Provincia Macerata

Eccellenza, un gol per parte nella ripresa: Matelica e Chiesanuova si fermano sull’1-1

Eccellenza, un gol per parte nella ripresa: Matelica e Chiesanuova si fermano sull’1-1

Il Matelica che prova a scappare e il Chiesanuova che la riagguanta, tutto nella ripresa nel giro di pochi minuti, calcio di punizione deviato da una parte e calcio di rigore dall'altra. Finisce 1-1 l'incrocio maceratese che distribuiva punti pesanti in chiave salvezza, con il Chiesanuova che sognava il sorpasso ed invece viene raggiunto dal Fabriano Cerreto a 20 punti in penultima posizione. Resta avanti una posizione e 2 lunghezze il Matelica. E’ stata una gara equilibrata, un pari giusto per quanto visto in campo e non scaturito da formazioni che si sono accontentate. Cronaca A poco più di un anno di distanza riecco mister Santoni sulla panchina del Matelica, senza Ginestra squalificato tra i pali fa debuttare il 2008 Falzetti. Mariotti ha appiedato Monaco e lo rimpiazza con Lucarini. Locali con il 4-3-3 che diventa 4-1-4-1 in fase difensiva, sempre con Borgia a far girare la squadra, avversari con la difesa a 5 e l’ex Tittarelli boa con Mengani e Pedrini alle spalle. L’avvio è tutto di marca Chiesanuova e far ben sperare. Subito al 2’ palla stupenda di Borgia per Mongiello, destro a giro in rete ma offside, quindi al 9’ ancora Borgia, stavolta conclude e Falzetti c’è. A metà frazione meglio il Matelica, da corner viene perso Marino che però sottomisura non trova la porta. Nel finale Borgia illumina la scena. Al 41’ effettua un tiro-cross, sul secondo palo Hernandez in spaccata out. Allo scadere brutta palla persa da Sopranzetti al limite dell’area, Antonioni non sfrutta calciando alto. La ripresa si apre subito col gol. Al 3’ punizione dal limite di Busato, il sinistro andrebbe fuori ma viene deviato e spiazza Fatone. Il Chiesanuova non ci sta e reagisce benissimo. Al 10’ Montella sbaglia, Mongiello tira e Falzetti ribatte. Al 19’ il neoentrato Pasqui di tacco premia l’inserimento di Parioli (tra i migliori), tackle da dietro e netto rigore. Dal dischetto Mongiello fa 1-1. Il Chiesanuova prova a vincerla a costo di rischiare ripartenze. Non accade nulla fino al 36’ quando su punizione lunga, Mongiello spizza senza inquadrare la porta. Ancora di testa altro pericolo al 41’ quando Falzetti esce in ritardo (unico errore), Pasqui di testa lo anticipa e sfera alta. In pieno recupero il subentrato Bonvin prova a segnare da posizione defilata, Fatone è attento.

25/01/2026 19:05
la Lube inciampa a Milano: si ferma all’Allianz Cloud in quattro set e resta al sesto posto

la Lube inciampa a Milano: si ferma all’Allianz Cloud in quattro set e resta al sesto posto

La volata per tornare nei piani altissimi della SuperLega Credem Banca inizia con il piede sbagliato per i vicecampioni d’Italia. Quello dell’Allianz Cloud si conferma un campo ostico per i biancorossi, al terzo stop consecutivo negli scontri diretti di Regular Season all’ombra della Madonnina dopo quelli registrati nelle ultime due stagioni. Nel 18° turno della Regular Season la Cucine Lube Civitanova stecca la trasferta nella tana dell’Allianz Milano in quattro set (25-17, 38-36, 12-25 25-21) e resta al sesto posto (31 punti), con i meneghini tornati a -2 in classifica. Nel primo set (25-17) a fare la differenza sono i 9 punti di Reggers, che attacca con il 78% e sigla 2 ace. Civitanova prova a girarla con il servizio di Bottolo, ma i padroni di casa attaccano meglio e aumentano il divario. La Lube soffre, ma lotta fino alla fine, in un secondo rocambolesco set perso dopo 40 minuti (38-36), ovvero il 14° set con il punteggio più alto per la Superlega in coabitazione con altri parziali. Gli uomini di Medei vanno sotto 21-16 e recuperano fino al 24-24, ma nella lotteria interminabile dei vantaggi non riescono a sfruttare varie palle per imporsi. Il terzo set lampo (12-25) è agli antipodi. Nikolov ruba la scena al servizio con 5 ace e attacchi potentissimi (4-17) prima di rifiatare con l'ingresso Duflos-Rossi. Piazza attinge alla panchina, ma il set è senza storia. Nel quarto atto (25-21) Milano batte meglio (3-0 gli ace), mura con continuità (3 a 1 i vincenti) e attacca con una percentuale lievemente superiore. La sfida dei bomber va al top scorer Nikolov in termini di punti realizzati (31), ma è Reggers (24 sigilli) a lasciare il campo da MVP grazie alle giocate determinanti per la vittoria dei milanesi. Con lui in doppia cifra anche Recine (11), tra gli ospiti in evidenza Bottolo (16) e Loeppky (11). LA GARA Lube in campo con Boninfante in cabina di regia, gli schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo ad attaccare palloni, al centro Gargiulo e D’heer, Balaso libero. Ospiti schierati con il palleggiatore Cachopa in diagonale con l’opposto Reggers, laterali Ichino e Recine, centrali Caneschi e Di Martino, libero Catania. Match preceduto da un minuto di silenzio in memoria di Luciano Gasperi. In avvio la Lube risponde con l’ace di Bottolo allo strappo di Reggers al servizio (7-7), ma il bomber dei milanesi colpisce con attacchi potenti (9-7). Milano allunga su una decisione arbitrale che fa discutere (11-8). L’Allianz è in fiducia e passa con il solito Reggers (15-11) spingendo Medei a chiedere il time out, ma al rientro Di Martino mura Gargiulo (17-12). I biancorossi reagiscono ancora con Bottolo dai nove metri (17-14). C’è spazio per Orduna tra gli ospiti, ma a orientare il set per i padroni di casa è ancora una volta l’opposto belga (21-16). Medei inserisce Podrascanin. I meneghini difendono tutto, i biancorossi sbagliano troppo. Dopo l’errore civitanovese, seguito dall’ace di Reggers e il mani out di Ichino, si chiude il set (25-17). Il secondo set decolla dopo il break di Reggers, seguito dal punto fortunoso dei compagni (16-13). La Lube torna a -1 (17-16) dopo l’inserimento temporaneo di Orduna e Kukartsev. Un errore al servizio di Nikolov, il bolide di Reggers e l’ace di Kreling complicano la situazione (20-16). Duflos-Rossi entra per Nikolov, ma Kreling colpisce (21-16). Kukartsev spezza il gioco milanese, Bottolo trova un muro utile (21-18). Sul 23-19 targato Reggers, rientra Nikolov e colpisce con due attacchi intervallati dall’ace di Bottolo (23-22). Nel finale Civitanova, con il sestetto tipo, annulla delle palle set (24-24) e dopo un salvataggio di Loeppky mette il naso avanti con Nikolov (25-26), per due volte (26-27). Milano ribalta grazie a 2 errori (28-27). Bottolo rimedia (28-28). La stanchezza si fa sentire e aumentano gli errori. Lube di nuovo avanti sull’invasione di Ichino, Milano impatta con Caneschi (32-32). Il pallonetto di Nikolov e il mani out i Recine tengono vivo il set (33-33). Il botta e risposta prosegue (34-34). Dopo una ricezione difettosa, Civitanova incassa un muro, Kreling stecca (35-35). Fatali l’errore cuciniero sul 36 pari e l’ace di Di Martino (38-36). Reazione irruenta della Lube a inizio quarto set (3-9), con Piazza che inserisce il giapponese Masajedi poco prima del muro di Boninfante su Reggers e dei 5 ace di Nikolov intervallati da un suo attacco e terminati dal diagonale di Bottolo (4-17). Coach Piazza inserisce Barbanti e Lindqvist. Sul 5-17 il bulgaro, autore di 8 punti, rifiata cedendo il posto a Duflos-Rossi. Il francesino strappa applausi con un pallonetto millimetrico per il 10-23. L’errore di Masajedi per il 12-25 finale riapre il match. Quarto set al via con una battaglia punto a punto (9-9). Le amnesie biancorosse spingono Medei a due time out ravvicinati (12-9). Indicazioni salutari che rimettono in moto i marchigiani (12-12). Milano trova un altro strappo chiuso dall’ace di Recine (15-12). Sulla potenziale palla del -1 Civitanova incassa un muro difficile da digerire e Loeppky spara fuori il successivo attacco (18-14). Sul 18-15 dentro Boninfante e Orduna. Milano allunga (21-16). Civitanova riesce a restare nel set (21-18), ma nella bagarre sotto rete Milano è più determinata e con Di Martino torna a distanza di sicurezza (23-18). Nikolov attacca e mura per riaprire la gara ancora una volta (23-20). Sul 24-20 Gargiulo annulla la prima palla set, ma Di Martino chiude il match con un primo tempo vincente (25-21).   Allianz Milano – Cucine Lube Civitanova 3-1 (25-17, 38-36, 12-25, 25-21) MILANO: Recine 11, Ichino 6, Catania (L), Masajedi, Reggers 24, Masulovic, Barbanti 1, Lindqvist 1, Benacchio ne, Kreling 4, Otsuka (L) ne, Di Martino 9, Corbetta ne, Caneschi 8. All. Piazza. CIVITANOVA: D’heer 1, Gargiulo 6, Loeppky 11, Orduna, Bisotto (L) ne, Balaso (L), Boninfante 1, Nikolov 31, Kukartsev 1, Podrascanin 2, Bottolo 16, Duflos-Rossi 2, Tenorio. All. Medei Arbitri: Giardini e Zanussi. Note: durata set 24’, 40’, 21’, 28’. Totale 1h 53’. Milano: errori al servizio 18, ace 10, muri 11, attacco 42%, ricezione 41% (16%). Civitanova: errori al servizio 26, ace 9, muri 12, attacco 47%, ricezione 55% (31%). Spettatori: 3.465. MVP: Reggers.  

