatica A. Cardarelli di Macerata, ironico affresco sulle dinamiche familiari legate alle eredità.
A Sant’Angelo in Pontano il teatro parlerà in vernacolo con due spettacoli. Il 21 febbraio la compagnia L’nzoliti di Casette d’Ete porterà in scena “Metteteve su li pagni mia”, commedia ambientata nel mondo di un piccolo imprenditore calzaturiero alle prese con figli problematici.
Il 15 marzo toccherà alle Dieci donne mamme matte di Camerino, che presenteranno “La fijastra cittadina”, divertente racconto del rapporto spesso conflittuale tra suocera e nuora.
Tre anche gli spettacoli previsti a Monte San Martino, con generi molto diversi tra loro. Il 14 marzo andrà in scena la commedia dialettale “La banda in casa” della compagnia Quinta Dimensione di Porto San Giorgio. L’11 aprile il Teatro Liolà di Cingoli presenterà “La bocca baciante”, spettacolo in lingua che riflette in chiave ironica e paradossale sull’invasione dei messaggi e delle emoji nell’era dei social network.
Il 24 aprile sarà infine la Filarmonico Drammatica A. Cardarelli di Macerata a chiudere la rassegna con il debutto di “Prendo in prestito tua moglie”, commedia brillante che affronta il tema della diversità con leggerezza, richiamando la tradizione della commedia dell’arte.
Infortunio sulla pista di pattinaggio a Sarnano: soccorsa una bambina di tre anni. L'incidente si è verificato nella mattinata di sabato, intorno alle ore 12:00. Secondo le ricostruzioni dell'accaduto, la piccola sarebbe caduta mentre si trovava sulla superficie ghiacciata; nello stesso istante, un uomo che pattinava nelle vicinanze l'avrebbe colpita accidentalmente alla mano sinistra con la lama del pattino.
L'impatto ha causato la lesione profonda di una falange del mignolo. Immediato l'intervento dei sanitari del 118 che, dopo aver prestato le prime cure sul posto e valutato l'entità del trauma, hanno predisposto il trasferimento della minore all'ospedale pediatrico Salesi di Ancona.
Nel pomeriggio di ieri, la bambina è stata sottoposta a un intervento chirurgico presso il presidio pediatrico specializzato, finalizzato alla ricostruzione del dito lesionato.
L’influenza è una sindrome patologica che si ripete tutti gli anni. Alle porte dell’inverno è già noto il virus responsabile, si appronta un vaccino a disposizione di tutta la popolazione con particolare raccomandazione di farne uso soprattutto per bambini ed anziani e coloro che hanno delle fragilità pregresse.
Negli ultimi anni l’azione patogena dell’influenza è stata sempre abbastanza blanda, quest’anno si è presentata più aggressiva con una importante incidenza e sintomatologia debilitante. Personalmente e in famiglia siamo stati colpiti, le prime avvisaglie il giorno di Natale con febbre alta, nausea, tosse stizzosa e dolori articolari. In questi giorni si sta riscontrando il picco di persone colpite.
Ne parliamo con il dottor Stefano Gobbi, medico di Medicina Generale a Tolentino che ha ricevuto numerosissime chiamate dai suoi pazienti proprio per gestire una sempre più diffusa situazione influenzale.
Dr Gobbi com’è la situazione?
"In questo periodo c'è un aumento dei casi di influenza nella popolazione, con sintomi che vanno dalla febbre alta, tosse, dolori ossei a sintomi con nausea, dolori intestinali che mettono i pazienti a letto per qualche giorno. La tosse persistente per qualcuno rimane a lungo".
Una particolare incidenza nella nostra regione?
"Sembra di sì, nelle Marche si calcola che attualmente ci siano 25.000 persone a letto con l’influenza, un’incidenza tra le più alte in ambito nazionale. Da sottolineare la variante denominata K che colpisce la popolazione più debole specie cardiopatici, diabetici, bronchitici che devono essere salvaguardati.
Il vaccino è efficace?
"Il vaccino fatto da qualche tempo proprio per la variante K del virus che è subentrata sembrerebbe poco efficace per l’incidenza della patologia, ma in realtà permette nei soggetti malati una patologia meno impattante, cioè con sintomatologia più debole e quindi una migliore risoluzione.
