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L'amore riconosciuto: amori liquidi in cerca di ascolto

L'amore riconosciuto: amori liquidi in cerca di ascolto

"Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così" (Italo Calvino)

In una relazione amorosa, il riconoscimento e la scelta reciproca consapevole costituiscono condizioni essenziali per l’inizio dell’esperienza. La verità non esiste fino a quando non viene osservata e non le viene dato un senso, riconducendo le molteplici possibilità in una sola.

Oggi si preferisce evitare di consapevolizzare un amore, perché ciò significherebbe renderlo reale ed investire energia in un'unica direzione, privandosi della libertà di scegliere altre opzioni. L'amore, invece è vulnerabilità, esprimere le proprie paure ed avere il coraggio di non mollare di fronte alle difficoltà.

Ci chiede tempo e pazienza. Significa decidere di riconoscere quel legame, vedere la sua esistenza senza alcuna conferma logica. E’ arrendersi al flusso della vita. Nella società odierna è più semplice ridurre l'esperienza amorosa ad una semplice attrazione chimica, preferendo ad essa molteplici relazioni tiepide senza futuro.

Zygmunt Bauman, quando nel 2003 pubblicò il suo libro “ Amore liquido”, anticipò con lungimiranza profetica le dinamiche relazionali moderne, esasperate dai social. Bauman parla della precarietà dei rapporti che, già allora, stavano trasformandosi da solidi a liquidi.

Si hanno relazioni fondate su emozioni immediate senza reali connessioni, che si dissolvono alla prima difficoltà, perché le piazze virtuali offrono infinite opzioni: si ha l’effimera sensazione di avere infinite possibilità di incontro.

Non ci si sofferma a costruire, perché significherebbe dover guardare l’altro e se stesso, riconoscere le fragilità di entrambi e lavorarci. Risulta, invece, molto più comodo rimanere in superficie, prendere il bello della novità e del mistero per poi passare al prossimo giro di giostra. Un vero mercato dove l’altro è sostituibile.

Connessioni liquide per una promessa di libertà che crea spesso isolamento. Bauman ci parla di un “uomo senza legami” alla costante ricerca di sicurezza, ma allo stesso tempo timoroso di restare imprigionato in relazioni stabili che possono precludere la possibilità di creare nuove storie.

Si desiderano relazioni leggere per avere l’illusione di poter ancora vivere altre opportunità sentimentali. Il timore più grande nel costruire una relazione è la perdita dell’infinito potenziale di scelta che viene congelato quando vivi una relazione intensa e profonda. Ma il paradosso della perenne di ricerca della migliore relazione possibile è la solitudine.

L’amore rischia di diventare una merce di scambio, in cui si vuole un prodotto pronto, il consumo immediato di un desiderio che non richiede alcuna forma di cura o aspettativa. L’amore viene così privato della sua essenza di imprevedibilità, precarietà e impegno.

La comunicazione è rapida, gli scambi sono spesso superficiali in un tempo contratto dove non c’è spazio per un vero riconoscimento reciproco. Il costo della libertà è una vicinanza apparente ed un reale isolamento, dove basta disconnettersi per interrompere qualsiasi legame.

La conseguenza è l’impossibilità di costruire la fiducia necessaria per poter investire emotivamente. In una società che richiede il consumo dei sentimenti, attenzione a non perdere per strada un amore, perché non siamo riusciti a riconoscerlo e a dargli il giusto valore per investirci.

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