25/01/2026 18:50
Pallavolo Macerata non lascia spazio: Pineto costretta a inseguire

Pallavolo Macerata non lascia spazio: Pineto costretta a inseguire

Match di altissimo livello quello tra la Banca Macerata Fisiomed e l’Abba Pineto, valevole per il terzo turno di ritorno della Regular Season di A2 Credem Banca. Dopo un’ora e 23’ di partita, a sorridere sono i biancorossi che vincono l’incontro col risultato di 3-0 (25-23, 25-17, 25-17) e si guadagnano la quarta vittoria consecutiva del loro campionato. Si sapeva che quella del Banca Macerata Forum fosse una partita ad alti ritmi e l’attesa è stata più che ripagata: difese, muri e livello spettacolare. Tra due squadre forti e in forma, la differenza la fanno i dettagli e, questa volta è Macerata a gioire. Il primo set è combattutissimo, gli ospiti si portano in vantaggio a metà set, ma con grande forza e caparbietà, i biancorossi risalgono, agganciano e sorpassano al fotofinish. Il secondo è un monologo casalingo: sin da subito Fall e compagni amministrano il gioco trovando grande efficacia dai nove metri e in contrattacco. Nel terzo, sono sempre i biancorossi a tenere i giri del proprio motore molto alti: 3-0 e Banca Macerata Forum sempre più fortino. Top scorer Karyagin, 15 punti per il laterale bulgaro.  La partita Non cambia nulla coach Giannini per la sua Banca Macerata Fisiomed rispetto alle tre vittorie consecutive: ancora Pedron in regia con Novello opposto; Zhelev e Karyagin sono gli schiacciatori-ricevitori, Fall-Diaferia a centro rete, Gabbanelli e Dolcini in seconda linea.  Anche l’Abba Pineto si presenta a Macerata coi suoi soliti uomini: in tenuta nerazzurra entrano in campo Catone in palleggio con Krauchuk nella sua diagonale, Allik e Di Silvestre sono i laterali, Trillini-Zamagni i centrali, Morazzini libero.    Primo set. Subito grandi difese e agonismo alle stelle al Banca Macerata Forum: Pedron mette fine a uno scambio infinito col muro del 4-4. Pineto prova a confondere il piano tattico maceratese giocando molto al centro, ma i biancorossi mantengono il focus con una bordata di Zhelev in pipe: l’equilibrio regna ancora sovrano (9-9). L’ace di Krauchuk accende la spia di allarme in casa Macerata: coach Giannini ferma il gioco sull’11-14. Fall prova a dare la scossa ai suoi che azzerano il gap grazie alla seconda linea di Novello: parità a quota 15. Il sorpasso arriva con Garello (17-18), ma è un prezioso videocheck a portare il +2 ai biancorossi (20-18). Grande attenzione in difesa e contrattacco per Fall e compagni nei punti a seguire: con qualche brivido, il primo set è meritatamente nelle mani dei padroni di casa (25-23). Secondo set. Partenza veloce dei biancorossi che sfruttano qualche incertezza ospite nel primo tocco: Diaferia e Karyagin portano i loro compagni subito sul +5 (6-1). Grande momento del sestetto di Giannini che, con un efficace sistema muro-difesa, prova a mettere a luce i (pochi) punti deboli pinetesi. Altro ace per Fall che obbliga il primo timeout dell’Abba di questo parziale: 12-5 al Forum. Dominio Macerata nel set: Pineto ruota i propri effettivi, ma il muro-out su Karyagin vale il successivo 18-10. Fall sigla il 20-12, i suoi compagni si rilassano eccessivamente ma si portano sul 2-0 in 24’ con un positivissimo Diaferia (25-17).   Terzo set. Prima parte del parziale in equilibrio, il videocheck rileva l’attacco out di Trillini e concede un importante 56+2 a Macerata (7-5). Zhelev pesca l’ace del 9-6, Diaferia lo imita per l’11-7. Grande agonismo dei padroni di casa che capitalizzano subito le occasioni a propria disposizione non permettendo agli ospiti di rientrare. Pesare, neo entrato, non può nulla su Novello: 18-12. Pineto cambia, ma Macerata oggi è nettamente superiore. Lo show biancorosso viene chiuso da un errore di Krauchuk (25-17).   BANCA MACERATA FISIOMED – ABBA PINETO 3-0 (25-23, 25-17, 25-17)   MACERATA: Novello 9, Pedron 3, Garello 1, Fall 11, Diaferia 9, Zhelev 10, Karyagin 15, Maccarone, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Fabi, Becchio, Talevi. All: Giannini, Ass: Leoni PINETO: Larizza, Zamagni 9, Trillini 5, Catone, Krauchuk 7, Di Silvestre 13, Castagneri, Suraci, Allik, Morazzini (L1), Pesare (L2). NE: Schianchi, Rascato, Calonico. All: Di Tommaso, Ass: Angeloni   Durata set: 35’, 24’, 24’ per un’ora e 23 minuti. Note: Battute punto: Macerata 10 con 15 errori, Pineto 3 con 8 errori. Muri punto: Macerata 11, Pineto 3. Attacco punto: Macerata 47%, Pineto 34%. Ricezione positiva: Macerata 40% (28% perfetta), Pineto 38% (20% perfetta). Photo credits: Mauro Pianesi | Pallavolo Macerata  

25/01/2026 18:35
Macerata, Dante Ferretti incanta la Filarmonica: una serata di ricordi e solidarietà (FOTO)

Macerata, Dante Ferretti incanta la Filarmonica: una serata di ricordi e solidarietà (FOTO)

Sabato 24 gennaio il Teatro Filarmonica si è riempito per accogliere il maestro Dante Ferretti, che insieme a David Miliozzi ha regalato al pubblico un viaggio tra ricordi, aneddoti e la magia del cinema. Un evento organizzato dal Kiwanis Club Macerata che ha unito cultura e beneficenza. Una sala gremita, ospiti illustri e l’emozione di riascoltare le storie di un maceratese che ha conquistato il mondo. Il maestro Dante Ferretti, premio Oscar per la scenografia, è tornato nella sua Macerata per regalare una serata indimenticabile al Teatro Filarmonica. Tra i vicoli dell’infanzia e i set di Hollywood In dialogo con David Miliozzi, Ferretti si è lasciato andare ai ricordi, raccontando con spirito e leggerezza i suoi anni tra i vicoli maceratesi, le avventure da ragazzino, fino al percorso straordinario che lo ha portato a diventare uno dei più grandi scenografi del cinema mondiale. Le battute si sono alternate alle emozioni, in un racconto che ha saputo toccare il cuore del pubblico, strappando risate e applausi. “È stato un evento speciale, il maestro è stato molto spiritoso e generoso”, ha commentato il presidente del Kiwanis Club Macerata, Renato Galeotti, sottolineando come Ferretti abbia dimostrato ancora una volta la sua straordinaria capacità di comunicare con spontaneità e autenticità. Una nuova socia e una Missione di Solidarietà Durante la serata, il Kiwanis Club Macerata ha presentato la nuova socia, Giuseppina Dante Cecchi, rafforzando la propria squadra impegnata nella difesa dei diritti dei bambini. Perché l’evento non è stato solo un momento culturale, ma anche un’occasione concreta di solidarietà. Lo scopo della serata era raccogliere fondi per il service “Una culla per la vita”, realizzato da Kiwanis in collaborazione con UNICEF, che prevede l’acquisto di cullette riscaldate per i bambini che nascono con problemi di salute. Grazie alla generosità del pubblico, attraverso le buste lasciate sulle sedie, sono stati raccolti 740 euro. A conclusione della serata, gli ospiti hanno potuto partecipare a una degustazione offerta dalla distilleria Varnelli. Il Kiwanis Club Macerata ringrazia tutti coloro che hanno partecipato e contribuito, dimostrando ancora una volta che quando si tratta di difendere i bambini, Macerata risponde sempre con il cuore.  