Quale terapia seguire?
"Anzitutto si consiglia il riposo a letto, un’alimentazione leggera. La terapia consiste in farmaci antinfluenzali, antinfiammatori e fluidificanti per catarro e per calmare la tosse, riservando la terapia antibiotica solo a casi più difficili quando si sospetta un’infezione ulteriore a livello bronchitico e/o polmonare".
"Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così" (Italo Calvino)
In una relazione amorosa, il riconoscimento e la scelta reciproca consapevole costituiscono condizioni essenziali per l’inizio dell’esperienza. La verità non esiste fino a quando non viene osservata e non le viene dato un senso, riconducendo le molteplici possibilità in una sola.
Oggi si preferisce evitare di consapevolizzare un amore, perché ciò significherebbe renderlo reale ed investire energia in un'unica direzione, privandosi della libertà di scegliere altre opzioni. L'amore, invece è vulnerabilità, esprimere le proprie paure ed avere il coraggio di non mollare di fronte alle difficoltà.
Ci chiede tempo e pazienza. Significa decidere di riconoscere quel legame, vedere la sua esistenza senza alcuna conferma logica. E’ arrendersi al flusso della vita. Nella società odierna è più semplice ridurre l'esperienza amorosa ad una semplice attrazione chimica, preferendo ad essa molteplici relazioni tiepide senza futuro.
Zygmunt Bauman, quando nel 2003 pubblicò il suo libro “ Amore liquido”, anticipò con lungimiranza profetica le dinamiche relazionali moderne, esasperate dai social. Bauman parla della precarietà dei rapporti che, già allora, stavano trasformandosi da solidi a liquidi.
Si hanno relazioni fondate su emozioni immediate senza reali connessioni, che si dissolvono alla prima difficoltà, perché le piazze virtuali offrono infinite opzioni: si ha l’effimera sensazione di avere infinite possibilità di incontro.
Non ci si sofferma a costruire, perché significherebbe dover guardare l’altro e se stesso, riconoscere le fragilità di entrambi e lavorarci. Risulta, invece, molto più comodo rimanere in superficie, prendere il bello della novità e del mistero per poi passare al prossimo giro di giostra. Un vero mercato dove l’altro è sostituibile.
Connessioni liquide per una promessa di libertà che crea spesso isolamento. Bauman ci parla di un “uomo senza legami” alla costante ricerca di sicurezza, ma allo stesso tempo timoroso di restare imprigionato in relazioni stabili che possono precludere la possibilità di creare nuove storie.
Si desiderano relazioni leggere per avere l’illusione di poter ancora vivere altre opportunità sentimentali. Il timore più grande nel costruire una relazione è la perdita dell’infinito potenziale di scelta che viene congelato quando vivi una relazione intensa e profonda. Ma il paradosso della perenne di ricerca della migliore relazione possibile è la solitudine.
L’amore rischia di diventare una merce di scambio, in cui si vuole un prodotto pronto, il consumo immediato di un desiderio che non richiede alcuna forma di cura o aspettativa. L’amore viene così privato della sua essenza di imprevedibilità, precarietà e impegno.
La comunicazione è rapida, gli scambi sono spesso superficiali in un tempo contratto dove non c’è spazio per un vero riconoscimento reciproco. Il costo della libertà è una vicinanza apparente ed un reale isolamento, dove basta disconnettersi per interrompere qualsiasi legame.
La conseguenza è l’impossibilità di costruire la fiducia necessaria per poter investire emotivamente. In una società che richiede il consumo dei sentimenti, attenzione a non perdere per strada un amore, perché non siamo riusciti a riconoscerlo e a dargli il giusto valore per investirci.
I carabinieri soccorrono un uomo in difficoltà, ma vengono aggrediti con le forbici: arrestato un 36enne. È quanto avvenuto sabato, a Porto Recanati: l'uomo è accusato di resistenza e lesioni aggravate, dopo aver ferito un militare durante un intervento di soccorso degenerato in aggressione armata.
IL FATTO - I carabinieri della locale Stazione erano stati allertati dalla centrale operativa per un sospetto stato di grave disagio dell'uomo, residente nel comune e già noto alle forze dell'ordine. Quando lo hanno raggiunto nella sua abitazione per verificare la situazione e prestare assistenza, si sono trovati di fronte a uno scenario inaspettato.