25/01/2026 18:15
La Maceratese fa la partita, il Sora fa i gol: 1-2 e un punto perso sulla zona playout

La Maceratese fa la partita, il Sora fa i gol: 1-2 e un punto perso sulla zona playout

La Maceratese costruisce, spinge e colleziona occasioni in serie, ma paga a carissimo prezzo la scarsa concretezza sotto porta. All’Helvia Recina vince il Sora 2-1, cinico nel capitalizzare praticamente le uniche vere opportunità create. Per la Rata una sconfitta amara, con anche un punto perso rispetto alla zona playout. Primo tempo L’avvio è tutto di marca biancorossa. Dopo appena 5 minuti la Maceratese confeziona un contropiede da manuale: Cirulli chiude l’uno-due con Papa e calcia in diagonale, fuori di pochissimo. Il Sora risponde subito con Stampete che prova la conclusione da fuori, ma Gagliardini blocca senza problemi. La Rata continua a macinare gioco: su punizione Siniega svetta sul secondo palo e rimette al centro per Ruani, che però non riesce a schiacciare di testa e manda sul fondo. Al 13’ altra fiammata: Papa ci prova col sinistro dal limite, il portiere devia in angolo; sul corner successivo Osorio non trova l’impatto giusto e la palla esce di poco. Al 17’ Cirulli scappa in profondità e conclude a lato, ma l’azione viene fermata per offside. Poco dopo (22’) arriva un’altra occasione enorme: manovra articolata, Cirulli triangola con Osorio e va al tiro in area, Laukzemis respinge; il Sora non riesce a uscire e Marras, da fuori, sfiora il palo. È un monologo della Maceratese. Al 27’ Osorio sfonda sul fondo e serve a rimorchio Marras, che però spara alto. E proprio nel momento di massima pressione biancorossa arriva la beffa: al 29’ Pecchia viene imbeccato in area, si gira con troppa facilità e batte Gagliardini per l’1-0 ospite. La Maceratese prova subito a reagire: al 36’ Marras libera il cross di Papa per Morganti, che da due passi colpisce male. Un minuto dopo Cirulli scatta sul filo del fuorigioco, ma da posizione defilata non riesce a trovare la porta. Si va al riposo tra incredulità e recriminazioni: Rata avanti per gioco e occasioni, Sora avanti nel risultato. Secondo tempo La ripresa riparte sulla stessa linea: Maceratese arrembante e ancora sprecona, con Marras che manca un’altra chance importante. Al 6’ Cirulli tenta il sinistro da fuori, alto. Arrivano i cambi: Arbsuti per Perini e Ciattaglia per Papa. Al 9’ però la partita gira di nuovo in favore del Sora: appena entrato, Ciattaglia perde un pallone sanguinoso sulla trequarti, gli ospiti ne approfittano e trovano l’inserimento di Stampete che in area scavalca Gagliardini per il 2-0. Come se non bastasse, un minuto dopo Curatolo commette un fallo imprudente: già ammonito, si prende il secondo giallo e lascia la Maceratese in dieci. Nonostante l’inferiorità numerica, la Rata non smette di attaccare. Al 24’ Osorio viene liberato bene in area ma calcia debole col mancino. Al 25’ ancora Osorio dalla sinistra mette un cross perfetto: Sabattini, a porta praticamente sguarnita, da due passi non trova il gol. Il forcing continua e al 29’ la Maceratese riapre la gara: su tiro di Gagliardi arriva una respinta, Osorio ci mette rabbia e la spinge dentro per il 2-1. Nel finale l’Helvia Recina esplode al 40’, quando Sabattini ribadisce in rete dopo la respinta del portiere su tiro di Marras: sarebbe il 2-2, ma la rete viene annullata per fuorigioco. Un minuto dopo altra occasione clamorosa: Gagliardini, dopo un rimpallo in area, si trova a tu per tu col portiere ma non riesce a concretizzare. La Maceratese ci prova fino all’ultimo, ma il Sora regge e respinge ogni assalto. Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio: Sora corsaro 2-1 a Macerata. Partita crudele per la Maceratese: tante occasioni, tanto gioco, ma poca precisione e pochissima cattiveria sotto porta. Il Sora, al contrario, sfrutta al massimo le poche chance create e porta via l’intera posta. Maceratese-Sora 21esima giornata Serie D Gir. F Maceratese-Sora 1-2 29’ Pecchia, 54’ Stampete, 74’ Osorio MACERATESE: Gagliardini; Perini (Ciattaglia), Siniega, Marchegiani; De Angelis, Ruani; Papa (Arbusti), Marras, Osorio; Cirulli (Sabattini)  A disp. Cusin, Mastrippolito, Lucero, Nasic, Gagliardi, Ambrogi All. Possanzini SORA: Laukzemis, Fili, Curatolo, Stampete (Speranza), Flaminio, Bittante, Ferrari, Trotta, Pecchia, Siciliano, Casciano A disp. Galbiati, Cugola, Stano, Boglione, Biral, Tatti, Dini, Sverino All. Scorsini Arbitro: Alessandro Angelo (Marsala) Assistenti: Puddu (Ozieri), Cusimano (Palermo) Ammonizioni: Ciattaglia Espulsi: Curatolo per doppia ammonizione 

25/01/2026 17:30
Macerata, "Buldorini resta col cerino in mano. Salvini scarica Vannacci e salta la corsa all'autocandidatura"

Macerata, "Buldorini resta col cerino in mano. Salvini scarica Vannacci e salta la corsa all'autocandidatura"

Inatteso sconquasso nella Lega dove molti sono saliti sul carro armato del vincitore con riflessi pesanti sul Comune e la Provincia di Macerata. “Vannaccia la miseria”/E il pompiere restò/col cerino in mano  Matteo Salvini di fatto caccia dalla Lega il Generale e ora Luca Buldorini vicepresidente della Provincia che voleva autocandidarsi a Sindaco di Macerata resta a piedi. Come il cofondatore della Compagnia Marca Libera, la formazione dei vannaccisti, Luca Paolorossi che si trova a fare “un sarto nel buio”. Ma questo complica anche un possibile Parcaroli bis (Di Carlo Cambi) Vannaccia la miseria! Lo hanno sentito smadonnare tra il costernato e l’irato il povero pompiere che ora è rimasto col cerino in mano, mentre pensava di candidarsi a sorpresa come Sindaco di Macerata. Insieme a lui c’è anche chi, come l’esuberante sindaco di Filottrano Luca Paolorossi che cerca d’imitare il suo collega di Terni Stefano Bandecchi con colorite esternazioni social, ha fatto un sarto nel buio. E’ l’allegra brigata di Compagnia Marca Libera presentata con muscolare enfasi il 12 luglio scorso con tanto di sfarzo alimentare alla Filarmonica di Macerata e che ora deve scegliere se stare con il Capitano (in arte Matteo Salvini) o con il generale (Roberto Vannacci). Certo che sono ore funeree per il vicepresidente della Provincia sempre in cerca di consenso. Il povero Luca Buldorini ha orizzonti convulsi davanti a sé e se ha un umore da funerale non è per prassi professionale, ma perché è rimasto in mezzo al guano. A dimostrazione però anche di una estrema debolezza della Lega che nelle Marche e in provincia di Macerata in particolare non è stata capace di consolidare una classe dirigente che non fosse autoriferita. Questo ha oggi conseguenze assai gravi sul Centrodestra di Macerata che deve decidere prima o poi che fare della sua rappresentanza in Comune. E’ vero che ha beneficato di un’ inaspettata proroga quasi annuale di mandato, ma le amministrative si avvicinano e il rischio di un dissolvimento dell’alleanza è dietro l’angolo. La ragione? L’attualità incombe e determina, al di là delle albagie personali, come si svolgono i fatti. La botta a Luca Buldorini è arrivata in diretta da Rivisondoli dove Matteo Salvini ha di fatto messo alla porta il generale passato da essere un “valore aggiunto” a uno che si appresta ad attraversare il “deserto che c’è fuori dalla Lega”. Chissà se Buldorini sceglierà di fare il beduino o si mette per un po’ ai margini? E’ curioso notare come siacstato il “partito” dei Governatori (Zaia, Fedriga e Fontana) a chiedere di rompere con Vannacci che si appresta a fondare una sorta di AFD in sansa tricolore. Luca Buldorini come amministratore doveva stare in quel “partito” e invece si è illuso che Vannacci fosse la scorciatoia per scalare la Lega e forse ora sta facendo i conti con la Lega che va al Contrario. In cerca di un incarico di prestigio l’ottimo pompiere di Appignano (due volte ha cercato di farsi eleggere Sindaco e per due volte i suoi compaesani gli hanno risposto picche) ha tentato di attizzare più di un incendio nel partito. Poi si è messo all’ombra di Sandro Parcaroli che lo ha “creato” vicepresidente della Provincia, ma ora rischia di finire su un binario morto. Oddio lui è del ramo e dunque potrebbe anche trovarci una certa convenienza. La cacciata di Vannacci complica molto le cose in casa Lega e le complica moltissimo per il Centrodestra. Sarà il caso di ricordare che il 12 luglio quando Buldorini e Paolorossi hanno presentato la Compagnia Marca Libera al tavolo c’erano tutti: dalla segretaria regionale onorevole Carla Latini al sindaco di Macerata nonché dirigente regionale della Lega (dopo essersi fatto leggere con una lista civica) Sandro Parcaroli con i suoi fidi scudieri, l’avvocato Andrea Marchiori assessore ai lavori pubblici di Macerata e noto ai più come l’assessore Lego per la sua inclinazione ad aprire cantieri ovunque – chiuderli è un altro fatto -  l’assessora Imballo e l’assessora al bilancio Oriana Piccini. Per uno strano caso domani Piccioni e il Sindaco saranno fianco a fianco in Consiglio Comunale a tentare di spiegare il gran rifiuto all’asta per il mattatoio: Sandro Parcaroli col saio di Celestino V chissà se fa la stessa figura... C’era anche il capogruppo in Comune avvocato Aldo Alessandrini che assai prudentemente disse: “"Ci sono state incomprensioni con Buldorini, ma siamo uniti". Ma ora il morto è nella bara- perdonerà il vicepresidente della Provincia, ma il riferimento viene spontaneo – nel senso che Vannacci è fuori e bisogna capire se la sua perorazione di metà luglio trova ancora orecchie pronte ad ascoltarla e se lui è ancora considerato appartenente alla Lega di cui peraltro occupa la poltrona di segretario provinciale. Disse allora: "Io ho sempre servito la Lega e continuerò a servirla, al contrario di chi si è servito invece della Lega salendo sul carro del vincitore”. Verrebbe da pensare che il carro armato del generale si è impantanato e ora scendere è un po’ complicato. Perché le conseguenze ci sono ed è inutile non vederle. Ammesso che Sandro Parcaroli passi indenne dalla possibile censura del Consiglio Comunale sulla faccenda del mattatoio, e ammesso che decida di ricandidarsi quale pezzo di Lega lo candida? Fino a ieri poteva con Luca Buldorini controllare il partito, ma ora pare essere Aldo Alessandrini, segretario cittadino e capogruppo in Comune, a dare le carte; un Alessandrini che peraltro troppe ha dovuto ingoiarne da Buldorini sempre desideroso di fare le onoranze funebri politiche a chi si frapponeva tra lui e qualsiasi incarico. Potrà Alessandrini ricandidare Parcaroli? Vorrà la Lega depurata dai vannaccisti proseguire sulla linea politica della trilaterale: Buldorini-Parcaroli-Marchiori con annesso codazzo di bottegai, ballerine, nani ricchi premi e cotillons? Può essere che la nuova giunta di Centrodestra accontenti la pletora di questuanti che faceva ala al Sindaco e al suo pompiere? O ci sarà un fuggi fuggi?  Peraltro già si vocifera che il presidente del consiglio comunale Francesco Luciani insieme con l’assessore Lego – entrambi simpatizzanti di  Compagnia Marca Libera che ora diventa Compagnia Liberi Tutti - starebbero preparando una loro lista civica. Lo stesso pompiere ora ha un problema: Sandro Parcaroli ha finito il suo percorso assai accidentato da presidente della Provincia (discarica, acquedotto ospedale giusto per dire tre incompiute) e ora il vice d’Appignano che fa? Dove si attacca se il suo mentore non corre più o viene messo da parte? Rischia di perdere anche il suo posticino in Provincia. Sempre nella famosa cena -a questo punto è diventata delle beffe – Luca Buldorini ebbe a mettere – come d’habitude verrebbe da dire – una pietra tombale sulle ambizioni di altri affermando: “La Lega sarà protagonista alle prossime Regionali” e quando Buldorini dice Lega intende, come il Re sole, “io”. Com’è andata lo sanno tutti. La Lega ha preso il 7,37 % dei voti alle regionali, meno di un terzo di cinque anni fa e Luca Buldorini 937 preferenze, la metà di Anna Menghi che di Vannacci non ha mai voluto sentir parlare. Alla famosa cena della Filarmonica lei non c’era. E qualcosa vorrà pur dire ora che, vannaccia la miseria, tramonta la Lega al contrario.  

25/01/2026 17:20
Eccellenza, la Civitanovese vede (doppio) rosso: il Tolentino risorge con Tortelli nel derby

Eccellenza, la Civitanovese vede (doppio) rosso: il Tolentino risorge con Tortelli nel derby

Il Tolentino cancella le prime, difficili, settimane di questo 2026 e coglie finalmente i tre punti nel derby giocato al Polisportivo contro la Civitanovese. La squadra di Passarini si impone con il risultato di 0-1 grazie alla rete di Tortelli arrivata nel secondo tempo. I padroni di casa chiudono in nove uomini una partita contrassegnata da un nervosismo eccessivo che l'arbitro non è riuscito a contenere. Allontanati anche i due allenatori: Marinelli e Passarini, dopo un accesso diverbio innescato dal tecnico di casa.  Una vittoria che regala ossigeno agli ospiti e allontana, almeno momentaneamente, gli spettri della zona play-out. Per la Civitanovese, invece, arriva un passo falso dopo l'ottima vittoria contro il Matelica ma la rosa è in totale rifondazione ed avrà bisogno dei necessari tempi di adattamento per assorbire i nuovi arrivati.  LE FORMAZIONI - Nei padroni di casa debutta il neo acquisto Sanchez, incaricato di irrobustire la linea difensiva e dare propulsione alla fascia sinistra. In avanti a vincere il ballottaggio è il 2006 Piccinin. Nel Tolentino si accomoda in panchina capitan Tizi, con il ruolo di terzino ricoperto da Rozzi. Lanciato titolare il brasiliano Nunes De Melo, si rivede dal primo anche Capezzani. In tribuna da segnalare la presenza del presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, tifoso della squadra di casa. LA CRONACA - I rossoblù partono con il piede pigiato sull'acceleratore e sfiorano il vantaggio al 5'. Sanchez svetta in maniera impetuosa sugli sviluppi di corner e chiama alla grande parata il numero uno cremisi, Roberto. Civitanovese pericolosa anche al 14' con la punizione tagliata di Visciano che rischia di sorprendere Roberto, bravo a recuperare la posizione al centro della porta e bloccare la sfera.  I padroni di casa hanno le redini del possesso palla. Il Tolentino, nei primi 20 minuti, non riesce a proporre nulla di diverso dal lancio lungo alla ricerca della coppia d'attacco Lovotti-Moscati. Al 24' il diagonale di Franco, masticato, non crea grattacapi.  Gli ospiti, seppur senza creare chiare occasioni da rete, riescono a destarsi a partire dalla mezz'ora di gioco. Il giocatore cremisi più in palla è certamente Moscati, bravo a dimenarsi e crearsi spazio nell'asfissiante marcatura dei difensori avversari, svariando su tutto il fronte offensivo. Null'altro di significativo accade sino al duplice fischio.  SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi arriva, immediato, un colpo di scena. Al 51' rosso diretto estratto dall'arbitro Fanelli nei confronti di D'Ancora, reo di aver colpito a palla lontana Capezzani. Mister Marinelli sceglie, quindi, di coprirsi inserendo Barone per Piccinin.  La partita, inevitabilmente, cambia. Al 58' il leonino Moscati si guadagna un fallo sull'out destro, sfuggendo a tre avversari. Sulla punizione susseguente Giandomenico crossa in area e trova la deviazione, sporca ma vincente, di Tortelli.  Al 66' il primo squillo della partita di Lovotti. Il bomber argentino, sul lancio di Capezzani, è bravo a costruirsi da solo la chance per il tiro, liberandosi di Lorenzoni: largo. Nonostante l'inferiorità numerica, la Civitanovese ha il merito di non rinunciare ad attaccare.  Gli animi si incendiano al 75'. Marinelli abbandona la propria area tecnica mentre Moscati viene soccorso dal massaggiatore ospite, lamentando eccessive perdite di tempo. Critiche che fanno infuriare Passarini: l'arbitro, dopo un concitato parapiglia, sceglie di espellere entrambi i tecnici.  Al 79' Lovotti prova la giocata ad effetto, tentando di sorprendere Servalli dalla trequarti, ma è impreciso. In questa fase della partita si gioca pochissimo, con nervi alle stelle. Espulso pure Tizi, direttamente dalla panchina, per proteste.  All'87' follia di Roberto, che regala una punizione alla Civitanovese rinviando il pallone fuori dal limite dell'area di rigore. De Arriba spara alle stelle il piazzato. Il Tolentino, pur con l'uomo in più, è in apnea. Forcing rossoblù e otto minuti di recupero concessi.  Nel finale altro rosso per la Civitanovese. Lorenzoni commette un fallo di reazione sul neo entrato Rotondo e viene mandato negli spogliatoi in anticipo. Da sottolineare come l'arbitraggio non sia stato in grado di tenere in mano le redini la partita. Il triplice fischio arriva come una benedizione per i tifosi ospiti, accorsi in massa al Polisportivo e, come consueto, encomiabili nel loro perpetuo incitamento.  Tabellino Civitanovese - Tolentino 0-1 TOLENTINO: Roberto, Diouane, Strano, Fontana, Rozzi, Giandomenico, Nunes De Melo (60' Alberione), Tortelli, Capezzani (67' Garcia), Lovotti, Moscati (80' Rotondo). All. Passarini  CIVITANOVESE: Servalli, Lorenzoni, Sanchez, Visciano (85' Marietti), Martiarena, Romero (63' De Olivera), Piccinin (51' Barone), D’Ancora, De Arriba, Franco (72' Pompili), Malaccari (72' Candia). All. Marinelli  Arbitro: Edoardo Fanelli di Perugia Assistenti: Ciro Lauro di Jesi e Giacomo Caporaletti di Macerata Reti: 59' Tortelli (T) ammoniti: Tortelli, Diouane, Malaccari, Rotondo; espulsi: D'Ancora, Passarini (allenatore), Marinelli (allenatore), Tizi (dalla panchina), Lorenzoni; corner 3-4; recupero: 2' e 9'. 