Sul pianerottolo del condominio, il 36enne ha affrontato i militari brandendo un paio di forbici. L’uomo, in un evidente stato di alterazione psico-fisica legato verosimilmente all’abuso di alcol, ha iniziato a minacciare pesantemente i carabinieri, rifiutando di deporre l’arma nonostante i tentativi di mediazione.
Nei momenti concitati necessari al disarmo, la situazione è degenerata: l'aggressore ha spintonato con violenza uno dei militari, facendolo precipitare lungo la rampa delle scale. Solo la rapidità d'azione del secondo carabiniere ha permesso di bloccare e rendere inoffensivo il soggetto, che ha continuato a opporre resistenza fisica anche durante le operazioni di fermo.
Grazie al sangue freddo degli operatori, l’episodio non ha avuto conseguenze peggiori. Il personale del 118, giunto sul posto poco dopo, ha trasportato il trentaseienne all'ospedale di Civitanova Marche, dove si trova attualmente ricoverato e piantonato, a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto.
Per tutti è "Miro", l’uomo che non si arrende mai. Una vita passata a combattere, prima sotto le luci della ribalta del pugilato internazionale - dove ha collezionato titoli italiani, europei e sfiorato il sogno olimpico - e poi come infaticabile "motore" dei grandi eventi marchigiani. Ma oggi, Vladimiro Riga non parla di sport o di spettacolo. Oggi il suo cuore batte per quella che definisce la sua «seconda Patria»: il Venezuela.
Dopo le notizie dell'intervento statunitense che ha scosso le fondamenta del regime di Nicolás Maduro, Riga ha affidato ai social un lungo e accorato sfogo.
La storia di Riga è indissolubilmente legata alla nazione sudamericana. Figlio di migranti italiani, Vladimiro ha vissuto in Venezuela per sei anni, seguendo il padre che vi aveva lavorato per oltre un decennio. «Siamo partiti poverissimi e siamo ritornati benestanti - racconta con orgoglio -. Il Venezuela, lavorando onestamente, ci ha concesso di cambiare vita. È una nazione che ho sempre amato e che amo ancora».
Tuttavia, il ritorno in Italia nel 1960 non ha mai spezzato il legame con quella terra, trasformando i successivi viaggi in esperienze cariche di tensione. Riga descrive una realtà brutale, lontana dai fasti della sua giovinezza: «Tornare era diventato pericolosissimo. Ero sempre ospite della famiglia Sorci, costretta a vivere sotto scorta. Persino quando uscivo con mia moglie, poche volte, dovevamo essere accompagnati da guardie armate. Questa era la vita che Chavez prima e Maduro poi offrivano al popolo venezuelano».
Non usa mezzi termini, l'ex campione, nel commentare l'operato di Donald Trump. Se in passato il tycoon americano non lo aveva convinto appieno, l'azione decisa degli ultimi tempi ha cambiato radicalmente il suo giudizio. «Oggi per me è una giornata bellissima - esclama Riga in un video -. Donald Trump ha liberato il Venezuela. Prima non lo adoravo, ma ora lo adoro: lo ringrazio, ha fatto una cosa meravigliosa, ha liberato un popolo».
«Ho sentito i miei amici a Calabozo - conclude il noto organizzatore di eventi - e mi dicono che la loro vita è già cambiata. Erano terrorizzati sotto il regime, ora vedono finalmente un futuro».
San Severino Marche ha vissuto un intenso fine settimana all’insegna dello sport, dell’eleganza e dello spettacolo grazie a due importanti eventi che si sono svolti il 20 e 21 dicembre scorsi presso il Palasport “Ciarapica”, richiamando pubblico, atleti e appassionati da tutta la regione.
La serata di venerdì 20 dicembre è stata dedicata al Gran Galà di Natale FIDESM Regione Marche, un appuntamento di grande prestigio che ha celebrato l’eccellenza della danza sportiva marchigiana e nazionale. Durante la suggestiva cena di gala, organizzata sotto la guida della presidente Milena Sampaolesi, si sono esibiti i campioni italiani e i migliori atleti della Regione Marche, regalando al pubblico performance di altissimo livello tecnico ed espressivo.