25/01/2026 17:00
Civitanova, Us Volley ’79 travolge la Sifer Castelfidardo e continua la marcia in classifica

Civitanova, Us Volley ’79 travolge la Sifer Castelfidardo e continua la marcia in classifica

L’Us Volley ’79 piega per 3-0 una coriacea Sifer Castelfidardo e continua la sua marcia in classifica. Prestazione solida per le ragazze di coach Alessandro Faini che riescono a battere le fidardensi, nonostante alcune defezioni. Le rossoblu hanno risposto presenti, riuscendo ad incanalare da subito la sfida nei binari giusti.  L’avvio è equilibrato: dopo alcuni pareggi, le rossoblù allungano grazie all’ace di Maurizi, al muro di Antonelli, alla diagonale di Crescini per l’11-8. La Sifer Castelfidardo mostra una buona energia, ma Bartolacci firma un allungo importante fino al 19-12. Il set point arriva con il muro di Crescini, mentre Partenio chiude il primo set con un bell'attacco: 25-14. Nel secondo set il primo punto è firmato da Crescini, ma le avversarie della Sifer Castelfidardo allungano con diversi attacchi. Cittarello dà la carica alla squadra con un primo tempo per il 2-4, seguito dal pallonetto di Crescini. È però Partenio ad accorciare le distanze con una diagonale e a firmare il pareggio sull’8-8. Il set è caratterizzato da lunghi scambi: entrambe le squadre credono nella possibilità di portare a casa i tre punti. Partenio va a segno due volte in diagonale e poi allunga sul +2 con un ace (13-11). Crescini sorprende le avversarie con un pallonetto per il 15-13. Ancora Partenio protagonista: pallonetto per il 18-16, diagonale per il 19-17 e ancora pallonetto per il 20-18. Da una difesa spettacolare di Bartolacci nasce un punto decisivo che porta il punteggio sul 21-18. Cittarello va a segno in primo tempo per il 23-18 e chiude il set sul 25-19. Il terzo set prosegue senza molte interruzioni: le rossoblù prendono rapidamente il largo, portandosi sul 17-6. Coach Faini inserisce Paolini, che contribuisce ad allungare ulteriormente il vantaggio. Crescini va a segno con un attacco laterale per il 23-16. Il muro di Cittarello e Spernanzoni vale il set point sul 24-16, mentre Crescini chiude definitivamente il parziale sul 25-17.  “Nonostante avessimo un paio di assenze siamo riuscite con la forza di tutta la squadra a vincere la partita – afferma Dalia Antonelli - È stata pesante fisicamente giocare tre partite in sette giorni, contro avversarie anche di assoluto livello però ripeto è merito della squadra. Questo è un successo importante”.   US VOLLEY ’79 – SIFER CASTELFIDARDO 3-0 (25-14; 25-19; 25-17)   US VOLLEY ’79: Fermani, Pulcini, Napolitano, Spernanzoni, Partenio 18, Bartolacci 8, Crescini 14, Cittarello 10, Maurizi 3, Pezzola, Antonelli 4, Paolini 2 All. Faini SIFER CASTELFIDARDO: Gioacchini, Gasparrini, Rossini, Bordonaro, Schiavoni 6, Morgoni, Lucchetti 6, Olivi 7, Iurini, Toccaceli 8, Zampa, Piccotti 9, Paioncini, Mengoni All. Pica  

25/01/2026 15:30
Borghi terremotati, Federcontribuenti Marche al Governo:"Occorrono atti concreti. Qui c'è potenziale  di crescita"

Borghi terremotati, Federcontribuenti Marche al Governo:"Occorrono atti concreti. Qui c'è potenziale di crescita"

"Il Governo deve occuparsi di quel 96% di territorio che non è ancora una destinazione turistica. È in quelle aree che c’è il vero potenziale di crescita”: parole condivisibili della ministra Santanchè, ma che devono tradursi in atti concreti verso i territori più fragili e dimenticati, come i borghi dell’Italia centrale colpiti dal sisma del 2016 e 2017". E' il commento della Segretaria Regionale Marche di Federcontribuenti, Maria Teresa Nori, alle parole della ministra del turismo in una conferenza stampa al Forum internazionale di Milano soffermandosi sulla bellezza dei borghi storici.  "Visso, Ussita, Castelsant’Angelo e tanti altri piccoli comuni in particolare del maceratese - fa presente Maria Teresa Nori - non sono solo “punti sulla mappa”, ma comunità che resistono ogni giorno alla crisi, alla burocrazia, allo spopolamento. La resilienza di commercianti, operatori economici, presìdi sanitari come le piccole farmacie, è l’anima viva di questi borghi".  Federcontribuenti sottolinea infine "l'ottimo lavoro del Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli" ma chiede al Governo "di non dimenticare questo pezzo d’Italia sventrato ma mai arreso. Investire qui non è solo doveroso, è un’occasione di rilancio per un’Italia più equa, coesa e viva".

25/01/2026 15:00
Furti senza sosta a Tolentino: i carabinieri bloccano un "palo" in contrada Calcavenaccio

Furti senza sosta a Tolentino: i carabinieri bloccano un "palo" in contrada Calcavenaccio

L’allarme che scatta, il buio improvviso e la risposta immediata delle pattuglie. È stata una serata di tensione quella vissuta in Contrada Calcavenaccio, a Tolentino, dove i carabinieri della locale Compagnia sono riusciti a intercettare uno dei presunti componenti di una banda di ladri d'appartamento. Tutto è iniziato intorno alle ore 19:00 di ieri. I malviventi hanno preso di mira l’abitazione di una donna di 64 anni, utilizzando una tecnica precisa: prima hanno oscurato l’illuminazione esterna per agire indisturbati e poi hanno forzato una porta laterale. Una volta dentro, sono riusciti a sottrarre alcuni oggetti in rame. Tuttavia, il sistema di allarme della casa è entrato in funzione, costringendo i ladri alla fuga e allertando simultaneamente la centrale operativa. I militari del nucleo operativo e radiomobile, insieme ai colleghi della locale stazione, si sono precipitati sul posto. Durante il rastrellamento dell'area circostante, l'attenzione dei carabinieri è caduta su una Fiat Panda bianca parcheggiata a poca distanza dal luogo del furto. L’auto, risultata di proprietà di una società di autonoleggio, non è sfuggita all'occhio dei militari: a bordo si trovava un 33enne albanese, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo stava verosimilmente attendendo il ritorno dei complici per caricare la refurtiva e fuggire. Il 33enne, finora incensurato, è stato deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria per furto in abitazione. Le indagini proseguono ora senza sosta per dare un volto e un nome agli autori materiali dello scasso. L'episodio si inserisce in un momento di particolare attenzione per la città. A seguito dei recenti furti che hanno generato allarme sociale, il Comando Compagnia ha disposto un significativo rafforzamento dei servizi di controllo. "Lo Stato c'è e la vigilanza è massima", fanno sapere dall'Arma. La strategia prevede un aumento delle pattuglie nelle zone periferiche e meno illuminate, oltre a posti di blocco serrati lungo le arterie principali per intercettare movimenti sospetti. L'obiettivo è duplice: prevenire nuovi colpi e aumentare la percezione di sicurezza tra i residenti. I carabinieri rinnovano l’appello alla cittadinanza: in caso di movimenti o rumori sospetti, è fondamentale chiamare immediatamente il 112. La collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine resta il primo, fondamentale argine contro la microcriminalità.

25/01/2026 13:20
Civitanova sotto scacco della cocaina: "Esiste una cupola tra affari e clan"

Civitanova sotto scacco della cocaina: "Esiste una cupola tra affari e clan"