All’evento ha preso parte anche il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a testimonianza dell’attenzione e del sostegno dell’amministrazione comunale nei confronti dello sport e delle realtà associative del territorio.
Il giorno successivo, sabato 21 dicembre, il Palasport Ciarapica si è trasformato in un grande palcoscenico per il tradizionale saggio-spettacolo di Natale “This Is It”, curato dalla F. A. Team Academy di Federica Agostinelli.
Protagonisti assoluti sono stati tutti gli allievi della scuola, che si sono esibiti in uno spettacolo coinvolgente e carico di emozione, interamente ispirato a un tributo a Michael Jackson. Anche in questa occasione era presente il sindaco Rosa Piermattei, che ha voluto condividere con atleti, famiglie e insegnanti un momento di grande valore artistico e sociale per la comunità.
Due giornate intense e partecipate che hanno confermato San Severino Marche come punto di riferimento per eventi sportivi e culturali di rilievo, valorizzando il talento degli atleti, il lavoro delle scuole e l’importanza dello sport come strumento di crescita, spettacolo e aggregazione sociale.
Torna come ogni domenica la rubrica curata dall'avvocato Oberdan Pantana "Chiedilo all'Avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa all’uso dei social nei rapporti familiari, a maggior ragione in questo periodo di festività natalizia.
Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Porto Recanati che chiede: "Posso chiedere la rimozione dai social della mia ex moglie di foto e video di mia figlia minorenne?"
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione estremamente sensibile, su cui ha avuto modo recentemente di pronunciarsi il Tribunale di Trani, con ordinanza del 30.08.2021, affrontando un argomento di sicuro dibattimento negli anni a venire: la tutela dei minori nella pubblicazione, da parte dei genitori, di foto o video sui social network.
La mamma in questione, a partire da maggio 2020, postava su Tik Tok video di lei con la figlia minorenne. A quel punto il padre, nel dirsi non d'accordo, invocava la tutela giurisdizionale.
A detta del Tribunale di Trani, il comportamento della mamma integra la violazione di più norme, nazionali, comunitarie ed internazionali. Nello specifico il Tribunale ravvede, nella condotta della mamma, la violazione dell'art. 10 del codice civile (concernente la tutela dell'immagine) e degli artt. 1 e 16, I comma, della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo.
In particolare, ricordano i giudici pugliesi, l’art. 16 della Convenzione di New York stabilisce che nessun fanciullo può essere oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, né di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione, e che spetta alla legge la tutela contro eventuali violazioni dei suoi diritti.
Non solo: stando al Codice della Privacy (art. 4), foto e video sono dati personali e, di conseguenza, in caso di minori di sedici anni è necessario il consenso di entrambi i genitori affinché possano essere divulgati. Nel caso in questione il padre ha manifestato il suo dissenso, a nulla rilevando la circostanza invocata dalla madre secondo la quale lo stesso avesse accesso al profilo Tik Tok.
Per il Tribunale di Trani, infatti, "la possibilità di visionare un profilo social non equivale ad accettazione della pubblicazione di video e foto ritraenti la figlia minore. La proposizione del ricorso cautelare, seppur a distanza di qualche mese dalla pubblicazione, è espressione del dissenso e del mancato consenso del genitore".
Conclude il Tribunale di Trani, sul solco della sentenza del Tribunale di Mantova del 2017, che "l'inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole", poiché determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, con il rischio che soggetti malintenzionati possano avvicinarsi ai bambini dopo averli visti online. Senza contare l’ulteriore pericolo legato a fotomontaggi e diffusione di materiale pedopornografico.
Pertanto, in risposta alla domanda del nostro lettore, si può affermare che: "Siccome il pregiudizio per il minore è insito nella diffusione della sua immagine sui social network e tenuto conto del mancato assenso del genitore, si accoglie il ricorso ordinando di conseguenza la rimozione immediata dei video della figlia da Tik Tok" (Tribunale di Trani, Ordinanza del 30.08.2021). Rimango in attesa, come sempre, delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Una mattinata che la comunità di Passo di Treia non dimenticherà facilmente quella di oggi. Erano circa le 6:30 quando una giovane mamma di 25 anni, originaria della Guinea, ha capito che per il suo piccolo non c’era più tempo di aspettare la corsa in ospedale.