Un Teatro Cecchetti gremito, con oltre cento persone rimaste all’esterno, ha fatto da cornice a uno dei momenti di confronto più crudi e necessari degli ultimi anni sulla realtà civitanovese. Non è stato un semplice convegno, ma un atto d’accusa e, al contempo, un grido d’aiuto quello lanciato dall’avvocato Giuseppe Bommarito, dal dottor Gianni Giuli (responsabile del dipartimento dipendenze, rappresentato dai dati del dott. De Rosa) e dal dottor Foglia. L’intervento dell’avvocato Giuseppe Bommarito ha scosso la platea, ricevendo un applauso interminabile. Con dati alla mano, ha descritto Civitanova come uno dei centri nevralgici dello spaccio sulla costa adriatica: "Un vero fiume di cocaina si riversa in città". Ma il dato più allarmante riguarda il "riuso" di questo denaro sporco. Bommarito ha parlato apertamente di una "Cupola" composta da funzionari, alcuni amministratori locali e clan pericolosi, capace di trasformare i proventi della droga in appartamenti di lusso attraverso i piani casa, riciclando così capitali illeciti nel settore dell’edilizia. Il quadro clinico tracciato dal dott. De Rosa (operativo in città dal 2003) è impietoso: in vent’anni l’uso di sostanze a Civitanova è aumentato del 35-40%, con un passaggio sistematico dall'eroina alla cocaina. Una deriva figlia di una visione "vuota" della società, dove la ricerca di affermazione personale avviene oltre ogni misura. Su questo punto è stato durissimo il dott. Foglia, che ha richiamato gli adulti alle proprie responsabilità: "Come possiamo pretendere determinati comportamenti dai ragazzi se gli adulti insegnano che si può fare tutto a tutte le ore?". In prima fila, insieme ai vertici di Polizia e Guardia di Finanza, sedeva il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Raffaele Ruocco. Accolto da un lungo applauso per la recente operazione che ha smantellato una famiglia criminale attiva da decenni sulla costa, Ruocco ha voluto rassicurare i cittadini: "Spesso lavoriamo in apnea per mesi. I cittadini possono pensare che alcuni territori siano franchi, ma lo Stato c'è e arriva sempre il momento di emergere in superficie per restituire sicurezza e legalità". L'iniziativa, promossa dal consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli e dai consiglieri comunali Pierpaolo Turchi e Fabiola Polverini, ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui il Presidente della Fondazione Carima Francesco Sabattucci, l’assessore Pantella e l'imprenditore Germano Ercoli, rimasto in ascolto per l'intera serata. "Abbiamo voluto donare alla città un confronto serio – hanno spiegato i promotori – perché chi amministra ha il dovere di garantire ai giovani un ambiente sano e modelli corretti". I lavori sono stati arricchiti dalle testimonianze della dott.ssa Sabrina Tosi (Tribunale per i minorenni) e dell’avvocato Luisella Cellini. A chiudere l'incontro, la musica: la canzone “Tutto si può fare”, scritta dal giovane civitanovese Federico Baiocco insieme a Morreale, un titolo che suona come una provocazione e una speranza per una città che cerca faticosamente di ritrovare la propria rotta.

25/01/2026 12:00
Trump vuole la Groenlandia: Draghi mette in guardia dai nemici della UE

Trump vuole la Groenlandia: Draghi mette in guardia dai nemici della UE

La Groenlandia è parte della Danimarca: con queste parole semplicissime, inconfutabili e di buon senso, Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, prende posizione sulla controversa questione della Groenlandia. Come è noto, Donald Trump, il presidente della civiltà del dollaro, già da tempo ha deciso di mettere le mani sulla Groenlandia e di annetterla agli Stati Uniti d’America:”la Groenlandia ci serve”, così ha dichiarato Trump, candidamente facendo ammissione dello jus sive potentia. Per parte sua, l’Unione Europea si trova decisamente spiazzata: in quanto colonia senza dignità al traino di Washington, è naturalmente indotta ad accettare cadavericamente le decisioni del padrone a stelle e strisce; ma questa volta, per la prima volta, si tratterebbe di una aggressione militare imperialistica statunitense contro la stessa Europa. Non per caso, Francia e Germania hanno già mandato le loro truppe in Groenlandia. Il paradosso della situazione sta nel fatto che Trump, che sulla carta dovrebbe essere amico dell’Europa, le sta di fatto dichiarando guerra, laddove Putin, che sulla carta dovrebbe essere il principale nemico dell’Europa, ne prende almeno teoricamente le difese ricordando l’ovvio, ovvero che la Groenlandia è parte della Danimarca. Ci hanno raccontato per mesi che la Russia voleva invadere l’Europa e poi l’invasione arriva invece da Washington, che i media occidentali hanno sempre celebrato come il baluardo della Libertà, della democrazia e dei diritti. Forse adesso le cose diverranno più chiare a tutti: Il nemico è e resta Washington, non certo Mosca. Gli euroinomani di Bruxelles stentano a prenderne coscienza ma in ogni caso hanno già cambiato indirizzo, dato che hanno ammesso recentemente l’esigenza di dialogare con quel Putin che fino al giorno prima era considerato il nemico irriducibile con il quale era d’uopo guerreggiare. Intanto così ha dichiarato Draghi: “l’Europa non ha mai avuto così tanti nemici, sia interni, sia esterni”. Queste le recenti dichiarazioni dell’unto dai mercati, l’euroinomane delle brume di Bruxelles, l’uomo nato per comandare senza mai dover essere votato da qualcuno. Secondo l’ex Goldman Sachs ed ex BCE, l’Unione Europea si trova a un tornante storico della propria esistenza, vivendo un momento di crisi senza precedenti per via dei troppinemici che le si parano dinanzi o che vivono al suo interno: tanti nemici, poco onore; così bisognerebbe forse dire in relazione alla tecnocrazia repressiva e depressiva di Bruxelles, tempio vuoto che santifica il turbocapitale sans frontières. Per quel che ci riguarda, ci corre l’obbligo di far notare all’euroinomane di Bruxelles che il principale nemico dell’Europa è la stessa Unione Europea, culmine del neoliberismo e della distruzione preordinata dei diritti sociali dei popoli europei. Per quel che riguarda i nemici esterni, va detto che, a rigore, l’Unione Europea ha fatto di tutto per crearseli: prendiamo il caso della Russia di Putin, un tempo amica dell’Europa, fino aquando l’Europa stessa non decise scelleratamente di interrompere le relazioni e di assumere una ridicola postura bellica, fingendo però che fosse quest’ultima a cercare il conflitto. E che dire, poi, di Donald Trump e dell’America, ora pronti a occupare la Groenlandia? Non erano i nostri amici e preziosi alleati? In verità, Washington non è mai stata amica e alleata dell’Europa, essendo da sempre invece dominatrice dell’Europa intesa e trattata come colonia e come serva sciocca della civiltà del dollaro. Come non mi stanco di ripetere a tambur battente, il nostro nemico oggi non è a Mosca o a Pechino, ma a Bruxelles e a Washington. Non va dimenticato. Se vuoi, nel prossimo passaggio posso ridurre o aumentare l’intensità dei grassetti (più neutri o più polemici) a seconda della piattaforma di pubblicazione.

25/01/2026 11:30
L’amore tra razionalità stoica e follia platonica

L’amore tra razionalità stoica e follia platonica

Gli stoici concepivano l’amore come un’illusione pericolosa, un velo da dissipare, per abbracciare una vita più sicura e razionale. L’amore annebbia la mente, devia il cammino. Ci allontana da un percorso virtuoso verso i nostri obiettivi e ci priva di quella lucidità indispensabile alla nostra evoluzione. Esso genera aspettative infondate e fantasie che innescano passioni incontrollabili. Restare radicati nei propri confini - ovvero nel dominio della ragione – ci consente di esercitare un controllo sulle relazioni, preservandoci dagli imprevisti e dalle tempeste emotive. Per il filosofo greco Epitteto l’amore romantico e passionale è un inganno che sottrae all’uomo la sua libertà. Concedersi emotivamente ad un altro, che non possiamo dominare, significa consegnare la propria felicità al volere di terzi, esponendoci ad un dolore e ad una smarrimento inevitabile. Le relazioni affettive vanno dunque gestite per coltivare le proprie virtù: un’opportunità per affinare il controllo sulle nostre azioni, intenzioni e reazioni; le uniche che possiamo governare, dal momento che non abbiamo alcuna facoltà sui pensieri e sui sentimenti altrui. Non è saggio lasciarsi andare all’amore cieco, poiché ogni legame ha un inizio ed una fine: accettare questa impermanenza ci preserva dall’ansia della perdita e dell’abbandono, fattori estranei al nostro potere. Bisognerebbe coltivare relazioni svincolate dal possesso: lasciare l’altro libero, senza legare la propria felicità alla sua presenza. Solo la ragione può indicare la via, poiché cedere il timone al cuore significa arrendersi alla follia. Lo stoico riconosce il conflitto inevitabile nelle relazioni e lo accoglie con calma, trasformandolo in opportunità di crescita. Questo sentimento equilibrato, affrancato da ogni attaccamento si discosta radicalmente dall’approccio platonico, che celebra l’amore come forza cosmica e necessaria. Platone celebra l’amore come slancio verso il divino, un’ascensione che infonde alla nostra esistenza un senso più profondo. In questa visione, la passione non confonde, ma illumina! L’esperienza amorosa richiede un impegno diverso: un cammino di crescita che ci rivela l’altra metà di noi stessi, smascherando desideri repressi e paure abissali. Ci invita ad un’opera di consapevolezza attraverso il caos che un sentimento così forte provoca in noi. Si compie una discesa negli abissi interiori, per riemergere trasformati. Per Platone, la “pazzia” dell’amore è sacra, poiché salva l’uomo: Eros semina trambusto nell’anima per temprarla e liberarla. La razionalità ci allontana dal divino, l’amore, invece, ci eleva: “l’amore impazzisce per riscattarci dalla prigione di una mente sterile”. Se da un lato gli stoici predicano il distacco per sottrarsi al tormento della passione, con una vita equilibrata e autonoma, dall’altro Platone esalta l’estasi trasformatrice dell’amore. A questo punto ci chiediamo: l’amore è il senso della vita, oppure energia caotica che ci allontana da noi stessi? Oggi potremmo vedere l’amore come un cammino razionale e sublime insieme, perché l’essere umano ha bisogno di cuore e mente, di intensità e di sicurezza.