La richiesta di soccorso al 118 è scattata immediatamente, ma la natura ha bruciato le tappe. Quando l'ambulanza è giunta sul posto a sirene spiegate, il "piccolo frettoloso" aveva già emesso il suo primo vagito tra le mura domestiche. Il personale sanitario, arrivato pochi istanti dopo il parto, ha trovato la mamma e il neonato - un maschietto - in buone condizioni di salute. Per la giovane donna si tratta della quinta maternità.
La CBF Balducci HR Macerata lotta con la Numia Vero Volley Milano ma viene superata in tre set dalla corazzata lombarda, vincitrice della Supercoppa italiana, nell’anticipo della quinta giornata di ritorno Serie A1 Tigotà nella bellissima cornice del palasport Fontescodella, sold out con 2 mila spettatori. A spingere al successo le milanesi la MVP Piva (12 punti con il 52%), stessa quota punti per Lanier e Akimova, subentrata a gara in corso ad Egonu. Sugli scudi il muro della Numia Vero Volley (9 centri), mentre per le arancionere (con un sestetto inedito con Ornoch opposta e Sismondi al centro) sono 15 i punti di Kokkonen (top scorer del match) e 13 per Mazzon.
Le arancionere tengono il passo di Milano fino al 14-14 con Kokkonen sugli scudi (8 punti nel set), poi il turno al servizio di Egonu con Akimova spezza il primo set (14-18), uno strappo da cui le ragazze di coach Lionetti non riescono a rientrare nonostante la bella fiammata dal 19-24 al 22-24. Nel secondo la CBF Balducci HR trova ancora continuità oltre ad un servizio incisivo, e vola sul 15-13, ma la Numia Vero Volley piazza un parziale di 0-8 dopo l’ingresso di Akimova (4 punti) e il muro protagonista (15-21, 5 muri per le lombarde) che segna il set fino al 19-25 conclusivo. Terzo set in cui Milano alza ancora l’asticella: nel cuore del set il break decisivo (da 8-9 a 10-17) e stavolta le arancionere non riescono a contrastare la formazione di coach Lavarini che si affida ancora a Piva (5 punti con l’83%) per chiudere la contesa 18-25.
Coach Lionetti rinnova la formazione schierando Bonelli-Ornoch, Mazzon-Sismondi, Kokkonen-Piomboni, Caforio libero. Coach Lavarini risponde con Bosio-Egonu, Kurtagic-Danesi, Lanier-Piva, Fersino libero.
Primo break di Milano con Kurtagic in attacco e a muro (3-5), Piomboni palla sulla riga (5-6), Kurtagic out, 6-6. Ornoch non trova le mani del muro (6-8), poi va a segno (7-8), Egonu errore (8-8), Ornoch in rete, 8-10. Kokkonen mani out (9-10), Lanier contrattacco (9-12), Piva vincente (9-13), Mazzon a filo rete, 10-13. Kokkonen inventa l’11-13, Mazzon contrattacco (12-13), ancora Kokkonen (13-14), ace della finlandese, 14-14. Entra Akimova, suo il pallonetto del 14-16, Piva a segno (14-17), muro Akimova (14-18), dentro anche Miner in regia. Ace Piva (15-20), c’è Sartori per Kurtagic, Akimova a segno (16-22), Sismondi primo tempo (17-22), poi mura Lanier (18-22), Ornoch passa, 19-23, rientrano Bosio ed Egonu. Muro Danesi (19-24), Kokkonen vincente (20-24), ancora lei (21-24), di nuovo Kokkonen (22-24), entra Cagnin per Lanier, chiude Egonu 22-25.
Punto a punto l’avvio di secondo set (3-3), Piva out (4-3), errore Egonu (5-4), Bosio di seconda, 5-6. Ornoch a segno (6-6), Kokkonen vincente (7-6), ace Kurtagic col nastro (7-8), muro Mazzon, 8-8. Lanier contrattacco (8-10), ace Mazzon con l’aiuto del nastro (10-10), muro Piomboni (11-11), Ornoch contrattacco, 12-11. Ornoch mani out (13-12), Kokkonen a segno (14-13), Mazzon a filo rete (15-13), Akimova a segno (15-15), errore Kokkonen, 15-16. Invasione Ornoch (15-17), ancora Akimova (15-18), muro Lanier, 15-19. Muro Kurtagic (15-21), entrano Batte e Kockarevic, Mazzon sblocca (16-21), muro Kurtagic (16-22), Piomboni a segno (19-24), chiude Piva 19-25.
Nel terzo set in campo Miner e Akimova per Milano, la russa in contrattacco (2-4) firma il primo break, Piomboni mani out (3-4), Akimova out (4-4). Muro Piomboni (5-5), pipe Kokkonen (6-6), Kurtagic a filo rete (6-8), Mazzon primo tempo, 8-9. Muro Lanier (8-11), Ornoch non trova la riga (8-12), Mazzon mani out (9-12), Piva a filo rete (10-16), ancora lei (10-17), toccato l’attacco Piomboni, 11-17. Pallonetto Piva (11-19), entra Cagnin al suo posto, sul 12-20 dentro Batte e Kockarevic per Ornoch e Bonelli, Kurtagic a filo rete (12-21). Muro Kokkonen (13-22), Kurtagic non passa (14-22), Kokkonen a filo rete (15-22), ancora la finlandese, 16-22. Kokkonen a segno (18-24), il set si chiude 18-25.
IL TABELLINO
CBF BALDUCCI HR MACERATA - NUMIA VERO VOLLEY MILANO 0-3 (22-25 19-25 18-25)
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Piomboni 6, Sismondi 3, Ornoch 6, Kokkonen 15, Mazzon 13, Bonelli, Caforio (L), Batte, Decortes, Bresciani, Crawford, Kockarevic. Allenatore Lionetti.
NUMIA VERO VOLLEY MILANO: Kurtagic 9, Bosio 4, Lanier 12, Danesi 4, Egonu 5, Piva 12, Fersino (L), Akimova 12, Miner 1, Pietrini, Modesti, Cagnin, Gelin (L), Sartori. Allenatore Lavarini.
Arbitri: Giardini, Cecconato.
Note - Spettatori: 2000, Durata set: 24', 26', 26'; Totale: 76'. MVP: Piva.
La Segreteria Provinciale del SIULP di Macerata lancia un allarme sulle recenti decisioni relative alle aggregazioni del personale della Polizia di Stato, denunciando gravi ripercussioni operative per il territorio e chiedendo una revisione urgente dei criteri adottati.
“La Segreteria Provinciale SIULP di Macerata esprime forte preoccupazione per quanto appena comunicato in merito alle aggregazioni del personale in altre sedi. È stato infatti notificato che la Questura di Macerata sarà chiamata a concorrere alle aggregazioni, con l’invio di sette unità complessive, di cui quattro destinate in Trentino e tre in Friuli Veneta Giulia, appartenenti ai ruoli di agenti, assistenti e sovrintendent.
Una decisione che dimostra, ancora una volta, come il Dipartimento continui a non avere piena cognizione delle realtà medio-piccole, trattate come grandi strutture, senza alcuna valutazione concreta dell’impatto operativo che simili scelte producono sui territori.
La Questura di Macerata è una realtà in cui gli organici lavorano costantemente “a incastro”, con un equilibrio estremamente fragile, già compromesso da carenze strutturali croniche. In questo contesto, aggregare sette unità non è un dato neutro, ma significa incidere in modo diretto e pesantissimo sulla sicurezza del territorio. In termini concreti, sette unità sono un numero del tutto sproporzionato, che rischia di ridurre la capacità di risposta.
È bene ricordare che oggi la Polizia di Stato conta poco più di 90.000 operatori, a fronte di un assetto ordinamentale che ne prevede circa 107.000. Continuare ad attingere dalle realtà più fragili significa scaricare sempre sugli stessi uffici il peso di scelte organizzative straordinarie, affrontate però con strumenti ordinari.
Il SIULP di Macerata ritiene pertanto urgente e non più rinviabile una revisione dei criteri di individuazione delle aggregazioni, affinché venga finalmente riconosciuta la specificità e la fragilità delle piccole e medie Questure, che non possono continuare a essere considerate un serbatoio cui attingere senza limiti, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e la tenuta del sistema”.