25/01/2026 10:50
Medico di guardia che non va dalla paziente: a quali responsabilità va incontro?

Medico di guardia che non va dalla paziente: a quali responsabilità va incontro?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alle cure mediche e nello specifico al rapporto medico-paziente. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: “A quali responsabilità va in contro il medico di guardia che contattato telefonicamente non si reca a prestare l’assistenza medica domiciliare?".  Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione molto delicata, su cui ha avuto modo recentemente di pronunciarsi la Corte di Cassazione, secondo la quale: “Vero è che l'art. 13, comma 3, dell'accordo collettivo nazionale per la regolamentazione dei rapporti con i medici addetti al servizio di guardia medica ed emergenza territoriale, reso esecutivo (ai sensi dell'art. 48 legge 23 dicembre 1978, n. 833) con D.P.R. 25 gennaio 1941, n. 41, postula un apparente automatismo ove stabilisce che il medico di continuità assistenziale «è tenuto ad effettuare al più presto tutti gli interventi che siano chiesti direttamente dall'utente [...] entro la fine del turno al quale è preposto». Tuttavia, altre fonti normative, rilevanti nel caso concreto, puntualizzano che, come d'altronde logico, il medico «deve valutare, sotto la propria responsabilità, l'opportunità di fornire un consiglio telefonico, recarsi al domicilio per una visita, invitare l'assistito in ambulatorio» (così, il Manuale per il medico di continuità assistenziale approvato dal Comitato permanenteaziendale USL della (omissis)). Nel caso di specie, si configuravano, pertanto, tre opzioni al cui interno il medico imputato era chiamato a scegliere, in base al suo apprezzamento della situazione concreta. Ebbene,posto che la terza possibilità era fuori discussione a causa dell’età e delle condizioni della paziente (la signora per la quale era richiesto l’intervento era molto anziana ed ammalata e non era dunque nelle condizioni di recarsi a una visita ambulatoriale), dai fatti emerge come il medico non si fosse nemmeno prestato ad un consulto telefonico: «(omissis) neppure ha rivolto consigli terapeutici puntuali, tale non potendo ritenersi l'alternativa di chiedere l'intervento di un'ambulanza ovvero, se la situazione fosse rimasta stazionaria, rivolgersi, il giorno dopo, al medico di base». Deve ribadirsi che la necessità e l'urgenza di effettuare una visita domiciliare, in virtù di quanto previsto dal citato art. 13 dell'accordo collettivo nazionale, è rimessa alla valutazione discrezionale del sanitario di guardia, sulla base della propria esperienza, ma tale valutazione sommaria non può prescindere dalla conoscenza del quadro clinico del paziente, acquisita dal medico attraverso la richiesta di indicazioni precise circa l'entità della patologia dichiarata (Sez. 6, n. 34047 del 14/01/2003, Miraglia, Rv. 226594): richiesta che, nel caso di specie, non risulta essere stata formulata; pertanto, l'unica opzione residua era, dunque, la visita domiciliare, in relazione alla cui mancata esecuzione l'imputato non ha addotto alcun legittimo impedimento. Anche la censura della mancanza del requisito dell'urgenza, insito nella necessità - secondo il dettato dell'art. 328 cod. pen. - che l'atto vada «compiuto senza ritardo», sul punto, la giurisprudenza di legittimità riconosce pacificamente la connotazione discrezionale della valutazione del medico, riservando tuttavia al giudice il potere di sindacarla quando emergano elementi che evidenzino l'evidente erroneità di quest'ultima (in tal senso: Sez. 6, n. 23817 del 30/10/2012, dep.2013, Tomas, Rv, 255715; Sez. 6, n. 12143 del 11/02/2009, Bruno, Rv. 242922; Sez. 6, n. 34047 del 14/01/2003, Miraglia, cit.). Si rileva che nel giudizio in esame: «È evidente che, nel caso di specie, il quadro clinico descritto dall'utente avrebbe imposto di recarsi immediatamente al domicilio della malata,affetta da difficoltà respiratorie in un contesto di età avanzata»; dunque, premesso che l'omissione di atti d'ufficio ha natura di reato di pericolo, sulla base della ricostruzione del fatto tale pericolo (nel caso di specie, per la salute dell'assistito) sussisteva al momento della realizzazione della condotta omissiva. Per la stessa ragione risulta impossibile negare la sussistenza del dolo, poiché l'imputato non si sarebbe rappresentato la necessità di compiere l'atto senza ritardo, non avendo egli ritenuto urgente la condizione clinica della donna. Infatti, in base alla ricostruzione operata dai giudici di merito, l'indifferibilità dell'atto dell'ufficio era ragionevolmente ipotizzabile al momento della telefonata, alla luce delle circostanze del fatto (quali le condizioni e l'età della donna, nonché la tipologia di sintomi riferita dal figlio), con la conseguenzache il soggetto agente non poteva che essersela rappresentata. Pertanto, in linea con la più recente giurisprudenza di legittimità ed in risposta alla domanda del nostro lettore, si può affermare che: “Commette il reato di omissione d’atti d’ufficio il medico che non va dalla paziente nell’impossibilità a muoversi data dall’età della stessa e soprattutto dalle gravi difficoltà respiratorie” (Cass. Pen., Sez. VI, sentenza n. 44057 del 28.10.2022). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

25/01/2026 10:20
Giallo a Recanati: esce con un permesso e non rientra, è caccia all'evaso

Giallo a Recanati: esce con un permesso e non rientra, è caccia all'evaso

Doveva essere un breve periodo di libertà vigilata, ma si è trasformato in una fuga. I carabinieri della stazione di Recanati hanno denunciato a piede libero un 41enne italiano con l'accusa di evasione. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, stava scontando una pena in regime di arresti domiciliari presso la propria residenza nel comune leopardiano. Secondo quanto ricostruito dai militari, il 41enne aveva ottenuto dall'autorità giudiziaria un regolare permesso giornaliero che gli consentiva di allontanarsi temporaneamente da casa per determinate esigenze. Il problema è sorto al momento del controllo. I carabinieri, impegnati nei quotidiani servizi di pattugliamento del territorio e di verifica del rispetto delle misure restrittive, si sono recati presso l'abitazione dell'uomo nell'orario in cui sarebbe dovuto essere già rientrato. Tuttavia, del 41enne non c'era traccia.  Constatata l'assenza ingiustificata e il superamento dei limiti orari imposti dal giudice, i militari hanno fatto scattare immediatamente le procedure previste per il reato di evasione. Nonostante le ricerche avviate tempestivamente in tutta la zona e nei luoghi abitualmente frequentati dal soggetto, l'uomo non è stato ancora rintracciato. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti e la denuncia per evasione comporterà quasi certamente un aggravamento della misura cautelare a cui era sottoposto.  

25/01/2026 10:05
Ferrari "taroccata": sognava il rosso, era grigia. Truffato un maceratese

Ferrari "taroccata": sognava il rosso, era grigia. Truffato un maceratese

Per molti la Ferrari è un sogno che si realizza, e quel sogno non può che avere un colore: il rosso corsa. Tuttavia, per un 64enne residente a Macerata, l'acquisto della "rossa" si è trasformato in un incubo burocratico e giudiziario quando ha scoperto che, sotto la vernice fiammante, batteva un cuore decisamente meno iconico. I carabinieri della stazione di Macerata, al termine di una complessa attività d’indagine, hanno denunciato per truffa il titolare di un autosalone in provincia di Reggio Emilia. Si tratta di un 42enne emiliano, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, che nel 2023 aveva venduto al cittadino maceratese una Ferrari F430. L'auto era stata consegnata nel classico colore rosso. Un acquisto importante, suggellato da una trattativa che sembrava regolare. Con il passare dei mesi, però, alcuni piccoli dettagli o forse una semplice intuizione hanno spinto il proprietario a vederci chiaro. L’uomo si è rivolto ad alcune ditte specializzate nel settore delle auto di lusso per effettuare verifiche approfondite sulla carrozzeria e sullo storico del veicolo. Il responso tecnico è stato amaro: la Ferrari uscita dalla fabbrica di Maranello non era affatto rossa. Il colore originale era un grigio argento, poi "coperto" da una riverniciatura totale per renderla più appetibile (e probabilmente costosa) sul mercato dell'usato. Sentendosi raggirato, il 64enne si è presentato alla caserma di via Di Pietro per sporgere denuncia. I militari dell'Arma hanno ricostruito la filiera della vendita, incrociando i documenti dell’autosalone reggiano con i numeri di telaio e le certificazioni della casa madre. Una volta accertata la discrepanza tra le caratteristiche reali del mezzo e quelle dichiarate all'atto dell'acquisto, per il rivenditore 42enne è scattata la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria. Ora l'uomo dovrà rispondere del reato di truffa, mentre per il collezionista maceratese resta l'amarezza di aver pagato per un'icona che, nella realtà, nascondeva una livrea ben diversa da quella desiderata.