Inizia con una delle trasferte più lunghe della stagione il 2026 della Halley Matelica, che è partita oggi pomeriggio alla volta della Puglia per preparare al meglio il match di domani (palla a due ore 19) sul campo dei Lions Bisceglie. Un’avversaria inedita ma anche una delle habitué della cadetteria e una squadra costruita per stare nei piani alti della classifica.
E il team guidato da coach Vito Console sta rispettando i pronostici dopo un inizio di stagione complicato a causa di una penalizzazione di 5 punti in classifica per inadempienze relative all’annata scorsa, le uscite prima dell’inizio del campionato di due dei big del roster allestito in estate, ovvero l’estone Hugo Erkmaa e il lungo argentino ex Recanati e Montegranaro Marcelo Dip, e la necessità di spostarsi a Molfetta per le gare casalinghe a causa dei lavori al PalaDolmen. Ma una volta completato il restyling e trovata continuità, la squadra pugliese ha marciato al ritmo delle big, come testimoniano le sole tre sconfitte e le sette vittorie nelle ultime otto giornate, compresa quella prenatalizia sul campo di Recanati. Due vecchie conoscenze del nostro basket, entrambi ex Porto Recanati, sono stati finora i due fari della squadra: il play Luca Montanari e l’ala Edoardo Anibaldi, che veleggiano entrambi oltre i 14 punti a partita. La batteria dei piccoli ha però anche diverse altre frecce da giocare, a partire dalla guardia Leonardo Di Dio (12,1 punti a gara), passando per l’ultimo arrivato, il play-guardia Tengo Gogishvili (9,9 punti a sera) e arrivando fino alle altre due ali Mario Tartaglia (9,1 punti di media) e l’ex Morrovalle e Porto Sant’Elpidio Carlo Spernanzoni (2,3 punti ad allacciata di scarpe). A presidiare il pitturato ci pensano i due centroni Medoune Gueye (8,2 punti a sera) e Dion Sheqiri (0,7 punti di media) e l’ala forte Vincenzo Festinese (7,8 punti a gara).
Una squadra forte, profonda, completa in tutti i reparti con l’obiettivo di guardare in alto: servirà la miglior Halley per tornare dalla Puglia con i 2 punti.
La partita sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube dei Lions Bisceglie (https://www.youtube.com/@LionsBiscegliebasket/), aggiornamenti sulla gara sulle nostre pagine Facebook (https://www.facebook.com/halleyvigorbasket), e Instagram (https://www.instagram.com/vigorbasketmatelica/).
Si è spento ieri a Mar del Plata, all’età di 95 anni, Natalio Caporaletti, portorecanatese di nascita e figura di riferimento per la comunità marchigiana in Argentina.
Caporaletti è stato per molti anni presidente dell’Unione Marchigiana di Mar del Plata e uno degli artefici del gemellaggio tra la città argentina e Porto Recanati, realizzato attraverso l’Associazione Amici di Mar del Plata. Un legame costruito nel tempo grazie al suo impegno costante nel mantenere vive le radici e l’identità marchigiana tra gli emigrati italiani.
Nonostante una vita trascorsa oltreoceano, Natalio Caporaletti ha sempre mantenuto un rapporto profondo con la sua città natale. Un legame ricordato con commozione dal figlio Josè, che proprio ieri mattina ha raccontato al sindaco Andrea Michelini come il padre, nel giorno del suo compleanno lo scorso 25 dicembre, ripetesse più volte alla famiglia di essere in attesa del “treno per Porto Recanati”, simbolo di un ritorno mai dimenticato.
Il sindaco Michelini aveva incontrato Caporaletti lo scorso dicembre a Mar del Plata, in occasione delle celebrazioni per i 30 anni del gemellaggio tra le due città, un anniversario che aveva ulteriormente rafforzato un rapporto fondato su amicizia, memoria e condivisione culturale.
L’Amministrazione comunale e la città di Porto Recanati esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia Caporaletti, unendosi al dolore dei familiari e della comunità marchigiana di Mar del Plata per la scomparsa di un uomo che ha rappresentato un ponte umano e culturale tra due mondi.