25/01/2026 09:55
"Taglio e piega gratuiti se donate i capelli": da Tolentino iniziativa di beneficenza per Crans-Montana

"Taglio e piega gratuiti se donate i capelli": da Tolentino iniziativa di beneficenza per Crans-Montana

"Senza più pelle, né capelli, quei ragazzi erano ancora vivi ma sembravano scheletri". Una frase durissima, una delle testimonianze più impressionanti emerse dopo il devastante incendio del locale Constellation di Crans-Montana, che restituisce la misura delle condizioni in cui versano molti dei giovani feriti sopravvissuti al rogo. Accanto alle cure salvavita e ricostruttive, resta infatti una necessità altrettanto profonda: restituire dignità, riconoscibilità e identità a chi ha visto il proprio corpo e il proprio volto stravolti. È in questo contesto che si inserisce l’iniziativa solidale partita dalla Francia e diffusasi rapidamente in tutta Europa, alla quale ha deciso di aderire anche Anne Slivnitsona, titolare della parrucchieria Happy Family Style, in piazza dell’Unità a Tolentino. L’iniziativa prevede taglio e piega gratuiti per chi dona i propri capelli, destinati a un’associazione svizzera, la Rolph Ag, impegnata nella realizzazione di parrucche per le persone coinvolte nell’incendio. "Ho visto sui social il post di una collega e mi ha colpita profondamente – racconta Slivnitsona –. Quelle immagini, quelle storie, mi hanno fatto pensare che poteva capitare a chiunque, anche a ragazzi della nostra età, ai nostri figli o nipoti. Così ho deciso di aderire senza esitazioni". Nel salone di Tolentino chiunque lo desideri può donare una treccia di almeno 25-30 centimetri di capelli non trattati e in buone condizioni. In cambio, Anne Slivnitsona offre gratuitamente il servizio di taglio e piega, mettendo a disposizione professionalità e tempo per una causa che va ben oltre l’estetica. "È un gesto semplice per chi dona, ma enorme per chi lo riceve – spiega –. I capelli, se il cuoio capelluto non è stato danneggiato, possono ricrescere; per molti dei feriti di Crans-Montana, invece, la perdita potrebbe essere definitiva. Una parrucca non è solo un accessorio, ma uno strumento per tornare a guardarsi allo specchio". I capelli raccolti vengono inviati all’associazione svizzera che, una volta ricevute le trecce, le controlla, le pulisce e le seleziona in base a struttura e colore. La lavorazione è lunga e complessa: per realizzare una singola protesi capillare servono in media cinque o sei donazioni e diversi mesi di lavoro artigianale. "Sto ricevendo tante richieste – aggiunge la titolare di Happy Family Style – da persone che non venivano in salone da tempo o che arrivano anche da fuori città. Questo dimostra che la solidarietà non ha confini. Non importa da dove si parte, ma dove arriva il gesto". Un’iniziativa che, partita da lontano, ha trovato spazio anche a Tolentino, trasformando un salone di parrucchiera in un piccolo presidio di umanità. Perché, come sottolinea Slivnitsona, "ridare un’immagine significa spesso ridare anche un sorriso e una speranza".

25/01/2026 09:40
Intervista a Gabriele Micarelli: "Ascoltiamo i cittadini. Chi è credibile per loro come Sindaco?" (SONDAGGIO)

Intervista a Gabriele Micarelli: "Ascoltiamo i cittadini. Chi è credibile per loro come Sindaco?" (SONDAGGIO)

Gabriele Micarelli, ex candidato sindaco di Macerata, riflette sulla situazione politica della città. Dalla sua esperienza nel civismo alle idee per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini, Micarelli offre spunti concreti per capire come rilanciare la partecipazione civica. Negli anni lei è stato spesso presente nel dibattito civico maceratese. Oggi invece è più defilato. Come guarda alla situazione attuale? La guardo con l’occhio di chi ha partecipato, ma oggi non è coinvolto direttamente. Negli anni ho preso parte per quattro volte alle elezioni amministrative, sempre nel mondo del civismo, mettendoci la faccia. Alle ultime elezioni mi sono candidato addirittura con una sola lista, in modo consapevole, senza alcuna ambizione personale, come gesto di testimonianza. Oggi sono fuori da tutto da tempo e forse proprio per questo riesco a osservare le cose con maggiore distacco. In questi giorni il dibattito politico locale è piuttosto acceso, ma anche frammentato. Che impressione ha da cittadino? Da cittadino percepisco una certa confusione. Si leggono articoli, nomi, ipotesi, incontri, posizionamenti, ma il quadro complessivo non è ancora chiaro. È una situazione che ho già visto in passato e che spesso produce lo stesso effetto: le persone faticano a sentirsi coinvolte e finiscono per allontanarsi. Secondo lei qual è il rischio principale in questa fase? Il rischio è che tutto resti confinato dentro dinamiche politiche che il cittadino osserva dall’esterno. Quando i nomi arrivano già definiti, quando le scelte sembrano maturare lontano dalla vita quotidiana della città, cresce la sensazione di subire più che partecipare. Ed è da lì che nasce la disaffezione. Lei ha sempre difeso il valore del civismo. Oggi che ruolo può avere? Il civismo non è un’alternativa ai partiti, è un complemento. Serve soprattutto nei momenti in cui la politica fatica a leggere il territorio. Può aiutare a riportare l’attenzione sulle persone, sulla fiducia, sulla credibilità quotidiana. Lei usa spesso l’immagine delle “chiavi della città”. Perché? Perché rende bene l’idea. Il sindaco è la persona a cui affidi ciò che hai di più caro. Quando dai le chiavi di casa a qualcuno, non lo fai per appartenenza, ma per fiducia. Cosa proporrebbe lei di fare? In modo naturale e forse banale mi piacerebbe poter ascoltare direttamente i cittadini. Non per scegliere un candidato, ma per capire quali persone della società civile godono di fiducia reale. Ad esempio con un semplice sondaggio. Può essere uno strumento utile anche alla politica? Assolutamente sì. Non sostituisce i partiti e non indica candidature, ma può offrire un’indicazione utile a tutti gli schieramenti, di destra e di sinistra. Può aiutare a individuare nomi proposti direttamente dai cittadini. Reputerebbe quindi utile ascoltare i cittadini tramite un sondaggio sui nostri canali web? Perché no! Esatto. Un modo semplice e trasparente per dire: prima dei nomi ufficiali, ascoltiamo i maceratesi. Poi ognuno farà le proprie valutazioni.   E quindi domanda per i nostri lettori. Quale persona della società civile maceratese potrebbe essere indicata come figura affidabile per la guida della città di Macerata? Nota: Le segnalazioni non costituiscono candidature né indicazioni di voto, ma un contributo civico utile alla riflessione pubblica.  

24/01/2026 19:43
Museo della Scuola di Macerata: Ornella Ricca, prima donatrice, in visita speciale (VIDEO)

Museo della Scuola di Macerata: Ornella Ricca, prima donatrice, in visita speciale (VIDEO)

Oggi il Museo della Scuola ha avuto l’onore di accogliere Ornella Ricca, una delle figure cui il museo è intitolato insieme al marito Paolo Ricca, primi donatori dei materiali esposti. La visita ha rappresentato un momento di grande emozione per tutto il team del museo, che ha voluto celebrare il legame profondo tra i primi donatori e questa realtà unica. Come spiega Marta Brunelli, vicedirettrice del Mudesc: “Il Museo della Scuola nasce come un'emanazione di un centro di ricerca di storia dell'educazione sul libro scolastico. Infatti, come vedete, i libri scolastici fanno parte del nucleo fondante di questa realtà. Poi, grazie alla conoscenza con alcuni importanti collezionisti, in primis Ornella e Paolo Ricca, siamo riusciti ad acquisire integralmente la loro enorme collezione, che ha dato origine al museo”. Il museo unisce ricerca scientifica, didattica e contatto con la società: “Gli studenti lavorano qui, svolgono il tirocinio curriculare e partecipano a lezioni su storia dell’educazione, beni culturali e management. Ogni anno accogliamo circa mille visitatori, tra scuole locali e anche provenienti da altre regioni”, continua Brunelli. Anche Juri Meda, docente Unimc che intercettò la donazione dei Ricca, ricorda l’inizio del progetto: “Il museo è nato vent’anni fa, nel 2006 a Brescia, durante un convegno sui quaderni di scuola. Lì incontrammo Ornella e Paolo e nacque l’idea di far diventare permanente la loro grande collezione. Dal 2012, anno dell’inaugurazione, il museo accoglie materiali che raccontano la storia della scuola italiana e diventano patrimonio per studenti e visitatori”. Ornella Ricca si è detta profondamente emozionata: “Quando noi ci incontrammo non sapevamo, facevamo esposizioni itineranti e a un certo punto mio marito si era stancato… allora decidemmo di donare la collezione al museo. Una storia d’amore nata sui banchi di scuola ha dato vita a questo bellissimo museo dei banchi di scuola”. Durante la visita, i docenti Unimc hanno accompagnato Ornella Ricca tra le sale del museo e le hanno donato un mazzo di rose bianche, una per ogni anno di apertura del museo, a testimonianza della lunga e preziosa storia condivisa. Il Museo della Scuola è aperto al pubblico e alle scolaresche dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. Inoltre, offre opportunità di tirocinio universitario unico nel suo genere, per chi desidera vivere un’esperienza diversa dal solito nei beni culturali.

24/01/2026 19:20
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